Parte il Rinascimento Lancia, consegnata a Ivrea la prima Nuova Ypsilon
(Adnkronos) - Il nuovo corso di Lancia è ufficialmente iniziato con la consegna del primo esemplare della nuova Ypsilon, una vettura in colore blu nella Edizione Limitata Cassina, che fa parte dell’esclusiva edizione di lancio della vettura, “1 di 1906”, composta da sole 1906 unità certificate e numerate, in omaggio all’anno di nascita del marchio. A fare da sfondo alla 'cerimonia' la concessionaria Nuova Auto Alpina di Ivrea, una delle 160 con cui il marchio - grazie ad una Corporate Identity completamente rinnovata, a nuovi processi e ad una forza vendita dedicata e certificata - accoglierà i propri clienti puntando su un servizio premium e su una coinvolgente esperienza in showroom. Con la Nuova Lancia Ypsilon parte il posizionamento premium del marchio che si traduce infatti in un’esperienza in concessionaria con massima cura per i dettagli e attenzione ai bisogni dei clienti. La gamma della nuova city car dello storico marchio è disponibile in motorizzazione 100% elettrica ed ibrida, attraverso 3 diversi allestimenti: una gamma semplice che beneficia interamente degli incentivi statali in corso. La Nuova Ypsilon ha un prezzo di 20.900 euro nella versione ibrida, con gli incentivi statali in corso in caso di rottamazione di un veicolo fino a EU2, e un’offerta finanziaria in collaborazione con Stellantis Financial Services Italia con 130 euro di rata mensile, comprensiva di 3 anni/30.000km di garanzia. Peraltro dopo l’Italia, Lancia sta portando avanti il suo ritorno in Europa: Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi sono i primi paesi europei in cui la Nuova Ypsilon verrà introdotta, seguiti in questi giorni da Francia e Spagna e, nel 2025, dalla Germania. Una rete totale di oltre 70 nuovi concessionari in 70 principali città europee. “Oggi celebriamo un altro passo avanti nel piano di Rinascimento Lancia: un passaggio significativo per fare di Lancia un marchio desiderato, rispettato e credibile nel mercato premium europeo. A poche settimane dal porte aperte che ha dato ai clienti finali in tutta Italia la possibilità di ammirare e guidare la vettura, partono ufficialmente le consegne di Nuova Lancia Ypsilon su tutta Italia!” ha dichiarato Raffaele Russo, Premium Cluster Director del Mercato Italia di Stellantis. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Eugenio Franzetti nominato direttore Lancia Corse HF
(Adnkronos) - Eugenio Franzetti non lascia ma raddoppia. Infatti dopo l'annuncio del ritorno di Lancia e la presentazione della Ypsilon HF e della Ypsilon Rally4 HF, l'attuale direttore di DS Performance è stato nominato Direttore di Lancia Corse HF, la divisione motorsport del leggendario marchio. Franzetti vanta una vasta esperienza nel mondo dello sport automobilistico, avendo trascorso la maggior parte della sua carriera nelle aziende che oggi sono nel Gruppo Stellantis. Infatti in precedenza ha ricoperto le cariche di Direttore Comunicazione e Competizione di Peugeot in Italia, Direttore Comunicazione di DS Automobiles/Citroën/Peugeot in Italia, Direttore Vendite di Citroën in Italia, Direttore Comunicazione di Peugeot Worldwide e Direttore del marchio DS in Italia, e infine Direttore DS Performance, incarico che comunque manterrà.Salutando la nomina Jean-Marc Finot, vicepresidente senior di Stellantis Motorsport sottolinea come l'arrivo di Franzetti "rafforza il team Lancia Corse HF. La sua vasta esperienza nella comunicazione e nel marketing, così come la sua competenza nello sport automobilistico di alto livello, gli permetteranno di promuovere l'eccellenza tecnologica e sportiva del Marchio”. Gli fa eco Luca Napolitano, Amministratore Delegato Lancia osservando come "la sua esperienza sarà fondamentale per il progetto Motorsport e per il piano di rinascita del marchio Lancia”. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Estate: tra advanced booking estremo e rush finale, ecco le scelte per le vacanze degli italiani
(Adnkronos) - È una estate bizzarra per le prenotazioni delle vacanze, non solo per la meteorologia con i suoi eventi estremi. A metà luglio, gli italiani che sono ricorsi a un’agenzia di viaggio cui affidare il budget delle ferie mostrano una netta divisione tra chi ha pianificato con abissale anticipo e chi cerca ancora una proposta accessibile. Si conferma una tendenza avviata almeno due anni fa, quella della 'destagionalizzazione per necessità' (dovuta al caro-prezzi) con una fascia di consumatori che posticipa le ferie a dopo le settimane di picco tariffario. Quest’ultimo cluster prevale, spingendo un fenomeno di advanced booking che dal 2022 prende piede. Se l’estate 2024 nei mesi di luglio e agosto attende ancora il rush finale degli indecisi per un 20% del mercato della rete di punti vendita Bluvacanze e Vivere&Viaggiare, la grande maggioranza dei viaggiatori che ricorre all’esperienza dei consulenti e ai vantaggi di un network di agenzie forte e consolidato ha mandato chiari segnali al mercato imprimendo una 'curva di booking' dai 90 ai 110 giorni. Questo significa che, nei punti vendita si stanno verificando due comportamenti di acquisto, esattamente agli antipodi. Da una parte si registra un early booking esasperato che, già nel primo trimestre del 2024, scaturiva le prenotazioni di agosto e, parallelamente, dall’altra si manifesta il last minute per quei consumatori alla ricerca di tariffe calmierate, a fronte di una partenza immediata o imminente. Cambia anche la tradizionale classifica delle esperienze vacanziere che hanno come protagonista il mare, con la crociera a guadagnare il primo posto, incontrastata. Al secondo c’è l’Italia balneare, mentre la Grecia chiude il podio ed Egitto con Mar Rosso e Spagna scivolano al quarto e quinto posto. In fatto di destinazioni, non si assiste a grandi mutamenti, tuttavia la geografia vede il bacino mediterraneo prevalere sul sempre competitivo Red Sea. Scendendo nel dettaglio del Mare Italia, il ranking vede Sardegna, Sicilia, Puglia, Calabria e Toscana in testa, con la regione tirrenica sempre forte per il fattore della prossimità; quindi, competitiva poiché favorita a quanti la raggiungono in auto propria. Da segnalare lo sforzo dei fornitori nel rivedere il minimum stay durante le 6 settimane di alta stagione, proponendo anche sole 3-4 notti contro i canonici 7-10 giorni. Ma non è solo mare la vacanza dell’estate italiana: notoriamente prodotto fai-da-te, la montagna beneficia del revamp di prodotto da parte di alcuni operatori alberghieri che in Trentino e in Valle d’Aosta hanno saputo ristrutturare l’offerta, proponendo al mercato del turismo di qualità soluzioni apprezzate. Per chi sceglie l’Europa continentale, sono sempre le capitali classiche come Parigi e Madrid a guidare, Lisbona rappresenta un ritorno, Londra scivola in quarta posizione e Praga completa la Top 5 della Summer 2024 per short break di 3-4 notti. Tra le esperienze in auge in agenzia di viaggio i viaggi di gruppo esperienziali a tema gourmet, in treno, in bici. Le mete di lungo raggio protagoniste dell’estate 2024 sono Maldive, Zanzibar e i Caraibi con una Repubblica Dominicana che domina i pacchetti all inclusive. E per Domenico Pellegrino, ceo del Gruppo Bluvacanze "la reazione degli italiani rispetto al sempre più esiguo potere d’acquisto, a causa dell’inflazione perdurante, provoca -spiega ad Adnkronos/Labitalia- effetti preoccupanti nel mercato dei viaggi e delle vacanze, un bene di consumo fondamentale per il benessere psicofisico delle persone e per la produttività. Si va configurandosi, da subito dopo la ripresa delle attività economiche post pandemia, uno scenario di consumo che esclude molte categorie sociali dal turismo di qualità e le costringe a soluzioni fai da te, con durata media più bassa delle vacanze, meno tutele e minor qualità garantita", spiega ancora. "Il benessere, la tranquillità, il contesto della vacanza garantiti da una organizzazione professionale -spiega ancora- tende così a diventare una 'esclusiva' delle categorie di acquirenti più abbienti. Lo ribadiamo da almeno due anni: urgono interventi per aiutare il ceto medio a recuperare capacità d’acquisto. Quali soluzioni? Pensiamo ad una detraibilità fiscale, sul modello della spesa sanitaria, che restituisca accessibilità a quanto è stato uno standard qualitativo per diverse generazioni. Senza dimenticare che una iniziativa strutturata in tal senso ha indubbiamente effetti sul contrasto ad abusivismo ed evasione fiscale", conclude Pellegrino. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Dall'ESA il via libera alla missione Ramses per lo studio delle strategie di difesa planetaria: incontrerà l'asteroide Apophis
(Adnkronos) - Il programma Ramses ha ottenuto il via libera per dare inizio ai lavori preparatori della sua prossima missione di difesa planetaria, denominata "Rapid Apophis Mission for Space Safety"(Ramses). La missione ha in programma l'incontro con l'asteroide 99942 Apophis e il suo monitoraggio durante il passaggio ravvicinato alla Terra previsto per il 13 aprile 2029. Con un diametro approssimativo di 375 metri, Apophis si avvicinerà a circa 32.000 km dalla superficie terrestre e sarà visibile a occhio nudo da circa due miliardi di persone. Non vi sono al momento indicatori che possano far pensare ad un rischio di collisione con la Terra per i prossimi 100 anni.
La missione Ramses, nell'aprile 2028, avrà il compito di osservare come la gravità terrestre influirà sulle caratteristiche fisiche di Apophis. Gli scienziati potranno così migliorare le tecniche di difesa contro eventuali asteroidi in rotta di collisione con la Terra. L'ESA attraverso l'utilizzo degli strumenti scientifici valuterà la forma, la superficie, l'orbita e la rotazione dell'asteroide sia prima che dopo il passaggio ravvicinato. I dati raccolti saranno fondamentali per sviluppare nuove teorie scientifiche sulla formazione del sistema solare e per migliorare le strategie di deviazione degli asteroidi pericolosi.
Anche la NASA parteciperà all'osservazione di Apophis con la missione OSIRIS-APEX, che arriverà sull'asteroide poco dopo il sorvolo terrestre, fornendo ulteriori dati scientifici. La collaborazione internazionale dimostra l'importanza di una risposta coordinata alle minacce spaziali.
Patrick Michel, Direttore della Ricerca del Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica CNRS presso l'Osservatorio della Costa Azzurra di Nizza, commenta: "C'è ancora così tanto da imparare sugli asteroidi ma, fino ad ora, abbiamo dovuto viaggiare in profondità nel sistema solare per studiarli ed eseguire esperimenti noi stessi per interagire con la loro superficie. Per la prima volta in assoluto, la natura ce ne sta portando uno, occupandosi anche di condurre l'esperimento stesso. Tutto quello che dobbiamo fare è guardare come Apophis viene allungato e schiacciato dalle forti forze di marea che possono innescare frane e altri disordini, rivelando dei nuovi materiali nascosti sotto la superficie."
La collaborazione internazionale tra il DART Asteroid Impactor della NASA e l'Hera Asteroid Detective dell'ESA sta dimostrando che, in linea di principio, l'umanità può reindirizzare un asteroide se necessario. Ma per reagire a un pericolo reale, l'umanità deve essere in grado di costruire e dispiegare rapidamente una risposta.
Richard Moissl, a capo dell'Ufficio per la Difesa Planetaria dell'ESA, spiega: "Ramses dimostrerà che l'umanità può dispiegare una missione di ricognizione per incontrare un asteroide in arrivo in pochi anni. Questo tipo di missione è uno dei fondamenti della risposta dell'umanità a un asteroide pericoloso. Per prima cosa verrebbe lanciata una missione di ricognizione per analizzare l'orbita e la struttura dell'asteroide in arrivo. I risultati verrebbero utilizzati per determinare il modo migliore per reindirizzare l'asteroide o per escludere i non impatti prima che venga sviluppata una costosa missione di deflezione."
Paolo Martino, a capo dello sforzo Ramses dell'ESA, aggiunge: "Il concetto di missione Ramses riutilizza gran parte della tecnologia, delle competenze e delle comunità industriali e scientifiche sviluppate per la missione Hera. Hera ha dimostrato come l'ESA e l'industria europea possono rispettare scadenze rigorose e Ramses seguirà il suo esempio.
" Credits ESA - Orbita di Apophis deviata dalla gravità terrestre - NEO Toolkit ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
La storia di Federico Nessi: "Passaggio generazionale in azienda passa per valore imprenditoriale"
(Adnkronos) - Il tema del passaggio generazionale è all'ordine del giorno per Federico Nessi, ceo di Eternoo, vincitore del premio 'Di Padre in Figlio-il gusto di fare impresa' che ha preso il comando di Eternoo dal padre, Franco che a sua volta era stato lasciato dal nonno Giorgio. "Può sembrare scontato - dice all'Adnkronos/Labitalia - ma il valore imprenditoriale che nostro padre ci ha trasmesso più di qualsiasi altro è lo spirito di sacrificio. Questo tipo di valore non si può insegnare, perché si acquisisce principalmente attraverso l’esempio e l’osmosi. E' un principio che vale non solo nel rapporto padre-figli, ma a qualsiasi livello aziendale. Chi si dedicherebbe con passione a un leader che è bravissimo a parlare di dedizione al lavoro, pretendendo il massimo dai suoi collaboratori, ma nei fatti lavora poco e senza impegno?". "Nell’ambito di un passaggio generazionale - sostiene - credo che questo sia il valore che più di tutti debba essere trasmesso, perché il rischio per le seconde o terze generazioni è quello di adagiarsi sugli allori creati da chi li ha preceduti. Io e mia sorella Caterina, invece, amiamo il nostro lavoro e per questo diamo sempre il massimo in ciò che facciamo. Un altro valore imprenditoriale che abbiamo ereditato è il senso della competizione, un altro aspetto che difficilmente si può insegnare, ma solo trasmettere". "Se riesci a vivere il lavoro come fosse un gioco - spiega - senti meno il peso dei problemi, perché li affronti come sfide, dove i punti sono i risultati economici, che ti fanno salire di livello, con l’unica differenza che non esiste un limite". "Quando parlo di 'convivenza intergenerazionale' - afferma - mi riferisco al rapporto tra una generazione e quella precedente, in contrasto con il concetto di passaggio, che rappresenta un momento puntuale successivo alla convivenza. E' estremamente complesso che avvenga un passaggio generazionale di successo se prima non vi è stata una convivenza intergenerazionale di qualità. La più grande difficoltà è riuscire a tenere separate le questioni familiari dall’ambito lavorativo, anche se è chiaramente molto difficile, specialmente quando si hanno caratteri forti come il mio e quello di mio padre". "La maturità di entrambi - sottolinea Federico Nessi - sta nel comprendere che, al di là degli scontri fisiologici, alla fine il bene dell’azienda prevale su tutto, e da questo punto di vista siamo totalmente allineati. In questo senso, l’ingresso di mia sorella Caterina è stato fondamentale, perché decidere in tre diventa paradossalmente più semplice che decidere in due. E' evidente che il rapporto tra fratelli sia un'ulteriore potenziale criticità che si somma al rapporto padre-figli, ma devo dire che nel nostro caso, grazie alla perfetta complementarità tra me e Caterina, il nostro rapporto è diventato un valore aggiunto nelle nostre dinamiche relazionali". "Ho avuto la fortuna - fa notare - di avere una base da cui partire e questo mi ha permesso di attivare un processo costante di analisi e miglioramento, come insegna il principio giapponese del 'kaizen'. Mi sono quindi concentrato sugli aspetti che avevano maggiore impatto sui risultati aziendali e ho iniziato a innovare il nostro sistema gestionale e i processi. A questo si è affiancato un lavoro di strategia commerciale, avviato grazie alla gavetta da venditore che ho fatto nei primi anni della mia esperienza. Questo periodo è stato essenziale per comprendere tre fondamentali del nostro lavoro: come ragionano i nostri clienti, quali sono i prodotti strategici e come deve operare il nostro venditore ideale". "Una volta messi a fuoco questi aspetti - spiega - è subentrata l’ambizione e la voglia di crescere, che si è poi tradotta nella spinta alle acquisizioni, portandoci a essere definiti 'serial acquirer' grazie alle oltre 10 acquisizioni realizzate nell’ultimo triennio. Sebbene nel nostro settore siamo leader, dobbiamo ricordarci con grande umiltà che in Europa i leader dei propri mercati fatturano miliardi e, comparati a loro, siamo una piccola azienda multi-provinciale che necessita ancora di strutturarsi per diventare grande. Proprio per questo, oltre alla ricerca di aziende da acquisire, mi sono concentrato moltissimo sulla selezione delle migliori persone, perché le risorse umane sono il fattore critico di successo della nostra azienda". "Negli ultimi anni - ricorda - ho svolto personalmente centinaia di colloqui per plasmare un gruppo di persone accomunate dallo spirito di squadra e dalla passione per il proprio lavoro. E' grazie a loro se possiamo guardare con ottimismo al futuro". "Sono una persona molto passionale e questa caratteristica - sottolinea Federico Nessi - porta con sé il difetto dell’impulsività. Maturare come essere umano mi ha permesso di smussare gli spigoli del mio carattere e diventare una persona più saggia. Quando si parla di passaggio generazionale, spesso si pensa che le responsabilità vengano date dal padre o dalla madre che dirige l’azienda, mentre in realtà ritengo che sia indispensabile che il figlio dimostri di voler prendersi queste responsabilità. La caratteristica più importante che deve avere qualsiasi imprenditore è la tempra. Dimostrare di avere tempra può anche comportare degli scontri, ed è proprio grazie a questi scontri che ho compreso alcuni dei miei difetti, comprendendo che a volte si può arrivare allo stesso risultato anche percorrendo strade diverse". "Credo - dice - che il merito del premio 'Di Padre in Figlio - il gusto di fare impresa' di questo premio sia quello di aver focalizzato una questione chiave per il futuro delle nostre aziende e del nostro sistema Paese. Di recente ho letto che negli ultimi anni sono state cedute aziende familiari italiane per un valore di oltre 300 miliardi di euro a fondi di private equity o multinazionali. Probabilmente ciò è avvenuto anche a causa di un mancato passaggio generazionale e, indubbiamente, la gerontocrazia imperante in Italia è uno dei problemi atavici che affligge anche le nostre aziende". "Un recente studio - ricorda - della società di consulenza Bain ha evidenziato come 'il maggior contributo legato a una leadership più giovane, quindi più incline all’innovazione, all’internazionalizzazione e ai nuovi trend, potrebbe tradursi in un valore compreso tra i 20 e i 40 miliardi di euro (1-2% del Pil italiano)'. Però, vi è anche una corresponsabilità dei giovani, che devono avere il carattere per assumersi la responsabilità delle aziende per cui lavorano prima dei quarant’anni". ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Effetto sole sui ritocchi al botox, per un buon risultato ne serve di più
(Adnkronos) - Effetto clima sui ritocchi al botox: con il sole e il caldo, serve più botulino perché la 'punturina' funzioni al meglio. "Una ricerca britannica ha dimostrato che i pazienti che vivono in aree con maggiore esposizione al sole necessitano di una quantità maggiore di tossina botulinica di tipo A nella glabella, ovvero la parte inferiore della fronte, per raggiungere il miglior risultato possibile. Quello dell'impatto del clima anche sulla medicina estetica è un tema da approfondire e studiare nel dettaglio", afferma Giovanni Salti, presidente dell'Aiteb, Associazione italiana terapia estetica e botulino. Lo studio che commenta è pubblicato su 'Plastic and Reconstructive Surgery' e suggerisce la necessità di personalizzare il trattamento tenendo conto anche del fattore sole, osserva lo specialista. "L'intervento alla glabella - ricorda - è estremamente popolare, quindi comprendere come il clima possa influenzare il comportamento muscolare e di conseguenza il dosaggio del trattamento è fondamentale per fornire risultati ottimali ai nostri pazienti". La ricerca inglese, condotta del Department of Plastic and Reconstructive Surgery dello Stoke Mandeville Hospital di Aylesbury, "ha analizzato 523 donne di età compresa tra i 35 e i 60 anni, sottoposte a trattamenti di tossina botulinica A alla glabella tra il 2012 e il 2019 in due centri, uno a Malta e uno nel Regno Unito: 292 donne a Malta sono state trattate durante l'estate, periodo di maggiore esposizione al sole, mentre 231 donne nel Regno Unito hanno ricevuto il trattamento durante l'inverno, quando l'esposizione al sole è minore", riporta Salti. "Sebbene la differenza non sia statisticamente significativa - precisa - la dose media aggiuntiva per raggiungere la paralisi completa era più alta tra le donne esposte al sole. Protocolli troppo rigidi sulle dosi e sulla distribuzione - avverte il presidente - potrebbero portare a trattamenti meno efficaci per le donne che vivono in Paesi con un clima maggiormente soleggiato. E' essenziale che il trattamento del paziente sia quindi personalizzato non solamente in base al genere, ma anche considerando il clima in cui vive". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
'Proteggi sempre la tua pelle', campagna social ministero Salute-Ifo Roma
(Adnkronos) - "Proteggi sempre la tua pelle", comunque essa sia. "Evita l'esposizione nelle ore più calde della giornata, dalle 11 alle 16. Indossa indumenti protettivi come cappello, vestiti e occhiali da sole. Usa una crema solare ad alta protezione con filtri Uva e Uvb e applicala più volte al giorno". Sono le principali raccomandazioni di una nuova campagna social realizzata dal ministero della Salute in collaborazione con l'Istituto San Gallicano degli Ifo di Roma, unico Irccs pubblico dermatologico. Post di sensibilizzazione verranno pubblicati nei mesi di luglio e agosto. "Che si abbia una carnagione chiara, media o scura, bisogna sempre avere cura di proteggere la pelle dal sole", ricordano gli esperti. "L'esposizione ai raggi solari è una consuetudine inevitabile della nostra vita quotidiana, ma troppo spesso non si presta sufficiente attenzione a limitare i rischi di scottature, invecchiamento precoce e, nei casi più gravi, tumori della pelle. E' quindi importante adottare corretti stili di vita fin da bambini, a prescindere dal proprio fototipo", precisano gli specialisti che consigliano "esposizione graduale al sole; utilizzo di filtri solari ad ampio spettro per raggi Uvb e Uva, da applicare ogni 2 ore; protezione con indumenti e accessori, come cappelli e occhiali, se si trascorre molto tempo all'aperto; dieta ricca di alimenti con proprietà antiossidanti". Suggeriscono inoltre di "eseguire regolare esplorazione della propria pelle per osservare eventuali neoformazioni o alterazioni da porre all'attenzione del dermatologo". "I tumori della pelle sono molto frequenti - spiegano i promotori della nuova campagna ministeriale - e tra i principali fattori di rischio abbiamo proprio l'esposizione ai raggi Uv. Le aree cutanee più esposte al sole, come viso, cuoio capelluto e collo, sono quelle maggiormente interessate, ma zone come genitali e sedi meno esposte possono comunque essere coinvolte". "Il carcinoma cutaneo a cellule squamose - dettagliano gli esperti - rappresenta il 20-25% dei tumori cutanei. Per quanto riguarda gli altri tumori della pelle più frequenti, vale a dire il carcinoma basocellulare e il melanoma, si osservano ogni anno circa 64mila e 12.700 nuovi casi, rispettivamente. Il melanoma è il tumore cutanei più aggressivo, mentre i 'tumori della pelle non melanoma' sono un gruppo eterogeneo di neoplasie a basso grado di malignità, il loro sviluppo è spesso locale e circoscritto, ma se non riconosciuti e trattati tempestivamente potrebbero invadere e danneggiare i tessuti circostanti, impattando sulla qualità di vita". "Lo screening dermatologico - indica ancora il ministero della Salute - permette una diagnosi precoce al fine di intervenire in fase iniziale di malattia e aumentare l'efficacia delle terapie". Per questo "è bene fare un controllo dermatologico con frequenza annuale o seguire il follow-up indicato dallo specialista se si è avuto un melanoma o si sono verificati casi in famiglia. E' fondamentale, per varietà di tipologie dei tumori della pelle e opportunità di cura, ricevere il 'trattamento giusto per la lesione giusta' e rivolgersi a centri che consentono di inserire il paziente in un percorso specializzato e personalizzato". Per saperne di più su prevenzione, diagnosi e cura del melanoma e tumori della pelle, è disponibile la pagina web https://pazientiecittadini.it/salute-e-ricerca-per-pazienti-e-cittadini/guida-ai-tumori/melanoma-e-tumori-della-pelle/. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Scoperta proteina dell'invecchiamento, spegnerla potrà allungare la vita
(Adnkronos) - L'elisir di longevità potrebbe essere una terapia che spegne l'interleuchina 11 (IL 11), un mediatore dell'infiammazione identificato come proteina dell'invecchiamento. E' la via indicata da scienziati della Duke-Nus Medical School di Singapore, che hanno pubblicato su 'Nature' "i primi risultati al mondo a dimostrare che l'IL 11 è un fattore principale della senescenza". Somministrando una terapia che lo inibisce, in modelli animali i ricercatori sono riusciti ad allungare la vita di un quarto, fino al +25%. Il metabolismo migliorava, l'accumulo di grasso bianco virava verso la produzione di grasso bruno brucia-calorie e aumentava la forza muscolare. Totale: più anni di vita, in salute. Un possibile, futuro farmaco allunga-vita, al quale il team di Stuart Cook, docente alla Duke-National University of Singapore e all'Imperial College di Londra, è arrivato - come riporta il 'Financial Times' - partendo dal segreto della salamandra axolotl. Questo piccolo anfibio, l'assolotto, è in grado di rigenerare interi pezzi del proprio corpo: se ad esempio perde un arto, gli ricresce. "Il nostro obiettivo - dichiara Cook - è che un giorno la terapia anti-IL 11 venga utilizzata il più ampiamente possibile, così che in tutto il mondo le persone possano vivere sane più a lungo". L'obiettivo è dunque passare ai test sull'uomo e arrivare a mettere a disposizione una cura anti-invecchiamento. Tagliare questo traguardo "tuttavia non è facile - precisa lo scienziato - perché l'iter di approvazione dei farmaci anti-aging non è ben definito e raccogliere fondi per studi clinici in questo campo è molto impegnativo". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Guasto informatico mondiale, cosa succede
(Adnkronos) - Un guasto informatico mondiale oggi sta creando problemi a banche, treni, voli e società di telecomunicazioni. Ecco cosa sta succedendo. ---multimedia/news-to-gowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Pesca: tra granchio blu e vermocane pescatori 'al palo', attività ridotta con picchi dal 70 al 100%**
(Adnkronos) - Pescatori italiani 'al palo' e attività ridotta, con picchi dal 70 al 100% nelle aree più colpite, in questa calda estate 2024. Tra granchio blu, caldo estremo che spinge i pesci a largo, fa soffrire stagni, lagune e favorisce la mucillagine e vermocane, è allarme per le marinerie italiane da Nord a Sud secondo la 'mappa' delle criticità tracciata per Adnkronos/Labitalia da Confcooperative Fedagripesca, che lamenta danni alle reti, minor attività di pesca e di offerta di prodotto. Una 'mappa' che si tinge di blu per l’emergenza granchio, di verde per la mucillagine, e di rosso per l’allerta vermocane. Dall’estate scorsa non è mai finita l’emergenza legata al granchio blu che ha messo in ginocchio le produzioni di vongole veraci nel Delta del Po. Anche se il granchio in autunno e in inverno ha allentato il ritmo dei saccheggi negli allevamenti di vongole e cozze, in una sorta di letargo naturale, con i primi caldi le predazioni sono ricominciate. Ma visto che i pescatori, dopo aver perso tra l’80 e il 100% del prodotto, hanno ridotto all’osso la produzione di vongole, lavorando solo in piccole aree protette con recinti e teloni per salvare la semina, il granchio distrugge meno perché c’è meno prodotto da catturare. “E se non ci sarà un contenimento importante di questa specie aliena nei prossimi 5 anni i danni (diretti ed indiretti) prodotti dalla predazione potrebbero ammontare a 1 miliardo di euro. Ed è difficile pensare al futuro visto che per ogni vongola che viene allevata ci sono almeno 100 granchi pronti a mangiarla”, sottolinea con Adnkronos/Labitalia il vicepresidente di Confcooperative Fedagripesca, Paolo Tiozzo. Ed è per questo che in quella che era la prima area di produzione in Europa per vongole veraci, con oltre 3 mila persone direttamente coinvolte per un valore alla produzione di almeno 200 milioni di euro all’anno, si attende con ansia la nomina del Commissario per il granchio blu. Ma non è solo il granchio blu a far compagnia alle marinerie italiane in questa estate 2024. Anche se il fenomeno in alcune zone si sta risolvendo, i pescatori nelle ultime settimane sono tornati infatti a fare i conti con il problema mucillagine. I primi avvistamenti ci sono stati nel nord Adriatico, ma poi il fenomeno si è allargato a tutta la costa coinvolgendo i pescatori di Friuli, Veneto e Emilia Romagna ma anche quelli di Molise, Abruzzo e Puglia. Un fenomeno che si è presentato esteso sia in sospensione che sul fondo del mare con danni a tutti i sistemi di pesca. Dalla pesca artigianale alla pesca a strascico, tutti hanno infatti lamentato danneggiamenti alle reti e difficoltà di pescare. Mucillagine favorita dall’ondata di caldo che innalza le temperature dell’acqua. Le lagune dell’Oristanese soffrono e si rischia una moria di pesci in tutti i compendi ittici della provincia. È l’allarme lanciato dalle cooperative di pescatori del territorio, che hanno scritto una nota comune indirizzata alla Regione “affinché le alte temperature dei giorni scorsi e quelle ancora più alte previste per le prossime settimane non facciano accadere l’irreparabile”. “Già in alcuni compendi”, denunciano i pescatori, “si sono registrati segnali di sofferenza e morie della fauna ittica. A Goro e Porto Garibaldi, le temperature record in mare con punte che sfiorano i 30 gradi centigradi e battute di pesca sempre più scarne perché i pesci si spingono a largo, spingono i pescatori a ridurre l’attività per contenere i costi del carburante che lievitano per inseguire le prede". E scendendo verso le coste del Sud dello Stivale le cose non vanno meglio. Nelle regioni del Mezzogiorno è infatti allerta rossa per il vermocane. Il vermocane, parente marino dei lombrichi e invasore nativo, è urticante come una medusa e vorace come un piranha, è una specie aliena, lunga dai venti centimetri fino ad arrivare ad un metro, che sta rendendo difficile la vita dei pescatori in Puglia, Calabria e Sicilia, colpendo soprattutto i mestieri artigianali e di piccola pesca visto che gli avvistamenti di questo esemplare sono entro i 25 metri di profondità e quindi abbastanza vicini alla costa. A preoccupare è l’intensificarsi del fenomeno: una presenza mille volte superiore a quella di soli due anni fa. Ad essere minacciate sono le catture ittiche perché il vermocane si insinua nelle reti dei pescatori e divora i pesci, lasciando solo le lische. Ma anche gli attrezzi da pesca. Visto che si tratta di una specie molto urticante, i pescatori per liberare le reti spesso sono costretti a romperle. Una operazione delicata perché devono evitare che il vermocane si spezzi in più parti e finisca in acqua, visto che sono in grado di rigenerarsi anche da singole parti. Oltre il danno, quindi, anche la beffa. E anche la strada della valorizzazione gastronomica per ridurne il numero non si può percorrere perché a differenza del granchio blu, il vermocane non si può mangiare. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)









