Ferrari 296 Speciale A: massime prestazioni a cielo aperto

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Ferrari introduce la 296 Speciale A, una spider che incarna al massimo livello il piacere della guida all’aria aperta. Evoluzione estrema della 296 GTS, questa versione speciale coniuga prestazioni da pista, estetica scolpita e una dinamica di guida inedita per una spider a motore centrale posteriore. Il cuore della Ferrari 296 Speciale A è il V6 biturbo da 120°, abbinato a un’unità elettrica in configurazione ibrida plug-in. Il sistema eroga una potenza complessiva di 880 cavalli, 50 in più rispetto alla GTS. La funzione extraboost garantisce un picco di accelerazione elettrica in uscita curva, mentre la trasmissione DCT a otto rapporti assicura cambiate fulminee e reattive. La leggerezza è stata uno degli obiettivi principali: 50 kg in meno grazie a componenti in fibra di carbonio e titanio.
 Il rapporto peso/potenza si attesta a 1,69 kg/CV, riferimento per la categoria. Il telaio ottimizzato e le sospensioni a taratura dedicata assicurano agilità, stabilità e massima aderenza anche alle velocità più elevate.  Le side wings, lo spoiler posteriore e l’aero damper anteriore, mutuati dall’esperienza racing, lavorano in sinergia per offrire precisione e controllo in ogni condizione. Il sound del motore è stato rifinito per offrire un’esperienza ancora più coinvolgente, soprattutto con il tetto aperto. Grazie a condotti acustici dedicati, il timbro del V6 invade l’abitacolo con intensità, enfatizzando il carattere sportivo della vettura. L’interno, dominato da fibra di carbonio a vista e Alcantara, richiama l’essenzialità delle Ferrari da pista. Il pannello porta monoscocca e l’iconico tunnel centrale con selettore meccanico completano un ambiente minimalista ma fortemente evocativo. A completare l’offerta, il programma Ferrari Genuine Maintenance garantisce sette anni di manutenzione ordinaria inclusa, assicurando affidabilità e valore nel tempo per una spider destinata a entrare nella leggenda. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Skoda Elroq RS: arriva in Italia il SUV elettrico più veloce della Casa

(Adnkronos) - La versione più potente della nuova gamma Elroq sbarca in Italia con una proposta che coniuga alte prestazioni, autonomia elevata e uno stile sportivo distintivo. Skoda Elroq RS, presentato in anteprima alla Milano Design Week, è ora ordinabile nel nostro Paese e sarà in consegna da luglio, a partire da 51.100 euro. Spinto da due motori elettrici, uno per asse, il nuovo Skoda Elroq RS eroga 250 kW di potenza e scatta da 0 a 100 km/h in 5,4 secondi, stabilendo un nuovo riferimento tra le vetture di serie Skoda.  Il SUV Boemo utilizza una batteria da 84 kWh lordi, 79 kWh netti, capace di offrire un’autonomia WLTP tra 523 e 549 km. La ricarica in corrente continua tocca i 185 kW, consentendo di passare dal 10 all’80% in appena 26 minuti, mentre la ricarica in AC arriva fino a 11 kW. Il telaio sportivo prevede sospensioni ribassate e un sistema di ammortizzazione adattiva DCC con 15 regolazioni, supportato da uno sterzo più diretto e freni potenziati. Elroq RS si distingue visivamente per i dettagli in nero lucido, i cerchi in lega da 20” (con possibilità di 21”) e la nuova tinta Verde Mamba, inclusa nel prezzo. Gli interni esaltano la vocazione dinamica del modello con sedili sportivi, finiture carbon look e microfibra Suedia con cuciture verde lime. La dotazione tecnologica comprende infotainment da 13”, connettività wireless, fari anteriori Matrix LED, Virtual Pedal, sedili anteriori riscaldabili e funzione massaggio lato guida. Sul fronte sicurezza, Elroq RS include di serie tutti i principali ADAS per la guida assistita di livello 2 e 9 airbag, inclusi quelli posteriori laterali.  Novità anche per la gamma: la pompa di calore diventa optional su Elroq 50.
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Hyundai premiata ai Red Dot Awards 2025: sei riconoscimenti al design d’eccellenza

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Hyundai ha conquistato sei premi nella sezione Product Design dei Red Dot Awards 2025, consolidando la propria posizione tra i protagonisti della scena automobilistica globale. Il riconoscimento valorizza l'approccio progettuale del marchio, fondato su innovazione, attenzione alle persone e ricerca estetica. Tra i modelli premiati spiccano la nuova IONIQ 9, SUV elettrico dal look avveniristico, e la rinnovata Hyundai Palisade, che abbina un design distintivo e comfort di livello superiore.  Riconoscimenti anche per tre dispositivi tecnologici, il Global EV Home Charger, l’E-pit Ultra-Fast Charger e lo Smart Taxi Indicator, e per il compatto Pixel Safety Hammer & Cutter, uno strumento di emergenza intuitivo. La IONIQ 9, terzo modello della famiglia elettrica IONIQ, propone una carrozzeria aerodinamica dal profilo elegante e un abitacolo ampio e luminoso, pensato per offrire benessere a bordo.  La nuova Palisade, invece, punta su proporzioni robuste, superfici raffinate e soluzioni abitative versatili. Fra le tecnologie premiate, spicca il caricatore domestico EV, proposto in diverse configurazioni, e la colonnina ultrarapida E-pit, ottimizzata per gli spazi urbani. Lo Smart Taxi Indicator by Hyundai introduce un’interfaccia semplice e visibile, aumentando sicurezza e riconoscibilità dei veicoli in servizio. Il premio ricevuto dal Pixel Safety Hammer & Cutter conferma l’importanza del design anche in contesti d’emergenza: essenziale, facile da usare e riconoscibile in ogni situazione. I Red Dot Awards, tra i principali premi internazionali dedicati al design, celebrano ogni anno l’eccellenza creativa nei settori più diversi. Il successo di Hyundai in questa edizione è un’ulteriore conferma del suo ruolo di avanguardia nel coniugare tecnologia, stile e funzionalità. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


AsConAuto Logistica presenta il suo primo Report di Sostenibilità

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AsConAuto Logistica, la cooperativa che opera nella logistica distributiva dei Ricambi Originali, conferma il proprio impegno verso la sostenibilità con la pubblicazione del suo primo Report ESG. Il documento evidenzia pertanto le azioni e i risultati ottenuti nel percorso verso una gestione più responsabile e sostenibile possibile. “La mission di AsConAuto Logistica - spiega Dario Soncina, Presidente della Cooperativa - è da sempre quella di fornire un servizio globale di natura mutualistica con elevati standard di qualità e sicurezza. Con questo primo report ribadiamo l’impegno costante nel continuare a ridurre l’impatto ambientale del nostro servizio logistico, nel promuovere il benessere dei nostri collaboratori e migliorare le nostre pratiche di Governance favorendo la collaborazione, la trasparenza e il dialogo.” Ribadisce l’importanza di questo impegno concreto anche il Presidente di AsConAuto Associazione, Roberto Scarabel “Ci siamo assunti un impegno nei confronti di tutti gli interlocutori della Associazione: autoriparatori affiliati, concessionari soci, case auto e partner.
L'azienda vuole contribuire attivamente al raggiungimento degli Obiettivi dell'Agenda 2030 dell'ONU, con un focus particolare su lavoro dignitoso e crescita economica, industria, innovazione e infrastrutture, e lotta contro il cambiamento climatico.”
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La nuova Mercedes-Benz CLA debutta con quattro versioni

(Adnkronos) - La nuova Mercedes CLA debutta sul mercato italiano con prezzi a partire da 56.665 euro con la motorizzazione 250+ con tecnologia EQ in versione Advanced. Disponibile al lancio anche la versione 350 4MATIC, con il listino che parte da 62.265.  Quattro gli allestimenti disponibili: Advanced, Advanced Plus, Premium, e Premium Plus.
 I primi modelli ad arrivare sul mercato italiano sono: la CLA 250+ da 200 kW con tecnologia EQ (consumo energetico combinato: 14,1-12,2 kWh/100 km) con un'autonomia fino a 792 chilometri WLTP e la CLA 350 4MATIC da 260 kW con EQ Technology (consumo energetico combinato: 14,7-12,5 kWh/100 km) si posiziona come versione prestazionale tra i modelli EV. I nuovi modelli completamente elettrici CLA 250+ e CLA 350 4MATIC sono dotati della variante top delle batterie agli ioni di litio con un contenuto di energia utilizzabile di 85 kWh.  Verso la fine dell'anno, la nuova Mercedes
CLA sarà disponibile anche come ibrida con tecnologia a 48 volt e motore elettrico integrato nella trasmissione. Il modernissimo motore a combustione del CLA ibrido sarà inizialmente disponibile in tre livelli di potenza inoltre i clienti potranno scegliere tra la trazione anteriore e la trazione integrale 4MATIC. Tra le novità più tecnologiche segnaliamo i nuovi fari MULTIBEAM LED opzionali e le luci posteriori a forma di stella che rendono la Mercedes immediatamente riconoscibile in qualsiasi momento del giorno e della notte. La nuova CLA è la prima vettura ad adottare il Sistema Operativo Mercedes-Benz (MB.OS), si tratta di un nuovo sistema potenziato dall'intelligenza artificiale che permette di equipaggiare ogni veicolo con un supercomputer collegato direttamente al Mercedes-Benz Intelligent Cloud. Ciò permette di aggiornare over-the-air le funzioni più importanti del veicolo, inclusi per la prima volta anche i sistemi di assistenza alla guida. Anche la navigazione è più tecnologica, grazie infatti all'intelligenza artificiale generativa, l'assistente virtuale è ben preparato anche per le domande relative al viaggio intrapreso. Può accedere alle informazioni della piattaforma Google Maps e fornire al guidatore risposte dettagliate e personalizzate a domande sulla navigazione, sui punti di interesse e molto altro. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


1 maggio, Giorgio De Rita (Censis): "E' la festa del lavoro come asse portante crescita e sviluppo Paese"

(Adnkronos) - "Il senso del primo maggio è nel nome, è la festa del lavoro. La festa in cui la Repubblica italiana si riconosce nel lavoro come una delle componenti fondamentali della vita democratica, della vita produttiva, nell'interpretazione del senso della crescita e dello sviluppo, del miglioramento delle condizioni di benessere. E' la festa del lavoro come asse portante della crescita dello sviluppo del Paese". Lo dice all'Adnkronos/Labitalia il segretario generale del Censis Giorgio De Rita.  "E' sempre importante sottolineare - spiega - il valore ignorato del lavoro femminile. Uno dei problemi più pesanti, in termini di lavoro, del nostro Paese è la difficoltà di accesso al mondo del lavoro delle donne, soprattutto delle donne con figli".  "Non dobbiamo mai dimenticare - sostiene - che quasi 3 milioni di persone, quasi esclusivamente donne, rinunciano a lavorare per motivi familiari, per la cura dei figli o per la cura di qualche parente più anziano. Questa è un'ipoteca negativa che abbiamo messo sul futuro che dovremmo prima o poi affrontare. Sottolineo poi sempre l'importanza per tutti di porre un'attenzione straordinaria al tema delle donne, soprattutto quelle giovani". Il segretario generale del Censis Giorgio De Rita interviene anche sugli infortuni sul lavoro. "Quello degli infortuni sul lavoro rimarca - è un fenomeno che ci trasciniamo da moltissimi anni. Non è una novità di adesso, ma è un problema strutturale che il nostro Paese ha e a cui ha dedicato negli anni poca attenzione. Benissimo il richiamo del Presidente della Repubblica a fare meglio e di più, è un dramma individuale e soprattutto un dramma produttivo perché accanto ai morti ci sono i feriti, ci sono coloro i quali dopo gli incidenti sono inabili al lavoro. Un problema che il Paese ha e che non ha affrontato con la giusta determinazione e con il giusto rigore. Lo denunciamo in tanti da tanti anni e non possiamo far finta di non saperlo". "Non esiste una ricetta magica - ammette De Rita - aumentando gli ispettori o la formazione nelle imprese, per affrontare seriamente il tema della sicurezza sul mondo del lavoro bisogna cambiare modello; è un impegno di consapevolezza e di coscienza individuale che ciascuno deve avere: il lavoratore, l'imprenditore, il rappresentante sindacale e politico. C'è anche bisogno di una consapevolezza istituzionale per stravolgere il modello, immaginando un diverso coinvolgimento del sistema assicurativo privato, di welfare aziendale e di formazione. Se continuiamo per la strada che abbiamo percorso in questi anni i risultati saranno, come la storia ci dimostra, modesti".    ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


1 maggio, Eurispes: "Occasione per parlare del nomadismo digitale, nuova realtà lavorativa"

(Adnkronos) - "Il primo maggio è l'occasione parlare di un nuovo tipo di lavoro: il nomadismo digitale che, in Italia, è una realtà ma non ancora consolidata". Lo dice all'Adnkronos/Labitalia l'Eurispes ricordando che si tratta "ci sono gli italiani che abbandonano i tradizionali luoghi fisici del lavoro per vivere una vita senza vincoli e con maggiore libertà, spesso spostandosi da un paese all’altro. I risultati indicano che meno di un decimo degli italiani (9,1%) lavora interamente da remoto in una località diversa da quella dove ha sede la sua azienda e un 38,3% conosce persone che lo fanno. L’8,2% del campione ha lasciato il lavoro che svolgeva per privilegiare la propria qualità della vita e le proprie inclinazioni, ad esempio, avere più tempo libero, dedicarsi ai propri hobby, interessi e affetti. Il 28,5% ha almeno un parente, amico, conoscente, che ha fatto questa scelta (il 63,3% no)". "Il 5,2% - sottolinea - riferisce di aver lasciato definitivamente il lavoro per la nascita di un figlio; molti di più, il 31,2%, conoscono qualcuno che lo ha fatto. Per il 6,7% la rinuncia a lavorare conseguente alla nascita di un figlio è stata temporanea; il 36,6% ha parenti, amici o conoscenti che hanno smesso di lavorare per qualche tempo. La propensione a lavorare all’estero, soprattutto in cerca di migliori condizioni economiche. Quasi la metà dei lavoratori italiani (47,3%) ha valutato, più o meno concretamente, l’eventualità di un trasferimento lavorativo in un paese straniero; in particolare, il dato si divide tra chi ci ha pensato ma alla fine ha deciso di non farlo (16,2%) o non ha potuto farlo (14,9%), chi lo ha fatto per un periodo (quasi un decimo, 9,9%), chi, infine, ha intenzione di farlo in futuro (6,3%). Sono soprattutto i laureati ad aver considerato l’ipotesi di lasciare l’Italia per lavorare fuori dal Paese (non ci ha mai pensato la minoranza, 44,8%)". "La ragione che avrebbe spinto quanti hanno pensato di andare a lavorare all’estero - analizza l'Eurispes - è stata la possibilità di poter ottenere migliori condizioni economiche (28,2%). A seguire: conseguire più sicurezza e stabilità lavorativa (17,8%), avere più possibilità di trovare lavoro (17,5%), perché all’estero ci sono maggiori opportunità di crescita professionale nel settore di interesse (16,2%) e, con valori minori, perché un’esperienza professionale all’estero rende più competitivi sul mercato del lavoro (11,9%) o, infine, altri motivi (8,3%)". ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


In 'debito' con le risorse del Pianeta, Overshoot Day dell'Italia è il 6 maggio

(Adnkronos) - C'è una data che segna ogni anno l'inizio del nostro 'debito ecologico' nei confronti del Pianeta: è il Country Overshoot Day, calcolato dal Global Footprint Network (overshootday.org). Per il nostro Paese, nel 2025, cade il 6 maggio: questo giorno segna quindi la data in cui il bilancio annuale di biocapacità, ovvero la capacità rigenerativa, del Pianeta si esaurirebbe se tutti sulla Terra vivessero allo stesso livello di consumo dei residenti italiani.  Fanno peggio gli abitanti di Qatar (6 febbraio), Lussemburgo (17 febbraio) e Singapore (26 febbraio), che si collocano nelle prime tre posizioni, in coda l'Uruguay che arriva praticamente a fine anno (17 dicembre). Per l'Unione Europea il giorno di sovrasfruttamento delle risorse cade il 29 aprile 2025.  Per l'Italia si tratta di un risultato peggiore rispetto a quello del 2024 quando l'Overshoot Day italiano era caduto il 19 maggio. Un anticipo in parte dovuto ad aggiornamenti nei dati di input e nella metodologia (11 giorni) e in parte a variazioni reali nei modelli di consumo (1 giorno).  I giorni di sovrasfruttamento per i singoli Paesi vengono pubblicati ogni anno nel mese di dicembre dell'anno precedente, utilizzando i dati più recenti tratti dai National Footprint and Biocapacity Accounts, gestiti dall'Ecological Footprint Initiative della York University per conto della Footprint Data Foundation (FoDaFo). Si calcolano considerando il rapporto tra l'impronta ecologica per abitante di un dato Paese e la biocapacità globale pro capite.  Il 5 giugno, nella Giornata mondiale dell'Ambiente, è previsto poi il consueto annuncio della data dell'Earth Overshoot Day, il giorno in cui la domanda di risorse e servizi ecologici in un dato anno supera ciò che la Terra può rigenerare nei 12 mesi. Un bilancio globale sui nostri stili di vita e di consumo e la misura della pressione che esercitiamo sul Pianeta, ogni anno sempre più intensa. Nel 2024 è caduto il primo agosto. Ma scorrendo le tabelle disponibili sul sito dedicato relative ai passati Overshoot Day, calcolati a partire dai National Footprint and Biocapacity Accounts edizione 2023 (aggiornati, dunque, sulla base di un set di dati comune e con lo stesso metodo), è evidente che il danno arrecato alla Terra è aumentato nei decenni. Il giorno di sovrasfruttamento coincide con il 25 dicembre nel 1971, il 20 novembre nel 1981, il 20 ottobre nel 1991, il 13 settembre nel 2001 e il 6 agosto nel 2011. 
L'Earth Overshoot Day si calcola dividendo la biocapacità del pianeta (la quantità di risorse ecologiche che la Terra è in grado di generare in quell'anno, come foreste, terreni coltivabili, zone di pesca, ecc...) per l'impronta ecologica dell'umanità (la domanda per quell'anno di prodotti alimentari e fibre vegetali, prodotti zootecnici e ittici, legname, foreste per assorbire le emissioni di anidride carbonica, ecc...), espresse in ettari globali, e moltiplicando il risultato per il numero di giorni dell'anno.  Risultato: uno sfruttamento eccessivo che ha come conseguenze deforestazione, erosione del suolo, perdita di biodiversità e accumulo di anidride carbonica nell'atmosfera. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Dallo spazio alla difesa +15-20% opportunità di lavoro per ingegneri italiani

(Adnkronos) - “In un periodo caratterizzato da rapidi cambiamenti e sfide globali gli ingegneri sono più che mai figure centrali per lo sviluppo di soluzioni che rispondano alle necessità di un mondo in costante evoluzione. La loro capacità di progettare, ottimizzare e implementare tecnologie innovative è fondamentale in ogni settore industriale, in Italia e all’estero. La qualità dei nostri professionisti e la loro preparazione sono, infatti, indiscussi tanto che anche all’estero i laureati italiani in ingegneria sono molto richiesti. In questi ultimi mesi abbiamo registrato una crescita tra il 15% e il 20% delle richieste da parte delle aziende del nostro Paese, soprattutto in alcuni settori specifici, come ad esempio l’aerospaziale, l’elettronico e informatico, energetico, dove nei prossimi anni arriveremo a toccare anche il 25% di crescita”. A dirlo Alessandro Rosati, ceo di agap2, multinazionale specializzata nella consulenza in ambito ingegneristico e IT. Dove si concentrano le maggiori opportunità? Ingegneri aerospaziali e della difesa: sono richiesti per progetti complessi legati alla progettazione, costruzione e manutenzione di velivoli, satelliti e sistemi di difesa. Le competenze in aerodinamica, propulsione e avionica sono fondamentali, ma sono sempre più richieste anche le competenze in intelligenza artificiale e sistemi di controllo avanzati. Ingegneri elettronici e informatici: progettano circuiti, dispositivi e sistemi elettronici, mentre gli ingegneri informatici lavorano su software, applicazioni, intelligenza artificiale e sistemi di cybersicurezza.  Ingegneri energetici e delle energie rinnovabili: la crescente domanda di soluzioni energetiche sostenibili ha creato una forte richiesta di ingegneri specializzati in energie rinnovabili, come il solare, l’eolico e la bioenergia. Gli ingegneri energetici sono impegnati nell’ottimizzazione dei processi di produzione e distribuzione dell’energia, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e migliorare l’efficienza energetica.  “Il contesto generale - aggiunge Alessandro Rosati - è sicuramente complesso, e ha segnato anche il settore degli ingegneri. Ci sono tuttavia alcune categorie che hanno notevoli chance di occupazione, anche perché il numero di ingegneri che si laureano presso le nostre università è decisamente inferiore alle necessità del mercato. Penso, ad esempio, agli informatici, agli aerospaziali, ai meccatronici e a tutti coloro che hanno un know how molto specifico. Per loro, le opportunità continueranno a non mancare, anche in futuro”.  ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Blackout, Marangoni (Althesys): "Questione di fragilità complessiva del sistema spagnolo"

(Adnkronos) - "Non sono ancora state accertate in maniera chiara e completa le cause di quello che è successo" ma "un fenomeno di una tale estensione ha una serie di cause e concause, non può dipendere solamente da un singolo evento. O meglio, il singolo evento può innescarla, ma è la fragilità complessiva del sistema che ha portato a conseguenze così estese". Così Alessandro Marangoni, Ceo di Althesys, analizza con Adnkronos la dinamica di quanto accaduto lunedì con il blackout in Spagna e Portogallo anche rispetto al dibattito che in queste ore si sta concentrando sul ruolo delle rinnovabili.  "Il sistema spagnolo ha delle caratteristiche peculiari, per esempio, rispetto all'Italia ha avuto uno sviluppo delle rinnovabili molto esteso - ricostruisce Marangoni - A cui non è corrisposto uno sviluppo e un rafforzamento altrettanto robusto delle infrastrutture di rete. In più è un sistema elettrico che è non dico isolato ma quasi rispetto al resto d'Europa, cioè non ha molte connessioni con gli altri Paesi europei. Cosa invece molto diversa per l'Italia che ha diverse interconnessioni estere. Quindi, sicuramente, è una questione di fragilità complessiva del sistema". Due i temi: l'interruzione in sé, e quindi ciò che ha causato l'evento, e i tempi di ripresa del sistema. "I tempi di riavvio così lunghi pare che siano dipesi in parte dalla lentezza di rimessa in moto delle centrali nucleari, fermate quando il sistema è andato in crisi. La Spagna ha anche il nucleare, non ha il peso che ha in Francia, ovviamente. Ha una quota residuale - spiega - Normalmente il termoelettrico diverso dal nucleare, quindi gli impianti a gas, per esempio, sono impianti flessibili che hanno dei tempi di avviamento più brevi mentre il riavvio del nucleare è molto più lento".   Per Marangoni, quindi, "puntare il dito solo sulle rinnovabili come unica causa di tutto l'evento non è corretto; la questione è che le rinnovabili, che in Spagna coprono una quota altissima della generazione, richiedono che ci sia anche un sistema di infrastrutture, reti, stoccaggi, adeguato". "Questo è un po' il quadro complessivo. Dopodiché in questa fase ancora non sono stati chiariti tutti i dettagli tecnici, quindi, le mie considerazioni così come quelle di altri colleghi vanno prese ancora con una certa cautela", sottolinea. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)