Gatti: "Il crack distrugge le persone. Non esiste una ricetta magica ma non si può restare a guardare"
(Adnkronos) - "La diffusione di crack è un gravissimo problema. Forse l'abbiamo sottovalutato finora. L'abbiamo considerato come un capitolo, una sottoparte del problema più generale della diffusione della cocaina, ma in realtà è come se il crack fosse a suo modo una sostanza diversa. Una sostanza che distrugge rapidamente le persone, e che dà rapidamente una forte dipendenza. Ti fermi solo quando sei distrutto nel fisico o quando non ce la fai più con la mente". A dare la misura del problema della dipendenza da crack, del suo impatto "devastante", è Riccardo Gatti, medico specialista in psichiatria e psicoterapeuta, da anni al lavoro sul tema delle sostanze psicoattive, delle dipendenze e delle dinamiche che portano al consumo. Per l'esperto, che attualmente coordina il tavolo tecnico sulle dipendenze della Regione Lombardia, una cosa è certa: "Dobbiamo fare molta attenzione alla diffusione" di questa droga, evidenzia all'Adnkronos Salute, "non si può restare a guardare". Il tema è sotto i riflettori per il dibattito che è scaturito dall'iniziativa che si sperimenterà a Bologna, cioè la distribuzione di pipe gratuite in un'ottica di riduzione del danno, secondo una strategia volta anche a intercettare chi fa uso della sostanza. "Non esiste una ricetta magica per risolvere il problema - interviene Gatti - Ed è chiaro che si sviluppano polemiche su iniziative che non propongono la cura e la guarigione qui e ora, l'andare in comunità o comunque smettere. Ma bisogna tenere presente che le persone che iniziano ad essere coinvolte nell'uso di crack difficilmente nei primi tempi sono 'convincibili' a fare dei percorsi per smettere. Loro cercano la sostanza, vogliono la sostanza", racconta il medico. Si finisce in una spirale pericolosa e autodistruttiva: la persona che cade nella rete del crack "comincia a compiere azioni che non hanno significato logico, a volte anche vissute in modo paranoico, con uno sguardo sbagliato, con interpretazioni distorte degli eventi. E in quei momenti si possono anche scatenare reazioni che possono creare danno a se stessi e agli altri. Quindi - approfondisce Gatti - dal punto di vista di chi cerca di ridurre il danno che questa sostanza provoca e di portare le persone a un atteggiamento diverso nei confronti della sostanza e di se stesse, qualsiasi cosa che può creare un'interazione su cui costruire poi qualcosa di più è un'iniziativa positiva. Per chi vede le cose dall'esterno, sembra invece quasi un voler favorire chi è dedito al consumo e quindi in qualche modo incentivare il consumo". Proprio su questa contrapposizione di visioni si gioca il botta e risposta sull'iniziativa varata dal Comune di Bologna. Nel giudicare una misura, però, suggerisce l'esperto, "bisogna tenere presente la dimensione e il target". Perché "ogni iniziativa può produrre buoni o cattivi risultati a seconda di come la si usa, con chi la si usa e perché". Spesso sulle questioni di droga "ci si ferma prima. Ci si ferma alle contrapposizioni, alla battaglia più dal punto di vista politico. Credo che col crack si debba invece stare molto attenti. Perché la contrapposizione blocca, non porta soluzioni. E alla fine non si fa altro che lasciare che le cose maturino, con il rischio che maturino in maniera negativa". C'è da stare attenti, dice Gatti, "anche perché i numeri sull'uso di crack non sono più così piccoli, stanno crescendo". Per esempio a Bologna già in un report dell'Ausl sulle dipendenze nell'area metropolitana, che era stato diffuso a marzo scorso, si segnalava un consumo in crescita. In un anno le persone prese in carico per questa sostanza erano passate da 353 a 456 nel 2024. E un ulteriore aggiornamento sui media locali dà conto di un ulteriore rialzo nel 2025, con 518 persone in carico al 30 giugno (di cui 134 nuovi casi). "Quindi - continua lo psichiatra - luogo per luogo, situazione per situazione, progetto per progetto, c'è da fare attente riflessioni e anche condividerle in modo consapevole, per cercare di far sì che il problema sia meno grave di quello che può diventare e che è già in molti territori. Tenendo presente che le persone che usano crack possono arrivare all'autodistruzione prima di aver maturato il desiderio di un cambiamento. Proprio su questo bisogna riflettere". Il nodo è anche la prevenzione: "Bisognerebbe essere informati e consapevoli rispetto al fatto che accostarsi all'uso di crack è una sorta di autodistruzione - chiosa - E sul perché ci siano persone che cercano questa autodistruzione forse dovremmo porci delle domande, per arrivare prima, magari, e non dopo" che la dipendenza si è innescata. "Fermo restando che anche intervenire dopo è utile per le persone che non ce l'hanno fatta a cambiare strada rispetto a quella che è una durissima dipendenza". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Prevenzione melanoma, Sidemast pronta a collaborare per percorsi chiari
(Adnkronos) - "La Sidemast è sempre disponibile a collaborare con le istituzioni, congiuntamente con le altre società scientifiche e associazioni per definire e strutturare un percorso chiaro ed efficace per la prevenzione e diagnosi precoce del melanoma e dei tumori cutanei che garantisca la massima efficacia senza aggravio di costi o risorse attualmente non disponibil". Così Giovanni Pellacani, presidente della Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse (Sidemast) interviene sulla proposta di coinvolgere nella 'mappatura dei nei' anche il medico di medicina generale su cui si è molto dibattuto in questi giorni. Il presidente Sidemast considera in modo positivo la valutazione e il primo filtro del medico di medicina generale per la scelta di eventuale invio alla visita specialistica dermatologica. Evidenziando, però, la necessità di una formazione e aggiornamenti specifici. "In realtà – chiarisce il presidente Sidemast – la 'mappatura dei nei' non esiste né come tariffario né come prestazione medica reale. Si tratta di una terminologia impropria che dovrebbe essere abbandonata. Deriva infatti da una semplicistica comunicazione che ha distorto la percezione dell’esame dermatologico della cute per la diagnosi di un melanoma o altro tumore cutaneo, che negli anni è andato ad aggiungere strumentazioni sempre più avanzate in grado di migliorare la diagnosi". Quanto alle strumentazioni - informa una nota - le Linee guida europee (Eado) recepite da quelle italiane per la diagnosi di melanoma prevedono di "affiancare alla valutazione clinica l’utilizzo del dermatoscopio da parte dei dermatologi che sono formati all’uso di questo strumento con il quale possono individuare aspetti non visibili ad occhio nudo". La videodermatoscopia (o dermatoscopia digitale) - che non aggiunge all'accuratezza diagnostica rispetto al dermatoscopio manuale - "permette però di registrare, e quindi salvare digitalmente, immagini dermoscopiche. È quindi utile - spiegano gli esperti - per monitorare lesioni di diagnosi non sicura e controllarne le modifiche dopo un periodo variabile tra i 3 e i 12 mesi". Altro strumento riconosciuto nelle linee guida ma non ancora nei Livelli essenziali di assistenza, è "la microscopia confocale a riflettenza, una sorta di biopsia virtuale che consente di visualizzare le cellule senza bisogno di asportare il tessuto". Infine, per il monitoraggio di soggetti polinevici ad alto rischio, strumenti per la total body photography, spesso associati a dermatoscopi digitali, permettono di acquisire foto standardizzate ad alta risoluzione della superficie corporea allo scopo di individuare precocemente un nevo che nel tempo modifica o una lesione di nuova insorgenza. "Ma per prevenire il melanoma - aggiunge Pellacani - si deve puntare soprattutto sull'educazione del pubblico alla prevenzione primaria; quindi, alla esposizione al sole sempre con adeguate protezioni dai raggi Uv, essendo il sole il più certo responsabile della insorgenza del melanoma e dei maggiori tumori cutanei. Poi - illustra - si deve favorire l’autoesame periodico, educando i pazienti a riconoscere e segnalare al medico di medicina generale una lesione nuova, strana o modificata, evitando screening di massa negli asintomatici. Il medico di medicina generale svolge un compito indispensabile di valutazione e primo filtro - precisa il presidente Sidemas - spetterà quindi a lui decidere se necessita una valutazione specialistica dermatologica e con quale criterio di urgenza. Sicuramente l’utilizzo del dermatoscopio da parte del medico di medicina generale, eventualmente associato a teledermatologia può migliorare il triage, potenzialmente abbassando il numero di invii inutili e accorciando i tempi per chi davvero serve". Tuttavia, per la decisione corretta - avverte lo specialista - occorre una formazione specifica e un aggiornamento continuo per raggiungere un sufficiente grado di esperienza. Il dermatologo poi deciderà come procedere, se asportare, se monitorare digitalmente, o se sottoporre la lesione a microscopia confocale, ove disponibile. Questo per evitare ritardi diagnostici di tumori cutanei e inutile saturazione delle sale operatorie e dei laboratori di istologia. Infine, occorre individuare i pazienti ad alto rischio (con più di 50-60 nei, soprattutto se associati a fototipo chiaro, scottature in infanzia e adolescenza, immunosoppressi, familiarità o pregresso melanoma, o mutazioni note) su cui concentrare gli sforzi di prevenzione". Cosa si può fare praticamente e rapidamente? “Un primo semplice intervento - spiega Pellacani - come la distinzione della visita dermatologica in 2 canali separati, per quella dermatologica oncologica e per quella generale, permetterebbe un immediato indirizzamento del paziente a un servizio dotato dell’expertise e della strumentazione adeguata, e un più efficace controllo dei flussi e del mantenimento dei tempi di attesa adeguati, sia per la diagnostica che per l’eventuale intervento di asportazione". L'auspicio del presidente Sidemast è che "a questo, segua un adeguato riconoscimento delle prestazioni necessarie nelle dovute indicazioni nei Lea, con l’introduzione della microscopia confocale a riflettenza e della total body photography, oggi non ancora riconosciute seppure ampiamente utilizzate". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Vaccini, Cnr: "Il tempo tra le dosi può fare la differenza su diffusione epidemica"
(Adnkronos) - Nel contenimento di un’epidemia, l'intervallo tra la prima dose di vaccino (primer) e quella di richiamo (booster) è un fattore determinante. In contesti di risorse limitate, la scelta della tempistica può influenzare in modo decisivo l’evoluzione del contagio. È quanto emerge da uno studio condotto dal Consiglio nazionale delle ricerche con l’Istituto dei sistemi complessi (Cnr-Isc) e l’Istituto per le applicazioni del calcolo (Cnr-Iac) - pubblicato sulla rivista Physical Review Research - che ha utilizzato un approccio matematico per analizzare diversi scenari di distribuzione delle dosi e valutare l’impatto delle diverse strategie a livello di popolazione. "I risultati mostrano che, quando le risorse sono scarse e i tempi di attesa per le dosi sono lunghi, l'approccio più efficace è dare priorità assoluta alla prima dose, così da aumentare rapidamente la copertura vaccinale iniziale", afferma Francesca Colaiori, ricercatrice del Cnr-Isc. "Al contrario, in presenza di un tasso di vaccinazione più elevato e di una maggiore disponibilità di dosi - chiarisce - è vantaggioso cominciare a somministrare anche seconde dosi mentre ancora una parte della popolazione è in attesa della prima, con una priorità relativa che dipende dalle risorse disponibili". Lo studio identifica anche il punto in cui, al variare delle risorse disponibili, c'è la transizione tra i 2 regimi ottimali e diventa vantaggioso somministrare parallelamente le seconde dosi. "Una corretta strategia - aggiunge Colaiori - ha l'effetto di spostare la soglia epidemica e dunque, in alcune circostanze, può perfino sopprimere del tutto epidemie che, con una pianificazione sub-ottimale, sarebbero invece esplose". Lo studio inoltre evidenzia che, in caso di risorse limitate - informa una nota - l'intervallo ottimale per l'immunità del singolo individuo potrebbe non coincidere con quello più vantaggioso a livello di popolazione. "Durante l’epidemia di Covid-19 - spiega Colaiori - molti Paesi si sono trovati a dover decidere come allocare scorte limitate di vaccini. Alcuni hanno scelto di prolungare l'intervallo tra le dosi, dando priorità alla somministrazione della prima dose al maggior numero possibile di individui idonei, seguendo le raccomandazioni del Joint Committee on Vaccination and Immunisation. Il Jcvi riteneva infatti che ridurre al minimo la popolazione ‘vaccino-naïve’ (cioè, priva di immunità vaccinale) avrebbe ridotto significativamente il rischio di malattie gravi e ricoveri ospedalieri a breve termine. Altri Paesi, invece - conclude - si sono attenuti alle indicazioni iniziali dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che raccomandava un intervallo più breve tra le dosi". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
PlayStation Plus, i giochi di settembre 2025 su PS4 e PS5
(Adnkronos) - Sony Interactive Entertainment ha svelato i giochi mensili di settembre 2025 per gli abbonati a PlayStation Plus Essential, disponibili dal 2 del mese. Una selezione che mescola generi molto diversi, offrendo un ventaglio di esperienze in grado di accontentare tanto gli appassionati delle avventure narrative quanto chi cerca relax o sfide di logica. Il titolo di punta è senza dubbio Psychonauts 2 nella sua versione per PlayStation 4, seguito ideale di uno dei platform più originali e amati degli ultimi anni. Il giocatore veste i panni di Razputin Aquato, giovane psiconauta che si muove in un universo ricco di immaginazione, tra missioni surreali e poteri psichici da personalizzare. La trama porta direttamente nel cuore di un’organizzazione segreta divisa da sospetti e tradimenti, con un leader in crisi e un misterioso traditore nascosto tra le sue fila. L’atmosfera è quella tipica di Double Fine, fatta di humour sopra le righe, enigmi eccentrici e un’estetica che non smette di sorprendere. Accanto a un’avventura così bizzarra e movimentata, Sony propone anche un grande classico del panorama indie: Stardew Valley. Nella sua semplicità apparente, la vita di campagna ideata da ConcernedApe continua a conquistare milioni di giocatori. Partendo da un piccolo appezzamento di terreno ereditato dal nonno, si tratta di costruire una fattoria fiorente, ma anche di restituire vita e centralità a una comunità segnata dall’avanzata della grande distribuzione. Tra coltivazioni, allevamenti, relazioni e attività quotidiane, il titolo resta una delle esperienze più longeve e appaganti del catalogo, capace di trasformarsi in un rito personale e rilassante per chiunque vi si immerga. Chiudendo la selezione arriva Viewfinder, disponibile sia su PlayStation 5 che su PlayStation 4. Qui il giocatore entra in un mondo di enigmi percettivi da risolvere attraverso una macchina fotografica istantanea capace di ridisegnare la realtà stessa. Ogni scatto diventa un portale verso nuove prospettive, trasformando schizzi, cartoline e dipinti in elementi concreti con cui manipolare l’ambiente circostante. Il risultato è un puzzle game originale e sorprendente, che alterna momenti contemplativi a soluzioni ingegnose, spingendo a osservare il mondo con occhi diversi. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Torrent su iPhone, Apple blocca app sugli store alternativi
(Adnkronos) - Apple ha rimosso iTorrent, popolare client di torrenting per iPhone, dal marketplace alternativo AltStore PAL disponibile nell’Unione Europea, dimostrando che la compagnia di Cupertino mantiene un potere di controllo anche sulle piattaforme non ufficiali. A confermarlo è lo stesso sviluppatore dell’app, Daniil Vinogradov, che ha raccontato di aver visto revocati i propri diritti di distribuzione su qualsiasi store alternativo iOS, indipendentemente dal fatto che non fosse coinvolto l’App Store tradizionale. “Apple ha rimosso senza alcun preavviso la funzionalità di Distribuzione Alternativa dal Developer Portal di iTorrent,” ha scritto Vinogradov sulla pagina GitHub del progetto. Secondo lo sviluppatore, non è stata fornita alcuna motivazione ufficiale e la revoca è avvenuta a livello di account sviluppatore, non limitatamente all’app. La vicenda è attualmente oggetto di indagine da parte di AltStore PAL. Il blocco riporta l’attenzione sul delicato equilibrio tra le regole di Apple e la maggiore libertà di installazione garantita in Europa dal Digital Markets Act. La normativa comunitaria ha aperto agli utenti iPhone la possibilità di scaricare applicazioni anche da store di terze parti, non direttamente controllati dall’azienda californiana. Eppure, la rimozione di iTorrent, aggiunto ad AltStore PAL nel luglio dello scorso anno, solleva interrogativi sulle effettive modalità di applicazione della legge e sul perché la decisione sia arrivata proprio ora. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Pixel 10 Pro, recensione dello smartphone Google a tutta IA
(Adnkronos) - Il nuovo Pixel 10 Pro, disponibile sia in versione da 6,3 pollici che XL da 6,8, segna un punto di svolta per la linea di smartphone di Google, consolidando l’esperienza premium inaugurata negli ultimi anni e arricchendola con funzionalità di intelligenza artificiale sempre più integrate e un comparto fotografico che ridefinisce ancora una volta gli standard del settore. Nonostante qualche limite in termini di pura potenza e alcune restrizioni delle funzioni AI in Europa, si conferma come uno dei migliori smartphone Android sul mercato. In Italia, il Pixel 10 Pro da 6,3 pollici parte da 1.099 euro nella versione da 128 GB, con disponibilità in pre-ordine e arrivo nei negozi fisici e online dal 28 agosto 2025. È proposto in più colorazioni, dalle classiche nero ossidiana e grigio creta alle nuove varianti grigio argento e verde giada. Google accompagna il lancio con offerte di trade-in e con l’integrazione nell’ecosistema Pixel, che include Pixel Watch 4 e Pixel Buds 2a. Il Pixel 10 Pro si presenta con un design elegante e minimale, fedele alla tradizione estetica di Google ma arricchito da materiali più raffinati. La finitura in vetro satinato sul retro e la cornice in metallo lucido trasmettono solidità e modernità, mentre la barra fotografica, ormai marchio di fabbrica della serie, è stata ulteriormente rifinita con un bordo diamantato che ne esalta la presenza. Il dispositivo è compatto senza rinunciare alla qualità, grazie al display Super Actua da 6,3 pollici con luminosità di picco fino a 3300 nit, frequenza variabile da 1 a 120 Hz e Gorilla Glass Victus 2 per una resistenza doppia rispetto ai Pixel 8. La resa cromatica è eccellente, con un pannello che si conferma tra i migliori sul mercato per vividezza e fluidità. Se c’è un campo in cui il Pixel 10 Pro domina senza rivali, è la fotografia. Il sistema a tripla fotocamera include un sensore principale da 50 MP con stabilizzazione avanzata, un ultra-grandangolare da 48 MP con campo visivo di 123° e un teleobiettivo da 48 MP con zoom ottico 5x e fino a 100x grazie alla tecnologia Pro Res Zoom, che combina hardware e modelli generativi on-device per ricostruire i dettagli con una precisione sorprendente. Si tratta senza dubbio della funzione più wow dei nuovi Pixel Pro: non sempre l'IA restituisce un risultato precisissimo, ma nella maggior parte dei casi sarà possibile catturare dei dettagli incredibili a grande distanza, anche in video. Il Pixel 10 Pro introduce anche i ritratti da 50 MP, i migliori mai realizzati su uno smartphone Google, con algoritmi più accurati per la profondità e la gestione dei dettagli più complessi, come i capelli. A questo si aggiungono funzioni esclusive come lo Scatto migliore automatico, che seleziona e combina i momenti migliori in uno scatto di gruppo, e Aggiungimi, che permette di comparire in foto di gruppo anche quando si è dietro l’obiettivo. Non manca il supporto alla registrazione video in 8K, il potenziamento notturno per i contenuti Instagram e il nuovo Video Boost, che eleva qualità e stabilizzazione. La fotocamera frontale da 42 MP con campo visivo di 103° è pensata per selfie dettagliati e grandangolari. Con il Pixel 10 Pro debutta il nuovo processore Tensor G5, sviluppato congiuntamente a DeepMind e TMSC, che porta un aumento del 34% nelle prestazioni della CPU e un +60% nella potenza di calcolo IA rispetto alla generazione precedente. Questo chip consente di sfruttare al meglio i modelli Gemini integrati, tra cui Magic Cue, che fornisce suggerimenti proattivi durante le chat o le chiamate, e Voice Translate, capace di tradurre in tempo reale le conversazioni mantenendo la voce originale dell’interlocutore. L’intelligenza artificiale trova spazio anche nell’app Fotocamera con la Guida fotografica, che suggerisce inquadrature e composizioni migliori, e in Google Foto con l’inedito Ask Photos, in grado di modificare gli scatti tramite semplici comandi testuali. Tuttavia, alcune funzioni restano limitate a mercati come quello statunitense, per esempio l’editing automatico di Google Foto con prompt in linguaggio naturale e alcune integrazioni di Gemini Live. In Europa, dunque, l’esperienza è leggermente castrata, pur restando tra le più complete nel panorama Android. Con 16 GB di RAM e fino a 1 TB di storage, il Pixel 10 Pro garantisce un multitasking fluido e un’ottima gestione delle app quotidiane. Non è però lo smartphone più indicato per i gamer più esigenti o per chi cerca performance di calcolo estreme: rispetto ad alcuni rivali con Snapdragon di fascia alta, il Tensor G5 privilegia l’efficienza e le capacità IA, risultando meno aggressivo in scenari di gaming ultra-intensivi o rendering pesanti. L’autonomia si attesta sulle 30 ore con batteria da 4870 mAh, supportata dalla ricarica rapida a 30W via cavo e dalla nuova ricarica magnetica Pixelsnap fino a 15W (25W nel modello XL). Una soluzione pratica e versatile, che amplia le possibilità con accessori magnetici compatibili (compresi molti pensati per il MagSafe di Apple, che funziona nello stesso modo). Il Pixel 10 Pro da 6,3 pollici è uno smartphone che esprime al meglio la filosofia di Google: combinare hardware solido e durevole con un software arricchito dall’intelligenza artificiale e da un comparto fotografico senza rivali. Il display eccellente, la qualità dei materiali e l’esperienza fotografica di livello assoluto lo rendono un prodotto di riferimento nella fascia alta. I limiti non mancano: le performance brute non sono al vertice assoluto e alcune funzioni IA arrivano in Europa in versione ridotta. Ma nel complesso, il Pixel 10 Pro si afferma come uno dei migliori smartphone Android del 2025, pensato per chi cerca un dispositivo elegante, intelligente e soprattutto in grado di scattare foto straordinarie in qualsiasi condizione. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Startup: Wayla offre primo servizio di van pooling e lancia campagna di crowdfunding
(Adnkronos) - Wayla, la prima startup italiana a offrire un servizio di van pooling, annuncia il lancio della sua campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma Mamacrowd a partire dal 4 settembre. Questa raccolta mira a raggiungere 1 milione di euro per potenziare ed estendere il servizio, ma è anche un appello a tutte le persone che condividono una visione più smart e sostenibile delle nostre città. Sostenere Wayla significa credere in una mobilità urbana più efficiente e accessibile, capace di cambiare radicalmente la vivibilità degli spazi urbani, riducendo traffico e frammentazione dei trasporti tradizionali, e restituendo alle città soluzioni innovative per i cittadini che vogliono muoversi con maggiore libertà, autonomia e convenienza. La campagna vedrà la partecipazione di Carrani Tours, storica azienda del travel globale basata a Roma e fondata nel 1925, tra i principali investitori. Attivo a Milano dal 31 ottobre 2024 e da giugno 2025 anche a Monza e Brianza, il servizio Wayla offre una soluzione di trasporto condiviso, sostenibile ed economico, operativo nelle ore serali e notturne. Con oltre 60.000 download dell'app in circa 8 mesi, Wayla si è rapidamente affermata come alternativa sicura, sostenibile e accessibile per gli spostamenti urbani durante le ore serali. Attraverso l’applicazione, gli utenti possono richiedere una corsa, visualizzare la tariffa in anticipo e pagare digitalmente, eliminando la necessità di contanti e garantendo un viaggio senza intoppi dall'inizio alla fine. Il modello offre chiari benefici ambientali massimizzando l'occupazione dei veicoli e riducendo il numero di auto sulla strada. La campagna di Wayla rappresenta un’opportunità per chi desidera investire in una startup innovativa che sta ridefinendo il concetto di mobilità urbana in Italia. I fondi raccolti attraverso il crowdfunding saranno destinati a sostenere alcune aree strategiche di sviluppo: dall’espansione del servizio in nuove città italiane all’ampliamento delle fasce orarie del servizio, passando per l’incremento della flotta di veicoli ecosostenibili e il potenziamento della tecnologia su cui si basa l’app, così da offrire agli utenti un’esperienza ancora più intuitiva e fluida e garantire una maggiore accessibilità e flessibilità negli spostamenti quotidiani. Inoltre, Wayla potenzierà il segmento B2B, con la fornitura di servizi di van-pooling per aziende e grandi eventi. L’obiettivo di Wayla è scalare il modello di van-pooling urbano, che sta già funzionando con successo in Europa e nel resto del mondo, in Italia. "Con questa campagna di equity crowdfunding vogliamo coinvolgere tutti coloro che credono in una mobilità più sostenibile, sicura ed efficiente. Wayla non vuole essere solo un altro mezzo di trasporto urbano, ma una soluzione per migliorare la qualità della vita urbana, riducendo traffico ed emissioni. L’obiettivo è costruire una comunità di persone che condividano la nostra visione”, dichiara Carlo Bettini, Ceo & Co-Founder di Wayla. “Avere al nostro fianco un partner come Carrani, con un secolo di esperienza nel travel, è per noi una conferma importante: significa che anche chi conosce a fondo il settore vede in Wayla una risposta concreta alle nuove esigenze della mobilità urbana. La loro partecipazione tra i principali investitori è un segnale di grande fiducia e rafforza la nostra visione, oltre a renderci ancora più solidi nel percorso di crescita e di espansione del modello su scala nazionale”, aggiunge Mario Ferretti, Co-Founder di Wayla. Wayla ha già dimostrato la validità del suo modello di business, ricevendo riconoscimenti come lo IoMobility Award e siglando importanti partnership strategiche con realtà come Assolombarda, InnovUp e operatori come FlixBus, Terravision e Movesion. A gennaio 2025, la startup ha chiuso un round Pre-Seed da 900.000 euro. Per partecipare alla campagna di crowdfunding e diventare parte della rivoluzione della mobilità urbana, è possibile visitare la pagina del progetto sul sito Mamacrowd. ---lavoro/start-upwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Microsoft licenzia dipendenti dopo le proteste del presidente
(Adnkronos) - Due dipendenti di Microsoft sono stati licenziati a seguito di una clamorosa protesta che si è svolta all’interno dell’ufficio del presidente Brad Smith. Riki Fameli e Anna Hattle, entrambi ingegneri del colosso di Redmond, sono stati allontanati dall’azienda dopo aver partecipato a un sit-in che, nelle scorse ore, aveva portato un gruppo di sette manifestanti a occupare l’edificio 34, sede degli uffici esecutivi. L’azione ha costretto Microsoft a disporre un temporaneo lockdown della struttura, mentre le immagini della protesta venivano trasmesse in diretta su Twitch. Gli attivisti, tra cui Hattle e Fameli, hanno chiesto pubblicamente alla compagnia di interrompere ogni collaborazione con il governo israeliano. Oltre ai due dipendenti, arrestati dalle forze dell’ordine, sono finite in manette anche tre ex lavoratori Microsoft – Vaniya Agrawal, Hossam Nasr e Joe Lopez – insieme a un ex dipendente Google e a un altro lavoratore del settore tecnologico. Un portavoce anonimo dell’azienda ha dichiarato che il provvedimento di licenziamento è stato adottato “a seguito di gravi violazioni delle policy aziendali e del codice di condotta”. Microsoft ha invece scelto di non rilasciare alcuna dichiarazione ufficiale. Poche ore dopo l’arresto, lo stesso Brad Smith ha convocato una conferenza stampa straordinaria, trasmessa in diretta su YouTube. Seduto sulla scrivania del suo ufficio, il presidente ha ribadito l’impegno della società “nel garantire il rispetto dei principi sui diritti umani e dei termini contrattuali in Medio Oriente”, confermando che un’indagine interna era stata avviata già all’inizio del mese dopo un’inchiesta del Guardian sull’utilizzo della piattaforma cloud Azure per attività di sorveglianza dei palestinesi. Non era la prima volta che Hattle prendeva parte a manifestazioni contro Microsoft: la scorsa settimana era già stata arrestata insieme ad altri venti attivisti durante un presidio nel campus di Redmond, quando un gruppo di manifestanti aveva occupato una piazza interna, allestito una “Liberated Zone” e imbrattato con vernice rossa un’insegna della società. Le iniziative sono state organizzate da “No Azure for Apartheid”, collettivo formato da attuali ed ex dipendenti Microsoft che da mesi chiede alla compagnia di interrompere ogni rapporto con Israele. Le azioni del gruppo si sono progressivamente intensificate, arrivando a toccare direttamente le abitazioni e gli uffici dei vertici aziendali. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
I vigneti di Collio e Brda diventano un parco d’arte che abbatte il confine invisibile
(Adnkronos) - Si chiama 'Ars Sine Finibus' ed è un progetto artistico transfrontaliero voluto e proposto dall’azienda Gradis’ciutta di Robert Princic e dall’azienda Ferdinand di Matjaž Četrtič che si propone di trasformare i vigneti del Collio e del Brda in un parco d’arte permanente, grazie a installazioni realizzate da giovani artisti italiani e sloveni, che hanno lavorato insieme, chiamati a immaginare un futuro sostenibile attraverso materiali naturali e linguaggi creativi. Un progetto che si inserisce all'interno del contenitore culturale di GO!2025, che vede quest'anno Gorizia e Nova Gorica insieme Capitale europea della Cultura, per la prima volta transfrontaliera: un programma nato per valorizzare il patrimonio comune, le culture intrecciate e le storie condivise di due città che, pur appartenendo a due Stati, rappresentano da sempre un’unica anima. 'Ars Sine Finibus' è un’iniziativa che fonde arte, territorio, sostenibilità e memoria storica, superando simbolicamente, ma anche concretamente, la frontiera italo-slovena attraverso la forza espressiva dell’arte e della cooperazione. Ma non solo. L’arte di Marco Nereo Rotelli, artista la cui fama internazionale è nota per la sua capacità di fondere poesia, luce, musica e materia, sarà protagonista con le installazioni 'So(g)no', due grandi sfere multisensoriali, da lui firmate. Le opere sono visitabili all’interno, hanno diametro di 4 metri e sono realizzate in acciaio Cor-Ten, materiale ecosostenibile. Il progetto, curato dal gallerista Salvatore Marsiglione, coinvolge le aziende vinicole Gradis‘ciutta di San Floriano del Collio e Ferdinand nel Brda, zone 'gemelle', e si compone di due installazioni immersive che rendono omaggio alla terra e alla poesia, partendo da un simbolo semplice: l’acino d’uva, concepito come 'casa del linguaggio'. Rotelli intarsia di poesia gli acini illuminati, coinvolgendo i poeti Aleš Šteger (Slovenia) e Valerio Magrelli (Italia). All’interno Giorgio Celiberti, celebre artista friulano con un percorso espositivo internazionale, che interviene all’interno delle opere presentando una serie di 25 ceramiche che vanno a creare un panorama, una 'Via Lucis', che dall’informale diventa forma naturale. Si celebra così l’unione e la fusione fra l’arte internazionale e la cultura del territorio, tramite il suo artista più illustre. Di grande rilievo è il contributo all’opera di Riccardo Valentini, scienziato Premio Nobel per la Pace con l’Ipcc, uno dei pionieri delle misurazioni del flusso di carbonio terrestre, che ha coordinato una rete globale di oltre 600 torri di flusso (Fluxnet) collocate in diversi ecosistemi del mondo ed è autore principale del Rapporto speciale di Ipcc sui cambiamenti climatici. Interviene in 'So(g)no' con il sistema 'Tree talking' da lui brevettato, qui installato sulle viti piantumate in prossimità delle sfere, generando una sinergia tra l’uomo e la terra, generatrice della vite e della vita. La musica che si diffonde nelle sfere è firmata da Alessio Bertallot, noto conduttore radiofonico, musicista e dj. Le poesie di Valerio Magrelli e Aleš Šteger sono disperse, immerse e frammentate in 'Remota', l’opera sonora da lui composta. Sono lampi di voci da profondità poetiche, percettibili appena come comunicazioni umane fra luoghi lontani. 'Remota' è un’allusione all’Era dell’Intossicazione Ermetica, che ci allontana dal centro, dalla concentrazione sul senso della vita, ma ci obbliga in un labirinto di confini. Un lavoro di registrazione e composizione presentato in anteprima mondiale. 'So(g)no' vuole evocare il messaggio onirico-artistico di unità tra linguaggi tra nazioni e tra uomini. I partner progettuali di 'Ars Sine Finibus' sono Sinefinis e le aziende Gradis’ciutta e Ferdinand. Queste tre realtà sono legate a stretto filo da un rapporto di collaborazione incessante. Gradis’ciutta, storica cantina di San Floriano del Collio, la cui anima è Robert Princic, da anni rappresenta un punto di riferimento, non solo per l’eccellenza enologica del territorio, e incarna pienamente la visione di un territorio senza confini. Le sue vigne crescono su colline che parlano due lingue ma condividono la stessa terra. La cantina applica pratiche sostenibili, rispetta i cicli naturali e promuove un’idea di vino come espressione autentica del paesaggio culturale. Ferdinand, creatura di Matjaž Četrtič, rappresenta un’eccellenza della produzione enologica del Brda e una delle cantine più premiate della Slovenia. L’amicizia e l’unione di visioni fra Robert Princic e Matjaž Četrtič, nati entrambi nel 1975 e cresciuti a pochi chilometri di distanza ma separati dal confine, ha dato vita nel 2008 a Sinefinis - spumante metodo classico 'Made in European Union' - prodotto con uve italiane e slovene, un vino e una azienda che si fanno da sempre portabandiera dell’idea di superamento dei confini politici con lo scopo di ricostruire, attraverso la natura e le sue eccellenze dal panorama unico ed indivisibile. Nell’intreccio tra arte e viticoltura, le tre realtà si confermano non solo custodi della terra, ma anche promotrici di una cultura senza frontiere e di un’identità condivisa tra Italia e Slovenia, capace di generare bellezza, cultura e futuro attraverso il dialogo. Sostenere 'Ars Sine Finibus', per Robert Princic e Matjaž Četrtič, significa portare avanti un'idea di mecenatismo contemporaneo, in cui il vino non è solo prodotto ma anche medium di dialogo tra comunità, generazioni e culture. “Abbattere un confine che in fondo non è mai esistito davvero, se non sulle cartine: è questo che facciamo ogni giorno, nella nostra viticoltura, nei rapporti con le famiglie italiane e slovene con cui condividiamo i filari, e ora anche con l’arte. Siamo orgogliosi di essere partner, ancora una volta, per 'Ars Sine Finibus'. Sostenere i giovani e contribuire alla cultura transfrontaliera è per noi una responsabilità, ma anche un’opportunità. Nel corso del 2025 continueremo ad aprire le nostre porte a progetti culturali grazie a GO!2025, perché crediamo che il vino possa essere strumento di dialogo, proprio come l’arte”, affermano Robert Princic e Matjaž Četrtič. Dalle ore 17.00 di venerdì 5 settembre, la cantina Gradis’ciutta (in via Giasbana 32/a a San Floriano del Collio) ospiterà l’evento di inaugurazione delle opere e la premiazione del concorso per i giovani artisti under 35, presentato da Andro Merkù, conduttore per Radio Monte Carlo e profondo conoscitore del vino e della cultura del territorio. I giovani artisti, valutati da una giuria di esperti del settore, saranno i protagonisti della prima parte dell’evento, con il saluto di Giorgio Celiberti. Il pomeriggio sarà poi animato dalla tavola rotonda dal titolo 'I giovani e la natura ridefiniscano il futuro', a cui parteciperanno Riccardo Valentini, Marco Nereo Rotelli, Alessio Bertallot, Ales Steger, Robert Princic e Matjaž Četrtič. L’evento avrà quindi il suo culmine con la scoperta delle installazioni So(g)no di Marco Nereo Rotelli. Il progetto è realizzato con il sostegno del Fondo per piccoli progetti GO!2025 del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia. ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Influenza, Bassetti: "Da dati record Australia sarà tosta, e qui parliamo male di vaccini"
(Adnkronos) - Come ogni anno in queste settimane di fine estate gli occhi sono puntati sull'Australia, dove è inverno e sono alle prese con il bilancio della stagione influenzale. Una stagione che quest'anno è stata molto impegnativa, come riportano i media locali, e ha fatto registrare picchi record. I virus stagionali hanno colpito duro nel South Australia che a luglio ha avuto, si legge su 'Abc News' online, il peggior aumento di ore di servizio delle ambulanze (5.866) mai registrato. Nel dettaglio, i dati evidenziano che all'inizio del mese scorso è stato raggiunto il maggior numero di casi settimanali di influenza da 6 anni a questa parte e c'è stata di conseguenza un'alta pressione sul sistema sanitario. L'andamento della stagione influenzale in Australia è un tema di interesse anche per l'Italia. Perché è in qualche modo un anticipo di quello che potrebbe succedere a queste latitudini nel prossimo autunno-inverno. Visti i dati, commenta l'infettivologo Matteo Bassetti in un post su X, "si prevede nel prossimo inverno una stagione influenzale anche peggiore di quella appena trascorsa, che è stata la peggiore degli ultimi 20 anni". "E in Italia che si fa? - si chiede il direttore di Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova - Si parla male dei vaccini". Le premesse, in base alle notizie che arrivano dall'Emisfero Sud, effettivamente non paiono rosee. Il ministro della Salute dell'Australia Meridionale Chris Picton ha descritto l'impatto dell'influenza sugli ospedali dell'area, spiegando che ha esacerbato la situazione creando un certo stress. Il totale dei casi registrati nella stagione 2025 lì ha superato il dato già elevato dell'anno scorso. "L'influenza - ha aggiunto Picton - ha raggiunto il livello più alto visto in questo decennio e sta mettendo a dura prova i nostri ospedali. Abbiamo assistito a un grande afflusso di pazienti il mese scorso che ha portato a una pressione incredibile sul nostro sistema ospedaliero, non solo in termini di pazienti ricoverati, ma anche di malattie del personale". Negli ospedali di Adelaide qualche settimana fa si era raggiunta quota 280 pazienti in attesa di un posto letto nella struttura federale per l'assistenza agli anziani. Uno dei modi per far uscire i pazienti non acuti dagli ospedali è stato il servizio sanitario alberghiero attivato in un hotel del centro di Adelaide, ha spiegato. Si è partiti con una quota di posti letto e poi si è deciso di raddoppiare, alla luce del sovraffollamento delle strutture sanitarie. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)









