Renato Bisignani nominato Chief Marketing & Communications Officer di Sanlorenzo

(Adnkronos) - Il Cav. Massimo Perotti, Executive Chairman di Sanlorenzo, ha annunciato la nomina di Renato Bisignani nel ruolo di Group Chief Marketing & Communications Officer.
 Bisignani dopo tanti anni trascorsi nel mondo dell'automotive con Renault F1, Ferrari, Formula E e Aston Martin approda nel mondo della nautica. In Sanlorenzo avrà il compito di sviluppare e implementare le nuove strategie di comunicazione al fine di rafforzare sempre più la brand identity e la visibilità del gruppo a livello globale. “Siamo lieti di dare il benvenuto a Renato nella nostra squadra, che anno dopo anno diventa sempre più grande ed eterogenea”, afferma il Massimo Perotti, Executive Chairman di Sanlorenzo. “La decisione di avere un manager di talento, con una grande esperienza nel settore del lusso di alta gamma, consentirà a Sanlorenzo, ma anche a Bluegame e Nautor Swan, di continuare a conseguire importanti successi, consolidando la nostra posizione nel segmento”.  
Renato Bisignani, Group Chief Marketing & Communications Officer di Sanlorenzo, aggiunge: “È motivo di grande orgoglio ed entusiasmo affiancare un imprenditore visionario, oltre che grande innovatore della nautica, come il Cavalier Perotti. Nel corso degli ultimi vent’anni ha saputo trasformare Sanlorenzo, creando un’eccellenza italiana e leader mondiale nel settore. Insieme ad un team composto da grandi talenti, abbracciamo ora la sfida di proiettare Sanlorenzo in una visione futura, nel rispetto dei valori autentici del marchio”.
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Employee ambassador, i dipendenti possono rafforzare la reputazione aziendale

(Adnkronos) - Oggi il rapporto tra individuo e azienda è più dinamico, autonomo e basato sulla responsabilità reciproca. I dipendenti infatti, stanno diventando veri e propri employee ambassador e content creators. Non più semplici esecutori, ma veri e propri protagonisti ed ambasciatori della storia e dei valori aziendali. Ogni persona è chiamata a contribuire allo sviluppo e al cambiamento dell’organizzazione, portando non solo competenze, ma anche la propria rete di contatti e capacità di influenza. Le imprese, infatti, non valutano più solo le competenze tecniche, ma anche il potenziale impatto che un talento può avere grazie al suo network e alla sua credibilità. “Possiamo dire - spiega Rita Maria Stanca, esperta di mercato del lavoro ed innovazione e consulente di pubbliche relazioni e media relations per imprese, startup, organizzazioni e pmi - che ognuno di noi porta con sé il proprio brand quando entra in un’azienda? La risposta è sì. I millennial, in particolare, arrivano già con un’identità professionale definita, consapevoli del valore del proprio personal branding. Questo rappresenta il loro asset più importante e la principale garanzia per il futuro. Quando entrano in un’organizzazione, mettono a disposizione – in parte – il loro brand, in cambio di opportunità di crescita e di un ambiente che contribuisca a valorizzarlo. Non si tratta più di un’adesione totale all’identità aziendale, ma di un percorso condiviso, in cui entrambe le parti si arricchiscono, costruendo insieme reputazione e influenza”. Quando un dipendente racconta la propria esperienza lavorativa, partecipa a conferenze o condivide un pensiero su LinkedIn, sta facendo molto più che comunicare: sta ispirando. Sta creando connessioni vere, costruendo fiducia e mostrando il volto umano del brand. "In un’epoca in cui l’autenticità e la fiducia sono elementi imprescindibili, le aziende devono saper coinvolgere i propri dipendenti nella costruzione della reputazione aziendale. Dare loro voce significa trasformare la comunicazione corporate in un dialogo reale e credibile con il pubblico", afferma. Coinvolgere tutti i collaboratori, soprattutto in relazione al cambiamento e ai valori aziendali, rappresenta una sfida cruciale, poiché le persone costituiscono una risorsa strategica per l'impresa. Senza un adeguato coinvolgimento, il loro contributo rischia di perdere valore. “Oggi - spiega l’esperta - le aziende affrontano un serio problema di reputazione: qualsiasi dipendente o collaboratore, se demotivato, può generare un impatto negativo online, spesso senza rendersi conto delle conseguenze. Episodi di questo tipo sono all’ordine del giorno - basta osservare le conversazioni in treno, sul tram, a cena con amici, per notare con quale frequenza e risentimento le persone critichino apertamente la propria azienda, rendendola facilmente identificabile. Tuttavia, prevenire tali situazioni richiederebbe un impegno e un investimento minimi da parte dell’azienda”. Per trasformare i dipendenti nei migliori ambasciatori del brand, le aziende devono investire in strategie mirate che favoriscano il coinvolgimento. 1) Formazione e consapevolezza: dare ai dipendenti gli strumenti giusti per raccontare il proprio lavoro con passione e professionalità, attraverso workshop su storytelling, personal branding e comunicazione digitale. 2) Cultura aziendale: creare un ambiente positivo, inclusivo e ispirante, dove i dipendenti si sentano parte integrante della mission aziendale e motivati a condividerla. 3) Piattaforme e strumenti adeguati: semplificare il processo di condivisione dei contenuti aziendali attraverso strumenti intuitivi e accessibili. 4) Incentivi e riconoscimenti: valorizzare chi si impegna nella comunicazione aziendale, premiando il loro contributo con riconoscimenti, opportunità di crescita e visibilità interna ed esterna. 5) Politiche di social media e linee guida: fornire indicazioni chiare e ispirazionali per incoraggiare una comunicazione spontanea e allineata ai valori aziendali. Diventare un employee ambassador richiede un mix di competenze comunicative, digitali e relazionali, quindi un connubio perfetto tra hard e soft skills “E' essenziale condividere la cultura aziendale e saperla trasmettere con autenticità, utilizzando i giusti strumenti di comunicazione”,, precisa Stanca che illustra le 7 skills fondamentali per trasformarsi in content creators e influencer della propria azienda.  1) Leadership informale: non è necessario avere un ruolo manageriale per essere un punto di riferimento. Un employee ambassador esercita una leadership naturale, ispirando colleghi e stakeholder con il proprio comportamento, l’entusiasmo e l’impegno verso la mission aziendale. Questa influenza positiva aiuta a creare un ambiente di lavoro più coeso e motivante. 2) Empatia e ascolto attivo: comprendere i bisogni, le aspettative e le emozioni degli altri è essenziale per costruire relazioni di fiducia. L’ascolto attivo permette di cogliere segnali non verbali e rispondere in modo efficace, migliorando la comunicazione sia con i colleghi che con il pubblico esterno. Questo aiuta a rafforzare il senso di appartenenza e migliorare la reputazione aziendale. 3) Networking e relazioni interpersonali: un employee ambassador deve saper costruire e mantenere una rete di contatti di valore, sia dentro che fuori l’azienda. Creare connessioni autentiche aiuta a diffondere la cultura aziendale, promuovere collaborazioni strategiche e amplificare il messaggio del brand. La capacità di interagire con persone diverse favorisce la crescita professionale e aziendale. 4) Capacità di storytelling: raccontare esperienze e successi aziendali in modo autentico e coinvolgente è un potente strumento di comunicazione. Il giusto storytelling trasforma dati e informazioni in narrazioni emozionanti, capaci di catturare l’attenzione e generare engagement, sia all’interno che all’esterno dell’organizzazione. 5) Competenze digitali: l’utilizzo strategico di social media, piattaforme di employer branding e strumenti di comunicazione interna è fondamentale per diffondere i valori aziendali. Un employee ambassador deve saper navigare in ambienti digitali, creando contenuti di valore e interagendo con la community in modo efficace. 6) Public speaking e presentazioni: parlare in pubblico con sicurezza e capacità di coinvolgimento è una skill essenziale. Un buon employee ambassador deve saper gestire speech aziendali, presentazioni interne e interventi a eventi, trasmettendo i messaggi aziendali in modo chiaro ed emozionante. 7) Analisi dei dati: monitorare il successo delle attività di employer branding attraverso KPI e strumenti analitici permette di misurare l’impatto delle iniziative. Un employee ambassador deve essere in grado di interpretare dati su engagement, reach e sentiment per migliorare continuamente le strategie comunicative. “Il futuro della comunicazione aziendale - spiega Rita Maria Stanca - sarà sempre più orientato verso autenticità, fiducia e persone Le aziende che sapranno abbracciare questa visione, dando voce ai propri collaboratori e costruendo un dialogo vero ed aperto con il mondo esterno, saranno quelle che conquisteranno il cuore e la fiducia del loro pubblico. In un’epoca in cui trasparenza e umanità sono fondamentali, investire nelle persone non è solo una strategia vincente: è la chiave per costruire un futuro solido e ricco di valore”. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Arriva la nuova Cla, la Mercedes 'più intelligente' mai prodotta

(Adnkronos) - Più lunga (ora tocca i 4,72 metri), più comoda, più efficiente ma soprattutto l'auto più intelligente mai realizzata da Mercedes-Benz . E' tutta nel segno più l'evoluzione della nuova generazione della CLA, presentata in questi giorni a Roma alla stampa internazionale. Primo modello di una famiglia di veicoli completamente nuova, la nuova 'compatta' - almeno secondo la classificazione della basa di Stoccarda - è il primo veicolo a funzionare completamente con il Mercedes-Benz Operating System (MB.OS), sviluppato internamente e potenziato dall'intelligenza artificiale di Microsoft e Google che fa dialogare la vettura con il Mercedes-Benz Intelligent Cloud. Il risultato sono aggiornamenti regolari over-the-air per le funzioni più importanti del veicolo, inclusi per la prima volta i sistemi di assistenza alla guida.  Grazie a MB.OS la nuova generazione del sistema del sistema di infotainment Mbux può sfruttare la potenza dei chip ad alte prestazioni rivoluzionando il rapporto tra veicolo e conducente e consentendo - secondo la casa tedesca - dialoghi complessi come quelli che si potrebbero avere con una persona reale. Le soluzioni tecnologiche all'avanguardia consentono alla nuova Cla di sfruttare le funzionalità di sicurezza e i sistemi di assistenza alla guida di livello 2 come il Lane Change Assist, che facilita i cambi di corsia con un semplice clic sulla leva dell'indicatore di direzione.  Impossibile confondere il nuovo modello con la prima generazione: la CLA 2025 - contraddistinta da passo lungo, fiancata filante e una coda molto corta - è dotata di una griglia a forma di A reinterpretata per l'era elettrica con un pannello a stella completamente illuminato per la prima volta su un veicolo di produzione Mercedes-Benz. Un totale di 142 stelle a LED con effetto cromato animate singolarmente creano una firma distintiva del marchio.  Sul fronte delle motorizzazioni la nuova Cla è ora disponibile in versione 100% elettrica con la versione 250+ da 200kW che vanta un'autonomia fino a 792 km e la versione ad alte prestazioni 350 4MATIC accreditata di 260 kW: entrambe presentano la variante top di gamma delle batterie agli ioni di litio con un contenuto energetico utilizzabile di 85 kWh.  Il sistema da 800 volt può ridurre significativamente i tempi di ricarica in combinazione : la CLA 250+ può 'riguadagnare' fino a 325 chilometri in dieci minuti. La ricarica rapida in corrente continua fino a 320 kW è possibile per la CLA 250+ e la CLA 350 4MATIC. Verso la fine dell'anno arriverà in gamma un moderno ibrido con tre livelli di potenza, con tecnologia a 48 volt e un motore elettrico integrato nella trasmissione, per il quale si potrà scegliere tra trazione anteriore e integrale 4MATIC. Modello che manda in pensione la vecchia gamma EQ la nuova Cla viene presentata con orgoglio dal numero uno del gruppo Ola Källenius, che rivendica: "Come inventori dell'automobile, abbiamo riscritto la storia dell'automotive più e più volte, e ora lo stiamo facendo di nuovo con la nuovissima Cla. E' un modello che traduce in produzione di serie la Mercedes più efficiente mai realizzata, la Vision EQXX, in produzione di serie. E i risultati parlano da soli: questa vettura è avanti rispetto alla concorrenza in ogni ambito, autonomia, velocità di ricarica, consumi, comfort e intelligenza, e sottolinea la nostra ambizione di essere leader . Ed è solo il primo di una serie di nuovi veicoli Mercedes-Benz, con trazione completamente elettrica o ibrida ad alta tecnologia".  ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Irion nel Magic Quadrant di Gartner: eccellenza italiana nella gestione dei dati con l'AI

(Adnkronos) - Irion, software house italiana con oltre vent'anni di esperienza nella gestione avanzata dei dati aziendali, ha raggiunto un importante traguardo, entrando nel Magic Quadrant 2025 di Gartner per le "Augmented Data Quality Solutions" con la sua piattaforma Irion EDM. Questo riconoscimento testimonia l'eccellenza e l'innovazione dell'azienda, che per la prima volta porta una piattaforma software 100% "Made & supported in Italy" nella selezione globale di Gartner per le soluzioni di Data Quality potenziate dall'Intelligenza Artificiale. La piattaforma Irion EDM, sviluppata dal 2004, permette di raccogliere, integrare, trasformare e controllare dati aziendali da molteplici fonti, garantendo elevati standard di qualità, governance e compliance. Grazie alla sua esperienza in contesti "mission critical", come il settore finanziario, Irion ha sviluppato oltre 300 "Data App" per grandi aziende in vari settori. 
Irion EDM integra nativamente l'Intelligenza Artificiale attraverso la connessione con Large Language Models e motori di IA/Machine Learning. Il sistema DAISY (Data Artificial Intelligence System) offre funzionalità di automazione, apprendimento automatico e assistenza AI per l'Advanced Data Quality, con copilot e procedure guidate per suggerire controlli, facilitare la data discovery e creare dati sintetici. 
Il posizionamento di Irion nel Magic Quadrant di Gartner è stato facilitato da diversi elementi distintivi, tra cui: Supporto ai processi distribuiti di Data Quality: l'architettura Hub & Spoke permette di gestire i processi di quality governance in modo efficiente. Innovazione Tecnologica: DAISY automatizza i processi manuali di DQ e offre funzionalità di profilazione dei dati e suggerimento di regole. Customer Experience & Support: Irion offre un supporto di alta qualità, riconosciuto nelle recensioni su Gartner Peer Insights. “Essere riconosciuti da Gartner nel suo Magic Quadrant per le soluzioni di Augmented Data Quality è un risultato importante per Irion e per il settore italiano della gestione dei dati. Questo traguardo conferma che il nostro percorso di Ricerca e Sviluppo è nella giusta direzione e rappresenta un passo strategico verso un’evoluzione ancora più ambiziosa della nostra piattaforma” ha commentato Alberto Scavino, CEO di Irion.   ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Pari opportunità, Fondirigenti: progetto Dea lancia Deaction map e Dea talent guide

(Adnkronos) - In un periodo in cui l’Italia registra alcuni dei peggiori indicatori europei per la partecipazione femminile al lavoro - con un calo drastico nel Global gender gap report 2024, che ha visto il Belpaese scivolare al 87° posto, e in settori strategici come le Stem (Scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) dove meno del 30% dei professionisti sono donne - è evidente come il divario di genere rappresenti un freno all’innovazione e alla competitività delle imprese italiane. In questo contesto, il progetto Dea-Digitale, equità e azioni, promosso da Fondirigenti e coordinato da Fondazione Piemonte Innova e Università di Torino, supportato da Federmanager Torino e Unione Industriali Torino, si è posto l’obiettivo di contrastare questa situazione con strumenti concreti e mirati, da offrire ai dirigenti italiani chiamati a governare queste tematiche. Avviato a settembre 2024, il progetto ha visto il coinvolgimento di 20 imprese piemontesi per oltre 30 manager e dirigenti impegnati in un percorso di ricerca, co-design e validazione delle strategie e delle azioni individuate. Il risultato è duplice: da un lato, la Deaction map, una raccolta di strategie e buone pratiche manageriali che spaziano dall’onboarding alla selezione, dal mentoring allo sviluppo delle competenze, volte a rendere i processi aziendali più inclusivi; dall’altro, la Dea talent guide, che definisce le competenze ibride indispensabili per una leadership innovativa e paritaria, capace di rispondere alle sfide del mercato globale. Inoltre, il progetto ha coinvolto attivamente il mondo della scuola per preparare i futuri profili professionali delle micro e piccole imprese e per recepire anche l’opinione dei giovani e delle giovani: tre scuole superiori hanno già partecipato a quattro incontri (e ne seguiranno altri), contribuendo a individuare azioni e competenze per ridurre il divario di genere in azienda e a portare un punto di vista fresco e creativo. L'evento finale, intitolato 'Ideazioni per il futuro: strategie e competenze per la parità di genere', tenutosi giovedì 13 marzo a Torino, è stata l’occasione per presentare questi strumenti pratici e stimolare un dibattito costruttivo sul tema della parità di genere nel contesto aziendale e in particolare nelle carriere Stem. Il direttore generale di Fondirigenti, Massimo Sabatini, ha dichiarato: “Con questo progetto Fondirigenti contribuisce ad aggiungere un nuovo tassello alla costruzione di una moderna cultura manageriale, favorendo l’individuazione di competenze e strumenti per affrontare una questione sempre più decisiva per il futuro delle pmi, quella della presenza femminile in posizioni caratterizzate da competenze Stem. E' una criticità che ha radici profonde, e che i manager devono saper fronteggiare in tutte le sue declinazioni in modi innovativi e con strumenti flessibili ed efficaci: per farlo devono essere sempre più competenti e motivati, e la formazione manageriale può essere la leva capace di attivare questo potenziale”. Laura Morgagni, direttrice di Fondazione Piemonte Innova, ha aggiunto: "Il progetto Dea evidenzia come un approccio inclusivo rappresenti non solo un valore etico, ma anche una leva strategica per la competitività, anche e soprattutto nel settore tecnologico. La diversità di genere è un motore fondamentale per l'innovazione: in settori come il digitale, la cybersicurezza, l’intelligenza artificiale diventa imprescindibile una presenza paritaria delle donne nei luoghi di potere e nella governance, per evitare soluzioni che non rispondano ai reali bisogni della società e che rischiano di perpetuare discriminazioni e criticità. Gli strumenti che oggi abbiamo presentato offrono a manager e dirigenti una base solida per agire concretamente in maniera più equa e costruire una cultura aziendale inclusiva, pronta ad affrontare le sfide future". La conclusione del progetto Dea rappresenta solo l'inizio di un percorso più ampio per diffondere una cultura aziendale sempre più inclusiva e sostenibile. Gli strumenti sviluppati saranno messi a disposizione a livello nazionale per tutti gli associati di Fondirigenti, mentre le attività di confronto e formazione sul tema della parità di genere con le scuole continueranno, rafforzando l'impegno verso le nuove generazioni. Anche le imprese partecipanti continueranno ad implementare le strategie e le pratiche sviluppate, contribuendo a consolidare i risultati ottenuti e a promuovere un ecosistema in cui l'innovazione e la sostenibilità si integrino in maniera sempre più efficace. La Dea talent guide, frutto di un intenso lavoro partecipativo, delinea le competenze innovative e ibride essenziali per garantire la competitività in un mercato in rapida evoluzione. La guida va oltre le sole competenze tecniche, includendo soft skills come comunicazione interpersonale, leadership, gestione dei conflitti e problem-solving, unitamente a competenze umanistiche, digitali e operative. In questo modo, sono stati definiti nuovi profili aziendali – dal facilitatore, figura strategica in grado di connettere team interdisciplinari, al sustainability manager fino ai ruoli operativi come lean analytics e change manager – capaci di integrare aspetti umani, tecnologici e operativi per guidare la trasformazione aziendale. La Deaction map è una mappa visuale e operativa per i manager e dirigenti e raccoglie una serie di strategie e buone pratiche per rendere i processi aziendali più inclusivi. Sviluppato attraverso tavoli di confronto con le imprese, prevede interventi strutturali – quali l’anonimizzazione dei processi di recruiting e la revisione delle procedure di selezione – unitamente a iniziative culturali, come programmi di mentoring, percorsi di sensibilizzazione ai bias di genere e la promozione della leadership femminile.  La Deaction map rappresenta, inoltre, un framework replicabile per il cambiamento, capace di fungere da guida per le pmi nella transizione verso modelli di business orientati all’inclusività, garantendo così anche un vantaggio competitivo in un mercato sempre più globalizzato. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


300 anni dell'ospedale San Gallicano Roma, 3 secoli di ricerca e cura

(Adnkronos) - Tre secoli di ricerca e cura. Oggi si è svolto a Roma l'evento per celebrare i 300 anni dalla posa della prima pietra dell'Antico Ospedale San Gallicano, un'occasione per ricordare non solo la sua fondazione, ma anche i valori e le finalità che ne hanno ispirato la nascita e che ancora oggi ne guidano l'evoluzione. Da secoli l''ospedalone', come affettuosamente chiamato dai romani e dai trasteverini, rappresenta un pilastro nella cura e nell'assistenza ai più fragili. Il San Gallicano fu da subito un punto di riferimento nella dermatologia e venereologia, oltre che un modello architettonico d'avanguardia. Riconosciuto Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) nel 1939, ha continuato a evolversi nel tempo. La crescente necessità di spazi dedicati alla ricerca e all'assistenza specialistica ha portato, nel 2000, al trasferimento nella moderna sede dell'Eur.  L'origine del nome. Secondo gli Acta S. Gallicani, Flavio Gallicano era un console romano vissuto intorno al 330 d.C. che, grazie alle virtù dimostrate sul campo e alle imprese militari conseguite in Tracia, si era meritato le grazie dell'imperatore Costantino I. La sua immensa fede in Dio - si legge sul sito dell'Inmp, Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà - lo allontanò ben presto dagli affari politici per potersi dedicare a tempo pieno all'assistenza dei pellegrini, dei poveri e degli infermi. L'ascesa al trono dell'imperatore Giuliano, sostenitore del paganesimo, lo costrinse a fuggire da Roma. Morì martire nel 362, ad Alessandria, dove aveva continuato la sua opera pia in favore dei poveri. Nel tempo, la sua tradizione si è intrecciata con l'esperienza di 3 realtà che operano in sinergia: gli Istituti fisioterapici ospitalieri (Ifo), che gestiscono gli Irccs Istituto nazionale tumori Regina Elena (Ire) e l'Istituto dermatologico San Gallicano (Isg), l'Inmp e la Comunità di Sant'Egidio, da sempre impegnata nell'accoglienza e nella solidarietà. Tre istituzioni con missioni diverse, ma unite da un'unica visione: mettere sempre la persona e la sua fragilità al centro delle loro attività, ieri come oggi, guardando a un futuro sempre più innovativo e inclusivo. Ad aprire la giornata sono stati il ministro della Salute Orazio Schillaci, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, che hanno sottolineato l'importanza dell'anniversario come ponte tra il passato e le nuove sfide della sanità e dell'assistenza sociale. "Il San Gallicano non è solo un pezzo di storia della nostra sanità - ha detto il ministro Schillaci - è un esempio concreto di come l'impegno per la salute pubblica possa trasformarsi in un'eredità duratura. Per questo, l'anniversario che ci vede riuniti oggi non è solo una celebrazione del passato, ma anche la riaffermazione di una missione, quella del Servizio sanitario nazionale tutto, che continua, si rinnova e si evolve in risposta alle sfide del nostro tempo". "A 300 anni dalla nascita dello storico ospedale San Gallicano - ha sottolineato Rocca - é doveroso celebrare la prima struttura al mondo nata per occuparsi delle malattie della pelle e delle persone più fragili. Tre secoli dopo questa realtà, situata nel tradizionale quartiere di Trastevere, è ancora qui. Anche i poveri, gli emarginati, i migranti e i rifugiati ci sono ancora e il bisogno di cure e di assistenza sociosanitaria, malgrado il progresso sociale ed economico, è una realtà sempre presente per il Servizio sanitario nazionale e regionale. La formidabile storia del San Gallicano ci insegna come ogni essere umano sia unico e irripetibile. Una lezione che ho avuto sempre chiara dentro di me, anche in ragione del bagaglio personale e professionale che mi contraddistingue e che continuerò a mettere al servizio della Regione Lazio". "Oggi festeggiamo questo anniversario, in un mondo frammentato e ripiegato su se stesso: occorre una nuova creatività per rivolgerci ai più deboli e ai più fragili. Il San Gallicano può rappresentare questa spinta di passione verso i deboli e verso chi viene da altri Paesi in cerca di un futuro in Italia. Qui nessuno è straniero", ha commentato monsignor Paglia. "Rappresento oggi con orgoglio il San Gallicano di Roma - ha affermato Livio De Angelis, direttore generale Ifo - uno dei primi ospedali d'Europa e sicuramente il primo che fin da subito ha rappresentato i principi fondamentali che devono ispirare la sanità pubblica: equità delle cure, gratuità e responsabilità per il diritto a essere curati. Questi principi fondamentali vivono ancora oggi in Ifo, nonostante l'evoluzione in Irccs che esprime una eccezionale realtà di cura e una attività di ricerca scientifica di altissimo livello. Preservare e potenziare questi valori è una responsabilità che condivido con tutti i professionisti degli Ifo. Insieme al direttore scientifico del San Gallicano, professoressa Fargnoli, consapevoli della forza che deriva da un passato glorioso, lavoriamo ogni giorno con passione per continuare la tradizione di successi e traguardi clinici e scientifici sempre più d'avanguardia per la salute dei cittadini". L'antico 'ospedalone' ha però mantenuto la sua vocazione originaria: oggi operano al suo interno l'Inmp e la Comunità di Sant'Egidio, continuando a essere un presidio per la cura e l'inclusione sociale. "Oggi celebriamo un'eredità che l'Inmp, come istituto pubblico del ministero della Salute, valorizza e persegue, andando ben oltre i confini dell'antico ospedale - ha evidenziato Cristiano Camponi, direttore generale Inmp - impegnandosi quotidianamente, in Italia e a livello internazionale, per contrastare le disuguaglianze di salute, al fianco delle Regioni e in collaborazione con enti del settore pubblico e del privato sociale".  "In un tempo segnato da guerre e crescita della disparità, ma anche dalla diffusione di una cultura individualista - ha osservato Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant'Egidio - questa casa è un vero 'ospedale da campo', come dice Papa Francesco, in cui ci si salva solo insieme, con una speciale predilezione verso chi è fragile e solo. La prima parola che si impara qui è amicizia, perché non si offrono soluzioni standardizzate, ma a ciascuno è data risposta personale ricostruendo reti che si erano spezzate". L'evento è stata un'occasione per ripercorrere la storia dell'ospedale attraverso la lecture di Maria Conforti, storica della medicina alla Sapienza, e per approfondire il suo ruolo sanitario e sociale tra presente e futuro, con gli interventi di Maria Concetta Fargnoli, direttrice scientifica dell'Isg, di Stefano Carmenati, amministratore della Comunità di Sant’Egidio, e di Carmela Pierri, responsabile della formazione e comunicazione dell'Inmp. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Il lavoro che c’è, dall'Ict al welfare i manager spiegano cosa 'sale' e cosa 'scende'

(Adnkronos) - Nel mercato del lavoro italiano il disallineamento tra domanda e offerta rimane una sfida complessa. Nuove professioni emergono, mentre evolvono quelle tradizionali, con le aziende sempre più impegnate a introdurre nuove modalità di attrazione dei talenti. Secondo l’ultimo Talent Trends Report di Randstad Enterprise il 93% degli Hr a livello globale, il 92% in Italia, ha tra le sue priorità proprio questa: trattenere e fidelizzare. Oltre al deficit cronico di professioni Stem, con un divario ulteriore in termine di gender, quali sono le professioni che hanno perso appeal per le nuove generazioni e quali invece spingono con forza? Ecco la testimonianza di manager che operano in diversi settori, dalla sostenibilità al welfare, passando per l'Ict. Racconta Mauro Lajo, Ceo di Forever Bambù: “Uno dei settori che ha più generato, e continua a farlo, nuove professioni è quello legato all’ambito Esg. Per garantire la preparazione più solida su argomenti così nuovi eppure cruciali per le aziende, abbiamo creato un percorso certificato per Carbon Manager, qualificandoli per le sfide del presente: in primis quella di sapere cosa e come le aziende consumano, per poter poi redigere un piano di decarbonizzazione, compensando o azzerando poi le proprie emissioni. Un ruolo, questo, sempre più richiesto dalle aziende, che stanno anche investendo molto con noi nel reskilling di figure interne, da ricollocare nel proprio organico in questo nuovo fondamentale ruolo”. “Nel mondo frenetico e tecnologico di oggi, le aziende internazionali - afferma Elisa Lupo, che guida come Ceo Integral Ad Science in Italia e Iberia - sono costrette a una costante rivoluzione. Si stima che le soluzioni basate sull’Ia contribuiranno a generare oltre 15 trilioni di dollari a livello globale entro il 2030 e i ruoli emergenti riflettono il bisogno di innovazione, sicurezza e trasformazione digitale; dagli ingegneri di Ai/machine learning, per sviluppare modelli per l'automazione, alla robotica, soprattutto per manufacturing, logistica e sanità, agli analisti di data science e business intelligence per guidare le strategie aziendali. Le aziende hanno bisogno di esperti in grado di interpretare i dati, utilizzando misurazioni e informazioni utili per migliorare le prestazioni, aumentare i profitti e migliorare l'esperienza dei clienti”. Ma è anche il divario di genere ad appesantire una situazione non semplice, come conferma Ilaria Cecchini, fondatrice di Women at Business: “Le differenze di genere sul lavoro sono ancora rilevanti in Italia. Gli ultimi dati Inps confermano che l’instabilità occupazionale coinvolge soprattutto le donne con solo il 18% delle loro assunzioni a tempo indeterminato contro il 22,6% degli uomini. Senza toccare il tema del gap retributivo. Sulla nostra piattaforma, stanno crescendo le competenze digital, sempre più richieste con figure che variano dal Pmo al back end developer. Seguono a ruota quelle del mondo sales, un grande evergreen, in ogni settore, sia b2b che b2c. Sono invece in calo le selezioni per le posizioni di Hr e del mondo della comunicazione più tradizionale”. Poi, professioni apparentemente tradizionali stanno cambiando pelle. E’ il caso della figura dell’Event manager 2.0, come spiega Daniele Arduini, ceo di Kampaay, scale up leader nel mondo degli eventi aziendali: "Proprio mentre l'Ai e il digitale stanno trasformando il lavoro, gli eventi in presenza vivono una rinascita. È un paradosso solo apparente: più il mondo diventa digitale, più cresce il bisogno di incontrarsi. L'Event manager 2.0 è una figura professionale chiave in questa evoluzione: usa la tecnologia non per sostituire l'elemento umano, ma per potenziarlo e potersi concentrarsi più sulla creatività e sulla strategia. È questo il futuro: non technology vs human, ma technology for human". Persiste il calo di vocazioni per quelli che un tempo erano considerati i mestieri nobili, commercialisti e avvocati. A testimoniarlo Federico Casa e Michele Pezzato, di Casa & Associati: “La realtà è che non siamo oggi in grado di fare delle serie previsioni su come evolverà la professione: anche l’Ai oggi si pone come assistente che agevola e riduce i tempi del nostro lavoro. L’importante è conoscere la sua logica, porre le domande giuste e imparare a fidarsi delle risposte. Come? Essendo in grado di giudicarle e siamo daccapo. Il futuro sarà degli avvocati problem solver capaci di cogliere le sfumature dei fatti e del diritto. I valori aggiunti non saranno il reperire il precedente giurisprudenziale giusto o la raffinatezza della scrittura, ma la capacità di elaborare strategie innovative, che non potranno prescindere da una conoscenza profonda della materia; anche l’intelligenza artificiale eserciterà la sua spinta verso un’ulteriore, sempre maggiore specializzazione”. Nel mondo della finanza, emergono nuove figure come il tesoriere e il credit manager. Commenta Massimiliano Bosaro, fondatore e Ceo di Mf CentralerRisk: “Abbiamo notato un’inversione di tendenza su ruoli come quello del tesoriere e del credit manager, che gestiscono il patrimonio di un’impresa con competenze altamente specializzate e ben radicate anche nella tecnologia a supporto. Non è un caso che al primo Master in Treasury and Financial Management, all’Università di Modena, si iscrivano soprattutto professionisti già impiegati in azienda oltre che giovani neolaureati. Figure che, favorendo una maggiore conoscenza dell’impatto di dati come quelli mensili della Centrale Rischi di Banca d’Italia, possono guidare meglio le scelte dell’impresa, migliorando le performance e le relazioni con tutti gli stakeholder”. Nel sociale si assiste all’evoluzione della figura del fundraiser, come evidenzia Laura Borghetto, direttrice generale di 'L’abilità': “La figura del fundraiser è cruciale per un'organizzazione come la nostra che opera nel settore del sociale e si dedica a migliorare la qualità della vita dei bambini con disabilità. Il fundraising non è solo una questione di raccolta fondi, ma rappresenta un'attività strategica che garantisce la sostenibilità dei servizi e permette di ampliare la rete di sostenitori e garantire un impatto sempre maggiore nella vita dei bambini con disabilità e delle loro famiglie”. ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Bruce Willis, da uno studio italiano possibile terapia per rallentare la malattia che l'ha colpito

(Adnkronos) - Dagli endocannabinoidi una possibile terapia per rallentare la progressione della demenza frontotemporale, patologia che ha colpito la star di Hollywood Bruce Willis (69 anni). Un nuovo studio condotto presso la Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma ha dimostrato un miglioramento delle condizioni cliniche - potrebbe rallentare la progressione dei sintomi - nei pazienti trattati con la molecola co-ultraPeaLut rispetto al placebo. I risultati, pubblicati sulla rivista 'Brain Communications', arrivano dal lavoro del gruppo di ricerca diretto da Giacomo Koch, vice-direttore scientifico della Fondazione Santa Lucia Irccs e ordinario di Fisiologia all'Università di Ferrara. La ricerca, che ha visto come primo autore Martina Assogna, ha dimostrato l'efficacia della palmitoiltanolamide (Pea) ultramicronizzata insieme all'antiossidante flavonoide luteolina (Lut) nel ridurre i sintomi cognitivi e la progressione della malattia in un periodo di 6 mesi. La demenza frontotemporale, ricordano gli esperti, è "una patologia neurodegenerativa che interessa primariamente i lobi frontali e/o temporali del cervello e rappresenta la terza causa di demenza più frequente nella popolazione generale, oltre ad essere la prima causa di demenza neurodegenerativa nella popolazione non anziana con oltre il 70% dei casi che si manifesta tra i 45 e i 65 anni di età. E' una malattia eterogenea caratterizzata dalla presenza di disturbi del comportamento e dalla compromissione di importanti funzioni cognitive dovute alla degenerazione delle aree frontali e temporali per cui i pazienti sviluppano deficit della capacità di ragionamento, della risoluzione dei problemi e nelle interazioni sociali. Inoltre, in alcune forme si osserva un progressivo disturbo principalmente a carico del linguaggio sia sul versante della espressione che della comprensione". L'attore di 'Die Hard' si è ritirato proprio dopo la diagnosi non riuscendo più a comunicare.  Come si manifesta la demenza frontotemporale? "A seconda dei sintomi cognitivi e comportamentali predominanti, sono state riconosciute tre principali sindromi cliniche: una che influenza il comportamento e l'interazione sociale dell'individuo (variante comportamentale della Ftd) e due forme di Ftd che interessano invece la sfera del linguaggio, con due tipi di afasia progressiva primaria riscontrabili: la variante agrammatica dell'afasia, che impedisce la corretta produzione del linguaggio, e la variante semantica di afasia, che impedisce la comprensione del linguaggio. Inoltre - spiegano i ricercatori - in tutto lo spettro della Ftd, i sintomi cognitivi e comportamentali possono essere associati a segni extrapiramidali (depressione, rigidità, tremore e altri sintomi) o sovrapporsi alla malattia del motoneurone (ad esempio la sclerosi laterale amiotrofica). I sintomi sono progressivi e non ci sono al momento farmaci in grado di rallentare la progressione della malattia. Attualmente, non esiste un trattamento farmacologico efficace specifico per rallentare la progressione della malattia e le strategie terapeutiche si basano principalmente sull'uso di agenti sintomatici per controllare i sintomi comportamentali".  "Recenti scoperte - prosegue l'Irccs Santa Lucia - hanno supportato l'idea che la neuroinfiammazione sia un elemento chiave nel processo che porta a sviluppare la demenza frontotemporale, alimentando l'ipotesi che nuovi farmaci mirati a modulare la neuroinfiammazione cerebrale possano potenzialmente rallentare la progressione della malattia. Negli ultimi anni una nuova molecola chiamata co-ultraPeaLut è emersa come potenziale molecola terapeutica nei disturbi neurodegenerativi correlati allo sviluppo della demenza frontotemporale, come la sclerosi laterale amiotrofica (Sla), per le sue documentate proprietà antinfiammatorie e neuroprotettive".  In uno studio pilota pubblicato dal gruppo di Koch nel 2020 sono stati indagati gli effetti di 1 mese di somministrazione di co-ultraPeaLut alla dose orale di 700 mg 2 volte al giorno in un campione di 17 pazienti con demenza frontotemporale. Dall'analisi dei risultati è emerso che la co-ultraPeaLut aveva un effetto migliorativo su alcune funzioni cognitive principalmente attraverso la modulazione dell'attività dell'acido γ-amminobutirrico (Gaba), un importante neurotrasmettitore che inibisce la risposta dei neuroni moderando, tra i vari effetti, l'attività oscillatoria corticale ad alta frequenza della corteccia prefrontale". Sulla base di queste evidenze è stato svolto uno studio clinico randomizzato, controllato contro placebo, in doppio cieco, su 50 pazienti affetti da demenza frontotemporale per valutare la sicurezza e l'efficacia della somministrazione di co-ultraPeaLut nei pazienti. Questo trial clinico randomizzato ha studiato gli effetti su pazienti trattati con co-ultraPeaLut al dosaggio orale di 700 mg + 70 mg 2 volte al giorno per 24 settimane. Sia durante che al termine del trattamento è stato indagato l'impatto clinico della molecola sulla gravità della malattia e gli eventuali effetti sui deficit cognitivi, sui sintomi comportamentali, sulle autonomie della vita quotidiana e sui disturbi del linguaggio.  "I risultati - riferisce Koch - hanno dimostrato che il trattamento con co-ultraPeaLut ha ridotto la progressione della gravità globale della malattia nei pazienti con demenza frontotemporale. Inoltre, confrontando il co-ultraPeaLut con il gruppo placebo, abbiamo osservato un calo minore nei punteggi delle autonomie della vita quotidiana, suggerendo che il suo utilizzo può avere un ruolo aggiuntivo nel rallentare la compromissione funzionale. Abbiamo anche osservato un vantaggio del trattamento con co-ultraPeaLut nella funzione linguistica". Secondo Silvana Morson, presidente della Aimft, Associazione italiana malattia frontotemporale, "questo studio fornisce un importante segnale per le famiglie dei malati con demenza frontotemporale, aprendo nuovi possibili scenari terapeutici in una patologia complessa che al momento non dispone di trattamenti specifici". Conclude Koch: "Questi risultati sono promettenti soprattutto per una patologia orfana di trattamenti efficaci. Sono necessari ulteriori studi multicentrici di fase 2/3 per confermare la validità clinica di questo approccio terapeutico e per definire meglio i suoi meccanismi d'azione". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


PS5 Slim, arrivano i bundle con Astro Bot

(Adnkronos) - Sony Interactive Entertainment Italia ha comunicato l'introduzione di due nuovi bundle dedicati alla console PlayStation 5 Slim, la cui commercializzazione è fissata per il giorno 14 marzo. L'offerta si articola in due varianti, differenziate sia per la tipologia di console inclusa che per il relativo prezzo di vendita. La prima opzione prevede l'abbinamento della console PS5 standard al gioco ASTRO BOT, con un prezzo al pubblico di 499,99 euro. La seconda proposta, invece, combina la versione digitale della console PS5 con lo stesso titolo, ad un costo di 399,99 euro. In entrambi i casi, l'utente avrà accesso a una copia digitale del gioco ASTRO BOT, sviluppato da Team Asobi.  Questo titolo si inserisce nel genere platform e narra le vicende di Astro, un personaggio robotico impegnato in un viaggio attraverso sei diverse galassie. La missione principale del protagonista consiste nel recupero dei membri del suo equipaggio, dispersi a seguito della distruzione della loro nave madre, la PlayStation 5. Nel corso della sua avventura, Astro incontrerà personaggi legati alla storia del marchio PlayStation, affrontando sfide che richiederanno l'utilizzo delle funzionalità offerte dal controller DualSense. La distribuzione dei bundle avverrà tramite i canali di vendita autorizzati, sia fisici che online, nonché attraverso la piattaforma digitale Direct.PlayStation.com, gestita direttamente da Sony. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Knightscope, robot e comunicazione d'emergenza per università e pubblica sicurezza negli USA - Il video

(Adnkronos) - Knightscope, Inc., azienda specializzata in tecnologie robotiche e di intelligenza artificiale per la sicurezza pubblica, ha annunciato, attraverso una nota ufficiale, il rinnovo di contratti per robot di sicurezza autonomi (ASR), sette nuove implementazioni di ASR e la vendita di 96 dispositivi di comunicazione d'emergenza (ECD), per un totale di 107 macchine e dispositivi in movimento. I rinnovi dei contratti per gli ASR di Knightscope provengono da clienti nei settori sanitario, dei lubrificanti per autoveicoli e della logistica e distribuzione. Le nuove implementazioni includono clienti nel settore della riparazione e manutenzione di autoveicoli, come Forbes Todd Automotive, e nel settore governativo locale, con la città di Phenix City come nuovo cliente. Questi rinnovi e nuove implementazioni sottolineano la crescente fiducia nella tecnologia robotica avanzata di Knightscope, che combina intelligenza artificiale, autonomia e dati in tempo reale per migliorare la sicurezza in vari ambienti.
  Le nuove vendite di ECD di Knightscope sono state effettuate a tre campus universitari attraverso il suo rivenditore autorizzato, Transportation Solutions & Lighting (TS&L). Queste istituzioni stanno investendo nella tecnologia di comunicazione d'emergenza di Knightscope per rafforzare le misure di sicurezza e garantire capacità di risposta rapida. Studenti, docenti e visitatori possono fare affidamento sugli ECD, come le torri luminose blu K1 e gli E-Phone, per l'accesso immediato alla sicurezza del campus e ai servizi di emergenza. "Siamo onorati di supportare queste scuole nel loro impegno per la sicurezza del campus", ha dichiarato Bradford Berner, vicepresidente delle vendite di TS&L. "Queste torri di emergenza fungono da strumento critico per la comunicazione istantanea con la sicurezza del campus e i primi soccorritori, rafforzando un ambiente più sicuro per studenti e personale".  ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)