UniCamillus-Fondazione Giglio, in crescita iscritti a Medicina a Cefalù
(Adnkronos) - E' entrato a pieno regime il secondo anno del corso di laurea in Medicina e Chirurgia istituito a Cefalù grazie al partenariato tra l'università UniCamillus e la Fondazione Giglio. Settantuno matricole, che si uniscono ai 55 studenti del primo anno, hanno fatto registrare un incremento di iscritti che "testimoniano come l'università si stia radicando nel territorio siciliano a conferma dell'atteso impatto socio-economico previsto nel progetto", affermano il presidente del Cda del Giglio, Victor Mario di Maria, e il rettore di UniCamillus Gianni Profita, che è anche vice presidente del Giglio. Il polo didattico di Cefalù - informa l'ateneo in una nota - registra già il coinvolgimento di 41 docenti nelle varie discipline, la presenza di 3 amministrativi per la gestione dell'attività organizzativa, e il coinvolgimento di professionisti del Giglio e di UniCamillus in 2 progetti di ricerca che hanno dato vita a un consorzio per una call di Horizon e a un partenariato per un avviso di Regione Siciliana con 2 imprese (Promed22 e Gesan), Cnr e UniMessina. Nel primo anno accademico sono state assegnate 13 borse di studio, per un importo complessivo di 60mila euro, a studenti residenti meritevoli, "finalizzate anche a incentivare la permanenza" in regione. "Registriamo i primi importanti effetti positivi - sottolinea Di Maria - che confermano la validità di una visione che porterà il Giglio di Cefalù a essere non solo un polo di eccellenza nella cura, ma anche nella formazione e nella ricerca". "Questo traguardo - aggiungono Di Maria e Profita - non sarebbe stato possibile senza la ferma volontà politica e il sostegno strategico del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha fortemente promosso tale processo nel nostro territorio per elevare gli standard della sanità siciliana. Si stanno creando condizioni concrete - concludono - per trattenere i nostri giovani talenti e generare un indotto economico vitale per le Madonie". L'UniCamillus ha sede all'interno dell'ospedale di Cefalù, dove è stata realizzata un'area per la didattica e laboratori di studio e ricerca.
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Tecnologia e audit: le società di revisione abbracciano il progresso ma chiedono norme adeguate
(Adnkronos) - Tecnologie digitali e intelligenza artificiale stanno trasformando il mondo della revisione, ridefinendo competenze e processi. Durante l'incontro milanese promosso da Assirevi (Associazione italiana società di revisione legale) è stato presentato il paper sugli impatti dell'evoluzione tecnologica nell'audit, nel quale si evidenziano le opportunità offerte dall'utilizzo avanzato dei dati, che permette analisi più ampie e tempestive, e si mette in luce la necessità di un adeguamento normativo, al fine di coniugare innovazione, rigore e qualità dei processi. Per EY, la trasformazione in atto comporta investimenti, nuove competenze e formazione continua, con il giudizio professionale del revisore sempre al centro, garanzia della trasparenza del mercato.
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Audit, Crescentino (Assirevi): "Elemento umano resta centrale anche in era digitale"
(Adnkronos) - In un contesto in cui il lavoro di revisione si confronta con le grandi trasformazioni legate all'evoluzione tecnologica, "è necessario ricordare la centralità dell'elemento umano: quanto più cresce la rilevanza del dato tecnologico, altrettanto - e forse in maggior misura - cresce l'importanza dell'elemento di giudizio professionale umano, il fulcro intorno al quale ruota tutta l'attività di revisione". Sono le parole di Gianmario Crescentino, presidente Assirevi, all'evento 'Innovazione tecnologica, transizione digitale e intelligenza artificiale. Prospettive, processi aziendali e attività di revisione', organizzato a Milano da Assirevi - Associazione italiana delle società di revisione legale.
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Audit, Vercellotti (EY Italia): "Tecnologia a servizio di maggiore trasparenza e qualità"
(Adnkronos) - "La trasparenza del mercato oggi non si basa solo su quello che viene comunicato, ma anche sull'affidabilità dei dati che sostengono la comunicazione. Avere un processo di revisione solido, maturo e profondo, che attraverso l'utilizzo della tecnologia analizza in maniera mirata i dati di bilancio per un assurance di maggiore qualità, credo sia un elemento in grado di dare maggiore trasparenza al mercato e maggiore fiducia nei confronti degli stakeholders finanziari". Così Massimiliano Vercellotti, Assurance Leader di EY Italia, all'evento 'Innovazione tecnologica, transizione digitale e intelligenza artificiale. Prospettive, processi aziendali e attività di revisione', organizzato a Milano da Assirevi - Associazione italiana delle società di revisione legale.
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Audit, Savoca (EY Italia): "Revisore deve coniugare competenze tradizionali e digitali"
(Adnkronos) - "Le competenze oggi richieste al revisore sono sia quelle tradizionali - di tipo economico, giuridico e contabile - sia quelle incentrate sull'analisi dei sistemi informativi, dei processi e dei dati". Queste skills sono "anche quelle su cui le società di revisione stanno investendo". A dirlo Giuseppe Savoca, Coo EY Italia, all'evento 'Innovazione tecnologica, transizione digitale e intelligenza artificiale. Prospettive, processi aziendali e attività di revisione', organizzato a Milano da Assirevi - Associazione italiana delle società di revisione legale.
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Int, Jacopo Pettine nuovo Coordinatore nazionale giovani tributaristi
(Adnkronos) - Il presidente dell’Istituto nazionale tributaristi (Int), Riccardo Alemanno, ha affidato nuovi incarichi nell’ambito del Coordinamento nazionale giovani tributaristi Int. L’uscente coordinatore nazionale, Alessandro Della Marra, che attualmente è consigliere nazionale, lascia l’incarico di coordinatore nazionale al tributarista lombardo Jacopo Pettine che sarà coadiuvato da due vice coordinatori nazionali, il confermato Giovanni Malinconico e la neo incaricata Desideria Micciulla tributarista siciliana. Il Coordinamento giovani, costituito nel 2019, si occupa di valorizzare il ruolo dei tributaristi Int under 35, che è il limite d’età per farne parte, individuare agevolazioni per la gestione dello studio e si confronta con le istituzioni, il sistema universitario e con altre strutture quali Confassociazioni Giovani. Il coordinatore uscente, Della Marra ha dichiarato: "Sono stato onorato di aver rivestito questo ruolo nell’interesse dei giovani dell’Int, è stata un’esperienza che mi ha fatto crescere ed imparare molto. Ho lasciato l’incarico per aver superato il limite dei 35 anni, ma grazie alla delega ai rapporti con i giovani che condivido con il presidente Alemanno, potrò ancora dare il mio apporto e collaborare con il nuovo coordinatore Pettine, al quale vanno i miei auguri di buon lavoro". Il neo coordinatore nazionale Giovani, Jacopo Pettine, nel ringraziare il presidente dell’Int per la fiducia accordata, ha sottolineato: “Assumo con consapevolezza e responsabilità l’incarico di coordinatore nazionale Giovani tributaristi Int, confido nel confronto con il presidente Alemanno e il consigliere Della Marra, e nella stretta collaborazione con i due vice coordinatori Malinconico e Micciulla. Le idee sono tante, ma per essere pragmatico vorrei iniziare semplicemente ad organizzare un incontro con tutti i giovani tributaristi under 35 iscritti all’Int, per avere direttamente da ciascuno di loro suggerimenti e segnalazioni sulle necessità anche a livello territoriale. Non sarà semplice, ma so anche che non sarò solo, perché far parte dell’Istituto nazionale tributaristi è garanzia di attenzione e impegno per tutta la categoria, una rete di professionalità consolidata e riconosciuta e una dirigenza sempre attenta ai problemi di ogni singolo iscritto", ha continuato. Alemanno dal canto suo è estremamente fiducioso: “Sono certo che il coordinamento giovani saprà apportare un grande valore aggiunto all’attività associativa, i nuovi coordinatori nazionali, la delega al consigliere Della Marra, che ringrazio per il ruolo nel coordinamento che ha ricoperto dal 2019, sono una garanzia. Le giovani e i giovani tributaristi Int contribuiranno non solo all’affermazione della categoria, ma anche al miglioramento del sistema fiscale ed amministrativo del Paese, sono loro la classe dirigente di domani, noi possiamo accompagnarli offrendo la nostra esperienza, ma soprattutto dando loro il giusto spazio". Tutti gli iscritti all’Istituto nazionale tributaristi augurano una proficua attività al coordinamento giovani e alla rinnovata dirigenza, così composta: coordinatore nazionale Jacopo Pettine (Lombardia), Vice Coordinatori nazionali Giovanni Malinconico (Campania) e Desideria Micciulla (Sicilia).
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Solidarietà e infanzia: il bilancio della quinta edizione di "Giocattolo Sospeso"
(Adnkronos) - Si è conclusa con numeri in crescita la quinta edizione di Giocattolo Sospeso, il progetto di solidarietà promosso da Assogiocattoli all'interno della campagna "Gioco per Sempre". L'iniziativa, svoltasi tra il 20 novembre 2025 e il 6 gennaio 2026, ha registrato una partecipazione capillare su tutto il territorio nazionale, confermando l'efficacia di un modello di dono ispirato alla tradizione del "caffè sospeso". L'edizione 2025 ha visto la partecipazione di tutte le 20 regioni italiane e della Repubblica di San Marino. I dati finali indicano che sono stati raccolti oltre 54.000 giocattoli, portando il totale delle donazioni effettuate nei cinque anni di vita del progetto a superare quota 124.000. A sostenere questa rete logistica sono stati 479 punti di raccolta, con una nota di rilievo per i negozi di vicinato, il cui numero è raddoppiato rispetto all'anno precedente. La distribuzione delle strenne natalizie a case famiglia e strutture ospedaliere è stata coordinata da 145 enti benefici. A livello territoriale, Lombardia, Piemonte e Lazio si sono distinte per il maggior numero di punti vendita aderenti. Il progetto non ha coinvolto solo privati cittadini, ma ha visto la partecipazione di aziende che hanno contribuito con donazioni spontanee o garantendo visibilità gratuita all'iniziativa, come avvenuto tramite i circuiti ledwall nelle principali aree urbane di Milano, Roma e Torino. “I risultati di questa quinta edizione di Giocattolo Sospeso ci riempiono di orgoglio e confermano quanto il gioco sia un linguaggio universale di inclusione, solidarietà e speranza”, ha dichiarato Genesio Rocca, Presidente di Assogiocattoli. Secondo Rocca, la risposta del Paese dimostra che la cultura del dono è radicata: “Abbiamo dimostrato che, quando si fa rete, anche un piccolo gesto può generare un grande cambiamento”. L'iniziativa si inserisce in una strategia più ampia volta a promuovere il gioco come diritto fondamentale e strumento di coesione sociale. Proprio per la valenza istituzionale del progetto, la sesta edizione è già stata confermata: il via ufficiale è previsto per il 20 novembre 2026, in concomitanza con la Giornata Mondiale per i Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza. Tutte le informazioni sui punti di raccolta e sulle modalità di adesione restano disponibili sul portale ufficiale giocattolosospeso.it.
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Il mercato dei giocattoli nel 2026: LEGO si conferma driver del comparto online
(Adnkronos) - Il settore dei giocattoli sta vivendo una metamorfosi profonda, transitando da comparto stagionale legato all'infanzia a vero e proprio fenomeno di lifestyle e collezionismo per adulti. In vista del LEGO Day (28 gennaio), l'analisi dei dati di idealo — portale internazionale di comparazione prezzi — rivela come il brand danese non sia solo un leader di categoria, ma il principale motore di trazione per l'intero mercato dei giochi in Europa. Nel corso del 2025, la centralità del brand è emersa con particolare vigore nel mercato italiano. Secondo le rilevazioni sulla piattaforma, LEGO ha catalizzato il 21% dell’interesse online complessivo nel settore giocattoli. Per contestualizzare il dato, il secondo comparto più ricercato, quello delle carte da gioco, si ferma al 7%, mentre icone storiche come Barbie o le action figure non superano il 3%. Questa egemonia digitale non è un caso isolato. Il confronto anno su anno evidenzia una crescita dell'interesse in tutti i principali mercati europei: Spagna: +100% Francia: +53% Austria: +51% Italia: +49% Germania: +22% Il dato più significativo riguarda il cambiamento del profilo del consumatore. Se il picco di ricerche rimane ancorato al periodo natalizio, nel 2025 si è registrata una costanza di interesse inedita durante tutto l'anno. Questo fenomeno è trainato dalla categoria LEGO Deko, che ha segnato un incremento del 209%, e dai LEGO Set (+178%). I mattoncini sono usciti dalle camerette per diventare oggetti di arredo e design. In Italia, si osserva una predilezione specifica per il settore Automotive: i set LEGO Car raggiungono il 17% dell'interesse, seguiti dai LEGO Vehicle (15%). Collezioni come la Botanical Collection e i modelli Technic dedicati alle supercar confermano come il brand sia diventato un pilastro della cultura pop, capace di attrarre investitori e collezionisti oltre che semplici appassionati. La direzione futura del comparto è stata delineata anche durante il recente CES di Las Vegas, dove sono state presentate soluzioni che integrano l'esperienza fisica delle costruzioni con l'interazione digitale. In conclusione, i dati delineano un mercato dove il gioco resta centrale, ma si evolve verso esperienze multidimensionali che uniscono creatività e ingegneria, rendendo il brand un riferimento imprescindibile per le dinamiche del commercio elettronico europeo.
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Trapianti, papà dona 2 organi alla figlia. L'ansia e poi la gioia: "Posso tenerla in braccio?"
(Adnkronos) - "Posso tenerla in braccio?". Arrivato in reparto dopo aver donato due organi in simultanea alla figlia Sofija (nome di fantasia), 7 anni, è stata questa la prima domanda rivolta ai medici dal papà - un 37enne cittadino serbo - protagonista con la sua piccola del primo trapianto combinato da donatore vivente eseguito in Italia. Un pensiero che ha emozionato Lorenzo D'Antiga, professore dell'università di Milano-Bicocca e direttore della Pediatria dell'Asst Papa Giovanni XXIII. "Se lo chiedeva per la preoccupazione che potesse essere un problema per due persone che hanno delle suture fresche. Ed è stato bello vedere un papà con la sua bambina in braccio e pensare che gli organi che una settimana erano nella pancia di uno ora erano nella pancia dell'altra", racconta il medico all'Adnkronos Salute. L'intervento è stato eseguito il 18 dicembre. Padre e figlia stanno bene e sono stati dimessi lunedì 19 gennaio. Sofija soffriva di una rara malattia genetica che colpisce sia fegato che reni e che la costringeva alla dialisi fin dall'età di 4 anni. La dialisi peritoneale domiciliare durava dalle 13 alle 18 ore al giorno, poi la necessità di ricorrere all'emodialisi ha limitato i movimenti della piccola, legata a sedute eseguite a giorni alterni. Il quadro si è complicato con lo sviluppo di cirrosi epatica, che non consentiva l'esecuzione di un trapianto renale isolato. Da qui la decisione di procedere simultaneamente con il trapianto di un rene e di una porzione di fegato. Padre e figlia sono cittadini della Repubblica Serba e sono giunti al Papa Giovanni previa richiesta del ministero della Salute serbo. L'iter di un trapianto da donatore vivente in Italia è rigoroso e volto a garantire sia il donatore (che sceglie di donare senza condizionamenti esterni e bene informato sui rischi) sia il ricevente. Alla valutazione di idoneità della coppia è seguito il parere favorevole della Commissione regionale di parte terza e infine il nulla osta della Procura di Bergamo. Così, dopo questa complessa procedura, la famiglia è arrivata a Bergamo ad ottobre.
"I nostri colleghi della Serbia, attraverso il loro ministero della Serbia - spiega D'Antiga - ci inviano normalmente, come altri Paesi dei Balcani, dei bambini per il trapianto, perché loro non hanno un programma. Quindi qualche mese prima ci hanno segnalato questo caso, e c'è stato un lungo processo di valutazione a distanza, oltre che burocratico amministrativo. E' stato anche un periodo di ansia sia nostro che dei genitori. Abbiamo cercato di comprendere e aiutare i nostri colleghi a distanza per la gestione di questa bimba che peggiorava rapidamente. C'è stata anche una valutazione a distanza dei genitori, come potenziali donatori". Il candidato adatto è risultato essere il padre. "Noi facciamo degli esami del sangue per vedere le compatibilità più generiche, poi una valutazione approfondita di indagini radiologiche, Tac, risonanza magnetica. Abbiamo un software molto sofisticato dedicato allo studio dell'anatomia di donatori e riceventi, che ci permette di calcolare le misure, i pesi. C'è infatti bisogno di una corrispondenza sia anatomica che di peso e di volume dell'organo (la parte che si trapianta deve essere sufficiente a chi lo riceve, e non deve essere rimosso troppo tessuto dal donatore) - illustra il pediatra - In più abbiamo un software che ci permette una sorta di 'trapianto virtuale' prima di cimentarci con quello reale, e questo permette al chirurgo di valutare in modo molto dettagliato l'anatomia, e di riuscire ad essere precisi anche a distanza sulla compatibilità e sulla possibilità di eseguire l'intervento". Al termine del percorso la bimba è arrivata in Italia. "E' stato complicato - continua D'Antiga - perché faceva la dialisi tutti i giorni. E' stata portata con un aereo del ministero della Serbia. Appena qui l'abbiamo subito attaccata alla dialisi e abbiamo trattato anche la patologia del fegato. Poi è partita una fase di preparazione nel nostro ospedale", sono state ripetute tutte le valutazioni dal vivo ed è stata anche "valutata l'idoneità alla donazione da un punto di vista psicologico, un passaggio istituzionale che viene fatto in Italia per confermare che la donazione sia fatta in piena libertà. Per quanto riguarda un genitore questo è abbastanza scontato", come testimoniano le parole del papà di Sofija. Parole semplici e dirette, che hanno ancora una volta molto colpito D'Antiga. "Lui è un uomo silenzioso - lo descrive il medico - ed è un po' più difficile raccogliere le sensazioni da una persona riservata e che non parla la tua lingua. In ogni caso, dopo una settimana dall'intervento il papà è stato dimesso ed era lì al letto di sua figlia. Gli abbiamo fatto le congratulazioni per il suo coraggio, perché si è trattato di un grosso intervento. E lui ci ha detto con grande sobrietà e dignità, senza nessuna enfasi, solo una frase: 'Qualsiasi padre farebbe quello che ho fatto io'. Da papà gli do ragione". Non ha avuto "alcun dubbio, né ha percepito come un merito speciale" il gesto fatto da un padre per un figlio. Dopo l'intervento, l'ansia, l'angoscia e l'attesa - che trasparivano anche dalle email scambiate dalla famiglia con i medici italiani e poi dai colloqui dal vivo avuti attraverso i mediatori culturali - hanno lasciato il posto alla speranza e alla gioia. "La decisione di donare per nostra figlia l'avevamo presa io e mia moglie più di 2 anni fa, quando i medici ci hanno detto che era arrivato il momento di iniziare la dialisi e quindi anche la preparazione al trapianto - ha raccontato il papà - Abbiamo pregato Dio di aiutarci e ha esaudito le nostre preghiere in questo modo. I medici dell'ospedale di Bergamo hanno svolto il compito più grande e più responsabile. E' una gioia oggi vedere che nostra figlia ha riacquistato l'appetito e la voglia di giocare. Prima si stancava molto facilmente e interrompeva il gioco per sdraiarsi a riposare. Ora sta diventando come tutti gli altri bambini: vivace, gioiosa, piena di energia, finalmente senza cateteri che erano necessari per la dialisi. Potrà iniziare la scuola, spensierata come i suoi coetanei".
L'intervento è durato 18 ore, dalle 9.30 del 18 dicembre alle 3.37 di notte del giorno successivo. In due sale chirurgiche attigue si sono alternati 6 chirurghi, 7 anestesisti e 20 figure infermieristiche. La procedura è iniziata con il trapianto di fegato eseguito dai chirurghi Domenico Pinelli e Marco Zambelli ed è proseguita con il trapianto di rene eseguito da Annalisa Amaduzzi e Flavia Neri. E proprio Pinelli (che nel 2023 era stato anche nell'équipe che si è occupata di un'altra prima importante, un trapianto di polmone da vivente, ancora una volta da padre a figlio) a ricordare che "l'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo è uno dei pochi centri autorizzati a realizzare trapianti di tutti gli organi sia adulti che pediatrici. Qui nel 1999 è stata introdotta la tecnica 'split' per il trapianto di fegato, metodica che ha permesso di azzerare la lista d'attesa pediatrica in Italia. Attualmente quello di Bergamo è tra i centri con la maggiore esperienza al mondo per questo tipo di interventi. In questo caso la tecnica split è stata adattata per effettuare il prelievo dal genitore solo di una piccola parte di fegato (25% circa) che serviva per il trapianto della figlia". L'intervento combinato eseguito su Sofija e il suo papà non era mai stato realizzato nel nostro Paese ed esistono solo rari casi riportati in letteratura eseguiti in altri Paesi europei. Sofija, conferma D'Antiga, "è guarita istantaneamente, dopo il normale periodo di convalescenza". Gli organi donati hanno "cominciato presto a lavorare normalmente. Non era più attaccata a nessuna macchina, a nessun tubo, ha cominciato a correre in giro nel reparto contenta, libera. Un cambiamento molto repentino. Fra noi la comunicazione non era verbale, ma i suoi gesti dicevano tutto della sua felicità. E' stato bello" vederla rifiorire. La piccola per i prossimi mesi resterà a Bergamo per i controlli - "nelle case d'accoglienza delle nostre associazioni di volontariato, che sono fondamentali per tutti i pazienti che vengono da lontano", rimarca il pediatra - ma potrà condurre una vita regolare. Anche il papà "avrà una vita completamente normale". Dell'operazione resta solo la cicatrice, ricordo di un gesto d'amore. "Il suo fegato rigenererà la parte mancante e sappiamo che si può vivere normalmente con un rene solo, per cui non cambia niente - chiarisce D'Antiga - La bambina dovrà continuare a stare sotto controllo per prevenire il rigetto" e dovrà assumere i classici farmaci previsti per questo scopo. "Ma avendo ricevuto gli organi dallo stesso donatore, questi hanno un vantaggio immunologico: il rene viene 'protetto' dal fegato dal punto di vista del rigetto".
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'L'ultimo turno', in Consiglio regionale Lazio film racconta lavoro infermieri
(Adnkronos) - Oggi al Consiglio regionale del Lazio è stato proiettato il film 'L'ultimo turno', alla presenza del presidente della Regione Francesco Rocca, del presidente del Consiglio regionale Antonello Aurigemma e di numerosi consiglieri regionali. L'iniziativa ha offerto l'occasione per un confronto sulla professione infermieristica e sulle sue sfide quotidiane. "Abbiamo voluto questo evento - ha dichiarato Maurizio Zega, presidente dell'Ordine delle professioni infermieristiche di Roma e coordinatore degli Ordini provinciali del Lazio - perché il film illustra come meglio non si poteva la vita professionale degli infermieri". La scelta della sede istituzionale non è stata casuale: "Abbiamo chiesto ospitalità al Consiglio regionale perché i legislatori regionali, al di là dei provvedimenti giuridici, potessero meglio comprendere insieme la durezza, ma anche la bellezza della nostra professione". "La salute pubblica - ha proseguito Zega - senza di noi non esiste. Eppure noi siamo quasi 'invisibili' e il nostro apporto è costantemente sottovalutato: si dice sì che siamo troppo pochi (meno domande che posti ai corsi di laurea nel Lazio), che siamo pagati male, e sono tutte cose vere. Ma non si dice quanto studio, quanta fatica intellettuale c'è dietro. Non si dice che operazioni sanitarie anche delicatissime vengono svolte da infermieri perché questi 'non risultano', 'non firmano' il risultato del loro lavoro. E allora: intanto chiediamo di realizzare la possibilità di 'firmare' quello che facciamo, anche con la predisposizione di un linguaggio scientifico nostro proprio, che già esiste, e si tratta solo di istituzionalizzarlo. Poi il riconoscimento delle nostre specializzazioni, che pure quelle già esistono, ma non sono riconosciute. Il combinato disposto, oltre agli aspetti economici, di misure come queste, e soprattutto di una narrazione collettiva diversa e più consapevole, può rendere finalmente più attrattiva la nostra professione per i giovani, e dare qualche speranza sul futuro del servizio sanitario pubblico". Secondo Aurigemma, che ha fatto anche riferimento al recente protocollo di intesa fra Regione e Ordini dei medici e degli infermieri sulla risposta sanitaria integrata nella medicina territoriale, "raccontare il lavoro degli infermieri significa raccontare le parti migliori della nostra sanità". E di "retaggi culturali frutto di pregiudizi" da superare ha parlato Rocca, lodando la "potenza" del film: è inutile per lui parlare d'altro "se nel quotidiano c'è ancora la dimensione del rapporto fra il sacrestano o della perpetua nei confronti del parroco".
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