San Camillo Roma, intervento robotico salva organi compromessi da cesareo
(Adnkronos) - E' tornata a una vita normale grazie a un intervento di altissima complessità, condotto con chirurgia robotica, una donna trentenne madre di 2 figli che aveva avuto una grave complicanza in seguito a un parto cesareo. E' successo all'Azienda ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma, dove l'équipe di Chirurgia urologica diretta da Paolo Emiliozzi è riuscita a risolvere un caso considerato da diversi specialisti "al limite dell'inoperabilità". Tutto ha avuto inizio in un altro ospedale romano, dove la donna era ricoverata per un cesareo programmato, spiegano dal San Camillo. Durante l'intervento eseguito in anestesia peridurale, qualcosa non è andato per il verso giusto. Sedata d'urgenza, la donna si è risvegliata in Terapia intensiva in stato settico, con due tubi di drenaggio per le urine che fuoriuscivano dal fianco. La Tac mostrava un grave danno degli ureteri (i sottili e delicati canali che connettono i reni alla vescica) e la pelvi della donna ridotta a un'unica cavità in cui confluivano utero, vescica e vagina, lacerati dall'intervento. La giovane donna è stata dimessa con le due nefrostomie, incontinenza urinaria completa attorno al catetere e senza programmi di cura. Dopo 3 mesi di vero e proprio calvario - prosegue l'Ao capitolina - dopo aver interpellato numerosi specialisti che escludono la possibilità di un intervento risolutivo, a ottobre dello scorso anno la donna si è rivolta al San Camillo, dove l'équipe di Urologia guidata da Emiliozzi decide di procedere con una chirurgia esplorativa robotica, tecnologia già consolidata presso il grande nosocomio romano e particolarmente indicata per operare in spazi ridotti con estrema precisione. Durante l'intervento, durato 6 ore, l'équipe si è trovata davanti a un'anatomia completamente sovvertita, con infiammazioni diffuse e gravi aderenze dovute al contatto prolungato degli organi con le urine che fuoriuscivano internamente. La prima ricostruzione ha riguardato l'utero: grazie alla collaborazione intraoperatoria di Giovanna Salerno, primaria della Ginecologia e Ostetricia, l'organo viene riparato e salvato. In seguito, per il delicato distacco della vescica dalla vagina, i cui tessuti erano fusi tra loro, l'intervento ha richiesto 2 ore di lavoro minuzioso con l'ausilio del robot, che ha consentito di ricostruire e riparare i tessuti gravemente danneggiati. Durante lo stesso intervento è stato ricollegato l'uretere sinistro alla vescica, mentre il destro, non individuabile a causa delle cicatrici, è rimasto drenato esternamente. A 3 mesi dal primo intervento, la paziente è tornata a urinare spontaneamente. Viene quindi pianificato un secondo intervento per recuperare il secondo uretere: il tratto del condotto ancora funzionante viene mobilizzato e reimpiantato sulla parte superiore della vescica. A 6 mesi dal primo intervento, la donna ha potuto rimuovere definitivamente tutti i drenaggi. Oggi ha ripreso una vita normale, senza bisogno di ulteriori interventi o terapie. "Si è trattato di un caso limite - commenta Emiliozzi - che ha richiesto competenze multidisciplinari e l'uso della chirurgia robotica ai massimi livelli. La possibilità di ridurre i movimenti a 1/6 rispetto a quelli della mano umana ci ha permesso di intervenire in uno spazio anatomicamente devastato, salvando organi vitali. Ma la più grande soddisfazione è stata quella di restituire il sorriso, dopo tanti mesi, ad una giovane mamma". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
A lezione di professioni sanitarie, concluso progetto per l'orientamento consapevole e informato di 220 studenti
(Adnkronos) - Venerdì all'Istituto Saint Louis di Roma l'evento conclusivo del progetto 'At school of care 2024/2025': l'iniziativa, giunta alla seconda edizione, è promossa dalla Fondazione Silene-Ideas for Care, ente del Terzo settore dedicato alla promozione di modelli innovativi di assistenza e cura in ambito medico e sanitario. Il progetto, focalizzato su un orientamento consapevole e informato, ha permesso a 220 studenti provenienti da 6 licei distribuiti sul territorio nazionale di esplorare gran parte delle professioni sanitarie, dall'area infermieristica a quella medica e biotecnologica. I ragazzi e le ragazze, attraverso incontri online e in presenza tenuti da specialisti nazionali e internazionali di tutti i continenti e differenti realtà assistenziali, hanno condiviso le sfide quotidiane, le prospettive e il valore umano e sociale delle professioni sanitarie. All'evento finale gran parte degli studenti iscritti si incontrerà per presentare il proprio progetto, condividere le esperienze maturate e riflettere sui percorsi professionali. L'incontro vedrà la partecipazione di nuove scuole interessate e rappresenterà un momento di sintesi del percorso svolto, con approfondimenti degli specialisti che hanno partecipato alle attività formative. L'iniziativa conferma il costante impegno della Fondazione Silene-Ideas for Care nell'offrire ai giovani una visione concreta e ispiratrice delle professioni dedicate alla cura della persona, valorizzando l'importanza di una scelta consapevole e informata sul futuro professionale. "Attraverso il progetto 'Pcto at school of care' - afferma Alessandra Deppieri, presidente della Fondazione - puntiamo a far conoscere agli studenti delle scuole medie superiori l'ampio scenario delle professioni sanitarie a sostegno della difficile scelta che si affronta al termine del precorso scolastico. L'evento del 9 maggio rappresenta un'opportunità d'incontro e confronto per i ragazzi provenienti dalle cinque grandi aree del territorio nazionale che a Roma potranno presentare il loro progetto. A supporto del tema la formazione alla cura che vorremmo, personalità attive nella società tratteranno il tema dell'inclusività nello sport, nell'arte e nella letteratura e alimenteranno una visione positiva del futuro di cui abbiamo estremo bisogno". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Green Deal e Automotive: allo Europe Experience il dibattito per un futuro sostenibile
(Adnkronos) - Si è svolta ieri la conferenza “Automotive nel Green Deal: verso una mobilità sostenibile – Innovazioni Tecnologiche e Politiche per un Futuro Verde”, promossa da ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori in collaborazione con gli Uffici del Parlamento Europeo in Italia. L’evento, tenutosi nell’ambito dell’Europe Experience a Roma, ha posto l’accento sulle visioni per un futuro verde, con focus su mobilità sostenibile, innovazione tecnologica e investimenti nell’ecosistema digitale. L’iniziativa ha visto la partecipazione di autorevoli rappresentanti istituzionali, tra cui il dott. Carlo Corazza, Direttore degli Uffici del Parlamento Europeo in Italia, e gli europarlamentari Antonella Sberna, Brando Benifei, Susanna Ceccardi, Flavio Tosi ed Elena Donazzan. Fondamentali i contributi di enti come ENEA, CNR, Presidenza del Consiglio dei Ministri e dell’Università La Sapienza, oltre al mondo delle imprese con interventi di spicco da parte di Eni, Renault e Jenbacher, affiancati da rappresentanti del panorama delle startup innovative.
Gabriele Ferrieri, Presidente di ANGI, ha commentato: “L’evento ha rappresentato un momento di confronto cruciale per delineare il futuro della mobilità sostenibile in Italia e in Europa. Innovazione, digitalizzazione e politiche green sono i pilastri su cui costruire un ecosistema competitivo e rispettoso dell’ambiente. Grazie alla sinergia tra istituzioni, imprese e startup, possiamo accelerare la transizione verso un futuro più verde e inclusivo”. "Il settore dell'automotive è un pilastro fondamentale per il successo del Green Deal europeo. Questa transizione verso una mobilità sostenibile non è solo una sfida ambientale, ma anche un'opportunità economica e occupazionale senza precedenti. Come Parlamento Europeo, vogliamo essere promotori di un dialogo concreto tra istituzioni, imprese e cittadini per accompagnare l’innovazione tecnologica con politiche lungimiranti e inclusive. Eventi come questo rappresentano uno spazio prezioso per costruire insieme un futuro più verde e competitivo per l’Europa." Così Carlo Corazza, Direttore degli Uffici del Parlamento Europeo in Italia. L’appuntamento ha confermato il ruolo centrale del dialogo tra stakeholder per promuovere soluzioni concrete e innovative, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo, rafforzando l’impegno verso una mobilità sostenibile e un’economia sempre più digitale e responsabile. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Netflix si rifà il look su smart Tv, ecco i cambiamenti
(Adnkronos) - Netflix ha annunciato l’avvio del rilascio globale di un’importante revisione dell’interfaccia utente della propria app per televisori, che sarà implementata progressivamente nel corso delle prossime settimane e mesi. L’obiettivo è migliorare la fruizione dei contenuti e rispecchiare in modo più efficace l’ampiezza dell’offerta disponibile. Secondo quanto comunicato da Eunice Kim, Chief Product Officer della piattaforma, la nuova homepage per TV è stata progettata per essere più semplice da navigare, più intuitiva e maggiormente orientata ad aiutare gli utenti a scoprire contenuti pertinenti ai propri gusti. La riorganizzazione dell’interfaccia intende facilitare l’accesso a film, serie, eventi in diretta e giochi disponibili sulla piattaforma. Tra le principali novità introdotte, spicca un banner centrale di grandi dimensioni, pensato per suggerire contenuti in primo piano. Scorrendo verso il basso, l’utente potrà esplorare diverse raccolte personalizzate come “La tua prossima serie”, “I consigli del giorno” o “Solo su Netflix”. Ogni contenuto potrà essere accompagnato da etichette descrittive come “Aggiunto di recente” o “Vincitore di Emmy”, pensate per fornire indicazioni rapide sul valore o la novità del titolo proposto. Un’altra modifica riguarda la riorganizzazione dei collegamenti rapidi, che passano dalla barra laterale sinistra alla parte superiore dello schermo, in linea con l’intento di rendere l’interfaccia più ordinata e funzionale. La nuova versione dell’app è stata progettata non solo per migliorare l’esperienza attuale, ma anche per offrire maggiore flessibilità in vista di futuri sviluppi. Tra questi, un potenziamento dell’integrazione di contenuti live e videogiochi trasmessi direttamente sulla TV, due ambiti su cui Netflix sta investendo attivamente. Il design aggiornato è il risultato di una fase di test avviata nel 2023. Un altro elemento innovativo riguarda l’introduzione di “raccomandazioni intelligenti”, una funzione che sfrutta in modo più ampio i segnali comportamentali degli utenti, come la visione di trailer o le ricerche effettuate, per personalizzare dinamicamente la homepage. Come illustrato da Elizabeth Stone, Chief Technology Officer di Netflix, se un utente cerca commedie romantiche e attori specifici, l’algoritmo sarà in grado di adattare con discrezione i contenuti proposti in base a tali preferenze. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Days Gone Remastered per PS5, la recensione
(Adnkronos) - Il ritorno di Days Gone su PlayStation 5, in versione Remastered, rappresenta una seconda occasione tanto attesa per un titolo che, al momento della sua uscita su PS4 nel 2019, aveva diviso pubblico e critica. Sebbene il lancio fosse stato penalizzato da problematiche tecniche evidenti, il gioco è riuscito a conquistare una solida base di appassionati che, ancora oggi, ne invocano un seguito. L’assenza di piani ufficiali per Days Gone 2 da parte di Sony non ha tuttavia impedito al titolo di risorgere prima su PC e infine in questa versione potenziata per PS5. Il risultato è un’edizione che, pur restando fedele al gioco originale, ne esalta finalmente le qualità rimaste in ombra. La versione remasterizzata non si limita a un semplice aggiornamento grafico, ma introduce una serie di miglioramenti significativi sul piano visivo e tecnico. Days Gone Remastered supporta due modalità grafiche su PS5: una modalità Performance che garantisce un’ottima fluidità con risoluzione dinamica fino a 1800p a 60 fps, e una modalità Qualità che privilegia la risoluzione (fino a 2880p upscalati) con un frame rate a 30 fps e un maggiore dettaglio visivo. Entrambe le modalità si comportano in modo stabile, anche nelle situazioni più concitate come gli scontri con le orde infette. Su PS5 Pro, il gioco sfrutta ulteriormente il potenziale grafico grazie al PSSR (PlayStation Spatial Super Resolution), offrendo un output 4K upscalato da una base di 1584p. Il risultato è un impatto visivo di alta qualità, valorizzato da un lavoro accurato su illuminazione, ombre, vegetazione e distanza visiva. L’Oregon post-apocalittico risulta ora più immersivo che mai, con panorami mozzafiato e un’ambientazione che comunica efficacemente il senso di abbandono e pericolo. Una delle novità più apprezzabili è l’integrazione delle funzionalità del controller DualSense. Il feedback aptico contribuisce a rafforzare l’esperienza sensoriale, simulando la vibrazione del motore della moto o l’arrivo imminente di una orda di non morti. I grilletti adattivi offrono resistenza variabile durante la guida o lo sparo. Le opzioni di personalizzazione permettono di disattivare a piacimento queste funzioni. Dal punto di vista narrativo, Days Gone Remastered mantiene inalterata la trama originale. Il giocatore segue le vicende di Deacon St. John, motociclista dal passato tormentato, alla ricerca della verità in un mondo devastato da un’epidemia. L’intreccio, l’atmosfera e la caratterizzazione dei personaggi restano punti di forza del gioco, anche se alcuni aspetti, in particolare le animazioni facciali e la sincronizzazione labiale, rivelano i limiti di un impianto tecnico non del tutto aggiornato. In questo senso, il titolo mostra ancora il peso degli anni. Il gameplay non ha subito modifiche sostanziali, confermandosi robusto ma ancorato ad alcune scelte datate. L’esplorazione dell’open world, la raccolta di risorse e gli scontri con umani e infetti mantengono un buon livello di coinvolgimento, amplificato dalla tensione generata dalle orde numerose e dinamiche. Tuttavia, alcune criticità permangono: l’intelligenza artificiale resta incostante, i menu radiali sono ancora poco intuitivi e gli schermi di caricamento, seppur più brevi, risultano frequenti e frammentano l’esperienza narrativa. L’aggiunta più significativa di questa versione è rappresentata dalla modalità inedita Assalto orda, un contenuto esclusivo che estende notevolmente la longevità del titolo. In questa modalità survival, il giocatore viene catapultato in sezioni dell’open world e chiamato ad affrontare orde crescenti, accumulando punteggi in un contesto di esplorazione libera. È possibile scegliere tra diversi personaggi, ciascuno con un equipaggiamento di partenza differente, e sbloccare modificatori di gameplay che alterano le regole del gioco. La modalità risulta ben progettata, intensa e perfettamente coerente con il concept originale, anche se l’assenza di una modalità cooperativa limita il potenziale in termini di varietà.
Formato: PS5 Editore: Sony Interactive Entertainment Sviluppatore: Bend Studio Voto: 7/10 ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Apex Legends: Prodigio debutta con Sparrow, tornano Arene e si rivoluzionano le classifiche - Il trailer
(Adnkronos) - Il mondo di Apex Legends si evolve ancora una volta con il lancio di Prodigio, questa inedita iterazione del celebre battle royale di Respawn Entertainment introduce significative novità destinate a ridefinire le dinamiche di gioco e a coinvolgere ulteriormente la sua vasta community globale. Il fulcro di questa stagione è l'introduzione di una nuova Leggenda: Sparrow. Questo agile arciere, noto per la sua abilità nel mettersi in mostra, porta con sé un set di competenze unico incentrato sull'utilizzo dell'arco. I giocatori avranno l'opportunità di sperimentare un nuovo stile di combattimento a distanza, caratterizzato da precisione e potenziale offensivo elevato. Parallelamente all'arrivo di Sparrow, i giocatori potranno assistere a importanti e "esplosivi" aggiornamenti per l'arco Bocek. Questa iconica arma viene rivisitata con meccaniche inedite che permettono di caricare le frecce con granate, aprendo nuove strategie di attacco e controllo del campo di battaglia. La possibilità di scagliare frecce ad alto potenziale distruttivo promette di aggiungere un ulteriore livello di profondità al gameplay. Una delle novità più attese dalla community è l'epico ritorno delle Arene, la modalità 3v3 ricca di azione che ha conquistato i giocatori in passato. Questa amata modalità fa il suo ingresso nella stagione Prodigio nella sua forma classica, offrendo scontri rapidi e intensi basati sulla strategia di squadra e sulle abilità individuali. Tuttavia, Respawn Entertainment ha in serbo un'ulteriore sorpresa: nel corso della stagione, le Arene si evolveranno in una variante inedita 1v1 denominata "Arene: Duelli", introducendo una sfida ancora più diretta e personale. Per immergersi appieno nell'atmosfera della nuova stagione, i giocatori possono visionare il trailer dell'inno e il trailer di gioco, che offrono un assaggio delle novità e dell'azione frenetica che Prodigio ha da offrire. I Giochi di Apex si preparano a raggiungere nuove vette di intensità e spettacolo. Ed ecco il trailer dell'Inno La stagione Prodigio porta con sé anche aggiornamenti significativi al sistema delle classifiche. I giocatori potranno sperimentare una nuova Scalata Classificata e inedite ricompense, pensate per incentivare la competizione e offrire un percorso di progressione più gratificante. I dettagli specifici di queste modifiche non sono stati ancora completamente svelati, ma l'annuncio promette un rinnovamento sostanziale dell'esperienza competitiva.
Apex Legends: Prodigio è disponibile a partire sulle piattaforme PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S, Nintendo Switch e PC tramite EA App, Epic Games Store e Steam. Per rimanere aggiornati su tutte le novità relative ad Apex Legends, è possibile consultare le pagine ufficiali del gioco su X, Instagram, TikTok e YouTube, o visitare il sito web www.playapex.com per gli ultimi aggiornamenti e annunci. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sanità, Cimo-Fesmed a Regioni sul personale: "Per il rilancio serve condivisione e finanziamenti"
(Adnkronos) - Aumentare gli stipendi, eliminare il tetto alla spesa per il personale sanitario, firmare contratti di lavoro con ministero della Salute e Regioni, riformare la responsabilità professionale e riordinare le professioni sanitarie preservando le competenze affidate in maniera esclusiva ai medici. Sono le principali proposte che la Federazione Cimo-Fesmed - il sindacato dei medici che riunisce le sigle Anpo, Ascoti, Cimo, Cimop e Fesmed - ha inviato alla Conferenza delle Regioni, condividendo alcune azioni strategiche previste dal documento per il rilancio del personale del Servizio sanitario nazionale, esprimendo seri dubbi su altre e arricchendo l'elenco con ulteriori suggerimenti. "Il documento conferma il corrente attivismo istituzionale in tema di professioni sanitarie, affiancandosi all'Indagine conoscitiva in tema di riordino delle professioni sanitarie svolta dalla Commissione Affari sociali della Camera dei deputati, che dimostra la necessità di un intervento urgente che risolva la crisi del personale sanitario - afferma Guido Quici, presidente Cimo-Fesmed - Ma oltre a ribadire la necessità di un coinvolgimento attivo e realmente partecipato dei rappresentanti dei professionisti sanitari per intavolare qualsivoglia piano strategico di rilancio, evidenziamo con rammarico l'assenza lampante del tema del finanziamento per dare corso alle proposte. Il rischio che le azioni strategiche elencate dalla Conferenza rimangano ancora una volta lettera morta è infatti dietro l'angolo". Scendendo nel dettaglio del documento, Cimo-Fesmed condivide la proposta di aumentare le retribuzioni del personale sanitario, ma evidenzia come tale decisione oggi spetti a istituzioni diverse dalle Regioni, dal ministero dell'Economia al ministero della Pubblica amministrazione. Per questo, il sindacato chiede da tempo di liberare la dirigenza sanitaria dai vincoli della funzione pubblica per poter discutere e firmare i contratti con il ministero della Salute e le Regioni. Inoltre, si sottolinea la necessità di firmare i contratti di lavoro senza estremi ritardi che assorbono gli incrementi retributivi previsti ancor prima di essere erogati. In merito al riordino delle professioni sanitarie, il sindacato condivide la necessità di ridurre l'attuale frammentazione delle professioni sanitarie non mediche, senza tuttavia arrivare ad una sovrapposizione di ruoli, delineando i confini tra i profili professionali e definendo in modo chiaro l'atto medico al fine di evitare quell'anarchia delle competenze che può mettere a rischio la sicurezza delle cure. Inoltre, per evitare un ulteriore aumento del carico di lavoro, l'ineludibile processo di digitalizzazione del Ssn deve scongiurare un'eccessiva burocratizzazione che toglie tempo di cura e automatizzare i processi amministrativi attraverso tecnologie e strumenti digitali interoperabili e integrati tra loro. Il paragrafo dedicato al reclutamento di personale sanitario dall'estero, che è accompagnato da problemi intrinsechi legati alla conoscenza della lingua italiana e alla qualità del percorso formativo, alla Federazione Cimo-Fesmed appare eccessivamente arrendevole. Prima di pensare al personale straniero, infatti, occorrerebbe creare le condizioni per frenare la fuga di professionisti italiani all'estero e riportare in Italia coloro che hanno deciso di emigrare. In ogni caso, in assenza di azioni concrete volte ad aumentare l'attrattività del Ssn, ogni proposta volta a superare le carenze di organico risulta essere una toppa temporanea, che non risolve il problema. Per questo Cimo-Fesmed esprime forti dubbi sull'impiego strutturale dei medici specializzandi in pronto soccorso o il possibile impiego dei medici dipendenti del Ssn per la copertura dei territori carenti di assistenza primaria. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sprint your brain, un nuovo approccio al benessere digitale con una responsabilità condivisa
(Adnkronos) - Si è concluso oggi presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica l'evento 'Sprint your brain', dedicato al benessere mentale nell'era digitale. L'iniziativa, promossa da Unione nazionale consumatori nell'ambito dei SaniDays e realizzata con la partecipazione di Integratori & Salute, Meta, TikTok e YouTube, ha riunito esperti di diverse discipline, rappresentanti delle istituzioni e delle principali piattaforme per ridefinire il concetto di benessere digitale. L'evento, organizzato su iniziativa del deputato Dolores Bevilacqua (Movimento 5 Stelle), si colloca in un calendario di incontri promossi da Sprint Italia per valorizzare creator, contenuti e storie di valore. Il messaggio centrale emerso dall'evento è che il benessere digitale non può essere considerato esclusivamente una responsabilità individuale degli utenti. "Predicare semplicemente un uso moderato delle piattaforme significa ignorare la natura stessa di questi ambienti digitali," ha sottolineato Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori, in apertura dei lavori. "E' necessario un cambio di paradigma che riconosca una responsabilità condivisa tra istituzioni, piattaforme, creator e utenti". Durante il primo panel, sono state esplorate le diverse dimensioni del benessere digitale attraverso una prospettiva multidisciplinare. Maurizio Fiasco ha offerto una lettura sociologica dell'ecosistema digitale, analizzando l'impatto della vita connessa sulla collettività. Antonino Tamburello e Stefano Rossi hanno portato la loro duplice esperienza di professionisti e divulgatori digitali (entrambi sono anche Sprint People, cioè ambassador del progetto Sprint). In quanto figure attive sui social network con un ampio seguito, hanno potuto offrire una prospettiva unica sia sugli aspetti psicologici dell'utilizzo dei social che sulle potenzialità educative delle piattaforme, specialmente per le giovani generazioni, condividendo riflessioni basate sulla loro esperienza diretta. Il professore Giovanni Scapagnini ha ampliato ulteriormente la discussione introducendo la dimensione nutrizionale e biologica del benessere mentale nell'era digitale. Il suo intervento ha esplorato il complesso legame tra alimentazione, integrazione e funzioni cognitive, evidenziando l'importanza di un approccio olistico che consideri anche questi fattori nel contesto della salute digitale. Il secondo panel ha messo a confronto i rappresentanti delle principali piattaforme digitali. Costanza Andreini (Meta Italia), Francesco Cacciapuoti (TikTok) e Martina Colasante (Google) hanno discusso il ruolo delle piattaforme nel promuovere il benessere digitale e le possibili evoluzioni future in questo ambito. Un ruolo fondamentale spetta alla scuola come sottolineato da Daniele Grassucci co-founder di Skuola.net e membro del board di Sprint, nel creare le condizioni per una nuova consapevolezza tra genitori e figli. Il dibattito ha evidenziato che le piattaforme stanno progressivamente ripensando il proprio ruolo, passando da semplici fornitori di servizi a partner attivi nella promozione di esperienze digitali più sane e costruttive. Sono state esaminate diverse iniziative già in corso e possibili sviluppi futuri, sia nella progettazione delle interfacce e degli algoritmi che nel rapporto con gli utenti, con particolare attenzione ai soggetti fragili. Durante l'evento sono emerse 5 azioni concrete che ciascun attore dell'ecosistema digitale può implementare per contribuire attivamente al benessere digitale. 1) Per le piattaforme: implementare il 'benessere by design'. Integrare principi di benessere nella progettazione delle interfacce e degli algoritmi, sviluppando funzionalità che supportino gli utenti nei momenti dedicati al riposo o al lavoro. 2) Per i creator: privilegiare contenuti di profondità. Sviluppare format che stimolano conversazioni costruttive e approfondite, creando community animate da connessioni positive e divulgando contenuti di valore. 3) Per le associazioni e la società civile: promuovere la 'literacy' digitale. Ideare campagne formative che forniscano strumenti concreti per navigare consapevolmente l'ecosistema dei social media. 4) Per le istituzioni: favorire un ambiente normativo equilibrato. Promuovere un quadro regolatorio che non ostacoli l'innovazione ma garantisca un “vera” tutela degli utenti, condividendo iniziative di co-regolamentazione volta a proteggere gli utenti più giovani. 5) Per gli utenti: passare dal consumo passivo all'interazione consapevole. Adottare un approccio intenzionale alle tecnologie digitali, sfruttando gli strumenti di monitoraggio disponibili e personalizzando l'esperienza digitale alla ricerca di contenuti di valore. "Queste cinque azioni rappresentano una roadmap concreta verso un nuovo paradigma di benessere digitale basato sulla responsabilità condivisa," ha commentato Massimiliano Dona. "La vera innovazione sta nel riconoscere che ciascun attore deve fare la propria parte all'interno di un ecosistema interconnesso." Un elemento distintivo dell'evento è stata la partnership con Integratori & Salute che ha portato l'attenzione sull'importante legame tra nutrizione, integrazione alimentare e performance cognitive. "Le più recenti evidenze scientifiche dimostrano come specifici micronutrienti possano supportare le funzioni cerebrali particolarmente sollecitate nell'ambiente digitale", ha evidenziato il professore Scapagnini. Questa collaborazione sottolinea l'importanza di un approccio olistico al benessere digitale che consideri non solo gli aspetti tecnologici e psicologici, ma anche quelli biologici e nutrizionali. L'evento 'Sprint your brain' segna una nuova tappa del percorso che proseguirà nei prossimi mesi con ulteriori iniziative. "Questo è solo il primo passo verso un nuovo paradigma di benessere digitale basato sulla responsabilità condivisa", ha concluso Massimiliano Dona. "Continueremo a lavorare con tutti gli stakeholder per trasformare questa visione in realtà concrete a beneficio di tutti gli utenti". ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Inter-Barcellona da infarto? La scienza rivela i rischi per il cuore
(Adnkronos) - "Avevo la tachicardia come se avessi giocato io per 122 minuti". "Affanno, tremore, sudorazione, respiro intermittente, diamine. #InterBarça". Sono alcuni dei commenti affidati ai social dai tifosi durante Inter-Barcellona, la partita infinita, un colpo di scena dietro l'altro, per un totale di 7 gol e tanti - troppi - momenti al cardiopalma, dalle reti di Acerbi al 93esimo (quando tutto sembrava perduto) e Frattesi al 99esimo, al quasi gol del fuoriclasse del Barcellona Yamal sventato al minuto 113 del secondo tempo supplementare grazie alla parata miracolosa di Sommer. "I battiti si impennano, arriva poco ossigeno e si può collassare. Il vuoto pneumatico nel cranio", si legge in un post di un utente X pubblicato durante il match. "Tutto a posto le coronarie?", chiede qualcuno. Per poi arrivare alla conclusione: "Tifare Inter è la prima causa di infarto in Italia", sancisce una tifosa. Ma c'è anche chi lo dice con una foto inequivocabile, quella dei battiti per minuto segnalati dallo smartwatch: 134, con picchi di 143. "L'orologio mi ha segnato un allenamento, ma ero da 2 ore sul divano a guardare Inter-Barcellona", il commento. E ancora: "142 bpm prima del rigore di Chala", segnala un altro utente. Pericolose montagne russe, dall'esultanza alla disperazione e poi di nuovo gioia sfrenata, passando per picchi stellari di ansia e adrenalina. Un match da infarto, nel vero senso della parola. E con prove scientifiche a supporto. Sono diversi, infatti, gli studi che dimostrano come il cuore dei tifosi venga messo a dura prova durante sfide adrenaliniche, specie quando in gioco ci sono finali che consacrano, come quella della Champions League guadagnata ieri dai nerazzurri. Durante i Mondiali di calcio - e negli Usa durante il Super Bowl della National Football League - è stato osservato davvero che i tassi di attacchi di cuore e di problemi al ritmo cardiaco (aritmie) aumentano, sia tra gli appassionati di sport che nella popolazione locale. Un lavoro pubblicato sull''American Journal of Cardiology' - ricordava per esempio il portale di informazione sanitaria 'Harvard Health Publishing', della Harvard Medical School - ha analizzato da vicino questo rischio. I ricercatori hanno preso in considerazione i dati di 133 persone con device cardiaci impiantati a St. Louis, Missouri, durante due periodi di 10 giorni. La prima analisi si è svolta all'inizio di settembre 2011 (periodo di controllo). La seconda 6 settimane dopo, durante le World Series, fase finale del campionato professionistico americano di baseball, quando i St. Louis Cardinals hanno giocato una serie di partite emozionanti contro i Texas Rangers. Durante i playoff, i dispositivi monitorati hanno rilevato quasi il doppio delle aritmie rispetto al periodo di controllo. I picchi di adrenalina, ormone che aumenta la frequenza cardiaca, probabilmente spiegano queste differenze marcate, è la riflessione degli esperti. Ma le aritmie - precisano gli autori dello studio - erano quasi tutte innocue, e solo una persona ha richiesto una scarica erogata dal device per ripristinare il ritmo cardiaco regolare. Ricerche future potrebbero chiarire la tempistica delle aritmie in relazione ai principali eventi sportivi, così come nelle persone senza dispositivi cardiaci impiantati, suggeriscono infine gli esperti. Ma questa non è l'unica ricerca pubblicata sul tema. Una pubblicata sul 'Journal of Sport Sciences', ad esempio, conclude che "la visione di partite di calcio risulta associata a un rischio maggiore di malattie cardiovascolari" fatali e non fatali "complessive, sia negli uomini che nelle donne", ma "soprattutto tra gli spettatori di sesso maschile". Il team - scienziati di atenei e ospedali cinesi - firma una metanalisi degli studi sull'argomento pubblicati fino al 2018. "L'analisi dei sottogruppi ha mostrato che l'insuccesso della squadra comporta un rischio maggiore", scrivono gli autori, e che si è visto in particolare "un rischio più elevato di infarto miocardico non fatale", mentre "non è stato riscontrato alcun aumento significativo di ictus fatale o non fatale". C'è anche un lavoro italiano, risalente però al 2010, che invece rileva una mancanza di correlazione con il rischio di eventi cardiovascolari acuti. E conclude che "è probabile che gli effetti cardiovascolari della visione di partite di calcio siano, se non altro, molto limitati". Per arrivare a questo risultato, gli autori hanno studiato 25.159 ricoveri ospedalieri per infarto miocardico acuto nella popolazione italiana durante tre competizioni calcistiche internazionali: la Coppa del Mondo 2002, il Campionato Europeo 2004 e la Coppa del Mondo 2006. Ma lo spunto per il loro studio era stato a sua volta un altro lavoro che aveva invece analizzato le variazioni nei tassi di emergenze cardiache in Baviera (Germania) durante un Mondiale di calcio, rilevando "un aumento di 2,7 volte dell'incidenza nelle 12 ore precedenti e successive alle partite di calcio che hanno coinvolto la nazionale tedesca", innescando il dibattito sulla necessità di introdurre misure preventive cardiovascolari ad hoc. Di certo c'è che adrenalina e stress giocano un ruolo determinante. Anche una ricerca targata Oxford del 2020 indaga sulla spinosa questione calcio e cuore. Gli autori, come riportato online in un servizio di allora della 'Bbc', hanno analizzato la saliva dei tifosi brasiliani durante la storica sconfitta contro la Germania ai Mondiali del 2014. E hanno scoperto che i livelli dell'ormone cortisolo erano aumentati vertiginosamente durante la sconfitta casalinga per 7-1 in semifinale. Picchi che possono essere pericolosi perché aumentano la pressione sanguigna e affaticano il cuore. Anche i "tifosi più occasionali" sperimentano questo tipo di stress, ma "non estremo come quello vissuto da coloro che sono fortemente in simbiosi con la propria squadra, i quali sperimentano la maggiore risposta fisiologica quando guardano una partita", ha chiarito la ricercatrice Martha Newson, suggerendo l'opportunità di screening cardiaci o altri controlli per i seguaci più affezionati. Bene, dunque, seguire fino in fondo il mantra "pazza Inter, amala", ma con un occhio all'elettrocardiogramma. (di Lucia Scopelliti) ---sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Avvocato La Badessa: "Sì a uso IA nel lavoro legale ma non sa elaborare testi su misura"
(Adnkronos) - L'utilizzo dell’Intelligenza Artificiale all'interno degli studi legali è già realtà. "L'Intelligenza artificiale - spiega in un'intervista all'Adnkronos/Labitalia l'avvocato Francesco Antonio La Badessa, partner dello studio Ichino Brugnatelli e Associati - non può replicare il bagaglio esperienziale del professionista, né sostituirlo nel rapporto diretto con il cliente o nella partecipazione a udienze – che siano in presenza o da remoto. La dimensione umana della professione, fatta di giudizio, intuizione e capacità relazionale, resta insostituibile". "Uno dei principali limiti - avverte - risiede nella mancanza di un taglio redazionale personalizzato. L’IA non è in grado di elaborare testi 'su misura', come invece richiede la stesura di atti e pareri di qualità. E' per questo che la supervisione del professionista, insieme alla sua esperienza, rimane essenziale per garantire standard qualitativi elevati. "Credo - sostiene - che ci sarà una trasformazione significativa, a partire dal piano curriculare: i futuri collaboratori dovranno necessariamente essere in grado di utilizzare strumenti di IA per esercitare la professione. Inoltre, la gestione del tempo risparmiato grazie all’uso dell’IA dovrà essere indirizzata verso attività di approfondimento scientifico, funzionali anche all’addestramento dei futuri aggiornamenti software". "Prevedo - sostiene - un cambiamento nella valorizzazione economica delle prestazioni: aumenterà per quelle che richiedono la presenza insostituibile del professionista – come trattative, udienze, relazioni industriali – e diminuirà per quelle automatizzabili, come la predisposizione di semilavorati per atti e pareri". "Nel nostro studio - afferma Francesco Antonio La Badessa - LexroomAI si è rivelato uno strumento particolarmente efficace nel fornire riscontri analitici e rapidi. Il software è in grado di restituire fonti utili che possono essere impiegate nella redazione di atti e pareri giuridici, sia per clienti istituzionali sia per clienti privati". "Si tratta, dunque, di un valido supporto nelle fasi preliminari del lavoro legale. Abbiamo iniziato a utilizzare LexroomAI circa un anno fa. Da allora, ne seguiamo con interesse l’evoluzione e i margini di applicazione nella nostra attività professionale", conclude. ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)









