Da Totti a Balotelli, medico-fisiatra 'per over 40 ritorno difficile, solo pochi minuti'

(Adnkronos) - La Seria A è pronta al ritorno di Mario Balotelli (34 anni), forse già domani alle 18.30 in Genoa-Fiorentina, e aspetta le nuove mosse dell'ex capitano della Roma Francesco Totti, 48 anni, che in diverse occasioni ha parlato di un suo possibile ritorno in campo. Due campioni che potrebbero arricchire la qualità tecnica del campionato ma che, con una carta d'indentità molto diversa, sono lontani dalla massima serie da parecchio tempo. Due condizioni completamente diverse e non paragonabili, ma che fanno sognare gli appassionati di calcio. "Non possiamo confrontare un atleta di 34 anni con uno di 48. Infatti, anche dopo un periodo di allenamento intenso e di riatletizzazione, parliamo di condizioni fisico-atletiche completamente differenti già a partire dall'età. Basti pensare all'artrosi da overuse degli arti inferiori tipica dei calciatori, o ancora all'incredibile aumento di incidenza delle lesioni muscolari, in particolare a livello della regione posteriore di gamba, nei calciatori over 40". Lo spiega all'Adnkronos Salute il medico-fisiatra Andrea Bernetti, nuovo segretario generale della Simfer, Società italiana di medicina fisica e riabilitativa.  "In sostanza, un calciatore di 34 anni, sebbene non più giovanissimo, può sperare, dopo un periodo intenso di attività fisica ed approccio globale alla sua persona, che includa anche una grande attenzione agli stili di vita, all'alimentazione e all'approccio psicologico, di tornare a competere a discreto livello - chiarisce Bernetti - Un atleta di 48 anni, invece, presenta delle condizioni strutturali e fisiologiche che realisticamente non permettono il ritorno all'attività fisica professionistica del calcio di Serie A ad alto livello, se si intende con questo il competere costantemente tutte le settimane per spezzoni importanti di gioco. Naturalmente il ruolo di un atleta di questo tipo può comunque avere un valore, sia in termini di esempio alle giovani leve e di modello di crescita, sia in caso di condizioni di gioco in cui sia necessaria un'elevata esperienza e tecnica, ma per pochi minuti di partita. Penso ad esempio ai calci piazzati a fine partita o ancora ai calci di rigore".  "Comunque vada, rivolto ad entrambi un grande in bocca al lupo e spero che il loro sia un modello virtuoso soprattutto per i bambini che si avvicinano al mondo del calcio, in termini di immagine, passione e forza di volontà", conclude.  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Elon Musk torna a parlare di extraterrestri: "Gli alieni potrebbero essere qui" - Il video

(Adnkronos) - Elon Musk, il noto miliardario fondatore di Tesla e SpaceX, nel corso di un suo intervento ad un comizio pro Trump in Pennsylvania è tornato a parlare di extraterrestri. Conosciuto per le sue visionarie imprese spaziali e le sue dichiarazioni provocatorie, Musk ha scherzosamente affermato che, nonostante non abbia mai avvistato personalmente extraterrestri, "potrebbero essere qui, tra di noi". Non è la prima volta che il miliardario affronta il tema della possibile esistenza di vita extraterrestre, ironizzando addirittura su se stesso come possibile alieno. Durante un'intervista al World Government Summit a Dubai nel febbraio 2017, dopo una discussione approfondita sull'intelligenza artificiale e i suoi potenziali pericoli, un giornalista ha chiesto a Elon Musk: "Molti ritengono che tu non sia completamente umano, ma un alieno. Sei un alieno?" In risposta a questa domanda giocosa, Musk ha riso e ha risposto, "Forse", continuando a sorridere. Di seguito il video dell'intervento da un post su X In realtà, in Pennsylvania Musk ha condiviso le sue riflessioni sull'esplorazione spaziale e l'importanza per l'umanità di aspirare a diventare "

gli alieni che esplorano altre galassie
", rivelando per altro di non aver visto alcuna prova concreta della presenza di alieni sulla Terra, né i suoi satelliti Starlink hanno mai dovuto manovrare per evitare UFO. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Imprese, Federlegnoarredo: nasce il Consorzio nazionale sistema arredo

(Adnkronos) - Il progetto di Consorzio EPR pensato e promosso da FederlegnoArredo, insieme alle aziende dell’arredo, per occuparsi del fine vita dei prodotti del settore, adesso è realtà. Dopo l’annuncio ufficiale di giugno nel corso dell’assemblea annuale della Federazione, il Consorzio Nazionale Sistema Arredo si è formalmente costituito con le prime 15 aziende aderenti che rappresentano un valore complessivo che supera i due miliardi di euro di fatturato. Proprio in questi giorni si stanno inoltre perfezionando altre importanti adesioni che andranno ad ampliare la rosa dei soci fondatori. L’obiettivo del Consorzio è supportare il settore nella piena transizione green, consentendo alle aziende di farsi trovare pronte a una possibile futura implementazione della responsabilità estesa del produttore da parte del legislatore (Epr - Extended Producer Responsibility). A presiederlo Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, che insieme a Maria Porro, presidente di Assarredo di FederlegnoArredo, e Roberto Pompa del consiglio di presidenza di Assarredo, compongono il Cda. Una cabina di regia costituita da figure tecniche e altamente specializzate, in sinergia con le imprese e con il Cda, contribuisce allo sviluppo e all’operatività del Consorzio Nazionale Sistema Arredo. FederlegnoArredo, insieme alle aziende dell’arredo, si fa così interprete e allo stesso tempo anticipatrice di un cambiamento epocale che l’Epr porterà con sé, trasformando un possibile obbligo di legge, in un’opportunità strategica. Un progetto che ambisce a dare una risposta concreta a un cambio di paradigma nel concetto di responsabilità estesa del produttore nella gestione dei rifiuti. “Con la sottoscrizione delle nostre aziende, il Consorzio volontario ha preso forma e siamo già operativi, insieme alla cabina di regia e al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, per analizzare in dettaglio le condizioni di funzionamento di un possibile regime EPR per il settore arredo. Fondamentale in tal senso - spiega Claudio Feltrin - proprio la collaborazione con il Ministero con cui siamo al lavoro per stipulare, come indicato dallo stesso Dicastero, un Accordo di Programma che ci autorizzi ad esplorare in concreto le soluzioni e le convenzioni che il regime Epr potrebbe attivare con tutti i soggetti della filiera". "Un ringraziamento particolare va al viceministro Vannia Gava per il confronto costruttivo in corso da tempo. Il nostro impegno - conclude Feltrin - è volto a fornire al Mase un utile contributo ai fini della definizione del sistema che si candida ad assumere la responsabilità finanziaria e organizzativa della gestione della fase del ciclo di vita in cui i prodotti degli associati diventano rifiuti, promuovendo al contempo attività di prevenzione e riutilizzo e migliorando la sostenibilità dei singoli prodotti e della filiera industriale nel suo complesso”. “Il Consorzio Nazionale Sistema Arredo ci consentirà di accelerare i traguardi di sostenibilità dell’intero comparto e di rinnovare le strategie di tutta la filiera dell’arredamento, che miri non solo alla gestione dei rifiuti ma anche all’attivazione di un sistema di riuso, che prolunghi quanto più possibile la vita e la valorizzazione dei prodotti, come indirizzato dal Green Deal. Si tratta - spiega Maria Porro - di un passo importantissimo che testimonia come il settore, da sempre anticipatore dei tempi, abbia deciso di mettersi in gioco, con un approccio che parte dal basso e cogliendo l’opportunità di creare un modello produttivo sempre più circolare".  "Ci tengo pertanto a ringraziare le aziende di Assarredo che, con lungimiranza, hanno deciso di intraprendere due anni fa questo percorso partecipato che ha per obiettivo comune rendere la filiera più competitiva. Ancora una volta, siamo pronti a fare la nostra parte con quel senso di responsabilità che contraddistingue l’azione del nostro settore sui temi della sostenibilità ambientale, economica e sociale. Per un settore – come il nostro – caratterizzato da prodotti che per natura hanno un ciclo di vita lungo, quest’impegno è il segnale di una capacità di visione che va oltre alle criticità contingenti”, conclude Porro.  Il Consorzio potrà essere operativo su tutto il territorio nazionale, garantendo il ritiro, la raccolta, il recupero e il riciclo di rifiuti di mobili e altri prodotti di arredo, nonché il riutilizzo degli stessi, accelerando la transizione verso l’economia circolare di un settore già fortemente impegnato in questa direzione. Con una visione orientata al ciclo di vita del prodotto si ottimizza anche l'uso delle risorse, si riducono i rifiuti e si facilita il riciclo, contribuendo a una gestione più efficiente e sostenibile dei materiali. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Pmi, Fondirigenti: 1,5 milioni di euro per gestione digitale delle diversità generazionali

(Adnkronos) - La trasformazione digitale può offrire strumenti e soluzioni innovative in grado di migliorare la collaborazione tra le diverse generazioni in azienda, fattore che, se ben valorizzato, può rappresentare un grande vantaggio competitivo. Integrare le due dimensioni della collaborazione intergenerazionale e della transizione digitale significa favorire un ambiente di lavoro inclusivo e collaborativo, più flessibile e soprattutto pronto a rispondere alle sfide del mercato globale. L’attualità del tema è confermata da un panorama in continua evoluzione, caratterizzato da rapidi progressi tecnologici e da una forza lavoro sempre più diversificata in termini di età (dai baby boomers alla generazione Z), che spesso condivide prospettive, priorità e valori divergenti. I rilevanti cambiamenti negli equilibri tra lavoro e tempo libero, così come le modalità di svolgimento del lavoro, sono stati influenzati da una profonda trasformazione digitale, a cui non tutte le generazioni presenti in azienda si sentono pronte allo stesso modo e che ha bisogno di essere accompagnata e governata. A questo complesso scenario risponde l’Avviso 2/2024 di Fondirigenti, il fondo interprofessionale di Confindustria e Federmanager, pubblicato oggi, che ha un titolo evocativo, 'Generazioni digitali', e che mette a disposizione 1,5milioni di euro (fino a 12.500 euro ad azienda) per il finanziamento di Piani formativi orientati a supportare, attraverso le tecnologie digitali, la capacità di ridefinizione degli assetti organizzativi, al fine di stimolare il dialogo tra generazioni e mettere in atto politiche di attrazione e retention dei giovani talenti. “La capacità di governare e trarre valore dalla estrema diversificazione generazionale che caratterizza le aziende di tutte le dimensioni rappresenta una sfida e al tempo stesso una grande opportunità", spiega il dg di Fondirigenti, Massimo Sabatini. "Lo straordinario patrimonio di competenze e di conoscenze delle generazioni più mature e le skills, le abilità e i valori delle nuove generazioni sono, infatti, ingredienti ugualmente necessari per un equilibrato carburante della competitività aziendale. La digitalizzazione può costituire lo strumento capace di innescare una reazione virtuosa tra di loro”, continua.  Proprio ad affinare e irrobustire le competenze manageriali necessarie ad innescare questa reazione virtuosa è destinato il nuovo avviso smart di Fondirigenti, azione sperimentale come sempre destinata al sostegno a specifici target di imprese o all’approfondimento di particolari tematiche. L’Avviso2/2024 si rivolge, infatti, unicamente alle pmi che, rispetto alle GI, non sono ancora adeguatamente strutturate per fronteggiare la sfida generazionale e per gestirla attraverso l’innovazione tecnologica, anche a causa della ridotta managerializzazione, ma che sono, al tempo stesso, anche la classe dimensionale in cui l’investimento nella digitalizzazione può avere i maggiori effetti moltiplicatori. “Oggi più che mai, a fronte delle trasformazioni indotte dalla digitalizzazione e dall’IA, a fare la differenza è la presenza di un management aggiornato, capace di guidare con successo i processi di innovazione -sottolinea il presidente Marco Bodini – la formazione ha un ruolo fondamentale sia nella crescita delle competenze dei giovani manager, sia come supporto del reskilling e upskilling dei dirigenti più maturi. Vogliamo dotare le imprese degli strumenti giusti per competere e favorire il confronto intergenerazionale, con interventi dedicati all’efficientamento dei processi e miglioramento del mindset digitale”. I Piani formativi finanziabili con l’Avviso 2/2024 potranno rientrare in una delle seguenti macroaree. Digital Age management: gestione delle diverse generazioni in azienda attraverso la leva digitale – per interventi che riguardano: strumenti per la raccolta e analisi dei dati, con insight utili sulle performance; strumenti di recruiting e selezione del personale; strumenti digitali per sviluppare i talenti all’interno dell’organizzazione e servizi di welfare coerenti con le diverse generazioni in azienda; implementazione di servizi formativi personalizzabili a disposizione del “manager formatore”; Digital collaboration intergenerazionale: metodologie e strumenti per la collaborazione tra generazioni tramite la leva digitale – per lo sviluppo di competenze finalizzate a valorizzare le diversità e il dialogo intergenerazionale attraverso la leva digitale, con programmi di mentoring e reverse mentoring e/o strumenti digitali; Lifelong digital awareness: padroneggiare la dimensione digitale lungo tutto l’arco della vita - per la valorizzazione del mindset digitale in relazione alle diverse modalità con cui le diverse generazioni utilizzano la digitalizzazione (virtual communication, knowledge networking, digital privacy, problem solving; creatività e innovazione; gestione del tempo). La presentazione dei Piani formativi dovrà avvenire attraverso l'area riservata delle aziende, sul sito di Fondirigenti, a partire dalle ore 12.00 del 12 novembre 2024 fino alle ore 12.00 del 12 dicembre 2024. Il testo integrale dell’avviso e le linee guida per la presentazione sono disponibili nella sezione dedicata sul sito di Fondirigenti ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Dal gaming alla nerd culture: intervista con Il Solito Mute

(Adnkronos) - Raffaele Bottone, meglio conosciuto come "Il Solito Mute", è un content creator che ha saputo trasformare la sua passione per il gaming in una carriera a tutto tondo nel mondo dell'intrattenimento online. Partendo dalla community di Rainbow Six Siege, Raffaele ha ampliato i suoi orizzonti fino a toccare temi come la tecnologia, il cinema e la cultura nerd in generale, conducendo anche un quiz show di successo. A Lucca Comics & Games 2024, nella città toscana dal 30 ottobre al 3 novembre, Raffaele condurrà cinque giorni di eventi presso il padiglione di Euronics al Baluardo Santa Croce, teatro di eventi, ospiti e attività pensate per gli appassionati di gaming e intrattenimento. In questa intervista, ci racconta il suo percorso e le sue riflessioni sul futuro dell'intrattenimento digitale. 
Hai iniziato la tua carriera online con Rainbow Six Siege e la community di Rainbow6ItaCom. Come sei passato da lì ad occuparti di tecnologia, cinema e a condurre un quiz show?
 La passione per la tecnologia la coltivo da sempre, credo di aver mandato la prima email alle scuole elementari. Ed è stata proprio quella a spingermi a “studiare” i social network. Volevo capirne le dinamiche per condividere con altri appassionati il mio interesse per Rainbow Six Siege. Da lì ho sempre cercato di alzare l’asticella e, dopo una lunga gavetta, grazie al quiz show, ho avuto l’opportunità di spaziare tra gli argomenti della nerd culture. 
Quali sono le sfide e le opportunità che hai incontrato nel gestire una presenza online su diverse piattaforme come YouTube, Twitch, TikTok e Instagram?
 La sfida principale è stata imparare a gestire modalità di comunicazione diverse tra loro. Cominciando da YouTube (ed essendo un chiacchierone) ho sempre avuto una predilezione per i contenuti long form, a cui ho potuto dare pieno sfogo proprio su Twitch. Il trend completamente opposto degli short form mi ha costretto a reinventare i miei contenuti, ma contemporaneamente mi ha dato le più grandi opportunità in questo settore, arrivando al grande pubblico. 
Nei tuoi video parli spesso di intelligenza artificiale e nuove tecnologie. Come pensi che queste influenzeranno il futuro del gaming e dell'intrattenimento online?
 Siamo solo all’inizio del percorso di training delle intelligenze artificiali a disposizione di tutti e sono certo che in futuro le vedremo sempre più presenti in ogni settore. Già oggi sono diventate fondamentali nel lavoro di post produzione dei contenuti per il web e per la TV. Penso ai sottotitoli, alle traduzioni quasi perfette in altre lingue e alla generazione automatica di scene e immagini. Nel campo del gaming l’IA è presente da tantissimo e sta entrando di prepotenza anche nel processo di sviluppo. 
Condurre un quiz show per Beyond PG Esports ti ha portato a nuove esperienze e collaborazioni? Cosa hai imparato da questa opportunità?
 Beyond PG è stata la mia prima esperienza fuori dalla 'zona di confort' di Rainbow Six Siege e si è rivelata fondamentale per la mia crescita. Ho curato ogni aspetto della trasmissione, dagli ospiti alle grafiche, fino ai singoli giochi. Relazionarmi con personalità di spicco del web, ciascuna col proprio carattere e con la propria fanbase, mi ha permesso di instaurare nuovi rapporti e di imparare a gestire imprevisti ed esigenze diverse anche in diretta davanti a un pubblico nutrito. 

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Ia, Accenture Song: innovazione al centro per il marketing del futuro

(Adnkronos) - “Accenture song ha implementato un nuovo modello operativo per ottimizzare i processi e favorire la collaborazione interna, ponendo l’IA generativa al centro delle sue strategie per il marketing del futuro”. A dirlo, in un’intervista all’Adnkronos/Labitalia, Alessandro Diana, accenture song lead for Italy, Central Europe and Greece. “Siamo - spiega - uno dei più grandi gruppi creativi al mondo, le nostre competenze spaziano dallo sviluppo strategico del business alla progettazione di prodotti e servizi; dalle piattaforme tecnologiche ed esperienziali alla strategia creativa, media e di marketing; dalla pianificazione di campagne all’organizzazione e gestione dei contenuti e dei canali; dalla gestione dei canali di vendita e degli store all’ottimizzazione dei customer service”.  “Da poco - afferma - abbiamo adottato un nuovo modello operativo globale che integra tutte le funzioni e capacità all’interno di cinque aree, integrate verticalmente: design & digital products, marketing, commerce, service e industry & customer growth strategy. Questo cambiamento è stato guidato dalla necessità di semplificare ulteriormente il nostro modello e promuovere una maggiore collaborazione interna. Connettendo processi, risorse e competenze in modo chiaro e strutturato, possiamo servire meglio i nostri clienti, offrendo loro soluzioni personalizzate e integrate. La trasformazione è stata influenzata proprio dal ritmo accelerato delle nuove tecnologie, in particolare l’ascesa dell’IA generativa, che sta sollevando nuove domande e opportunità. Inoltre, le sfide dei clienti stanno diventando sempre più complesse e richiedono di conseguenza soluzioni innovative e personalizzate. Tuttavia, la nostra missione rimane la medesima: far crescere le aziende nel futuro creando rilevanza per i clienti. Il problema della rilevanza non è nuovo, ma diventa straordinariamente attuale e contemporaneo a causa della frammentazione dei canali, della mutevolezza dei consumatori e dell’aumento esponenziale dell’offerta”.  “Un elemento chiave di questa trasformazione - sottolinea Alessandro Diana - è l’introduzione di un nuovo modello di agency of records: l’aior. E’ un’agenzia in grado di implementare pienamente l’utilizzo delle nuove tecnologie generative per ottimizzare e velocizzare alcuni processi e permettere così ai creativi di concentrarsi su un approccio strategico ad alto valore aggiunto. Parliamo di un’elevazione del lavoro del marketer, che diventa non solo più efficiente, ma più efficace nelle strategie proposte. L’aior consente di dare centralità al brand e potenziare le capacità umane con strumenti all’avanguardia”.  “L’Ia generativa - ricorda - è un elemento centrale del nostro nuovo modello operativo. Interviene in ogni fase: dalla digitalizzazione e automazione dei processi di gestione del brief, all’adozione di strumenti di customer intelligence; alla creazione di contenuti via via più sofisticati e ‘brand consistent’ fino all’evoluzione dei modelli di collaborazione tra tutti gli attori della value chain. Questo ci permette di offrire esperienze clienti scalabili e personalizzate, migliorando la rilevanza e l’efficacia delle interazioni con i clienti”. “Vista la velocità che la Gen IA - osserva - sta avendo sia in termini di adozione sia in termini di evoluzione, non si può parlare più di formazione in termini tradizionali come momento separato rispetto all’esecuzione delle proprie mansioni. Per questo abbiamo momenti ricorrenti di condivisione cross-practice per la contaminazione e lavoriamo sempre più con team misti in un’ottica di integrazione vera delle competenze, questa integrazione è sempre stata importante, ma la Gen IA l’ha resa imprescindibile. E ovviamente collaboriamo con l’organizzazione Data & IA global di Accenture grazie alla quale possiamo accedere a risorse, competenze, asseet ed alleanze su scala globale (tra cui la recente alleanza strategica con Nvidia)”. Alessandro Diana parla poi del marketing circle: “E’ un’iniziativa promossa da Accenture song che riunisce oltre 50 esperti del settore con l’obiettivo di guidare le aziende con i suoi professionisti a essere consapevoli del potenziale insito nel ‘nuovo’ marketing e a ripensare la funzione del marketing in questo scenario in rapida evoluzione. Ogni anno, nell’ambito dello Iab Forum di Milano, presentiamo i top trend di mercato, fornendo una guida su come affrontare le sfide attuali del marketing. L’anno scorso, ad esempio, abbiamo presentato ‘The marketing playlist 2023’, una ideale playlist sviluppata lungo tre diversi temi o tracce – Community, Generative Ia e Digital identity – ormai centrali nelle vite dei consumatori e inevitabilmente nel lavoro di aziende e marketer”. “Il lavoro del marketing circle - racconta - è utile per comprendere le attuali sfide del marketing e fornire una guida su come traghettare l’innovazione del settore, caratterizzato sempre più dal paradigma della ‘life centricity’, che sostituisce quello della customer centricity, e che si concentra sulla connessione con gli individui nella loro interezza, considerando non solo le loro esigenze come consumatori, ma anche i loro valori e interessi personali. Quest’anno presenteremo la Playlist 2024 in occasione di Intersection, a Milano il 29 e 30 ottobre”.  “Il futuro del marketing - avverte - sarà caratterizzato da una maggiore personalizzazione e rilevanza delle interazioni con i clienti. L’Ia generativa potenzierà la creatività umana e ci permetterà di risolvere problemi complessi; tuttavia, sarà sempre fondamentale mantenere l’elemento umano per evitare un appiattimento delle esperienze di marca.  Un contributo fondamentale alla riduzione del divario tra ciò che le imprese offrono e quello che i clienti si aspettano di ricevere proviene proprio dalla tecnologia stessa, in particolare dall’intelligenza artificiale. Secondo la nostra ricerca ‘Gen IA for customer growth’, il 90% dei dirigenti C-level si aspetta che l’IA generativa rivoluzionerà il proprio business nei prossimi cinque anni. Nel marketing, l’IA generativa sta avviando una vera rivoluzione, consentendo modelli di personalizzazione avanzati che possono portare a incrementi dei fatturati anche superiori al 25% dopo cinque anni. ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Apple presenta il Mac mini più piccolo e potente di sempre, con chip M4

(Adnkronos) - Apple ha introdotto il nuovo Mac mini, dotato dei chip M4 e M4 Pro, progettati per garantire elevate prestazioni in un formato ancora più compatto, con dimensioni di 12,7 cm per lato. Il modello con chip M4 offre prestazioni della CPU fino a 1,8 volte più rapide e un incremento della GPU fino a 2,2 volte rispetto alla versione con chip M1. Il chip M4 Pro, una versione potenziata di M4, supporta carichi di lavoro più impegnativi, con una velocità superiore nelle operazioni multithread e una GPU migliorata per applicazioni grafiche avanzate. Per la prima volta su Mac mini, il chip M4 Pro supporta anche la tecnologia Thunderbolt 5, per un trasferimento dati più veloce. Dal punto di vista della connettività, il Mac mini presenta porte sia sul fronte che sul retro, con tre porte Thunderbolt 4 sul modello M4 e tre porte Thunderbolt 5 sul modello M4 Pro. Sono inoltre incluse una porta HDMI e una porta Gigabit Ethernet, configurabile fino a 10 Gb per una maggiore velocità di rete. Il modello base con chip M4 supporta fino a due monitor 6K, mentre la versione M4 Pro gestisce fino a tre monitor 6K a 60Hz. Il dispositivo è stato progettato per funzionare con Apple Intelligence, il sistema di intelligenza artificiale della compagnia, che consente nuove modalità di interazione e utilizzo del computer, con un occhio di riguardo alla privacy dell’utente grazie a un’elaborazione prevalentemente on-device. Saranno inoltre disponibili nuove funzionalità, inclusa l’integrazione di ChatGPT in Siri e negli strumenti di scrittura, con protezioni avanzate per la privacy. Sul fronte della sostenibilità, il nuovo Mac mini segna un traguardo importante per Apple: è il primo Mac a impatto neutro, con una riduzione delle emissioni di oltre l’80% grazie a materiali riciclati, produzione con energia rinnovabile, e spedizioni a basse emissioni di carbonio. La confezione del dispositivo è realizzata interamente in fibra, in linea con l’obiettivo dell’azienda di eliminare la plastica dagli imballaggi entro il 2025. Il sistema operativo macOS Sequoia completa l’esperienza del Mac mini, introducendo funzioni come il nuovo Safari, con modalità avanzate di lettura e controllo delle distrazioni, e miglioramenti nell’audio spaziale e nella modalità di gioco. La nuova app Password permette di memorizzare le credenziali in un unico luogo e sono stati introdotti nuovi sfondi per le videochiamate. I clienti possono ordinare il nuovo Mac mini con M4 e M4 Pro già da oggi, con consegne a partire dall’8 novembre. Il prezzo parte da €729 per il modello con chip M4 e da €1.679 per il modello M4 Pro, con tariffe agevolate per il settore Education.  ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Premio della National Italian American Foundation alla direttrice Nih Monica Bertagnolli

(Adnkronos) - Monica M. Bertagnolli, diciassettesimo direttore dei National Institutes of Health (Nih) statunitensi, prima chirurga e seconda donna a dirigere l'agenzia, ha ricevuto il Premio Leonardo da Vinci per la Salute e la Scienza a Washington, durante il gala per il 49esimo anniversario della National Italian American Foundation (Niaf), dall'oncologo Antonio Giordano, presidente della Sbarro Health Research Organization (Shro) e professore al College of Science and Technology della Temple University.  "La dottoressa Bertagnolli ha dedicato la sua vita all'avanzamento dell'oncologia clinica, svolgendo un ruolo fondamentale nella comprensione e nel trattamento della trasformazione neoplastica e del cancro", con importanti "contributi alla scienza e alla comunità", è la motivazione del riconoscimento alla numero uno degli Nih. Tra i suoi precedenti incarichi, quello di direttrice del National Cancer Institute e diverse posizioni di rilievo presso la Harvard Medical School, il Dana-Farber Cancer Institute, l'American Society of Clinical Oncology e l'American Cancer Society. Al gala era presente anche Miguel Mostafa, Decano del College of Science and Technology della Temple University e partner Shro.  ---salute/medicinawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Dalle protesi caviglia personalizzate all'Ai, al via congresso ortopedici

(Adnkronos) - L'ortopedia guarda al futuro. Con le protesi 'custom made', "più innovative delle protesi standard in commercio quando quest'ultime non garantiscono un impianto sufficiente a colmare delle perdite ossee importanti che siano post traumatiche, tumorali o di altro tipo", e con l'intelligenza artificiale come "prezioso aiuto che lavora in sinergia con le competenze cliniche umane per elevare gli standard di cura, rispondendo in modo più efficace alle esigenze dei pazienti". A fare il punto su questi due scenari sono gli ortopedici che oggi a Roma aprono il 107esimo Congresso nazionale della Società italiana di ortopedia e traumatologia (Siot). Intelligenza artificiale, chirurgia robotica, ortobiologia e medicina rigenerativa, protesi di ginocchio e attività sportiva, evoluzione nelle tecniche chirurgiche nella traumatologia, protesi personalizzate di caviglia, ritorno allo sport dopo lesioni legamentose al ginocchio nel professionista e nello sportivo amatoriale: sono solo alcuni dei temi in agenda.  "Tra le novità di questa edizione - dichiarano Francesco Benazzo e Pietro Cavaliere, presidenti del congresso che proseguirà fino al 31 ottobre - abbiamo voluto dare un'impronta speciale accogliendo per la prima volta nazioni ospiti, cioè le cosiddette Guest Nation, quest'anno Brasile e Colombia, i cui relatori saranno coinvolti all'interno delle tavole rotonde e delle sessioni scientifiche della Siot e ognuno porterà l'esperienza del proprio Paese nell'ottica di un maggiore arricchimento di tutti noi ortopedici. Un'altra novità del congresso di quest'anno è la Siot 24 Experience, cioè un percorso obbligato di apprendimento per oltre 50 specializzandi nominati dai direttori delle loro rispettive scuole, che ascolteranno i dibattiti e seguiranno sessioni scelte per loro realizzando un determinato percorso formativo per tutti i 3 giorni all'interno delle sessioni scientifiche. Vogliamo ringraziare i colleghi, la Siot tutta e l'organizzazione per aver contribuito alla realizzazione del Congresso Siot 2024". La cerimonia inaugurale di questo pomeriggio ospita la Lectio magistralis 'Italia: il nuovo melting pot in Europa? Il futuro dell'ortopedia nella nuova società italiana', alla quale interverranno Javad Pavizi, ortopedico di fama mondiale che racconterà la sua esperienza di immigrato fuggitivo dall'Iran dopo la caduta dello Scià, arrivando fortunosamente prima in Inghilterra e poi in America, e Vincenzo Denaro, direttore scientifico Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, che offrirà un'analisi dell'ortopedia di oggi.  "Si apre una nuova edizione del nostro Congresso nazionale - afferma Alberto Momoli, presidente Siot e direttore Uoc Ortopedia e Traumatologia Ospedale San Bortolo, Vicenza - un'opportunità di grande confronto e dibattito tra i numerosi esperti nazionali e internazionali che ospiteremo durante le 3 giornate. Il Congresso nazionale vuole essere il momento di sintesi non solo delle tematiche relative alla ortopedia e traumatologia, ma anche un'occasione di condivisione di studi ed esperienze, con uno sguardo attento rivolto sempre ai giovani specializzandi che sono il futuro della nostra professione".  Aggiunge Pietro Randelli, direttore I Clinica Ortopedica, Istituto Ortopedico Gaetano Pini-Cto, Milano e vice presidente Siot: "Il 107° Congresso Siot si caratterizza per la messa a fuoco di tutte le più importanti tecnologie che oggi possiamo utilizzare per la protesizzazione delle grandi articolazioni. Oggi sappiamo che al chirurgo è richiesta una precisione assoluta in sala operatoria e che gli impianti inseriti con massima precisione possono assicurare risultati eccellenti in più del 90% dei pazienti. Per questa ragione abbiamo inserito nel programma numerosi simposi e letture riguardo la chirurgia robotica e riguardo la personalizzazione delle protesi. In particolare, per quel che riguarda la protesizzazione personalizzata con protesi su misura, questa sembra essere un futuro ormai prossimo". Di protesi di caviglia parla Bruno Magnan, direttore Uoc. Ortopedia e Traumatologia, Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona. "Oggi in Italia registriamo circa un migliaio di interventi", riferisce, e "i numeri sono aumentati se li confrontiamo con gli anni '90 in cui ci attestavamo sui 100-150 interventi all'anno, realizzati in soli 3 centri pilota. All'inizio degli anni 2000 siamo arrivati a 400-450 interventi e oggi siamo intorno ai 900/1.000 interventi in circa 8-10 centri in Italia. La fascia di età oggi per una protesi di caviglia è tra i 40 e i 75 anni; dal momento che nessun impianto è eterno, i pazienti più giovani dovrebbero considerare che nella vita potrebbero dover affrontare un secondo intervento. Una protesi, in generale, ha un ciclo di sopravvivenza di circa vent'anni. Le novità riguardo le protesi di caviglia sono principalmente due: la prima - illustra lo specialista - riguarda le strumentazioni paziente-specifico (Patient Specific Instrumentation, Psi): si inviano le tomografie computerizzate nei laboratori che studiano il caso e che preparano delle mascherine di taglio preconfezionate personalizzate per il paziente. Questo rappresenta un passo intermedio per arrivare alla robotica che per le protesi di caviglia ancora non esiste. La seconda grande novità sono le protesi custom made: sulla base della Tc della caviglia sana si ricostruisce virtualmente la perdita ossea e la protesi 'personalizzata' viene infine realizzata mediante stampa 3D". Riflette sull'Ai Erika Maria Viola, Uoc Ortopedia e Traumatologia Asst Cremona, Presidio Ospedaliero di Cremona. "Come ortopedici e traumatologi, dedicati quindi al trattamento delle malattie e degli infortuni dell'apparato muscolo-scheletrico - illustra - stiamo vivendo una vera e propria rivoluzione grazie all'applicazione di Ai: le tecnologie avanzate offrono una maggior sensibilità in tema di diagnosi, la possibilità di implementare tecniche chirurgiche consolidate e la possibilità di ideare, valutare e rendere rapidamente riproducibili tecniche chirurgiche innovative. I pazienti dal canto loro possono usufruire di metodiche altrettanto innovative che li accompagnano durante i percorsi di guarigione e di riabilitazione, fornendo loro un feed back motivante e, nello stesso tempo, rendendo più oggettivo e continuo il monitoraggio dei risultati da parte dei professionisti della salute. La precisione è quindi senza precedenti e consente se necessario di personalizzare il trattamento in tempo utile. Sempre nell'ambito di una eventuale necessaria personalizzazione - prospetta l'esperta - è e sarà in futuro ancor più possibile operare scelte basate su un'esperienza condivisa e ponderata di casi analoghi". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Giornata ictus, neurologi: "Ora un Piano nazionale anche in Italia"

(Adnkronos) - E' la seconda causa di morte in Italia dopo le malattie ischemiche del cuore, oltre a rappresentare la prima causa di invalidità. L'ictus cerebrale, di cui oggi si celebra la Giornata mondiale, colpisce ogni anno nel nostro Paese oltre 130mila persone e si stimano in oltre 1 milione i pazienti con disabilità conseguente all'ictus. Una patologia correlata all'età, sebbene non siano rari i casi tra i giovani, anche a causa del consumo eccessivo e crescente degli stupefacenti. Il numero di casi aumenta con l'invecchiamento, coinvolgendo in particolare gli over 65. In alcuni casi l'ictus è preceduto da segni premonitori, i cosiddetti attacchi ischemici transitori o Tia, ovvero episodi di ischemia limitati nel tempo, caratterizzati da paresi, disturbi della parola o altri disturbi di breve durata seguiti da recupero completo. Purtroppo, però, nella maggior parte dei casi l'ictus è un evento improvviso e imprevedibile. Negli ultimi anni la cura dell'ictus, unitamente alla precocità nei soccorsi, consente di migliorare le possibilità di cura immediata e di ridurre il rischio di invalidità permanente. Per questo occorre fare molta attenzione ad alcuni segnali, come la paresi improvvisa di una gamba o di un braccio con perdita di forza, il calo della vista, un'improvvisa difficoltà nel parlare. In questo caso il tempo è fondamentale ed è importante raggiungere quanto prima un pronto soccorso per iniziare terapie trombolitiche. In Italia sono attive in tutte le regioni le Reti Stroke che vedono coinvolte le neurologie dei diversi ospedali, presso cui sono presenti équipe dedicate alla presa in carico delle fasi acute e subacute degli ictus. "In occasione della Giornata mondiale dell'ictus cerebrale, la Sin ribadisce l'importanza della neurologia, così come la necessità di avere anche nel nostro Paese un 'Piano nazionale dell'ictus' che consenta di effettuare diagnosi e trattamenti tempestivi, anche a distanza mediante la telemedicina, in tutto il territorio nazionale e che eviti ospedalizzazioni inappropriate o trattamenti inefficaci", dichiara il presidente della Società italiana di neurologia, Alessandro Padovani.  "A testimonianza dell'importanza dei fattori di rischio e della concreta possibilità di una prevenzione in coerenza con il Piano nazionale One Health - sottolinea Padovani - negli ultimi anni vi è stata una riduzione dell'incidenza ovvero dei numeri di casi per anno. Quando invece i sintomi si manifestano in maniera acuta, è fondamentale raggiungere quanto prima un pronto soccorso per iniziare terapie trombolitiche. In Italia sono attive in tutte le regioni le Reti Stroke che vedono coinvolte le neurologie dei diversi ospedali presso le quali sono presenti équipe dedicate alla presa in carico delle fasi acute e subacute degli ictus". La Sin, unitamente alla Italian Stroke Association, quest'anno ha voluto inserire la Giornata mondiale dello Stroke tra le iniziative mirate a promuovere il proprio impegno nell'ambito della campagna One Brain, One Health a favore della salute del cervello. "Il nostro impegno - conclude Padovani - è quello di sostenere sempre iniziative di informazione e di conoscenza sull'ictus cerebrale, nella speranza che il nostro Paese sia presto all'avanguardia nella lotta contro tutte le malattie del cervello".  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)