Thales lancia l'unità di misura inerziale per la navigazione di nuova generazione

(Adnkronos) - Thales, leader globale nelle soluzioni di navigazione inerziale, ha annunciato il lancio della sua nuova generazione di Unità di Misurazione Inerziale (IMU). Progettata per una produzione su larga scala, questa unità integra la tecnologia all'avanguardia dei giroscopi a laser ad anello (Ring Laser Gyro) e degli accelerometri MEMS (Micro-ElectroMechanical Systems), offrendo prestazioni di alto livello in un pacchetto più leggero, più piccolo e meno energivoro. Il nuovo modello IMU, parte della linea di prodotti TopAxyz di Thales, è frutto di anni di investimenti in ricerca e sviluppo e di avanzamenti nelle strutture di produzione. La nuova unità promette un sistema di navigazione più resiliente, essendo il 20% più compatta, il 10% più leggera e meno dipendente dal consumo energetico rispetto ai modelli precedenti. Questo miglioramento è principalmente dovuto all'adozione degli accelerometri MEMS in sostituzione di quelli meccanici. 
TopAxyz di Thales è riconosciuto come il migliore nel suo settore e trova applicazione in una vasta gamma di piattaforme civili e militari, inclusi aeroplani, elicotteri, UAV, veicoli terrestri, armi, lanciatori e navi. Questa nuova IMU mantiene lo stesso livello di alta performance del modello precedente, garantendo informazioni precise su posizionamento, navigazione, atteggiamento e direzione, ma con una maggiore resilienza in ambienti ostili caratterizzati da forti accelerazioni, vibrazioni, campi elettromagnetici e ipervelocità. Negli ultimi anni, le operazioni di jamming e spoofing del GPS sono diventate sempre più frequenti, influenzando la navigazione di piattaforme civili e militari in tutti gli ambienti - aria, terra e mare. La nuova IMU di Thales è progettata per mantenere capacità di navigazione affidabile nonostante queste minacce, assicurando così continuità e sicurezza. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Con il caldo rischio coliche renali, l'urologo: "Ogni bicchiere d'acqua lo riduce fino al 13%"

(Adnkronos) - "In vista della bella stagione occorre ricordare a tutti che, aumentando il rischio di disidratazione, cresce anche il rischio di andare incontro a coliche renali. Non dobbiamo dimenticare come, in questo caso, l'acqua rimanga il principale alleato per la salute dei reni, insieme alla corretta alimentazione e al corretto stile di vita". Lo ricorda Vincenzo Mirone, urologo e presidente della Fondazione pro-prevenzione e ricerca in oncologia.  "La colica renale è un dolore improvviso, acuto e spesso insopportabile che si irradia dalla zona lombare all'addome e all'inguine - spiega lo specialista - Nell'immaginario collettivo è associata a sintomi ben riconoscibili, ma in realtà può decorrere in maniera silente. La calcolosi renale, infatti, nella maggior parte dei casi è asintomatica, ma se trascurata può compromettere gravemente la funzionalità renale". Bere più acqua è la prima e più efficace misura preventiva: "Ogni bicchiere può ridurre il rischio di formazione dei calcoli fino al 13%", sottolinea Mirone.  E' pertanto "fondamentale bere almeno 2 litri di acqua oligominerale al giorno - raccomanda - preferibilmente a basso contenuto di sodio, distribuendo l'assunzione in maniera omogenea durante la giornata. Non fa bene, invece, l'assunzione regolare di soft drink che può aumentare il rischio della formazione di calcoli, mentre agrumi e caffè mostrano un effetto protettivo". Negli ultimi decenni, l'incidenza della calcolosi urinaria è aumentata in modo significativo a livello mondiale: colpisce prevalentemente gli uomini tra i 30 e i 50 anni, ma i casi tra le donne sono in aumento a causa delle abitudini alimentari e dei cambiamenti nello stile di vita. Le cause principali risiedono in alterazioni metaboliche, anomalie del sistema di filtrazione renale e problematiche anatomiche delle vie urinarie che favoriscono la stasi dell'urina. Il trattamento varia in base alla natura e dimensione del calcolo: dalle terapie espulsive a base di idratazione e antinfiammatori, alle terapie disgregative con agenti alcalinizzanti, fino agli interventi chirurgici più invasivi nei casi complessi (litotrissia extracorporea, ureteroscopia, nefrolitotrissia percutanea, chirurgia robotica o a cielo aperto). "Oltre all'idratazione - aggiunge Mirone - è importante seguire una dieta bilanciata: ridurre le proteine animali, il sale e gli alimenti ricchi di ossalati; privilegiare frutta, verdura e cibi contenenti acido citrico, come agrumi, mele e pomodori. L'attività fisica regolare e il mantenimento del peso forma completano un efficace stile di vita anti-calcoli". Per chi ha già sofferto di calcolosi, la valutazione del rischio di recidiva è fondamentale. In questi casi, può rendersi necessaria un'analisi metabolica completa per orientare la prevenzione futura. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Vaccini, 4 società scientifiche unite per prevenire i virus respiratori

(Adnkronos) - La vaccinazione rappresenta la strada di elezione per prevenire e controllare le patologie virali e, nel caso dei pazienti fragili, si traduce in un autentico strumento salvavita, riducendo le esacerbazioni e stabilizzando la funzione polmonare di chi ne soffre. Eppure sul fronte coperture siamo ancora lontani dai target fissati dall'Organizzazione mondiale della sanità. La prevenzione contro le bronchioliti da virus respiratorio sinciziale (Rsv), per esempio, registra un successo nella somministrazione ai neonati, con l'arretramento deciso della patologia. Diversa la situazione per gli adulti, dato che la vaccinazione non è inserita nei calendari vaccinali in nessuna regione italiana. Eppure solo in Europa l'Rsv causa ogni anno circa 3 milioni di casi di infezione respiratoria acuta tra gli over 60, con 270mila ricoveri ospedalieri e quasi 20mila decessi.  Per rispondere a questa e ad altre minacce respiratorie, questa mattina a Milano 4 società scientifiche - Aipo-Its/Ets (Associazione italiana pneumologi ospedalieri), Simit (Società italiana di malattie Infettive e tropicali), Sip/Irs (Società italiana di pneumologia) e Siti (Società Italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica) - hanno siglato un documento nazionale che contiene evidenze scientifiche e raccomandazioni sulla vaccinazione contro i principali agenti patogeni respiratori, tra cui Rsv, influenza, Sars-CoV-2, Streptococcus pneumoniae e virus Varicella-zoster (Vzr), che comportano seri rischi per i pazienti con condizioni respiratorie croniche e una pressione notevole sul Servizio sanitario nazionale, hanno ricordato gli esperti. Il documento "fornisce chiare indicazioni, sulla base delle evidenze scientifiche, per ribadire il ruolo della vaccinazione nella gestione complessiva dei pazienti respiratori", ha detto Claudio Micheletto, presidente di Aipo-Its/Ets e direttore Uoc Pneumologia Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona. In sintesi, "si è voluto fornire una visione globale non sulle singole malattie o sulla singola vaccinazione, ma sulle malattie respiratorie nel loro insieme", ha precisato, sottolineando che il valore aggiunto del documento "è la coesione di tutte le società scientifiche italiane coinvolte su questo argomento". Roberto Parrella, presidente Simit e direttore Uoc Malattie infettive a indirizzo respiratorio Aorn ospedali dei Colli 'Monaldi-Cotugno-Cto' di Napoli, ha evidenziato che "le malattie respiratorie croniche gravate da frequenti riacutizzazioni, ospedalizzazioni e aumentata mortalità per infezioni collegate a virus e batteri determinano un impatto di grande rilevanza sul sistema sanitario. Per questo, il management del paziente respiratorio cronico deve essere strutturato con un approccio globale, di tipo 'olistico', che consideri oltre al trattamento delle riacutizzazioni e alla stabilizzazione della malattia la strategia vaccinale come elemento fondamentale di un unico percorso di prevenzione e cura".  All'incontro, moderato da Sergio Harari, direttore Uo Pneumologia ospedale San Giuseppe MultiMedica Irccs di Milano, sono intervenuti anche Fabiano Di Marco e Fabrizio Luppi, rispettivamente presidente e delegato di Sip/Irs, e Luigi Vezzosi, segretario generale Siti e dirigente medico Uos Prevenzione delle malattie infettive Ats Val Padana di Cremona. Il messaggio degli specialisti si riassume in 5 punti chiave: 1) Vaccinarsi è vita, in particolare per chi è in condizioni di fragilità (bambini, anziani, persone con patologie croniche); 2) No al fumo, che danneggia i polmoni e abbassa le difese immunitarie; 3) No alle fake news: a volte la disinformazione fa più danni di un virus; 4) Proteggersi per proteggere gli altri: vaccinarsi significa avere attenzione per i propri familiari e per la collettività; 5) Vaccinazioni accessibili e gratuite: le categorie a rischio hanno diritto a vaccinarsi gratis.  ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Olio, tra passione e competenza dai professionisti dell’industria olearia il successo del made in Italy

(Adnkronos) - Le alte professionalità dell’industria olearia sono parte di quel patrimonio di creatività e genio italiano rappresentato dal Made in Italy. È alle competenze e alla passione di queste figure altamente qualificate, infatti, che si deve il successo dell’olio extra vergine d’oliva, in Italia e nel mondo. A lanciare l’idea di un riconoscimento 'morale' di questi professionisti è Assitol, l’Associazione italiana dell’industria olearia aderente a Confindustria e Federalimentare, che in un convegno al ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha acceso i riflettori su questi professionisti. L’incontro si è svolto nell’ambito delle iniziative per la Giornata nazionale del Made in Italy, celebrata il 15 aprile di ogni anno, anniversario della nascita di Leonardo da Vinci. Per il ministro Urso i professionisti dell’industria olearia hanno creato e donato una vera propria opera unica: uno speciale olio extra vergine, studiato specificamente sul profilo istituzionale dello stesso ministro, denominato 'Maestria italiana', a simboleggiare la passione e la competenza dei maestri italiani del blend. “Quest’anno - ha spiegato Anna Cane, presidente del Gruppo olio d’oliva di Assitol - invece di concentrarci sui prodotti, abbiamo voluto celebrare i professionisti dell’industria olearia, altamente specializzati e spesso sconosciuti al grande pubblico, che sono il cuore pulsante di questo settore”. In particolare, sono tre le figure alle quali, per il loro ruolo, l’Associazione ha dato ampio spazio: l’esperto della materia prima, il maestro del blend, l’esperto dei nuovi mercati. “Si tratta di figure nate e sviluppate nel corso del tempo dalle imprese olearie, che ancora oggi coltivano e formano direttamente questi talenti. Questi professionisti sono poche decine in Italia, la loro è una formazione specifica e continua, che si adatta alle evoluzioni del mercato e dei consumi. Valorizzarli significa rafforzare la filiera e lavorare per il suo futuro”, ha detto. Grazie alle loro competenze e al loro impegno, oggi l’industria olearia è in grado di resistere alle incertezze dell’economia e della geopolitica. “La crisi climatica degli ultimi anni - ha sottolineato Anna Cane - ha rappresentato l’incognita più pesante. L’Italia, purtroppo, ha dovuto affrontare lo scenario più difficile anche nell’ultima campagna, che ha registrato il 30% in meno di olio d’oliva. Ciò ha creato tensioni sui prezzi e ha ridotto del 10% i consumi di olio d’oliva”.  Eppure, nonostante tutto, il settore occupa, tra dipendenti diretti e indotto, 15mila persone, per un fatturato di circa 4 miliardi e una produzione industriale pari a un milione di tonnellate, suddivise tra mercato italiano ed esportazioni. L’Europa resta il primo sbocco del nostro olio d’oliva con il 75% degli scambi all’estero, seguito dal Nord-America e poi dall’Asia orientale e centrale. La Ue rappresenta inoltre il 50% dei consumi di olio, grazie soprattutto a Spagna e Italia. Sul podio dei consumatori più forti, però, sono approdati da qualche anno gli Stati Uniti, che promettono di diventare il primo consumatore al mondo entro il 2030.  Non a caso, la prima testimonianza è quella dell’esperto dei nuovi mercati Emanuele Siena, direttore marketing internazionale di Salov. “Gli studi effettuati e le mie attività di insegnamento e confronto con gli studenti in alcune Università italiane e straniere - ha spiegato - sono state sicuramente importanti nella mia formazione, ma per questo lavoro ci vuole molto altro. La giusta lettura di un nuovo mercato, infatti, si basa su un approccio di lavoro flessibile e curioso. L’esperto di nuovi mercati deve possedere apertura internazionale e mentalità multiculturale”.  Il manager ha portato due diversi casi di successo: Brasile e Filippine: “Sono due esempi agli antipodi, incentrati su due culture alimentari totalmente diverse dalla nostra”. Si tratta, però, di mercati molto vasti: il Brasile conta su una popolazione di 211 milioni di persone, le Filippine su 115 milioni. Altro dato in comune, che rende più difficile proporre l’olio d’oliva in questi Paesi, è che i consumatori locali collegano questo prodotto con Portogallo e Spagna, non con l’Italia. “Per attrarre i consumatori, ci siamo immersi nelle loro abitudini quotidiane, cercando un legame tra le loro tradizioni e le nostre. Ha funzionato. Proponendo l’olio extra con i piatti locali, piatto amatissimo, siamo riusciti ad arrivare sulle tavole dei brasiliani. Nelle Filippine, invece, il nostro grimaldello è stato il pesto, declinato in modi diversi nelle loro ricette. Un lavoro di ricerca e di adattamento che non è certo immediato”, ha rimarcato. Conoscenze tecniche e capacità artigianali sono invece gli ingredienti della storia di Marzia Migliorini, maestra del blend di Carapelli Firenze, che in un video ha mostrato come opera in concreto una figura come la sua. “La mia professione richiede grande passione ed impegno, molte competenze, lavoro di squadra e continuo aggiornamento. Il maestro del blend accosta oli di diverse cultivar e origine per crearne uno con caratteristiche sue distintive. Tuttavia, per il mio ruolo non esiste un percorso accademico, molte cose le ho imparate in azienda”, ha raccontato.  Del resto, sono davvero tante le competenze necessarie per creare un olio di qualità: la conoscenza approfondita organolettica degli oli, la sensibilità nel riconoscere le diverse sfumature di sapore e aroma, la conoscenza delle diverse varietà di olive e dell’ulivo, oltre che delle operazioni di trasformazione nel frantoio e della conservazione dell’olio d’oliva, le tendenze di consumo a livello mondiale. Insomma, il maestro del blend è un super esperto. “Cultivar e provenienze diverse offrono una grande ricchezza di gusti ed aromi: il mio lavoro consiste proprio nel saper interpretare le diverse caratteristiche degli oli per creare prodotti con profili unici che rispondano alle preferenze dei consumatori”, ha spiegato. Per chiarire in cosa consista il suo lavoro Emanuele Zampetti, esperto della materia prima e direttore selezioni e acquisti di Costa d’oro, si è definito “un diplomatico della materia prima". "Oggi chi svolge la mia attività non si occupa più solo di selezione della materia prima e acquisti, si è evoluto, trasformandosi in un ruolo che richiede un costante scambio di informazioni e una grande capacità di anticipare le tendenze di mercato. Potrei definirmi un analista di mercato artigianale: ogni giorno raccolgo e analizzo dati, cercando di arrivare primo, sfruttando la mia esperienza, l’intuito e la conoscenza diretta sviluppati negli anni di esperienza sul campo”, ha affermato. Un altro aspetto fondamentale di questa professionalità è la costruzione di relazioni. “Il contatto umano rimane centrale: conosco chi ci fornisce l'olio, so chi c'è dietro ogni partita che selezioniamo. La sostenibilità ha cambiato profondamente il nostro settore e il mio ruolo. Non parliamo più solo di fornitori, ma di veri e propri partner con cui costruire un percorso comune, basato su fiducia e condivisione di valori”, ha aggiunto. Andrea Pontarelli, preside dell’Istituto agrario 'Giuseppe Garibaldi' di Roma, ha ribadito l’importanza di percorsi scolastici professionalizzanti, in accordo con le tendenze del mercato. Da questo punto di vista, l’Istituto, il più antico d’Italia, è un esempio da imitare: agricoltura di precisione, tecniche d’assaggio, droni e marketing fanno parte, a pieno titolo, della cassetta degli attrezzi del perito agrario. “La formazione, persino negli istituti tecnici, è spesso -ha avvertito il dirigente scolastico - scollata dal mondo reale. Al contrario, la scuola dovrebbe essere al servizio del mondo produttivo. L’impresa è quindi corresponsabile dell’offerta formativa ed è chiamata a dare indicazioni precise sulle necessità del suo mercato del lavoro. Il dialogo tra scuola e imprese, va istituzionalizzato, deve diventare la base delle scelte formative”.  Pontarelli ha spiegato come ci si sta muovendo nella sua scuola: “Siamo stati i primi in Italia a creare un percorso ad hoc per il tecnico superiore di filiera olearia, una figura capace di progettare e gestire i processi nel frantoio. Ora stiamo lavorando alla formazione di tecnici e manager per le aziende olearie”. Il futuro, insomma, si scrive a scuola. “Abbiamo voluto dare un volto e una voce - ha osservato Anna Cane - ai professionisti dell’industria olearia: ognuno ha il suo percorso, la sua storia, perché è una figura speciale, unica nel suo genere. Finora, le imprese hanno fatto tutto da sole, ma, in futuro, si rischia di disperdere competenze fondamentali per il settore, soprattutto in un mondo sempre più globalizzato, in cui la fuga dei cervelli, anche nell’industria olearia italiana, comincia a preoccupare”. Per questa ragione Assitol ritiene che l’olio d’oliva debba essere maggiormente presente nei programmi della scuola degli istituti tecnici e del liceo del Made in Italy. “Al ministro Urso e alle istituzioni nazionali chiediamo di riconoscere e valorizzare, attraverso azioni specifiche, queste straordinarie professionalità che, a tutti gli effetti, non si limitano a creare il Made in Italy, ma ad esserne parte integrante. A tale scopo, siamo disponibili a collaborare con tutti per sostenere progetti formativi in grado di orientare e formare i futuri professionisti dell’industria olearia”, ha concluso. Il convegno si è quindi concluso con l’impegno reciproco tra l’Associazione e l’Istituto Agrario sull’avvio di un progetto di formazione specifico sulle professionalità del settore oleario.  ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Agricoltura, Ismea: nel 2024 valori assicurati per 9,6 mld, comparto vitivinicolo al top

(Adnkronos) - Nel 2024 i valori assicurati delle colture vegetali hanno superato i 9,6 miliardi di euro, registrando un incremento del 5% rispetto alla media 2019-2021, antecedente allo shock inflazionistico del biennio 2022-2023, e confermando l’interesse in agricoltura verso strumenti di risk management. In parallelo, la dimensione media delle aziende assicurate è cresciuta del 19,8% rispetto all’inizio del decennio, segno di una gestione del rischio più strutturata e di una maggiore consapevolezza assicurativa da parte delle imprese. E' quanto emerso al convegno di Ismea “Nuovi strumenti e prospettive per la prevenzione, difesa e gestione dei rischi nella filiera uva da vino”, presso lo stand istituzionale del Masaf a Vinitaly 2025,  Nel comparto vitivinicolo, che si conferma il più assicurato tra le colture, le polizze agevolate continuano a mostrare una forte concentrazione territoriale: il 77% dei valori è localizzato tuttora nel Nord Italia, con il Veneto in testa, sia per volumi sia per adesione agli strumenti assicurativi. Una delle principali novità presentate nel corso dei lavori è la polizza Smart, introdotta nell’ambito del Piano di Gestione dei Rischi in Agricoltura 2025: una formula innovativa, semplificata e a basso costo. Tra gli strumenti a supporto della programmazione, è stato presentato in anteprima rispetto alla pubblicazione prevista entro la fine del 2025 anche il progetto Cevi – Catastrophic Events Vulnerability Index, sviluppato da Ismea per misurare a livello comunale la vulnerabilità dei territori italiani ai principali eventi climatici estremi (gelo, alluvione, siccità).  ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Vinitaly, Ismea: "Vino ruolo di punta sui mercati, in 10 anni +50% valore export"

(Adnkronos) - Il settore vitivinicolo conferma la sua centralità nell’ agroalimentare nazionale e rafforza il suo ruolo di punta sui mercati internazionali. Con 14 miliardi di euro di fatturato nel 2024, la filiera vitivinicola rappresenta il 10% dell’agroalimentare nazionale, grazie a 241 mila aziende agricole e agli oltre 680 mila ettari di superficie viticola investita nel 2024 e alle circa 30 mila imprese vinificatrici. I 44 milioni di ettolitri prodotti nel 2024 pongono il nostro Paese al vertice della classifica dei produttori mondiali, mentre l’export pari a quasi 22 milioni di ettolitri per oltre 8 miliardi di fatturato, confermano la nostra leadership tra i fornitori mondiali in volume e la seconda posizione in valore. Se ne è discusso oggi al Vinitaly, durante la tavola rotonda tra Masaf, Ismea e il Comitato Nazionale Vini.  L’evento, introdotto da Marco Lupo, Capo dipartimento Disai del ministero dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste e da Livio Proietti, presidente Ismea, e moderato da Eleonora Iacovoni, dg Pqa del Masaf, ha visto confrontarsi su questi temi Sergio Marchi, dg di Ismea, Michele Zanardo, presidente del Comitato Nazionale Vini e Teresa Nicolazzi dg Agebil del Masaf. Dalla relazione di Sergio Marchi (Ismea) è emerso come negli ultimi dieci anni l’Italia si a stato il Paese che ha incrementato maggiormente il valore delle esportazioni, con una crescita di oltre il 50%, molto più intensa di quanto avvenuto in Francia e in Spagna, i due principali competitor. Anche la positiva performance italiana del 2024 (+3,2% i volumi e +5,5% il valore) assume una rilevanza ancora maggiore alla luce della stabilità degli scambi globali, come si evince dai dati provvisori dell’Oiv. L’analisi dell’export per segmento qualitativo restituisce un ottimo risultato delle Dop, superiore rispetto alla media, con una crescita del 7,6% dei volumi spediti e del 6,5% degli introiti; anche le esportazioni delle Igp sono aumentate ma in maniera meno intensa rispetto alla media (+2,8% in volume e +1,3% in valore); rispetto al 2023, si sono ridotti i volumi di comuni (-6,6%) e varietali (-1,5%), a fronte di un recupero del valore (rispettivamente +6,7% e +22,4%). ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Vinitaly, Ismea: "Vino si conferma eccellenza italiana e motore economico"

(Adnkronos) - "Vinitaly si conferma la fiera per eccellenza del vino a livello italiano, europeo e probabilmente anche mondiale''. Lo afferma Sergio Marchi, direttore generale di Ismea, intervenendo al Vinitaly 2025. ''Ismea è presente con tre convegni: uno si è svolto ieri con il Consorzio delle Venezie, durante il quale abbiamo firmato un accordo di collaborazione per mettere a disposizione i nostri dati e supportare chi deve fare impresa a investire al meglio'', sottolinea.  ''Oggi saremo insieme al comitato vini per affrontare alcuni temi di grande attualità: maggiore flessibilità, un focus più deciso su promozione e mercato, e un’informazione più consapevole per i consumatori. Infine, domani chiuderemo con un approfondimento sulla gestione del rischio'', spiega Marchi. ''Questi momenti di confronto tematico si inseriscono all’interno di un contesto di grande rilevanza, che dimostra come il settore del vino rappresenti per l’Italia un’eccellenza assoluta”.  ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Elon Musk videogiocatore, figuraccia testando Starlink in volo con Path of Exile 2

(Adnkronos) - Durante un volo, Elon Musk ha effettuato una trasmissione in diretta nella quale ha testato il servizio di connettività satellitare Starlink, giocando al videogioco Path of Exile 2. L’iniziativa è stata presentata come parte di un test per valutare la stabilità della connessione internet offerta dal suo sistema satellitare. Tuttavia, la diretta ha assunto rapidamente toni inaspettati, attirando numerosi messaggi da parte degli spettatori, alcuni dei quali contenevano critiche e commenti personali rivolti al CEO di SpaceX e Tesla. La trasmissione è durata circa un’ora e 45 minuti. Musk ha interagito poco con il pubblico, mantenendo un atteggiamento per lo più silenzioso mentre affrontava le fasi iniziali del gioco, disponibile in accesso anticipato da dicembre. Durante la sessione ha perso più volte, venendo costretto a ricreare nuovi personaggi a causa della modalità “hardcore” (che prevede la cancellazione permanente del personaggio alla morte). Con il proseguire della diretta, Musk ha cominciato a ricevere messaggi privati da altri utenti della piattaforma di gioco. Alcuni erano elogiativi, ma presto il tono è degenerato in spam e insulti. Tra i messaggi ricevuti, vi erano riferimenti alla sua vita privata, battute offensive e critiche alla sua influenza sulla politica statunitense. Nonostante alcuni spettatori abbiano suggerito comandi per disattivare i messaggi in arrivo, Musk ha scelto di non intervenire. Negli ultimi minuti della diretta, ha creato un nuovo personaggio chiamato Kekius Maximus, nome ispirato al meme di 4chan già utilizzato come pseudonimo sul social X. Anche questo personaggio, tuttavia, è stato sconfitto rapidamente, apparentemente a causa di una connessione instabile, evento che ha segnato la fine anticipata della trasmissione. L’episodio rappresenta un ulteriore capitolo nell’ormai complessa narrativa pubblica attorno a Elon Musk, la cui figura continua a essere oggetto di attenzione mediatica, tra iniziative tecnologiche e controversie personali. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Idi-Irccs Roma punta sul Centro di senologia, quasi 10mila prestazioni nel 2024

(Adnkronos) - L'Istituto dermopatico dell'Immacolata-Idi-Irccs di Roma punta sempre di più sul suo Centro di senologia. Oggi sono stati presentati i numeri del 2024 che fotografano come l'impegno degli ultimi 2 anni abbia portato a "ottimi risultati con l'ambizione di fare sempre meglio già quest'anno e diventare un centro di riferimento nella prevenzione, diagnosi e cura dei tumori della mammella". Così Adriana Bonifacino, responsabile Senologia clinica e diagnostica dell'Idi-Irccs, ha illustrato oggi in conferenza stampa all'Idi il bilancio 2024: 9.673 prestazioni senologiche, 391 biopsie eco guidate e stereotassiche, 123 carcinomi della mammella diagnosticati. "Vogliamo aiutare a migliorare i dati di adesione agli screening e cambiare l'approccio delle donne alla prevenzione - ha aggiunto - Oggi è cambiato molto e dobbiamo venire incontro alle esigenze di una popolazione candidabile agli screening più giovane; su questo anche il ministero della Salute deve aiutare con delle raccomandazioni chiare, perché ci sono giovani donne che oggi rimangono fuori dalle fasce d'età previste dagli screening. Ma dobbiamo dare loro un aiuto".  Presente alla conferenza stampa anche Matteo Sammarra, direttore Uoc Diagnostica per immagini Idi. "In poco tempo c'è stata una completa ristrutturazione del reparto di Radiologia con un grande sforzo, abbiamo 2 ecografi dedicati alla senologia e riusciamo a fare le mammografie anche tridimensionali e quelle con il mezzo di contrasto. Stiamo costruendo un percorso anche per le pazienti con le mutazioni", ha sottolineato. L'Idi sta cambiando volto e l'impegno per la diagnosi e la cura dei tumore al seno ricadrà con effetti positivi sul territorio dell'Asl Roma 1: domani e venerdì è previsto un Open day all'Idi dedicato alla prevenzione del cancro della mammella.  Ha dichiarato Paolo Marchetti, direttore scientifico dell'Idi-Irccs: "L'innovazione nel cancro della mammella passa dal personale e dalle attrezzature tecnologiche, ma senza un'organizzazione non si arriva all'obiettivo. Il Centro di senologia dell'Idi è nuovo percorso importante che vede la presa in carico come un momento fondamentale. Tutto quello che facciamo è indirizzato a non vedere trasformare le donne in pazienti. Oggi abbiamo terapie oncologiche che ci garantiscono il controllo della malattia per anni, ma c'è la necessità di valutare i sintomi e gli effetti collaterali per come li vive il paziente e l'Idi ha un sistema elettronico con le cartelle cliniche che possono essere valutate dal team di specialisti anche sullo smartphone e potremmo monitorare in tempo reale i bisogni dei pazienti. Abbiamo messo a sistema, in una struttura nota da 100 anni per il suo lavoro sulla pelle, anche l'attenzione sulla salute mammella. Ma vogliamo puntare sulla prevenzione terziaria, intercettare le patologie conseguenti alla malattia che possono prodursi - se non affrontate - in problemi tardivi. Così possiamo andare incontro a problematiche come il linfedema alla mammella, ma anche nel melanoma".  Durante la conferenza stampa c'è stata anche la testimonianza di una paziente che ha raccontato la sua esperienza di presa in carico e cura da parte dei medici dell'Idi. "A 42 anni mentre allattavo sentivo che c'era qualcosa che non andava - ricorda Marianna - Mi sono rivolta ad un centro per i primi esami e il medico mi ha indirizzato all'Idi. Qui grazie al lavoro dei medici ho affrontato il percorso con grande serenità perché non mi hanno mai fatto sentire un numero, ma sempre una persona".  Le conclusioni sono state affidate ad Annarita Panebianco, direttore sanitario dell'Idi: "L'Istituto si tinge sempre di più di rosa nella prevenzione e diagnosi dei tumori al seno. Puntiamo anche ad un nuovo welfare aziendale e partiremo con una giornata di visite senologiche per le dipendenti nella fascia 35-49 anni che non possono accedere agli screening del Ssn. Siamo un privato accreditato - ha precisato - ma vogliamo essere sempre di più un centro di riferimento per la comunità che qui può trovare una risposta completa a tante esigenze, non solo la pelle che è stata per tanti anni la vocazione dell'Idi, e di supporto alla Regione".  ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sustainability manager for tourism destination, una nuova figura da formare dal 2025

(Adnkronos) - Si chiama 'Sustainability manager for tourism destinations' ed è una nuova figura professionale che verrà formata a partire dal 2025 per accompagnare le destinazioni ad adottare un modello di sviluppo inclusivo, sostenibile e resiliente con al centro il benessere dei territori e dei visitatori, attraverso una gestione basata su approcci sistemici e partecipativi. Questa figura nasce in risposta alle nuove sfide del turismo grazie al progetto 'Wenatour', sovvenzionato dal programma Erasmus+ e realizzato da 12 partner provenienti da 5 paesi, tra cui Etifor, B Corp e spin-off dell’Università degli Studi di Padova, promotore dell’iniziativa e responsabile del settore ricerca al suo interno.  Si tratta di un professionista dalle competenze trasversali e ibride, capace di creare e gestire piani di sostenibilità, coordinare investitori, coinvolgere comunità locali e mettere in atto azioni di rigenerazione non solo ambientale ma anche del tessuto economico-sociale. Il percorso formativo, gratuito e aperto a studenti e professionisti previa iscrizione sul sito wenatour.eu, prevede quattro diverse fasi.  L’offerta didattica, oltre che preparare sulle complesse tematiche della gestione della destinazione, propone diversi temi innovativi, quali: la certificazione di sostenibilità come volano di sviluppo, i nuovi mercati emergenti che possono dare una visione nuova del turismo come pratica che rigenera comunità, ambiente e territorio, digitalizzazione del settore, turismo del benessere in natura e integrazione tra turismo e welfare aziendale. Le competenze acquisibili col progetto Wenatour, che andranno a comporre la nuova figura professionale, spaziano dal management e problem solving alla costruzione di network multidisciplinari tra pubblico e privato, dalla capacità di leggere e interpretare fenomeni presenti e trend futuribili alla misurazione degli impatti delle iniziative create, dalla sperimentazione alla costruzione di best practice codificabili e replicabili. Un’indagine di Etifor effettuata a supporto del progetto Wenatour analizza il contesto e i trend del turismo che definiscono il perimetro d’azione del Sustainability manager for tourism destinations. In particolare, crescono il turismo di prossimità e l’attenzione all’uso di mezzi di trasporto a basso impatto, il green care tourism, ovvero il turismo che riconosce la natura come fonte di benessere psicologico, fisiologico e sociale, la tendenza ad inserire il turismo come forma di welfare aziendale, il bleisure (business + leisure) con il 60% dei viaggiatori d'affari europei che prevede di unire lavoro e turismo nei prossimi due anni, e il nomadismo digitale, con impatti economici e sociali molto dibattuti, quali gentrificazione e aumento dei prezzi locali.  L'Europa è leader mondiale nell'offerta di visti per nomadi digitali a 19 Paesi. Tra i nuovi modelli di accoglienza che influiscono sulle scelte dei viaggiatori, si consolidano il turismo accessibile e flessibile accanto al turismo sostenibile e rigenerativo, ritenuto un driver importante dall’80% dei turisti (il 74% desidera più opzioni di viaggio sostenibili e certificate). Contestualmente, aumentano le ricerche di esperienze autentiche legate al territorio e si destagionalizzano i momenti di vacanza, spingendo le destinazioni ad adattare le proprie strategie. Anche l’intrattenimento gioca un ruolo fondamentale nella scelta delle mete: l’impatto dei content creator è sempre più rilevante e il 'set-jetting', i viaggi ispirati da film e serie tv, sta guadagnando popolarità. Anche se aumenta la consapevolezza ambientale, i viaggiatori spesso non cambiano realmente il loro comportamento per via dei costi elevati o della mancanza di informazioni. Inoltre, alcune offerte turistiche si presentano come sostenibili senza esserlo realmente, aprendo le porte anche a fenomeni di greenwashing che possono gettare ombre e consolidare pregiudizi sull’intero comparto. La strategia europea per la transizione del turismo a modelli più sostenibili prevede una gestione basata sui dati e sull’IA per monitorare e ridurre gli impatti oltre che per prevenire e gestire le crisi, ed è suddivisa in cinque aree: regolamentazione e governance pubblica, ovvero migliorare l’accesso ai dati e l’integrazione della sostenibilità nelle statistiche turistiche; supportare le pmi nel miglioramento delle competenze e delle infrastrutture sostenibili per dare forma alla transizione verde e digitale; promuovere strategie di turismo sostenibile nelle regioni remote e nelle regioni protette o danneggiate dagli eventi climatici per mettere in moto meccanismi di resilienza; incentivare investimenti pubblici e privati; monitoraggio e co-implementazione, cioè valutare i progressi della transizione e rivedere misure e obiettivi. Il nuovo percorso di sviluppo turistico europeo dovrà inoltre allinearsi alle principali strategie Ue, come la Eu strategy for sustainable tourism, il Transition pathway for tourism, il Green Deal e l’Agenda Digitale, l’Agenda 2030 e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.  ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)