Cistite, vaginite e uretrite, patologie che rovinano le vacanze e il rientro
(Adnkronos) - Cistite, vaginite e uretrite, sono tutte compagne ben poco piacevoli per le donne. Ancora di più se rischiano di rovinarti le ferie estive così come la fine delle vacanze. "Colpa di caldo, sole, sale, sabbia, lettini di plastica e indumenti sintetici a lungo bagnati, come il costume, che possono creare modifiche al Ph vaginale". Lo afferma all'Adnkronos Salute Vito Trojano, presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo). Queste infezioni dell'apparato uro-genitale "colpiscono il 30 per cento delle donne che hanno trascorso le vacanze al mare - spiega Trojano - in particolare a soffrirne sono le donne in età fertile, quindi ancora con un regolare ciclo mestruale. I sintomi sono secchezza vaginale, arrossamento, prurito e disturbi urinari". Anche l'uso di tamponi assorbenti interni "una volta bagnati - aggiunge l'esperto - possono diventare fonte di irritazione e di possibili irritazioni vaginali" che si possono trattare "con alcuni accorgimenti. Bastano 3/4 lavande vaginali all’acido borico che contribuisce a mantenere il fisiologico Ph vaginale e detergenti esterni anallergici a Ph neutro" oltre "a bere molta acqua". Tuttavia, "se i sintomi persistono, è bene consultare uno specialista" conclude. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sostenibilità, ad Engineering la medaglia platinum di Ecovadis
(Adnkronos) -
Engineering, leader nei processi di digitalizzazione per aziende e pubblica amministrazione, ha ottenuto la medaglia Platinum da EcoVadis, una delle più accreditate agenzie internazionali di rating Esg. Il riconoscimento copre le performance di sostenibilità in quattro aree chiave: ambiente, lavoro e diritti umani, etica e acquisti sostenibili. Questa attestazione certifica il percorso del Gruppo rispetto allo scorso anno, quando l’azienda aveva ottenuto la medaglia Gold. Questo nuovo e importante risultato consente ad Engineering di qualificarsi nel Top 1% delle oltre 130.000 aziende a livello globale che hanno completato il processo di valutazione EcoVadis e che hanno dimostrato di possedere un solido sistema di gestione dei criteri di sostenibilità.
Roberto Scrivo, chief public affairs, corporate communication & sustainability officer di Engineering, commenta: “In questi ultimi anni Engineering ha perseguito un percorso di crescita nelle strategie di sostenibilità a livello di Gruppo che le ha permesso di affermarsi come attore del cambiamento e dell’innovazione nel Paese. La medaglia platinum di EcoVadis, che arriva a poche settimane dall’ultimo bilancio di sostenibilità, rappresenta un riconoscimento che ci rende orgogliosi perché certifica la validità del nostro percorso e il miglioramento costante perseguito negli anni. In un mercato attento ai profili di sostenibilità lungo tutta la supply chain, questo risultato rafforza la nostra posizione come partner affidabile per clienti e stakeholders e ci motiva a fare ancora di più nello sviluppo di soluzioni e processi che uniscano efficienza tecnologica e sostenibilità". Oltre ad aver ottenuto la medaglia platinum di EcoVadis, Engineering ha anche avuto la conferma dello score 'A-Ottimo' nella valutazione di Synesgy, la piattaforma digitale globale, promossa da una alleanza di aziende leader, impegnate nella valutazione della sostenibilità esg all'interno della supply chain. Lo score esg 'A' equivale ottimo livello di sostenibilità per società con un ottimo livello di adeguatezza rispetto ai principi esg, pienamente in linea con le best practice nazionali e internazionali.
Lo scorso luglio il Gruppo ha pubblicato il bilancio di sostenibilità 2024, nel quale si rendicontano importanti passi avanti riscontrati in tutti i principali ambiti esg. Ad esempio, sul fronte ambientale, Engineering ha alimentato il 100% delle sedi e dei data center in Italia con energia elettrica da fonti rinnovabili e ridotto del 27% le emissioni Scope 1 e 2 rispetto al 2023.
In ambito sociale, il Gruppo ha rafforzato il proprio impegno per l’inclusione e la valorizzazione delle persone, con il 20% di donne in ruoli di leadership in Italia, 400 corsi di formazione erogati, 15 programmi Academy attivati e oltre 1.600 certificazioni professionali rilasciate. In ambito governance, Engineering ha migliorato il proprio rating Cdp climate change da C a B nel 2024, integrando nella rendicontazione la nuova matrice di doppia materialità. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Beats lancia le cuffie Ruby Red in collaborazione con Jennie delle Blackpink
(Adnkronos) - Un rosso acceso come il suo ultimo album, dettagli pensati per esaltare lo stile unico e un tocco glamour che parla direttamente ai fan. Apple e Jennie tornano a collaborare con il lancio delle nuove Beats Solo 4 Special Edition “Ruby Red”, disponibili a partire da venerdì 5 settembre in alcuni Apple Store selezionati nel mondo: The Grove a Los Angeles, la Fifth Avenue di New York, Myeongdong a Seoul, Jing’an a Shanghai e Omotesando a Tokyo. In parallelo, le cuffie arriveranno anche nel Regno Unito, mentre negli Stati Uniti saranno in vendita a 199,99 dollari. Per il momento non è prevista la vendita in Europa. Si tratta della seconda partnership tra la superstar del K-pop e Beats, un sodalizio che già in passato aveva riscosso grande successo. Questa volta, però, il design si arricchisce di elementi esclusivi: due fiocchi rossi rimovibili che richiamano l’“era Ruby” di Jennie, una custodia coordinata e, per la prima volta, un cuscinetto UltraPlush decorato con simboli ispirati alla sua musica e al suo immaginario artistico. Un’operazione che va oltre l’estetica, trasformando le classiche on-ear ultraleggere di Beats in un oggetto da collezione, capace di unire tecnologia e pop. Ma non è tutto: secondo alcune anticipazioni emerse sui social, Beats starebbe preparando altre novità cromatiche per la propria gamma. Tra i modelli in arrivo ci sarebbero le Solo Buds nella variante “Icing”, le Solo 4 in “Champagne Gold” e “Rose Gold”, oltre alle Studio Pro nelle tonalità “Sand Gray” e “Soft Pink”. Nessuna data ufficiale è stata comunicata, ma non è escluso che i nuovi colori vengano svelati in occasione all’evento della prossima settimana. A completare la lineup futura ci saranno anche i Powerbeats Fit, attesi per l’autunno 2025. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Oms, oltre 1 mld di persone nel mondo convive con disturbi mentali
(Adnkronos) - Nel mondo "oltre 1 miliardo di persone convive con disturbi mentali, con condizioni come l'ansia e la depressione che causano enormi costi umani ed economici". Lo afferma l'Oms che fa il punto della situazione a livello globale. "Sebbene molti paesi abbiano rafforzato le proprie politiche e i programmi per la salute mentale, sono necessari maggiori investimenti e azioni a livello globale per potenziare i servizi volti a proteggere e promuovere la salute mentale delle persone", suggerisce l'Organizzazione mondiale della sanità che ribadisce come i disturbi mentali - dall'ansia alla depressione - "rappresentano la seconda causa principale di disabilità a lungo termine, contribuendo alla perdita di una vita sana". Gli ultimi dati indicano che depressione e ansia da sole costino all'economia globale circa 1.000 miliardi di dollari all'anno. Secondo gli ultimi dati i disturbi mentali "colpiscono più le donne, i disturbi d'ansia e depressivi sono più comuni sia tra gli uomini. Il suicidio rimane un evento devastante, con circa 727.000 vittime nel solo 2021 - avverte l'Oms - È una delle principali cause di morte tra i giovani in tutti i paesi e in tutti i contesti socioeconomici. Nonostante gli sforzi globali, i progressi nella riduzione della mortalità per suicidio sono troppo bassi per raggiungere". L'obiettivo 'United Nations Sustainable Development Goal (Sdg)' di ridurre di un terzo i tassi di suicidio entro il 2030 va a rilento, "con l'attuale andamento, entro tale termine si otterrà solo una riduzione del 12%", precisa l'Oms. Secondo due rapporti, 'World Mental Health Today e 'Mental Health Atlas 2024'. "ci sono stati alcuni progressi" ma emergono ancora "significative lacune nella gestione dei disturbi di salute mentale a livello mondiale", analizza l'Oms. Il prossimo 25 settembre si terrà alle Nazioni Unite a New York una incontro sul tema sulle malattie non trasmissibili e la promozione della salute mentale. "Trasformare i servizi di salute mentale è una delle sfide più urgenti per la salute pubblica - ha affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms - Investire nella salute mentale significa investire nelle persone, nelle comunità e nelle economie: un investimento che nessun paese può permettersi di trascurare. Ogni governo e ogni leader ha la responsabilità di agire con urgenza e di garantire che l'assistenza sanitaria mentale non sia trattata come un privilegio, ma come un diritto fondamentale per tutti". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Disagio psicologico per 1 adolescente su 7, cresce bisogno di servizi educativi
(Adnkronos) - Un numero crescente di adolescenti vive fragilità profonde e spesso invisibili, specialmente tra i minori stranieri non accompagnati (Msna) e i giovani Neet (Not in education, employment or training), segnati da solitudine e mancanza di modelli di riferimento tra gli adulti. Per molti di loro, il mondo degli adulti è assente, lontano o incoerente, e la mancanza di relazioni stabili lascia un vuoto emotivo che si traduce in disorientamento, chiusura, sfiducia "Molti dei ragazzi che incontriamo sono cresciuti senza una rete familiare solida alle spalle. Ed è proprio colmando quel vuoto che possiamo aiutarli: stando insieme, svolgendo attività manuali con la presenza costante di figure educative forti e coinvolgenti" afferma Emidio Musacchio, psicologo e responsabile dei servizi socio-educativi della sede di Porto Valtravaglia della Fondazione Asilo Mariuccia. La salute mentale di bambini e adolescenti è oggi una delle emergenze più gravi. Si pensi che, a livello globale - riporta una nota - l’Oms stima che oltre 166 milioni di adolescenti, circa 1 su 7, convivono con disturbi mentali. Ansia, depressione, traumi non elaborati, comportamenti autolesivi che spesso si manifestano già in età scolare, compromettendo in modo significativo lo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale. Le conseguenze si riflettono su rendimento scolastico, relazioni interpersonali e prospettive di vita: quando il disagio non viene ascoltato né curato, lascia cicatrici che durano nel tempo, in qualche caso anche dal punto di vista economico. Secondo il report della Banca mondiale 'Helping Children Thrive: Mental Health and Human Capital', un disturbo mentale non trattato in adolescenza - prosegue la nota - può ridurre il reddito futuro fino al 10% annuo: un impatto drammatico, soprattutto per chi vive già in condizioni di fragilità. Il disagio giovanile ha molte forme: c'è chi soffre in silenzio, chi si sente ai margini, chi non trova uno spazio di riconoscimento. Tra i Neet e i giovani dropout (che vivono ai margini della società), il senso di esclusione è spesso radicato e amplificato dalla mancanza di prospettive. Tuttavia, oggi molti adolescenti mostrano una crescente consapevolezza emotiva: parlano apertamente di ansia e difficoltà, e questo apre uno spazio nuovo di intervento, dove la cura passa attraverso relazioni autentiche, attività pratiche e un'educazione che accompagna e non giudica. È tra i più vulnerabili (i minori stranieri non accompagnati, i Neet, gli adolescenti Lgbtqia+, chi ha alle spalle una storia di migrazione, chi cresce in famiglie segnate da povertà o conflitti) che la solitudine, la discriminazione e l’esclusione sociale si fanno più dure. Per questi ragazzi il supporto non è un’opzione, ma una necessità costante: non solo dal punto di vista psicologico, ma soprattutto educativo, esperienziale e affettivo. In contesti come questi si inserisce il lavoro della Fondazione Asilo Mariuccia attiva dal 1902 nel sostegno a donne e minori in difficoltà, con circa 290 persone assistite ogni anno. "Parliamo di adolescenti che costruiscono ed esprimono la propria identità, stringono relazioni e imparano a vedere il mondo in maniera molto diversa dalla nostra - spiega Musacchio - Sono nativi digitali e questo può rappresentare una risorsa: grazie all'esposizione mediatica, molti hanno acquisito una maggiore consapevolezza sul tema della salute mentale. Tuttavia, per i più fragili, l’uso intensivo dei social e la pressione per conformarsi agli standard digitali può acutizzare il disagio. Per questo è fondamentale offrire esperienze concrete, laboratori e relazioni forti; tutto ciò che può restituire senso, appartenenza e identità". Non solo ascolto ma anche aiuto sul piano pratico, quotidiano. Dal novembre 2024 la Fondazione ha attivato il progetto 'Coltivare Inclusione', destinato a giovani italiani e stranieri del territorio del Verbano con alle spalle percorsi scolastici interrotti, difficoltà cognitive, disturbi dell’apprendimento e frequenti situazioni di esclusione sociale. Il progetto, che prende vita nella sede di Porto Valtravaglia, propone laboratori pratici in ambito agricolo e florovivaistico: tra serre, orti e coltivazioni, l’obiettivo è quello di aiutare i ragazzi a riscoprire fiducia in sé stessi, sviluppare competenze e stringere relazioni. Un altro progetto della Fondazione è IntegrAzione, che nell’ultimo anno ha coinvolto 30 minori stranieri non accompagnati (Msna), provenienti dalle comunità educative dell’Alto Varesotto, in un percorso unico: il laboratorio di carpenteria navale per il restauro di imbarcazioni storiche del Lago Maggiore. Dalla sua apertura - conclude la nota - la Fondazione ha contribuito alla formazione di oltre 500 minori nei suoi laboratori di educazione al lavoro, e molti di loro hanno oggi carriere importanti. "Sono proprio le attività esperienziali e più immersive ad attrarre i ragazzi più fragili, aiutandoli a ritrovare fiducia in sé stessi. L’ansia che vivono nasce spesso da un vuoto affettivo e relazionale, che non si colma con parole ma con la presenza. Da noi si affronta condividendo esperienze concrete, allontanandosi dal digitale e ritrovando senso in gesti semplici: lavorare insieme, sporcarsi le mani, sentire di avere accanto adulti affidabili, capaci di ascoltare e accompagnare con autenticità - conclude Musacchio - Ogni sforzo nella cura della salute mentale dei più giovani non è solo un atto di giustizia sociale, ma anche un investimento strategico sul futuro collettivo. Per questo è fondamentale esserci e accompagnarli, perché da loro possiamo e dobbiamo imparare". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Maschio o femmina, il sesso del nascituro è una scelta della mamma
(Adnkronos) - Nascere maschio o femmina non dipende dalla velocità, ma da una scelta di qualità, della mamma. È la donna a stabilire il sesso del nascituro, o meglio, è l’ovocita a scegliere lo spermatozoo da cui farsi fecondare. Lo rivelano le tecnologie time-lapse che, negli ultimi anni, hanno consentito di studiare da vicino il momento esatto in cui lo spermatozoo penetra l’ovocita, ribaltando il paradigma in base al quale vince il più veloce. È infatti la cellula femminile a selezionare la cellula maschile, anche sulla base del suo Dna, a seguito di un controllo qualità. Dunque non feconda chi arriva prima né il più forte, ma il più compatibile. "Le recenti tecnologie di time-lapse hanno offerto un importante supporto all’osservazione scientifica rispetto al momento della fecondazione - afferma Claudio Giorlandino, ginecologo, direttore scientifico dell’Istituto di Ricerche Altamedica di Roma - Contrariamente a quello che tutti pensano, non è il primo spermatozoo che ‘tocca’ l’ovocita a fecondarlo. Nelle registrazioni si vedono centinaia, a volte migliaia, di spermatozoi disporsi attorno alla cellula uovo e bussare alla porta della zona pellucida, la sottile membrana di glicoproteine che la riveste, ma è solo uno a essere accolto. Tutti gli altri restano fuori. Uno studio giapponese - illustra l’esperto - ha confermato con immagini in diretta che, nell’istante in cui lo spermatozoo prescelto si lega alla membrana, la barriera si chiude immediatamente agli altri". Non è una questione di forza, "gli spermatozoi non hanno potenza sufficiente a perforare la zona pellucida, e su migliaia di cellule maschili la spinta meccanica è più o meno la stessa - chiarisce Giorlandino - Non è neanche una questione di velocità, si tratta di un dialogo biochimico tra ovocita e spermatozoo in cui l’ovocita sceglie da quale spermatozoo farsi fecondare. La fecondazione non è una corsa cieca verso il traguardo, come si raccontava un tempo né un atto di forza dello spermatozoo: è una concessione dell’ovocita". La scienza ci dice che solo alcuni spermatozoi riescono davvero a instaurare un legame stabile con l’ovocita, informa l’esperto. "La chiave - prosegue - sta in un dialogo molecolare: le glicoproteine della zona pellucida, in particolare ZP2 e ZP3, agiscono come serrature, mentre sulla testa degli spermatozoi si trovano le chiavi, proteine di membrana che non sono tutte uguali. Quando la combinazione funziona, si innesca la reazione acrosomica: l’acrosoma, una vescicola posta sulla testa dello spermatozoo, rilascia enzimi capaci di ‘sciogliere’ selettivamente la barriera che avvolge l’ovocita. Solo gli spermatozoi con determinati marcatori - Spaca3, Hspa2 e altri descritti di recente - ottengono il via libera". Studi recenti pubblicati su 'Frontiers in Endocrinology' hanno, inoltre, mostrato che gli spermatozoi capaci di superare questa selezione presentano caratteristiche superiori: "un Dna più integro, un metabolismo più efficiente, una membrana più stabile - elenca Giorlandino - In altre parole, l’ovocita non subisce la fecondazione, la governa. Certo, nel Dna dello spermatozoo è già scritto anche il sesso del futuro embrione, ma non è questo che orienta la scelta. È la qualità a determinare chi riesce a entrare. Ed è la zona pellucida a decidere di rendersi permeabile a un solo spermatozoo, in quel momento preciso, escludendo tutti gli altri". E "subito dopo - precisa l’esperto - entra in gioco un meccanismo di difesa straordinario: la reazione corticale. L’ovocita rilascia enzimi dai suoi granuli corticali, che modificano irreversibilmente la zona pellucida. Le proteine vengono clivate (in particolare ZP2 grazie all’enzima ovastacina), la matrice si indurisce e in pochi secondi diventa impenetrabile. L’ovocita, dunque, scegliendo lo spermatozoo più idoneo anche sulla base del suo Dna - rimarca Giorlandino - sceglie anche il sesso del nascituro. È noto che gli spermatozoi portatori di cromosoma X sono più lenti ma resistenti, mentre quelli portatori di Y sono più rapidi ma fragili. Se la zona pellucida, attraverso i suoi recettori, privilegiasse una caratteristica rispetto all’altra basandosi sul riconoscimento e l’analisi delle proteine acrosomiali, allora l’ultima parola non spetterebbe all’uomo, come da sempre si crede, ma alla donna". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Malattie rare, verso terapie mirate grazie all’analisi in 3D dei lisosomi
(Adnkronos) - Una tecnica messa a punto da Cnr e Tigem ha reso per la prima volta possibile l’analisi quantitativa tridimensionale, senza marcatori fluorescenti, dei lisosomi, organi cellulari coinvolti in oltre 60 tipi di malattie genetiche rare. La ricerca, pubblicata sulla rivista 'ACS Nano', permette di comprendere in maniera approfondita le alterazioni alla base delle malattie da accumulo lisosomiale. Un team congiunto dell’Istituto di scienze applicate e sistemi intelligenti del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli (Cnr-Isasi) e del Tigem (Istituto Telethon di Genetica e Medicina) di Pozzuoli ha sviluppato un nuovo approccio per osservare in 3D, in maniera quantitativa e senza marcatori fluorescenti, i 'lisosomi' all’interno di cellule vive, in sospensione. Tali organi cellulari – normalmente responsabili dei processi digestivi che avvengono all’interno delle cellule - sono coinvolti in oltre 60 tipi di malattie genetiche rare, dette anche malattie da accumulo lisosomiale (Lsd). Si tratta di un insieme di patologie rare causate da difetti enzimatici o proteici nei lisosomi, con gravi conseguenze per organi e tessuti, in particolare il sistema nervoso centrale: la diagnosi e il monitoraggio dell’efficacia terapeutica sono, ad oggi, ostacolati proprio dalla mancanza di strumenti che permettano un’analisi funzionale dei lisosomi in cellule vive. I ricercatori - riporta una nota - si sono concentrati, in particolare, sulla malattia di Niemann-Pick tipo C, anch’essa causata dall’assenza o dal funzionamento errato di un enzima presente all’interno dei lisosomi: una patologia ad oggi non curabile che provoca gravi alterazioni al metabolismo, nella maggior parte dei casi fatali. La tecnica sviluppata ha reso per la prima volta possibile l’analisi delle alterazioni morfologiche e spaziali dei lisosomi in modelli cellulari di tale patologia, come descrive lo studio pubblicato sulla rivista 'ACS Nano'. "Abbiamo utilizzato la tecnica della tomografia olografica in configurazione citometrica a flusso (Htfc) come piattaforma per individuare malattie da accumulo lisosomiale (Lds), in particolare nella malattia di Niemann-Pick tipo C1 (NPC1), dimostrandone l’efficacia - spiega Diego Medina, principal investigator della ricerca presso il Tigem - Questo approccio innovativo potrebbe rivoluzionare lo studio delle malattie da accumulo lisosomiale (Lsd). Per la prima volta, infatti, ci permette di misurare parametri biofisici dei lisosomi – come la loro densità e il loro volume – e di rilevare come, in condizioni patologiche, l'accumulo di molecole alteri le proprietà fisiche di questo organulo. Lo studio dimostra inoltre che questi parametri possono essere utilizzati per analizzare i meccanismi patologici, la progressione della malattia e la risposta ai farmaci. Nel caso della malattia di Niemann-Pick di tipo C1 (NPC1), abbiamo dimostrato che, correggendo la localizzazione dei lisosomi, è possibile risolvere il caratteristico accumulo di colesterolo". "Questa tecnologia - aggiunge Daniele Pirone, ricercatore presso il Cnr-Isasi e autore dello studio assieme ai ricercatori Cnr-Isasi Pasquale Memmolo e Lisa Miccio - ci consente per la prima volta di ottenere informazioni tridimensionali, quantitative e label-free in cellule vive sospese della malattia di Niemann-Pick tipo C, un contesto molto più vicino a quello clinico rispetto alle cellule aderenti tradizionalmente usate in microscopio". La tecnica della Htfc è stata impiegata per ottenere tomografie ad alto contenuto informativo basate sull’indice di rifrazione, senza bisogno di colorazioni chimiche o preparazioni complesse: questo ha permesso di analizzare migliaia di cellule in sospensione, identificando biomarcatori morfometrici 3D che distinguono in modo affidabile le cellule sane da quelle affette da NPC1 e di monitorare gli effetti di interventi farmacologici e genetici. In questo modo è stato possibile misurare con precisione i cambiamenti nella posizione e nella morfologia dei lisosomi, aprendo la strada a nuovi biomarcatori per le malattie da accumulo lisosomiale. Lo studio - riferisce la nota - rappresenta un importante passo avanti verso l’impiego di tecnologie label-free nella diagnostica clinica delle Lsd. I prossimi obiettivi saranno la validazione su cellule derivanti da pazienti (fibroblasti e cellule ematiche) e il miglioramento della risoluzione spaziale per arrivare all’identificazione del singolo lisosoma, avvicinando così la HTFC alle capacità della microscopia ad alta risoluzione, ma con i vantaggi dell’analisi statistica su larga scala. "L’integrazione della citometria olografica nel percorso di ricerca traslazionale - conclude Pietro Ferraro, Dirigente di Ricerca e Principal Investigator del Cnr-Isas - è un passo fondamentale verso applicazioni cliniche concrete. Il potenziale di questa tecnica come strumento diagnostico e di screening terapeutico è enorme, e i risultati ottenuti ci spronano a proseguire con la validazione su cellule di pazienti". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
realme: nuovi standard di durata per le batterie mobile
(Adnkronos) - realme ha annunciato per mezzo di una nota ufficiale di voler ridefinire gli standard di durata delle batterie nel settore mobile. L'azienda si è impegnata a garantire che l'intera gamma di prodotti del 2025 — dalle linee entry-level ai flagship — offra un minimo di 1000 cicli di ricarica, superando in modo significativo lo standard di settore, fermo a 800 cicli. Questo traguardo è stato concepito per rispondere direttamente al problema dell'”ansia da batteria” e per promuovere un consumo più sostenibile. Un rating di 1000 cicli significa che i dispositivi realme manterranno almeno l'80% della loro capacità originale anche dopo circa tre anni di ricarica quotidiana completa, offrendo una longevità senza precedenti che riduce la necessità di sostituzioni frequenti e contribuisce alla diminuzione dei rifiuti elettronici, in linea con gli standard ambientali dell'Unione Europea. L'impegno di realme non si ferma qui. L'azienda ha annunciato un obiettivo ancora più ambizioso: raggiungere un minimo di 1400 cicli di ricarica per tutti i dispositivi in arrivo nel 2027. Questo traguardo sarà possibile grazie a investimenti continui in materiali di nuova generazione e in sistemi di gestione della batteria basati sull'intelligenza artificiale. La leadership di realme nel campo della tecnologia delle batterie non è una novità. L'anno scorso, il brand aveva già fatto parlare di sé con la ricarica SuperSonic da 320W, un record mondiale di velocità. Quest'anno, in occasione del suo settimo anniversario, ha presentato un prototipo di batteria da 15.000mAh, sottolineando il proprio impegno nel superare i limiti tecnologici e nel rendere le innovazioni premium accessibili a tutti. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Organizzazione da Oscar, il podcast della professional organizer Sarah Benedetti
(Adnkronos) - Un podcast che trasforma l'arte di organizzarsi in un'avventura cinematografica. E' 'Organizzazione da Oscar' condotto da Sarah Benedetti professional organizer. "Organizzazione da Oscar - racconta all'Adnkronos/Labitalia - nasce dall’unione di due mondi che da sempre fanno parte della mia vita: l’organizzazione personale e il cinema. Da professional organizer aiuto le persone a semplificare e ritrovare equilibrio, e ho sempre pensato che il cinema fosse un linguaggio universale capace di parlare al cuore e alla mente. Un giorno mi sono detta: perché non raccontare i principi dell’organizzazione attraverso le storie e i personaggi che tutti conosciamo? Così è nato il podcast: breve, diretto e con un tocco di magia cinematografica". "Ci sono centinaia di podcast in circolazione - spiega - ma questo è l'unico che parla di organizzazione legata al cinema. Ho pensato a questa accoppiata perché il cinema è un grande specchio della vita. Nei film troviamo conflitti, soluzioni, strategie, errori e successi: in una parola, organizzazione. Portare esempi cinematografici aiuta a rendere concreti e immediati concetti che altrimenti sembrerebbero teorici o lontani. E poi, ammettiamolo: chi non ama un buon film? Volevo che l’organizzazione non fosse percepita come rigida o noiosa, ma come qualcosa di creativo, accessibile e persino divertente". Nelle varie stagioni Sarah Benedetti è sempre riuscita ad essere coerente alla promessa 'mai più di 5 minuti': "Viviamo tutti giornate piene, spesso caotiche, e non volevo che il podcast diventasse un altro impegno lungo da incastrare. Cinque minuti sono sufficienti per lanciare uno spunto utile, ispirare una riflessione o suggerire una strategia concreta. È come un caffè con un amico: breve, ma capace di darti la carica giusta per la giornata". "Dietro Organizzazione da Oscar - fa notare - ci sono sicuramente le tue passioni per cinema e organizzazione. C’è tanta ricerca e tanta voglia di rendere semplice ciò che sembra complicato. C’è l’ascolto delle persone con cui lavoro ogni giorno, che mi portano le loro difficoltà e mi ispirano nuove puntate. C’è anche la mia curiosità: mi piace trovare collegamenti insoliti, leggere tra le righe delle storie e scoprire come possono aiutarci nella vita quotidiana. In fondo, dietro ogni episodio c’è il desiderio di dare un piccolo strumento concreto a chi ascolta". "L'obiettivo - continua - era dimostrare che l’organizzazione non è una gabbia, ma un mezzo per vivere meglio, e dai feedback ricevuti posso dire di aver trasmesso questo messaggio. Il bilancio è molto positivo: ho scoperto che le persone non solo ascoltano il podcast, ma si riconoscono nei personaggi e nelle storie, e iniziano a riflettere su come applicare quei principi nella loro vita. Per il futuro voglio continuare a sperimentare, raccontare nuovi film e nuove prospettive, e magari aprire sempre di più al dialogo con la community degli ascoltatori". ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Bellezza, il 'tagliando' per la ripartenza: biorigenerazione trattamento più richiesto
(Adnkronos) - La fine dell’estate lascia in eredità non solo ricordi di vacanze, ma anche segni visibili sulla pelle: disidratazione, rughe accentuate, macchie e danni attinici dovuti a una prolungata esposizione ai raggi solari. "Il sole è indispensabile per la sintesi della vitamina D, ma può diventare come una frustata per la pelle. Anche utilizzando creme solari non siamo abituati a un’applicazione così costante da garantire protezione totale: i danni vanno trattati subito per evitare la loro cronicizzazione". Lo spiega all'Adnkronos Salute Raffaele Rauso, chirurgo plastico e presidente del XII congresso Federazione italiana medici estetici (Fime) che si svolgerà a Napoli dal 12 al 14 settembre. Secondo la Fime, il trattamento più richiesto al rientro dalle vacanze è la biorigenerazione cutanea, che supera le "vecchie" biostimolazioni. Non si tratta più soltanto di "infiltrare" vitamine o acido ialuronico, ma di utilizzare sostanze come idrossiapatite, acido polilattico ed esosomi, in grado di interagire direttamente con i recettori cellulari, stimolando la rigenerazione e il ripristino dell’omeostasi cutanea. "Oggi parliamo di vera rigenerazione, non di semplice stimolazione di un corpo inerte" sottolinea Rauso. Questi trattamenti si rivelano fondamentali per contrastare i danni attinici da sole e stress ambientale: pelle secca, opaca, segnata da discromie. "Prima usavamo solo vitamine – aggiunge Rauso – ora disponiamo di mix complessi che attivano le cellule e inducono reali modifiche nei tessuti". Per i danni più cronici, legati a esposizioni ripetute e profonde, restano indicati laser frazionato e peeling al fenolo, che rimuovono porzioni di tessuto in modo controllato. Si tratta però di procedure più invasive, che richiedono tempi di recupero maggiori. Spazio anche ai richiami di botulino post-estate: chi ha effettuato il trattamento in primavera per prevenire le rughe d’espressione accentuate dall’abbronzatura, ora necessita di un ritocco per mantenerne la stabilità. Dal 12 al 14 settembre Napoli ospiterà il XII congresso nazionale Fime, occasione di confronto tra i massimi esperti italiani e internazionali. In apertura, una sessione speciale di "rodeo live injection" permetterà ai medici di osservare dal vivo le diverse tecniche e combinazioni di prodotti oggi disponibili: non più solo acido ialuronico, ma mix di sostanze capaci di stimolare i processi rigenerativi. "La medicina estetica sta cambiando volto: non possiamo banalizzare procedure che restano atti medici complessi – conclude Rauso –. Con il congresso di Napoli vogliamo riportare il dibattito su basi scientifiche, garantendo trattamenti sicuri, personalizzati e realmente rigenerativi". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)









