Dazi, ExportUsa: "Si apre periodo di incertezza su procedure importazione negli Stati Uniti"
(Adnkronos) - "La decisione di venerdì 20 febbraio della Corte Suprema americana annulla del tutto i cosiddetti dazi reciproci (dazi Ieepa - International Emergency Economic Powers Act) imposti dall'Amministrazione Trump a partire da aprile 2025. Rimangono in vigore i dazi imposti a valere sulla Section 232, quelli che colpiscono acciaio, alluminio e rame, ad esempio, e i dazi imposti a valere sulla Section 301, tutti i dazi per le importazioni dalla Cina ad esempio. Le decisioni della Scotus (Supreme Court of the United States) normalmente entrano in vigore 14 giorni dopo essere state emesse, a meno che non venga ricevuto e aggiudicato un ricorso oppure che non vengano fissati altri termini da parte della Corte stessa. Se a livello giuridico-legale la decisione stabilisce un precedente netto sul fatto che i dazi Ieepa devono essere autorizzati dal Congresso, a livello operativo si apre un periodo di incertezza sulle procedure di importazione negli Stati Uniti fin quando non verranno emessi i regolamenti attuativi e interpretativi da parte dell'amministrazione doganale americana (Cbp - Customs And Border Protection) e non verranno aggiornati i sistemi". Ad affermarlo, con Adnkronos/Labitalia, è Lucio Miranda, presidente di ExportUsa (società di consulenza che aiuta le imprese italiane ad entrare, con successo, nel mercato americano). "Nel frattempo, come previsto, il Presidente Trump ha annunciato che i dazi annullati verranno reintrodotti utilizzando altri strumenti legali, quali appunto la Section 232 del Trade Expansion Act of 1962 (19 U.S.C. §1862) oppure la Section 301 del Trade Act of 1974. Entrambe le procedure non richiedono l'approvazione del Congresso ma, invece, richiedono lavori preparatori che potrebbero durare due o tre mesi. Altre due ipotesi sono l'imposizione di quote import relative, ovvero di quote che permettono l'importazione al dazio ordinario di un certo quantitativo o importo, superato il quale scattano dazi aggiuntivi. È il sistema da sempre in vigore per l'importazione in America della maggior parte dei formaggi", spiega. Per quanto riguarda l'ordine esecutivo annunciato da Trump per imporre un dazio generalizzato aggiuntivo su tutte le importazioni negli Stati Uniti provenienti da qualsiasi paese, precisa Miranda, "la base giuridica sarà quella offerta dalla Section 122 del Trade Act del 1974, che autorizza il Presidente degli Stati Uniti a imporre restrizioni temporanee alle importazioni, come ad esempio dazi fino al 15%, per far fronte a deficit 'ampi e gravi' della bilancia dei pagamenti americana". "Queste misure possono essere attuate rapidamente - avverte - per un massimo di 150 giorni senza che richiedano indagini approfondite. Richiedono però l'approvazione del Congresso per poter essere prorogate. Section 122 non è mai stata utilizzata dal 1974 ad oggi". Infine, ExportUsa ricorda che "le aziende possono fare ricorso per ottenere il rimborso dei dazi già pagati". "Allo scopo serve raccogliere tutte le Entry Summary emesse dalla dogana americana con evidenza del pagamento dei dazi liquidati. Dal 6 febbraio 2026, le dogane americane erogano i rimborsi solo con versamenti elettronici su conti correnti americani", conclude.
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Sanità, report: 'spesa di tasca propria 4-5 volte di più alta per chi ha redditi alti'
(Adnkronos) - Nonostante il carattere universalistico del Servizio sanitario nazionale, l'accesso alle cure in Italia è oggi fortemente condizionato dalla capacità economica dei singoli. I contribuenti con i redditi più elevati spendono mediamente 'di tasca propria' (out of pocket) - ed escludendo i ticket sanitari - fra 4 e 5 volte in più rispetto ai contribuenti con i redditi più bassi. Un fenomeno dovuto ai limiti di accesso alla sanità pubblica (lunghi tempi di attesa e carenze nei servizi di cura non emergenziale), che spingono chi può permetterselo verso il privato, lasciando indietro le fasce più fragili. E' quanto emerge dal rapporto 'Quando i soldi non bastano - Il razionamento sanitario in Italia', realizzato da Acli, Caf Acli, NeXt-Nuova economia per tutti e dall'università di Roma Tor Vergata, con il supporto di Comipa, Federcasse Bcc, Federazione Lombarda Bcc e Federazione Toscana Bcc e Iref. (Video) La ricerca, basata sull'analisi di oltre 8 milioni di dichiarazioni dei redditi (modello 730) tra il 2019 e il 2024 - riporta una nota - documenta l'esistenza di un razionamento sanitario implicito. Nel dettaglio, la popolazione divisa in 5 scaglioni di reddito, dal più basso al più alto, ha evidenziato: divario di spesa: a parità di condizioni di salute, i contribuenti più poveri spendono tra i mille e i 2mila euro in meno all'anno in cure sanitarie rispetto ai più abbienti; rinuncia totale: circa il 57% dei contribuenti appartenenti allo scaglione di reddito più basso non dichiara alcuna spesa sanitaria privata e, nel sottocampione degli anziani, la differenza tra basso e alto reddito si fa più evidente con il 55-60% che non dichiara alcuna spesa sanitaria privata, contro il 7-15% dei coetanei più ricchi. Quanto alla spesa in farmaci, il valore medio annuo della spesa farmaceutica passa da circa 278 euro nello scaglione di reddito più basso a oltre 415 nello scaglione più elevato: queste differenze non riguardano solo la probabilità di acquistare farmaci, ma anche il valore medio della spesa sostenuta. Sull'effetto del reddito sulla spesa, il report indica che un aumento di reddito per chi si trova negli scaglioni più bassi aumenta la spesa sanitaria più di quanto avviene per chi si trova negli scaglioni più elevati, evidenziando il peso maggiore di bisogni insoddisfatti. In questo contesto, la pandemia Covid-19 ha agito come amplificatore delle diseguaglianze. Mentre i redditi alti hanno recuperato rapidamente i livelli di spesa sanitaria pre-pandemici, per i ceti fragili, gli anziani e le donne il recupero è ancora incompleto. A livello territoriale, dove i livelli essenziali di assistenza (Lea) sono più alti, funzionano meglio prevenzione e servizio pubblico e il ricorso forzato al privato diminuisce sensibilmente. "In sanità - ha spiegato Saverio Mennini, capo Dipartimento Programmazione del ministero della Salute - c'è un problema di equità nell'accesso, riscontrato negli ultimi 20 anni. Con questo ministero abbiamo posto in essere una serie di azioni, quali l'aggiornamento annuale dei Lea, l'incremento del finanziamento, il decreto sulle liste d'attesa, la delega delle professioni sanitarie e sull'assistenza ospedaliera e territoriale, che tendono ad eliminare la disomogeneità d'acceso alle cure. Questa è la questione da affrontare con attenzione". I dati mostrano "una realtà preoccupante - ha commentato Leonardo Becchetti, fondatore di NeXt Economia e professore dell'università di Roma Tor Vergata, curatore della ricerca - Il nostro servizio sanitario, sulla carta, è universale, ma fuori dall'emergenza e dai codici rossi, barriere economiche e lunghi tempi d'attesa costringono i più fragili a rinunciare alle cure. Parliamo di una spesa sanitaria inferiore fino a 2mila euro tra il primo e l'ultimo scaglione di reddito. Miglioramento della sanità pubblica e delle Case di comunità, prevenzione, ottimizzazione della spesa, progressività fiscale - ha elencato - sono le azioni che servono per rimettere al centro i territori e la comunità, trasformando la salute da bene di mercato a pilastro di una nuova economia civile". "Purtroppo, nonostante rappresenti uno dei pilastri fondamentali del welfare del nostro Paese, la sanità pubblica, accessibile e garantita, è oggi in evidente ritirata - ha osservato il presidente delle Acli nazionali, Emiliano Manfredonia - I redditi più alti si rivolgono sempre più frequentemente al settore privato, potendosi permettere spese maggiori, mentre i redditi più bassi restano indietro, costretti a rinviare o rinunciare alle cure. E' un dato che deve farci riflettere anche il ricorso sempre più diffuso, ormai quasi un'abitudine di massa, ai sistemi di intelligenza artificiale per rispondere a bisogni di salute: un segnale della difficoltà di accesso e della ricerca di soluzioni alternative. Come Acli, operatori di pace e di democrazia da oltre ottant'anni, sentiamo il dovere - come diciamo spesso nel nostro Patronato - di trasformare i diritti in pane. In questo caso, di trasformare il diritto alla salute in accesso reale e garantito ai servizi per tutte e tutti. E' il senso anche degli Sportelli salute che abbiamo aperto in diverse parti d'Italia: strumenti concreti per accompagnare le persone e ridurre le disuguaglianze". Il presidente Federcasse Bcc, Augusto dell'Erba, ha ricordato che "il credito cooperativo è da anni impegnato ad esprimere valori e attività che vanno oltre la banca. Noi, infatti, siamo presenti sui territori e nelle comunità di cui siamo espressione e abbiamo ben presente che non è più sufficiente fare solo la banca, ma qualcosa di più. Per questo siamo impegnati, con le nostre mutue, in progetti di welfare dove siamo orientati a fornire servizi di tipo sanitario". Come ha illustrato Anna Maria Colao, vicepresidente Consiglio superiore sanità e presidente Fondazione Forme, "l'allungamento della vita media ha modificato tutto quello che il cittadino può ottenere dal nostro sistema sanitario. Mi sento di soffermarmi, in tal senso, sulla tematica della prevenzione. Per diventare sostenibili e mantenere le cure, infatti, dobbiamo implementare le strategie di prevenzione. Occorre, quindi, educare e informare la popolazione". Per contrastare queste disuguaglianze, secondo Raffaella Dispenza, vicepresidente nazionale delle Acli, "servono interventi complessi e articolati: maggiori investimenti nella sanità, riportandoli in linea con quelli di altri paesi europei, ma soprattutto una medicina di territorio che sappia prendere in carico le cronicità e dare risposte alle tante situazioni di non autosufficienza". Alcune possibili direzioni di policy per contrastare la crescita delle diseguaglianze, secondo gli esperti, comprendono: potenziamento del sistema pubblico con prevenzione e Lea, perché dove screening, medicina territoriale e sanità pubblica funzionano meglio la necessità di sostenere spese private si riduce e l'accesso alle cure diventa meno dipendente dal reddito. Un miglior livello di Lea riduce le diseguaglianze; valorizzazione delle Case di comunità, dato che l'integrazione con i servizi sociosanitari e con il contributo sussidiario del terzo settore aumenta l'accesso al diritto alla salute. E ancora: maggiore equità nella fiscalità sanitaria: superare l'attuale sistema che esclude chi si trova nella 'no-tax area' e rendere le agevolazioni fiscali più progressive e introdurre meccanismi rimborsabili per i redditi più bassi; sanità nel territorio, perché il mancato accesso alle cure non si concentra tanto sulle emergenze, quanto sulle prestazioni differibili ma essenziali come visite specialistiche, diagnostica, follow-up e cure croniche. Ridurre i tempi di attesa in questi ambiti significa ridurre la necessità di ricorrere al privato e può essere possibile integrando Stato, mercato e comunità. Per gli esperti serve anche il rafforzamento di forme di assicurazione sanitaria integrativa a carattere mutualistico e non profit, che potrebbe contribuire a ridurre le diseguaglianze, offrendo una copertura accessibile anche a lavoratori precari, anziani e famiglie a basso reddito. Infine: adottare politiche di acquisto di dispositivi medici che premino la sostenibilità sociale e la trasparenza libera risorse da reinvestire dove realmente serve; e attivare un monitoraggio costante, creare un coordinamento nazionale, collegando i diversi osservatori nazionali già esistenti, darebbe la possibilità di avere un 'cruscotto di indicatori' capace di misurare sistematicamente il razionamento sanitario.
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Prevenzione del cancro al colon-retto, il 14 marzo conferenza all'ospedale Sant'Eugenio di Roma
(Adnkronos) - Nonostante i progressi della ricerca, il tumore del colon-retto rappresenta ancora oggi una sfida se consideriamo che nel 2023 sono stati stimati circa 26.000 casi negli uomini (circa il 12% di tutti i tumori nel sesso maschile) e 24.000 nuovi casi nelle donne (circa il 13% di tutti i tumori del sesso femminile). Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli studi sull'insorgenza del tumore al colon-retto prima dei 50 anni: in Italia il numero dei casi negli under 50 è addirittura raddoppiato, e la scienza sta cercando di capire quali possono essere i fattori che aumentano il rischio di ammalarsi. Ad oggi la prevenzione rimane una delle armi più efficaci per ridurre l'incidenza e la mortalità di questa neoplasia. Marzo è il mese europeo dedicato alla prevenzione del tumore del colon-retto e Valeria D'Ovidio, dirigente medico e coordinatore della Uosd di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva dell'ospedale Sant'Eugenio di Roma, ha organizzato un evento proprio al Sant'Eugenio inserendo in calendario per il 14 marzo un appuntamento dedicato a specialisti della materia, per fare un punto della situazione su questo tipo di tumore. Il titolo della tavola rotonda, per addetti ai lavori: 'Cancro del colon-retto: dallo screening alla sperimentazione scientifica… what's next?'. L'inizio dei lavori è previsto alle 9. I relatori si confronteranno sollevando varie angolazioni del problema. Sono coinvolti i presidenti attuali e past delle società regionali di gastroenterologia del Lazio quali Aigo e Sied, nonché relatori e moderatori di eccellenza provenienti da tutta Italia. Si parlerà di innovazione sia diagnostica che terapeutica. La diagnosi precoce sta diventando non solo più efficace, ma anche più intelligente, grazie all'uso dei test oncologici non invasivi, e all'introduzione della intelligenza artificiale come grande alleato nei programmi di screening. Il dibattito riguarderà anche la linea sottile di frontiera che spesso c'è tra gli interventi chirurgici veri e propri e le tecniche endoscopiche o mininvasive. Queste ad oggi permettono di trattare le forme di tumore più iniziali o i pazienti non suscettibili di intervento chirurgico che rappresentano una fascia di popolazione che sta proporzionalmente aumentando. Si parlerà infatti anche della gestione dei pazienti fragili che spesso richiedono terapie personalizzate. E' in atto inoltre una vera e propria rivoluzione che sta interessando il microbiota intestinale, che sembrerebbe essere di grande aiuto anche nella diagnosi del cancro del colon-retto e nella scelta di terapie target. Diverse aziende hanno sostenuto l'iniziativa in qualità di sponsor e partner. Fujifilm healthcare Italia, insieme al partner Gn Medica, ha collaborato all'evento del 14 marzo con l'obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull'importanza della prevenzione e dei percorsi di screening, in collaborazione con i professionisti della salute, promuovendo una maggiore consapevolezza sui controlli disponibili e sull'adesione ai programmi raccomandati, come ad esempio il test del sangue occulto nelle feci. Presente al varo della conferenza una formazione da camera della Banda dell'Esercito Italiano, che allieterà l'inizio con un momento musicale dedicato a tutti i relatori della tavola rotonda della giornata e a illustri ospiti presenti.
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Magnetismo primordiale, scoperta l'impronta del Big Bang
(Adnkronos) - Un team internazionale guidato da ricercatori dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) è riuscito a rilevare le tracce di un campo magnetico primordiale nel silenzio e nell'oscurità dei vuoti intergalattici, aree così vaste da sembrare prive di qualsiasi proprietà fisica. Lo studio, pubblicato su Physical Review D, pone oggi il vincolo più severo mai ottenuto sull'intensità minima di queste forze: 25 miliardesimi di miliardesimi di Gauss. Si tratta di un'intensità quasi infinitesimale, il campo magnetico terrestre è 20 milioni di miliardi di volte più potente, ma sufficiente a dimostrare che i vuoti non sono affatto vuoti, bensì permeati da un'energia magnetica nata nelle prime fasi di vita dell'Universo.
La scoperta è stata resa possibile da un evento eccezionale: il lampo di raggi gamma GRB 221009A, l'esplosione più luminosa mai registrata dall'umanità. Questo "faro" cosmico ha illuminato le regioni più remote, permettendo al telescopio spaziale Fermi della NASA di catturare i dati necessari. Quando i fotoni ad altissima energia emessi dal lampo attraversano il vuoto, interagiscono con la luce di fondo creando una cascata di particelle (elettroni e positroni). In presenza di un campo magnetico, queste particelle deviano la loro traiettoria, lasciando una firma inequivocabile nell'emissione gamma secondaria. Grazie alla brevità e alla potenza senza precedenti di questo evento, gli scienziati hanno potuto isolare il magnetismo cosmologico come unico fattore in grado di influenzare lo sviluppo della cascata, eliminando altre variabili fisiche.
Paolo Da Vela, ricercatore INAF presso l'Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio di Bologna. Crediti: INAF
Questo risultato rappresenta un nuovo record per la precisione delle misure cosmologiche e apre prospettive inedite per la comprensione delle grandi strutture dell'Universo. Come spiegato da Paolo Da Vela dell'INAF, uno dei coordinatori dello studio: "Le nostre simulazioni indicano inoltre che il monitoraggio di questa regione di cielo nei prossimi anni consentirà di migliorare ulteriormente i risultati, proseguendo la ricerca dei campi magnetici primordiali", conclude Da Vela."In particolare, si mostra come la futura osservazione di nuovi eventi transienti, quali i lampi di raggi gamma nella banda dei TeV, con il Cherenkov Telescope Array Observatory (CTAO), sarà cruciale non solo per aumentare il numero di GRB osservati nella banda delle altissime energie, ma anche per lo studio dei campi magnetici intergalattici".
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Evangelion torna in TV con una serie scritta da una grande nome dei videogiochi
(Adnkronos) - Il trentesimo anniversario di Evangelion si chiude con un annuncio destinato a ridefinire i confini della saga. Durante la giornata conclusiva del festival "Evangelion:30+", Studio Khara e CloverWorks hanno ufficializzato la produzione di una nuova serie animata che vedrà la partecipazione di Yoko Taro in veste di sceneggiatore e supervisore della composizione. L’autore, universalmente noto come il creatore dell'universo di NieR, porterà la sua cifra stilistica fatta di decostruzione narrativa e toni malinconici all'interno dell'immaginario originariamente ideato da Hideaki Anno, segnando una collaborazione senza precedenti tra due delle realtà più influenti dell'industria giapponese. L'assetto produttivo e tecnico conferma l'ambizione del progetto, puntando su nomi di primo piano per garantire la continuità qualitativa del brand. La regia è stata affidata a un binomio composto da Kazuya Tsurumaki, storico collaboratore di Khara, e Toko Yatabe. Ad accompagnare la visione di Yoko Taro sarà la componente sonora di Keiichi Okabe, il compositore che ha definito l'identità acustica di NieR e che ora si occuperà di curare lo spartito della serie. La sinergia tra la cura estetica di CloverWorks e l'esperienza strutturale di Studio Khara suggerisce un'operazione di espansione che punta a innovare il franchise attraverso una prospettiva d'autore esterna al nucleo storico della produzione originale.
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Sanità, Consulcesi: "Ex specializzandi vincono in tribunale ma i rimborsi sono lentissimi"
(Adnkronos) - Continuano a vincere nei tribunali i medici ex specializzandi, ma i rimborsi riconosciuti dalle sentenze restano bloccati o fortemente rallentati, segnala Consulcesi. I tempi del Dipartimento Affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio dei ministri sono infatti lunghissimi. E' quanto emerge dalle più recenti decisioni giudiziarie sul contenzioso relativo alla mancata remunerazione degli anni di formazione specialistica, che torna a riaccendere il tema dei tempi di esecuzione delle sentenze da parte dello Stato con migliaia di camici bianchi bloccati nel limbo dei rimborsi. L'ultima pronuncia arriva dalla Corte di Appello di Roma (n. 7937/2025) che, in sede di rinvio dalla Cassazione, ha accolto le domande di 148 medici tutelati da Consulcesi - informa il network - condannando la Presidenza del Consiglio dei ministri al pagamento di oltre 3,4 milioni di euro. Una decisione che si inserisce in un orientamento giurisprudenziale favorevole ai professionisti che si sono specializzati a cavallo tra gli anni '80 e '90 senza ricevere un'adeguata remunerazione, in violazione delle specifiche direttive Ue (75/362/Cee, 75/363/Cee e 82/76/Cee). Negli ultimi vent'anni, attraverso azioni collettive promosse su scala nazionale, migliaia di professionisti sanitari hanno ottenuto il riconoscimento del diritto a un'equa remunerazione per gli anni di specializzazione. Secondo i dati del network legale Consulcesi, che ha patrocinato la stragrande maggioranza dei ricorsi, le somme complessivamente riconosciute superano i 600 milioni di euro. Il quadro giuridico è stato chiarito anche a livello europeo. Con la sentenza del 3 marzo 2022 (C-590/20), la Corte di Giustizia dell'Unione europea ha stabilito che l'Italia avrebbe dovuto garantire un'adeguata retribuzione ai medici in formazione già a partire dal 1 gennaio 1983. Un orientamento recepito dal legislatore con l'articolo 3 della legge di Delegazione europea 2024, che ha previsto l'istituzione di un tavolo tecnico interministeriale per valutarne gli effetti. Se il diritto degli ex specializzandi appare oggi pacifico, resta però aperta la questione dell'esecuzione delle sentenze, rimarca Consulcesi. In numerosi casi, infatti, alla pronuncia favorevole non segue il tempestivo pagamento delle somme dovute, nonostante i titoli giudiziali siano pienamente esecutivi. Il baricentro del contenzioso, dunque, si è spostato dal riconoscimento del diritto alla necessità di garantire tempi certi nei rimborsi. "Oggi non si discute più del diritto degli ex specializzandi - spiegano dal network legale - Il tema è fare in modo che alle sentenze seguano i pagamenti. In caso contrario, il rischio è che una vittoria in tribunale si trasformi in un'attesa indefinita". Per superare queste criticità, Consulcesi ha avviato e intensificato il ricorso agli strumenti previsti dall'ordinamento per l'esecuzione dei giudicati, a partire dal giudizio di ottemperanza davanti al Tar, che consente di imporre all'amministrazione termini certi di pagamento e, nei casi di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta. La vicenda - ricostruisce una nota - risale agli inizi degli anni Ottanta, con l'adozione delle direttive europee 75/362/Cee, 75/363/Cee e 82/76/Cee, che imponevano agli Stati membri di garantire un adeguato compenso ai medici durante gli anni di formazione specialistica. Nonostante l'obbligo fosse operativo dall'inizio del 1983, lo Stato italiano non corrispose le borse di studio ai medici immatricolati tra il 1983 e il 1993. Successivamente si è aperto un secondo fronte di contenzioso per i medici iscritti alle scuole di specializzazione tra il 1994 e il 2006: in questi casi le borse venivano erogate, ma senza il riconoscimento della rivalutazione periodica, delle coperture previdenziali e assicurative e delle differenze contributive. Il mancato adempimento ha dato origine a un vasto contenzioso davanti ai tribunali di tutta Italia, promosso da medici che si sono ritenuti ingiustamente discriminati. Una sentenza della Corte di Cassazione (n. 17434 del 2 settembre 2015) ha inoltre ampliato il perimetro dei potenziali ricorrenti, chiarendo che il diritto al rimborso spetta anche a coloro che hanno completato la specializzazione dopo il 1° gennaio 1983, indipendentemente dalla data di inizio del corso post laurea.
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Ora Gemini può creare musica, canzoni e remix: come funziona
(Adnkronos) - Google ha ufficialmente integrato le capacità di generazione musicale all'interno dell'applicazione Gemini, rendendo la creazione di brani basata sull'intelligenza artificiale accessibile a un pubblico più vasto. Il sistema si appoggia a Lyria 3, il modello sviluppato da DeepMind che è entrato in fase di distribuzione globale a partire dal 18 febbraio. Il servizio è attualmente rivolto a utenti maggiorenni e supporta diverse lingue, tra cui l'italiano, con l'obiettivo dichiarato di espandere ulteriormente la compatibilità linguistica nei prossimi mesi. Il funzionamento ricalca quanto già visto su piattaforme di riferimento del settore come Suno e Udio, permettendo l'inserimento di prompt che descrivano genere, atmosfera e caratteristiche sonore desiderate. Lyria 3 è in grado di produrre sia tracce puramente strumentali sia canzoni complete di testi, accettando come input non solo stringhe testuali ma anche immagini e video per influenzare il tono della composizione. Ogni brano, della durata massima di trenta secondi, viene accompagnato da una copertina generata automaticamente tramite il modello Nano Banana e può essere scaricato in formato video MP4 o come file audio MP3. Nonostante le potenzialità tecniche, l'approccio di Mountain View rimane improntato alla cautela e all'uso ludico. L'azienda ha sottolineato che lo scopo non è la produzione di capolavori musicali, quanto piuttosto offrire uno strumento per la condivisione rapida e l'espressione originale in contesti informali. Per questo motivo, sono stati implementati filtri che impediscono l'imitazione diretta di artisti famosi e sistemi di watermarking per segnalare l'origine sintetica dei contenuti. L'accesso al tool prevede dei limiti quantitativi di generazione, superati i quali è necessario attendere il ripristino dei crediti o sottoscrivere un abbonamento di fascia superiore.
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Autovelox, attese una valanga di potenziali ricorsi
(Adnkronos) - Il dossier autovelox torna al centro del dibattito giuridico e politico. Dopo mesi di contenziosi e pronunce contrastanti, il tema dell’omologazione dei dispositivi di rilevazione della velocità sta producendo effetti concreti sulle sanzioni elevate in tutta Italia, con potenziali ricadute su migliaia di verbali. Il punto dirimente riguarda la distinzione tra “approvazione” e “omologazione”. Diverse sentenze, anche di legittimità, hanno chiarito che per la validità della multa non è sufficiente la mera approvazione tecnica del dispositivo ma è necessaria anche una formale omologazione secondo quanto previsto dal Codice della Strada e dai relativi decreti attuativi. In assenza di tale requisito, la sanzione può risultare annullabile su ricorso. Il Ministero dell’Interno e dei Trasporti ha pubblicato un censimento nazionale degli autovelox, imponendo agli enti locali l’obbligo di registrare i dispositivi attivi ma al contrario la Cassazione, usando l’ordinanza del 19 aprile 2024, richiama la distinzione fra i due procedimenti stabilendo che le sanzioni per eccesso di velocità rilevate con autovelox non omologati sono illegittime. Secondo i dati più recenti, su diverse migliaia di dispositivi presenti sul territorio nazionale, circa 11mila autovelox, solo 3.800 si sono registrati e quindi sono omologati. Una situazione che ha acceso un duro confronto tra amministrazioni locali, associazioni di consumatori e giuristi, con richieste in alcune città di sospensione immediata degli impianti non conformi. Per gli automobilisti si apre quindi una fase di maggiore attenzione procedurale. In caso di sanzione per eccesso di velocità, diventa ora strategico verificare: Il pagamento immediato della multa, com’è noto, equivale ad accettazione della sanzione e preclude la possibilità di ricorso, salvo casi particolari. L’alternativa per tutti resta il ricorso al Prefetto entro 60 giorni o al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla notifica. Nei prossimi mesi il nodo dell’omologazione degli autovelox sarà determinante, sarà indispensabile creare un tavolo di confronto istituzionale per fare chiarezza e dare certezze giuridiche ai consumatori.
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Parte la caccia al trono del Torino nella eSerie A 2026
(Adnkronos) - La sesta edizione della eSerie A Goleador segna il ritorno del calcio virtuale italiano sotto l'egida della Lega Serie A e Infront Italy. Con il Torino FC eSports chiamato a difendere lo scudetto conquistato nella passata stagione, il palcoscenico di EA Sports FC 26 diventa il centro nevralgico della competizione nazionale. Il torneo non rappresenta solo un evento isolato, ma si conferma come il principale punto di riferimento per il gaming competitivo in Italia, trasportando le dinamiche del prato verde in una dimensione digitale che acquisisce ogni anno maggiore rilevanza istituzionale e commerciale. La struttura del campionato prevede il coinvolgimento di sedici formazioni suddivise in quattro raggruppamenti. La fase regolare, articolata in match di andata e ritorno, ha già preso il via con i primi confronti dei Gruppi A e B, che vedono impegnate realtà come Juventus, Napoli e i campioni in carica granata. A marzo sarà invece il turno dei restanti gironi, prima di approdare alla fase calda della stagione. Questa maratona di sfide tattiche porterà i migliori pro player a contendersi la vittoria finale durante i playoff e le Finals previste a maggio a Napoli. La copertura dell'evento è garantita da una distribuzione multipiattaforma che coinvolge DAZN e i canali ufficiali Twitch e YouTube. Oltre al prestigio del titolo tricolore, la eSerie A Goleador funge da passaggio obbligato verso il panorama internazionale, essendo parte integrante del circuito ufficiale FC Pro di Electronic Arts. I vincitori otterranno infatti l'accesso alla eChampions League e all'FC PRO World Championship, proiettando i talenti italiani verso le massime vette del professionismo mondiale. L'iniziativa mira a consolidare i risultati della scorsa edizione, caratterizzata da milioni di minuti di visualizzazione, confermando la volontà della Lega di evolvere il racconto sportivo per intercettare le nuove generazioni di tifosi.
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Rivoluzione in casa Xbox: Phil Spencer e Sarah Bond lasciano
(Adnkronos) - Phil Spencer, l'uomo che ha guidato la rinascita di Xbox negli ultimi dodici anni e architetto della strategia legata al Game Pass, ha annunciato ufficialmente il suo ritiro da Microsoft. Entrato in azienda come stagista nel lontano 1988, Spencer ha ricoperto un ruolo fondamentale nel traghettare la divisione gaming verso il modello attuale, triplicando il valore del business e portando a termine acquisizioni storiche come quelle di Activision Blizzard, ZeniMax e Mojang. La sua uscita di scena, effettiva dal 23 febbraio, segna la fine di un'era per il colosso di Redmond proprio mentre il brand si appresta a celebrare il suo venticinquesimo anniversario con una base di oltre 500 milioni di utenti attivi mensili. La successione è stata affidata ad Asha Sharma, attuale presidente della divisione CoreAI di Microsoft, che assumerà la carica di CEO di Microsoft Gaming riportando direttamente a Satya Nadella. Con un passato di rilievo in realtà come Meta e Instacart, Sharma eredita il compito di gestire un ecosistema che comprende ormai circa 40 studi di sviluppo. Parallelamente, Matt Booty è stato promosso a Executive Vice President e Chief Content Officer, assumendo la supervisione totale sulla produzione dei contenuti e delle proprietà intellettuali del gruppo, dai franchise storici come Halo e Gears of War fino ai pesi massimi dell'industria quali Call of Duty e World of Warcraft. Il rimpasto ai vertici ha riservato anche una nota inattesa con le dimissioni di Sarah Bond, finora presidente di Xbox, che ha scelto di lasciare l'azienda per intraprendere un nuovo percorso professionale. Nonostante questi cambiamenti strutturali, la nuova leadership ha già delineato i pilastri della strategia futura, che punterà su una rinnovata attenzione all'hardware console e sull'integrazione delle nuove tecnologie. Sharma ha infatti dichiarato l'intenzione di proteggere la natura artistica dei videogiochi, evitando di saturare l'ecosistema con contenuti automatizzati privi di identità, con l'obiettivo di recuperare lo spirito pionieristico delle origini garantendo al contempo una presenza trasversale su PC, cloud e dispositivi mobili.
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