8 marzo, donne 2 volte più a rischio di depressione e ansia ma scontano disparità
(Adnkronos) - Ci sono marcate differenze di genere nei tassi di incidenza dei disturbi psichiatrici. Le donne presentano un'incidenza più elevata di disturbi depressivi, d'ansia, alimentari, di stress e bipolari tra i 10 e i 54 anni di età. Gli uomini, invece, sono maggiormente colpiti da autismo, disturbi dell'attenzione e iperattività e da uso di droghe nella fascia d'età 15-54 anni, oltre ai disturbi da alcol in età adulta. Tuttavia, in 10 anni di ricerche solo il 19% degli studi è stato progettato per individuare differenze di genere e appena il 5% ha considerato il sesso come variabile principale di analisi. "Una scarsa conoscenza delle differenze di genere che si traduce in una pesante disparità sia nella fase diagnostica che in quella terapeutica", denunciano in vista dell'8 marzo Sinpf (Società italiana di neuropsicofarmacologia) e Fondazione Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere) Ets. L'impatto dei problemi di salute mentale nelle donne e la persistente sottovalutazione delle differenze biologiche e sociali di genere nella ricerca scientifica sul tema sono stati documentati da 2 studi internazionali di riferimento: uno recentemente pubblicato su 'The Lancet', che analizza i tassi di incidenza uomo-donna e la persistenza delle disuguaglianze nei disturbi psichiatrici, e un altro su 'Nature', che evidenzia come la ricerca continui a trascurare la variabile di genere nonostante l'aumento della consapevolezza su queste differenze. Un problema al centro del corso di formazione 'Colmare il divario sulla salute mentale della donna: affrontare le disuguaglianze nelle cure', organizzato oggi a Milano da Sinpf e Fondazione Onda. All'evento sono intervenuti per i saluti istituzionali anche Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Regione Lombardia, e Francesco Caroli, coordinatore nazionale Rete Città sane dell'Organizzazione mondiale della sanità. "Anche quest'anno festeggiamo la Festa della donna accendendo i fari sulla salute mentale, mettendo in luce una problematica che per essere affrontata necessita un approccio olistico e mirato - afferma Francesca Merzagora, presidente di Fondazione Onda - Ampliamento dei servizi, riduzione dei costi per facilitare l'accesso alle cure, sviluppo della telepsichiatria, supporto alle vittime di violenza, sono tra le strategie da implementare. Occorre puntare sulla promozione di politiche inclusive per creare un sistema più equo per la salute mentale delle donne al fine di superare le diseguaglianze nelle cure". I co-presidenti della Sinpf, Matteo Balestrieri e Claudio Mencacci, rilevano "disuguaglianze di genere nel campo della salute mentale che sono evidenti sia a livello globale sia in Italia, con le donne che ne pagano il prezzo più alto. Non solo perché la popolazione femminile è più vulnerabile rispetto ad alcune problematiche neuropsichiatriche, ma anche perché la scarsa conoscenza delle differenze di genere si traduce in una pesante disparità sia nella fase diagnostica che in quella terapeutica". Lo studio su Lancet, condotto dall'Institute for Environmental Medicine (Imm) del Karolinska Institute, ha indagato sulle differenze di genere nell'incidenza dei disturbi psichiatrici analizzando un campione di oltre 4,8 milioni di donne e altrettanti uomini, nati e residenti in Svezia tra il 2003 e il 2019. "Ha dimostrato come gli uomini presentino un tasso di incidenza più elevato di disturbi psichiatrici nell'infanzia (5-9 anni) - sottolineano gli esperti - mentre nelle donne la prevalenza aumenta nell'adolescenza (15-19 anni) e permane elevata fino ai 54 anni. Secondo i risultati, le donne tra i 10 e i 54 anni presentano un'incidenza significativamente più elevata di disturbi depressivi, d'ansia, alimentari, stress e bipolari. Gli uomini tra i 15 e i 54 anni hanno una maggiore incidenza di disturbi da uso di droghe e deficit di attenzione, oltre a un'incidenza più elevata di abuso di alcol in età adulta". Lo studio su Nature, dell'Università della British Columbia, ha analizzato 10 anni di ricerca (2009-2019) evidenziando un grave ritardo nella considerazione del genere negli studi scientifici. Emerge appunto che meno di 1 studio analizzato su 5 era stato progettato per individuare differenze di genere e che solo il 5% ha effettivamente utilizzato il sesso come variabile d'analisi. "Questi numeri parlano chiaro - commentano Mencacci e Balestrieri - e sottolineano l'importanza di adottare strategie di prevenzione e screening basate sul genere, a cui dovrebbero seguire interventi mirati a gruppi di età specifici. E' evidente che i progressi finora non sono stati sufficienti per affrontare l'importanza delle differenze di genere nella ricerca sulle malattie neurologiche e psichiatriche. Serve un maggiore sforzo, un'alleanza strategica all'interno della comunità scientifica e con le istituzioni, per colmare questo divario che vede troppo spesso le donne in enorme svantaggio". Al corso si è parlato anche di altri temi come le dipendenze comportamentali e tecnologiche, comportamenti autolesionistici, insonnia, disturbi del ciclo riproduttivo e violenza di genere. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Farmaci, da Ema parere positivo per upadacitinib in arterite a cellule giganti
(Adnkronos) - Ha espresso parere favorevole il Comitato per i medicinali ad uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema) per l'approvazione di upadacitinib (15 mg, una volta al giorno) nel trattamento dei pazienti adulti con arterite a cellule giganti (Acg). Il parere finale della Commissione europea è atteso nella prima metà del 2025. Se approvata - informa AbbVie in una nota - sarebbe la prima e unica terapia avanzata orale per gli adulti con Acg. "L'arterite a cellule giganti è una malattia infiammatoria che, se non trattata, può portare a esiti gravi come la cecità, l'ictus o l'aneurisma aortico - spiega Christian Dejaco, professore e direttore del Dipartimento di Reumatologia del Sud Tirolo, ospedale di Brunico (Asaa-Sabes) - Il parere positivo del Chmp riconosce un bisogno terapeutico tuttora insoddisfatto per i pazienti. Upadacitinib, che si assume una volta al giorno per via orale, potrebbe essere presto un'opzione terapeutica promettente per gli adulti con arterite a cellule giganti e consentire di ridurre il dosaggio dei corticosteroidi". Il via libera del Chmp è supportato dai risultati dello studio clinico di fase 3 Selec-Gca che ha valutato l'efficacia e la sicurezza di upadacitinib, un inibitore selettivo reversibile di Jak, negli adulti con età superiore ai 50 anni con arterite a cellule giganti. Nella prima fase dello studio i pazienti sono stati randomizzati per ricevere upadacitinib 7,5 mg o 15 mg in combinazione con un regime di riduzione graduale della dose di corticosteroidi di 26 settimane, o placebo in combinazione con un regime di riduzione graduale della dose di corticosteroidi di 52 settimane. Rispetto al placebo, il profilo di sicurezza è stato in generale coerente con quanto osservato per le altre indicazioni approvate. "Il parere positivo del Chmp per upadacitinib - afferma Caterina Golotta, direttore medico di AbbVie Italia - è un significativo passo avanti che ci avvicina al nostro obiettivo di fare la differenza per le persone con arterite a cellule giganti attraverso l'innovazione. AbbVie è impegnata nella ricerca e sviluppo di opzioni terapeutiche innovative che ampliano un portfolio diversificato di terapie per le persone che convivono con malattie autoimmuni”. L'arterite a cellule giganti (Acg), nota anche come arterite temporale, è una malattia autoimmune delle arterie di medio e grande calibro, caratterizzata da un'infiammazione granulomatosa a tre strati della parete vasale, che colpisce le arterie temporali e altre arterie craniche, nonché l'aorta e altre grandi arterie. L'Acg può causare cefalea, dolore alla mascella e alterazioni o perdita della vista anche improvvisa e permanente. Si tratta della forma più comune di vasculite negli adulti dei Paesi occidentali. Upadacitinib è approvato nell'Unione europea per il trattamento di pazienti adulti con spondiloartrite assiale radiografica, spondiloartrite assiale non radiografica, artrite psoriasica, artrite reumatoide, colite ulcerosa, malattia di Crohn e per il trattamento di pazienti adulti e adolescenti con dermatite atopica. L'uso di upadacitinib nella arterite a cellule giganti non è ancora approvato nell'Ue. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Con NutrInform Battery "informazioni chiare e trasparenti su alimenti e bevande", evento a Berna
(Adnkronos) - Stare a tavola è un'esperienza gratificante e coinvolgente che coniuga gusto, rapporti interpersonali, cultura, tradizione e benessere. Non è pertanto opportuno ridurla a una mera assunzione di calorie e nutrienti, mettendo in guardia i consumatori con avvisi di pericolo o messaggi negativi. E' quanto emerso durante la conferenza sulla 'Positive Nutrition' promossa dall'Ambasciata d'Italia in Svizzera e dall'Agenzia Ice di Berna, presso il Bellevue Palace della capitale elvetica. Per l'occasione si è parlato del 'NutrInform Battery', uno strumento innovativo pensato per fornire informazioni chiare e trasparenti sugli alimenti e sulle bevande consumati, evidenziando le porzioni consigliate dai nutrizionisti e il relativo apporto di calorie, sale, zuccheri e grassi per seguire una corretta alimentazione. A differenza di altri sistemi di etichettatura, il NutrInform non punta a dissuadere i cittadini dal consumo di determinati alimenti, ma a stimolare un equilibrio della dieta nella sua interezza. L'incontro, moderato dalla direttrice del Cambridge Food Science, Roberta Re, si è aperto con l'intervento dell'ambasciatore d'Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, che ha sottolineato l'importanza della correttezza e della trasparenza delle campagne di informazione sulle diete alimentari, ricordando come il NutrInform Battery offra solo dati oggettivi e non arbitrarie interpretazioni: "Contrariamente al Nutriscore e ad altre etichettature a semaforo, il NutrInform Battery non demonizza alcun alimento poiché ogni cibo può far parte di una dieta equilibrata, se consumato nelle giuste porzioni e frequenze di consumo. Esprimo - ha aggiunto Cornado - il mio sincero ringraziamento al Governo Meloni, al ministro Tajani e al ministro Lollobrigida per l'impegno profuso nel promuovere un'informazione adeguata e nel rifiutare qualsiasi forma di denigrazione dei prodotti alimentari". Il tema dell'equilibrio della dieta è stato ripreso anche da Michele Carruba, presidente onorario del Centro di studio e ricerca sull'obesità dell'università degli Studi di Milano (Csro), per il quale "la dieta mediterranea non è solo una lista di alimenti gustosi e ricchi di nutrienti di qualità, ma un vero e proprio stile di vita. Promuove l'equilibrio tra ciò che si mangia, l'introito energetico, l'attività fisica, la socializzazione e il benessere mentale. Questo equilibrio, tuttavia, è una condizione individuale. Le politiche di salute pubblica e molte diete – ha osservato Carruba - falliscono nel contrastare l'obesità perché adottano un approccio 'one size fits all', ignorando la diversità individuale e imponendo modelli rigidi". Nel dibattito è intervenuto anche il senatore Mauro Poggia, che in passato ha diretto il Dipartimento della Sicurezza, dell'Occupazione e della Salute di Ginevra. Poggia si è detto scettico sulle politiche basate sull'inibizione dal consumo di singoli nutrienti, ricordando che "l'obesità è un problema causato da numerosi fattori. Uno di questi è senz'altro l'alimentazione, sebbene un ruolo chiave lo giochino anche la genetica, il metabolismo, lo stile di vita, la condizione psicologica, il contesto sociale, culturale e religioso in cui si vive". Il senatore si è detto favorevolmente impressionato dall'approccio del NutrInform Battery rispetto al Nutriscore, soprattutto perché fornisce informazioni obiettive e non manipolabili. Inoltre, Poggia ha sottolineato come il NutrInform Battery sia più adeguato ai tempi, rispetto a etichette statiche sul prodotto che ha definito "obsolete". Samuele Porsia, direttore agenzia Ice di Berna, ha dichiarato: "Questo evento è stato particolarmente significativo perché ha offerto l'opportunità di confrontarci con una platea qualificata, composta da esponenti del settore agroalimentare, nutrizionisti e operatori locali. E' stato un momento prezioso per sottolineare l'importanza della nostra dieta mediterranea e il grande impegno che dedichiamo alla sua promozione nel mondo". Daniela Martini, professoressa associata all'università degli Studi di Milano, ha presentato il NutrInform Battery e il funzionamento della sua App, spiegandone la ratio: "L'etichettatura 'front-of-pack' dovrebbe orientare il consumatore verso scelte informate senza rischiare di fornire informazioni fuorvianti". Un problema riscontrato con il Nutriscore, le cui indicazioni hanno spesso confuso i consumatori. "Il NutrInform Battery - ha rimarcato - ambisce a educare il consumatore a 'costruire' la propria dieta tenendo conto delle porzioni che rappresentano un elemento fondamentale in un modello alimentare bilanciato". Lorenzo Donini, professore ordinario in Scienze dell'alimentazione e Nutrizione umana presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'università Sapienza di Roma, ha criticato l'approccio alla nutrizione basato sulle restrizioni: "Chiedere a qualcuno di astenersi dal mangiare qualcosa non ha mai funzionato. Dobbiamo spostare la narrativa dai nutrienti alle diete e agli stili di vita salutari per intraprendere azioni realmente capaci di generare cambiamenti significativi e duraturi". Secondo Donini, l'approccio della Positive Nutrition è il migliore, "perché promuove un maggiore consumo di alimenti tipici della dieta mediterranea e una maggiore educazione a uno stile di vita corretto". La biologa e nutrizionista Tatiana Gaudimonte ha ribadito che "il cibo non è solo la somma di alcuni micronutrienti, ma porta con sé cultura, emozioni e tradizioni. Per promuovere davvero un'alimentazione più sana dobbiamo partire dalle abitudini delle persone, offrire indicazioni chiare e garantire l'accesso a scelte nutrienti e pratiche". Tra gli altri hanno preso parte all'evento: il consigliere nazionale elvetico Giorgio Fonio; Philippe Ankers, direttore Affari internazionali Usav; Manfred Ruthsatz, Executive Director at Nutrition e Health Care Epfl. ---economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
BMW Motorrad svela i nuovi BMW C 400 X e BMW C 400 GT
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BMW Motorrad rinnova la sua gamma di scooter di medie dimensioni con il lancio dei nuovi BMW C 400 X e BMW C 400 GT. Progettati per la mobilità urbana e il touring, offrono un mix di prestazioni, sicurezza e connettività avanzata. Entrambi i modelli montano un motore monocilindrico da 25 kW (34 CV) a 7.500 giri/min, con una coppia massima di 35 Nm a 5.750 giri/min. La trasmissione CVT e il braccio oscillante ad alta rigidità torsionale garantiscono un’erogazione fluida e prestazioni brillanti. I nuovi BMW C 400 X e BMW C 400 GT sono omologati Euro5+. Migliorata anche la sicurezza con: • ABS Pro: maggiore stabilità anche nelle frenate in curva. • Dynamic Brake Control (DBC): riduce lo spazio di arresto evitando aperture involontarie dell’acceleratore in frenata. • Dynamic Traction Control (DTC) e controllo della coppia di trascinamento (MSR): stabilizzano il veicolo su fondi scivolosi o durante decelerazioni improvvise. La strumentazione è ora più evoluta con un display TFT da 6,5 pollici di serie, compatibile con l’app BMW Motorrad Connected, che permette di gestire chiamate, musica e navigazione direttamente dal manubrio. Il BMW C 400 GT offre come optional un display da 10,25 pollici, con funzioni avanzate di infotainment. Il vano portaoggetti è dotato di raffreddamento attivo e presa USB, rendendo più pratico l’uso dello smartphone durante gli spostamenti. Il volume di stivaggio aumenta su entrambi i modelli, con un incremento di 3 litri sul C 400 X e 12 litri sul C 400 GT. BMW introduce un bauletto da 43,5 litri, ora elettrificato, con illuminazione interna e presa USB. Sono disponibili anche nuovi accessori come protezioni per la carrozzeria e paramani. Il BMW C 400 X si distingue per il nuovo design del frontale e l’introduzione della variante "Rugged", caratterizzata da una livrea Kalamata metallic matt, cerchi e dettagli rossi in stile off-road, oltre a una sella bicolore e protezioni opzionali. Il BMW C 400 GT, invece, offre un’ergonomia migliorata e la versione "Exclusive", con carrozzeria Diamondwhite metallic, cerchi dorati, pinze freno dorate e dettagli esclusivi come il logo proiettato a terra. Con questi aggiornamenti, BMW Motorrad rafforza la sua proposta nel segmento degli scooter premium, combinando comfort, sicurezza e connettività all’avanguardia. Una prova in notturna lungo le strade di Roma, un’ottima occasione per testare le due novità firmate BMW Motorrad.
Il BMW C 400 X è divertente, maneggevole e agile. Offre una protezione aerodinamica ridotta, ma il suo design avveniristico e fuori dal comune riflette perfettamente la sua vocazione. Il motore monocilindrico garantisce una notevole coppia ai bassi regimi. Ottima la frenata, così come la tenuta di strada. Il BMW C 400 GT, invece, assicura una protezione aerodinamica decisamente superiore, grazie a un parabrezza regolabile e di dimensioni maggiori rispetto a quello del C 400 X. Più confortevole, offre una strumentazione all'avanguardia e un elevato livello di comfort. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Renault 4 E-Tech Electric: ordini aperti dal 12 marzo
(Adnkronos) - La Renault 4 E-Tech Electric è pronta a conquistare la scena della mobilità elettrica con il suo design rétro-futuristico e le sue avanzate tecnologie. A partire dal 12 marzo, sarà possibile ordinarla in tre versioni e due motorizzazioni, con un accesso anticipato riservato ai clienti possessori del R4 R Pass, che potranno finalizzare il loro ordine già dal 4 marzo. Progettata per adattarsi a ogni esigenza, la Renault 4 E-Tech Electric è disponibile nella versione Urban Range, equipaggiata con un motore da 90 kW (120 CV) e una batteria da 40 kWh, che offre fino a 308 km di autonomia WLTP.
Per chi desidera maggiore autonomia, la versione Comfort Range propone un motore più potente da 110 kW (150 CV), una batteria da 52 kWh e un’autonomia che arriva fino a 408 km, con un prezzo base di € 32.900.
Versatilità e praticità sono elementi distintivi di questa compatta elettrica, che offre un bagagliaio da 420 litri, il più spazioso della sua categoria. Il design intelligente del portellone posteriore, con una soglia di carico ribassata a 61 cm, facilita l’accesso al vano bagagli, rendendolo estremamente pratico per ogni utilizzo. La modularità degli interni, con una lunghezza di carico fino a 2,20 metri, assicura spazio e comfort, mentre la capacità di traino di 750 kg la rende perfetta per ogni avventura. Tecnologia e connettività sono al centro dell’esperienza di guida, grazie al sistema OpenR Link con Google integrato, che offre oltre 50 app e l’assistenza virtuale di Reno, l’avatar Renault dotato di ChatGPT.
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Nissan Qashqai: il C-SUV più venduto in Italia a febbraio 2025
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Nissan Qashqai apre il 2025 con un nuovo traguardo: nel mese di febbraio è stato il C-SUV più venduto in Italia, con oltre 2.250 unità immatricolate. Questo risultato si aggiunge ai successi del 2024, anno in cui il modello si è classificato al quarto posto tra i SUV compatti e al settimo tra gli ibridi più venduti nel Paese. Il merito di questi numeri va alla terza generazione di Nissan Qashqai, profondamente rinnovata nell’ultimo anno. Il design si è evoluto con un frontale completamente ridisegnato, linee più affilate e moderne, mentre gli interni sono stati impreziositi da materiali premium e dettagli raffinati. L’esperienza di guida è stata ulteriormente migliorata grazie all’integrazione di avanzati sistemi di assistenza alla guida e connettività all’avanguardia. Uno dei punti di forza del SUV giapponese è la tecnologia e-POWER, scelta da un cliente su due. Questo innovativo sistema, brevettato da Nissan, combina un motore elettrico che aziona le ruote con un motore termico che genera energia, offrendo un’accelerazione fluida e silenziosa, senza necessità di ricarica alla spina. Una soluzione perfetta per chi desidera tutti i vantaggi della mobilità elettrica senza cambiare le proprie abitudini di rifornimento. Ad oggi, oltre 19.000 clienti in Italia hanno scelto Qashqai e-POWER, confermando la validità di questa rivoluzionaria tecnologia. Con una storia di successo che dura da 18 anni e oltre 61.000 unità vendute in Italia dal 2007, Nissan Qashqai continua a definire gli standard del segmento crossover. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Aprilia RS 660 e RS 660 Factory 2025: più potenza, aerodinamica evoluta ed elettronica raffinata
(Adnkronos) - Il 2025 segna un'importante evoluzione per la Aprilia RS 660, già punto di riferimento tra le medie sportive. Con un design aggiornato, maggiore potenza e un pacchetto elettronico ancora più avanzato, la nuova RS 660 si prepara a conquistare sia gli appassionati della guida su strada sia i motociclisti più esigenti in pista. A partire da marzo, la nuova Aprilia RS 660 sarà disponibile presso i concessionari, mentre per chi cerca prestazioni ancora più esclusive debutta la versione RS 660 Factory, con equipaggiamento premium e sospensioni Ohlins pluriregolabili. L'ultima evoluzione della Aprilia RS 660 introduce diverse migliorie tecniche e stilistiche. La carenatura aggiornata integra nuove winglets aerodinamiche, progettate per migliorare la stabilità alle alte velocità e ottimizzare il flusso d’aria. Il motore bicilindrico parallelo ha beneficiato di un incremento di potenza, raggiungendo ora i 105 CV, un valore che, unito al peso contenuto di 183 kg in ordine di marcia, garantisce un rapporto peso/potenza tra i migliori della categoria. L'elettronica si arricchisce con nuove funzionalità avanzate, tra cui il launch control, ideale per partenze fulminee, e una strumentazione TFT a colori di ultima generazione, più leggibile e completa. Per i motociclisti che cercano il massimo delle prestazioni, Aprilia introduce la RS 660 Factory, una versione ancora più raffinata che porta il DNA racing del marchio ai massimi livelli. Questo allestimento esclusivo si distingue per la presenza di sospensioni Ohlins pluriregolabili, che offrono un controllo superiore e una risposta perfetta in ogni situazione di guida ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
AAA personale qualificato cercasi per pmi, è allarme
(Adnkronos) - ll cuore pulsante dell’economia italiana, le piccole e medie imprese sta affrontando una crisi che rischia di compromettere la loro competitività e sopravvivenza: la carenza di personale qualificato e motivato. La difficoltà emerge come un problema cruciale per le piccole e medie imprese, che rappresentano il 98% del tessuto imprenditoriale del Paese. In questo quadro complesso si inserisce l’analisi del centro studi di Future Age, azienda specializzata in change management e digitalizzazione avanzata, che ha approfondito il fenomeno grazie a un’indagine su oltre 2500 imprenditori e aziende che sono stati intervistati tramite un questionario, in Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte. E sono state così individuate strategie concrete per supportare le imprese in questa difficile transizione. Secondo l'indagine l’83% delle pmi dichiara di avere problemi di gestione del personale, l’89% delle imprese segnala difficoltà nel reperire personale qualificato e il 64% degli imprenditori considera la problematica del personale come il primo motivo per cui valutare la vendita della propria azienda. Questa crisi non riguarda solo la difficoltà di trovare lavoratori competenti, ma riflette un cambiamento culturale profondo: il lavoro, che un tempo era visto come un’opportunità di crescita, oggi è percepito da molti come un peso. Questo atteggiamento mina la competitività delle aziende, che non possono permettersi dipendenti demotivati in un mercato sempre più selettivo. Sempre più spesso, i lavoratori sembrano preferire una mentalità del “diritto a pretendere”, piuttosto che un’attitudine alla crescita e al sacrificio. La società post-pandemica ha visto un aumento dell’atteggiamento passivo nei confronti del lavoro, con un calo della motivazione e dell’etica professionale. Se in passato il lavoro era percepito come un mezzo per costruire il proprio futuro, oggi si assiste a un fenomeno in cui molte persone preferiscono restare senza impiego e vivere di sussidi piuttosto che affrontare le difficoltà del mondo lavorativo. Questo atteggiamento si riflette in numerosi settori strategici per il Paese, dove la mancanza di personale sta mettendo a rischio l’intero sistema produttivo. "Per affrontare la crisi del personale, gli imprenditori devono sviluppare una leadership solida e visionaria, capace di motivare e coinvolgere i collaboratori. Il cambiamento deve partire dall’alto e diffondersi in tutta l’organizzazione. Gestire il personale oggi richiede determinazione, strategia e la capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti. Chi non sarà in grado di farlo, rischia di vedere la propria azienda travolta dalla concorrenza", afferma Paolo Borghetti, ceo di Future Age. Dopo oltre 1.700 pmi analizzate, Future Age ha individuato tre categorie principali di lavoratori all’interno delle aziende: le 'Motrici' (10% del personale): figure leader, trainanti e indispensabili; i 'vagoni' (70% del personale): lavoratori diligenti che necessitano di una guida costante; o 'carichi deragliati' (20% del personale): dipendenti demotivati o poco produttivi, che spesso compromettono la performance aziendale. A questa suddivisione si aggiunge un altro problema strutturale: l’organizzazione inefficiente e la mancata digitalizzazione delle pmi, che risultano poco attrattive per i giovani talenti. Spesso le aziende operano con processi manuali e poco strutturati, privi di strumenti digitali avanzati come erp, mes e sistemi di business intelligence. Questo ostacola la produttività e frena l’innovazione. L’indagine di Future Age ha individuato i comparti industriali che stanno soffrendo più di altri la carenza di personale qualificato: Engineering to Order, aziende che producono su commessa faticano a trovare ingegneri, progettisti e tecnici specializzati; lavorazioni meccaniche di precisione, mancano operatori di macchine Cnc, competenze fondamentali per la produzione industriale avanzata; automazione e robotica, settori in crescita che necessitano di softwaristi e tecnici esperti nella manutenzione di impianti automatizzati; fonderie e acciaierie, l’industria metallurgica richiede operai altamente qualificati, ormai sempre più difficili da reperire anche tra gli immigrati. Per superare questa crisi, Future Age ha sviluppato un modello innovativo di change management: il digital mentor. Questo metodo si basa su tre pilastri fondamentali: psicologia, per migliorare il clima aziendale e la motivazione del personale; ingegneria, per ottimizzare processi, ruoli e kpi aziendali; informatica, per implementare tecnologie avanzate e rendere le pmi più efficienti e attrattive. "Le Pmi italiane devono affrontare una trasformazione profonda, che non può limitarsi a un cambio tecnologico, ma deve partire dalla mentalità e dall’organizzazione aziendale", afferma Paolo Borghetti, founder e ceo di Future Age. "Senza un cambiamento strutturato, molte imprese rischiano di perdere competitività e di scomparire", continua. Nei prossimi 5-10 anni, la capacità delle pmi italiane di adattarsi e innovare sarà cruciale. Servono politiche aziendali più strutturate, una gestione del personale più efficace e un uso strategico della digitalizzazione. Future Age si pone come partner chiave per le imprese che vogliono affrontare questa sfida con un approccio moderno e sostenibile. Nata nel 2015 dall’intuizione imprenditoriale di Paolo Borghetti, imprenditore seriale e business mentor, Future Age è un’organizzazione specializzata nel change management e nell’innovazione ad alto impatto. La sua mission è quella di accompagnare le pmi italiane nel percorso per l’evoluzione digitale sostenibile, nel segno nell’integrazione fra persone, processi e tecnologie. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Balneari, Anab: "Salari bassi e stagione troppo corta, mancano sempre più assistenti bagnanti"
(Adnkronos) - Non solo concessioni balneari e Bolkestein, e il rischio di nuovi 'scioperi degli ombrelloni' da parte delle imprese. A preannunciare un'estate 'incandescente' sulle spiagge italiane è anche l'allarme che lancia Guido Ballarin, presidente di Anab, l'associazione nazionale degli assistenti bagnanti, gli operatori che garantiscono la sicurezza e le operazioni di salvataggio sulle spiagge italiane. "Nel nostro Paese -spiega Ballarin ad Adnkronos/Labitalia- c'è una sempre più crescente carenza di assistenti bagnanti. E questo è dovuto al fatto che questo mestiere è ritenuto poco attrattivo principalmente per due fattori: salari bassi, che quando va bene arrivano a 1.300 euro, con contratti poco rappresentativi e con poche tutele, e stagione di lavoro troppo corta, che al Nord dura da maggio a settembre, mentre al Sud anche meno", sottolinea Ballarin spiegando che nel Milleproroghe "per fortuna i brevetti sono stati prorogati per la stagione balneare 2025 e c'è stato lo stop al divieto per i minorenni, altrimenti le difficoltà nel reperire personale sarebbero state anche maggiori". Una situazione allarmante che ha spinto Anab anche a scrivere alla premier Meloni e al vice premier Salvini. "Ogni anno -spiega- sono tra i 14mila e i 30mila gli assistenti bagnanti che lavorano sulle spiagge e anche nelle piscine. Sono persone con famiglia e chiedono naturalmente più garanzie e migliori condizioni di lavoro. Serve innanzitutto un coordinamento nazionale sull'apertura delle spiagge, e quindi sulla stagione di lavoro degli assistenti, per allungare e rendere omogenea in tutto il Paese la stagione. Siamo disponibili a discutere sull'allungamento della stagione di lavoro, eventualmente anche con altri impegni per quanto riguarda sempre l'ambiente balneare, quindi l'allestimento delle spiagge e quant'altro", sottolinea. Ma il problema è anche il contratto che viene applicato a questi lavoratori. "Noi chiediamo che vengano applicati i tre contratti che riteniamo più rappresentativi, come quelli del turismo, del terziario e dei pubblici esercizi che danno tutele e salari che arrivano anche a 1.800 euro, ma questo raramente avviene e le aziende applicano contratti che non vogliamo definire irregolari o pirata, ma che garantiscono salari che arrivano al massimo a 1.300 e con meno tutele per il lavoratore", sottolinea. E da Anab, nella missiva indirizzata a Meloni e Salvini, è arrivata una proposta chiara: garantire la sicurezza in modo uniforme su tutte le spiagge italiane, con la gestione da parte dello Stato degli assistenti bagnanti. Nella missiva si sottolinea che "il sistema di salvataggio in mare è gestito da una pluralità di concessionari, una situazione che determina una frammentazione delle risorse e delle attrezzature disponibili. Tale frammentazione non solo genera inefficienze operative, ma compromette anche l’uniformità del livello di sicurezza lungo il territorio nazionale. Per tali ragioni, proponiamo che il sistema di salvataggio in mare venga gestito direttamente dallo Stato Italiano", "L'ideale -dice Ballarin- sarebbe che il servizio diventasse come i vigili del fuoco o come la forestale, un corpo riconosciuto dallo Stato e gestito dallo Stato. Questa sarebbe la soluzione migliore, in alcune nazioni il servizio di salvataggio è gestito a livello statale e funziona perfettamente bene", aggiunge. E sul confronto di ieri tra vice premier Salvini e le imprese balneari conclude: "Finchè le parti interessate interagiscono tra di loro e non convocano l'unica associazione di categoria degli assistenti bagnanti presente a livello nazionale, e quindi i veri referenti del salvataggio, non ci sarà la possibilità per noi di raccontare cosa sta succedendo davvero nel nostro comparto. Attendiamo di essere convocati dalla politica per potere spiegare cosa serve per avere dei miglioramenti nel nostro settore". ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
iPhone pieghevole, possibile lancio nel 2026: super sottile e senza Face ID
(Adnkronos) - Il panorama tecnologico in continua evoluzione vede i dispositivi pieghevoli emergere come una categoria di prodotto sempre più rilevante. In questo contesto, Apple, pur mantenendo il suo tradizionale riserbo, è oggetto di crescenti speculazioni riguardanti un possibile ingresso nel mercato dei "foldable". L'analista Ming-Chi Kuo, figura autorevole nel settore delle previsioni tecnologiche legate all'azienda di Cupertino, ha recentemente condiviso alcune proiezioni sul primo iPhone pieghevole, offrendo spunti interessanti ma, al contempo, sottolineando l'incertezza che ancora circonda il progetto. Secondo Kuo, il dispositivo pieghevole di Apple si distinguerà per alcune scelte progettuali significative. In particolare, l'analista prevede l'abbandono del sistema di riconoscimento facciale Face ID, in favore di un sensore di impronte digitali Touch ID integrato nel pulsante di accensione. Questa scelta sarebbe dettata dalla necessità di contenere lo spessore del dispositivo, con l'obiettivo di raggiungere i 4,5-4,8 mm quando aperto, avvicinandosi al record mondiale di 4,2 mm attualmente detenuto da altri produttori. Sul fronte fotografico, Kuo ipotizza la presenza di un sistema a doppia fotocamera posteriore, presumibilmente per garantire versatilità e qualità d'immagine in linea con gli standard elevati di Apple. Per quanto riguarda la tempistica di lancio, l'analista colloca l'arrivo del dispositivo pieghevole non prima della fine del 2026, un orizzonte temporale che suggerisce come il progetto sia ancora in una fase di sviluppo non definitiva. Un altro aspetto cruciale, e prevedibile, riguarda il posizionamento di prezzo. Kuo stima un costo superiore ai 2.000 dollari, posizionando il dispositivo nella fascia premium del mercato, coerentemente con la strategia di prezzo adottata da Apple per i suoi prodotti di punta. È fondamentale, tuttavia, approcciare queste proiezioni con la dovuta cautela. Lo stesso Kuo sottolinea come le specifiche tecniche del dispositivo non siano ancora state finalizzate da Apple. Inoltre, l'analista, in passato, ha già formulato previsioni sui dispositivi pieghevoli dell'azienda che non si sono poi concretizzate. Pertanto, le informazioni attualmente disponibili vanno considerate come indicative di una possibile direzione di sviluppo, piuttosto che come certezze assolute. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)










