Ppwr, la rivoluzione degli imballaggi: tra sfide e nuove opportunità
(Adnkronos) - Il 30 marzo 2026, la Commissione europea ha pubblicato le linee guida ufficiali per l’applicazione del Regolamento (Ue) 2025/40, meglio conosciuto come Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation). Questo documento arriva per fare chiarezza su una normativa che promette di cambiare radicalmente il modo in cui i prodotti vengono confezionati, venduti e smaltiti, con l’obiettivo di rendere tutti gli imballaggi riciclabili entro il 2030. Mentre il regolamento è già entrato formalmente in vigore l’11 febbraio 2025, le aziende e i consumatori hanno tempo fino al 12 agosto 2026 per farsi trovare pronti, data in cui le norme diventeranno pienamente operative. Sommario Il Ppwr è una legge europea che sostituisce le vecchie e frammentate direttive nazionali con un unico set di regole valide in tutta l’Unione. A differenza della legislazione precedente, il Ppwr interviene sull’intero ciclo di vita dell’imballaggio: dalla progettazione (per ridurre il peso e il volume) fino al suo fine vita (per garantirne il riciclo o il riutilizzo). Si applica a ogni tipo di materiale (plastica, carta, vetro, metallo) e a qualsiasi imballaggio immesso sul mercato UE, indipendentemente da dove sia stato prodotto. Il nuovo regolamento non è solo un elenco di restrizioni, ma apre la strada a benefici tangibili per la salute e l’ambiente: Addio alle “sostanze chimiche per sempre” (Pfas): dal 12 agosto 2026, scatta il divieto di immettere sul mercato imballaggi a contatto con alimenti che contengono Pfas oltre determinati limiti. Si tratta di una vittoria per la sicurezza alimentare, eliminando sostanze persistenti potenzialmente dannose per la salute umana. Etichette chiare e universali: entro l’agosto 2028, tutti gli imballaggi dovranno riportare etichette armonizzate basate su indicazioni semplici. Questo aiuterà i cittadini a fare una raccolta differenziata corretta senza dover interpretare simboli diversi tra un Paese e l’altro. Diritto al riutilizzo: il regolamento incoraggia i sistemi di ricarica e riuso. Ad esempio, le attività di asporto dovranno permettere ai clienti di portare i propri contenitori senza costi aggiuntivi. Riduzione degli sprechi: le aziende saranno obbligate a ridurre al minimo il peso e il volume delle confezioni, vietando stratificazioni inutili o “falsi fondi” pensati solo per far sembrare il prodotto più grande. La transizione verso l’economia circolare comporta però rischi e complessità che le imprese dovranno gestire con attenzione. Dal 1° gennaio 2030, gli imballaggi in plastica monouso molto comuni nei ristoranti, come le bustine di maionese, ketchup, senape e salsa barbecue, così come i flaconcini di shampoo negli hotel, saranno vietati. Per molti settori, questo significa dover cambiare totalmente il modello di business. Le aziende, inoltre, saranno chiamate a pagare contributi più stringenti per la gestione dei rifiuti (la cosiddetta Responsabilità estesa del produttore o Epr). Le nuove linee guida chiariscono la distinzione tra “fabbricante” (chi progetta l’imballaggio) e “produttore” (chi lo immette sul mercato), un passaggio fondamentale per stabilire chi deve pagare per il riciclo. Entro il 2029, gli Stati membri dovranno anche garantire la raccolta separata del 90% delle bottiglie di plastica e lattine di metallo, solitamente attraverso sistemi di deposito cauzionale. Questo richiederà grandi investimenti infrastrutturali e logistici per commercianti e produttori. Entro il 2030, infine, una parte significativa degli imballaggi per il trasporto (come i pallet) dovrà essere inserita in circuiti di riutilizzo. Se le infrastrutture di lavaggio e recupero non saranno pronte, il rischio è un aumento dei costi logistici. Uno degli obiettivi del Regolamento Ppwr è eliminare le barriere tra i vari mercati europei. Le linee guida ribadiscono che gli Stati membri non potranno impedire la vendita di imballaggi conformi al regolamento basandosi su norme nazionali aggiuntive. Il Ppwr rappresenta una sfida senza precedenti per l’industria degli imballaggi, pilastro dell’economia italiana. Se da un lato i rischi legati ai costi e alla riorganizzazione logistica sono significativi, la pubblicazione di queste linee guida offre finalmente la certezza giuridica necessaria per investire nell’innovazione. Il traguardo è ambizioso: un’Europa a emissioni zero entro il 2050, dove l’imballaggio smette di essere un rifiuto per diventare una risorsa.
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Citroen C3 Aircross, premiata come auto più adatta all’uso quotidiano
(Adnkronos) - Il nuovo Citroen C3 Aircross ottiene un riconoscimento importante a livello europeo, confermando la validità della strategia del marchio nel segmento dei SUV compatti. La Citroen C3 Aircross è stato infatti premiato come “
Best Users’ Car of Europe 2026”,
un titolo che valorizza le vetture più funzionali e vicine alle esigenze reali degli automobilisti. Le votazioni online hanno infatti contribuito in modo determinante al risultato finale, affiancando la valutazione della giuria composta da esperti del settore. Questo doppio livello di giudizio evidenzia come il modello sia riuscito a convincere non solo per caratteristiche tecniche, ma anche per la sua concretezza nell’utilizzo quotidiano, diventando una proposta credibile in un mercato sempre più competitivo. Il nuovo Citroen C3 Aircross si distingue per un approccio progettuale orientato alla praticità e alla semplicità d’uso. Con una lunghezza contenuta, il modello riesce a offrire un’abitabilità interna tra le più ampie della categoria, con la possibilità di configurazione fino a 7 posti, una soluzione ancora rara nel segmento. Lo spazio a bordo rappresenta uno degli elementi chiave del progetto, con una seconda fila particolarmente generosa e una gestione degli interni pensata per garantire flessibilità senza sacrificare la capacità di carico. Un equilibrio che rende il SUV adatto sia all’utilizzo urbano sia ai viaggi più lunghi. Il comfort, da sempre elemento distintivo del marchio, viene ulteriormente sviluppato attraverso soluzioni dedicate. I sedili Advanced Comfort e le sospensioni con smorzatori idraulici progressivi contribuiscono a creare una guida fluida e rilassata, riducendo le sollecitazioni su strada e migliorando l’esperienza complessiva.
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Opel Corsa GSE, test al Nurburgring per la nuova elettrica sportiva
(Adnkronos) - La nuova Opel Corsa GSE entra nella fase decisiva del suo sviluppo, con una sessione di test intensivi su uno dei tracciati più impegnativi al mondo. Il Nurburgring diventa così il banco di prova ideale per affinare il comportamento dinamico della futura hot hatch elettrica del marchio tedesco. Dopo l’annuncio del modello atteso entro la fine dell’anno, Opel accelera il lavoro sulla versione più performante della sua compatta, portando la vettura sul circuito dell’Eifel per mettere a punto gli ultimi dettagli tecnici, in particolare quelli legati al telaio e alla risposta su strada. Non si tratta di un passaggio simbolico: il Nurburgring rappresenta da sempre un riferimento assoluto per lo sviluppo delle vetture sportive, grazie alla combinazione di curve veloci, cambi di pendenza e condizioni estreme che permettono di valutare ogni aspetto della dinamica di guida. Il lavoro degli ingegneri si è concentrato principalmente sulla messa a punto del telaio sportivo, elemento chiave per gestire le prestazioni di una vettura elettrica ad alte prestazioni. In particolare, sono stati ottimizzati lo sterzo e i sistemi elettronici come l’ESC, calibrati per garantire precisione e controllo anche nelle situazioni più impegnative. L’obiettivo è chiaro: offrire una guida coinvolgente e reattiva, mantenendo al tempo stesso elevati livelli di stabilità e sicurezza. La nuova Opel Corsa GSE punta a diventare la versione di serie più potente mai realizzata del modello, portando la tradizione sportiva del marchio nell’era dell’elettrico. La nuova Corsa GSE sarà presentata ufficialmente entro l’anno, con un debutto atteso in occasione del Salone di Parigi. Il modello promette di distinguersi non solo per le prestazioni, ma anche per un design caratterizzato da elementi specifici che ne sottolineano l’identità sportiva.
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KIA EV2, il SUV elettrico compatto che punta all’Europa
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KIA amplia la propria strategia elettrica con EV2, il nuovo SUV compatto destinato a diventare un modello chiave nel mercato europeo. Pensato, sviluppato e prodotto in Europa, rappresenta l’ingresso nel mondo elettrico del brand coreano in uno dei segmenti più competitivi e ad alto volume. La KIA EV2 si distingue per un equilibrio tra dimensioni contenute, tecnologia avanzata e versatilità d’uso, con l’obiettivo dichiarato di proporsi non solo come seconda auto, ma anche come vettura principale per la famiglia. Una scelta che evidenzia la volontà di rendere la mobilità elettrica più accessibile senza rinunciare a contenuti tipici dei segmenti superiori. Il modello è disponibile con due tagli di batteria, da 42,2 kWh e 61,0 kWh, con un’autonomia che può raggiungere rispettivamente fino a 317 e 453 chilometri nel ciclo WLTP. Numeri che posizionano EV2 come una proposta concreta per l’utilizzo quotidiano, anche su percorrenze più impegnative. Uno degli elementi distintivi di EV2 è la piattaforma tecnica, basata su architettura a 400V che consente ricariche rapide ed efficienti. In condizioni ottimali, il passaggio dal 10 all’80% può avvenire in circa 30 minuti, mentre per la prima volta su un modello Kia debutta la ricarica in corrente alternata fino a 22 kW, ampliando le possibilità di utilizzo nelle infrastrutture europee. Dal punto di vista tecnologico, il SUV compatto introduce soluzioni tipiche di categorie superiori. Il sistema ccNC (connected car Navigation Cockpit) con triplo display integra quadro strumenti, infotainment e gestione del clima, offrendo un’esperienza digitale evoluta. A questo si aggiungono aggiornamenti OTA, servizi Kia Upgrades e una gestione sempre più integrata tra veicolo e app. La sicurezza rappresenta un altro pilastro del progetto. EV2 adotta una suite completa di sistemi ADAS, con funzioni avanzate come Highway Driving Assist 2, frenata automatica evoluta e assistenza al parcheggio remoto. Debutta inoltre la nuova unità di monitoraggio abitacolo, progettata per controllare l’attenzione del conducente e migliorare la gestione delle situazioni di emergenza.
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Accordo gruppo Gksd e ministero Salute egiziano su sviluppo ospedale Heliopolis
(Adnkronos) - Nell'ambito dell'impegno per rafforzare la cooperazione medica tra la Repubblica Araba d'Egitto e la Repubblica Italiana è stato firmato un accordo di cooperazione sanitaria tra il gruppo Gksd e il ministero della Salute egiziano per lo sviluppo del nuovo ospedale di Heliopolis da 443 posti letto. L'accordo - informa Gksd - è stato sottoscritto in occasione dell’Egypes, l'Egypt Energy Show, attualmente in corso al Cairo, sotto il patrocinio di sua eccellenza Abdel Fattah Al-Sisi. A firmare sono stati Kamel Ghribi, presidente del gruppo Gksd e del gruppo San Donato e Ahmed Mostafa, presidente dell'Organizzazione per l'assicurazione sanitaria dell'Egitto. La cerimonia della firma si è svolta alla presenza del ministro della Salute Egiziano, Khaled Abdel Ghaffar e del ministro del Petrolio, sua Eccellenza Karim Badawi. Era inoltre presente sua eccellenza Michael Damianos, ministro dell'Energia del Commercio e dell'Industria di Cipro. Kamel Ghribi ha espresso il proprio apprezzamento per il Presidente Abdel Fattah Al-Sisi e per la crescita che l'Egitto sta vivendo, sottolineando che l'accordo rappresenta un solido punto di partenza per rafforzare la cooperazione sanitaria tra i due Paesi e offrire servizi medici avanzati ai cittadini egiziani.
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L'allenamento 'tosto' allunga la vita, l'effetto contro 8 malattie: lo studio
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Camminare per lunghe distanze fa bene, aiuta il cuore e produce benefici per la pressione, la glicemia, il colesterolo. Un'attività fisica con maggiore intensità, però, può avere effetti decisamente più rilevanti. Nell'allenamento quotidiano non conta solo la durata, anzi. L'intensità dell'esercizio, non necessariamente prolungato, può fare la differenza e allungare la vita, riducendo il rischio di almeno 8 malattie. Per alcune patologie, addirittura, uno sforzo più intenso pesa più della quantità temporale dell'attività. E' il quadro delineato da un nuovo studio pubblicato sulla rivista 'European Heart Journal'. Le persone che ogni giorno svolgono anche pochi minuti di allenamento al massimo hanno meno probabilità di sviluppare un nutrito elenco di patologie gravi. Un team internazionale ha condotto la ricerca su circa 96mila persone, confrontando i loro livelli di attività fisica generale con la quantità di attività fisica intensa e il conseguente rischio di ammalarsi. Gli scienziati hanno evidenziato che una piccola quantità di sforzo senza respiro può avere un impatto sul rischio di malattie e di morte in generale. Questa quota di attività fisica a ritmo super elevato si rivela particolarmente efficace contro le malattie infiammatorie, tra cui l'artrite; contro problematiche cardiovascolari come infarto e ictus; e anche contro disturbi cognitivi, come la demenza. "Sappiamo che l'attività fisica riduce il rischio di malattie croniche e morte prematura, e ci sono sempre più prove che l'attività intensa offra maggiori benefici al minuto, in termini di salute, rispetto all'attività moderata - osserva Minxue Shen della Xiangya School of Public Health, Central South University dello Hunan, Cina - Tuttavia, rimangono interrogativi sull'importanza dell'attività intensa rispetto all'attività fisica totale. Ad esempio, se due persone svolgevano la stessa quantità totale di movimento, chi si allenava con maggiore intensità ottiene maggiori benefici per la salute? E se una persona ha poco tempo, dovrebbe concentrarsi sull'allenamento più intenso piuttosto che su quello più lungo?". La ricerca prova a rispondere a queste domande esaminando i dati di 96.408 persone che fanno parte dello studio 'UK Biobank'. Ogni partecipante ha indossato un accelerometro al polso per una settimana per misurare con precisione i propri movimenti, inclusi brevi periodi di attività fisica intensa che spesso si tende a dimenticare. I ricercatori hanno misurato l'attività totale di ciascun partecipante durante la settimana e la percentuale di attività abbastanza intensa da provocare affanno. Questi dati sono stati poi confrontati con la probabilità di morire o di sviluppare 8 gravi patologie nei 7 anni successivi. L'elenco comprende malattie cardiovascolari maggiori, aritmie cardiache, diabete di tipo 2, malattie infiammatorie immunomediate, malattie del fegato, malattie respiratorie croniche, malattie renali croniche e demenza. Lo studio ha rilevato che le persone che dedicavano una percentuale maggiore della loro attività fisica totale ad attività intense presentavano un rischio significativamente inferiore di contrarre tutte le malattie. Rispetto a chi non svolgeva alcuna attività intensa, per esempio, coloro che ne praticavano la percentuale più elevata avevano un rischio inferiore del 63% di sviluppare demenza, un rischio inferiore del 60% di diabete di tipo 2 e un rischio inferiore del 46% di morire. Questi benefici dell'attività intensa persistevano però anche con una durata modesta. I ricercatori hanno anche scoperto che una maggiore percentuale di attività fisica intensa era più importante in alcune malattie rispetto ad altre. Ad esempio, per patologie infiammatorie come l'artrite e la psoriasi, l'intensità era quasi l'unico fattore determinante per ridurre il rischio. Per altre, come il diabete e le malattie epatiche croniche, risultavano importanti sia la quantità che l'intensità dell'attività fisica. L'allenamento vigoroso, analizza Shen, "sembra innescare risposte specifiche nell'organismo che l'attività a bassa intensità non riesce a replicare completamente. Durante un'attività fisica intensa, di quelle che lasciano senza fiato, il corpo reagisce in modo potente. Il cuore pompa in modo più efficiente, i vasi sanguigni diventano più elastici e l'organismo migliora la sua capacità di utilizzare l'ossigeno. Lo sforzo a livelli elevati sembra anche ridurre l'infiammazione. Questo potrebbe contribuire a spiegare perché si è osservata una forte correlazione con le patologie infiammatorie. Potrebbe inoltre stimolare la produzione di sostanze chimiche nel cervello che contribuiscono a mantenere sane le cellule cerebrali, il che potrebbe spiegare il minor rischio di demenza". I risultati suggeriscono che "rendere parte della propria attività fisica più intensa può apportare notevoli benefici. Non è necessario andare in palestra" e sottoporsi a lunghe sedute sfiancanti, precisa l'esperto. "Aggiungere alla vita quotidiana brevi momenti ad alto ritmo che facciano sentire leggermente senza fiato, come salire le scale velocemente, camminare a passo svelto tra una commissione e l'altra o giocare attivamente con i bambini, può fare davvero la differenza". Ma quanti minuti bisogna dedicare all'esercizio intenso? "Anche solo 15-20 minuti a settimana di questo tipo di sforzo - quindi pochi minuti al giorno - sono stati associati a significativi benefici per la salute". Le linee guida attuali, riflette Shen, "si concentrano generalmente sulla quantità di tempo dedicato all'attività fisica settimanale. I nostri risultati suggeriscono che la composizione di tale attività è importante, e lo è in modo diverso a seconda delle malattie che si cerca di prevenire. Questo potrebbe aprire la strada a raccomandazioni sull'attività fisica più personalizzate, basate sui rischi specifici di ciascuno. L'attività fisica intensa potrebbe non essere sicura per tutti, soprattutto per gli anziani o le persone con determinate patologie. Per loro - conclude l'esperto - qualsiasi aumento del movimento è comunque benefico e l'attività dovrebbe essere adattata alle esigenze individuali".
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Difesa e tecnologie emergenti, le nuove direttrici della sicurezza nazionale
(Adnkronos) - Il panorama internazionale contemporaneo, segnato da una rapidissima evoluzione tecnologica, impone una revisione profonda delle strategie di tutela degli interessi nazionali. In questo scenario, la conferenza tecnica promossa dall'Associazione Nazionale Giovani Innovatori (ANGI) in collaborazione con il Centro Alti Studi per la Difesa (CASD) delinea i contorni di un'alleanza strategica tra istituzioni, ricerca e industria. L'evento, previsto per il 31 marzo 2026 a Roma, si focalizza sulla necessità di costruire un ecosistema resiliente capace di integrare l'innovazione digitale nelle infrastrutture critiche del Paese. Il dibattito si articola su tre direttrici fondamentali che stanno ridefinendo le capacità operative globali. L'Intelligenza Artificiale emerge come strumento essenziale per l'evoluzione dei modelli di prevenzione, mentre la Cyber Security viene identificata come il pilastro per la protezione della sovranità tecnologica e delle reti digitali. Un focus specifico è dedicato alla Space Economy, con un'analisi delle applicazioni specialistiche nello sviluppo di sistemi avanzati per l'economia orbitale. "L’innovazione oggi non può più essere un processo isolato: deve diventare un’infrastruttura condivisa tra startup, imprese e istituzioni", riflette l'orientamento generale dell'incontro, volto a ridurre il divario tra la ricerca d'avanguardia e l'applicazione industriale nei settori della difesa. I lavori vedono il coinvolgimento di figure apicali del mondo militare e civile, tra cui il Generale di Corpo d'Armata Stefano Mannino e il presidente dell'ANGI Gabriele Ferrieri. I contributi di esperti strategici e leader dell'industria aerospaziale, come i rappresentanti di Leonardo, Elettronica SPA e RINA, mirano a identificare le sinergie necessarie per sostenere la crescita tecnologica. La partecipazione di esponenti del Parlamento europeo e del mondo accademico conferma l'importanza di una governance coordinata per affrontare le sfide della sicurezza moderna.
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Bcia, l'eccellenza italiana si incontra con il mondo, assegnati i premi ai ‘magnifici dieci’
(Adnkronos) - In un momento segnato da crescenti tensioni geopolitiche e da una rinnovata necessità di dialogo tra i popoli, il Business care international award sceglie di celebrare chi genera valore condiviso e porta nel mondo il meglio di ciò che l'Italia sa esprimere. La cerimonia di premiazione si è svolta alla Sala della Regina della Camera dei Deputati: il riconoscimento internazionale ideato e fondato da Massimo Veccia vuole celebrare personalità e istituzioni che incarnano i valori più autentici del business etico, dell'eccellenza professionale e del dialogo tra culture e nazioni. Un premio che guarda all'Italia e al mondo con la convinzione che la qualità, l'integrità e la visione internazionale siano i veri motori dello sviluppo economico e civile. "Il Business care international award - dichiara Massimo Veccia, fondatore del premio - nasce dalla convinzione che il business, quando è guidato da valori autentici, sia uno dei più potenti strumenti di dialogo e di pace tra i popoli. In un momento in cui le tensioni geopolitiche rischiano di erigere nuovi muri, noi scegliamo di celebrare chi abbatte le distanze e costruisce ponti attraverso l'eccellenza, la cultura e la responsabilità. I premiati di quest'anno rappresentano il meglio di ciò che l'Italia sa dare al mondo: imprenditori, scienziati, diplomatici, artisti e custodi della nostra identità culturale che ogni giorno dimostrano come qualità ed etica non siano in contraddizione con il successo internazionale, ma ne siano anzi la condizione più solida e duratura". Con questa edizione nasce ufficialmente il progetto che rappresenta il naturale coronamento di otto anni di Business care international award: Italian icons-lighting up the world. Cinque brand d'eccellenza del Made in Italy: food, moda, design, lusso e alta tecnologia, saranno selezionati per diventare vere Icone: non solo simboli di successo, ma aziende che illuminano la strada agli altri. Diventare Italian Icon è un investimento in tre dimensioni che si rafforzano a vicenda. Sul fronte etico, il contributo si trasforma in impatto concreto sulle nuove generazioni e sul talento italiano, in un circolo virtuoso dove il successo di oggi diventa opportunità per chi viene dopo. Sul fronte strategico, da maggio 2026 le Icons saranno protagoniste di un racconto d'impresa internazionale: eventi istituzionali a Roma e New York, visibilità editoriale sui media più importanti, interviste tv e presenza sui principali quotidiani. Sul fronte relazionale, le Icons entreranno di diritto nel board del Business Care International Award, accedendo a un network esclusivo a livello diplomatico, istituzionale e imprenditoriale, a Roma, a New York e oltre. Claudia Cremonini, vice presidente del Gruppo Cremonini, ha espresso la soddisfazione per un riconoscimento che tocca uno dei settori più identitari del Made in Italy, quello alimentare: “Sono felice e grata che il Gruppo Cremonini sia stato scelto per questo prestigioso premio. L’alimentare rappresenta un pilastro della nostra economia e lo sarà sempre di più, anche grazie al recente riconoscimento della cucina italiana come patrimonio Unesco. Come in molti altri settori, anche nell’alimentare scontiamo una limitata disponibilità di materie prime, ma eccelliamo nella capacità di trasformarle in prodotti di alta qualità, espressione della genialità del nostro saper fare. Da oltre 30 anni la nostra azienda opera a livello globale con proprie piattaforme logistiche specializzate nella distribuzione di centinaia di prodotti alimentari, principalmente destinati al canale horeca (hotel, ristoranti e catering). Un altro driver strategico della nostra crescita internazionale è la capacità di replicare le filiere agroalimentari all’estero. Questo approccio si fonda su un modello integrato in cui agricoltura e industria operano in stretta sinergia e dove tradizione e innovazione dialogano, per coniugare sostenibilità e competitività”. La voce della diplomazia italiana porta la firma di Fabrizio Di Michele, ministro plenipotenziario già console generale d'Italia a New York, che ha voluto sottolineare il valore del legame tra istituzioni e iniziative private nella promozione del Paese oltre Atlantico: "Sono onorato di ricevere questo premio, dopo aver avuto modo di conoscere le attività di Business care international a New York e la passione e la professionalità con cui il presidente Massimo Veccia promuove questa iniziativa, volta a valorizzare le eccellenze italiane dell'economia e della cultura nei rapporti transatlantici. La mia esperienza newyorchese mi ha posto in un osservatorio privilegiato delle capacità e dei talenti del nostro Paese, e delle opportunità offerte dagli Stati Uniti a chi voglia fare la differenza, che sia un professionista, un artista o un'azienda". A incarnare l'eccellenza di un prodotto diventato simbolo dell'identità gastronomica italiana nel mondo è Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, che ha ritirato il premio 2026 rimarcandone il valore strategico per le relazioni tra Italia e Stati Uniti: "Accogliamo questo riconoscimento con grande orgoglio, perché premia il Parmigiano Reggiano come modello di eccellenza capace di generare valore economico, culturale e sociale, rafforzando al contempo il posizionamento internazionale della Dop. Il premio assume un significato ancora più rilevante alla luce del suo contributo al consolidamento dell'alleanza economica e culturale tra Italia e Stati Uniti, partner strategico per il nostro Paese". Così invece Milena Lerario, ceo di e-Geos: “Ricevere il Business care international award è per me un’emozione profonda e un grande onore. Questo riconoscimento rappresenta non solo un traguardo professionale, ma anche un momento di riflessione sul percorso che mi ha portato fin qui. Lavorare nell’industria aerospaziale mi ha insegnato il valore della precisione, della responsabilità e della sicurezza, ma soprattutto l’importanza delle persone: nessun risultato si raggiunge da soli. Desidero quindi ringraziare chi ha creduto in me, chi mi ha accompagnato lungo questo percorso e chi, ogni giorno, contribuisce alla mia crescita, professionale e personale. Questo premio è anche vostro. Lo considero un punto di partenza: continuare a studiare, approfondire lingue e culture diverse, mettermi in discussione e aprirmi a nuove prospettive resta per me una priorità. Tra i progetti a cui tengo di più c’è la scrittura di un libro che raccolga esperienze e voci diverse. Credo infatti che sia proprio dall’ascolto, dal confronto e dalla condivisione di storie e punti di vista differenti che nascano le idee più significative e i cambiamenti più autentici”. Sulla missione della scienza Aldostefano Porcari, ricercatore medico premiato nella categoria Rising Star, ha trasformato il riconoscimento in un invito al dialogo e alla condivisione della conoscenza oltre ogni confine: "La ricerca non è fatta solo di grandi scoperte, ma di piccoli passi, di domande, di errori, che nel tempo costruiscono conoscenza. Ma è attraverso il dialogo e la collaborazione oltre i propri confini che tutto questo diventa progresso, capace di rispondere alle sfide globali, migliorare l'assistenza ai pazienti e ridurre le disuguaglianze sociali nell'accesso alle cure. Nella mia esperienza è proprio in questo percorso, fatto di condivisione, che la ricerca contribuisce a convogliare le migliori energie umane per raggiungere traguardi comuni, superando divisioni e conflitti". "La mia fortuna - ha affermato - è stata incontrare in Italia, negli Stati Uniti ed in Inghilterra, persone che uniscono l’amore per la scoperta a quello per il malato, consentendomi di arricchire quanto appreso nella mia formazione presso il Campus Bio-Medico di Roma e dal professore Gianfranco Sinagra a Trieste. Una Scienza al servizio dell’Uomo è possibile solo attraverso la lungimiranza di uomini come Veccia che con passione ed impegno abbattono le barriere tra i popoli. Traspare dal suo operato il grande amore per queste due nazioni, America ed Italia". A seguire i premiati: Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, Claudia Cremonini vice presidente Cremonini spa, Fabrizio Di Michele diplomatico italiano, Sebastiano Fanizza imprenditore nel campo della consulenza al settore yachting e luxury brand, Milena Lerario ceo di e-Geos, Pietro Salini ad di Webuild spa, Chiara Sbarigia presidente dell’Associazione produttori audiovisivi, Sabrina Zappia presidente degli Italian & international patrons of the art dei Musei Vaticani, Marco Nodari musicista e compositore, Aldostefano Porcari dell’University College di Londra. Una menzione speciale è per l’Associazione della Stampa Estera in Italia, rappresentata dalla sua presidente la giornalista Elena PosteInicu.
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Medicina, 'filo' sottile 1,5 mm contro morte cardiaca improvvisa, a Bergamo primi interventi
(Adnkronos) - E' come un filo sottilissimo, diametro 1,5 millimetri, adatto anche ai pazienti più giovani. E in queste dimensioni microscopiche racchiude una speranza contro l'incubo della morte cardiaca improvvisa. A poche settimane dall’autorizzazione degli enti regolatori europei all'utilizzo nella pratica clinica dell'elettrocatetere transvenoso da defibrillazione "più piccolo al mondo", lunedì 30 marzo all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo sono stati eseguiti "i primi due interventi in Italia, tra i primi a livello internazionale", con questo dispositivo di ultima generazione, informano dalla struttura. I pazienti sono due giovani adulti ad altissimo rischio di aritmie, condizioni associate a un elevato rischio di morte cardiaca improvvisa. Il duplice intervento è stato eseguito dall'équipe dell'Elettrofisiologia del Papa Giovanni XXIII, Unità diretta da Paolo De Filippo e afferente al Dipartimento Cardiovascolare. La morte cardiaca improvvisa è una condizione - diversa dall'infarto miocardico - in cui il cuore cessa improvvisamente di pompare sangue. Determina perdita di coscienza e, in assenza di intervento, il decesso entro 5–10 minuti. La causa più frequente è rappresentata da aritmie ventricolari rapide, come tachicardia ventricolare o fibrillazione ventricolare. Questa condizione rappresenta circa il 50% dei decessi per malattie cardiovascolari ed è una delle principali cause di morte al di sotto dei 60 anni. In Europa si stimano circa 400mila arresti cardiaci ogni anno, di cui circa 60mila in Italia. In assenza di defibrillazione tempestiva, la sopravvivenza è inferiore al 10%. I defibrillatori impiantabili hanno il compito di riconoscere e interrompere le aritmie ventricolari potenzialmente fatali mediante l'erogazione di uno shock elettrico. Il nuovo elettrocatetere, spiegano gli esperti, porta un significativo avanzamento nella gestione delle aritmie potenzialmente letali. Con un diametro di soli 1,5 millimetri, e grazie a una struttura priva di spazi vuoti interni, è attualmente il più piccolo elettrocatetere da defibrillazione disponibile. Le soluzioni tradizionali presentano diametri maggiori e possono aumentare il rischio di complicanze a carico del sistema venoso o della valvola tricuspide. Oltre alle dimensioni ridotte, il dispositivo svolge una funzione cruciale: monitora in modo continuo ogni battito cardiaco per tutta la vita del paziente ed eroga, quando necessario, lo shock salvavita generato dal defibrillatore impiantabile o dal dispositivo di resincronizzazione cardiaca con defibrillatore. Per questo motivo, la sua affidabilità nel lungo periodo è un elemento determinante. L'ospedale Papa Giovanni XXIII è tra i primi centri al mondo a introdurre questa tecnologia, destinata ai pazienti a rischio di morte cardiaca improvvisa candidati a impianto di defibrillazione. Il dispositivo ha ottenuto di recente la marcatura CE sulla base dei risultati dello studio clinico globale Leadr Pivotal, che ne ha dimostrato sicurezza ed efficacia nei pazienti ad alto rischio aritmico. Lo studio, avviato nel 2021, ha visto l'ospedale bergamasco come unico centro italiano partecipante. E Paolo De Filippo è stato l'unico aritmologo italiano selezionato come membro del board internazionale, composto da 6 esperti, con il compito di disegnare e coordinare il progetto. Nell'ambito dello studio sono stati eseguiti con questo dispositivo 675 impianti su pazienti ad alto rischio di aritmia, 22 dei quali all'ospedale Papa Giovanni XXIII. I risultati ottenuti hanno portato, nel febbraio 2026, all'autorizzazione all'utilizzo clinico del dispositivo da parte delle autorità regolatorie europee. Il **30 marzo** sono stati quindi effettuati i primi interventi al di fuori del contesto sperimentale. "Poter utilizzare questo nuovo elettrocatetere - commenta De Filippo - consente di offrire trattamenti sempre più personalizzati ai pazienti con aritmie potenzialmente pericolose per la vita. Il ruolo di coordinamento nello studio rappresenta un riconoscimento dell'elevato livello di esperienza e competenza della nostra équipe e della sinergia con tutte le professionalità del Dipartimento cardiovascolare, con cui collaboriamo quotidianamente nella cura di pazienti adulti e pediatrici". Il dispositivo è attualmente l’unico al mondo ad aver ottenuto l’approvazione della Fda negli Stati Uniti per l'impiego anche in pazienti pediatrici a partire dai 12 anni. "Tra le principali opportunità offerte da questi dispositivi di nuova generazione - conclude Paola Ferrari, aritmologa dell'Unità di Elettrofisiologia - vi è il trattamento della popolazione pediatrica. La struttura sottile, associata a un'elevata resistenza alla rottura, offre vantaggi significativi in pazienti con vasi di piccolo calibro e lunga aspettativa di vita. È noto infatti che i pazienti pediatrici presentano un rischio maggiore di complicanze nel lungo periodo, anche per la maggiore probabilità di deterioramento del catetere".
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Premio Top school Italia a 23 istituti d’eccellenza
(Adnkronos) - Una formazione d'eccellenza è la leva più potente per costruire il futuro del lavoro e della società. E' questa la convinzione che anima Top School Italia, la più grande rete italiana di scuole ed enti della formazione professionale Libera, protagonista dell'Innovation training summit 2026. Durante l'Innovation training summit 2026, Top School Italia ha conferito un riconoscimento a 23 scuole d'eccellenza, selezionate su una base di oltre 1.100 sedi formative appartenenti alla rete. Queste realtà si sono distinte per la capacità di integrare lo sviluppo delle 'life skills' e delle competenze tecnologiche, preparando i cittadini di domani a un mondo in costante mutamento. Il riconoscimento è stato promosso con la collaborazione di Formasicuro Scuola ente bilaterale costituito da Ugl istruzione e Federterziario. Tra i premiati anche Ecosistema formazione Italia (Efi), associazione nazionale che promuove la crescita e l'innovazione nel settore della formazione e delle risorse umane, mettendo in rete aziende, enti formativi, istituzioni, startup e professionisti, nonché ideatore dell'Innovation Training Summit giunto quest'anno alla sua terza edizione. "Premiare oggi queste 23 realtà - precisa Sabrina Franco, brand director di Top School Italia - significa riconoscere il valore di chi ha il coraggio di innovare ogni giorno. Siamo convinti che le competenze del futuro non siano solo tecniche, ma affondino le radici in un'educazione di qualità. Come rete Top School Italia, rappresentiamo oltre 1.100 sedi formative che credono nella formazione libera come motore di emancipazione: queste 23 eccellenze sono la prova che investire sulla formazione oggi significa costruire i professionisti e i leader di domani”. "L'Innovation training summit - aggiunge Kevin Giorgis, presidente di Ecosistema Formazione Italia - nasce per connettere il mondo della formazione con le sfide del futuro. Ospitare la premiazione di Top School Italia è per noi un segnale forte: dimostra che l'innovazione nel mondo della formazione non è un concetto astratto, ma un percorso concreto che conferma le reti come strumento alla base della crescita e dello sviluppo del sistema del comparto e che a cascata si riflette su ogni singolo soggetto attuatore. Partire dall’istruzione e dalle scuole per innovare e vedere premiate realtà che sanno unire pedagogia e visione futura conferma che la strada tracciata dalla formazione professionale libera è quella giusta per colmare il mismatch di competenze nel nostro Paese”. Una rete per il merito e la libertà educativa. Top School Italia si conferma la realtà leader nel panorama della formazione professionale libera, promuovendo un modello educativo che mette al centro lo studente e la sua crescita umana e professionale. La selezione delle scuole premiate al Summit rappresenta il vertice di un ecosistema di diffuso su tutto il territorio nazionale e di ogni ordine e grado di oltre 1.100 sedi formative che collaborano quotidianamente per elevare gli standard della didattica italiana. A seguire l'elenco dei premiati 2026. 1. Istituto Maresca-Scuola paritaria storica della provincia di Roma. 2. Istituto Casnati-La più grande scuola laica paritaria d'Italia. 3. Istituti Vinci-Istituti Aeronautici e Nautici a Varese. 4. Istituto Cavour Pacinotti-La più antica scuola paritaria laica d'Italia. 5. AIS (Fondazione Paoletti)-Nuovo modello di scuola per l'infanzia. 6. Istituto Montis-La più grande Scuola Paritaria della Sardegna e centro di formazione per le nuove tecnologie applicate. 7. Tua Scuola-Tre Scuole Paritarie tra Brescia e Bergamo, specializzate nelle metodologie educativo pedagogico per talenti sportivi e musicali. 8. Istituto Pareto-La più importante Scuola Paritaria di Salerno ed Ente di Formazione Professionale. 9. Istituto San Benedetto-La seconda scuola paritaria più grande del Lazio. 10. Istituto San Giuseppe-Scuola Paritaria Tecniche Audiovisive e Artistico. 11. Istituti Cavallotti-Scuola Paritaria d'eccellenza della Provincie di Varese. 12. Fondazione Culturale Sarda (Istituto Kennedy)-Istituto Scolastico Superiore Paritario sardo di lunga tradizione. 13. ECI-British Institutes-Storica rete di scuole di lingue, 123 sedi in Italia. 14. Scarabocchiando-rete di 230 asili famiglia in Italia. 15. EFI (Ecosistema Formazione Italia)-Associazione promotrice dell'Innovation training summit. 16. Nissolino Group-La più grande organizzazione d'Italia per la preparazione ai concorsi pubblici. 17. Liceo Alfa, la nuova avventura d'eccellenza di Essece Academy e ITS Ammi. 18. Gruppo Adsum-Ente di formazione con il record di master attivi in Italia. 19. OK School-Ente di Formazione e museo contemporaneo che si è reso scuola. 20. Euroform-Il più grande ente di formazione professionale siciliano. 21. Antemar-Scuola paritaria di Trapani, piccola boutique dell'istruzione. 22. A&A Language Center-Storica scuola romana di lingue. 23. Istituti Atlante srl-boutique per l’assistenza personale della scuola privata.
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