8 marzo, Ordini infermieri: "76,5% sono donne, attive su genere e pari opportunità"
(Adnkronos) - Ogni giorno, con il loro impegno professionale, le infermiere lavorano attivamente sulle tematiche di genere, sui percorsi di carriera e sulla rappresentanza femminile nella categoria. Colonna portante della professione, rappresentando il 76,5% degli iscritti, le infermiere in Italia si misurano da sempre con l'attualità dell'essere donna e professionista, affrontando difficoltà e proponendo soluzioni per colmare le differenze che, anche in ambito lavorativo, persistono tra uomo e donna. Lo testimoniano le prime anticipazioni dello studio condotto dall'Osservatorio Pari opportunità di genere nelle professioni ordinistiche, promosso dalla Fondazione per la professione psicologica 'Adriano Ossicini' del Consiglio nazionale ordine psicologi (Cnop) in collaborazione con la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi). A partire dal mese di giugno al settembre 2024 - riporta una nota - è stato somministrato un questionario, diffuso attraverso i canali comunicativi della Federazione, che ha permesso di raccogliere più di 4mila risposte, utili a tratteggiare la percezione degli intervistati, opinioni ed esperienze in termini di pari opportunità, benessere, salute, soddisfazione di vita, discriminazioni e questioni di genere. Hanno risposto soprattutto donne (il 79,5%). Il 50% dei partecipanti ha più di 50 anni, il 10,6% è in possesso di una laurea magistrale e il 20% con master o dottorato. Il report raccoglie dal 41,9% delle donne intervistate l'affermazione di aver subito discriminazione nella propria vita lavorativa: per il 44,6% la causa è legata al proprio genere di appartenenza, mentre per il 43.5% deriva dalla situazione familiare. Il 27,5% delle donne che hanno compilato il questionario ritiene quindi "molto importanti", all'interno della professione, le tematiche legate alle parità di genere in termini di percorsi e opportunità e il 26,6% in termini di rappresentanza e ruoli direttivi. Complessivamente, prosegue la nota, dai primi dati si rende evidente una forte richiesta di osservazione e rilevazione dei fenomeni che emergono dalle risposte date al questionario. Un'istanza alla quale, pian piano, si sta rispondendo con l'introduzione - sia in strutture sanitarie che presso le università - di corsi di formazione e programmi di mentoring, nonché di supporto e counseling per aiutare le infermiere a gestire meglio lo stress, l'ansia e il burnout, e compiere un passo in avanti contro le discriminazioni e le disparità di genere. E di condizioni di lavoro e modelli organizzativi si parlerà anche in occasione del terzo Congresso nazionale Fnopi, in programma dal 20 al 22 marzo a Rimini. ---salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Turismo, successo la 1a edizione di 'Rise', workshop sul segmento luxury travel a Roma
(Adnkronos) - Si è conclusa con successo la prima edizione di 'Rise - Rome Insights Style Experience', il nuovo evento di riferimento per la valorizzazione e promozione dell’offerta di alta gamma della Capitale. Ideato dall’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato, e organizzato dal Convention Bureau Roma e Lazio per conto della Fondazione per l’Attrazione Roma & Partners, Rise ha esaltato le potenzialità di Roma e Lazio come destinazione d’eccellenza per il turismo luxury. Dal 27 febbraio al 1° marzo, Roma ha ospitato un nuovo workshop b2b dal format esperienziale e itinerante capace di raccontare il fascino senza tempo dell’ospitalità romana. L’evento si è aperto con l’Opening Reception all’Hotel de La Ville, seguito dal Grand Opening Gala nella storica Sala della Protomoteca del Campidoglio e sulla panoramica Terrazza Caffarelli. Gli incontri B2B tra operatori del territorio e buyer internazionali si sono svolti nelle Sala Ritz del St. Regis Rome e Sala Michelangelo del Rome Cavalieri Waldorf Astoria. A concludere la manifestazione, il Closing Gala a Villa Miani, dove gli ospiti hanno vissuto un’ultima serata all’insegna dell’eleganza e dell’eccellenza della destinazione. Per questa prima edizione, Rise ha registrato una numerosa partecipazione, affermandosi immediatamente come un appuntamento chiave per i professionisti del segmento. L’evento ha accolto 56 top buyer internazionali provenienti da Stati Uniti, Canada, Latam, Europa e India, insieme a 43 operatori della destinazione e oltre 20 media tra giornalisti, opinion leader e content creator italiani e stranieri. Grazie a più di 3.000 nuovi lead generati dagli incontri B2B, Insight Meetings, e dalle immersive esperienze sul territorio, Style Experiences, Rise si è affermato come evento necessario per il territorio e come nuova piattaforma strategica per la creazione di sinergie e opportunità commerciali per i brand della destinazione su scala globale. Un evento che non solo ha generato nuove opportunità di business, ma ha anche offerto ai partecipanti una prospettiva completa dell’infinite possibilità che la destinazione può proporre ai turisti premium: arte, moda, design, artigianato ed enogastronomia Made in Rome, al di fuori dei sentieri battuti. "La prima edizione di Rise è stata un successo. Una scommessa vinta con numeri sorprendenti che permetterà di consolidare il posizionamento di Roma sul settore del turismo di lusso. Questo grande evento segna un primo passo concreto verso un sistema Roma per promuovere l'immagine della nostra città nel mondo. Per la prima volta il tessuto imprenditoriale della città ha capito che, unendosi e collaborando con le istituzioni pubbliche, i benefici sono collettivi. Per troppi anni a Roma il turismo è stato gestito in modo casuale. Noi invece abbiamo adottato un approccio scientifico con una costante attività di comunicazione e marketing e i risultati ci stanno dando ragione. Ringrazio il Convention Bureau Roma e Lazio per il lavoro e le oltre 50 aziende che hanno creduto nell'idea, investendo risorse e dando un contributo significativo al progetto”, dichiara Alessandro Onorato, assessore allo Sport, Turismo, Moda e Grandi Eventi. “Siamo entusiasti del successo straordinario della prima edizione di Rise, un evento strategico e imprescindibile per il territorio, nato dalla sinergia tra istituzioni e operatori privati. Rise segna un passo fondamentale per consolidare il posizionamento di Roma e Lazio come destinazione di riferimento per il turismo di alta gamma e per gli eventi di prestigio internazionale. L’esperienza unica offerta a buyer e media ha permesso loro di scoprire la destinazione sotto una nuova luce, valorizzando non solo il suo inestimabile patrimonio storico e artistico, ma anche l’eccellenza dell’ospitalità, dei servizi e delle proposte dedicate ai turisti premium. Siamo certi che questo primo capitolo di Rise sia solo l’inizio di un percorso di crescita che rafforzerà ulteriormente il ruolo di Roma nelle coordinate globali del lusso, attirando una domanda sempre più qualificata già nel corso del 2025. Ringrazio l'assessore Onorato per il supporto e tutte le realtà imprenditoriali, sponsor e partner che hanno contribuito all’ottima riuscita di questo ambizioso progetto. Ancora una volta, il tessuto imprenditoriale romano ha dimostrato una solida e concreta coesione: quando istituzioni e operatori collaborano, il risultato è sempre una storia di successo”, afferma Onorio Rebecchini, presidente del Convention Bureau Roma e Lazio. Il luxury travel è un asset strategico per l’economia turistica della Capitale che, negli ultimi anni, ha registrato un’evoluzione senza precedenti nell’ospitalità di alta gamma. Solo nel 2024, infatti, Roma ha visto l’apertura di 14 nuovi hotel a cinque stelle, con altri sette di prossima inaugurazione. Attraverso una strategia mirata dell’amministrazione capitolina, la città continua ad attrarre i più prestigiosi brand internazionali, consolidandosi tra le destinazioni turistiche più ambite a livello globale: nell’ultimo anno, gli hotel di lusso hanno registrato 1,3 milioni di arrivi e 2,9 milioni di presenze, con una crescita del 5,87%. "Siamo orgogliosi di supportare la prima edizione di Rise in qualità di Official Green Carrier. Il turismo è da sempre uno dei driver strategici di Trenitalia e crediamo fermamente che Roma rappresenti una destinazione di lusso, con un'incredibile capacità di attrarre visitatori da tutto il mondo. Siamo convinti che la capitale italiana continuerà a essere un punto di riferimento di eccellenza e che iniziative come Rise possano incrementarne il potenziale. L'impegno di Trenitalia è quello di offrire un servizio sempre più sostenibile e di qualità, pensato per soddisfare le esigenze dei propri passeggeri, nazionali e internazionali", sottolinea Mario Alovisi, direttore Marketing di Trenitalia (Gruppo FS). Oltre a promuovere il turismo di lusso, Rise ha posto una forte enfasi sull’impatto ambientale, adottando pratiche sostenibili e privilegiando formati digitali e materiali certificati Fsc e riciclati. Parallelamente a ciò, in collaborazione con Equoevento Onlus, sono state recuperate oltre 500 porzioni di cibo (circa 75 kg) donate dal Convention Bureau Roma e Lazio al Centro Vo.Re.Co. (Volontari Regina Coeli), a sostegno di ex detenuti e persone in difficoltà sul territorio romano. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Il futuro dei display flessibili al Mobile World Congress
(Adnkronos) - Il Mobile World Congress (MWC) è tradizionalmente associato alla presentazione di nuovi smartphone, ma l'edizione di quest'anno ha visto un'affascinante diversificazione, con un'enfasi notevole sui display flessibili e le loro potenziali applicazioni in diversi settori. Lenovo e Samsung Display, in particolare, hanno catturato l'attenzione con concept innovativi che esplorano le possibilità offerte da questa tecnologia emergente. Lenovo ha presentato il ThinkBook Flip concept, un dispositivo che sfida le convenzioni dei laptop tradizionali. La sua caratteristica distintiva è la capacità dello schermo di dispiegarsi non una, ma due volte, offrendo una superficie di visualizzazione significativamente ampliata. Questo design apre nuove prospettive per la produttività e il multitasking, suggerendo un futuro in cui i laptop potrebbero adattarsi dinamicamente alle esigenze dell'utente. Samsung Display, leader nella produzione di pannelli, ha portato al MWC una serie di concept che dimostrano il potenziale dei display flessibili in vari ambiti. Questi prototipi, pur non essendo destinati alla produzione immediata, offrono uno sguardo sulle future applicazioni di questa tecnologia. Briefcase Screen è un display pieghevole che, una volta chiuso, assume la forma di una valigetta. Questo concept solleva interrogativi sul suo utilizzo pratico (ad esempio, la necessità di un cavalletto integrato), ma rappresenta un'interessante esplorazione nel campo degli schermi di grandi dimensioni e facilmente trasportabili. Il Flex Gaming pieghevole è un prototipo di console portatile in stile Nintendo Switch, con uno schermo che si apre completamente e si ripiega a metà per la conservazione. L'attrattiva estetica e la portabilità di questo concept hanno suscitato grande interesse tra i visitatori, evidenziando il potenziale dei display flessibili nel settore del gaming. Infine, The Claw è un telefono in stile Z Flip con un design asimmetrico e due cerniere. Sebbene presenti un'estetica accattivante con una finitura bicolore, questo concept solleva dubbi sulla sua praticità, in particolare sulla protezione dello schermo interno, parzialmente esposto. Samsung Display ha presentato anche altri esempi di schermi che si estendono, si piegano o si flettono, a testimonianza dell'impegno dell'azienda nell'esplorare tutte le possibili declinazioni di questa tecnologia. Questi concept, pur essendo dimostrazioni tecnologiche, sottolineano un trend importante: il passaggio dai display rigidi a quelli flessibili apre un ventaglio di possibilità per il design e la funzionalità dei dispositivi elettronici, ben oltre il settore degli smartphone. Il MWC di quest'anno ha fornito uno scorcio di questo futuro, in cui i display si adatteranno alle nostre esigenze in modi precedentemente inimmaginabili. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Cardiopatie ereditarie, 'il test genetico può salvare la vita'
(Adnkronos) - Sindrome del QT lungo, Brugada, cardiomiopatia aritmogena: malattie del cuore che periodicamente finiscono sotto i riflettori della cronaca per la morte improvvisa di calciatori o altri atleti apparentemente in perfetta forma. Cardiopatie ereditarie potenzialmente letali, che un test genetico è in grado di intercettare prima che sia troppo tardi. Un prelievo di sangue che salva la vita. I risultati dei primi 3 anni di attività dell'Ambulatorio di Cardiogenetica del Centro cardiologico Monzino Irccs di Milano confermano l'efficacia di questo strumento nel diagnosticare preventivamente patologie che minacciano soprattutto i giovani. Su 600 pazienti sottoposti a test genetico - riferiscono dal Monzino - il 40% ha ricevuto un referto positivo con almeno una variante genetica patologica o sospetta, vale a dire una mutazione nei geni che può dare origine a una malattia genetica ereditaria. E il test genetico esteso a 137 familiari dei pazienti ha rivelato che il 52% è portatore della stessa variante patogenetica del suo parente. "Scoprire una variante genetica significa segnalare il rischio di sviluppare una cardiopatia ereditaria - afferma Valeria Novelli, coordinatrice del Programma di Cardiogenetica dell'Irccs del cuore - e dunque aprire delle possibilità di prevenzione e in molti casi salvare la vita a se stessi e ai propri familiari. Le varianti genetiche responsabili di queste patologie hanno infatti il 50% di probabilità di essere trasmesse da genitore a figlio. Il tutto senza sottoporsi a un lungo iter di esami, ma con un semplice prelievo di sangue. Ogni anno in Italia perdiamo per patologie cardiache ereditarie circa mille giovani sotto i 35 anni, che stanno bene e non hanno nessun sintomo premonitore", sottolinea la specialista. "La maggior parte di questi ragazzi potrebbero essere salvati con una diagnosi molecolare", assicura, precisando che le cardiopatie ereditarie vengono "denominate come rare, ma in effetti non lo sono. Si stima ad esempio che la sindrome del QT lungo colpisca 1 giovane su 2mila". Le cardiopatie ereditarie ad oggi classificate appartengono per la maggior parte alla famiglia delle malattie aritmogene ereditarie (Mae), spiegano gli esperti del Monzino. Attualmente vengono intercettate in occasione di visite di altra natura, tipicamente visite di check-up per l'attività sportiva, durante le quali possono emergere aritmie sospette, oppure perché i soggetti manifestano un evento aritmico, come un arresto cardiaco o una sincope. Queste diagnosi 'casuali' spesso consentono di scoprire patologie come ad esempio il QT lungo, la sindrome di Brugada, la cardiomiopatia aritmogena: tutte malattie che possono esitare in successive manifestazioni gravi o anche mortali e che possono essere prevenute con un programma di sorveglianza attiva oppure con una terapia profilattica, che in alcuni casi può consistere anche nell'impianto di un loop recorder (un dispositivo che viene impiantato sottopelle per registrare il ritmo cardiaco in continuo) o di un defibrillatore impiantabile. "Va sottolineato - approfondisce Novelli - che le varianti che identifichiamo con il test genetico possono essere benigne o maligne oppure essere 'varianti di significato incerto' (Vus), vale a dire alterazioni che ad oggi non hanno abbastanza evidenze per essere classificate, ma potrebbero domani essere decodificate ed avere un nome. Abbiamo calcolato che il 60% delle varianti identificate nel nostro ambulatorio sono Vus. In termini pratici, significa che la persona portatrice di Vus non seguirà terapie profilattiche, ma verrà inserita in un programma di rivalutazione. I nostri dati confermano che, effettuando una rivalutazione ogni 6 mesi, il 25% delle Vus viene nel tempo riclassificata. La scienza in questo campo progredisce molto rapidamente. Non a caso - evidenzia la specialista - il ministero della Salute ha introdotto nei nuovi Lea, i Livelli essenziali di assistenza, la rianalisi del test genetico nel tempo. Analogamente, in caso di test genetico negativo, non possiamo escludere la presenza della malattia, in quanto alcuni geni associati a queste patologie sono ancora in fase di studio. Per questo al Monzino rivalutiamo ogni anno i pazienti con test genetico negativo per sottoporli ad ulteriori indagini genetiche, qualora ci fossero nuove scoperte". "Ho voluto fortemente un centro di ricerca e cura dedicato alla cardiogenetica e posso affermare che, anche grazie a questa iniziativa, il Monzino è fra i primi centri in Italia per la diagnosi e cura delle principali forme di malattie cardiache ereditarie", dichiara Giulio Pompilio, direttore scientifico del centro. "Già oggi la cardiogenetica ha un ruolo cruciale nella tutela della salute del cuore, che in futuro diventerà sempre più rilevante - prospetta - Oggi riconosciamo molte patologie come ereditarie e nel 40-50% dei pazienti siamo in grado di identificare la specifica mutazione genetica delle patologie cardiache su base ereditaria. Siamo dunque a metà strada: ora dobbiamo riuscire a dare volto e forma alle patologie genetiche ereditarie del restante 50% di pazienti per cui ancora, con molta probabilità, non conosciamo i geni causativi. Da qui l'importanza della ricerca e dell'interpretazione dei dati e delle informazioni che da essa derivano: nella pluralità di geni coinvolti nello sviluppo di una malattia, dobbiamo riuscire a identificare quelli più importanti ed è un processo continuo di ricerca e cura". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Iss, dal cuore alla psiche 5 consigli per proteggere la salute delle donne
(Adnkronos) - Il cuore e le ossa di cui prendersi cura, "perché alcune fragilità legate all'età che avanza non si trasformino in problemi più seri". Ma anche la psiche da proteggere, "arginando lo stress legato al prendersi cura in maniera esclusiva di un familiare malato o non autosufficiente". La salute la tutela della salute delle donne è "un universo variegato, unico e specifico" da tutelare, e in occasione dell'8 marzo, Giornata internazionale della donna, il Centro di riferimento per la medicina di genere dell'Istituto superiore di sanità ha evidenziato 5 aree specifiche di cui tener conto, con altrettanti consigli dedicati, per il benessere al femminile. Si parte dalle malattie cardiovascolari. In Italia, nella popolazione adulta (18-69 anni), sono il 16,5% le donne che riferiscono di essere affette da ipertensione. Il 19% riporta invece di avere il colesterolo alto. Gli esperti del centro Iss ricordano che le malattie cardiovascolari, classicamente considerate un problema maschile, sono la principale causa di morte delle donne. I fattori di rischio evitabili sono in primo luogo due: fumo di sigaretta e inattività fisica. Ad oggi, molte evidenze scientifiche rilevano che il rischio di infarto risulta più elevato nelle donne fumatrici rispetto agli uomini, in particolare con l'arrivo della menopausa. Il maggior incremento del rischio si verifica nelle donne che hanno fumato tra i 18 e i 49 anni. Il rischio relativo di andare incontro ad infarto acuto del miocardio risulta di oltre 13 volte tra le fumatrici rispetto alle non fumatrici di pari età. Sul versante dell'attività fisica, invece, il Centro per la medicina di genere sottolinea che un esercizio costante aiuta a ridurre la pressione arteriosa, a garantire il mantenimento o il ripristino del peso forma, a migliorare la gestione della glicemia e ad aumentare le concentrazioni nel sangue di colesterolo Hdl ('buono'), riducendo quello Ldl ('cattivo'). Nonostante questi benefici per lo più noti, la sedentarietà rimane un'abitudine diffusa sulla quale intervenire. Il secondo aspetto da considerare è l'osteoporosi, che si stima che colpisca circa 5 milioni di persone, di cui l'80% sono donne in post menopausa. Tra i consigli mirati per contrastarla: un'alimentazione ricca di calcio e vitamina D; attività fisica regolare; controlli medici regolari; stile di vita sano, limitando il consumo di alcol e di caffeina, in quanto possono interferire con l'assorbimento del calcio, ed evitando il fumo perché la nicotina accelera la perdita ossea. Terza problematica da considerare: l'esposizione delle donne a minime quantità di sostanze chimiche differisce da quella degli uomini sia per fattori sociali relativi allo stile di vita, sia per differenze fisiologiche e ormonali che determinano effetti diversi sulla salute. Alcuni studi dell'Iss hanno dimostrato che le donne che vivono in aree urbane hanno livelli più elevati di plasticizzanti rispetto a coloro che vivono in aree rurali. Si tratta di un fattore di rischio per l'infertilità nelle donne, ma non negli uomini. Per limitare l'esposizione occorre migliorare lo stile di vita, con più attenzione all'utilizzo di plastica monouso, alla composizione dei cosmetici, alla dieta variata, limitando i cibi grassi dove alcune sostanze tossiche tendono ad accumularsi. Di questi accorgimenti occorre tenere conto in particolare durante la gravidanza, per limitare l'esposizione del feto agli effetti nocivi. L'attività fisica facilita l'eliminazione delle sostanze tossiche. Quarta area d'interesse l'assistenza. Le donne caregiver in Italia sono circa l'80% del totale. Molte donne caregiver sono costrette a lavorare part time, a rifiutare opportunità di crescita professionale se non addirittura ad abbandonare il lavoro per dedicarsi esclusivamente alla cura di un familiare. Per quanto riguarda la salute mentale e fisica, le donne che si prendono cura di un familiare riferiscono livelli maggiori di stress rispetto agli uomini, sintomi più gravi di depressione e un numero maggiore di disturbi di salute fisica. Anche gli stili di vita sono coinvolti: le donne caregiver più frequentemente degli uomini hanno una alimentazione irregolare. Sostenere le donne caregiver significa investire nel benessere di tutta la comunità, garantendo loro supporto concreto e servizi adeguati. Infine il peso in eccesso, con il grasso che si distribuisce in maniera diversa nelle donne rispetto agli uomini. Il consiglio è una dieta equilibrata e attività fisica regolare. In Italia, nella popolazione adulta (18-69 anni), il sovrappeso e l'obesità sono più frequenti negli uomini (52%) rispetto alle donne (34,2%), anche se le donne tendono ad avere più grasso corporeo rispetto agli uomini a parità di indice di massa corporea, con una diversa distribuzione del tessuto adiposo. Le donne tendono a depositare grasso nella parte inferiore del corpo e gli uomini nella parte superiore. Gli esperti suggeriscono di seguire una dieta equilibrata, un'alimentazione ricca di frutta, verdura, legumi e cereali integrali, riducendo i consumi di alimenti ad alta densità energetica e basso valore nutrizionale e di svolgere regolarmente attività fisica, secondo un piano adatto alle proprie esigenze individuali. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Design, Unox Casa si espande: elettrodomestici made in Italy per lusso e Ia in cucina
(Adnkronos) - Nato come una sfida durante la pandemia, il brand Unox Casa si sta espandendo e nel 2024 ha contribuito alla crescita di tutto il gruppo Unox. Con un'idea innovativa e vincente: portare il lusso e la tecnologia nelle cucine delle case e introdurre per la prima volta l'intelligenza artificiale ai fornelli. "Unox Casa è nata come una sfida ambiziosa, una scommessa sull’innovazione e sull’eccellenza italiana, che oggi si è trasformata in una realtà di riferimento nel settore degli elettrodomestici di lusso. L’idea iniziale era audace: portare per la prima volta nelle case le straordinarie prestazioni di un forno professionale, offrendo agli appassionati di cucina un’esperienza dirompente. Un’intuizione visionaria, maturata in piena pandemia, che ha saputo interpretare due esigenze concrete del mercato: disporre delle migliori tecnologie professionali in casa e elevare la qualità delle preparazioni culinarie domestiche in modo semplice e automatico", racconta ad Adnkronos/Labitalia Matteo De Lise, General Manager di Unox Casa. Cinque anni dopo, Unox Casa rappresenta uno degli asset a più alto potenziale di crescita di Unox, raddoppiando il proprio giro d’affari nell’anno appena concluso e contribuendo complessivamente a un 2024 da record per il gruppo: un fatturato di 330 milioni di euro, in aumento del 14% rispetto al 2023, e un incremento degli ordini del 17%. Numeri che confermano la forza della sinergia tra il mondo professionale e quello domestico. "La forza trainante del brand - sottolinea - è stato SuperOven, il primo forno che coniuga l’innovazione tecnologica dei migliori forni professionali con un design iconico e sofisticato, espressione del miglior Made in Italy. Ma SuperOven non è solo il miglior forno professionale per la casa: è il cuore di uno stile di vita esclusivo, quello dello Starred Living, che trasforma ogni momento in cucina in un’esperienza stellata, portando il lusso e la perfezione dell’alta ristorazione nelle case di chi ama vivere senza compromessi. Una visione che ha permesso di conquistare nuovi mercati internazionali e accendere il desiderio per l’eccellenza italiana nel mondo". Un percorso che ha portato il marchio a guardare anche all'estero ampliando sempre di più i mercati di riferimento, portando l'eccellenza made in Italy. "Il Made in Italy - osserva - è universalmente riconosciuto come sinonimo di eccellenza artigianale e ingegneristica, innovazione e cura per ogni dettaglio. È un valore che trascende i confini, capace di evocare un’idea di qualità assoluta, desiderata ovunque. Tuttavia, ciò che rende davvero distintivo il nostro approccio è la capacità di adattare questa eccellenza alle specificità di ogni mercato, senza mai perdere l’anima italiana". "Nel 2024, Unox Casa ha vissuto una crescita dirompente: il fatturato è raddoppiato, così come la nostra presenza internazionale, che è passata da 20 a 40 Paesi. Nel nostro percorso di espansione, abbiamo portato Unox Casa in Paesi culturalmente diversi tra loro come Europa, Australia, Cina, Kuwait, Turchia e Stati Uniti, con prossime aperture in Colombia e Panama. In ognuna di queste realtà, abbiamo interpretato il Made in Italy in modo sartoriale, modellando la nostra offerta per valorizzare al meglio le tradizioni e le aspettative locali. Non si tratta solo di design e tecnologia, ma anche di un’esperienza gastronomica che parla direttamente al territorio e alle esigenze della clientela", prosegue il General Manager di Unox Casa. "Un esempio concreto - fa notare - è come SuperOven, oltre a garantire le straordinarie prestazioni della cucina professionale, si arricchisce di programmi automatici di cottura personalizzati per ogni cultura, integrando piatti iconici di ogni Paese. Questo approccio crea un dialogo tra tradizione e innovazione, un vero scambio culturale e culinario in cui il nostro savoir-faire italiano non si limita a essere esportato, ma diventa parte della quotidianità di chi lo sceglie. In ogni parte del mondo, il nostro obiettivo resta lo stesso: offrire un’esperienza esclusiva e su misura, capace di esaltare il piacere della cucina e il valore dell’innovazione, sempre nel segno dell’eccellenza italiana". E Unox Casa continua a credere nel sistema fieristico. "Le fiere - afferma Matteo De Lise - restano un luogo indiscutibile di incontro e confronto, un melting pot di visioni, idee e ispirazioni tra diverse culture, dove il Made in Italy viene messo in risalto e riesce sempre ad emergere, seducendo un pubblico globale fatto di innovatori, progettisti e appassionati del design. Il Salone del Mobile di Milano 2024 ne è stato la prova tangibile: qui abbiamo presentato in anteprima la nuova Black Edition, un’evoluzione del nostro prodotto di punta, che oltre all’iconico acciaio satinato si veste ora di un sofisticato nero opaco, interpretando il desiderio di personalizzazione e stile della nostra clientela raffinata. Ma le fiere non sono solo vetrine di prodotto: sono acceleratori di crescita. I contatti generati durante EuroCucina hanno avuto un impatto concreto e immediato, permettendoci in pochi mesi di raddoppiare la nostra presenza globale, portando il nostro esclusivo lifestyle Starred Living in numerosi nuovi mercati e continenti. Guardando al 2025, continueremo a investire su questo dialogo diretto con il pubblico e i professionisti, certi che il valore dell’incontro fisico e dello scambio di idee sia un elemento fondamentale per rafforzare il gruppo e affrontare le sfide future con visione e audacia". Un'idea vincente del brand è stata quella di portare nel residenziale la tecnologia del professionale, puntando sullo Starring Living: "Starred Living - chiarisce - è un lifestyle, una ridefinizione del lusso abitativo, dove SuperOven si fa catalizzatore di un’eccellenza culinaria ’stellata’ che per la prima volta entra nelle cucine di lusso, innalzando il più radicato paradigma del design italiano a nuove supreme vette. Fondendo le prestazioni dei più raffinati ristoranti con un design italiano distintivo, il forno di punta di Unox Casa trasforma la cucina nel cuore pulsante dell’abitazione ed eleva l’esperienza culinaria quotidiana, rendendo ogni piatto un capolavoro di gusti e profumi degni di uno chef stellato. L’alta cucina diviene così il fulcro dell’esperienza domestica negli spazi abitativi d’élite, rivoluzionando l’essenza stessa della vita dei loro proprietari ed elevandola ad uno status stellato". Unox Casa ha lanciato una nuova campagna di immagine con un'idea innovativa, come illustra il General Manager: "La nostra nuova campagna nasce dall’idea di raccontare SuperOven-Black Edition in un contesto che rispecchi le abitazioni e le cucine dei nostri mercati di riferimento. Per questo abbiamo scelto due scenari evocativi e profondamente diversi tra loro, capaci di rappresentare la versatilità del nostro forno e la sua capacità di adattarsi a ogni ambiente domestico, mantenendo intatta la sua anima di eccellenza". "Il primo scenario - continua Matteo De Lise - è immerso in una giungla lussureggiante, un paesaggio naturale e vibrante, caratteristico del centro America, in cui la cucina si fonde armoniosamente con l’ambiente circostante, diventando parte di un ecosistema raffinato e contemporaneo. Il secondo, invece, si sviluppa in un paesaggio desertico, tipico dei paesi del Medio Oriente, un ambiente essenziale dai toni caldi e avvolgenti, dove il nostro forno si erge come un’icona di design e innovazione, un simbolo di comfort ed esclusività. Queste ambientazioni non sono semplicemente sfondi scenografici, ma rappresentano il nostro concetto di adattabilità ed esclusività su scala globale. Per Unox Casa, il Made in Italy non è solo un marchio, ma un’esperienza che si inserisce con naturalezza nei contesti più diversi, esaltando il piacere della cucina in ogni parte del mondo". Anche l'intelligenza artificiale è entrate nel segmento di riferimento. "L’intelligenza artificiale sta ridefinendo interi settori, ma fino ad oggi - rimarca - nessuno aveva davvero applicato il suo potenziale alla cucina di alto livello. Se OpenAI di Microsoft, DeepMind di Google e xAI di Elon Musk stanno cercando di costruire l’Agi (Artificial General Intelligence), un’intelligenza artificiale in grado di pensare come un essere umano, noi con SuperOven stiamo puntando a qualcosa di altrettanto rivoluzionario: l’Aci (Artificial Culinary Intelligence). L’Aci è il punto di svolta: per la prima volta nella storia, la tecnologia permette a chiunque di cucinare piatti di livello stellato senza dover essere uno chef. Non si tratta di un semplice forno smart, ma di un sistema che apprende, si adatta e ottimizza ogni variabile della cottura (temperatura, umidità, tempi) con una precisione che nessun essere umano potrebbe replicare manualmente. È come avere un grande chef sempre con te, che lavora dietro le quinte per garantire un risultato perfetto, ogni singola volta". "Ma l’innovazione - avverte Matteo De Lise - non si ferma alla cottura: abbiamo integrato anche una funzione di pulizia intelligente che analizza ogni preparazione per suggerire il ciclo di lavaggio più efficiente, ottimizzando tempi e consumi. Pensateci: oggi chiunque può scrivere un testo efficace con ChatGpt o generare immagini straordinarie con l’Ai, senza essere scrittore o artista. Con l’Aci, succede lo stesso nella cucina: la barriera tecnologica tra aspirante cuoco e maestro della gastronomia viene completamente abbattuta. Ci tengo a sottolineare che l’intelligenza artificiale non sostituisce il talento umano, ma lo amplifica, trasformando l’alta cucina casalinga in un’esperienza intuitiva, altamente soddisfacente e senza margine d’errore". "Questo cambia tutto. La cucina non è più solo uno spazio domestico, ma il nuovo palcoscenico della creatività, della tecnologia e del lusso. E noi di Unox Casa siamo i primi al mondo a portare questa rivoluzione nelle case", conclude il General Manager di Unox Casa. ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Giorlandino (Uap): "Grazie al senatore Gasparri per intervento su nuovo tariffario"
(Adnkronos) - La presidente dell'Uap, l'Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata, Mariastella Giorlandino, "ringrazia" il senatore Maurizio Gasparri della nota di ieri, "a mezzo della quale ha chiesto al ministero della Salute di intervenire nel minor tempo possibile per adeguare le tariffe previste nel nuovo nomenclatore tariffario, poiché sottocosto rimborsabile". Uap rappresenta 27.000 strutture sanitarie private accreditate comprensive dell'ospedalità privata. "Finalmente le associazioni di categoria rappresentative dei laboratori, poliambulatori, enti e ospedalità privata cominciano a sentirsi sostenuti dopo 2 anni di lunge lotte durante i quali - ricorda Giorlandino - è stato rappresentato al ministero l'impossibilità di erogare prestazioni sanitarie di qualità con i tagli ai rimborsi introdotti dal nuovo nomenclatore tariffario, che condurranno alla chiusura di tante strutture sanitarie delle regioni del Sud Italia in piano di rientro o alla svendita sotto costo a grossi gruppi multinazionali". L'intervento del senatore Gasparri consentirà "la salvaguardia della nazionalità delle imprese italiane e degli oltre 350.000 dipendenti che rischiano il posto di lavoro, per questo le associazioni di categoria", unite sotto la sigla Uap. La presidente Giorlandino, nel ribadire il proprio apprezzamento per la nota del senatore Gasparri, insiste nel chiedere "il ripristino delle tariffe del decreto Balduzzi, che ha oltre 20 anni, così da poter successivamente intraprendere dei tavoli di confronto volti a definire tariffe sostenibili, chiare e trasparenti". L'Uap "ringrazia il senatore Gasparri nella consapevolezza di agire congiuntamente per il medesimo fine: salvaguardare la salute dei cittadini italiani". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sport, arte e ricerca. Sabrina e Maria Grazia girl power anticancro
(Adnkronos) - "Mai pen rai", "non ci pensare". Questo caposaldo della filosofia tailandese, che invita ad accettare ciò che non si può controllare e ad affrontare le sfide con leggerezza e resilienza, Maria Grazia Totaro, scienziata esperta di citofluometria dell'Ifom di Milano, Istituto di oncologia molecolare di Fondazione Airc, lo applica tanto allo sport quanto alla scienza: il progresso tecnologico è in continua evoluzione e sapersi adattare, senza lasciarsi bloccare dagli ostacoli, è essenziale per chi lavora in un campo che cambia così rapidamente. Per lei un mantra che ha scelto di incidere sulla pelle, trasformandolo in uno dei suoi 10 tatuaggi, 3 dei quali fatti in Thailandia, dove ha combattuto sul ring (praticava il Muay Thai) e imparato il valore della disciplina. Sabrina Giampaolo, biologa specializzata nello studio dei linfomi, invece, la sua creatività la esprime tanto nell'arte quanto al bancone del laboratorio del centro di ricerca meneghino. E' infatti convinta che sia fondamentale per affrontare le sfide scientifiche. Due storie di camici rosa, volti nuovi del 'girl power' nella scienza anticancro, che offrono uno spaccato di com'è oggi la vita delle professioniste che scelgono questo percorso, alla vigilia della Giornata internazionale della donna. Maria Grazia, 44 anni, guida l'unità tecnologica di citofluometria di Ifom, è quotidianamente immersa nell'alta tecnologia applicata alla ricerca sul cancro. Ma fuori dal laboratorio, il suo spirito competitivo e la sua passione emergono in modo diverso: prima combattente di Muay Thai con 8 viaggi in Thailandia alle spalle, ora atleta di crossfit e gare Hyrox, dove si alternano corsa e prove di resistenza. "Mi piace la sfida, la curiosità mi spinge sempre a esplorare nuovi orizzonti, che si tratti di una disciplina sportiva o di una tecnologia in evoluzione".
La citofluometria, tecnologia che studia le cellule analizzandone le proprietà fisiche e la fluorescenza mentre passano attraverso un laser, sembrava aver perso terreno rispetto ad altre metodologie. Oggi invece sta vivendo una rinascita, racconta: "Rimasta per anni sempre uguale a se stessa, ultimamente ha subito una rivoluzione esponenziale. Oggi, grazie alle nuove tecnologie full spectrum e alle analisi high dimensional e unsupervised, possiamo osservare e analizzare molti più parametri, ottenendo dati sempre più complessi e preziosi per la ricerca sul cancro", spiega Totaro. La tecnologia è stata centrale in studi che hanno portato a Nobel e scoperte fondamentali in oncologia e immunologia. Uno degli esempi più noti è il lavoro di Shinya Yamanaka sulle cellule staminali pluripotenti indotte, che gli è valso il premio Nobel nel 2012. Anche i progressi nelle terapie Car-T per il trattamento di alcuni tumori del sangue devono molto alla citofluometria, che ha permesso di caratterizzare in modo estremamente preciso le cellule immunitarie modificate per attaccare il cancro. Maria Grazia ha sempre lavorato in team prevalentemente femminili, ma con capi uomini. "Non mi sono mai sentita sminuita o in difficoltà, anzi", dice. Ora che è lei a guidare un'unità, ha mantenuto lo stesso approccio: competenza e determinazione, ma senza rigidità. Una forza gentile, come è anche quella di Sabrina, classe 1989. Il suo focus all'Ifom è la predizione della gravità di alcune tipologie di linfoma attraverso l'analisi delle caratteristiche cellulari dei pazienti. E' il classico 'cervello di ritorno': dopo 6 anni in Germania, ha deciso di tornare in Italia per continuare qui la sua missione scientifica. "La decisione di tornare - riflette - è stata anche una decisione di continuare a crescere, non solo professionalmente, ma anche come persona". Cacciatrice di linfomi con la passione per le arti, la scienziata coltiva il canto jazz e blues e, soprattutto, l'improvvisazione teatrale. Una passione che, a dispetto di quanto si potrebbe pensare, in realtà condivide molte analogie con il lavoro di un ricercatore. L'improvvisazione teatrale richiede un mix di intuizione, elasticità mentale e capacità di riformulare continuamente le domande, e questo approccio lei lo ritrova anche nel suo lavoro scientifico. La ricerca, come il teatro, non segue mai un percorso lineare: "Ogni dato che ricevi ti spinge a rivedere le tue ipotesi, proprio come in scena, dove ogni battuta può aprire una nuova direzione nella storia", spiega Sabrina. E' anche questione di 'serendipity', dice, saper cogliere un significato in quel qualcosa che ti viene 'donato' dal caso. "La scienza è fatta anche di momenti di serendipità, dove un semplice dato può aprire porte che non avevi nemmeno immaginato", racconta. La ricerca sui linfomi è un campo che negli ultimi anni ha visto progressi notevoli. Questi tumori, che colpiscono le cellule del sistema linfatico, sono molto diversi tra loro e spesso difficili da diagnosticare precocemente. Le terapie sono in continua evoluzione e l'approccio personalizzato, che permette di adattare il trattamento alle caratteristiche specifiche di ogni paziente, sta dando risultati. Grazie alla ricerca come quella che Sabrina porta avanti col suo team, è ora possibile individuare i linfomi in fase precoce e prevedere il loro andamento, migliorando così le possibilità di trattamento e guarigione. "Il lavoro di ricercatrice - assicura - è uno dei più belli, perché ti consente di utilizzare la fantasia per tirare fuori qualcosa di nuovo. La scoperta, la possibilità di lasciare un segno nella storia, è un'emozione senza pari, una vera e propria 'farfalla nello stomaco'". (di Lucia Scopelliti) ---salute/medicinawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Energia, le soluzioni Sungi Solar a Key Energy 2025
(Adnkronos) - Sungi Solar tra i protagonisti dell’edizione 2025 di Key Energy, con uno stand di oltre 250 mq progettato per valorizzare e dare spazio alla ricca varietà di soluzioni offerte da Sungi Solar. Fondata 18 anni fa, Sungi Solar è oggi tra i leader globali nella produzione di pannelli solari ad alta tecnologia e prestazioni. Con stabilimenti produttivi che si estendono su oltre 45mila mq a Changzhou, e una rete logistica che collega l’intero globo, collocando strategicamente i propri magazzini in Italia, Slovenia e Spagna. Questa infrastruttura consente a Sungi di rispondere con efficienza alle esigenze di un mercato europeo in continua espansione. La qualità dei pannelli Sungi Solar è il risultato di controlli rigorosi lungo l’intero ciclo produttivo: dalla selezione delle materie prime al monitoraggio costante dei processi. Grazie all’impiego di sistemi automatizzati e intelligenti, l’azienda non si limita a rispettare gli standard di mercato, ma punta a ridefinirli, offrendo soluzioni che integrano estetica e funzionalità. “Il pannello colorato è una strategia vincente per chi presta attenzione all’estetica oltre che alla funzionalità, riducendo drasticamente l’impatto visivo e integrandosi perfettamente nell’ambiente circostante - spiega Cristian Carletto, fondatore di Sungi Solar - In Sungi abbiamo portato questa innovazione ben oltre i consueti standard per offrire una gamma pressoché infinita di possibilità tonali ai nostri clienti”. A Key Energy, Sungi Solar presenta una gamma completa di tecnologie all’avanguardia, tra cui Perc, Topcon, Hjt, BackContact e Transmittance per il settore agrovoltaico. Questi moduli semi-trasparenti, ideali per applicazioni in agricoltura, oltre a generare energia, migliorano la protezione delle colture e contribuiscono al risparmio energetico, unendo innovazione e rispetto per l’ambiente. A completare l’offerta, lo stand di Sungi Solar è condiviso con Qion, partner specializzato in soluzioni di storage. Questa collaborazione rappresenta un ulteriore passo avanti nella missione di Sungi di fornire un servizio a 360 gradi, capace di rispondere a ogni esigenza del settore energetico. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Energia, Armani (Elettricità futura): "Settore elettrico motore principale decarbonizzazione"
(Adnkronos) - "La decarbonizzazione sicura e competitiva è una sfida urgente, e il settore elettrico ne è il motore principale". Ad affermarlo è Gianni Vittorio Armani, Presidente di Elettricità Futura, intervenendo a Key Energy 2025 a Rimini sottolineando la necessità di accelerare la transizione energetica, l'obiettivo primario è l’aumento della produzione da fonti rinnovabili, che oggi coprono solo il 20% dei consumi finali di energia, con l’obiettivo di raggiungere il 40% entro il 2030. Nel settore elettrico la quota attuale è del 40%, inferiore rispetto alla Spagna, che ha già superato il 50% ed è riuscita ad abbassare il costo dell'energia elettrica. Per colmare il divario, è necessario incrementare il ritmo di installazione. Puntare sulle fonti rinnovabili ci garantirebbe competitività e una maggior indipendenza energetica dal punto di vista della fornitura, abbassando il costo della bolletta. Rendendo più economica l'energia elettrica potremmo accelerare, inoltre, l'elettrificazione dei consumi finali. "Il repowering degli impianti Fer già installati rappresenterebbe uno strumento strategico per accelerare la transizione energetica", ha sottolineato Armani. "La sola installazione di tecnologie innovative eoliche e fotovoltaiche consentirebbe di incrementare la produzione di elettricità da rinnovabili a parità di superficie utilizzata, con un importante beneficio per i consumatori finali. Fondamentale anche semplificare il permitting per favorire nuovi investimenti. Il settore elettrico è pronto a fare la sua parte per un'Italia più indipendente e competitiva" ha concluso. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)










