Consumo carne rossa e rischi per cuore, in Usa conflitti d'interesse li smorzano
(Adnkronos) - La carne rossa fa male al cuore? "Potrebbe dipendere da chi ha finanziato lo studio". Lo ha rilevato una nuova analisi che in Usa ha messo in luce come alcuni studi sugli effetti del consumo di carne rossa hanno collegamenti con l'industria e avevano "maggiori probabilità di riportare risultati favorevoli" rispetto a quelli non finanziati dal settore. La revisione è stata pubblicata sull''American Journal of Clinical Nutrition'. "E' l'ennesimo esempio di come gli studi legati all'industria alimentare possano influenzare il modo in cui le persone comprendono, e potenzialmente fraintendono, le conseguenze sulla salute di ciò che mangiano", commenta un editoriale 'New York Times' che riporta il lavoro. Secondo la nuova analisi gli studi finanziati dall'industria della carne rossa "avevano quasi una probabilità 4 volte più alta di riportare risultati cardiovascolari favorevoli o neutri dopo il consumo di carne rossa non lavorata rispetto agli studi senza tali correlazioni". Domani si celebra l'Hamburger Day, la giornata internazionale dedicata a uno dei piatti iconici americani ma diventato ormai un classico anche in Italia. "Precedenti ricerche finanziate dall'industria dello zucchero, ad esempio, hanno minimizzato la relazione tra zucchero e condizioni di salute come obesità e malattie cardiache. E studi finanziati dall'industria dell'alcol hanno suggerito che un consumo moderato di bevande alcoliche potrebbe essere parte di una dieta sana", ricorda il 'New York Times'. Ma cosa hanno analizzato gli scienziati in questa nuova revisione? Miguel López Moreno, ricercatore dell'Università Francisco de Vitoria in Spagna, ha guidato la nuova analisi, "Volevamo vedere se problemi simili si verificassero con la ricerca scientifica sulla carne rossa non lavorata. Le carni lavorate come pancetta e salsiccia sono state costantemente collegate al rischio di malattie cardiache, ha affermato, ma le prove per le carni rosse non lavorate - come bistecche e costolette di maiale - hanno portato a risultati contrastanti", ha spiegato. La scienza alimentare ha ampiamente sottolineato che il consumo di grassi saturi, abbondanti nella carne rossa, è associato a rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. La nuova revisione ha analizzato 44 studi clinici pubblicati tra il 1980 e il 2023, i lavori hanno esaminato in che modo il consumo di carne rossa non lavorata possa influenzare il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari nei partecipanti, anche misurando i livelli di colesterolo, pressione sanguigna e trigliceridi. I 44 studi, metà dei quali condotti negli Stati Uniti, hanno coinvolto adulti che hanno consumato carne rossa non lavorata o una dieta di confronto per diverse settimane o mesi. Alcuni studi hanno coinvolto adulti sani, mentre altri si sono concentrati su soggetti con fattori di rischio per malattie cardiovascolari, come il colesterolo alto o l'obesità. Dei 44 studi analizzati dagli scienziati, 29 hanno ricevuto finanziamenti da gruppi industriali legati al settore della carne rossa, come la National Cattlemen's Beef Association e il National Pork Board. I restanti 15 studi sono stati finanziati da sovvenzioni governative, istituzioni accademiche o fondazioni no-profit, senza alcun legame con l'industria. Il team guidato da Moreno ha svelato che gli studi finanziati dall'industria della carne rossa "avevano quasi quattro volte più probabilità di riportare risultati cardiovascolari favorevoli o neutri dopo il consumo di carne rossa non trasformata rispetto agli studi senza tali correlazioni". Tutti gli studi finanziati in modo indipendente hanno riportato "esiti cardiovascolari peggiorati o neutri, mentre quelli finanziati dall'industria hanno riportato esiti favorevoli o neutri". La nuova revisione fotografa "un quadro confuso per i consumatori" quando una persona "legge una serie di studi che analizzano un argomento ma i risultati sono diversi, può essere difficile capire a cosa credere", ha affermato Deirdre Tobias, professoressa associata di Medicina dell'Harvard Medical School. "Questi risultati divergenti potrebbero essere derivati dal modo in cui gli studi sono stati impostati in origine", ha commentato sempre Tobias in un editoriale per l'American Journal of Clinical Nutrition che accompagnava il nuovo studio. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Imprese: nasce Know Your Partner, scudo digitale contro rischi legali e fiscali
(Adnkronos) - Una nuova piattaforma digitale italiana che ridefinisce gli standard di compliance operativa nella selezione e nel monitoraggio dei fornitori e dei propri partner. È KYP - Know Your Partner, uno strumento innovativo che mira a rivoluzionare la gestione della compliance in ottica di governo efficace e consapevole della supply chain nelle verifiche legali e fiscali delle società italiane. Marco Maria Sartori, ceo di KYP, descrive ai microfoni dell’Adnkronos le potenzialità offerte dalla piattaforma. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Domani è l'Hamburger Day: meglio naturale o sintetico? Risponde il medico-nutrizionista
(Adnkronos) - Domani si celebra l'Hamburger Day, la giornata internazionale dedicata a uno dei piatti 'Made in Usa' più iconici, adottato da anni anche nei gusti degli italiani. Oggi però la sfida del burger è anche con il suo 'gemello' sintetico, come spiega all'Adnkronos Salute Mauro Minelli, immunologo clinico e docente di Nutrizione Umana dell'Università Lum. "Si chiama carne coltivata, ma è anche conosciuta come carne sintetica o 'carne in vitro'. Definizioni diverse per indicare una tipologia di carne prodotta mediante estrazione dall'animale vivo di cellule staminali che poi verranno coltivate in laboratorio. In realtà, oltre alla carne - puntualizza lo specialista - di sintetico si può trovare pure il pesce e il latte, cibi composti con ingredienti di sintesi, fabbricati con tecnologie di riproduzione cellulare o di sintesi proteica". "Sul piano teorico - illustra Minelli - alla carne sintetica possono essere riconosciuti alcuni vantaggi se si considera che i processi di coltura, proprio perché effettuati in condizioni di sterilità, non richiedono antibiotici e, dunque, non comportano rischi di antibioticoresistenza, tutt'altro che infrequenti in zootecnia. D'altro canto, è intuitivo che la carne coltivata sia decisamente meno esposta al rischio di infezioni batteriche o virali che, invece, possono colpire gli animali in allevamento, non si associa ai pericoli connessi a pesticidi e fungicidi presenti nei mangimi, né porta ad eventuali spillover o zonosi. Ulteriore elemento da considerare è il contenuto in grassi dei prodotti sintetici che può mantenersi entro i livelli raccomandati, sostituendo completamente i grassi saturi con grassi migliori come gli omega 3". Tuttavia, "per quanto i due tipi di carne mostrino una composizione simile per contenuto energetico, grassi e proteine energia, lo stesso non avviene per i caratteri organolettici e per il contenuto in micronutrienti come vitamine e composti bioattivi tra cui la carnitina, il coenzima Q10 o il glutatione, sostanze che nell'animale al pascolo sono presenti in modo significativo", chiarisce Minelli. Elemento importante che ancora manca per una valutazione più complessiva degli effetti del cibo in provetta "è sapere se la carne sintetica, introdotta nel nostro organismo e che arriva nel nostro intestino, sia digeribile alla stessa maniera di quella normale, quali sono i suoi percorsi metabolici e se sia in grado di modulare in maniera adeguata le funzioni strategiche del nostro microbiota, la cui composizione e attività metabolica risultano fortemente dipendente da quello che mettiamo a tavola", conclude l'esperto. L'Italia è stato il primo paese al mondo a vietare la tecnologia alimentare dietro la 'carne sintetica', una decisione presa nel 2023. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Mozzarella di Bufala Campana Dop, partito da Vienna e Ginevra il tour all’estero
(Adnkronos) - È partita da Vienna e Ginevra la campagna di promozione in Europa del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop. Gli scenari che si delineano per la filiera nel 2025 guardano innanzitutto all’estero, per incrementare l’export e diffondere la conoscenza dell’unicità della Bufala Campana Dop, insieme al Consorzio di Tutela della Ricotta di Bufala Campana Dop, partner del progetto. E si punta in particolare sul vecchio continente. Sono previsti da un lato seminari esteri con il coinvolgimento di ambasciate, consolati e uffici Ice e dall’altro iniziative con operatori del settore, con l’obiettivo di conquistare nuove fasce di consumatori e consolidare il consumo in Paesi chiave, attraverso eventi, campagne pubblicitarie e attività di degustazione mirate. Un investimento mirato per conquistare l’Europa, che assorbe la gran parte dell’export della Bufala Dop. Il primo appuntamento si è tenuto il 22 maggio a Vienna, con un seminario a Palazzo Metternich, sede dell’Ambasciata italiana in Austria. Il 26 maggio ci si è spostati a Ginevra, negli spazi dell’Hotel President Wilson, per un nuovo appuntamento del tour, organizzato in collaborazione con il Consolato Generale d’Italia a Ginevra, guidato dalla Console Nicoletta Piccirillo, con il supporto dell’ufficio Ccis di Ginevra e l’ufficio Ice di Berna, rappresentato dal direttore Samuele Porsia, il cui intervento ha aperto l’evento. La sinergia con il Consolato è il segnale dell’attenzione istituzionale alle eccellenze italiane e ha consentito di organizzare un intenso programma di attività. L’evento si è rivelato un percorso guidato tra i territori di produzione della mozzarella e della ricotta di bufala campana, ma anche un’occasione di divulgazione dell’impatto sociale ed economico delle due Dop. Le iniziative sono rivolte a operatori del settore, a consumatori e giornalisti. Altre tappe sono previste fino all’autunno in Belgio, Olanda, Francia e Germania. “In un contesto internazionale di grande incertezza - commenta Domenico Raimondo, presidente del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop - abbiamo deciso di puntare sull’Europa innanzitutto per rafforzare la conoscenza di questi due prodotti simbolo del Made in Italy e promuoverne il consumo nei mercati europei con il maggiore potenziale di crescita. Oggi più che mai è necessario delineare strategie efficaci per affrontare i rapidi cambiamenti in atto e ringrazio tutte le autorità che rappresentano l’Italia all’estero per la preziosa collaborazione offerta, segno che il Sistema Paese sa fare rete”. ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Expo 2025, Pefc: Padiglione Italia tra i più green con l’85% di legno certificato
(Adnkronos) - Con oltre l’85% dei suoi 742 mc di legno certificato Pefc, il Padiglione Italia si distingue come una delle strutture più sostenibili di Expo Osaka 2025 (13 aprile - 13 ottobre 2025). Progettato dallo Studio Mca-Mario Cucinella Architects, il Padiglione avrà, poi, una seconda vita: ogni elemento sarà trasformato in nuove configurazioni, tra cui case ad alta efficienza energetica in Giappone. Il punto è stato fatto in occasione della visita al Padiglione Italia del presidente Pefc Italia e Uncem Marco Bussone e del segretario generale Pefc Italia Antonio Brunori, accolti da Elena Sgarbi, commissario aggiunto per l'Italia a Expo 2025 Osaka. “Il Padiglione Italia rappresenta il punto di incontro tra innovazione architettonica e sostenibilità ambientale, esaltando l’eccellenza del design italiano attraverso l’utilizzo di legno proveniente da filiere locali o comunque certificate per la loro gestione sostenibile, simbolo di una gestione responsabile delle risorse forestali”, sottolinea Bussone. “Sin dalle fasi strategiche di progettazione, il nostro Commissariato si è posto l’obiettivo di realizzare un Padiglione Italia che avesse nella sostenibilità uno dei suoi punti di forza - osserva Sgarbi - Nasce da questa esigenza la scelta di creare una struttura in legno certificato che garantisse un uso consapevole delle materie prime. Il legno impiegato per la creazione del Padiglione potrà essere riutilizzato dando vita a una nuova costruzione”. In occasione dell’Expo, Pefc Italia ha inoltre sottoscritto una dichiarazione congiunta che riafferma il ruolo fondamentale della certificazione forestale nella costruzione di una società sostenibile, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Il documento è stato firmato da Pefc International, dai programmi Pefc di Danimarca, Indonesia, Giappone, Spagna, Thailandia, Austria, dalla Forestry Agency del Governo Giapponese e dalla Japan Association for the 2025 World Expo. L’obiettivo condiviso è ambizioso: espandere le foreste certificate Pefc a livello mondiale, promuovere materiali e prodotti certificati nei mercati globali e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della certificazione forestale come strumento per tutelare e valorizzare le risorse naturali. In generale, sottolinea Pefc Italia, l’Expo 2025 ha acceso i riflettori sull’uso sostenibile del legno a partire dal Grand Ring, la gigantesca architettura circolare, fulcro centrale dell'Esposizione giapponese: progettata da Sou Fujimoto, è una delle più grandi opere in legno al mondo grazie all'impiego di 27mila metri cubi di legno, di cui 7mila per il tetto interamente certificati Pefc e 4.500 provenienti dalla regione di Fukushima. Rispetto agli altri padiglioni, l’Italia presenta una delle strutture più virtuose. “L’utilizzo di legno certificato è fondamentale per garantire una gestione responsabile delle risorse forestali e per contribuire alla lotta contro la deforestazione. La certificazione rilasciata dal Pefc assicura che il legno provenga da foreste gestite in modo sostenibile e legale, in cui si rispettano rigorosi criteri ambientali, sociali ed economici: la tutela della biodiversità, la rigenerazione naturale delle foreste e il supporto alle comunità locali che vivono e lavorano in queste aree. Inoltre, il legno certificato è tracciabile lungo tutta la filiera, garantendo trasparenza e affidabilità al consumatore finale - spiega Brunori - Impiegare legno certificato in progetti architettonici al posto di materiali più energivori, come nel caso del Padiglione Italia all'Expo 2025, significa ridurre l’impatto ambientale e valorizzare una risorsa rinnovabile senza compromettere gli equilibri naturali”. Il Padiglione Italia - che con il tema 'L’Arte Rigenera la Vita' - reinterpreta la Città Ideale del Rinascimento e promuove l’immagine dell’Italia attraverso le sue eccellenze artistiche, tecnologiche e scientifiche - è stato progettato dall'architetto Mario Cucinella e dallo Studio Mca-Mario Cucinella Architects. Noto per il suo impegno nell’architettura sostenibile, lo studio, insieme a Invitalia e ministero degli Esteri italiano, ha scelto di privilegiare l’utilizzo di una delle risorse a più alta disponibilità locale, come il legno proveniente da filiere locali e certificate. In particolare, il legno impiegato comprende 529,5 metri cubi di travi lamellari in pino e abete rosso certificati Pefc, 102,31 metri cubi di pannelli Clt (X-Lam) realizzati con legno certificato legale e locale, e 110,76 metri cubi di compensato. Tutti i componenti in legno rispettano standard rigorosi, tra i quali la certificazione Pefc del legno lamellare impiegato, sottolinea Pefc Italia. La sostenibilità del Padiglione sta anche nell’idea progettuale: è infatti concepito come un laboratorio dinamico che, al termine del suo ciclo espositivo, potrà trasformarsi. L’intento è far sì che il legno del Padiglione possa continuare a vivere: ogni singolo elemento potrà essere riutilizzato in nuove configurazioni, tra cui case in Giappone ad alta efficienza energetica, stoccando carbonio e generando una reale economia circolare. “L’Italia, attraverso una scelta progettuale consapevole, dimostra quindi non solo di saper usare il legno in grandi quantità, ma anche di farlo nel rispetto dei criteri più rigorosi di sostenibilità, tracciabilità e riutilizzo, trasformando il proprio padiglione in un simbolo concreto di architettura circolare”, conclude Bussone. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Ia: Compiti a portata di app? Facile ma verifica orale e esperienza docenti è dietro l’angolo
(Adnkronos) - Youmath, Solvely, Socratic, TextCortex. Sono solo alcuni dei più famosi strumenti di Intelligenza Artificiale usati dagli studenti non solo per studiare, ma anche per superare le verifiche in modo più semplice, a patto però di non venire scoperti dai professori. Perché ormai, non è un segreto, l’intelligenza artificiale è entrata a gamba tesa nelle aule scolastiche. Una realtà, questa, confermata anche dall’edizione 2025 di ‘Dopo il diploma’, la ricerca condotta da Skuola.net insieme ad Elis, su un campione di 2.500 alunni delle scuole superiori. Il 51% degli intervistati dichiara di usare una o più risorse basate sull’Ia generativa - come ChatGpt, giusto per citare la più famosa - ‘molto spesso’ o ‘spesso’. Un numero, anche questo, lievitato da un anno all’altro: nel 2024 ci si fermava al 34%. Di conseguenza, se sono quasi raddoppiati quelli che usano spesso e volentieri l’Ia, si sono praticamente dimezzati quelli che non l’hanno mai fatto: sono passati dal 25% al 16%. Sbagliato però pensare che gli studenti siano così sprovveduti da utilizzare l’Ia solo per copiare e basta. L’indagine condotta da Generazioni Connesse - il Safer Internet Centre Italiano, coordinato dal ministero dell'Istruzione e del Merito - e curata da Skuola.net, Università degli studi di Firenze e Sapienza Università di Roma (Cirmpa), evidenzia che per scopi didattici l’Ia serve soprattutto per cercare informazioni utili alla preparazione di interrogazioni e verifiche sulle varie materie: così per il 62%. Solo in seconda posizione si piazza la produzione di testi (48%). L’intelligenza artificiale si dimostra, poi, un buon alleato anche per correggere testi o per tradurre contenuti in altre lingue: ci si affidano per tali scopi quasi 4 studenti su 10. Circa un terzo (33%) la usa per personalizzare tecniche di studio, il 30% per risolvere problemi di matematica. Sicuramente, su quest’ultimo campo, le alunne e gli alunni corrono più veloce dei loro docenti: solo il 18% degli intervistati, infatti, ha ricevuto dal proprio istituto indicazioni chiare sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito scolastico. E proprio su questo Francesco Amato, docente di 'Scienze e tecnologie informatiche' presso l’Itis 'Galileo Galilei' di Roma, spiega all’Adnkronos/Labitalia che “l’uso passivo dei Sistemi di Intelligenza Artificiale (Ai) da parte degli studenti può essere evitato con la guida del docente". "La Harvard University - prosegue - ha avviato una sperimentazione che consente agli studenti di un corso introduttivo di Computer Science di usare un’assistente virtuale che li aiuti nello studio senza rivelare loro le risposte complete a un quesito o a un esercizio. Lo studio passivo penso sia sempre esistito e, più recentemente, l’enciclopedia digitale Encarta prima e Wikipedia poi hanno reso sempre più facile copiare una serie di nozioni per portare a termine una ricerca assegnata. Il valore del docente, tuttavia, è sempre stato quello di guidare gli studenti verso un approccio allo studio ragionato e attivo ed il suo ruolo in classe sarà sempre più prezioso”. “E’ abbastanza facile - ammette - capire quando lo studente usa un sistema di intelligenza artificiale per svolgere i propri compiti sia perché un docente conosce lo stile espressivo di ciascuno dei suoi studenti, sia perché la soluzione a un esercizio proposta da un sistema di Ia, sebbene corretta, può essere stata ottenuta attraverso metodi risolutivi non spiegati a lezione”. Ma come contrastarne l’uso indiscriminato? “Sicuramente - afferma il professore Amato - diventa sempre più centrale il ruolo delle verifiche orali durante le quali gli studenti sono chiamati a spiegare gli argomenti studiati e a commentare le soluzioni proposte dei problemi assegnati. In mancanza di uno studio attivo ragionato fatto a casa, gli studenti non sapranno rispondere, le capacità espressive saranno limitate, e, davanti a un esercizio completamente nuovo, non sapranno né proporre soluzioni originali né tanto meno suggerire strategie risolutive”. Ci sono però altri metodi. “Un mio collega che insegna Lingua e Cultura Francese, per esempio, durante il compito in classe sulla comprensione del testo, ha inserito informazioni deliberatamente imprecise - fa notare - sulla cultura e la geografia della Francia: la città più a sud era Lille (e non Marsiglia), i famosi castelli si trovavano in Borgogna (e non lungo la Loira) e così via. Nel compito ha poi posto domande inerenti al testo e, se lo studente fosse riuscito a sottoporle ad un chatbot come ChatGpt, questi avrebbe dato la risposta geograficamente corretta, ma errata secondo il testo della verifica. In questo modo il docente è riuscito immediatamente ad individuare gli studenti che hanno ricorso ad un aiuto esterno con un cellulare ben nascosto e ha potuto prendere i provvedimenti del caso”. “Certo - sottolinea - un sistema di intelligenza artificiale può essere utile se usato in modo costruttivo dallo studente, ponendo ad esempio domande mirate, leggendo (e capendo) le risposte, verificandone la correttezza. Ancora, l’intelligenza artificiale potrebbe aiutare lo studente a creare esercizi aggiuntivi a quelli assegnati dal docente e basati sulle tracce date dal docente stesso (o dal libro di testo) e molti altri validi usi”. Esistono molti sistemi di Ia a disposizione dello studente e sempre più sofisticati. “Con il riconoscimento delle immagini - spiega - adesso è possibile inviare una foto di un testo o una formula, per chiederne un riassunto o la soluzione dell’esercizio e questi strumenti vanno sempre più migliorando. Nel settore dell’intelligenza artificiale si possono identificare due figure: gli addestratori e i valutatori; i primi programmano i sistemi di Ia, i secondi stilano dei test cognitivi per verificarne il livello di preparazione. Man mano che il lavoro degli addestratori porta ad una nuova evoluzione dei sistemi di Ia i test vengono superati a pieni voti ed i valutatori devono pensarne di nuovi; tali test non valutano le emozioni, l’autocoscienza, il libero arbitrio, tutte facoltà che appartengono agli esseri umani. Tuttavia, sul piano cognitivo i sistemi di Ia stanno dimostrando di saper risolvere problemi ed eseguire compiti intellettuali sempre più complessi e se il loro utilizzo non fosse supervisionato o guidato da un docente potrebbe favorire un atteggiamento passivo degli studenti nei confronti dello studio”. E questo i ragazzi lo sanno bene, anche se è difficile farne a meno. Parola di Flavio Coletta, 18 anni rappresentante studenti Its 'Galileo Galilei' di Roma. “Tutti - dice all’Adnkronos/Labitalia - usano l’intelligenza artificiale per motivi di studio e anche per velocizzare i compiti in vista delle verifiche, magari per finire prima e andare a giocare. Personalmente uso l’intelligenza artificiale tutti i giorni per studiare e credo sia una svolta, ma non perché mi facilita, ma perché mi permette di apprendere in modo più veloce. Però ci sono ragazzi che pensano che con l’uso dell’intelligenza artificiale il lavoro da fare sia finito, non controllano ad esempio la scrittura dei testi con una duplice conseguenza negativa. Da una parte si consegna un lavoro fatto male e dall’altra non si impara". "Con questo atteggiamento - fa notare - l’intelligenza artificiale non aiuta lo studente nell’apprendimento delle competenze che poi servono per un futuro universitario e professionale. Eppure, si può usare l’intelligenza artificiale in modo positivo e costruttivo per preparare un riassunto accurato che poi mi servirà per un compito in classe o per un orale, anche se non si deve abbandonare la scrittura personale, perché alla lunga si perde la capacità di scrivere autonomamente. Per questo, a mio parere, l’intelligenza artificiale è un aiuto o meglio un valore aggiunto a disposizione di noi studenti che però non va a sostituirsi alla nostra capacità di pensare. Se usata con criterio facilita i concetti appresi durante le spiegazioni aiutando nello studio e quindi alla resa finale dell’interrogazione o della verifica scritta”. Tornando ai mezzi usati di intelligenza artificiale usati per superare le verifiche, Flavio ammette che “dovendo consegnare il cellulare, un secondo telefono si ha sempre a disposizione e viene nascosto sotto la gamba sperando di non essere beccato dal professore”. Tutti trucchetti che però servono a poco perché “se l’uso dell’intelligenza artificiale non è accompagnato da uno studio approfondito può essere facilmente ‘scoperto’ dai docenti. A nulla serve poi l’introduzione a scuola dell’uso del tablet. Nel nostro istituto, ad esempio, i dispositivi vengono bloccati che dalle 8 fino alle 13, impedendoci di navigare su determinate applicazioni”. Ma tutto si può fare, come dire fatta la legge trovato l’inganno. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Anime e film nel mirino dei cybercriminali: Kaspersky svela nuove tattiche contro la Gen Z
(Adnkronos) - Il mondo dell'intrattenimento digitale, in particolare quello legato ad anime, film e serie TV amati dalla Generazione Z, è diventato un terreno fertile per i cybercriminali. Un nuovo report di Kaspersky, relativo al periodo Q2 2024 - Q1 2025, ha rivelato un incremento preoccupante di oltre 250.000 cyberattacchi mascherati da contenuti popolari e piattaforme di streaming preferite dai più giovani. Per affrontare questa crescente minaccia, Kaspersky ha lanciato "
Case 404
", un gioco interattivo pensato per educare la Gen Z su come proteggere la propria vita digitale. Per molti utenti della Generazione Z, lo streaming non è solo un passatempo, ma un vero e proprio stile di vita che li connette a personaggi, mondi e fandom che contribuiscono a definire la loro identità. Questo legame profondo con gli schermi crea, secondo il rapporto, un paradosso di sicurezza: maggiore è il coinvolgimento emotivo dello spettatore, più facile diventa ingannarlo. L'entusiasmo della Gen Z si sta dimostrando pericolosamente sfruttabile. Con oltre il 65% della Generazione Z che guarda regolarmente contenuti anime, rendendola la generazione più appassionata di sempre, questo segmento di pubblico è diventato un bersaglio privilegiato. Gli esperti di Kaspersky hanno analizzato cinque titoli anime particolarmente popolari tra i giovani: Naruto, One Piece, Demon Slayer, Attack on Titan e Jujutsu Kaisen. L'analisi ha rilevato ben 251.931 tentativi di diffusione di malware o file indesiderati, tutti celati sotto i nomi di questi famosi anime. I cybercriminali sfruttano la fiducia e l'affetto che la Gen Z nutre verso questi contenuti, utilizzando esche come "episodi esclusivi", "scene inedite" o "accesso premium" per attirare le vittime. Tra i titoli analizzati, Naruto è risultato il più sfruttato, con 114.216 tentativi di attacco, nonostante la sua prima messa in onda risalga a oltre due decenni fa. Al secondo posto si posiziona Demon Slayer, con 44.200 tentativi registrati. La sua popolarità virale e una fanbase globale in continua crescita lo hanno reso un bersaglio ideale per i cybercriminali, pronti a cavalcare l'onda dell'hype. Attack on Titan, un altro favorito del pubblico, si è classificato al terzo posto, con 39.433 tentativi di diffusione di contenuti dannosi rilevati. Oltre agli anime, Kaspersky ha esteso la sua analisi a cinque film e serie TV di grande successo tra la Generazione Z: Shrek, Stranger Things, Twilight, Inside Out 2 e Deadpool & Wolverine. Questi titoli hanno registrato complessivamente 43.302 tentativi di attacco, con un picco marcato di attività criminale all'inizio del 2025. Questo dato è legato in particolare all'impennata di attacchi associati a Shrek, che ha superato i 36.000 tentativi totali, con un picco significativo nel marzo 2025, pari al doppio della media mensile registrata nel 2024. Piattaforme come Netflix, Amazon Prime Video, Disney+, Apple TV Plus e HBO Max hanno ridefinito il modo di fruire di film, serie e anime, offrendo un'esperienza coinvolgente e on-demand che soddisfa la passione della Gen Z per i contenuti personalizzati e lo storytelling globale. Tuttavia, questo ha anche creato un terreno fertile per i cybercriminali. Kaspersky ha rilevato 96.288 tentativi di distribuzione di file dannosi o indesiderati nascosti con i nomi delle principali piattaforme di streaming. A differenza dei trend temporali legati a singole uscite, le piattaforme di streaming offrono un flusso continuo di contenuti, rendendole bersagli costanti. Dall'analisi dei servizi di streaming più frequentemente utilizzati dai cybercriminali, Netflix spicca in assoluto, coinvolto in 85.679 tentativi di attacco e associato a oltre 2,8 milioni di pagine di phishing che imitano il brand. I criminali informatici sfruttano il traffico costante, l'ampia portata globale e la frequente attività in abbonamento, attraverso la simulazione di pagine di login, la condivisione di link "prova gratuita" o la falsificazione di e-mail di reimpostazione della password, consapevoli di quanto Netflix sia fondamentale per le abitudini digitali della Generazione Z. Mentre la vita quotidiana della Gen Z diventa inseparabile dalle piattaforme di streaming, dagli spazi fandom e dalle community sui social media, le minacce informatiche si evolvono per rispecchiare i loro interessi. In questo contesto, Kaspersky ha lanciato "Case 404", un gioco online interattivo pensato appositamente per la Gen Z. Il gioco permette ai partecipanti di trasformarsi in cyber-detective e risolvere coinvolgenti casi di cybercriminalità. Attraverso questa iniziativa digitale, Kaspersky non si limita a mettere in evidenza i rischi, ma consente alla Generazione Z di acquisire le competenze e la mentalità necessarie per stare al sicuro in un mondo online sempre più vulnerabile. Come ricompensa per aver completato il gioco, i partecipanti ricevono uno sconto su Kaspersky Premium, che offre loro gli strumenti affidabili di cui hanno bisogno per navigare in sicurezza nel mondo digitale. "Con la crescente popolarità del mondo dell'intrattenimento, si evolvono anche le tattiche utilizzate dai cybercriminali per sfruttare i contenuti più diffusi, sia attraverso falsi download che attraverso offerte fraudolente," ha commentato Vasily Kolesnikov, Security Expert di Kaspersky. "Dagli anime più amati come Naruto e Demon Slayer agli ultimi blockbuster come Inside Out 2, i criminali informatici hanno trovato nuovi modi per sfruttare la passione della Generazione Z per la cultura digitale e le piattaforme di streaming. Con l'aumento di queste minacce informatiche, è più importante che mai che i giovani utenti prestino attenzione e capiscano come proteggersi online." Scoprire il gioco interattivo online “Case 404” di Kaspersky, progettato appositamente per la Generazione Z, per imparare a proteggersi in un mondo online sempre più vulnerabile. Utilizzare sempre abbonamenti legittimi e a pagamento per accedere ai servizi di streaming, assicurandosi di utilizzare applicazioni provenienti da marketplace ufficiali o da siti web ufficiali. Verificare sempre l'autenticità dei siti web prima di inserire informazioni personali. Quando si guardano o si scaricano contenuti, accedere solo da pagine ufficiali e affidabili, controllando due volte gli URL e l'ortografia dei nomi delle aziende per evitare i siti di phishing. Prestare attenzione alle estensioni dei file che si scaricano. I file video non dovrebbero avere estensioni .exe o .msi, tipicamente associate a programmi dannosi. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Nintendo Switch 2, per espandere la memoria servirà un aggiornamento
(Adnkronos) - La nuova console di Nintendo, Switch 2, sarà accompagnata da un aggiornamento software immediatamente disponibile al momento del lancio. Come avviene ormai di consueto nel mondo videoludico contemporaneo, anche questo nuovo sistema riceverà una patch del day-one necessaria per abilitare alcune funzionalità fondamentali. In particolare, è emersa un’informazione di rilievo osservando il packaging della versione europea della console: per poter utilizzare le schede di memoria microSD Express sarà obbligatorio eseguire l’aggiornamento al primo avvio. Questo dettaglio, riportato direttamente sul lato della confezione, suggerisce che il supporto a questo tipo di memoria, componente chiave dell’infrastruttura hardware della nuova console, non sia incluso nel firmware preinstallato e richieda quindi un aggiornamento iniziale. Questo elemento potrebbe spiegare anche la strategia di Nintendo nel non distribuire le unità alla stampa con largo anticipo rispetto al lancio ufficiale. L’assenza del supporto a microSD Express nella versione pre-patch della console avrebbe compromesso test e recensioni, inducendo l’azienda a posticipare la consegna dei dispositivi fino a ridosso della data di uscita, quando la patch sarebbe stata già disponibile. Al momento non sono noti ulteriori dettagli su quali altre novità o correzioni includerà l’aggiornamento del day-one. Tuttavia, si tratta con ogni probabilità di un passo necessario per garantire il pieno funzionamento delle nuove componenti tecnologiche integrate nella Switch 2, in linea con le aspettative di prestazioni più elevate e supporto per storage avanzato. Switch 2 sarà disponibile tra poco più di una settimana, il 5 giugno. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Cartoon Club Riminicomix 2025, la cultura pop torna in scena
(Adnkronos) - Dal 13 al 20 luglio 2025, la città di Rimini si trasformerà nuovamente in un vivace crocevia internazionale dedicato alla cultura pop, accogliendo la 41esima edizione del Cartoon Club / Riminicomix – Festival Internazionale del Cinema d’Animazione, del Fumetto e dei Games. Dopo il successo dell’anno precedente, che ha registrato oltre 200.000 presenze e un centinaio di ospiti italiani e internazionali, l’evento si prepara a confermare il proprio ruolo di primo piano nel panorama europeo dei festival culturali. Nel cuore dell’estate, il festival diffonderà le sue attività tra i luoghi simbolo della città: dalle arene storiche e piazze del centro ai suggestivi scorci sul mare. Il programma prevede proiezioni di oltre duecento cortometraggi animati, incontri con autori di rilievo, esposizioni tematiche, laboratori e masterclass, contribuendo a creare un’esperienza immersiva in grado di coinvolgere professionisti del settore, appassionati e curiosi di tutte le età. Uno dei momenti centrali sarà la mostra mercato ospitata dal 17 al 20 luglio nel Parco Federico Fellini. Qui fumetti, videogiochi, gadget, incontri con autori, concerti e la più grande convention cosplay d’Italia animeranno l’atmosfera del festival, grazie anche alla presenza di nomi noti come K-ble Jungle e Ochacaffè. L’area sarà arricchita da spazi dedicati al gioco da tavolo e di ruolo, organizzati in collaborazione con Ludo Labo, realtà promotrice del Play – Festival del Gioco. Elemento distintivo dell’edizione 2025 è la firma di Milo Manara per il manifesto ufficiale. “Manara ha saputo cogliere l’essenza della manifestazione e dello spirito riminese”, ha commentato la direttrice artistica Sabrina Zanetti. L’omaggio all’artista prosegue con la mostra “Di sogni e di segni”, organizzata in collaborazione con Comicon e ospitata dal 13 luglio al 31 agosto presso il Museo della Città “Luigi Tonini”. L’esposizione celebra il lungo legame artistico e personale tra Manara e Federico Fellini, testimoniato da opere celebri come Viaggio a Tulum e Il viaggio di G. Mastorna, detto Fernet. La rassegna offre uno sguardo approfondito sul rapporto tra fumetto e cinema, due linguaggi che si influenzano a vicenda e che trovano un punto d’incontro nell’immaginario visionario dei due autori. Durante il festival, inoltre, Manara riceverà un Premio alla Carriera nel corso di una serata-evento realizzata in collaborazione con il Fellini Museum. Accanto al programma culturale, il festival presenta anche un rinnovamento della propria identità visiva e digitale. Il nuovo sito e la comunicazione integrata sono curati da Holly Agency, sotto la direzione di Vito Ballarino e Gianni Spano. Il progetto vede la partecipazione di brand di rilievo, tra cui il main partner Italpizza, e la collaborazione con noti content creator, come Jessica “Miss Hatred” Armanetti, consolidando la vocazione del festival a dialogare con le nuove generazioni attraverso linguaggi contemporanei. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Visione bionica, sensori ispirati agli insetti aprono nuove frontiere per l'AI e la Scienza
(Adnkronos) - Un team di ricercatori internazionali ha recentemente raggiunto un significativo traguardo nel campo della visione bionica, aprendo nuove prospettive per l'osservazione microscopica e lo sviluppo di strumenti di alta gamma. Lo studio, frutto di una collaborazione tra la University of Shanghai for Science and Technology e la Duke University negli Stati Uniti, è stato pubblicato sulla rivista "Science Advances". Ispirati agli occhi composti degli insetti, gli scienziati avevano già sviluppato in passato diversi sistemi di imaging basati su array di microlenti e sensori, con applicazioni iniziali promettenti. Tuttavia, i tradizionali sistemi di visione bionica con occhi composti hanno sempre dovuto affrontare limitazioni dovute alla loro complessa struttura 3D e alla risoluzione spaziale limitata, che spesso portava a immagini sfocate. "Il nostro obiettivo non è solo permettere ai sistemi di visione bionica di 'vedere' il mondo, ma anche di 'vedere chiaramente' e 'comprenderlo'," ha affermato Zhang Dawei, professore alla University of Shanghai for Science and Technology e leader del team di ricerca. L'innovativo avanzamento scaturisce da uno studio bionico approfondito delle caratteristiche strutturali e dei meccanismi di elaborazione delle informazioni degli occhi composti degli artropodi. Gli insetti, infatti, si affidano a centinaia o migliaia di piccole unità visive che lavorano in sinergia per rispondere istantaneamente ad ambienti complessi. Imitando questo principio, il team ha sviluppato un sistema di visione bionica compatto di 0.8 centimetri cubi, capace di acquisire immagini ad alta risoluzione, a colori e con un campo ultra-ampio (165°×360°), raggiungendo un livello di megapixel. Un elemento chiave di questa innovazione è l'applicazione del deep learning. Il team ha costruito un modello di elaborazione visiva multilivello che esegue compiti complessi come la ricostruzione di immagini panoramiche ad alta definizione, il posizionamento multi-target su campo ampio, il riconoscimento degli oggetti, il tracciamento multi-target e il tracciamento 3D. Questa evoluzione permette alla visione bionica di "vedere chiaramente e comprendere" veramente, superando le limitazioni tradizionali. Zhuang Songlin, accademico della Chinese Academy of Engineering, ha sottolineato come questa ricerca sia un esempio eccellente di innovazione interdisciplinare, fondendo la bionica con l'Intelligenza Artificiale. Attualmente, il team è impegnato nel perfezionamento della struttura dell'occhio composto bionico, concentrandosi sulle applicazioni in piattaforme micro-senza pilota (micro-UAV), strumenti di ispezione endoscopica e altre apparecchiature di alta gamma. Immagine realizzata con il supporto di Gemini ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)









