Intervento di chirurgia laser agli occhi: guida all'approccio e alla scelta

(Adnkronos) - in collaborazione con Vista Vision L'intervento di chirurgia laser agli occhi rappresenta una rivoluzione nel campo della correzione dei difetti visivi. Grazie a tecnologie avanzate, come il laser a eccimeri, è possibile migliorare significativamente la qualità della vista di milioni di persone nel mondo. Questo articolo fornisce una guida dettagliata sull'approccio e la scelta dell'intervento di chirurgia laser agli occhi, esplorando cos'è la chirurgia laser, chi può beneficiarne, i diversi tipi di intervento, i vantaggi e i rischi associati, e una conclusione complessiva sull'argomento.  La chirurgia laser agli occhi, nota anche come chirurgia refrattiva, è una procedura medica che sfrutta la tecnologia laser per correggere difetti visivi come miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia. Purtroppo, negli ultimi anni, questi disturbi stanno aumentando (come puoi leggere qui) quindi si necessita sempre di più di soluzioni che possano aiutare le persone a migliorare la loro vita. Il principale obiettivo di questo tipo di intervento è ridurre o eliminare la dipendenza da occhiali o lenti a contatto, migliorando così la visione naturale del paziente.  Una delle tecnologie più comuni impiegate in questi interventi è il laser a eccimeri, che opera rimodellando la cornea, la parte trasparente anteriore dell'occhio, per consentire una corretta messa a fuoco della luce sulla retina. Questo rimodellamento della cornea permette di correggere il percorso dei raggi luminosi in modo che questi si concentrino correttamente sulla retina, migliorando così la qualità della visione.  La chirurgia laser agli occhi è particolarmente indicata per persone con difetti visivi stabilizzati, solitamente di età compresa tra i 18 e i 60 anni. È fondamentale che il difetto visivo non sia in fase di progressione, poiché eventuali cambiamenti nella vista potrebbero compromettere i risultati dell'intervento. Oltre a ciò, il paziente deve essere in buone condizioni di salute generale e non avere patologie oculari attive, come infezioni o malattie della cornea. Prima di procedere, è essenziale una valutazione preliminare accurata da parte di un chirurgo oculista per determinare l'idoneità del paziente alla procedura. Questa valutazione include una serie di esami dettagliati che aiutano a identificare eventuali controindicazioni e a garantire che il trattamento possa fornire i risultati desiderati senza rischi eccessivi.  Esistono diverse tecniche di chirurgia laser agli occhi, ognuna con specifiche indicazioni, vantaggi e limitazioni. Le principali metodologie includono la PRK, la FemtoLASIK e la RELEX SMILE. Ogni tecnica si differenzia per il tipo di approccio chirurgico e la modalità di utilizzo del laser.  La PRK (PhotoRefractive Keratectomy) è una delle prime tecniche sviluppate per la correzione dei difetti visivi come miopia, ipermetropia e astigmatismo. Durante l'intervento, il chirurgo rimuove lo strato superficiale della cornea, noto come epitelio, per permettere al laser di rimodellare la superficie corneale sottostante. Questo rimodellamento consente di correggere i difetti visivi, migliorando la qualità della vista. Dopo l'operazione, l'epitelio si rigenera naturalmente nei giorni successivi, solitamente entro 3-5 giorni, durante i quali la cornea viene protetta con una lente a contatto terapeutica. La PRK è particolarmente indicata per pazienti con cornee sottili o irregolari, dove altre tecniche come LASIK potrebbero non essere appropriate. Tuttavia, il recupero visivo può essere più lento rispetto ad altre tecniche di chirurgia refrattiva e richiedere alcuni giorni di convalescenza, durante i quali il paziente può avvertire fastidi oculari come dolore, sensibilità alla luce e visione offuscata. Nonostante ciò, la PRK rimane una tecnica sicura ed efficace per la correzione dei difetti visivi, con risultati stabili e duraturi nel tempo .   La FemtoLASIK rappresenta una delle tecniche più moderne e ampiamente utilizzate nel campo della chirurgia refrattiva. Questa procedura combina l'impiego di un laser a femtosecondi, che permette di creare un sottile lembo corneale con estrema precisione, e un laser a eccimeri, utilizzato per rimodellare la cornea correggendo i difetti visivi. Durante l'intervento, il lembo corneale viene sollevato per consentire al laser a eccimeri di agire sulla cornea sottostante, e successivamente riposizionato. Questo approccio garantisce un recupero visivo rapido e generalmente indolore. La tecnica FemtoLASIK è adatta per trattare una vasta gamma di difetti visivi, tra cui miopia, ipermetropia e astigmatismo, offrendo risultati molto precisi grazie alla tecnologia avanzata dei laser impiegati.   La tecnica RELEX SMILE (Small Incision Lenticule Extraction) rappresenta un'innovazione significativa nel campo della chirurgia laser agli occhi. Durante l'intervento, un laser a femtosecondi di ultima generazione crea un lenticolo all'interno della cornea. Questo lenticolo viene successivamente estratto attraverso una piccola incisione a tunnel, senza la necessità di utilizzare un laser ad eccimeri. Questo approccio minimamente invasivo è particolarmente vantaggioso perché preserva l'integrità strutturale della cornea, riducendo così il rischio di complicazioni post-operatorie e migliorando la stabilità biomeccanica dell'occhio. La tecnica RELEX SMILE è indicata soprattutto per i pazienti affetti da miopia e astigmatismo, offrendo loro un recupero post-operatorio rapido e confortevole. Grazie alla precisione e alla sicurezza della procedura, i pazienti possono sperimentare una significativa riduzione della dipendenza dagli occhiali e dalle lenti a contatto, migliorando la qualità della vita.  La chirurgia laser agli occhi offre numerosi vantaggi. Innanzitutto, consente di eliminare l'uso di occhiali e lenti a contatto, migliorando significativamente la qualità della vita dei pazienti. Inoltre, questa procedura è efficace nel fornire una visione migliorata in diverse condizioni di luce, rendendo la vista più nitida e confortevole sia durante il giorno che la notte. Un altro aspetto positivo è il recupero visivo rapido, con molti pazienti che riescono a tornare alle loro attività quotidiane in breve tempo dopo l'intervento. Tuttavia, è importante considerare anche i rischi associati a questa procedura. Tra i possibili effetti collaterali vi è lo sviluppo di secchezza oculare, che può causare disagio e richiedere trattamenti supplementari. Alcuni pazienti possono sperimentare aloni o bagliori notturni, che possono influenzare la visione in condizioni di scarsa illuminazione. Anche se rari, esistono rischi di infezioni che potrebbero complicare il processo di guarigione. In casi eccezionali, la visione potrebbe non risultare ottimale o potrebbe verificarsi una regressione del difetto visivo nel tempo. Per questi motivi, è fondamentale discutere in dettaglio con un bravo chirurgo oculista tutti i potenziali benefici e rischi prima di sottoporsi all'intervento, per prendere una decisione informata e consapevole. E’ quello che accade in tutti i centri Vista Vision, dove il paziente è seguito passo passo ed informato su tutto ciò che riguarda l’intervento.  L'intervento di chirurgia laser agli occhi rappresenta una soluzione efficace per molte persone che desiderano migliorare la propria vista e ridurre la dipendenza da occhiali e lenti a contatto. Grazie a tecnologie avanzate e a una varietà di tecniche chirurgiche disponibili, è possibile personalizzare l'intervento in base alle specifiche esigenze di ogni paziente. Tuttavia, è essenziale una valutazione accurata e una consulenza dettagliata con un chirurgo oculista esperto per garantire i migliori risultati possibili. Considerare attentamente i vantaggi e i rischi associati alla chirurgia laser agli occhi aiuterà a prendere una decisione informata e consapevole. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Turismo, Leonardo Hotels lancia la partnership con Ferrari Club Passione Rossa

(Adnkronos) - Leonardo Hotels lancia la partnership con Ferrari Club Passione Rossa, uno dei più importanti club di proprietari di Ferrari, in occasione della presentazione dell’evento 'From Rome to Paris in Red', che si è svolta alla presenza di 6 Ferrari davanti alle porte del nuovo Nyx Hotel Rome. Il 12 settembre, 30 Ferrari brandizzate Leonardo Hotels e Nyx Hotel Rome by Leonardo Hotels partiranno da Roma per un viaggio simbolico di quattro giorni che attraverserà l'Italia, facendo tappa a Lazise, e la Francia, per raggiungere infine Parigi. La collaborazione promuove la nuova apertura romana, Nyx Hotel Rome by Leonardo Hotels, in programma a gennaio 2025, e rafforza i valori condivisi di qualità, lusso ed eccellenza, creando una sinergia tra i due prestigiosi brand sinonimo di esperienze esclusive.  "Siamo orgogliosi di collaborare con Passione Rossa Ferrari Club per questa iniziativa unica che rafforza l'identità dei nostri brand come sinonimo di eccellenza, esclusività e avventura e testimonia l’impegno nell’offrire esperienze di alto livello ai nostri ospiti, in un percorso di continua trasformazione ed innovazione. Il viaggio da Roma a Parigi è in primo luogo un evento spettacolare che testimonia anche il forte legame con i territori circostanti in cui si trovano le strutture coinvolte in questo viaggio inedito ma ha anche un forte valore simbolico che celebra il patrimonio italiano e la cultura europea di cui ci facciamo ambasciatori", afferma Rafi Carmon, Country General Manager Italy, France & Hungary.  "La nostra mission - prosegue - esprime il nostro desiderio primario di conquistare i cuori e le menti dei nostri ospiti attraverso un servizio eccezionale. Vogliamo creare esperienze indimenticabili, sfidando costantemente i confini dell'ospitalità. Questo viaggio in partnership con Passione Rossa Ferrari Club è certamente una nuova sfida per noi ed è anche un'opportunità originale per rafforzare e raccontare il nostro legame con i territori che amiamo. Sarà un momento memorabile per tutti gli ospiti presenti nelle strutture toccate da questo tour e, grazie alla condivisione in tempo reale dell'evento, anche per tutti coloro che ci seguono appassionatamente sui nostri profili social”. Il sodalizio con Ferrari Club Passione Rossa, composto da collezionisti che coltivano la passione per i viaggi e il mondo del lusso, vede il coinvolgimento di Fabio Barone, fondatore e presidente del Club, che si è aggiudicato 6 Guinness World Speed Record alla guida di una Ferrari, di cui l’ultimo ottenuto a giugno 2024 sulla portaerei Garibaldi a Taranto. Tra le sue imprese più spettacolari, Barone ha conquistato un primato mondiale portando 30 Ferrari al Circolo Polare Artico per la prima volta nella storia.  "Per Passione Rossa Ferrari Club, è sempre fondamentale creare sinergie con brand nazionali e internazionali. Questa collaborazione è particolarmente significativa poiché permette ai nostri soci di diventare ambasciatori del marchio Leonardo Hotels e di scoprire nuove destinazioni grazie alla vasta offerta di strutture Leonardo Hotels presenti in Italia, in tutta Europa e oltre", sottolinea Fabio Barone.  "Siamo entusiasti di lanciare questo primo evento, frutto della nostra partnership, che proseguirà con iniziative future interessanti, anche al di fuori dei confini nazionali", conclude. La scelta delle città non è casuale. Roma, punto di partenza di questa avventura, ospita il Leonardo Boutique Hotel Rome Termini, una struttura elegante e moderna in Via Marghera ideale sia per il business travel che per un soggiorno leisure, e vedrà l'apertura del Nyx Hotel Rome ad inizio 2025. Incastonato nel cuore del quartiere Prati, il nuovo hotel del gruppo e secondo indirizzo nella Città Eterna, offrirà quasi 300 camere su otto piani, un ristorante, un bar, oltre ad ampie sale riunioni, ed è destinato a diventare un'icona dell'ospitalità lifestyle nella Capitale grazie a un design che combina individualità, arte locale e atmosfera urbana.  Il viaggio proseguirà verso il nord Italia facendo sosta a Lazise, dove si trova il Leonardo Hotel Lago di Garda - Wellness and Spa. Situato sulla sponda meridionale del lago di Garda, l’hotel che da poco è stato oggetto di un importante restyling a cura di Andreas Neudahm, offre una raffinata esperienza di benessere con spa, piscina e ambienti comuni dallo stile contemporaneo nell’incantevole paesaggio della campagna veneta a poca distanza dalle splendide rive del lago. La destinazione finale del tour sarà Parigi, dove ha recentemente inaugurato il Leonardo Boutique Hotel Paris Opera: prima apertura firmata Leonardo Hotels nella Ville Lumière, incarna perfettamente l'eleganza parigina, grazie all’antico fascino dell’edificio del XIX secolo e allo stile contemporaneo degli interni, progettati dall’interior designer Marie-Agnès Louboutin. Le 30 Ferrari guidate dai loro appassionati proprietari attraverseranno le campagne italiane, i paesaggi alpini e le regioni francesi, mettendo in risalto il legame delle strutture Leonardo Hotels con il territorio, oltre alla bellezza dei percorsi e delle esperienze offerte dalle proprietà del brand situate in luoghi pittoreschi e strategici. Durante la cavalcata in red, inoltre, saranno varie le esibizioni spettacolari in tutte le città coinvolte nell’iniziativa, come la parata lungo le vie di Lazise e quella organizzata ai piedi della spettacolare Tour Eiffel.  ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Scampia, l'esperta: "Difficile dire ora causa crollo ma con edificio datato serve manutenzione"

(Adnkronos) - "Io che studio le strutture da tantissimi anni posso dire che senza avere dati precisi non si possono sicuramente dare dei pareri specifici, tecnici, su quell'edificio e su quello che è accaduto. Quindi in questo momento è difficile dire qual è la causa. Sicuramente noi siamo davanti ad un edificio che è datato, che ha raggiunto i suoi 50 anni e che sicuramente ha avuto necessità di manutenzione, avrà un degrado, avrà degli elementi che andavano manutenuti e controllati frequentemente". Così, con Adnkronos/Labitalia, Maria Rosaria Pecce, professore ordinario di tecnica delle costruzioni all'Università di Napoli Federico II e consigliera dell'ordine degli ingegneri di Napoli, interviene sul crollo avvenuto a Scampia a Napoli.  Secondo Pecce, quindi, per individuare la causa specifica del crollo "bisognerebbe vedere l'elemento che è caduto e tutti gli elementi di collegamento e quello che è successo effettivamente, se c'erano i carichi eccessivi sopra rispetto a quelli del progetto originario". "Però in linea di massima, essendo un edificio molto datato, non può essere una problematica di progetto, perché sono passati più di 50 anni e l'edificio ha fatto la sua prestazione, quindi direi che bisogna guardare le condizioni di esercizio e la manutenzione", sottolinea.  E la manutenzione degli edifici, chiarisce Pecce, è un tema che riguarda tutto il nostro Paese. "Noi abbiamo un patrimonio edilizio che in linea di massima -spiega- necessita nel complesso di approfondimento sulle strutture e di manutenzione strutturale. E la manutenzione strutturale richiede delle ispezioni, un controllo e alcune operazioni di ripristino, che vengono fatte periodicamente, quale può essere un anticorrosivo, quale può essere un rifacimento di un copriferro, del calcestruzzo, un'osservazione delle lesioni prima che si aggravino troppo", sottolinea. In conclusione per Pecce "le strutture hanno una vita, hanno una funzionalità, hanno un degrado". "E quindi, in quanto tali, vanno manutenute e controllate come si fa con una macchina, come si fa con qualsiasi altro oggetto. Mentre invece in Italia la cultura di questo problema della struttura non è ancora abbastanza sviluppata", conclude.  ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Scampia, Campus (Architetti): "Tragedia annunciata, no a social housing che accelera degrado"

(Adnkronos) - "Il crollo di Scampia per quanto mi riguarda era una tragedia annunciata, e una potenzialità anche mancata. Noi parliamo di social housing: è uno strumento di risposta ai bisogni sociali oppure è uno strumento di accelerazione di degrado sociale e urbano? Io questo mi chiedo". Così, con Adnkronos/Labitalia, Tiziana Campus, consigliere segretario, responsabile dipartimento lavori pubblici, Onsai e concorsi del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti, conservatori sul crollo di Scampia. "Si parla -sottolinea ancora Campus- dell'edificio che era in via di ristrutturazione al piano terra e al piano primo, ma ci siamo guardati intorno, abbiamo visto se le strutture primarie, quindi passerelle, passaggi da un edificio da un punto ad un altro, erano magari più pericolanti rispetto al primo piano e al piano terra? Ci siamo resi conto che forse era necessario fare delle valutazioni differenti", si chiede. Campus sottolinea "l'Italia è stato uno dei primi che ha investito sul social housing. Addirittura dall'Ottocento abbiamo iniziato a costruire gli edifici economici popolari, quindi abbiamo una grande tradizione. Però cosa è successo nel tempo? Che abbiamo costruito, in un modo un po' particolare, diverso, tra virgolette 'avveniristico' e con costi anche contenuti. Si è costruito tanto, si è cercato di dare spazio a famiglie bisognose, di inserirle all'interno di questi grandi edifici, di questi casermoni e dopo di che ci siamo dimenticati di loro", attacca Campus.  Le Regioni "non hanno oggi i soldi per fare la manutenzione a queste opere e il degrado si va ad insinuare, ma si va ad insinuare anche un degrado sociale, importante, visto come sono costruite queste strutture. E quindi come Cnappc noi chiediamo veramente a gran voce di riportare al centro delle politiche urbane il social housing, anche come motore per rigenerare quelle porzioni di quartieri, oppure distretti, per cercare di migliorare la qualità di vita, ma per dare il giusto senso a quello che inizialmente aveva un perché", conclude.  ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Ex Whirlpool, Granisso: "Progetto Italian Green Factory avanti rispettando step prefissati"

(Adnkronos) - "Il progetto Italian Green Factory per la reindustrializzazione dell’area ex Whirlpool di Napoli sta andando avanti rispettando gli step prefissati nonostante la sua grande complessità. Ricordiamo tra gli obiettivi raggiunti dalla newco nata nel luglio 2023; l’aver riassunto i circa trecento operai in forza alla vecchia multinazionale americana; aver predisposto un piano di formazione che consentirà loro di lavorare nella filiera delle rinnovabili; l’avvio dei lavori di demolizione dei vecchi opifici Whirlpool, gravati dalla presenza di amianto, in fase di rimozione; l’acquisto dell’immobile nell’area Stellantis a Pomigliano D’Arco per accelerare l’avvio delle produzioni in attesa che la nuova fabbrica green sia ultimata". Così, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Felice Granisso, ceo di Italian Green Factory, a un anno dalla fondazione della newco destinata a gestire il processo di reindustrializzazione del sito ex Whirlpool di via Argine a Napoli, riconvertito alla filiera delle rinnovabili. "Vorrei sottolineare -prosegue- l’importanza di aver dotato all’Italia di una produzione di componenti per le rinnovabili così importante e, soprattutto, made in Italy. Segno che il reshoring è possibile e che il nostro Paese ha tutte le capacità tecniche per far fronte alla transizione ecologica e incrementare con volumi importanti la capacità produttiva italiana a servizio della filiera delle rinnovabili", sottolinea. E i prossimi step sono chiari. "Siamo concentrati sui lavori di demolizione a via Argine, e allo stesso tempo ad un piano di accelerazione per far partire la produzione di power skid e inseguitori solari nell’arco dei prossimi 12 mesi al massimo, consentendoci di rispondere alle importanti richieste di forniture già pervenute all’azienda per decine di power skid, ovvero le cabine di trasformazione che consentono di immettere in rete l’elettricità prodotta dai pannelli solari: una commessa del valore di 5 milioni di euro. Sarà questo il banco di prova, inoltre, per i lavoratori del bacino ex Whirlpool affiancati a quelli ’storici’ del gruppo Tea Tek".  Un percorso durante il quale, spiega Granisso, "abbiamo certamente sentito il supporto delle istituzioni e del sistema Paese in maniera unitaria, come testimonia l’emendamento approvato in Parlamento sulla cassa integrazione per gli ex Whirlpool". "Fondamentale anche il supporto dei sindacati: si è compresa la necessità di collaborare per il bene della collettività, per le centinaia di famiglie da anni appese agli ammortizzatori sociali", sottolinea. "Inoltre Italian Green Factory ha una forte valenza per il Mezzogiorno ma anche per Napoli che sta conoscendo una importante stagione di riqualificazione economica, urbanistica e culturale", sottolinea. E i numeri complessivi del progetto sono importanti. "Attraverso un investimento di circa 100 milioni di euro puntiamo a portare il bacino occupazionale ad oltre 400 unità, con l’obiettivo di attrarre anche nuovi talenti", sottolinea. "Questi gli asset che Italian Green Factory svilupperà: fabbrica di inseguitori solari che produrrà componenti per tracker. L’obiettivo è coprire il 25% del mercato italiano e il 10% di quello del nord-est europeo. Fabbrica trasformatori: si concentrerà sulla produzione di trasformatori di bassa e media tensione, necessari per i power skid. Fabbrica di power skid: la produzione si concentrerà su cabine di trasformazione per il settore fotovoltaico. Green Innovation Center: dedicato alla ricerca e sviluppo di soluzioni innovative, come tecnologie IoT, AI e machine learning", conclude.   ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


"Aumentano cistiti e donne più colpite", i consigli di Bassetti

(Adnkronos) - Può essere una scomoda compagna di vacanze, e rendere più complicati i giorni tanto sognati sotto l'ombrellone, fra mare e bagnasciuga. Estate tempo di cistite, soprattutto per la popolazione femminile. Secondo le stime, almeno una donna su 3 ne ha sofferto nella vita e fra queste c'è chi va incontro a forme ricorrenti. "Le cistiti, episodi fastidiosi di infezioni delle vie urinarie che colpiscono più facilmente le donne, sono molto più frequenti in estate per tante ragioni - spiega all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova - Si beve meno acqua, in genere si hanno più rapporti sessuali" nella stagione delle vacanze "e la cistite, nelle donne sessualmente attive, è appunto spesso correlata direttamente ai rapporti sessuali".  Altre condizioni che aumentano il rischio di incappare in una cistite sono per esempio "il costume bagnato - elenca ancora Bassetti - o degli indumenti particolarmente stretti che magari si utilizzano di più in estate, tutti fattori che aumentano evidentemente il rischio di queste infezioni che possono essere veramente fastidiose, soprattutto nel genere femminile". I sintomi? Campanelli d'allarme sono il classico bruciore, o dolore, quando si fa la pipì; difficoltà a urinare e bisogno frequente e urgente; ma anche una sensazione di peso sulla vescica, al basso ventre, e di non completo svuotamento e visivamente si osservano anche urine torbide. Il fastidio può essere significativo, osserva l'infettivologo, sottolineando l'importanza di non trascurare questa problematica, perché spesso questi episodi di cistite "portano a un utilizzo spropositato di antibiotici, anche in autoprescrizione - avverte lo specialista - Purtroppo oggi le infezioni urinarie sono uno dei settori nel quale abbiamo più facilmente batteri resistenti agli antibiotici, necessità di ricovero in ospedale e quant'altro. Quindi bisogna fare grande attenzione", ammonisce. L'esperto affronta il tema anche in un post su Facebook dedicato alle cistiti estive, nel quale dispensa qualche consiglio "per provare a prevenirle: bevi almeno 2 litri di acqua al giorno - suggerisce - segui una dieta ricca di vitamine e antiossidanti come frutta e verdura; evita cibi zuccherati e bevande gassate; svolgi attività fisica regolarmente; bevi molta acqua; limita il consumo di caffè, alcolici, dolci o cibi troppo conditi; non trattenere la pipì; non indossare vestiti troppo attillati di materiale sintetico o passare la giornata con il costume bagnato". E infine: "In caso di episodio di cistite, è molto importante fare un'urinocoltura prima di iniziare l'antibiotico (meglio evitare il fai da te)". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Estate, vademecum con 5 suggerimenti per una sana alimentazione

(Adnkronos) - Assumere acqua è fondamentale, specie con il caldo, ma non va solo bevuta. Si può introdurre anche aumentando il consumo di frutta e verdura, come suggerisce il Gruppo prodotti a base vegetale di Unione italiana food (Uif) che ha raccolto i suggerimenti e le indicazioni nutrizionali con l'aiuto di Lucilla Titta, biologa nutrizionista e ricercatrice presso l'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, che ha messo a punto un vademecum con 5 consigli pratici da seguire a tavola (e non solo). L'importanza di aumentare il consumo di vegetali nella dieta quotidiana, come anche la quantità di cereali - meglio se integrali - oltre che di potassio e magnesio, attraverso un consumo più abbondante di frutta, verdura e legumi, emerge anche dalla quinta revisione dei Larn (Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia) presentati recentemente dalla Società italiana di nutrizione umana (Sinu). "Nelle nuove linee guida, il mondo vegetale è sempre più protagonista - afferma Titta - Ormai tutti sanno quanto sia importante l'idratazione, soprattutto nei mesi estivi in particolare, ma bere acqua non è l'unica fonte di idratazione. E' stato osservato infatti che è più facile per il nostro organismo assimilare l'acqua contenuta negli alimenti, piuttosto che mangiare cibi secchi e irrorare il boccone in un secondo momento con abbondanti sorsate. Frutta e ortaggi sono i cibi più ricchi d'acqua, arrivano a contenerne circa il 95%. L'assunzione di frutta e ortaggi consente, infine, di fare il pieno non solo di fibra, ma anche di vitamine idrosolubili, come la C e quelle del gruppo B, tra cui l'acido folico, di cui è ricco il mondo vegetale e che devono essere assunte quotidianamente attraverso la dieta, perché non accumulabili nell'organismo". E quando non possiamo o non riusciamo a farlo, possono essere d'aiuto i prodotti e le bevande a base vegetale. "In estate, verdura e frutta sono una gioia per gli occhi e anche per il palato - continua Titta - Dalle verdure da consumare crude, come pomodori, cetrioli, lattuga, a quelle da cuocere, come zucchine e peperoni. Oltre a fornirci preziosi fitocomposti, vitamine e minerali, ci dissetano, perché ricche d'acqua. La frutta estiva - come il melone, l'anguria, le pesche, le albicocche e le prugne - può essere consumata a fine pasto o come spuntino. Un'idea alternativa potrebbe essere quella di mangiarla come antipasto o aggiungerla nelle insalate, per smorzare subito la fame che si ha prima di pranzare o cenare e approfittare, anche in questo caso, di una maggiore idratazione". Nel comporre poi i pasti principali della giornata, “nessun gruppo alimentare è escluso - ricorda l'esperta - Bene una composizione bilanciata di cereali, possibilmente integrali, proteine sane, verdure, frutta, olio extravergine d'oliva e acqua. E quando si ha poco tempo o magari poca voglia di cucinare, i prodotti a base vegetale possono essere un valido alleato durante le calde giornate estive".  Gli alimenti a base vegetale "rappresentano infatti una buona alternativa per introdurre nella dieta proteine vegetali - sottolinea Titta - perché d'estate spesso si consumano alimenti molto ricchi in grassi e sale e si tralasciano invece i legumi associati più ai mesi freddi". A proposito, "preparare una 'schiscetta' vegetale da portare sotto l'ombrellone quando si va al mare o durante le passeggiate in montagna è sicuramente una buona idea. Hummus e creme di altri legumi sono molto versatili e deliziosi in panini e toast così come i burger vegetali; aggiungendo poi insalata, pomodori o delle verdure grigliate, si completa il tutto". Nel dettaglio, il vademecum contiene 5 consigli pratici e semplici per vivere al meglio l'estate a tavola. Il primo punto richiama l'attenzione sul cortisolo. E' stato dimostrato che l'ormone dello stress aumenta nei mesi più caldi, ma gli spinaci, ad esempio, ricchi di magnesio, aiutano la regolazione del sistema nervoso. Alcune ricerche, inoltre, dimostrano che livelli sufficienti di magnesio possono abbassare quelli di cortisolo. Non possono quindi mancare nella dieta i cereali (come l'orzo e l'avena), le carote, i legumi, i cavoli e i broccoli. Ingredienti tutti presenti anche nei prodotti a base vegetale. Il secondo punto ricorda l'importanza di non fare mai a meno, in estate, di zucchine, carote, pomodorini, rucola, valeriana e radicchio, che aiutano a regolarizzare l'intestino grazie alle fibre, e per sentirsi più leggeri è bene non andare in deficit di potassio di cui sono ricchi l'avocado, il kiwi, i ribes, gli spinaci e i finocchi, ma è presente anche nei legumi e nella frutta secca.  Per chi si allena - terzo punto - l'alimentazione può essere molto utile per reintegrare sali e vitamine e allo stesso tempo garantirci una prestazione migliore. Per questo, il cibo deve essere semplice e di facile assimilazione per non affaticare la digestione, ma deve contenere tutti i nutrimenti essenziali, dai carboidrati alle proteine, dai grassi buoni alle vitamine. Il quarto consiglio è per chi cammina in montagna, ma anche in città: mai rinunciare ad alimenti ricchi d'acqua e ad idratarsi con tanti liquidi e bevande fresche. Quelle vegetali sono un'ottima soluzione per mantenere una corretta idratazione. Tra gli ortaggi, da prediligere il cetriolo, rinfrescante e ricco di vitamina C e di antiossidanti che contribuiscono al corretto funzionamento del sistema immunitario. Tra la frutta, l'anguria è quella che maggiormente aiuta a reintegrare i liquidi persi; ricca di licopene, apporta benefici anche allìapparato cardiovascolare e alle ossa. Infine, quinto consiglio: sotto l'ombrellone, in spiaggia, bisogna sicuramente evitare cibi pesanti, ricchi di grassi e zuccheri che necessitano di una lunga digestione, e prediligere invece verdura e frutta che sono naturalmente i compagni ideali di un pranzo leggero e fresco. Anche le bevande a base vegetale possono rappresentare un valido alleato da portare in spiaggia, per reintrodurre i liquidi persi e per un'idratazione prolungata ed efficace.  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Lo studio, ‘senza olio di palma’ può costare fino a 52mln ettari di deforestazione

(Adnkronos) - L’ipotetica sostituzione dell'olio di palma con altri oli potrebbe comportare un aumento della deforestazione fino a 52 milioni di ettari a livello globale. Sarebbe questo il costo di un mondo “senza olio di palma” secondo lo studio “Deforestation and greenhouse gas emissions could arise when replacing palm oil with other vegetable oils” condotto da alcuni ricercatori della Fondazione Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc) e recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista “Science of The Total Environment”. Gli autori dello studio hanno esaminato l’impatto in termini di potenziali cambiamenti nell'uso del suolo, potenziali perdite di stock di carbonio forestale e conseguenti emissioni di gas serra, della sostituzione dell'olio di palma con altri oli vegetali (soia, colza, girasole) a confronto con l'olio di palma privo di deforestazione. “Questo studio ha dimostrato che sostituire ipoteticamente l'olio di palma con le principali tre alternative oleose esistenti a livello globale potrebbe comportare un potenziale rischio di aumento della deforestazione rispetto a quanto già successo con l'olio di palma negli scorsi decenni. Addirittura fino a circa 52 milioni di ettari di foresta potrebbero essere a rischio nei principali paesi produttori di questi tre oli alternativi, ovvero Argentina, Brasile, Canada, Cina, India, Russia, Stati Uniti e Ucraina.” spiega all'Adnkronos Maria Vincenza Chiriacò, ricercatore senior presso la Fondazione Cmcc e prima autrice dello studio. "Quindi spostare la produzione dall'olio di palma verso questi tre oli alternativi potrebbe mettere a rischio questa superficie forestale che invece oggi non è utilizzata per scopi agricoli", aggiunge. Tra le colture oleaginose, la palma da olio è tra le più discusse, in quanto associata alla deforestazione tropicale osservata negli scorsi decenni. Tuttavia, lo studio rivela che se l’intera produzione globale di olio di palma diventasse priva di deforestazione, le emissioni di gas serra correlate alla sua produzione potrebbero ridursi fino al 92%, passando dagli attuali 371 a 29 milioni di tonnellate di CO2 equivalente all'anno.  "La peculiarità dell'olio di palma risiede in una caratteristica unica rispetto agli altri oli e cioè il fatto di avere una grande resa per ettaro quindi una grande efficienza produttiva. In particolare, l'olio di palma supera le tre tonnellate di olio ad ettaro mentre i tre oli alternativi hanno invece una resa che oscilla tra 0,3 e 0,7 tonnellate ad ettaro di olio prodotto", chiarisce Chiriacò. "Ecco pertanto - osserva - che se supponiamo di sostituire l'olio di palma con questi oli alternativi abbiamo bisogno di molta più superficie, addirittura 6-7 volte di più, mettendo a rischio anche la food security. Infatti lo studio dimostra che non solo le aree attualmente coperte da foresta potrebbero essere ipoteticamente interessate dalla coltivazione di questi oli ma, per soddisfare la domanda, potrebbero essere necessari anche i terreni al momento destinati ad altre coltivazioni come grano o riso”. "L'alternativa potrebbe essere quella di continuare a utilizzare l'olio di palma purché questo sia certificato come proveniente da filiere che non abbiano causato alcuna deforestazione, certificati quindi come deforestation-free. Oggi circa il 19% dell'olio di palma globale è certificato come deforestation-free: se aumentassimo questa quota fino al 100% potremmo addirittura ridurre del 92% le emissioni globali causate dalla produzione dell'olio di palma", spiega l’esperta. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Google cambia strategia sui Cookie, le implicazioni per la privacy online

(Adnkronos) - Google ha deciso di abbandonare un cambiamento che avrebbe reso più difficile tracciare gli utenti su diversi siti web per fornire annunci mirati. Dopo anni di test, pianificazioni e ritardi, l'azienda ha abbandonato l'opzione di Chrome per disabilitare il tracciamento dei cookie di terze parti, una mossa già implementata da Safari di Apple e Firefox. Il cambiamento era previsto per gli utenti del browser a breve. Ora, Chrome chiederà agli utenti di “fare una scelta informata che si applica alla loro navigazione web”, anziché eliminare del tutto i cookie di terze parti, come scritto da Anthony Chavez, vicepresidente di Google Privacy Sandbox, in un comunicato. In altre parole, quando navigheremo sul web appariranno dei pop-up su ogni nuovo sito per permetterci di bloccare o meno i cookie. Google è attualmente sotto processo negli Stati Uniti, con l'accusa da parte del governo e di otto stati per le sue pratiche pubblicitarie online. Lunedì, il team di Google Ads ha pubblicato un documento informativo che mostra i risultati dei primi test con la tecnologia Privacy Sandbox, proposta come alternativa al tracciamento tramite cookie. I risultati indicano un recupero del 97% del ritorno sull'investimento con Google Display Ads, ma con un importante calo di follow-up, mostrando solo un recupero del 55% delle spese per il re-marketing. Le critiche al piano di Google di bloccare i cookie di terze parti e di introdurre altre tecnologie di targeting pubblicitario nel Privacy Sandbox, come FLoC o l'API Topics, hanno sottolineato la possibilità di nuovi rischi per la privacy o il potenziale danno alla concorrenza, favorendo ingiustamente il business pubblicitario del colosso della ricerca. Il gruppo industriale Movement for an Open Web, che ha presentato la denuncia alla CMA per bloccare il rollout della tecnologia Privacy Sandbox, ha dichiarato per voce del Co-fondatore James Rosewell: “Abbiamo a lungo chiesto che il Privacy Sandbox fosse sottoposto a un esame sul mercato. Se gli inserzionisti preferiscono il suo approccio e i consumatori apprezzano i presunti benefici per la privacy, allora sarà adottato universalmente. Quello che non era accettabile era che una soluzione come questa fosse imposta sul mercato eliminando qualsiasi scelta alternativa”. Google ha dichiarato che continuerà a rendere disponibili le API del Privacy Sandbox e aggiungerà una protezione anti-tracking IP per le persone che utilizzano la modalità Incognito, per offrire un ulteriore livello di privacy. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Aids, 120mila infezioni e 76mila morti fra gli under 14 nel 2023

(Adnkronos) - "Nonostante i progressi compiuti per ridurre i casi di Hiv e le morti legate all'Aids fra i bambini", per liberarli dalla malattia entro il 2030 "è urgente ampliare i servizi per l'Hiv nei Paesi maggiormente colpiti dalla pandemia". L'appello arriva con il rapporto 'Transforming Vision Into Reality' di Unicef e Alleanza globale per porre fine all'Aids nei bambini entro il 2023 (lanciata nel 2022 dall'agenzia Onu per l'infanzia e dall'Organizzazione mondiale della sanità). Report dal quale emerge che nel 2023, a livello globale, circa 120mila under 14 sono stati contagiati dal virus dell'Aids e 76mila sono morti, di cui 49mila nei 12 Paesi dell'Alleanza globale.  I programmi che mirano a interrompere la trasmissione verticale (madre-figlio) dell'Hiv - indica il rapporto - dal 2000 hanno evitato 4 milioni di casi di Hiv nella fascia 0-14 anni. A livello globale, i nuovi Hiv-positivi under 14 sono diminuiti del 38% dal 2015 e le morti legate all'Aids sono scese del 43%. Fra i Paesi dell'Alleanza globale, molti hanno raggiunto una forte copertura della terapia antiretrovirale a vita nelle donne in gravidanza e allattamento che vivono con l'Hiv: l'Uganda quasi il 100%, la Repubblica Unita della Tanzania il 98%, il Sud Africa il 97%; il Mozambico ha raggiunto come lo Zambia una copertura del 90%, l'Angola e il Kenya l'89%, lo Zimbabwe l'88% e la Costa d'Avorio l'84%.  "I Paesi dell'Alleanza Globale - osserva l'Unicef in una nota - stanno innovando per superare le barriere e accelerare i progressi verso la fine dell'Aids nei bambini. Tuttavia, nonostante i progressi, né il mondo né i Paesi dell'Alleanza globale sono attualmente sulla buona strada per raggiungere gli impegni relativi all'Hiv per i bambini e gli adolescenti, e il ritmo dei progressi nella prevenzione dei nuovi casi di Hiv e dei decessi legati all'Aids tra i bambini è rallentato negli ultimi anni". Inoltre, "i tassi di trasmissione verticale rimangono estremamente elevati in alcune località, in particolare nell'Africa occidentale e centrale, superiori al 20% in Paesi come la Nigeria e la Repubblica Democratica del Congo". Ed "è preoccupante che il divario di trattamento tra adulti e bambini continui ad aumentare".  "Solo il 57% dei bambini che vivono con l'Hiv riceve un trattamento salvavita, rispetto al 77% degli adulti - afferma Anurita Bains, direttrice associata Hiv/Aids dell'Unicef - Senza test e cure precoci ed efficaci, l'Hiv rimane una minaccia persistente per la salute e il benessere di bambini e adolescenti e li espone al rischio di morte. Per colmare il divario terapeutico, dobbiamo sostenere i governi a diffondere approcci di test innovativi e garantire che i bambini e gli adolescenti colpiti da Hiv ricevano il trattamento e il sostegno di cui hanno bisogno".  Il report evidenzia poi una 'questione femminile'. Nel 2023 ci sono stati 210mila nuovi casi di Hiv a livello globale fra le ragazze e le donne dai 15 ai 24 anni (130mila nei paesi dell'Alleanza globale), 4 volte superiori all'obiettivo del 2025, fissato a 50mila. "Prevenire i nuovi contagi in questa fascia d'età è fondamentale, sia per proteggere la salute e il benessere delle giovani donne sia per ridurre il rischio di nuovi casi tra i bambini", avverte l'Unicef.  "Le disuguaglianze di genere e le violazioni dei diritti umani - rimarca l'agenzia - stanno incrementando la vulnerabilità delle donne all'Hiv e riducendo la loro capacità di accedere a servizi di base. A livello globale, quasi una donna su 3 ha subito una qualche forma di violenza durante la vita, e le ragazze adolescenti e le giovani donne sono colpite in modo sproporzionato dalla violenza da parte dei partner. Nei 4 Paesi dell'Alleanza globale con dati disponibili, questi non sono attualmente sulla buona strada per raggiungere l'obiettivo di garantire che entro il 2025 meno del 10% delle donne, delle popolazioni chiave e delle persone che vivono con l'Hiv sperimentino disuguaglianze basate sul genere e violenza di genere".  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)