Int, formazione necessità assoluta per il tributarista
(Adnkronos) - Per l’Istituto nazionale tributaristi (Int) la formazione professionale non è solo un obbligo collegato al rilascio dell’attestato di qualità e di qualificazione professionale ai sensi della legge 4 del 2013 e delle norme statutarie, ma è una necessità assoluta per il tributarista che voglia offrire un’assistenza di qualità ai propri iscritti. “Per offrire ulteriore supporto alla formazione professionale obbligatoria, per le tributariste e i tributaristi dell’Int, gli approfondimenti della commissione nazionale fiscalità non saranno solo più solo utilizzati per il confronto istituzionale sulla normativa tributario-economica ma, ove non soggetti a riservatezza se non richiesta dagli interlocutori istituzionali o per ragioni di opportunità, saranno pubblicati in un’apposita pagina dell’ area riservata nel portale dell’Int", dichiara il presidente nazionale Riccardo Alemanno, che aggiunge: "per supportare il lavoro svolto dalla commissione fiscalità si é provveduto a implementarne i componenti che sono passati da 5 a 8 e saranno sempre coordinati dal vice presidente nazionale Giuseppe Zambon, inoltre, sempre per sviluppare alcune tematiche di particolare interesse, è stato costituito il centro studi dell’Istituto nazionale tributaristi i cui primi componenti saranno i tributaristi Int della commissione fiscalità, in questo caso il ruolo di coordinatore sarà però ricoperto dal direttore generale Roberto Vaggi, potranno in seguito partecipare altri tributaristi Int ed esperti esterni". "Ringrazio di cuore le colleghe e i colleghi che sono resi disponibili a dare il loro contributo fattivo per lo studio e l’approfondimento delle norme, incarico che hanno assunto con profondo spirito di servizio verso l’Int e i suoi iscritti. La formazione e l’aggiornamento dei tributaristi Int avranno ulteriori supporti per navigare nel mare tempestoso delle normativa tributaria e poter fornire servizi di qualità nell’ambito della consulenza tributaria e contabile", conclude. I componenti della Commissione nazionale fiscalità, che già collaborano con importanti riviste del settore o svolgono attività di relatore in incontri di studio, sono: Alessio Argiolas (Cagliari), Fabrizio Artizzu (Roma), Anna Briozzo (Brescia), Andrea Cartosio (Genova), Monica Cerva (Cuneo), Salvatore Cuomo (Roma) e Davide Scandaletti (Padova), oltre al già citato Coordinatore Giuseppe Zambon (Sondrio). Alle riunioni, sia della commissione che del centro studi, potrà partecipare il presidente Alemanno. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Dr, da Dealer Day a Salone Barcellona vetrina doppia per brand e anteprime del gruppo
(Adnkronos) - E' stata una vetrina 'doppia' quella che ha messo in campo il Gruppo DR che ha presentato al Salone dell'Automobile di Barcellona tutto il suo portafoglio di marchi, confermando la 'scommessa' sul mercato iberico mentre al Dealer Day di Verona ha presentato i restyling di DR 6.0 Super Hybrid e DR 6.0 Super Thermohybrid, assieme al 'ritorno' del marchio Katay con una linea di veicoli commerciali. Per quanto riguarda la Spagna dopo aver lanciato il marchio Evo e consolidato progressivamente la sua presenza nel primo trimestre del 2025, grazie ai nuovi modelli e a una rete in continua evoluzione, ora il gruppo DR porta su quel mercato gli altri suoi marchi - DR, Tiger, Sportequipe, ICH-X e Birba - con l’obiettivo di ottenere in breve tempo gli stessi risultati raggiunti in Italia. Tutti i modelli del gruppo creato da Massimo Di Risio si caratterizzano per la possibilità di avere il sistema di alimentazione Thermohybrid con GPL di fabbrica, il che consente in Spagna di ottenere la speciale ’"Etichetta ECO" per l’accesso nei centri urbani, oltre ad una maggiore autonomia e un risparmio sui costi del carburante. A Barcellona ha di fatto debuttato la DR International, la divisione del gruppo, con a capo Enrico Atanasio, che si occuperà dello sviluppo dei nuovi marchi in Spagna, per poi mettere in atto una progressiva espansione sui principali mercati europei, come Francia, Belgio, Lussemburgo, Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Romania e Grecia. Tra le novità esposte al Salone di Barcellona spicca la nuova Sportequipe S8 GT, SUV di 4,7 mt. 7 posti (5 nella versione Thermohybrid benzina/GPL), dal desing molto accattivante e spinto da un 1.6 turbo ad iniziezione diretta da 186 CV. In Italia, invece, il gruppo DR è tornato a Verona al Dealer Day aggiungendo ai 6 brand 'originari' anche quello Katay, storico marchio del gruppo dedicato ai veicoli commerciali che presto lancerà sul mercato una linea completamente rinnovata, con tre furgonati full-electric e tre cassonati benzina/GPL. Uno di questi è il Katay 28, esposto a Verona. Tra le altre novità presenti al Dealer Day, la nuova Sportequipe S8 GT che affianca la Sportequipe 6 GT, oltre ai restyling di DR 6.0 in versione PHEV e Termhohybird nello stand DR. Nello stand Tiger le due Tiger Six ed Eight, due Birba in quello dedicato alla nuova microcar del gruppo ed infine il K2 ed il K3 in quello ICH-X. Una versione speciale (Rock’s) e personalizzata del K2 è stata consegnata a Danilo Petrucci, pilota di Super Bike, testimonial di Sportequipe/ICH-X, intervenuto durante il dealer meeting Sportequipe/ICH-X. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Startup, Costabile (Luiss): "Pochi investimenti in AgriFoodTech, invertire rotta o declino"
(Adnkronos) - E' uno dei pilastri dell'economia del nostro Paese, riconosciuto in tutto il mondo. Ma per far sì che mantenga la sua leadership servono investimenti in nuove tecnologie e innovazione. Che in Italia, invece, scendono sempre di più, penalizzando le tantissime startup, che, spesso vanno a cercare fortuna all'estero. Stiamo parlando dell'agroalimentare, settore di punta del made in Italy e traino del nostro Pil, che oggi però si trova davanti a sfide decisive, come spiega ad Adnkronos/Labitalia Michele Costabile, professore ordinario di Economia e gestione delle imprese (marketing) all'università Luiss di Roma dove dirige Luiss X.ITE - centro di ricerca su tecnologie e comportamenti di mercato, che ha realizzato il primo 'Rapporto sulla trasformazione tecnologica della filiera agroalimentare. Il contributo della startup economy', nell'ambito del progetto promosso da Federalimentare e sostenuto da Confagricoltura. "Noi come Italia -spiega Costabile- oggi arriviamo addirittura ad avere un peso dell'agroalimentare sul Pil che è stabilmente del 30%, con turisti che vengono in Italia attratti alla bellezza del Paese e dal cibo, prima di ogni altra cosa. Visto che il resto del mondo sta investendo tanto sull'agroalimentare per il futuro, per riuscire a soddisfare le esigenze di una popolazione che arriverà nei prossimi 20-25 anni a 9 miliardi di persone, se noi non facciamo questo stesso investimento oggi, il domani che si costruisce oggi ci vedrà con una posizione meno rilevante". E i numeri che emergono dal Rapporto evidenziano invece uno scenario negativo per il sostegno alle startup di settore. Nel 2024, infatti, sono stati investiti in startup agri&foodtech poco più di 100 milioni di euro, in calo rispetto al valore degli investimenti nel 2023 (poco più di 140 milioni di euro; -28%) e nel 2022 (poco più di 150 milioni di euro; -36% il decremento 2024 su 2022). Una situazione drammatica visto che, come sottolinea Costabile, "in tutti i settori del mondo ormai la gran parte dell'innovazione o arriva o è stimolata dalle startup, e non a caso si parla di startup economy". E senza innovazione si ferma la crescita. "I numeri sono da brivido, dobbiamo agire. Perché già oggi, per stare al passo con gli altri Paesi, non per stare meglio degli altri, dovremmo investire 5 volte quello che stiamo facendo", sottolinea Costabile. Confrontando infatti quanto investito in Italia con la media di quattro Paesi europei di riferimento, dal Rapporto emerge che per colmare il gap, per esempio, in rapporto al valore produzione agricola, il valore degli investimenti agri&foodtech dovrebbe essere oltre 500 milioni di euro annui, appunto en 5 volte di più rispetto al dato reale del 2024. Una situazione che sta portando tanti 'cervelli' ad andare a cercare fortuna, e investimenti, fuori dal nostro Paese se è vero che "sulle 2.500 start-up agroalimentari presenti in Europa circa il 10% potrebbe avere un fondatore, o co-fondatore, italiano. E' un dato che si riserviamo di validare in modo più puntuale nella seconda edizione del nostro Rapporto", sottolinea. Non c'è da perdere tempo, insomma, e servono azioni incisive per sostenere un comparto come l'Agri&foodtech che può essere decisivo nell'economia del nostro Paese nei prossimi anni. E per Costabile sono diverse le proposte che "riguardano il mondo dell'università, della ricerca, ma anche delle associazioni in categoria delle imprese. Ad esempio così come a Milano, dopo l'Expo, hanno fatto un investimento colossale per creare il Mind. E all'interno del Mind, la punta di diamante è lo Human Technopole, oggi bisogna creare un agri-food technopole. Qualcosa si sta facendo a Napoli, con il rettore dell'Università Federico II, molto capace e competente, che sta spingendo per lo sviluppo di questo agri-tech center, ma non basta. Data la nostra primazia nella filiera agroalimentare, ne dobbiamo avere almeno due in Italia. Oltre alla Campania penso alla food valley in Emilia, perché così c'è la prossimità con il mondo delle imprese", sottolinea Costabile. Per Costabile questi due agri-tech center sono fondamentali "perchè le persone devono vedere, devono andare a cena insieme, per poter partorire idee nuove e soprattutto per poter trovare la chimica necessaria per realizzarle. L'innovazione passa dall'interazione fisica del corpo delle persone, guardandosi in faccia", sottolinea. E poi per il docente della Luiss è necessario che startup e imprese si 'parlino'. "Bisogna fare in modo che il mondo delle start-up non sia staccato dal mondo corporate, che non siano due mondi separati. Il corporate guarda le start-up come quattro ragazzini fuori di testa e le start-up guardavano il mondo corporate come dei vecchi dinosauri. Non è così. Questi due mondi devono interagire strettamente, ricordando al mondo corporate che ogni grande azienda, prima di diventare grande era una start-up, era bambina, no? Quindi bisogna fare in modo che questi due mondi interagiscono di più. Con risorse economiche, con investimenti, con piani di lavoro congiunto, laboratori di sperimentazione, quindi cose concrete", ribadisce. Ma non basta. "Terzo elemento fondamentale, gli organi governativi e, diciamo, anche le aziende devono capire che gli investimenti devono essere fatti, non solo in misura rilevante, ma anche intelligente. Dobbiamo fare in modo che il mondo privato abbia dei vantaggi nell'investire in venture capital. E i vantaggi sono detrazioni vere e immediate. Io, per esempio, mi trovo a Londra, dove se un privato come me o come lei investe anche solo 10.000 euro in una start-up, gli arrivano 4.000 euro sul bonifico in banca, appena l'investimento viene registrato dalla banca. O come in Canada dove avevano gli stessi problemi dell'Italia e hanno fatto una legislazione per incentivare l'interesse dei privati", sottolinea. Oggi lo scenario in Italia non è esaltante, come spiega Costabile. "Oggi in Italia ci sono solo due Fondi che investono veramente sulle start-up. Uno grande e importante che si chiama 'Linfa Agrifoodtech innovation fund' e un altro, più piccolo, 'Maia'. Sono pochi, hanno una dotazione di 100 milioni di euro da investire in 5 anni, noi ne dobbiamo investire 500 milioni all'anno. Quindi mancano 2 miliardi e 300 milioni di euro per arrivare a quanto dovremmo investire per essere al passo con gli altri Paesi", sottolinea il docente della Luiss. E per salvare la competitività di un settore, l'agroalimentare, che "è -ricorda Costabile- un elemento essenziale della cultura italiana tanto decantata e apprezzata nel mondo. E gli investimenti in Agrifoodtech hanno un impatto straordinario sul clima perchè l'agricoltura e agroalimentare sono i principali responsabili di emissione di Co2 ed è normale che quando innovo abbasso queste emissioni con un impatto molto positivo sul clima. Moltissime innovazioni che arrivano dalle startup di questo settore hanno poi un impatto su energia, salute, su nuovi materiali circolari, sulla giustizia sociale rendendo più accessibile l'alimentazione", conclude ---lavoro/start-upwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
First Playable 2025: oltre 40 investitori e publisher internazionali pronti ad incontrare gli studi di sviluppo italiani
(Adnkronos) - IIDEA, l'associazione che rappresenta l'industria dei videogiochi in Italia, ha annunciato l'apertura delle prenotazioni per le sessioni di pitching della settima edizione di First Playable. Questo evento business internazionale, dedicato agli sviluppatori di videogiochi, si terrà dall'11 al 13 giugno a Firenze, presso il Palazzo degli Affari e il Cinema la Compagnia.
Nelle giornate di giovedì 12 e venerdì 13 giugno, oltre 40 rappresentanti tra investitori e publisher internazionali saranno presenti a Firenze, grazie al supporto dell'Agenzia ICE e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Questi ospiti saranno a disposizione degli sviluppatori italiani per fissare incontri individuali (1:1) e valutare potenziali opportunità di collaborazione. La prenotazione delle sessioni avverrà tramite la piattaforma di matchmaking fornita da Meet to Match, previa acquisizione di un biglietto "Developer Full Access". L'elenco completo delle aziende che hanno confermato la propria partecipazione alla settima edizione dell'evento è consultabile sul sito ufficiale di First Playable. Quest'anno, in aggiunta agli incontri individuali, IIDEA introduce un nuovo format: le "roundtable". Si tratterà di incontri "1-molti" della durata di un'ora, in cui un ospite internazionale (roundtable leader) interagirà con diversi sviluppatori italiani. Le tavole rotonde offriranno un'opportunità per discutere temi centrali per l'industria dei videogiochi, promuovendo lo scambio di idee tra una rete diversificata di sviluppatori locali, dalle realtà consolidate alle startup emergenti. L'accesso alle roundtable sarà riservato ai possessori del biglietto "Developer Full Access", senza necessità di prenotazione e fino ad esaurimento posti. Sono già confermati otto appuntamenti per le giornate di giovedì 12 e venerdì 13 giugno, con rappresentanti di Gambit Digital, Slitherine, 1Up Ventures, SuperNova Capital, Sony Interactive Entertainment, Xsolla, Epic Games e Sourcing in the Rain.
Per partecipare a First Playable 2025, sono disponibili due tipologie di biglietti acquistabili su Eventbrite: "
Developer Full Access
" e "
Developer Social Access
". Entrambe le opzioni sono riservate a imprese, team e professionisti con sede in Italia attivi nello sviluppo di videogiochi. Gli altri operatori interessati, come realtà internazionali, fornitori di servizi, sponsor e partner, possono contattare IIDEA tramite i riferimenti presenti sul sito ufficiale dell'evento per ricevere una proposta di ticketing personalizzata. I biglietti includono l'accesso alle giornate dell'evento, inclusa la cerimonia di premiazione degli Italian Video Game Awards e il successivo party che si terrà il 12 giugno presso il Cinema la Compagnia. Giunto alla sua settima edizione, First Playable è organizzato da IIDEA, l'associazione che rappresenta l'industria dei videogiochi in Italia, e Toscana Film Commission – Fondazione Sistema Toscana, in collaborazione con l'Agenzia ICE e il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con l'obiettivo di accelerare la crescita e il consolidamento dell'industria italiana dei videogiochi. Epic Games è Diamond Partner dell'evento, mentre Bologna Game Farm, il progetto europeo GAME-ER, in collaborazione con le OGR Torino e il programma di accelerazione Quickload, LCA Studio Legale, Memorable Games e Slitherine figurano tra i Gold Partner. Audio Network Italia, Caracal Games, Untold Games e Xsolla sono Silver Partner. Ulteriori dettagli sono disponibili sul sito ufficiale dell'evento www.firstplayable.it. Per prenotare gli incontri di pitching e partecipare alle roundtable, è necessario acquistare un biglietto "Developers Full Access" e registrarsi sulla piattaforma Meet to Match. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Per JLR utile da 2,5 mld sterline grazie a boom Defender, grande attesa per Range Rover Electric
(Adnkronos) - Nonostante le incertezze del mercato e la fase di trasformazione del marchio Jaguar, il gruppo Jaguar Land Rover Automotive ha chiuso l'intero anno fiscale al 31 marzo scorso con un utile di 2,5 miliardi di sterline, il profitto più alto in un decennio. Un risultato sostenuto anche dal risultato netto prima delle imposte di 875 milioni di sterline per il quarto trimestre, il decimo trimestre in utile consecutivo di JLR. L’Ebit è stato del 10,7% per il quarto trimestre e dell'8,5% per l'intero esercizio. Il gruppo segnala come JLR mantiene la sua tendenza di performance costante: i ricavi del trimestre sono stati di 7,7 miliardi di sterline, in calo dell'1,7% rispetto al quarto trimestre dell'esercizio 2024 e in aumento del 3,2% rispetto al trimestre precedente mentre i ricavi dell'intero anno, di 29,0 miliardi di sterline, sono rimasti invariati. Il fatturato per il quarto trimestre è stato di 7,7 miliardi di sterline, in calo dell'1,7% su base annua. Sul fronte prodotto, spicca il dato delle vendite di Defender che hanno raggiunto un nuovo record nell'anno fiscale con 115.404 unità (+0,7%) su base annua. Il gruppo segnala come il programma di sviluppo di Range Rover Electric continua, con test invernali ad Arjeplog, in Svezia, mentre la sua lista d'attesa supera quota 61.000 unità e le nuove linee di produzione sono state testate con successo a Solihull, in vista appunto della produzione della Range Rover Electric. Sempre sul fronte elettrificazione le vendite retail globali dei modelli plug-in JLR nell'esercizio 2025 sono aumentate del 21,7% su base annua, con il brand Range Rover in crescita del 38,2%. Il gruppo segnala poi come la collaborazione con il partner China JV Chery, nata per creare un portafoglio di modelli elettrici basato sul brand Freelander "procede bene e integra l'attività esistente di JLR in Cina". Commentando la performance il ceo Adrian Mardell sottolinea come il gruppo "ha chiuso l'anno con forti profitti annuali e trimestrali, tra cui il decimo trimestre redditizio consecutivo e l’obiettivo di debito netto pari a zero. Questa performance forte e coerente, l'impegno delle nostre persone, dei partner e dei clienti e l'appeal dei nostri marchi di lusso sosterranno la nostra risposta alle attuali sfide economiche globali, incluso il contesto commerciale mondiale in evoluzione.” ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Kingdom Hearts IV, Square Enix pubblica nuove immagini
(Adnkronos) - A oltre due anni di distanza dall’annuncio ufficiale, Square Enix ha rilasciato due nuove immagini di Kingdom Hearts IV, offrendo un primo sguardo aggiornato sul titolo attualmente in sviluppo. I nuovi screenshot, pubblicati in occasione di una comunicazione rivolta ai fan, rappresentano il primo materiale inedito diffuso dal reveal iniziale avvenuto nell’aprile 2022. Con un messaggio rivolto alla community, Square Enix ha confermato l’impegno continuo nella realizzazione del gioco: “Stiamo lavorando intensamente a Kingdom Hearts IV e continueremo a dedicarci con passione allo sviluppo. Il nostro obiettivo è offrire un’esperienza all’altezza delle vostre aspettative.” Lo studio ha inoltre espresso gratitudine per l’entusiasmo dimostrato dai fan in attesa del nuovo capitolo, affermando: “Non vediamo l’ora di condividere ulteriori dettagli quando sarà il momento opportuno. Fino ad allora, vi ringraziamo per la pazienza e il sostegno costante”. Kingdom Hearts IV rappresenta il nuovo episodio principale dell’omonima saga action RPG, nata nel 2002 dalla collaborazione tra Square Enix e Disney. La serie è celebre per il suo intreccio narrativo complesso, che fonde personaggi originali come Sora, Riku e Kairi con le icone dell’universo Disney e dell’universo Final Fantasy. Nel corso di oltre vent’anni, Kingdom Hearts ha costruito una immensa fanbase globale, distinguendosi per il suo stile visivo unico, la colonna sonora curata da Yoko Shimomura e un gameplay dinamico che ha saputo evolversi nel tempo. Dopo la conclusione della “Saga di Xehanort” con Kingdom Hearts III, il quarto capitolo inaugurerà una nuova fase narrativa, denominata “Saga del Maestro del Maestri”, e vedrà il protagonista Sora catapultato in un mondo più realistico, noto come Quadratum. Le prime sequenze mostrate nel 2022 lasciavano intravedere un netto cambio di registro visivo, con ambientazioni urbane ispirate a città moderne, in contrasto con gli scenari fiabeschi tipici dei precedenti capitoli. Al momento, Square Enix non ha fornito una finestra di lancio né confermato le piattaforme di destinazione. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Kojima Productions annuncia il tour mondiale di Death Stranding 2
(Adnkronos) - Kojima Productions ha annunciato ufficialmente un tour mondiale in occasione del lancio di Death Stranding 2: On the Beach, previsto in esclusiva per PlayStation 5 il 26 giugno 2025. L’iniziativa toccherà dodici città in tutto il mondo, offrendo ai fan l’opportunità di celebrare l’arrivo del nuovo capitolo insieme al team di sviluppo e ad ospiti speciali. Il gioco segna il ritorno di Sam Porter Bridges in un mondo ancora segnato dalla frammentazione, impegnato in una nuova missione per riconnettere l’umanità. Accompagnato da nuovi personaggi, Sam si avventurerà oltre i confini degli Stati Uniti Uniti d’America per affrontare minacce soprannaturali e una domanda esistenziale che incombe su ogni passo: era davvero giusto connetterci? Il tour, denominato Death Stranding World Strand Tour 2, prenderà il via l’8 giugno a Los Angeles e attraverserà città come Tokyo, Parigi, Londra, Seul, Shanghai e Lucca, dove farà tappa a novembre. I dettagli relativi agli eventi specifici in ciascuna località verranno comunicati prossimamente. Death Stranding 2: On the Beach vede il ritorno nel cast di Norman Reedus, Léa Seydoux e Troy Baker, affiancati da Elle Fanning, Shioli Kutsuna e dal regista premio Oscar George Miller. Il progetto conferma inoltre la presenza di collaboratori storici del team, tra cui Yoji Shinkawa alla direzione artistica per i personaggi e i meccanismi, Ludvig Forssell come direttore musicale e Kyle Cooper per la realizzazione dei titoli di apertura. La nuova produzione firmata Hideo Kojima punta nuovamente a superare i confini del videogioco tradizionale, combinando elementi narrativi, visivi e sonori in un’esperienza che fonde avventura, riflessione filosofica e sperimentazione artistica. Un assaggio del nuovo titolo è stato recentemente offerto al pubblico durante un panel speciale tenutosi al SXSW di Austin, Texas, dove Kojima è intervenuto insieme a Norman Reedus, Troy Baker e Woodkid per presentare le ultime novità sul gioco. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Huawei Watch Fit 4 Pro sorprende per funzionalità e prezzo
(Adnkronos) - Con l’arrivo della serie Huawei Watch Fit 4, il produttore cinese introduce per la prima volta una variante Pro, che rappresenta un netto passo in avanti rispetto al modello base. Watch Fit 4 Pro si presenta come una soluzione intermedia tra smartband e smartwatch di fascia alta, fondendo un’estetica minimalista con funzionalità avanzate per la salute e lo sport. Disponibile in Italia a 279 euro, si colloca nella fascia media del mercato, ma con caratteristiche tecniche che sfidano modelli ben più costosi. Huawei Watch Fit 4 Pro è il modello più sottile mai realizzato da Huawei nella linea Fit, con uno spessore di soli 9,3 mm. A colpire al primo sguardo è l’equilibrio tra leggerezza e robustezza: la cassa in alluminio, la ghiera in lega di titanio e il vetro zaffiro proteggono il dispositivo senza appesantirlo, mantenendone il peso complessivo intorno ai 35 grammi. La versione verde è fornita con un cinturino in nylon intrecciato, mentre i modelli nero e blu utilizzano fluoroelastomero con chiusura tradizionale. Il pannello AMOLED è il cuore visivo di Watch Fit 4 Pro. Con una diagonale di 1,82 pollici e una risoluzione di 347 ppi, offre una nitidezza eccellente. La luminosità massima di 3.000 nit garantisce una leggibilità perfetta anche in piena luce solare, equiparabile a quella del più costoso Huawei Watch 5. L’interfaccia HarmonyOS è ottimizzata per la forma del display, risultando non solo elegante ma anche molto funzionale. La funzione Raise to Wake è reattiva e precisa, mentre il display always-on è ben calibrato in termini di consumi, anche se riduce l’autonomia complessiva del dispositivo. Il sistema TruSense è il motore biometrico di Watch Fit 4 Pro, integrando sei sensori per monitorare frequenza cardiaca, ossigeno nel sangue, temperatura corporea, frequenza respiratoria, pressione arteriosa e ritmo cardiaco (ECG). Secondo Huawei, l’accuratezza delle misurazioni si avvicina al 98%, con un margine d’errore inferiore al 2% rispetto agli strumenti medici certificati. A differenza dei modelli Watch 5 e GT 5 Pro, la funzione Health Glance non è inclusa, ma l’accesso a un monitoraggio continuo e dettagliato attraverso l’app Huawei Health resta uno dei punti di forza del dispositivo. Dal punto di vista delle funzioni dedicate allo sport, Watch Fit 4 Pro eredita molte delle funzioni viste nelle serie GT. In particolare, è ora possibile caricare tracciati GPX satellitari e visualizzare una mappa a colori offline, versione semplificata delle Petal Maps, che attiva la navigazione passo-passo solo se collegata all’app dello smartphone. Fit 4 Pro supporta oltre 100 modalità sportive, e il monitoraggio delle performance è estremamente dettagliato: distanza, cadenza, tempo di contatto al suolo, calorie, passo, VO2Max e metriche specializzate per discipline come golf, nuoto o canottaggio. Sotto la scocca si trova una batteria da 400 mAh, identica a quella di Watch Fit 4 standard, ma migliorata in termini di ricarica grazie a un’architettura più efficiente del modulo TruSense. La ricarica completa con il caricatore magnetico incluso avviene in circa 60 minuti. È possibile usare anche caricabatterie Qi standard, ma la velocità ne risente. Huawei promette fino a 7 giorni di utilizzo, ma nei test con notifiche attive, AOD disabilitato e un’attività fisica moderata ogni due giorni, l’autonomia effettiva si è stabilizzata intorno ai 6 giorni. Attivando il display always-on, la durata scende a circa 4 giorni. In uno scenario a risparmio energetico e senza AOD si possono sfiorare i 7 giorni pieni. HarmonyOS 5.1 si dimostra fluido e ben rifinito, anche se Watch Fit 4 Pro non dispone di uno store di app di terze parti. Le funzionalità smart restano comunque sufficienti per l’uso quotidiano: notifiche, risposte rapide, gestione della musica, sveglie e integrazione con la galleria di quadranti personalizzabili. Watch Fit 4 Pro integra un modulo NFC, ma il sistema Huawei Wallet non è ancora operativo in Italia. I pagamenti sono possibili solo tramite l’app Quicko, una soluzione prepagata con costi di ricarica, non integrata nativamente nell’orologio. Manca anche il supporto eSIM, pertanto le chiamate possono avvenire solo via Bluetooth, sfruttando il microfono e l’altoparlante integrati. La qualità è accettabile per brevi conversazioni, ma non sempre impeccabile. Huawei Watch Fit 4 Pro rappresenta la naturale evoluzione della linea Fit: un dispositivo che si avvicina alla serie GT in termini di funzionalità, ma con un design più sottile, sportivo ed elegante. A 279 euro, offre materiali premium, sensori biometrici di precisione, navigazione offline, ricca compatibilità sportiva e una buona autonomia. Pur mancando di app esterne, pagamento contactless avanzato e chiamate indipendenti, rimane una scelta solida per chi desidera un wearable orientato al fitness e al benessere, in un formato leggero ma ricco di contenuti. In definitiva, è un’ottima soluzione per sportivi, utenti attenti alla salute e amanti del design sobrio ma raffinato. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Huawei presenta a Berlino la nuova gamma di dispositivi intelligenti
(Adnkronos) - Huawei ha presentato a Berlino la propria nuova gamma di dispositivi intelligenti, declinata sotto il tema “Fashion Next”, con l’obiettivo di unire soluzioni tecnologiche avanzate a un design ricercato. La proposta include smartwatch, auricolari wireless e un tablet di fascia alta, pensati per soddisfare esigenze di benessere personale, prestazioni e produttività.
Huawei Watch 5 rappresenta l’evoluzione nel campo dei wearable grazie al sistema TruSense potenziato dalla tecnologia di rilevamento multiplo X‑TAP, che utilizza un Distributed Sensor Module per monitorare i parametri vitali direttamente dalle dita, garantendo maggiore velocità e precisione nelle misurazioni. L’interazione è stata perfezionata con nuove gesture, mentre il design abbina una cassa dalle linee fluide disponibile in due misure, 46 mm e 42 mm, a materiali di pregio come titanio aerospaziale, acciaio inossidabile 904L e vetro zaffiro sferico. Il prezzo di partenza è di 449 €, variabile in base al modello; all’acquisto viene offerto un bundle con auricolari FreeBuds 6i, un cinturino aggiuntivo e 12 mesi di estensione di garanzia con Huawei Care. La serie Huawei Watch Fit 4 propone un approccio più essenziale mantenendo standard qualitativi elevati: la scocca in alluminio aeronautico, la ghiera in lega di titanio e il vetro zaffiro assicurano leggerezza e resistenza. In particolare, il modello Fit 4 Pro, spesso solo 9,3 mm, supporta attività sportive evolute quali trail running, immersioni fino a 40 m e golf professionale, avvalendosi di sensori barometrici e del sistema TruSense per un monitoraggio completo. Il prezzo consigliato per Watch Fit 4 Pro è di 279 €, con una promozione che prevede uno sconto di 30 € (coupon AMKTFIT4) e un cinturino in omaggio, mentre il modello Watch Fit 4 è proposto a 169 € con la medesima offerta. Nel settore audio, gli Huawei FreeBuds 6 inaugurano un’esperienza open‑fit con doppio driver per bassi profondi e alti nitidi, garantendo un suono ad alta risoluzione e compatibilità con dispositivi Android, iOS e Windows. Il prezzo di listino è di 159 €, con una promozione che prevede 20 € di sconto tramite coupon AMKTFB620 e l’inclusione del servizio Huawei Loss Care. Infine, il tablet Huawei MatePad Pro da 12,2 pollici integra un display Tandem OLED PaperMatte per ridurre riflessi e migliorare la visibilità, affiancato da una tastiera Glide che riproduce l’esperienza di un laptop e da un vano di ricarica per lo stilo. Questo modello non prevede nel comunicato un prezzo specifico, ma è presentato come soluzione per incrementare la produttività. Secondo i dati IDC, Huawei ha registrato nel 2024 la più alta crescita annuale nelle spedizioni globali di wearable e mantiene il primato nel mercato cinese per il sesto anno consecutivo. Con questi lanci l’azienda conferma la propria leadership nel connubio tra estetica, tecnologia e benessere. I nuovi dispositivi saranno disponibili dal 15 maggio 2025 presso i principali rivenditori, online e offline. Sullo store ufficiale italiano saranno valide promozioni esclusive fino al 29 giugno 2025, e tutti gli acquirenti beneficeranno di cinque servizi di assistenza premium gratuita, comprendenti consulenza, pulizia, diagnosi, aggiornamento software e ritiro/consegna del dispositivo. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Huawei Watch 5, un concentrato di benessere da polso
(Adnkronos) - Con il lancio del nuovo Huawei Watch 5, il produttore cinese ridefinisce la propria proposta nel settore degli smartwatch premium, puntando tutto su innovazione nel monitoraggio della salute, qualità costruttiva e design sofisticato. Disponibile in Italia a partire da 449 euro, il dispositivo si posiziona nella fascia alta del mercato, ambendo a competere con i top di gamma di Apple e Samsung, ma giocando su un terreno differente: quello della durata, dell’autonomia e della centralità del benessere personale. Il Huawei Watch 5 è disponibile in due misure, 46 mm e 42 mm, per rispecchiare esigenze diverse in termini di vestibilità e gusto estetico. La variante da 46 mm testata in questa recensione presenta una cassa in acciaio inossidabile nero 316L con cinturino in silicone, ma è anche disponibile in configurazioni più raffinate come il titanio aerospaziale, compreso un inedito color “Chromatic Purple”. Il vetro zaffiro sferico conferisce un’elevata resistenza a urti e graffi, mentre la costruzione generale trasmette un senso di solidità e cura per il dettaglio. Il display AMOLED LTPO da 1,5 pollici, con luminosità massima di 3000 nit e cornici ridotte, garantisce leggibilità eccellente anche sotto la luce diretta del sole. Il sistema ad aggiornamento adattivo contribuisce a un’ottima esperienza d’uso, anche se in modalità standard si percepisce qualche piccola incertezza nelle animazioni che non compromette però la fluidità complessiva Lo smartwatch è animato dalla nuova versione HarmonyOS NEXT 5.1, che migliora ulteriormente l’interfaccia grafica e la gestione delle animazioni. L’esperienza utente è fluida, visivamente appagante, con menù curati, quadranti ricchi di dettagli e un sistema coerente in tutte le sue parti. Tuttavia, il sistema operativo soffre ancora per la scarsità di app di terze parti, soprattutto se paragonato a watchOS o Wear OS. Le funzionalità smart includono gestione delle notifiche, controllo della musica, allarmi, promemoria, controllo remoto della fotocamera e chiamate tramite eSIM integrata. Le gesture sono un’aggiunta interessante: è possibile rispondere a una chiamata o disattivare una sveglia semplicemente con un doppio tocco o uno scorrimento delle dita, anche se l’integrazione con le app è ancora limitata. Il cuore tecnologico del Watch 5 è il sistema X-TAP, che introduce per la prima volta un’interazione sensoriale multipla tramite la punta delle dita. Questo consente una misurazione avanzata e in tempo reale di parametri come SpO2, ECG, HRV (variabilità della frequenza cardiaca), temperatura cutanea, rigidità arteriosa, qualità della respirazione, stress e altri nove indicatori chiave. Un semplice tocco sul sensore posizionato tra i due tasti laterali attiva il check-up “Health Glance”, che in circa 60 secondi fornisce un’analisi completa. Il sensore è in grado di rilevare anche i livelli di ossigeno nel sangue in modo continuo dalla punta del dito – una prima assoluta nel settore – rendendo il dispositivo particolarmente adatto a utenti attenti alla salute, sportivi e soggetti con esigenze mediche specifiche. Con oltre 100 modalità sportive, supporto a mappe offline e GPS di precisione (basato sul sistema proprietario Huawei “Sunflower”), il Watch 5 si conferma uno dei migliori dispositivi per l’attività fisica sul mercato. Le attività includono anche sport acquatici e monitoraggio dell’altitudine grazie al barometro integrato. I dati raccolti sono dettagliati e visualizzati in modo intuitivo tramite l’app Huawei Health, che funge da vero hub del benessere digitale. Il monitoraggio del sonno è particolarmente evoluto, con rilevamento dei cicli, qualità del riposo, frequenza cardiaca notturna e consapevolezza respiratoria durante il sonno. Uno dei punti di forza dello Huawei Watch 5 è senz’altro l’autonomia. A seconda della versione e dell’utilizzo, si va da 3 a 11 giorni. Il modello da 46 mm in modalità standard raggiunge circa 4,5 giorni di utilizzo medio, mentre attivando la modalità “aereo” (che disattiva eSIM ma mantiene Wi-Fi e Bluetooth), si possono guadagnare altri due giorni. La modalità di risparmio energetico, che disattiva funzioni avanzate come Wi-Fi ed eSIM, consente di raggiungere fino a 11 giorni di autonomia, mantenendo però la maggior parte delle funzionalità smart attive. Il modello da 42 mm, più compatto, offre un’autonomia inferiore ma comunque competitiva: fino a 3 giorni in uso normale e 7 in modalità risparmio. Grazie alla connettività eSIM, è possibile effettuare e ricevere chiamate direttamente dallo smartwatch, con buona qualità sia in ingresso sia in uscita. È anche possibile utilizzare un numero separato o condividere quello dello smartphone, a seconda delle esigenze e del supporto dell’operatore. Le vibrazioni sono ben calibrate e la gestione delle notifiche è precisa, con possibilità di personalizzare quali app possano inviare alert al polso. Il Huawei Watch 5 si trova a competere con dispositivi come l’Apple Watch Series 10 e il Samsung Galaxy Watch 7. Rispetto a questi, offre un’autonomia nettamente superiore e un comparto salute più ampio e avanzato, pur sacrificando qualcosa sul piano dell’ecosistema di app. Tuttavia, per chi cerca uno smartwatch orientato al benessere, alla durata e all’indipendenza dallo smartphone, il Watch 5 rappresenta un’alternativa concreta e solida. Il Huawei Watch 5 non è solo un wearable elegante: è un dispositivo pensato per offrire strumenti concreti per monitorare, comprendere e migliorare la propria salute, pur mantenendo una veste stilistica raffinata. La mancanza di un vero e proprio store di app può rappresentare un limite per alcuni utenti, ma è ampiamente compensata da funzionalità esclusive come il monitoraggio SpO2 tramite dito, la variabilità della frequenza cardiaca e il pacchetto completo per il benessere. A 449 euro, il prezzo non è contenuto, ma riflette un livello di sofisticazione tecnica e costruttiva che pochi concorrenti riescono a offrire nella stessa fascia. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)










