Squid Game 3: il drammatico finale su Netflix - Data uscita e trailer

(Adnkronos) - L'universo distopico e avvincente di "Squid Game" si prepara a svelare il suo capitolo conclusivo. La terza e ultima stagione della serie sudcoreana che ha infranto ogni record su Netflix è imminente, con il suo debutto fissato per il 27 giugno. Un teaser trailer appena rilasciato ha acceso ulteriormente l'entusiasmo dei fan globali, offrendo un'anteprima delle intense dinamiche e dei pericoli che attendono i protagonisti in questo drammatico epilogo. 
"Squid Game" si conferma un fenomeno culturale senza precedenti per la piattaforma di streaming, mantenendo saldamente il primato di titolo più visto di sempre. Il successo planetario della serie è stato ulteriormente consolidato dalla seconda stagione, rilasciata nel dicembre 2024, che ha immediatamente conquistato il pubblico. Questa ha segnato un nuovo record di visualizzazioni nella sua settimana di debutto e, in soli tre giorni, ha scalato le classifiche dei contenuti Non-English TV più popolari, attestandosi attualmente al secondo posto con ben 192,6 milioni di visualizzazioni. A precederla in questa classifica è la sua stessa stagione inaugurale, con un impressionante totale di 265,2 milioni di visualizzazioni. La narrazione della terza stagione riprende direttamente dalle sconvolgenti rivelazioni e dai cliffhanger che hanno caratterizzato la conclusione della seconda. Il teaser trailer offre alcune inquietanti anticipazioni.  
Il cast di questa stagione conclusiva vedrà il ritorno di figure chiave che hanno segnato le precedenti dinamiche narrative. Ritroveremo il minaccioso Front Man, il tenace detective Hwang Jun-ho (la cui sorte era rimasta in sospeso), e un gruppo di giocatori che hanno lasciato il segno: Myung-gi (333), Dae-ho (388), Hyun-ju (120), Yong-sik (007), Geum-ja (149), Jun-hee (222), Min-su (125), Nam-gyu (124), oltre alla enigmatica guardia rosa No-eul. Il finale del teaser è carico di suspense, culminando con l'eco inquietante del pianto di un bambino, un presagio di nuove sofferenze e rivelazioni. Dietro la macchina da presa, ritroviamo il visionario regista Hwang Dong-hyuk, che ha già fatto la storia del piccolo schermo. Alla 74ª edizione dei Primetime Emmy Awards, ha conquistato il prestigioso premio come Miglior regia per una serie drammatica, diventando il primo artista asiatico a ricevere tale riconoscimento. Hwang Dong-hyuk continua a guidare la narrazione di "Squid Game" in questa sua stagione finale, ricoprendo ancora una volta i ruoli di regista, sceneggiatore e produttore, promettendo un epilogo all'altezza delle aspettative e capace di lasciare un segno indelebile nel panorama seriale globale. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


La storia di Fatuma, mamma 30enne di 4 figli, salvata in Etiopia dalla cecità per tracoma

(Adnkronos) - In Etiopia una mamma colpita da tracoma è stata curata con successo grazie a Cbm Italia. Questa infezione batterica degli occhi è la seconda causa di cecità in Etiopia e la principale causa infettiva di cecità nel mondo, dove colpisce 1,9 milioni di persone. E' una delle malattie tropicali dimenticate (Ntd) che mettono a rischio in particolare donne e bambini nelle comunità più povere dove non c'è acqua pulita e le condizioni igieniche sono scarse. A raccontare la storia di Fatuma è Cbm Italia, un'organizzazione internazionale impegnata per la salute, l'educazione, il lavoro e i diritti delle persone con disabilità dove c'è più bisogno, nel mondo e in Italia. Una storia di speranza in occasione della Festa della mamma.  Fatuma, 30 anni, vive in un villaggio nel cuore dell'Etiopia insieme al marito e ai loro 4 bambini. Il suo è un sorriso dolce e solare, anche mentre ripercorre la sua storia: "Tutto è iniziato circa 2 anni fa, sentivo prurito e mi lacrimavano sempre gli occhi. Ho cominciato a lavarmi la faccia, ma senza nessun miglioramento. Poi ho provato con alcuni rimedi artigianali, ma la situazione continuava a peggiorare. Avevo gli occhi sempre rossi e gonfi. Non vedevo bene e soffrivo molto - ricorda la giovane - Un giorno per fortuna ho incontrato un'operatrice che si trovava nel mio villaggio per parlare alla comunità delle malattie agli occhi più diffuse, delle cause e dell'importanza di tenere il viso sempre pulito. Non appena mi ha vista, mi ha detto che probabilmente si trattava di tracoma e che dovevo andare subito in ospedale a farmi visitare". Fatuma viene a conoscenza della malattia durante una delle azioni di intervento e sensibilizzazione che Cbm Italia organizza nei villaggi più remoti, in cui il tracoma è molto diffuso. "Inizialmente ero un po' restia all'idea di farmi visitare, poi mi sono fatta coraggio perché la situazione era diventata insostenibile sia per me che la mia famiglia: non riuscivo più a fare nulla, nemmeno a cucinare", prosegue la mamma. Arrivata alla clinica oculistica, un infermiere oftalmico la visita e la sottopone subito all'intervento chirurgico per eliminare il tracoma. "Durante l'operazione ero un po' agitata - dice Fatuma - ma è durata poco ed è stato più facile di quanto pensassi. Nei giorni successivi ho continuato a prendere i medicinali che mi hanno prescritto e dopo qualche settimana stavo già meglio. Anche se ho sentito un po' di dolore, sono davvero felice di averla fatta, perché ho ripreso a vivere davvero". Da quando ha ricevuto le cure, Fatuma è più consapevole delle precauzioni da prendere per lei e la sua famiglia per evitare nuovi contagi: "Cerco di tenere i visi dei miei figli sempre puliti e faccio loro lavare la faccia 2 o 3 volte al giorno", spiega. Da qualche mese, però, la figlia maggiore ha cominciato ad avere prurito e rossore agli occhi: "Quando torneranno gli operatori sanitari parlerò subito con loro di mia figlia, non voglio aspettare come ho fatto in passato. Purtroppo - sottolinea la giovane - anche se a casa seguiamo i consigli dei medici, l'igiene è un problema di tutta la comunità, soprattutto per la mancanza di acqua pulita". Fatuma racconta che nei villaggi il tempo per occuparsi di sé è limitato, la maggior parte delle ore si sta nei campi a lavorare, badare agli animali o curare i bambini e la casa, oltre al fatto che le persone hanno timore di sottoporsi alle cure. "E' difficile convincere le persone a sottoporsi alle visite, anche se è un servizio gratuito. Non sono ancora riuscita a convincere i miei fratelli e i miei vicini di casa che continuano a lamentarsi del fastidio agli occhi. Ma non mi arrenderò, anzi continuerò a parlarne", assicura. Quella di Fatuma è una delle tante storie che Cbm Italia ha raccolto in Etiopia, dove interviene con diversi progetti per combattere il tracoma applicando la strategia Safe raccomandata dall'Oms: Surgery (chirurgia per trattare lo stadio avanzato del tracoma), Antibiotics (gli antibiotici servono per eliminare l'infezione), Facial cleanliness (pulizia e igiene del viso), Enrironmental improvement (miglioramento dell'ambiente con accesso all'acqua e ai servizi igienici), riferisce l'organizzazione. In particolare a nord del Paese, Cbm Italia ha avviato da 3 anni il 'Programma inclusivo di eliminazione del tracoma nella regione di Amhara', con il sostegno di Fai (Fondation Assistance Internationale) e attraverso il partner sul territorio Orda. Il progetto, tuttora in corso, coinvolge oltre 200mila beneficiari. Qui Cbm Italia ha costruito 16 sistemi idrici - 12 pozzi e 4 sorgenti protette - per permettere l’accesso diretto all'acqua pulita; i pozzi sono accessibili alle persone con disabilità grazie alla costruzione di rampe di accesso. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Andriani entra in pet food con Proggy Care, linea alimenti da economia circolare

(Adnkronos) - Andriani, Società Benefit, pioniere nel mercato dell’healthy food, dopo aver rivoluzionato il mondo della pasta con il brand Felicia, annuncia il proprio ingresso nel settore pet food con il lancio di Proggy Care, la prima linea italiana di alimenti da economia circolare, priva di ingredienti di origine animale e da agricoltura rigenerativa. Con Proggy Care - si sottolinea in una nota - "il Gruppo amplia la propria strategia industriale integrando le competenze nutrizionali e agroindustriali sviluppate nel food umano all’universo pet, in un segmento in rapida ascesa a livello internazionale. Un progetto che rappresenta l’estensione naturale del purpose di Andriani: migliorare la salute delle persone, degli animali e del pianeta attraverso l’innovazione alimentare". Frutto di 5 anni di studi su proteine vegetali alternative, fermentazione, appetibilità e salute intestinale, Proggy Care entra nel mercato del pet food per cambiare le regole del gioco. Un prodotto frutto di un investimento complessivo di oltre 5 milioni di euro in R&D e innovazione tecnologica con il coinvolgimento di veterinari, tecnologi alimentari e centri di ricerca agronomica, con l’obiettivo di offrire un nuovo alimento completo sul piano amminoacidico, bilanciato, altamente digeribile e conforme alle linee guida nutrizionali FEDIAF. “Il contesto attuale del pet food riflette dinamiche sempre più simili a quelle dell’alimentazione umana: cresce l’attenzione verso qualità, etica e sostenibilità, ma il sistema di offerta non è ancora in grado di rispondere in modo adeguato – dichiara Michele Andriani, Presidente e CEO di Andriani S.p.A. – Con Proggy Care abbiamo scelto di proporre un’alternativa concreta, basata su una sostenibilità reale e sul superamento del modello lineare che ancora oggi si fonda sull’allevamento intensivo e sul riutilizzo degli scarti animali. È una scelta netta e consapevole: vogliamo nutrire i nostri animali da compagnia senza alimentare un sistema inefficiente, eticamente superato, che consuma enormi risorse naturali, genera sofferenza e contribuisce attivamente alla crisi climatica”. Secondo i dati più recenti, il comparto pet food è responsabile a livello globale di circa il 25% delle emissioni di gas serra legate all’allevamento intensivo. Proggy Care propone una discontinuità netta rispetto a questo modello, grazie a una ricetta interamente vegetale, clean label e 100% cruelty free, formulata con proteine da lenticchie, ceci e piselli. “Abbiamo investito cinque anni di ricerca e oltre cinque milioni di euro per sviluppare un alimento realmente innovativo, formulato con materie prime human grade provenienti dalla nostra filiera agricola integrata” continua Michele Andriani. In Europa, il segmento vegetale nel pet food è passato dal 10% dei nuovi lanci nel 2020 al 25% nel 2022. In questo scenario di rapida evoluzione, Proggy Care si propone come una nuova generazione di pet food in grado di rispondere alle esigenze di un mercato sempre più attento a etica, qualità e sostenibilità. Grazie all’apporto di fibre solubili e prebiotici naturali, contribuisce al mantenimento di un microbiota sano e a una digestione regolare. La qualità delle materie prime, unita all’assenza di OGM, soia, frumento, mais, coloranti o conservanti, rende il prodotto un alimento clean label, e 100% cruelty free. Il 90% degli ingredienti proviene da economia circolare: si tratta di sottoprodotti agroalimentari di alta qualità, non destinati al consumo umano ma perfettamente idonei e valorizzati attraverso processi di upcycling. Tutti gli ingredienti sono tracciabili e provengono da coltivazioni distribuite su sul territorio italiano, all’interno dei quali vengono promossi, lungo la filiera, progetti di agricoltura rigenerativa su superfici selezionate. La produzione avviene nello stabilimento Andriani di Gravina in Puglia, carbon neutral dal 2024, alimentato da fonti rinnovabili (fotovoltaico e biomasse) e supportato da un impianto di trigenerazione ad alta efficienza. “Questo progetto è espressione della nostra visione industriale: portare anche nell’alimentazione animale gli stessi valori che guidano il nostro impegno sull’alimentazione umana – rispetto per il pianeta, tutela della biodiversità, responsabilità sociale. Il nostro piano industriale prevede una roadmap al 2028 con l’ampliamento della gamma e dei canali distributivi. Non ci limitiamo a sostituire ingredienti: vogliamo contribuire a trasformare il modo stesso in cui pensiamo l’alimentazione dei nostri amici a quattro zampe, in coerenza con una nuova consapevolezza etica e ambientale che oggi non è più rinviabile” – conclude Michele Andriani. L’espansione di Proggy Care si inserisce in un piano industriale strutturato che copre il triennio 2025-2028, con l’obiettivo di consolidare la presenza del brand nel segmento super-premium. Dopo il lancio iniziale, la linea sarà progressivamente estesa sia in termini di offerta – con l’introduzione di referenze dedicate anche ai gatti e l’ampliamento alla categoria umido – sia in termini di canali distributivi, con una presenza sempre più capillare nella grande distribuzione, nei pet shop e nel canale specializzato. L’obiettivo è arrivare a piena maturità industriale e commerciale entro il 2028, con una gamma completa, integrata e in linea con la visione rigenerativa del Gruppo. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Salute, un milanese su 2 è poco attento a igiene bocca

(Adnkronos) - La prima frase che un medico rivolgeva al paziente, all'inizio di una vista? "Fuori la lingua". Un gesto semplice, che non serviva solo a controllare i denti, ma che rifletteva l’importanza della bocca come specchio dello stato di salute generale. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, le malattie del cavo orale non si limitano a denti e gengive: comprendono tumori, traumi, infiammazioni e possono essere spia di patologie sistemiche. In Lombardia, si stima che circa 3 milioni di persone siano affette da carie dentali senza contare altri disturbi orali diffusi come gengiviti, parodontiti e altri minori, e che metà della popolazione dedichi scarsa attenzione alla salute della propria bocca. Un dato coerente con le statistiche nazionali secondo cui oltre il 40% degli italiani non si reca regolarmente dal dentista e tende a rimandare anche interventi minori. È partendo da queste premesse che l’Ordine dei medici di Milano (OmceoMi) ha organizzato un corso di formazione a distanza (Fad) rivolto a tutti i suoi iscritti, su richiesta di numerosi medici, con l'obiettivo di rafforzare le competenze cliniche relative al cavo orale, ambito spesso considerato di esclusiva pertinenza odontoiatrica, ma che in realtà coinvolge a pieno titolo anche i medici di famiglia, i pediatri e gli specialisti. "La salute della bocca è il metro di misura del nostro stato di salute generale – spiega Roberto Carlo Rossi, presidente di OmceoMi – Nel cavo orale si possono individuare precocemente segni di patologie sistemiche, prima ancora di ricorrere a esami diagnostici. Troppo spesso le funzioni fondamentali della bocca, dalla masticazione alla deglutizione, fino alla percezione del gusto, vengono trascurate, con ricadute anche sulla qualità della vita e sulle relazioni sociali e interpersonali. Medicina e odontoiatria sono due mondi che si intersecano continuamente, ma la sinergia non è ancora sufficiente". Aggiunge il presidente nazionale dell’Albo odontoiatri, Andrea Senna: "Questo corso Fad intende fornire ai medici strumenti clinici aggiornati e basati sulle migliori evidenze scientifiche, norme di comportamento e gestione clinica appropriate fondate sulle migliori evidenze scientifiche disponibili per una gestione più efficace delle problematiche orali. È un passo ulteriore verso una prevenzione più strutturata e integrata". La correlazione tra salute del cavo orale e quella generale è fortissima. "Ad esempio, la parodontite – chiarisce Antonio Carrassi, professore emerito di malattie odontostomatologiche all’Università degli Studi di Milano – una malattia infiammatoria cronica molto diffusa che colpisce il complesso parodontale, può associarsi a patologie sistemiche come il diabete e le malattie cardiovascolari. Serve un dialogo costante tra medici e odontoiatri. Dunque, se un dentista rileva una parodontite grave in un paziente sovrappeso, dovrebbe indirizzarlo al medico per verificare la presenza di prediabete o diabete misconosciuto". Anche "molti farmaci - ricorda Carrassi - possono indurre effetti collaterali nel cavo orale, come nel caso degli anticoagulanti, antidepressivi o anti-riassorbitivi". Sono "condizioni che vanno segnalate al medico. Le mucose orali possono essere sede di patologie infiammatorie, degenerative o tumorali. Ogni anno in Italia si registrano circa 4 mila nuovi casi di tumore del cavo orale: questo rende ancora più importante la diagnosi precoce e l’approccio multidisciplinare". Il corso Fad - dettaglia una nota - è strutturato in 4 moduli formativi, tutti a cura di docenti dell’Università degli Studi di Milano di stanza all’Asst ospedale Santi Paolo e Carlo. Il professor Carrassi svolgerà un’introduzione generale, partendo dal presupposto che la salute del cavo orale non si limita a denti e gengive. Il professor Giovanni Lodi tratterà gli effetti dei farmaci sul cavo orale, con focus su pazienti in terapia antitrombotica, antidepressiva e con farmaci anti-riassorbitivi. Il professor Andrea Sardella affronterà il tema delle patologie delle mucose orali (diagnosi e trattamento) e la professoressa Elena Varoni concluderà con la diagnosi precoce e prevenzione del cancro orale. Il corso sarà accessibile a tutti i 29 mila iscritti all’Ordine dei medici e all’Albo degli odontoiatri di Milano e provincia e fornirà 9 crediti Ecm. Iscrizioni nell’area riservata del sito omceomi.it ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Conclave: la scelta che toglie il sonno, l'effetto 'cum clave', la durata spartiacque. Analisi dello psichiatra

(Adnkronos) - Sono chiamati a una scelta che "toglie il sonno": indicare il nuovo Papa, la guida spirituale che raccoglierà il testimone di Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco. "Per molti cardinali sarà la prima volta" in una dimensione simile, e per tutti gli elettori dietro l'angolo c'è 'l'effetto cum clave', insito nel significato stesso della parola conclave (dalla formula latina che indica uno spazio isolato e riservato, chiuso a chiave appunto). Una missione, quella che in 133 affronteranno a partire da mercoledì 7 maggio, che può avere anche il sapore di una 'resa dei conti interiore'. In quella stanza senza contatti col mondo, infatti, i cardinali porteranno con sé ciascuno un personale bagaglio invisibile: le proprie "ansie, desideri, passioni, ambizioni". Ad analizzare all'Adnkronos Salute i risvolti psicologici del nuovo pezzo di storia che si scriverà al chiuso della Cappella Sistina è Claudio Mencacci, co-presidente della Società italiana di neuropsicofarmacologia (Sinpf) e direttore emerito di Psichiatria dell'Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano.  
Come vivranno i cardinali il peso di questo momento? Esiste una sorta di 'sindrome da Conclave' con cui dovranno misurarsi, tra ansia da prestazione, grandezza del dilemma e tempi stretti? Il primo punto, osserva Mencacci, è che "siamo di fronte a un rito di passaggio psicologico. Sono più di 100 i cardinali che per la prima volta si trovano in questa dimensione altamente significativa e importante, sia da un punto di vista spirituale che sociale e politico", cioè i cardinali elettori nominati da Bergoglio nel suo papato. "Ed è un qualcosa che li trasformerà. Poiché sarà la loro prima volta, possono sentirsi sopraffatti da un ruolo che percepiscono troppo grande". E molto, assicura l'esperto, "dipenderà dalla durata" del conclave. "La durata sarà uno spartiacque: dobbiamo sempre tenere presente la cosiddetta 'decision fatigue', le scorciatoie che a un certo punto tendiamo a cercare, sotto la pressione di emozioni, per tentare di interrompere rapidamente l'incertezza, di chiuderla".  Un'altra considerazione, prosegue lo psichiatra, "ha a che fare con la dimensione del gruppo". Ci sono nel conclave "molti neofiti e altre invece sono leadership occulte, figure carismatiche che possono influenzare anche senza parlare", riflette. "E poi, insito nelle dinamiche di gruppo, c'è sempre il conformismo, il seguire la maggioranza piuttosto che la polarizzazione". "Come psichiatra - aggiunge - devo pensare poi che c'è anche l'inevitabile effetto 'cum clave', legato all'essere isolati, in parte sensorialmente e in parte anche temporalmente. Si può generare un senso di tempo sospeso, di irrealtà e questo porta con sé ovviamente delle 'difficoltà cognitive'".  All'interno del conclave "le assenze di stimoli dall'esterno amplificano molto le dinamiche interne, quindi le rivalità piuttosto che le cordialità. Le pressioni tra i gruppi diventano più forti", avverte Mencacci. "L'altro tema è l'ambiente chiuso, che genera inevitabilmente un senso di 'regressione' psichica: si tende a procedere per schemi un po' più semplici per ridurre l'emotività della decisione e anche la sofferenza che questa genera". Poi, sempre l'effetto 'cum clave' "accentua quelle che sono sia le ansie sia i conflitti, perché non ci sono vie di uscita e quindi bisogna trovare una soluzione".  Dal punto di vista della salute mentale dei cardinali, "mi preoccuperei del loro sonno - dice lo psichiatra - perché il rischio di insonnia è molto alto, così come il rischio di un senso di claustrofobia, soprattutto per i neofiti i primi giorni, e poi anche di irritabilità. Queste sono le condizioni emotive. Partiamo però dal dato più importante, e cioè che questo è un rito di passaggio. Queste considerazioni mettono le persone di fronte all'importanza storica e spirituale" del compito. "Loro sentono anche tutto il peso della responsabilità e della pressione. Arriva, prima di entrare, pure l'interesse non solo della scelta di chi porterà il carico del pontificato, ma delle conseguenze globali che il Papa porta con sé".  "Ciascuna di queste 133 persone, di questi uomini, si troverà a fare i conti con la dimensione più intima, con la parte di sé che non necessariamente è quella andiamo a mostrare agli altri e che però porta anche piccole zone d'ombra o piccoli infantilismi, così come porta appunto desideri, passioni e ambizioni. Ciascuno dovrà farci i conti - conclude Mencacci - E contiamo che queste persone chiamate a dare un successore a Bergoglio sappiano individuare la strada più equilibrata e più adatta a dei tempi così complessi come i nostri. E' vero che i tempi ci appaiono sempre complessi quando si va a leggerli con la lente della storia, ma questi attuali lo sono particolarmente. C'è una trasformazione in atto, che necessita di una capacità di saper portare con sufficiente forza e determinazione verso un futuro positivo". Serve "una guida spirituale che porti con sé tutti i suoi valori di umanità". (di Lucia Scopelliti) ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


L'Azalea della ricerca Airc torna a sbocciare per la salute delle donne

(Adnkronos) - L'Azalea della ricerca torna a colorare 3.900 piazze in tutta Italia domenica 11 maggio, in occasione della Festa della mamma. Migliaia di volontari di Fondazione Airc saranno impegnati a distribuire 600mila piantine a fronte di una donazione minima di 18 euro: una giornata importante per ricordare sessant'anni a sostegno della migliore ricerca oncologica indipendente, sottolinea l'associazione. L'Azalea Airc è disponibile anche su Amazon. Tutte le informazioni e i punti di distribuzione su azaleadellaricerca.it.  Nata nel 1984, prima campagna di raccolta fondi sulle piazze - ricorda Fondazione Airc - l'Azalea della ricerca continua a rappresentare l'appuntamento di riferimento per festeggiare le mamme e le donne con un fiore diventato un vero e proprio simbolo della salute al femminile. Questa iniziativa ha consentito ad Airc di raccogliere fondi per garantire continuità a medici e ricercatori impegnati ad affrontare i tumori che colpiscono le donne. L'appuntamento è anche l'occasione per promuovere l'importanza della prevenzione e raccontare i più importanti traguardi raggiunti dalla ricerca oncologica. In piazza, insieme alla piantina, sarà distribuita una pubblicazione speciale sui tumori che colpiscono le donne, con testimonianze e informazioni utili per sfatare molti falsi miti. In Italia solo lo scorso anno si sono stimate 175.600 nuove diagnosi di cancro nel genere femminile. I tumori più frequenti tra le donne sono quelli della mammella (53.065 nuovi casi), del colon-retto (21.233), del polmone (12.940), dell'utero (8.652), della tiroide (8.322), del pancreas (6.712), il linfoma non-Hodgkin (5.950), il melanoma cutaneo (5.872), il cancro della vescica (5.789) e dello stomaco (5.512), secondo i dati Aiom-Airtum. Oggi in Italia 2 donne su 3 che si ammalano di tumore sono vive a 5 anni dalla diagnosi grazie ai costanti progressi della ricerca che hanno reso disponibili metodi per diagnosi sempre più precoci, approcci chirurgici meno invasivi e terapie più precise, mirate e meglio tollerate. Esistono però da questo punto di vista notevoli differenze tra i diversi tipi di tumore: dopo un cancro al seno l'88% circa delle donne è viva a 5 anni dalla diagnosi, mentre per le donne colpite da un tumore ginecologico le percentuali sono del 79% circa per il tumore del corpo dell'utero, 68% per la cervice uterina e 43% per l'ovaio.  La diagnosi precoce ha un ruolo fondamentale nell'aumentare le probabilità di superare la malattia, sottolinea l'Airc. Nel tumore dell'ovaio, per cui ancora non esistono test specifici per la diagnosi precoce, l'80% circa dei casi viene identificato quando la malattia è già progredita, riducendo notevolmente le probabilità di guarigione. Gli scienziati stanno lavorando al miglioramento delle cure con la messa a punto di nuovi chemioterapici. Tra i composti recenti vi sono alcuni prodotti naturali come un potente maitansinoide estratto da una pianta veicolato da anticorpi che lo concentrano nel tumore. Ed è a volte usata in seconda linea la trabectedina, di origine marina, sviluppata da Maurizio D'Incalci e dal suo gruppo, oggi presso l'Irccs Istituto clinico Humanitas, grazie al sostegno continuativo di Airc. Inoltre, si sta studiando l'introduzione di terapie a bersaglio molecolare, usate sia come prima linea di trattamento sia in caso di recidiva. E si stanno cercando metodi innovativi per la diagnosi precoce. Sono sempre più numerose le testimonianze di persone che superano la malattia come Roberta, 37 anni, di Rieti, alla quale nella primavera del 2010 è stato diagnosticato un linfoma di Hodgkin. "Ho affrontato un percorso complesso - racconta - senza mai abbattermi nonostante la chemioterapia, la perdita dei capelli, il ritorno della malattia, il trasferimento a Milano e il trapianto di midollo. Ho provato sulla mia pelle l'importanza della ricerca: le mie terapie erano frutto di studi, sperimentazioni e innovazione. Sono stata seguita da specialisti di altissimo livello che mi hanno mostrato anche il lato umano di questo settore, fatto da medici empatici, vicini al letto del paziente e non chiusi nei loro laboratori". Accanto a Roberta c'è sempre stata mamma Carla: "La notizia della diagnosi - spiega - ha fermato tutto il resto. Abbiamo attraversato insieme un lungo tunnel cercando di seguire la lucina in fondo. La cosa peggiore è la sensazione di impotenza, quella per un genitore è devastante, non ti resta che affidarti completamente ai medici e andare avanti con fiducia".  A sostenere Fondazione Airc: Banco Bpm, partner istituzionale, Dolomia, brand di Unifarco, Gillette Venus, Maire, Mitsubishi Electric, Melinda e Stroili.  ---salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


L’ascolto degli audiolibri in Italia: un’abitudine in crescita

(Adnkronos) - Nel 2025 il panorama dell’audio entertainment in Italia continua a evolversi, con gli audiolibri che si affermano sempre più come una modalità stabile e diffusa di fruizione culturale. Secondo l’ultima indagine condotta da NielsenIQ per Audible, il numero degli ascoltatori di audiolibri ha raggiunto quota 11,4 milioni, segnando un incremento del 3% rispetto al 2024 e una crescita complessiva del 14% negli ultimi quattro anni. I risultati della ricerca saranno presentati ufficialmente il 15 maggio, in occasione del Salone del Libro di Torino, durante una tavola rotonda dedicata al tema. I dati mostrano una progressiva strutturazione delle abitudini di ascolto: nel 2025 una sessione media dura circa 30 minuti, con una frequenza di tre volte al mese. Il 35% degli ascoltatori usufruisce dei contenuti almeno una volta a settimana, superando significativamente coloro che ascoltano su base mensile. L’audiolibro viene percepito anche come veicolo di socialità: oltre quattro intervistati su dieci dichiarano di parlarne con amici e conoscenti, mentre il 41% lo considera un utile strumento per avviare conversazioni. L’aspetto familiare è rilevante: il 45% dei genitori coinvolti afferma che i propri figli ascoltano audiolibri. L’ascoltatore assiduo si colloca prevalentemente nella fascia d’età tra i 25 e i 55 anni. In particolare, l’identikit degli heavy user – ossia coloro che ascoltano quotidianamente – coincide con quello dei cosiddetti lettori forti. Si tratta in prevalenza di donne di età compresa tra i 45 e i 54 anni, con una lieve prevalenza nelle regioni del Sud, anche se anche la fascia 25-34 anni mostra un livello elevato di ascolto giornaliero. L’indagine conferma la natura complementare tra lettura tradizionale e fruizione in formato audio. Il 55% degli ascoltatori ha scelto di ascoltare un libro già letto in precedenza, mentre il 48% ha deciso di leggere un testo dopo averne ascoltato la versione audio. Inoltre, più della metà degli intervistati ha acquistato almeno un libro cartaceo dopo aver ascoltato il relativo audiolibro. Il formato audio viene dunque percepito come un’estensione della lettura, in grado di adattarsi a contesti in cui gli altri sensi sono occupati. Le motivazioni che spingono all’ascolto riguardano anche il desiderio di sperimentare nuovi generi o uscire dalla propria comfort zone, con un 27% attratto dalla novità del formato e un 11% motivato dalla volontà di esplorare contenuti meno consueti. Gli audiolibri si inseriscono con efficacia nella vita quotidiana, offrendo un’opzione culturale accessibile anche in situazioni di mobilità o multitasking. Il 68% degli ascoltatori li utilizza durante altre attività, mentre il 59% li considera un’alternativa alla sovraesposizione agli schermi. Il 52% li ritiene utili per affrontare situazioni di solitudine o stress. Per il 47% degli intervistati, gli audiolibri sono un modo per accedere a contenuti in lingua madre quando si è all’estero, mentre quasi la metà li utilizza per approcciarsi a generi che normalmente non leggerebbe in formato cartaceo. Pur rimanendo la casa l’ambiente di ascolto prevalente (63%), gli spostamenti rappresentano un contesto sempre più rilevante.  Nella scelta dei titoli, il genere rappresenta il criterio principale (72%), seguito dall’autore (57%), dalla notorietà editoriale, dalla casa editrice e dall’adattamento cinematografico o televisivo. Le storie più seguite spaziano dalla narrativa letteraria al thriller, fino al fantasy. Si registra inoltre un aumento dell’ascolto in lingua inglese, scelto dal 28% del campione, pur restando l’italiano la lingua preferita nella quasi totalità dei casi (95%). Una tendenza in crescita riguarda infine l’interesse per i contenuti derivati da altre opere di intrattenimento: uno su cinque apprezza gli spin-off audio di serie TV e film, in particolare quelli che offrono trame inedite o approfondiscono le storie di personaggi secondari. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Tecnologia e artigianalità nei sistemi di scansione 3D per Marvel’s Spider-Man

(Adnkronos) - All’interno del panorama dello sviluppo videoludico, Sony Interactive Entertainment rappresenta un punto di convergenza tra tecnologia avanzata e creatività applicata. Il lavoro di Insomniac Games sulla serie Marvel’s Spider-Man costituisce un caso emblematico di questa intersezione, testimoniando come l’innovazione tecnica possa supportare la costruzione di mondi narrativi sempre più immersivi. Uno degli aspetti meno visibili ma centrali in questo processo riguarda la progettazione di sistemi di scansione tridimensionale ad alta precisione, realizzati internamente dal team guidato da Nathaniel Bell, Principal Technical Artist dello studio. Questi dispositivi, realizzati con l’obiettivo di acquisire con estrema fedeltà corpi, volti e abiti degli attori, si presentano come soluzioni su misura sviluppate per rispondere alle specifiche esigenze di produzione di Insomniac. L’intero progetto ha preso forma nel 2020 e ha avuto origine da un’idea semplice quanto ambiziosa: costruire uno strumento di scansione in grado di garantire risultati visivi altamente realistici e facilmente integrabili nel flusso di lavoro creativo. L’iniziativa è nata in un contesto favorevole alla sperimentazione, all’interno di uno studio che incentiva i propri membri a proporre soluzioni a problemi concreti, incoraggiandoli a sviluppare in prima persona gli strumenti necessari. La progettazione e la realizzazione dei sistemi sono avvenute quasi interamente in ambito domestico. Nathaniel Bell ha allestito un laboratorio personale in un fienile della Carolina del Nord, dove ha costruito le strutture degli scanner, progettato e saldato a mano le schede elettroniche, e sviluppato il software che coordina l’intero impianto. Il sistema di scansione corporea utilizza circa 204 fotocamere standard montate su telai di alluminio, mentre quello facciale ne impiega 35, selezionate per garantire maggiore qualità nella resa delle espressioni. Entrambi i dispositivi sono corredati da sistemi di illuminazione regolabili e interfacce grafiche personalizzate, e operano in rete come unità autonome, accessibili anche a distanza. Oggi, il sistema corporeo è installato presso la sede di Insomniac Games a Burbank, in California, ma può essere controllato in remoto dallo stesso laboratorio in cui è stato concepito. La possibilità di lavorare a distanza ha consentito una gestione agile e continua, anche grazie al supporto operativo in loco offerto da altri membri del team, come Chris Deven, specialista in elaborazione dei dati, e Katheryne Wussow, Dustin Han e Austin Broder, responsabili delle sessioni di scansione dal vivo. La creazione interna di questi strumenti ha rappresentato non solo un vantaggio operativo, ma anche un’opportunità di crescita professionale e tecnica per il team coinvolto. L’iterazione continua tra fasi di progettazione, test e miglioramento ha permesso di raffinare la pipeline produttiva, incrementando l’efficienza dei processi visivi e aprendo la strada all’adozione futura di sistemi automatizzati più sofisticati. Il lavoro di Bell e del suo team si inserisce in una più ampia strategia di Insomniac Games, orientata al superamento delle barriere tra discipline artistiche e tecniche. In questo contesto, il ruolo del technical artist si configura come figura ibrida, capace di coniugare conoscenze ingegneristiche, abilità creative e padronanza degli strumenti digitali. L’approccio adottato da Insomniac conferma l’importanza di investire nello sviluppo di competenze interne e nell’autonomia progettuale, per garantire una maggiore coerenza tra visione creativa e realizzazione tecnica. Come parte di PlayStation Studios, Insomniac Games continua a operare nel solco di una tradizione che privilegia la ricerca e l’innovazione, contribuendo a definire nuovi standard nel settore del gioco digitale. I sistemi di scansione 3D sviluppati per Marvel’s Spider-Man rappresentano un ulteriore esempio di come la cura per il dettaglio e l’ingegno progettuale possano convergere per creare esperienze visive di grande impatto, nate dall’integrazione profonda tra arte e tecnologia. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Al Bambino Gesù intervento salvavita in ragazzo con 'cuore a metà'

(Adnkronos) - Sono state messe a punto manovre fuori dagli standard per l’intervento di cardiologia mininvasiva che ha salvato la vita a un giovane adulto nato con il ‘cuore a metà’, così definito perché senza il ventricolo destro. Era in pericolo per il malfunzionamento della valvola mitrale e per il superlavoro del suo cuore anomalo, condizione che rendeva la chirurgia tradizionale un'opzione ad altissimo rischio. Dopo il via libera del Comitato etico dell’ospedale e del ministero della Salute, la procedura innovativa di riparazione del difetto - impianto trans-catetere di 3 clip valvolari - è stata eseguita con successo da un’équipe del Bambino Gesù di Roma con il supporto di esperti internazionali. Il caso, che ha pochi precedenti descritti nella letteratura scientifica mondiale, apre la strada a nuove possibilità di cura per i pazienti con cardiopatie congenite rare. Il cuore univentricolare - spiega una nota - è una rara e complessa cardiopatia congenita in cui un solo ventricolo è in grado di pompare il sangue in tutto il corpo. Nei pazienti che raggiungono l'età adulta possono insorgere complicanze significative, tra cui insufficienza valvolare grave, che peggiorano la funzione cardiaca e possono portare alla necessità di trapianto o anche alla morte. Il paziente curato con la procedura innovativa è un giovane di 32 anni con una lunga storia di interventi cardiochirurgici complessi, tutti eseguiti al Bambino Gesù, necessari per costruire un sistema di circolazione alternativo, detto di Fontan, che porta il sangue povero di ossigeno dalle vene cave direttamente ai polmoni, senza passare per il cuore. Questa condizione sottopone l’organismo e il ventricolo rimanente a un costante superlavoro e comporta terapie e controlli serrati per tutto l’arco della vita. Con il tempo, il giovane aveva sviluppato una grave insufficienza mitralica: la valvola cardiaca non funzionava più a dovere perdendo oltre il 60% del sangue ossigenato che doveva tornare in circolo. Un sistema inefficiente che comprometteva la sua qualità di vita e lo esponeva a un elevato rischio di scompenso cardiaco e di morte. Per situazioni simili, fino ad oggi, oltre al trapianto, l’unica possibilità terapeutica era l’intervento chirurgico tradizionale. Tuttavia, nel caso di questo paziente, tale ultima opzione è stata considerata troppo rischiosa. Dopo un’approfondita valutazione del caso, il team del Bambino Gesù composto da cardiologi interventisti, cardiologi del congenito adulto, cardiochirurghi, radiologi, ingegneri, anestesisti, ha optato per un approccio innovativo: una procedura mininvasiva trans-catetere (il catetere, sottile tubicino flessibile, viene inserito nei vasi sanguigni e manovrato fino a raggiungere il cuore) per l’impianto di 3 clip necessarie a rinforzare la chiusura della valvola mitralica difettosa. L’intervento, eseguito con manovre non standard e per una via di accesso del tutto inusuale (attraverso il condotto di Fontan), ha richiesto una pianificazione preoperatoria e studi di fattibilità con modelli 3D del cuore univentricolare e simulazioni virtuali, rese possibili grazie al lavoro degli specialisti dell’Unità di Imaging avanzato del nosocomio romano. La procedura è stata eseguita con successo nelle scorse settimane dall’équipe guidata dal Gianfranco Butera, responsabile di Cardiologia Interventistica del Bambino Gesù, con il supporto di Matthew Gillespie professore del Children's Hospital of Philadelphia e Francesco Maisano professore dell'Ospedale San Raffaele di Milano e sotto la guida ecocardiografica di Claudia Montanaro, responsabile di Cardiologia del Congenito adulto del Bambino Gesù. "La particolarità dell’intervento – spiega Butera – è stata proprio la necessità di passare attraverso il condotto di Fontan per arrivare alla valvola mitralica che, in questo tipo di pazienti, presenta caratteristiche anatomiche molto diverse rispetto a quelle di un cuore normale. Abbiamo dovuto adottare manovre non convenzionali per garantire il corretto posizionamento delle clip e ottenere la massima efficacia". Grazie a questa tecnica alternativa, l’insufficienza mitralica, inizialmente grave, è stata ridotta a un livello inferiore al lieve. Le condizioni cliniche del paziente sono migliorate rapidamente ed è stato dimesso dopo soli 6 giorni dall’intervento con una netta riduzione della terapia farmacologica necessaria. Questo risultato si inserisce in un più ampio programma dell’ospedale dedicato allo sviluppo di tecniche innovative per il trattamento delle disfunzioni valvolari nei pazienti con cardiopatie congenite. "L’ospedale - aggiunge Butera - ha strutturato un team multidisciplinare che si occupa in modo sistematico di questo tipo di patologie rare e complesse. Stiamo costruendo un programma di riferimento per l’Europa che possa offrire nuove possibilità terapeutiche ai pazienti con condizioni altrimenti non trattabili o curabili con elevati rischi chirurgici". Come sottolinea Montanaro: "Il miglioramento dei trattamenti che si è ottenuto negli ultimi 20 anni ha ampliato le opzioni di vita per i pazienti nati con cardiopatie congenite che oggi riescono facilmente a raggiungere l’età adulta. Ne derivano però nuovi problemi e nuove sfide, molte delle quali ancora sconosciute. È necessaria la presenza di professionisti dedicati e specializzati - conclude - per seguire questi pazienti con opzioni innovative". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Covid, allo Spallanzani mostra fotografica per non dimenticare sforzi e generosità operatori

(Adnkronos) - All’Inmi Spallanzani Irccs di Roma è stata inaugurata la mostra fotografica permanente 'Solo insieme possiamo farcela, +39 outbreak' con gli scatti che Massimo Berruti realizzò durante la pandemia Covid-19. Una mostra che rievoca quei momenti, gli sforzi e la generosità degli operatori sanitari dello Spallanzani, autentico faro per l’Italia e per il mondo nella lotta al virus sia dal punto di vista sanitario che scientifico. "Uno sforzo enorme testimoniato anche dai numeri: oltre 7.400 pazienti con Covid curati e dimessi, oltre 5.500 pazienti paucisintomatici e con gravi fattori di rischio di malattia seguiti presso l’ambulatorio terapie precoci ma anche purtroppo 800 persone che non ce l’hanno fatta. E ancora: oltre 370mila test Pcr e oltre 7.000 analisi di sequenza, oltre 500 tra lavori scientifici e sperimentazioni. E la vaccinazione di più di 200mila cittadini tra cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Subito dopo aver tagliato il nastro inaugurale, Cristina Matranga, Direttore generale dello Spallanzani, visibilmente emozionata ha detto: “È giusto e doveroso ricordare sempre il contributo che lo Spallanzani ha dato nella lotta contro la pandemia: un centro di riferimento nazionale e internazionale nella cura dei pazienti e nella ricerca. Prima di tutto come cittadina, mi sento di dover dire grazie agli operatori dello Spallanzani. A loro è dedicata questa mostra che vuole celebrare il ricordo di quei giorni di paura ma anche di coraggio e generosità. A chi non si è mai tirato indietro e ha continuato a curare e a fare scienza con coraggio e passione. Vorrei - ha aggiunto - però che queste foto servissero anche per non dimenticare mai lo sforzo fatto e il contributo dato dagli operatori sanitari in termini di valore sociale. Contributo che troppo spesso alla prima occasione viene dimenticato e, passata la paura, si torna all’insofferenza, alla scortesia e nei casi più gravi alle aggressioni verbali o addirittura fisiche nei confronti degli stessi operatori sanitari”.  Una mostra il cui titolo è ispirato alle parole che Papa Francesco scrisse allo Spallanzani il 17 aprile 2020: "Solo insieme possiamo farcela". “Vedendo queste foto, mi tornano in mente tanti ricordi - ha detto Andrea Urbani, direttore della direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria - Ripenso alla necessità di adottare distanziamento e chiusure che erano l’unica arma a disposizione fin tanto che istituti di eccellenza come il vostro ci diedero le prime armi per combattere il Covid. Basti pensare ai vaccini, arma straordinaria e fondamentale. Rispetto al passato, oggi le condizioni per la diffusione dei virus sono molto più agevoli ma questa esperienza ci ha insegnato a essere più resilienti e attenti. Grazie perché siete l’unica vera soluzione a drammi come questi. Solo la scienza può darci risposte”. Le 27 fotografie che compongono la mostra allestita nell’atrio del 'Nuovo ospedale' sono state realizzate e donate da Massimo Berruti per cui “È un onore lasciare nella memoria un segno di un periodo storico ma soprattutto degli sforzi compiuti per venirne fuori. È un doveroso tributo agli operatori dello Spallanzani. Da questi scatti possiamo cogliere e ricordare fatica, speranza, disperazione, stress: un mix di emozioni tipiche di quel periodo e che tutti ricordiamo e ricorderemo”. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)