DLSS 4.5 e Multi Frame Generation 6X, novità NVIDIA 2026 - Il video
(Adnkronos) - L'integrazione dell'intelligenza artificiale nel settore del gaming ha raggiunto una nuova fase di maturazione con l'introduzione di modelli predittivi sempre più sofisticati. L'ultimo aggiornamento della suite DLSS (Deep Learning Super Sampling), la versione 4.5, segna il passaggio a un modello Transformer di seconda generazione. Questa tecnologia non si limita più alla semplice ricostruzione dei pixel, ma gestisce flussi di dati complessi per generare frame aggiuntivi con una fedeltà superiore. La principale innovazione risiede nella gestione dinamica della generazione dei frame, una funzione che opera in modo analogo a una "trasmissione automatica per la GPU", regolando in tempo reale il carico di lavoro per mantenere l'equilibrio ideale tra fluidità e latenza. Per le configurazioni basate su GPU GeForce RTX serie 50, la novità più rilevante è il supporto alla Multi Frame Generation 6X. Questa modalità consente di generare fino a cinque frame addizionali per ogni frame renderizzato nativamente. Nei titoli che sfruttano il path tracing, questa evoluzione permette incrementi del frame rate fino al 35% in risoluzione 4K. Fondamentale è l'integrazione con la tecnologia Reflex, che mitiga l'incremento di latenza tipicamente associato alla generazione di frame sintetici. Come dichiarato nelle note di rilascio, la tecnologia "regola dinamicamente il numero di frame generati per trovare il miglior equilibrio tra prestazioni, qualità dell’immagine e reattività". Un altro aspetto tecnico di rilievo riguarda il nuovo modello di gestione dell'interfaccia utente (HUD), disponibile anche per le schede della serie 40. Sfruttando dati aggiuntivi provenienti dal motore di gioco, il sistema è ora in grado di isolare e rendere più nitidi elementi critici come minimappe e indicatori a schermo, evitando le distorsioni visive che talvolta affliggevano le versioni precedenti. Ecco il video applicato ad Arc Raiders
Questa precisione è particolarmente visibile su monitor OLED 4K ad alto refresh rate e sistemi dotati di G-SYNC Pulsar. Titoli come ARC Raiders e Marvel Rivals hanno già iniziato l'integrazione di questi strumenti, con quest'ultimo capace di aumentare la fluidità fino a 5 volte.
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Allergie, boom con Pasquetta fuori porta, con picco pollini +25% rischio reazioni
(Adnkronos) - Le festività pasquali con la tradizionale gita di Pasquetta sono ormai alle porte, ma per 10 milioni di allergici le vacanze rischiano di trasformarsi in giornate di disagio tra starnuti e fazzoletti. A sottolinearlo sono gli allergologi e pneumologi che, riuniti al congresso Libero Respiro, da poco concluso a Vietri sul mare (Sa), hanno fatto il punto sulle patologie respiratorie allergiche e sulle loro implicazioni nella vita quotidiana dei pazienti. “Il periodo pasquale oltre a regalare qualche giorno di riposo, porta con sé anche un’impennata delle reazioni allergiche legata alle attività all’aperto nel picco della stagione pollinica, scatenato principalmente da graminacee, betulacee, parietarie e olivi e quest’anno particolarmente intenso per la fioritura anticipata e simultanea di molte piante”, dichiara Vincenzo Patella, presidente della Società Italiana di Allergologia Asma ed Immunologia Clinica (Siaaic) e direttore Uoc Medicina Interna dell’Azienda Sanitaria di Salerno. “Per circa 3 italiani su 10 che soffrono di allergie stagionali, si avvicina quindi il momento dell’anno più critico, caratterizzato da starnuti, naso chiuso, occhi rossi che lacrimano, fino a vere e proprie crisi di asma bronchiale – osserva Stefano Del Giacco, Ordinario di Medicina Interna dell’Università di Cagliari - I dati degli ambulatori, infatti, registrano, nei giorni successivi al ponte pasquale, un aumento delle reazioni allergiche e delle visite di controllo pari al 25% rispetto alla media delle settimane precedenti, un fenomeno ben noto agli allergologi legato alla cosiddetta esposizione cumulativa ai pollini durante le giornate trascorse all’aperto”. Un rischio confermato anche da uno studio pubblicato nel 2024 su Current Opinion in Allergy and Clinical Immunology che ha documentato come le vacanze siano associate a una probabilità di reazioni anafilattiche significativamente più alta, con un rischio relativo di 2,3 maggiore rispetto ai periodi ordinari, legato all’esposizione a contesti diversi da quelli quotidiani. “Per i pazienti allergici, una gita fuori porta mal pianificata può quindi tradursi in una giornata di malessere che può essere scongiurata con poche ma fondamentali precauzioni, in linea con le indicazioni dell’American College of Allergy, Asthma & Immunology”, sottolinea Patella. Per chi soffre di allergie respiratorie e vuole godersi le vacanze del periodo pasquale, è fondamentale optare per mete 'a prova di allergia'. "Ideali sono le località di mare e costiere che godono della brezza marina che disperde i pollini, mantenendo l’aria più pulita dagli allergeni, ma anche borghi storici e città d’arte che permettono di stare all’aria aperta offrendo protezione dal contatto diretto con prati e fioriture. Da preferire anche le mete montane oltre gli 800 – 1000 metri dove la stagione dei pollini inizia significativamente più tardi”, suggerisce Patella. “Necessario valutare con cautela prati aperti, parchi con alberi ad alta fioritura, campagna, specialmente nelle giornate ventose che favoriscono il trasporto dei pollini - mette in guardia Del Giacco -. Ma attenzione anche ai temporali brevi in quanto piogge intense e concentrate provocano la rottura dei granuli pollinici, favorendo il rilascio di particelle ancora più piccole e irritanti, che possono peggiorare i sintomi soprattutto nei pazienti asmatici”. “È infine di primaria importanza, portare sempre con sé kit di emergenza con antistaminici, spray nasali e colliri prescritti dallo specialista. Essenziale poi controllare il bollettino pollinico prima di partire: verificare i livelli di polline della zona di destinazione attraverso le app e i portali dedicati al monitoraggio aerobiologico, per pianificare le attività all’aperto in base alle previsioni di qualità dell’aria”, consigliano gli esperti.
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A Roma doppio intervento da record: ricostruita vescica e impianto di protesi peniena
(Adnkronos) - Un traguardo importante per la medicina e la chirurgia. Al Policlinico Tor Vergata di Roma un doppio intervento da record: una cistectomia robotica con ricostruzione di neovescica ortotopica associata e, nello stesso tempo, l'impianto di una protesi peniena idraulica tricomponente. La doppia operazione apre nuove prospettive nella gestione integrata dei pazienti affetti da tumore della vescica, segnando un prima e un dopo che potrebbe presto diventare un nuovo standard nella cura dei tumori pelvici. Autori di questo intervento unico sono stati il professor Pierluigi Bove, direttore dell'Unità di Chirurgia robotica del Policlinico Tor Vergata, e il professor Gabriele Antonini, uno dei massimi esperti internazionali nell'impianto di protesi peniene idrauliche. L'intervento su un 70enne con tumore vescicale infiltrante non metastatico ha previsto l'asportazione della vescica e della prostata a causa di una patologia oncologica, seguita dalla ricostruzione di una neovescica ortotopica e dall'impianto contestuale della protesi peniena. "Un approccio integrato che non solo garantisce la radicalità oncologica, ma affronta simultaneamente una delle complicanze più invalidanti di questo tipo di chirurgia: la disfunzione erettile", sottolineano i medici. Il paziente sta bene ed è stato dimesso ieri. "Nei pazienti che affrontano interventi oncologici della pelvi - come la prostatectomia radicale, la cistectomia o la chirurgia del retto - il rischio di impotenza sessuale è estremamente elevato", spiega Bove. "In questo caso specifico - aggiunge - la rimozione combinata di vescica e prostata rendeva quasi inevitabile un deficit erettile severo. La chirurgia robotica ci consente oggi di essere estremamente precisi e radicali dal punto di vista oncologico, ampliando i margini di sicurezza per prevenire recidive, senza però dover trascurare la qualità di vita futura del paziente".
Proprio su questo punto si inserisce l'innovazione dell'impianto contestuale della protesi peniena. "Questa strategia ha una duplice valenza - rimarca Antonini - Da un lato consente di prevenire l'accorciamento del pene, una conseguenza frequente e spesso sottovalutata della chirurgia pelvica oncologica. Dall'altro evita al paziente un lungo intervallo tra l'intervento oncologico e un eventuale secondo intervento per il recupero della funzione sessuale". Un intervallo che, come evidenziato dagli specialisti, può avere conseguenze profonde: depressione, isolamento sociale e un peggioramento significativo della qualità della vita. "Questi pazienti stanno già affrontando un percorso oncologico complesso - precisa Antonini - Non possiamo permettere che debbano affrontare anche il peso psicologico e relazionale di una disfunzione erettile non trattata". L'approccio adottato dal Policlinico Tor Vergata "consente inoltre di evitare un secondo intervento chirurgico, riducendo i rischi complessivi per il paziente e ottimizzando le risorse del sistema sanitario. Attualmente molti pazienti vengono sottoposti a lunghi protocolli riabilitativi con farmaci orali, spesso costosi e non sempre efficaci nel lungo periodo", sottolineano gli specialisti che avvertono come "tali costi potrebbero superare anche di 3 volte quello dell'impianto protesico definitivo". "E' un cambio di paradigma - affermano i chirurghi - Così come per le donne è ormai consolidato il diritto alla ricostruzione mammaria immediata dopo mastectomia, anche gli uomini dovrebbero poter accedere, se lo desiderano, a una ricostruzione funzionale immediata tramite protesi peniena". Da qui l'appello affinché questo tipo di dispositivo venga incluso nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), garantendo equità di accesso a tutti i pazienti del Servizio sanitario nazionale. "Questo intervento - concludono gli esperti - rappresenta non solo una prima assoluta nella storia della medicina, ma anche una dimostrazione concreta dell'eccellenza della chirurgia italiana. L'integrazione tra chirurgia robotica avanzata e ricostruzione urologica funzionale colloca i professionisti italiani ai vertici internazionali del settore. La riuscita dell'operazione conferma come i chirurghi italiani siano all'avanguardia, capaci di innovare e di offrire soluzioni terapeutiche complete, che coniugano efficacia oncologica e qualità della vita. Un risultato che rafforza il ruolo dell'Italia come punto di riferimento globale nella chirurgia robotica e nella ricostruzione urologica, senza nulla da invidiare ai centri di eccellenza di altre nazioni".
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Google Meet su Apple CarPlay: le riunioni si spostano in auto
(Adnkronos) - L’ecosistema digitale di Mountain View compie un ulteriore passo verso l’integrazione totale nella mobilità quotidiana. Google Meet debutta ufficialmente su Apple CarPlay, offrendo ai professionisti in movimento una soluzione nativa per gestire la propria agenda senza distogliere lo sguardo dalla strada. L'aggiornamento mira a risolvere la frammentazione tra il dispositivo mobile e l'interfaccia dell'infotainment, consentendo una transizione immediata non appena il conducente sale a bordo di un veicolo compatibile. La sicurezza rappresenta il perno centrale di questa implementazione. Per evitare pericolose distrazioni al volante, il sistema inibisce automaticamente la trasmissione e la ricezione video. Chi partecipa a un incontro tramite il cruscotto può fare affidamento esclusivamente sulla componente audio, visualizzando nel contempo l'elenco dei meeting imminenti e potendo accedere alle sessioni con un singolo tocco. La gestione tramite i comandi di bordo e il microfono integrato assicura che l'interazione resti fluida e rispetti le normative vigenti sulla guida. L'attivazione della funzione non richiede interventi da parte degli amministratori di sistema, risultando abilitata di serie per tutti gli utenti che dispongono dell'applicazione Meet su dispositivi iOS. Sebbene il rilascio attuale riguardi l'universo Apple, lo sviluppo di una versione dedicata ad Android Auto è già stato confermato per il prossimo futuro. Il collegamento avviene in modo automatico non appena l'iPhone viene interfacciato con il sistema dell'auto, rendendo l'esperienza d'uso immediata e priva di configurazioni manuali.
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Sony Interactive Entertainment acquisisce Cinemersive Lab
(Adnkronos) - Sony Interactive Entertainment ha ufficializzato l'acquisizione di Cinemersive Labs, realtà con sede nel Regno Unito fondata nel 2022 e focalizzata sullo sviluppo di soluzioni basate su machine learning e visione artificiale. L'operazione si inserisce nella strategia di espansione tecnologica della casa di PlayStation, decisa a consolidare internamente competenze specifiche per la gestione di grafiche computazionali sempre più complesse e stratificate. Il team di Cinemersive Labs verrà integrato nel Visual Computing Group di Sony, una divisione strategica dedicata all'avanzamento delle tecnologie grafiche di ultima generazione. La collaborazione mirerà a implementare nuovi modelli di apprendimento automatico direttamente nel cuore dei motori di gioco, con il fine di ottimizzare le tecniche di rendering e migliorare la resa estetica complessiva. Questo approccio permetterà di gestire in modo più fluido la complessità dei mondi digitali, garantendo prestazioni elevate senza sacrificare i dettagli minimi. L'investimento punta a ridefinire gli standard della fedeltà visiva per i giocatori, cercando soluzioni innovative che possano superare i limiti attuali dell'hardware attraverso l'ottimizzazione software. Attraverso l'uso della computer vision, Sony intende sbloccare nuovi livelli di realismo e interazione visiva, confermando la centralità della ricerca scientifica applicata nel settore dell'intrattenimento interattivo moderno.
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Viaggio nel cuore delle Dolomiti, in Val di Non le celle ipogee diventano esperienza turistica
(Adnkronos) - Seguire il viaggio di una mela, prodotto simbolo della Val di Non, per ritrovarsi nel cuore profondo delle Dolomiti. E' la proposta rivolta ai visitatori, condotti per la prima volta in un luogo solitamente impenetrabile. A idearla, a partire dall’11 aprile, il Consorzio Melinda che, in collaborazione con le Aziende per il Turismo (ApT) della Val di Non e della Val di Sole e con il supporto di Trentino Marketing, lancia un nuovo programma di esperienze turistiche aprendo al pubblico le sue celle ipogee, i magazzini sotterranei scavati nella roccia dove vengono conservati i frutti. Ad accogliere il pubblico sarà anche MondoMelinda, il rinnovato centro visitatori situato a Segno di Predaia (TN). Pensata come casa per i soci e per la comunità locale, la struttura è anche uno spazio dedicato al racconto della valle e delle sue tradizioni. Qui, il percorso di visita accompagna il pubblico alla scoperta della storia del Consorzio, delle varietà di mele e delle eccellenze agricole locali, restituendo l’immagine di un sistema territoriale basato su agricoltura e cooperazione.
La proposta turistica del Consorzio prenderà il via in occasione dell’evento Fiorinda, la festa della fioritura in Val di Non, in programma l’11 e 12 aprile. Verrà infatti data l’opportunità al pubblico di partecipare ad una Special Edition inaugurale delle visite alle celle ipogee e alla Funivia delle mele, l’innovativa infrastruttura inaugurata alla fine dello scorso anno per garantire un trasporto della frutta a ridotto impatto ambientale. Situate all’interno della miniera di dolomia di Rio Maggiore, le celle si trovano a circa 300 metri di profondità. Non una semplice visita a un sito industriale, ma un vero viaggio nel sottosuolo delle Dolomiti. Durante il percorso, della durata di circa un’ora e mezza, i visitatori scopriranno l’origine di un’idea - trasformare una miniera in un grande frigorifero naturale - e gli aspetti tecnici che hanno consentito di concretizzarla. Ma anche i vantaggi offerti dalle particolari condizioni ambientali - bassa temperatura e impermeabilità - di questo luogo: minori consumi idrici ed energetici (il 30% in meno, per questi ultimi, rispetto ai magazzini di superficie), ridotte emissioni di CO2 ed eliminazione dei pannelli coibentanti tipici delle strutture industriali. Non solo. Da pochi mesi è attiva l’ormai famosa Funivia delle Mele, nata dalla visione di Melinda e finanziata in parte dal programma europeo Next Generation Eu gestito dal ministero dell’Agricoltura, impianto a fune dedicato al trasporto di frutta. Alimentato da fonti rinnovabili (idroelettrico), sfrutta il peso delle mele in discesa per contribuire alla riduzione dei consumi energetici. Dopo il weekend inaugurale, le esperienze entreranno stabilmente nella proposta turistica delle valli con tre percorsi principali. “Nei territori come il nostro agricoltura e turismo non sono semplicemente attività che convivono: sono espressioni diverse della stessa identità - afferma Ernesto Seppi, presidente del Consorzio Melinda - L’agricoltura disegna il paesaggio, custodisce la cultura e i valori delle comunità; il turismo ne diventa il naturale prolungamento, permettendo alle persone di entrare in relazione con questa storia. Oggi i consumatori chiedono sempre più autenticità: vogliono conoscere l’origine di ciò che mangiano, incontrare i luoghi e le persone che stanno dietro al viaggio delle nostre mele. Aprire le celle ipogee significa proprio questo: offrire un’esperienza che unisce innovazione, territorio e comunità, restituendo il senso profondo di una valle che da generazioni coltiva futuro”.
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Marathon: i padri di Destiny elevano gli extraction shooter su console e PC
(Adnkronos) - Il mercato degli extraction shooter sta vivendo una fase di rinascita, alimentata da titoli come ARC Raiders, ma l'ingresso di Bungie in questo segmento sposta inevitabilmente gli equilibri. Dopo diverse ore di test nelle mappe più impegnative, l'idea di unire il concetto di deathmatch con bottino ad alto rischio alla precisione balistica tipica dello studio di Bellevue si è dimostrata solida. Nonostante le recenti difficoltà societarie, Marathon riesce a offrire un'esperienza dove la ricerca di materiali e la profondità del mondo di gioco si fondono in un ciclo che crea una forte dipendenza, pur richiedendo ancora affinamenti sul bilanciamento dei personaggi e sulla gestione dei menu. Il punto di forza del titolo risiede nella gestione degli strumenti da battaglia, un elemento che Bungie padroneggia dai tempi di Halo. La sensazione trasmessa dalle armi è eccellente, frutto di una cura meticolosa. Marathon centra l'obiettivo, rendendo ogni scontro a fuoco gratificante e tecnico. Permangono tuttavia alcuni difetti legati alla gestione delle collisioni e della geometria ambientale. Non è raro incastrarsi in elementi dello scenario o fallire manovre di copertura in momenti critici, un problema che può compromettere l'esito di scontri concitati. L'approccio al PvP è feroce e privo di concessioni, distanziandosi nettamente dalla natura più amichevole di altri competitor. La tensione che si respira nei corridoi claustrofobici è costante, alimentata dalla consapevolezza che ogni incontro con altri giocatori è potenzialmente letale. Il sistema di progressione sostiene bene questa struttura, offrendo equipaggiamenti di prestigio, come zaini capaci di rigenerare munizioni, che alterano sensibilmente l'approccio tattico. Ogni estrazione riuscita garantisce un avanzamento concreto, rendendo accettabile anche il rischio di perdere tutto in caso di sconfitta. Sul fronte dei contenuti, le quattro mappe disponibili al lancio mostrano una buona diversità strutturale. Si passa dagli ampi spazi di Perimeter alle paludi di Dire Marsh, ideali per i tiratori scelti, fino alla verticalità estrema di Outpost, progettata per favorire conflitti costanti intorno ai caveau. La nota dolente è però rappresentata dall'interfaccia utente, definibile come un insieme caotico di icone generiche e menu poco intuitivi che rendono la gestione dell'inventario inutilmente complessa. Anche l'onboarding è carente, con obiettivi di missione spesso oscuri che richiedono un eccessivo sforzo di interpretazione da parte dell'utente. L'endgame trova la sua massima espressione nel Cryo Archive, una modalità ad alto rischio in cui la sfida diventa estrema, richiedendo equipaggiamento di alto livello e una conoscenza approfondita di mappe labirintiche popolate da nemici robotici e giocatori professionisti. La narrazione, pur essendo frammentata e affidata a documenti e dialoghi con IA inquietanti, riesce a costruire un universo affascinante. In definitiva, Marathon è un prodotto spietato e a tratti respingente, ma la qualità della sua infrastruttura bellica lo posiziona già ai vertici del genere.
Fomato: PS5 (versione testata), Xbox Series X|S, PC Editore: Sony Interactive Entertainment Sviluppatore: Bungie Voto: 8
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Vespa, iPhone e pellet: l’Italia di Subito nel 2025
(Adnkronos) - In diciotto anni di attività di Subito.it, il mercato dell'usato in Italia ha subito una metamorfosi radicale, passando da una pratica percepita con riserbo a un comportamento d'acquisto rivendicato con orgoglio dalla maggioranza della popolazione. Giuseppe Pasceri, CEO di Subito, osserva come oggi la second hand sia diventata una scelta primaria per 2,8 milioni di utenti giornalieri, sottolineando che, se all'inizio “l’usato era percepito spesso come un ripiego dettato principalmente dalla necessità, oggi rappresenta una forma di consumo consapevole e piacevole". La sfida principale della piattaforma consiste nel “continuare a offrire un modello di recommerce profondamente autentico, garantendo allo stesso tempo gli standard di sicurezza e velocità a cui gli utenti sono abituati nell’ecommerce tradizionale”. L'obiettivo strategico resta quello di coniugare l'anima della compravendita tra privati con l'efficienza tecnologica, puntando su un equilibrio tra fiducia e innovazione. I dati relativi alle 2,6 miliardi di ricerche effettuate nel 2025 delineano il profilo di un Paese che utilizza il digitale per conciliare passioni consolidate e nuove urgenze quotidiane. Se icone del Made in Italy come la Vespa e la Fiat Panda mantengono saldamente il primato nelle preferenze degli utenti, emerge un ruolo inedito del re-commerce come supporto al mondo del lavoro, testimoniato dall'incremento del 42,5% registrato dalla categoria dei veicoli commerciali. Pasceri evidenzia come questa tendenza dimostri che “la second hand viene sempre più vista come partner solido anche per i lavoratori e più in generale per il mondo professionale”, con una crescita significativa anche per strumenti tecnici come torni e fresatrici. Parallelamente, il settore tecnologico si conferma un pilastro inscindibile, trascinato dall'iPhone 16, che ha visto triplicare l'interesse con picchi di crescita dell'800%. L'impatto del contesto economico e del caro energia ha influenzato pesantemente i flussi sulla piattaforma, orientando i consumatori verso soluzioni di riscaldamento alternative e apparecchi a basso consumo. Il CEO spiega che “il tema del caro energia emerge in modo evidente nella crescita delle ricerche legate agli elettrodomestici meno energivori” , evidenziando come le ricerche di pellet siano letteralmente decollate segnando un +133% nell'ultimo anno. In questa ottica, il mercato dell'usato non è più solo un'opportunità di sostenibilità ambientale, ma si configura come un vero e proprio “alleato quotidiano del proprio bilancio familiare”, permettendo agli italiani di gestire la vita quotidiana in modo pragmatico senza rinunciare alla qualità. Accanto alle necessità economiche, persiste una community vivace legata al collezionismo e al gaming, settori dove la PlayStation è tornata protagonista con una crescita dell'11%. Per Pasceri, questo fenomeno suggerisce la presenza di un pubblico trasversale che “vive il gaming come un territorio identitario fatto di nostalgia, innovazione e ricerca del pezzo giusto”. In un mercato così vasto, che spazia dai Pokémon alle auto d'epoca, la sicurezza delle transazioni rimane la priorità assoluta per mantenere l'integrità del servizio. Secondo il manager, è fondamentale educare gli utenti a non abbandonare mai la piattaforma e a non condividere dati sensibili, poiché il compito dei player digitali è quello di “aiutare gli utenti a comportarsi nella vita virtuale con la stessa attenzione della vita reale”.
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Terzo Settore: 9 aprile al via tour nazionale di 'Co-programmare con i giovani'
(Adnkronos) - L'ente del terzo settore Moby Dick Aps annuncia l'avvio ufficiale del tour nazionale legato al progetto 'Co-programmare con i giovani'. L'iniziativa, di rilevanza nazionale, è finanziata dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per l'annualità 2024 (ai sensi dell'art. 72 del D.lgs. n.117/2017) e vede l'ente salernitano guidato da Francesco Piemonte nel ruolo di capofila di un ampio partenariato composto da enti del Terzo Settore distribuiti su tutto il territorio italiano. “Parte il 9 aprile da Vibo Valentia il tour nazionale di Co-Programmare con i giovani – afferma Francesco Piemonte, presidente di Moby Dick Aps - progetto che ci vede capofila insieme a dodici partner di tutta Italia che si occupano di politiche giovanili. Una scelta ambiziosa con un unico grande obiettivo: andare sui territori per spiegare la co-programmazione e la co-progettazione non solo agli enti di terzo settore e alla pubblica amministrazione, ma anche e soprattutto ai giovani in qualità di potenziali fruitori. La nostra sfida è quella di coinvolgere soprattutto nuove generazioni, stimolando loro a fare delle proposte reali, da presentare poi al Governo entro la fine del 2026. In quest'ottica – conclude il Presidente Piemonte - un focus centrale dei meeting regionali è orientato a un risultato pratico e di forte impatto: i partecipanti lavoreranno con il chiaro obiettivo di raccogliere proposte in linea con gli 11 Youth Goals e con il lavoro che il Governo sta svolgendo per la definizione di una legge quadro nazionale”. Il viaggio di Co-programmare con i giovani attraverserà l'Italia con una serie di incontri operativi ospitati dai partner di progetto. Ecco il calendario ufficiale delle tappe: 9/10 aprile: Vibo Valentia - VV (Regioni coinvolte: Calabria / Sicilia), a cura della Fondazione Valentia; 29/30 aprile: Campobasso- Cb (Regioni coinvolte: Sardegna / Molise), a cura di Tdm 2000; 8/9 maggio: Taurisano- Le (Regioni coinvolte: Puglia / Basilicata), a cura di Fattoria Pugliese diffusa Aps; 23/24 maggio: Bassano del Grappa – VI (Regioni coinvolte: Veneto / Friuli) a cura di Amici del Villaggio Aps; 25/26 maggio: Ascea - Sa (Regioni coinvolte: Campania / Umbria), a cura di: Festival della Filosofia in Magna Grecia; 30/31 maggio: Pieve di Bono - Tn (Regioni coinvolte: Provincia Autonoma di Trento/Piemonte), a cura di Piazza Viva Aps; 30/31 maggio: Fiorenzuola - Pc (Regioni coinvolte: Emilia Romagna/Lombardia), a cura di Sciara Progetti Aps/Ets; 26/27 giugno: San Costanzo - Pu (Regioni coinvolte: Lazio / Marche), a cura di MO.D.A.V.I. APS-RA; 10/11 settembre: La Spezia - Sp (Regioni coinvolte: Liguria / Toscana), a cura di Senza Confini Aps. Il progetto, che coinvolge circa 2.500 persone tra giovani, operatori del Terzo Settore e della Pubblica Amministrazione è pensato per coinvolgere operatori e giovani di tutte le regioni in un percorso di partecipazione attiva e co-programmazione delle politiche giovanili. L'obiettivo cardine è ascoltare i bisogni reali delle nuove generazioni, stimolare un dialogo costruttivo con le istituzioni e favorire la nascita di idee e iniziative condivise, al fine di costruire comunità più inclusive, sostenibili e partecipative. Per tradurre questo ascolto in azioni concrete, il progetto mette in campo uno strumento fondamentale: una grande indagine conoscitiva, attraverso un lavoro di redazione partecipata. Da qui nasce il questionario nazionale, accessibile sul sito ufficiale https://www.coprogrammare.it/ , uno strumento essenziale per raccogliere su tutto il territorio italiano le opinioni e i bisogni dei giovani, ma anche degli operatori del terzo settore e delle istituzioni. Attraverso le loro risposte sarà possibile individuare tendenze, criticità e aspettative che guidano la progettazione delle attività successive. Questo passaggio permette inoltre di dare voce ai ragazzi, rendendoli protagonisti attivi nella costruzione delle politiche e dei servizi a loro destinati. I risultati dell’indagine conoscitiva saranno presentati a dicembre 2026, nel corso de meeting di chiusura di Co-programmare con i giovani.
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Voltolina (Repubblica degli stagisti): "Giovani hanno fame di buone opportunità di lavoro, vanno dove le trovano"
(Adnkronos) - "Rispetto allo stage, a livello italiano siamo messi un po' meglio della media europea, perché le battaglie combattute intorno al 2010-2012 con la Repubblica degli Stagisti hanno portato i loro frutti: in Europa ci sono ancora Paesi dove gli stage gratuiti sono legali, per esempio. Noi in Italia, quantomeno per gli stage extracurricolari (quelli svolti al di fuori del periodo di studi) abbiamo adesso delle leggi che impongono una indennità mensile. Ma non è tutto rose e fiori: alcune Regioni hanno indennità minime bassissime, come la Sicilia con 300 euro al mese, o l'Emilia Romagna con 450 e la Lombardia con 500. E poi resta completamente scoperto il segmento dei tirocini curricolari, per i quali la gratuità è purtroppo ancora legale. Non a caso, il numero di italiani che si candidano a tirocini in istituzioni europee, che solitamente prevedono indennità mensili generose (intorno ai 1200 euro al mese), è altissimo ed eccezionalmente costante da anni. Gli italiani sono sempre al primo posto per numero di candidature, e talvolta questo numero è il doppio o addirittura il triplo della nazionalità in seconda posizione per numero di candidati. I giovani italiani hanno fame di buone opportunità, e vanno dove le trovano". Così, con Adnkronos/Labitalia, Eleonora Voltolina, direttrice editoriale di Journalism for Social Change, associazione che gestisce i progetti 'Repubblica degli Stagisti', 'The Why Wait Agenda' e l'osservatorio 'Lo stato del lavoro', commenta l'analisi comparativa realizzata dall’Eurispes su 22 paesi europei che mette in evidenza come l'Italia perde 34.700 giovani l'anno e 1,7 mld pil a causa dell' emigrazione. Secondo Voltolina, la definizione 'caso anomalo' data nell'analisi alla situazione del nostro Paese "è particolarmente calzante: in Italia i giovani sono sempre meno, ma continuano a non trovare buone condizioni e buone opportunità. E così molti di loro vanno all'estero. Anche la ricerca su cui si basa il libro che ho appena scritto sulle famiglie italiane all'estero, 'Crescere Expat', conferma questa visione. Il questionario poneva la domanda diretta, "perché sei partitə?", offrendo ben 12 risposte - e se ne poteva anche scegliere più d'una, ovviamente. La risposta più frequente in assoluto (37%) è risultata: per ottenere un lavoro o un lavoro migliore. A poca distanza, altre due risposte molto gettonate sono state la ricerca di condizioni economiche migliori (32,5%); e un 22% di persone che hanno risposto di essere partite perché sentivano che in Italia non avrebbero potuto realizzarsi pienamente. Delle prime sei motivazioni che spingono all’espatrio, tre dunque sono intrinsecamente legate alla sfera professionale e lavorativa: un dato che deve far riflettere i politici". Secondo Voltolina "è desolante leggere che l’Italia riesce a offrire ai propri giovani laureati condizioni occupazionali peggiori di Bulgaria, Polonia o Croazia. Ma non sorprende. Il mercato del lavoro italiano è preda di una corsa al massimo ribasso: si offre il meno possibile, sperando di trovare candidati che accettino. Per fortuna ci sono anche aziende che invece investono sui giovani, anche in Italia, offrendo condizioni di lavoro buone e stipendi generosi. Sono le aziende che noi raccontiamo sulla Repubblica degli Stagisti, che premiamo con i nostri AwaRdS. Sono una punta di diamante, ma non sono affatto la maggioranza. E i risultati si vedono: i giovani fuggono". E per Voltolina "un aspetto interessante è quello dei rientri. Anche qui non sorprende che la bilancia sia in disequilibrio. Da anni il Rapporto Italiani nel Mondo monitora questa bilancia, e i numeri dei rientri sono sempre largamente inferiori ai numeri delle partenze. Bisogna chiedersi: perché non si rientra? Nel mio libro c'è un capitolo che si chiama proprio "E se tornassimo?". Dei 1.250 partecipanti alla ricerca, solo il 9% dichiara che tornerebbe subito in Italia. Il fronte dei no è molto più nutrito: un 19% che dice con nettezza "assolutamente no", e un 44,5% che dice di no, anche se non se la sente di escluderlo del tutto. Il restante 27,5% dice che vorrebbe tornare, ma non in un futuro prossimo. Se si chiedono i motivi della reticenza a pensare a un rimpatrio, il quadro è subito netto. Al 71% la situazione economica in Italia non sembra rosea; il 68,7% pensa che la qualità della vita dei figli sia molto più alta all'estero di quanto sarebbe in Italia (va ricordato che la ricerca alla base del libro coinvolgeva tutte persone all'estero con figli); un 64,6% non pensa di tornare perché la situazione politica in Italia li preoccupa e/o non li rappresenta. E poi c'è il problema del lavoro: oltre la metà - il 53,7% - teme che non riuscirebbe a trovare in Italia un buon impiego adatto alle sue competenze; e un 47,5% pensa che sarebbe il-la partner a non riuscire a trovarlo. Il quadro è chiaro: chi parte non ha voglia di tornare perché non vede prospettive in Italia per poter prosperare, realizzarsi professionalmente, avere una stabilità lavorativa e un tenore di vita buono col proprio stipendio", conclude.
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