Sicurezza: tra furti e vandalismi, in Europa nei cantieri danni per oltre 1 mld e mezzo l'anno

(Adnkronos) - Mentre l’Italia punta a modernizzare le infrastrutture, accelerare la transizione energetica e rispondere all’emergenza abitativa, i cantieri diventano sempre più vulnerabili a furti e vandalismi. Un fenomeno che non è più soltanto un problema di sicurezza, ma un vero e proprio ostacolo economico alla crescita del Paese. È quanto emerge dal nuovo Crime Report 2025 di BauWatch, azienda leader nella videosorveglianza mobile, basato su un’indagine condotta su 3.900 imprese del settore edile in Europa, 500 delle quali italiane. In Europa i furti nei cantieri causano danni per oltre 1,5 miliardi di euro ogni anno. Non si tratta più di episodi isolati: un crimine su sei è orchestrato dalla criminalità organizzata, con modalità sempre più sofisticate come l’uso di droni, l’hacking dei sistemi di sicurezza e perfino truffe basate sull’intelligenza artificiale.  In Italia, l’impatto è ancora più evidente: oltre la metà dei furti nei cantieri è attribuita a organizzazioni criminali. Tra i settori più colpiti figurano il Commercial Real Estate Management e i parchi eolici e solari, dove oltre il 70% delle aziende segnala almeno un furto all’anno. Non solo: il 21% delle imprese italiane è stato contattato per acquistare materiali rubati, segno di un mercato nero sempre più radicato, anche se fortunatamente solo una piccola parte (5%) ha ceduto alla tentazione. I danni non sono solo materiali. Le conseguenze non si fermano alla perdita di attrezzature o materiali: rame (49%) e piccoli attrezzi (49%) sono i beni più appetibili e con l’impatto più incisivo per le aziende, seguiti dai cavi e tamburi per cavi (35%), carburante (23%), acciaio (14%), tubazioni e condotti (13%), effetti personali (13%), legname (7%). I furti nei cantieri rallentano i lavori, causano ritardi nei progetti infrastrutturali e compromettono settori chiave come energia, telecomunicazioni e trasporti. In molti casi atti criminali di questo tipo sono all’origine di danni reputazionali (15%) e ripercussioni occupazionali (12%) per le aziende. La sicurezza come investimento strategico. “La criminalità nei cantieri rappresenta un freno concreto alla modernizzazione del Paese, in grado di bloccare progetti energetici e di telecomunicazioni, rallentando la spinta verso la neutralità climatica, la connettività affidabile e le infrastrutture moderne”, spiega Laura Casparrini, managing director di BauWatch Italia. “La sorveglianza attiva e intelligente, integrata fin dalla fase di progettazione, è oggi uno strumento essenziale per tutelare l’economia, l’ambiente e le comunità locali".  Oggi più che mai, proteggere i cantieri significa proteggere il futuro dell’Italia. Le soluzioni di BauWatch vanno proprio in questa direzione: grazie al monitoraggio attivo 24/7 e alle tecnologie basate su intelligenza artificiale che caratterizzano le torri mobili di sorveglianza, non solo è possibile prevenire i furti, ma anche agire tempestivamente, limitando i danni e garantendo la continuità dei lavori. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Alimenti, stretta Usa sui cibi ultra-processati, si punta a standard federale per definirli

(Adnkronos) - Stretta Usa sui cibi ultra-processati. "Stanno alimentando un'epidemia di malattie croniche", afferma il segretario del Dipartimento Salute e Servizi umani (Hhs) Robert F. Kennedy Jr., che insieme a Brooke L. Rollins, a capo del Dipartimento Agricoltura (Usda), e al commissario della Food and Drug Administration (Fda) Marty Makary, annuncia una richiesta congiunta di informazioni (Rfi) volta a "raccogliere dati utili a stabilire una definizione uniforme e riconosciuta a livello federale per gli alimenti ultra-processati: un passo fondamentale per garantire una maggiore trasparenza ai consumatori sui cibi che consumano", proteggendoli dai rischi per la salute. "Dobbiamo agire con coraggio per eliminare le cause profonde delle malattie croniche e migliorare la salubrità delle nostre forniture alimentari", dichiara Kennedy. "Definire gli alimenti ultra-processati con uno standard chiaro e uniforme ci darà ancora più forza per realizzare la missione 'Make America Healthy Again'": rendere l'America di nuovo sana.  "Attualmente non esiste una definizione univoca e autorevole di alimenti ultra-processati per le forniture alimentari statunitensi", si spiega nella nota che comunica l'iniziativa. "La creazione di una definizione federale uniforme" per questi cibi "sarà un obiettivo fondamentale, sulla scia della recente pubblicazione della valutazione 'Make Our Children Healthy Again' (rendere i nostri bambini di nuovo sani, ndr), che riconosce come il consumo eccessivo di alimenti ultra-processati sia uno dei fattori trainanti della crisi delle malattie croniche infantili". Ricordando che "il presidente Trump ha dato priorità al miglioramento della salute delle famiglie e delle comunità americane", Rolllins sottolinea che "questa richiesta di informazioni è un ulteriore passo avanti nella ricerca di soluzioni di buon senso per promuovere scelte migliori e più consapevoli per i consumatori. Una definizione unificata e ampiamente compresa di alimenti ultra-processati è attesa da tempo", evidenzia, assicurando che i protagonisti della filiera agricola saranno "parte integrante del dibattito" che porterà a centrare l'obiettivo. "Sono lieto di guidare questo impegno cruciale nella Fda", commenta Makary. "Le minacce degli alimenti considerati ultra-processati per la nostra salute sono chiare e convincenti - rimarca il commissario - il che rende imperativo lavorare a stretto contatto con i nostri partner federali per promuovere, per la prima volta in assoluto, una definizione uniforme di cibi ultra-processati". "Si stima che circa il 70% dei prodotti confezionati presenti nella catena alimentare statunitense sia costituito da cibi spesso considerati ultra-processati e che oltre il 60% delle calorie assunte dai bambini provengano da questi alimenti", riporta nota. "Decine di studi scientifici hanno evidenziato un legame tra il consumo di cibi ritenuti ultra-processati e numerosi effetti negativi sulla salute, tra cui malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, cancro, obesità e disturbi neurologici. Contribuire a contrastare il consumo eccessivo di alimenti ultra-processati è un fattore chiave verso l'obiettivo 'Make America Healthy Again'", si legge. "Una definizione uniforme di alimenti ultra-processati consentirà coerenza nella ricerca e nelle politiche" di settore, "aprendo la strada alla risoluzione dei problemi di salute associati al consumo di questi cibi", sostengono Hhs, Usda e Fda. La richiesta di informazioni sarà messa a disposizione del pubblico sul registro federale oggi, 24 luglio, e mira a raccogliere dati su "quali fattori e criteri dovrebbero essere inclusi in una definizione di alimenti ultra-processati". Oltre a sviluppare una definizione uniforme per questi cibi, conclude la nota, "la Fda e i National Institutes of Health (Nih) stanno investendo in ricerche di alta qualità per contribuire a rispondere alle domande ancora aperte sull'impatto degli alimenti ultra-processati sulla salute, attraverso il Nutrition Regulatory Science Program recentemente annunciato". Il Dipartimento di Kennedy Jr. "continuerà inoltre a sviluppare e attuare altre politiche e programmi chiave complessivamente volti a ridurre drasticamente le malattie croniche e a garantire un futuro sano per il Paese". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


 

(Adnkronos) - “È una banalità dire che se non ci fossero saremmo tutti più contenti. Ma se verrà confermato, mi auguro nel più breve tempo possibile, quel 15 % che leggiamo oggi sui giornali, almeno avremmo una percentuale definita e le aziende comincerebbero a prendere le dovute contromisure su un dato certo. Togliere quel dazio occulto che è l’incertezza è pur sempre un inizio: basti pensare che proprio il clima di incertezza ha fatto registrare, solo a maggio, un calo delle nostre esportazioni del 6,6% verso il mercato Usa, che ricordiamolo, è il secondo mercato in assoluto e il primo extra Ue per un valore pari a 1,7 miliardi di euro per il macrosistema arredamento. E nel frattempo le importazioni dalla Cina sono aumentate in maniera preoccupante di un +28,3% nel periodo gennaio-aprile 2025”. Lo dichiara Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo. “Quello americano è un mercato strategico per il nostro settore in cui perderemmo competitività, considerando che la ricaduta più diretta sarebbe sul consumatore finale americano che, seppur con una stima approssimativa, si troverebbe a pagare lo stesso prodotto il 6% in più", continua.  "L’ottimale? Sicuramente no, ma pur sempre gestibile. Purtroppo, quello che potrebbe peggiorare davvero questa situazione già complessa, è la perdita di potere d'acquisto del dollaro verso l'euro, con una svalutazione che da inizio anno è arrivata al 13% e che potrebbe toccare il 20-25% nella primavera del 2026. Questo scenario sarebbe ben più grave dell’introduzione del dazio", conclude.  ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Farmaci, anticorpo monoclonale possibile scudo contro batterio Shigella

(Adnkronos) - Identificato un candidato anticorpo monoclonale che, dopo le fasi di validazione clinica, potrebbe passare allo sviluppo industriale per essere sfruttato come nuovo strumento profilattico, terapeutico e diagnostico contro la shigellosi. E' il risultato descritto in uno studio pubblicato su 'Pnas - Proceedings of the National Academy of Sciences' sul contrasto alla Shigella (S. sonnei), batterio sempre più resistente ai farmaci e causa di un'infezione intestinale potenzialmente fatale nei bambini sotto i 5 anni.  Il progetto di ricerca è stato condotto dalla Fondazione Toscana Life Sciences (Tls) che ha visto al lavoro ricercatori e ricercatrici del Mad Lab, della Tumour Immunology Unit e del DaScH Lab, informa Fondazione Tls in una nota. L'attività di ricerca è il frutto della collaborazione con università di Siena, Gsk Vaccines Institute for Global Health (Gvgh), University of Maryland School of Medicine, Baltimora - Usa, università degli Studi di Napoli Federico II, Gsk - Siena, Cincinnati Children's Hospital Medical Center, Cincinnati - Usa, Institut Pasteur de Lille - Francia e Fondazione Biotecnopolo di Siena. Il lavoro di ricerca, coordinato da Tls - spiega la Fondazione - ha condotto alla scoperta di anticorpi monoclonali umani contro S. sonnei, una specie la cui prevalenza è in costante aumento in tutto il mondo ed è associata a infezioni spesso resistenti agli antibiotici oggi disponibili. Il team ha isolato anticorpi generati in risposta a un vaccino sperimentale contro S. sonnei seguito da un'infezione umana controllata e li ha esaminati utilizzando un pannello di saggi high-throughput. Una molecola, in particolare, ha dimostrato una potente attività battericida in vitro e, quando testata ex vivo e in vivo, è stata capace di inibire l'invasione delle cellule epiteliali intestinali e di conferire una protezione completa dall'infezione da S. sonnei. La shigellosi, infezione intestinale causata dal batterio Shigella - ricorda la nota - rappresenta una sfida di salute pubblica globale che riguarda soprattutto i Paesi a basso e medio reddito, causando una notevole morbilità e mortalità soprattutto tra i bambini di età inferiore ai 5 anni. Di recente, alla luce di epidemie che si sono manifestate in Paesi ad alto reddito dovute alla presenza di ceppi di S. sonnei multiresistenti e estensivamente resistenti ai farmaci, l'Organizzazione mondiale della sanità ha incluso Shigella spp. tra gli agenti patogeni ad alto rischio per i quali sono urgentemente necessari nuovi strumenti profilattici e terapeutici.  Tra le soluzioni più promettenti e all'avanguardia, gli anticorpi monoclonali stanno guadagnando una notevole attenzione nel campo delle malattie infettive. Nel complesso, il candidato anticorpo monoclonale individuato nello studio di Toscana Life Sciences, condotto in collaborazione con importanti realtà nazionali e internazionali nell'ambito della ricerca scientifica, oltre ad essere impiegato nella popolazione pediatrica nei Paesi a basso e medio reddito, potrebbe trovare applicazione profilattica negli adulti per prevenire l'infezione trasmessa attraverso attività sessuale oppure in caso di viaggi o residenza in area endemica. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Spighe Verdi 2025, assegnate a 90 località rurali

(Adnkronos) - Sono 90 le località rurali che hanno ricevuto il riconoscimento Spighe Verdi 2025, rispetto alle 75 dello scorso anno: 17 sono i nuovi ingressi, 2 i Comuni non confermati. Le Spighe Verdi 2025 per i Comuni rurali, alla decima edizione, sono state annunciate nel corso della cerimonia di premiazione che si è svolta a Roma presso il Cnr alla presenza dei sindaci vincitori. Spighe Verdi è un programma nazionale della Fee - Foundation for Environmental Education, l’organizzazione che rilascia nel mondo il riconoscimento Bandiera Blu per le località costiere, pensato per guidare i Comuni rurali, passo dopo passo, a scegliere strategie di gestione del territorio in un percorso virtuoso che giovi all’ambiente e alla qualità della vita dell’intera comunità. Per portare i Comuni rurali alla graduale adozione dello schema Spighe Verdi, la fondazione Fee Italia ha condiviso con Confagricoltura un set di indicatori in grado di fotografare le politiche di gestione del territorio e indirizzarle verso criteri di massima attenzione alla sostenibilità.  Alcuni indicatori presi in considerazione sono stati: la partecipazione pubblica; l’educazione allo sviluppo sostenibile; il corretto uso del suolo; la presenza di produzioni agricole tipiche, la sostenibilità e l’innovazione in agricoltura; la qualità dell’offerta turistica; l’esistenza e il grado di funzionalità degli impianti di depurazione; la gestione dei rifiuti con particolare riguardo alla raccolta differenziata; la valorizzazione delle aree naturalistiche eventualmente presenti sul territorio e del paesaggio; la cura dell’arredo urbano; l’accessibilità per tutti senza limitazioni.  "Il 2025 segna un forte incremento del programma Spighe Verdi - dichiara Claudio Mazza, presidente della fondazione Fee Italia - ben 17 nuovi ingressi che testimoniano la crescente attenzione delle amministrazioni locali verso uno sviluppo rurale realmente sostenibile. Questo dato, che arriva nel decimo anno del programma, rappresenta un segnale concreto di cambiamento, in cui la gestione del territorio, la qualità ambientale e il benessere delle comunità diventano priorità condivise e strumenti di crescita. Spighe Verdi non è un riconoscimento simbolico: è un percorso volontario, rigoroso e trasparente, che richiede impegno costante, visione amministrativa e capacità di coinvolgimento del tessuto sociale e produttivo del territorio. L’adesione di così tanti Comuni a questo modello con convinzione testimonia che anche le località rurali italiane stanno finalmente prendendo consapevolezza del proprio ruolo centrale nella costruzione di un futuro sostenibile per il nostro Paese”.  “Il programma Spighe Verdi conferma anche nel 2025 la sua funzione strategica per la crescita dei Comuni rurali e delle aree interne del nostro Paese - ha sottolineato Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura - L’agricoltura è protagonista di questo percorso: dalle pratiche sostenibili all’economia circolare, dalla tutela del paesaggio alla valorizzazione delle produzioni tipiche e dell’accoglienza. Sono questi i pilastri che guidano il lavoro delle imprese agricole e che ritroviamo pienamente negli obiettivi fissati da Fee Italia”. 
Le Spighe Verdi 2025 sono state assegnate in 15 Regioni. Il Piemonte ottiene il maggior numero di riconoscimenti con 18 Spighe Verdi (cinque ingressi): Acqui Terme, Alba, Bra, Canelli, Carignano, Castiglione Falletto, Centallo, Cherasco, Chiusa di Pesio, Gamalero, Gavi, Guarene, Monforte d’Alba, Narzole, Poirino, Pralormo, Santo Stefano Belbo e Volpedo. Salgono a 10 le località per la Calabria (tre nuovi Comuni): Belcastro, Cariati, Crosia, Miglierina, Montegiordano, Roseto Capo Spulico, Santa Maria del Cedro, Sellia Marina, Trebisacce, Villapiana. Le Marche vantano 9 località premiate: Esanatoglia, Grottammare, Matelica, Mondolfo, Montecassiano, Montelupone, Numana, Senigallia, Sirolo. Segue la Toscana che ottiene 8 riconoscimenti: Bibbona, Castellina in Chianti, Castiglione della Pescaia, Castagneto Carducci, Gambassi Terme, Grosseto, Massa Marittima, Orbetello. Sono 8 le Spighe Verdi in Umbria (un ingresso e un’uscita): Deruta, Gubbio, Montecastrilli, Montefalco, Norcia, Scheggino, Todi, Trevi.  Anche la Puglia ottiene 8 Comuni Spighe Verdi: Andria, Bisceglie, Castellaneta, Carovigno, Maruggio, Nardò, Ostuni, Troia. La Campania ottiene 7 riconoscimenti (con un ingresso): Agropoli, Ascea, Capaccio-Paestum, Foiano di Val Fortore, Massa Lubrense, Monteforte Cilento, Positano. Sono 5 le località del Lazio (un ingresso e un’uscita): Canale Monterano, Gaeta, Rivodutri, Sabaudia, San Felice Circeo. In Liguria i Comuni sono 4 (con due nuove località): Andora, Borgio Verezzi, Lavagna, Sanremo. La Sicilia arriva a 3 località con due nuovi Comuni: Modica, Ragusa, Vittoria. Con un nuovo Comune, salgono a 3 anche le Spighe Verdi in Abruzzo: Gioia dei Marsi, San Salvo e Tortoreto. Il Veneto vanta 2 località: Montagnana e Porto Tolle. Sono 2 i Comuni Spighe Verdi anche in Basilicata (un nuovo ingresso) - Nova Siri e Pisticci - e in Lombardia: Ome e Sant’Alessio con Vialone. Uno è il Comune in Emilia-Romagna, Parma. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Tesla apre un nuovo center a Roma e il primo store di Bari

(Adnkronos) -
Tesla continua l’espansione in Italia tramite la presenza di due nuove location, grazie all’avvio delle attività del nuovo Tesla Center di Roma Nord a cui, la settimana prossima, si aggiungerà l’apertura del primo Tesla Store della Puglia, a Bari. Il Tesla Center di Roma Nord, già aperto al pubblico, è situato a Saxa Rubra e offre ai clienti la possibilità di vedere da vicino e provare tutti i modelli del marchio mentre a Bari la location aprirà la prossima settimana. Queste due nuove location si aggiungono alla recente apertura del Tesla Center di Milano Vittuone, il più grande del paese, per raggiungere la cifra di ben 15 punti vendita in Italia.  ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Opel Mokka GSE: il SUV elettrico da 280 CV che incarna lo spirito dei rally

(Adnkronos) - Opel ridefinisce la mobilità elettrica ad alte prestazioni con il nuovo Mokka GSE, un SUV compatto che porta l'adrenalina delle competizioni su strada. Nato dalla filosofia "OMG! GSE", questo modello combina tecnologia avanzata, design ispirato al motorsport e una meccanica sviluppata per il puro piacere di guida. Il cuore della Mokka GSE è un powertrain elettrico da 280 CV e 345 Nm, capace di spingere il veicolo da 0 a 100 km/h in appena 5,9 secondi, fino a una velocità massima di 200 km/h. A supportarlo, una batteria da 54 kWh che alimenta tre modalità di guida: Sport per la massima grinta, Normale per l’equilibrio quotidiano ed Eco per l’efficienza.  Ogni dettaglio del telaio è stato messo a punto per una guida precisa e coinvolgente: sospensioni specifiche, differenziale Torsen e assetto derivato dalle esperienze Opel nei rally elettrici. Con un peso inferiore a 1.600 kg, il SUV garantisce agilità senza compromessi. L’estetica grintosa si esprime attraverso cerchi da 20 pollici con pneumatici sportivi Michelin, pinze freno gialle e finiture GSE esclusive. Anche gli interni non deludono: sedili sportivi in Alcantara, volante a fondo piatto, inserti colorati e un cockpit digitale da 10 pollici, che offre dati in tempo reale su accelerazioni, forza G e gestione batteria. Il nuovo Opel Mokka GSE è pensato per chi cerca emozioni autentiche anche nell’elettrico, con un design che parla la lingua del motorsport e prestazioni che non temono confronti. Una vera dichiarazione di stile e potenza per la mobilità di domani. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Acura Integra 2026: più stile, più tecnologia, più personalità

(Adnkronos) - La Acura Integra si aggiorna per il model year 2026 con un restyling mirato a rafforzarne l’identità sportiva e premium. Il modello, prodotto esclusivamente nello stabilimento di Marysville, in Ohio, introduce importanti novità estetiche, tecnologiche e funzionali, rinnovando una tradizione lunga quattro decenni. Tra le principali novità presenti sulla nuova Acura Integra 2026 spiccano tre nuove tinte per la carrozzeria: Solar Silver Metallic, Urban Gray Pearl e Double Apex Blue Pearl. Quest’ultima, insieme alla Performance Red Pearl, può essere abbinata a una nuova calandra in tinta, mentre tutte le altre versioni presentano una griglia nera lucida, opzionale su richiesta. All'interno, l’Integra 2026 guadagna un touchscreen da 9", più grande e veloce rispetto al precedente, compatibile con Apple CarPlay e Android Auto wireless.  Di serie anche il caricatore wireless per smartphone e il quadro strumenti digitale da 10,2". L’allestimento A-Spec introduce nuove finiture, illuminazione ambientale estesa e cuciture a contrasto, con rivestimenti in microsuede blu o dettagli gialli a seconda del colore dell’abitacolo.  Sotto al cofano resta il motore 1.5 turbo VTEC da 200 CV, disponibile con cambio CVT oppure manuale a 6 marce con differenziale autobloccante. La dinamica di guida può essere personalizzata grazie all’Integrated Dynamics System con modalità Comfort, Normal, Sport e, nei modelli con Technology Package, anche Individual. L’Adaptive Damper System opzionale permette di regolare la risposta delle sospensioni per ogni modalità. Dal punto di vista della sicurezza, la Integra 2026 adotta il pacchetto completo AcuraWatch con frenata automatica, mantenimento corsia, monitoraggio angoli ciechi e riconoscimento segnaletica. L’allestimento A-Spec con pacchetto Technology aggiunge sensori di parcheggio e assistenza alla frenata in manovra. La nuova Acura Integra arriverà nei concessionari il prossimo mese, con una combinazione di stile, prestazioni e contenuti tecnologici pensata per rafforzare il suo ruolo di riferimento nel segmento delle compatte premium sportive. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Range Rover Sport SV Bespoke: il SUV che riflette la tua visione

(Adnkronos) -
Range Rover porta la personalizzazione a un livello superiore con l’arrivo del servizio SV Bespoke sulla versione Sport. Questo programma esclusivo consente di configurare il SUV in ogni dettaglio, dai colori esterni agli interni sartoriali, offrendo un’esperienza su misura in perfetto stile Modern Luxury. La verniciatura diventa espressione di unicità grazie alla gamma SV Curated Bespoke, che propone oltre 230 tonalità con finiture lucide, opache o satinate. Per chi desidera un colore esclusivo, il servizio Match-to-Sample replica qualsiasi campione con precisione artigianale. Il cofano in carbonio a vista, i contrasti su tetto e specchietti e la nuova finitura “effetto vetro” completano l’offerta stilistica.  All’interno, la libertà creativa si moltiplica con oltre 1.500 combinazioni disponibili. Pelle pregiata, impunture a contrasto, ricami esclusivi, battitacco personalizzati e inserti unici trasformano ogni abitacolo in un ambiente esclusivo. I badge Range Rover si declinano in metalli pregiati e finiture rare, mentre cerchi e pinze freno offrono nuovi spunti di espressione personale. Il primo modello realizzato con questo approccio si chiama “Nocturne”: carrozzeria Indigo Gloss, dettagli in fibra di carbonio e interni Ebony e Lunar rifiniti con precisione. Presentato alla Range Rover House di Mykonos, rappresenta la sintesi perfetta tra prestazioni e stile su misura. La rete di Commissioning Suite, già attiva in diverse città del mondo, permette ai clienti di collaborare direttamente con gli esperti SV Bespoke, in presenza o da remoto, per creare un veicolo unico in ogni aspetto. Range Rover Sport SV Bespoke è oggi molto più di un SUV: è un’opera d’arte su quattro ruote, creata intorno a chi la guida. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Dazi, risparmiare? Sì può se si gestisce l'export in modo strategico, ExportUsa spiega come fare

(Adnkronos) - Risparmiare sui dazi? Una 'mission possible' per ExportUsa - società specializzata nello sviluppo commerciale sul mercato americano, attiva da oltre 20 anni con sedi a New York, Dayton (Ohio), Miami (Florida), Rimini (Italia) e Bruxelles (Belgio) - che ha appena lanciato uno Sportello dazi, dedicato proprio alle aziende italiane che esportano negli Stati Uniti e vogliono orientarsi tra categorie doganali, tariffe e regolamenti complessi. Lo sportello (dazi@exportusa.us) fornisce consulenza su classificazioni doganali corrette, simulazioni di costo e strategie per evitare errori che portano a dazi cumulativi.  Per affrontare questa 'spada di Damocle' che pende sulle imprese italiane esportatrici, infatti, è fondamentale gestire l’export in modo consapevole e strategico, e in qualche caso si può trovare il modo per risparmiare in modo consistente. Come dire: trasformare un ostacolo in opportunità. A spiegarlo, in un'intervista a Adnkronos/Labitalia, è il presidente di ExportUsa, Lucio Miranda. Si parla spesso di dazi quando si discute di esportazioni verso gli Stati Uniti. Perché questo tema è così centrale oggi? "I dazi sono senza dubbio uno dei temi più caldi nel commercio con gli Usa, e lo sono ancora di più da quando Donald Trump ha iniziato a sfidare i partner europei. Ne parlano i media di tutto il mondo, ma nonostante questo molte aziende italiane che vogliono esportare negli Stati Uniti si trovano ancora in difficoltà su un aspetto fondamentale che sta a monte: il calcolo corretto del dazio. Molte volte manca una strategia chiara. Le imprese si affidano a procedure frettolose o a soggetti esterni che, comprensibilmente, non hanno a cuore il risparmio per l’azienda. Il risultato è che spesso si pagano più dazi del necessario". E' da qui che nasce l’idea dello Sportello dazi Usa di ExportUsa (dazi@exportusa.us). Come funziona? "Abbiamo creato uno sportello dedicato, già attivo e contattabile alla mail dazi@exportusa.us, proprio per supportare le aziende italiane nel districarsi tra categorie doganali e le tariffe. È un servizio di consulenza che nasce dall’esperienza quotidiana sul campo. Niente teoria astratta, andiamo dritti al punto: aiutare le imprese a risparmiare, anche cifre molto consistenti, grazie a un protocollo d’importazione sviluppato insieme a uno studio legale americano esperto di diritto doganale". 
Quali sono gli errori più comuni che riscontrate tra le aziende italiane?
 "Il primo è delegare in bianco il calcolo del dazio allo spedizioniere. Lo capisco: le imprese vogliono semplificare il processo. Ma lo spedizioniere tende a scegliere l’opzione più prudente per evitare contestazioni, e questo ha un costo. Il nostro consiglio è chiaro: non delegare alla cieca, ma seguire da vicino la classificazione delle merci e verificare sempre i codici utilizzati". E i Codici doganali sono gli stessi in Europa e negli Usa? "Molti pensano di sì, ma non è vero. Le prime quattro cifre del sistema armonizzato sono uguali, ma le successive sei cambiano. Ed è proprio lì che si gioca la partita del risparmio. Una classificazione più accurata può abbassare di molto l’aliquota applicata. Ignorare questa differenza significa esporsi a un’imposizione più elevata, del tutto evitabile". 
Quindi tutto parte da una corretta classificazione delle merci?
 "Direi di sì: è il primo passo per un calcolo doganale corretto. Ma non è banale: non si tratta solo di descrivere il prodotto, ma di capire come viene classificato secondo la logica americana, che non sempre coincide con quella europea. Gli Usa seguono criteri rigorosi, e spesso un errore porta a pagare dazi più alti. Noi aiutiamo le aziende a utilizzare strumenti ufficiali come i pareri vincolanti della dogana americana, che offrono chiarezza e sono fondamentali in caso di dubbi". E, concretamente, quanto si può risparmiare seguendo questi consigli? "Dipende da diversi fattori: volume della merce, dazio medio applicato e costo industriale del prodotto. Ma parliamo di cifre davvero significative. Un’azienda che esporta imbarcazioni, cosmetici o integratori per un valore annuo di 12 milioni di dollari, con un costo di produzione del 40% e un dazio medio del 10%, può risparmiare 500.000 dollari in un anno, 1,7 milioni in tre, fino a 2,9 milioni in cinque anni. Anche nel settore dei macchinar i margini ci sono. Se un’azienda esporta 15 milioni di dollari l’anno, con un costo industriale del 60% e un dazio medio del 14%, il risparmio può arrivare a 400.000 dollari in un solo anno e 2,5 milioni in cinque anni". 
Come si svolge il lavoro dello sportello?
 "Facciamo simulazioni caso per caso, valutando tutti i parametri rilevanti. Molti imprenditori stanno aspettando il primo agosto nella speranza che i dazi vengano cancellati. Ma il dazio del 30% annunciato da Trump è ancora solo un’ipotesi. Quello che è molto più probabile è che il 10% diventi la nuova base di partenza. Aspettare senza muoversi non è una strategia". 
Quindi il suo consiglio finale per le imprese italiane?
 "Essere proattivi. Non aspettare che la situazione cambi da sola, ma gestire l’export in modo consapevole e strategico. I dazi sono un costo, ma non sono inevitabili. Con le giuste competenze e strumenti, si possono ridurre in modo importante. Lo Sportello Dazi nasce proprio per questo".  ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)