La nuova Chevrolet Corvette E-Ray e-AWD arriva in Italia: la supercar americana diventa ibrida

(Adnkronos) - La Chevrolet Corvette E-Ray e-AWD debutta ufficialmente sul mercato italiano. Importata dal Gruppo Cavauto, distributore ufficiale del marchio americano, rappresenta l’evoluzione più avanzata dell’iconica sportiva a stelle e strisce. Con l’ottava generazione, la Corvette cambia pelle puntando sull’elettrificazione e introducendo per la prima volta una trazione integrale ibrida. Progettata per esaltare le emozioni di guida, la Chevrolet Corvette E-Ray e-AWD conserva il cuore pulsante della tradizione del Marchio: il V8 aspirato in posizione centrale posteriore. Ma lo affianca a un’unità elettrica per offrire prestazioni ancora più esaltanti e un comportamento dinamico senza precedenti.  La Corvette E-Ray è in grado di superare i 300 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in soli 2,9 secondi, grazie a una potenza combinata di oltre 640 cavalli. Il motore termico è il V8 LT2 da 6,2 litri, capace di erogare 482 CV e 637 Nm di coppia a 5.150 giri/minuto. A questo si aggiunge un motore elettrico anteriore da 161 CV e 195 Nm, in grado di raggiungere i 15.000 giri/min. e funzionare fino a 240 km/h. Il sistema ibrido sfrutta una batteria agli ioni di litio da 1,9 kWh, coperta da una garanzia di 8 anni o 150.000 km.  La Corvette E-Ray e-AWD è disponibile nelle versioni Coupé e Cabriolet, entrambe proposte con l’allestimento top di gamma 3LZ.  La versione Coupé è dotata di tetto rigido amovibile, mentre la Convertible presenta un hardtop elettrico retraibile che si chiude in appena 16 secondi, anche in movimento fino a 50 km/h. Ampie le possibilità di personalizzazione, per una sportiva capace di coniugare prestazioni da pista e utilizzo quotidiano, senza rinunciare all’esclusività tipica del Marchio. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


"Ricreato un lupo estinto da 10mila anni", l'annuncio choc e il video

(Adnkronos) -
Un lupo ricreato in laboratorio dopo 10.000 anni? Così annuncia un'azienda che si presenta come 'de-extinction company', una società in grado di contrastare l'estinzione. "Stai ascoltando il primo ululato in oltre 10mila anni di un 'dire wolf'", il mitologico metalupo o meglio enocione, specie estinta, recita l'annuncio a effetto dell'azienda Colossal Biosciences che in un post su X allega anche l'audio e le immagini di due cuccioli dal pelo bianco: "Incontra Romolo e Remo, i primi animali de-estinti al mondo, nati il ​​1° ottobre 2024". Il dire wolf, evidenziano dall'azienda, è estinto appunto "da oltre 10.000 anni". E "questi due lupi sono stati riportati indietro dall'estinzione utilizzando modifiche genetiche derivate da un genoma completo" di enocione, "meticolosamente ricostruito da Colossal a partire da Dna antico trovato in fossili risalenti a 11.500 e 72.000 anni fa. Questo momento segna non solo una pietra miliare per noi come azienda, ma anche un balzo in avanti per la scienza, la conservazione e l'umanità", le parole usate nel post. E l'iniziativa dell'azienda è subito rimbalzata sui media internazionali. "Gli scienziati riportano in vita il metalupo, o qualcosa di simile", e il titolo con precisazione del 'New York Times'.  Per più di un decennio, scrive la testata Usa, gli scienziati hanno inseguito l'idea di far rivivere specie estinte, un processo a volte chiamato de-estinzione. Ora una società chiamata Colossal Biosciences sembra averlo fatto, o aver fatto qualcosa di simile, con il metalupo, una specie gigantesca ed estinta resa famosa dalla serie televisiva 'Game of Thrones'.  Quello che l'azienda ha fatto tecnicamente è allevare cuccioli di lupo grigio che portano i geni dei loro antichi cugini. Parola d'ordine ingegneria genetica, con tecnologia Crispr. Come descrive il 'Time', altra testata che dedica un ampio servizio alla nascita di Romolo, Remo (e della sorella minore Khaleesi), gli scienziati della Colossal hanno decifrato il genoma del metalupo, hanno riscritto il codice genetico del comune lupo grigio per adattarlo e, usando cani domestici come madri surrogate, hanno portato al mondo i 3 esemplari - che presentano dunque alcuni tratti degli enocioni - con 3 nascite separate lo scorso autunno e questo inverno.    Come altri canidi, un lupo ha circa 19.000 geni. Per creare questi enocioni sono state necessarie 20 modifiche in 14 geni del comune lupo grigio, ma quelle modifiche hanno dato origine a una serie di differenze, tra cui il mantello bianco, dimensioni maggiori, spalle più potenti, testa più larga, denti e mascelle più grandi, zampe più muscolose e 'vocalizzazioni' caratteristiche. Il genoma del dire wolf analizzato per determinare quali fossero quei cambiamenti da ingegnerizzare è stato estratto dai due campioni antichi: un dente di 13.000 anni fa trovato a Sheridan Pit, Ohio, un osso di orecchio di 72.000 anni fa dissotterrato ad American Falls, Idaho. I campioni sono stati prestati dai musei che li ospitano. Il lavoro di Colossal non è stato quello che si fa con la clonazione, quello usato per la pecora Dolly e gli altri animali clonati. Nessun Dna antico di enocione è stato effettivamente inserito nel genoma del lupo grigio, ma l'approccio usato è stato meno invasivo.   Sono state isolate le cellule di un lupo grigio donatore dal suo sangue. Gli scienziati hanno dunque riscritto i 14 geni chiave nel nucleo della cellula per abbinarli a quelli del metalupo. Il nucleo modificato è stato trasferito in un ovulo a cui il nucleo era stato tolto. Da questa operazione gli scienziati hanno prodotto 45 ovuli ingegnerizzati, che sono stati fatti sviluppare in embrioni in laboratorio e poi inseriti negli uteri delle mamme surrogate. In ciascuna di queste due madri surrogate ha attecchito un embrione che è andato avanti in una gravidanza a termine. L'1 ottobre 2024 le madri surrogate hanno dato alla luce Romulus e Remus, pochi mesi dopo l'azienda ha ripetuto la procedura con altri embrioni e un'altra madre surrogata e il 30 gennaio 2025 è nata Khaleesi.  Non tutti gli esperti concordano con questo tipo di esperimenti, viene precisato da diversi media. Ma l'idea dell'azienda - che vorrebbe lavorare anche sul mammut lanoso, e altri animali estinti e ha già alle spalle annunci di lavori sul Dna di queste specie - è che le stesse tecniche potrebbero essere utilizzate per impedire che animali in via di estinzione scivolino verso l'estinzione.  
Nel frattempo i tre cuccioli si guadagnano riflettori e celebrità, ospitati in una struttura privata di duemila acri in una località tenuta segreta nel Nord degli Stati Uniti. "Stiamo creando queste copie funzionali di qualcosa che era vivo" e si è poi estinto, ha detto Beth Shapiro, la responsabile scientifica di Colossal, in un'intervista. Gli animali rimarranno in cattività. E l'azienda guarda alla prossima impresa, che potrebbe essere usare la tecnologia sviluppata per preservare la specie del lupo rosso in pericolo critico, che è in pericolo ed è oggi in gran parte limitato alla Carolina del Nord. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Confindustria Energia-Federmanager, protocollo per iniziative formazione e sostenibilità

(Adnkronos) - Confindustria Energia e Federmanager hanno siglato un nuovo protocollo di collaborazione nella direzione di promuovere iniziative congiunte nel campo della formazione e della sostenibilità. L’intesa è stata firmata dal presidente di Confindustria Energia, Guido Brusco, e dal presidente di Federmanager, Valter Quercioli. Per Confindustria Energia e Federmanager è prioritario promuovere lo sviluppo sostenibile del Paese, attraverso una politica industriale che valorizzi l’innovazione, le competenze e gli investimenti nella direzione della sostenibilità integrata.  L’accordo ha tra i suoi obiettivi quello di individuare e promuovere iniziative e strumenti utili a sviluppare una cultura su temi connessi all’industria, all’ambiente e al lavoro, mettendo a fattore comune conoscenze, competenze e capacità organizzative. Le parti ritengono fondamentale che le attività siano rivolte a manager, esperti e figure junior delle aziende del settore energetico e del sistema industriale ed economico nazionale al fine di contribuire ad un sistema sociale più integrato ed inclusivo volto a valorizzare le competenze del presente e accrescere quelle del futuro, per affrontare le nuove sfide e cogliere le opportunità per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile nei processi produttivi e modelli di business. Ciò è tanto più importante adesso che le soluzioni richieste dalla sostenibilità vengono messe in discussione da Paesi importanti per il loro pieno raggiungimento.  “Sono le competenze - ha dichiarato il presidente di Confindustria Energia, Guido Brusco - che spostano in avanti la capacità e la qualità produttiva, che lanciano le sfide aziendali e l’accordo che rinnoviamo oggi con Federmanager conferma la capacità degli stakeholder nazionali di fare Sistema nella consapevolezza che la sostenibilità è e sarà leva per lo sviluppo di nuovi modelli di business e per la crescita del nostro Paese. In un contesto di grande trasformazione, la sinergia tra Confindustria Energia e Federmanager potrà contribuire ad una maggiore diffusione di una cultura della sostenibilità, facendo leva sulle competenze e know-how delle persone e delle aziende del nostro Paese”. “La firma di questo protocollo tra le nostre organizzazioni - ha sottolineato Valter Quercioli, presidente di Federmanager - consolida l’impegno comune per una collaborazione sinergica sui principali temi che riguardano la transizione energetica. Vogliamo lavorare insieme allo sviluppo di una cultura manageriale e industriale che supporti le imprese nell’adozione di modelli organizzativi e produttivi capaci di rispondere alle sfide della sostenibilità. Anche alla luce dei nuovi scenari internazionali che si stanno configurando, come manager sentiamo il dovere di interpretare il cambiamento e offrire il nostro contributo di competenze e conoscenze per aiutare il sistema industriale italiano a imboccare la via della ripresa”.  Nel quadro dell’accordo, Confindustria Energia e Federmanager individueranno le attività ed iniziative ritenute utili ed opportune da gestire e coordinare congiuntamente. L’accordo è stato siglato in occasione dell’evento 'Ravenna: Italian energy capital-industrial district past and future', in occasione della Omc med energy 2025', appuntamento di riferimento che promuove il dialogo tra stakeholder internazionali e nazionali sulle importanti evoluzioni che stanno interessando il sistema energetico nell'ottica di cogliere gli obiettivi di decarbonizzazione senza trascurare le dimensioni della competitività, dell'inclusione sociale e della sicurezza energetica e con attenzione ai territori. ---lavoro/sindacatiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Mattarella, 'diritto alla salute è una conquista della nostra civiltà'

(Adnkronos) - "Il diritto alla salute è una conquista della nostra civiltà, frutto di decenni di impegno civile e mobilitazione popolare, riforme sociali e progressi scientifici. La recente esperienza pandemica ha evidenziato come la salute globale sia vulnerabile e quanto sia cruciale investire in sistemi sanitari robusti, pronti a fronteggiare le emergenze". Lo dichiara il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata Mondiale della Salute ed aggiunge: "Tutelare il diritto alla salute sin dalla nascita è condizione imprescindibile per garantire un futuro a tutti i cittadini, riconoscendo che il benessere di ogni individuo contribuisce alla vitalità della comunità". "Il tema scelto dall’Organizzazione mondiale della Sanità per celebrare la giornata odierna - prosegue - ci invita a concentrarci sulla salute delle madri e dei nuovi nati: 'Un inizio sano, un futuro pieno di speranza'. Migliorare l’accesso alle cure prenatali, formare operatori sanitari qualificati e garantire infrastrutture efficienti ai neonati, significa promuovere un ciclo virtuoso dando la possibilità ai bambini di crescere in una società prospera e dinamica". "Il tasso di mortalità materna e infantile in Italia è incoraggiante e testimonia la presenza di un sistema sanitario diffuso, in grado di garantire cure di alta qualità e supporto a future madri e neonati". "Tuttavia la crescente denatalità che affligge il nostro Paese impone un impegno costante e mirato per assicurare la continuità e la qualità dei servizi, a beneficio di tutte le generazioni, in aderenza al carattere universalistico del nostro sistema sanitario", conclude il Capo dello Stato. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Salute, sabato in 20 piazze visite e consigli per Giornata prevenzione Fadoi-Animo

(Adnkronos) - Sabato 12 aprile i medici e gli infermieri dei reparti di Medicina interna saranno presenti in 20 piazze italiane dalle 10 alle 17 per avvicinarsi alla cittadinanza e far conoscere le attività di prevenzione in un contesto diverso, al di fuori dei luoghi istituzionali della cura. I cittadini, gratuitamente, potranno essere visitati per valutare lo stato di salute generale ed eventuali rischi di patologie cardio-vascolari, ipertensione arteriosa, dislipidemia, diabete, obesità, bronchite cronica, infezioni. Le piazze delle più importanti città italiane faranno da cornice alla seconda Giornata nazionale della prevenzione organizzata dai medici e infermieri di Fadoi (Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti) e Animo (Associazione nazionale infermieri Medicina). Il personale sanitario sarà coinvolto anche nella distribuzione di materiale informativo dedicato ai maggiori ambiti della prevenzione, tra cui consigli alimentari, sull'attività fisica e sulle opportunità vaccinali, e tra le altre cose sarà possibile ricevere informazioni rispetto ai programmi vaccinali per i fragili e i malati cronici. "Ogni euro investito in prevenzione ne fa risparmiare 3 - ricorda la Fadoi - ma l'Italia è agli ultimi posti in Europa in fatto di investimenti con il 5% di spesa sul Fondo sanitario, nonostante la nostra salute dipenda al 43% da questa, al 20% dall'ambiente e solo all'11% dalle cure per le quali investiamo però il 95% delle risorse. Dati recenti evidenziano infatti come in Italia la prevenzione non venga attuata in maniera adeguata: quasi il 50% della popolazione è attualmente sovrappeso o obesa, quasi il 40% della popolazione è iperteso e la prevalenza di dislipidemia si attesta su percentuali simili. Inoltre, circa il 6% della nostra popolazione è attualmente diabetica e l'abitudine al fumo interessa il 20% della popolazione italiana ed è di nuovo in forte crescita specialmente tra i giovani. Ad aggravare questa situazione poi c'è il fatto che fattori di rischio ad alta prevalenza come ipertensione arteriosa, dislipidemia, alterata tolleranza glucidica e perfino il diabete mellito vengano riconosciuti tardivamente quando già hanno contribuito a dare danno d'organo".  "Per i pazienti più fragili e per tutti quelli con co-patologie importanti - evidenziano ancora i medici internisti - è necessaria una adeguata copertura vaccinale. Vaccini come l'antinfluenzale e l'antipneumococcico hanno dimostrato di essere tra gli interventi più cost-effective in specifiche popolazioni, con un profilo di tollerabilità certamente superiore alle principali terapie farmacologiche. Negli ultimi anni, poi, oltre al vaccino per il Covid sono stati introdotti nuovi vaccini per patologie ad alta prevalenza. Anche in questo caso, però, in Italia la situazione è tutt'altro che rosea, con una copertura vaccinale molto distante dal tasso ottimale e anche dal tasso minimo di vaccinazione accettabile. Inoltre, complice anche la pandemia e le lunghe liste d'attesa, l'adesione agli screening è in calo".  “Crediamo sia fondamentale tornare anche quest'anno in piazza a fare prevenzione, coinvolgendo chi passeggia nelle nostre città - afferma il presidente Fadoi, Francesco Dentali - Per noi internisti, che da sempre ci occupiamo delle malattie croniche più frequenti nella popolazione, come ipertensione arteriosa, dislipidemia, diabete, obesità, scompenso cardiaco, bronchite cronica, infezioni, è fondamentale sensibilizzare la popolazione sull'insieme delle azioni e delle misure volte a ridurre il rischio di insorgenza o di aggravamento di una malattia. La prevenzione non dev'essere più la 'Cenerentola' del Ssn". “Vogliamo continuare a portare la cultura della prevenzione direttamente ai cittadini - aggiunge la presidente di Animo, Letizia Tesei - e diffondere messaggi volti a far riflettere su quanto possiamo fare per prevenire alcune malattie e per evitare l'aggravamento di altre. Il prossimo 12 aprile il personale sanitario sarà coinvolto nella distribuzione di materiale informativo dedicato ai maggiori ambiti della prevenzione, tra cui consigli alimentari, sulla attività fisica e sulle opportunità vaccinali, e tra le altre cose, sarà possibile controllare con semplici test i valori della glicemia, del colesterolo, controllo della pressione arteriosa e peso".  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Neonatologi, 'allattare al seno e vicinanza genitori strategie prevenzione'

(Adnkronos) - "Sono tante le evidenze scientifiche che confermano come ci sia un continuum, dal concepimento ai mille giorni (i primi 2 anni di vita), che condiziona la salute a lungo termine dell'essere umano. E' proprio in questo periodo che si compiono le trasformazioni più grandi dell'intera vita". Lo sottolinea Massimo Agosti, presidente della Società italiana di neonatologia (Sin), nella Giornata mondiale della salute dedicata quest'anno al tema 'Healthy beginnings, hopeful futures'. "E' ampiamente dimostrato - ricorda Agosti in una nota - come il piccolo attui una comunicazione continua con la mamma sin dalle prime settimane di gestazione, una vera e propria simbiosi fisica e relazionale, che si instaura fin dall'inizio della gravidanza. I primi 9 mesi in utero e i successivi 24 dopo la nascita sono il periodo in cui si verificano i più grandi cambiamenti nella vita, sia in senso positivo sia in senso negativo. In particolare, le malattie non trasmissibili da adulti trovano spesso la loro origine in stili di vita, abitudini ed errori in questa fase iniziale, ad esempio sovrappeso e obesità portano a diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari. Ed è su questo periodo che dobbiamo investire per migliorare la salute futura del piccolo e della sua mamma, per offrire le stesse opportunità di salute, indipendentemente da dove si partorisce e si nasce". Secondo le stime più recenti - riporta la Sin - ogni anno quasi 300mila donne perdono la vita a causa di una gravidanza o di un parto; oltre 2 milioni di bambini muoiono nel loro primo mese di vita e circa 2 milioni nascono morti. Si tratta di circa 1 morte evitabile ogni 7 secondi. Le morti materne e neonatali si verificano in tutto il mondo, ma la stragrande maggioranza si concentra nei Paesi più poveri e in quelli che affrontano conflitti e altre crisi. Più in particolare, sul versante neonatale, le complicanze legate alla prematurità sono oggi la principale causa di morte dei bambini sotto i 5 anni in tutto il mondo. “Negli ultimi decenni in Italia abbiamo attraversato una rivoluzione nell'assistenza ai neonati, soprattutto i prematuri: accanto alla tecnologia, è ormai chiara l'importanza della presenza dei genitori. Come è sempre più evidente il ruolo dell'allattamento materno per tutti i neonati come principale strategia di prevenzione per la salute futura del piccolo", continua Agosti. "Siamo impegnati sul campo tutti i giorni per migliorare la salute e il benessere dei neonati non solo nel nostro Paese, ma anche in regioni con risorse sanitarie limitate, come ad esempio in Africa occidentale, con il nostro gruppo di studio specifico di Cure neonatali nei Paesi a risorse limitate", rimarca il presidente Sin.  "L'obiettivo principale - conclude - è rafforzare i sistemi sanitari locali, garantendo continuità ai programmi di formazione e favorire l'accesso a cure neonatali essenziali, facendo leva su interventi a bassa tecnologia e bassi costi, ma mantenendo l'ambizione di migliorare i livelli assistenziali. Allattamento materno, kangaroo care e vicinanza dei genitori si confermano interventi a costo zero e dall'elevatissimo risultato". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Dazi, Riccardi (Ccic): "Cina mercato primario per aziende italiane per diversificare export"

(Adnkronos) - I dazi imposti da Donald Trump stanno rendendo necessario rivedere le strategie commerciali globali. E fermo restano l'obiettivo di negoziare con gli Stati Uniti per limitare gli effetti negativi, la Cina, con la sua crescente classe media, offre opportunità in alcuni settori dove le imprese italiane potrebbero diversificare le loro esportazioni, tanto che la maggioranza delle aziende italiane nel Paese considera la Cina un mercato di primaria importanza nelle strategie di sviluppo globale di gruppo. Ne è convinto Lorenzo Riccardi, presidente Camera di commercio Italiana in Cina, intervistato da Adnkronos/Labitalia.
 In che modo crede che cambieranno i rapporti tra Cina e Italia, e l’Ue, dopo i dazi di Trump? I dazi imposti da Trump hanno reso necessario rivedere le strategie commerciali globali. Queste misure impattano sulle esportazioni dall’Europa verso il resto del mondo e per questo l'Italia e l'UE, cercano di diversificare i propri mercati. L'Italia guarda ai paesi emergenti extra-UE e con una presenza solida nei propri settori strategici può mitigare gli effetti negativi dei dazi, promuovendo mercati come la Cina. La situazione richiede una gestione attenta delle politiche commerciali, con l'obiettivo di negoziare con gli Stati Uniti per limitare gli effetti negativi ma anche di rafforzare i legami con Pechino, motore dell’Asia che è la più grande regione per demografia, valore economico e rapidità di crescita. Quali sono oggi i numeri dell'interscambio tra Italia e Cina? Nel 2024, le statistiche delle dogane cinesi mostrano un volume di scambi pari a 72 miliardi di dollari statunitensi, con esportazioni italiane che ammontano a 26 miliardi di dollari e importazioni pari a 46 miliardi di dollari, con una crescita del commercio aggregato e una riduzione dell’export. L'interscambio tra Italia e Cina continua a mantenere una dinamica positiva, nonostante alcune fluttuazioni. Secondo i dati Istat di febbraio 2025, il commercio bilaterale nei primi due mesi ha raggiunto un valore di 11,5 miliardi di euro, con un incremento del 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Quali sono i settori in cui le imprese italiane operano maggiormente in Cina e come sta andando il loro business? Le imprese italiane operano prevalentemente in settori ad alta qualità e contenuto tecnologico, come meccanica e ingegneria, automotive, moda e design, alimentare e sanità. Questi settori, in particolare, sono ben accolti nel mercato cinese, grazie alla crescente domanda di prodotti di alta gamma e al prestigio associato al Made in Italy. Le aziende italiane promuovono le loro specializzazioni e brand noti, come nel caso delle auto di lusso o delle eccellenze agroalimentari. Il mercato cinese rimane strategico per molte imprese italiane, soprattutto per chi ha investimenti di lungo periodo e conosce a fondo il mercato domestico. 
Ci sono dei settori in cui il mercato cinese potrà sostituire quello statunitense per le imprese italiane?
 La Cina, con la sua crescente classe media, offre opportunità in alcuni settori dove le imprese italiane potrebbero diversificare le loro esportazioni. Tra i principali prodotti esportati dall’Italia verso la Cina troviamo i prodotti tessili e dell’abbigliamento, che rappresentano una quota importante dell’export, i macchinari e apparecchiature di vario genere, un settore strategico che riflette l’eccellenza tecnologica italiana. Anche le sostanze e i prodotti chimici rivestono un ruolo significativo, fornendo materiali essenziali per diversi comparti industriali. Infine, gli articoli farmaceutici, chimico-medicinali completano il quadro, rappresentando un segmento di crescente rilevanza per la salute e la cosmetica. Se paragoniamo l’export italiano verso gli Usa e verso la Cina questi flussi hanno caratteristiche analoghe in ambito merceologico; in base ai dati Istat 2024, nelle esportazioni dall’Italia verso gli Stati Uniti prevale il settore dei macchinari (19,8%), farmaceutica (15,5%), mezzi di trasporto (12,3%), alimentare (12%), tessile (8,6%) mentre le esportazioni verso la Cina vedono abbigliamento (26,4%) macchinari (23,3%), farmaceutica (13,8%), altre attività manifatturiere (6%) e mezzi di trasporto (5,7%). Avete già sentore di aziende italiane che si stanno muovendo in tal senso? In base ad un sondaggio di marzo 2025 condotto dalla Camera di Commercio Italiana in Cina, la maggioranza delle aziende italiane nel Paese considera la Cina un mercato di primaria importanza nelle strategie di sviluppo globale di gruppo. Il 31% pianifica investimenti in ricerca e sviluppo, con un focus su trasformazione digitale e sostenibilità, mentre il 30% intende consolidare le catene di approvvigionamento locali e il 45% punta a potenziare i canali di distribuzione, includendo piattaforme e-commerce. Questi elementi indicano che le società italiane in Cina promuovono un consolidamento della propria presenza attraendo nuovi progetti nella filiera domestica. I vantaggi evidenziati sono legati alla dimensione del mercato, alle prospettive di crescita e all’interesse per prodotti Made in Italy. Le visite ufficiali che si sono susseguite negli ultimi mesi con il ministro Uso, la premier Meloni, il presidente Mattarella e il presidente del Senato La Russa potrebbero aumentare le opportunità per le aziende italiane in un paese come la Cina dove politica ed economia sono strettamente correlate. Invece quali saranno gli effetti della replica cinese ai dazi Usa? La Cina ha risposto ai dazi statunitensi con l’imposizione di tariffe del 34% su beni americani, a partire dal 10 aprile, colpendo in particolare il comparto agricolo. Parallelamente, ha avviato un ricorso all’Organizzazione mondiale per il commercio, contestando la legittimità delle misure USA. La reazione cinese punta a difendere il proprio ruolo nel commercio multilaterale e a mantenere margini negoziali aperti; Pechino è il primo esportatore al mondo, mentre Washington è il primo importatore. A fronte di una contrazione delle relazioni economiche UE-Usa e Cina-USA, potrebbe aumentare il volume di scambi e dei rapporti negli investimenti tra Bruxelles e Pechino e in questo contesto va menzionato il rinnovo del partneriato strategico che la Cina ha da poco siglato con l’Italia mediante un piano d’azione che promuove diverse aree di cooperazione, tra cui commercio, sanità, innovazione, e finanza. (di Fabio Paluccio)    ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Milano Design Week al via, le testimonianze dei brand nella 'vetrina' più importante al mondo

(Adnkronos) - Inizia la Milano Design Week 2025, l’evento più importante al mondo nel settore dell’arredo ma non solo. Un appuntamento che vede il made in Italy grande protagonista non solo per le proposte ma anche per la sua capacità di ispirare e attrarre i marchi internazionali in un momento così complicato a livello geopolitico. Se i brand stranieri sembrano prediligere il Fuorisalone con migliaia di eventi, i marchi italiani raddoppiano e scommettono sia sugli eventi esterni sia sul Salone del Mobile, la fiera che funge da catalizzatore di questa elettrizzante settimana.  "Per un’azienda come la nostra che ha un forte radicamento sul territorio - conferma Michele Bacchiocchi, General Manager di Tonelli Design, storico marchio di arredo in vetro e non solo - non aver mancato neanche un’edizione del Salone del Mobile è motivo d’orgoglio. Rappresentiamo il Made in Italy della materia, del connubio tra tecnologia e artigianalità e in questo momento è più importante che mai riuscire a far fronte comune ai problemi generati dal contesto internazionale. In fiera presentiamo diverse novità tutte realizzate in Italia, e tutte con l’obiettivo di proporre uno stile di vita dove la bellezza del design possa semplificare la vita creando ambienti confortevoli ed eleganti. Dalla lampada Cathedral al sistema di rivestimento decorativo per pareti Wonderwall, prodotti unici, che sostengono il sistema paese e creano posti di lavoro, portando avanti un messaggio di sostenibilità". Conferma la sua presenza in fiera anche Listone Giordano, top brand del settore delle pavimentazioni in legno d’alta gamma, che oltre ad avere uno speciale allestimento nel suo Flagship Store milanese, non rinuncia alla vetrina fieristica che tanti contatti ha contribuito a sviluppare nel 2024. “Siamo molto felici - dichiara Andrea Margaritelli, Brand Manager dell’azienda e rappresentante della terza generazione della famiglia - di essere ancora al Salone quest’anno. Per questa edizione siamo riusciti a riunire due icone del design mondiale come l’italiano Piero Lissoni e il francese Marc Sadler, che incontreranno i visitatori della fiera per spiegare le novità e la loro filosofia creativa. Il design è infatti creazione e Milano è l’unica città al mondo capace di chiamare a raccolta tutto il meglio del panorama internazionale senza perdere di vista l’obiettivo: mostrare bellezza con proposte non solo esteticamente originali ma anche sostenibili, un aspetto per noi fondamentale". Milano non è soltanto una location e il Fuorisalone è ormai un evento globale che dimostra la capacità d’attrazione del Made in Italy. Lo conferma anche Kapil Chopra, Ceo di Diviana, brand del lusso indiano che, dopo aver aperto a novembre il primo hub europeo nel capoluogo lombardo, debutta alla Design week con nuovi prodotti e un evento in bilico tra design e cultura asiatica.  “Milano - sottolinea - è più di una località, è un simbolo di eccellenza globale nel design, nella moda e nella cultura. Dopo aver valutato le principali destinazioni in tutto il mondo, abbiamo scelto Milano perché incarna lo spirito di eleganza, artigianalità e design lungimirante che definisce Diviana. Milano è il luogo in cui si costruiscono le eredità e noi siamo qui non solo per aprire uno showroom, ma per aggiungere la nostra voce alla ricca narrativa del design di questa città. Questo debutto non è solo un ingresso in Europa, ma è il nostro impegno a diventare una parte importante dell'eredità di Milano nel mondo del design". "Con l'ingresso a Milano, intendiamo contribuire e trarre ispirazione da questo mercato vivace e lungimirante, offrendo ai consumatori qualcosa di diverso. La clientela esigente della città, l'influenza globale e l'apprezzamento per l'artigianato di alta qualità si allineano perfettamente con la nostra visione di elevare la scelta dei consumatori attraverso offerte innovative e ponderate. Consideriamo Milano non solo come un'opportunità di mercato, ma come un luogo in cui possiamo crescere insieme e contribuire in modo significativo alla ricca eredità di creatività ed eccellenza della città", aggiunge. Impegno rinnovato anche per Loredana Fartade, Ceo La Redoute Italia, che afferma: "Per il secondo anno consecutivo, Ampm, premium brand del gruppo francese La Redoute, rinnova la sua presenza alla Milano Design Week, nel circuito cittadino, consolidando il proprio ruolo nel panorama internazionale del design. Dopo il grande successo dello scorso anno, abbiamo scelto di ampliare la nostra partecipazione con uno spazio ancora più prestigioso nel cuore di Brera, rendendo questo appuntamento un momento chiave della nostra strategia globale. La nostra presenza al Fuorisalone non è solo un’opportunità per dialogare con i professionisti del settore, ma anche un’occasione unica per avvicinare il pubblico al nostro universo, offrendo un’esperienza diretta con i nostri prodotti, disponibili poi online per il consumatore finale. In Via Statuto 11, presenteremo l'esposizione ‘Sensory Homes’, un viaggio attraverso il design e le emozioni, dove il pubblico potrà scoprire la collezione P/E di Ampm e l'esclusiva collaborazione ‘Nomad Escape’ con Otto Studio, all'interno di un allestimento sensoriale pensato per coinvolgere i visitatori". Anche Michele Moltrasio, presidente e ad Gruppo Gabel, concorda sull’importanza del circuito Fuorisalone: "La Milano Design Week è un appuntamento imprescindibile per le aziende italiane che vogliono raccontare il loro saper fare a un pubblico internazionale di professionisti e appassionati. Per il Gruppo Gabel, questa edizione rappresenta un'opportunità unica per valorizzare il marchio Somma1867 attraverso un allestimento immersivo nel cuore di Brera. Con 'Heritage diffuso' vogliamo offrire un’esperienza che intreccia tradizione e innovazione, esaltando la qualità e l’eccellenza sartoriale dei nostri tessili. Abbiamo scelto di essere presenti nel nostro store di corso Garibaldi per creare un dialogo diretto con il mondo del design, confermando il nostro impegno nel proporre prodotti 100% Made in Italy pensati per chi cerca esclusività e raffinatezza, sia a livello B2C sia nel mondo contract". Ed è una prima volta per Noël & Marquet - Design Elements alla Milano Design Week, come spiega Stephan Offerman, Head of Marketing: "Una tappa fondamentale nel nostro percorso di affermazione nel panorama internazionale del design. Come azienda specializzata in soluzioni decorative per interni, siamo orgogliosi del nostro patrimonio belga, dell’attenzione ai dettagli e dell’eccellenza artigianale che da sempre ci contraddistinguono. Questo prestigioso evento rappresenta un’opportunità unica per entrare in contatto con architetti e designer d’interni, in particolare nel mercato italiano. Con Galerie Rouge, presentiamo la nostra visione del design decorativo, mettendo in luce l’eleganza e il potenziale architettonico delle nostre collezioni per gli interni contemporanei. Attraverso questa installazione immersiva, invitiamo i visitatori a scoprire l’estetica raffinata e la forza espressiva che ci definiscono". ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sei Ventures in crowdfunding per rilanciare centri minori, raccolti 80mila euro in 48 ore

(Adnkronos) - Raccogliere oltre 80 mila euro in 48 ore è un grande attestato di fiducia. Sei Ventures, startup impegnata nella valorizzazione delle aree interne italiane, ci è riuscita, superando l’obiettivo minimo della sua seconda campagna di equity crowdfunding, fissato a 50 mila euro. Il progetto è online su Wearestarting e punta ora al traguardo di 300 mila euro per aprire un nuovo innovation hub nel cuore del Veneto, a Bassano del Grappa (Vicenza). Città come Roma, Milano e Bologna, negli ultimi anni hanno visto un costante aumento della popolazione, mentre dal 2001 ad oggi, oltre 200 comuni italiani sono scomparsi. In Italia ci sono circa 4.000 centri abitati classificati come aree interne. Qui vivono oltre 13 milioni di persone spesso senza accesso a sanità, istruzione, trasporti e internet. Una condizione che costringe giovani e professionisti a emigrare verso le grandi città o all’estero. Eppure, è proprio da qui che può partire una rinascita sostenibile del Paese. E Sei Ventures è la prova di come questo sia possibile. Dopo il successo dei primi due centri in Campania, ad Avellino e Benevento, Sei Ventures rilancia il suo modello in una delle province più dinamiche del Nord Italia, portando con sé un ecosistema collaudato, fatto di co-working, progetti di innovazione con le pmi e investimenti in startup locali. "Molti dei problemi strutturali delle aree interne, primo fra tutti la fuga dei giovani, sono spesso conseguenza di un tessuto imprenditoriale fragile e poco stimolante, con servizi inadeguati per chi vuole innovare o fare impresa. Creare spazi aperti e accessibili, dove far nascere progetti e collaborazioni, è un modo concreto per innescare un cambiamento duraturo", spiega Vincenzo Vitale, ceo e co-founder di Sei Ventures. Prova tangibile della coerenza con cui Sei Ventures sta portando avanti il proprio progetto di crescita è l’acquisto, già avvenuto, di un immobile nel comune di Bassano del Grappa, destinato a diventare il terzo hub dell’azienda. L’obiettivo è replicare il modello già attivo nelle sedi campane, offrendo un punto di riferimento per imprenditori, giovani talenti e innovatori anche nel Nord-Est italiano. "Abbiamo creato - afferma Vitale - un modello che funziona, perché è pensato per rispondere ai bisogni reali delle comunità locali. In 4 anni abbiamo incubato oltre 60 startup, formato più di 600 giovani e investito direttamente in progetti imprenditoriali nati nei nostri hub. Ma soprattutto, abbiamo dimostrato che i centri minori possono essere luoghi di innovazione, non solo di tradizione". Il nome Sei è acronimo di sostenibilità, etica e innovazione: tre parole chiave che guidano ogni fase dell’insediamento sul territorio. Si parte dalla selezione dell’area, si passa all’apertura dell’hub in collaborazione con realtà locali, per arrivare infine all’applicazione di un modello operativo incentrato su open innovation, co-progettazione e sviluppo imprenditoriale. La campagna di equity crowdfunding in corso su Wearestarting servirà a far crescere l’azienda grazie anche alla realizzazione del nuovo hub di Bassano del Grappa. Tuttavia, "Sostenere Sei Ventures non deve essere un investimento visto nella mera ottica del profitto, quanto nella volontà di entrare a far parte di una community di imprenditori illuminati, uniti dalla volontà di contribuire concretamente allo sviluppo economico e sociale dei territori meno privilegiati del Paese", dice Vitale. Una scelta etica, sostenibile e ad alto impatto. Da segnalare che la società prevede di offrire ai propri investitori il beneficio fiscale al 65% almeno fino all'11 aprile 2025 e fino al raggiungimento di una raccolta di 100.000 euro. ---lavoro/start-upwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Energia, Gruppo Cap apre le porte dell’impianto di Bresso-Niguarda

(Adnkronos) - Gruppo Cap, la green utility che gestisce il servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, aderisce al Green Energy Day 2025, la giornata nazionale dedicata alla transizione energetica, alle rinnovabili e all’efficienza energetica, organizzata dal Coordinamento Free e promossa da Legambiente, con l’obiettivo di offrire ai cittadini l'opportunità di scoprire da vicino come i rifiuti si trasformano in risorse per il territorio.  Sabato 12 aprile, dalle 10:30 alle 12, sarà possibile visitare l’impianto di Bresso-Niguarda, un esempio concreto di economia circolare dove i fanghi di depurazione delle acque reflue vengono trasformati in biometano, un combustibile rinnovabile e sostenibile.  Durante la visita guidata, articolata in due turni da 45 minuti ciascuno, i partecipanti potranno scoprire le attività legate alla depurazione delle acque e il processo di digestione anaerobica, attraverso il quale i fanghi vengono stabilizzati e trasformati in biogas. Quest’ultimo, ricco di metano, viene successivamente purificato fino a diventare biometano, pronto per essere immesso nella rete come energia pulita.   L’impianto di Bresso-Niguarda rappresenta un hub avanzato nella produzione di energia rinnovabile, con una capacità di upgrading potenziata nel 2024 a 155 Sm3/ora di biometano prodotto. Il sito è stato il primo depuratore in Italia connesso alla rete nazionale con immissione di biometano prodotto da fanghi di depurazione, e dal 2019 a oggi sono stati prodotti circa 2,8 milioni di mc di biometano. La partecipazione alla visita è gratuita ma soggetta a prenotazione obbligatoria entro mercoledì 9 aprile, scrivendo all’indirizzo simone.gal@gruppocap.it.  ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)