Stellantis rafforza le alleanze con i fornitori: a Mirafiori la più grande Supplier Convention d’Europa
(Adnkronos) -
Stellantis ha scelto l’iconico Heritage Hub di Mirafiori per ospitare la più grande convention europea mai organizzata con i propri fornitori. Un luogo simbolico, immerso nella storia del Gruppo, che ha fatto da cornice a un evento strategico per il futuro dell’intera filiera automotive. Oltre 450 fornitori e associazioni di categoria hanno preso parte all’iniziativa, ideata per consolidare relazioni chiave e condividere gli obiettivi della nuova organizzazione europea di Stellantis, pensata per essere più snella, reattiva ed efficace. A guidare i lavori, Maxime Picat, Chief Purchasing and Supplier Quality Officer, e Jean-Philippe Imparato, Enlarged Europe Chief Operating Officer, insieme ai principali dirigenti europei del Gruppo. Il messaggio è stato chiaro: solo attraverso una collaborazione stretta e continua con i partner sarà possibile affrontare le sfide del settore e cogliere le opportunità offerte dal mercato.
“Il nostro successo nasce da partnership solide e durature. Condividiamo una visione fondata su qualità, accessibilità e innovazione. Insieme ai nostri fornitori guidiamo il cambiamento e continuiamo a crescere da una posizione di leadership”, ha affermato Maxime Picat, Chief Purchasing and Supplier Quality Officer nel discorso inaugurale. Durante l’evento, Stellantis ha delineato un ambizioso piano d’azione per il 2025 e oltre, basato su tre pilastri: semplificazione dell’organizzazione, lancio di 14 nuovi modelli tra il 2024 e il 2025, e rafforzamento delle sinergie industriali e commerciali con i fornitori. “Vogliamo costruire un futuro solido per l’industria automobilistica in Europa. Per farlo servono velocità decisionale, eccellenza nei prodotti e una filiera unita verso un obiettivo comune”, ha sottolineato Philippe Imparato, Enlarged Europe Chief Operating Officer.
I partecipanti hanno avuto l’opportunità di testare alcuni dei modelli Stellantis più innovativi, espressione della varietà delle piattaforme multienergia del Gruppo, che solo nel 2024 hanno ottenuto 50 riconoscimenti internazionali. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Dune: Awakening offrirà le colonne sonore di Dune e Dune II Battle for Arrakis - Il video
(Adnkronos) - Gli appassionati del vasto universo di Dune, creato dalla penna di Frank Herbert e portato sul grande schermo dai premiati film di Legendary Entertainment, potranno presto immergersi ancora più profondamente nell'atmosfera del pianeta Arrakis. Il tanto atteso survival MMO, Dune: Awakening, offrirà ai giocatori un'esperienza sonora unica grazie all'integrazione di una radio in-game dotata di ben tre canali distinti. Una delle sorprese più gradite per i nostalgici sarà la possibilità di sintonizzarsi sulle indimenticabili colonne sonore dei videogiochi classici Dune (originariamente intitolato Dune: Spice Opera) e Dune II: Battle for Arrakis, entrambi pietre miliari del gaming su PC pubblicati nel lontano 1992.
La colonna sonora di Dune II: Battle for Arrakis fu magistralmente composta da Frank Klepacki, musicista celebre per il suo lavoro nella serie Command & Conquer. Le atmosfere epiche e ritmi incalzanti che hanno accompagnato le battaglie per il controllo della spezia faranno il loro ritorno in Dune: Awakening. Per quanto riguarda il primo Dune, la sua colonna sonora, originariamente intitolata Dune: Spice Opera, fu frutto del talento di Philippe Ulrich e del compianto Stéphane Picq, scomparso prematuramente nel febbraio 2025. Proprio nel 2024, questa iconica colonna sonora aveva ricevuto un'accurata rimasterizzazione, preparandola idealmente al suo ritorno nel nuovo titolo.
Come ha dichiarato il direttore creativo Joel Bylos: "Dune ha lasciato un'impronta indelebile nel mondo dell'editoria e della cinematografia, ma anche nei videogiochi. Le colonne sonore di Dune e Dune II sono state tra le più grandi degli anni '90 ed è un grande onore poterle condividere con una nuova generazione di giocatori attraverso il Communinet di Dune: Awakening".
Il sistema di comunicazione centralizzato del gioco, denominato Communinet, offrirà ai giocatori tre diverse stazioni radio tra cui scegliere. Oltre ai canali musicali dedicati ai classici, i giocatori potranno sintonizzarsi su trasmissioni riguardanti eventi cruciali come emergenze, imminenti tempeste di sabbia o comunicazioni dal Landsraad. Per coloro che desiderano immergersi nelle dinamiche politiche e militari di Arrakis, saranno disponibili i canali ufficiali delle casate Atreides e Harkonnen. Queste stazioni trasmetteranno propaganda, ricostruzioni di combattimenti nell'arena e discorsi motivazionali, offrendo un'ulteriore prospettiva sul conflitto per il potere sul pianeta desertico. Infine, per accompagnare le fasi di raccolta risorse e costruzione di basi, i giocatori potranno sintonizzarsi su Harvester Radio, la stazione dedicata ai minatori di spezia e alla forza lavoro comune. Questo canale offrirà un mix di annunci utili, consigli di sopravvivenza, musica e intrattenimento, includendo anche esclusivi episodi di teatro radiofonico, arricchendo ulteriormente l'esperienza immersiva di Dune: Awakening. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
inZOI un milione di vendite nella prima settimana dall'accesso anticipato
(Adnkronos) - Il nuovo simulatore di vita inZOI, sviluppato da KRAFTON, Inc., ha segnato un notevole successo commerciale, superando il milione di unità vendute cumulative entro la prima settimana dal suo lancio in accesso anticipato globale su Steam, avvenuto il 28 marzo 2025. Questo traguardo rappresenta la più rapida affermazione commerciale mai registrata per un titolo pubblicato da KRAFTON. Il lancio di inZOI su Steam è stato preceduto da un elevato interesse da parte della comunità videoludica, con il gioco che ha raggiunto la prima posizione nella Lista dei Desideri globale di Steam. A soli 40 minuti dalla sua disponibilità, inZOI si è attestato al primo posto nella Classifica dei Più Venduti globale di Steam (in termini di ricavi), mantenendo una posizione di rilievo nelle classifiche di vendita in diverse regioni, tra cui Nord America e Asia. Oltre al successo commerciale, inZOI ha ricevuto un'accoglienza positiva da parte dei giocatori in termini di qualità del prodotto. Al 4 aprile 2025, le recensioni degli utenti su Steam mostravano una percentuale di gradimento dell'83%, conferendo al gioco lo status di "Molto Positivo". Parallelamente, inZOI ha raggiunto un picco di 175.000 spettatori contemporanei sulla piattaforma Twitch, posizionandosi al terzo posto nella categoria Giochi. "Canvas", la piattaforma integrata in-game per la condivisione di contenuti generati dagli utenti (UGC), ha registrato un elevato livello di coinvolgimento della comunità, con oltre 1.2 milioni di giocatori attivi il giorno del lancio e più di 470.000 contenuti caricati. La strategia di marketing adottata da KRAFTON per il lancio di inZOI ha previsto una presenza significativa in importanti eventi del settore videoludico a livello globale, collaborazioni con influencer internazionali e una comunicazione attiva con la comunità dei giocatori. La presentazione globale di inZOI e la build demo hanno suscitato un notevole interesse, mentre media e testate specializzate di rilievo internazionale hanno contribuito ad accrescere l'attesa attraverso aggiornamenti costanti sul gioco. L'approccio graduale di KRAFTON nel rilasciare informazioni su inZOI, unitamente a una strategia operativa orientata al giocatore, ha costruito una solida base di fiducia, traducendosi in un sentimento ampiamente positivo all'interno della comunità.
CH Kim, CEO di KRAFTON, ha espresso la propria soddisfazione dichiarando: "Siamo grati ed entusiasti di presentare inZOI ai giocatori di tutto il mondo attraverso l'Accesso Anticipato", aggiungendo: "Continueremo a comunicare attivamente con i giocatori e a promuovere inZOI come IP di punta a lungo termine per KRAFTON".
L'amministratore delegato dello Studio inZOI e produttore e direttore di inZOI, Hyungjun ‘Kjun’ Kim:
"Ho creato e coltivato inZOI con grande cura, come se fosse mio figlio, anche se ha ancora molto spazio per migliorare. Mentre inZOI muove i suoi primi passi nel mondo, provo sia orgoglio che una certa ansia – sperando che non inciampi o si faccia male. Sarei profondamente grato se poteste vegliare sul gioco con calore e supporto. Mentre iniziamo l'accesso anticipato per inZOI, ci impegneremo sinceramente con i giocatori di tutto il mondo per migliorare continuamente il gioco, un passo alla volta." I futuri aggiornamenti del gioco introdurranno nuovi contenuti, tra cui il supporto per le mod e nuove città, con tutti gli aggiornamenti e i DLC forniti gratuitamente fino al rilascio completo della versione finale. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Ue, il futuro delle Capitali europee della cultura riparte da Chemnitz con 40 raccomandazioni
(Adnkronos) - Il futuro delle Capitali europee della cultura in 40 raccomandazioni. Quaranta proposte concrete che hanno l'obiettivo di delineare una nuova cornice per quello che è il programma culturale più grande d'Europa, elaborate proprio in occasione del suo 40° anniversario. Sono contenute in un Libro bianco, '40 Raccomandazioni per 40 anni di Ecoc - Analisi per le Capitali europee della cultura dal 2034', presentato venerdì 4 aprile a Chemnitz, in Germania, città che detiene il titolo per il 2025, condividendolo con Nova Gorica-Gorizia, prima Capitale transfrontaliera della cultura. Il documento si propone quale base per un processo di riforma del progetto delle Capitali europee della cultura e la conferenza di presentazione segna l'inizio del percorso destinato ad accompagnare lo sviluppo di questo progetto nato 40 anni fa. Il Libro bianco si basa su un ampio studio che raccoglie le analisi di direttori artistici, coordinatori e responsabili delle 64 Capitali europee della cultura (Ecoc) passate e future. A coordinarlo una ricercatrice italiana, Valentina Montalto, docente di Cultural Economics and Policies della Kedge Business School di Parigi, con un tema italo-sloveno che ha intervistato 64 delle 82 città titolari, passate o future, del riconoscimento di Capitale europea della cultura. I risultati sono stati riassunti appunto in 40 raccomandazioni raccolte nel Libro bianco di Chemnitz, e saranno incorporate nella revisione della direttiva europea sulle Capitali europee della cultura, la cui adozione è prevista per il 2027 e si applicherà alle città che deterranno il titolo a partire dal 2034. Un processo lungo, quindi, per cui il dialogo tra Commissione, Consiglio e Parlamento europeo comincerà nell'autunno del 2025 e che ha visto, dunque, nella conferenza di Chemnitz il suo 'battesimo'. Le raccomandazioni contenute nel Libro bianco, infatti, sono state ampiamente discusse durante la conferenza che si è svolta a Chemnitz, e che ha visto la partecipazione di 200 delegati di diversi paesi, delle istituzioni europee e dei governi nazionali. Ora saranno sottoposte alla Commissione europea, al Consiglio e al Parlamento per avviare i prossimi passi del processo di riforma del programma. Il 13 maggio, inoltre, il Libro bianco verrà presentato al Parlamento europeo a Bruxelles dalla responsabile della ricerca, Valentina Montalto, accompagnata dal sindaco di Chemnitz, Sven Schulze, e dal management of Chemnitz 2025 rappresentato da Andrea Pier e Stefan Schmidtke. L'evento è organizzato in collaborazione con i membri del Parlamento europeo provenienti da Slovenia e Sassonia e sarà l'occasione anche per presentare i programmi delle Capitali europee della cultura 2025, Chemnitz e Nova Gorica-Gorizia, mentre una tavola rotonda offrirà l'opportunità di discutere lo sviluppo futuro del progetto Capitali europee della cultura. La responsabile della ricerca, Valentina Montalto, ha commentato: "Per una ricercatrice come me, è stato un onore e un piacere contribuire all'evoluzione di questa ambiziosa iniziativa. Sono particolarmente grata alle città di Chemnitz e Nova Gorica per aver creato questa importante opportunità di conoscenza, così come ai manager Ecoc per aver condiviso la loro passione, le loro battaglie e le loro analisi. Questa ricerca non intende solo immaginare un cambiamento, ma fare in modo che avvenga. Ecco perché i prossimi passi saranno cruciali e contiamo sul supporto di ciascuno per far sì che questa significativa iniziativa europea resti rilevante e abbia il suo impatto". "Per 40 anni - ha dichiarato Georg Häusler, direttore per la Cultura nella Commissione europea - le Capitali europee della cultura hanno costruito ponti e nutrito i nostri comuni valori europei, mostrando la ricchezza e la diversità delle loro identità. Vorrei ringraziare e congratularmi con Chemnitz e Nova Gorica per aver portare avanti tutto questo e per aver messo insieme questo report così dettagliato sui 40 anni delle Capitali europee della cultura. Sono fiducioso che questo Libro bianco traccerà la strada per disegnare e modellare il futuro dell'azione dopo il 2033". Il sindaco di Chemnitz, Sven Schulze, ha ricordato che "la spettacolare inaugurazione di Chemnitz 2025 Capitale europea della cultura ha dimostrato la potenza e l'entusiasmo che questo programma può generale per le città e il loro sviluppo". "Tuttavia, il successo nel lungo periodo di una Capitale europea della cultura - ha avvertito - risiede nell'eredità che lascia, nell'impatto che ha ben oltre l'anno del titolo. Con il Libro bianco vogliamo dare nuovo impeto per costruire attivamente il futuro delle Capitali europee della cultura e per rafforzare in modo sostenibile il loro impatto". Da parte sua, il sindaco di Nova Gorica,Samo Turel, ha detto che "nell'anno in cui detiene il titolo di Capitale europea della cultura Nova Gorica, in cooperazione con Gorizia e Chemnitz, si fa portatrice di un messaggio responsabile di democrazia, coesistenza e amicizia". "In un'epoca in cui l'Europea si interroga sulla sua sicurezza e sul suo futuro, è cruciale che le Capitali europee della cultura siano città con una memoria storica. La nostra esperienza dimostra che il mondo può solo prosperare come spazio multilaterale basato sullo stato di diritto, sui diritti umani e sulla democrazia. E molti dei nostri programmi culturali riflettono questo impegno. Mi fa particolarmente piacere che le nostre città hanno anche collaborato su un più ampio progetto di ricerca sui 40 anni del progetto Ecoc, offrendo preziose analisi per il futuro", ha concluso. La ricerca contenuta nel Libro bianco identifica aree chiave di sviluppo riassumibili in quattro aspetti centrali. Il primo è il rafforzamento della cooperazione europea, dove la dimensione europea dovrebbe essere assunta quale criterio centrale di selezione. Si propone anche un branding unificato e supportato da un logo europeo obbligatorio ma personalizzabile. Il secondo aspetto punta alla semplificazione dei processi di selezione e monitoraggio: si raccomanda, infatti, di ridurre i fardelli burocratici per le città che si candidano al titolo, ad esempio con verifiche fattuali al posto di elaborate visite sul posto che consentano una valutazione equa e trasparente. Un terzo aspetto mira ad assicurare una implementazione di lungo periodo, in cui gli obiettivi delineati nei rispettivi bidbooks diventino impegni stringenti. Inoltre, si suggerisce la revisione del Premio Melina Mercouri per procurare supporto finanziario alle città Capitali della cultura sin dai primi passi. Allo stesso tempo, si auspica che a loro volta i governi nazionali si impegnino maggiormente nel supporto alle città vincitrici sia durante l'anno in cui detengono il titolo sia nel lungo periodo per mantenerne l'eredità. Infine, quarto aspetto è il miglioramento della circolazione di informazioni; per questo scopo, dovrebbe essere creata una piattaforma a livello Ue per facilitare gli scambi di buone prassi, mentre bidbooks e report dovrebbero essere resi pubblici. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Opel Frontera, elettrico o ibrido un Suv per tutti
(Adnkronos) - Difficile crescere oggi sul mercato europeo se non si dispone di una gamma completa di Suv: così Opel 'corre ai ripari' e a metà strada fra il compatto e filante Mokka (4,15 metri) e il solido Grandland (4,65 m) propone la nuova Frontera. Un modello che riprende un nome storico (quello del primo fuoristrada moderno del marchio tedesco) e lo adatta a un Suv polivalente, lungo il giusto (4,38 m) ma con spazio e dotazioni di livello superiore e un listino sicuramente accessibile. Frutto anche di scelte intelligenti come quella di proporre cerchi in acciaio da 16 pollici - al posto di quelli in lega - ma con design e colorazione che aggiungono personalità. Le linee della nuova Frontera - costruita sulla piattaforma Smart Car - sono decise ma personali con una grande attenzione alla visibilità, buona in tutte le direzioni (solo un po' meno per il lunotto posteriore). Il frontale è dominato - anche qui - dalla fascia imponente dell'Opel Vizor mentre nella coda spicca un portellone di taglio moderno e regolare, che si apre su un bagagliaio ampio, regolare e flessibile. Infatti con i sedili posteriori abbattuti, la nuova Frontera offre fino a circa 1.600 litri di spazio per i bagagli. A conferma dello spazio a disposizione, la proposta - praticamente inedita per questa fascia di Suv - dei 7 posti, con i due della terza fila che comportano un sovrapprezzo ridotto (900 euro) ma anche una riduzione del bagagliaio da 460 a 330 litri (se ripiegati). Per i sedili anteriori, peraltro, la casa tedesca conferma la sua 'tradizione' di eccellenza con una proposta di Intelli-Seat che vede una fessura al centro che allevia la pressione sul coccige, mentre i tessuti e le superfici, come i pannelli delle porte, sono realizzati con materiali riciclati. Non enorme, ma sicuramente in grado di soddisfare la maggior parte delle esigenze, la proposta di motorizzazioni. Opel sta perseguendo la strategia di portare avanti costantemente l'elettrificazione con ogni nuovo modello e anche la Frontera pertanto offre solo versioni elettrificate, con una proposta 100% elettrica o con ibrido con tecnologia a 48 volt. La prima è la Electric con motore da 83 kW (113 con batteria 44 kWh (netti) e un'autonomia fino a 305 km (nel ciclo WLTP). Ma sul mercato italiano al momento è di sicuro appeal l'ibrido mild proposto con un 3 cilindri turbo benzina abbinato a un motore elettrico da 21 kW (28 CV) e un cambio elettrificato a doppia frizione a sei marce. Questa versione è declinata in due livelli, con potenze totali da 110 e 145 CV. Lo scatto dichiarato - per la versione più potente - è di 9 secondi per andare da 0 a 100 kmh: l'impressione è che il dato sia corretto, anche se in ripresa da basse velocità si percepisce un po' di ritardo nonostante il contributo del motore elettrico. Nella norma - ma sempre ragionevoli, intorno ai 15-16 km/l nel misto - i consumi, considerando le dimensioni. Come detto, i listini sono stati improntati alla accessibilità, con prezzi che partono da 24.900 per l'ibrido da 110 CV (+1500 euro per la 145 CV) e toccano i 29.900 euro per la versione elettrica. Due gli allestimenti disponibili, Edition e GS, con il primo che già offre tutto il necessario sul fronte di dotazioni, sicurezza e connettività. dal display del conducente da 10 pollici, cockpit Pure Panel con infotainment multimediale con touchscreen a colori da 10 pollici e navigazione integrata, Apple CarPlay e Android Auto wireless, OpelConnect con vari servizi telematici e i fari Intelli-LED con assistenza agli abbaglianti. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
D-Orbit e Planetek: sinergia strategica per l'evoluzione delle tecnologie spaziali
(Adnkronos) - Il panorama delle tecnologie spaziali avanzate si arricchisce di una significativa operazione strategica. D-Orbit, riconosciuta a livello globale per la sua expertise nella logistica e nel trasporto orbitale, e Planetek Group, primaria realtà nel settore dell'osservazione della Terra (EO), dell'analisi geospaziale e del software per missioni spaziali, hanno annunciato una loro unione strategica. Pur mantenendo la rispettiva autonomia operativa e la continuità delle proprie strategie aziendali, D-Orbit e Planetek intendono esplorare sinergie innovative e nuovi modelli di business congiunti. Questa operazione mira a potenziare le competenze di entrambe le aziende in ambiti cruciali quali le applicazioni spaziali basate su cloud, l'elaborazione di dati direttamente in orbita attraverso l'intelligenza artificiale e i servizi di scambio dati in tempo reale. La collaborazione tra D-Orbit e Planetek non è inedita, avendo già cooperato in diverse iniziative. Tra queste spicca la recente missione AI-eXpress, una tecnologia pionieristica che integra l'intelligenza artificiale e la tecnologia blockchain per incrementare la reattività dei satelliti e abilitare la trasmissione di analisi a bassa latenza. L'applicazione dell'IA in orbita conferisce ai satelliti la capacità di prendere decisioni autonome, come l'identificazione di dati rilevanti o la regolazione di operazioni in tempo reale, riducendo la dipendenza dalle istruzioni da Terra. Parallelamente, la blockchain assicura che le informazioni raccolte siano archiviate e condivise in maniera sicura e trasparente, accrescendo l'affidabilità e l'accessibilità dei dati spaziali. Questa mossa strategica sottolinea la ferma convinzione di D-Orbit nel valore strategico dei servizi di cloud computing spaziale e nel loro potenziale impatto su una vasta gamma di settori. La consolidata esperienza di Planetek nel campo dell'osservazione della Terra rafforzerà ulteriormente la capacità di D-Orbit di sviluppare e implementare soluzioni all'avanguardia per l'elaborazione e l'analisi dei dati direttamente nello spazio. Tale approccio mira a superare la dipendenza esclusiva dalle infrastrutture terrestri, ridefinendo le modalità di raccolta, gestione e fornitura dei dati satellitari in tempo quasi reale.
Luca Rossettini, Amministratore Delegato di D-Orbit, ha commentato: "Abbiamo lavorato a lungo a questo traguardo, l’unione tra D-Orbit e Planetek. Unendo i nostri punti di forza, non solo espandiamo la nostra portata tecnologica, ma rafforziamo anche il nostro impegno a rendere lo spazio più accessibile e sostenibile per migliorare la vita sulla Terra. I nostri valori condivisi, incentrati sull'idea di mettere le persone al primo posto, sono al centro di questa collaborazione, garantendo che l'innovazione sia guidata da una cultura forte e incentrata sulle persone, che valorizza i talenti e promuove il successo a lungo termine."
Giovanni Sylos Labini, Amministratore Delegato di Planetek Italia, ha dichiarato: "Insieme, D-Orbit e Planetek mirano a ridefinire il modo in cui le informazioni spaziali sono accessibili, analizzate ed utilizzate per risolvere le sfide globali, dal monitoraggio ambientale e la pianificazione urbana, alla sicurezza nazionale e la risposta alle catastrofi." Stelios Bollanos, Amministratore Delegato di Planetek Hellas, ha aggiunto: "Questa unione comporta nuove prospettive significative per Planetek Hellas e rafforza la nostra posizione di leader nel settore spaziale in Grecia, coprendo l'intera catena del valore da monte a valle."
Simonetta Di Pippo, Presidente del Consiglio di Amministrazione di D-Orbit, ha così commentato: "Il consolidamento dell’industria spaziale e delle competenze orientate ai servizi è oggi più che mai fondamentale. L’unione tra D-Orbit e Planetek rappresenta un passo decisivo in questa direzione. Insieme, offriremo ai nostri clienti un punto di riferimento unico per i servizi di assistenza, in-orbit servicing e gestione dei big data nello spazio, introducendo al contempo un nuovo modello di collaborazione. Un’evoluzione che genererà valore per tutti i nostri stakeholder." Con questa operazione, D-Orbit ha acquisito la totalità delle azioni di Planetek, integrando gli azionisti di quest'ultima nella propria struttura azionaria. L'attuale assetto organizzativo rimarrà invariato per assicurare la continuità operativa. D-Orbit opera a livello globale con sedi in Italia, Portogallo, Regno Unito, Grecia e Stati Uniti, mentre Planetek estende la sua presenza attraverso le società spin-off GAP s.r.l. e GEO-K s.r.l., e la filiale consolidata in Grecia, Planetek Hellas. L'integrazione dei portafogli di entrambe le aziende apporterà benefici all'intero ecosistema spaziale, dai settori governativo, della sicurezza, commerciale e ambientale, fino alla più ampia comunità spaziale. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Platform2Platform: l'innovazione Cloud Native protagonista a Londra
(Adnkronos) - Si è conclusa con un bilancio ampiamente positivo la recente edizione di Platform2Platform, l'evento promosso da Krateo PlatformOps e interamente focalizzato sulle più recenti evoluzioni nel panorama del Cloud Native e del Platform Engineering. L'iniziativa, tenutasi il 2 e 3 aprile presso il Good Hotel di Londra, ha strategicamente affiancato
KubeCon 2025, la conferenza di riferimento della Cloud Native Computing Foundation che annualmente catalizza l'attenzione di aziende, organizzazioni ed esperti impegnati nello sviluppo di tecnologie cloud native. In questo contesto dinamico, Platform2Platform ha offerto ai partecipanti – tra cui ingegneri, architetti di sistema e professionisti del cloud native – due giornate dense di approfondimenti tecnici, stimolanti dibattiti e dimostrazioni pratiche. Un momento particolarmente apprezzato è stata la registrazione dal vivo di un podcast che ha ospitato figure di spicco del settore, offrendo prospettive uniche e conversazioni di elevato spessore. L'evento si è inoltre confermato un'importante piattaforma di networking, consentendo ai partecipanti di interagire direttamente con il team di Krateo e di confrontarsi con esperti specializzati nelle tecnologie cloud native in un ambiente improntato alla collaborazione e all'innovazione. Un elemento centrale di Platform2Platform è stato l'evidente interesse da parte delle aziende verso soluzioni all'avanguardia per la gestione e l'ottimizzazione delle proprie infrastrutture tecnologiche. Le organizzazioni che operano in contesti cloud complessi si trovano frequentemente a fronteggiare problematiche legate alla gestione efficiente delle risorse, con conseguenti costi elevati e inefficienze operative. In risposta a queste esigenze, si distingue la piattaforma Krateo PlatformOps di Krateo, una soluzione open-source specificamente progettata per affrontare le sfide della gestione delle risorse. La piattaforma mira a ottimizzare i processi di creazione, gestione e automazione su qualsiasi tipo di infrastruttura, sia essa basata su cloud pubblico, privato o on-premise. Integrando i principi di FinOps e GreenOps, Krateo supporta attivamente le aziende nell'ottimizzazione dei costi e nella riduzione dell'impatto ambientale, garantendo un'allocazione efficiente delle risorse. Grazie a un portale self-service intuitivo, i team possono creare rapidamente ambienti di test o distribuire nuove applicazioni con pochi semplici passaggi, accelerando significativamente i cicli di sviluppo e l'introduzione di innovazione. "L’adozione di tecnologie cloud native nel corso del 2025 si configura come un elemento propulsivo fondamentale per l’espansione dell’intelligenza artificiale, consentendo alle aziende di scalare le proprie operazioni con agilità, innovare in modo continuativo e convertire i dati in valore tangibile" – ha sottolineato Giulio Covassi, Ceo di Krateo. "Krateo PlatformOps ambisce a svolgere il ruolo di orchestratore strategico dell'It aziendale, armonizzando tecnologie consolidate, attuali e future". Immagine di cover realizzata con il supporto di DALL-E ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Dazi, tra timori e nuove strategie, dal mondo del vino le testimonianze dei Consorzi da Nord a Sud
(Adnkronos) - I dazi del 20% sui prodotti provenienti dall'Unione europea annunciati dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rischiano di avere pesanti ripercussioni per la filiera del vino, in particolare per i principali esportatori come l’Italia. Ed è forte la preoccupazione nel settore, come testimoniano i commenti, da Nord a Sud, di alcuni dei Consorzi di tutela. “La decisione di imporre dazi sui vini italiani rappresenta un elemento di forte preoccupazione - afferma Camillo Pugliesi, direttore del Consorzio Vini Doc Sicilia - per un settore che ha sempre fatto della qualità e dell’export uno dei suoi principali punti di forza. I vini del Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia sono ambasciatori della nostra cultura e del nostro territorio nel mondo, e queste misure non solo creeranno difficoltà ai produttori, ma penalizzeranno in modo significativo anche i consumatori americani, che vedranno ridotta la possibilità di accedere a prodotti d’eccellenza a condizioni competitive. Il rischio è quello di limitare la scelta per il pubblico statunitense, privandolo di vini apprezzati per la loro qualità e autenticità". "Dal canto suo, il Consorzio continuerà, per quanto possibile, a mantenere aperto il dialogo con gli Stati Uniti. Tuttavia, parallelamente, verranno implementate strategie di espansione verso altri mercati e rafforzate le attività di commercio e promozione in paesi con cui collaboriamo da anni, come il Canada e il Regno Unito. La valorizzazione dei vini Doc Sicilia non si ferma e proseguirà con determinazione su scala globale”, avverte. C'è anche chi mantiene un cauto ottimismo. “Sicuramente l'introduzione dei nuovi dazi sulle importazioni di vino negli Stati Uniti - dichiara Vitaliano Maccario, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato - ci costringono a riflessioni importanti, anche se non siamo particolarmente preoccupati. Grazie al loro prezzo competitivo, i vini delle denominazioni tutelati dal nostro Consorzio, in particolare la Barbera, prevediamo non subiranno flessioni significative nelle vendite, poiché l'incidenza del rincaro sarà minima e confidiamo possa esser facilmente assorbibile dal mercato". "Questo aspetto, unito al grande apprezzamento che questi vini riscuotono tra i giovani consumatori e wine lovers per la loro versatilità e abbinabilità, speriamo li tenga fortemente competitivi anche nel contesto dei nuovi dazi americani. Siamo quindi fiduciosi che continueranno ad essere ricercati nel mercato americano senza che la politica dei nuovi dazi possa incidere in modo troppo significativo sull'andamento della domanda", spiega. "Riteniamo, inoltre, che sia fondamentale - aggiunge - continuare a investire sulla collaborazione con i principali player del mercato statunitense. In quest’ottima, abbiamo siglato un importante accordo con il Monopolio della Pennsylvania che si concretizzerà in una serie di azioni, prima fra tutte il tour che si sta svolgendo in questi giorni nel nostro territorio. Un’occasione unica per i nostri produttori di far conoscere ai buyer i loro prodotti e di aprire nuove relazioni commerciali. Crediamo fortemente che il nostro territorio possa sempre più essere un riferimento di eccellenza e qualità”. Pensa a strategie mirate anche Massimo Sepiacci, presidente UmbriaTop, la cooperativa delle cantine umbre: "Ora abbiamo un quadro più chiaro: sappiamo che il dazio sarà del 20%. Certo, è una notizia che avrà un impatto negativo, ma almeno l'incertezza che aveva bloccato il mercato nei mesi scorsi è stata superata. L'effetto più immediato sarà dunque una riduzione dei volumi importati, con un impatto diretto sulle nostre esportazioni in particolar modo per i vini di media fascia ed entry level. Per il comparto vinicolo umbro, questo significa la necessità di adottare strategie mirate per limitare le perdite, diversificando le destinazioni e valorizzando ancora di più la qualità e l’unicità dei nostri vini". "L'Umbria, con la sua lunga tradizione vinicola e il suo impegno nella produzione di vini di eccellenza, deve affrontare questa sfida con determinazione, sfruttando al meglio le sue peculiarità territoriali. È essenziale potenziare la presenza nei mercati emergenti, investire nella digitalizzazione della distribuzione e creare sinergie con altri settori strategici del Made in Italy", prosegue. "Sarà fondamentale - sottolinea - un lavoro congiunto tra istituzioni, consorzi e produttori per affrontare questa situazione, garantire la competitività del vino umbro nel contesto globale e continuare a far conoscere al mondo il valore della nostra terra e delle sue produzioni di qualità". E proprio in Umbria, regione ad alta vocazione enoturistica, i dazi rischiano di avere un impatto anche sul turismo, come dice Giovanni Dubini, presidente dell’associazione Mtv Umbria: “Negli ultimi anni, l'enoturismo in Umbria ha rappresentato una risorsa straordinaria per il nostro territorio, con un crescente interesse da parte di visitatori italiani e stranieri che scelgono la nostra regione per scoprire la qualità e l'autenticità dei nostri vini. Tuttavia, l'introduzione di dazi sulle esportazioni vinicole rappresenta una sfida significativa per il settore, incidendo sulla competitività delle nostre aziende e limitando l'accesso ai mercati internazionali". "L'Umbria, con le sue cantine storiche e i suoi vitigni autoctoni, deve continuare a puntare sull'enoturismo come motore di crescita economica e promozione del territorio. Le politiche commerciali restrittive non devono scoraggiare i produttori, ma piuttosto spingerci a investire ancora di più nell'accoglienza, nell'esperienzialità e nella valorizzazione delle nostre eccellenze locali", osserva. "Chiediamo con forza che le istituzioni a livello nazionale ed europeo si adoperino per tutelare il comparto vitivinicolo italiano, favorendo accordi che possano ridurre l'impatto dei dazi e incentivare la promozione internazionale del nostro patrimonio enologico. Nel frattempo, Mtv Umbria continuerà a lavorare al fianco delle cantine e degli operatori del turismo per rafforzare la nostra attrattività, offrendo ai visitatori esperienze uniche che vadano oltre la semplice degustazione: percorsi culturali, eventi enogastronomici e un'immersione autentica nella bellezza della nostra terra”, conclude. ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Innovation training summit, Specialisterne vince premio Learning accessibile e inclusivo
(Adnkronos) - Specialisterne vince il premio Learning accessibile e inclusivo all'Innovation Training Summit. “Il 2025 è l’anno dell’accessibilità e della D&I. Per questo, per il secondo anno consecutivo, abbiamo deciso di premiare, in occasione dell’Innovation Training Summit, le realtà che abbiano reso l'apprendimento più accessibile e inclusivo, grazie all'uso delle tecnologie digitali e dell'intelligenza artificiale", afferma Stefano Marchese, vicepresidente di Ecosistema Formazione Italia (Efi), ricordando che il 28 giugno 2025 sarà una data cruciale per l’inclusione delle persone con disabilitài in quanto entrerà in vigore l’European Accessibility Act (Eaa), una norma che punta a mettere tutti i cittadini nella condizione di accedere ai mezzi tecnologici e alle risorse di cui possono avere bisogno, eliminando qualsiasi barriera. "La giuria del Premio Learning Accessibile e Inclusivo, rivolto a aziende e fondazioni aziendali, ha esaminato i progetti candidati, assegnando il riconoscimento - prosegue - a Specialisterne, un’organizzazione internazionale che si distingue per il suo impegno nell’inclusione lavorativa delle persone nello spettro autistico. Hanno ricevuto, inoltre, una menzione speciale Aruba, società italiana che offre servizi di data center, web hosting, email e registrazione di nomi di dominio e Italiacamp, un ente del terzo settore che dal 2009 sviluppa progetti di innovazione e inclusione sociale per generare impatti positivi su comunità e territori in tutta Italia". "Abbiamo scelto il progetto di Specialisterne perché rappresenta un perfetto connubio tra strumenti didattici e tecnologia, offrendo una concreta prospettiva di inserimento lavorativo", afferma Daniele Verdesca, giurato del contest e presidente dell'associazione no-profit Olimpyus, partner dell’iniziativa, che aggiunge: “Questo progetto prevede di insegnare la tecnologia attraverso la tecnologia stessa. Attraverso il coding e la costruzione di robot e la programmazione di App è infatti possibile insegnare ai ragazzi con disturbi di spettro autistico a sviluppare la concentrazione”. Un premio, quindi, per la formazione inclusiva. Grazie al loro lavoro, queste tre realtà si sono distinte, più delle altre, nell’uso di tecnologie per superare le barriere psico-fisiche e socio-economiche all’apprendimento. Hanno creato modelli formativi innovativi in grado di valorizzare l’inclusione e la diversità, generando impatti concreti sulla vita delle persone e dando vita a progetti scalabili. “Come ogni contest - dice Stefano Marchese - c’è un vincitore, ma sottolinerei che hanno vinto tutti coloro che si sono candidati perché attraverso il contest riusciamo a dare visibilità e portare avanti temi molto importanti”. “Il nostro obiettivo - aggiunge Stefano Marchese - è creare un Osservatorio che, in modo continuativo, possa portare ad un cambiamento culturale per rendere il futuro sempre più equo, sostenibile e inclusivo affinché tutti possano accedere ad una formazione di valore, in grado davvero di migliorare la vita e la carriera di ciascuno. La strada è ancora molto lunga, ma noi ci stiamo già muovendo in questa direzione che, siamo certi, è l’unica vincente”. ---lavoro/start-upwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Iss, chi a 50 anni ha abitudini sane vive di più
(Adnkronos) - Vivere 15 anni di più adottando uno stile di vita sano quando di anni se ne hanno 50 è possibile. Per prima cosa bisogna dire 'no' al fumo e controllare la pressione arteriosa. E' quanto emerge da uno studio pubblicato sul 'New England Journal of Medicine' con il contributo dei dati Iss - Progetto Cuore sugli effetti dei 5 principali fattori di rischio sull'aspettativa di vita. "Pressione e fumo sono i fattori che singolarmente fanno guadagnare di più in termini di aspettativa di vita senza malattia - sottolinea l'Istituto superiore di sanità - Sia gli uomini che le donne che a 50 anni non fumano, hanno una pressione arteriosa normale, mantengono livelli di colesterolo entro i limiti, sono liberi dal diabete e sono normopeso vivono di più e rimangono anche liberi più a lungo dalle malattie cardiovascolari. Ma anche chi posticipa scelte salutari a dopo i 55 anni trae vantaggi in termini di aspettativa di vita. A dimostrazione che per fare scelte di salute non è mai troppo tardi". All'indagine, condotta dai ricercatori del Global Cardiovascular Risk Consortium su un campione di oltre 2 milioni di partecipanti distribuiti in 133 coorti, 39 Paesi e 6 continenti - spiega l'Iss - hanno contribuito anche i ricercatori Luigi Palmieri e Chiara Donfrancesco del Dipartimento Malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e Invecchiamento dell'Iss con i dati delle coorti di Cuore, progetto che indaga lo stato di salute della popolazione italiana adulta. I 5 fattori di rischio classici, modificabili - vale a dire fumo, pressione arteriosa alta, livelli elevati di colesterolo, diabete e sottopeso o sovrappeso/obesità - rappresentano circa il 50% del carico globale delle malattie cardiovascolari; il che significa che circa la metà di tutti i casi di malattie cardiovascolari potrebbero essere potenzialmente prevenuti attraverso un'efficace gestione dei fattori di rischio. Lo scopo dello studio, una delle indagini più complete fino ad oggi sull'effetto dei fattori di rischio sull'aspettativa di vita, era capire in che modo e in che misura l'assenza o il controllo di questi 5 fattori influenzi l'aspettativa di vita. Dallo studio emerge che le donne prive dei 5 fattori di rischio all'età di 50 anni sviluppano malattie cardiovascolari 13,3 anni dopo e muoiono 14,5 anni più tardi di quelle con tutti e 5 i fattori di rischio. Gli uomini cinquantenni senza questi fattori di rischio vivono 10,6 anni in più senza malattie cardiovascolari e muoiono 11,8 anni dopo rispetto agli uomini con questi fattori di rischio. Un'altra scoperta significativa emersa dallo studio - prosegue l'Iss - è che anche mettere in atto comportamenti sani in età più avanzata è utile, e che tra tutti e 5 i fattori di rischio il controllo della pressione arteriosa è associato al maggior numero di anni di vita sani aggiuntivi. Le persone che riescono a controllare la pressione alta o a smettere di fumare tra i 55 e i 60 anni vivono più a lungo e rimangono più a lungo libere da malattie cardiovascolari rispetto a coloro che non apportano cambiamenti al proprio stile di vita: 2,4 anni di aspettativa di vita in più senza malattie cardiovascolari per le donne non ipertese e 1,2 anni per gli uomini non ipertesi; 1,7 anni in più per le donne non fumatrici e 1 anno in più per i non fumatori. Quindi, pressione arteriosa, in particolare, e fumo sono i 2 fattori di rischio che, singolarmente, consentono di avere un maggior guadagno in termini di aspettativa di vita senza malattia. L'adozione di stili di vita sani (alimentazione povera di sale e ricca di frutta e verdura, attività fisica regolare, non fumare) consente di influire positivamente sui principali fattori di rischio cardiovascolare. Dai dati preliminari della ultima Italian Health Examination Survey 2023-2025 - Progetto Cuore emerge che, ad esempio nella popolazione generale di età 35-74 anni, solo il 24% delle donne e il 10% degli uomini ha un adeguato consumo di sale (meno di 5 grammi al giorno). ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)






