Sicurezza stradale, Anci-Unasca-Ass. Gabriele Borgogni: intesa per promozione in ambito urbano
(Adnkronos) - Promuovere percorsi di collaborazione e di informazione sulla sicurezza stradale in ambito urbano a tutta la cittadinanza, a partire dalle giovani generazioni, con una particolare attenzione al fenomeno dell’incidentalità stradale. Questo l’obiettivo del protocollo d’intesa che Anci, Unasca e Associazione Gabriele Borgogni hanno siglato oggi a Roma alla Camera dei Deputati.
“L’incidentalità stradale è da tempo un’emergenza nazionale in Italia e i Comuni sono da sempre in prima linea: gestiscono direttamente le strade, i controlli, le infrastrutture, i sistemi di riduzione della velocità, le attività educative e i dati che contribuiscono a definire anche le politiche nazionali” ha detto il vicepresidente vicario Anci e sindaco di Ancona Daniele Silvetti indicando come “i numeri dicono che la maggior parte degli incidenti avviene sulle strade urbane, dove si registra il 73% del totale e oltre il 65% dei rilevamenti è effettuato dalle Polizie Locali”. “E’ quindi evidente -ha precisato il vicepresidente vicario Anci- che le città rappresentano il fronte più esposto e strategico per un’azione efficace. Grazie a queto protocollo, mettiamo in rete esperienze, conoscenze e strumenti preziosi: dalle attività di sensibilizzazione al supporto psicologico per le vittime della strada, dalle iniziative di educazione stradale nelle autoscuole fino al lavoro quotidiano nei Comuni”. Da parte sua il segretario nazionale autoscuole Unasca, Alfredo Boenzi ha sottolineato come “la formazione alla guida non può e non deve limitarsi all’insegnamento delle regole del Codice della Strada e come formatori, abbiamo il compito di accompagnare i futuri conducenti verso una maggiore consapevolezza del rischio, senso di responsabilità e attenzione verso gli utenti più fragili della strada. Questo protocollo – ha rimarcato – rappresenta un passo concreto in questa direzione e grazie alla capillarità delle autoscuole Unasca possiamo portare ovunque il messaggio della sicurezza stradale che è una responsabilità collettiva”. "Siamo particolarmente orgogliosi di questo progetto, primo in Italia e unico nel suo genere, una grande opportunità per diffondere una cultura della sicurezza stradale senza dimenticare l’aspetto umano e il sostegno a chi, ogni giorno, si trova a fronteggiare le conseguenze più dolorose della strada”, ha ribadito Valentina Borgogni, presidente dell’Associazione Gabriele Borgogni Ets da anni impegnata nella formazione rivolta alle scuole. “Sentivamo – ha aggiunto - la necessità di rivolgerci anche agli addetti ai lavori: a chi, ogni giorno, vive la strada e fa di un mezzo di trasporto il proprio lavoro. In questo senso, gli istruttori di guida rappresentano per noi interlocutori privilegiati. Parlare con loro significa, infatti, poter arrivare a moltissime persone: un effetto di amplificazione a catena che rende la prevenzione ancora più efficace e capillare. Il protocollo prevede inoltre un aspetto per noi fondamentale: il supporto psicologico, nell’ambito del progetto ‘Mai più soli’, che offre il sostegno di psicologi professionisti in caso di sinistri stradali mortali o particolarmente gravi, sia ai familiari delle vittime, sia alle forze dell’ordine che intervengono in quei drammatici momenti”. ---lavoro/normewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Lavoratori specializzati cercasi, la sfida dell’imprenditrice Paola Veglio
(Adnkronos) - I lavoratori specializzati sono sempre più introvabili: lo confermano i dati pubblicati da Unioncamere e il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Nel 2024 ammonta al 47,8% la difficoltà di reperire personale, in aumento del 2,7% rispetto al 2023. Tra le regioni più in difficoltà ci sono Veneto, Umbria e Friuli-Venezia Giulia con il 65% circa di lavoratori introvabili; seguono Trentino-Alto Adige con 62,7%, Piemonte – Valle d’Aosta, Toscana ed Emilia-Romagna, con il 61,7% e la Lombardia con 61,2%. A pesare su questa carenza il mismatch tra scuola e lavoro, la denatalità e l’invecchiamento della popolazione, ma anche il cosiddetto paradosso del ‘grande spreco’ rappresentato dai giovani inattivi, che riguarda un quarto dei giovani tra 25 e 34 anni. Ne parla con Adnkronos/Labitalia l’imprenditrice piemontese Paola Veglio, amministratore delegato di Brovind, attiva nel mondo dell’automazione industriale, che da anni denuncia la difficoltà a trovare giovani lavoratori. Nel suo caso, il problema è acuito dalla particolare dislocazione geografica della sua azienda: il piccolo borgo di Cortemilia, nell’Alta Langa, lontano dai servizi offerti dalle grandi città. “Impazzire per trovare lavoratori qualificati - spiega - è un lusso che il nostro Paese non può permettersi. Penso sia sempre più importante che tra scuola e tessuto imprenditoriale ci sia maggior vicinanza, in modo che i giovani possano toccare con mano cosa significhi lavorare in azienda. I percorsi di stage o l’alternanza scuola lavoro sono utili ma non sufficienti. Dovrebbe esserci una maggior presenza fisica dei ragazzi sul luogo di lavoro, per capire cosa si faccia realmente, in modo che una volta preso il diploma possano avere le idee più chiare su ciò che vorranno fare. Sto lavorando concretamente per ridurre questo gap, costruendo un dialogo produttivo con le scuole tecniche del territorio. Spero che anche altre aziende vorranno fare altrettanto”. “Brovind - sottolinea - vive un duplice problema, da un lato fatica a trovare personale qualificato, dall’altro i giovani sono poco inclini a lavorare in un piccolo borgo. Per queste ragioni cerchiamo di far coincidere le esigenze del welfare aziendale con quelle del welfare territoriale. Con la crescita dell’organico, in Brovind la mensa era diventata troppo piccola, ma il territorio non offriva soluzioni utili per agevolare la pausa pranzo. Per questo, ho ristrutturato e riaperto un ristorante pizzeria chiuso da anni che ospita 60 dipendenti a mezzogiorno, ma accoglie anche i cittadini e i turisti del borgo. Grazie agli sforzi del comune, finalmente a Cortemilia è presente un asilo nido e Brovind paga la retta ai figli dei propri lavoratori”. “Da qualche anno - racconta - il mondo del lavoro è cambiato: oggi sono le persone a scegliere l’azienda in cui lavorare. È più difficile agganciare i giovani, perché il loro modo di pensare è diverso dalle generazioni precedenti; finché non entreremo in sintonia con loro sarà difficile coinvolgerli. Si potrebbe partire da una narrazione diversa del lavoro in fabbrica, oggi sempre più tecnologicamente sofisticato, per riqualificare l’immagine dell’operaio e renderla più interessante”. “Ci vorrebbero più incentivi - sottolinea l’imprenditrice - per assumere i giovani e dovrebbe essere reintrodotta l’opportunità ai minorenni di partecipare agli stage estivi: oggi i ragazzi hanno a disposizione solo l’esperienza di alternanza scuola-lavoro e spesso arrivano ai 18 anni completamente spaesati e senza avere la minima idea di come funzioni il mondo lavorativo. Il paradosso - ammette - di un’Italia che non trova lavoratori mentre i giovani restano ai margini dovrebbe farci riflettere: forse non sono loro a essere lontani dal lavoro, ma il lavoro a non parlare più la loro lingua. Se vogliamo che borghi storici come Cortemilia continuino a vivere, serve più coraggio nel ripensare il lavoro: renderlo accessibile, umano e connesso al futuro delle nuove generazioni, non al passato delle imprese”. ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Hiv, avviati studi per pillola mensile in profilassi pre-esposizione
(Adnkronos) - La farmaceutica Msd, nota come Merck negli Stati Uniti e in Canada, ha annunciato l’avvio degli studi clinici di Fase 3 Expressive, volti a valutare la sicurezza e l’efficacia di MK-8527, un inibitore nucleosidico della traslocazione della transcrittasi inversa (NrttI) orale sperimentale somministrato una volta al mese, per la profilassi pre-esposizione (PrEp) all’Hiv. Nel dettaglio - informa una nota - lo studio Expressive -11 (MK-8527-011 NCT 07044297) valuterà il profilo di sicurezza ed efficacia di MK-8527 in persone con maggiore probabilità di esposizione all’Hiv-1 in 16 paesi, con inizio degli arruolamenti previsto ad agosto 2025. L’Expressive-10 (MK-8527-010), in collaborazione con la Fondazione Gates, valuterà il profilo di sicurezza ed efficacia dello stesso farmaco in donne e ragazze adolescenti nell’Africa subsahariana con l’inizio dell’arruolamento previsto nei prossimi mesi. "Secondo i dati Unaids, 1,3 milioni di persone, nel 2023, hanno acquisito l’infezione da Hiv - afferma Eliav Barr, vicepresidente senior, responsabile dello sviluppo clinico globale e direttore medico dei Merck Research Laboratories - Questo evidenzia la persistente necessità di nuove opzioni di PrEp, come il nostro candidato sperimentale orale da assumere una volta al mese, MK-8527, in particolare per le donne nell’Africa subsahariana e gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini, popolazioni che presentano tassi di infezione da Hiv particolarmente elevati. La nostra collaborazione con la Fondazione Gates - aggiunge - ci consentirà di esplorare il potenziale di MK-8527, sostenerne l’accesso a livello mondiale e contribuire agli sforzi globali per ridurre il numero di nuove infezioni da Hiv". La decisione di avviare il programma di sperimentazione clinica di Fase 3 - spiega l’azienda - è stata supportata dai risultati di uno studio di Fase 2, multicentrico, in doppio cieco (MK-8527-007, NCT 06045507), volto a valutare la sicurezza e la farmacocinetica di MK-8527. Lo studio ha arruolato 350 partecipanti, di età compresa tra 18 e 65 anni, con bassa probabilità di esposizione all’HIV-1, randomizzati con rapporto 2:2:2:1 a ricevere MK-8527 (3, 6 o 12 mg) o placebo una volta al mese per 6 mesi. Nello studio, i tassi di eventi avversi sono risultati simili tra i gruppi trattati e il placebo, e non sono state osservate variazioni clinicamente significative nei test di laboratorio, inclusa la conta dei linfociti totali e di cellule T Cd4. La farmacocinetica del farmaco e della sua forma attiva MK-8527-TP supporta la prosecuzione del suo sviluppo come opzione orale mensile per la PrEp. I risultati dello studio di Fase 2 sono stati presentati durante la conferenza stampa di apertura dell’Ias 2025, la 13esima Conferenza della International Aids Society sulla scienza dell’Hiv, tenutasi recentemente a Kigali, Rwanda. "I progressi scientifici nella lotta contro l’Hiv - osserva Trevor Mundel, presidente di Global Health presso la Fondazione Gates - ci hanno portato più lontano di quanto si potesse immaginare e stanno inaugurando una nuova era nella prevenzione dell’Hiv. Con solo il 18% del fabbisogno globale di PrEp attualmente soddisfatto, esiste un’esigenza chiara e urgente di opzioni come MK-8527, che potrebbero offrire la possibilità di prevenire l’infezione. Questi studi di Fase 3 - precisa - rappresentano un passo fondamentale per tradurre i progressi in opzioni a lunga durata d’azione che potrebbero contribuire a invertire la tendenza dell’Hiv". Nello studio Expressive-10, l’International Clinical Research Center (Icrc) del dipartimento di Salute Globale dell’Università di Washington, in collaborazione con l’Università dell’Alabama a Birmingham, riceverà un finanziamento dalla Fondazione Gates per supportare la collaborazione dell’Icrc con 31 siti di sperimentazione clinica in Kenya, Sudafrica e Uganda. Questi siti - si legge nella nota - avranno il compito di informare e coinvolgere le comunità, nonché di reclutare, iscrivere e seguire le donne che parteciperanno allo studio. Msd sarà lo sponsor del trial clinico, occupandosi delle approvazioni regolatorie e doganali, oltre a fornire competenze operative e risorse per la gestione delle sperimentazioni. La Fondazione Gates fornirà inoltre supporto ai gruppi consultivi comunitari a livello globale, che offriranno indicazioni sulle prospettive, riguardo alla compressa mensile per la PrEp, sui materiali e le strategie di reclutamento dei partecipanti e sulle considerazioni culturali relative a questi studi. Separatamente, la Fondazione Gates fornirà un finanziamento per il trial Expressive-11 finalizzato esclusivamente all’istituzione di un gruppo consultivo comunitario e allo sviluppo di materiali per il reclutamento e la retention dei partecipanti. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Turismo: a tutta 'birra' Pilsen, che festeggia 10 anni dal titolo di Capitale europea della cultura
(Adnkronos) - Decimo anniversario della designazione come 'Capitale europea della cultura' per Pilsen, quarta città della Repubblica Ceca, famosa in tutto il mondo per la sua birra. Era il 2015, infatti, quando questa città, a un’ora da Praga e vicina al confine con la Germania, si preparava a un anno che ha segnato un punto di svolta. Una grande opportunità di trasformazione e di innovazione, ma soprattutto di promozione del suo patrimonio e della sua identità culturale. Oggi, a dieci anni di distanza, Pilsen è una meta apprezzata a livello internazionale e uno dei centri più visitati del paese. Dall’onnipresente birra alle specialità gastronomiche, dalle chiese gotiche agli edifici rinascimentali, e poi teatri, parchi, musei e un’infinità di attrazioni per adulti e bambini, Pilsen è una destinazione che ha saputo imporsi e mantenere il suo appeal turistico. E in questo speciale 2025, in cui ricorrono anche i 730 anni dalla sua fondazione nel cuore della Boemia occidentale, alla confluenza di quattro fiumi, Pilsen guarda in grande e ha in serbo un palinsesto di eventi davvero speciali. Per celebrare il decimo anniversario come 'Capitale europea della cultura', infatti, è in programma una kermesse spettacolare che terrà tutti con il naso all’insu. Tutto ruoterà attorno a performance acrobatiche, a ricordare lo spettacolo che nel 2015 segnò la cerimonia di apertura dell’anno, con acrobati e circensi arrivati da tutto il mondo per esibirsi nella piazza centrale, con un momento di grande suspence quando il funambolo svizzero David Dimitri rimase sospeso in equilibrio a un’altezza di 20 metri. Questo che sarà il momento clou della stagione culturale estiva 2025 si terrà dal 12 al 14 settembre, con lo show Spotlight Pilsen. Una grande celebrazione con musica, teatro, luci, colori e, appunto, acrobazie, per tre giorni. Un evento di livello internazionale, che vedrà esibirsi, oltre ad artisti locali, anche la band belga The Rackers che aprirà i festeggiamenti, seguita da una sfilata per le strade con giochi di luce da parte della compagnia teatrale francese Picto Facto, con uno show interattivo di balli e canzoni. Quindi, una spettacolare esibizione acrobatica del gruppo spagnolo Voalá Station, che offrirà per la prima volta nel paese il nuovo spettacolo in aria Muaré Experience, accompagnato dalla band musicale Duchamp Pilot, in cui 12 membri dei 21 dell’ensemble fluttueranno sospesi e supportati da gru. Lo show sarà replicato per tre giorni, per poi lasciare la scena della domenica agli artisti locali, per uno spettacolo di luci preparato dal Teatro JK Tyl di Pilsen insieme con artisti indipendenti. Se questo grande evento di settembre, in omaggio al decennale della 'Capitale europea della cultura', promette emozioni memorabili, per tutta l’estate il cartellone di eventi organizzati a Pilsen è molto ricco, tra Festival, musica, sport ed enogastronomia. E’ ai nastri di partenza il Summer Circus, dal 28 luglio quattro giorni di giochi, animazione, spettacolo in riva al fiume. Sempre a fine luglio, il 26 e 27, è la volta della musica jazz, protagonista del X. International Dixieland Festival. Dal 4 agosto, per 6 giorni, Inspiral Garden è un invito in uno dei parchi che circondano il centro, un festival della città che nelle calde sere estive offre musica, teatro e gastronomia. Altro appuntamento molto popolare è il Festival on the Street, dal 15 al 23 agosto, con esibizioni della banda, concerti di musica e danza. Dal 16 al 24 agosto è la volta di Sportmania, il più importante evento sportivo dell’anno per il pubblico, dove grandi e piccini possono provare sport di tutti i tipi, partecipare a gare, sessioni di gruppo e dialogare con atleti professionisti. Settembre si apre con il Pilsen Busking Fest, dal 4 al 7, per le vie del centro, con artisti ambulanti di ogni genere, danzatori, acrobati, attori, musicisti, commedianti, pittori e illusionisti, ma anche il pubblico è invitato a esibirsi. Dal 18 al 20 settembre uno dei festival dell’anno dedicati alla birra, ‘Sun in a Glass’, dove si possono assaggiare specialità brassicole della Boemia ma anche internazionali. E, ancora, a chiudere l’estate, il 26-27 settembre, per festeggiare la vendemmia il Pilsen Wine Festival (edizione Autunno), dove si possono provare vini della Boemia. A fare da sfondo agli eventi estivi il centro storico di Pilsen, con i suoi giardini e parchi, come quello in riva al fiume ribattezzato la ‘Venezia di Pilsen’, e soprattutto il suo luogo di ritrovo per antonomasia, la piazza della Repubblica. E’ una delle piazze più grandi d’Europa, dove spicca la cattedrale gotica di San Bartolomeo, con la torre campanaria che è la più alta del paese, dove si può salire per ammirare il panorama a 360 gradi sui tetti della città. Da non dimenticare, su una delle cancellate poste sul retro a protezione di un’edicola sacra, di accarezzare uno degli angioletti dorati decorativi, quello più consumato, perché toccarlo porta fortuna. Intorno alla chiesa sono ormai iconiche le moderne fontane dorate e non distante si trova la colonna della peste, eretta nel 1681 durante un’epidemia. La piazza è circondata da palazzi dalle facciate decorate ma uno su tutti cattura l’attenzione: l’edificio rinascimentale del Municipio, costruito nel 1554 dall’architetto italiano Giovanni de Statia. A testimoniare la presenza in passato di un’importante comunità ebraica, Pilsen vanta due sinagoghe: quella antica, nascosta all’interno di un cortile, e quella chiamata ‘Grande’, che è infatti la più grande del paese e una delle cinque più grandi al mondo, costruita a fine XIX secolo. Poi, ci sono il vecchio e il nuovo teatro, il primo in stile neo-rinascimentale e il secondo con una originale facciata forata, soprannominata ‘Emmental’ perché ricorda il famoso formaggio. Vero e proprio angolo di pellegrinaggio, tutt’oggi, in questa città che ha vissuto l’occupazione nazista e poi quasi 50 anni di dominio sovietico, il monumento in omaggio all’esercito americano che la liberò nel 1945 (al Patton Memorial un’esposizione racconta la storia della liberazione). C’è poi una città nella città che resta invisibile, quella dei circa 15 chilometri di sotterranei, fatti di passaggi nascosti e di cantine, che sono in parte visitabili con tour guidati. Vi si accede dal Museo della Birra, sito in una malteria medievale, che ripercorre la storia dall’antichità a oggi di questo che è il vero simbolo della città, con l’esposizione di strumenti, documenti, ambienti, macchinari e la cantina sotterranea. Quello della birra è solo uno dei musei che Pilsen offre. Molto ricche, ad esempio, le collezioni custodite nel Museo della Boemia occidentale, dai reperti archeologici alle armi, fino alle porcellane e ai cristalli famosi di Boemia. Mentre si trova nell’antico monastero francescano il Museo dell’arte ecclesiastica, che consente anche la visita alla Cappello di Santa Barbara con affreschi gotici. Ed è diventato a tutti gli effetti un museo anche uno degli appartamenti ristrutturati dal famoso architetto Adolf Loos, padre del modernismo che a Pilsen ha lavorato all’inizio del Novecento: i Loos Interiors, benché privati, sono in parte visitabili e sono diventati uno dei ‘must-see’ della città. Ci sono poi musei che testimoniano quanto la città di Pilsen abbia da offrire anche ai piccoli ospiti: il Museo delle marionette, con oltre 100 esemplari storici e palcoscenici, il Museo delle fiabe e dei fantasmi, ispirati a miti e leggende locali, il Museo etnografico, per conoscere tutto sulle tradizioni popolari. Divertimento garantito anche allo Zoo e al Giardino botanico, così come al DinoPark, dedicato agli animali preistorici. Per un tuffo nell’altro volto di Pilsen, quello industriale, in questa città in cui è nata la Skoda e in cui tuttora l’Università è un’eccellenza nel campo ingegneristico, da non perdere è il Techmania Science Center, un centro scientifico e di intrattenimento sorto proprio nella sede della ex fabbrica, con una serie di punti interattivi e l’unico planetario in 3D della Repubblica ceca. Altro sito industriale riqualificato è il Depo2015, un vecchio deposito di autobus recuperato come spazio per eventi e centro culturale. Ma, appunto, Pilsen è sinonimo di birra, e ha dato il nome a una delle lager più amate al mondo, la pilsener. Per sapere tutto su come è nata, come viene prodotta e soprattutto per degustarla in tutte le sue varietà, non si può mancare la visita guidata al birrificio Pilsner Urquell, che dal 1842 occupa un ampio e gradevole spazio all’ingresso del centro città. Naturalmente, si possono visitare anche altri birrifici e in particolare quelli artigianali che costellano l’intera regione di Pilsen. Per i più goduriosi c’è perfino la ‘Beer Spa’, dove si può fare il bagno immersi nella birra o prenotarsi un trattamento che ne svela anche le proprietà terapeutiche ed estetiche. Per finire, non solo birra: a pochi chilometri da Pilsen c’è l’headquarter del maggior produttore ceco di vino frizzante: Bohemia Sekt, che offre visite guidate e degustazioni. Dunque, per un brindisi a questo importante 2025 per Pilsen, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Per tutte le informazioni su Pilsen, dagli eventi alle attrazioni turistiche, e per i consigli di viaggio, si possono visitare i siti web della città www.visitpilsen.eu, della regione www.turisturaj.cz e nazionale www.visitczechia.com. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Due italiani su 5 rimandano le visite mediche per l’imbarazzo, campagna Scottex-Airc
(Adnkronos) - Due italiani su cinque rimandano le visite mediche per l’imbarazzo. Nonostante siano in larga maggioranza consapevoli dell’importanza di prendersi cura della propria salute, il 76% dei nostri connazionali ritiene che parlare di alcuni aspetti legati a questo ambito sia ancora un tabù e il 41% ha sperimentato imbarazzo a causa di controlli o visite mediche, un dato che evidenzia un significativo ostacolo per l'accesso alle cure. Tra gli aspetti della salute considerati più difficili o imbarazzanti da affrontare ci sono le evacuazioni intestinali, indicate dal 23% degli intervistati. Sono alcuni dati di una ricerca condotta da Doxa su un campione rappresentativo della popolazione adulta italiana e commissionata da Scottex, marchio di Kimberly-Clark, società leader nei prodotti di largo consumo a livello internazionale, a supporto della partnership con Fondazione Airc per la ricerca sul cancro per sostenere la ricerca sul tumore del colon e sensibilizzare le persone sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce. "Siamo estremamente orgogliosi di aver stretto questa partnership con Fondazione Airc co-finanziando per due anni un progetto Investigator Grant sul tumore del colon guidato da Giuseppe Bifulco, del Dipartimento di Farmacia dell’Università di Salerno", commenta Stefania Ghidetti, Head of Marketing Family Care di Kimberly-Clark Italia. "Ci auguriamo inoltre - continua - che il nostro impegno e i nostri sforzi congiunti possano promuovere la sensibilizzazione sui sintomi del cancro del colon sottolineando l'importanza della diagnosi precoce. La nuova campagna ‘Mettiamoci Comodi’ vuole infatti incoraggiare le persone a superare i tabù legati all'uso del bagno”. Per Chiara Occulti, Chief Marketing & Fundraising Officer di Fondazione Airc, "il nostro primo obiettivo è promuovere presso il grande pubblico una cultura della salute, utilizzando un linguaggio accessibile e positivo per affrontare un tema che, ancora oggi, genera imbarazzo in molti italiani. Allo stesso tempo, grazie all’impegno concreto dell’azienda, possiamo finanziare due annualità di un progetto innovativo dedicato allo studio del tumore del colon, contribuendo così a sostenere la migliore ricerca oncologica nel nostro Paese". In dettaglio, la collaborazione prevede un impegno biennale da parte dell’azienda di 150.000 euro destinato a un progetto di ricerca Investigator Grant sul tumore del colon - affidato a Giuseppe Bifulco dell’Università degli Studi di Salerno - che ha l’obiettivo di andare a bloccare alcuni dei mediatori dell'infiammazione coinvolti nella malattia e mettere a punto molecole attive contro il cancro del colon, per offrire nuove opzioni terapeutiche per questo tipo di tumore. La partnership si concretizza anche nella campagna di comunicazione di Scottex "Mettiamoci Comodi", che mira a sensibilizzare e incoraggiare le persone a superare i tabù legati all'uso del bagno. Kimberly-Clark darà infine visibilità alla partnership sui prodotti carta igienica a marchio Scottex attraverso la diffusione di 24 milioni di pacchi che raggiungeranno oltre 6 milioni di famiglie. Il tumore del colon retto è una patologia di grande impatto sociale: le stime indicano che nel nostro Paese ogni anno vengono colpite oltre 48.000 persone, facendone il secondo per incidenza tra le donne e la seconda causa in assoluto di morte per cancro. La ricerca ha evidenziato la necessità di promuovere una maggiore attitudine alla prevenzione da parte degli italiani: il 56% dei rispondenti, infatti, monitora le proprie evacuazioni per motivi di prevenzione solo se nota qualcosa di strano, mentre l’8% trova questa pratica fonte di disagio e il 4% la evita del tutto. Inoltre, ben il 31% degli italiani afferma di avere poche o nessuna conoscenza dei segnali di allarme per la propria salute che possono essere rilevati nelle evacuazioni intestinali. In generale, in Italia la ricerca rileva ancora un ampio margine di miglioramento in termini di attitudine alla prevenzione medica: solo il 22% degli intervistati, infatti, afferma di sottoporsi regolarmente a controlli medici preventivi in assenza di sintomi, mentre un italiano su due li effettua solo occasionalmente e ben il 10% non si sottopone mai a controlli preventivi. Le donne, col 29%, e le persone di età compresa tra i 55 e i 64 anni, col 31%, risultano più propense ad effettuare controlli regolari, mentre gli uomini si impegnano meno nella prevenzione. L’indagine, di tipo quantitativo, ha utilizzato la metodologia Cawi (Computer-Assisted Web Interviewing). Sono state raccolte un totale di 1.000 interviste, rappresentative della popolazione italiana di età compresa tra i 18 e i 64 anni. Le interviste sono state condotte considerando precise quote di distribuzione per sesso, età, titolo di studio e area geografica. La rilevazione si è svolta dall’11 al 19 giugno. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Balneari, Assobalneari: da Ue diktat che sa di ricatto, stavolta Italia non può piegarsi
(Adnkronos) - “Ancora una volta da Bruxelles arriva un diktat che sa di ricatto: le proposte del Governo italiano sulle concessioni balneari vengono bocciate da funzionari non eletti, che nessuno conosce e nessuno ha mai votato, ma che pretendono di decidere il destino delle nostre coste e delle migliaia di famiglie che da generazioni lavorano per dare al turismo italiano un volto umano, accogliente, vincente. Ma stavolta l’Italia non può piegarsi. Il Tavolo tecnico di Palazzo Chigi, con il lavoro di ben nove Ministeri e i rappresentanti delle regioni, lo ha detto a chiare lettere: la risorsa in Italia non è scarsa. Le nostre coste non sono un bene limitato, non c’è alcun motivo per metterle a gara e svendere il frutto del lavoro di intere comunità a multinazionali pronte a fare razzia delle nostre spiagge". Lo dichiara Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari Italia Federturismo Confindustria.
"E allora diciamolo forte: basta svendere l’Italia! Basta accettare -continua Licordari- lezioni di 'mercato libero' da chi, in realtà, vuole solo spalancare le porte ai potenti dell’Europa del Nord. Vogliono farci credere che la Bolkestein sia un obbligo? Falso! È una scelta politica. E se Bruxelles pensa di piegarci con le sue minacce, stavolta si sbaglia di grosso. L’Italia deve alzare la testa. Basta sottomettersi a un’Europa che tratta gli Stati membri come vassalli e non come popoli sovrani. Le nostre spiagge non sono in saldo. Non sono un regalo da fare a chi specula dall’estero", continua. "Sono un patrimonio nazionale, costruito da lavoratori italiani con decenni di sacrifici, tasse pagate e investimenti. Il Governo ha il dovere morale e politico di resistere: nessuna svendita, nessuna gara che distrugga l’economia balneare. Se Bruxelles continuerà con il suo atteggiamento da tiranno burocratico, Roma deve reagire. La sovranità del nostro Paese viene prima di ogni trattato, prima di ogni direttiva scritta da tecnocrati che non conoscono nemmeno la nostra realtà. Questa non è solo una battaglia per le imprese balneari. È una battaglia per l’Italia", conclude. ---lavoro/sindacatiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
ProfessionItaliane: a confronto con Pd su ammodernamento sistema ordinistico
(Adnkronos) - Si è svolto questa mattina a Roma, presso la sede di via del Nazareno, l’incontro tra ProfessionItaliane e il Partito Democratico per discutere dell’impatto economico e occupazionale generato dal sistema ordinistico e dell’importanza di incentivare il ruolo sussidiario delle professioni per continuare a garantire la tutela della fede pubblica e fornire ai cittadini servizi efficienti e qualificati. Nel corso del confronto, a cui ha partecipato la segretaria nazionale del Pd, Elly Schlein; la responsabile per Pa, Professioni e Innovazione del Pd, Stefania Bonaldi; e il capogruppo alla Camera del Pd, Chiara Braga, ProfessionItaliane ha messo in evidenza la necessità di avviare una riforma degli ordinamenti professionali che porti ad un ammodernamento dell’intero sistema ordinistico e, in particolare, ad una maggiore armonizzazione delle regole riguardanti la formazione continua, il tirocinio, l’accesso alla professione e i procedimenti disciplinari. In tema di formazione i 23 ordini e collegi professionali che compongono l’Associazione hanno chiesto di sostenere maggiormente l’accesso dei giovani laureati al sistema ordinistico, anche rafforzando il collegamento con il mondo accademico, così da favorire percorsi di lavoro autonomo che siano basati sulla valorizzazione delle competenze, il rispetto delle regole e dell’etica professionale, ma anche capaci di rispondere adeguatamente alle nuove esigenze dettate dalle transizioni in atto. “Questo è uno degli incontri che abbiamo voluto organizzare con tutte le forze politiche per porre al centro il tema del valore degli Ordini professionali e le loro competenze trasversali. Abbiamo avuto così l’opportunità di rappresentare le esigenze del mondo ordinistico, nonché le istanze e le specificità delle singole professioni”, ha dichiarato il presidente di ProfessionItaliane, Rosario De Luca. “Un incontro molto proficuo e importante anche per noi per cogliere la varietà e le specificità degli ordini che ProfessionItaliane rappresenta”, ha sottolineato Elly Schlein, segretaria del Pd. “Siamo pronti a dialogare e confrontarci sulle proposte per un ammodernamento del sistema ordinistico, tracciando obiettivi e principi comuni, sui quali si può provare a intervenire con la nostra attività parlamentare, salvaguardando le specificità e le esigenze dei singoli ordini professionali”, ha concluso. ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Fine vita, neurologi: "Morte Laura Santi ci interpella come medici e cittadini"
(Adnkronos) - La Società italiana di neurologia (Sin), "da sempre impegnata nella tutela della dignità della persona e nella promozione di una medicina centrata sul paziente, riconosce la complessità etica, clinica e sociale che il tema del suicidio assistito comporta". In una nota la Sin ribadisce inoltre "la necessità di un confronto aperto e rispettoso tra istituzioni, professionisti sanitari e cittadini, affinché ogni scelta sia accompagnata da percorsi chiari, trasparenti e rispettosi della legalità e della sensibilità" individuale. "La vicenda di Laura Santi", la giornalista morta ieri nella sua casa sua di Perugia a seguito dell'autosomministrazione di un farmaco letale, "ci interpella profondamente come medici, come cittadini e come comunità scientifica - dichiara Alessandro Padovani, presidente Sin - Il dolore che ha accompagnato la sua malattia meritano ascolto e riflessione. Come neurologi, siamo quotidianamente al fianco di persone che affrontano patologie neurodegenerative con coraggio e dignità. E' nostro dovere garantire loro cure appropriate, sostegno umano e, laddove previsto dalla legge, accompagnamento nelle decisioni più difficili. Come Sin - aggiunge - siamo in prima linea in questo delicato confronto, consapevoli dell'importanza di affrontare le questioni legate al fine vita di chi soffre di una malattia neurologica con sensibilità e rigore scientifico". La società scientifica ritiene infine fondamentale sottolineare l'urgenza di un investimento reale e strutturale nelle cure palliative dedicate ai malati neurologici. Queste persone - ricorda - sono spesso colpite da condizioni gravi, disabilitanti e invalidanti, che necessitano di un supporto integrato, multidisciplinare che garantisca qualità di vita e rispetto dei loro diritti fondamentali. "Siamo pronti a collaborare con le istituzioni e le altre discipline per garantire che ogni persona riceva il supporto e le cure necessarie - conclude Padovani - rispettando le scelte individuali e promuovendo un approccio etico e umano alla fine della vita". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Caldo, cuore a rischio: "Occhio a pressione e battiti, 2 litri d'aqua al giorno e dieta sana"
(Adnkronos) - 'Cuore matto' in estate. La stagione dell'amore nasconde diverse insidie per la salute del nostro organo motore, messo a dura prova dal caldo che può causare "sintomi da non sottovalutare". Ci sono "accorgimenti importanti per prendersene cura", avvertono i cardiologi, lanciando un vademecum dedicato al benessere cardiovascolare e alla prevenzione che - si sa - non va mai in vacanza. "I primi effetti del caldo sul sistema cardiovascolare sostanzialmente consistono nella vasodilatazione, ossia una dilatazione dei vasi sanguigni, che di conseguenza porta spesso a un abbassamento della pressione arteriosa", spiega Domenico Gabrielli, presidente della Fondazione per il Tuo cuore e direttore di Cardiologia all'ospedale San Camillo di Roma. "Per compensare questa riduzione della pressione, il cuore può aumentare i battiti e andare in sofferenza. Il sintomo più evidente può essere il cardiopalmo, delle palpitazioni che possono essere una reazione naturale, ma possono anche rappresentare l'inizio di una manifestazione di malattia vera e propria. Questo sintomo, che spesso si accompagna a una fiacchezza persistente, va attenzionato quando si superano i 100 battiti al minuto in maniera costante", raccomanda lo specialista. "Il paziente cardiopatico che già assume farmaci, in particolare per la pressione, in queste giornate calde deve quindi controllare un po' più spesso la pressione - suggerisce Gabrielli - e laddove riscontri valori piuttosto bassi deve segnalarlo quanto prima al suo medico curante, che sia il cardiologo o il medico di medicina generale, in modo da rimodulare eventualmente la terapia che spesso va rivista in estate" senza però ricorrere al 'fai da te'. "Non deve mai esser fatto in maniera autonoma", puntualizza l'esperto. "Per proteggere il cuore in estate è bene seguire un'alimentazione corretta e che garantisca una sufficiente idratazione", aggiunge Massimo Grimaldi, presidente Anmco (Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri) e direttore di Cardiologia all'ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari). "Bere 2 litri di acqua al giorno - prescrive lo specialista - e abbondare in frutta e verdura evitando i cibi grassi. Frutta e verdura, oltre all'acqua, garantiscono la reintegrazione dei sali minerali che d'estate si perdono maggiormente a causa della sudorazione. In caso di pressione tendenzialmente bassa, con il cuore sano è preferibile aumentare la quantità di sale nei condimenti. Di contro, nel paziente con ipertensione o scompenso cardiaco è preferibile fare riferimento al medico curante in quanto l'eccesso di sale e acqua potrebbero essere dannosi". Quanto all'abbigliamento, prosegue Grimaldi, "deve essere leggero e favorire la traspirazione". Inoltre "è buona norma evitare di uscire nelle ore più calde" e via libera all'aria condizionata, ma con giudizio: "L'eccesso di caldo e umidità può essere affrontato nelle proprie abitazioni con deumidificatori e condizionatori mantenendo temperature adeguate, che non salgano al di sopra dei 28-30 gradi e non scendano al di sotto dei 22-24 gradi. Gli sbalzi eccessivi caldo-freddo possono provocare patologie respiratorie, delle alte vie aeree e pericardite". "Quando si avvertono, e soprattutto persistono, abbassamenti eccessivi della pressione al di sotto di 90 mmHg, sensazione di cardiopalmo o svenimenti - ammonisce il presidente Anmco - è importante rivolgerci tempestivamente al nostro medico curante". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Colite ulcerosa, con nuovofarmaco monoclonale remissione sintomi in pazienti gravi
(Adnkronos) - Il trattamento della colite ulcerosa con il nuovo anticorpo monoclonale afimkibart ha portato a una remissione dei sintomi e dei segni della malattia in alcuni pazienti affetti dalla forma moderato-grave. E' quanto emerge da uno studio clinico multicentrico di fase 2b guidato da Silvio Danese, primario dell'Unità di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva dell'Irccs ospedale San Raffaele di Milano, ordinario di Gastroenterologia all'università Vita-Salute San Raffaele del capoluogo lombardo. I risultati sono pubblicati su 'The Lancet Gastroenterology & Hepatology'. Afimkibart - spiegano dall'Irccs del Gruppo San Donato - è un farmaco che agisce bloccando TL1A, una molecola coinvolta nell'infiammazione e nella fibrosi, processi tipici della colite ulcerosa, malattia infiammatoria cronica dell'intestino (Mici). TL1A stimola un'eccessiva produzione di matrice extracellulare e la crescita delle cellule che la producono, i fibroblasti. Quando afimkibart la sequestra, TL1A non riesce più a legarsi ai recettori presenti sulle cellule immunitarie e sui fibroblasti, impedendo l'avvio della catena di eventi che causa infiammazione e cicatrizzazione anomala. In questo modo afimkibart riduce la risposta infiammatoria e fibrotica tipica della colite ulcerosa. Lo studio Tuscany-2 ha coinvolto 114 centri in 23 Paesi, con il San Raffaele capofila, testando la sicurezza e l'efficacia di afimkibart nel trattamento della forma moderato-grave della colite ulcerosa. Sono state valutate 3 diverse dosi del farmaco (50, 150 e 450 mg) del farmaco, somministrato sottocute ogni 4 settimane per 52 settimane. In parallelo a ogni gruppo di pazienti che ha ricevuto una certa dose dell'anticorpo monoclonale, un gruppo di controllo ha ricevuto un placebo. Tutti i pazienti sono quindi stati sottoposti a colonscopia dopo 14 e 56 settimane dall'inizio del trattamento. In tutti quelli che hanno ricevuto afimkibart - riporta una nota - il farmaco ha mostrato un profilo di sicurezza accettabile e non ha causato effetti collaterali significativi. Indipendentemente dalla dose somministrata, afimkibart ha inoltre portato a una remissione clinicamente rilevante dei sintomi e dei segni della malattia in una frazione del gruppo di trattamento, rispetto a quanto osservato nei pazienti che hanno ricevuto il placebo. Il farmaco ha mostrato un'azione rilevante già dopo 14 settimane dalla prima somministrazione, e la sua efficacia è stata mantenuta anche a 56 settimane, indipendentemente dalla dose somministrata. Per gli autori, "nell'insieme i risultati di Tuscany-2 identificano afimkibart come un'alternativa promettente per il trattamento della forma moderato-grave della colite ulcerosa". Sebbene per questa Mici esistano diverse opzioni terapeutiche, che includono i farmaci immunosoppressori, i farmaci inibitori di Jak e i farmaci biologici come gli anticorpi monoclonali, molti pazienti non rispondono o rispondono solo parzialmente ai trattamenti disponibili, evidenziano gli esperti. "E' pertanto importante continuare la ricerca di nuovi bersagli terapeutici e di nuove strategie che agiscano per attenuare l'infiammazione e la fibrosi che accompagnano le forme moderate e gravi della colite ulcerosa", commenta Danese, primo autore del trial. "Questo - rimarca - è il più grande studio multicentrico di fase 2b condotto su una nuova classe di farmaci che agiscono contro TL1A, come fa afimkibart. Sono tuttora in corso studi clinici di fase 3 che mirano a confermare i risultati di efficacia di questi farmaci per il trattamento sia della colite ulcerosa che della malattia di Crohn, un'altra patologia infiammatoria cronica dell'intestino". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)









