Realme 16 Pro: rese pubbliche oggi le specifiche su design, materiali e prestazioni
(Adnkronos) - Realme ha reso pubbliche oggi le caratteristiche della serie 16 Pro, la lineup che punta a consolidare la presenza del brand attraverso l’integrazione di materiali innovativi e soluzioni ingegneristiche avanzate. Composta dai modelli realme 16 Pro+ e realme 16 Pro, la gamma si distingue per una ricerca estetica che prosegue la collaborazione storica con il designer giapponese Naoto Fukasawa. Il fulcro della nuova filosofia progettuale, definita "Urban Wild Design", si traduce nell'utilizzo di texture ispirate ad elementi naturali, integrate in un corpo macchina dallo spessore contenuto di 8,49 mm. Sotto il profilo dei materiali, la serie realme 16 Pro introduce l'impiego di silicone organico bio-based, un polimero derivato dalla paglia vegetale rinnovabile. Questa scelta non risponde solo a criteri di sostenibilità ambientale, ma offre vantaggi funzionali quali una maggiore resistenza all'usura, ai batteri e allo sporco, mantenendo una consistenza morbida al tatto. Dal punto di vista costruttivo, il profilo "All-Nature Curve" assicura una continuità fluida tra il display, il frame centrale e la scocca posteriore, ottimizzando l'ergonomia quotidiana del dispositivo. L'evoluzione tecnologica interessa in modo significativo il comparto fotografico. Il modello realme 16 Pro+ integra un sensore LumaColor da 200MP e un teleobiettivo periscopico con zoom ottico 3,5×, una caratteristica tecnica solitamente riservata ai dispositivi di fascia flagship. Il sistema è supportato da una suite di strumenti basati sull'intelligenza artificiale per l'editing e la composizione dei contenuti, automatizzando processi complessi di post-produzione visiva. Le funzionalità software supportate dall’intelligenza artificiale, come AI Edit Genie, AI Composition Master e AI Instant Clip, permettono agli utenti di migliorare e personalizzare facilmente i propri contenuti, offrendo strumenti rapidi per la creazione e la condivisione sui social. Le prestazioni hardware vedono il realme 16 Pro+ equipaggiato con la piattaforma Snapdragon 7 Gen 4 e memorie LPDDR5X, configurazione che permette di gestire frequenze di aggiornamento fino a 144Hz sul display HyperGlow 4D Curve+ da 6,8 pollici con risoluzione 1.5K. Particolarmente rilevante è l'autonomia: il modello superiore monta una batteria da 7000 mAh con ricarica rapida 80W SuperVOOC, mentre la versione Pro standard adotta un'unità da 6500 mAh con supporto al bypass charging, una tecnologia che riduce lo stress termico durante l'alimentazione diretta. In collaborazione con realme
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Dolore cronico e depressione, in donne associati anche nel 60% pazienti
(Adnkronos) - In Italia depressione, ansia e insonnia sono più frequenti nelle donne e rappresentano un fattore di rischio rilevante quando si associano al dolore cronico. La depressione interessa circa il 6% della popolazione adulta - con una prevalenza quasi doppia nelle donne – mentre l’insonnia riguarda il 15-20% delle persone. Quando queste condizioni si incrociano con il dolore cronico, le percentuali crescono in modo significativo. Un esempio emblematico è la fibromialgia, che colpisce circa il 2-3% della popolazione ed è diagnosticata prevalentemente nelle donne: in questo ambito la compresenza ansioso-depressiva arriva fino al 60% dei casi. Le evidenze più recenti indicano inoltre una relazione bidirezionale: il dolore cronico aumenta il rischio di sviluppare disturbi dell’umore, ma depressione, ansia e insonnia possono precedere l’esordio della fibromialgia, contribuire alla sua insorgenza e favorirne la cronicizzazione. È quanto emerso dal webinar formativo 'Ansia, depressione e insonnia nella donna: correlazioni con il dolore cronico e la fibromialgia', che si è svolto oggi a Milano. L'evento è stato organizzato dalla Società italiana di neuropsicofarmacologia e Fondazione Onda Ets, l’Osservatorio sulla salute della donna e di genere. L’incontro ha riunito psichiatri e reumatologi con l’obiettivo di superare la frammentazione dei percorsi di cura, con particolare attenzione alle differenze di genere. "Ansia, depressione e insonnia non sono conseguenze marginali del dolore cronico, ma componenti centrali della sua complessità clinica", spiega Francesca Merzagora, presidente di Onda. "Nelle pazienti con dolore persistente - continua - fino al 60% presenta sintomi depressivi, oltre il 40% disturbi d’ansia e più della metà soffre di insonnia. È un circolo vizioso: il dolore alimenta il disagio psicologico e la mancanza di sonno ne amplifica l’intensità. In ottica di genere, le differenze sono evidenti: le donne hanno una prevalenza di dolore cronico quasi doppia rispetto agli uomini e mostrano maggiore vulnerabilità a depressione e disturbi del sonno, mentre negli uomini il disagio emotivo resta spesso sottodiagnosticato. Per questo è necessario un approccio integrato e sensibile alle differenze di genere, che consideri insieme salute mentale e terapia del dolore”. "Se guardiamo ai dati italiani e internazionali – precisa Claudio Mencacci, psichiatra e co-presidente Sinpf – vediamo che depressione e insonnia sono più frequenti nelle donne lungo tutto l’arco di vita. Quando ansia e disturbi del sonno si strutturano nel tempo, possono aumentare il rischio di sviluppare dolore persistente o peggiorarne l’andamento. La bidirezionalità tra dolore e disturbi dell’umore deve essere riconosciuta fin dalle prime fasi della valutazione clinica”. Una recente meta-analisi internazionale su oltre 370 studi ha stimato che circa il 40% delle persone con dolore cronico presenta sintomi di depressione o ansia, con percentuali ancora più elevate nei casi di fibromialgia. "Le meta-analisi indicano che fino al 40-50% delle persone con fibromialgia presenta sintomi clinicamente rilevanti di depressione o ansia", spiega Andrea Fagiolini, professore ordinario di psichiatria al Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Siena. "Questo - aggiunge - significa che la depressione non è soltanto una conseguenza del dolore cronico, ma in molti casi rappresenta un fattore di vulnerabilità biologica che abbassa la soglia del dolore e ne facilita la cronicizzazione". Studi epidemiologici mostrano che i disturbi del sonno sono presenti in circa la metà dei pazienti con dolore cronico, confermando il ruolo dell’insonnia come fattore rilevante nell’interazione tra dolore e condizioni psicologiche. "L’insonnia interessa fino a una persona su cinque – sottolinea Laura Palagini, psichiatra e responsabile dell’ambulatorio per il trattamento dei disturbi del sonno dell’Aou di Pisa – ed è un fattore di rischio indipendente per depressione e disturbi d’ansia. Studi prospettici mostrano che il sonno disturbato può precedere sia l’episodio depressivo sia l’esordio del dolore cronico. Nella fibromialgia l’alterazione del sonno contribuisce alla sensibilizzazione centrale: se non interveniamo sul sonno, la sensibilizzazione centrale si mantiene e il dolore diventa più resistente ai trattamenti". Dal punto di vista reumatologico, vi sono altri parametri da valutare. "La fibromialgia – aggiunge Laura Bazzichi, reumatologa all’Irccs ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano – riguarda circa il 2-3% della popolazione generale ed è diagnosticata prevalentemente nelle donne. Non è soltanto una sindrome dolorosa, ma una condizione complessa in cui dolore, sonno e disturbi emotivi condividono meccanismi neurobiologici comuni e si influenzano reciprocamente". Sul piano terapeutico, l’integrazione tra competenze diventa decisiva. “Dolore cronico e disturbi dell’umore condividono circuiti neurobiologici legati ai sistemi dello stress e ai processi con cui le cellule nervose comunicano fra loro. Se la comorbilità psichiatrica nella fibromialgia può coinvolgere fino al 50% delle persone, è evidente che l’approccio terapeutico deve essere integrato: farmacologico, psicoterapeutico e centrato anche sul ripristino del sonno", conclude Ferdinando Nicoletti, professore ordinario di Farmacologia, Università Sapienza di Roma.
---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Benzina e Gasolio, scatta l’operazione trasparenza: ecco chi sta gonfiando i prezzi (e come verranno fermati)
(Adnkronos) - Il mercato energetico italiano entra in una fase di sorveglianza speciale a seguito delle recenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha disposto il rafforzamento delle attività di monitoraggio lungo l'intera filiera dei carburanti, dalla produzione alla distribuzione finale, per prevenire fenomeni speculativi derivanti dall'incertezza internazionale. La Commissione di allerta rapida sui prezzi si riunirà con cadenza settimanale ogni venerdì, supportata da un piano operativo coordinato tra i ministri Urso e Giorgetti, che prevede l'intervento diretto della Guardia di Finanza nei casi di anomalie ingiustificate nei listini. Sotto il profilo tecnico, l'attenzione si sta spostando verso l'adozione di sistemi di monitoraggio più avanzati. L'attuale "operazione trasparenza" si avvale di strumenti di analisi dei dati che confrontano in tempo reale le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati con i prezzi praticati al distributore. Al 6 marzo 2026, i valori medi nazionali in modalità self si attestano a 1,76 €/l per la benzina e 1,91 €/l per il gasolio, segnando rincari rispettivamente di 9,2 e 18,9 centesimi rispetto alla fine di febbraio. Tali adeguamenti, seppur sensibili, sono monitorati per verificare la coerenza con l’effettiva disponibilità di prodotto raffinato sul mercato. L'integrazione di algoritmi di web scraping e piattaforme di business intelligence permette oggi al Garante per la sorveglianza dei prezzi (Mister Prezzi) di individuare scostamenti localizzati rispetto alle medie regionali e nazionali in tempi estremamente ridotti, migliorando la capacità di risposta delle autorità. Le autorità hanno confermato che la vigilanza non si limiterà alla rete dei distributori, dove al momento si registrano solo casi isolati di irregolarità, ma risalirà i passaggi a monte della filiera. Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha precisato: “Per questo abbiamo rafforzato il monitoraggio di Mister Prezzi su tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione, per impedire che le tensioni in Medio Oriente diventino un pretesto per speculazioni o rincari ingiustificati, e predisposto con il ministro Giorgetti un immediato piano operativo di intervento della Guardia di Finanza”. L'obiettivo è prevenire che l'aumento dei costi dei raffinati, cresciuti di 26 centesimi per il gasolio nell'ultima settimana, si traduca in incrementi sproporzionati per l'utente finale attraverso una sorveglianza tecnologica costante. Oltre al comparto energetico, il monitoraggio è stato esteso ai prodotti agroalimentari per valutare l'impatto indiretto dell'inflazione energetica sui beni di consumo primari. Sebbene i dati attuali non mostrino ancora effetti generalizzati, la strategia governativa punta sulla prevenzione attraverso una "operazione trasparenza" che coinvolge tutti i soggetti della filiera. Come ribadito dal Ministro Urso: “Sulla rete dei distributori italiani non risultano diffusi fenomeni speculativi, al netto di una ventina di casi già segnalati da Mister Prezzi e ora all’esame dei militari delle Fiamme Gialle. L’attenzione si sta quindi ora concentrando sui passaggi a monte della filiera dei benzinai”. La continuità delle riunioni della Commissione servirà a calibrare gli interventi in base all'evoluzione dello scenario internazionale, tutelando il potere d'acquisto dei cittadini attraverso la costante analisi tecnico-scientifica dei mercati.
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Cybersecurity Italia 2026: record attacchi e carenza esperti
(Adnkronos) - Nel solo mese di gennaio 2026, sono stati registrati 225 eventi cyber, segnando una crescita del 42% rispetto ai 158 rilevati nel mese precedente. Parallelamente, le notifiche ricevute dal CSIRT Italia sono aumentate del 75%, un dato strettamente correlato all'entrata in vigore di nuove procedure di segnalazione obbligatoria. I settori manifatturiero, tecnologico e sanitario rimangono i bersagli principali, con vettori d'attacco che sfruttano prevalentemente il phishing, la compromissione delle credenziali e le vulnerabilità software note. In questo scenario di accresciuta esposizione, emerge un deficit strutturale di capitale umano. Secondo le rielaborazioni di Talents Venture su dati Eurostat, l'Italia registra una mancanza di 236.000 figure professionali nell'ambito ICT rispetto alla media degli occupati nel settore a livello europeo. La gestione della sicurezza non è più confinata alla sola sfera tecnica, ma richiede figure di governance capaci di connettere la strategia aziendale alla continuità operativa. Il ruolo del Chief Information Security Officer (CISO) assume una centralità inedita, rendendo indispensabile l'investimento in formazione certificata anche per le posizioni apicali non tecniche, al fine di sviluppare una capacità di valutazione del rischio e gestione della compliance integrata.
Antonio Capobianco, CEO di Fata Informatica, organismo di certificazione del personale accreditato da Accredia, ha analizzato la situazione evidenziando la necessità di percorsi strutturati: "I dati di gennaio confermano una tendenza che osserviamo da tempo: gli attacchi crescono in frequenza e sofisticazione, ma la vera emergenza resta la carenza di professionisti in grado di gestirli. Il CISO non è più una figura opzionale. Per questo abbiamo sviluppato un percorso di certificazione accreditato Accredia, conforme agli standard UNI, che certifica le competenze in ambito sicurezza con riconoscimento nazionale e internazionale." L'adeguamento normativo e l'integrazione di tecnologie emergenti come l'intelligenza artificiale richiedono, infatti, competenze certificate capaci di garantire standard di protezione elevati e duraturi. Il consolidamento della resilienza organizzativa passa dunque attraverso la certificazione delle competenze secondo standard rigorosi, promossi sia da associazioni di settore che da organismi accreditati. Questi percorsi consentono di armonizzare la comunicazione tra le funzioni IT e i vertici aziendali, trasformando la cybersecurity da costo operativo a pilastro della governance strategica. In uno scenario di minaccia pervasivo e trasversale, la professionalità certificata si configura come lo strumento primario per mitigare l'impatto degli attacchi e assicurare la tenuta del sistema produttivo nazionale.
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Auto elettriche, il recupero dopo un incidente può arrivare fino a 20mila euro
(Adnkronos) - Il tutto nasce da un fatto vero, si tratta di un’inchiesta del settimanale tedesco Der Spiegel che ha racconta il caso di una Peugeot e-208 incidentata e ritenuta materiale potenzialmente pericoloso per via della batteria ( si trattava di un modello EV). Per rimuoverla sono dovuti intervenire dei tecnici specializzati e l’auto è stata messa in quarantena per circa una settimana in un container speciale ( di solito si usano anche le cisterne d'acqua per prevenire il rischio di "thermal runaway" - incendio spontaneo della batteria - durante il tragitto).
Il costo totale del recupero, trasporto e stoccaggio è arrivato a ben 20.000 €. Purtroppo tutto questo non sembrerebbe un caso isolato, altri guidatori di auto elettriche e le compagnie di assicurazione hanno spesso raccontato di pratiche simili a quanto è avvenuto. L’inchiesta sottolinea tuttavia come questo si tratti di situazioni rare e non rappresentative della normalità del soccorso stradale. Diversi esperti citati dal settimanale tedesco evidenziano infatti che, nella maggior parte degli incidenti, le batterie restano integre e non richiedono protocolli così onerosi. In Italia la situazione è molto diversa da quella successa in Germania: al momento non esiste una legge specifica che disciplini in modo dettagliato il recupero delle auto elettriche incidentate ma qualcosa sta per cambiare. Nello specifico nei prossimi anni sono attese regole più precise su sicurezza, formazione e procedure di recupero dei veicoli elettrici. Le compagnie e gli operatori del soccorso e in particolare i gestori di carri attrezzi, stanno valutando infatti l'introduzione di personale specializzato per la gestione dei veicoli a batteria che però potrebbero tradursi in un aumento dei costi di assistenza. In condizioni normali (guasto semplice senza danni alla batteria), le tariffe del soccorso stradale in Italia restano contenute: • Tariffa ACI/Standard: Il soccorso di base costa mediamente tra i 116 € e i 140 € in autostrada. • Sostituzione Componenti: In caso di riparazione post-incidente, i costi esplodono: un inverter può costare oltre 9.500 € e un pacco batteria tra i 10.000 € e i 40.000 € a seconda del modello
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
DACIA presenta DUSTER fullhybrid 155
(Adnkronos) -
Dacia continua a rinnovare uno dei modelli più iconici della propria gamma con l’introduzione della nuova motorizzazione Full Hybrid 155, la nuova Dacia Duster rafforza in maniera decisa la propria posizione nel mercato europeo dei SUV.
Duster è un modello chiave del panorama automobilistico europeo, ha venduto oltre 2,7 milioni di unità dal suo lancio e, dal 2018, è il SUV più venduto a privati in Europa. Con questo nuovo modello Duster evolve nel linguaggio stilistico del brand con un design che unisce linee tese, volumi netti e proporzioni equilibrate, esprimendo un carattere solido e immediatamente riconoscibile. La firma luminosa a forma di Y, presente sia nei gruppi ottici anteriori sia posteriori, rafforza l’identità visiva del modello. La principale novità tecnologica è rappresentata dall’introduzione della motorizzazione Full Hybrid 155 e combina insieme un motore benzina a quattro cilindri da 109 CV con due motori elettrici, uno da 50 CV e uno starter/generatore ad alta tensione, una batteria da 1,4 kWh (230 V) aiutati da un cambio automatico elettrificato con quattro rapporti per il motore termico e due per quello elettrico. Questa architettura consente un avviamento sempre in modalità 100% elettrica e una perfetta efficienza nel recupero dell'energia soprattutto nel percorso cittadino che permette di viaggiare fino all'80% del tempo in modalità unicamente full electric. Tra le principali innovazioni spicca anche Starkle, materiale sviluppato da Dacia che contiene il 20% di plastica riciclata e l’eliminazione delle cromature in favore di finiture più sostenibili.
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Audi debutta in Formula 1 al Gran Premio d’Australia
(Adnkronos) - Per Audi si apre ufficialmente un nuovo capitolo della propria storia sportiva. Il marchio dei quattro anelli fa il suo debutto in Formula 1 in occasione del Gran Premio d’Australia, inaugurando una presenza che rappresenta molto più di una semplice partecipazione al campionato. Per l'occasione i piloti dell’Audi Revolut F1 Team, Nico Hülkenberg e Gabriel Bortoleto, hanno presentato la nuova Audi RS 5 presso il circuito di Albert Park. Il modello Audi Sport inaugura una nuova era per Audi perchè questo modello rappresenta la prima RS plug-in della storia. “La nostra prima stagione in Formula 1 rappresenta l’inizio di un nuovo capitolo della storia Audi, non solo in pista”, afferma Gernot Döllner, CEO di AUDI AG. “Vogliamo dimostrare cosa sia possibile ottenere quando si lavora duramente insieme verso un obiettivo condiviso. In questo sport, dove ogni millesimo conta, l’efficienza è fondamentale. La Formula 1 ci insegna che precisione e lavoro di squadra sono la chiave del successo. Affrontiamo questa sfida con coraggio, considerandola una spinta e uno stimolo per migliorarci ogni giorno”.
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
8 marzo, 76% infermieri in Italia è donna: 1 su 3 ha tra 51 e 60 anni
(Adnkronos) - In Italia la professione infermieristica resta a forte prevalenza femminile. Secondo i dati estratti dall’Albo nazionale della Fnopi Federazione nazionale professioni infermieristiche (che lavorano nel pubblico e nel privato), su 461.452 infermieri e infermieri pediatrici iscritti all’Ordine al 31 dicembre 2025, 352.399 sono donne, pari al 76,37% del totale. La fascia d’età con la maggiore presenza femminile è quella compresa tra i 51 e i 60 anni: 160.778, pari al 34, 85% (una su tre). Guardando al futuro pensionistico, dei 4.201 infermieri che nel 2026 raggiungeranno l’età pensionabile di 67 anni, ben 3.078 sono donne. Tra le generazioni più giovani emerge invece un dato di ricambio: le infermiere tra i 31 e i 35 anni sono 38.648, un numero superiore rispetto alle colleghe nella fascia 36-40 anni, che sono 33.008. "Le donne rappresentano più del 76% della professione infermieristica", dichiara la presidente Fnopi, Barbara Mangiacavalli." Anche nella nostra professione, al pari delle altre, le donne ogni giorno devono compiere un grande sforzo per bilanciare i tempi di vita con quelli del lavoro e riuscire a ricoprire ruoli dirigenziali e di rilievo. Una sfida che le colleghe affrontano quotidianamente riuscendo a ottenere risultati importanti”. Molte infermiere hanno lasciato un segno nella storia della professione. Alcune di queste esperienze sono raccontate sul sito infermieristory.it, progetto promosso dalla Federazione per valorizzare le figure che hanno contribuito allo sviluppo dell’assistenza infermieristica in Italia. Tra queste Marisa Cantarelli, prima teorica italiana dell’assistenza infermieristica, considerata un punto di riferimento per generazioni di professionisti. Attraverso queste storie emerge l’impegno e la passione con cui tante infermiere hanno intrecciato la propria vicenda personale con quella del nostro Paese.
---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Geely corre anche a febbraio, da inizio 2026 vendite a 475 mila unità
(Adnkronos) - Milano, 7 mar. (Adnkronos) Geely Auto continua a rafforzare la propria posizione nel mercato automobilistico. A febbraio 2026 l’azienda ha venduto 206.160 auto, registrando il secondo mese consecutivo di crescita su base annua. Nei primi due mesi del 2026 le vendite complessive hanno raggiunto 476.327 veicoli, confermando il trend positivo del gruppo.
Un ruolo sempre più importante è giocato dai modelli 100% elettrici e ibridi (Nev, New Energy Vehicles) che includono i marchi Geely, Lynk & Co e Zeekr. A febbraio ne sono stati venduti 117.488, con una crescita del 19% su base annua. Nei primi due mesi dell’anno le vendite Nev hanno toccato 241.740 unità, in aumento del 10% rispetto al 2025. Anche sui mercati internazionali il gruppo registra una forte crescita. A febbraio le esportazioni hanno raggiunto 60.879 veicoli, con un aumento del 138% su base annua. Tra questi, 40.852 erano modelli Nev, pari al 67% delle vendite all’estero.
Tra i bestseller del marchio Geely – da poco sbarcato anche sul nostro mercato - spiccano la EX2 con 610.000 unità vendute a livello globale dal lancio e che nella seconda parte del 2026 sarà in vendita anche in Italia, la EX5, Suv completamente elettrico, che ha superato 250.000 unità vendute mentre il Suv ibrido Starray EM-i continua a registrare oltre 10.000 vendite al mese e ha superato 180.000 unità vendute dal debutto. Modelli che - si spiega dal gruppo - rappresentano il cuore dell’offerta internazionale del marchio e giocano un ruolo centrale anche nella strategia europea e italiana del gruppo. Nel frattempo, Geely continua ad ampliare la propria presenza nei mercati globali. Geely Starray EM-i è stato lanciato ufficialmente in Grecia, andando ad affiancare la EX5.
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Volvo Es90, con gli 800 volt l'elettrica diventa senza pensieri
(Adnkronos) - Settecento km di autonomia in elettrico e un'architettura a 800 volt: sono i due elementi 'game changer' che fanno della nuova Volvo ES90 un modello importante nella offerta del marchio svedese, ma non solo. La grande berlina a zero emissioni appena arrivata sul nostro mercato nasce sulla piattaforma SPA2 ed è una vera e propria ammiraglia 'definita dal software' (oltre che dalle soluzioni meccaniche e dalla attenzione costruttiva). In pratica la Es 90 costruisce l'esperienza di guida (dalla sicurezza al confort) basandosi sullo stack tecnologico Volvo Cars Superset, composto da moduli hardware e software che ruotano intorno a Nvidia Drive Agx Orin, la potente piattaforma di calcolo centralizzata per veicoli autonomi, capace di offrire fino a 254 TOPS (trilioni di operazioni al secondo). Il risultato è un 'pc in movimento' che offre soluzioni di sicurezza avanzate e applicazioni che rendono l’auto una compagna di viaggio davvero intelligente e che non rischia l'invecchiamento precoce: la Es90 infatti è progettata per migliorare nel tempo grazie ad aggiornamenti Ota che aumentano e perfezionano le funzionalità.
Sul fronte design, la Es90 è una scandinava 'in purezza' che combina linee da berlina con la versatilità di una fastback (il grande portellone dischiude un vano di carico che può superare i 1400 litri) mentre lo spazio e l'altezza da terra la avvicinano ai Suv ma senza i loro ingombri. Non è un caso, infatti, che la berlina vanti un CX da 0,25, il migliore coefficiente aerodinamico mai registrato da una Volvo. All'interno spiccano la luminosità - garantita da ampie superfici vetrate come il tetto panoramico elettrocromatico - e la raffinata semplicità delle linee con una consolle dominata da un touchscreen centrale da 14,5 pollici che racchiude tutte le funzioni necessarie: quanto al conducente può contare su uno schermo da 9 pollici e l'head-up display per concentrarsi sulla strada. Inutile sottolineare la disponibilità di tutti i servizi digitali e di infotainment più avanzati e sempre aggiornabili mentre l'esperienza sonora può contare fino a 25 altoparlanti Bowers&Wilkins e una potenza di 1.610 watt che può offrire un audio tarato su quello dei mitici Abbey Road Studios. A muovere questa ammiraglia ci sono versioni single e twin motor (queste ultime a quattro ruote motrici) con potenze da 333 a 680 cv che - grazie a una coppia che può toccare gli 870 Nm - rendono la guida sempre fluida e 'rassicurante' vista la spinta sempre disponibile in ogni situazione. Anche nella versione meno potente - per così dire - non si avverte mai un affanno nel portare in giro una vettura da 5 metri e oltre 2,5 tonnellate: la ripresa è rapida e senza incertezze mentre lo scatto può togliere il fiato (0-100 km/h in 4 secondi nella twin motor più potente). Ma se fin qui le qualità sono quelle che è lecito da attendersi da un marchio come Volvo, che ha abbracciato senza ripensamenti l'elettrificazione, è sul fronte ricarica e autonomia che la ES90 segna un passo in avanti destinato a superare le resistenze di molti automobilisti. Non è solo una questione di batteria: le tre versioni vengono proposte con pacchi 'importanti', da 92 a 106 KWh, che sulla carta (e in parte anche nella realtà) assicurano lunghe trasferte senza ansia da ricarica. Con un uso intensivo (soprattutto autostradale) la reale autonomia dovrebbe andare da 400 a 500 km, sufficienti insomma per la maggior parte delle esigenze. L'adozione della tecnologia 800V tuttavia trasforma radicalmente l'esperienza di utilizzo: con questa Volvo (e tutte le prossime in arrivo), appoggiandosi a una stazione rapida da 350 kW si potrà passare dal 10 all’80% di carica in circa 22 minuti. Come è stato possibile verificare direttamente con le ricariche ultrafast il tempo di una breve sosta permette di aggiungere fino a 275 km di autonomia, con la batteria che si 'prepara' - grazie al sistema di precondizionamento - e il software Breathe Battery Technology che ottimizza le prestazioni di ricarica. Se non siamo dalle parti di un rifornimento di benzina, poco ci manca. E quando questa tecnologia sarà più diffusa, una delle obiezioni principali all'acquisto di una Bev sarà superata. Inutile specificare che tanta 'raffinatezza' è accompagnata da un listino pesante: dai 73 mila euro della versione 'base' è facile salire verso quota 90 mila e oltre. Per questo gli obiettivi di Volvo Italia - che pure punta a chiudere il 2026 con una quota di elettriche pure al 25% - sono 'ragionevoli', con una stima di alcune centinaia di esemplari quest'anno. La Es90 nasce - anche - per dimostrare che un nuovo approccio all'elettrico è possibile, che la tecnologia corre e risponde alle richieste della clientela. A fare i numeri sulle Bev - come dimostra l'accoglienza già ricevuta a scatola chiusa (con la produzione aumentata per soddisfare ordini notevolmente superiori alle previsioni) - ci penserà la Ex60, che vedrà in estate le prime consegne.
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)










