Yoshitaka Amano, l'artista di Final Fantasy in mostra a Milano dal 13 novembre

(Adnkronos) - Lucca Comics & Games sbarca a Milano con "Amano Corpus Animae", la più grande retrospettiva mai dedicata in Occidente a Yoshitaka Amano, il visionario artista giapponese che ha segnato l'immaginario di anime, videogiochi e arte contemporanea. Dal 13 novembre 2024 al 1 marzo 2025, la Fabbrica del Vapore ospiterà oltre 100 opere originali, da Tatsunoko a Final Fantasy, ripercorrendo 50 anni di carriera di questo maestro che ha saputo fondere con maestria arte tradizionale e nuovi media. La mostra, curata da Fabio Viola per Lucca Comics & Games con la collaborazione di POLI.design per l'allestimento, offrirà un'immersione nell'universo creativo di Amano, celebrando il suo impatto globale sulla cultura pop. Adnkronos Tech&Games ha incontrato Viola per parlare di questa importante mostra e dell'impatto dell'artista giapponese sulla cultura pop e sull'arte. 
Come è nata l'idea di organizzare la mostra "Amano Corpus Animae" e qual è stato il suo ruolo nel curarla?
 L'idea di "Amano Corpus Animae" è nata da un incontro fortunato. Nel 2022 ho avuto il piacere di conoscere il maestro Yoshitaka Amano e di invitarlo in Italia, alla Reggia di Venaria Reale, dove all'epoca curavo la mostra "PLAY – Videogame, Arte e Oltre". Approfondendo la sua storia, umana e artistica, mi sono reso conto di un paradosso: uno dei più grandi maestri viventi, le cui opere hanno impreziosito libri, fumetti, anime e videogiochi di successo planetario, esposte regolarmente nei principali musei del mondo, non era mai stato protagonista di una grande mostra europea. Da qui l'incipit di "Amano Corpus Animae", la più grande retrospettiva mai realizzata sui 50 anni di carriera del maestro nato a Shizuoka, che si terrà dal 13 novembre 2024 al 1° marzo 2025 presso la Fabbrica del Vapore di Milano. Il mio ruolo di curatore è stato quello di fare da ponte tra l'artista e la produzione, a cura di Lucca Crea, la società che organizza Lucca Comics & Games. Negli ultimi tre anni ho studiato a fondo le opere di Amano, selezionando le oltre 130 tavole e decine di oggetti esposti a Milano, ideando il percorso esperienziale per il visitatore, redigendo i testi del catalogo e degli apparati informativi e collaborando con i professionisti e le aziende che hanno reso possibile questo progetto. 
Quali sfide ha affrontato nel curare una retrospettiva così ampia sulla carriera di Yoshitaka Amano, che spazia tra anime, videogiochi, teatro e fine art?
 Studiare Yoshitaka Amano è un'impresa complessa. È un artista che si muove con fluidità tra linguaggi, tecniche, materiali e stili artistici estremamente variegati. A soli 15 anni inizia a lavorare come animatore alla Tatsunoko Production, diventando in breve tempo responsabile della creazione di personaggi iconici di cartoni animati come Ape Magà, Pinocchio, Hurricane Polimar, Yattaman e Mago Pancione. Dall'animazione passa all'illustrazione, creando gli immaginari visivi di opere come Vampire Hunter D, The Sandman di Neil Gaiman e molti libri di Michael Moorcock. In quegli anni vince premi internazionali e avvia collaborazioni prestigiose, come dimostrano le copertine realizzate per eroi leggendari come Batman, Superman, Elektra & Wolverine e l'unica copertina non fotografica di Vogue, a lui affidata. I videogiochi, come Final Fantasy, lo consacrano come icona globale delle nuove arti. Eppure, nonostante i riconoscimenti e il successo commerciale, Amano è rimasto un artista poco studiato dal punto di vista curatoriale. Per colmare questa lacuna, ho viaggiato spesso a Tokyo per studiare e catalogare le sue opere, confrontarmi con lui e il suo management, con l'obiettivo di allestire una mostra che restituisse la sua straordinaria capacità di creare mitologie contemporanee. 
La campagna Kickstarter per la mostra ha raggiunto il suo obiettivo in meno di tre ore. Come interpreta questa risposta entusiastica da parte della community?
 Questo risultato straordinario è frutto di un eccellente lavoro di squadra coordinato da Emanuele Vietina, direttore di Lucca Crea. Un progetto così sperimentale necessitava di un forte coinvolgimento della community di appassionati, e questo ci ha spinto a intraprendere una strada atipica per una mostra d'arte. Così, la scorsa estate, è nata l'idea di una campagna sulla piattaforma di crowdfunding Kickstarter, che in poche ore ha raggiunto l'obiettivo primario, arrivando a raccogliere in circa un mese 180.000 euro da finanziatori di tutto il mondo. In cambio del loro contributo, gli appassionati hanno ottenuto esperienze esclusive, come la possibilità di vedere il proprio nome sulla parete iniziale della mostra, incontrare Amano per un aperitivo, o accedere a versioni limitate e autografate del catalogo e di alcuni disegni. 
Può parlarci dell'importanza di esporre per la prima volta in Europa i disegni di Final Fantasy e quale impatto pensa avrà sul pubblico occidentale?
 Con oltre 16 capitoli ufficiali, film d'animazione e merchandising, la saga di Final Fantasy è un fenomeno globale. Quasi duecento milioni di persone nel mondo hanno acquistato questo gioco di ruolo prodotto da Square Enix, di cui Yoshitaka Amano è il "padre" artistico. A Milano, per la prima volta, sarà possibile ammirare quasi cinquanta tavole che ripercorrono la storia di questo franchise dal primo capitolo del 1987 ad oggi, inclusi i loghi creati dal maestro, i disegni di personaggi come Sephiroth, Cloud e Terra Branford, e tavole dedicate alle ambientazioni e alle mappe di gioco. Il percorso espositivo metterà a confronto i disegni originali di Amano con i packaging dei giochi, creando un interessante parallelismo tra l'idea iniziale e la sua realizzazione commerciale. Quei disegni, che hanno ispirato migliaia di giovani a intraprendere la carriera di illustratori, rappresentano le radici dell'arte nei videogiochi. 
Come vede l'evoluzione del rapporto tra arte tradizionale e nuovi media, come videogiochi e fumetti, nella cultura contemporanea?
 Se i fumetti sono ormai considerati la nona arte, i videogiochi incarnano la decima. Su una tela digitale, nuove figure artistiche e creative danno forma a visioni e idee in un linguaggio che potremmo definire "immagine interattiva", che si differenzia dalle forme tradizionali per la possibilità offerta al pubblico di agire e interagire all'interno dell'opera. Osservando il medium videoludico, ci si accorge che è una summa di arti precedenti: in opere come The Last of Us o Final Fantasy convivono letteratura, architettura, scultura, pittura, musica e cinema, rendendo il videogioco una sorta di meta-arte. I punti di contatto con i grandi maestri del passato sono numerosi: ICO si rifà a De Chirico, Rez richiama le composizioni di Kandinsky. Da oltre un decennio, grandi musei d'arte internazionali come il MoMA di New York hanno inserito nelle loro collezioni permanenti alcuni videogiochi, istituzionalizzando questa forma espressiva nata commercialmente solo nel 1972. 
In qualità di curatore della nuova area permanente Video Game Zone al Museo Nazionale del Cinema di Torino, quali obiettivi si è posto per integrare il mondo dei videogiochi in un contesto cinematografico?
 L'apertura di una collezione permanente di videogiochi in un grande museo italiano è un momento storico. Grazie alla lungimiranza dell'allora direttore Domenico De Gaetano, lo scorso luglio ha aperto i battenti la Video Game Zone, uno spazio fisso al Museo Nazionale del Cinema di Torino dove è possibile ammirare materiali inediti legati al ciclo creativo e produttivo di videogiochi che hanno fatto la storia di questo medium. Attraverso un dialogo diretto con produttori e sviluppatori, il museo ha acquisito le sceneggiature originali di giochi come Heavy Rain e Detroit Become Human, carteggi e sceneggiature di Broken Sword e Final Fantasy, le tavole iniziali di Prince of Persia e persino una lavagna con i post-it di level design scritti a mano da Christian Cantamessa per Red Dead Redemption. Questo materiale non è solo esposto, ma anche studiato e catalogato, con l'obiettivo di preservare l'enorme patrimonio artistico alla base dei videogiochi, che spesso rischia di andare perduto. Tutta questa ricerca confluirà in futuro nella prima grande mostra dedicata al rapporto tra cinema e videogiochi. 
Avete inaugurato la Video Game Zone con una Masterclass condotta da David Cage, fondatore di Quantic Dream e figura di spicco nel panorama videoludico internazionale, nella quale sono state esplorate le convergenze tra cinema e videogiochi. Quali sono, secondo lei, le principali sinergie tra queste due forme d'arte e come possono influenzarsi reciprocamente?
 L'ultima produzione di David Cage con Quantic Dream incarna perfettamente il genere di gioco cinematografico. Detroit Become Human è un'esperienza interattiva basata su un copione di oltre 2000 pagine, con 250 attori reali, 35000 riprese cinematografiche, 74000 animazioni e oltre 5 milioni di righe di codice. Questi numeri dimostrano le ampie convergenze tra linguaggio cinematografico e videoludico, la cui storia di amore e odio inizia negli anni '70 con le licenze hollywoodiane trasformate in videogiochi e l'acquisizione di aziende come Atari da parte di colossi come Warner Bros. Nel corso degli anni, sempre più game designer hanno attinto al linguaggio cinematografico per conferire spessore narrativo e visivo alle loro produzioni, come dimostrano giochi come Dragon's Lair, che ricalca il mondo dell'animazione Disney, e le produzioni di LucasArts. Con l'avanzare della popolarità dei videogiochi, il trend si è invertito: oggi sono numerose le serie TV di successo tratte da videogiochi, come Arcane, Fallout e The Last of Us. In futuro, probabilmente, assisteremo a una sublimazione dei due linguaggi con storie sempre più interattive. 
Da esperto di gamification, come ritiene che i principi del gioco possano essere applicati ai musei per rendere l'esperienza dei visitatori più coinvolgente?
 I videogiochi sono ormai una forma d'arte a tutti gli effetti, ma da anni si sono affermati anche come strumenti per raggiungere e coinvolgere nuovi pubblici culturali. Nel 2018 ho fondato TuoMuseo.it per aiutare musei, biblioteche, teatri e destinazioni turistiche a integrare il gioco nelle proprie strategie. Ho avuto la fortuna di lavorare a progetti innovativi come Father and Son, un videogioco prodotto dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli che ha superato i 5 milioni di download e ha spinto quasi 100.000 persone a visitare il museo. Oggi il visitatore culturale cerca protagonismo, coinvolgimento ed esperienze interattive e personalizzate. Vuole essere spett-attore, partecipe e non più passivo. Penso a progetti come PlayAlghero, che ha trasformato la città sarda in un "playground" con oltre 10 esperienze ludiche che guidano cittadini e turisti alla scoperta dei siti culturali. La mia prossima sfida sarà a Dossena, in provincia di Bergamo, dove un mix di innovazione ludica, tecnologica e infrastrutturale mira a rivitalizzare un borgo a rischio spopolamento, trasformandolo in un hub creativo e di nuova socialità. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Minturno primo comune italiano a ottenere il riconoscimento "Tsunami Ready" dall'Unesco

(Adnkronos) - Il comune laziale di Minturno riceverà il prestigioso riconoscimento di "Tsunami Ready", diventando il primo in Italia ad ottenere questa certificazione dalla Commissione Oceanografica Intergovernativa dell'UNESCO (IOC-UNESCO). La cerimonia di consegna vedrà la partecipazione di figure di spicco nel campo della sismologia e della protezione civile, tra cui Alessandro Amato, responsabile del Centro Allerta Tsunami (CAT) dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e presidente per il Sistema di Allarme Rapido e Mitigazione degli Tsunami dell'UNESCO. Saranno presenti anche il sindaco di Minturno, Gerardo Stefanelli, e la vicesindaca Elisa Venturo. Il riconoscimento sarà consegnato, tra gli altri, da Denis Chang Seng di IOC-UNESCO e da Pio Di Manna, ricercatore presso l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). 
Il programma "Tsunami Ready" ha l'obiettivo di promuovere la preparazione al rischio tsunami, coinvolgendo attivamente le amministrazioni locali, la Protezione Civile e i cittadini per migliorare la sicurezza durante tutte le fasi di emergenza. Minturno ha iniziato il percorso di accreditamento nel luglio 2020, diventando il primo comune dell'area Euro-Mediterranea ad adottare questo programma di mitigazione del rischio tsunami. Minturno ha iniziato il percorso di accreditamento nel luglio 2020, diventando il primo comune dell'area Euro-Mediterranea ad adottare il programma di mitigazione del rischio tsunami. Da allora sono stati svolti vari interventi, tra cui la valutazione del rischio, l'installazione di sistemi d'allerta e simulazioni di evacuazione nelle scuole. Il percorso intrapreso dal comune di Minturno rappresenta un esempio di coesione e consapevolezza verso la riduzione del rischio, rafforzando la capacità della comunità locale nella gestione del rischio. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Dal 2019 per Pirelli sul Nürburgring più di un record all’anno

(Adnkronos) - Più di un record all’anno in media dal 2019 a ogg raggiunti di volta in volta su supercar elettriche, SUV, compatte. E' la 'tabella di marcia' dei pneumatici Pirelli nel raggiungimento di nuovi primati al Nürburgring Nordschleife da parte di diverse categorie di vetture. Tutti i pneumatici della gamma P Zero, senza considerare le novità introdotte da poco sul mercato, possono vantare un giro da record sul leggendario “Ring” negli ultimi 5 anni: P Zero Trofeo R su Audi RS 3 e P Zero su Audi RS Q8 performance nel 2024; P Zero Trofeo RS su Porsche Taycan Turbo GT nel 2023; P Zero Corsa su Porsche Taycan Turbo S nel 2022; P Zero Corsa su Porsche Cayenne Turbo GT e P Zero Trofeo R su Audi RS 3 nel 2021; P Zero su Audi RS Q8 nel 2019. Ultimi in ordine di tempo i record delle Audi RS 3 e RS Q8 performance, ottenuti rispettivamente con P Zero Trofeo R, semi-slick specializzato nella guida in circuito, e P Zero, il pneumatico UHP più scelto dai costruttori per equipaggiare i modelli di fascia alta. La prima, con 7:33.123, ha abbassato di oltre 5 secondi il precedente miglior tempo nella categoria compatte, mentre la seconda è diventata il SUV di produzione più veloce sui 20,8 km dell’Inferno Verde grazie al tempo di 7:36.698, migliorando il record di oltre 2 secondi. Gli stessi modelli avevano ottenuto, sempre con P Zero Trofeo R e P Zero, i rispettivi record di categoria nel 2021 e nel 2019. Tra i circuiti più impegnativi del mondo, il Nürburgring Nordschleife - si ricorda dal gruppo - è utilizzato spesso da Pirelli per testare i propri pneumatici e portarli al limite con vetture ad altissime prestazioni, soprattutto quando si tratta di sviluppi in collaborazione con case auto tedesche. È il caso dei P Zero Trofeo RS per la Taycan Turbo GT, i pneumatici più performanti della famiglia P Zero, nati per la pista ma omologati per l’uso stradale. Nella versione specifica per la supercar elettrica, questi pneumatici hanno portato al debutto in pista il pacchetto di tecnologie Pirelli Elect, progettato per valorizzare le caratteristiche delle vetture elettriche e ibride plug-in. Con il tempo di 7:07.55, la Taycan Turbo GT ha conquistato il titolo di auto elettrica di serie con il miglior laptime, scalzando il precedente record della Taycan Turbo S ottenuto con P Zero Corsa. Quest’ultimo, dedicato ai modelli più prestazionali, era il pneumatico montato dalla Porsche Cayenne Turbo GT che deteneva il precedente record nella categoria SUV. Ed è lo stesso pneumatico che all’inizio di quest’anno ha fatto segnare un giro di 7:45.59 al crossover elettrico Hyundai Ioniq 5 N. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Nuova Citroen C4, nuovo look nuova dotazione

(Adnkronos) -
Nuova Citroen C4 è stata svelata al Salone dell’Automobile di Parigi 2024.
 Una novità che rappresenta per il Marchio francese, il raggiungimento di un nuovo traguardo. Con il lancio della nuova Citroen C4 la gamma “C” è stata completamente rinnovata.  Nel segmento C, nel primo semestre del 2024, si è classificata al 2° posto in Europa tra le auto più vendute e al terzo posto tra quelle con motorizzazione ICE.  Ancora oggi è nella Top 5 tra le compatte più vendute. Il suo stile, nel corso del tempo, ha subito una profonda evoluzione, rispondendo sempre alle tendenze e mode del momento. Un cambio look accompagnato anche da un costante aggiornamento tecnologico.  Il comfort, per il Marchio del “double chevron”, ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella progettazione di un nuovo modello. Sulla C4 2025 sono stati migliorati i sedili Advanced Comfort, nuova è anche la strumentazione full digital con display da 7 pollici.  
Numerosi i dispositivi di assistenza alla guida.
 

 Uno stile completamente nuovo che trae ispirazione dal concept OLI presentato nel 2022.  La griglia del radiatore è stata completamente ridisegnata e ospita al centro il nuovo logo della Casa. I gruppi ottici sono sottili e incorporano la firma luminosa del costruttore francese.  Anche le protezioni laterali sono state ridisegnate. Diverse le motorizzazioni disponibili. In gamma è presente l’apprezzata unità PureTech da 130 cavalli con cambio automatico EAT8, a cui si aggiungono le versioni mild hybrid da 100 e 136 CV, con cambio e-DCS6 a sei rapporti.
 Disponibile anche una versione full electric da 136 CV e da 156 CV, con batterie rispettivamente da 50 e 54 kWh. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Opel Mokka 2025, uno stile inconfondibile

(Adnkronos) - Il lancio della nuova Opel Mokka coincide con “i 125 anni di produzione automobilistica Opel”. Un modello il cui stile inconfondibile affonda le sue radici sulla compattezza e modernità.  Il CEO di Opel, Florian Huettl ha affermato: “La nostra Mokka è un bestseller. Audace, pura e inconfondibile, un'auto piena di carattere che si distingue dalla massa. Ecco perché abbiamo solo aggiornato in alcuni dettagli il suo design. Contemporaneamente presentiamo il nuovo Opel Blitz. Il cambiamento più grande si trova nell'abitacolo, che ora è ancora più pulito e riprende la grafica Opel Vizor. Inoltre, il conducente ed i passeggeri della nuova Mokka possono godere di un sistema d’infotainment di nuova generazione. Gli ordini della nuova Opel Mokka sono già aperti”.
 

 La livrea esterna sposa il motto "il nero è bello", con i rivestimenti total dark nella parte anteriore, posteriore e nei passaruota. Una “tonalità” che trasmette eleganza e sportività. Assenti le finiture cromate.  In riferimento alla "Greenovation" di Opel, sul rinnovato SUV tedesco sono presenti nuovi cerchi dal design aerodinamico (Mokka Electric). Ridisegnato anche il paraurti anteriore, al fine di ottimizzare l’efficienza e ridurre la resistenza aerodinamica.  Nell’abitacolo, nuovo è il sistema d’infotainment. L’impianto di navigazione si avvale degli aggiornamenti traffico in tempo reale. Lo schermo centrale è da 10 pollici ed è completamente touch. Prevista la piena compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto via wireless.  
Nuova Opel Mokka sarà disponibile anche nei due allestimenti “Edition” e “GS”, che potranno essere ulteriormente personalizzati con pack tecnologici, estetici e di sicurezza.  Motore termico da 136 CV, alimentazione Hybrid con tecnologia a 48V o full electric con autonomia fino a 403 km nel ciclo WLTP e potenza da 156 CV. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Touring Superleggera Veloce12, sound, prestazioni ed esclusività

(Adnkronos) - La Touring Superleggera VeloceV12 è una Gran Turismo che esprime un perfetto equilibrio fra eleganza e prestazioni. Sarà prodotta in soli 30 esemplari, per realizzare la Touring Superleggera VeloceV12 occorrono circa 5.000 ore di lavorazione.  Un corpo interamente fatto a mano, tutti i collegamenti tra telaio e carrozzeria, sono stati disegnati al CAD per una massima precisione.  Nessuna vibrazione, nessun disallineamento tra passaruota, cofano e baule. Componenti che saranno sottoposti a rigorose analisi FEM, ossia una tecnica di simulazione virtuale che ha come obiettivo la risoluzione di ogni problema fisico. Nel realizzare la VeloceV12 fondamentale è stata l’analisi della fluidodinamica computazionale (CFD), al fine di ottimizzare i flussi d’aria intorno alla vettura.  
Touring Superleggera VeloceV12, una supercar con uno stile retrò
 Il suo design è un perfetto abbinamento fra passato e futuro. Superfici eleganti e curve, ampie e ben definite, una perfetta rappresentazione di ciò che deve esprimere un modello della Carrozzeria Touring Superleggera.  Il cuore della Veloce12 è un motore V12 da 5474 cc ad aspirazione naturale. Sprigiona una potenza di oltre 500 cavalli per una coppia massima di 419 Nm.  La Touring Superleggera VeloceV12 raggiunge una velocità massima di 320 km/h. Nello 0 – 100 km/h impiega soli 4,4 secondi.  L’impianto frenante è stato sviluppato in collaborazione con Brembo e prevede all’anteriore dischi da 380 mm con pinze a sei pistoncini. Al retro sono presenti dischi da 380 mm e pinze a quattro pistoncini.  La produzione inizierà a partire dal primo trimestre 2025. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


La nuova Lancia Gamma si produce a Melfi

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Stellantis ha confermato che la nuova Lancia Gamma sarà prodotta, a partire dal 2026, nello storico stabilimento Stellantis di Melfi.
 Questo sito è riconosciuto come uno degli impianti d'eccellenza del gruppo ed è stato scelto per la sua elevata qualità produttiva e per il ruolo strategico che ricopre all'interno della transizione verso la mobilità elettrica.  La produzione della nuova Gamma a Melfi è una scelta che riflette l'impegno del gruppo Stellantis nel valorizzare i siti produttivi italiani, promuovendo l'eccellenza del made in Italy nel mondo. Questa decisione non solo rafforza il legame di Lancia con le sue radici italiane, ma sottolinea anche l'importanza di investire sul territorio per creare prodotti innovativi e all'avanguardia.  ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


EICMA 2024 si prepara per ottimizzare l’accessibilità e la sostenibilità dell’evento

(Adnkronos) -
EICMA si prepara ad inaugurare l'81 edizione dal 7 al 10 novembre a Fiera Milano Rho e per affrontare l'importante afflusso di pubblico e l’impatto sull’intera area metropolitana gli organizzatori hanno messo in campo quest’anno quello che il Presidente di EICMA Pietro Meda ha definito “un piano senza precedenti nella storia recente dell’esposizione, messo a punto grazie ad una proficua sinergia pubblico-privato con l’amministrazione comunale di Milano, ATM e Trenord”. Tre le azioni principali predisposte con l’obbiettivo di migliorare l’esperienza di visita è previsto il raddoppio dei parcheggi auto ( 10.000 posti auto gratuiti), una tariffa agevolata per raggiungere dalla Lombardia il quartiere espositivo in treno e l’introduzione di un titolo aggiuntivo d’ingresso valido solo il pomeriggio. Chi vorrà può già prenotare il parcheggio in fase di acquisto del biglietto per l'EICMA direttamente sul sito www.eicma.it, sul fronte, invece, del trasporto ferroviario Trenord ha attivato un biglietto speciale, chiamato “
Trenord 4 EICMA”
al prezzo di 13 euro, quest'ultimo comprende un viaggio di andata e ritorno da tutte le stazioni della Lombardia con destinazione Rho Fiera Milano. L’ad di EICMA Paolo Magri ha dichiarato: “Vogliamo pagare il prezzo del successo, e lo vogliamo fare in modo responsabile. Accanto a queste iniziative abbiamo poi lavorato per adeguare le corsie espositive ai grandi flussi di visitatori e poi, naturalmente, abbiamo previsto un parcheggio gratuito per tutti coloro che raggiungeranno il quartiere espositivo in moto”.
 Tra le altre novità dell’edizione 2024, si aggiunge anche il biglietto pomeridiano. Questo servirà soprattutto per agevolare i visitatori locali e per alleggerire la pressione mattutina ai tornelli. Il costo è di 14 euro.
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Orienta: reputazione online è decisiva per trovare lavoro, ecco cosa ne pensano i candidati

(Adnkronos) - La web reputation è un aspetto centrale per trovare lavoro. Prima di assumere qualcuno, la maggior parte delle figure manageriali addette alla ricerca e selezione di personale fa una ricerca online sulla persona candidata per conoscerla meglio e trarne un profilo più attendibile possibile. In questo senso curare la propria reputazione online è decisivo. E' quanto emerge da una survey condotta dall'agenzia per il lavoro Orienta, durante il mese di settembre 2024, con 8 domande a risposta chiusa tra i propri utenti Linkedin, per indagare la loro conoscenza circa l’importanza della web reputation soprattutto in chiave occupazionale. Alla survey hanno risposto circa 12mila persone. Le domande, nello specifico, hanno riguardato la conoscenza o meno del concetto di web reputation, a cosa serve, a quale soggetto (candidato o azienda) è più utile, come si costruisce una reputazione online positiva, quali i maggiori rischi, e quali dati o informazioni condividere o meno online. Il primo spunto della ricerca è stato capire quanti, tra gli utenti di Orienta, conoscono il tema della web reputation: il 50% ha affermato di conoscerla, mentre l’altra metà ha risposto il contrario. Per il 61%, la reputazione online serve a farsi apprezzare dalle aziende, consapevolezza che combacia con la tendenza degli HR e dei manager a cercare spesso il profilo online dei candidati. Secondo il 24%, invece, serve più a farsi apprezzare da qualcuno in generale. Il 36% pensa di costruire un’immagine positiva di sé attraverso l’interazione con utenti online, il 34% pubblicando contenuti di valore e il 21% attraverso feedback positivi da parte di altri. Rispetto ai rischi per la propria reputazione online, il 30% pensa che bisogna evitare le discussioni sui social, il 23% sostiene che bisogna evitare post “compromettenti” e il 29% foto “compromettenti”. Importante, poi, per il 18% monitorare costantemente la rete.  Tra i rischi, il 44% teme l’appropriazione dei propri dati e immagini, il 28% la circolazione di fake news a proprio discapito e per un altro 28% l’eventualità di trasmettere un’idea negativa di sé. Il 75%, inoltre, considera importante mantenere privati i propri dati personali. Tra questi, quelli considerati più delicati per il 46% dei rispondenti è lo stato di salute, per il 19% si tratta del proprio pensiero politico o credo religioso. Per un minor numero di persone, invece, i dati personali più importanti sono il livello di reddito e le informazioni biometriche.  “Siamo, sempre di più, una società iperconnessa, social e digitale, di conseguenza anche il concetto di reputazione si è spostato online, con maggiori opportunità ma anche rischi. Bisogna essere consapevoli che molte delle nostre attività online lasciano tracce pubbliche che contribuiscono a definire la nostra immagine e reputazione", spiega Giuseppe Biazzo, ad Orienta.  "Questa dinamica -spiega ancora Biazzo- è strettamente correlata al tema occupazionale e, in special modo, ai processi di assunzione e non solo. È noto che molti dei professionisti della ricerca e selezione del personale ricorrono allo strumento online per definire un profilo più completo dei candidati. Importante, quindi, curare la propria reputazione online in chiave lavorativa. Allo stesso tempo, però, questa non deve diventare un’arma a doppio taglio, che scoraggia la legittima libertà di pensiero di ciascuno, innescando pericolose autocensure e magari prestando il fianco a inaccettabili discriminazioni. La reputazione online è quindi importante per i candidati e per le aziende, ma in un contesto generale sano, equilibrato e rispettoso delle libertà di ognuno di noi”, conclude.  ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Pomodoro: Mutti eroga 7 mln di incentivi a filiera agricola nell’annata più difficile di sempre

(Adnkronos) - Mutti, azienda di Parma leader in Europa nel mercato dei derivati del pomodoro, conclude in questi giorni la campagna di lavorazione del pomodoro, trasformando 565.000 tonnellate di materia prima, 100% italiana, nonostante le condizioni climatiche particolarmente sfidanti che hanno caratterizzato la stagione estiva 2024, che ha registrato un’eccessiva piovosità nella Pianura Padana e, al contrario, una dura siccità al Sud Italia. E l'azienda, e anche quest’anno, ha riconosciuto e premiato l'impegno della filiera attraverso un ampio programma di incentivi economici – che si aggiungono al prezzo concordato e pagato per il pomodoro – pari a un importo straordinario di circa 7 milioni di euro distribuiti lungo tutta la filiera, il più alto mai riconosciuto nella storia dell’azienda. “Quest’estate siamo stati costretti a interpretare due campagne diametralmente opposte. Se da un lato nel Nord le continue piogge hanno portato a tempi estremamente dilatati e rese di campo di gran lunga inferiori rispetto ai volumi medi, nel Sud del Paese la difficoltà è stata quella di gestire una scarsità d’acqua che non si verificava come tale da anni” chiarisce Massimo Perboni, direttore del Servizio Agricolo di Mutti.  “In questo contesto, ancora una volta abbiamo potuto contare sulla capacità dei nostri produttori. Fidarci dell’esperienza della parte agricola e assecondare i suoi tempi si è rivelata la scelta migliore per portare a conclusione una campagna molto complessa, ma che ancora una volta chiudiamo certi di aver raggiunto gli standard qualitativi prefissati e che da 125 anni il mercato ci riconosce”, continua.  Sono circa 70 i giorni nei quali, generalmente, si concentra la campagna di trasformazione del pomodoro, dalla metà di luglio fino alla fine di settembre ma il 2024 ha fatto eccezione, costringendo a una campagna che si è protratta fino alla fine del mese di ottobre, comportando un ulteriore sforzo da parte delle oltre 800 famiglie di agricoltori italiani con i quali Mutti collabora. Proprio per questa ragione, l’azienda di Parma ha deciso di supportare la parte agricola, assecondandone i tempi e mettendole a disposizione un sistema di incentivi economici straordinario, dimostrando ancora una volta fiducia nei propri produttori e puntando sulla cooperazione. È proprio nello spirito della valorizzazione del lavoro di squadra che Mutti ha deciso di riunire per la prima volta in un unico evento l’intera filiera, dal Nord al Sud d’Italia, a Reggio Emilia in occasione della 25esima edizione del suo 'Premio Pomodorino d’Oro', il massimo riconoscimento per la qualità della materia prima, nato per valorizzare la qualità del pomodoro e l’impegno dei migliori agricoltori che hanno contribuito alla buona riuscita della campagna di lavorazione e stimolare così un processo di costante miglioramento. “Il 2024 è stato un anno decisamente più complicato del previsto, il più difficile tra quelli affrontati nei 30 anni trascorsi da quando, nel ’94, ho preso la guida dell’azienda ma, insieme alla parte agricola, siamo riusciti a portare a termine la campagna con qualità e passione” ha commentato Francesco Mutti, amministratore delegato dell’azienda. “In un momento così complesso, nel venticinquesimo anniversario del nostro premio, abbiamo voluto che l’evento per la consegna del Pomodorino d’Oro fosse uno solo, come una sola, unica, è la nostra filiera. Ora più che mai è importante proseguire e insistere sulla strada della collaborazione, uniti, perché condividiamo tutti lo stesso obiettivo: portare sulle tavole di chi sceglie Mutti il miglior pomodoro possibile”.  Ad aggiudicarsi il primo posto per il pomodoro tondo è stata l’azienda agricola piacentina 'Il Giglio di Benzi', di Gabriele Mazzocchi, collaboratrice di Mutti dal 2019 e protagonista negli ultimi anni di un’importante crescita, che l’ha portata dal 25esimo posto del 2020 al primo in soli quattro anni. Per quanto riguarda le varietà del sud, pomodoro lungo e pomodoro ciliegino, i vincitori sono state rispettivamente le aziende agricole di Gianfranco Anzivino, di Troia (Fg), e Turco Fortuna, di Lesina (Fg). Per il pomodoro datterino, unica delle quattro categorie che vede competere entrambe le filiere, Nord e Sud, ad essere premiata è stata l’azienda agricola di Roberto Brui, di Ferrara. ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)