FalComics 2026: 190.000 Presenze a Falconara Marittima
(Adnkronos) - La quinta edizione del Falcomics, svoltasi a Falconara Marittima dal 15 al 17 maggio 2026, ha registrato, in base alle prime rilevazioni, un afflusso complessivo di 190.000 visitatori, consolidando la sua posizione all'interno del circuito C.F.C. Comics Festival Community. L'impianto organizzativo, coordinato da LEG Live Emotion Group in sinergia con l'amministrazione comunale, ha superato i limiti logistici imposti dalle avverse condizioni meteorologiche della giornata inaugurale, distribuendo le proprie attività su quattro palchi principali e più di dieci aree tematiche. La configurazione geografica dell'evento ha compreso hub dedicati alle produzioni musicali e alla comunicazione all'interno di Parco Kennedy, spazi espositivi e laboratori in piazza Garibaldi, oltre a sezioni riservate ai comparti dell'eSport, dei giochi da tavolo e della cinematografia in piazza Mazzini, trasformando Falconara Marittima in una vera e propria città-festival. Sotto il profilo dei contenuti, il calendario ha integrato ottantasei appuntamenti che hanno visto il coinvolgimento di novantadue relatori tra disegnatori, saggisti, musicisti, professionisti della comunicazione e interpreti dello spettacolo. Tra i profili internazionali si segnalano l'illustratore giapponese Yuji Kaida e la fumettista Elena Casagrande, le cui presenze si sono articolate all'interno di un programma integrato da ventidue sigle associative impegnate nella riproduzione di scenari crossmediali e nell'animazione comunitaria.
Gianluca Del Carlo, Direttore Artistico del Festival e degli eventi C.F.C. Comics Festival Community, ha commentato: "Cinque anni fa, FalComics era un sogno fragile; oggi è una meravigliosa realtà costruita insieme a migliaia di persone. Il claim Wonder nasce dalla necessità di ricordarci quanto sia importante continuare a meravigliarsi, emozionarsi e sentirsi vivi davanti alla bellezza condivisa. In questi giorni, Falconara è diventata ancora una volta una grande casa fatta di colori, musica, sorrisi e umanità. Voglio ringraziare il Sindaco Stefania Signorini e tutta la sua squadra per aver creduto sin dal primo giorno in questa follia meravigliosa, insieme a tutte le persone che hanno reso possibile questa quinta edizione. Un grazie speciale ai miei compagni di ventura, sempre eccezionali, e a LEG, che da anni è molto più di un gruppo di lavoro: è la mia famiglia. Noi che costruiamo festival viviamo un po’ come i saltimbanchi di una volta: inseguiamo luci ed emozioni sperando di regalare alle persone qualche istante di felicità autentica. E quando, negli occhi del pubblico, rivedi quello stupore puro, capisci che tutta la fatica ha davvero un senso. Ora torno da mia moglie e dalle mie gatte… ma un pezzetto del mio cuore, come sempre, rimarrà a Falconara".
Il Vicesindaco Marco Giacanella dedica un pensiero ai doverosi ringraziamenti: "FalComics è un evento che anima tutta la città. Innanzitutto desidero ringraziare la Regione Marche, il Ministero delle politiche giovanili, i tantissimi sponsor che credono in questo progetto, ne apprezzano il valore e ogni anno sono sempre di più: è anche grazie a loro che questo evento è possibile. Permettetemi poi di ringraziare davvero tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione: gli ospiti istituzionali, le Forze dell’Ordine, l’Esercito, la Polizia di Stato, i Carabinieri, i Vigili del Fuoco e la Guardia di Finanza. Vorrei inoltre fare un plauso alle maestranze comunali, agli impiegati e ai dirigenti comunali per l’impegno profuso, con un pensiero speciale all’Ufficio Cultura e Turismo, allo staff CFC e alla Polizia Locale per il grande lavoro svolto in un evento che coinvolge e si estende in tutta la città. Un grazie speciale va inoltre alla Protezione Civile regionale e cittadina, alla Croce Gialla e, più di tutti, ai cittadini e a tutte le persone che hanno deciso di vivere questo evento. Ci tengo inoltre a sottolineare il prezioso impegno delle associazioni culturali e di promozione sociale che, con il loro contributo, aiutano a rendere FalComics una manifestazione sempre più partecipata e sentita. Un ringraziamento particolare va infine ai falconaresi, anche per la pazienza: perché quando una manifestazione coinvolge tutta la città inevitabilmente cambiano ritmi e abitudini, ma è proprio questo il segno più bello di un evento vissuto davvero da tutta la comunità". "A conclusione di FalComics 2026, esprimiamo grande soddisfazione per un’edizione che ha confermato il festival come uno degli appuntamenti di riferimento a livello nazionale per la cultura pop", hanno dichiarato Tania Ferri, Elisabetta De Luca e Sandro Giacomelli, soci fondatori di LEG. "Le giornate del 15, 16 e 17 maggio hanno visto una straordinaria partecipazione di pubblico, che ha animato ogni area del festival con entusiasmo, curiosità e spirito di condivisione, una grande festa ricca di emozioni e stupore. Un ringraziamento sentito va al Comune di Falconara Marittima e al Sindaco Stefania Signorini per la collaborazione e la visione condivisa, così come a Gianluca Del Carlo e a tutta la squadra di C.F.C. Comics Festival Community e LEG Live Emotion Group, una grande famiglia allargata che rende possibile la realizzazione di un evento sempre più riconoscibile e rilevante nel panorama nazionale. Il tema di questa edizione, “Wonder”, ha accompagnato e rappresentato pienamente lo spirito del festival e del nostro lavoro: la riscoperta della meraviglia come esperienza collettiva e condivisa". In chiusura, questa la riflessione della Sindaco Stefania Signorini: "Vedere la nostra città invasa da migliaia di appassionati, famiglie e giovani arrivati da ogni parte della regione – e non solo – è la conferma che questo festival è ormai un punto di riferimento inscindibile nel panorama del fumetto e della cultura pop. Voglio ringraziare di cuore gli organizzatori, i rappresentanti di Leg Tania, Elisabetta e Sandro. Un grazie speciale dal profondo del cuore al direttore artistico Gianluca Del Carlo, che è riuscito a dare concretezza a quello che era un mio sogno. FalComics non è solo divertimento, ma un formidabile motore di aggregazione sociale e di promozione turistica ed economica per il nostro territorio. Abbiamo dimostrato, ancora una volta, che Falconara sa fare grandi cose, assumendo un ruolo sempre più centrale a livello nazionale e internazionale. Basti pensare alla presenza di artisti di primo piano come Yuji Kaida, celebre illustratore di Godzilla arrivato per la prima volta in Italia direttamente dal Giappone, oppure Lamberto Bava, Francesco Montanari, Cristina D’Avena e Giorgio Vanni. E poi ancora tanti altri disegnatori, illustratori, acantanti, cosplayer, musicisti e tutti gli altri protagonisti del mondo dello spettacolo e della cultura pop: davvero di tutto e di più. FalComics ci aspetta il prossimo anno nei giorni 28, 29 e 30 maggio! Siamo già al lavoro per rendere la prossima edizione ancora più ricca di ospiti, eventi e sorprese. Falconara è pronta a far volare di nuovo la fantasia verso il 2027!".
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MSI annuncia l'e-Shop ufficiale in Italia
(Adnkronos) - MSI ha annunciato, per mezzo di una nota ufficiale, il lancio di un e-Shop ufficiale per il territorio italiano, operativo con una fase di lancio strutturata dal 18 maggio al 14 giugno. Questo approccio strategico mira a centralizzare la distribuzione dell'hardware dedicato a professionisti della grafica e videogiocatori, garantendo un accesso diretto alle ultime novità tecnologiche e strutturando un sistema di supporto tecnico fornito senza intermediari. L'integrazione della catena di fornitura consente a MSI di ridefinire gli standard di logistica interni, prevedendo l'esenzione delle spese di spedizione per ordini che superano la soglia dei 150 euro e la flessibilità di reso entro le due settimane dall'acquisto, parametri che riflettono la volontà di ottimizzare l'esperienza dell'utente finale nel segmento dell'e-commerce tecnologico. Le dinamiche della commercializzazione diretta si focalizzano su una segmentazione dell'offerta che coinvolge dispositivi portatili, comparti video e componentistica interna di MSI. Durante la fase inaugurale, la pianificazione industriale prevede l'estensione annuale della copertura di garanzia per alcune categorie di laptop e riduzioni tariffarie fino al 30% sulla tecnologia legata ai monitor con risoluzione 4K e pannelli QD-OLED ad alto tasso di aggiornamento. Sul fronte dei componenti per l'assemblaggio, come schede madri, alimentatori e sistemi di dissipazione a liquido, la marginalità di sconto si attesta fino al 20%, associata a sistemi di fidelizzazione strutturati attraverso l'erogazione di punteggi cumulabili per i futuri aggiornamenti hardware o incentivi per la registrazione sulla piattaforma. Da oggi al 14 giugno, visitando l'e-Shop MSI Italia sarà possibile approfittare di promozioni a tempo limitato.
Roberto Saponieri, General Manager di MSI Italia, ha precisato che “il nostro obiettivo è portare l'esperienza completa di MSI direttamente ai nostri utenti italiani”, evidenziando come questa apertura rappresenti l'avvio di una strategia di coinvolgimento diretto e continuativo per la community di riferimento. I consumatori possono consultare l'intero catalogo di prodotti e le specifiche tecniche direttamente attraverso l'e-Shop ufficiale MSI Italia, all'interno di un quadro operativo che punta a consolidare la presenza del marchio nel tessuto economico nazionale.
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Leggi sui rifiuti: cosa si può migliorare?
(Adnkronos) - Negli ultimi anni l’Europa ha accelerato la revisione delle norme sulla gestione dei rifiuti, spinta dall’urgenza climatica e dalla necessità di ridurre la dipendenza da materie prime estere. Il quadro normativo resta ancorato alla Direttiva quadro sui rifiuti (2008/98/Ce), ma la sua revisione più recente, la Direttiva (Ue) 2025/1892, ha aggiornato definizioni, responsabilità e strumenti operativi. Parallelamente, nel settore degli imballaggi, il nuovo Regolamento (Ue) 2025/40, entrato in vigore l’11 febbraio 2025 e applicabile dal 12 agosto 2026, ha sostituito la vecchia Direttiva 94/62/Ce, introducendo regole uniformi e direttamente vincolanti. Ma il sistema continua a mostrare nodi strutturali che rallentano la transizione verso un’economia davvero circolare. Per capire dove intervenire, occorre seguire il filo logico che collega i principali punti critici: l’uscita dal regime dei rifiuti, la responsabilità estesa del produttore, le autorizzazioni ambientali e il coordinamento tra normative settoriali. Cosa si può migliorare? Il primo nodo riguarda il momento in cui un materiale “cessa di essere rifiuto”, disciplinato dagli articoli 6 e 6‑bis della Direttiva 2008/98/Ce, come modificati dalla Direttiva (Ue) 2025/1892. È un passaggio cruciale, perché determina se un materiale può tornare sul mercato come prodotto, con quali responsabilità e con quali controlli. Oggi, però, questo passaggio non è uniforme: ogni Stato membro applica criteri propri, e in Italia la frammentazione è ulteriormente accentuata dalle differenze regionali nell’applicazione dell’art. 184‑ter del D.Lgs. 152/2006. Questa disomogeneità crea un effetto domino: materiali identici possono avere status giuridici diversi, ostacolando la creazione di un vero mercato europeo delle materie prime seconde. Per questo la Commissione sta lavorando a criteri più uniformi, come previsto dalla revisione della Direttiva 2008/98/Ce, e sta sviluppando linee guida tecniche e strumenti digitali che riducano gli spazi interpretativi. È un passaggio essenziale per rendere più competitivo il riciclo avanzato e per attrarre investimenti in settori strategici come il recupero dei polimeri complessi o dei materiali critici. Se l’end of waste è il punto più delicato, la Responsabilità estesa del produttore (Epr) è il motore economico del sistema. È disciplinata dagli articoli 8 e 8‑bis della Direttiva 2008/98/Ce, anch’essi modificati dalla Direttiva (Ue) 2025/1892, e rappresenta il meccanismo attraverso cui i produttori finanziano la raccolta e il riciclo dei prodotti immessi sul mercato. Negli anni, però, l’Epr è diventato un mosaico di registri, contributi e procedure diverse. Un’azienda che opera in più Paesi deve confrontarsi con decine di sistemi nazionali, ognuno con regole proprie. Il nuovo Regolamento (Ue) 2025/40 introduce obblighi specifici per gli imballaggi, ma la Commissione sta andando oltre: nel 2026 sta lavorando alla digitalizzazione dei registri Epr, all’armonizzazione dei criteri di iscrizione e alla semplificazione della nomina dei rappresentanti autorizzati, come indicato nelle linee guida interpretative pubblicate nel marzo 2026. Un Epr più semplice e più uniforme non è solo un vantaggio per le imprese: è un tassello fondamentale per rendere più trasparente l’intero sistema. Anche il miglior sistema Epr non può funzionare se gli impianti necessari alla transizione circolare non riescono a ottenere le autorizzazioni in tempi ragionevoli. La realizzazione di nuovi impianti di riciclo e recupero è regolata dalla Direttiva 2010/75/Ue (Ied – Industrial Emissions Directive), da recepire entro luglio 2026. Ottenere un’autorizzazione può richiedere anni, con procedure complesse e spesso non digitalizzate. Per questo la Commissione sta introducendo strumenti digitali e procedure accelerate, come previsto dalla revisione della Ied, oltre a scadenze più chiare per le amministrazioni. In alcuni casi, soprattutto per impianti strategici per la transizione circolare, è prevista una presunzione di interesse pubblico, concetto già utilizzato nel Net‑Zero Industry Act e ora esteso al settore dei rifiuti. La gestione dei rifiuti non vive isolata: si interseca con il Regolamento Reach (Ce) n. 1907/2006 sulle sostanze chimiche, con il Regolamento (Ue) 2025/40 sugli imballaggi, con la normativa sulla sicurezza alimentare e con quella sui prodotti. Il risultato è un puzzle normativo dove le regole non sempre dialogano tra loro. Un materiale può essere riciclabile secondo la normativa rifiuti, ma non utilizzabile secondo la normativa chimica; oppure un imballaggio può rispettare i requisiti ambientali, ma non quelli sulla sicurezza alimentare. Per questo la Commissione, nelle misure aggiornate ad aprile 2026, sta lavorando a un coordinamento più stretto tra normative settoriali, come previsto dalle linee guida interpretative del Ppwr e dagli atti delegati in preparazione. È un lavoro tecnico, ma decisivo per dare stabilità al sistema. In sintesi, l’Europa ha costruito negli anni un sistema avanzato di gestione dei rifiuti, ma oggi deve fare un salto di qualità. La transizione circolare non è solo un obiettivo ambientale: è una strategia industriale, economica e geopolitica. Per funzionare, ha bisogno di regole più semplici, più uniformi e più veloci, come previsto dalle revisioni normative in corso. Il 2026 può essere l’anno in cui questo salto diventa realtà. A patto di continuare a migliorare ciò che ancora non funziona. Perché la semplificazione non è un dettaglio tecnico: è la condizione necessaria per costruire un’economia davvero circolare.
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Giornata mondiale celiachia, medici anti-bufale: "Eliminare il glutine dalla dieta non fa dimagrire"
(Adnkronos) - L’idea che eliminare il glutine dalla propria alimentazione aiuti a perdere peso si è diffusa molto negli ultimi anni. Personaggi noti del mondo dello spettacolo e dello sport hanno dichiarato pubblicamente di aver adottato una dieta priva di glutine per mantenersi in forma, alimentando una convinzione sempre più radicata. Ma l’eliminazione del glutine è un trattamento medico indispensabile solo per chi soffre di celiachia o di sensibilità al glutine non celiaca. A fare il punto nella Giornata mondiale della celiachia che si celebra oggi sono gli esperti della piattaforma anti-bufale 'Dottore ma è vero che...?' curata dalla Fnomceo.
E' vero che eliminare il glutine aiuta a perdere peso? "No. Nessuno studio scientifico ha dimostrato che eliminare il glutine dalla dieta faccia dimagrire le persone che non soffrono di celiachia o di sensibilità al glutine non celiaca. Come confermano la Harvard T.H. Chan School of Public Health e un articolo pubblicato sul 'Journal of Pediatrics', non esistono prove che questa scelta alimentare apporti benefici in termini di controllo del peso nelle persone sane", chiariscono gli esperti. Anzi, le ricerche condotte su persone sane che seguono una dieta povera di glutine senza averne necessità medica hanno evidenziato tre rischi concreti: possono comparire carenze di nutrienti importanti come fibre, ferro, calcio e vitamine del gruppo B; può aumentare il rischio di alcune malattie croniche, in particolare cardiovascolari, perché si tende a ridurre il consumo di cereali integrali che hanno un effetto protettivo sul cuore; contrariamente a quanto si crede, può verificarsi un aumento di peso, soprattutto se si ricorre a prodotti trasformati senza glutine che contengono elevate quantità di calorie, grassi e zuccheri".
Allora perché tante persone riferiscono di sentirsi meglio o di perdere peso quando eliminano il glutine? "Spesso, quando si decide di eliminare il glutine, si tende contemporaneamente a cambiare molte altre abitudini: si riducono i prodotti ultra-processati come crackers, biscotti confezionati e snack, si mangia più frutta, verdura e legumi, e in generale si presta maggiore attenzione a ciò che si mette nel piatto - osservano - Questi cambiamenti complessivi possono effettivamente portare a una perdita di peso o a una sensazione di maggiore benessere. Ma il merito non è dell’eliminazione del glutine in sé: è del miglioramento generale della qualità".
I prodotti etichettati 'senza glutine' sono più leggeri di quelli tradizionali? "Non sempre - rispondono - Uno studio condotto su 235 prodotti senza glutine e 349 prodotti tradizionali presenti nel mercato italiano ha mostrato che il profilo nutrizionale dei prodotti senza glutine non è uniformemente migliore rispetto agli equivalenti convenzionali. In particolare, i biscotti e la pasta senza glutine contengono quantità significativamente più elevate di grassi saturi. In tutte le categorie analizzate, i prodotti senza glutine risultano più poveri di proteine, e in diverse categorie (biscotti, sostituti del pane e pasta) anche di fibre. Smentisce quindi l’idea diffusa che il semplice fatto di essere “senza glutine” renda un alimento più leggero o più salutare".
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Torna allarme Ebola ma preoccupa il virus 'fratello' Bundibugyo, Nicastri (Spallanzani): "Temo grande epidemia" in Africa
(Adnkronos) - Il Centro africano per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa CDC) sta "monitorando attentamente" l'epidemia di malattia da virus Ebola, oltre 260 casi sospetti, confermata nella provincia di Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc), e il caso importato di Ebola Bundibugyo segnalato dal Ministero della Salute ugandese. "I risultati preliminari di laboratorio dell'Institut National de Recherche Biomedicale (INRB) hanno confermato l'epidemia di Ebola causata dalla specie Bundibugyo in 8 dei 13 campioni raccolti da casi sospetti collegati a un focolaio di gravi malattie e decessi segnalati nelle zone sanitarie di Mongbwalu e Rwampara nella provincia di Ituri", sottolinea un aggiornamento dell'Oms. Nell'attuale epidemia nella Repubblica Democratica del Congo, "sono stati segnalati finora un totale di 80 decessi nella comunità, presumibilmente dovuti al virus Ebola-Bundibugyo. I pazienti - avverte l'Oms - presentavano sintomi quali febbre, dolori generalizzati, debolezza, vomito e, in alcuni casi, emorragie. Diversi casi sono peggiorati rapidamente e sono deceduti". Oggi ci sarà una riunione tra le autorità sanitarie internazionali e locali per fare il punto della situazione e per gestire la crisi. Il virus Ebola-Bundibugyo è stato identificato per la prima volta nel 2007 nel distretto di Bundibugyo, nell'Uganda occidentale, periodo durante il quale sono stati segnalati 131 casi con 42 decessi (tasso di mortalità del 32%). "Si tratta del 17esimo focolaio di Ebola registrato nella Repubblica Democratica del Congo da quando è stato identificato il primo nel 1976. Quindi nulla di nuovo sotto il sole, potremmo parafrasare. Quello che ci ha sorpreso è che non parliamo del virus Zaire ma Bundibugyo e dal numero dei casi ho capito che qualcosa non andava. Il virus Bundibugyo è uno dei 4 tipi di Ebola patogeni per l'uomo, fino ad ora abbiamo avuto a che fare con Zaire poi nelle ultime epidemie con il sottotipo Sudan. Oggi nessuno si aspettava di avere a che fare con Bundibugyo e temo che potremmo avere una grande epidemia". Così all'Adnkronos Salute Emanuele Nicastri, direttore di Malattie infettive ad alta intensità di cura dell'Irccs Inmi Spallanzani. La struttura romana che nel 2014 curò i 2 casi italiani, tra cui il medico italiano di Emergency, risultato positivo al virus Ebola in Sierra Leone. Cos'è Ebola-Bundibugyo? "E' un virus di quella stessa famiglia ma di cui sappiamo poco, ci sono state anni fa solo due epidemie una in Uganda e una in Rdc - risponde Nicastri - In queste due epidemie si è registrata una letalità più bassa del'Ebola-Zaire o dell'Ebola classico, ma i numeri che abbiamo ora temo che faranno una grande epidemia. La notizia positiva è che i test a disposizione, anche quelli commerciali, dovrebbero permettere la diagnosi del virus Bundibugyo. Il punto negativo è che non abbiamo antivirali, monoclonali né vaccini. Tutto lo sforzo che si era fatto dal 2014-2015 per avere terapie era focalizzato non su questo virus. Ora l'Oms inizierà a partire con la piattafoma vaccinale Ebola-Zaire riadattandola a Bundibugyo, che ha un patrimonio genetico che somiglia per il 60-70% al precedente - suggerisce Nicastri - La stessa cosa si farà con una piattafoma antivirale per l'utilizzo di terapie simili a quelle efficaci contro Ebola-Zaire, in particolare parlo del Remdesivir come è stato fatto anche per altre epidemie. Purtroppo mancano gli anticorpi monoclonali che sono la base consolidata della terapia contro Ebola-Zaire. Oggi non ci sono per Bundibugyo perché gli anticorpi per il virus Ebola Zaire li abbiamo ottenuti dal plasma di convalescenti e sopravvissuti usando tecniche di ingegneria genericia, ma per Bundibugyo l'ultima epidemia è di 15 anni fa".
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Giornata ipertensione, il pediatra Farnetani: "Controllare la pressione dai 3 anni"
(Adnkronos) - In occasione della Giornata mondiale contro l’ipertensione, che si celebra domani, il messaggio di prevenzione si estende anche ai più piccoli. "Due indicazioni riguardano in modo specifico l’infanzia, mentre altre due valgono per tutte le età e contribuiscono a costruire abitudini salutari per tutta la vita. Il primo consiglio dedicato ai bambini riguarda la misurazione della pressione arteriosa: va iniziata dai 3 anni in poi, mentre prima di questa età è indicata solo nei piccoli che presentino patologie gravi o forte familiarità per ipertensione". Così il pediatra Italo Farnetani in una nota. "La rilevazione deve essere eseguita con bracciali pediatrici e i valori vanno confrontati con tabelle specifiche per età, perché i parametri non sono sovrapponibili a quelli degli adulti - ricorda il pediatra - Il secondo consiglio per l’infanzia riguarda l’alimentazione: già dallo svezzamento, generalmente nel secondo semestre di vita, è opportuno proporre cibi non salati. Questa scelta produce due effetti positivi: evita che il bambino si abitui a sapori troppo intensi e, soprattutto, lo aiuta a riconoscere meglio il gusto naturale degli alimenti. Un’educazione sensoriale che rimarrà utile per tutta la vita. Non va dimenticato che l’abitudine a salare molto i cibi nasceva dalla povertà: il sale era un modo economico per aumentare la sapidità". "Gli altri due consigli validi a ogni età, ma fondamentali soprattutto per infanzia e adolescenza perché formano abitudini durature, riguardano lo stile di vita. Il primo è la prevenzione dell’obesità, poiché l’eccesso di peso è strettamente legato alla comparsa dell’ipertensione. Il secondo è un gesto semplice ma efficace: eliminare la saliera dalla tavola. La sua presenza rappresenta una tentazione — o meglio, una continua istigazione — ad aggiungere sale inutilmente. Così come siamo riusciti a far sparire gli stuzzicadenti dai tavoli, possiamo fare lo stesso con la saliera", conclede Farnetani.
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I batteri che curano, l'immunologo: "Microbiota in equilibrio e diversità sono la garanzia per invecchiamento in salute"
(Adnkronos) - L'evoluzione della medicina moderna ci sta conducendo verso una comprensione sempre più profonda e integrata di ciò che determina la nostra salute. "Per lungo tempo abbiamo guardato al patrimonio genetico come a un destino scritto e immutabile, un codice biologico in grado di stabilire da solo la predisposizione a specifiche patologie o, al contrario, la garanzia di una longevità in salute. Oggi, tuttavia, la scienza ha dimostrato che il genoma umano non opera nel vuoto, ma si trova in costante e dinamico dialogo con tutto ciò che ci circonda. Il concetto chiave che descrive questa fitta rete di interazioni esterne è l'esposoma. L'esposoma rappresenta la totalità delle esposizioni ambientali a cui un individuo è sottoposto nel corso dell'intera esistenza: ne fanno parte la dieta, lo stile di vita, l'inquinamento, lo stress e persino il tipo di relazioni sociali che coltiviamo. Non si tratta di un semplice catalogo di elementi esterni, bensì di un fattore biologico attivo che interviene direttamente sui meccanismi di regolazione del nostro organismo. In questo scenario, la vera sfida scientifica è stata comprendere attraverso quale meccanismo l'ambiente riesca a imprimere una traccia così profonda sul nostro genoma, modificandone l'espressione senza alterarne la sequenza lineare. La risposta risiede in uno straordinario ponte biologico: il microbiota intestinale". Lo spiega all'Adnkronos Salute l'immunologo Mauro Minelli, docente di Nutrizione clinica all'università Lum Giuseppe Degennaro. Composto da miliardi di microrganismi che popolano il nostro tratto digerente, "il microbiota funge da vero e proprio mediatore d'eccezione tra il macrocosmo dell'esposoma e il microcosmo del nostro Dna. Questa comunità microbica - continua Minelli - si comporta come un sensore finissimo, capace di recepire gli stimoli ambientali, metabolizzarli e tradurli in segnali biochimici comprensibili per le nostre cellule. La configurazione di questo ecosistema inizia a strutturarsi fin dai primi istanti di vita, influenzata dalla modalità del parto o dall'allattamento, e continua a evolversi nelle fasi successive dello sviluppo fino a stabilizzarsi in un profilo adulto. Quando il microbiota mantiene uno stato di equilibrio e diversità, definito eubiosi, garantisce il corretto funzionamento immunitario e metabolico, ponendo le basi per un invecchiamento in salute. Il ruolo del microbiota come intermediario si manifesta in modo plastico anche attraverso fenomeni apparentemente distanti dalla genetica pura, come l'interazione quotidiana tra l'uomo e gli animali da compagnia. Gli studi più recenti in ambito neuroscientifico e immunologico evidenziano come lo stretto contatto interattivo e la condivisione degli spazi domestici diano vita a un vero e proprio microbioma sociale. Questo scambio microbico costante - osserva - arricchisce la diversità della flora intestinale umana, stimolando la tolleranza immunitaria e modulando la produzione di neurotrasmettitori essenziali. Specie batteriche specifiche, la cui concentrazione può essere incrementata proprio dalla convivenza con gli animali, intervengono direttamente nella sintesi di molecole come l'ossitocina e la dopamina, innescando cascate biochimiche protettive contro lo stress, l'infiammazione sistemica e il declino cognitivo correlato all'età". È proprio in questa complessa rete di relazioni che "si realizza pienamente l'approccio scientifico della visione 'One Health', il modello che riconosce la salute umana, animale e ambientale come un unico ecosistema indissolubile. L'esposoma cessa così di essere un fattore astratto per diventare una forza concreta, mediata dalla biologia dei microrganismi che ospitiamo e che condividiamo - conclude l'immunologo - Curare l'ambiente, governare consapevolmente le esposizioni quotidiane e preservare l'integrità del microbiota non significa soltanto proteggere un apparato organico, ma significa intervenire attivamente sul ponte che unisce la nostra storia biologica al nostro futuro in salute".
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Audi Q9: il SUV più lussuoso dei quattro anelli
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Audi si prepara a entrare in una nuova dimensione del lusso automobilistico con la futura Audi Q9, il SUV più grande e sofisticato mai realizzato dal marchio dei quattro anelli. Attesa nelle concessionarie italiane entro il quarto trimestre del 2026, la nuova ammiraglia punta tutto su spazio, comfort e digitalizzazione, trasformando l’abitacolo in un ambiente premium pensato per viaggiare e vivere l’auto in modo completamente diverso. Il debutto ufficiale della nuova Audi Q9 è fissato per il 29 luglio, ma la Casa dei Quattro Anelli ha già anticipato numerosi dettagli di un modello destinato a rappresentare il vertice dell’offerta SUV del marchio tedesco. L’abitacolo della nuova Q9 sarà disponibile nelle configurazioni a sei o sette posti. La variante più esclusiva propone due poltrone singole ventilate in seconda fila, regolabili elettricamente, con un’impostazione che richiama un ambiente lounge. Nella configurazione sette posti, invece, la seconda fila può ospitare fino a tre seggiolini affiancati, confermando l’attenzione anche alla praticità familiare. Tra gli elementi più sofisticati spiccano le portiere automatiche elettriche con apertura fino a 90 gradi e controllo degli ostacoli tramite sensori perimetrali. Un sistema pensato per migliorare accessibilità e sicurezza durante ingresso e uscita dall’abitacolo. Uno dei protagonisti assoluti della nuova Audi Q9 sarà il tetto panoramico più grande mai installato su un modello Audi. La superficie vetrata da 1,5 metri quadrati integra tecnologia elettrocromatica per la gestione adattiva della trasparenza e un sofisticato sistema d’illuminazione con 84 micro LED e 30 differenti colorazioni selezionabili. L’atmosfera interna viene ulteriormente valorizzata dalla luce interattiva dinamica, capace di dialogare con gli occupanti attraverso effetti luminosi coordinati con le funzioni della vettura e persino con la musica riprodotta dal nuovo impianto Bang & Olufsen 4D. Il sistema audio utilizza altoparlanti integrati nei poggiatesta e attuatori inseriti nei sedili anteriori per trasformare il suono in un’esperienza sensoriale anche tattile. Grande attenzione anche alla personalizzazione, con materiali raffinati come lana di alpaca, pelle Nappa, inserti in frassino naturale o carbonio e numerose possibilità offerte dal programma Audi exclusive. L’obiettivo è chiaramente quello di posizionare la Q9 nella fascia più alta del mercato SUV premium.
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GWM ORA 5: l’assetto europeo nasce sulle strade italiane
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Great Wall Motors accelera il processo di sviluppo europeo della nuova GWM ORA 5 scegliendo l’Italia come uno dei mercati chiave per il fine tuning dinamico del modello. Il SUV compatto del marchio cinese è stato protagonista di un articolato programma di test su strada che ha coinvolto città, autostrade e percorsi alpini, con l’obiettivo di adattare comportamento dinamico, comfort e risposta dei sistemi elettronici agli standard richiesti dagli automobilisti europei. Il lavoro svolto insieme agli specialisti di RacingSyn non si è limitato a semplici verifiche di affidabilità. Gli ingegneri hanno lavorato direttamente su sospensioni della GWM ORA 5, sterzo, pneumatici e controlli elettronici per modificare il carattere della vettura rispetto alla configurazione globale. L’obiettivo dichiarato è offrire un SUV capace di risultare equilibrato tanto nel traffico urbano quanto nei lunghi trasferimenti autostradali o sui percorsi montani più impegnativi. Tra Milano, Lago di Garda e Dolomiti, la ORA 5 ha affrontato test in condizioni molto diverse: traffico intenso, alte velocità, strade a bassa aderenza, neve e ghiaccio. Un programma che ha permesso di raccogliere dati reali e ottimizzare il comportamento della vettura in funzione delle abitudini di guida europee. Gli interventi hanno interessato componenti fondamentali per il comportamento dinamico. ha introdotto nuove tarature per molle e ammortizzatori, barre antirollio dedicate, una calibrazione specifica dello sterzo e pneumatici ottimizzati per le condizioni europee. Anche i sistemi elettronici di controllo sono stati oggetto di affinamento per migliorare stabilità, precisione e comfort di marcia. Secondo quanto comunicato da GWM, ogni versione della ORA 5 ha già superato i 15.000 chilometri di test cumulativi su strada. La ORA 5 arriverà sul mercato europeo a partire da giugno 2026 e sarà proposta con motorizzazioni ICE, HEV e BEV.
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Fiat 500 Hybrid Dolcevita: la cabrio italiana punta sullo stile anni Sessanta
(Adnkronos) -
FIAT rinnova la propria icona urbana presentando la nuova Fiat 500 Hybrid Dolcevita, una serie speciale che interpreta in chiave contemporanea il fascino della Dolce Vita italiana. Disponibile esclusivamente nella configurazione Cabrio, questa edizione limitata completa la gamma della Nuova 500 Hybrid puntando su stile, dettagli esclusivi e richiami alle atmosfere delle località balneari italiane degli anni Sessanta. La nuova Fiat 500 Hybrid Dolcevita si distingue immediatamente per alcuni elementi specifici che ne rafforzano il carattere elegante e ricercato. Tra questi spiccano le calotte degli specchietti cromate, il badge laterale dedicato Dolcevita, i nuovi cerchi in lega diamantati da 16 pollici e la particolare capote in tessuto blu, elemento che contribuisce a esaltare il gusto raffinato e vacanziero della vettura. A completare il look arrivano anche i fari full LED, ormai parte integrante dell’identità più moderna della gamma 500. Con questa nuova interpretazione della Fiat 500 Hybrid Dolcevita, il marchio torinese continua a valorizzare il lato emozionale della propria city car, mantenendo però un’impostazione orientata all’utilizzo quotidiano. La scelta della sola carrozzeria Cabrio rafforza ulteriormente il legame con il lifestyle italiano e con il concetto di mobilità urbana leggera e disinvolta. Parallelamente debutta anche la nuova 500 Hybrid 3+1, versione pensata per incrementare la praticità grazie alla piccola portiera posteriore incernierata sul lato passeggero. Una soluzione che facilita l’accesso ai sedili posteriori e rende più semplice la vita quotidiana soprattutto in città o durante l’utilizzo familiare. La configurazione 3+1 sarà disponibile negli allestimenti ICON e La Prima, ampliando ulteriormente la proposta della famiglia Nuova 500. La Dolcevita, invece, punta chiaramente sull’esclusività e sull’immagine, proponendosi come una delle interpretazioni più ricercate dell’icona FIAT degli ultimi anni. In Italia gli ordini sono già aperti, mentre l’arrivo nelle concessionarie è previsto entro la fine di giugno.
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