Giurì Pubblicità blocca campagna Byd, 'soddisfazione' Stellantis
(Adnkronos) - Ha fatto molto discutere, ma ora viene bloccata dal Giurì dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria la recente comunicazione commerciale “Operazione Purefication” diffusa da BYD: la filiale italiana del gruppo automobilistico, infatti, aveva lanciato l'operazione - con sconti fino a 10 mila euro - offrendo i benefici ai clienti dei modelli Stellantis dotati di motori della famiglia PureTech, che in passato hanno evidenziato diffuse problematiche alla cinghia a bagno d’olio. Per il Giurì tuttavia questa campagna 'mirata' violerebbe gli articoli 2, 14 e 15 del Codice, ritenendola insomma ingannevole, denigratoria ed illecita sotto il profilo comparativo: per questo ne ha disposto la cessazione. Dal canto suo Stellantis accoglie "con soddisfazione" la decisione che - si spiega - "rappresenta un importante riconoscimento della necessità di tutelare i consumatori ed i concorrenti da messaggi pubblicitari scorretti". Stellantis - conclude il gruppo - "continuerà a promuovere una competizione basata sulla qualità dei prodotti e su una comunicazione chiara, completa e trasparente sulle caratteristiche degli stessi".
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L’evoluzione dei Data Center: l’architettura necessaria per l’era dell’AI e dell’HPC
(Adnkronos) - L’intelligenza artificiale e il calcolo ad alte prestazioni (HPC) non stanno solo trasformando i software, ma stanno ridefinendo i requisiti fisici delle infrastrutture digitali. Dalle simulazioni aerospaziali alla genomica, la domanda di calcolo richiede oggi ambienti capaci di gestire rack ad altissima densità, alimentazione robusta e reti ultra-veloci. In questo scenario, la gestione autonoma dei data center diventa per molte imprese una sfida complessa e soggetta a rapida obsolescenza. Il passaggio a carichi di lavoro intensivi comporta sei sfide tecniche fondamentali che i data center tradizionali non sono più in grado di soddisfare efficacemente:
Gestione operativa specializzata: l’hardware per AI richiede competenze specifiche rare. L'esternalizzazione verso centri specializzati permette di accedere a infrastrutture già ottimizzate, eliminando la necessità di formare team interni su tecnologie in continua evoluzione.
Performance di rete e bassa latenza: settori come il trading ad alta frequenza o la modellazione climatica dipendono dalla velocità di trasmissione. Le infrastrutture moderne offrono ridondanza integrata e provisioning rapido per garantire flussi di dati costanti.
Interoperabilità Multicloud: l’HPC moderno è spesso ibrido. Gli ambienti di nuova generazione semplificano la connettività tra diversi provider cloud e servizi SaaS attraverso interconnessioni software-defined. La gestione di dati sensibili in ambito sanitario o finanziario impone il rispetto di normative stringenti sulla sovranità del dato. I data center ad alte prestazioni offrono infrastrutture private che facilitano la compliance internazionale. Inoltre, trattandosi di carichi di lavoro mission-critical, la resilienza operativa deve essere garantita da processi maturi e presenza globale per minimizzare i costi dei downtime. Uno dei punti di rottura rispetto al passato riguarda la gestione del calore. La densità di calcolo attuale rende il raffreddamento ad aria tradizionale inefficiente. Le infrastrutture di nuova generazione, come quelle sviluppate da Equinix, adottano tecnologie di Liquid Cooling (raffreddamento a liquido), più sostenibili e capaci di supportare i carichi termici estremi dei processori di ultima generazione. L'adeguamento infrastrutturale non è solo una scelta tecnica, ma un imperativo strategico. Come dichiarato da Benjamin Jenkins, Field CTO di Equinix, “
solo attraverso ambienti progettati per sostenere carichi di lavoro avanzati, le organizzazioni possono davvero liberare il potenziale dell’innovazione digitale, accelerando ricerca, sviluppo e competitività su scala globale
”. In definitiva, la transizione verso data center ad alte prestazioni rappresenta il ponte necessario per trasformare la potenza di calcolo in valore di business reale.
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Cardiologie aperte, dal 9 al 15 febbraio prevenzione con i cardiologi ospedalieri
(Adnkronos) - Le malattie cardiovascolari, nonostante i grandi progressi raggiunti negli ultimi decenni nella diagnosi e nella cura, continuano a essere la prima causa di mortalità e morbilità a livello globale. Diversi studi dimostrano che la prevenzione cardiovascolare, sia primaria che secondaria, rappresenta lo strumento più efficace per ridurre l'incidenza di eventi acuti e di complicanze a lungo termine. La Fondazione Anmco per il Tuo cuore, che da oltre vent'anni si impegna attivamente nella ricerca e nella prevenzione cardiovascolare, dal 9 febbraio al 15 febbraio, in occasione di San Valentino, lancia l'iniziativa nazionale di prevenzione cardiovascolare 'Cardiologie aperte 2026', giunta alla ventesima edizione. Durante la settimana la Fondazione attiverà il numero verde 800.05.22.33 dedicato ai cittadini che potranno chiamare gratuitamente, da lunedì 9 a venerdì 13, dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16, per porre domande sui problemi legati alle malattie del cuore, alle quali risponderanno 600 cardiologi Anmco (Associazione italiana medici cardiologi ospedalieri) delle strutture aderenti all'iniziativa, con 1.300 ore di consulenza cardiologica gratuita. L'iniziativa si svolgerà anche in presenza per l'intera settimana e in alcune cardiologie si eseguiranno gratuitamente screening cardiologici personalizzati e/o dibattiti ed eventi di formazione sulle diverse tematiche. Sul sito della Fondazione sarà pubblicato il calendario delle attività previste con i giorni e gli orari di risposta telefonica, oltre alle iniziative in presenza sull'intero territorio. Quest'anno la Fondazione per il Tuo cuore desidera in particolare puntare l'attenzione su: fibrillazione atriale, cardioncologia e cardioncologia di genere, cardiopatie e gravidanza, scompenso cardiaco e prevenzione dei fattori di rischio modificabili con focus su dislipidemia, per sensibilizzare i cittadini a riguardo e prevenire alcune delle più diffuse patologie cardiovascolari. "Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la prima causa di mortalità e disabilità, ma una parte significativa di questi eventi può essere prevenuta attraverso corretti stili di vita e un'adeguata prevenzione cardiovascolare - afferma Domenico Gabrielli, presidente Fondazione per il Tuo cuore dell'Anmco e direttore Cardiologia dell'ospedale San Camillo di Roma - La Fondazione per il Tuo cuore dei cardiologi ospedalieri Anmco da oltre vent'anni si impegna attivamente in questo senso attraverso diverse iniziative di sensibilizzazione e screening gratuiti rivolti ai cittadini. E' importante una prevenzione personalizzata: guardare il paziente nel suo insieme, fare attenzione alle patologie correlate e conoscere i fattori di rischio del singolo paziente, al fine di avviare il percorso diagnostico preventivo più corretto", sottolinea lo specialista. "Quest'anno - continua Gabrielli - tra i vari temi punteremo l'attenzione anche sulle dislipidemie: alterazioni nei livelli del sangue, in particolare colesterolo e trigliceridi, che portano all'insorgenza e alla progressione dell'aterosclerosi, aumentando in modo significativo il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari come infarto del miocardio e ictus cerebrale. Studi effettuati sulla popolazione italiana dimostrano che circa il 60% dei cittadini ha livelli di colesterolo elevati, pur non riconoscendolo come problema di salute. Le dislipidemie spesso non causano sintomi evidenti e per tale ragione è essenziale un controllo regolare del profilo lipidico, per identificare precocemente anomalie e valutare il rischio cardiovascolare complessivo". "La prevenzione cardiovascolare - precisa l'esperto - è un pilastro fondamentale anche in ambito oncologico. I progressi della medicina oncologica hanno migliorato significativamente la sopravvivenza dei pazienti affetti da tumore, ma alcune terapie possono avere effetti importanti sul sistema cardiovascolare. La cardioncologia rappresenta un modello di medicina moderna, basato sulla collaborazione tra specialisti e sulla centralità della persona con l'obiettivo di curare senza compromettere la salute del cuore. Informare i cittadini su questi temi significa aumentare la consapevolezza, favorire la diagnosi precoce e migliorare la qualità e la durata della vita dei pazienti". "L'Anmco, con oltre 6000 iscritti - dichiara Massimo Grimaldi, presidente nazionale Anmco e direttore Cardiologia dell'ospedale F. Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari) - è impegnata da oltre 60 anni sul territorio per potenziare l'operato dei propri cardiologi, fiore all'occhiello della medicina italiana nel panorama internazionale. La prevenzione è fondamentale per tutti i cittadini, a partire dalle fasce più giovani, e si basa su azioni semplici ma fondamentali: alimentazione equilibrata, attività fisica regolare, controllo del peso corporeo, astensione dal fumo e moderazione nel consumo di alcol. A queste si aggiungono il monitoraggio periodico della pressione arteriosa, colesterolo e glicemia, elementi chiavi per individuare precocemente i fattori di rischio. L'iniziativa di Cardiologie aperte è una preziosa occasione che i cardiologi Anmco vogliono offrire gratuitamente a tutti i cittadini che lo desiderano. Investire nella prevenzione significa migliorare l'aspettativa e la qualità di vita. Ridurre i costi sanitari e costruire un futuro più sano per l'intera popolazione".
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Omney democratizza consulenza finanziaria e chiude round pre-seed da 510.000 euro
(Adnkronos) - Omney, la startup che combina l’educazione e la consulenza finanziaria indipendente, ha raccolto 510.000 euro in un round pre-seed Safe. Guidata da Alessandro Pedone, consulente finanziario indipendente con oltre vent'anni di esperienza nel settore e Riccardo Zanetti, youtuber con 500mila iscritti e divulgatore finanziario, Omney conta una community di oltre 35mila persone. Oltre al round appena chiuso, la startup ha lanciato il suo primo corso che, in soli 7 giorni, ha generato 450mila euro di fatturato, mentre la guida gratuita sugli investimenti realizzata dall'azienda è stata scaricata da più di 30.000 utenti. Pensato come un vero e proprio ecosistema capace di guidare l’utente in un rapporto consapevole con il denaro, Omney lavora su tre livelli: l’educazione finanziaria, la piattaforma tecnologica e la consulenza finanziaria one to one. L’educazione finanziaria dà la possibilità all’utente di avere una formazione pratica e accessibile attraverso corsi certificati e realizzati da consulenti finanziari autonomi iscritti all'albo Ocf (l’organismo di vigilanza e tenuta dell'albo unico dei Consulenti finanziari). La piattaforma tecnologica, che sarà lanciata ad aprile 2026, sarà uno strumento utile a tracciare la totalità del proprio patrimonio - dagli investimenti alle criptovalute, dagli immobili ai conti correnti, dalle assicurazioni alla previdenza complementare - identificando così costi nascosti e ottimizzandone l'allocazione. Con la consulenza finanziaria one to one, infine, attraverso una rete selezionata di consulenti finanziari indipendenti iscritti all'albo Ocf, sarà possibile avere sessioni individuali per analisi puntuali fino a pacchetti di 6-12 mesi con onboarding di 2-3 ore e follow-up trimestrali. Omney è pensato per un ampio target: chi parte da zero, certo, ma anche chi ha già investimenti e nessun piano o, ancora, chi ha un patrimonio importante ma disperso. Con la chiusura del round, la startup potenzierà le priorità strategiche dell'azienda. Il 70% del ricavato sarà investito nello sviluppo della piattaforma tecnologica anche attraverso l’inclusione di 2 nuove persone nel team per velocizzare lo sviluppo e ampliare e migliorare il nostro database di dati finanziari. Il 20% sarà dedicato alla comunicazione e al marketing non solo potenziando l’attività organica nei social media con contenuti gratuiti e divulgativi per avvicinare ed educare le persone al mondo della finanza e degli investimenti, ma anche attraverso un evento fisico che ha l’ambizione di diventare la più grande manifestazione di educazione finanziaria in Italia. Infine, il 10% sarà dedicato agli aspetti legali e di compliance: dopo l'ottenimento dell'iscrizione all'albo Ocf, stiamo continuando l'interazione con i regolatori per rendere le procedure organizzative e offrire consulenze finanziarie indipendente più facili e sicure. Omney rappresenta un’innovazione nel campo della consulenza e dell’educazione finanziaria in un Paese come l'Italia che, secondo i dati Ocse, è tra gli ultimi in Europa per alfabetizzazione finanziaria. “Il denaro deve - spiega Riccardo Zanetti - essere visto come uno strumento per comprare libertà d’azione e tempo. Un patrimonio ben gestito permette a una famiglia di avere il controllo sulla propria vita, di fare scelte in libertà anziché per bisogno. Per anni ho fatto divulgazione su YouTube, ma mancava un ecosistema completo che accompagnasse le persone dalla formazione alla gestione concreta del proprio patrimonio, senza conflitti di interesse e costi irrazionali". Un modello di business non tradizionale. Guardando agli operatori del settore, i numeri delineano uno scenario in cui dei circa 53.000 consulenti finanziari iscritti all'albo Ocf (di cui circa 36.000 attivi), solo 741 sono consulenti finanziari indipendenti che operano in modalità fee-only, senza provvigioni sui prodotti (dati Relazione Annuale Oc 2024). La stragrande maggioranza lavora per banche, sim o reti con mandato, guadagnando commissioni sui prodotti collocati. “Omney invece - dice Alessandro Pedone - opera senza vendere o collocare prodotti finanziari: questo elimina alla radice il conflitto d'interesse del modello tradizionale, dove chi consiglia guadagna commissioni su ciò che vende. Il nostro modello di business è diverso: la piattaforma è remunerata esclusivamente dai clienti attraverso abbonamenti alla piattaforma e parcelle di consulenza (modello fee-only). Mai da banche, SGR o case di investimento. Non vendiamo prodotti, non abbiamo accordi commerciali con nessun intermediario. I nostri consulenti sono remunerati solo dai clienti, esattamente come un avvocato o un commercialista. Invertiamo la logica tradizionale: il cliente ci paga direttamente per la consulenza, quindi il nostro unico interesse è tutelare i suoi interessi”.
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Ail, in un volume l'impatto di ambiente e stili di vita sul rischio onco-ematologico
(Adnkronos) - Un momento di confronto istituzionale per ribadire che prendersi cura della salute significa anche ridurre i rischi ambientali, promuovere consapevolezza sociale e rafforzare strategie condivise per la prevenzione delle patologie onco-ematologiche. E' l'obiettivo con cui viene presentato il volume che raccoglie gli atti del Convegno nazionale Ail 2024, dal titolo 'L'impatto dell'ambiente e degli stili di vita nel rischio onco-ematologico'. Il testo - che verrà illustrato martedì 10 febbraio alle 12 nella Sala Tatarella della Camera dei deputati (via Uffici del Vicario, 21) - è a cura di Aurelio Angelini e Mariaclaudia Cusumano, promosso dall'Ail-Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma, su iniziativa dell'onorevole Luciano Ciocchetti, vicepresidente XII Commissione Affari sociali della Camera, con il patrocinio dell'Intergruppo parlamentare One Health. Edito da FrancoAngeli e con la prefazione di Giuseppe Toro, presidente nazionale Ail, il volume - informa una nota - nasce dall'esigenza di rendere disponibili i contributi scientifici, sociali e istituzionali emersi durante la quarta edizione del convegno Ail 'Curare è prendersi cura. Impatto ambientale e rischio sanitario, benessere e stili di vita', che ha messo a confronto esperti di medicina, epidemiologia, scienze ambientali e sociali, rappresentanti delle istituzioni e dell'associazionismo, con l'obiettivo di approfondire le possibili correlazioni tra inquinamento, stili di vita e rischio onco-ematologico. A presentare il testo ci saranno l'onorevole Ciocchetti; il sociologo dell'ambiente e del territorio Angelini, che modererà l'incontro; Adriano Venditti, direttore del Dipartimento di Onco-ematologia della Fondazione Policlinico Tor Vergata di Roma, e il presidente Toro. Il cancro rappresenta una delle maggiori sfide sanitarie e sociali - spiega Ail - L'aumento dell'incidenza è legato non solo all'invecchiamento della popolazione, ma anche all'esposizione a fattori di rischio ambientali modificabili, come l'inquinamento dell'aria, del suolo e dell'acqua, oltre a comportamenti individuali non salutari. In questo scenario, Ail intende contribuire costantemente al dibattito pubblico promuovendo una visione integrata tra politiche ambientali e sanitarie, nel rispetto del diritto alla salute sancito dall'articolo 32 della Costituzione. La pubblicazione - descrive Ail - raccoglie gli interventi di oltre 30 relatori che hanno affrontato temi centrali come l'impatto degli inquinanti atmosferici, delle plastiche e dei Pfas, l'alimentazione e la nutrizione, i cambiamenti climatici, l'inquinamento elettromagnetico, la prevenzione primaria, gli stili di vita sostenibili e il modello One Health. Ampio spazio è dedicato anche alle esperienze delle sezioni Ail sul territorio e al ruolo della prevenzione come strumento di tutela individuale e collettiva. Con questo volume - sottolinea l'associazione - Ail conferma il proprio impegno, accanto al sostegno alla ricerca scientifica e all'assistenza ai pazienti ematologici, nel diffondere conoscenza e nel favorire una cultura della salute che integri ambiente, stili di vita e benessere psicofisico, nell'interesse dell’intera collettività. Da oltre 55 anni Ail, con le sue 83 sezioni provinciali e gli oltre 17mila volontari in tutta Italia - si ricorda nella nota - promuove e sostiene la ricerca scientifica per la cura delle leucemie, dei linfomi e del mieloma. Assiste i malati e le loro famiglie, accompagnandoli in tutte le fasi del lungo e spesso sofferto percorso della malattia, offrendo loro servizi, conoscenza e comprensione. E' al loro fianco per migliorarne la qualità della vita e sostenerli nel percorso di cura.
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Il Consorzio della mozzarella di bufala campana Dop porta alla Bit la storia dei Borbone
(Adnkronos) - Il Consorzio di Tutela fa il suo esordio alla Bit di Milano, dove racconterà la mozzarella di bufala campana non solo nella sua attualità di eccellenza mondiale ma valorizzandone le radici storiche. Grazie alla collaborazione con l’Archivio di Stato di Caserta della direzione generale Archivi del ministero della Cultura, lo stand del Consorzio (Padiglione 11 - H45) farà immergere i visitatori nell’epoca borbonica. Lo spazio, infatti, è stato allestito con la riproduzione di documenti storici e pannelli espositivi provenienti dalla mostra 'La Dama Bianca alla tavola del Re. Mozzarella e allevamento bufalino negli archivi dei Borbone', in corso fino al 28 febbraio all’Archivio di Stato nella Reggia di Caserta e realizzata con il contributo del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop. Fu proprio nel Settecento che ebbe impulso la commercializzazione della mozzarella di bufala. E attraverso manoscritti e registri contabili emergono tante curiosità, dalla cura per le bufale alle tecniche di trasformazione del latte e perfino un disciplinare ante-litteram. Fulcro dell’allevamento era la Reggia di Carditello, in provincia di Caserta. La ricostruzione storica è abbinata a una gallery che mette in mostra le bellezze artistiche e paesaggistiche dell’area di produzione della mozzarella Dop, che, oltre a gran parte della Campania, si estende fino al basso Lazio e parte della provincia di Foggia. L’obiettivo del Consorzio è incentivare il turismo Dop: “Alla Bit portiamo il legame indissolubile che c’è tra il nostro prodotto e il suo territorio, proponendo percorsi alla scoperta di un’area straordinaria da ogni punto di vista, dall’arte alla natura”, sottolinea il presidente dell’ente, Domenico Raimondo. “L’enogastronomia è sempre più motivo prioritario per mettersi in viaggio e decidere le mete. I tanti turisti che arrivano da noi ci chiedono delle vere e proprie experience, per riportare a casa un ricordo unico. In questo scenario di cambiamento del turismo, la nostra mozzarella di bufala campana può giocare un ruolo da protagonista anche in futuro. La presenza alla Bit è il segnale dell’impegno del Consorzio in questa direzione”, commenta il direttore Pier Maria Saccani. “La collaborazione tra l’Archivio di Stato di Caserta, custode e promotore della memoria storica del territorio, e il Consorzio, ha dimostrato che la ricostruzione storica, quando agganciata alle sue persistenze nel presente, può diventare accattivante anche per il pubblico generalista. Ci auguriamo che questo esperimento rappresenti un felice precedente per la promozione del nostro territorio, che vanta una storia costellata da innumerevoli eccellenze”, auspica la direttrice dell’Archivio di Stato di Caserta, Fortunata Manzi.
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L’Italia del tech a due velocità: il boom dei dati e la "sindrome" del fornitore straniero
(Adnkronos) - VivaTech presenta la terza edizione del Tech Confidence Barometer, realizzato da OpinionWay. Affrontando i temi della sovranità, dell’adozione dell’IA e degli investimenti, executives da sette Paesi esprimono una forte fiducia nelle nuove tecnologie e condividono le loro prospettive. Il panorama tecnologico globale del 2026 è segnato da una profonda frattura nelle strategie di adozione e nella percezione della sovranità tra le due sponde dell'Atlantico. Mentre i dirigenti degli Stati Uniti e del Regno Unito considerano la nazionalità del fornitore un criterio essenziale per garantire la sicurezza e l'autonomia, in Europa prevale una visione più aperta, dove l'origine locale del software è spesso percepita come un valore aggiunto ma non come un requisito vincolante. Questa divergenza riflette un consolidamento dei blocchi regionali: la maggior parte degli executive statunitensi si affida esclusivamente a soluzioni nordamericane, mentre i leader europei iniziano a mostrare una preferenza crescente per l'ecosistema continentale, spinti dalla necessità di proteggere la propria indipendenza digitale in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche. L'intelligenza artificiale domina l'agenda degli investimenti, ma il suo impiego rivela un pericoloso paradosso comportamentale che minaccia la sicurezza aziendale. Nonostante quasi nove dirigenti su dieci dichiarino di fidarsi dell'IA per guidare le decisioni strategiche, circa il 40% ammette di aver condiviso informazioni riservate con strumenti di cui non aveva piena fiducia. Questo scarto tra convinzione e pratica operativa suggerisce che la velocità di adozione stia superando la capacità delle organizzazioni di stabilire protocolli di sicurezza adeguati. Parallelamente, pur permanendo timori di bolle speculative in alcuni mercati come la Francia, la fiducia nella tenuta occupazionale rimane elevata, con la stragrande maggioranza dei leader convinta che l'IA non comporterà licenziamenti di massa nel breve termine. François Bitouzet, CEO di VivaTech, commenta: "Il barometro 2026 disegna un nuovo quadro della fiducia tecnologica: gli executives americani e britannici considerano la nazionalità del fornitore tecnologico un elemento essenziale, mentre la maggior parte degli europei la considera un 'plus'. Questa divergenza non è aneddotica: rivela due visioni della sovranità, una “de facto” e l’altra “contraddittoria”. In risposta, stiamo assistendo a una reale accelerazione in Europa sui temi tecnologici, con investimenti in IA e cybersecurity che diventano prioritari. Dobbiamo comunque prestare attenzione a un nuovo paradosso che stiamo osservando: mentre 9 executives su 10 si fidano dell’IA, 4 su 10 ammettono di aver condiviso dati riservati con strumenti di cui non si fidavano pienamente". In questo scenario, l'Italia si muove con una strategia di rincorsa basata sulla specializzazione e sulla flessibilità. La competitività delle aziende nazionali è percepita in crescita, passando dal 64% del 2025 al 75% del 2026, ma il sistema soffre ancora di carenze strutturali rispetto ai partner internazionali. Gli investimenti italiani nel Cloud Computing e nell'IA rimangono al di sotto della media globale, mentre si registra un vero e proprio "boom" nel settore dei Big Data e dell'Internet of Things (IoT), con tassi di crescita che allineano il Paese agli standard mondiali. La forza delle imprese italiane sembra risiedere non tanto nell'infrastruttura, quanto nella capacità di adattare l'innovazione alle esigenze specifiche dei clienti, trasformando il gap tecnologico in un'opportunità di personalizzazione del servizio. Tuttavia, persiste una debole fiducia degli stessi executive italiani verso le soluzioni tecnologiche domestiche. Solo il 34% dei dirigenti considera affidabili i prodotti nazionali, preferendo spesso soluzioni europee o americane per la loro percepita solidità e reputazione. Questo clima di incertezza è alimentato da un'infrastruttura digitale ancora fragile e da investimenti in ricerca e sviluppo che restano sensibilmente inferiori alla media dei sette Paesi analizzati. Anche il supporto governativo è percepito come meno incisivo rispetto alla media globale, con solo il 60% dei leader locali che ritiene adeguate le politiche nazionali di sostegno all'ecosistema tech. La sfida per il futuro prossimo dell'Italia sarà dunque consolidare la propria reputazione internazionale partendo da una maggiore fiducia interna nei propri talenti e nelle proprie infrastrutture.
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Turismo: eDreams Prime in Italia, da abbonati valutazioni del 36% superiori rispetto a non iscritti
(Adnkronos) - eDreams Odigeo (di seguito 'la società' o in breve 'eDO'), la piattaforma di abbonamenti di viaggio leader nel mondo, ha diffuso oggi i nuovi dati sulla soddisfazione dei clienti relativi al servizio Prime in Italia. I dati indicano che il sentiment degli iscritti ha raggiunto un nuovo massimo storico, con un net promoter score (nps) medio di 61 per la categoria 'accommodation' durante l'ultimo trimestre. Sulla scala nps standard di settore, che va da -100 a +100, un punteggio di questa portata è classificato come eccellente. Questo record segna l'ultimo traguardo di un trend di crescita costante durato cinque anni. Le analisi condotte dal 2021 a oggi confermano che l’effetto abbonamento si sta progressivamente rafforzando, offrendo un valore costantemente superiore rispetto all'esperienza di viaggio standard. Mentre i tassi di soddisfazione risultano aumentati per tutti i clienti, riflettendo i miglioramenti generali della piattaforma, il sentiment dei membri Prime ha subito un'accelerazione molto più rapida. Oggi, in Italia, i membri Prime valutano la propria esperienza il 36% in più rispetto agli utenti standard non abbonati. Il divario di soddisfazione tra i due gruppi è aumentato negli ultimi cinque anni, a dimostrazione del fatto che le caratteristiche esclusive del programma Prime stanno creando un livello di esperienza premium ben distinto. Questi risultati seguono i significativi investimenti nella proposta di valore di Prime, tra cui l'introduzione di opzioni di flessibilità (come la possibilità di cancellare le prenotazioni per qualsiasi motivo) e un'offerta di prodotti ampliata con offerte riservate ai soci su voli, hotel, pacchetti, noleggio auto e treni. Le performance attuali supportano la tabella di marcia strategica della società, che punta a raggiungere 13 milioni di abbonati entro il 2030 (rispetto agli oltre 7,7 milioni di oggi), confermando che il servizio sta diventando sempre più attraente per i consumatori alla ricerca di una soluzione di viaggio flessibile e orientato al valore. Dana Dunne, ceo di eDreams Odigeo ha dichiarato: "Il raggiungimento di questo picco storico nella soddisfazione degli abbonati è una pietra miliare significativa che convalida la nostra visione: offrire ai nostri membri un'esperienza premium basata sull'intelligenza artificiale. Quando abbiamo lanciato Prime, abbiamo aperto la strada a una categoria completamente nuova, quella dei viaggi in abbonamento, che prima semplicemente non esisteva". "Questi punteggi record - ha spiegato - confermano che, man mano che facciamo crescere la nostra piattaforma aggiungendo prodotti e perfezionando il servizio giorno dopo giorno, il valore che offriamo diventa sempre più evidente per i nostri membri. Il crescente divario tra abbonati e utenti standard dimostra che il modello su abbonamento offre fondamentalmente un'esperienza superiore. Ci impegniamo a continuare a guidare la categoria degli abbonamenti di viaggio in Italia e non solo, con una piattaforma che migliora ogni singolo giorno, assicurando che i nostri iscritti abbiano sempre il miglior partner possibile per i loro viaggi".
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Int: "Depositata memoria alla comm. Giustizia su riforma ordinamento commercialisti"
(Adnkronos) - Il presidente dell’Istituto nazionale tributaristi (Int), Riccardo Alemanno, dopo l’audizione dei giorni scorsi in Commissione Giustizia della Camera sulla riforma dell’ordinamento della professione di dottore commercialista ed esperto contabile ed aver in quella occasione dichiarato che sarebbe stata prodotta una memoria, soprattutto alla luce di alcune affermazioni fatte da altri auditi, ieri, tramite la propria segreteria, ha inviato una memoria che verte soprattutto sulla giurisprudenza e sulla figura professionale del tributarista ai sensi della Legge 4/2013 e di altre norme di legge. Alemanno apre la memoria con una affermazione, già evidenziata in audizione: “La riforma dell’ordinamento della professione di dottore commercialista e di esperto contabile AC 2628, riguarda i professionisti di cui alla legge n.4/2013 ed in particolare i tributaristi, poiché ogni revisione o nuova emanazione di leggi riguardanti categorie e funzioni professionali devono salvaguardare, le peculiarità e il libero esercizio delle professioni esistenti”. E la delega oggetto di discussione lo indica in modo puntuale. Dopo alcuni passaggi sulle norme UE in tema di professioni e sul fatto che, come indicato nella relazione introduttiva al ddl 2628: “Il legislatore delegato non sarà chiamato ad attribuire ai dottori commercialisti e agli esperti contabili nuove competenze professionali, bensì a censire le attività professionali già previste in altre disposizioni di legge”, il presidente dell’Int scrive: “Non si possono ignorare riferimenti giurisprudenziali citati in audizione in modo parziale” e si apre un’analisi su sentenze della Corte Costituzionale, della Cassazione e del Consiglio di Stato. Corte Costituzionale, sentenza n. 144 del 2024, ha dichiarato non fondate le questioni di illegittimità costituzionale dell’art. 35, comma 3, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 sollevate sul rilascio del visto di conformità sulle dichiarazioni dei redditi, (visto di conformità peraltro non di esclusiva delle professioni ordinistiche, potendo, sempre ai sensi del D.Lgs. 241/97, essere apposto anche dai tributaristi iscritti nel Ruolo dei periti esperti in tributi al 30/9/93). Una richiesta improvvida di illegittimità costituzionale della parte ricorrente, che l’Int non ha mai condiviso, tanto meno nell’ipotesi di una equiparazione ordini ed associazioni ex lege 4/2013. Quindi non una sentenza sul libero esercizio di attività professionali, ma una specifica singola norma, poiché il libero esercizio di attività non riservata era già stato oggetto di sentenza della Corte Costituzionale del 12-27 dicembre 1996 N. 418: al di fuori delle attività comportanti prestazioni che possono essere fornite solo da soggetti iscritti ad albi o provvisti di specifica abilitazione (iscrizione o abilitazione prevista per legge come condizione di esercizio), per tutte le altre attività di professione intellettuale o per tutte le altre prestazioni di assistenza o consulenza (che non si risolvono in un'attività di professione protetta ed attribuita in via esclusiva, quale l'assistenza in giudizio), vige il principio generale di libertà di lavoro autonomo o di libertà di impresa di servizi a seconda del contenuto delle prestazioni e della relativa organizzazione. Corte di Cassazione, sezione II civile, ordinanza 7 febbraio 2024, n. 3495 che ha condannato per abuso di professione una società commerciale che esercitava attività in ambito fiscale, contabile e assistenziale, ha ribadito le indicazioni di altre sentenze della stessa Cassazione anche a Sezioni Unite, evidenziando come la previsione di condanna per abuso di professione e titolo si concretizzi quando il soggetto che opera nel settore contabile tributario non espliciti sempre in tutte le comunicazioni con i terzi indicazioni tali da non creare confusione tra le varie figure professionali del settore ordinistico e di quello associativo. Pertanto chi svolga attività professionale in ambito contabile dovrà sempre rendere chiare e visibili indicazioni quali: l’attività svolta, i riferimenti legislativi alla sua attività professionale e quelli alle abilitazioni normative, nonché eventuale iscrizione ad associazione professionale di cui alla legge 4/2013 iscritta nell’elenco del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, autorizzata a rilasciare l’attestato di qualità e di qualificazione professionale ai propri iscritti, come nel caso dell’Istituto nazionale tributaristi. Una sentenza che ricalca perfettamente quanto i tributaristi Int attuano da sempre, ancor prima della Legge 4/2013 e delle indicazioni della Cassazione, stigmatizzando ogni forma di abusivismo. Per quanto poi riguarda la coesistenza di ordini ed associazioni professionali ex lege 4/2013, senza paventare alcuna equiparazione, si richiama la sentenza del Consiglio di Stato 9408/2024 pubblicata il 22 novembre 2024, che ha ribadito come sia legittimo un sistema professionale fatto di ordini e di libere associazioni e che tale quadro è coerente con il principio della concorrenza. Alemanno aggiunge un passaggio sulle attività tipiche che rientrano nell’alveo di quelle libere e fornendo un breve accenno alla peculiarità dell’attività professionale di tributarista: "In conclusione si chiede che la riforma, pur comprendendo l’esigenza di innovazione l’ordinamento della categoria interessata, mantenga il principio in essa espresso, cioè nessuna nuova funzione o attività riservata, nessun tentativo di rendere esclusive le attività tipiche, che possono essere svolte anche dal contribuente o da un suo incaricato di fiducia". "Ciò - precisa - a tutela della concorrenza, del mercato, dei contribuenti e dei tributaristi associativi ex lege 4/2013 che svolgono legittimamente attività professionali libere e non soggette a riserva, come la consulenza fiscale, contabile e amministrativa, ma lo fanno anche in virtù di precise norme legislative, come quelle relative alle funzioni di intermediario fiscale abilitato, di assistenza e rappresentanza del contribuente presso l’amministrazione finanziaria o in caso di verifiche e accertamenti, di Ctu e di periti presso il tribunale quali ausiliari del giudice, di perizie, che rappresentano solo alcune funzioni di legge a mero titolo esemplificativo. Tributaristi associativi qualificati, indicati dal Legislatore come soggetti che devono svolgere verifiche ai sensi delle norme antiriciclaggio della clientela e che sono soggetti, per legge, all’aggiornamento professionale, al possesso di adeguata polizza di r. c. professionale verso terzi, a specifiche norme deontologiche". E ancora: "Tributaristi associativi qualificati, non solo soggetti al controllo e alle sanzioni da parte dell’associazione di appartenenza riconosciuta dal Mimit o inserita con decreto del Ministero della Giustizia nelle associazioni rappresentative a livello nazionale, come nel caso dell’Istituto nazionale tributaristi, ma anche al controllo e alle sanzioni ai sensi del Codice del consumo, come richiamato dalla Legge 4/2013. Tributaristi associativi qualificati, che versano, con sistema contributivo, dal 1996 i loro contributi previdenziali alla gestione separata Inps, a cui hanno obbligo di iscrizione tutti i professionisti non dotati di cassa previdenziale privata. Tributaristi associativi qualificati, che sono donne e uomini che lavorano e danno lavoro e chiedono di poterlo fare nel rispetto delle leggi e delle altre professioni, ma chiedono al contempo rispetto". Alemanno sulle motivazioni della memoria dichiara: “Vorrei solo chiarezza sulle norme e sulla giurisprudenza, senza penalizzare o demonizzare nessuno, si sono anche limitate, nella memoria, le indicazioni sulle peculiarità della professione di tributarista ex lege 4/2013, le norme, i regolamenti della nostra professione al di là del libero esercizio delle attività professionali libere, sarebbe una mole di informazioni che potrebbero essere oggetto di un libro, ma non certo di una memoria". "Così come - avverte - si sono limitati i riferimenti al ruolo dell’Istituto nazionale tributaristi, non citando gli impegni istituzionali al tavolo ministeriale del Mimit sull’equo compenso o a quello sul lavoro autonomo del Ministero del Lavoro, sostenendo e implementando il lavoro di Confassociazioni, la nostra Confederazione di cui mi onoro di essere vice presidente vicario con delega alle professioni, il nostro ruolo di Referente stabile del comitato Ateco o, per citare quelli attualmente in corso quali l’ interlocuzione con l’Agenzia delle Entrate per rinnovare ed implementare i protocolli d’intesa nazionali e regionali o la partecipazione alla commissione del Mef sugli Isa. Voglio essere chiaro, difendiamo i nostri diritti, ma nel massimo rispetto dei nostri doveri, chi sostiene il contrario è in malafede negando l’evoluzione normativa del settore professionale economico-contabile”.
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Disabili: riforma, Fnopi: "Rete territoriale infermieri al lavoro su formazione"
(Adnkronos) - La Federazione nazionale Ordini della professioni infermieristiche (Fnopi) plaude all’avvio della nuova fase di sperimentazione del nuovo sistema previsto dal decreto legislativo n. 62 del 2024 che semplifica il sistema di accertamento dell’invalidità civile e introduce la nuova valutazione multidimensionale per l’elaborazione del Progetto di vita. La riforma promossa dal ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli - spiega Fnopi in una nota - "pone al centro la persona, superando un modello basato esclusivamente sul riconoscimento dell’invalidità". In questa forma "multidimensionale del processo di presa in carico della persona con disabilità, la professione infermieristica conferma il ruolo strategico, soprattutto a livello territoriale. grazie alle competenze dell’infermiere di famiglia e comunità". Gli Ordini provinciali interessati sono "già al lavoro per coinvolgere i propri iscritti nel percorso di formazione promosso dal ministero per le Disabilità, indispensabile - chiarisce la nota - per consentire a tutti gli operatori sanitari e sociosanitari di acquisire le conoscenze e gli strumenti adeguati a garantire risposte integrate e non frammentate a tutela della persona assistita e delle famiglie". Con l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del decreto-legge Pnrr, dopo il coinvolgimento iniziale di 20 province, il progetto, a partire dal primo marzo 2026 viene così esteso a ulteriori 40 territori.
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