ASUS ROG Harpe Ace Extreme: la recensione

(Adnkronos) - L'ASUS ROG Harpe Ace Extreme è un mouse, gaming che si colloca nella fascia alta delle periferiche dell'azienda, progettato per soddisfare le esigenze dei giocatori che ricercano prestazioni senza compromessi. Con un peso di soli 47 grammi, questo mouse è costruito con un composito in fibra di carbonio, offrendo una combinazione di leggerezza e robustezza. Il nuovo dispositivo ROG supporta una frequenza di polling di 8 kHz sia in configurazione cablata che wireless, per tutti quei giocatori che cercano una reattività immediata nei giochi più frenetici. 
La bellissima confezione del Harpe Ace Extreme, include una serie di accessori supplementari, tra cui nastro antiscivolo, pattini in vetro, pattini aggiuntivi in PTFE, una custodia protettiva e un supporto espositivo, oltre a rappresentare da sempre il gusto unico che ROG infonde nei suoi prodotti fin dal packaging. Quest'ultimo è realizzato con un materiale sostenibile simile al cartone, garantendo un approccio eco-friendly senza sacrificare la funzionalità. I componenti essenziali come il ricevitore, il booster di frequenza di polling, il cavo paracord e l'estensore/dongle sono organizzati all'interno di inserti in schiuma nella custodia del mouse. Un elemento di design distintivo è la sagoma parziale del mouse visibile dalla custodia, aggiungendo un tocco estetico che richiama confezioni iconiche.
 Il Harpe Ace Extreme mantiene la forma ergonomica già apprezzata dagli utenti del precedente modello wireless Harpe Ace, assicurando una familiarità nell'esperienza d'uso. Questa nuova iterazione introduce diverse migliorie significative, in particolare nella tecnologia wireless. Il mouse utilizza la tecnologia wireless proprietaria SpeedNova di ASUS, progettata per fornire una connessione stabile e a bassa latenza. Inoltre, include il ROG Polling Rate Booster, un dongle di dimensioni considerevoli in grado di offrire una frequenza di polling di 8.000 Hz su una frequenza dedicata di 2.4 GHz. Questa elevata frequenza di polling mira a ridurre il ritardo di input e migliorare la reattività del mouse durante sessioni di gioco intense. Il dongle di grandi dimensioni è un componente chiave per raggiungere le metriche di prestazioni desiderate, garantendo che il mouse mantenga una connettività ottimale e interferenze minime.  Sebbene le applicazioni pratiche di una frequenza di polling di 8 kHz, come il gaming, siano oggetto di dibattito tra utenti e recensori riguardo ai benefici tangibili, ASUS afferma che questa elevata frequenza di polling migliora le prestazioni quando abbinata a monitor gaming con elevate frequenze di aggiornamento, minimizzando i micro-scatti e garantendo un'uscita visiva più fluida. Nonostante queste affermazioni, alcuni utenti non hanno ancora percepito differenze significative rispetto a frequenze di polling inferiori offerte da altri mouse gaming. Per gli appassionati che danno priorità alla qualità costruttiva e alle specifiche all'avanguardia, il Harpe Ace Extreme rappresenta un'opzione interessante grazie ai suoi materiali avanzati e alle sue caratteristiche tecniche. Questo mouse in fibra di carbonio si distingue per la sua incredibile leggerezza (47g), unita a una forma classica e simmetrica e a cinque pulsanti programmabili (inclusa la pressione della rotella di scorrimento). Come l'Asus ROG Keris II, l'Ace Extreme è dotato del sensore ottico ROG AimPoint Pro di Asus, che vanta una risoluzione massima di 42.000 DPI e una velocità massima di 750 IPS, oltre a poter gestire accelerazioni fino a 50 G. Offre anche una frequenza di polling wireless fino a 8.000 Hz tramite il ROG Polling Rate Booster di Asus (incluso).  Il Harpe Ace Extreme si presenta come un mouse semplice sotto molti aspetti, con soli cinque pulsanti programmabili considerando anche il clic della rotella di scorrimento. I due pulsanti principali sono programmabili, così come i due pulsanti laterali sul lato sinistro. Il clic della rotella di scorrimento e le direzioni di scorrimento sono anch'essi programmabili, portando a un totale di sette input programmabili, sebbene la maggior parte degli utenti probabilmente non riprogrammerà le direzioni della rotella. Sono presenti due ulteriori pulsanti non programmabili sulla parte inferiore del mouse: uno per passare tra i livelli DPI e uno per l'associazione. La parte inferiore del mouse è dotata di piedini in PTFE puro — un ampio semicerchio nella parte inferiore e due triangoli nella parte superiore, oltre a una striscia attorno al sensore ottico. È presente un interruttore di alimentazione per passare tra la connessione wireless a 2.4 GHz e Bluetooth, un pulsante DPI per scorrere i livelli DPI e un pulsante di associazione per connettere il mouse a dispositivi Bluetooth. Il ROG Harpe Ace Extreme offre tre modalità di connettività: wireless a 2.4 GHz, Bluetooth 5.1 e cablata tramite USB-C. Il mouse viene fornito con un dongle USB-A wireless a 2.4 GHz, nonché con il ROG Polling Rate Booster di Asus (un dongle pass-through USB-A in cui si collega il dongle a 2.4 GHz). La frequenza di polling di 8.000 Hz è disponibile solo con la connettività wireless a 2.4 GHz; la connettività cablata raggiunge un massimo di 1.000 Hz. È necessario spegnere il mouse per utilizzarlo in modalità cablata. Quale che sia il vostro utilizzo, la sensibilità e la precisione del ROG Harpe Ace Extreme non potranno non sorprendervi. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Pasqua, 6 frasi da non dire a tavola se c'è chi soffre di disturbi alimentari

(Adnkronos) - Una giornata di festa, per ritrovarsi in famiglia o 'con chi vuoi' come vuole la tradizione, ma che può diventare un vero incubo per chi soffre di disturbi del comportamento alimentare (3,5 milioni di persone in Italia). La Pasqua, infatti, così come molte festività è sinonimo di convivialità, spensieratezza e immancabili abbuffate che però hanno un opprimente risvolto della medaglia per chi convive con Dca (disturbi del comportamento alimentare), patologie che si manifestano attraverso comportamenti alimentari disfunzionali. Per cercare di alleviare queste problematiche Lilac-Centro Dca, digital health tech startup - prima realtà in Italia nata con l'obiettivo di creare un modello innovativo per il trattamento dei disturbi alimentari - ha redatto un vademecum pasquale con 6 consigli utili a genitori, parenti e amici per potersi rapportare con chi soffre di disturbi del comportamento alimentare e rendere le festività un momento più sereno e psicologicamente più sostenibile. "Ritrovarsi in un contesto in cui il cibo è centrale, come il pranzo pasquale, potrebbe generare un senso di pressione o far emergere emozioni complesse. Il timore, poi, di dover aderire a dinamiche che non rispecchiano i propri bisogni potrebbe rendere la giornata faticosa - spiega Giuseppe Magistrale, co-founder e Ceo di Lilac-Centro Dca - Come infatti ci testimoniano i nostri pazienti, le feste sono una maratona nascosta. Sorridi, rispondi e calcoli. Ogni piatto che arriva è vissuto come un ostacolo. Ogni occhiata pesa. E mentre tutti sembrano rilassati, chi soffre di Dca fa conti: quanto ho mangiato? Quanto fingo? Anche solo la scusa di 'dare una mano' serve per alzarsi da tavola e respirare un attimo". La guida - realizzata a partire da quanto emerso da un'indagine realizzata da Lilac-Centro Dca sulla sua community, composta da giovani d'età media 30 anni, e dalle testimonianze dei pazienti - ha messo in evidenza in particolare 6 tra le frasi più problematiche che spesso vengono rivolte a chi soffre di Dca, con il solo risultato di metterle ancora più in difficoltà.  1) "Il tuo peso è nella norma, quindi non hai un problema". Un disturbo alimentare non si vede sulla bilancia. Chi ne soffre può essere di qualsiasi peso: normopeso, sottopeso o sovrappeso. Ridurre la complessità del problema a un numero significa negare la sofferenza di chi lo vive; 2) "Non sembra che tu abbia un disturbo alimentare". I Dca non hanno un volto specifico, né un modo 'giusto' di apparire. Questa frase rafforza l'idea che si debba dimostrare di stare male per essere creduti, aumentando vergogna e senso di invisibilità; 3) "E' solo una fase passeggera". Minimizzare il problema lo rende ancora più difficile da affrontare. I disturbi alimentari non sono un capriccio o una moda adolescenziale, ma richiedono attenzione, cura e, spesso, un lungo percorso di guarigione; 4) "Mangia di più e vedrai che passa". Il cibo non è né il problema né la soluzione. Frasi come questa ignorano come alla base di un Dca ci siano dolore emotivo, rigidità, paure e meccanismi di controllo profondi che non si risolvono forzandosi a mangiare; 5) "Non pensi di aver mangiato abbastanza?". Questa domanda fa sentire giudicati, controllati e può aumentare la tensione. Anche quando fatta 'in buona fede', mette l'accento su qualcosa di molto delicato e intimo, rischiando di innescare vergogna o reazioni difensive; 6) "Ma dai, oggi non si contano le calorie". Una frase che può sembrare leggera o liberatoria, ma per chi ha un Dca può risultare invalidante o colpevolizzante. Non si tratta di 'non voler godersi la festa', ma di un malessere reale che richiede rispetto e delicatezza. “Ci sono ancora troppi pregiudizi e davvero poca cultura sui problemi del comportamento alimentare - commenta Filippo Perotto, co-founder di Lilac-Centro Dca - La riprova, come si vede dalla nostra indagine, è in un semplice numero: il 63% delle persone della nostra community che soffre di Dca ha risposto negativamente alla domanda se le persone a loro vicine comprendono il disturbo alimentare che li affligge. E il risultato finale sono le frasi che avete letto nel nostro vademecum. In questi casi, avere una risposta pronta da dare può essere una soluzione per proteggere il proprio spazio senza dover entrare in discussioni sfiancanti. Altre volte, invece, la scelta migliore può essere cambiare argomento, fare un sorriso neutro o spostare l'attenzione su altro, senza sentirsi obbligati a giustificarsi". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


La rete Ewiva cresce: attivati 97 nuovi punti di ricarica

(Adnkronos) - Prosegue senza sosta il percorso di espansione della rete di ricarica ultra-veloce Ewiva. Nel primo trimestre del 2025, la joint venture di Enel X e Gruppo Volkswagen ha attivato 97 nuovi punti di ricarica (PoC) in 23 nuove stazioni. Nello specifico sono state attivate nuove stazioni di ricarica ultra-veloci attivate in tutto il Paese, a partire dal Nord Italia: sei in Emilia-Romagna, nei comuni di Castel Maggiore (BO), Rimini, Sassuolo e Castelfranco Emilia, entrambi in provincia di Modena, Russi (RA) e Montecchio Nell’Emilia (RE); due in Piemonte, a Torino e Isola d’Asti (AT); uno in Lombardia, a Varese, cinque in Veneto, a San Stino di Livenza (VE), Motta di Livenza (TR), Colceresa Nord e Colceresa Sud, entrambi in provincia di Vicenza, e Verona; infine uno in Friuli-Venezia Giulia, a Martignacco (UD) . A questi si aggiunge una nuova stazione di ricarica in Liguria, a Ceriale (SV). Anche nel Centro Italia Ewiva ha rafforzato la sua rete con quattro nuovi siti di ricarica: due nel Lazio, a Roma e a Montalto di Castro (VT), e due in Toscana, a Pontassieve e Bagno a Ripoli, entrambi in provincia di Firenze. Infine, tra Sud e Isole, le nuove attivazioni hanno riguardato la Basilicata, con un sito a Potenza, e la Sardegna, con due nuovi siti nei comuni di Loceri e Tortolì, entrambi in provincia di Nuoro. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Mazda6e 2025: la nuova berlina elettrica premium di Mazda

(Adnkronos) -
Mazda sceglie Roma come palcoscenico per presentare la sua nuova ammiraglia elettrica, la Mazda6e.
 Una berlina di fascia alta a zero emissioni che segna un’importante evoluzione per il Marchio giapponese, sempre attento a lanciare modelli in linea con le reali esigenze del mercato. La nuova Mazda6e unisce comfort e tecnologia in un progetto sviluppato per chi cerca una guida appagante, con un focus chiaro su efficienza, autonomia e qualità percepita.  Il Brand nipponico propone la nuova 6e in due configurazioni, entrambe full electric: una con batteria litio-ferro-fosfato da 68,8 kWh e una con batteria da 80 kWh basata su tecnologia litio ternaria.  
Nuova Mazda6e, fino a 552 km di autonomia e ricarica ultrarapida
 La versione Long Range promette percorrenze fino a 552 km con una singola ricarica, grazie a un motore elettrico da 180 kW, efficiente e silenzioso. La variante d’ingresso, con pacco batterie più compatto, eroga una potenza di 258 CV e garantisce fino a 479 km di autonomia. In corrente continua può ricaricare fino all’80% della sua capacità in appena 24 minuti, con una potenza di picco di 165 kW. Non è una sportiva estrema, ma un’auto che mette al centro il piacere di guida. La Mazda6e privilegia equilibrio, dinamica e feeling con la strada.  La versione più performante accelera da 0 a 100 km/h in meno di 8 secondi, con una velocità massima limitata a 175 km/h: numeri più che sufficienti per viaggiare in pieno comfort e sicurezza. Seguendo i dettami stilistici del linguaggio “Kodo Soul of Motion”, la nuova Mazda6e si presenta con un look sportivo ma sobrio.  Le superfici scolpite, il tetto ribassato e la silhouette da coupé con coda corta coniugano sportività e funzionalità in un corpo vettura 5 porte. Dettagli come le porte senza cornice, le maniglie integrate e la firma luminosa anteriore conferiscono alla vettura una presenza scenica di grande impatto.  Due livelli di allestimento, Takumi e Takumi Plus, definiscono l’offerta. Il primo propone sedili in pelle ecologica, mentre il secondo abbina pelle nappa color sabbia a inserti in tessuto scamosciato lavorato a intreccio.  Il tetto panoramico con tendina elettrica regala luce e senso di apertura, specialmente nelle versioni top di gamma. Il cruscotto ospita tre display: uno da 10,2” davanti al conducente, uno da 14,6” per l’infotainment centrale e un head-up display avanzato che proietta informazioni sul parabrezza in formato fino a 50 pollici.  L’abitacolo, moderno e funzionale, è pensato per offrire un'esperienza immersiva, intuitiva e sicura. Il comando vocale avanzato e i gesti tattili permettono di interagire con facilità con climatizzazione, navigazione e media, mentre l’impianto audio premium SonyPRO a 14 altoparlanti garantisce un'esperienza sonora immersiva.  La nuova Mazda6e punta al massimo punteggio nei test Euro NCAP. A bordo troviamo nove airbag e un pacchetto completo di assistenza alla guida: frenata automatica d’emergenza, mantenimento attivo della corsia, riconoscimento dei segnali stradali e molto altro. Grazie alla tecnologia Occupancy Monitoring System, una telecamera interna monitora l’abitacolo, attivando allarmi visivi e sonori se rileva presenze non autorizzate all’interno del veicolo. Un sistema particolarmente utile in grado di rilevare la presenza di bambini sui sedili posteriori. La EV nipponica sarà disponibile nelle concessionarie italiane a partire dall’estate 2025. Con un progetto che unisce stile, innovazione e concretezza, si propone come una delle berline elettriche più interessanti del panorama europeo. 
Robero Petrantonio, CEO di Mazda Italia ha dichiarato: " Con Mazda6e avemo un ulteriore ruolo perché è la prima del nuovo corso delle vetture elettriche in Mazda, è un'auto molto sofisticata dal punto di vista della tecnologia e ha delle caratteristiche che si sposano moltissimo con il consumatore italiano, una delle quali è il design quindi la bellezza ma sicuramente anche la lussuosità e l'accessibilità dal punto di vista economico. Questa serie di fattori probabilmente ci farà conoscere quella parte di clienti che stanno sempre più guardando il mondo dell'elettrico".
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L’app EasyPark è ora attiva in 900 comuni italiani

(Adnkronos) -
EasyPark Group con la sua app per la sosta, attiva sia per le strisce blu su strada, sia per i parcheggi a barriera, è ora disponibile in 900 comuni, distribuiti in tutte e 20 le regioni italiane. "Questo traguardo consolida ulteriormente la nostra posizione come servizio di mobile parking più diffuso in Italia” afferma Silvana Filipponi, Country Director Italia di EasyPark Group "La nostra capillare presenza sul territorio italiano testimonia il nostro costante impegno nel rendere la vita urbana più semplice e vivibile, offrendo a tutti gli automobilisti, sia italiani sia stranieri, un'app per la sosta che si distingue per la sua intuitività, comodità e velocità".
 L’app EasyPark vanta una distribuzione ramificata su tutto il territorio nazionale: per il 47% nel Nord Italia, per il 17% nel Centro Italia e per il 36% nel Sud e nelle Isole. Particolarmente significativa è la penetrazione dell’app in Lombardia (148 comuni), Campania (82 comuni) e Sicilia (72 comuni).  Con EasyPark si può sostare senza conoscere la lingua del paese in cui ci si trova, risparmiando tempo prezioso ed evitando sanzioni dovute a distrazioni o incomprensioni delle regole vigenti. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Alcol, preoccupa consumo nei minorenni e nelle donne che ne abusano

(Adnkronos) - Sono 36 milioni i consumatori di alcol in Italia, pari al 77,5% dei maschi e al 57,6% delle femmine."Tra i consumatori a rischio, preoccupano soprattutto i giovani (circa 1.260.000 tra gli 11 e 24 anni, di cui 615.000 minorenni) e le donne (circa 2,5 milioni, con il 13,3% di consumatrici a rischio tra le minorenni 11-17enni). Spiccano i 4,13 milioni di binge drinker (74.000 sono minori), il cui andamento negli ultimi 10 anni mostra un aumento dell'80% nelle femmine, passando dal 2,5% nel 2013 al 4,5% nel 2023; anche i maschi vedono un incremento del 19% tra il 2019 e il 2023, senza alcun accenno all'atteso calo dei consumi tesi all'intossicazione". A scattare la fotografia è, come ogni anno, l'Osservatorio nazionale alcol dell'Istituto superiore di sanità, Ona-Iss, che ha rielaborato attraverso il Sisma (Sistema di monitoraggio alcol), i dati della Multiscopo Istat, in occasione dell'Alcohol Prevention Day (Apd). I dati sono stati presentati oggi all'Iss nel corso dell'annuale convegno internazionale.  "Dei 780.000 consumatori dannosi, clinicamente pazienti con disturbi da uso di alcol (Dua), 310.000 sono donne. Tutti i consumatori dannosi sono in necessità di essere presi in carico, mentre lo sono solo l'8,1%, non essendo il 91,9% dei consumatori dannosi 'in need for treatment' mai intercettati dal Ssn", conclude l’Iss. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Alcol, Iss: 8 mln italiani consumatori a rischio, oltre 4mln 'binge drinker'

(Adnkronos) - Il consumo di alcol rimane stabile in Italia. Nel 2023 "sono 8 milioni i consumatori a rischio e 4 milioni e 130 mila i 'binge drinker', 780 mila sono consumatori dannosi in necessità di un trattamento clinico di cui solo l'8,1% intercettati dalla sanità pubblica e in cura. Non si registra alcuna delle attese riduzioni dei comportamenti a rischio legate all'uso di alcol". A scattare la fotografia è, come ogni anno, l'Osservatorio nazionale alcol dell'Istituto superiore di sanità, Ona-Iss, che ha rielaborato attraverso il Sisma (Sistema di monitoraggio alcol), i dati della Multiscopo Istat, in occasione dell'Alcohol Prevention Day (Apd). I dati sono stati presentati oggi all'Iss nel corso dell'annuale convegno internazionale dedicato all'Alcol prevention day.  L'analisi dell'Iss evidenzia che sono "stabili i consumatori a rischio, soprattutto tra i target più vulnerabili della popolazione: i minori, i giovani, le donne, gli anziani. Il bere per ubriacarsi (binge drinking), diffuso tra tutte le fasce di popolazione, non risparmia gli anziani, tra i quali, peraltro, si registrano le più elevate frequenze di consumatori dannosi con disturbi da uso di alcol non intercettati dal Ssn - si legge nel report - I consumi fuori pasto risultano in costante aumento in particolare tra le donne (23,9%) tra le quali sono 1 milione e 230 mila le consumatrici che bevono per ubriacarsi. In ripresa l'incremento della mortalità totalmente attribuibile all'alcol lì dove era attesa una riduzione, registrata soprattutto per le classi di età produttive per entrambi i sessi". (segue) ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Cimo: "Atto medico non si tocca, in ddl prestazioni sparita esclusività competenze"

(Adnkronos) - "Dal primo periodo del testo del ddl Prestazioni sanitarie, approvato ieri dal Senato e in attesa ora dell'esame della Camera, sono magicamente sparite 3 parole: se il testo originale parlava di diagnosi, prognosi e terapia che competono 'in maniera esclusiva' al medico, tale precisazione è sparita dall'ultima versione, in cui si legge che al medico 'competono la diagnosi, la prognosi e la terapia in merito alla specifica situazione clinica'. Come se fosse necessario specificare che il medico si occupa di diagnosi, prognosi e terapia: cos'altro dovrebbe fare?". Lo domanda in una nota Guido Quici, presidente del sindacato dei medici Federazione Cimo-Fesmed che riunisce le sigle Anpo, Ascoti, Cimo, Cimop e Fesmed. "L'emendamento che ha modificato il testo, presentato dalla senatrice Elena Murelli, capogruppo della Lega in commissione Affari sociali, è stato anche accompagnato da un roboante comunicato stampa con il quale si evidenziava la volontà di 'estendere l'atto medico a tutti i professionisti sanitari'", aggiunge il leader sindacale che avverte: "L'atto medico non si tocca".  "Lungi da noi - premette Quici - non riconoscere le competenze e l'importanza dei professionisti sanitari, che ricoprono un ruolo essenziale per l'assistenza dei pazienti ed il corretto funzionamento del Servizio sanitario nazionale. Ma se i percorsi formativi di medici e altri professionisti sanitari sono tanto diversi, è perché il ruolo e la responsabilità di ciascuno sono nettamente diversi, e non è possibile uniformarli per legge", precisa. "Uniformare le professioni sanitarie verso la diagnosi e la terapia - ammonisce il presidente di Cimo-Fesmed - serve solo ad aumentare quell'anarchia che oggi vige in numerosi settori della sanità: non risolve senz'altro la carenza di personale, non consente di chiarire chi debba fare cosa e, soprattutto, mette a repentaglio la sicurezza delle cure".  "Inoltre - rileva ancora Quici - dal Ddl emerge con forza la volontà di non assumere personale: da una parte si sottolinea l'intenzione di 'contrastare il fenomeno dei gettonisti', dall'altra si propongono contratti di collaborazione coordinata e continuativa e si prevede la possibilità di avvalersi degli specialisti ambulatoriali per abbattere le liste d'attesa, pagandoli 100 euro l'ora. Nemmeno una parola relativa a concorsi a tempo indeterminato o assunzioni stabili, ovvero ciò che è realmente e giustamente atteso dai giovani e che consente di abbattere le liste d'attesa. Assunzioni, lo ricordiamo, che continuano ad essere ostacolate da un tetto alla spesa per il personale sanitario ultraventennale, la cui rimozione è stata più volte e da più parti promessa, ma mai effettuata. Così facendo - conclude il sindacalista - si somma esclusivamente precarietà a precarietà, confusione a confusione. E' questo il Servizio sanitario nazionale che vogliamo per il futuro?". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Parchi, Abete (Cinecittà World): "Nuova stagione e festa per 10 anni all'insegna del cinema"

(Adnkronos) - "Quest'anno celebriamo i dieci anni dall'apertura del Parco e abbiamo una nuova mostra che espone i bozzetti delle scenografie realizzate da Dante Ferretti, Maestro premio Oscar, ed è un elemento che ci collega ulteriormente al mondo del cinema e della televisione, che è il nostro mondo di riferimento e il mondo di riferimento sotto il quale tutti i contenuti e le esperienze del Parco sono, e saranno, sviluppate. Gli obiettivi che ci poniamo sono consolidare gli ottimi risultati che abbiamo ottenuto, sicuramente migliorare e implementare gli show e le esperienze che possono essere vissute nel Parco, ponendo sempre al centro di tutto la qualità del servizio che offriamo ai nostri ospiti". Così, con Adnkronos/Labitalia, Antonio Abete, presidente e amministratore delegato di Cinecittà World, presenta il via ufficiale alla nuova stagione del Parco divertimenti del cinema e della tv di Roma, che inaugura i festeggiamenti per il decimo anniversario con tante novità nel segno del cinema. Il Parco ha aperto le celebrazioni con '10 anni di Cinecittà World', una mostra allestita nel Tempio di Erode che racconta la storia del Parco tra dolly, luci di scena, bozzetti originali firmati dallo scenografo Premio Oscar Dante Ferretti e gigantografie tratte dal film Roma set a cielo aperto, diretto dall’artista Yuri Ancarani.  “Ci impegniamo quotidianamente per innovare il contenuto e il prodotto, puntando a migliorare - spiega ancora Abete- costantemente la qualità dell’esperienza offerta ai nostri ospiti. Stiamo inoltre sviluppando un ambizioso progetto di sostenibilità ambientale che punta a rendere Cinecittà World autonomo dal punto di vista energetico, con anche l’obiettivo di contribuire a garantire un mondo più sostenibile per le generazioni future”. L’Opening del Parco ha visto anche la partecipazione di Giuseppe, Alessandro e Carlo Pedersoli, rispettivamente figlio e nipoti del mitico Bud Spencer, che hanno inaugurato una nuova e autentica esperienza culinaria da film nel 'Saloon del Far West', dove negli anni ’60 e ’70 furono girati tanti spaghetti western, tra cui 'Lo chiamavano Trinità' e 'Continuavano a chiamarlo Trinità'. Grazie alla collaborazione con la famiglia Pedersoli, gli ospiti possono ora rivivere le scene più iconiche del genere con un menù speciale ispirato ai film di Bud Spencer & Terence Hill e la leggendaria padella di fagioli preparati secondo la ricetta originale di Bud. “E’ un onore per noi portare avanti la memoria di papà in un luogo così pieno di ricordi”, ha dichiarato Giuseppe Pedersoli. Anche durante i ponti di Primavera - Pasqua, Pasquetta, 25 aprile e 1° maggio - Cinecittà World propone un’avventura immersiva tra cinema e divertimento con 40 attrazioni, spettacoli dal vivo e set cinematografici. Un viaggio emozionante che inizia con il volo sui tetti rinascimentali di Firenze a bordo del cinema volante Volarium, prosegue tra le inversioni mozzafiato della montagna russa Altair, le rapide adrenaliniche del water ride Aktium, fino all’incontro ravvicinato con i dinosauri di Jurassic War, senza dimenticare l’esperienza immersiva tra i gironi infernali della dark ride Inferno. Il cinema è anche negli spettacoli dal vivo: i danzatori acrobati di Incanto volano tra i mondi dei film di Spider-Man, Avengers, Frozen e Harry Potter, mentre torna in una versione rinnovata Scuola Di Polizia, tra inseguimenti al cardiopalma, drift e il nuovo vertiginoso salto di 10 metri dalla rampa. Per chi preferisce un viaggio nel passato, a pochi passi c’è Roma World, il parco tematico dell’Antica Roma dove vivere una giornata da antico romano tra spettacoli dei gladiatori, show di falconeria, il tiro con l’arco e il tour di Ben Hur, una visita all’arena originale del remake del kolossal del 1959 premiato con 11 Oscar. Per un pranzo fuori porta c’è la Taberna con i tipici sapori romani e la carne alla brace. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Pa, De Berti (Itaca): "Avanti su digitalizzazione appalti pubblici"

(Adnkronos) - "Sulla scia di quanto avviato nel precedente mandato, intendiamo rafforzare l’impegno dell’Istituto in materia di appalti pubblici e sostenibilità ambientale, continuando a rappresentare le istanze delle Regioni e delle Province Autonome, con l’obiettivo di favorire il miglior raccordo con le istituzioni statali, gli enti locali e gli operatori del settore. Per quanto riguarda il settore degli appalti, proseguiremo con il sostegno al processo di digitalizzazione e qualificazione delle stazioni appaltanti, divenuti centrali nel sistema delineato dal nuovo Codice dei contratti". Così, in un'intervista ad Adnkronos/Labitalia, Elisa De Berti, presidente di Itaca (Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale), organo tecnico della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, che ne sono soci fondatori.  E la sostenibilità ambientale sarà al centro dell'attività dell'Istituto."Con riferimento al tema della sostenibilità ambientale, invece, intendiamo implementare l’aggiornamento e lo sviluppo di strumenti di valutazione ambientale degli edifici e degli ambiti urbani e le azioni di qualificazione degli operatori economici così da garantire maggiore efficienza e trasparenza nel settore. La nostra priorità è proseguire sulla direzione intrapresa, adottando un approccio sempre più integrato, innovativo e sostenibile", sottolinea De Berti. E l'impegno di Itaca sulla digitalizzazione è testimoniato da esempi concreti, come il Servizio Contratti Pubblici. "Si tratta di un servizio, messo a disposizione dal ministero delle infrastrutture e gestito da Itaca mediante una specifica piattaforma telematica (https://www.serviziocontrattipubblici.it/), come previsto dal Codice dei contratti pubblici (art. 223 comma 10), che contribuisce -spiega De Berti- alla digitalizzazione del ciclo dell’appalto pubblico con particolare riferimento alla fase della programmazione". De Berti sottolinea come "obiettivo del servizio è, inoltre, fornire assistenza e supporto alle stazioni appaltanti nell’applicazione della disciplina di settore e garantire trasparenza, efficienza e correttezza nelle procedure di appalto pubblico. I servizi erogati includono la pubblicità dei programmi di lavori, beni e servizi, il supporto tecnico-giuridico alle stazioni appaltanti, il monitoraggio delle opere pubbliche incompiute e la pubblicità dei prezzari regionali. Molto importante ed utilizzato è il supporto giuridico che offre assistenza gratuita alle stazioni appaltanti e alle centrali di committenza per la corretta applicazione del Codice dei contratti. Tale servizio si concretizza nella produzione di pareri sintetici, di natura teorico-pratica, sempre più apprezzati e oggetto di analisi anche da altre istituzioni centrali", rimarca De Berti, sottolineando che "il servizio SCP è anche segnalato nel portale 'Your Europe' della Commissione Europea come punto di accesso digitale per le informazioni sugli appalti pubblici in Italia, facilitando la partecipazione degli operatori europei al mercato italiano". E dall'osservatorio di Itaca De Berti può sottolineare che "la digitalizzazione e la semplificazione degli appalti pubblici in Italia rappresentano la più grande innovazione nel sistema degli appalti negli ultimi anni rispetto ai quali si stanno compiendo significativi passi avanti, anche se ci sono ancora parecchie sfide da affrontare. Si tratta di un processo caratterizzato dall'introduzione di piattaforme di e-procurement e strumenti governato principalmente da Anac (Autorità nazionale anticorruzione) e Agid, con cui Itaca collabora da lungo tempo per favorire la piena attuazione di tale processo". Un percorso ancora non completato. "Tuttavia, la transizione completa richiede un adattamento continuo da parte delle stazioni appaltanti, sia a livello locale che centrale, per garantire un’adozione efficace e senza intoppi, e un superamento delle difficoltà nell’utilizzo delle piattaforme di e-procurement e malfunzionamenti degli applicativi informatici, soprattutto nei flussi informativi di interoperabilità tra i sistemi digitali di Anac e delle stazioni appaltanti, con conseguenze su tutte le gare d’appalto", spiega.  E De Berti sottolinea che "in questo percorso diventa fondamentale il ruolo di Itaca nel supportare concretamente la digitalizzazione degli appalti pubblici, fornendo servizi di consulenza, formazione e assistenza tecnica, in particolare con strumenti innovativi come la piattaforma Scp che facilita l'interoperabilità tra i sistemi digitali delle amministrazioni pubbliche. Inoltre, Itaca è impegnata nel rafforzamento della trasparenza e nell'adozione di soluzioni tecnologiche avanzate, come l'intelligenza artificiale, per migliorare l’efficienza, ridurre la burocrazia e ottimizzare i processi decisionali".  Secondo la presidente di Itaca, in conclusione, "è fondamentale governare bene tale fase di transizione, anche con un sistema di assistenza a rete che coinvolga gli Osservatori regionali dei contratti, gli organismi più vicini alle esigenze del territorio. In sintesi, siamo sulla buona strada, ma è ancora necessario continuare a lavorare per una piena digitalizzazione e semplificazione, in modo che tutti gli attori coinvolti possano trarre vantaggio da un sistema più trasparente e veloce", sottolinea. Formazione e Pnrr "In attuazione della Strategia di professionalizzazione delle stazioni appaltanti prevista dal Pnrr, Itaca, Sna e Ifel hanno sviluppato una specifica offerta formativa in tema di appalti pubblici, realizzando percorsi di formazione dedicati a dirigenti e funzionari delle amministrazioni centrali, regionali e degli enti locali, oltre che specifici corsi di aggiornamento professionale per i Rup. L’Istituto è stato coinvolto, inoltre, dal ministero delle Infrastrutture e trasporti insieme con altri partner di progetto, Ifel (Fondazione Anci) e Invitalia, per potenziare il servizio di Scp nel supporto alle stazioni appaltanti nella qualificazione e acquisizione di competenze digitali, favorendo l’integrazione di tecnologie avanzate nella gestione degli appalti pubblici", spiega De Berti.  "La proposta -prosegue Berti- è quella di organizzare un sistema di rete di comunicazione, associato a servizi di assistenza, consulenza, aggiornamento e formazione articolato in un ambito centrale (Mit) e in uno territoriale (Regioni e Province autonome)". E De Berti chiarisce che "entro giugno 2026 saranno implementati, quindi, una serie di servizi, tra cui un hub dei contratti pubblici, ovvero un portale centralizzato che raccoglie le attività attuali e future nel settore degli appalti pubblici; e ancora, applicativi come OpenDigitApp e E-Contract Hub, per fornire supporto tecnico, giuridico e normativo alle stazioni appaltanti, con l'utilizzo sperimentale dell'intelligenza artificiale. Sarà realizzata la 'Bussola' del Rup, un’applicazione che guida le stazioni appaltanti e i responsabili unici di progetto nella gestione del ciclo di vita degli appalti, migliorando l’efficienza e riducendo i tempi degli investimenti pubblici. Sono, inoltre, previsti supporti per la digitalizzazione tramite il Building information modeling (bim) e risorse come webinar e podcast per aggiornamenti normativi e operativi. Infine, verrà realizzata una piattaforma per la gestione della fase di esecuzione dei contratti pubblici che le stazioni appaltanti potranno utilizzare gratuitamente, nonché una piattaforma per garantire la trasparenza degli appalti, che permetterà di semplificare gli adempimenti inerenti la pubblicazione degli atti e documenti relativi alle gare", aggiunge ancora.  E la presidente dell'Istituto ricorda che "Itaca ha messo in campo numerosi progetti formativi in un settore strategico per il nostro Paese come quello degli appalti pubblici, che spesso sono legati anche al Pnrr. Un’attività di grande rilevanza è collegata all'attuazione del Piano nazionale di formazione per la professionalizzazione dei Rup (Pnf). Grazie ad un accordo tra Mit, Itaca, Ifel e Sna è stata costituita un’organizzazione dedicata all’attuazione del Piano nazionale di formazione mirato alla professionalizzazione del personale delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza, a livello sia nazionale che territoriale", aggiunge "L’obiettivo -continua De Berti- è garantire qualità e uniformità dell’azione formativa su tutto il territorio nazionale. Il Piano coinvolge tutti i livelli della pubblica amministrazione: Stato, Regioni e Autonomie locali, con il supporto della Rete degli osservatori regionali dei contratti pubblici, costituita dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, che assiste le stazioni appaltanti di ambito territoriale. Entro il 30 giugno la rete degli Osservatori avvierà e concluderà la formazione di base in tutte le regioni italiane sul Bim, un tema cruciale per i lavori pubblici, destinata ai rup, ai dirigenti e ai funzionari", spiega ancora. "L’attività formativa è organizzata sia in presenza che online mediante una piattaforma telematica gestita da Itaca alla quale sono iscritti circa 85.000 utenti e che ha rilasciato 45.000 attestati di frequenza. Per dare maggiore visibilità e accesso all’offerta formativa ed agli eventi specifici, è stato realizzato un sito internet tematico consultabile all’indirizzo www.formazionenazionaleappalti.it", ricorda De Berti. La sostenibilità "Sono tre le linee di intervento di Itaca sul tema -spiega De Berti- della sostenibilità ambientale. La prima riguarda l’aggiornamento costante degli strumenti per valutare la sostenibilità ambientale sia degli edifici sia a livello urbano. Con riferimento al protocollo Itaca a scala edifici - attivo da 20 anni e riconosciuto norma UNI da 10 anni -, oltre a garantire l’allineamento con la normativa vigente, stiamo lavorando in merito alla prevista introduzione dei nuovi Cam edilizia e sull’estensione della disciplina agli ospedali. Per quanto riguarda il Protocollo Itaca a scala urbana, si tratta di uno strumento recente che ha, però, già suscitato l’interesse di alcune Regioni in quanto valido strumento per la valutazione ex ante, ex post e in itinere dei progetti che interessano aree più vaste rispetto al singolo edificio. L’obiettivo è estenderlo a tutti i progetti di riqualificazione urbana".  De Berti spiega che "la seconda linea di intervento è la formazione a cura di uno specifico Comitato che, presto, includerà anche il Consiglio nazionale degli ingegneri, il Consiglio nazionale degli architetti e l’Uni, l’Ente nazionale di normazione. Nel corso degli anni, Itaca ha formato centinaia di tecnici in tutta Italia e ora l’obiettivo è valorizzare queste competenze attraverso un percorso in collaborazione con Certing e Casaclima. Tale percorso consentirà di certificare tale formazione secondo la norma tecnica internazionale Iso EN Uni 17024, apportando valore aggiunto nelle gare di appalto per l’edilizia pubblica, specialmente in relazione alla crescente attenzione alla qualità delle opere nel nuovo codice dei contratti pubblici", sottolinea ancora. E secondo il presidente di Itaca "la terza linea di intervento vede Itaca impegnata nella promozione e diffusione della sostenibilità ambientale in edilizia, attraverso la partecipazione ai principali eventi del settore e la sottoscrizione di accordi con università per progetti di ricerca specifici o per l'insegnamento in corsi universitari. Si tratta di iniziative che contribuiscono a promuovere la sostenibilità, diffondendo le buone pratiche e sensibilizzando le nuove generazioni di professionisti".    ---lavoro/normewebinfo@adnkronos.com (Web Info)