Ora solare, petizione medici ambiente contro switch: "Ecco gli effetti negativi"
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Nella notte tra sabato 26 ottobre e domenica 27 ottobre gli italiani dovranno dire addio all'ora legale, con il ritorno dell'ora solare: le lancette dell'orologio andranno spostate un'ora indietro, con le giornate che di conseguenza si accorceranno di sera per l'arrivo anticipato del buio. "Un cambiamento che ha effetti negativi su più fronti, su salute e ambiente" è l'allarme della Società italiana di medicina ambientale (Sima) e Consumerismo No Profit, che hanno promosso una raccolta firme per chiedere al Governo l'ora legale permanente (la petizione). "In 350mila italiani chiedono lo stop al passaggio ora legale/ora solare e hanno firmato l'apposita petizione online lanciata su Change.org", riportano i promotori in una nota. "Il passaggio ora legale/ora solare e viceversa determina ripercussioni negative sulla salute umana - spiega il presidente Sima, Alessandro Miani - Si altera la ritmicità circadiana, ossia l'orologio biologico del nostro organismo che, in assenza di segnali provenienti dall'ambiente esterno, completa il proprio ciclo in circa 24 ore. Il mancato rispetto di questi ritmi naturali ha effetti sulla pressione arteriosa e la frequenza cardiaca: diversi studi hanno attestato una correlazione tra cambio di orario e patologie cardiache, con l'Università di Stoccolma che ha riportato un'incidenza del +4% di attacchi cardiaci nella settimana successiva all'introduzione dell'ora solare". Inoltre, "si registrano problemi del sonno in una consistente fetta di popolazione, con conseguenze negative su concentrazione e umore e quindi su rendimento scolastico, efficienza sul lavoro, relazioni personali - aggiunge Miani - Altri studi hanno poi certificato una correlazione tra il passaggio da ora legale a ora solare e l'incremento di incidentalità stradale e sul lavoro: ad esempio, nei periodi di ora legale è stata registrata una diminuzione fino al -13% degli incidenti a danno di pedoni, connessa all'aumento della visibilità lungo le strade nelle ore serali. Mentre una ricerca condotta in Australia ha perfino riscontrato un aumento dei suicidi nelle prime settimane di cambiamento dell'orario. Senza parlare delle possibili conseguenze sulla criminalità: con l'ora solare si allungano le ore di buio serali, quelle in cui si concentrano furti, rapine e altri reati". Per questo "chiediamo al Governo Meloni di impegnarsi per arrivare in Italia all'abbandono definitivo dell'ora solare adottando l'orario legale tutto l'anno - conclude Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo - Una possibilità prevista dall'Unione europea che già nel 2019 ha approvato una direttiva che lascia ampia discrezionalità agli Stati membri, auspicando un coordinamento tra le varie nazioni per evitare ripercussioni sugli scambi commerciali e i movimenti transfrontalieri". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Torino, neonato salvato da cecità con intervento 3D 'unico al mondo'
(Adnkronos) - Un neonato di 40 giorni è stato salvato dalla cecità con un intervento di chirurgia in entrambi gli occhi utilizzando la tecnologia in 3D. L'operazione, eseguita nel reparto di oculistica delle Molinette della Città della Salute di Torino, è il primo intervento al mondo che ha utilizzato questo tipo di chirurgia su un bimbo di pochi giorni, spiegano dall'ospedale. Il piccolo era affetto da cataratta congenita associata a una rarissima e grave patologia della parte posteriore dell'occhio, causata da un incompleto sviluppo anatomico dell'occhio. Alla nascita il bimbo non presentava alcun problema di salute, ma già nei primissimi giorni di vita è stata rilevata la presenza di un anomalo riflesso bianco, leucocoria, in corrispondenza della pupilla, che ha consentito un intervento tempestivo per garantire un possibile sviluppo della capacità visiva. Se infatti non si fosse intervenuti entro pochi giorni, il bambino sarebbe inevitabilmente andato incontro a una condizione di cecità, senza possibilità successiva di un recupero della vista. Dopo l'operazione, il piccolo paziente sarà sottoposto a monitoraggio postoperatorio per valutare la risposta dell'occhio alla chirurgia e garantire il miglior recupero visivo possibile. "La tempestività dell'intervento e la competenza degli specialisti di tutti gli ospedali della Città della Salute di Torino sono state determinanti per offrire al neonato una possibilità concreta di vedere la bellezza del mondo attorno a sé", ha commentato Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte. Giovanni La Valle, direttore generale della Città della Salute di Torino, ha aggiunto: "L'intervento rappresenta un esempio significativo dei progressi della chirurgia oculistica e di come l'utilizzo delle innovazioni tecnologiche alla Città della Salute di Torino permettano di affrontare i casi più complessi, fino a poco tempo fa ritenuti non trattabili". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Violenza su donne, caccia alle cicatrici nel Dna, appello Iss a donare sangue
(Adnkronos) - "Il dolore di chi ha subito violenza è spesso invisibile, eppure è inciso nel suo Dna. Vogliamo studiarlo ancora per riscrivere la storia di chi lo ha vissuto, per riparare le sue ferite. Ci può aiutare una goccia del sangue di tutte le donne". L'Istituto superiore di sanità annuncia la seconda fase del progetto EpiWe, che va a caccia delle 'cicatrici genetiche' della violenza di genere per riuscire a prevenirne gli effetti, e lancia un video-appello alla popolazione femminile: c'è bisogno di voi, di te, "aiuta chi ha subito violenza a riprendersi il futuro. Per donare il tuo campione di sangue scrivi a epi_we@iss.it". Il breve filmato, prodotto dall'Iss e presentato oggi in anteprima durante il convegno 'Epigenomica della violenza sulle donne, studio multicentrico', verrà diffuso in ambienti sanitari come Asl e ambulatori dei medici di famiglia, ma anche nelle librerie, nei supermercati e in altri punti di incontro e di aggregazione. "La violenza lascia cicatrici sul Dna delle donne che la subiscono. Capire fino a che punto queste modifiche si estendano all'interno del genoma delle vittime, e quanto durano i loro effetti nel tempo, potrebbe essere la chiave per mettere in atto una prevenzione 'di precisione'". L'Iss spiega così il senso del progetto EpiWe (Epigenetics for Women) il cui studio pilota, pubblicato nel 2023 e promosso dall'istituto in collaborazione con l'università Statale e la Fondazione Irccs Policlinico di Milano, aveva già dimostrato che "la violenza è in grado di alterare a livello epigenetico i geni delle donne vittime di violenza, modificandone cioè non la struttura, ma l'espressione". Proprio "quei risultati preliminari, che erano stati ottenuti analizzando un pannello di 10 geni - riferisce Simona Gaudi coordinatrice di EpiWe e ricercatrice del Dipartimento Ambiente e Salute dell'Iss - sono stati il punto di partenza per lo sviluppo dello studio multicentrico che prende il via grazie all'accordo di collaborazione tra ministero della Salute-Centro nazionale per la prevenzione ed il controllo delle malattie (Ccm) e l'Iss". La nuova fase del progetto - illustra l'istituto - coinvolgerà 7 unità operative in 5 regioni: Lazio, Lombardia, Campania, Puglia e Liguria. Grazie alla medicina territoriale e ai suoi ambulatori, a pronto soccorso, case antiviolenza e Asl, le donne vittime di violenza relazionale o sessuale saranno informate sulla possibilità di donare un loro campione biologico e di tornare per valutare nel tempo la possibile variazione epigenomica attraverso la raccolta di più campioni, per intercettare in ognuna il prima possibile gli eventuali danni di salute, intervenendo a livello multidisciplinare e integrato per prevenirli. L'obiettivo è riuscire a coinvolgere il maggior numero possibile di donne con prelievi di sangue almeno per 18 mesi, per 4 prelievi in totale, uno ogni 6 mesi. Al momento del prelievo e nei richiami del follow-up, i campioni biologici saranno corredati con una serie di dati sul benessere psicofisico, con particolare riguardo alle patologie stress-correlate. Per la raccolta dati è stata sviluppata una scheda informatica ad hoc, che consiste di 4 domande di contesto, 5 domande per indagare il rischio di recidiva violenta, quindi un questionario di 18 domande per individuare un'eventuale sindrome da stress post traumatico. "Quello che stiamo dimostrando a livello territoriale - sottolinea Gaudi - è che la violenza influisce sulla salute del genoma in un modo tale che i suoi effetti a volte si manifestano 10-20 anni dopo. Questo ci dicono i dati. Ma a noi vogliamo dare supporti molecolari a questi dati, in modo tale che analizzando tutto il profilo dell'epigenoma nel tempo saremo in grado di dire che quella donna potrebbe avere un maggiore suscettibilità a sviluppare un tumore all'ovaio o una malattia cardiovascolare o una patologia autoimmune". "La violenza contro le donne è un problema di salute pubblica globale persistente che riguarda tutte le classi sociali e le etnie, con una notevole influenza negativa sulla salute delle donne - commenta Rocco Bellantone, presidente dell'Iss - L'individuazione precoce, gli interventi adeguati e la cooperazione multidisciplinare sono fattori cruciali per contrastare la violenza di genere. La ricerca pubblica e la sanità pubblica svolgono un ruolo centrale nell'individuazione dei fattori di rischio e di protezione, e nella comprensione del legame tra la violenza e gli effetti a lungo termine sulla salute delle donne. Questo lavoro transdisciplinare ha come obiettivo principale quello di proporre una serie di strategie innovative e/o d'interconnessione, per garantire alla donna che ha subito violenza un'assistenza di lungo periodo così da contrastare e limitare l'insorgenza di patologie croniche e non trasmissibili che potrebbero avere origine proprio dal trauma subito. La sanità pubblica - rimarca Bellantone - riveste un ruolo centrale nell'identificare i fattori di rischio e di protezione e nel rafforzare la ricerca. E l'Iss, con le sue ricercatrici e i suoi ricercatori, supporta programmi e azioni al fine di garantire a tutte le donne e a tutte le ragazze una vita senza violenza e senza le sue conseguenze sulla salute". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Gemelli Roma, un documentario per raccontare le patologie neuromuscolari
(Adnkronos) - Enrico, Maddalena, Sebastian, Giorgiana, Nicolò, Sara: sono loro le storie che animano il documentario 'La strada verso l'indipendenza' promosso dalla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, con il contributo incondizionato di Novartis, Sarepta, Biogen, Roche e Italfarmaco. Obiettivo dell'iniziativa: raccontare la vita di sei ragazze e ragazzi che scoprono le tappe della vita e che convivono con patologie neuromuscolari. Enrico si prepara a vivere gli esami di maturità e salutare l’esperienza arricchente degli anni del liceo; Maddalena ha lasciato la Sardegna, sua terra di origine, per formarsi a Milano vivendo le sfide e opportunità di una nuova vita in un nuovo luogo; Sebastian usa la creatività come strumento di costruzione del suo futuro a Chihuahua in Messico; Giorgiana è prossima alla laurea in una disciplina che unisce il suo interesse per l’economia all’ambito sanitario con cui si è confrontata fin dall’infanzia; Nicolò cresce nel mondo del lavoro supportato dai colleghi e dalla sua famiglia; Sara esplora Madrid e la sua rete sociale svolgendo il suo tirocinio tra coloro che hanno bisogno di ascolto e sostegno. "La distrofia muscolare di Duchenne e l’atrofia muscolare spinale sono entrambe patologie genetiche rare per le quali negli ultimi anni sono stati compiuti importanti passi, grazie alla ricerca e ai nuovi standard di cura che hanno aumentato la sopravvivenza e migliorato molti aspetti funzionali - dichiara Eugenio Mercuri, Direttore del Dipartimento Scienze della salute della donna, del bambino e di sanità pubblica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs e professore ordinario di Neuropsichiatria infantile all’Università Cattolica - Come clinici e ricercatori siamo cresciuti insieme ai bambini, oggi giovani adulti pronti a esplorare il mondo e la vita nel loro percorso verso l’indipendenza". Un’indipendenza che richiede impegno, coraggio, supporto, sfide da affrontare e soluzioni da cercare. "In questo documentario abbiamo voluto riportare tante tappe, emozioni, esperienze che appartengono alla vita dei nostri ragazzi - spiega Nicoletta Madia referente progettazione pediatrica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs e alla direzione del documentario - I messaggi che con tutti i ragazzi vogliamo lanciare in questo racconto durato un anno, ci conducono verso la forza della vita oltre la presenza della patologia, lo studio come elemento centrale nella formazione dell’essere umano, l’autodeterminazione, l’inclusione, la meraviglia delle relazioni umane e l’energia delle passioni". Il documentario è disponibile da oggi sul canale Youtube del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS al seguente link: https://youtu.be/aLx8cgtCWYY ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Usare l'olfatto come 'cura', caschetto hi-tech del Gemelli al Maker Faire Roma
(Adnkronos) - Studiare l'olfatto e le sue innumerevoli influenze sul cervello per aiutare i pazienti colpiti da altre malattie con il potenziale, ancora inesplorato, della riabilitazione olfattiva. "Il nostro progetto 'Neuroscent' ha come obiettivo lo studio della capacità olfattiva oggettiva e, inoltre, la valutazione gustativa, che utilizza la classificazione basata su Ia e machine learning delle misurazioni con elettroencefalogramma (Eeg). Approfondire questi aspetti è importante, vediamo quello che è accaduto con il Covid e la perdita di olfatto, ma anche per i danni che provoca il raffreddore virale o la poliposi nasale. Dallo studiare l'olfatto e i suoi effetti sul cervello possiamo aiutare chi è affetto dal dolore cronico, dalla demenza senile, dal Parkinson, chi ha avuto il trauma cerebrale. Abbiamo visto che la stimolazione olfattiva aiuta a migliorare o aiutare l'attività cognitiva e quindi l'olfatto puro essere usato come una 'cura' per questi pazienti". Lo spiega all'Adnkronos Salute Giulio Cesare Passali, professore aggregato di Clinica Otorinolaringoiatrica della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs di Roma. 'Neuroscent' sarà presentato alla fiera degli inventori Maker Faire Rome che si apre oggi nella Capitale.
Lo studio pilota del progetto Neuroscent si è aggiudicato 1 mln di euro dal Pnrr. "Quello che presentiamo oggi è l'evoluzione del lavoro già al Maker Faire lo scorso anno, che è stato implementato. Abbiamo approfondito la ricerca - illustra Passali - usando sempre il nostro caschetto con oltre 50 elettrodi, che ci permette di sviluppare un software in grado di leggere le onde elettroencefalografiche stimolate dagli odori. Registriamo e misuriamo con l'Eeg". Il lavoro avviva quasi a 'fotografare' l'attività elettrica cerebrale mentre sente gli odori. L'obiettivo "è mettere a punto uno strumento che possa supportare la riabilitazione olfattiva come terapia complementare per la gestione del dolore cronico e chi ha problemi con l'olfatto", sottolinea Passali. Fino ad oggi, per dimostrare "che una persona ha perso l'olfatto, si usano le stesse analisi statistiche di 40 anni fa. Noi vogliamo dimostrare che è possibile avere un dispositivo in grado di dare risultati scientificamente corretti", precisa Passali che aggiunge: "Per il nostro studio, che si è aggiudicato un 1 mln di euro di finanziamento del Pnrr, arruoleremo 1.000 soggetti sani". Il lavoro è stato coordinato da Passali, da Giuseppe Maulucci (Dipartimento di Neuroscienze) e Mariaconsiglia Santantonio, otorinolaringoiatra. Il progetto ha coinvolto altri 'cervelli' del Gemelli-Cattolica: Jacopo Galli dell'Istituto di Otorino e Marco De Spirito dell'Istituto di Fisica applicata. "Vogliamo ringraziare Antonio Gasbarrini, preside della Facoltà di Medicina, e il professor Giovanni Scambia, direttore scientifico Fondazione Policlinico Universitario A Gemelli Irccs", rimarca Passali. Alessio Abeltino e Cassandra Serantoni sono stati gli sperimentatori di Neuroscent.
Un secondo fronte del progetto Neuroscent è stato condotto da Anna Rita Fetoni, direttrice della Uoc di Audiologia dell'Università Federico II di Napoli. "Abbiamo voluto indagare la relazione tra tinnito e disturbi olfattivi in un'ottica olistica che vede i sistemi sensoriali armoniosamente integrati nel contesto delle aree sottocorticali e del sistema limbico, laddove ogni sensazione produce una propria impronta nel vasto mare delle emozioni e dei ricordi. Per questo - aggiunge Passali - eseguiremo, oltre all'insieme dei test previsti per la valutazione olfattiva, in un sottogruppo di pazienti anche test uditivi volti a identificare eventuali cause dell'acufene riferito che è certamente un sintomo di frequente riscontro nella popolazione generale, arrivando a colpire 6 milione di persone in Italia". Infine, c'è anche un risvolto economico nel futuro di Neuroscent. "Con il Covid, ma accade anche dopo incidenti, viene denunciata dal lavoratore la perdita dell'olfatto. Il nostro dispositivo - conclude Passali - potrebbe essere d'aiuto nelle cause di lavoro che l'Inail si trova ad avere perché può stabilire se c'è questa perdita dell'olfatto". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Vetro italiano 'net zero' costerà 15 miliardi al 2050
(Adnkronos) - Il percorso di decarbonizzazione pianificato dall’Ue per il 2050 comporterà per il settore del vetro una trasformazione radicale nel modo di produrre i manufatti e di utilizzare l’energia, richiedendo nuove tecnologie, infrastrutture adeguate e investimenti ingenti, stimati in almeno 15 miliardi di euro per raggiungere il net zero al 2050. L’industria italiana del vetro, seconda manifattura europea con circa 29mila occupati diretti ad alta specializzazione, nel corso del Convegno 'La transizione ecologica del vetro' ha aperto una riflessione con tutti gli stakeholder e il mondo istituzionale non solo sulle strategie e le tecnologie che le industrie dovranno mettere in campo, ma anche sugli impatti, organizzativi, sociali ed economici, di questo percorso di decarbonizzazione. "La transizione dell’industria del vetro potrà avere successo - avverte Assovetro in una nota - senza mettere a rischio la competitività industriale, solo con politiche e regolamenti governativi adeguati e calibrati, una chiara e condivisa programmazione degli interventi, incentivi per l’adozione di tecnologie pulite (Ccs, idrogeno, energia verde) sia alla domanda che alla produzione, supporto a ricerca e sviluppo, realizzazione delle necessarie infrastrutture (trasporto CO2, idrogeno e potenziamento rete elettrica)". Il Convegno è stato anche l’occasione per illustrare lo studio realizzato da Assovetro in collaborazione con Kpmg sugli scenari possibili di decarbonizzazione e presentare le proposte avanzate da Assovetro al governo. “Oggi le produzioni di vetro italiane - ha detto il presidente di Assovetro, Marco Ravasi - sono leader a livello europeo nell’efficienza energetica e nel riciclo. Le aziende hanno piani di investimento per la riduzione delle proprie emissioni di CO2 e tutte stanno investendo in tecnologie innovative. Ma non possiamo fare tutto da soli, né da un punto di vista di risorse né da un punto di vista di programmazione, senza mettere a rischio la nostra competitività: il solo mercato non può guidare questo cambiamento. È necessario che il legislatore si muova con coerenza e gradualità. Senza una roadmap italiana e una guida dell’Europa, si correrà il pericolo di delocalizzare un’industria strategica in Paesi con standard ambientali e sociali più bassi, creando e non risolvendo i problemi”. LO STUDIO - Lo Studio oltre a fornire un quadro della legislazione Ue sulla decarbonizzazione, esamina emissioni, consumi, strategie, e costi del percorso per centrare l’obiettivo zero emissioni dell’industria del vetro. Nel 2022 le emissioni di CO2, dirette ed indirette, sono state pari a 3.739.539 t/CO2 eq e, in uno scenario business as usual, al 2050 diminuirebbero di poco (3.667.603 t/CO2 eq) anche a causa del previsto aumento delle produzioni: il decremento è dovuto alla riduzione delle emissioni Scope2, quelle derivanti dall’energia elettrica utilizzata nei processi produttivi, mentre le emissioni Scope 1, quelle che derivano dal processo di vetrificazione e dalla combustione dei combustibili fossili nei forni, aumenterebbero, senza interventi, del 22% entro il 2035 e del 7% entro il 2050, seguendo l’aumento delle produzioni e mettendo così in evidenza l'urgenza di azioni per la decarbonizzazione del settore. Per arrivare al target zero emissioni al 2050, lo studio prende in considerazione sei leve di decarbonizzazione (efficientamento energetico, maggiore utilizzo del rottame, ulteriore elettrificazione, green fuels, tecnologie Ccs e Ccus, utilizzo di materie prime decarbonate) utilizzate in mix variabili in due principali scenari. Il primo scenario è la 'strategia Green Fuels' con un utilizzo predominante di combustibili verdi (biometano, idrogeno) integrato dalla tecnologia Ccs per eliminare le emissioni residuali di CO2, derivanti della reazione di vetrificazione nei forni, legate alle materie prime utilizzate per fabbricare il vetro, indipendentemente dal vettore energetico. Il secondo è la 'strategia Ccs' (trasporto, stoccaggio o riutilizzo della CO2) che prevede ancora l’utilizzo del gas naturale di origine fossile e un ruolo centrale della tecnologia Ccs, a partire dal 2035. Al 2050 i consumi elettrici aumenteranno nella strategia Green Fuels del 387% a causa dell’elettrificazione dei forni e della produzione di idrogeno verde, mentre nella strategia Ccs del 189%. Per arrivare a zero emissioni al 2050 con una produzione stimata di vetro di circa 8,2 milioni di tonnellate l’anno, secondo la strategia Green Fuels i costi al 2050 subiranno un aumento di circa 122,24 euro/tonnellata di vetro prodotto e, in valore assoluto, di circa un miliardo di euro all’anno, mentre secondo la strategia Ccs, il costo incrementale potrebbe fermarsi a circa 75,52 euro/tonnellata di vetro prodotto e in valore assoluto a 620 milioni di euro/anno. Tuttavia occorre ricordare che tale strategia prevederebbe la realizzazione di una infrastruttura capillare (i cui costi allo stato attuale potrebbero essere sottostimati) e la possibilità di utilizzare gas naturale fossile. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
OxygenOS 15: OnePlus punta su velocità, intelligenza artificiale e design
(Adnkronos) - OnePlus ha appena lanciato OxygenOS 15, il suo nuovo sistema operativo che mira a rendere l'esperienza utente ancora più fluida e intuitiva. Per raggiungere questo obiettivo, l'azienda si è concentrata su velocità, intelligenza artificiale e design. OxygenOS 15 promette di essere incredibilmente veloce e reattivo grazie a una nuova tecnologia chiamata "Parallel Processing". Questa tecnologia ottimizza le animazioni e le transizioni tra le app, eliminando i fastidiosi rallentamenti che a volte si verificano quando si passa da un'applicazione all'altra. Inoltre, OnePlus è riuscita a ridurre lo spazio occupato dal sistema operativo, liberando così memoria preziosa per app e file. L'intelligenza artificiale è un altro elemento chiave di OxygenOS 15. Ora è possibile migliorare le foto con strumenti come AI Detail Boost, che aumenta la risoluzione delle immagini, AI Unblur, che corregge le foto sfocate, e AI Reflection Eraser, che elimina i riflessi indesiderati. Ma l'IA non si limita alle foto: la nuova funzione Intelligent Search permette di effettuare ricerche sul dispositivo utilizzando il linguaggio naturale, mentre Cerchia e cerca con Google consente di trovare rapidamente immagini o testo sullo schermo semplicemente disegnando un cerchio. E ancora, AI Notes offre funzionalità di formattazione automatica e trascrizione vocale, mentre AI Reply genera risposte automatiche nei messaggi. Infine, OxygenOS 15 integra Google Gemini, un potente assistente AI per la produttività e la creatività, che permette anche di interagire tramite comandi vocali grazie a Gemini Live. Anche il design di OxygenOS 15 è stato rinnovato. L'interfaccia utente è stata resa più intuitiva e accattivante con nuove animazioni, icone e opzioni di personalizzazione. Tra le novità, spicca la funzione "Share with iPhone" che semplifica la condivisione di file tra dispositivi OnePlus e iPhone. Naturalmente, OnePlus non ha trascurato la sicurezza. OxygenOS 15 include funzionalità avanzate come la rilevazione delle minacce in tempo reale di Google Play Protect e meccanismi di protezione antifurto ancora più efficaci. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Il treno di Zelda arriva a Lucca Comics & Games
(Adnkronos) - In occasione dell’edizione 2024 di Lucca Comics & Games, la storica serie di videogiochi “The Legend of Zelda” sarà protagonista di una particolare iniziativa di Nintendo e Trenitalia Regionale. Un treno regionale in livrea speciale, ispirato al capitolo “The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom” per Switch, raggiungerà la città di Lucca per offrire ai visitatori un’esperienza unica nel panorama italiano. Dopo una serie di tappe che hanno attraversato diverse città italiane, tra cui Roma e Napoli, questo convoglio celebrativo si fermerà il 30 ottobre presso il binario 1 della stazione di Lucca, dalle ore 10:00 alle 14:00, dove sarà visitabile gratuitamente. L’iniziativa intende omaggiare un franchise che ha segnato profondamente la cultura videoludica, coinvolgendo generazioni di appassionati in tutto il mondo. Il treno, con la sua iconica decorazione, richiama l’estetica del regno di Hyrule e permette di immergersi nei temi e nell’immaginario che caratterizzano “The Legend of Zelda”. Al binario 1, i primi 150 visitatori che presenteranno un biglietto riservato gratuitamente tramite link dedicati avranno la possibilità di incontrare due importanti content creator: Davide Vix, dalle 10:00 alle 11:30, e PlayerInside, dalle 11:30 alle 13:00. Gli ospiti, inoltre, potranno ricevere gadget in edizione limitata, creati appositamente per questo evento. Parallelamente all’esposizione presso la stazione, Nintendo sarà presente con un’area dedicata all’interno del festival. La consueta Piazza Bernardini ospiterà infatti il Nintendo Pop-Up Store italiano, una novità di quest’anno, dove i fan potranno acquistare prodotti esclusivi legati ai personaggi e mondi più iconici del brand. Inoltre, il Giardino degli Osservanti offrirà ai visitatori la possibilità di esplorare l’universo di “Pikmin”, grazie ad attività interattive incentrate sui titoli “Pikmin 4” e “Pikmin Bloom”. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Enzo Mattioli Ferrari Presidente di Cavallino Inc.
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Enzo Mattioli Ferrari è un vero appassionato ed esperto del settore automobilistico d’epoca. Discendente diretto di Enzo Ferrari e nipote di Piero, Enzo Mattioli Ferrari è Amministratore Delegato di Ferrari Family Investments e fiduciario del Piero Ferrari Trust.
La decisione di investire in Cavallino Inc., società che dal 1978 pubblica la rivista bimestrale Cavallino e dal 1992 organizza l’esclusivo Concorso d’Eleganza Palm Beach Ferrari Classic, rientra nel progetto della famiglia Ferrari di presenziare il mondo dedicato alle storiche auto d’epoca del Cavallino Rampante. Conservare perfettamente l’eredità lasciata da Enzo Ferrari, dalle sue auto alla sua storia, esemplari la cui autenticità è di primaria importanza. Con l’investimento in Cavallino Inc. la presenza nel mondo dell’editoria del Brand di Maranello è globale. La rivista bimestrale è stata pubblicata per la prima volta nel 1978. È la più autorevole fonte di informazioni sul mondo delle Ferrari Classiche. “Credo fortemente nel progetto Cavallino e per questo sono entusiasta di partecipare al suo sviluppo e alla sua crescita, non solo con un investimento finanziario, ma con un coinvolgimento strategico”, ha dichiarato Enzo Mattioli Ferrari
dopo essere stato nominato Presidente di Cavallino.
“Per la mia famiglia il Cavallino Rampante è, da sempre, un simbolo della nostra storia imprenditoriale, sportiva e culturale.
Cavallino ha una missione cruciale: alimentare la passione per il Cavallino Rampante e contribuire a proteggere l'eredità della Ferrari, sostenendo e promuovendo al contempo la continua crescita del settore delle auto d'epoca”.
Luigi Orlandini continuerà a ricoprire la carica di Chairman of the Board of Directors e Amministratore Delegato di Cavallino.
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Nuovo Dacia Duster, Auto Europa 2025
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Nuovo Dacia Duster si è aggiudicato il premio Auto Europa 2025. Un riconoscimento che nasce sulla base dei requisiti di innovazione, design, qualità ed economia di esercizio e che viene assegnato esclusivamente ad auto prodotte in Europa. È la prima volta che Dacia conquista il premio Auto Europa 2025.
Ad eleggerla i giornalisti specializzati del settore che sono iscritti alla UIGA (Unione Italiana Giornalisti dell’Automotive), una giuria composta da 150 opinion leader e lettori che hanno espresso il loro consenso tramite il web. Un modello che ha fatto dell’essenzialità la sua arma vincente e che a distanza di oltre un decennio, continua a mantenere quell’imbattibile rapporto prezzo / qualità che ne sta decretando il successo a livello globale. Proporre le tecnologie indispensabili per i consumatori ma anche offrire soluzioni al passo con i tempi, il nuovo Duster è disponibile con motorizzazioni benzina, ibrida e GPL.
Guido Tocci, Managing Director Dacia Italia:
“Siamo orgogliosi di questo importante riconoscimento che rende merito ad un prodotto che ha saputo intercettare e soddisfare le necessità di un cliente che nel corso degli anni si è evoluto, un acquirente che cerca concretezza, essenzialità, ma oggi con caratteristiche e tecnologie al passo coi tempi, tenendo bene a mente come obiettivo un ottimo controvalore per quello che decide di spendere. Nuovo Duster è la migliore risposta a queste esigenze. Desidero quindi ringraziare l’UIGA per questo importante premio che ci rende oltremodo orgogliosi di questo prodotto che ha saputo democratizzare il SUV all’interno del mercato.”
Il rinnovato Duster si rivolge a chi è alla ricerca di un SUV sicuro, con un’ottima abitabilità e capacità di carico e che, grazie alla sua trazione integrale, disponibile solo su alcune versioni e allestimenti, è in grado di affrontare i terreni più difficili. Commercializzato a partire dal 2010, il Duster in questa sua terza generazione, offre anche una dotazione completa e sistemi di assistenza alla guida che ne elevano sicurezza e comfort. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)










