"Basta stigma sul cancro al cervello", parla il medico che opera i pazienti da svegli, cos'è l'awake surgery

(Adnkronos) - Operare un tumore al cervello mentre il paziente è sveglio e suona il sassofono. E' l''awake surgery', che consente di mappare con estrema precisione durante l'intervento chirurgico i network neuronali che sottendono alle diverse funzioni cerebrali come suonare, parlare, muovere, ricordare, contare. A sceglierla e portarla avanti è il neurochirurgo Christian Brogna, responsabile Neurochirurgia del Paideia International Hospital di Roma. Dottor Brogna, perché, ancora oggi, c'è uno stigma attorno ai tumori del cervello? "Lo stigma nasce da una paura profonda - risponde il medico all'Adnkronos Salute - quella che il tumore possa intaccare non solo la salute, ma l'essenza stessa della persona. Il cervello è il nostro centro: è lì che vivono la memoria, il linguaggio, le emozioni, l'identità. Quando qualcosa minaccia questa sede così intima, il timore va oltre il piano clinico. Si entra in un territorio emotivo e culturale ancora difficile da affrontare apertamente". "Proprio per questo con la Fondazione Brain's Get Famous, di cui sono vicepresidente, lavoriamo per cambiare lo sguardo su questa malattia. Non solo sul piano scientifico, ma anche umano, culturale, sociale. Ogni anno, il 14 ottobre, illuminiamo i municipi di oltre 20 città nel mondo, da Los Angeles a Madrid, dal New Mexico a Roma, per accendere - in senso reale e simbolico - la luce sulla consapevolezza dei tumori cerebrali. E' un gesto semplice, ma potente: un modo per dire che non si è soli, che il silenzio si può rompere, che lo stigma può e deve essere superato", continua il neurochirurgo. "Dietro ogni intervento che faccio, dietro ogni storia che incontro - racconta - c'è questa convinzione: parlare di cervello non deve far paura. Deve far riflettere, unire e, soprattutto, accendere speranza". 
L'awake surgery, la chirurgia a paziente sveglio, ha rivoluzionato l'approccio in molte aree. Che opportunità offre ancora? "L'awake surgery non è solo una tecnica - precisa Brogna - ma è una filosofia. Permette di operare in aree altamente eloquenti del cervello mantenendo il paziente vigile, così da mappare in tempo reale le funzioni più delicate. E' uno strumento straordinario per tutelare ciò che rende unico ogni individuo. Le opportunità sono ancora immense: oggi possiamo non solo rimuovere un tumore, ma farlo proteggendo al massimo le funzioni cognitive, emotive e relazionali della persona. Questo approccio apre una nuova frontiera nella neurochirurgia: più precisa, più umana, più personalizzata".  
E i giovani medici si stanno avvicinando a questa 'specialità nella specialità'? "Per quanto riguarda i giovani medici", Brogna rileva "un interesse crescente e questo mi incoraggia. Ma l'awake surgery richiede molto più della tecnica: servono empatia, capacità di ascolto, collaborazione interdisciplinare. Non tutti sono pronti a dialogare con un paziente mentre gli stanno operando il cervello. Eppure, è proprio in quel dialogo che si trova la vera essenza di questa professione", sottolinea il chirurgo.  In una sua intervista ha detto: "Mi interessa che il paziente, dopo l'operazione, sia esattamente come prima, che nulla della sua personalità si modifichi". Come si raggiunge questo obiettivo? Ha una sua roadmap? "Sì, ho una roadmap ben precisa. Ma non è fatta solo di esami e tecnologie: è fatta di relazioni umane - puntualizza - Prima ancora di entrare in sala operatoria, devo conoscere profondamente il mio paziente: chi è, cosa ama fare, cosa teme, a che punto della sua vita si trova. Voglio sapere cosa per lui o per lei è essenziale preservare. C'è chi mi dice 'dottore, l'importante è che io possa continuare a parlare con mia figlia', oppure 'devo poter suonare il mio strumento'. Queste parole guidano il mio intervento quanto e più delle immagini radiologiche". 
"La parte tecnica è ovviamente fondamentale: utilizziamo risonanze funzionali, tractografie, test neuropsicologici. Durante l'intervento, grazie all'awake surgery, stimoliamo le aree cerebrali e monitoriamo le risposte del paziente in tempo reale. Ma tutto questo ha senso solo se lo uniamo a un ascolto autentico e profondo. Il mio obiettivo non è solo rimuovere un tumore. E' proteggere la persona nella sua interezza: la memoria, le emozioni, il senso dell'umorismo, la capacità di amare, di ricordare, di essere. Perché ogni cervello è unico. Ma soprattutto, ogni essere umano lo è", rimarca Brogna. 
Da robot sempre più efficienti all'avanzare dell'intelligenza artificiale: come cambia la chirurgia? E come si deve preparare uno specialista oggi? "Il futuro è già presente. I robot ci aiutano ad essere più precisi, più stabili, a ridurre l'invasività. L'Ia sta già rivoluzionando la pianificazione preoperatoria, la lettura delle immagini, il supporto alle decisioni. Ma ciò che nessuna macchina potrà mai sostituire è il giudizio umano, la responsabilità clinica, la relazione medico-paziente", risponde il neurochirurgo.  "Lo specialista del futuro - conclude - dovrà essere tecnologicamente competente, certo, ma anche profondamente umano. Capace di integrare algoritmi e intuizione, dati e compassione. Dovrà sapere lavorare in équipe, dialogare con ingegneri, neuroscienziati, psicologi. E allo stesso tempo, guardare il paziente negli occhi e capire cosa davvero conta per lui. La tecnologia ci offre strumenti straordinari. Ma il fine resta sempre lo stesso: curare senza mai dimenticare la persona".   ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sostenibilità, Tapella (Uiops): "Promuovere corretta informazione su nutrizione"

(Adnkronos) - "L’indagine di Cittadinanzattiva e Engageminds Hub ha evidenziato con chiarezza che i cittadini chiedono informazioni più chiare e affidabili e che esiste una domanda forte e crescente di trasparenza. Solo una comunicazione basata su dati scientifici e verificabili potrà restituire al consumatore il ruolo attivo e consapevole che merita". Così Vincenzo Tapella, presidente dell’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile a margine dell’evento 'Nutrizione sostenibile e lotta agli sprechi' organizzato ieri a Roma da Cittadinanzattiva Aps.  “Parlare di sostenibilità senza coinvolgere il cittadino in un percorso di consapevolezza significa perdere una parte fondamentale della sfida - ha proseguito Tapella - Troppo spesso assistiamo a campagne di disinformazione che generano allarmismi e decisioni sbagliate. L’esempio dell’olio di palma, demonizzato per anni, è emblematico. Il risultato? Scelte meno sostenibili e un’informazione sempre più confusa. Siamo grati a Cittadinanzattiva per averci coinvolto in questo progetto così rilevante. Promuovere la corretta informazione e sensibilizzare i cittadini su una nutrizione realmente sostenibile è un obiettivo comune che condividiamo pienamente. Il confronto aperto tra istituzioni, scienza, industria e cittadini è la strada giusta”.  “La semplicistica demonizzazione dell’olio di palma non porta necessariamente vantaggi né nutrizionali né in termini di sicurezza o impatto ambientale. Inoltre, grazie alla sua stabilità, l’olio di palma consente di migliorare la shelf life degli alimenti, contribuendo così a diminuire lo spreco alimentare e riducendo la necessità di conservanti”, ha aggiunto. Sul piano ambientale, Tapella ha ricordato che "sostituire l’olio di palma può aumentare la pressione su altri ecosistemi. Un recente studio pubblicato dalla Fondazione EuroMediterranea per i Cambiamenti Climatici Cmcc ha confermato che sostituire l’olio di palma con oli alternativi potrebbe avere conseguenze ambientali non volute, tra cui un aumento della pressione sull’uso del suolo, della deforestazione e delle emissioni di gas serra. Serve un approccio olistico, scientifico e globale ed è cruciale garantire una produzione sostenibile per tutti gli oli vegetali e l’aderenza a standard di certificazione per catene di approvvigionamento sostenibili prive di deforestazione”.  Tapella ha infine ribadito: “Circa il 95% dell'olio di palma che viene importato in Italia è un olio certificato Rspo, è importante che i cittadini ne siano ben consapevoli e comprendano perché è la migliore alternativa per il pianeta e per le persone. Per questo invitiamo le istituzioni e la società civile a lavorare insieme per promuovere una cultura del consumo consapevole”. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sostenibilità, indagine: cittadini attenti a dieta green e allo spreco alimentare

(Adnkronos) - Più di un cittadino su due afferma di seguire un’alimentazione sostenibile, che intende principalmente come attenta alla salute e all’ambiente, mentre fatica a ricondurre ad essa anche gli aspetti etici e sociali. Tuttavia quasi l’80% non conosce la corretta ripartizione calorica di una dieta bilanciata e il 10% non intende cambiare abitudini alimentari, anche se dannose. In tema di spreco alimentare, la maggior parte si dichiara preoccupato per le implicazioni ambientali e sociali: il 50% presta attenzione alla riduzione degli scarti in ambito domestico, percentuale che sale al 56% tra i cittadini attivi (sulla base della conoscenza e partecipazione alle attività di Cittadinanzattiva, sono stati definiti tre cluster: cittadini attivi, mediamente coinvolti e disingaggiati). Sono alcuni dei dati e dei temi che emergono dall’indagine presentata ieri, a Roma, dal titolo 'Nutrizione sostenibile e lotta agli sprechi', realizzata da Cittadinanzattiva con la collaborazione scientifica dell’EngageMinds Hub dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. L’obiettivo del progetto è promuovere modelli di produzione e consumo sostenibili facendo leva sul cambiamento prima individuale e poi collettivo, evidenziando il valore aggiunto della partecipazione civica attiva e puntando ad aumentare la consapevolezza dei consumatori. Attraverso un questionario online, che ha coinvolto un campione composto complessivamente da 3.978 cittadini - di cui oltre 2.900 attivati tramite i canali fisici e digitali della rete di Cittadinanzattiva e poco più di 1.000 rappresentativi della popolazione italiana generale - sono state esplorate diverse variabili: interessi per la salute, preoccupazione ambientale, comportamenti alimentari, uso delle etichette, fiducia nella comunicazione pubblicitaria e percezione dell’efficacia dell’azione individuale.  I comportamenti quotidiani adottati contro lo spreco riguardano in misura maggiore l’attenzione alle scadenze (63%) e l’acquisto calibrato (49%). Tuttavia, anche tra i soggetti più sensibili permane una bassa conoscenza su soluzioni emergenti, come gli alimenti 'upcycled' - creati recuperando ingredienti o sottoprodotti considerati scarti e trasformandoli in nuovi alimenti di alta qualità - noti solo al 18% del campione (30% nel caso dei cittadini attivi). La comunicazione rivolta ai consumatori gioca un ruolo cruciale: il 40% degli intervistati (61% nel caso dei cittadini attivi) dichiara di aver dubitato della veridicità delle affermazioni pubblicitarie relative alla sostenibilità o ai benefici salutistici dei prodotti alimentari.  Particolarmente significativa la percezione che il consumatore ha rispetto al contributo e al ruolo che potrebbe giocare nell’ambito del sistema agroalimentare: sebbene il 47% si percepisca ancora come attore passivo rispetto all’offerta di prodotti presenti sul mercato, oltre il 70% ritiene di poter incidere con le proprie scelte sull’offerta e sull’impatto ambientale del cibo e contribuire in modo determinante alla riduzione dello spreco alimentare.  Sul piano informativo, le etichette non svolgono un ruolo significativo in quanto solo il 20% degli intervistati dichiara di leggere molto frequentemente le informazioni riportate sulle confezioni degli alimenti durante la spesa (27% nel caso dei cittadini attivi). Chi non lo fa è perché lamenta difficoltà nel capirne il contenuto o impossibilità di leggerle a causa delle piccole dimensioni del carattere. Importante nelle diverse fasi della filiera alimentare è il ruolo dei distributori nella lotta contro gli sprechi: la maggior parte dei consumatori ritiene che i distributori debbano adottare programmi di riduzione degli sprechi alimentari e donazioni (35%), fornire informazioni per ridurli (32%), supportare la raccolta di rifiuti con punti di raccolta (32%) e promuovere prodotti di qualità a impatto zero (32%).  "I risultati della nostra indagine - dichiara Tiziana Toto, responsabile nazionale delle politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva - evidenziano che i cittadini più attivamente coinvolti hanno una maggiore consapevolezza dei temi trattati, un senso più sviluppato di responsabilità personale e una più marcata disponibilità ad adottare comportamenti virtuosi. Allo stesso modo, i dati mostrano un desiderio di protagonismo da parte dei consumatori e segnalano anche l’esigenza di poter migliorare l’efficacia dei loro comportamenti attraverso campagne specifiche. Per questo pensiamo che sia necessario investire in processi di sensibilizzazione, informazione e coinvolgimento civico. Se puntiamo ad un cambiamento sistemico, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030, le istituzioni, le imprese e le organizzazioni civiche hanno il compito comune di creare un contesto in cui il cittadino-consumatore sia non solo destinatario di messaggi, ma vero attore del cambiamento attraverso la partecipazione attiva".  "La sostenibilità sta diventando per i consumatori italiani un criterio di scelta sempre più concreto. La maggioranza dei cittadini si interroga circa le ricadute delle sue scelte di consumo alimentare sull’ambiente, sulla salute e sul benessere animale e riporta l’aspettativa di ricevere maggiori informazioni per percepirsi sempre più efficace nelle proprie decisioni quotidiane. In particolare, le persone che scelgono di aderire ad iniziative di sensibilizzazione e di partecipazione attiva risultano più informate e consapevoli. Si tratta di segnali importanti che ci dicono di una popolazione sempre più critica e desiderosa di una collaborazione autentica con gli attori del sistema agroalimentare al fine di contribuire ad una migliore sostenibilità complessiva della filiera", dichiara Guendalina Graffigna, direttore di EngageMinds Hub. "La sostenibilità richiede innovazione e l’innovazione richiede nuovi prodotti, processi e comportamenti. In molte filiere agroalimentari le aziende e le grandi catene di distribuzione si stanno muovendo nella giusta direzione per attuare i cambiamenti necessari. Cambiamenti che vanno comunicati ai consumatori in maniera adeguata per consentire loro di operare scelte consapevoli e valorizzare, con le proprie decisioni d’acquisto, chi si muove nella giusta direzione", dichiara Carlo Alberto Pratesi, presidente Eiis - European Institute of Innovation for Sustainability.  Il Progetto 'Nutrizione sostenibile e lotta agli sprechi' è realizzato da Cittadinanzattiva, in collaborazione con l’EngageMinds Hub dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e con il contributo non condizionato di Unione Italiana Olio di Palma Sostenibile. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Agsm Aim, crescono utili e dividendi: gruppo si rafforza e amplia l'impegno sul territorio

(Adnkronos) - E' di 28,9 milioni di euro il dividendo per i due soci (18,24 milioni al comune di Verona e 11,56 milioni al comune di Vicenza) a fronte dei 53 milioni di utile netto, quasi 15 milioni di euro erogati in bonus sociali a oltre 70 mila clienti, 5,71 milioni di euro destinati ad art bonus e più di un milione di euro a sostegno di eventi e manifestazioni del territorio. Sono questi alcuni dei dati del Bilancio consolidato e della Rendicontazione consolidata di sostenibilità di Agsm Aim del 2024, presentati il 29 maggio dall’Assemblea dei soci. Novità di quest’anno la rendicontazione di sostenibilità, obbligo introdotto dalla direttiva Csrd che ha altresì inserito i nuovi standard europei Esrs che, insieme alla analisi di doppia materialità, sono in grado di fornire un’accurata descrizione dei risultati conseguiti e degli obiettivi di miglioramento che il Gruppo intende perseguire in ambito ambientale, sociale ed economico. Nel 2024 Agsm Aim ha realizzato investimenti pari a 137 milioni di euro (+17%), destinati principalmente al potenziamento, all’estensione e alla digitalizzazione delle reti elettriche e del gas, alla trasformazione digitale destinata a migliorare i processi a beneficio dei clienti, allo sviluppo di nuovi impianti per la generazione da fonti rinnovabili, all’efficientamento dell’illuminazione pubblica, alla promozione della mobilità elettrica e all’ammodernamento degli impianti e mezzi per la raccolta dei rifiuti. Prosegue anche l’impegno profuso dal Gruppo Agsm Aim verso la transizione energetica, come dimostra l’incremento della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili rispetto al 2023 (+28,1%). Grazie ai propri impianti idroelettrici (+76,8% Gwh prodotti rispetto al 2023), eolici e fotovoltaici (+2,4%), nel 2024 Agsm Aim ha prodotto 317,5 GWh di energia elettrica rinnovabile (56,6% del totale, comprensivo della cogenerazione di energia elettrica e calore per il teleriscaldamento). Grazie alla produzione green, il Gruppo Agsm Aim ha contribuito a evitare circa 64 mila tonnellate di CO2 e che sarebbero stata generate e immesse in atmosfera se la stessa quantità di energia fosse stata prodotta utilizzando gas metano. Interessante anche la performance del teleriscaldamento. L’energia termica prodotta e immessa in rete (309,3 GWht) ha visto un incremento del 3,6% nonostante le temperature invernali mediamente più alte registrate nel 2024. Le reti di teleriscaldamento, con una lunghezza di 200 km, sono gestite dalla Bu Calore nelle città di Verona e Vicenza e permettono di servire l’equivalente di 68.935 appartamenti e 140.910 abitanti (dati stimati considerando un’unità abitativa residenziale con superficie commerciale e volumetrica rispettivamente pari a 80 m2 e 224 m3). Sul fronte dei servizi smart e di efficienza energetica, Agsm Aim gestisce 82 mila punti luce (+3,6% rispetto all’esercizio 2023), il 90% dei quali è stato efficientato grazie all’uso di fonti luminose a Led rendendo possibile un elevatissimo risparmio in termini non solo di inquinamento luminoso, ma anche di emissioni di gas serra. Il 2024 è stato caratterizzato anche da significativi investimenti nella mobilità elettrica. Sono 227 i punti di ricarica veloce gestiti da Agsm Aim, in aumento del 28,2% (+50 punti) rispetto al 2023. L’energia erogata dagli impianti di ricarica nel corso dell’esercizio è stata pari a 733 MWh e ha permesso di evitare emissioni per circa 550 tonnellate di CO2e (stima riferita ad autovettura di medie dimensioni con alimentazione diesel). V-Reti si è confermata nuovamente fra gli operatori della distribuzione più virtuosi d’Italia per standard e qualità del servizio erogato grazie alla ridotta durata media delle interruzioni annue e al contenuto numero medio di interruzioni annue per cliente, ampiamente inferiori ai valori/obiettivo definiti dall’Autorità competente. Ne hanno beneficiato tutti i cittadini e le imprese allacciate alla rete di distribuzione dell’energia elettrica e del gas gestita dalla società V-Reti nei comuni di Vicenza, Verona, Grezzana e Treviso (quest’ultima solo rete gas). Sul fronte ambientale, nel 2024 sono state gestite 229,1 mila tonnellate di rifiuti negli impianti di lavorazione del Gruppo, in forte crescita (+32,5%) rispetto al periodo precedente e in coerenza con il piano di sviluppo e i principi di economia circolare a cui Agsm Aim si ispira. Anche la raccolta di rifiuti è cresciuta del 4,6% nei comuni italiani serviti (per complessivi 313,3 mila tonnellate) e, ancor più significativamente, nel comune di Tirana dove sono state raccolte 220,3 mila tonnellate di rifiuti (+139,3%), a seguito dell’estensione del servizio a tutto al territorio comunale a beneficio dei quasi 900.000 abitanti della capitale albanese. Capitolo centrale quello sulle persone che lavorano in Agsm Aim e nelle aziende controllate. L’attenzione ai collaboratori, infatti, è testimoniata dalla stabilità e tutela dell’occupazione per le 2.347 risorse del Gruppo (+529 nuovi ingressi nel 2024), il 98,2% delle quali è assunta con un contratto a tempo indeterminato e che per il 58,5% sono residenti in Veneto. Nel 2024 il Gruppo ha destinato 97 milioni di euro al costo del personale, di cui 85,7 milioni (pari al 88,4%) riferito a collaboratori residenti in Veneto. Ai lavoratori e alle lavoratrici sono state erogate circa 45 mila ore di formazione, registrando un forte aumento di quelle pro-capite rispetto all’anno precedente (+29,7%). Ma è sull’impatto sociale e territoriale che si vede la vocazione civica e distintiva del Gruppo. Nel corso del 2024 Agsm Aim ha erogato bonus sociali per complessivi 14.906 mila euro a beneficio di 70 mila utenti (famiglie o individui bisognosi) per i loro consumi di energia elettrica e a 52 mila utenze per consumi di gas. Anche nel 2024 Agsm Aim ha aperto le porte dei propri impianti di produzione energetica alle scuole del territorio. Sono stati 400 gli studenti che hanno visitato le centrali, tra cui il parco eolico di Rivoli veronese, la centrale di cogenerazione di borgo Trento a Verona, la diga di Chievo e l’impianto idroelettrico di Tombetta, scoprendone le principali caratteristiche. Altri 500 alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado hanno partecipato a laboratori didattici in classe, dove hanno potuto approfondire i temi del riciclo delle materie prime e dei processi energetici. I laboratori hanno impiegato solo materiali di scarto per la realizzazione di piccoli prodotti utili. Nel corso del 2024 la proposta educational di Agsm aim si è arricchita ulteriormente grazie alla pubblicazione del secondo volume delle fiabe “Dorotea e Luigi” intitolato “Il dono di Termos”, che si affianca al primo volume "Il dono di Flò" pubblicato nel 2023. Tramite questa collana di storie illustrate per bambini il Gruppo vuole sensibilizzare i più piccoli sui temi delle energie rinnovabili. Le erogazioni liberali ammontano a 6 milioni di euro e sono state per la maggior parte devolute tramite art bonus (5,7 milioni). Inoltre, sono stati assegnati progetti di sponsorizzazione per finalità sociali, culturali, ambientali, sportive e musicali per ulteriori 1,1 milioni di euro. Per essere veramente vicino al territorio, il Gruppo Agsm aim ha scelto di sostenere principalmente realtà culturali di piccole dimensioni, associazioni sportive amatoriali e di portatori di disabilità, onlus e gruppi che valorizzano le tradizioni locali. Le iniziative sostenute dal Gruppo Agsm aim tutelano e valorizzano il patrimonio storico, culturale e incentivano l’istruzione e la formazione dei giovani e le attività sportive. Tra le principali iniziative sostenute ci sono La Grande Sfida Onlus, LILT Verona, la Pia Società di Don Nicola Mazza, il Festival internazionale dei giochi di strada Tocatì, Verona Piano Festival, Vicenza in festival e Incontro sulla Tastiera. Di particolare rilievo anche il sostegno alle numerose associazioni sportive come Scaligera Basket e Rugby Vicenza. La forte vocazione territoriale del Gruppo si ritrova anche nell’indotto economico (64 milioni di euro) destinato ai circa 840 fornitori con sede nel territorio Veneto (33 milioni ai 470 fornitori di Verona, 18 milioni ai 230 di Vicenza). "I numeri che abbiamo presentato oggi dimostrano che è possibile coniugare solidità economica, attenzione al territorio e impegno verso la sostenibilità. Il risultato record in termini di utili e dividendi va di pari passo con la nostra volontà di generare valore condiviso per le comunità di Verona e Vicenza, attraverso investimenti concreti, sostegno alle realtà locali e servizi sempre più innovativi ed efficienti. Il nostro Gruppo continua quindi a crescere come punto di riferimento energetico e sociale in un contesto di grandi trasformazioni", sottolinea Federico Testa, presidente di Agsm Aim. Questo bilancio, sottolinea Stefano Fracasso, vice presidente di Agsm Aim, "testimonia il ruolo sempre più centrale di Agsm aim nel sostenere lo sviluppo del territorio, non solo attraverso le risorse economiche distribuite ai Comuni soci, ma anche tramite un impegno concreto sul fronte sociale, culturale e ambientale. I bonus sociali, le sponsorizzazioni a favore delle associazioni, i progetti educativi e i servizi per la transizione energetica sono la prova tangibile di una multiutility che vuole essere vicina alle persone, alle famiglie e alle imprese in ogni fase del cambiamento". ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


"L’Oms ignora la riduzione del danno nel contrasto al tabagismo". Mohre chiede un approccio moderno

(Adnkronos) - Le nuove linee guida dell’OMS sulla cessazione del fumo, pubblicate nel luglio 2024, sono "scientificamente incomplete" e "già superate": è questo il duro giudizio dell’Osservatorio della riduzione del rischio in medicina (MOHRE), che torna a farsi sentire alla vigilia della Giornata mondiale senza tabacco del 31 maggio. Secondo il board scientifico dell’Osservatorio, le raccomandazioni dell’OMS, pur valorizzando approcci farmacologici e comportamentali per smettere di fumare, ignorano totalmente la strategia della riduzione del danno. "È paradossale che l’OMS citi selettivamente numerose revisioni Cochrane fino al 2023 ma ignori quelle sulle sigarette elettroniche pubblicate nello stesso periodo", denuncia il professor Fabio Beatrice, direttore scientifico di MOHRE. "È una mancanza grave, soprattutto considerando che la stessa OMS riconosce l’efficacia della nicotina nei processi di cessazione". Le linee guida citano terapie sostitutive (NRT), vareniclina, bupropione e citisina, ma non affrontano in modo chiaro la distinzione tra combustione e dipendenza da nicotina. Un limite che, secondo MOHRE, impedisce di considerare alternative meno dannose per i fumatori cronici, come dispositivi a rischio ridotto. In un mondo in cui oltre il 60% degli 1,25 miliardi di fumatori desidera smettere, ma il 70% non ha accesso a servizi adeguati, le raccomandazioni OMS rischiano di rimanere lettera morta, soprattutto nei paesi a basso e medio reddito. Da qui la proposta dell’Osservatorio: ispirarsi ad iniziative come il "Sober October" britannico sull’alcol e trasformare il 31 maggio in un "No Tobacco May", un intero mese dedicato alla sensibilizzazione. "Le attuali linee guida riflettono un approccio binario – o smetti o continui – che non tiene conto di una terza via: quella della riduzione del rischio, pragmatica, fondata scientificamente e più vicina alla realtà dei pazienti", afferma Johann Rossi Mason, direttore del MOHRE. Nel documento, l’OMS raccomanda anche di includere sistematicamente lo stato del tabagismo nelle cartelle cliniche elettroniche e di formare tutto il personale sanitario per fornire brevi consigli, tra 30 secondi e 3 minuti, a ogni incontro con pazienti fumatori. Indicazioni condivise da MOHRE, ma considerate insufficienti se non accompagnate da una revisione del paradigma complessivo. "Chiediamo all’OMS di riconsiderare il proprio approccio e includere tutte le evidenze scientifiche disponibili, comprese quelle sui prodotti a rischio ridotto. Solo così si può offrire una vera alternativa a chi non riesce a smettere del tutto", conclude l’Osservatorio. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Salute, Ferrara (Sip): "Enuresi non è un capriccio, serve nuova cultura clinica"

(Adnkronos) - "L'enuresi non è una colpa né un capriccio. E' un disturbo vero e proprio, che colpisce migliaia di bambini in Italia e che, ancora oggi, viene spesso ignorato, sottovalutato o stigmatizzato. Serve una nuova cultura clinica e sociale su questo problema, perché troppo spesso i piccoli pazienti vengono lasciati soli, senza diagnosi né trattamento". Lo ha detto Pietro Ferrara, vicepresidente della Società italiana di pediatria (Sip) e responsabile del Centro per la cura dell'enuresi e dei disturbi minzionali presso il Campus Bio-Medico di Roma, intervenendo all'80° Congresso nazionale Sip, in corso a Napoli. "Il numero di bambini affetti è altissimo: oltre i 5 anni il disturbo interessa circa il 10-15% dei bambini, con conseguenze importanti anche a livello psicologico, comportamentale e sociale - ha spiegato Ferrara - Non si tratta di bambini pigri o distratti, ma di una condizione medica con basi multifattoriali, spesso legata a ritardi nella maturazione vescicale, familiarità genetica, disturbi del sonno o fattori psicologici". Secondo Ferrara, uno dei problemi principali è la scarsa consapevolezza degli adulti, che tendono ad attribuire l'enuresi a una mancanza di volontà o a problemi educativi. "In alcuni casi, anche in Italia, i bambini vengono puniti, convinti che facciano apposta. E' inaccettabile - ammonisce il pediatra - Serve invece comprensione, diagnosi tempestiva e trattamento adeguato". Si può partire dal correggere alcune abitudini quotidiane. "Bisogna limitare l'assunzione di liquidi nelle ore serali - elenca Ferrara - stabilire orari regolari per urinare durante la giornata, evitare minestre e brodi la sera, che aumentano l'apporto di sodio e calcio, e soprattutto trattare la stitichezza, che può aggravare l’enuresi". A tale proposito, ha annunciato Ferrara, la Sip si impegnerà, nei prossimi mesi, a diffondere linee guida aggiornate tra i pediatri di libera scelta, a promuovere campagne di sensibilizzazione nelle scuole e tra le famiglie e a favorire la nascita di centri specializzati su tutto il territorio nazionale. "E' ora di superare lo stigma - conclude - I bambini con enuresi hanno bisogno di essere capiti, non giudicati. E soprattutto, devono poter accedere a cure adeguate, ovunque si trovino". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Ia e diagnosi precoce, congresso a Milano Marittima sulle sfide della dermatologia

(Adnkronos) - Due giorni di relazioni per affrontare i diversi temi della dermatologia, dal melanoma alle patologie infiammatorie, i nuovi approcci di medicina rigenerativa e di longevità, tutti volti con uno sguardo al domani per analizzare come le sfide e le innovazioni che si affacciano nel campo scientifico potranno migliorare la dermatologia del futuro. Saranno i focus al centro del congresso 'La dermatologia del domani: sfide e innovazioni', in programma oggi e domani, oggi e domani, a Milano Marittima. Responsabile scientifico Francesca Farnetani, professore associato di Dermatologia all'università di Modena e Reggio Emilia. "La nostra specializzazione ha subito profondi cambiamenti, al congresso - spiega all'Adnkronos Salute - parleremo delle nuove sfide e dell'impatto dell'innovazione. I focus saranno sul melanoma, ma si parlerà anche di alopecia e acne, di medicina estetica e di come integrare le cure tradizionali con i nuovi approcci che vedono coinvolte sempre di più le staminali. Parleremo inoltre di intelligenza artificiale e di come può aiutare i giovani dermatologi che potranno avere un supporto migliore nella loro attività clinica".  Tra le tematiche più rilevanti ci sarà l'ambito dell'oncologia dermatologica, con il melanoma che rappresenta un campo in continua evoluzione. "Grazie al progressivo miglioramento nell'uso della dermatoscopia e di altre metodiche diagnostiche non invasive", Farnetani evidenzia un "progressivo miglioramento della diagnosi precoce di melanoma, con una sopravvivenza stimata a 5 anni dell'87% in Italia, e contemporaneamente un'accuratezza diagnostica che porta a una riduzione delle escissioni non necessarie. In questo ambito la sfida attuale e del domani riguarda l'integrazione nel processo diagnostico con l'intelligenza artificiale, le reti neurali e la teledermatologia che potranno, integrate con il sistema diagnostico, portare i dermatologi a diagnosi di melanoma sempre più accurate sempre e sempre più precise, ricordando che dietro il processo diagnostico c'è sempre il medico". Il congresso vede il patrocinio del Comune di Cervia, della Regione Emilia Romagna e di UniMoRe. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sanità, Tajani lancia da Bergamo la Rete italiana obesità

(Adnkronos) - Un'alleanza nazionale che parte dai territori per cambiare la salute pubblica in Italia e in Europa. E' il senso della Rete italiana obesità, lanciata all'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo dal vicepremier Antonio Tajani insieme all'onorevole Stefano Benigni, all'eurodeputato Letizia Moratti, ai consiglieri regionali Gallera e Lobati e a numerosi protagonisti del mondo istituzionale, sanitario, accademico e civico. Un progetto senza precedenti - viene definito - nato per affrontare obesità, sovrappeso, disturbi alimentari e corretti stili di vita con una strategia integrata che unisce ospedali, medicina territoriale, scuole, sindaci, associazioni di pazienti e cittadini, farmacie, Case di comunità, e che punta sull'uso avanzato dei dati e dell’intelligenza artificiale per guidare politiche basate sull'evidenza. "La Rete italiana obesità è la risposta a una delle più grandi sfide globali del nostro tempo. L'Italia, grazie al lavoro di Forza Italia, è oggi un modello di eccellenza globale. Siamo il primo Paese al mondo con una legge in approvazione sull'obesità: oggi costruiamo un'architettura operativa, capillare, inclusiva, che parte dai territori e guarda al futuro della sanità", ha dichiarato Tajani. Dalla legge alla rete: un modello italiano per l'Europa. L'Italia è oggi pioniera grazie a una serie di risultati concreti, elenca una nota: la prima legge al mondo sull'obesità, approvata alla Camera a prima firma dell'onorevole Roberto Pella; un Fondo dedicato istituito nella legge di Bilancio 2025 grazie a un emendamento dell'onorevole Benigni; un Manifesto condiviso che verrà sottoscritto da istituzioni, Regioni, enti sanitari, associazioni di pazienti e cittadini, società scientifiche, scuole e università; una rete di centri di eccellenza ospedalieri regionali, costruita con Fiaso, in stretta connessione con i medici di famiglia, i farmacisti, gli specialisti e in accordo con le società scientifiche di riferimento come Sio; un piano per la raccolta e l'analisi strutturata dei dati clinici e sociali, integrato con strumenti di intelligenza artificiale per valutare impatto e sostenibilità in ottica Hta.  Nel suo intervento, Benigni ha annunciato la presentazione di un emendamento al cosiddetto Ddl prestazioni per istituire la cabina di regia della rete al ministero della Salute, in raccordo con Regioni, Iss, Agenas, Aifa e l'Osservatorio nazionale Obesità previsto dalla legge Pella. "Faremo appello a tutti gli attori del sistema salute per lavorare insieme a questo ambizioso progetto - ha spiegato - In accordo anche con l'onorevole Letizia Moratti coinvolgeremo anche le istituzioni europee, per costruire una rete strutturale anche a livello internazionale, grazie al contributo del nostro ministro degli Esteri. Nelle prossime settimane lancerò un Manifesto per la creazione della rete". A rafforzare il quadro normativo e operativo della rete sono intervenuti anche i consiglieri regionali della Lombardia Giulio Gallera e Jonathan Lobati, promotori di una legge regionale per la prevenzione e il contrasto all'obesità e alla promozione dei corretti stili di vita: "Con questa legge - hanno ribadito - vogliamo fare della Lombardia un modello territoriale d'avanguardia per il contrasto all'obesità e alle patologie cardio-metaboliche, fondato sulla collaborazione tra Regione, enti locali, scuole, sanità e comunità, e costituisce un esempio concreto di come le politiche regionali possano anticipare e sostenere la visione nazionale".  La Rete italiana obesità si fonda su un approccio One Health, che connette salute umana, ambientale e sociale, e promuove una trasformazione culturale nei comportamenti alimentari, nella scuola e negli ambienti urbani. "Questa rete è la prova che quando il cambiamento parte dai territori e dall'eccellenza dei nostri centri ospedalieri d'avanguardia è possibile immaginare una sanità più giusta, sostenibile ed efficace - ha aggiunto Tajani - E l'Italia è pronta a guidare questa rivoluzione in Europa e nel mondo". L'obesità è "una delle sfide sanitarie e sociali più urgenti per l'Europa, con un impatto crescente anche su bambini e adolescenti. E' tempo che l'Europa elabori un piano strutturato contro l'obesità, come ha già fatto con il cancro. Sul modello italiano introdotto da Forza Italia, sosterrò in Parlamento europeo l'adozione di una risoluzione che riconosca l'obesità come malattia cronica e promuoverò la nascita di una European Network for Cardiometabolic Health", ha concluso Moratti. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


IXPE svela i segreti delle magnetar attive: osservata per la prima volta la polarizzazione dei Raggi X

(Adnkronos) - Nel campo dell'astrofisica delle alte energie, una nuova e significativa scoperta è stata annunciata: per la prima volta, la missione Imaging X-ray Polarimetry Explorer (IXPE), frutto della collaborazione tra la NASA e l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), ha osservato la polarizzazione dei raggi X emessi da una magnetar durante una fase di attivazione, nota come outburst. Questa osservazione, pubblicata su The Astrophysical Journal Letters in due studi distinti (uno guidato da ricercatori italiani dell'Istituto Nazionale di Astrofisica - INAF e dell'Università degli Studi di Padova, l'altro da team statunitensi), fornisce indizi senza precedenti sulla natura del campo magnetico di queste stelle e sui meccanismi che governano la produzione di radiazione ad alta energia nelle pulsar altamente magnetizzate. La protagonista di questa scoperta è la magnetar 1E 1841-045, una stella di neutroni situata all'interno dei resti della supernova Kes 73, a circa 28.000 anni luce dalla Terra. La comunità scientifica è stata sorpresa dalla sua riattivazione, avvenuta il 20 agosto 2024. Questo evento ha permesso a diversi telescopi sensibili alle alte energie, incluso IXPE, di puntare i loro strumenti verso l'oggetto celeste. IXPE, in particolare, ha colto l'opportunità di osservare la radiazione X polarizzata di una magnetar in uno stato di attività, un'impresa mai compiuta prima. La luce polarizzata si distingue dalla luce "normale" per il fatto che le sue onde elettromagnetiche oscillano su un piano preferenziale, anziché in modo disordinato. La misurazione della polarizzazione, sia in termini di grado che di direzione, offre informazioni cruciali sull'origine della luce e sull'ambiente cosmico che ha attraversato nel suo viaggio verso la Terra. 
Una stella di neutroni rappresenta il denso residuo di una stella massiccia che ha completato il suo ciclo evolutivo, collassando su se stessa. Il risultato è un nucleo estremamente compatto, con una massa paragonabile a quella del Sole, ma compressa in una sfera dal diametro di una città come Roma. Poiché le stelle di neutroni ereditano e amplificano le proprietà delle loro stelle progenitrici, come la velocità di rotazione e l'intensità del campo magnetico, esse danno origine ad alcuni dei fenomeni fisici più estremi dell'universo osservabile, offrendo opportunità uniche per studiare condizioni impossibili da replicare in laboratorio. Di seguito il video della NASA  
Le magnetar, in particolare, sono stelle di neutroni caratterizzate da campi magnetici di intensità eccezionale, rendendole tra gli oggetti più affascinanti ed enigmatici. Quando una di queste stelle si attiva, può rilasciare un'energia fino a mille volte superiore a quella normalmente emessa, generando fenomeni fisici ancora più estremi. Tuttavia, i meccanismi sottostanti a queste fluttuazioni energetiche non sono ancora del tutto compresi. In questo contesto, la misurazione della luce polarizzata assume un ruolo cruciale. I dati raccolti da IXPE hanno rivelato che l'emissione di raggi X da 1E 1841-045 diventa progressivamente più polarizzata a livelli di energia più elevati, mantenendo al contempo lo stesso angolo di polarizzazione. Questo indica che le diverse componenti dell'emissione sono intrinsecamente legate e che quella a più alta energia, finora la più elusiva, è fortemente influenzata dal campo magnetico. 
Michela Rigoselli, ricercatrice dell'INAF di Milano e prima autrice dell'articolo, ha commentato: "È la prima volta che riusciamo a osservare la polarizzazione di una magnetar in stato di attività e questo ci ha permesso di vincolare i meccanismi e la geometria di emissione che si celano dietro a questi stati attivi. Ora sarà interessante osservare 1E 1841-045 una volta tornata allo stato di quiescenza per monitorare l'evoluzione delle sue proprietà polarimetriche." Questa osservazione sottolinea in modo evidente le immense potenzialità della scienza delle magnetar, che può essere ulteriormente approfondita e compresa attraverso l'applicazione della polarimetria ad alta energia. La missione IXPE, lanciata il 9 dicembre 2021 dal Kennedy Space Center della NASA, fa parte della serie Small Explorer della NASA ed è interamente dedicata allo studio dell'universo attraverso la misura della polarizzazione dei raggi X. A bordo, tre telescopi sono equipaggiati con rivelatori finanziati dall'ASI e sviluppati da un team di scienziati dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e dell'INAF, con il supporto industriale di Ohb-Italia, confermando l'eccellenza della collaborazione scientifica internazionale in questo campo.   ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Disney Plus lancia programmi fedeltà con sconti, omaggi e concorsi settimanali

(Adnkronos) - Nel panorama sempre più affollato delle piattaforme di streaming, Disney Plus e Hulu puntano a rafforzare la fidelizzazione degli utenti con il lancio di nuovi programmi fedeltà denominati Perks. L’obiettivo è chiaro: differenziarsi dalla concorrenza offrendo vantaggi esclusivi che vadano oltre il semplice accesso ai contenuti audiovisivi. Il programma Perks di Disney Plus è già attivo negli Stati Uniti, mentre una distribuzione internazionale è prevista nei prossimi mesi. Tra le promozioni attualmente disponibili per gli abbonati figurano sei mesi gratuiti di abbonamento a DashPass, il servizio di consegna premium di DoorDash, sconti per soggiorni a Walt Disney World, offerte promozionali su prodotti Adidas e Funko, e una serie di concorsi a rotazione che verranno aggiornati regolarmente. Anche Hulu si prepara a introdurre il proprio programma fedeltà, la cui partenza è fissata per il 2 giugno. Sebbene i dettagli completi non siano ancora stati resi noti, è stato anticipato che il programma includerà partnership con aziende come Microsoft, Pure Green e LG. I vantaggi saranno distribuiti settimanalmente per tutta l’estate, con la promessa di offerte costantemente rinnovate. Gli utenti non dovranno compiere alcuna azione particolare per usufruire dei vantaggi: sarà sufficiente essere abbonati a uno dei due servizi. Chi sottoscrive uno dei piani combinati che includono sia Disney Plus che Hulu potrà accedere automaticamente a entrambe le iniziative. Il programma Perks non è una novità assoluta per Disney Plus: una versione iniziale era già stata sperimentata lo scorso anno, offrendo un numero limitato di concorsi e accessi anticipati a biglietti per eventi selezionati. Tuttavia, l’attuale rilancio rappresenta un’evoluzione significativa. Secondo quanto dichiarato da Disney, si tratta ora di un’offerta strutturata e permanente, con vantaggi che mirano a creare un’esperienza di abbonamento più ricca e continuativa. La strategia riflette una tendenza crescente nel settore dell’intrattenimento digitale, dove le piattaforme cercano nuovi modi per mantenere attivi gli abbonamenti, in un contesto di crescente volatilità degli utenti e concorrenza serrata tra servizi.  ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)