Fnopi, la Federazione degli infermieri compie 70 anni

(Adnkronos) - Con l'approvazione, 70 anni fa, della Legge 29 ottobre 1954, n. 1049, veniva sancita l'istituzione dei Collegi delle infermiere professionali, delle assistenti sanitarie visitatrici e delle vigilatrici d'infanzia (Ipasvi). Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n.262 del 15-11-1954) si dava così il via a un percorso al fianco di infermieri e cittadini che negli anni si è evoluto e continua ad evolvere, come testimonia la trasformazione in enti sussidiari dello stato con la Legge 3/2018 che ha istituito la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi). La ricorrenza è ricordata nei particolari in una news pubblicata sul sito istituzionale della Fnopi, dove si ricordano anche le tappe che dalla nascita dei primi Collegi hanno portato, a inizio anni 2000, all'istituzione della laurea specialistica, diventata una realtà concreta con i corsi partiti in 15 atenei italiani. Un obiettivo che la Federazione e i Collegi Ipasvi hanno perseguito con tenacia per offrire agli infermieri la possibilità di intraprendere percorsi formativi sempre più articolati e diversificati. Un lavoro per l'evoluzione della professione che non si è mai fermato. Lo testimonia l'annuncio, dei giorni scorsi da parte del ministro della Salute, Orazio Schillaci, di nuove possibilità formative che a breve saranno a disposizione degli studenti di Infermieristica: 3 lauree specialistiche in Cure Primarie e Sanità pubblica, in Cure Pediatriche e Neonatali e in Cure Intensive e nell'Emergenza. Ai Collegi, attivi dal 1954, è subentrata nel 2018 la Fnopi - ricostruisce l'articolo sul sito - con l'approvazione della Legge 3 che ha portato a cancellare l'uso di termini come 'infermieri professionali' e 'vigilatrici di infanzia' (ora infermieri pediatrici) e accolto gli assistenti sanitari nell'Ordine delle professioni tecniche. La creazione dei Collegi ha portato alla realizzazione di Censimenti nazionali degli esercenti le professioni sanitarie che, nei dati, descrivono la grande evoluzione della professione anche sono considerando l'aumento delle iscrizioni che dalle 28.159 del 1964 sono passata a 128.036 nel 1984, per salire a 338.245 nel 2004 fino a raggiungere le 456.414 di oggi. ---salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Kia presenta CarPay

(Adnkronos) -
KIA presenta sulla nuova EV3 il nuovo sistema di pagamento CarPay.  Si tratta di una tecnologa che consente di pagare direttamente dalla vettura diversi servizi. La prima funzionalità offerta sarà Parkopedia. Comodamente seduti al volante della nuova KIA EV3, il guidatore potrà lanciare questa app per individuare il parcheggio più vicino alla propria destinazione ed effettuare il pagamento direttamente tramite lo schermo di navigazione.  Trovare un parcheggio nelle grandi città è diventato difficilissimo. Il 92% degli automobilisti ha serie difficoltà a trovarne uno, in Paesi come la Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti.  Quelli disponibili, spesso sono molto costosi. Le stesse difficoltà si incontrano anche quando si è con un’auto elettrica.  Una funzione pratica, utilizzabile sin da subito, che semplifica il processo di ricerca di un parcheggio. I servizi Parkopedia sono integrati nei più evoluti sistemi di navigazione e aiutano il conducente a trovare il parcheggio più vicino alla loro destinazione. Pratica è la soluzione che evidenzia al guidatore, il numero dei posti disponibili nel parcheggio e il costo.  La transazione CarPay è protetta. È possibile utilizzare una carta di credito registrata e archiviata in modo sicuro, senza alcuna necessità di app aggiuntive.  “Kia CarPay introduce una funzionalità davvero pratica e, fin da subito, aiuta a mitigare una delle principali preoccupazioni degli automobilisti, semplificando il processo di ricerca e di pagamento del parcheggio", ha dichiarato Hans Puvogel, COO di Parkopedia. "Non solo riduce il tempo che i conducenti devono dedicare a cercare un'area di sosta, ma elimina anche la ricerca, spesso frustrante, di un parchimetro funzionante o la necessità di dover scaricare app diverse per attivare e poter pagare le sessioni di parcheggio.”
 ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


BMW riconosciuto come miglior Brand nel Service

(Adnkronos) -
BMW conquista il premio di Brand con il miglior Service.  La premiazione si è svolta in occasione dell’evento Service Day 2024, secondo i risultati presentati dallo studio di Quintegia, nel post-vendita, BMW è risultato nuovamente il miglior Marchio. A premiarlo sono stati i dealer che hanno partecipato al sondaggio. È la seconda volta consecutiva che il Marchio dell’Elica riceve il premio di miglior Brand nel Service.  “È un grande orgoglio poter ricevere questo premio, un attestato di fiducia che l’intera Rete Service BMW ripone nel lavoro quotidiano di lettura insieme del mercato e nell’offrire un servizio sempre più vicino ai nostri Clienti. Continueremo il dialogo costante con i nostri Partner per rendere l’esperienza Service dei Clienti sempre più semplice, grazie all’integrazione in un unico ecosistema di tutte le informazioni delle automobili e dei clienti, per facilitare il lavoro di tutte le persone in Officina. Inoltre, proseguiremo nel percorso di rendere più capillare il Proactive Care, un approccio che consolida la relazione del Cliente con il Partner Service preferito” afferma Dario Mennella Customer Support Director BMW Italia. La scala di valutazione era compresa tra 1 e 5, BMW ha ricevuto un punteggio pari a 4,05.  Tra i temi analizzati, il costruttore tedesco ha primeggiato rispetto alla concorrenza, nella comprensione del mercato e gestione del business post-vendita. Ottima anche l’efficacia del Marchio di sviluppare politiche che favoriscano il business dei ricambi. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Mercedes-Benz Classe C, un nuovo riconoscimento sulla sicurezza

(Adnkronos) - La Mercedes-Benz Classe C è stata premiata nei test Euro NCAP, ottenendo il massimo punteggio nell’ambito dei sistemi di assistenza alla guida.  Con un totale di 182 punti, la Mercedes-Benz Classe C ha primeggiato nella comparativa sui sistemi ADAS, avendo la meglio su cinque concorrenti. L’85% dei voti è stato ottenuto nell’area Assistance Competence e il 97% in Safety Backup.
 Risultati sorprendenti arrivano anche dall’Active Emergency Stop Assist. La Classe C è in grado di cambiare autonomamente corsia a destra o a sinistra e di fermarsi in modo controllato, qualora il conducente non sia più in grado di guidare, ad esempio in caso di malore.  Un riconoscimento che arriva dopo altri preziosi titoli conquistati dalla EQE berlina (2022), EQE SUV (2023) e Classe E (2023).
 Modelli di punta della Casa della Stella a Tre Punte, che hanno ottenuto una valutazione alta nei test Euro NCAP sui sistemi di assistenza alla guida. La berlina EQE ha registrato, nell’ambito dei test ADAS, il punteggio più alto di sempre: 85% nell’assistenza e il 100% nel backup sulla sicurezza.  A partire dal 2020, Euro NCAP ha aggiornato i suoi criteri di valutazione, inserendo nell’ambito dei suoi rigorosissimi test anche quello che valuta la funzione di assistenza alla guida.  
"La sicurezza è essenziale per Mercedes-Benz. La nostra priorità assoluta è evitare o almeno ridurre la gravità degli incidenti in scenari di traffico reali. Siamo orgogliosi che organizzazioni indipendenti come Euro NCAP confermino l'altissimo livello di prestazioni dei nostri sistemi di assistenza. Il risultato di questo test ha confermato ancora una volta le nostre competenze nello sviluppo dei sistemi di assistenza alla guida e di sicurezza”, ha dichiarato Markus Schäfer, Membro del Consiglio di Amministrazione di Mercedes-Benz Group AG, CTO, Sviluppo e Acquisti.
 ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Semplicemente Porsche 911 Carrera T

(Adnkronos) - La Porsche 911 Carrera T privilegia l'essenziale. Il nuovo modello di casa Porsche nasce per i puristi veri, le misure sono plasmate per ridurne il peso, la messa a punto dinamica e il cambio manuale a sei rapporti sono stati introdotti per creare le basi principali per rendere questa nuova Carrera un modello perfetto per esaltare il vero piacere di guida superlativo. La
“T
” sta per Touring, e in Porsche la tradizione di questo modello risale al lontano 1968, la nuova 911 Carrera T è alimentata dal motore boxer biturbo a sei cilindri da 3,0 litri della 911 Carrera capace di erogare una potenza di 290 kW (394 CV) e una coppia motrice di 450 Nm. Il cambio è manuale a sei rapporti di serie, mentre la trazione e rigorosamente sull'asse posteriore.  Sono numerosi gli elementi che distinguono la Carrera T dagli altri modelli della serie. Si parte dall'adesivo con il logo dello schema del cambio su ciascuno dei finestrini posteriori triangolari, come i profili superiori e inferiori degli specchietti retrovisori esterni e i cerchi in lega leggera sono verniciati in tinta in Grigio Vanadio metallizzato. Altra particolarità è il bordo dello spoiler aerodinamicamente ottimizzato, ripreso dalla 911 Carrera GTS.
 La Carrera T dispone di sedili sportivi neri, regolabili elettricamente in quattro direzioni, con inserti centrali in Sport-Tex di serie. Il tessuto tartan degli interni è riservato esclusivamente alla 911 Carrera T. L'esclusività della 911 Carrera T è esaltata ulteriormente anche dai pacchetti di design Carrera T per gli esterni e gli interni. Questi ultimi sono disponibili nel classico colore Porsche Blu Genziana per offrire un contrasto cromatico di grande effetto. All'esterno della vettura, si trovano gli inserti sul cofano posteriore, le decalcomanie Carrera T sui cofani anteriori e posteriori e sulle portiere. la Posche Carrera T è disponibile sia nella versione coupé e per la prima volta anche cabrio ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Alimenti, Altroconsumo: per 7 italiani su 10 spreco cibo al top delle perdite

(Adnkronos) - Lo spreco alimentare è considerato uno dei principali ambiti che incidono maggiormente sul nostro portafoglio, ma per il campione di italiani intervistati, lo sperpero all'interno delle famiglie non riguarda solo il cibo. Per il 72%, la causa principale di perdita di alimenti in casa è dovuta a prodotti acquistati e non consumati in tempo, quindi scaduti, oppure agli avanzi gettati dopo i pasti. E' quanto emerge da una ricerca realizzata da Ipsos nell’ambito della piattaforma 'Impegnati a Cambiare', promossa da Altroconsumo e condotta tra 1.000 persone rappresentative della popolazione.  Inoltre, il 64% segnala un utilizzo eccessivo di acqua corrente, il 62% menziona un consumo eccessivo di energia elettrica, seguito dall'uso intensivo di carburanti per il 46% e dal riscaldamento eccessivo per il 37% degli intervistati. In media, in una settimana, una famiglia butta via circa 680 grammi di cibo avanzato, scaduto o non consumato. La percentuale aumenta al centro e al Sud mentre diminuisce al Nord. Se per il campione degli intervistati le cause dello spreco sono diverse - confezioni troppo grandi, poca conoscenza su come conservare i cibi, promozioni che incentivano acquisti in più, buttare il cibo anziché riscaldarlo il giorno dopo - dalla ricerca emerge un dato importante: solo il 60% del campione intervistato guarda gli ingredienti. I criteri di sostenibilità, dunque, giocano ancora un ruolo minore nella scelta dei prodotti alimentari.  "Lo spreco alimentare non è solo una importante questione ambientale - afferma Federico Cavallo, responsabile relazioni esterne Altroconsumo - ma ha un impatto diretto sulle tasche delle famiglie sull’economia in generale e per l’Italia. Educare e sensibilizzare alla riduzione dello spreco indubbiamente è fondamentale per ridurre questi costi e, allo stesso tempo, contribuire alla sostenibilità del pianeta. Interventi concreti, come migliorare la conservazione degli alimenti, incentivare le donazioni da parte degli esercizi commerciali e fornire una chiara indicazione sulle etichette, possono fare la differenza sia in termini di risparmio che di impatto ambientale".  Nella scelta di un prodotto alimentare, il ruolo della sostenibilità gioca un ruolo minore: il 48% degli intervistati attribuisce importanza a imballaggi sostenibili e riciclabili, il 43% presta attenzione al benessere degli animali negli allevamenti, mentre il 41% considera fondamentale che i prodotti abbiano una certificazione che ne attesti la sostenibilità, come il biologico. Inoltre, il 76% afferma di conoscere la differenza tra la data di scadenza e il termine minimo di conservazione di un prodotto alimentare. Il 78%, invece, definisce come "cibo sostenibile" quello prodotto con un uso efficiente delle risorse naturali. Nonostante le soluzioni per affrontare lo spreco alimentare non siano condivise da tutti, la maggioranza degli intervistati individua nell'educazione e nell'informazione la chiave per ridurre il fenomeno. Il 59% ritiene essenziale educare i bambini fin dai primi anni di scuola, mentre il 52% suggerisce di incentivare ristoranti ed esercizi commerciali a donare il cibo in eccesso alle associazioni benefiche. Il 50% propone di rendere più chiare le etichette, indicando meglio fino a quando il cibo può essere consumato oltre la data di scadenza.  Per il 44%, sarebbe utile creare punti di raccolta per il cibo non utilizzato. Le piattaforme e le applicazioni digitali volte a ridurre lo spreco alimentare, tuttavia, sono ancora poco conosciute. Di questo tema si discute anche nella nuova puntata di Altroché, il podcast di Chora Media condotto da Francesco Oggiano, che fa parte del progetto Impegnati a cambiare e che, con la conduzione di Francesco Oggiano, vede in questa edizione la partecipazione di Andrea Fagnoni, Chief Client Officer di Ipsos e co-fondatore dell’Osservatorio Civic Brands e Lisa Casali, scienziata ambientale e scrittrice che si occupa dell’argomento sprechi alimentari da quasi vent’anni. Il podcast si può ascoltare su impegnatiacambiare.org e su tutte le principali piattaforme di audio streaming. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Le previsioni di SAS per il 2025: l'Intelligenza Artificiale tra innovazione e tendenze

(Adnkronos) - SAS, in una nota ufficiale, ha voluto analizzare qual è lo stato dell'arte dell'intelligenza artificiale e il ruolo che questa ricoprirà nel settore tecnologico durante il 2025. SAS affida previsioni e analisi delle tendenze del settore per il prossimo anno ai propri executive. 
L'Addestramento più rapido dei modelli riduce l'impatto ambientale dell'AI
 
Bryan Harris, Chief Technology Officer di SAS, sottolinea l'importanza della velocità e dell'efficienza algoritmica per ridurre il consumo di risorse cloud. "La velocità e l'efficienza algoritmica non possono essere ignorate come leve fondamentali per ridurre il consumo di risorse cloud. Sebbene l'AI, nota per il suo elevato fabbisogno energetico, continuerà a favorire l'adozione di fonti di energia sostenibile, come il nucleare, si prevede un aumento della domanda per modelli più efficienti dal punto di vista energetico. Così come l'industria degli elettrodomestici e quella automobilistica hanno fatto notevoli progressi in termini di efficienza energetica, è essenziale che anche i modelli di AI seguano questa tendenza." 
Gli attacchi dell'AI minacciano il nostro modo di vivere
 
Steven Tiell, Global Head of AI Governance Advisory di SAS, evidenzia le potenziali minacce dell'AI sulla società. "La capacità dell'AI di personalizzare e operare su larga scala sta cambiando il nostro modo di interagire con le informazioni, contribuendo alla diffusione di disinformazione e alla manipolazione delle norme sociali. Gli attacchi informatici basati sull'AI possono colpire individui, gruppi o istituzioni, mettendo a rischio i nostri stili di vita. In questo contesto, le società democratiche e i loro governi hanno un interesse cruciale nel salvaguardare il dibattito civile, le elezioni e le norme culturali. Per affrontare questa sfida, i leader aziendali devono assumere un ruolo attivo nel dibattito sull'uso etico dell'AI, promuovendo valori aziendali e stabilendo principi, policy, standard e controlli specifici relativi all'intelligenza artificiale." 
I "Data Dumpster" alimentano il divario dell’AI
 
Marinela Profi, Global GenAI/AI Market Strategy Lead di SAS, mette in luce l'importanza dei dati di qualità. "Il 2025 mostrerà che alcune organizzazioni stanno prosperando grazie all'AI generativa, superando la concorrenza, creando esperienze clienti specializzate e lanciando prodotti innovativi con maggiore rapidità. Tuttavia, altre organizzazioni stanno rimanendo indietro nella corsa all'AI generativa. Stanno infatti abbandonando la serie di progetti avviati nel 2023 avendo trascurato una realtà cruciale: l'AI ha bisogno di dati di qualità. I dati scadenti infatti compromettono le performance dell’AI, e le organizzazioni devono avere il coraggio di fare un passo indietro per affrontare le loro problematiche legate ai dati." 
AI Generativa: dall'hype alla realtà
 
Jared Peterson, Senior Vice President, Platform Engineering di SAS, invita a focalizzarsi sul valore concreto dell'AI generativa. "L'AI generativa continuerà a suscitare interesse, ma siamo giunti a un momento in cui è importante distinguere l'hype e focalizzarci sulla creazione di valore concreto per le imprese. Ciò implica semplificare i nostri approcci, le regole e i modelli, integrandoli con un uso mirato di modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) e modelli linguistici specializzati (SLM)." 
Cloud Provider e utenti dell'AI condivideranno la responsabilità ambientale
 
Jerry Williams, Chief Environmental Officer di SAS, parla della responsabilità condivisa nella sostenibilità. "La corsa all'adozione dell'AI sta portando alla creazione di modelli inefficienti che consumano enormi quantità di risorse cloud e contribuiscono a un maggiore impatto ambientale. Non spetta solo ai fornitori di hardware e ai grandi cloud provider ridurre l'impatto ambientale; è una responsabilità condivisa con gli utilizzatori dell'AI che gestiscono dati e carichi di lavoro. Una maggiore efficienza nello sviluppo dei modelli di AI, resa possibile da piattaforme di dati e AI ottimizzate per il cloud, contribuirà a ridurre duplicazioni e sprechi inutili, minimizzando il consumo energetico." 
I leader di domani si costruiscono oggi grazie all'AI
 
Jay Upchurch, Chief Information Officer di SAS, prevede un futuro dominato dalle organizzazioni abilitate all'AI. "Le organizzazioni completamente abilitate all'AI saranno quelle che vinceranno le battaglie IT del 2025. Con l'evoluzione dell'IA generativa, che da 'giocattolo nuovo e luccicante' diventa una forma consolidata di intelligenza artificiale, le aziende inizieranno a operazionalizzare tutte le varianti dell'AI per automatizzare compiti di routine, liberando così i dipendenti per attività a maggiore valore. Queste automazioni permetteranno di prendere decisioni più rapidamente, individuare opportunità con maggiore prontezza e stimolare innovazione rispetto ai concorrenti. In sintesi: queste organizzazioni saranno le vere vincitrici." 
Gli LLM diventano una commodity e si specializzano
 
Udo Sglavo, Vice President, Applied AI & Modeling, R&D di SAS, sottolinea la futura commoditizzazione degli LLM. "Nel 2025, i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) diventeranno una commodity, con conseguente crollo dei modelli di prezzo per l'AI, poiché le funzionalità di base saranno disponibili gratuitamente. Il vero valore si sposterà verso servizi specializzati e applicazioni specifiche per settori, sviluppate su queste basi. Allo stesso tempo, l’ascesa degli LLM open-source metterà in discussione il predominio di alcuni provider chiave, favorendo un panorama dell'AI più decentralizzato, dove la personalizzazione e l'integrazione diventeranno i principali fattori di differenziazione." 
L'accelerazione dell'AI e del Cloud innescherà una grande razionalizzazione dell’IT
 
Stu Bradley, Senior Vice President, Risk, Fraud and Compliance Solutions di SAS, prevede una significativa semplificazione delle infrastrutture IT. "Le aziende hanno a lungo operato con sistemi isolati, ciascuno dedicato a una funzione o a un segmento di clientela diverso. I team IT sono sotto pressione a causa di integrazioni ingombranti, incapaci di fornire l'agilità necessaria alle loro aziende. Si profila una grande razionalizzazione dell’IT, in cui i leader aziendali utilizzeranno il cloud per semplificare le infrastrutture IT e le relazioni con i fornitori, guadagnando velocità critica e riducendo i costi. Coloro che modernizzeranno su una piattaforma cloud-nativa, potenziata dall'AI e capace di supportare più funzioni, trarranno il massimo valore. Saranno in grado di acquisire capacità decisionali e di gestione dei dati integrate e democratizzate, coprendo l'intero ciclo di vita del cliente e dell'azienda nel suo complesso." 
L'AI Generativa diventa personale (e più avanzata) per i marketer
 
Jennifer Chase, Chief Marketing Officer di SAS, evidenzia l'evoluzione dell'AI nel marketing. "Nel 2025, i marketer passeranno rapidamente da applicazioni più semplici di IA generativa, incentrate sulla produttività e sulla creazione di contenuti, a capacità di AI più avanzate che offrono vantaggi competitivi e crescita dei ricavi. Andando oltre i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM), i marketer adotteranno strumenti di IA generativa come dati sintetici e digital twin, oltre a tecnologie AI consolidate come il machine e deep learning, per offrire esperienze personalizzate e campagne efficaci, rispettando al contempo la privacy dei clienti." Immagine creata con DALL-E ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Instagram down, oggi problemi: cosa è successo

(Adnkronos) - Problemi per Instagram, l'app della galassia Meta - che comprende anche Facebook e WhatsApp - alle prese oggi con un down a giudicare dalle segnalazioni su Downdetector, il sito che monitora le anomalie della rete. Le segnalazioni di problemi arrivano dall'Italia e da altri paesi: dalla Germania agli Stati Uniti, dalla Spagna al Brasile. La curva che descrive l'emergenza, però, dopo una rapida impennata si avvia a calare: problemi quindi rientrati o in fase di soluzione. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Imprese, cittadini e istituzioni italiane: ecco come rivedere il Green deal

(Adnkronos) - La cronaca di questi giorni con il dissenso di una parte dell’industria automotive e le proteste dei lavoratori sembra confermare i numeri della rilevazione effettuata da Adnkronos tra i propri utenti web e social: per il 65% il Green deal europeo andrebbe eliminato, per il 23% migliorato e solo per il 12% è una priorità. Così come viene portata avanti, secondo i 5.500 utenti che non rappresentano un campione statistico, la transizione danneggia l’economia (75%). In pochi si esprimono positivamente sull’acquisto delle auto elettriche a causa del prezzo (46%) o dei limiti per la ricarica (38%). Le risposte sono state oggetto di commento durante il convegno Adnkronos Q&A dal titolo “Trasformazione green, investimenti e strategie” che si è svolto oggi nel Palazzo dell’Informazione di Roma. Il Direttore di Adnkronos Davide Desario, introducendo i lavori, ha sottolineato l’importanza di “interrogarsi su cosa resta del Green Deal europeo e su come le politiche nazionali stanno cambiando per attuarlo. Comprendere quale sarà l'approccio della nuova Commissione Europea e a che punto siamo nella corsa alla transizione ecologica. Esaminare le iniziative delle aziende italiane che cercano di conciliare sostenibilità e competitività. Analizzare la percezione della sostenibilità da parte degli italiani, basata sulla nostra recente rilevazione. Discutere -continua Desario- anche su come la sostenibilità debba essere comunicata efficacemente e quale ruolo cruciale svolga l'informazione in questo processo. È tutto quello che, come Adnkronos, abbiamo provato a fare con questo convegno su dei temi che toccano da vicino il Paese reale e la vita di cittadini e imprenditori”. Pareri che si conciliano con le preoccupazioni della politica e delle istituzioni italiane. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha introdotto la strategia del Governo: “L’attenzione del governo è su più fronti: il lavoro in corso sui settori in cui è più difficile carbonizzare, gli incentivi per le CER, l’avanzamento delle misure al PNRR e diverse altre azioni normative semplificatorie. Sono convinto che il rinnovamento delle istituzioni europee ci permetterà di affrontare con maggiore pragmatismo anche quelle norme del green deal che si sono dimostrate molto ma molto sbilanciate”.  “L’Italia non ha mai lavorato per distruggere- ha precisato il ministro Fratin - Ha voluto piuttosto migliorare, anche riuscendo, direttive e regolamenti che rischiano di lasciare indietro interi settori dell’economia. Non c’è più posto in Europa per approcci che non tengano conto di quelle che sono le evidenze scientifiche e di contesti nazionali differenti tra i 27 paesi europei. Credo che su questa linea si possa lavorare nel nuovo parlamento, nella commissione e consiglio europei. Come già fatto al G7 clima, energia e ambiente così a COP 29, che si apre tra pochi giorni, porteremo con responsabilità la voce del sistema paese espressione di valore e di eccellenza”.  Di recente il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha presentato una proposta al Parlamento Europeo per anticipare la revisione del Green Deal rispetto al 2026. Tramite un messaggio trasmesso durante il dibattito, Urso ha spiegato che “in questa fase, sul settore automotive, insieme alla Repubblica Ceca, il nostro Paese si è fatto promotore di un non paper che sarà presto discusso in Commissione al fine di riesaminare le modalità che porteranno allo stop ai motori endotermici nel 2035. La transizione deve esserci ma occorrono le condizioni per raggiungerla. Il processo va sostenuto con una forte immissione di risorse pubbliche a oggi fuori dalla portata dei bilanci pubblici non solo dell’Italia ma di tutti i Paesi europei. Non solo: serve un approccio basato su evidenze empiriche e non su posizioni ideologiche, che guardi con favore alla neutralità tecnologica e all’inserimento dei biocarburanti tra le modalità per raggiungere l’abbattimento di CO2. Per questo chiediamo di anticipare alla prima metà del prossimo anno il Rapporto di valutazione previsto per fine 2026”.  “Il Governo – ha concluso il ministro Urso - è consapevole che l’obiettivo della decarbonizzazione non può essere messo in discussione, ma occorre un confronto aperto su quale sia la modalità corretta per raggiungerlo”.  Sulla stessa lunghezza d’onda le osservazioni espresse dal mondo delle imprese. Su questo fronte, la rilevazione tra gli utenti Adnkronos sembra andare in altra direzione: secondo il 56% tra le aziende ci sarebbe troppo green washing nella comunicazione e servirebbe più attenzione (35%). In veste di consumatori, 4 utenti su 10 tengono conto dell’attenzione alla sostenibilità per i propri acquisti. Fatti (per il 64%) e coerenza (32%) sembrano avere un maggiore impatto sulle scelte del carrello. Enrico Giovannini, direttore scientifico ASviS, ha parlato dell’Agenda 2030 e degli obiettivi da raggiungere: “Parafrasando una nota canzone di Battisti, tra pensieri parole e azioni, in questa fase, c’è una divergenza impressionante. L’Italia purtroppo sta disattendendo alla realizzazione di alcuni punti fondamentali dell’Agenda 2030: transizione digitale ed ecologica, attuazione della legge europea sul clima, pilastri sociali dei diritti, resilienza economica e sociale, difesa. Nel Piano strutturale di bilancio c’è poco di tutto questo”.  “Qual è la vera prospettiva che il nostro Paese vuole conseguire? – ha proseguito Giovannini – innanzitutto c’è l’idea di ridiscutere questi obiettivi. Se pensiamo al settore della mobilità sostenibile, il Piano prevede incentivi di un solo miliardo all’anno per le auto green e il resto destinato all’automotive. È evidente come vada cambiata la prospettiva, a partire dalle modalità di reperimento delle risorse per la transizione energetica che, per esempio, potrebbero essere recuperate nei 30 miliardi di sussidi – rivelatisi dannosi per l’ambiente - che ogni anno il Governo dà alle grandi aziende. Va detto che il Governo si è impegnato a sbloccarli nei prossimi anni ma è anche vero che le modalità vanno a toccare settori complessi”. “Insomma – ha concluso Giovannini – manca coerenza nelle strategie politiche, anche perché permane ancora un approccio ideologico al Green Deal, contrariamente alla realtà, ovvero un Piano immaginato come un programma di sviluppo economico dell’Europa e non come un programma meramente ambientalista”.  Hanno preso parte al convegno: Matteo Cimenti, Presidente Federchimica- Assogasliquidi; Riccardo Piunti, Presidente Conou; Andrea Diamanti, Head of Wholesale Banking ING Italia; Lucia Fioravanti, Chief Corporate Affairs Officer Polo Strategico Nazionale; Ada Rosa Balzan Founder e Presidente di ARB SB; Giangiacomo Pierini, Corporate Affairs & Sustainability Director di Coca-Cola HBC Italia; Diego Cattoni AD Autostrade del Brennero; Luigi Ferraris, AD Fibercop; Paola Aragno, Eikon Sc, Livio Livi, SostenibileOggi; Alberto Rossi DG Assarmatori. ---economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Essere genitori in Fater - Ascolta

(Adnkronos) - Come si può cambiare veramente approccio alle risorse umane? Come e con quali strumenti si possono soddisfare le esigenze di chi lavora? Soprattutto, come si possono tenere insieme scelte innovative e risultati? A queste domande sta provando a dare risposta la strategia ‘People First’ di Fater. Con Antonio Fazzari, General Manager di Fater, parliamo di politiche di welfare aziendale, di un diverso approccio al management, di una nuova interpretazione del successo, della felicità e del benessere. Parliamo anche del talento, dell’opportunità di riconoscerlo e di valorizzarlo, facendolo esprimere in tutte le sue forme. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)