Il 62% degli italiani è fuori dai giochi. Ecco come l'algoritmo sta filtrando il futuro di chi cerca lavoro

(Adnkronos) - Il mercato del lavoro italiano nel 2026 attraversa una fase di trasformazione radicale, dove la tecnologia non è più solo un supporto, ma il motore che decide chi accede alle opportunità. Secondo i dati raccolti da LinkedIn, la percezione di difficoltà è ai massimi storici: oltre 6 professionisti su 10 (62%) dichiarano che trovare un nuovo impiego è diventato più complesso nell'ultimo anno. Il panorama è segnato da processi di selezione percepiti come rigidi (36%) e una competizione esasperata (44%) che attraversa trasversalmente tutte le fasce d'età.  L'accuratezza dell'analisi di Linkedin presentata poggia su due solidi pilastri statistici che garantiscono una visione d'insieme sia qualitativa che quantitativa, a partire dalla ricerca consumer condotta da Censuswide tra il 13 e il 28 novembre 2025 su un campione di 19.113 lavoratori, inclusi profili full-time, part-time e disoccupati in cerca di impiego, distribuito su 13 mercati globali tra cui l'Italia nel pieno rispetto dei principi internazionali ESOMAR. A questo si affianca l'indagine Jobs on the Rise, basata sulle rilevazioni del LinkedIn Economic Graph, che ha esaminato milioni di percorsi professionali avviati tra il 1° gennaio 2023 e il 31 luglio 2025 per calcolare il tasso di crescita specifico di ogni ruolo, applicando filtri rigorosi per escludere stage o posizioni temporanee e restituire così solo le tendenze strutturali del mercato. La ricerca di un impiego nel mercato attuale si è trasformata in quello che molti professionisti definiscono "un'impresa ardua", un percorso a ostacoli dove la complessità burocratica sembra prevalere sulla valutazione del talento. Al centro di questo malessere emerge il dato sulla competizione esasperata, citata dal 44% degli intervistati come la barriera principale, seguita da una percezione di eccessiva rigidità nei processi di selezione (36%), ormai strutturati su criteri standardizzati che lasciano poco spazio all'intuizione umana. Questa rigidità si riflette direttamente sulla struttura degli iter di assunzione: circa la metà dei candidati (50%) ritiene che i processi siano frammentati in un numero eccessivo di fasi, trasformando il reclutamento in una maratona estenuante che, per il 49% degli utenti, ha perso ogni tratto umano. L'automazione e l'uso di filtri digitali hanno infatti accentuato un senso di impersonalità, dove il candidato si sente ridotto a una serie di keyword all'interno di un database piuttosto che una risorsa da scoprire. A questa architettura complessa si somma una componente emotiva di profonda frustrazione legata alla comunicazione. La mancanza di trasparenza è uno dei nodi più critici: quasi un candidato su quattro (24%) segnala tempi di risposta estremamente dilatati che lasciano i professionisti in un limbo professionale per settimane. Il fenomeno più tossico resta però il cosiddetto "ghosting", ovvero la totale assenza di riscontro dopo l'invio della candidatura o, peggio, dopo aver sostenuto i primi colloqui; una pratica che colpisce il 20% dei partecipanti alla ricerca, minando la fiducia nel sistema e la motivazione a proseguire nel percorso di carriera. 
Marcello Albergoni, Country Manager di LinkedIn Italia, osserva: "Il mercato del lavoro oggi assomiglia sempre più a una grande rotonda [...] servono strumenti che rendano il percorso più leggibile, equo e basato sulle competenze." Lo sguardo generazionale rivela fratture profonde. Da una parte, i giovani della Gen Z (81%) e i Millennial (67%) sono pronti a trasferirsi all'estero per trovare opportunità più gratificanti. Dall'altra, i profili senior vivono con ansia il fattore anagrafico, percepito come un ostacolo al cambiamento nonostante l'esperienza consolidata. In questo contesto, il merito sembra ancora soccombere alle dinamiche informali: il 32% dei professionisti ritiene che le conoscenze personali contino ancora più delle competenze reali. Nonostante le difficoltà, la lista dei Jobs on the Rise evidenzia settori in espansione verticale, guidati quasi totalmente dalla tecnologia e dalla sicurezza: Ingegnere dell'intelligenza artificiale Direttore IA Specialista Salute Sicurezza Ambiente Ingegnere dei sistemi avionici Bioinformatico 
Michele Pierri, Senior Managing Editor di LinkedIn Notizie Italia, sottolinea: "La sfida è investire in competenze e sfruttare trend come i Jobs on the Rise – dall’ingegnere IA al direttore IA – per trasformare in opportunità un contesto in rapida evoluzione."    
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MG, nel 2025 in Italia superata quota 50 mila grazie all'ibrido

(Adnkronos) - A cinque anni dal ritorno sul mercato italiano, MG Motor ha chiuso il 2025 con un nuovo record, superando la quota simbolica di 50 mila auto vendute sul mercato italiano (per l'esattezza 50.064). Il dato mostra come le vendite dello storico marchio inglese, oggi controllato dai cinesi di Saic Motor, siano quasi triplicate rispetto al risultato del 2022 (17.845 immatricolazioni) grazie all'apporto dei nuovi modelli elettrificati. Infatti la tecnologia Hybrid+, il full hybrid di MG che può contare su una batteria da 1,83 kW, è stata introdotta su tutti e tre i modelli di volume MG ZS, MG HS e MG3 e ha registrato un totale di 23.891 immatricolazioni (il 45% del totale), portando il brand a posizionarsi al secondo gradino del podio di questa motorizzazione. Hybrid+ ha contribuito ad una crescita organica della proposta elettrificata di MG che chiude il 2025 con una quota di Hybrid+, Plug-in Hybrid e EV che supera il 50% nel mix di gamma.  Come segnala Andrea Bartolomeo, Country Manager e Vice President di Saic Motor Italy, "siamo saliti sul podio dell’ibrido al fianco di brand riconosciuti e che sono sul mercato da decenni, e questo è forse l’aspetto più rilevante perché afferma l’impegno continuo di Saic nello sviluppo tecnologico e nella ricerca delle soluzioni più adatte alle nostre esigenze e che possano davvero rendere la tecnologia alla portata di tutti". Anche nel settore B2B il 2025 ha rappresentato un risultato importante per il brand e ha consentito all’azienda di allargare il portafoglio clienti sia nel noleggio che nelle flotte. 
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Università: test Medicina, Consulcesi: "La graduatoria sarà falsata"

(Adnkronos) - Doveva superare il numero chiuso e ampliare l’accesso a Medicina. "Il nuovo sistema basato sul semestre filtro ha invece generato un paradosso evidente: solo il 10% degli studenti è riuscito a superare tutti e 3 gli esami di Chimica, Fisica e Biologia, con il rischio concreto della pubblicazione, domani 8 gennaio, di una graduatoria nazionale già compromessa e tutt'altro che improntata al merito". È quanto sostiene , in una nota - il network legale Consulcesi & Partners. "Il dato non riflette il merito degli aspiranti medici, ma le criticità di un procedimento che ha mostrato limiti strutturali fin dalle prime prove. A pesare sugli esiti, in particolare, il livello di difficoltà anomalo degli esami del 20 novembre e del 10 dicembre 2025, le irregolarità segnalate durante le prove e un semestre che, nei fatti, non è mai stato realmente tale, durato poco più di un mese e mezzo e spesso svolto con modalità non omogenee tra atenei".  Nel tentativo di correggere il sistema, il ministero dell’Università e della Ricerca - si legge nella nota - è intervenuto con il Dm 1115 del 22 dicembre 2025, ampliando la platea degli idonei a 22.500 candidati a fronte di 17.278 posti disponibili, comprendendo chiunque abbia superato almeno uno dei tre esami obbligatori. L’iscrizione di questi ultimi sarà poi subordinata al recupero degli esami mancanti con date extra organizzate dalle università. Un ulteriore ingolfante procedimento che occuperà aule universitarie e docenti, ritardando le lezioni del semestre e lo svolgimento sereno di questo primo anno per gli studenti.  Tale scelta, secondo i legali, non elimina le irregolarità a monte, ma introduce correttivi successivi che aggravano la frammentazione del percorso accademico e la disuguaglianza di trattamento. "Siamo di fronte a un paradosso senza precedenti: un accesso pensato per essere più aperto che finisce per selezionare in modo ancora più rigido. Il semestre filtro - afferma l’avvocato Marco Tortorella, che patrocina i ricorsi di Consulcesi & Partners - non è stato uguale per tutti, la frequenza è stata breve e spesso non in presenza, e si sono verificate violazioni dell’anonimato, fughe di notizie e quesiti errati o ambigui".  Nel corso degli anni il pool legale di Consulcesi & Partners - dettaglia la nota - ha consolidato una solida esperienza nella tutela dei diritti degli aspiranti medici e degli studenti penalizzati da irregolarità nei test di ammissione. In passato, l’azione legale del network ha portato a riammissioni in sovrannumero di studenti ingiustamente esclusi da graduatorie di accesso a Medicina, con conseguente apertura di canali di dialogo con il Ministero per migliorare la trasparenza e la meritocrazia delle prove. Tale esperienza operativa, maturata in numerose vertenze e riconosciuta anche da pronunce favorevoli dei tribunali amministrativi, rafforza la posizione dei ricorrenti attesi dopo la pubblicazione della graduatoria.  "La graduatoria – prosegue Tortorella – sarà costruita su regole cambiate in corsa e su un percorso che non ha garantito le stesse condizioni a tutti. In queste situazioni, chi non verrà ammesso ha fondati elementi per far valere i propri diritti davanti ai giudici amministrativi".  Secondo Consulcesi & Partners, il nuovo modello di accesso, presentato come superamento del numero chiuso, ne riproduce gli effetti, lasciando migliaia di studenti in un limbo e rischiando di inaugurare l’anno accademico con un ampio contenzioso. Il pool legale C&P - conclude la nota - è già al lavoro sui ricorsi contro il procedimento di accesso a Medicina, a tutela di tutti gli studenti che risulteranno esclusi da una graduatoria ritenuta viziata da irregolarità note e non adeguatamente sanate. Per maggiori informazioni ed adesioni è possibile consultare il portale numerochiuso.info 
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Intellivision Sprint: il ritorno della console "intelligente" in Europa - Il video

(Adnkronos) - Il mercato del retro-gaming accoglie un nuovo protagonista di fascia premium. È disponibile da oggi in tutta Europa Intellivision Sprint, una riproposizione fedele dell'omonimo sistema domestico che, all'inizio degli anni '80, si distinse per una filosofia di design orientata alla profondità tattica e intellettuale. Realizzata da Plaion Replai in collaborazione con Atari, la console rappresenta la prima riedizione ufficiale dell'hardware Intellivision dopo decenni di assenza dalle scene. L'operazione editoriale riveste un particolare valore storico: unisce infatti due realtà che furono acerrime rivali durante l'era conosciuta come la "Prima Guerra delle Console". Intellivision Sprint non si configura come una semplice mini-console, ma come un sistema ricostruito per i display moderni che intende preservare la tattilità originale. Il progetto si rivolge a una platea di collezionisti e appassionati che "apprezzano l'artigianalità più della novità". 
Sebbene la console mantenga intatta la propria iconica estetica industriale nelle tonalità marrone e oro, l'infrastruttura tecnica è stata radicalmente aggiornata per soddisfare gli attuali standard prestazionali, a partire dall'integrazione di un'uscita HDMI progettata per garantire immagini pulite e a bassa latenza sui moderni display. Questa evoluzione tecnologica coinvolge profondamente l'esperienza d'uso, poiché i celebri controller a disco full-size sono stati trasformati in unità wireless dotate di batterie ricaricabili, pur conservando la fedeltà operativa grazie ai nuovi overlay inclusi nella confezione, elementi essenziali per ripristinare quella peculiare interazione fisica che ha caratterizzato il sistema originale. Il design complessivo dell'hardware, che vede la macchina accompagnata dai suoi accessori e dai relativi inserti grafici per i comandi, funge da supporto a una library curata che comprende quaranticinque titoli classici, tra cui spiccano alcune attese anteprime ufficiali. Ma ecco il video trailer rilasciato Il software integrato comprende 45 titoli che spaziano dallo sport alla strategia. Tra i punti salienti figura la prima versione ufficiale per questo sistema di Boulder Dash, affiancata da classici come Astrosmash, Baseball, Shark! Shark!, Utopia e Night Stalker. La selezione riflette l'identità di quella che fu definita la console "più intelligente" dei primi anni '80, puntando su simulazioni e design sperimentali. L'elenco completo include titoli storici come Armour Battle, B-17 Bomber, Sea Battle, Space Spartans e la serie Super Pro dedicata alle discipline sportive e alla strategia. In concomitanza con il lancio, Atari ha rilasciato un aggiornamento firmware per espandere le funzionalità del sistema. Tra le novità principali figurano il supporto per il salvataggio dei punteggi più alti, l'integrazione di codici QR per consultare i manuali online e un carosello di navigazione migliorato. L'aggiornamento può essere scaricato dal sito ufficiale www.atari.com e installato tramite una chiavetta USB formattata in ExFAT, inserendola nella porta frontale della console durante l'accensione. 
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MG CHIUDE IL 2025 A 50.064 UNITÀ E SALE SUL PODIO DELL’IBRIDO

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MG Motor archivia il 2025 con un nuovo traguardo record sul mercato italiano: 50.064 vetture immatricolate nei dodici mesi, confermando il marchio tra i protagonisti assoluti della nuova mobilità e al secondo posto tra i leader del full hybrid. Il risultato è trainato dalla tecnologia Hybrid+, il “full hybrid vero” sviluppato da MG, oggi disponibile sui tre modelli di volume ZS, MG3 e HS. Nel corso dell’anno sono state vendute 23.891 vetture full hybrid, un volume che porta MG sul podio nazionale dell’ibrido, in un segmento che rappresenta ormai oltre il 40% delle vendite complessive di autovetture in Italia. L’offerta elettrificata del marchio Hybrid+, Plug-in Hybrid ed EV supera il 50% del mix di gamma.  
Andrea Bartolomeo, Country Manager e Vice President di SAIC Motor Italy ha commentato i risultati con queste parole:” Il 2025 è stato un altro anno importantissimo per MG, abbiamo raggiunto un risultato incredibile di cui sono estremamente orgoglioso. 50.064 auto è un numero che racconta l’impegno di MG, la fiducia dei clienti, il supporto dei partner commerciali e l’entusiasmo del Team. È un risultato che testimonia la concretezza del progetto MG con forte focus sul full hybrid, quello vero, che ha totalizzato circa la metà delle vendite e consolida la nostra leadership sul mercato. Siamo saliti sul podio dell’ibrido al fianco di brand riconosciuti e che sono sul mercato da decenni, e questo è forse l’aspetto più rilevante perché afferma l’impegno continuo di SAIC nello sviluppo tecnologico e nella ricerca delle soluzioni più adatte alle nostre esigenze e che possano davvero rendere la tecnologia alla portata di tutti. La strada davanti a noi è ancora aperta: ci attendono nuove sfide, nuove idee, nuovi modelli e nuovi modi di vivere la mobilità e tutto il team MG è pronto per affrontarli con la grinta che ci contraddistingue.”.
 
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Nuova Suzuki GSX-R1000R 2026: l’inizio una nuova era

(Adnkronos) - La nuova Suzuki GSX-R1000R 2026 nasce per riaffermare il ruolo della supersportiva più rappresentativa della Casa di Hamamatsu, un modello che nel 2025 ha celebrato quarant’anni di presenza continuativa nel mondo delle alte prestazioni. La presentazione mondiale avvenuta a Suzuka, durante la 8 Ore, e il successivo debutto europeo al Bol d’Or hanno evidenziato il forte legame tra questa versione e l’esperienza maturata da Suzuki nelle competizioni di endurance. La filosofia che guida lo sviluppo della nuova Suzuki GSX-R1000R rimane quella della ricerca dell’efficienza in ogni dettaglio, con soluzioni ereditate direttamente dall’attività sportiva internazionale.  Le alette aerodinamiche laterali in carbonio, integrate nella carenatura, migliorano la stabilità e contribuiscono a un comportamento più rigoroso nelle fasi di accelerazione e di inserimento.  Di serie è presente anche la cover monoposto, scelta che sottolinea l’impostazione marcatamente sportiva del progetto.  Il motore quattro cilindri in linea da 999,8 cm3 è stato oggetto di un profondo lavoro di affinamento. Un inedito scarico in titanio compatto valorizza il timbro sonoro e permette di rispettare i parametri della normativa Euro 5+. L’elettronica segna un deciso passo avanti grazie al Suzuki Intelligent Ride System, che introduce un traction control regolabile su dieci livelli, un launch control aggiornato, un quickshifter bidirezionale e il Motion Track Brake System, sistema che ottimizza la frenata anche quando la moto è inclinata. Una nuova IMU Bosch più leggera garantisce letture più precise e una gestione più naturale dei controlli. Numerosi gli interventi sulla ciclistica: basamento rinforzato, nuovo albero motore, distribuzione rivista, frizione SCAS ottimizzata.  Arrivano inoltre una batteria al litio, più compatta e durevole, e una centralina ABS di ultima generazione.
 La gamma propone tre livree celebrative 40th Anniversary: Blu 40th, Rosso 40th e Giallo 40th. La disponibilità presso la rete Suzuki è prevista per la prossima primavera. 
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KGM Actyon HEV: il nuovo full-hybrid che rinnova il segmento D

(Adnkronos) -
KGM porta sul mercato italiano Actyon HEV, una proposta full-hybrid che amplia l’offerta del marchio e affianca la già nota versione a benzina. Il modello distribuito da ATFlow introduce una combinazione tecnica avanzata: il motore 1.5 GDI Turbo opera in sinergia con un doppio motore elettrico per una potenza complessiva di 204 CV, supportata da una batteria LFP da 1,83 kWh tra le più capienti della categoria. La configurazione consente un’elevata percentuale di marcia in elettrico e consumi contenuti a 6,09 l/100 km nel ciclo WLTP. Il cambio e-DHT, concepito per sistemi ibridi, ottimizza la gestione energetica della KGM Actyon HEV al fine di consentire cambi di marcia fluidi. I paddle al volante permettono di modulare su quattro livelli la frenata rigenerativa, una soluzione utile soprattutto nei percorsi cittadini.  Il SUV misura 4.740 mm in lunghezza e propone un abitacolo ampio, con sedili regolabili elettricamente, riscaldati e ventilati, disponibili in configurazione Nera o Caramello. L’ambiente interno è arricchito da un quadro strumenti digitale da 12,3” e da uno schermo touch da 12,3” compatibile con Apple CarPlay e Android Auto.
 La dotazione include anche il sistema di telecamere HD a 360°, sensori anteriori e posteriori, caricatore wireless e prese USB Type-C. Il comfort è completato dal climatizzatore automatico bi-zona con bocchette dedicate ai passeggeri posteriori. Sul fronte sicurezza, Actyon HEV propone una suite ADAS completa: frenata autonoma d’emergenza, mantenimento di corsia, monitoraggio dell’angolo cieco con intervento attivo, riconoscimento della segnaletica e cruise control adattivo intelligente. Il modello è equipaggiato con otto airbag e punti ISOFIX sui sedili posteriori. 
Actyon HEV è disponibile nell’allestimento K-LINE, che integra cerchi in lega da 20”, pneumatici Michelin e una ricca dotazione di serie. Garanzia di 5 anni o 100.000 km e copertura fino a 160.000 km sulle componenti ad alta tensione. Il magazzino ricambi europeo e italiano garantisce consegne in 24/48 ore. 
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Dallo stabilimento di Sunderland alla strada: come nasce la Nissan LEAF di terza generazione

(Adnkronos) - Costruire un’auto elettrica non significa soltanto assemblare componenti ad alta tecnologia. Significa orchestrare competenze industriali, processi produttivi avanzati e una visione chiara del futuro. È esattamente ciò che accade nello stabilimento di Sunderland, nel Regno Unito, dove prende forma la Nissan LEAF
di terza generazione, simbolo di un’evoluzione che va oltre il singolo modello. Qui la produzione non è mai fine a sé stessa: ogni fase è progettata per garantire qualità costante, affidabilità nel tempo e una coerenza industriale che risponda alle esigenze del mercato europeo. La fabbrica inglese rappresenta oggi uno degli snodi più strategici per Nissan, non solo per i volumi ma per il valore tecnologico che esprime. Il cuore del processo è un equilibrio raffinato tra automazione e intervento umano. I sistemi robotizzati assicurano precisione assoluta nelle operazioni critiche, mentre il controllo umano rimane centrale nelle verifiche qualitative e nell’ottimizzazione dei dettagli. È in questa sinergia che la Nissan LEAF trova la sua identità produttiva: un’auto elettrica pensata per durare, non solo per stupire.  Il progetto EV36Zero rappresenta un cambio di paradigma. Non si tratta semplicemente di produrre veicoli elettrici, ma di integrarli in un ecosistema industriale che unisce auto, batterie ed energia rinnovabile. A Sunderland questo approccio è già realtà: una parte significativa dell’energia utilizzata proviene da fonti pulite e l’intera catena produttiva è concepita per ridurre l’impatto ambientale. Elemento chiave è la piattaforma CMF-EV, architettura modulare dedicata esclusivamente ai veicoli elettrici. La sua flessibilità consente di adattare rapidamente i processi produttivi, migliorando l’efficienza e mantenendo standard elevati anche al variare delle specifiche di prodotto.  Per la LEAF di terza generazione, questo si traduce in maggiore precisione costruttiva e in una coerenza tecnica che facilita manutenzione, aggiornamenti e affidabilità nel lungo periodo. 
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Bosch al CES 2026: tecnologia concreta tra auto, industria e vita quotidiana

(Adnkronos) - Al CES 2026 di Las Vegas, Bosch sceglie un approccio pragmatico per raccontare il proprio futuro tecnologico. Niente visioni astratte o promesse irrealistiche: il messaggio è centrato sull’integrazione reale tra software, hardware e intelligenza artificiale, elementi che stanno già trasformando mobilità, processi produttivi e applicazioni quotidiane. Il Gruppo Bosch parte da un assunto chiaro: il valore della tecnologia emerge solo quando il digitale dialoga con il mondo fisico. È in questa convergenza che nascono veicoli aggiornabili nel tempo, sistemi industriali adattivi e soluzioni capaci di evolvere insieme alle esigenze degli utenti. Un modello che supera la logica del prodotto statico e introduce una relazione continua tra costruttore, tecnologia e utilizzatore finale.  Nel settore automotive, Bosch mette in evidenza il ruolo centrale dell’AI nello sviluppo di veicoli sempre più definiti dal software. Dall’abitacolo intelligente, capace di interpretare contesto e linguaggio naturale, fino ai sistemi by-wire, che sostituiscono componenti meccaniche tradizionali con architetture elettroniche più flessibili.  Il risultato è una piattaforma tecnologica che migliora sicurezza, comfort e possibilità di personalizzazione. Un altro fronte chiave è la gestione avanzata della dinamica di guida. Attraverso il controllo coordinato di freni, sterzo e propulsione, il software consente di ridurre rollio e beccheggio, migliorando la stabilità e il benessere a bordo. Soluzioni pensate anche in funzione della guida autonoma, dove precisione e affidabilità diventano requisiti fondamentali. La stessa logica si estende all’industria. Bosch applica l’intelligenza artificiale ai processi produttivi per analizzare dati, prevedere criticità e ottimizzare manutenzione e flussi operativi. L’obiettivo non è solo aumentare l’efficienza, ma rendere le fabbriche più resilienti e sostenibili, riducendo al contempo la complessità per chi le gestisce. 
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Volkswagen ID. Polo: gli interni della futura compatta elettrica

(Adnkronos) - Con la ID. Polo, Volkswagen mostra una consapevolezza nuova: per rendere credibile un’auto elettrica compatta non basta riempirla di schermi, serve farla funzionare meglio nella vita reale.  Ed è proprio dall’abitacolo che passa il messaggio più forte. Gli interni della futura ID. Polo raccontano una revisione profonda delle scelte fatte negli ultimi anni, con un ritorno evidente a ergonomia, logica e qualità percepita. La nuova architettura della plancia abbandona soluzioni dispersive e punta su uno sviluppo orizzontale pulito, leggibile e ordinato. Le superfici sono semplici, ma curate, con materiali che trasmettono solidità e una maggiore attenzione al comfort visivo e tattile. Rivestimenti in tessuto su cruscotto e pannelli porta contribuiscono a creare un ambiente meno freddo e più accogliente, senza rinunciare a un’impostazione moderna.  Il centro dell’esperienza resta la tecnologia, ma con un approccio più maturo. La strumentazione digitale da 10,25 pollici e il display centrale dell’infotainment Volkswagen da quasi 13 pollici sono affiancati sullo stesso piano visivo, migliorando la lettura delle informazioni e riducendo le distrazioni. Le grafiche sono chiare, i menu semplificati, pensati per essere intuitivi anche senza lunghi tempi di apprendimento. La vera svolta è il ritorno deciso dei pulsanti fisici per le funzioni principali. Climatizzazione, comandi rapidi e controlli essenziali tornano ad avere interfacce dedicate, affiancate da un nuovo volante multifunzione con tasti ben riconoscibili. Una scelta che migliora l’esperienza di guida quotidiana, soprattutto nel traffico urbano. Tra i sedili anteriori compare una pratica rotella multifunzione per volume e contenuti multimediali, mentre l’ID. Light evolve diventando una vera interfaccia luminosa che si estende anche nelle porte anteriori. Il software introduce funzioni concrete come la guida a un solo pedale, assistenti al parcheggio avanzati e una nuova generazione di Travel Assist. 
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