Genesis svela la concept MAGMA GT

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Genesis alza il sipario su Magma GT Concept, una concept car che anticipa la visione ad alte prestazioni del marchio coreano per il prossimo decennio.  
Magma GT Concept incarna il concetto di “
Effortless Performance
”, una filosofia che punta a coniugare potenza, equilibrio e precisione di guida senza ricorrere a un approccio puramente aggressivo alla performance. “La Magma GT Concept rappresenta l’apice della nostra visione nelle alte prestazioni e il nostro impegno verso le competizioni motoristiche”, ha dichiarato Luc Donckerwolke, presidente e Chief Creative Officer di Genesis, sottolineando come il modello sia progettato per offrire una connessione naturale tra vettura e guidatore.  Il design si ispira al mondo delle corse e interpreta il linguaggio stilistico “
Athletic Elegance
” del marchio con proporzioni e soluzioni aerodinamiche studiate per massimizzare efficienza e prestazioni. Tra gli elementi distintivi spiccano il cofano anteriore ribassato, il tetto allungato con linea discendente, passaruota posteriori scolpiti e una coda rastremata in stile “
boat-tail”
, oltre alla firma luminosa a due linee e ai pattern aerodinamici G-Matrix.
 
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Toyota rinnova l’impegno per l’inclusione ai giochi nazionali invernali

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Toyota rinnova il proprio impegno nel sociale sostenendo la XXXVII edizione dei Giochi Nazionali Invernali di Special Olympics, in programma a Ovindoli, in Abruzzo, dal 2 al 6 marzo. In qualità di Mobility Partner, Toyota Italia mette a disposizione dell’organizzazione e degli atleti una flotta di 10 veicoli tramite KINTO, brand di mobilità del Gruppo. La flotta comprende sei vetture elettrificate con tecnologia Full Hybrid e quattro Toyota Proace Verso.
 

 
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E’ per noi motivo di grande soddisfazione e orgoglio essere al fianco di Special Olympics Italia anche in questa edizione dei Giochi Nazionali Invernali. Sono sempre più numerosi gli appuntamenti che condividiamo con l’associazione durante l’anno e che ci danno il privilegio di vivere la passione e determinazione di questi atleti. Prendere parte ai Giochi è davvero suggestivo perché vuol dire toccare con mano la forza dello sport, grazie al quale persone con e senza disabilità intellettive possono allenarsi e gareggiare insieme. Questo vuol dire promuovere concretamente valori come inclusione, solidarietà e rispetto reciproco, principi che sono parte integrante del DNA di Toyota." hA detto Alberto Santilli, Amministratore Delegato di Toyota Motor Italia
 
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Siamo profondamente orgogliosi della partnership con Toyota, un rapporto che va ben oltre il semplice sostegno logistico: è un impegno condiviso verso una società più inclusiva, rispettosa e aperta alle opportunità per tutti. Una collaborazione che rappresenta un esempio concreto di come lo sport possa essere un potente veicolo di cambiamento sociale, abbattendo barriere culturali, pregiudizi e discriminazioni nei confronti delle persone con disabilità intellettive." ha dichiarato Alessandra Palazzotti, Direttore Nazionale Special Olympics Italia.
 
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La nuova SEAT Arona è ora disponibile in Italia

(Adnkronos) - La nuova SEAT Arona, versione aggiornata del SUV compatto della casa spagnola, debutta sul mercato italiano con una gamma rinnovata di motorizzazioni, dotazioni di serie più ricche e una proposta commerciale studiata specificamente per il cliente italiano. La nuova Arona è disponibile con una gamma di efficienti motorizzazioni benzina TSI, con potenze comprese tra 95 e 150 cavalli, abbinate a cambio manuale o DSG. L’offerta si articola su quattro allestimenti: Arona, Style, FR e Black Edition.
 
La versione prpopsta è molto accessoriata e comprende: gruppi ottici anteriori Full LED, fari posteriori e fendinebbia a LED con funzione cornering, SEAT Virtual Cockpit da 8 pollici, sistema di infotainment con touch screen capacitivo da 8,25 pollici, cerchi in lega da 16 pollici, Cruise Control, Lane Assist e sensori di parcheggio posteriori. La versione FR, dal carattere più sportivo, si distingue invece per cerchi in lega da 17 pollici, paraurti dal design dedicato, doppio terminale di scarico e sedili sportivi avvolgenti.  La nuova SEAT Arona è ordinabile in Italia a partire da 22.350 euro chiavi in mano. Per favorire l’accessibilità del modello, SEAT propone inoltre un’offerta dedicata: la Arona 1.0 EcoTSI 95 CV Black Edition è disponibile con una formula da 189 euro al mese e anticipo zero. 
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Tesla introduce l’opzione a 7 posti per Model Y

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Tesla amplia la gamma di Model Y introducendo in Italia l’opzione a 7 posti per la versione Premium Long Range a trazione integrale. Tesla prosegue così nella diversificazione del suo SUV di medie dimensioni, puntando sulla massima modularità per le famiglie. Con l’introduzione della terza fila, Model Y porta la versatilità a un livello superiore. L’accesso ai sedili posteriori è facilitato da pulsanti integrati negli schienali esterni della seconda fila: una volta azionati, i sedili scorrono e si ripiegano automaticamente, semplificando ingresso e uscita.  Nella prima fila il touchscreen centrale da 16 pollici integra il software proprietario Tesla mentre nella seconda fila i passeggeri possono avere un display da 8 pollici dedicato a intrattenimento e comandi supplementari, con connettività Bluetooth per l’utilizzo di cuffie wireless. La terza fila, posizionata sotto il vetro posteriore, offre invece uno spazio per la testa e due prese USB-C per la ricarica dei dispositivi. Completano la dotazione il tetto panoramico in vetro e un impianto audio con 15 altoparlanti e subwoofer, progettato per garantire un’esperienza immersiva in tutto l’abitacolo. L'autonomia arriva fino a 600 km WLTP con un prezzo disponibile in Italia a partire da 55.490 euro. 
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FORMULA 1 2026: Brembo accelera l’innovazione verso una nuova era

(Adnkronos) - Il Gruppo Brembo apre la stagione 2026 di Formula 1 in un contesto di profonda trasformazione regolamentare che segna l’inizio di una nuova fase tecnica per il Campionato del Mondo. Il nuovo regolamento introduce monoposto completamente riprogettate: riduzione del peso complessivo, aerodinamica attiva e una componente elettrica significativamente potenziata, capace di incidere in modo determinante sull’accelerazione. In questo scenario, la gestione della decelerazione e dell’energia diventa un elemento centrale per massimizzare le performance sul giro e preservare l’equilibrio complessivo della vettura.  “Siamo orgogliosi di essere protagonisti di questa nuova era destinata a ridefinire la Formula 1,” ha dichiarato Matteo Tiraboschi, Presidente Esecutivo del Gruppo Brembo. “Grazie al know-how e all’innovazione tecnologica di Brembo, AP Racing e Öhlins, le scuderie potranno contare su un portafoglio completo di soluzioni che comprende sistemi frenanti, frizioni e ammortizzatori. Essere scelti dai migliori rappresenta per noi una grande responsabilità e un forte stimolo a continuare a puntare all’eccellenza.”
 Nel 2026 il Gruppo conferma la propria presenza al fianco di tutti gli 11 team in griglia, con soluzioni sviluppate per rispondere alle nuove esigenze della categoria. L’intero schieramento sarà equipaggiato con pinze firmate Brembo o AP Racing, mentre cinque team su 11 adotteranno l’impianto frenante completo – pinze, pastiglie e dischi. Oltre alle pinze, la maggior parte delle squadre utilizzerà sistemi Brake by Wire e pompe freno forniti dal Gruppo. 
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Mobilità elettrica in italia: EWIVA supera i 1.600 punti di ricarica

(Adnkronos) - La mobilità elettrica in Italia consolida la propria infrastruttura ad alta potenza. Ewiva, operatore di stazioni di ricarica ultraveloci del Gruppo Enel, chiude il 2025 con 430 nuovi punti di ricarica (PoC) attivati in 105 stazioni distribuite su tutto il territorio nazionale, raggiungendo almeno una nuova attivazione in ogni regione italiana  Il risultato porta la rete complessiva a oltre 1.600 punti di ricarica in circa 450 siti, alimentati al 100% da energia rinnovabile. Si tratta di un’espansione che segna una crescita di quasi il 150% rispetto all’anno precedente, con un incremento del +160% al Nord, oltre +50% al Centro e più +210% al Sud e nelle Isole, a conferma del potenziale di sviluppo delle aree meridionali nella transizione elettrica   Nel corso del 2025 l’intera rete è stata abilitata al pagamento tramite POS contactless integrato, utilizzabile con carte di credito, debito e sistemi digitali come Apple Pay e Google Pay. Il sistema si affianca alle card RFID e alle app degli oltre 100 fornitori di servizi interoperabili (MSP), oltre alla funzionalità Plug&Charge. Accanto all’espansione infrastrutturale, Ewiva ha rafforzato il proprio impegno divulgativo. Con il progetto E-MOBILITY@SCHOOL, lanciato nell’anno scolastico 2024/2025, sono state coinvolte oltre 500 classi e circa 12.500 studenti in tutta Italia, con un percorso formativo dedicato a mobilità elettrica, sostenibilità e innovazione. Dall’avvio delle attività a fine 2025, la rete Ewiva ha erogato oltre 50 milioni di kWh di energia rinnovabile, consentendo più di 1,5 milioni di sessioni di ricarica e oltre 300 milioni di chilometri percorsi in elettrico. 
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Apple lancia MacBook Neo, il suo portatile più economico di sempre

(Adnkronos) - Apple ha presentato ufficialmente MacBook Neo, una nuova proposta che ridefinisce la soglia d'ingresso al mondo dei portatili della Mela. Con un prezzo di partenza fissato a 699 euro, che scende a 599 euro per il settore Education, il dispositivo si posiziona come l'erede spirituale dei modelli più accessibili del passato, mirando a una platea di milioni di utenti composta da studenti e professionisti alla ricerca di un prodotto versatile per le attività quotidiane. Il guscio, realizzato in alluminio robusto, mantiene le linee sobrie tipiche del marchio pur osando con una palette cromatica inedita che include le varianti rosa pastello, indaco, argento e giallo agrume. Sotto la scocca non batte un tradizionale processore della serie M, bensì il chip A18 Pro. Questa scelta architettonica garantisce prestazioni elevate e un'efficienza energetica tale da eliminare completamente la necessità di ventole interne. La memoria è di 8GB per tutti i modelli, e lo storage SSD parte da 256GB. Secondo i dati forniti dal produttore, il laptop risulta fino al 50% più veloce rispetto ai sistemi Windows equipaggiati con processori Intel Core Ultra 5 nelle operazioni di navigazione web, superando di tre volte la concorrenza nei carichi di lavoro legati all'intelligenza artificiale on-device grazie al Neural Engine a 16-core. Questa potenza supporta un display Liquid Retina da 13 pollici con risoluzione di 2408×1506 pixel, capace di raggiungere i 500 nit di luminosità. L'esperienza d'uso è completata dalla nota Magic Keyboard (in questo modello non retroilluminata) e da un ampio trackpad Multi-Touch, mentre il comparto audio-video si affida a una videocamera FaceTime a 1080p e a un sistema di altoparlanti a diffusione laterale con supporto all'audio spaziale. L'autonomia dichiarata raggiunge le 16 ore con una singola carica, permettendo di coprire un'intera giornata di lavoro o studio senza necessità di alimentazione esterna. Sul fronte della connettività, il dispositivo integra due porte USB-C utilizzabili anche per la ricarica, un jack per le cuffie, Wi-Fi 6E e Bluetooth 6. Il sistema operativo macOS Tahoe gestisce le funzioni di Apple Intelligence, come gli strumenti di scrittura e la pulizia automatica delle immagini, mantenendo una stretta integrazione con l'ecosistema iPhone tramite le funzioni di Continuity e Handoff. Grande attenzione è stata riservata anche alla sostenibilità: MacBook Neo è il modello con il minor impatto ambientale della gamma, essendo realizzato con il 60% di materiali riciclati e prodotto utilizzando energia proveniente da fonti rinnovabili. Il nuovo MacBook Neo è preordinabile da oggi e sarà disponibile sul mercato a partire da mercoledì 11 marzo. 
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Digital Maturity Report 2026: le PMI tra IA e innovazione

(Adnkronos) - Il nuovo Digital Maturity Report presentato da team.blue ha analizzato oltre 8.000 aziende in più di 30 paesi rivelando che l'adozione dell'Intelligenza Artificiale non è più un'ipotesi remota, ma una realtà quotidiana per quasi un'impresa su cinque, mentre un altro terzo del campione si trova in fase di sperimentazione attiva. Tuttavia, il percorso verso la digitalizzazione integrale appare ancora costellato di ostacoli strutturali: il 30% delle aziende dichiara di non saper scegliere gli strumenti adatti, mentre il 26% ammette una mancanza di competenze o di fiducia. Attualmente, la dotazione tecnologica delle PMI si concentra su strumenti consolidati. I social media guidano l'utilizzo quotidiano (74%) per finalità di visibilità e connessione con i clienti, seguiti a breve distanza dal cloud storage (73%), ormai integrato nei flussi di lavoro per l'archiviazione e la condivisione. Nonostante questa familiarità con il web, oltre la metà degli intervistati mantiene un ecosistema digitale elementare, limitandosi a piattaforme di collaborazione online e creazione di siti web. La resistenza più significativa emerge nelle realtà consolidate da oltre dieci anni: il 59% di queste imprese non riconosce ancora il valore aggiunto delle nuove tecnologie, suggerendo una difficoltà nel modificare modalità operative standardizzate. Più che l'accesso a nuove tecnologie, le PMI europee chiedono oggi un supporto pratico. Il 50% degli intervistati afferma che una guida dettagliata permetterebbe loro di progredire nel percorso digitale, mentre il 42% avverte il bisogno di orientamento nella selezione dei tool. Claudio Corbetta, Group CEO di team.blue, osserva: “La crescita della tecnologia, e in particolare dell’intelligenza artificiale, procede a un ritmo che molte piccole imprese faticano a seguire. Dai dati emerge chiaramente che non manca l’ambizione, ma piuttosto orientamento su come tradurla in azione. Quando semplifichiamo il percorso e rendiamo gli strumenti accessibili, l’IA diventa un catalizzatore di creatività e crescita. L’opportunità è aiutare le piccole imprese non solo ad adottare l’IA, ma a plasmarne le potenzialità”.  

Group CEO Claudio Corbetta team.blue

    L'adozione dell'intelligenza artificiale nelle PMI non è più un problema di accesso alla tecnologia, ma di orientamento strategico e fiducia nei processi di trasformazione. Per superare la resistenza delle imprese tradizionali e il deficit di competenze, team.blue propone un modello di supporto che trasforma la complessità digitale in strumenti quotidiani e sicuri. In questo approfondimento, il Group CEO Claudio Corbetta spiega come la consulenza e la semplicità d'uso stiano diventando i veri motori della competitività europea.  
Come team.blue intende colmare il 'gap di fiducia' e trasformare strumenti percepiti complessi, come l'IA, in soluzioni semplici e quotidiane quanto un post sui social?
 "La mission di team.blue è semplificare il successo digitale delle piccole e medie imprese con l'Intelligenza Artificiale in ogni fase: vogliamo che queste tecnologie siano davvero alla portata di tutti, senza barriere. Per questo, progettiamo prodotti digitali con funzionalità di AI integrate, pensate per semplificare le operazioni quotidiane di professionisti e PMI: dall'onboarding assistito al supporto per i siti web, fino alla generazione automatizzata di contenuti ottimizzati per la SEO e GEO, come descrizioni di prodotti, titoli e didascalie. Inoltre, i nostri agenti AI sono in grado di supportare i clienti in ogni passaggio delle loro attività e rendere ogni processo più semplice e immediato. L'ultima novità in questa direzione è Macaly, il nostro brand dedicato al vibe-coding entrato a far parte di team.blue nel dicembre 2025. Con questo tool, i clienti possono creare siti web e applicazioni semplicemente descrivendo ciò che desiderano in linguaggio naturale, senza alcuna necessità di programmazione. Offriamo inoltre formazione e workshop dedicati per aiutare chi parte da zero. L'obiettivo è che l'AI diventi qualcosa di naturale e quotidiano, come pubblicare un post sui social: non serve essere esperti, basta la volontà di sperimentare". 
Come si convince un'impresa consolidata e tradizionale che l'innovazione non è un rischio per la propria identità, ma l'unico modo per preservare la propria competitività?
 "Spesso le aziende con una lunga tradizione temono che l’innovazione possa compromettere la propria identità, mentre in realtà avviene il contrario. In team.blue riteniamo che innovare significhi valorizzare le caratteristiche distintive di un’impresa, consentendole di mantenere competitività e rilevanza nel tempo. In Italia, l’ingresso di Register Group in team.blue ha rappresentato l’integrazione tra una profonda conoscenza del mercato locale e la spinta innovativa di una realtà internazionale, senza sacrificare l’attenzione personale e la consulenza su misura. L’AI, in questo senso, non è una rottura con il passato: potenzia ciò che già funziona, automatizzando i processi interni e liberando risorse per l’innovazione. Ma perché questa evoluzione sia concreta e sostenibile, serve una base solida. Per questo investiamo in infrastrutture proprietarie e data center europei, che garantiscono sicurezza, affidabilità e piena conformità normativa. L’innovazione non è solo software o algoritmi: è anche controllo dei dati, continuità operativa e protezione delle informazioni dei clienti. Vale anche la pena ricordare che il contesto regolatorio europeo, dal GDPR all’AI Act fino alle nuove norme sull’accessibilità digitale, evolve rapidamente. Le aziende che affrontano questa trasformazione con il giusto partner non solo restano conformi: costruiscono un vantaggio competitivo reale, fondato su tecnologia solida e responsabilità. In definitiva, innovare significa dare nuovo slancio alla propria storia, rafforzarne le fondamenta e prepararsi ad affrontare le opportunità del futuro". 
Può fare un esempio concreto di come una piccola impresa, magari con scarse risorse, possa plasmare le potenzialità dell'AI oggi per ottenere un vantaggio immediato?
 "Una piccola azienda che desidera aumentare la propria visibilità online, ma dispone di risorse e tempo limitati, può trovare nelle nostre soluzioni un supporto concreto su più fronti. Ad esempio, gli strumenti di AI content generation permettono di creare descrizioni prodotto, titoli e post per i social in modo rapido e autonomo, senza dover necessariamente ricorrere a un copywriter: è sufficiente inserire alcune informazioni di base e il sistema genera contenuti già ottimizzati per la SEO. Le funzionalità per i social media e il marketing digitale consentono inoltre di automatizzare campagne e-mail e social, analizzare le performance e aumentare il coinvolgimento del proprio pubblico. Anche sul fronte dell’accessibilità digitale e della gestione del consenso, tramite i nostri brand AccessiWay e iubenda, le nostre soluzioni basate sull’AI rilevano e risolvono automaticamente criticità di usabilità e conformità normativa, aiutando le imprese ad allinearsi agli standard europei in modo semplice e continuo. È importante chiarire un punto: la conformità non significa solo evitare sanzioni. Una gestione non corretta del consenso e-mail, ad esempio, può compromettere un intero database contatti, con un impatto diretto su vendite e reputazione. Per questo integriamo compliance e operatività in un unico ecosistema: trasformiamo un obbligo normativo in un vantaggio competitivo concreto, proteggendo uno degli asset più strategici per una PMI, la relazione con i propri clienti. Tutto ciò consente alle aziende di cogliere nuove opportunità e affrontare con maggiore serenità le sfide del mercato digitale, con strumenti che uniscono semplicità, efficienza e responsabilità". 
In che modo la strategia di team.blue si sta evolvendo per passare da semplice fornitore di servizi a vero e proprio consulente strategico per le 3,3 milioni di PMI che servite in Europa?
 "Oggi le PMI non cercano solo fornitori di tecnologia: vogliono un partner che le accompagni nel percorso di trasformazione digitale. In questa direzione, attraverso il team.blue hub - il nostro portale di accesso a tutte le nostre soluzioni per il business digitale - i nostri clienti hanno accesso a tutti gli strumenti necessari per aumentare il loro successo online. A questo si aggiunge l’AI applicata alle operations interne: l’automazione intelligente dei processi aziendali aumenta la produttività e abilita modalità di lavoro più efficienti, con un impatto diretto sulla qualità del servizio offerto ai clienti. La forza del nostro modello risiede proprio nell’integrazione tra scala europea e radicamento locale. Essere presenti sul territorio significa intercettare in anticipo i segnali di cambiamento. Oggi, ad esempio, cresce l’attenzione verso la sovranità e la localizzazione dei dati: da una nostra ricerca emerge che una PMI europea su cinque sta già valutando di spostare i propri dati verso provider europei, mentre oltre la metà registra una crescente sensibilità sul tema da parte di clienti e stakeholder. Anticipare queste esigenze, prima ancora che diventino richieste esplicite, è parte del valore che un network locale può offrire. Il nostro obiettivo è essere un punto di riferimento affidabile per le PMI, offrendo non solo tecnologia, ma esperienza, visione e supporto concreto in ogni fase del percorso digitale". 
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Pazienti-robot, simulatori e visori 3D per formare giovani medici

(Adnkronos) - Hal è un simulatore interdisciplinare di paziente tra i più avanzati al mondo, capace di riprodurre con straordinario realismo il comportamento di un paziente umano; Axel è la tecnologia per lo sviluppo delle communication skills; Bob è un simulatore avanzato di ecografia. Sono i dispositivi hi-tech presenti al Cesmat (Centre for Simulation in Medical Advanced Training), la nuova struttura didattica d'avanguardia dell'università Europea di Roma e del corso di laurea in Medicina e Chirurgia, inaugurata oggi presso il Polo tecnologico dell'ateneo alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alberto Barachini. Grazie a simulatori robotizzati di ultima generazione e a sistemi di realtà aumentata, il Cesmat rappresenta il centro di simulazione medica avanzata di riferimento nel Lazio e tra i più aggiornati a livello nazionale, offrendo a studenti e professionisti sanitari strumenti altamente performanti, dalla gestione dell'emergenza alla pratica diagnostica e procedurale, favorendo un apprendimento esperienziale strutturato, progressivo e misurabile. Tra le tecnologie più avanzate presentate in occasione dell'inaugurazione, spicca il simulatore Hal che grazie a movimenti articolari realistici, all'apertura e chiusura degli occhi, alla comunicazione vocale naturale e alla capacità di reagire alle procedure cliniche segnalando il dolore, consente agli studenti di confrontarsi con situazioni altamente verosimili. Accanto a questo strumento, il Cesmat è dotato anche di un tavolo di dissezione virtuale di ultima generazione che permette l'esplorazione dettagliata dell'anatomia umana in 3D e di un laboratorio di realtà aumentata che, attraverso l'utilizzo di visori Meta, consente di approfondire lo studio delle discipline mediche in modo immersivo. Al Cesmat sono inoltre presenti Axel per lo sviluppo delle communication skills e Bob, simulatore avanzato di ecografia.  Il centro non è solo un asset strategico per il corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell'università Europea di Roma, ma rappresenta anche il fulcro di un modello formativo avanzato che pone la prevenzione clinica al centro del percorso di apprendimento. Questo approccio educativo contribuisce a formare professionisti più consapevoli e preparati, in grado di utilizzare in modo appropriato i macchinari e le risorse sanitarie, con ricadute positive anche sul contenimento del carico assistenziale e organizzativo del Servizio sanitario nazionale. La simulazione diventa così non solo uno strumento didattico, ma anche un investimento concreto in termini di sostenibilità del sistema salute. Il centro è stato progettato e realizzato con il contributo determinante di Accurate - Gruppo Digit'Ed, che ha curato l'impostazione tecnologica e metodologica del Cesmat secondo i più avanzati standard internazionali, si legge in una nota. L'approccio integrato sviluppato da Accurate rende il centro uno spazio dedicato non solo alla formazione, ma anche alla valutazione delle performance cliniche e al debriefing strutturato, favorendo la diffusione di una solida cultura della sicurezza delle cure. Il centro nasce anche grazie all'importante sostegno di Fondazione Roma, che ha supportato il progetto condividendone la visione orientata all'eccellenza formativa, in sinergia con il contributo tecnologico e metodologico di Accurate. L'inaugurazione si è svolta alla presenza delle istituzioni accademiche e sanitarie. Dopo il benvenuto di Ernesto Greco, direttore del Dipartimento di Scienze della salute e della vita dell'università Europea di Roma e direttore scientifico del Cesmat, sono intervenuti P. Pedro Barrajón, magnifico rettore dell'ateneo, e del sottosegretario Barachini. Nel corso dell'evento sono stati presentati il modello formativo e le soluzioni tecnologiche del Cesmat, con il contributo di Accurate, Fondazione Roma e della Society in Europe for Simulation Applied to Medicine (Sesam), seguiti da una visita ai laboratori.  "L'università Europea di Roma - evidenzia il sottosegretario Barachini - rappresenta sempre più una eccellenza italiana. Oggi, con l'inaugurazione del Cesmat, la nuova struttura didattica d'avanguardia dell'ateneo e del corso di laurea in Medicina e Chirurgia, si compie un ulteriore importante passo in avanti. I simulatori robotizzati del paziente e i sistemi di realtà aumentata non solo consentono agli studenti di fare una esperienza approfondita, anche in ambito chirurgico, in modo altamente realistico, ma anche di lavorare già nel corso della propria formazione su casi particolari e rari. Favorire la conoscenza e la pratica medica senza esporre il paziente al pericolo è una scelta di tutela della persona. Resta fondamentale tenere in considerazione l’aspetto empatico che sarà poi cruciale nel contatto con una persona reale". "Il nuovo corso di Medicina e Chirurgia di Uer - afferma Greco - ha scommesso sin dall'inizio sull'immersione clinica precoce e sull'innovazione didattica; entrambi questi indirizzi vedono nel Cesmat un ambito di applicazione ideale, permettendo allo studente di 'apprendere sbagliando' su simulatori robotizzati dotati di straordinario realismo, e di prepararsi a una attività pratica professionalizzante accelerata e di eccellenza presso le strutture mediche di riferimento". "La simulazione è oggi uno degli strumenti formativi più avanzati ed efficaci in ambito sanitario, perché consente di imparare facendo, senza mettere a rischio il paziente. Il Cesmat nasce proprio con questo obiettivo: ricreare scenari clinici complessi e altamente realistici, in cui allenare competenze tecniche, decisionali e di lavoro in team. E' un ambiente pensato per trasformare la teoria in esperienza concreta e preparare i professionisti alle vere sfide della pratica clinica", commenta Patrizia Angelotti, amministratore delegato di Accurate. 
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Non solo smog, cuore a rischio anche per rumore, microplastiche, caldo e luci

(Adnkronos) - Non solo smog: anche inquinamento acustico e luminoso, plastica, Pfas e cambiamenti climatici fanno male al cuore e causano, tutti insieme, oltre 5,5 milioni degli oltre 20 milioni di decessi per malattie cardiache che si verificano ogni anno nel mondo. In questo scenario un nuovo documento di consenso della European Society of Cardiology (Esc), in corso di pubblicazione su 'European Heart Journal', aggiorna le linee guida europee del 2021, aggiungendo per la prima volta, allo smog e ai fattori di rischio tradizionali, nuovi fattori di rischio ambientale come acceleratori silenziosi delle malattie cardiache, sulla base di un meccanismo d'azione comune di stress ossidativo, infiammazione, disfunzione endoteliale e alterazione dei ritmi circadiani. Il documento inedito è stato presentato al seminario internazionale 'Respirami: recenti progressi sull'inquinamento atmosferico e sulla salute' appena concluso a Milano, dove i massimi esperti a livello globale hanno fatto il punto sul multi-inquinamento e sui tanti studi che evidenziano il legame tra ambiente e rischio di malattie cardiache, problemi respiratori, diabete e disturbi neurologici e mentali. Sono state valutate dagli esperti le più recenti tendenze della pianificazione urbana per aiutare a migliorare la salute ambientale.  "L’inquinamento atmosferico è uno dei più gravi e nocivi problemi di salute pubblica a livello globale, con un costo complessivo stimato di circa 8mila miliardi di dollari, pari a quasi l'8% del Pil mondiale annuo, nonostante la qualità dell’aria stia migliorando negli ultimi anni. Continuiamo ad accumulare sempre più prove che lo smog non è solo dannoso per i nostri polmoni, ma gioca anche un ruolo chiave soprattutto nello sviluppo di problemi cardiovascolari, provocando da solo oltre 2 milioni di decessi l'anno per infarto e ictus, con una riduzione media dell'aspettativa di vita di più di 2 anni", afferma Sergio Harari, co-presidente del congresso, della Unità operativa di Pneumologia e di Medicina interna dell'ospedale San Giuseppe MultiMedica Ircss di Milano. "Lo smog agisce attraverso precisi meccanismi biologici: una volta inalate, le particelle più piccole penetrano in profondità nei polmoni, entrano nel circolo sanguigno e provocano infiammazione sistemica, stress ossidativo e disfunzione dell’endotelio, il rivestimento interno dei vasi. Questo favorisce l'aterosclerosi e aumenta il rischio di eventi acuti", evidenzia Massimo Piepoli, autore principale delle nuove linee guida e professore di Cardiologia all'università Statale di Milano.  "Ma allo smog, in particolare nei contesti urbani, possono sommarsi l'inquinamento acustico e luminoso, agenti chimici inquinanti, microplastiche e ondate di calore, un 'cocktail tossico' che, agendo simultaneamente, contribuisce in modo sinergico al rischio cardiovascolare, causando ogni anno oltre 5,5 milioni di decessi nel mondo", prosegue Harari. "Le malattie cardiovascolari purtroppo rappresentano ancora la prima causa di mortalità a livello globale, con un incremento dei casi dopo la pandemia. E' dunque fondamentale che la ricerca continui a esplorare gli effetti negativi dello smog sul cuore. Da qui la nostra particolare attenzione al tema dell'inquinamento e la spinta a sostenere anche nel futuro questo importante meeting che è stato occasione per la presentazione di nuove linee guida europee ancora inedite", dichiara Giuseppe Caracciolo, direttore scientifico della Fondazione Menarini e cardiologo. "Lo smog, però, non impatta solo sul cuore, ma è sempre più associato anche a danni cerebrali. Una revisione pubblicata di recente su 'Lancet Planet Health', che ha preso in esame 51 studi per la demenza, ha evidenziato un maggior rischio di sviluppare malattie neurodegenerative. I ricercatori ipotizzano che le particelle ultrafini possono raggiungere direttamente il cervello attraverso il nervo olfattivo o tramite la circolazione sanguigna, contribuendo alla neuroinfiammazione e ad alterazioni delle funzioni cognitive", riporta Harari. "A minacciare la salute, oltre allo smog da traffico - continua - sono anche le emissioni di ammoniaca provenienti dagli allevamenti animali intensivi, che giocano un ruolo chiave e spesso sottovalutato nella formazione dello smog. Queste emissioni reagiscono con gli altri inquinanti in atmosfera, come l'ossido di azoto, e sono responsabili del 50% delle polveri sottili, con conseguenze sulla salute legate a malattie cardiovascolari e gravi problemi respiratori". Il cuore soffre anche per il 'rumore eccessivo', problema sottovalutato, nonostante l'inquinamento acustico arrivi a causare oltre 12mila decessi ogni anno in Europa. "Nell'Unione europea si stima che oltre il 20% della popolazione sia esposta a livelli di rumore da traffico superiori ai 53 decibel di media nelle 24 ore, cioè sopra la soglia di sicurezza dei 40 decibel considerati dell'Organizzazione mondiale della sanità", spiega Pier Mannuccio Mannucci, co-presidente del congresso. "Il rumore urbano, in particolare quello da traffico stradale, anche notturno, ha effetti diretti sulla pressione arteriosa, aumentando il rischio di malattie cardiache e mortalità, indipendentemente dallo smog e da altri fattori di rischio. Le evidenze mostrano come l'esposizione cronica al rumore legato al traffico anche notturno aumenti in modo continuo i livelli di ormoni come cortisolo e adrenalina, che a loro volta vanno ad aumentare la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca e lo stress ossidativo, favorendo uno stato di infiammazione persistente, anche quando il rumore non viene percepito come fastidioso. Secondo i dati, ogni aumento di 10 decibel, come quello che si ha quando si passa da una strada urbana tranquilla a una strada trafficata, è associato a un incremento fino all'81% del rischio di ipertensione arteriosa, di circa l'8% di malattia coronarica e del 6% di cardiopatia ischemica", sottolinea il medico internista. Oltre agli effetti diretti sul cuore e sui vasi, l'inquinamento acustico ha ricadute importanti anche su altri aspetti della salute. "Per ridurre i pericoli è importante - avverte l'esperto - che vengano introdotte misure pubbliche come, ad esempio, barriere acustiche in zone densamente popolate e in prossimità di scuole e ospedali. Ma possono essere utili anche piccoli cambiamenti nelle abitudini personali come usare cuffie e tappi per le orecchie per ridurre rumori forti, chiudere le porte quando si utilizzano lavatrice o lavastoviglie, abbassare il volume durante l'ascolto da cuffie".  Come il rumore, anche l'eccesso di luce artificiale da illuminazione stradale e commerciale nelle ore notturne non è solo un problema per gli occhi, ma un'invisibile fonte di stress per il cuore. "Troppa luce notturna - evidenzia Harari - interrompe il naturale ciclo luce-buio su cui si basano i ritmi biologici dell’organismo e riduce la produzione di melatonina, un ormone fondamentale non solo per il sonno, ma anche per la protezione del sistema cardiovascolare. La luce artificiale impedisce infatti il normale abbassamento notturno della pressione arteriosa, un fenomeno fisiologico essenziale per il recupero cardiovascolare, la cui perdita è associata a un aumento del rischio di infarto, ictus, scompenso cardiaco, arrivando addirittura a provocare 10mila decessi ogni anno".  "Anche il cervello risulta vulnerabile alla luce artificiale notturna che causa un aumento di disturbi dell'umore, sintomi depressivi e alterazioni cognitive. L'alterazione del ritmo circadiano e la soppressione della melatonina sono associati a depressione, ansia, declino cognitivo, ma anche a malattie neurodegenerative - prosegue lo specialista - Un'analisi italiana del 2024 su 53 persone affette da lieve deterioramento cognitivo seguite per circa 8 anni dal 2014 al 2022 ha mostrato, infatti, che gli individui che hanno una maggiore esposizione alla luce artificiale esterna notturna hanno un rischio di oltre il 260% più alto di sviluppare demenza rispetto a chi ha una minore esposizione, un'associazione confermata anche per l’Alzheimer. Anche nel caso dell'inquinamento luminoso - ricorda Harari - a ridurre l'impatto dell'eccesso di luce artificiale possono contribuire non solo, ad esempio, spegnere l'illuminazione interna non necessaria negli uffici e nelle attività commerciali di notte, ma anche piccoli gesti come l'impiego di regolatori di luminosità, sensori di movimento e timer per contenere l'inquinamento luminoso e avere maggiore cura nel mantenere l'oscurità nella camera da letto". Nel documento di consenso della European Society of Cardiology, anche il caldo estremo legato al cambiamento climatico viene riconosciuto come nuovo fattore ambientale di rischio cardiovascolare in quanto influenza frequenza cardiaca e vasodilatazione formando coaguli. Secondo i dati, in Europa, già al di sopra dei 20-22 gradi la mortalità cardiovascolare aumenta in media del 2,1% per ogni incremento di 1 °C. "A livello globale - aggiunge Harari - il caldo è responsabile di circa 100mila morti cardiovascolari. L'aumento delle temperature rappresenta, dunque, ormai un 'rischio cardiaco ambientale' capace di aumentare infarto, ictus, scompenso cardiaco e mortalità. Questi effetti risultano amplificati nelle città, a causa delle isole di calore urbane, e colpiscono soprattutto i soggetti più vulnerabili come anziani e malati cronici". Il caldo estremo "rappresenta un rischio particolare anche in gravidanza. Ricerche pubblicate su 'The Bmj' e 'The Lancet Planetary Health' dimostrano che l'esposizione a temperature elevate durante la gestazione è associata a un aumento del rischio di parto pretermine, basso peso alla nascita e complicanze materne, con incrementi di rischio che variano dal 5 al 15% a seconda dell’intensità e della durata dell'ondata di calore”, prosegue Mannucci. Tra gli altri nemici del cuore agenti chimici come ad esempio Pfas, microplastiche e nanoplastiche: l'elenco degli effetti dannosi sulla salute di questi inquinanti ambientali 'silenziosi' è ampio e arriva a provocare quasi 3 milioni di morti ogni anno solo per malattie cardiache. "I Pfas sono sostanze chimiche presenti nelle pentole antiaderenti, nei tessuti impermeabili, nei cosmetici, negli imballaggi alimentari e in altri prodotti di largo consumo. Il documento di consenso dell'Esc riferisce un incremento del rischio di malattia coronarica compreso tra il 10 e il 20% nei soggetti con le concentrazioni più alte di Pfas nel sangue rispetto a quelli meno esposti", commenta Mannucci. "Accanto agli inquinanti chimici, nanoplastiche e microplastiche, particelle con dimensioni inferiori a 5 millimetro e a 1 millimetro, presenti in cibi, bevande, bottiglie di plastica, stanno emergendo come contaminanti ambientali pervasivi, con crescente rilevanza per la salute", avverte Harari. Porta d'accesso privilegiata delle microplastiche "sono le vie respiratorie: si stima che una persona adulta respiri ogni giorno 10 metri cubi di aria, inalando decine di migliaia di microplastiche, in alcuni casi così piccole da superare la barriera di ciglia e muco nelle vie aeree superiori, favorendo così patologie polmonari infettive e fibrotiche", aggiunge. Tra le soluzioni antismog, gli esperti evidenziano che le aree Ztl funzionano, come dimostra una review pubblicata su 'Lancet Public Health' dall'Imperial College di Londra. La revisione ha dimostrato una chiara diminuzione di ipertensione, ricoveri e morti per infarto e ictus. Negli ultimi anni si sono moltiplicate le estensioni delle Ztl e delle 'low emission zones' in Europa, con evidenze di cali significativi di NO2 e Pm2.5. Come Londra, sono tante le città europee che stanno sperimentando nuovi modelli urbani per ridurre smog, rumore e l'effetto 'isola di calore'. "Barcellona, ad esempio, ha ampliato il modello a superblocchi, cioè grandi isolati il cui perimetro può essere percorso dalle auto, mentre l'area interna solo da residenti, pedoni e ciclisti - evidenzia l'epidemiologo Francesco Forastiere - A Parigi continua ad ampliarsi la città dei '15 minuti' dove lavoro, scuola, negozi, tempo libero e altre attività sono raggiungibili in 15 minuti a piedi o in bicicletta da casa. Tra il 2024 e il 2025 Parigi ha anche avviato un pacchetto di misure per migliorare qualità dell'aria con piste ciclabili raddoppiate, pedonalizzazione di altre 500 strade prevista entro il 2028, elettrificazione del trasporto pubblico, tariffe di parcheggio molto più alte per Suv e veicoli pesanti per scoraggiarne l'uso e un grande programma di verde urbano con 155.000 alberi per mitigare inquinamento e isole di calore". Anche in Italia "Milano sta sviluppando un'ampia rete di piste ciclabili, politiche di mobilità sostenibile e grandi investimenti nel trasporto pubblico", continua l'esperto. "Anche Bologna ha adottato Ztl estese e limitazione della velocità, piano per mobilità ciclabile e politiche di limitazione del traffico pesante e delle emissioni locali. Torino - aggiunge Forastiere - sta sperimentando la forte elettrificazione del trasporto pubblico, car sharing e bike sharing diffusi. Infine, anche a Roma si stanno promuovendo con nuove iniziative per corsie preferenziali, rinnovo flotte bus con mezzi meno inquinanti e piani per ridurre traffico in centro". A queste soluzioni forniscono un contributo decisivo anche le associazioni.  "Tuttavia - interviene Harari - non basta affrontare lo smog da traffico. Occorre agire con pari priorità su emissioni domestiche e agricole: ridurre l'uso di stufe e caldaie a legna e pellet, da sostituire con sistemi a basse emissioni, contenere le emissioni di ammoniaca dagli allevamenti intensivi con migliori pratiche di gestione, come riduzione delle densità zootecniche e incentivi per sistemi meno impattanti. Tutti interventi essenziali - conclude - perché Pm2.5 e altri inquinanti derivano in modo significativo da queste fonti, e integrarli nelle politiche urbane e territoriali aumenta molto l'efficacia complessiva delle strategie per la salute e il clima". 
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