Instagram, basta foto quadrate: arriva un nuovo formato
(Adnkronos) - Instagram ha introdotto una modifica significativa al modo in cui vengono visualizzate le foto caricate sulla piattaforma: ora è ufficialmente supportato il formato 3:4, tra i più comuni nelle fotocamere degli smartphone. L’annuncio è stato dato direttamente dal responsabile dell’app, Adam Mosseri, attraverso un post su Threads, dove ha sottolineato che “quasi tutte le fotocamere degli smartphone utilizzano per impostazione predefinita il formato 3:4”. Con questo aggiornamento, le immagini verranno mostrate esattamente come sono state scattate, senza ritagli né adattamenti forzati al feed. Il formato 3:4, tipicamente più allungato in verticale rispetto al già supportato 4:5, consente una riproduzione più fedele della fotografia originale. Finora, le immagini in questo formato venivano automaticamente tagliate ai bordi per adattarsi al layout visivo dell’app, riducendo così la porzione di foto effettivamente visibile. Con il nuovo aggiornamento, invece, l’intera inquadratura resta intatta, migliorando l’esperienza sia per i fotografi che per chi consuma contenuti in mobilità. La novità riguarda sia i post con singole immagini sia le gallerie fotografiche a carosello, ampliando le possibilità espressive per chi utilizza Instagram come diario visivo o vetrina professionale. Resta comunque la possibilità di caricare immagini in formato quadrato o 4:5, offrendo così una maggiore flessibilità nella scelta del taglio ideale. Questa evoluzione segue un’altra modifica introdotta all’inizio dell’anno, quando Instagram ha aggiornato la visualizzazione della griglia profilo, passando da miniature quadrate a rettangolari. Una scelta coerente con l’evoluzione delle abitudini degli utenti, sempre più orientati verso contenuti verticali, sia per le immagini che per i video. Con l’integrazione del supporto nativo al formato 3:4, Instagram conferma la propria attenzione all’esperienza visiva e alla fedeltà dei contenuti, adattandosi alle tecnologie attuali e alle esigenze degli utenti che prediligono dispositivi mobili per creare e condividere immagini. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Legge su epilessia, Sin e Lice confermano "attenzione costante all’iter"
(Adnkronos) - La Società italiana di neurologia (Sin) e la Lega italiana contro l’epilessia (Lice) intendono ribadire la propria vicinanza alle persone con epilessia e rassicurarle circa la propria costante attenzione di società medico-scientifiche all’iter parlamentare del Disegno di Legge n. 898 - Disposizioni per la tutela delle persone affette da epilessia - tuttora in discussione presso la 10a Commissione Permanente del Senato della Repubblica. Sin e la Lice - informa una nota - hanno seguito "con sollecitudine e impegno ogni fase del dibattito parlamentare, rapportandosi anche direttamente con le figure istituzionali preposte". Attualmente la discussione parlamentare è arenata nell’attesa della presentazione, da parte del ministero della Salute, della relazione tecnica da tempo richiesta da parte della Commissione Bilancio. Sin e Lice, da sempre impegnate sia nella formazione di specialisti in ambito epilettologico che di stimolo e sostegno alla ricerca scientifica in questo campo, sottolineano che "hanno a cuore anche la tutela dei diritti delle persone con epilessia, sempre ricordando che chi ne soffre può andare incontro a stigma e discriminazione sociale". L’auspicio condiviso è "l’approvazione sollecita di un Disegno di Legge rispettoso delle Linee Guida internazionali e nazionali riguardo l’epilessia e nel contempo dei diritti fondamentali della persona, come atteso anche nelle richieste specificamente formulate dall’Organizzazione mondiale della sanità agli Stati membri nel maggio 2022, con la promulgazione del Piano d’azione globale per l’epilessia e gli altri disturbi neurologici (Igap)". A firmare la nota sono: Alessandro Padovani, presidente Sin; Angelo Labate, coordinatore del Gruppo di studio Epilessia Sin; Carlo Andrea Galimberti, presidente Lice e Oriano Mecarelli, presidente Fondazione Epilessia Lice. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Honor 400, recensione dello smartphone che anima le foto
(Adnkronos) - Il nuovo Honor 400 5G rappresenta l’ultima proposta della serie numerica del marchio cinese. Posizionandosi in una fascia di prezzo intermedia, con un listino a partire da 499 euro per la versione da 256 GB, si pone in diretta competizione con dispositivi consolidati come Samsung Galaxy A56, Google Pixel 9a e iPhone 16e. Una sfida ambiziosa che Honor affronta attraverso una combinazione di contenimento dei costi e scelte mirate per offrire prestazioni adeguate in alcuni settori e compromessi in altri. Dal punto di vista estetico, il design del dispositivo è caratterizzato da linee moderne e superfici piatte, sia sul fronte che sul retro, con bordi anch’essi piatti. L’elemento più riconoscibile è l’isola della fotocamera posteriore, dal profilo trapezoidale con angoli arrotondati, che racchiude due ampi sensori disposti verticalmente e un flash LED. Con un peso di 184 grammi e uno schermo AMOLED da 6,55 pollici, il telefono risulta ben bilanciato e gradevole da tenere in mano. Lo schermo si distingue per luminosità e vivacità cromatica: la misurazione in laboratorio ha registrato una luminosità massima di circa 1600 nit, rendendolo ben leggibile anche in ambienti molto illuminati. Ottima anche la resa cromatica, con una calibrazione accurata già in fabbrica. Il lettore di impronte è posto sotto il display, basato su tecnologia ottica, e svolge il suo compito in modo soddisfacente, seppur meno reattivo dei sensori ultrasonici. Il comparto fotografico principale si affida a un sensore da 200 megapixel con apertura f/1.9 e una dimensione di 1/1.4”, supportato da una fotocamera ultra-grandangolare da 12 megapixel. Le immagini catturate dalla fotocamera principale risultano dettagliate, con una buona gamma dinamica e colori fedeli. L’assenza di un teleobiettivo è parzialmente compensata dai ritagli a 2x effettuati dal sensore principale, che, grazie all’elevata risoluzione, mantengono un livello qualitativo discreto. Meno convincente la fotocamera ultra-grandangolare, che mostra una certa perdita di dettaglio, mentre la fotocamera frontale da 50 megapixel si comporta bene, offrendo selfie nitidi e ben contrastati. Sul fronte video, i risultati sono più modesti: le clip registrate soffrono di una gestione poco coerente dell’esposizione e colori talvolta innaturali, sebbene la stabilizzazione sia nella media. Il processore scelto per l’Honor 400 5G è lo Snapdragon 7 Gen 3, abbinato a 8 GB di RAM. Le prestazioni nei benchmark sono inferiori a quelle offerte dai diretti concorrenti, come il Pixel 9a e il Galaxy A56, ma il dispositivo riesce comunque a gestire senza difficoltà le attività quotidiane e anche giochi moderatamente impegnativi, grazie a un comparto grafico che supera quello del Galaxy A56. In ambito software, il sistema operativo MagicOS 9, basato su Android 15, include alcune funzioni di intelligenza artificiale ereditate dai modelli flagship, come la traduzione in tempo reale e l’editing automatico di immagini. Una delle caratteristiche più interessanti è la promessa di aggiornamenti del sistema operativo fino a sei anni, equiparabile all’offerta Samsung nella stessa fascia. Il telefono integra una batteria da 5300 mAh. La ricarica rapida da 66W consente di passare da zero a cento in circa 45 minuti, un risultato molto competitivo. L’assenza della ricarica wireless resta però un limite innegabile. Il comparto audio si difende bene, grazie a un sistema stereo con buona potenza e distorsioni ridotte anche a volume elevato. L’assenza del jack da 3,5 mm obbliga l’uso di cuffie wireless o adattatori. Il feedback aptico, infine, è deciso e ben calibrato, migliorando la qualità percepita nelle interazioni quotidiane. Ciò che distingue davvero la serie 400, proposta anche con un modello Pro, è la presenza di alcune funzioni di intelligenza artificiale che addirittura debuttano su questo smartphone: è il caso di Image to Video, integrata nell’app Galleria: selezionando una fotografia, l’intelligenza artificiale è in grado di generare brevi video animati, facendo muovere elementi della scena come persone, veicoli o sfondi statici. È una tecnologia pensata per l’intrattenimento e l’effetto emozionale, che può trasformare semplici scatti in contenuti dinamici con un alto impatto visivo. Il servizio, realizzato da Google, sarà gratis per i primi due mesi, con dieci utilizzi al giorno. In futuro, la funzione arriverà anche su altri smartphone e a pagamento nel pacchetto Gemini, ma è innegabile che l'effetto "novità", questa serie, se l'è accaparrato. L’IA a bordo dell’Honor 400 Series non è solo un’etichetta di marketing, ma un insieme di strumenti concreti e ben integrati che migliorano l’usabilità quotidiana, portando alcune funzioni tipicamente riservate ai dispositivi di fascia alta anche in questo segmento di prezzo. La funzione Magic Portal, ad esempio, consente di selezionare rapidamente immagini o testi e trascinarli verso altre applicazioni compatibili in maniera intelligente, riducendo i passaggi necessari per compiere operazioni comuni come condividere file o effettuare ricerche contestuali. Si tratta di un’integrazione che punta a rendere più fluido l’utilizzo quotidiano del dispositivo. Tra le opzioni più avanzate spicca la traduzione simultanea di testo e audio, una funzionalità utile in contesti internazionali o educativi, capace di interpretare contenuti multilingue in tempo reale. A questa si aggiungono strumenti di assistenza alla scrittura, suggerimenti contestuali per migliorare la formulazione di messaggi o e-mail e la generazione automatica di sottotitoli, utile per video, brani musicali o contenuti audiovisivi generici. Degna di nota anche la funzione di riconoscimento dei contenuti multimediali sospetti, che sfrutta l’IA per rilevare potenziali deepfake o tentativi di spam tramite videochiamate e messaggi vocali, contribuendo a una maggiore sicurezza nella comunicazione. Infine, sempre in ambito fotografico, l'IA può migliorare gli scatti con lo zoom in maniera considerevole, ricostruendo la foto con risultati spesso sorprendenti. L’Honor 400 5G è uno smartphone che cerca di ritagliarsi uno spazio in un segmento estremamente competitivo. Il suo punto di forza principale è il display AMOLED di alta qualità, affiancato da una fotocamera principale da 200 MP che si comporta sorprendentemente bene. Il design è curato e la promessa di sei anni di aggiornamenti software rappresenta un impegno notevole da parte dell’azienda. Le funzioni IA, ereditate dai dispositivi di fascia alta dell'azienda, sono effettivamente molte e utili, con il potenziale di rivelarsi davvero utili nella vita quotidiana. Le prestazioni non spiccano rispetto ai rivali, l’autonomia è inferiore alle aspettative e l’assenza di ricarica wireless potrebbe scoraggiare alcuni utenti: ma considerando il prezzo di listino, l’Honor 400 5G rappresenta un’alternativa da considerare per chi cerca un dispositivo solido e moderno. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Motorola, rinnova gamma Moto G, ancora più resistenti e colorati
(Adnkronos) - E' all'insegna del colore, con una vivace palette Pantone, e della resistenza, con requisiti che rispettano le impegnative specifiche militari, la nuova generazione di dispositivi moto g, presentata da Motorola. Al top si posiziona il modello moto g86 power 5G che si contraddistingue per la batteria da 6720 mAh con 53 ore di autonomia, la batteria più grande mai realizzata da Motorola. In caso di necessità peraltro la ricarica TurboPower da 30 W permette di recuperare l'autonomia necessaria in soli 30 minuti. La potente batteria è accompagnata dal processore MediaTek Dimensity 7300, ancora più veloce della generazione precedente, e da 8 GB di RAM, espandibili fino a 24 GB con RAM Boost. Lo spazio di archiviazione può arrivare a 512 GB. Il modello è chiaramente pensato per chi vive esperienze all'aria aperta offrendo certificazioni IP68 e IP69 che garantiscono protezione da pioggia, polvere, sporco, sabbia e acqua ad alta pressione, inclusa l'immersione fino a 1,5 metri di acqua dolce per un massimo di 30 minuti. Ma il g86 power 5G può anche resistere a temperature estreme, variazioni di pressione, altitudini e cadute mentre il display Super HD pOLED da 6,67" da graffi e cadute, questo dispositivo è dotato anche di Corning Gorilla Glass 7i resistente ai danni. Peraltro lo schermo offre 4500 nit di picco di luminosità, rendendolo 2,8 volte più luminoso della generazione precedente. A contraddistinguere il modello è anche la sua finitura premium e le opzioni di colore curate da Pantone, tra cui Cosmic Sky, Chrysanthemum, Golden Cypress e Spellbound. Completano la gamma rinnovata il moto g86 5G, che presenta un design ultrasottile e leggero con il display più luminoso della sua categoria e un sistema di fotocamere Sony LYTIA 600 da 50MP potenziato dalla moto ai, e il moto g56 5G, alimentato dal processore MediaTek Dimensity 7060 (6nm) con tecnologia HyperEngine Gaming per prestazioni veloci sia per i giochi che per visualizzare film in streaming o chattare in video. Moto g56 5g è disponibile da oggi nel taglio di memoria 8/256GB a 269euro mentre moto g86 5g sarà disponibile nello stesso taglio di memoria da metà giugno al prezzo di 349 euro. Arriverà a luglio infine, moto g86 power 5g che nel taglio di memoria 8/512GB sarà offerto a 399 euro. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sclerosi multipla, in Piemonte 19 centri in una rete solida e attiva
(Adnkronos) - Le persone con sclerosi multipla (Sm) in Piemonte possono contare su una rete territoriale solida e articolata con il paziente . È quanto emerso nella tappa piemontese di Willchair, iniziativa promossa da Novartis con l’Associazione italiana sclerosi multipla (Aism) centrata sulla sedia co-creata dal designer Derek Castiglioni insieme a persone con Sm che è diventata simbolo di autodeterminazione e libertà. Nel corso dell’incontro, che ha coinvolto pazienti, clinici e istituzioni - si legge in un articolo pubblicato sul sito ‘livinglikeyou.com/it’ - si è potuto scoprire che i circa 10mila piemontesi con diagnosi di sclerosi multipla possono contare su una rete ospedaliera composta da 19 centri, con il centro di riferimento regionale presso l’Aou San Luigi di Orbassano. All’evento Willchair si è ricordato che recentemente, al convegno sulla patologia promosso da Aism e Regione Piemonte, sono stati individuati 2 obiettivi prioritari: l’applicazione del Pdta, cioè del percorso diagnostico terapeutico assistenziale regionale e il potenziamento della riabilitazione, sia ambulatoriale che domiciliare, come risposta continua e strutturata lungo tutte le fasi della malattia. "Aism è presente con una sezione in ogni provincia, veri presìdi per rappresentare le specificità locali - afferma Chiara Lega, consigliere nazionale Aism e vicepresidente della sezione di Torino - La rete c’è, ci sono i professionisti, anche se sono sempre meno, mentre ogni anno in Piemonte registriamo 250 nuove diagnosi". Aism è impegnata anche nell’aggiornamento del Pdta, quel filo rosso che deve unire tutti i servizi, garantendo risposte basate sui bisogni di ciascuno. La riabilitazione, fondamentale, deve partire precocemente "per ridurre e ritardare la disabilità, migliorando la qualità della vita e abbattendo i costi sociali - sottolinea Lega - È necessario attivare una riabilitazione preventiva che aiuti a preservare le abilità residue" e compensare i deficit. Con Willchair "abbiamo creato un’occasione concreta di ascolto reciproco tra persone con Sm, clinici e istituzioni", osserva la consigliera Aism. Sull’aspetto di una presa in carico multidisciplinare, che prevede, accanto al neurologo, lo psicologo, l’infermiere e il case manager, Lega sottolinea l’importanza di inserire quest’ultimo "stabilmente nei centri" osservando che "spesso sono gli infermieri a gestire i piccoli problemi durante le visite o le terapie, indirizzando tempestivamente al medico: ruoli strategici per il percorso di cura. Costruire insieme significa riconoscere i bisogni individuali e tradurli in servizi e risposte personalizzate. Questi incontri - conclude - sono fondamentali: rappresentano il punto di incontro tra i diritti delle persone di essere informate e il dovere delle istituzioni di accogliere le istanze" e garantire accesso alle informazioni. L’articolo completo è disponibile su livinglikeyou.com/it/thewillchair/sclerosi-multipla-piemonte-centri-pdta ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Inaugurato stabilimento Eureka a Firenze, Mignon factory di macinacaffè italiano
(Adnkronos) - È diventata operativa la 'Mignon factory' di Eureka, un nuovo stabilimento interamente dedicato alla produzione della linea iconica dei macinacaffè professionali dell’azienda fiorentina. Frutto di un investimento di 3 milioni di euro, dal nuovo impianto sono stati lanciati sul mercato in questi giorni tre nuovi modelli del macinacaffè tecnologico Mignon che verranno prodotti per il target dei consumatori privati. All’interno del nuovo stabilimento, inaugurato alla presenza dei maggiori players del caffè, tra cui Lavazza, Illy e Smeg, vengono impiegate 24 risorse umane ad alta specializzazione. L’impianto produttivo occupa una superficie di 700 metri quadrati e ha una capacità produttiva di 700 macinacaffè al giorno. Accanto al nuovo show room aperto nel 2024, una sala polifunzionale che attrae ogni giorno professionisti e amanti del caffè a livello internazionale, la 'Mignon Factory' rappresenta un ulteriore tassello del piano di sviluppo aziendale che ha comportato il raddoppio dello storico stabilimento di Sesto Fiorentino, e la realizzazione di quella che può essere definita la 'grinder valley toscana'. “Questo investimento - ha dichiarato Maurizio Fiorani, managing director della Conti Valerio - sarà un volano per l’export e inciderà sull’intera filiera del caffè made in Italy. Puntiamo a implementare il mercato per i cosiddetti coffee lovers domestici, ma anche per i professionisti che cercano la giusta attrezzatura per la propria offerta specialty, ovvero quelle tipologie di caffè dal prezzo importante e dall’elevatissima qualità. La linea Mignon grazie alle sue performance professionali combinate alle ridotte dimensioni rappresenta un best seller e un benchmark di riferimento del segmento prosumer internazionale: Germania, Nord America, Uk e Medio Oriente saranno i mercati su cui punteremo maggiormente, realtà in cui già oggi il marchio Eureka è un trend setter affermato”. Fondata nel 1920 dall'imprenditore toscano Aurelio Conti, Conti Valerio Srl, con i marchi di punta Eureka 1920 ed Eureka Oro, oggi rappresenta la principale azienda italiana dei macinacaffè e macinadosatori per il canale professionale e per la casa. L'azienda di Sesto Fiorentino ha registrato infatti nel 2024 un fatturato di 60 milioni di euro derivante per il 98% dalle attività export e oltre 200.000 macinacaffè prodotti. Eureka investe il 5% del fatturato annuo in ricerca e sviluppo e nel biennio 2018 al 2024 ha depositato 8 nuovi brevetti tecnologici e ha ampliato la gamma con nuove linee che fanno leva su tecnologia e design. Con oltre cento dipendenti diretti, l’azienda vanta un'età media delle risorse umane pari a trentacinque anni. “Dai primi periodi del Covid, è aumentato vertiginosamente - ha continuato Fiorani - il desiderio di rivivere in casa il piacere del caffè preparato al bar- Infatti c’è stato un generale exploit dell’attrezzatura destinata a dei veri coffee corner domestici. Un fenomeno trasversale che in parte ha interessato anche l’Italia e che noi siamo stati in grado di anticipare avendo da sempre riconosciuto grande importanza agli investimenti in tecnologia e performance”. ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)
realme GT 7: innovazione e design a Parigi per il debutto del nuovo "Flagship Killer" targato realme
(Adnkronos) - Parigi, città icona di innovazione e stile, ha ospitato il lancio globale del realme GT 7, un evento che ha segnato un momento cruciale nel panorama della tecnologia mobile. Il dispositivo alimentato da un chipset all'avanguardia che garantisce prestazioni eccezionali è stato presentato anche nell'edizione speciale: la realme GT 7 Dream Edition. Nata dalla collaborazione esclusiva con l'Aston Martin Formula One Team, la Dream Edition fonde prestazioni estreme a un design ispirato al mondo delle corse, configurandosi come un simbolo di eccellenza ingegneristica e stile. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Microbiota fondamentale per il benessere, studio svela il perché
(Adnkronos) - La nutrizione e i fattori ambientali sono decisivi per il benessere generale della persona. Per questo la Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, in occasione del World Digestive Health Day 2025, ha promosso l’iniziativa dal titolo 'L'armonia invisibile: il microbiota tra ambiente e salute' presso l’Istituto Luigi Sturzo, nel centro di Roma. Un appuntamento ormai consolidato per offrire una riflessione multidisciplinare e aggiornata sull’impatto del microbiota intestinale nella prevenzione e gestione delle malattie croniche. Il microbiota viene così interpretato non solo come oggetto di studio clinico, ma anche come paradigma per ripensare il rapporto tra salute dell’uomo e salute dell’ambiente, in linea con un approccio 'One Health'. In occasione dell’evento, sono stati presentati i risultati di una ricerca condotta da Policlinico Campus Bio-Medico e Università Campus Bio-Medico di Roma, in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e il National Biodiversity Future Center (Nbfc), recentemente illustrata anche alla Digestive Disease Week (Ddw) di San Diego. Lo studio ha coinvolto 130 partecipanti – tra pazienti con Malattia Infiammatoria Intestinale (Ibd), Sindrome dell’Intestino Irritabile (Ibs) e soggetti sani – e ha indagato le correlazioni tra microbiota intestinale, dieta, attività fisica, ambiente e profili molecolari (microRNA). I risultati confermano che la salute intestinale è fortemente influenzata da fattori ambientali e comportamentali, aprendo nuove prospettive per la medicina personalizzata in ambito gastroenterologico. “La crescente attenzione internazionale verso lo studio del microbiota ha prodotto, negli ultimi anni, un vero e proprio cambio di paradigma”, ha affermato il promotore dell’evento, Michele Guarino, responsabile dell’Unità operativa semplice disturbi funzionali Intestinali e Microbiota del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico. Ad avviso di Guarino, “non si tratta più soltanto di un ambito specialistico o di frontiera, ma di un terreno sempre più centrale per comprendere e prendersi cura della salute umana nella sua interezza”. "A rendere evidente questa trasformazione è la consapevolezza, oggi ben documentata dalla ricerca scientifica, che la composizione e la funzione del microbiota intestinale non dipendono solo dall’alimentazione o dall’uso di farmaci”, ha aggiunto Michele Cicala, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Gastroenterologia del Policlinico, che poi ha continuato: "Esercitano anche una rilevante influenza, infatti, fattori ambientali e comportamentali come la qualità del sonno, lo stress psico-fisico, il rumore, il ritmo della vita, la qualità delle relazioni e persino gli stimoli sonori e musicali”. I risultati "hanno mostrato che una dieta povera di fibre è associata a una riduzione della diversità del microbiota intestinale, una condizione che può compromettere l’equilibrio della flora batterica e aumentare la vulnerabilità dell’intestino. I pazienti con Malattia Infiammatoria Intestinale presentavano una diversità microbica marcatamente ridotta, mentre quelli con Sindrome dell’Intestino Irritabile avevano valori intermedi. Anche il livello di attività fisica risultava più basso nei pazienti rispetto ai soggetti sani, con un effetto potenzialmente sfavorevole sulla salute intestinale. In generale, è emersa una maggiore biodiversità intestinale nei soggetti residenti in ambienti rurali rispetto a quelli urbani, a conferma del ruolo dell’ambiente nella modulazione del microbiota. Un ulteriore elemento di rilievo è emerso dall’analisi della zonulina fecale, una proteina indicatrice della permeabilità della barriera intestinale: i soggetti che non seguivano un regime alimentare ispirato alla Dieta Mediterranea mostravano livelli più elevati, segnale di una compromissione della barriera mucosa intestinale". "Particolarmente interessante - prosegue il lavoro - è stato anche lo studio dei microRna, piccole molecole di Rna non codificante che regolano l’espressione genica e svolgono un ruolo cruciale nei processi infiammatori e nella funzionalità delle cellule epiteliali intestinali. Alcuni di questi microRna, come miR-24 e miR-923, sono risultati alterati nei pazienti con Ibd, suggerendo il loro coinvolgimento nei meccanismi molecolari della malattia. Anche nei pazienti con IBS sono emerse variazioni, sebbene meno marcate". "Questo convegno rappresenta un esempio concreto del nostro impegno per una sanità integrata, innovativa e centrata sulla persona”, ha commentato l’amministratore delegato e direttore generale Paolo Sormani, che ha poi sottolineato come “il microbiota sia una delle frontiere più affascinanti della scienza biomedica: ricerche come quella presentata oggi ci aiutano a comprendere quanto la salute dell’intestino rappresenti effettivamente una chiave per leggere le condizioni dell’intero organismo, e quanto l’ambiente – nelle sue dimensioni ecologiche, sociali e culturali – sia un fattore determinante del benessere complessivo dell’individuo”. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
L'INAF riceve 1,2 milioni di euro per svelare i segreti dell'Universo oscuro
(Adnkronos) - L'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ha ottenuto un finanziamento di 1,2 milioni di euro dal Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR), attraverso il Fondo Italiano per la Scienza (FIS 2). Questi fondi saranno destinati al progetto DARKER – Accurate constraints on dark energy and dark matter using strong lensing in the era of precision cosmology, una ricerca ambiziosa volta a esplorare i misteri dell'energia e della materia oscura, componenti che costituiscono circa il 95% dell'Universo. A guidare il progetto sarà la ricercatrice Cristiana Spingola dell'INAF. Il progetto DARKER si propone di scoprire nuove lenti gravitazionali di dimensioni estremamente ridotte. Questi fenomeni, che agiscono come "telescopi naturali" potentissimi, permetteranno di indagare con precisione ancora maggiore aspetti dell'Universo distante. Il concetto di lente gravitazionale, o lensing, è un effetto previsto dalla teoria della relatività generale di Albert Einstein. Come spiega Cristiana Spingola, "Se un oggetto molto massiccio – come una galassia o un ammasso di galassie – si trova tra noi e una sorgente luminosa lontana – come un quasar – il suo potenziale gravitazionale può deviare la radiazione, producendo immagini multiple della sorgente di sfondo". La particolarità su cui si concentrerà DARKER è il ritardo temporale (time delay) nelle variazioni di intensità luminosa tra le diverse immagini, una proprietà cruciale per identificare oggetti finora sfuggiti all'osservazione.
L'approccio innovativo del progetto risiede nella conduzione della ricerca di lenti gravitazionali nel dominio temporale (time-domain), un metodo inedito rispetto alle tradizionali analisi basate su immagini statiche. Per la conferma delle "candidate lenti", saranno essenziali osservazioni ad altissima risoluzione angolare. In questo contesto, l'utilizzo dei tre radiotelescopi italiani dell'INAF – il Sardinia Radio Telescope (Cagliari) e le parabole gemelle di Medicina (Bologna) e Noto (Siracusa) – in modalità VLBI (Very Long Baseline Interferometry), si rivelerà fondamentale per determinare la natura di queste rarissime lenti gravitazionali di piccolissima massa. "Sappiamo ancora troppo poco di materia ed energia oscura. Grazie a questo approccio innovativo, potremo identificare simultaneamente lenti gravitazionali molto piccole e sorgenti variabili sullo sfondo, finora invisibili con le tecniche tradizionali", ha commentato Spingola, che condurrà il progetto presso l'Istituto di Radioastronomia in collaborazione con l'Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio, entrambe sedi bolognesi dell'INAF. Il progetto mira a identificare centinaia di nuove lenti, impiegando dati storici raccolti dai telescopi spaziali GAIA e Fermi. L'attenzione sarà rivolta in particolare a oggetti molto compatti, con masse di pochi milioni di masse solari. La loro esistenza – o l'assenza – potrebbe fornire indizi cruciali sulla vera natura della materia oscura, aiutando a distinguere tra i modelli 'freddi' e 'caldi'. La conferma definitiva della natura di questi oggetti sarà possibile solo attraverso la tecnica della Very Long Baseline Interferometry, un campo in cui l'INAF vanta una profonda esperienza e un ruolo di spicco a livello europeo. Oltre a indagare l'Universo oscuro, DARKER contribuirà alla determinazione precisa della costante di Hubble (H₀), un parametro che misura la velocità di espansione dell'Universo. "Questa misura sarà indipendente da quelle attualmente disponibili e potrà aiutare a risolvere una delle più grandi controversie dell'astrofisica moderna, la cosiddetta 'tensione di Hubble', che consiste nel disaccordo tra le stime di H₀ ottenute da osservazioni dell'universo primordiale e quelle basate su misure più vicine a noi. DARKER potrebbe rappresentare, quindi, un passo importante per fare luce sull'Universo oscuro", conclude la ricercatrice. Cristiana Spingola, originaria di Perugia e laureata in Astrofisica all'Università di Bologna, ha consolidato la sua formazione scientifica tra Italia e Paesi Bassi, conseguendo il dottorato all'Università di Groningen. Ricercatrice a tempo indeterminato dal 2023, è riconosciuta come esperta di interferometria radio e lensing gravitazionale, e contribuisce attivamente alla preparazione scientifica della prossima generazione di interferometri radio, come quelli del progetto SKA.
Il finanziamento complessivo è stato erogato nell'ambito del macrosettore Physical Sciences and Engineering - Universe Sciences del FIS 2. I fondi FIS supportano annualmente progetti di ricerca altamente innovativi nei principali settori scientifici, adottando un modello simile a quello dell'European Research Council (ERC). Immagine di cover realizzata con il supporto di Gemini ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Reply Totem inaugura la nuova Gaming House nel cuore di Torino: un polo d'eccellenza per l'esports italiano ed europeo
(Adnkronos) - Il team esports Reply Totem ha annunciato, per mezzo di una nota ufficiale, l'apertura della sua nuova Gaming House, situata strategicamente nel centro di Torino. Questa struttura, moderna e multifunzionale, si configura come un punto di riferimento cruciale per l'evoluzione del team nel panorama esports, sia a livello nazionale che europeo. L'iniziativa mira a fornire un ambiente ottimale per i player, incentivare la creazione di contenuti di qualità e offrire spazi dedicati alla formazione, al team building e all'innovazione. L'inaugurazione di questa Gaming House rappresenta un passo significativo nella crescita di Reply Totem, che si consolida come una realtà di spicco nel settore. Un ruolo fondamentale in questo sviluppo è rivestito dal title sponsor Reply, che da cinque anni affianca il team con una visione orientata al futuro, all'eccellenza e all'innovazione. A sostenere l'iniziativa vi sono anche ASUS ROG (Republic of Gamers) e WD_BLACK, partner tecnologici strategici che garantiscono infrastrutture hardware di ultima generazione, essenziali per assicurare ai talenti di Reply Totem le massime prestazioni sia durante i training intensivi sia nelle competizioni ufficiali. La nuova Gaming House di Reply Totem trascende il concetto di semplice spazio fisico, configurandosi come un hub dinamico progettato per stimolare la creatività, promuovere la sinergia tra i team e facilitare l'interazione con la community. La struttura è dotata di postazioni professionali per il gaming, un'area dedicata allo streaming, spazi attrezzati per la produzione di contenuti digitali, zone relax e ambienti specifici per la formazione e il confronto tra i player. Tutti questi elementi contribuiscono a rendere la Gaming House il nuovo centro operativo per le attività esports e media di Reply Totem.
Fabio Cucciari, CEO di Reply Totem, ha sottolineato l'importanza strategica di questa nuova sede: “La Gaming House di Torino rappresenta un tassello fondamentale nella nostra strategia di crescita. È il punto di incontro tra talento, tecnologia e passione, e uno strumento per rafforzare il posizionamento di Reply Totem nel mondo esports, sia a livello nazionale che internazionale.” Anche Teodoro Di Pede, Head of Marketing - Open Platform Business Group di ASUS Italia, ha espresso entusiasmo per questa collaborazione: “Quella con Reply Totem è una collaborazione che ha preso vita in modo del tutto naturale, alimentata da valori e visioni comuni. Sin dall’inizio abbiamo riconosciuto nel team una combinazione di professionalità, passione e ambizione che rispecchia perfettamente la visione di ROG. La Gaming House rappresenta per noi non solo un hub tecnologico all’avanguardia, ma anche un punto di incontro per la crescita e la condivisione, il luogo perfetto dove l’innovazione incontra la community. Insieme stiamo realizzando qualcosa di più grande, per dare anche reale concretezza alla promessa contenuta già nel nome del nostro brand, nell'intento di costruire una vera e propria Repubblica dei Giocatori.” ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)









