Hyundai, nuovi e prestigiosi riconoscimenti Top Safety Pick+ dall’IIHS
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Hyundai ha ricevuto cinque prestigiosi riconoscimenti TOP SAFETY PICK+ dall’Insurance Institute of Highway Safety (IIHS) per il 2025. I modelli premiati dall’IIHS con il massimo livello di sicurezza sono: • Hyundai IONIQ 5 (2025)
• Hyundai IONIQ 6 (2025)
• Hyundai Kona (non EV) (2025)
• Hyundai Tucson/Tucson Hybrid (2025)
• Hyundai Santa Fe/Santa Fe Hybrid (2025, prodotti dopo novembre 2024).
Questi modelli si distinguono per il massimo livello di sicurezza, garantito da test rigorosi e criteri sempre più stringenti imposti dall'IIHS. Il riconoscimento TOP SAFETY PICK+ identifica le vetture che offrono i più alti standard di protezione per conducente e passeggeri. A partire dal 2025, l’IIHS ha introdotto parametri ancora più severi per la sicurezza dei passeggeri nei sedili posteriori. Per ottenere il riconoscimento TOP SAFETY PICK, i veicoli devono superare il test aggiornato con un punteggio “accettabile”, mentre per il TOP SAFETY PICK+ è richiesta una valutazione “buona”.
Cole Stutz, Chief Safety Officer di Hyundai Motor North America ha dichiarato: “La sicurezza dei passeggeri è una priorità per Hyundai, che continua a innovare con nuove tecnologie di protezione. La nostra suite di sistemi avanzati SmartSense include tecnologie all’avanguardia come il monitoraggio dei passeggeri posteriori, cinture di sicurezza avanzate e airbag supplementari dedicati agli occupanti dei sedili posteriori”.
Uno degli aspetti più rilevanti delle nuove valutazioni dell’IIHS riguarda la protezione dei passeggeri posteriori. Il test aggiornato prevede l’introduzione di un secondo manichino posizionato dietro il conducente per valutare l’efficacia dei dispositivi di sicurezza in caso di impatto frontale. L’IIHS ha completamente eliminato il test precedente, sostituendolo con questa versione più avanzata.
David Harkey, Presidente dell’IIHS: “Il nostro obiettivo è spingere i costruttori a migliorare continuamente la sicurezza dei nuovi modelli. Ogni veicolo che riceve un riconoscimento per il 2025 dimostra di offrire elevati livelli di sicurezza sia per il conducente che per i passeggeri posteriori”.
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Suzuki Swift Hybrid Waku: la city car che fa sorridere
(Adnkronos) - A meno di un anno dal debutto della quarta generazione, la Suzuki Swift Hybrid conferma il suo successo con oltre 8.000 unità immatricolate in Italia. La compatta giapponese si è posizionata nella Top 10 del segmento B e nella Top 50 dei modelli più venduti del 2024. Ora, con l’arrivo della versione Waku, Suzuki Swift Hybrid punta ancora più in alto. Questa nuova variante è pensata per chi desidera un’auto accessibile, tecnologicamente avanzata e perfetta anche per i neopatentati. In giapponese, "Waku" evoca il concetto di "emozione viva", quella sensazione di entusiasmo e felicità che si prova al volante di un’auto capace di regalare piacere di guida. La Suzuki Swift Hybrid Waku incarna perfettamente questa filosofia grazie a un design dinamico e a un motore ibrido brillante: il 1.2 Dualjet Hybrid da 12V sviluppa 60,9 kW (82,8 CV), offrendo una guida fluida e reattiva. Il sistema mild-hybrid recupera l’energia in fase di decelerazione, immagazzinandola nella batteria agli ioni di litio per supportare il motore elettrico (2,3 kW e 60 Nm di coppia) in fase di ripartenza.
Consumi record di appena 4,4 l/100 km e emissioni di 98 g/km di CO2 (WLTP), consentono l’accesso nelle zone a traffico limitato senza costi aggiuntivi. La cinque porte giapponese un pacchetto di sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS) di serie, garantendo sicurezza e comfort. Tra le tecnologie presenti: • Attentofrena Liv. 2 - Frenata automatica d’emergenza con riconoscimento pedoni e ciclisti • Guidadritto Liv. 3 - Avviso superamento corsia con mantenimento attivo della traiettoria • Guardalastrada - Monitoraggio dell’attenzione del conducente per prevenire colpi di sonno • Occhioallimite Liv. 2 - Riconoscimento dei segnali stradali • Guardaspalle - Controllo dell’angolo cieco per cambi di corsia più sicuri • Vaipure - Monitoraggio degli angoli ciechi in retromarcia per evitare ostacoli • Nontiabbaglio - Regolazione automatica degli abbaglianti. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Nissan e l'Innovazione nella Guida Autonoma
(Adnkronos) - La guida autonoma sta ridefinendo il concetto di mobilità, trasformando le strade in ambienti più sicuri, sostenibili e accessibili. Nissan, con il suo impegno nella ricerca e nello sviluppo, punta a un futuro in cui gli spostamenti siano più efficienti e privi di rischi, riducendo drasticamente l'incidenza degli incidenti stradali e migliorando la qualità della vita urbana e rurale. Già dal 2017, Nissan ha investito in progetti di ricerca avanzata, a partire da HumanDrive e ServCity, con l'obiettivo di perfezionare i sistemi di guida autonoma. Il programma più recente, evolvAD, segna un ulteriore passo avanti, testando questa tecnologia in contesti urbani complessi e su strade rurali impegnative. L'obiettivo è garantire un'esperienza di guida più sicura, fluida ed ecologica, a beneficio di tutti. Il progetto evolvAD viene sperimentato su modelli Nissan LEAF 100% elettrici, dimostrando come la guida autonoma possa ottimizzare la mobilità riducendo consumi e emissioni. Grazie a un sistema avanzato di gestione dei flussi di traffico, questa tecnologia permette di minimizzare gli sprechi energetici, ridurre il tempo di sosta ai semafori e migliorare la fluidità della circolazione. Una frenata più graduale limita l'usura dei freni, diminuendo la dispersione di particolato nell'aria. Con la crescente diffusione del car-sharing e dei servizi di trasporto automatizzati, la guida autonoma potrebbe rivoluzionare la mobilità urbana, riducendo l'inquinamento atmosferico e migliorando la vivibilità nelle città.
I veicoli a guida autonoma monitorano costantemente l'ambiente circostante, reagendo in tempo reale a eventuali pericoli e garantendo un livello di attenzione impossibile per un essere umano. Questo significa meno incidenti, meno feriti e un sistema di mobilità più affidabile.
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Husqvarna Mobility Stile Garantito, estensione di garanzia per le Travel e Naked
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Husqvarna Mobility rilancia l’iniziativa "Stile Garantito", offrendo un'esclusiva estensione della garanzia di 24 mesi per i modelli bicilindrici della gamma Travel e Naked. Grazie a questa promozione, la copertura totale sale a quattro anni, garantendo maggiore serenità e protezione ai motociclisti. • Norden 901 e Norden 901 Expedition, pensate per i viaggi più avventurosi • Svartpilen 801 e Vitpilen 801, che incarnano lo stile minimalista e l’essenza naked • 801 e Vitpilen 801, che incarnano lo stile minimalista e l’essenza naked. L’iniziativa si applica ai modelli prodotti dal MY23 al MY25 e viene attivata automaticamente senza costi aggiuntivi, a condizione che il proprietario segua il programma di manutenzione ufficiale. Questo prevede interventi di manutenzione annuali presso un concessionario ufficiale Husqvarna.
Spela Kovacic, VP Global Customer Service, ha dichiarato: “Ogni motocicletta Husqvarna è sinonimo di qualità ed emozione. Con la nostra Garanzia Premium del Costruttore, vogliamo offrire una protezione extra e infondere la massima fiducia in chi sceglie una delle nostre moto.”
Per i modelli MY23 e MY24, l'estensione si applica solo alle moto nuove a stock vendute dopo il 3 febbraio 2025.
La validità della garanzia dipende dal rispetto del programma di manutenzione ufficiale, come indicato nel manuale d’uso. Husqvarna Mobility si riserva il diritto di modificare o sospendere l’iniziativa senza preavviso.
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Toyota rafforza la sua strategia multi-tecnologica
(Adnkronos) - La strategia di Toyota punta a offrire ai clienti soluzioni su misura, tenendo conto delle diverse esigenze e contesti geografici. L’azienda giapponese propone una gamma di propulsioni differenziate: dai veicoli ibridi flex-fuel in Sud America alle berline a idrogeno in Giappone, fino ai veicoli elettrici a batteria (BEV) destinati all’Europa. Con un mercato europeo sempre più orientato all’elettrificazione, Toyota ha annunciato l’arrivo di tre nuovi BEV di serie, con ulteriori tre modelli previsti entro il 2026. Questo approccio orientato all’ascolto del cliente ha permesso al marchio di raggiungere un record di vendite in Europa nel 2024, con 1,217 milioni di veicoli consegnati.
Simon Humphries, Chief Branding Officer e membro del consiglio di amministrazione di Toyota Motor Corporation, ha sottolineato l’importanza della libertà di scelta per il cliente: "Vogliamo che ogni cliente si senta libero di scegliere la soluzione più adatta alle proprie esigenze. Offrire alternative concrete è il cuore della nostra missione, sia nel miglioramento continuo dei nostri prodotti che nella transizione verso la sostenibilità."
Toyota prosegue con decisione l’espansione del suo portafoglio di veicoli elettrici a batteria, introducendo la nuova Toyota bZ4X, migliorato in termini di potenza, design e prestazioni. Dotato di motori più efficienti e batterie ad alta capacità, il SUV elettrico garantisce un’autonomia maggiore e tempi di ricarica fino a due volte più rapidi. Un’altra novità è il Toyota C-HR+, che amplia la gamma BEV del marchio. Costruito sulla piattaforma dedicata e-TNGA, sarà disponibile con trazione anteriore o integrale. Il suo design audace, ispirato alle linee coupé, rafforza l’identità del modello, rendendolo ancora più accattivante per il pubblico europeo. A questi si aggiunge l’Urban Cruiser, il nuovo SUV compatto elettrico, parte di una strategia che porterà Toyota a lanciare tre BEV nei segmenti B, C e D-SUV, ampliando l’offerta complessiva a 14 modelli elettrici tra Toyota e Lexus entro il 2026. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Hyundai, KIA e Samsung, una nuova partnership per batterie ad alta capacità
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Hyundai e Kia hanno siglato un importante accordo con Samsung SDI per lo sviluppo congiunto di batterie ad alte prestazioni destinate alla robotica. L’obiettivo è migliorare la densità energetica, la potenza e la durata della carica, affrontando le sfide legate alla miniaturizzazione e all’ottimizzazione delle prestazioni energetiche nei robot di nuova generazione. "Grazie alla nostra collaborazione con Samsung SDI, vogliamo sviluppare batterie all'avanguardia per la robotica, garantendo una fornitura stabile e migliorando la competitività del settore", ha dichiarato Dong Jin Hyun, Vice President e Head of Robotics LAB di Hyundai e Kia. "L’unione tra la nostra esperienza nel Robotics LAB e la tecnologia avanzata delle batterie Samsung SDI ci permetterà di accelerare l’innovazione nel settore".
Hans Cho, Executive Vice President e Head of Strategic Marketing Team di Samsung SDI ha aggiunto: "L’espansione della nostra partnership con Hyundai e Kia ci consente di introdurre nuove soluzioni tecnologiche e prodotti di alta qualità, contribuendo alla crescita del mercato della robotica".
Attualmente, molte soluzioni robotiche utilizzano batterie progettate per utensili elettrici o veicoli leggeri. Tuttavia, le forme irregolari dei robot e lo spazio ridotto disponibile per l’installazione delle batterie pongono delle limitazioni. La miniaturizzazione delle celle può ridurre la capacità di erogazione energetica, influenzando l’autonomia operativa. Per risolvere questa problematica, Hyundai, Kia e Samsung SDI svilupperanno batterie ad alte prestazioni ottimizzate per l’impiego nei robot, migliorando la densità energetica e la capacità di carica e scarica. Il Robotics LAB di Hyundai e Kia testerà queste nuove batterie per valutare prestazioni, autonomia e durata operativa. Durante "InterBattery 2025", tenutosi di recente a Seoul, le aziende hanno presentato il robot di servizio DAL-e e il robot mobile MobED presso lo stand di Samsung SDI, dimostrando le potenzialità della nuova tecnologia. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
BMW nuova Serie 2 Grand Coupè
(Adnkronos) - La nuova BMW Serie 2 Grand Coupè arriva alla sua seconda generazione e si caratterizza da un frontale espressivo dominato sempre dalla classica calandra BMW, da una silhouette dinamicamente allungata e da un posteriore sportivo. Frontalmente spiccano i proiettori a LED di serie verticali per le luci diurne e gli indicatori di direzione. La gamma di finiture esterne comprende due finiture solide e fino a sette metallizzate, oltre a quattro finiture BMW Individual e una scelta di numerose finiture speciali BMW Individual. La nuova edizione della BMW Serie 2 Gran Coupé dispone di più motorizzazioni: Tutti i motori trasferiscono di serie la Ioro potenza alla strada attraverso un cambio Steptronic a 7 rapporti con doppia frizione.
Gli interni di nuova concezione della BMW Serie 2 Gran Coupé sono completamente privi di pelle. Come optional è disponibile il rivestimento in Veganza/Alcantara, abbinato a cuciture a contrasto cucine a mano per il quadro strumenti. I sedili di nuova concezione offrono un elevato livello di comfort nei lunghi viaggi. I sedili sportivi opzionali sono offerti sia nella versione Econeer che con sedili sportivi M.
La gamma Serie 2 Gran Coupé comprende anche il BMW Live Cockpit Plus con il sistema di navigazione basato su cloud BMW Maps mentre il BMW iDrive è basato sul BMW Operating System 9 che è disponibile nella nuova BMW Serie 2 Gran Coupé per un utilizzo intuitivo e comodo delle funzioni del veicolo. La gamma Serie 2 Gran Coupé sarà disponibile sul mercato ad un costo che parte dai 40.000 euro per il modello 220.
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Assassin's Creed Shadows, la recensione
(Adnkronos) - Dopo una lunga attesa, Assassin's Creed Shadows giunge finalmente nelle mani dei giocatori, portando con sé l'ambientazione tanto agognata del Giappone feudale. Al netto delle inevitabili aspettative e di alcuni ritardi nello sviluppo, Assassin's Creed Shadows si presenta come un titolo solido: pur non esente da imperfezioni e da momenti di frustrazione, specialmente nelle fasi iniziali, il titolo riesce a catturare l'attenzione e a regalare ore di intrattenimento, crescendo progressivamente con l'avanzare dell'esperienza. Si tratta, in definitiva, di un'opera che saprà soddisfare gran parte dei fan della serie, grazie a un gameplay avvincente, un mondo di gioco rigoglioso e ricco di dettagli, e una trama che, seppur non priva di cliché, riserva alcune sorprese inaspettate. La narrativa di Assassin's Creed, fin dai tempi di Assassin's Creed IV: Black Flag, ha spesso faticato a mantenere un livello di coinvolgimento costante, tendendo a riproporre schemi narrativi già visti. Il vero motore trainante della serie è sempre stato rappresentato dall'ambientazione storica e dalle meccaniche di gioco. Shadows non fa eccezione, almeno per quanto riguarda la storyline di uno dei due protagonisti. Il gioco, infatti, si articola attorno alle vicende di Naoe, una giovane shinobi in cerca di vendetta. Un archetipo narrativo ampiamente sfruttato, che purtroppo non brilla per originalità, complice anche un personaggio che manca di profondità. Naoe risulta, purtroppo, uno dei personaggi meno riusciti dell'intera saga, un'occasione mancata per Ubisoft di rendere memorabile la sua prima protagonista ninja. Al contrario, Yasuke, il secondo protagonista, si rivela un personaggio ben più carismatico e complesso. La sua tardiva introduzione, dopo circa 12-15 ore di gioco, rappresenta un punto debole della struttura narrativa, lasciando il giocatore in balia di un primo atto dal ritmo lento e disomogeneo. Yasuke, ex schiavo divenuto samurai per necessità, è un personaggio mosso da un forte desiderio di riscatto e di liberazione dal proprio passato. La sua evoluzione da guerriero nobile e distinto è carica di emotività e rappresenta uno degli aspetti più riusciti della trama. Contrariamente alle aspettative, Yasuke non si limita al ruolo di bruto guerriero, ma dimostra una natura gentile e generosa. Solo quando la situazione lo richiede, si trasforma in un combattente implacabile, dimostrando che la sua bontà d'animo non è sinonimo di debolezza. La progressiva scoperta dei suoi diversi aspetti, man mano che si procede nella storia, contribuisce a renderlo uno dei protagonisti più interessanti e memorabili dell'intero franchise. Nonostante appartengano a fazioni opposte, Naoe e Yasuke sono uniti da un obiettivo comune: la creazione di un esercito per sconfiggere una potente organizzazione di signori della guerra e figure influenti che hanno segnato le loro vite. Il giocatore si trova quindi di fronte a una serie di bersagli e obiettivi che possono essere affrontati in modo non lineare. Sebbene alcuni bersagli siano accessibili solo dopo averne eliminati altri, in linea generale è possibile decidere liberamente l'ordine e l'approccio alle missioni, passando da un personaggio all'altro a seconda delle esigenze e dello stile di gioco preferito. Alcune missioni scono esclusive per Naoe e altre per Yasuke, ma nella maggior parte dei casi la scelta sta al giocatore. Questa libertà rappresenta uno dei punti di forza di Assassin's Creed Shadows: il giocatore può decidere se affrontare le missioni con un approccio diretto e violento, affidandosi alla forza bruta di Yasuke, oppure optare per un'azione furtiva e silenziosa, sfruttando le abilità di parkour e le doti di assassina di Naoe. Il gioco riesce a fondere in modo armonioso i due stili, superando le limitazioni dei precedenti capitoli. Rispetto a Valhalla, ad esempio, Shadows offre un combattimento brutale e viscerale, che si adatta perfettamente alla figura di Yasuke. Il samurai è un colosso inarrestabile, capace di infliggere danni devastanti grazie alla sua forza fisica e alle sue armi. Può lanciare i nemici con un potente calcio, sollevarli e trascinarli sulla sua lama, e utilizzare un arco per un approccio più tattico. La sua semplicità nel combattimento non è sinonimo di banalità, ma di efficacia e immediatezza. Naoe, d'altra parte, è un personaggio ricco di risorse. Dotata della leggendaria lama celata, di un rampino, di una katana e di una serie di armi da lancio, è una minaccia versatile e letale. A differenza di Yasuke, che può incassare numerosi colpi, Naoe è più agile e meno corazzata, richiedendo un approccio più cauto e strategico. Le prime ore di gioco, in cui si tende a sottovalutare la sua fragilità, possono risultare frustranti. È fondamentale, con Naoe, anticipare gli attacchi nemici, parare al momento giusto o schivare completamente. Il sistema di combattimento segnala gli attacchi nemici con colori distinti, creando un ritmo coinvolgente che scoraggia la pressione ripetuta del tasto di attacco. Tentare di attaccare frontalmente un nemico è spesso inefficace, poiché quest'ultimo si difenderà e contrattaccherà, rendendo il giocatore vulnerabile. Le finestre di tempo per rispondere agli attacchi sono brevi e ogni colpo subito può essere potenzialmente fatale, richiedendo quindi attenzione e prontezza di riflessi. Naoe è costretta a sfruttare al massimo le sue tattiche e le sue armi per ottenere un vantaggio. Una delle armi più interessanti è il Kusarigama, una falce collegata a una catena con una sfera appuntita. La falce permette di infliggere rapidi attacchi ravvicinati, mentre la catena può essere roteata a 360 gradi, colpendo i nemici circostanti o attirandoli verso la falce. Oltre al combattimento diretto, è estremamente soddisfacente sfruttare il rampino di Naoe per muoversi agilmente tra i tetti, strisciare nell'erba alta per inseguire le prede e utilizzare la lama celata per eliminare silenziosamente i nemici, riproponendo le classiche meccaniche di assassinio che hanno reso celebre la serie. Nonostante l'ottimo sistema di combattimento, Assassin's Creed Shadows presenta ancora alcune criticità nel parkour. Sebbene sia un elemento fondamentale della serie da quasi vent'anni, il parkour rimane macchinoso e frustrante, soprattutto per Naoe (Yasuke, a causa della sua stazza, non può eseguire acrobazie complesse). In diverse sezioni stealth, il personaggio tende a saltare in modo impreciso o a non aggrapparsi alle superfici desiderate, causando la scoperta da parte dei nemici e rovinando piani accuratamente orchestrati. Un altro aspetto problematico è rappresentato dall'eccessiva mira assistita. Naoe può lanciare coltelli e shuriken sia contro i nemici che contro oggetti come barili esplosivi e torce. Nel caso dei nemici, anche mirando alla testa, la mira assistita corregge il tiro verso il centro del corpo, impedendo l'uccisione immediata. L'aspetto più irritante, tuttavia, si verifica quando si cerca di colpire oggetti inanimati. Tentando di spegnere torce o far esplodere barili, il gioco spesso lancia l'arma contro un nemico distante, anche se non visibile sullo schermo, come se le armi fossero "magneticamente" attratte dagli esseri umani. Questo, ovviamente, allerta le guardie e compromette l'azione stealth. La frustrazione generata da questo problema porta a evitare l'utilizzo di armi da lancio contro i nemici, a meno che non si desideri intenzionalmente attirare la loro attenzione. In conclusione, nonostante alcune criticità evidenti, alcune delle quali persistenti fin dagli albori della serie, Assassin's Creed Shadows si conferma un solido action-adventure, capace di offrire ore di intrattenimento e di appassionare il giocatore. Ubisoft è riuscita a creare un mondo di gioco vasto e affascinante, senza risultare opprimente, a introdurre almeno un nuovo protagonista carismatico e a sviluppare un sistema di combattimento dinamico e variegato. Il fatto che un'esperienza inizialmente non del tutto convincente riesca a conquistare progressivamente il giocatore, testimonia la qualità del prodotto finale, che ha il potenziale per attrarre sia i fan di vecchia data sia coloro che si erano allontanati dalla serie.
Formato: PS5 (versione testata), Xbox Series X|S, PC Editore: Ubisoft Sviluppatore: Ubisoft Voto: 8/10 ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Jensen Huang al GTC 2025 - Robotica e AI, la nuova rivoluzione industriale
(Adnkronos) - Negli ultimi anni, la robotica e l'Intelligenza Artificiale (AI) stanno vivendo una crescita senza precedenti. Il progresso in questi campi non è più confinato ai laboratori di ricerca o ai film di fantascienza: è una realtà che sta trasformando l’economia globale. Jensen Huang, fondatore e CEO di Nvidia apre il keynote del GTC 2025 relativo alla ricerca sulla robotica dichiarando: "Entro la fine di questo decennio, il mondo avrà una carenza di almeno 15 milioni di lavoratori qualificati. L’AI fisica e la robotica sono la risposta a questa sfida, e questa diventerà una delle industrie più grandi di sempre.” Per rispondere a questa domanda crescente di manodopera, secondo Huang, le aziende stanno investendo massicciamente nello sviluppo di tecnologie robotiche avanzate. Questi sistemi non sono destinati a sostituire completamente i lavoratori umani, ma piuttosto a supportarli e a ottimizzare i processi produttivi, riducendo i tempi di esecuzione e aumentando la precisione delle operazioni. L’automazione è diventata una presenza costante nella nostra vita quotidiana, anche se spesso non ce ne accorgiamo. Nei magazzini di e-commerce, nei centri logistici e nelle catene di montaggio industriali, milioni di robot operano senza sosta per migliorare l’efficienza dei processi. Le auto moderne, sempre più dotate di sistemi avanzati di assistenza alla guida, sono di fatto robot su ruote, e la diffusione di dispositivi autonomi sta accelerando in molti settori, dall’agricoltura alla sanità. “Tutto ciò che si muove diventerà autonomo. L’AI fisica sarà integrata in ogni settore, e i robot opereranno in simbiosi con il mondo reale”, continua Jensen Huang.
La sfida secondo Nvidia ora è quella di rendere questi sistemi ancora più intelligenti, adattabili e in grado di interagire con ambienti sempre più complessi. E la prossima grande rivoluzione sarà' l’introduzione di robot umanoidi capaci di lavorare fianco a fianco con gli esseri umani in maniera naturale ed efficace. Grazie all’uso di tre potenti supercomputer, l’azienda guidata da Huang sta costruendo un ecosistema in cui simulazione, addestramento e test si integrano in un ciclo continuo, consentendo ai robot di apprendere in modo più rapido ed efficace. Ma l’intelligenza di queste macchine dipende dalla quantità e dalla qualità dei dati su cui vengono addestrate. Ed è qui che entrano in gioco due tecnologie chiave: Omniverse e Cosmos. Secondo la visione del CEO di Nvidia: “L’addestramento dei robot richiede enormi quantità di dati. Utilizzando Omniverse e Cosmos, possiamo generare dati sintetici su scala massiva, garantendo che i robot apprendano in ambienti realistici e variabili.” Addestrare un robot nel mondo reale può essere estremamente dispendioso in termini di tempo e risorse. Un errore nella programmazione di un robot industriale può significare costi elevati e interruzioni della produzione. Per questo, Nvidia ha puntato sulle simulazioni avanzate, che permettono di replicare scenari reali in un ambiente virtuale controllato. “L’addestramento nel mondo reale è costoso e inefficiente. Grazie alle simulazioni avanzate, possiamo testare e ottimizzare le capacità dei robot in ambienti digitali prima di metterli in funzione”, afferma Jensen Huang.
Attraverso strumenti come Isaac Lab, Omniverse Blueprint e Mega AI, i robot possono: Apprendere nuovi movimenti e comportamenti in ambienti sicuri, simulare scenari complessi prima di essere impiegati in situazioni reali, coordinarsi con altri robot per migliorare la collaborazione e l’efficienza operativa. Questa tecnologia riduce i rischi e accelera il tempo necessario per passare dalla fase di sviluppo a quella operativa, garantendo robot più performanti e adattabili.
Uno degli sviluppi più rivoluzionari di Nvidia è Groot-1, un modello AI generalista progettato per essere il cervello dei robot umanoidi. Questo sistema non solo permette ai robot di muoversi con agilità, ma consente loro di comprendere e interagire con l’ambiente in modo intelligente e adattivo. “Oggi presentiamo Nvidia Isaac Groot-1, un modello AI generalista per robot umanoidi. Con un’architettura ispirata alla cognizione umana, consente ai robot di percepire, ragionare e agire con precisione.”continua Huang.
Il modello si basa su un approccio cognitivo ispirato al pensiero umano:
Pensiero lento, per analizzare l’ambiente, elaborare informazioni e pianificare azioni,
Pensiero veloce, per trasformare le decisioni in movimenti fluidi e precisi. Questa combinazione permette ai robot umanoidi di eseguire compiti complessi e di adattarsi a scenari sempre nuovi con maggiore autonomia e precisione. Ma la stessa robotica sta attraversando una delle sue fasi più rivoluzionarie, con Nvidia che si posiziona come leader in questo settore in continua evoluzione. Le nuove tecnologie stanno plasmando il futuro dell’intelligenza artificiale applicata al mondo fisico, creando nuove opportunità per imprese, ricercatori e sviluppatori. “Stiamo costruendo tre infrastrutture AI: per il cloud, per le aziende e per i robot. Questa sarà l’era dell’AI fisica, e Nvidia è in prima linea per renderla realtà” afferma Jensen Huang. "L’impatto di queste innovazioni sarà enorme: dall’industria alla logistica, dalla sanità alla ricerca scientifica, il mondo sta entrando in una nuova era in cui la collaborazione tra esseri umani e robot sarà la chiave per il progresso tecnologico. Il futuro è già qui, ed è fatto di AI e automazione." La Collaborazione tra Nvidia e Disney: Unire AI e Intrattenimento Uno degli aspetti più interessanti dell’evoluzione della robotica è la collaborazione tra Nvidia e Disney Research. Il colosso dell’intrattenimento e il leader nell’AI stanno lavorando insieme per sviluppare nuove tecnologie di simulazione avanzata, con applicazioni che vanno oltre la semplice automazione industriale.
L’obiettivo principale della partnership è quello di creare robot con capacità espressive e di interazione avanzate, sfruttando il know-how di Disney nell’animazione e nella narrazione visiva. I personaggi animati, che fino a pochi anni fa esistevano solo sullo schermo, ora possono prendere vita in ambienti fisici grazie all’AI e alla robotica.
Questa collaborazione si concentra su diversi ambiti:
Robot con espressioni realistiche: Disney sta utilizzando le tecnologie di AI di Nvidia per sviluppare robot in grado di esprimere emozioni attraverso movimenti facciali naturali e reattivi.
Simulazioni di ambienti interattivi: Omniverse di Nvidia viene impiegato per creare scenari virtuali in cui testare robot umanoidi, rendendoli capaci di interagire con il pubblico nei parchi a tema e in altri contesti di intrattenimento.
Fisica e animazione in tempo reale: Nvidia sta mettendo a disposizione i suoi potenti motori fisici per migliorare la fluidità dei movimenti dei robot, garantendo un’animazione più realistica e naturale. “Immaginate di camminare in un parco Disney e interagire con un personaggio animato che non è solo una semplice proiezione, ma un vero robot che si muove e reagisce in tempo reale. Questa è la visione che stiamo portando avanti con Disney” , prospetta Jensen Huang L’impatto di questa collaborazione potrebbe essere enorme. Oltre ai parchi a tema, i robot avanzati sviluppati con Disney potrebbero trovare applicazione anche nel mondo del cinema, creando effetti speciali più realistici senza bisogno di CGI, o persino nel settore educativo, offrendo esperienze interattive ai bambini attraverso personaggi animati dotati di AI. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Ferrucci dalle teste di Modì alla ricerca: "Le misi nel curriculum. Che risate con Umberto Veronesi"
(Adnkronos) - Non ha mai rinnegato quelle teste. Anche dopo, quando ha indossato il camice, "mai" le ha sentite né le ha viste negli occhi delle persone come qualcosa che sminuiva la sua "professionalità e la necessità di essere focalizzati su quel che si doveva fare". Essere stato 41 anni fa tra gli autori della 'beffa del secolo', come è stata battezzata, "non è un passato ingombrante, anzi. Io lo scherzo delle 'false teste di Modì' l'ho scritto fin dall'inizio persino nel mio curriculum", racconta Pier Francesco Ferrucci.
Il 'bad boy' passato alla storia con i suoi amici per la più grande 'fake news' involontaria della storia dell'arte, come si direbbe oggi, è diventato grande da tempo. Oggi è un oncoimmunologo di fama e presidente del Comitato scientifico della Fondazione Grazia Focacci, con cui è impegnato in diverse iniziative, come quella presentata al Pirellone a Milano: martedì 1 aprile - non a caso nel giorno dei 'pesci d'aprile', il più goliardico dell'anno - allo Sporting Club di Monza si terrà 'La beffa del secolo. Le teste di Modì tra scienza e Charity', una serata per condividere temi come prevenzione, ricerca e supporto ai pazienti oncologici e alle famiglie, partendo dalle storiche false teste di Modigliani. Quello scherzo epico di cui ancora si parla "è parte della mia vita - racconta Ferrucci, oggi in forze al gruppo MultiMedica - E ritenevo che in qualche modo caratterizzasse me e il mio percorso. Nel corso degli anni mi sono reso conto che poteva essere utilizzato anche per riunire persone con diversi interessi e di diversa estrazione e focalizzarle su qualcosa di più rilevante e importante, con fini più nobili": la ricerca sul cancro, le nuove frontiere delle terapie e la loro accessibilità per i pazienti. La reazione di chi leggeva quella riga fra le sue esperienze nei Cv? "E' sempre stata buffa e divertente", confessa a margine all'Adnkronos Salute. "Quando sono stato assunto all'Istituto europeo di oncologia di Milano, per esempio, Umberto Veronesi mi ha chiamato e abbiamo fatto un sacco di risate su questa cosa. A un certo punto riceveva talmente tante richieste di giornalisti che mi chiamò e disse con ironia: 'Allora la segretaria è mia, non posso metterla a rispondere a tutti quelli che chiedono di lei'. Era davvero un mito", sorride. Quando Ferrucci e i suoi amici concepiscono la burla delle false teste di Modì è l'estate del 1984. "A Livorno, la mia città natale, era stata organizzata una bella mostra di sculture prevalentemente di Modigliani. Ai tempi c'era la ricerca di queste teste che secondo una leggenda l'artista aveva gettato nel canale che circonda la città storica. In realtà pochi erano quelli che credevano veramente di poter trovare qualcosa. Livorno durante la guerra era stata praticamente distrutta e quei canali erano stati ripuliti e dragati diverse volte nel Dopoguerra, se veramente Modigliani avesse gettato delle sculture in quel canale chissà dove erano finite". Ma quella storia "aveva richiamato molto interesse intorno alla città. E noi che avevamo appena finito il liceo ed eravamo al primo anno di università (Ferrucci era iscritto a Medicina, ndr), quindi in una fase di goliardia totale, pensammo di far trovare qualcosa che assomigliasse alle sculture di Modigliani. Ma mai pensavamo che la nostra 'opera' potesse essere scambiata per qualcosa di autentico". Il resto è storia: "Pensavamo di finire sul giornale il giorno dopo e finita lì. Invece le cose sono andate diversamente. Siamo finiti alla Rai a replicare la testa di Modigliani in uno speciale che fu visto da 14 milioni di spettatori, in pratica una finale dei Mondiali di calcio", sorride. La saga delle false teste fece talmente scalpore che Ferrucci perse un anno e mezzo di università. "Fummo anche selezionati fra i giovani artisti europei e andammo in tournée a Barcellona, Parigi. Poi sono rientrato nei ranghi", spiega, "e ho avuto un percorso professionale che mi ha portato qui a Milano e che mi ha orientato molto sulla ricerca scientifica". Il suo passato resta lì alla luce del sole. "Con i miei pazienti talvolta è l'occasione per rompere il ghiaccio e per trovare subito una qualche affinità, un collegamento. Io ovviamente non mi paleso, rimango sulla parte professionale, ma magari sono le persone che hanno visto il collegamento, oggi fra social e web è facile, e finiscono per farmi qualche domanda anche su questo. E' un facilitatore del percorso - evidenzia - Io ne parlo con serenità, non faccio altro che raccontare due aspetti che mi hanno accompagnato da quando facevo l'università fino ad adesso. E' una condizione da cui non si esce. Che lezione di vita mi ha lasciato? Notevole: che dobbiamo essere sinceri, veri, trasparenti e se uno si comporta in modo consequenziale è difficile che venga strumentalizzato. Non l'ho mai vissuta come una cosa negativa". "La storia di per sé è semplice e poi è diventata enormemente d'impatto sulla società per eventi molto casuali - assicura - Anche se in Toscana l'evento non è stato superato per tanto tempo, ci sono stati dei tentativi di strumentalizzazione da più punti di vista (politico, economico), ai quali per fortuna noi non abbiamo mai prestato il fianco. Non avevamo nessuna posizione, eravamo dei ragazzi che volevano solo divertirsi. Ci sono state anche una serie di altre circostanze che si sono create, non ultimo il mio tentativo di partecipare a un concorso per un primariato a Firenze che è stato 'sabotato' proprio in virtù di questo scherzo di 40 anni prima. Questo - rimarca Ferrucci - per dire che certe cose sembrano superficiali, sembrano non avere impatto profondo, ma non è così. Io ho cercato di sfruttare questo impatto per far capire che possiamo finalizzare le nostre competenze e capacità per offrire anche un servizio. Per me il servizio era rendere utili le ricerche fatte in laboratorio, ma anche l'attività di supporto e clinica quotidiana". Oggi sul fronte della ricerca, assicura Ferrucci, "stiamo vivendo una vera rivoluzione che ci porta a usare farmaci ad azione immunologica, farmaci a target molecolare" contro il cancro. "Questa tecnologia estremamente utile è anche estremamente costosa e per renderla davvero fruibile è necessario informare le persone che possono averne bisogno, la società e la politica, per cercare di superare gli ostacoli che rendono irrealizzabili questi progetti. Nel nostro piccolo cerchiamo di aiutare questa combinazione, queste sinergie. Sarebbe bello", e c'è l'impegno per questo, "creare un percorso anche politico che possa permettere di creare una sorta di hub di riferimento, in modo anche da risparmiare risorse. Potrebbe essere un'evoluzione: rendere disponibili nuove terapie a più persone creando sinergie con diversi istituti. In Lombardia c'è un'enorme qualità, un po' dispersa nel territorio, e se si riuscisse a creare un focus sarebbe tutto anche più sostenibile". La serata dell'1 aprile, intanto, sarà dedicata al fund raising per sostenere la ricerca oncologica, progetto promosso dalla Fondazione Grazia Focacci di Milano, nata nel 2004 all'interno del 'Rotaract Club Milano Scala Manzoni' e trasformata in fondazione nel 2008, realtà che in questi anni ha promosso oltre 450 visite specialistiche e raccolto circa 400mila euro per borse di studio e progetti di ricerca in medicina molecolare. Sul palco Ferrucci sarà in compagnia di Michele Ghelarducci, un altro dei ragazzi del 1984 autori dello scherzo, ed è in programma anche l''incursione' del comico Antonello Taurino, che alla beffa del secolo ha dedicato una pièce teatrale ('Trovata una sega!'). "L'evento è, ancora una volta, la dimostrazione che il territorio è capace di fare sistema e creare sinergie", commenta il presidente del Consiglio regionale Federico Romani. "Questo progetto è infatti il risultato di una leale e aperta collaborazione tra la Fondazione Grazia Focacci, lo Sporting Club di Monza e Martina Sassoli", consigliera regionale brianzola. "Abbiamo scelto di legare la storia delle 'false teste Modì' a una causa di fondamentale importanza - evidenzia Sassoli (Lombardia Migliore) - la raccolta fondi per la ricerca oncologica. Così come nel mondo dell'arte è essenziale distinguere il vero dal falso, nella medicina la ricerca è l'unico strumento per distinguere tra speranza e incertezza, tra possibilità e impossibilità di cura". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)









