Sanità, Marino (Unindustria): "Tariffe uniformi e regole chiare a tutela dei cittadini"

(Adnkronos) - La sezione Sanità di Unindustria torna a sollecitare interventi urgenti e strutturali per garantire equità di accesso alle cure, qualità delle prestazioni e certezza delle regole nel comparto della sanità privata e accreditata. Il ruolo concreto e imprescindibile svolto dal settore come supporto fondamentale al servizio sanitario pubblico - informa una nota - è stato evidenziato oggi al Club House di Montecitorio a Roma, in un incontro con la stampa promosso dall'Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata (Uap), che riunisce tutte le principali sigle del comparto della sanità privata e accreditata.  "La sanità privata e accreditata - afferma Luca Marino, vice presidente della sezione Sanità di Unindustria - rappresenta oggi un pilastro imprescindibile del Servizio sanitario nazionale: senza il nostro contributo quotidiano sarebbe impossibile garantire tempi di risposta adeguati e continuità assistenziale. I cittadini riconoscono il valore dei nostri servizi in termini di competenza, accuratezza e velocità, ma per continuare a svolgere efficacemente questo ruolo servono regole certe, tariffe adeguate e condizioni di operatività omogenee su tutto il territorio nazionale. E' impellente - sottolinea - dotare finalmente il Paese di un nuovo tariffario nazionale della specialistica ambulatoriale che elimini le forti differenze tra le varie Regioni e garantisca a tutti i cittadini le stesse possibilità di cura e gli stessi diritti di accesso, indipendentemente dal luogo in cui vivono. Non è accettabile che la qualità delle prestazioni sanitarie cambi da territorio a territorio". Ogni giorno, sottolinea Unindustria, la sanità provata e accredita "consente di ridurre le liste d'attesa, ampliare l'offerta di prestazioni e garantire risposte tempestive ai bisogni di salute dei cittadini. Una funzione riconosciuta anche dalla stessa utenza, che percepisce i servizi della sanità privata come caratterizzati da elevati livelli di accuratezza, professionalità e rapidità di accesso, elementi oggi essenziali per assicurare continuità e qualità delle cure".  Nel corso dell'incontro - riporta la nota - è stato inoltre sottolineato come un'eventuale riduzione o cessazione dei servizi erogati dalla sanità privata e accreditata avrebbe conseguenze gravissime sull'intero Ssn, con un inevitabile aumento delle liste d'attesa, un sovraccarico insostenibile per le strutture pubbliche e una drastica riduzione della capacità di risposta ai bisogni di salute della popolazione, con ricadute dirette sulla tutela del diritto alla cura. Inoltre, "è indispensabile chiarire e regolamentare in modo uniforme il ruolo delle farmacie dei servizi - evidenzia Marino - assicurando che le prestazioni vengano erogate con regole uguali per tutti, controlli adeguati e standard di sicurezza certi. La tutela della salute dei cittadini deve essere garantita ovunque e sempre, senza zone grigie o disparità di trattamento. E' urgente aprire una riflessione seria sulle ricadute del Ddl Concorrenza sulla sanità privata e accreditata, affinché le nuove regole non penalizzino un settore che rappresenta una componente fondamentale del Servizio sanitario nazionale e un presidio essenziale per la qualità delle cure".  La sezione Sanità di Unindustria, insieme al Uap e alle altre sigle promotrici, ribadisce la disponibilità al confronto con le istituzioni per costruire un sistema sanitario più equo, sicuro e vicino ai bisogni dei cittadini. 
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Sei anni fa la pandemia Covid in Italia, Vaia: "Ritrovare unità e coraggio che portarono la scienza a batterlo"

(Adnkronos) - Domani saranno 6 anni dal ricovero della coppia cinese di Wuhan all'Inmi Spallanzani di Roma, l'inizio della pandemia Covid-19 in Italia. "L'inizio di una sfida storica per il nostro Paese. Due pazienti positivi a un virus sconosciuto, accolti allo nostro istituto che per primo isolò il Sars-CoV-2 e promosse una comunicazione di coraggio, equilibrio e speranza. Ogni giorno, alle 12, il bollettino alla fontana dello Spallanzani diventava un rito atteso da milioni di italiani: 'Non abbiate paura. Insieme ce la faremo'. Così è stato: la coppia guarì e il Paese imparò a combattere un nemico nuovo grazie a scienza, cura e responsabilità di ciascuno". Così in un post social Francesco Vaia, già direttore generale dell'Inmi Spallanzani di Roma e oggi componente dell'Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. "In quegli anni - ricorda - ci siamo trovati in grande sintonia con Papa Francesco: vaccini e cure come bene comune, accesso universale e tutela dei più fragili. Abbiamo denunciato le battaglie economiche e geopolitiche sul vaccino e sostenuto il superamento dei brevetti, per renderlo accessibile a tutti. L'equilibrio nell'uso dello strumento vaccino, insieme alla forza e al coraggio degli italiani, è stato talvolta messo alla prova, generando disaffezione verso la vaccinazione. Un fenomeno grave da contrastare, ricordando gli errori del passato e rafforzando i piani di prevenzione e risposta alle pandemie future".  "Oggi più che mai il Paese deve essere unito - esorta Vaia - dalle istituzioni e forze politiche fino a ciascun cittadino, per garantire equità, accesso universale e tutela dei più fragili. La scienza salva vite, il coraggio ispira, i fragili vanno protetti sempre. I valori di coraggio, equilibrio e solidarietà che animarono quel momento devono continuare ad ispirare le nostre azioni. Abbiamo imparato la lezione e stiamo davvero facendo tutto in questa direzione?".  
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Google mostra (per errore) un assaggio di Android per computer

(Adnkronos) - L'attesa per il debutto di Android nel mondo dei personal computer sembra destinata a terminare prima del previsto a causa di una fuga di notizie interna a Mountain View. La piattaforma ibrida nota con il nome in codice Aluminium OS è apparsa in una serie di registrazioni video pubblicate erroneamente all'interno di un report relativo a un malfunzionamento delle schede in incognito di Chrome. Sebbene Google abbia rimosso tempestivamente l'accesso alla segnalazione originale, il materiale catturato su un Chromebook HP Elite Dragonfly ha già iniziato a circolare, confermando la natura del progetto identificato dalla sigla ALOS. Le immagini mostrano un'interfaccia che fonde elementi grafici di ChromeOS con la struttura tipica di Android 16. La barra delle applicazioni mantiene l'impostazione desktop ma sposta il pulsante di avvio in posizione centrale, seguendo un'estetica più vicina agli smartphone, mentre la parte superiore dello schermo ospita una barra di stato con icone per batteria e connettività mutuate direttamente dai dispositivi mobili. Le sequenze video, pur nella loro brevità, illustrano il funzionamento del Play Store e la gestione del multitasking in modalità split-screen, suggerendo un'esperienza d'uso che punta alla massima convergenza tra i due ecosistemi. Il riferimento esplicito alla versione software ALOS all'interno del bug tracker convalida le precedenti dichiarazioni di Sameer Samat, responsabile di Android, che aveva anticipato novità significative per il settore durante l'anno in corso. Nonostante la natura frammentaria del leak, l'esperimento condotto sull'hardware di un laptop esistente dimostra come la transizione verso un sistema operativo unico sia ormai in una fase di test avanzata, in attesa di una presentazione ufficiale che possa chiarire le ambizioni di Google nel mercato dei portatili di fascia alta. 
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Accordo Ucbm-Plastic Free, meno plastica in ateneo, sì alle buone pratiche

(Adnkronos) - Meno plastica, più buone pratiche e attenzione all’ambiente per ridurre ulteriormente l’inquinamento da plastica, stimolare la partecipazione, la raccolta differenziata e il riciclo, intensificando le attività di educazione e sensibilizzazione sui comportamenti virtuosi. Ruota intorno a questi cardini l’accordo siglato tra Università Campus Bio-Medico di Roma (Ucbm) e Plastic Free Onlus, uno dei maggiori soggetti del volontariato nazionale e internazionale attivo nella lotta all’inquinamento da plastica.  Alla firma hanno partecipato l’ad e dg di Ucbm Andrea Rossi e Margherita Maiani, segretaria generale di Plastic Free Onlus, e il referente regionale Plastic Free Onlus del Lazio, Lorenzo Paris. Grazie a questo accordo, coordinato dal direttore Operations Antonio Bottini, Ucbm entra nella 'Rete delle Università per l'Ambiente Plastic Free', network nazionale dedicato allo scambio di buone pratiche per la riduzione dell'uso della plastica, promuoverà nuove iniziative e potrà aderire a quelle promosse da Plastic Free Onlus accrescendo così in tutta la comunità universitaria la consapevolezza su questi temi.  La collaborazione tra l’Università Campus Bio-Medico di Roma e Plastic Free Onlus si inserisce in un percorso avviato da diversi anni dall’Ateneo sul fronte della sostenibilità ambientale. In questo contesto, Ucbm ha istituito il Dipartimento di Scienze e Bio-Tecnologie, valorizzando linee di ricerca collegate alle grandi sfide globali delineate dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sdgs) delle Nazioni Unite. A conferma di questo impegno, nell’ambito della campagna 'That’s Life', l’Università ha donato a tutti gli studenti borracce riutilizzabili, promuovendo uno stile di vita attento alla sostenibilità ambientale a partire dalle piccole scelte quotidiane. Parallelamente, sono stati installati all’interno dell’Ateneo distributori di acqua microfiltrata, con l’obiettivo di ridurre l’utilizzo della plastica monouso. Più di recente Ucbm ha adottato al suo interno il Sistema di Gestione Ambientale con Certificazione ISO 14001 ed è inoltre membro della 'Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile”' (Rus), promossa dalla Crui.  "Grazie a questo accordo con Plastic Free Onlus avviamo un’azione concreta per ridurre l’uso della plastica monouso nei nostri spazi - ha sottolineato l’ad e dg di Ucbm Andrea Rossi - Il nostro campus vive a contatto con un’area naturale protetta come la Riserva di Decima Malafede, qui la sostenibilità non è un tema astratto, è responsabilità quotidiana. Coerentemente con l’approccio One Health, vogliamo tradurre il legame tra ambiente e salute in scelte reali, capaci di incidere sul modo in cui viviamo l’Università ogni giorno. Questo percorso ha anche un valore educativo, perché il cambiamento passa da comportamenti semplici, ripetuti e condivisi. È un impegno che chiediamo a tutta la comunità accademica, con un obiettivo chiaro: ridurre l’impatto e aumentare la consapevolezza".  “Con l’ingresso dell’Università Campus Bio-Medico di Roma nella nostra Rete delle Università per l’Ambiente - ha ricordato Margherita Maiani, segretario generale di Plastic Free Onlus - si consolida un’alleanza preziosa tra impegno ambientale e formazione scientifica centrata sulla persona. L’inquinamento da plastica non è più solo un’emergenza ecologica: è una minaccia concreta per la salute pubblica, che richiede competenze trasversali, ricerca rigorosa e una visione integrata dell’essere umano e dell’ambiente che lo circonda. Le micro e nanoplastiche sono ormai state rinvenute nei polmoni, nel sangue, nella placenta e in altri tessuti del corpo umano, con possibili effetti sul sistema endocrino, sul neurosviluppo e sul metabolismo. Per questo è così importante poter contare su un Ateneo come il Campus Bio-Medico, che unisce scienza, cura e responsabilità sociale: insieme possiamo costruire un cambiamento culturale profondo, che metta al centro la salute delle persone e del pianeta”. 
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Social Media alla sbarra: in California il dibattimento del secolo sulle responsabilità algoritmiche

(Adnkronos) - Il sistema giudiziario statunitense ha ufficialmente aperto, nel gennaio 2026, una delle fasi più critiche per il futuro della Sillicon Valley. Presso la Corte Distrettuale del Distretto Settentrionale della California, ha preso il via il dibattimento relativo alla cosiddetta Social Media Adolescent Addiction/Personal Injury Products Liability Litigation (MDL 3047). Il processo, presieduto dalla giudice Yvonne Gonzalez Rogers, vede i colossi Meta (Instagram e Facebook) e Alphabet (YouTube) rispondere dell'accusa di aver progettato intenzionalmente piattaforme capaci di indurre dipendenza e danni psicologici negli utenti più giovani. L'elemento di rottura di questo procedimento risiede nella strategia legale dei ricorrenti. A differenza dei tentativi passati, che si scontravano con la Sezione 230 del Communications Decency Act — che protegge le piattaforme dai contenuti pubblicati da terzi — l'accusa attuale si concentra sul design del prodotto. Si sostiene che le architetture tecnologiche, come lo scroll infinito, i sistemi di ricompensa dopaminergica e gli algoritmi di raccomandazione predittiva, costituiscano "difetti di progettazione". Secondo i legali della pubblica accusa, tali funzioni non sono legate alla libertà di espressione, ma rappresentano strumenti tecnici ingegnerizzati per massimizzare l'estrazione di dati e il tempo di permanenza, a scapito della sicurezza dell'utente. Durante le prime audizioni, la tensione tra le parti è emersa chiaramente. I portavoce dei giganti tech hanno ribadito la validità degli investimenti effettuati negli ultimi anni per la protezione dei minori. 
Uno dei rappresentanti legali di Meta ha dichiarato in aula: "Abbiamo sviluppato oltre 30 strumenti e funzionalità per supportare gli adolescenti e le loro famiglie, e continuiamo a perfezionare i nostri sistemi di intelligenza artificiale per garantire un'esperienza sicura ed equilibrata". Di contro, i legali dei distretti scolastici e delle famiglie citano documenti interni che dimostrerebbero una consapevolezza pregressa dei rischi. Nelle memorie difensive si legge come l'accusa intenda provare che "le aziende hanno dato priorità alle metriche di crescita rispetto ai rischi noti per la salute mentale, implementando funzioni studiate per aggirare l'autocontrollo dei minori". L'esito di questo processo potrebbe imporre standard di sviluppo software radicalmente nuovi. Se la corte confermasse la tesi del "design difettoso", le aziende sarebbero costrette a: 
Disabilitare i sistemi di riproduzione automatica e gli algoritmi di raccomandazione non sollecitata. 
Implementare controlli di identità basati su criteri di privacy-by-design estremamente rigidi. 
Rivedere l'intera architettura delle interfacce utente (UX) per eliminare i cosiddetti dark patterns. Le ripercussioni superano i confini americani, influenzando direttamente l'applicazione del Digital Services Act in Europa e definendo un precedente globale per la responsabilità algoritmica.  Immagine di cover realizzata con il supporto di Gemini 
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Al Bambino Gesù di Roma riparata valvola del cuore con tecnica endoscopica 3D e HD

(Adnkronos) - Una riparazione della valvola mitrale – una delle quattro valvole del cuore che regola il flusso del sangue – eseguita interamente tramite tecnica mininvasiva video-assistita con endoscopia tridimensionale ad alta definizione è stata realizzata per la prima volta all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù da un’équipe multidisciplinare guidata dai cardiochirurghi dell’Unità di Cardiochirurgia diretta dal professore Lorenzo Galletti. L’intervento rappresenta un importante passo avanti nello sviluppo delle tecniche mininvasive in età pediatrica, un ambito in cui l’endoscopia cardiaca, già ampiamente diffusa tra gli adulti, è ancora poco utilizzata. Questa tecnica permette di effettuare interventi a cuore aperto attraverso incisioni di pochi centimetri grazie all’impiego di strumenti miniaturizzati e videocamere ad alta definizione che restituiscono immagini tridimensionali estremamente dettagliate. Questo approccio riduce in modo significativo il traumatismo chirurgico, il dolore post-operatorio, il rischio di infezioni e la durata della degenza ospedaliera, garantendo al contempo un risultato estetico nettamente migliore e un minore impatto psicologico su bambini e ragazzi. "La prima paziente del Bambino Gesù a beneficiare di questa procedura mininvasiva in HD è una ragazza di 17 anni affetta da insufficienza mitralica, che è stata sottoposta a un intervento di annuloplastica e chiusura del 'cleft' mitralico attraverso un’incisione laterale di soli 4 centimetri. In pratica, i chirurghi hanno ristretto e rinforzato l’anello della valvola – che risultava troppo largo – e hanno chiuso una piccola fessura anomala presente su uno dei lembi, così da permettere alla valvola di tornare a chiudersi correttamente senza far rifluire il sangue. Dopo una sola giornata in terapia intensiva e 5 giorni nel reparto di degenza, la giovane è stata dimessa in ottime condizioni generali", sottolinea la nota del Bambino Gesù. L’operazione è stata possibile grazie al lavoro coordinato di un’équipe multidisciplinare composta da cardiochirurghi, cardiologi, anestesisti, tecnici di circolazione extracorporea e infermieri di sala operatoria del Bambino Gesù, con il supporto di un esperto della procedura sugli adulti, il dottor Andrea Salica, proveniente dall’European Hospital di Roma. "L’adozione dell’approccio totalmente endoscopico rappresenta un’evoluzione naturale del nostro programma di cardiochirurgia mini-invasiva - sottolinea Galletti - Questa tecnica ci consente di offrire ai giovani pazienti interventi sempre più sicuri e meno invasivi, ampliando le possibilità di applicazione dell’endoscopia anche in età pediatrica e riducendo la necessità di ricorrere a procedure più complesse". Questa innovazione apre la strada a un utilizzo sempre più esteso della chirurgia endoscopica per un numero crescente di patologie cardiache in età pediatrica. All’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Centro di riferimento per la cardiochirurgia avanzata, vengono trattati ogni anno 450 casi di malformazioni cardiache congenite o acquisite in età pediatrica, ma anche in giovani adulti il più delle volte già trattati in età pediatrica. 
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Gemini 3 trasforma la ricerca web in conversazione con AI Mode

(Adnkronos) - Mountain View sta riscrivendo le regole d'ingaggio tra l'utente e l'informazione digitale. Se storicamente la Ricerca Google è stata il tempio della rapidità per dati come il meteo o i risultati sportivi, l'evoluzione odierna punta a trasformare il motore di ricerca in un assistente conversazionale a tutto tondo. La complessità dei quesiti moderni richiede infatti uno strumento che non si limiti a restituire una lista di link, ma che sia in grado di sostenere un ragionamento articolato e continuativo nel tempo, riducendo lo scarto tra l'interrogazione semplice e l'analisi approfondita. Il cuore pulsante di questa trasformazione è il debutto di Gemini 3 come modello predefinito per le AI Overview a livello globale. Questa implementazione garantisce risposte generate dall'intelligenza artificiale direttamente nella pagina dei risultati, ottimizzando la pertinenza dei dati estratti per le domande più intricate. Non si tratta di una semplice aggiunta estetica, ma di un cambio di paradigma strutturale che mette la potenza del calcolo generativo al servizio della consultazione quotidiana, rendendo l'accesso alla conoscenza immediato anche per i temi che richiedono una sintesi complessa. L'innovazione più significativa risiede tuttavia nell'introduzione di AI Mode, una modalità progettata per rendere il passaggio dalla panoramica statica alla conversazione dinamica del tutto naturale. I test condotti, dice Google, hanno evidenziato una netta preferenza per un'esperienza che permetta di porre domande di approfondimento mantenendo intatto il contesto originale fornito dal sistema. Questa architettura fluida, ora disponibile su dispositivi mobili in tutto il mondo, integra link esterni per favorire l'esplorazione autonoma, segnando un passo decisivo verso una ricerca che non risponde solo a singoli quesiti, ma accompagna l'utente in un processo conoscitivo completo. 
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HP OMEN 16 - La recensione

(Adnkronos) - Il mercato dei laptop ad alte prestazioni sta vivendo una progressiva metamorfosi: non si tratta più solo di potenza bruta, ma anche di quanto intelligentemente essa venga gestita dal sistema. L'OMEN 16 Gaming Laptop (modello 16-ap0004nl), oggetto del test, rappresenta un punto di svolta, posizionandosi come una macchina dalla natura "ibrida", capace di eccellere sia nel gaming competitivo che nei carichi di lavoro legati all'intelligenza artificiale generativa. Per la prima volta, HP integra l'architettura AMD Ryzen AI 9 365 con l'NVIDIA GeForce RTX 5070, trovando una combinazione perfettamente equilibrata che restituisce uno strumento definitivo per pro-gamer e per creator, che cercano la potenza di una workstation fissa in un corpo portatile. L'HP OMEN 16-ap0004nl si distacca radicalmente dall'estetica aggressiva tipica dei laptop da gaming del passato. HP ha optato per un design "Shadow Black" sofisticato, che permette alla macchina di integrarsi perfettamente sia in una postazione da pro-player che in un ambiente professionale. Ma dietro la pulizia delle linee si nasconde una costruzione meticolosa, progettata per ospitare uno degli hardware più energivori del 2026. La costruzione dell'HP OMEN 16 riflette un impegno concreto verso la qualità costruttiva e l'ambiente. Il telaio combina leghe di alluminio e plastiche ad alta densità, garantendo una rigidità strutturale che elimina qualsiasi flessione della tastiera o del coperchio. Un dettaglio non trascurabile è l'impiego di plastica potenzialmente destinata agli oceani e alluminio riciclato per diverse componenti, rendendo la scocca non solo robusta ma anche ecosostenibile.   Il passaggio al formato da 16 pollici rappresenta il "punto di equilibrio" ideale. Le dimensioni dello chassis sono paragonabili a quelle dei vecchi modelli da 15.6 pollici, ma grazie alla riduzione delle cornici (micro-edge), la superficie visiva è decisamente superiore. La tastiera presenta un'illuminazione RGB a zone, con una corsa dei tasti ottimizzata per il feedback tattile. Il trackpad di ampie dimensioni offre una precisione millimetrica, fondamentale quando non si ha a disposizione un mouse esterno. Il vero capolavoro costruttivo risiede nel sottoscocca. Per permettere alla NVIDIA RTX 5070 e al Ryzen AI 9 di operare senza cali di prestazioni, HP ha implementato il sistema OMEN Tempest Cooling. L'architettura termica del sistema OMEN Tempest Cooling si sviluppa attraverso una struttura ingegneristica complessa, che abbandona la rigidità dei componenti isolati per favorire un flusso di lavoro armonico. Il raffreddamento ha inizio grazie a un sistema di ventilazione distribuito su tre lati, dove ampie griglie di aerazione operano per massimizzare l'ingresso costante di aria fresca all'interno dello chassis.    Questo flusso viene poi canalizzato lungo un percorso a cinque vie, meticolosamente studiato per espellere il calore generato lontano dai componenti critici e, soprattutto, dalle mani dell'utente, garantendo un comfort d'uso prolungato. A muovere l'intero sistema sono ventole a basso profilo di nuova concezione, progettate per spostare volumi d'aria elevati pur mantenendo una frequenza sonora discreta e piacevole; questa soluzione evita il tipico sibilo acuto dei notebook ultrasottili, trasformando la gestione del calore in un processo silenzioso ed efficiente.  Se la GPU è il braccio, il processore AMD Ryzen AI 9 365 è il cervello. Basato sulla piattaforma "Strix Point" con microarchitettura Zen 5, questo chip offre un incremento a doppia cifra delle istruzioni per ciclo (IPC), migliorando la velocità nei calcoli single-core e nel multitasking. La vera innovazione risiede nella NPU (Neural Processing Unit) XDNA 2, capace di sprigionare fino a 50 TOPS. L'utilità di questa architettura si manifesta in una sinergia inedita: mentre la NPU gestisce i compiti AI a basso consumo e le funzioni di sistema (Windows 11 Copilot+), i Tensor Core della RTX 5070 sono liberi di dedicarsi esclusivamente al rendering grafico pesante. Questo rappresenta un autentico salto di specie tecnologico poiché, a differenza di un laptop tradizionale dove l’utilizzo di funzioni basate sull'intelligenza artificiale come i filtri video, la cancellazione del rumore o l'assistente Copilot costringe la GPU e la CPU a farsi carico di tale lavoro sottraendo potenza preziosa ai giochi o ai software professionali, qui la gestione avviene in modo compartimentato. Mentre la NPU XDNA 2 si occupa silenziosamente di coordinare l'assistente AI e le ottimizzazioni di sistema, la RTX 5070 rimane totalmente libera di sprigionare il proprio potenziale, garantendo che ogni singolo fotogramma al secondo promesso dalla scheda video arrivi a schermo senza essere disturbato dai processi in background.  Tale architettura conferisce al dispositivo HP una doppia personalità che ne esalta la versatilità e l'autonomia: in mobilità la grafica integrata RDNA 3.5 si dimostra abbastanza potente da gestire flussi di lavoro creativi leggeri o la visione di contenuti in 4K senza la necessità di accendere la GPU dedicata, estendendo drasticamente la durata della batteria e trasformando il dispositivo in un vero strumento da viaggio piuttosto che in una semplice macchina da scrivania. Quando invece il sistema si trova sotto stress e vengono attivati i muscoli della scheda video, il calore generato risulta inferiore rispetto al passato proprio grazie ai 50 TOPS della NPU, che esegue i calcoli AI nel modo più efficiente possibile riducendo drasticamente il surriscaldamento e il rumore delle ventole. Inoltre, la grafica integrata RDNA 3.5 permette di spegnere la GPU dedicata durante la produttività leggera, estendendo la durata della batteria.   Uno degli elementi di rottura di questo notebook è la GPU GeForce RTX 5070 con 8GB di VRAM. Basata sulla recente architettura NVIDIA, la scheda è stata progettata per massimizzare l'efficienza energetica senza sacrificare la larghezza di banda necessaria per la risoluzione 2.5K (2560x1600). Il focus si sposta sulla capacità dei Tensor Core di nuova generazione di accelerare i processi di inferenza. Questo garantisce una gestione dei riflessi e delle luci in Ray Tracing che non satura le risorse di calcolo, mantenendo frame rate elevati anche nelle scene più complesse. In un contesto visivo dominato da un pannello a risoluzione 2.5K, il supporto alla tecnologia NVIDIA DLSS diventa un pilastro fondamentale per l'esperienza d'uso, specialmente con l'introduzione della versione 4.5 supportata nativamente dal laptop. Questa evoluzione del Deep Learning Super Sampling non si limita a migliorare la fluidità, ma sblocca livelli di ottimizzazione precedentemente impensabili grazie alla sinergia tra intelligenza artificiale e potenza di calcolo.  Attraverso la Super Resolution, il sistema è in grado di ricostruire immagini estremamente nitide partendo da una risoluzione interna inferiore, alleggerendo drasticamente il carico di lavoro sulla GPU, mentre la Frame Generation interviene creando interi fotogrammi aggiuntivi tramite AI per raddoppiare o persino triplicare il frame rate nei titoli più esigenti. L'adozione del DLSS 4.5 potenzia ulteriormente la Ray Reconstruction, una tecnica che sostituisce i vecchi algoritmi di denoise con una rete neurale dedicata, rendendo riflessi, luci e ombre incredibilmente realistici e privi di artefatti.    L'impatto concreto per l'utente è una stabilità visiva superiore anche nelle scene più frenetiche, dove la macchina riesce a mantenere una qualità d'immagine cinematografica senza sacrificare la reattività necessaria nel gaming competitivo. Grazie a queste tecnologie, l'OMEN 16 satura i 240Hz del pannello IPS nei titoli eSports e mantiene un’esperienza fluida sopra i 100 FPS nei giochi con Ray Tracing attivo, massimizzando i 500 nits di luminosità per una resa HDR convincente. L'analisi delle prestazioni reali condotta sui titoli di nuova generazione conferma in modo inequivocabile la solidità della macchina, che si dimostra capace di gestire scenari estremamente complessi senza mostrare segni di incertezza. Mettendo alla prova il sistema con Battlefield 6 alla risoluzione nativa 2.5K e preset Ultra, l'OMEN 16 riesce a mantenere una media stabile tra i 115 e i 125 FPS, merito soprattutto dell'architettura Zen 5 della CPU che coordina con estrema precisione migliaia di particelle e i complessi calcoli fisici legati alle distruzioni ambientali senza accusare cali di tensione.  Questo equilibrio prestazionale trova ulteriore conferma in Cyberpunk 2077, dove l'attivazione della modalità Path Tracing Overdrive mette in luce la potenza dei Tensor Core; grazie al supporto del DLSS e della tecnologia Ray Reconstruction, il laptop raggiunge stabilmente gli 85-90 FPS, restituendo una fedeltà visiva di stampo cinematografico dove ogni riflesso e ogni ombra contribuiscono a un'immersione totale nel mondo di gioco. L'interfaccia sensoriale rappresenta il punto di congiunzione tra potenza e utente. Il display da 16 pollici dell'HP Omen 16 -ap0004nl con formato 16:10 offre precisione IPS, copertura 100% sRGB e tecnologia VRR (Variable Refresh Rate) con supporto NVIDIA G-SYNC, eliminando il tearing senza input lag. La certificazione Low Blue Light garantisce il benessere oculare durante le sessioni prolungate e non rappresenta un dettaglio banale. 
Il sistema audio dell'OMEN 16 segna una svolta strategica grazie alla sinergia con HyperX, brand leader nel settore delle periferiche gaming, che ha curato l'ingegnerizzazione degli altoparlanti per offrire una fedeltà sonora di livello professionale direttamente dal corpo del laptop. L'integrazione della tecnologia DTS:X Ultra eleva ulteriormente l'esperienza, simulando un ambiente sonoro a 360 gradi che risulta fondamentale per la consapevolezza spaziale durante i match competitivi; questa precisione permette di individuare la direzione esatta dei passi nemici o degli spari con un realismo sorprendente. Oltre all'immersione nel gioco, il sistema ottimizza le frequenze medie per garantire una chiarezza vocale cristallina nelle chat di gruppo, assicurando che le comunicazioni tattiche siano sempre comprensibili e prive di distorsioni, anche nelle fasi più concitate dell'azione.  La personalizzazione dell'esperienza è affidata all'OMEN Gaming Hub, un centro di controllo che agisce come un vero orchestratore di sistema piuttosto che come una semplice utility di monitoraggio. Grazie a questa interfaccia intuitiva, l'utente può gestire i profili energetici in tempo reale, decidendo di dare priorità assoluta alla GPU durante le sessioni di gaming più intense o di bilanciare i consumi per massimizzare l'autonomia durante l'uso in mobilità. Il software permette inoltre di calibrare finemente l'illuminazione e di ottimizzare la rete per ridurre le latenze, offrendo al contempo l'accesso a strumenti di overclocking sicuro; questo approccio democratizza la gestione dell'hardware, rendendo configurazioni tecniche un tempo complesse accessibili e immediate anche per i meno esperti, che possono così cucire le prestazioni della macchina sulle proprie reali necessità quotidiane. 
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Ibg celebra 35 anni: investimenti per circa 70 mln e nuovo Piano Industriale triennale

(Adnkronos) - Trentacinque anni di storia e un nuovo piano industriale triennale. Ibg s.p.a. società benefit, leader nel settore del food & beverage e partner d’eccellenza di PepsiCo, ha presentato presso lo stabilimento di Buccino (Sa) i risultati conseguiti e le strategie future nel corso dell'evento corporate 'Back to the Future. Nuovi spazi per nuove sfide'. L'azienda ha ripercorso 35 anni di successi sotto la guida del ceo Rosario Caputo, delineando un nuovo piano industriale triennale focalizzato su sostenibilità, innovazione tecnologica e impatto sociale. Presso lo stabilimento produttivo di Ibg spa sb, nella zona industriale di Buccino (Sa), erano presenti personalità del mondo delle istituzioni e dell’imprenditoria, come: i vertici di PepsiCo, con Torben Nielsen, Gm vice president West Europe Foods e Paolo Rizzo, gm e ad PepsiCo Italia; i vertici di importanti istituti di credito nazionali come Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm e Bnl; Valentino Valentini, viceministro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit); Fulvio Bonavitacola, assessore alle Attività Produttive e Sviluppo Economico della Regione Campania; Joseph Bagga-Taves, console all’ufficio politico-economico del consolato degli Usa a Napoli; Antonio D’Amato, cavaliere del lavoro e presidente di Seda international packaging group; Nicola Arnone, presidente di Società generale delle Acque Minerali S.p.A; Andrea Prete, presidente di Unioncamere; Antonello Sada, presidente di Confindustria Salerno. "Celebrare i 35 anni di attività del nostro stabilimento di Buccino – afferma Rosario Caputo, ceo di Ibg SpA Società Benefit - non significa solo guardare ai traguardi raggiunti, ma riaffermare il nostro legame indissolubile con questo territorio. Dal 1990 ad oggi abbiamo investito circa 70 milioni di euro per trasformare questa realtà in un polo d’eccellenza tecnologica e sostenibile, capace di competere ai massimi livelli nel mercato globale del beverage and food. Oggi, grazie anche al nostro nuovo piano industriale triennale da oltre 12 milioni di euro, guardiamo al futuro con la consapevolezza dei propri mezzi e il coraggio di innovare, poichè la velocità del cambiamento non è più un fatto eccezionale, ma una condizione strutturale per guardare con fiducia al futuro", sottolinea.  "Per la nostra azienda – prosegue il ceo di Ibg spa sb - il futuro non è un luogo d’arrivo, ma il percorso incessante verso la linea dell’orizzonte. Il nostro cammino è chiaro, se il passato ci ha consegnato competenze e credibilità e il presente ci impone lucidità, il futuro ci chiede coraggio. Non abbiamo mai temuto i venti, nemmeno i più minacciosi. Non perché li sottovalutiamo, ma perché la nostra determinazione risiede nella capacità di adeguare le rotte e gli assetti organizzativi senza mai perdere di vista l'approdo. La solidità di un’impresa moderna non si misura evitando la tempesta, ma dimostrando di saperla attraversare: quando la meta è chiara, anche la tempesta diventa solo un banco di prova. Per confermare chi siamo e cosa sappiamo fare. Pertanto – conclude Caputo - continueremo a inseguire la linea del nostro orizzonte. Quella che ci porterà sempre più avanti”. 'Back to the Future', non è solo un titolo evocativo, ma un vero e proprio manifesto programmatico: tornare alle radici dei risultati ottenuti per governare consapevolmente la direzione futura. In un mercato globale in continua evoluzione che ha imposto e tuttora impone sfide difficili, Ibg spa sb ha saputo distinguersi trasformando le complessità del territorio in opportunità competitive, costruendo il proprio successo su quattro pilastri inossidabili: capacità di visione e di lettura del cambiamento; velocità di esecuzione e disciplina del fare; costruzione della fiducia; il valore del capitale umano.  
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Milano-Cortina, ecco i 26 vini ambassador del made in Italy a Casa Italia

(Adnkronos) - Ventisei vini specchio riflesso del grande mosaico di biodiversità in rappresentanza dei principali territori italiani. Sono le etichette made in Italy protagoniste nei Giochi olimpici invernali Milano-Cortina (6-22 febbraio), presenti nella carta dei vini di Musa, l’hospitality house allestito a Casa Italia (Triennale a Milano, Galleria Farsetti a Cortina d’Ampezzo, Aquagranda a Livigno). A scegliere i vini per conto del Coni è stato il team di LT Wine & Food Advisory, supportato da Luciano Ferraro, secondo linee guida che valorizzano le principali denominazioni ed i vitigni autoctoni, in rappresentanza di tutta la wine economy italiana, dai big player nazionali al mondo cooperativo sino alle piccole produzioni. Ogni etichetta sarà ambasciatrice del nostro Paese al cospetto di una platea internazionale che potrà così 'degustare' la biodiversità d’eccellenza di tutto il paesaggio enologico regionale che rende unica l’Italia insieme alla sua cucina patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco. Luciano Buonfiglio, presidente Coni, ha dichiarato: “Questa pregevole selezione di etichette ci permette di brindare nel modo migliore al ritorno dei Giochi Olimpici nel nostro Paese, 20 anni dopo Torino 2006. I vini scelti rappresentano l’espressione autentica ed eterogenea del made in Italy che vogliamo esaltare in occasione di Milano-Cortina 2026, grazie al progetto Musa. Un valore aggiunto fondamentale per dare voce, all’interno di Casa Italia, all’unicità della tradizione che ci appartiene attraverso le eccellenze tricolori”.  Luciano Ferraro, firma di punta del giornalismo del vino, che ha supportato il team di LT Wine & Food Advisory nella selezione, ha sottolineato: “Come per la selezione protagonista a Casa Italia alle Olimpiadi di Parigi 2024, anche le etichette in scena a Casa Italia per le Olimpiadi Milano-Cortina raccontano al meglio la ricchezza, la varietà e i progressi compiuti in questi anni dal vino italiano. I territori sono rappresentati da grandi produttori o piccoli vignaioli che hanno in comune la passione con la quale portano le loro bottiglie nel mondo, in una continua sfida per conquistare nuovi mercati e nuovi consumatori”.  Per Lorenzo Tersi, Ceo di LT Wine & Food Advisory, “nel mondo degli eventi sportivi di respiro internazionale il vino agisce come strumento di valorizzazione del made in Italy in un mosaico di rappresentanza che abbraccia l’intero paesaggio enologico, dai grandi gruppi alle produzioni di nicchia". "Il vino celebrativo in queste occasioni diventa così un momento di diplomazia culturale, si porta dietro il territorio dove nasce, la storia di quell’etichetta, il savoir faire italiano, in una parola la sua unicità e autenticità”, ha aggiunto.  LT Wine & Food Advisory, è boutique di consulenza specializzata nel settore wine ed attiva in ambito strategico e M&A. Società di riferimento nei player della wine economy italiana, vanta una lunga esperienza negli eventi sportivi più prestigiosi del Paese e in ambito internazionale. Advisory Official Supplier a Casa Italia in occasione delle Olimpiadi Parigi 2024 dove ha scelto le 30 cantine ambasciatrici del nostro Paese, è stata Wine Advisory alla Ryder Cup Italy 2023, la più importante manifestazione golfistica mondiale ospitata a Roma.  Tra le collaborazioni è stata al fianco della Federazione Italiana Giuoco Calcio (in diverse edizioni dei Campionati del mondo), mentre è Advisor esclusivo per Italo Treno nell’ambito del progetto 'Italian Winery for Italo'.  
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