Energia, filiera impiantistica unita per sostenibilità ambientale ed efficientamento

(Adnkronos) - Le associazioni di categoria della filiera dell’impiantistica si uniscono per rinforzare un messaggio di fondamentale importanza: il perseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione passa soprattutto dall’efficientamento energetico degli edifici. La lettera di intenti sottoscritta da Angaisa, le associazioni federate Anima Confindustria Aqua Italia, Assoclima, Assotermica e Avr, Assocamini e Unicalor di Applia Italia, Assistal e Assobagno di FederlegnoArredo rinnova l’impegno delle associazioni di categoria, rinforzando un messaggio rivolto a utenti finali, installatori, industria e istituzioni. A sua volta, AICARR (associazione culturale che promuove cultura e tecnica per il benessere sostenibile) ha confermato il suo pieno supporto ai principali obiettivi perseguiti, confermando la massima disponibilità a collaborare con le associazioni firmatarie della lettera di intenti per il raggiungimento degli obiettivi dal punto di vista tecnico. La lettera si articola in sette punti che definiscono gli obiettivi da raggiungere: 1) Promozione della sostenibilità ambientale; 2) Decarbonizzazione e utilizzo delle fonti rinnovabili; 3) Misure e incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici; 4) Stabilità normativa; 5) Tariffe energetiche; 6) Gestione e tutela delle risorse idriche e sostenibilità ambientale; 7) Formazione e aggiornamento professionale. In sintesi, le associazioni si impegnano a perseguire obiettivi comuni in ambito di sostenibilità, efficienza energetica e gestione degli impianti. Obiettivo da raggiungere tramite la promozione di buone pratiche nei settori edilizio e impiantistico, riducendo le emissioni di CO2 e promuovendo l'uso di energie rinnovabili. In particolare, si propone di incentivare la riqualificazione energetica degli edifici attraverso misure finanziarie a sostegno degli interventi. Le associazioni sottolineano inoltre l'importanza di un quadro normativo chiaro e stabile per favorire lo sviluppo del mercato edilizio e impiantistico, sottolineando anche la necessità di garantire tariffe energetiche accessibili a tutti, in particolare a famiglie a basso reddito. I settori rappresentati dalle associazioni firmatarie si impegnano, quindi, a sviluppare azioni volte a ridurre i consumi idrici, sostenendo la diffusione di informazioni e prodotti idonei al risparmio idrico domestico e promuovendo il recupero e il riutilizzo delle acque reflue e meteoriche. A tale proposito, si propone di introdurre nuovi incentivi per favorire l'uso dell'acqua di rubinetto e quindi il consumo di acqua potabile, oltre a misure per la riduzione delle perdite in rete che oggi ammontano a circa il 40% dell’acqua distribuita.  Anche la formazione continua e l'aggiornamento professionale vengono sottolineati come elementi essenziali per sostenere i processi di transizione verde e digitale, tenendo conto delle potenzialità dell'Intelligenza Artificiale nelle aziende. In questa fase risulta cruciale il ruolo delle associazioni di categoria nel monitoraggio delle modalità di attuazione del Piano Transizione 5.0, per mettere a disposizione delle aziende informazioni utili per accedere agli incentivi legati anche alla formazione del personale. La firma della lettera di intenti vede quindi le associazioni porsi in prima linea con uno scopo chiaro e definito: collaborare coesi e in maniera costruttiva con il governo e la pubblica amministrazione, presentando posizioni comuni che potranno in futuro essere declinate anche attraverso un 'position paper' condiviso, ovvero attraverso la partecipazione attiva a consultazioni e tavoli tecnici promossi dal governo. L'obiettivo primario resta quello di promuovere proposte relative a leggi, provvedimenti attuativi e/o misure di incentivazione per tutti i nuclei familiari, soprattutto quelli a basso reddito, con particolare attenzione alla predisposizione della prossima legge di bilancio. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Diabete e obesità, il biscotto con la vinaccia contro le malattie: la 'ricetta' del Cnr

(Adnkronos) -
Un biscotto contro il diabete. Parola del Cnr, che propone una 'ricetta' con un ingrediente che può fare la differenza: la vinaccia di uva rossa. Usandola per arricchire i biscotti è possibile aumentare la quantità di polifenoli e fibre nella dieta, con un possibile effetto-scudo contro malattie cardio-metaboliche come obesità e diabete di tipo 2. Lo suggerisce uno studio dell'Istituto di scienze dell'alimentazione del Consiglio nazionale delle ricerche di Avellino (Cnr-Isa), pubblicato su 'Foods' e condotto in collaborazione con l'Istituto per la bioeconomia del Cnr di Bologna, l'università Federico II di Napoli e l'università di Salerno.  I ricercatori sono partiti dall'idea che "i biscotti rappresentano un alimento base nella dieta di tantissime popolazioni del mondo", ma "nonostante la loro ampia diffusione sono generalmente caratterizzati da un profilo nutrizionale non ottimale". I risultati del lavoro, nell'ambito del progetto 'Sviluppo di alimenti funzionali per l'innovazione dei prodotti alimentari di tradizione italiana (Alifun)', sembrano invece indicare "una soluzione promettente per includere nella dieta quotidiana quantità significative di polifenoli, composti naturali presenti in molti alimenti e noti per i loro potenziali effetti benefici su alcuni fattori di rischio legati a diverse malattie cardio-metaboliche, come l'obesità e diabete di tipo 2".  "Per aumentare l'assunzione giornaliera di polifenoli - spiega Rosaria Cozzolino, ricercatrice del Cnr-Isa e tra gli autori dello studio - abbiamo utilizzato la vinaccia da uva rossa, scarto della produzione di Aglianico Irpino, essiccandola e polverizzandola per arricchire al 20% e al 30%" una formula di biscotti 100% a base vegetale. Gli ingredienti principali, in particolare la vinaccia e l'olio extravergine di oliva, sono stati forniti da aziende locali - illustra il Cnr - mentre i biscotti sono stati ideati da Annalisa Giosuè e preparati nella cucina metabolica dell'Unità di Nutrizione, diabete e metabolismo dell'università Federico II. Le analisi chimiche, condotte dal Cnr-Isa e dall'università di Salerno, hanno rilevato che "i biscotti arricchiti con vinaccia presentavano un profilo nutrizionale significativamente migliore rispetto a quelli privi di vinaccia, grazie a un maggiore contenuto di fibra e polifenoli, e a una minore quantità di grassi e dunque una ridotta densità energetica". Tra i polifenoli presenti in questi biscotti prevalgono in particolare antociani, flavonoidi e procianidine, comunemente associati alla prevenzione del diabete e delle malattie cardiovascolari. E' stata osservata "una ridotta liberazione di zuccheri disponibili per l'assorbimento intestinale durante la digestione enzimatica", suggerendo che "la fibra contenuta nei biscotti arricchiti con vinaccia può 'sequestrare' gli zuccheri. Questa azione combinata di fibra e polifenoli potrebbe ridurre significativamente la risposta glicemica dopo il consumo del prodotto", rimarca il Cnr. Il Consiglio nazionale delle ricerche evidenzia "un secondo risultato interessante dello studio", ossia "la minore concentrazione di composti organici volatili generati dalla 'reazione di Maillard', ovvero la trasformazione chimica che avviene negli alimenti in cottura, quando zuccheri e proteine si riscaldano insieme. Questo si traduce in una ridotta formazione di prodotti di glicazione avanzata (quando gli zuccheri si legano alle proteine o lipidi), la cui ingestione giornaliera è sempre più oggetto di attenzione in letteratura come potenziale meccanismo in grado di innescare e perpetuare l'infiammazione e lo sviluppo di malattie cardio-metaboliche".   I biscotti del Cnr fanno bene e piacciono anche: le analisi sensoriali condotte dall'Istituto per la bioeconomia tramite un panel-test di esperti hanno confermato infatti che "l'aggiunta di vinaccia non compromette gli attributi sensoriali dei biscotti, mantenendo la gradevolezza complessiva, con una preferenza generale per la formulazione al 20%". "In conclusione - commenta Cozzolino - i prototipi di biscotti sviluppati sembrano essere promettenti non solo perché valorizzano un ingrediente di scarto, ma anche perché potrebbero rappresentare alimenti funzionali per un regime alimentare salutare per la popolazione generale. Ulteriori studi sono necessari per valutare gli effetti in vivo riguardo la biodisponibilità dei polifenoli, la loro azione sulla risposta glicemica e la modulazione a lungo termine di altri fattori di rischio per malattie cardio-metaboliche". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sannio Valley-Miwa Energia Spa: partenariato per sostenere giovani talenti sanniti

(Adnkronos) - Un nuovo partenariato volto a promuovere e sostenere i giovani talenti del territorio sannita, investendo nella loro formazione e offrendo opportunità concrete di crescita professionale. E' quanto annunciano Sannio Valley e Miwa Energia Spa. Il progetto condiviso mira a creare una rete di supporto per i giovani, dando loro la possibilità di formarsi e crescere, sia a livello locale che internazionale, per poi ritornare nel territorio con competenze innovative e la motivazione per fare la differenza. Miwa Energia Spa e Sannio Valley si sono messe subito a lavoro per organizzare un Hackathon aperto a sviluppatori, designer e professionisti tecnici del territorio che vorranno proporre e sviluppare soluzioni creative, innovative e funzionali in materia di efficientamento energetico. Il ceo di Miwa Energia SpA, Michele Zullo, ha dichiarato: "I nostri giovani devono poter andare fuori per ampliare i propri orizzonti e acquisire esperienze preziose, ma è fondamentale che abbiano tutti la possibilità di tornare. Devono rientrare formati e motivati a fare la differenza, perché solo così possiamo costruire un futuro solido per il Sannio e per le nuove generazioni".  A supportare questa visione anche Carlo Mazzone, presidente di Sannio Valley, che ha aggiunto: "Condivido pienamente il percorso di sviluppo territoriale promosso da Miwa Energia. Credo fortemente nelle persone, prima ancora che nelle aziende, perché sono le persone a fare la differenza. Sostenere i giovani significa investire nel capitale umano, la risorsa più preziosa per costruire un futuro prospero e innovativo. Attraverso questo partenariato vogliamo dare loro l'opportunità di crescere, imparare e poi tornare nel territorio per contribuire al suo sviluppo".  Il partenariato tra Sannio Valley e Miwa Energia Spa rappresenta un esempio virtuoso di come le aziende del territorio possano collaborare per creare valore e opportunità, combinando innovazione tecnologica, sostenibilità e attenzione alle risorse umane. L'iniziativa prevede molte attività rivolte a giovani di talento che desiderano formarsi in ambiti come tecnologia, sostenibilità energetica e imprenditoria digitale. Sannio Valley, protagonista dell'ecosistema dell'innovazione nel Sannio, punta a diventare un polo di attrazione per le menti più brillanti della zona, creando un ambiente favorevole per lo sviluppo di startup e nuove imprese. Il supporto di Miwa Energia SpA, azienda leader nel settore dell'energia sostenibile, aggiunge valore a questo progetto, integrando la propria esperienza in ambito energetico con l’obiettivo comune di dare ai giovani le competenze necessarie per guidare la transizione verso un futuro più green, investendo nelle nuove generazioni e contribuendo a costruire una comunità più dinamica, preparata e pronta ad affrontare le sfide globali. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Ethereum, con Verge un altro passo verso l’efficienza

(Adnkronos) - Tra i molti problemi tecnici che piattaforme e operatori del settore fintech sono chiamati a risolvere c’è quello della gestione dei dati. Un aumento dell’efficienza in questo campo potrebbe infatti aprire le porte della finanza decentralizzata a un numero sempre maggiore di utenti. È su questa strada che si incammina Ethereum con Verge, l’ultimo aggiornamento di sistema. Questa importante modifica rende possibile una drastica semplificazione dei processi di convalida dei dati, a beneficio della comunità degli investitori. ---economia/fintechwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sanità, ferie non godute, Consulcesi: "Azienda evita il processo con un accordo"

(Adnkronos) - Nella difesa dei diritti dei professionisti sanitari Consulcesi segna un altro importante traguardo, riferisce il gruppo. Un dirigente medico, giunto alla pensione senza aver potuto fruire di diversi giorni di ferie maturate durante il servizio, ha infatti raggiunto un accordo transattivo con la propria azienda, evitando così il processo. Il caso, preso in carico dall'area legale di Consulcesi - spiega una nota - ha coinvolto un medico che non aveva potuto godere, nel corso della sua carriera, di diversi giorni di ferie a causa delle esigenze di servizio e della cronica mancanza di personale. Nonostante i ripetuti tentativi di ottenere il pagamento dell'indennizzo, l'azienda aveva sempre rifiutato, appellandosi ad un'interpretazione giuridica della normativa di riferimento, ormai superata. Grazie all'intervento dei legali di Consulcesi, la situazione si è però risolta prima ancora della prima udienza in tribunale.  "Questo caso evidenzia quanto sia importante una difesa legale competente, proattiva e determinata al raggiungimento dello scopo - ha affermato l'avvocato del network Consulcesi - Siamo riusciti a ottenere un accordo vantaggioso per il nostro cliente in tempi brevi, evitando di dover attendere le lungaggini del processo". L'azienda, dopo aver ricevuto la notifica del ricorso davanti al Tribunale del Lavoro, è corsa ai ripari per trovare una soluzione che potesse evitare una sentenza probabilmente per sé sfavorevole. In pochi giorni, grazie alla mediazione dei legali di Consulcesi, si è quindi raggiunta una conciliazione che ha riconosciuto al medico il 90% dell'indennizzo richiesto, insieme alla regolarizzazione contributiva, che produrrà di fatto un adeguamento anche della sua pensione.  Questo accordo - sottolinea Consulcesi - conferma non solo il diritto del medico a ricevere il pagamento dell'indennizzo per le ferie non godute, ma riflette anche il definitivo cambiamento del nostro panorama giurisprudenziale che, a seguito dei chiari moniti pervenuti dalla Corte di Giustizia europea, sta portando ad una apertura sempre più ampia per il mondo dei dipendenti pubblici in genere, e sanitari in particolare, delle opportunità di ottenere, finalmente, il giusto riconoscimento della monetizzazione di giorni di risposto non fruiti durante il rapporto di lavoro. Per l'azienda, l'accordo ha rappresentato invece il modo per evitare una probabile condanna in tribunale, con aggravamento dei costi gravanti sui nostri conti pubblici.  Il team legale Consulcesi assicura che "continuerà a tutelare sempre i diritti dei sanitari in tutta Italia, garantendo loro i giusti riconoscimenti, professionali ed economici, che meritano per l'impegno profuso durante il corso delle loro carriere. Questo caso è solo uno degli esempi del nostro costante lavoro in difesa dei professionisti della sanità".  L'azienda di riferimento in ambito legale e formativo e consulenziale per i professionisti sanitari - si legge in una nota - continua così a mietere successi nella sua battaglia per la monetizzazione delle ferie non godute, sia nelle aule dei tribunali che in sede conciliativa, grazie alla costante opera di negoziazione dei propri partner legali. L'ammontare degli indennizzi recuperati per i propri clienti ha da tempo superato la soglia dei 300mila euro, peraltro con tempistiche spesso rapide e con il rimborso delle spese legali sostenute.  Per i membri di Consulcesi Club è disponibile un'ampia gamma di servizi dedicati alla tema della monetizzazione delle ferie non godute. Oltre all'ampia gamma di contributi legali, che seguono incessantemente tutte le novità provenienti dal mondo giudiziario, viene offerta gratuitamente una dettagliata consulenza legale, con valutazione dei presupposti per la presentazione della richiesta di pagamento dell’indennità, nonché un tool per consentire a chiunque di avere un calcolo previsionale del credito potenzialmente reclamabile. In più, sono disponibili gratuitamente guide e webinar per approfondire il tema ed è possibile chiedere a professionisti esperti del tema tutti gli approfondimenti sul proprio caso personale.  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Liste attesa, Salutequità: "Diritto certezza accesso a prestazioni nei tempi"

(Adnkronos) - Dare certezza e garanzia al diritto del cittadino di accedere alle prestazioni nei tempi massimi previsti dalla norma rispettando i codici di priorità. E' questo, secondo Salutequità, l'aspetto su cui il disegno di legge sulle liste di attesa deve parlare chiaro. "Per farlo - ha spiegato Tonino Aceti, presidente di Salutequità, durante un'audizione al Senato (X Commissione) nell'ambito dell'esame del Ddl sulle prestazioni sanitarie - è indispensabile dettagliare meglio il meccanismo di garanzia e rendere questo diritto effettivamente cogente. Come? Stabilendo nella legge che l'operatore Cup (il Centro unico di prenotazione) che prende in carico la persona deve essere responsabile dall'inizio alla fine di gestire il caso e chiuderlo nel modo previsto dalla Regione in un tempo di 48 ore. Se al momento del contatto con il cittadino il Cup non ha la capacità di dare una data rispettosa dei tempi, si prende 48 ore, si coordina con la direzione generale o altro personale dedicato della Asl e con questo analizza e trova una soluzione al problema. Se la soluzione non c'è nel servizio pubblico, si dà l'autorizzazione ad andare in libera professione intramoenia o nel privato accreditato pagando il solo ticket".  "Questo deve essere automatico, perché il cittadino ha diritto alla prestazione nei tempi stabiliti e non deve più assolutamente ricorrere di tasca propria al privato o rinviare se non rinunciare alla prestazione: un grande elemento di iniquità nel servizio sanitario", ha evidenziato Aceti. L'accesso tempestivo alle cure, ha ricordato, "è uno degli obiettivi mancati oggi nel Ssn. l'Istat dice che 4,5 milioni di cittadini nel 2023 hanno rinunciato alle cure per liste d'attesa e solo poche regioni nel 2023 sono tornate dopo l'emergenza Covid a livelli più bassi del 2019 rispetto alla rinuncia alle cure. Cresce però la spesa sanitaria privata da parte delle famiglie ed è la Corte dei conti a dirlo: nel periodo 2021-2023 si passa da 41 miliardi a 43, con un'incidenza sul Pil ormai che ha raggiunto il 2,1%". Secondo il presidente di Salutequità, oggi accade che "il cittadino chiami il Cup, ad esempio, con un codice di priorità di 30 o 60 giorni e questo dà una data su tutta la regione che non è rispettosa dei tempi massimi a volte anche di molti mesi. Poche regioni si salvano da questa situazione. A questo punto il Cup inserisce il cittadino nelle cosiddette liste di garanzia: si prende nome e cognome dell'assistito con l'impegno di richiamarlo entro 3-4 giorni, che diventano spesso una settimana, anche 10 giorni, oppure non è proprio richiamato. Il meccanismo non funziona - ha avvertito Aceti - e quando in caso richiamano, dicono spesso che la prestazione in quei tempi non c'è, si lascia il cittadino solo con la prescrizione e il problema e lì si chiude la possibilità di cura per la persona nel servizio pubblico". Altri aspetti importanti delle osservazioni di Salutequità - che ha trasmesso alla X Commissione una nota dettagliata nel merito - riguardano la necessità di accelerare i tempi di applicazione della legge con l'emanazione dei decreti attuativi, "perché sono tutti in ritardo rispetto alla tabella di marcia - ha rimarcato Aceti - e questo è un elemento di criticità: quel provvedimento, se può portare effetti, lo può fare solo se i decreti attuativi raggiungono il traguardo e lo fanno nel più breve tempo possibile".  L'esperto ha poi segnalato alla commissione la necessità di un intervento deciso sul depotenziamento del testo del decreto-legge originario nella legge di conversione sulle cosiddette 'agende bloccate'. "Un depotenziamento - ha illustrato - che c'è stato in fase di conversione dove una delle prerogative della piattaforma nazionale di Agenas era di individuare le cosiddette agende bloccate. Questo elemento è una criticità, un depotenziamento del provvedimento che oggi invece tornerebbe molto utile. Per questo chiediamo che nel Ddl si ridia ad Agenas la prerogativa di mappare anche le agende bloccate". Secondo il presidente di Salutequità, poi, ci sono aspetti da maneggiare con prudenza e mettendo paletti molto chiari per non mettere sotto pressione ancor di più i redditi delle famiglie per curarsi o lasciare indietro i più fragili. E' il caso della previsione di oneri a carico degli utenti per lo svolgimento in telemedicina di prestazioni laboratoristiche, per le quali non si specifica se le stesse saranno alternative alle 'prestazioni tradizionali' o aggiuntive. Nel primo caso ci troveremmo in presenza di uno spostamento inaccettabile dei costi dei Lea, Livelli essenziali di assistenza, dal Ssn alle famiglie. Così come della possibilità, anche per le persone con scarse o nulle competenze digitali, di potersi avvalere e concorrere al Registro delle segnalazioni, prevedendo un accesso anche telefonico ad esempio.  Infine, va rafforzato molto il sistema di monitoraggio e "se il contrasto alle liste d'attesa è una strategia portante del Ssn - ha concluso Aceti - dovrà contare su risorse strutturali per il loro abbattimento. Queste potrebbero essere anche trovate all'interno degli obiettivi del Piano sanitario nazionale (ovvero obiettivi strategici e prioritari sui quali far convergere, in accordo con le Regioni, una quota del Fondo sanitario nazionale), che oggi presentano più di qualche criticità, mancando da anni il Piano sanitario nazionale, all'interno del sistema stesso". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Aggiusto, recupero, rivendo e compro meno, è lo shopping sostenibile per gli italiani

(Adnkronos) - Aggiusto, recupero, rivendo e compro meno: così gli italiani applicano la sostenibilità̀ nello shopping non Food. Ma vorrebbero più servizi 'green' in negozio. Il 55,9% dei Baby Boomer mantiene con cura e ripara i prodotti acquistati, il 46,6% dei Millennial riduce la spesa non alimentare e il 43,3% della Generazione Z ricorre al mercato del second hand. Sono le conclusioni a cui giunge l’indagine esclusiva sull’approccio degli italiani alla sostenibilità contenuta nell’edizione 2024 dell’Osservatorio Non Food di GS1 Italy, lo studio che ogni anno raccoglie, organizza e sistematizza l’andamento di 13 comparti non alimentari.  "Il tema della sostenibilità e della green revolution è diventato un punto rilevante e le aziende che abbracciano questi princìpi, investendo in materiali ecologici, processi produttivi sostenibili e comunicazione trasparente sulle pratiche ambientali, lo fanno per rispondere alle aspettative dei consumatori, ma spesso anche ottenere vantaggi economici e reputazionali - commenta Marco Cuppini, research and communication director di GS1 Italy - Quest’attenzione alla sostenibilità si è tradotta in una forte domanda dei consumatori per prodotti e servizi 'green' anche nei diversi comparti non Food".   Lo studio, condotto per l’Osservatorio Non Food da Metrica Ricerche, ha chiesto agli italiani quali fossero i comportamenti di consumo più sostenibili. Al primo posto c’è mantenere con cura e far riparare il più possibile i prodotti (valutazione media 7,7 su una scala da 1 a 10), soprattutto per quanto riguarda elettronica di consumo e abbigliamento, calzature, intimo e accessori. Al secondo posto c’è la preferenza per prodotti di buona qualità e di lunga durata, anche spendendo di più (7,5), anche in questo caso soprattutto negli acquisti di elettronica di consumo e abbigliamento, calzature, intimo e accessori. Il terzo comportamento ritenuto più green è l’acquisto o la rivendita di prodotti usati che non si utilizzano più (7,5), in particolare nell’universo di abbigliamento, calzature, intimo e accessori. Stesso punteggio e stesso settore merceologico trainante per l’attitudine alla riduzione di acquisti e consumi. Da ultima c’è l’opzione di noleggiare un prodotto anziché acquistarlo, la meno considerata (6,2) e quella indicata relativamente in modo più frequente per l’elettronica di consumo (38,5%).  Spacchettando' queste risposte in base all’età degli intervistati emerge che i Baby Boomer sono più sensibili alla manutenzione, alla riparazione e all’acquisto di prodotti di maggior qualità e durata. Comportamento quest’ultimo considerato rilevante anche dalla Generazione X. Invece la Generazione Z dà valutazioni mediamente più basse e considera al primo posto l’impegno a mantenere con cura i propri acquisti. Ma quante di queste opinioni si tramutano in comportamenti reali? Il 48% dei consumatori ha dichiarato di essersi adoperato nell’ultimo anno per mantenere con cura e far riparare il più possibile i prodotti, il 46,5% per acquistare meno e ridurre i consumi, e a farlo sono stati soprattutto i Baby Boomer (rispettivamente 55,9% e 52,7%). La riduzione dei consumi è il comportamento sostenibile più frequente tra i Millennial (46,6%), mentre tra i giovani della Generazione Z è l’acquisto e/o la rivendita di prodotti usati che non si utilizzano più (43,3%).   L’Osservatorio Non Food ha anche raccolto le iniziative adottate in materia di sostenibilità da importanti retailer, in particolare in termini di utilizzo di materiali ecologici, processi produttivi sostenibili e comunicazione trasparente sulle pratiche ambientali. È nell’universo di abbigliamento e accessori che l’attenzione alla sostenibilità trova maggiori declinazioni, come la ricerca di capi di qualità che possano durare nel tempo, la frequentazione di negozi di vendita second hand, la riparazione dei capi danneggiati (gli stessi punti vendita tendono a dare indicazioni sulla manutenzione) o il loro riciclo, spesso promosso dagli stessi retailer. Nell’elettronica di consumo, che ha vissuto una battuta d’arresto delle vendite, aumenta il mercato dei prodotti refurbished o rigenerati, mentre nelle attrezzature sportive il riciclo, la ristrutturazione, la riparazione, la rivendita e il noleggio sono già finestre aperte sul futuro di questo comparto. Anche il mondo della cartoleria si sta impegnando in una direzione più eco-friendly, per esempio tramite linee di prodotti ecologici come le penne biodegradabili e l’utilizzo di carta riciclata per quaderni e agende.  In parallelo, l’Osservatorio Non Food ha chiesto ai consumatori quale servizio pro-sostenibilità vorrebbero trovare nei negozi. Al primo posto, apprezzata in modo trasversale da tutte le generazioni, c’è la possibilità di rivendere un prodotto, comprato nel negozio e che non si usa più (32,6%). Al secondo posto viene indicata la presenza di un servizio post acquisto, ad esempio di riparazione e/o manutenzione per i prodotti acquistati (18,3%), che risulta interessante soprattutto per i Baby Boomer (25,7%). Le altre attività risultano mediamente meno interessanti, con percentuali di preferenza che variano dal 12,8% del ricevere idee su come riutilizzare la confezione di un prodotto prima di buttarlo al 5,5% della possibilità di acquistare prodotti con garanzia di smaltibilità. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Monster Hunter Wilds: Open Beta e accessori ufficiali PS5

(Adnkronos) - Capcom ha annunciato il lancio di un'open beta per Monster Hunter Wilds, disponibile su PlayStation 5, Xbox Series e PC tramite Steam. Gli abbonati PlayStation Plus su PS5 avranno accesso anticipato dal 28 al 30 ottobre, mentre tutti gli altri potranno unirsi alla caccia dal 31 ottobre al 3 novembre. E la buona notizia è che il cross-play sarà attivo, quindi potrete dare la caccia ai mostri con i vostri amici, qualsiasi sia la loro piattaforma di gioco. Durante l'open beta, sarà possibile sperimentare diverse modalità di gioco. Innanzitutto, sarà possibile creare il proprio cacciatore personalizzato e, cosa ancora più interessante, i dati di creazione saranno trasferibili nella versione completa del gioco.  Inoltre, avrete a disposizione una porzione della storia, che vi permetterà di dare un primo sguardo all'inizio dell'avventura e di imparare le basi del combattimento, culminando in uno scontro con un Chatacabra. Infine, sarà possibile cimentarsi nella caccia al Doshaguma, un'esperienza free-roaming ambientata nelle Pianure Sopravento, dove potrete affrontare il capobranco di un gruppo di Doshaguma o esplorare liberamente l'area. Che decidiate di affrontare queste sfide in solitaria o in compagnia di altri cacciatori (fino a un massimo di quattro giocatori), l'open beta darà un assaggio delle emozionanti avventure della saga. Capcom ha rilasciato un nuovo trailer, "La Fiamma Nera", che ci porta alla scoperta del Bacino Petrolifero, un nuovo ecosistema ricco di insidie e creature misteriose, tra cui il mostro che dà il nome al trailer. Inoltre Sony Interactive Entertainment lancerà un'edizione limitata del controller wireless DualSense e una cover per PlayStation 5 dedicati a Monster Hunter Wilds, insieme con il lancio del titolo. Monster Hunter Wilds uscirà il 28 febbraio 2025 su PC, PS5 e Xbox Series X|S. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Intel e Unione Europea, annullata la multa antitrust da un miliardo di euro

(Adnkronos) - La Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha confermato la decisione del Tribunale di primo grado di annullare la sanzione antitrust inflitta a Intel oltre un decennio fa, respingendo il ricorso della Commissione Europea. La vicenda risale al 2009, quando la Commissione Europea aveva multato Intel per 1,06 miliardi di euro accusandola di aver utilizzato pratiche commerciali sleali per escludere dal mercato il suo principale concorrente, AMD. Nello specifico, Intel era stata accusata di abuso di posizione dominante nel mercato globale dei microprocessori x86, attuando una strategia di esclusione dei rivali mediante l'utilizzo di sconti fedeltà. Nel 2022, il Tribunale dell'Unione Europea aveva annullato la sanzione, decisione che è stata ora confermata dalla Corte di Giustizia. In una nota, Intel si è detta "soddisfatta della sentenza emessa oggi dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea e di poter finalmente lasciarci alle spalle questa parte del caso". Tuttavia, la battaglia legale non è ancora conclusa. Intel è attualmente impegnata a contestare una sanzione separata di 376,4 milioni di euro, imposta da Bruxelles lo scorso anno, relativa ad alcune restrizioni alle vendite che il Tribunale ha giudicato illegali nella sentenza del 2022. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


DeFi ed entropia, ci pensa Chainlink

(Adnkronos) - È soprattutto da un potenziamento delle infrastrutture che passa il rilancio del settore fintech, alle prese con una crisi che sembra non avere fine. In questo quadro si inserisce l’ultima iniziativa di Chainlink, che ha recentemente annunciato il lancio di una piattaforma per l’organizzazione dei dati DeFi. A questa operazione, che risponde in modo positivo alle esigenze di investitori e addetti ai lavori, parteciperanno in qualità di partner alcuni dei più importanti operatori della finanza internazionale. Tra questi, Ubs, Sygnum Bank e Franklin Templeton. ---economia/fintechwebinfo@adnkronos.com (Web Info)