Unioncamere, Andrea Prete confermato presidente anche per il prossimo triennio

(Adnkronos) -
I presidenti delle Camere di commercio hanno confermato all’unanimità Andrea Prete alla guida di Unioncamere anche nel prossimo triennio. Andrea Prete, ingegnere, imprenditore, è presidente di Unioncamere dal 21 luglio 2021. Alla guida della Camera di commercio di Salerno dal 2015, è presente nei Csa di Infocamere e Gesac, società di gestione dell’Aeroporto di Napoli. E’ stato componente della Giunta nazionale di Confindustria nel 2006-2009 e ha ricoperto l’incarico di Presidente di Confindustria Salerno (tra il 2003 e il 2007 e tra 2017 e il 2021). Ringraziando l’Assemblea, aperta dal past president, Carlo Sangalli, il presidente Andrea Prete ha indicato gli obiettivi del sistema camerale per il prossimo triennio. 
“Vogliamo semplificare la vita delle aziende - ha detto Prete - partendo dall’expertise del Registro delle imprese e dagli strumenti del sistema camerale che già esistono (come lo Sportello unico per le attività produttive); contribuire alla digitalizzazione delle piccole e medie imprese (670mila quelle già accompagnate dai Punti impresa digitale nel passaggio al 4.0); sostenere l’internazionalizzazione delle Pmi, per aiutare altre imprese, oltre alle 28mila già supportate lo scorso anno, ad affrontare i mercati mondiali; agevolare il mercato del lavoro, accrescendo l’impegno a favore dell’orientamento, della certificazione delle competenze degli studenti e l’ingresso di manodopera straniera adeguatamente formata. Oltre un terzo delle imprese nel prossimo triennio prevede di assumere lavoratori extra-Ue, e di questo il 73% è spinto dalla carenza di lavoratori”, ha sottolineato Prete.  “Ciò è legato al forte disallineamento tra formazione e mondo del lavoro, che oggi interessa quasi un profilo professionale su 2, e all’inverno demografico che stiamo vivendo e che porterà a una riduzione della popolazione under 20 di quasi un quinto al 2070. Il sistema camerale si candida a svolgere dunque un ruolo di facilitatore dell'ingresso di immigrati con profili qualificati. Le Camere possono, infatti, essere la piattaforma di servizio delle associazioni e delle imprese che necessitano di assumere lavoratori formati provenienti dall'estero”, ha detto. “Il rapporto tra noi e i nostri stakeholder deve essere quotidiano. C’è un mondo sui territori che dobbiamo conoscere così da essere vicini alle piccole imprese e alle esigenze locali; conoscendone anche le problematiche”, ha detto ancora il neo rieletto presidente Prete. 
Riguardo all'Ue, ha detto il presidente Prete: “Bisogna ipotizzare un mercato di capitali unico in Europa, per fare sì che molti risparmi non prendano altri lidi diversi da quelli europei”.  
Su proposta del presidente Prete, l’assemblea ha anche rinnovato l’incarico di vice agli otto presidenti di Camere di commercio, componenti dell’Ufficio di presidenza di Unioncamere. La squadra di governo dell’Unione è costituita quindi da: Antonio Paoletti (Venezia Giulia), che mantiene il ruolo di Vice vicario; Klaus Alfieri (Cosenza); Leonardo Bassilichi; (Firenze); Tommaso De Simone (Caserta);Giorgio Mencaroni (Umbria); Giuseppe Riello (Verona); Gino Sabatini (Marche).  ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


La Juventus lancia il canale WhatsApp ufficiale

(Adnkronos) - La Juventus amplia la sua offerta social introducendo un nuovo canale di comunicazione dedicato ai suoi tifosi su WhatsApp. Da oggi, gli appassionati della squadra bianconera hanno la possibilità di iscriversi a questo servizio per ricevere direttamente sul proprio smartphone aggiornamenti e informazioni riguardanti il club. Il nuovo canale WhatsApp è stato concepito per offrire un contatto diretto e costante con la società, permettendo ai tifosi di restare sempre aggiornati su tutto ciò che accade nel mondo Juventus. Attraverso questa piattaforma, i sostenitori potranno ricevere notizie ufficiali, dettagli sulla biglietteria e contenuti speciali relativi ai protagonisti che scendono in campo.  Il lancio mira a creare un'esperienza informativa più mirata e personalizzata, cercando di ridurre la confusione e la dispersione di notizie che spesso caratterizzano altre piattaforme social. L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia della società bianconera, volta a potenziare il coinvolgimento dei tifosi e a sfruttare al meglio le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Quella di aprire un canale sul servizio di messaggistica di Meta è una decisione già presa da diversi club italiani e stranieri. L'Inter e il Verona sono state le prime due società ad annunciare la creazione del proprio canale WhatsApp, già nel 2023, seguite nel 2024 da Milan, Roma, Parma Calcio, Salernitana, Napoli e molti altri. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Fortnite sta per tornare su iPhone e iPad

(Adnkronos) - Epic Games si avvicina al ritorno di Fortnite sui dispositivi iOS in Europa. Dopo aver annunciato che la richiesta di approvazione per l'Epic Games Store era stata respinta da Apple, la situazione si è rapidamente ribaltata: ora, secondo il Ceo di Epic Games, Tim Sweeney, la richiesta è stata accettata. Questa svolta rappresenta un passo importante per i giocatori europei che attendono con ansia di poter scaricare nuovamente Fortnite sui loro iPhone e iPad. Sebbene ci vorranno ancora alcuni mesi prima che l'Epic Games Store sia effettivamente disponibile sui dispositivi iOS in Europa, uno degli ostacoli principali è stato superato. La vicenda fa parte di una più ampia disputa tra Epic Games e Apple. Il contenzioso tra i due colossi è iniziato nell'agosto 2020, quando Epic ha introdotto un sistema di pagamento diretto all'interno di Fortnite, bypassando il sistema di pagamento dell'App Store di Apple, che prevede una commissione del 30 per cento su tutte le transazioni. Apple ha reagito rimuovendo Fortnite dall'App Store, sostenendo che Epic aveva violato le linee guida dell'App Store. Epic ha risposto con una causa legale, accusando Apple di monopolio e pratiche anticoncorrenziali. Il caso ha sollevato importanti questioni su come vengono gestiti gli ecosistemi delle app e i modelli di business delle piattaforme digitali. 

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Torna VinoVip Cortina fra Talk show e wine tasting ad alta quota con 60 aziende

(Adnkronos) - La regina delle Dolomiti si prepara ad accogliere VinoVip Cortina, evento biennale dedicato all’eccellenza enoica italiana, che torna in città per la quattordicesima edizione con un programma ricco di degustazioni, talk show e approfondimenti. Domenica 14 e lunedì 15 luglio il summit, organizzato dalla storica rivista 'Civiltà del bere' guidata da Alessandro Torcoli, vedrà protagoniste 60 tra le più importanti aziende italiane e un parterre di ospiti d’eccezione, che si incontreranno in città per analizzare presente e futuro del mondo del vino.  Sarà il talk show 'Resistenza!' ad inaugurare l’evento alle 15.30 di domenica 14 luglio, presso l’Alexander Girardi Hall: un appuntamento dal titolo provocatorio che sarà un’occasione di confronto e riflessione per operatori e appassionati in cui si parlerà di tendenze proibizioniste, politiche per contrastare il cambiamento climatico e strategie commerciali da adottare in un contesto economico e geopolitico sempre più complesso.  L’incontro sarà aperto da Luigi Moio, presidente dell’Oiv e professore di Enologia all’Università degli studi di Napoli 'Federico II', con il suo intervento 'Una battaglia culturale, una battaglia di civiltà'; a seguire il Master of Wine Andrea Lonardi, che si concentrerà sull’enologia applicata al mercato nel dibattito 'Sintonizzare il brand con il tempo presente e futuro'. Giovanni Bigot, agronomo consulente e ideatore dell’indice Bigot, approfondirà invece il tema della resistenza in vigneto con 'La forza della (bio)diversità', mentre Eugenio Pomarici, professore di Economia all’Università degli studi di Padova, parlerà di 'Resilienza dei distretti viticoli'.  Come da tradizione, a conclusione del talk verrà assegnato il Premio Khail, intitolato al fondatore di 'Civiltà del bere' e consegnato a un personaggio che si è distinto nella valorizzazione del vino italiano nel mondo. Lunedì 15 luglio prosegue il ricco programma di VinoVip con una giornata interamente dedicata alle degustazioni e agli approfondimenti enologici. Alle 9.30 il Grand Hotel Savoia accoglierà la conferenza con degustazione 'Cabernet vs Cabernet', uno speciale focus sui Cabernet Sauvignon e Franc, tra i vitigni più noti e apprezzati nel panorama enologico internazionale. Un gruppo di tecnici e degustatori esperti guiderà i partecipanti in un’indagine approfondita, svelando le caratteristiche viticole ed enologiche dei due Cabernet prima di passare alla degustazione e scoprire tra i banchi d’assaggio, calice alla mano, analogie e differenze che li rendono unici.  Nel pomeriggio, dalle 15.30 alle 19.00 (ingressi fino alle 17.30), VinoVip Cortina 2024 si sposta al Rifugio Faloria per l’evento più atteso della kermesse: il Wine tasting delle Aquile. A oltre duemila metri d’altitudine, le Dolomiti faranno da cornice a questa degustazione esclusiva ad alta quota che vedrà oltre 150 etichette italiane tra vini e distillati, grandi classici e stuzzicanti scoperte. Informazioni e prevendite sono già disponibili sul sito www.vinovipcortina.it. Queste le aziende protagoniste al Faloria: Marchesi Antinori, Argiolas, Banfi, Berlucchi Franciacorta, Bortolomiol, Le Caniette, Casale del Giglio, Castagner, Castello del Terriccio, Castello di Querceto, Cesarini Sforza, Cleto Chiarli, Citra Vini, Nododivino, Collavini, Dei, Elèva, Fèlsina, Fontanafredda, Fonzone, Isole e Olena, Leone de Castris, Livon, Cantine Lvnae, Lungarotti, Mandrarossa, Le Manzane, Masciarelli, Masi Agricola, Tenuta Meraviglia, Mezzacorona, Monteverro, Montezovo, Nino Franco, Nino Negri, Pasqua Vini, Pio Cesare, Planeta, Poggio al Tesoro, PuntoZero, Quintodecimo, Rocca delle Macìe, Rottensteiner, Ruffino, Tenuta San Guido, San Marzano, Tenuta Santa Caterina, Santa Margherita, Cantina Santadi, Santi, Tedeschi, Cantina Terlano - Andriano, Tommasi Family Estates, Umani Ronchi, Velenosi, La Viarte, Villa Bogdano 1880, Villa Sandi, Vite Colte, Zenato, Zorzettig  E questi i 'cavalieri' dei Cabernet: Marchesi Antinori, Banfi, Barollo, Casale del Giglio, Castello del Terriccio, Castello di Bolgheri, Castello di Querceto, Collavini, Il Colombaio di Santa Chiara, Colterenzio - Schreckbichl, Fèlsina, Tenuta Liliana, Maculan, Masciarelli, Tenuta Meraviglia, Mezzacorona, Monteverro, Pasqua Vini, Planeta, Poggio al Tesoro, Rocca delle Macìe, Rottensteiner, Tenuta San Guido, Santi, Tenuta di Arceno, Tua Rita, La Viarte, Villa Sandi, Zenato, Zorzettig. Special guest: Vérité (Sonoma).  ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Disturbi apprendimento, psicologa: "Più diagnosi ma ancora tanto sommerso"

(Adnkronos) - Le diagnosi dei disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa) per i bambini e i ragazzi della scuola primaria e secondaria sono in costante e progressivo aumento da oltre 10 anni. Il numero di alunni con Dsa - secondo gli ultimi dati del ministero dell'Istruzione pubblicati nel 2022 - è passato dallo 0,9% dell’anno scolastico 2010/2011 (anno della legge sul tema) al 5,4% nel 2020/2021. "Questi dati evidenziano una crescita ma sarebbe un errore parlare di fenomeno 'esplosivo' o 'fuori controllo'. Sicuramente c'è più attenzione ma c'è anche molto sommerso ancora", spiega all'Adnkronos Salute Deny Menghini, responsabile Psicologia presso la Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza all'ospedale Bambino Gesù di Roma.  Partiamo dalla dimensione del problema, suggerisce Menghini. "In Italia non esistono veri e propri dati epidemiologici. Ma abbiamo un importante lavoro di letteratura scientifica - pubblicato qualche anno fa su Plos one da un gruppo di ricercatori di diverse università italiane - che ha riportato un'analisi su 11.000 bambini. Valutando solo la presenza di dislessia, tra i piccoli dagli 8 ai 10 anni, si è arrivati ad una percentuale del 3,5%. I dati del del 2021, ultimi disponibili, basati sui certificati che vengono consegnati alla scuola e registrati, ci dicono che rispetto alla dislessia la certificazione fornita è del 2,8%. Siamo quindi ancora parecchio sotto la percentuale di diagnosi 'attese'. Se è vero che è aumentata la rilevazione e la percentuale di bambini che presentano la certificazione alla scuola, non abbiamo, nel complesso, una rilevazione completa dei bambini che hanno questo disturbo".  Inoltre, "gli unici dati della letteratura riguardano la sola dislessia, il solo il disturbo di lettura. Non sappiamo niente rispetto alla prevalenza del disturbo di scrittura o di calcolo in Italia". Difficile e poco utile anche utilizzare dati internazionali. "Per esempio non possiamo dire quanti bambini con dislessia ci sono nel mondo perché è un problema lingua-dipendente". Dal punto di vista della richiesta di certificazione, però, "sicuramente c'è la percezione generale di un aumento di diagnosi che non vuol dire, ribadisco, che il problema stia crescendo".  Rispetto al trend di crescita delle certificazioni è importante ricordare che, aggiunge Menghini, "prima del 2010 in Italia non avevamo una normativa ad hoc sui disturbi dell'apprendimento, avevamo solo delle circolari ministeriali. Molto raramente si presentavano certificazioni. C'era una risposta parziale alle richieste di genitori e scuola, non si potevano applicare misure dispensative e gli strumenti compensativi. In seguito, e in maniera costante, è aumentata la richiesta di valutazione, ma i dati, seppure parziali, ci dicono comunque che le percentuali non sono esagerate".  Va evidenziata però la disomogeneità territoriale. "Abbiamo, come in molti altri ambiti, una situazione a macchia di leopardo. La percentuale di diagnosi che ricevono le scuole, va - a seconda delle Regioni - dal 1% fino al 9%", rimarca.  In ogni caso oggi rileviamo "sicuramente più attenzione a questo tipo di disturbi, dalle elementari all'università. I dati del Miur indicano, poi, un numero superiore di certificazioni nella scuola secondaria rispetto alla scuola primaria. Questo vuol dire che quando ci dovremmo accorgere del problema non lo facciamo in tempo. Lo facciamo in ritardo. Questo è un elemento di riflessione importante", conclude.  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Horizon, la serie Tv su Netflix a rischio cancellazione

(Adnkronos) - Nel 2022, Netflix e Sony avevano annunciato l'adattamento televisivo della serie di videogiochi "Horizon", con Steve Blackman, noto per "The Umbrella Academy", nel ruolo di showrunner. Tuttavia, il destino della serie è ora in dubbio a seguito di accuse di cattiva condotta sul luogo di lavoro rivolte a Blackman. Secondo quanto riportato da Rolling Stone USA, la testata che ha svelato le accuse rivolte a Blackman, sia "Horizon" che un'altra serie fantascientifica in lavorazione, "Orbital", non stanno più progredendo. Non è chiaro se i progetti continueranno senza Blackman o se siano stati completamente cancellati. Un portavoce di Blackman ha risposto alle accuse, affermando che lo showrunner ha "una lunga, continua e stretta collaborazione con Netflix" e che continua a lavorare su nuovi progetti. Ha inoltre aggiunto che Blackman e Netflix avevano firmato un nuovo accordo pluriennale all'inizio di quest'anno. Tuttavia, resta incerto se Netflix manterrà la collaborazione con Blackman dopo le accuse di comportamenti discriminatori emersi durante le quattro stagioni di "The Umbrella Academy" da diverse persone che hanno lavorato con lui. Molte delle accuse sono state fatte in forma anonima per paura di ritorsioni professionali, ma Jesse McKeown, co-showrunner della quarta stagione di "The Umbrella Academy", ha parlato pubblicamente del comportamento di Blackman, unendosi al coro. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Aviaria, allo studio test per bovini e latte crudo in Italia: Iszv valutano rischi

(Adnkronos) - Test sperimentali per la ricerca del virus dell'aviaria su bovini e latte crudo, con l'obiettivo "di produrre dati scientifici utili a una valutazione del rischio e per una precisa diagnosi, qualora dovessero presentarsi eventuali riscontri sul territorio nazionale di casi analoghi a quelli statunitensi". In seguito all diffusione del virus influenzale H5N1 ad alta patogenicità negli allevamenti degli Stati Uniti, gli Istituti zooprofilattici sperimentali delle Venezie (Izsve) e della Lombardia ed Emilia-Romagna (Izsler), che fanno parte della Rete degli zooprofilattici sperimentali italiani, in accordo con il ministero della Salute, si sono infatti resi disponibili a organizzare test sperimentali.  Gli studi, si legge in una nota, "mirano ad ampliare il quadro delle conoscenze scientifiche attualmente a disposizione e a fornire una risposta efficace e tempestiva in caso di rischio sanitario, attraverso metodi di laboratorio validati". Ma, allo stato attuale "non vi è alcuna evidenza di infezione, neanche pregressa, nella popolazione bovina in Europa. La circolazione del virus H5N1 nelle vacche da latte ad oggi è stata segnalata solo negli Stati Uniti". Intanto "nelle ultime settimane il Centro di referenza nazionale per l’influenza aviaria (Crn-Ia) dell’Izsve ha messo a punto test virologici e sierologici per la corretta diagnosi di infezione da virus H5N1 Hpai nei bovini".  Attualmente, "il Centro sta eseguendo un’indagine sierologica per verificare se nei territori italiani dove nelle precedenti stagioni si sono concentrati i focolai di influenza aviaria nel pollame e nei volatili selvatici vi sia stata un’esposizione dei bovini da latte al virus H5N1 ad alta patogenicità, mediante la ricerca di anticorpi specifici nel loro sangue". Ad oggi, sono stati esaminati oltre 3.200 bovini delle province di Verona, Vicenza e Padova, tutti con esito negativo. Le analisi condotte negli Stati Uniti hanno evidenziato che l’infezione dei bovini da latte determina la presenza del virus nel latte prodotto durante l’infezione. Per prevenire la trasmissione del virus all’uomo, le autorità statunitensi hanno disposto che il latte e tutti i derivati provenienti dagli allevamenti infetti siano sottoposti a pastorizzazione. Questa misura di trattamento termico del latte è considerata idonea a rendere non attivo il virus infettante eventualmente presente. Nel nostro Paese vengono prodotti formaggi anche a partire da latte non pastorizzato, tra questi i formaggi a latte crudo stagionati, di grande rilevanza nel panorama agroalimentare nazionale e internazionale.  Il processo produttivo di questi formaggi prevede una serie di passaggi che, sulla scorta di numerosi studi condotti in precedenza su altri microrganismi, appaiono idonei a eliminare l’infettività del virus qualora anche allevamenti da latte italiani dovessero infettarsi. Queste fasi con potere inattivante sono la scrematura iniziale del latte, la coagulazione, la cottura e la giacenza sotto siero della cagliata, la salagione del formaggio e la sua stagionatura per molti mesi o persino anni. Al fine di fornire evidenze scientifiche della effettiva capacità di ridurre adeguatamente il rischio infettante, l’Izsler sta conducendo sperimentazioni per misurare l’abbattimento del virus nel processo di produzione dei formaggi a latte crudo stagionati. I risultati preliminari indicano come già con la sola componente termica del processo si ottiene un deciso abbattimento della carica virale nel latte. Aggiornamenti sui risultati preliminari della sorveglianza negli animali e delle attività sperimentali sul latte crudo saranno comunicati nelle prossime settimane", continua la nota ribadendo che "sulla base delle informazioni fin qui raccolte l’Oms continua a ritenere basso il rischio attuale per la popolazione umana rappresentato dal virus H5N1 e da basso a moderato il rischio per le persone che possono essere esposte ad animali infetti, come allevatori, veterinari e operatori del settore". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Apple e Lewis Hamilton producono il film sulla F1 più costoso di sempre

(Adnkronos) - Apple ha svelato il titolo del suo attesissimo film sulla Formula 1, e non è particolarmente lungo né sorprendente: "F1". Con un budget stimato che ha superato i 300 milioni di dollari, promette di essere uno dei progetti cinematografici più costosi della storia recente. Il primo teaser del film debutterà questo weekend, offrendo al pubblico un assaggio di ciò che li aspetta. Apple ha condiviso un poster promozionale che conferma il titolo piuttosto didascalico ma efficace del film. Brad Pitt sarà il protagonista, interpretando un ex pilota di Formula 1 che torna alle competizioni, cercando di riconquistare la gloria perduta. La produzione del film è supervisionata anche dal co-produttore Lewis Hamilton, sette volte campione di Formula 1, che ha avuto un ruolo chiave nel portare autenticità e realismo alla pellicola. Nonostante le critiche sul budget esorbitante, Hamilton ha minimizzato, lasciando intendere che il suo cachet per la consulenza non è affatto esagerato. Con un cast stellare e un team di produzione di primo livello, "F1" si preannuncia come un imperdibile evento cinematografico, capace di attirare sia i fan della Formula 1 che gli amanti del grande schermo. Per vederlo sarà ncessario attendere un altro anno, visto che arriverà nelle sale nell'estate del 2025. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sanità, chirurghi: "Giovani fuggono da professione, rischio sale operatorie chiuse"

(Adnkronos) - “Contenzioso medico legale, turni massacranti, formazione insufficiente, scarso riconoscimento economico: le Istituzioni nazionali e regionali devono farsi carico del problema dei giovani che non scelgono più le specializzazioni in chirurgia. Se nel 2023 quasi il 55% delle borse di studio per la specializzazione in Chirurgia generale non è stato assegnato, significa che c’è un problema enorme in questo Paese: tra qualche anno, non tra decenni, le sale operatorie chiuderanno per assenza di chirurghi. Un’assenza evidentemente voluta da qualcuno, non scelta dai nostri ragazzi. Perché un sistema che non si preoccupa dello scenario attuale, delle difficoltà che contornano chi sceglie questa professione, è un sistema destinato a fallire. E fallirà perché i giovani sceglieranno altre branche della medicina, oppure lavoreranno nel privato o, peggio, andranno all’estero mentre noi, già oggi, passiamo il tempo a reclutare personale sanitario dall’estero. Tutto questo è paradossale". Lo afferma il neo-presidente dell’Associazione chirurghi ospedalieri italiani (Acoi), Vincenzo Bottino, annunciando in una nota la richiesta di incontri, dalla prossima settimana, al presidente del Consiglio Giorgia Meloni e a tutti i presidenti di Regione.  "Vogliamo chiarire a chi governa il Paese - sottolinea - che le scelte che verranno fatte oggi incideranno violentemente sulla vita delle persone. Se le cose continueranno così i cittadini di molte regioni italiane si troveranno tra pochi anni di fronte a sale operatorie chiuse". L’Acoi, "la più grande società scientifica di chirurgia ospedaliera italiana, ovviamente farà come sempre la sua parte - chiosa Bottino - già dal prossimo autunno costruiremo appuntamenti di confronto, formativi, di sensibilizzazione verso gli studenti, verso le associazioni dei pazienti e verso le Istituzioni per far comprendere il rischio reale che sta correndo il Servizio sanitario nazionale ma anche per ringraziare i giovani chirurghi per il coraggio, l’abnegazione, per il senso che danno alla nostra professione, cioè salvare vite umane. Ma ci aspettiamo il massimo dell’impegno anche dalle Istituzioni”. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sanità, psichiatri: "Dopo Covid +30% depressi, suicidi coinvolgono affetti cari"

(Adnkronos) - "Dopo il Covid abbiamo assistito ad un aumento del 30% dei casi di depressione. Succede purtroppo" - oggi la tragedia della mamma di Rimini e del suo bimbo, ma a gennaio a Ravenna un caso simile, con una madre che si è gettata nel vuoto con la figlia e il cagnolino - "che le persone che ne soffrono commettano suicidi o omicidi. C'è un desiderio di togliersi la vita, un'ansia perenne e una angoscia profonda. Questo stato d'animo porta le persone che soffrono di depressione a coinvolgere anche gli affetti più cari, come i figli, per non lasciarli soli in una vita che ormai considerano solo di sofferenze. La depressione non arriva dall'oggi al domani, ma è uno stato d'animo continuo che può durare anni e ha anche segnali nel fisico. Ma è ancora uno stigma, le persone non chiedono aiuto ed è come indossare sempre un paio di occhiali neri che impediscono di vedere i colori della vita'". Lo spiega all'Adnkronos Salute Emi Bondi, presidente della Sip, la Società italiana di psichiatria.  "Chi è depresso ha una alterazione del tempo, ovvero è convinto che lo stato in cui vive durerà per sempre - continua la presidente degli psichiatri - e non riesce più a vedersi 'fuori' dalla malatita. Noi valutiamo con il nostro cervello le situazioni, ma se non stiamo bene perdiamo la capacità di valutare quello che sta succedendo, non è facile capire questo stato d'animo". La famiglia può intercettare alcuni segnali d'allarme? "Non è sempre facile, ci sono tanti fattori che incidono - risponde Bondi - ma chi sta vicino a queste persone che soffrono deve provare a capirle e aiutarle".  Il Servizio sanitario nazionale cosa offre alle persone che soffrono di depressione? "Ci sono i centri dedicati alla salute mentale - ricorda Bondi - dove le persone possono trovare il personale specializzato. A volte è vero che chi sta male si chiude in se stesso, non vede speranze per il futuro e non bussa alla porta di un centro. Un aiuto - conclude - può arrivare anche dal medico di famiglia che può intercettare alcuni segnali e magari indirizzare il suo assistito verso uno specialista".  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)