Iran, Zampini (Camcom Italia-Iran): "Attacco aumenta difficoltà imprese italiane, Roma può avere ruolo mediazione"

(Adnkronos) - "L'augurio è quello di una risoluzione in tempi rapidi della situazione di tensione che si è creata, innanzitutto per la popolazione civile. È chiaro poi che questo aumenta la difficoltà delle imprese italiane che operano nell'area, nel momento in cui, in seguito alle tensioni determinate dall'allarme dazi Usa, avrebbero bisogno di sbocchi commerciali diversi. Quindi la Camera sta guardando con attenzione alla situazione in atto per capire come poter supportare le imprese nelle prossime settimane e dare indicazioni". Così, con Adnkronos/Labitalia sulla situazione in Iran dopo l'attacco di Israele, Giuseppe Zampini, presidente della Camera di commercio e Industria Italia – Iran & Paesi E.c.o, l'associazione imprenditoriale specializzata per l’internazionalizzazione delle imprese italiane in Iran e negli altri 9 paesi dell’Economic cooperation organization-e.c.o. (Afghanistan, Azerbaigian, Kazakistan, Kirghizistan, Pakistan, Tagikistan, Turchia, Turkmenistan e Uzbekistan), l’organizzazione economica regionale con sede a Teheran, di cui è membro anche l’Iran.  Un'area, quella in cui opera la Camera di commercio, che può rappresentare una grande opportunità per le imprese italiane. "Ci sono Paesi in forte crescita, e la nostra Camera, su richiesta anche degli associati, lo scorso anno ha allargato il raggio di azione su questo campo di mercato. E' l'Iran costituisce un elemento anche di passaggio fondamentale alla regione, strategicamente. E per questa la situazione creatasi va considerata in modo molto attento", sottolinea.  "Chiaramente -sottolinea Zampini- credo che la Farnesina con l'unità di crisi abbia tutti i contatti delle persone presenti. Io stamattina ho sentito qualcuno dei miei contatti in zona, hanno avuto danni vicino, sentivano chiaramente gli scoppi delle bombe nella zona periferica di Teheran, ma al momento non c'è stato nessun danno riportato da personale italiano delle aziende del nostro Paese presenti in Iran".  E il presidente della Camera di commercio invoca un ruolo di mediazione per l'Italia. "L'Italia -spiega- è sempre stata vista molto bene in Iran, da quando io vi opero, e cioè da 25 anni, è sempre stata il primo o secondo, tra i paesi europei, nello scambio commerciale con Teheran. E secondo me può avere un ruolo di mediazione. Già nei giorni scorsi a me risulta che ci sono stati colloqui bilaterali con l'ambasciatore Guariglia, segretario generale della Farnesina, e l'ho ritenuto un ottimo segnale anche per prendere un ruolo l'Italia. Cosa succede oggi alla luce di questo evento lo vedremo, al momento non si può fare nessuna considerazione", sottolinea.  "Per cui l'augurio è che innanzitutto si normalizzi la situazione dal punto di vista umanitario e civile, e poi che ci sia chiarezza per le imprese che hanno bisogno di capire su quale mercato andare. Le imprese non è che vanno e vengono da un Paese, per fare un investimento devono capire come muoversi", continua Zampini.  Anche perchè, sottolinea Zampini, l'Iran e l'intera area possono rappresentare uno sbocco commerciale interessante per le aziende italiane. "Attualmente le imprese italiane in Iran -racconta Zampini- operano con difficoltà, viste le sanzioni, in diversi settori, come nel campo medicale. Alcune aziende sono presenti anche nel Paese, altri tentano di scambiare merci. Ci sono delegazioni Iraniane che vengono nel nostro Paese, lo scorso anno ne abbiamo avute sei, con i vincoli corretti che pongono i visti all'ingresso. L'anno scorso è aumentato, anche se di poco, l'export italiano verso l'Iran, ma è sempre circa un terzo di quello che fa la Germania. La potenzialità delle piccole e medie imprese italiane è però ancora rilevante su certi settori, come ripeto il medicale-farmaceutico, l'agroalimentare, che non sono colpiti dalle sanzioni e che possono costituire uno sfogo abbastanza interessante", conclude.   (di Fabio Paluccio)  ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Hiv, staffetta del bacio contro i pregiudizi, a Milano torna Arim Running Kiss

(Adnkronos) - Torna a Milano martedì 17 giugno, a partire dalle 19, l'Arim Running Kiss, la staffetta che fa battere il cuore. Con un bacio si passa il testimone, si abbatte il pregiudizio, si esprime amore e felicità. Una corsa aperta a tutti: per chi corre, per chi cammina e per chi soprattutto vuol fare del bene sostenendo Anlaids Lombardia Ets. Arim è una corsa intorno all'Arena Civica di Milano, un'occasione di festa e di musica, un appuntamento di incontro e informazione dedicato al benessere, alla prevenzione, una raccolta fondi per combattere Hiv e infezioni sessualmente trasmissibili grazie ad Anlaids Lombardia. Durante la serata, spazio alla sensibilizzazione e all'informazione anche tramite l'offerta gratuita di test Hiv e Hcv (epatite C), oltre a musica e street food in collaborazione con Ape Milano. Arim - spiega una nota - è l'occasione per ricordare che, con ancora circa 2.500 nuove diagnosi notificate nel 2023, in crescita rispetto gli anni precedenti, l'Hiv dimostra di non essere una battaglia vinta, ma richiede tutt'oggi molta attenzione da parte delle istituzioni per migliorare l'aderenza alla prevenzione e alle terapie, sia per chi è a rischio sia per chi ne soffre. La trasmissione sessuale rappresenta il principale veicolo di infezione e le incidenze più alte riguardano in particolare uomini e donne eterosessuali, che rappresentano la metà dei contagi, mentre le fasce di età più colpite sono tra 25-39 anni. Questo dato sottolinea come la percezione del rischio si è abbassata nella popolazione giovane. E' necessario un importante impegno collettivo per raggiungere sempre più questo target. Informazione, educazione, consapevolezza, comportamenti funzionali e farmaci antiretrovirali: questi sono gli ingredienti che oggi consentono di poter prevenire e controllare con successo l'infezione da Hiv.  "Arim - afferma Andrea Gori, presidente Anlaids Lombardia e direttore Unità Malattie infettive, Ospedale Sacco Milano - sostiene l'informazione, l'educazione e la ricerca. La scienza continua a progredire e fare progressi per migliorare la cura e la prevenzione dell'infezione da Hiv. Abbiamo oggi a disposizione terapie orali ad alta barriera genetica, molto efficaci e ad elevata forgiveness. Abbiamo poi a disposizione formulazioni long acting che permettono di migliorare significativamente l'aderenza alle cure, requisito fondamentale per il contenimento della diffusione del virus. Queste formulazioni saranno sempre maggiormente disponibili nel prossimo futuro e potranno essere utilizzate sia per ottimizzare i percorsi di cura per le persone che vivono con Hiv sia nel rendere più efficaci le strategie di prevenzione. Il miglioramento dell'aderenza terapeutica, con superamento della terapia cronica giornaliera, rappresenta infatti un ulteriore passo avanti per migliorare la qualità di vita delle persone Hiv+, contribuendo all'abbattimento dello stigma e consentendo una migliore convivenza con l'infezione, per tutta la vita. Parallelamente, all'interno dei programmi di prevenzione da Hiv, la PrEP long acting rappresenta un'opzione estremamente valida per tutte le persone per le quali la PrEP orale potrebbe essere un'opzione difficilmente percorribile e per le quali non avremmo strategie preventive alternative. Oggi la lotta all'Hiv richiede sempre più piani e interventi personalizzati, anche grazie alla mediazione del medico infettivologo in un contesto che necessita continuamente di un approccio multidisciplinare".  "Parlare di Hiv ai giovani significa costruire consapevolezza e futuro - aggiunge Alessandra Bandera, presidente comitato organizzatore Arim e direttore Unità Malattie infettive, Ospedale Maggiore Policlinico Milano - Mettere al centro la persona e la responsabilità condivisa è fondamentale per fermare la trasmissione di Hiv attraverso: l'accesso al test, che apre la strada alla consapevolezza; le terapie che restituiscono salute e interrompono la catena del contagio; la PrEP, che amplia la libertà di scegliere in sicurezza; e un cambiamento culturale che renda l'inclusione più forte dello stigma. Arim è molto più di una corsa: è un momento di comunità, cultura e impegno civile. E' la voce di una generazione che può davvero cambiare le cose".  Arim - proseguono i promotori - si conferma con la formula Running Kiss, perché il bacio è uno dei simboli della lotta all'Hiv, ha rappresentato la battaglia contro lo stigma, oltre a essere un segno di vicinanza, di amore e felicità. Il bacio più famoso risale al 1991, un'epoca in cui le discriminazioni e lo stigma erano la normalità: per dimostrare che l'infezione non era trasmissibile per via orale, l'immunologo Fernando Aiuti baciò Rosaria Iardino, attivista e persona con Hiv. La foto di quel bacio fece il giro del mondo, abbattendo pregiudizi e ignoranza. Anlaids Lombardia è presente ad Arim con CareVan la nuova unità mobile, un camper attrezzato e fornito di tutti i comfort a portata di spostamenti, per essere ancora più presenti e accoglienti nel fare prevenzione, soprattutto tramite l'offerta dei test Hiv e Hcv, counselling e la diffusione di informazioni, garantendo come sempre la riservatezza. Anlaids, con i fondi raccolti con l'edizione 2025 di Arim, promuoverà azioni capillari di sensibilizzazione e di informazione legate a un approccio sempre più importante verso la prevenzione da Hiv e Ist, che comprende tutti i dispositivi oggi disponibili, tra cui anche la PrEP in ogni sua formulazione. Per partecipare ci si può iscrivere sul sito www.aidsrunninginmusic.com. La corsa consiste nel percorrere 4 giri dell'Arena Civica; le squadre sono composte da 4 partecipanti (iscritti in gruppo o singolarmente), e il testimone si passa dandosi un bacio. La partecipazione ad Arim è gratuita (gradita una donazione a favore di Anlaids Lombardia Ets). Sponsor dell'iniziativa ViiV Healthcare e Gilead Sciences Italia, in collaborazione con Croce Rossa Milano, Monza Marathon Team, Fondazione Bullone.  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Cassa Notariato: Patrizia Sara Siciliano eletta alla guida

(Adnkronos) -
E' Patrizia Sara Siciliano il nuovo presidente della Cassa nazionale del Notariato. Notaio in esercizio dal 1997, attualmente con sede nel distretto notarile di Perugia, la neo eletta lascia il ruolo di segretario del consiglio di amministrazione.  "Io e tutto il Cda - ha detto la presidente - siamo consapevoli delle sfide importanti che la nostra categoria dovrà affrontare. Continuerà, uniti, il nostro impegno per il sostegno agli iscritti, con un'attenzione particolare alle fasce più deboli, e per la solidità della Cassa. Ci guideranno i principi fondanti del nostro Ente con uno sguardo attento ai cambiamenti in atto".  Il consiglio di amministrazione ha eletto il notaio Franco Amadeo, vice presidente, e il notaio Stefano Poeta, segretario. ---lavoro/previdenzawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Gruppo Cap, investimenti per 291 milioni nel biennio 2025-2026

(Adnkronos) - Dopo aver chiuso il 2024 con investimenti pari a 137,87 milioni di euro, Gruppo Cap, la green utility pubblica che gestisce il servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, si prepara a raggiungere il picco storico degli investimenti nel biennio 2025-2026, con 291 milioni di euro complessivi destinati a opere infrastrutturali strategiche. Solo nel 2025, il valore previsto è di 167,6 milioni di euro, la cifra più alta mai registrata nella storia dell’azienda. È stato presentato all’assemblea dei soci che si è tenuta lo scorso 12 giugno l’aggiornamento 2025 del piano industriale, con il quale si ribadisce la centralità della politica di investimento all’interno della strategia di Gruppo Cap, con un Programma degli Interventi che prevede investimenti per circa 1.001 milioni di euro nell’arco temporale 2024-2033. Tra i progetti principali previsti per i prossimi due anni, c’è la conclusione dei lavori in programma per la linea fanghi della BioPiattaforma di Sesto San Giovanni, prevista entro il 2026 e con un valore economico di 60 milioni di euro. Si tratta di un impianto innovativo per il trattamento dei fanghi di depurazione e della Forsu, che produrrà energia e ridurrà i rifiuti. Altrettanto rilevante è il nuovo campo pozzi di Cornaredo, che con un investimento da 36 milioni di euro garantirà il rifornimento idrico ai Comuni a Nord di Milano, grazie a una dorsale acquedottistica lunga 15 chilometri. Per quanto riguarda le perdite idriche, l’obiettivo è di passare dall’attuale 19% al 15% entro il 2033, portando avanti gli investimenti già intrapresi e in essere che garantiranno interventi di adeguamento e sostituzione delle reti per un servizio ancora più efficiente. Sul fronte delle acque reflue, proseguiranno invece gli interventi di revamping degli impianti di depurazione - gestiti da Cap Evolution, la realtà del Gruppo che opera nei settori del Waste, Wastewater ed Energy - di Truccazzano, Parabiago, Pero e Peschiera, con investimenti mirati per un totale di 24 milioni di euro. A questi si affianca il Piano di Riassetto delle Fognature per un valore complessivo di 197 milioni di euro, che prevede interventi per la laminazione delle acque, la realizzazione di vasche di prima pioggia e vasche volano, infrastrutture fondamentali per prevenire allagamenti e adattare il sistema fognario agli eventi meteorologici sempre più estremi. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Moody's rialza rating JLR su performance solide e ottima redditività

(Adnkronos) - L'agenzia Moody's ha oggi alzato il rating corporate di Jaguar Land Rover Automotive (JLR) da Ba2 a Ba1 mantenendo un outlook positivo. La decisione, spiega l'analista Timo Fittig, è motivata dal fatto che "l'imminente separazione del business dei veicoli commerciali di Tata Motors Limited" - prevista per il quarto trimestre 2025 - aumenterebbe l'importanza di JLR nelle attività di TML e l'eventuale supporto finanziario. Ma sull'upgrade, si sottolinea, ha pesato anche "la solida performance di JLR in un anno caratterizzato da sfide significative per l'industria automobilistica globale". Moody's evidenzia come la prevista scissione delle attività di veicoli commerciali di Tata Motors Limited porterà JLR a rappresentare oltre il 90% dell'EBITDA di gruppo di TML. Le prospettive sui rating di JLR rimangono "positive, riflettendo la convinzione che il rating dell'azienda potrebbe essere ulteriormente migliorato se le sue prestazioni operative continueranno a essere solide, nonostante le condizioni operative più difficili, non da ultimo l'introduzione di dazi sulle auto esportate negli Stati Uniti". L'agenzia ricorda come "il fatturato e il volume di vendita all'ingrosso di JLR sono rimasti invariati rispetto all'anno precedente nell'esercizio 2025, conclusosi il 31 marzo, con circa 401.000 nuove auto vendute e un fatturato di 29 miliardi di sterline. L'azienda ha chiuso l'anno con un'ottima redditività, raggiungendo un margine EBIT rettificato dell'8,5% in parte favorito da un mix di prodotti più redditizio, in parte determinato dalla cessazione del servizio di diversi modelli Jaguar a margine inferiore". "Prevediamo che gli indicatori di credito di JLR rimarranno sostanzialmente stabili e in linea con le nostre aspettative per il rating Ba1" aggiunge l'agenzia segnalando comunque la possibilità nell'esercizio finanziario 2026 di "forti difficoltà per l'azienda, che eserciteranno temporaneamente una pressione sul suo margine di profitto e probabilmente si tradurranno in una riduzione dei volumi". "Come per la maggior parte delle altre case automobilistiche globali, i dazi statunitensi rappresentano una sfida per JLR" che nell'esercizio 2025, l'azienda ha venduto quasi il 30% dei suoi veicoli negli Stati Uniti, con una quota di fatturato simile. "L'accordo commerciale annunciato tra Stati Uniti e Regno Unito il mese scorso offrirà un significativo beneficio per JLR dal momento che coprirà circa tre quarti delle sue esportazioni statunitensi" anche se "nel frattempo i veicoli JLR prodotti in Slovacchia rimangono soggetti a un dazio di importazione statunitense del 27,5%". Un'ulteriore sfida per il rating - continua - "rimane la transizione ai veicoli elettrici, dato che JLR detiene una delle quote di veicoli elettrici a batteria (BEV) più basse tra i suoi concorrenti, attestandosi intorno al 2% delle vendite di veicoli nell'anno fiscale 2025". " Il lancio della Range Rover Electric di JLR entro la fine dell'anno e il rilancio di Jaguar con il primo nuovo modello completamente elettrico nel 2026 rappresentano tappe fondamentali nel piano dell'azienda per la completa elettrificazione della sua flotta entro il 2030" conclude Moody's. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Caldo, pediatri: "Bambini a rischio tra colpi di calore e disidratazione"

(Adnkronos) - Aumenta la morsa del caldo sull'Italia. Oggi è previsto bollino rosso, l'allerta massima di livello 3, in 3 città: Bolzano, Campobasso e Perugia. E domani sarà anche peggio. A "rischiare di più come gli anziani" sono "i bambini, tra colpi di calore e disidratazione, quindi le parole d'ordine sono idratazione e protezione da temperature elevate e raggi solari". Lo afferma all'Adnkronos Salute Antonio D’Avino, presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), che richiama l’attenzione sulla necessità di "mettere al sicuro i piccoli dall'afa". Basta seguire alcune semplici regole. Innanzitutto "abbassare la temperatura corporea e idratare. E' fondamentale che i bambini nel corso della giornata assumano liquidi. La bevanda ideale è l'acqua. Devono bere poco ma spesso purché non si tratti di bevande zuccherate" avverte il presidente dei medici pediatri.  Tra le mosse strategiche, anche "evitare di far uscire i bambini nelle ore centrali e più calde della giornata, dalle 11 alle 18, proprio come gli anziani e i fragili". Se questo non dovesse essere possibile, allora "è bene vestire i piccoli con indumenti leggeri, di colore chiaro e che consentano la traspirazione cutanea. Banditi dunque i tessuti sintetici - sottolinea D'Avino -. Ma la protezione deve riguardare anche gli occhi, la pelle e la testa. Quindi fondamentali occhiali con lenti adeguate all'età del bambino, filtro solare con fattore 50+ e cappellino".  Tra gli effetti della tempesta di caldo sui bambini "sicuramente i colpi di calore e la disidratazione - fa notare il pediatra - L'organismo per abbassare la temperatura corporea perde liquidi attraverso la sudorazione. Vale anche per i più piccoli. Da qui la necessità di farli bere molto. Inoltre, l'esposizione prolungata alle alte temperature e al sole può causare colpi di calore. In tal caso è sufficiente mettere il bambino all'ombra, in un ambiente fresco e areato e idratarlo" conclude.  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Caldo e integratori, quali assumere e perché

(Adnkronos) - Con l'arrivo del caldo scatta la corsa agli integratori. Nel 2024, secondo un'elaborazione di Integratori & Salute - l'associazione che rappresenta il settore degli integratori alimentari in Italia ed è parte di Unione italiana food - su dati 'New Line' relativi al canale farmacia, i sali minerali e le vitamine conquistano il secondo e il terzo posto tra le categorie di integratori più utilizzati in Italia, subito dopo i probiotici. In particolare, le vendite di integratori a base di sali minerali nel 2024 hanno registrato un valore di 265,9 milioni di euro (+6,7%), pari a 14,9 milioni di confezioni vendute (+3,4%), mentre le vendite di vitamine hanno toccato quota 202,9 milioni di euro in valore (+4,2%) e 12,6 milioni di confezioni vendute, stabile rispetto all'anno precedente.  "Alcuni nutraceutici possono aiutare l'organismo ad affrontare meglio le alte temperature, sostenendo la termoregolazione, il bilancio idrosalino e la difesa dallo stress ossidativo. Tuttavia, rimangono fondamentali misure come una buona idratazione, abbigliamento leggero e il riposo in ambienti freschi - spiega all'Adnkronos Salute Mauro Minelli, immunologo clinico e docente di nutrizione umana e nutraceutica presso l'Università Lum - Tra le sostanze più utili vi sono gli elettroliti (sodio, potassio, magnesio, cloruri), essenziali per reintegrare le perdite dovute alla sudorazione. Antiossidanti come la vitamina C e la vitamina E, se assunti in sinergia, possono ridurre i danni cellulari da calore. Adattogeni naturali come Rhodiola rosea ed Eleuterococco migliorano la tolleranza allo stress termico, mentre il coenzima Q10 favorisce la produzione energetica e la protezione cellulare, soprattutto in soggetti affaticati". "E' bene evitare sostanze stimolanti come caffeina e guaranà, che possono peggiorare la disidratazione", raccomanda Minelli che in generale precisa: "Chi è iperteso o assume farmaci, in particolare diuretici o antipertensivi, dovrebbe consultare il medico prima di ricorrere agli integratori. Infine, in presenza di sintomi gravi come febbre alta, nausea o confusione, è necessario un immediato intervento medico".  ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Apnee notturne del sonno per 1 adulto su 2, diagnosi solo per 500mila

(Adnkronos) - Obesità e invecchiamento della popolazione fanno delle apnee ostruttive del sonno "un fenomeno in costante crescita con un'incidenza, solo in Italia, di oltre il 54% della popolazione adulta - ma con solo 500mila persone con una diagnosi - e un impatto sul sistema economico stimato in oltre 30 miliardi di euro l'anno". Inoltre l'estate "può aggravare la condizione di chi ne soffre a causa di calore e umidità, ma anche sudore e scarsa idratazione". A parlarne per 2 giorni a Roma, oggi e domani 13 e 14 giugno, sono centinaia tra esperti, medici, professori universitari e ricercatori di fama internazionale provenienti da più di 34 Paesi nel mondo in occasione del V Corso internazionale sui disturbi respiratori del sonno in programma all'Università Campus Bio-Medico di Roma e organizzato dall'Ucbm Academy. Il corso è diretto da Manuele Casale, professore ordinario di Otorinolaringoiatria dell'Università Campus Bio-Medico e responsabile dell'Unità operativa Terapie integrate in Otorinolaringoiatria presso la Fondazione Policlinico universitario Campus Bio-Medico. Un appuntamento interamente dedicato alle nuove tecnologie per la diagnosi e il trattamento dei disturbi respiratori del sonno, con particolare attenzione agli approcci chirurgici innovativi e multimodali integrati per un trattamento sempre più personalizzato nell'era della medicina di precisione. Oltre 200 i professionisti in presenza e altri 150 quelli collegati online - tra cui otorinolaringoiatri, chirurghi maxillo-facciali, pneumologi, neurologi, fisiatri, odontoiatri, fisioterapisti e logopedisti - per prendere parte a sessioni plenarie, tavole rotonde, workshop pratici e lezioni con i massimi esperti del settore. Previsti anche gli interventi, tra gli altri, dell'amministratore delegato e direttore generale della Fondazione Policlinico universitario Campus Bio-Medico Paolo Sormani, dell'amministratore delegato e direttore generale dell'Università Campus Bio-Medico di Roma Andrea Rossi e del magnifico rettore Eugenio Guglielmelli.  Nell'occasione anche l'inaugurazione del Centro di Chirurgia esoscopica per la cura delle patologie otorinolaringoiatriche, progettato secondo i più elevati standard di qualità, sicurezza e innovazione tecnologica. Il centro è concepito per potenziare l'attività chirurgica e formativa attraverso l'impiego delle più avanzate tecnologie di visualizzazione, con particolare attenzione al sistema esoscopico. Una tecnologia innovativa nella chirurgia otorinolaringoiatrica, che offre una visione tridimensionale ad altissima definizione del campo operatorio, in grado di unire i vantaggi dell'endoscopia con quelli della chirurgia microscopica. In particolare, il sistema 'Vitom 3d' aumenta notevolmente la precisione dell'atto chirurgico - spiega una nota - consentendo un'eccezionale condivisione dell'immagine in tempo reale da parte di tutta l'équipe, risultando anche prezioso per la didattica e il training avanzato. Sviluppi che sarà possibile apprezzare con la proiezione in diretta di interventi chirurgici per il trattamento dei disturbi respiratori del sonno, realizzati presso le sale operatorie della Fondazione Policlinico universitario Campus Bio-Medico. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Meta spende 14 miliardi per mettersi al passo con l'intelligenza artificiale

(Adnkronos) - Meta ha annunciato l’acquisizione del 49% di Scale AI per un valore di 14,3 miliardi di dollari e la contestuale nomina del fondatore e amministratore delegato di Scale, Alexandr Wang, alla guida di un nuovo laboratorio interno dedicato allo sviluppo di sistemi di superintelligenza. Wang continuerà a far parte del consiglio di amministrazione di Scale, mentre nel ruolo operativo sarà sostituito ad interim da Jason Droege, in precedenza chief strategy officer dell’azienda. L’intesa prevede che Wang risponda direttamente a Mark Zuckerberg, CEO di Meta. Secondo quanto comunicato dalle due società, i dettagli sull’organizzazione e i membri del nuovo team saranno resi pubblici nelle prossime settimane. La decisione si inserisce in un contesto in cui Meta cerca di rilanciare le proprie iniziative nel campo dell’intelligenza artificiale, dopo una serie di difficoltà riscontrate con il modello Llama 4. Meta avrebbe già avviato una campagna di reclutamento rivolta a ricercatori di altri grandi attori del settore, tra cui Google. Secondo fonti vicine all’azienda, Zuckerberg si sarebbe attivato personalmente per contattare alcuni profili tramite messaggi diretti, offrendo incentivi economici significativi. Fondata da Wang, Scale AI collabora con aziende come Google, OpenAI e Anthropic, fornendo servizi fondamentali di etichettatura e annotazione dei dati, spesso eseguiti tramite manodopera a basso costo al di fuori degli Stati Uniti. Tali attività rappresentano una componente essenziale nell’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale. La struttura dell’accordo, che non prevede un’acquisizione totale ma una partecipazione con quote prive di diritto di voto, consente a Meta di limitare il rischio di interventi regolatori in ambito antitrust. Tuttavia, l’operazione potrebbe comunque attirare l’attenzione delle autorità, anche in considerazione del recente coinvolgimento di Scale in progetti con il Dipartimento della Difesa statunitense e con governi di altri Paesi, tra cui il Qatar. Wang ha comunicato internamente che i proventi derivanti dall’investimento saranno distribuiti tra gli azionisti e i dipendenti con quote maturate, lasciando la possibilità di continuare a partecipare alla crescita dell’azienda attraverso nuove forme di equity. Negli ultimi mesi, Meta ha cercato di consolidare la propria posizione nel mercato dell’intelligenza artificiale, annunciando come priorità strategiche per il 2025 lo sviluppo di un’intelligenza artificiale generale e il rafforzamento del proprio assistente virtuale, Meta AI. Quest’ultimo, secondo l’azienda, avrebbe raggiunto un miliardo di utenti mensili, anche grazie alla sua integrazione nei principali servizi di Meta come Instagram, WhatsApp e Facebook. Nonostante l’app standalone di Meta AI, rilasciata ad aprile, abbia inizialmente raggiunto il vertice delle classifiche negli store digitali, il suo utilizzo non si è mantenuto costante. Parallelamente, il ritardo nel rilascio della versione più avanzata del modello Llama 4 e la contestata gestione delle performance nei benchmark pubblici hanno alimentato interrogativi sulle reali capacità dell’azienda in ambito AI. Il nuovo laboratorio diretto da Wang rappresenta dunque un tentativo da parte di Meta di riorganizzare e rilanciare le proprie ambizioni nel settore, in un contesto di forte concorrenza e crescente attenzione regolatoria. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Assofond, stretta fra dazi e costi energia industria fonderie è in morsa mortale

(Adnkronos) - Dall’assemblea generale di Assofond, l’associazione di Confindustria che rappresenta le fonderie italiane, proviene un allarme drammatico sullo stato dell'industria. Il presidente Fabio Zanardi ha denunciato una crisi strutturale che sta mettendo in ginocchio un comparto strategico per l'intera manifattura italiana ed europea, con volumi produttivi ai minimi storici e prospettive fosche per il futuro prossimo. La situazione è di estrema urgenza, con molte aziende che rischiano la chiusura in assenza di un concreto cambio di rotta. Un contesto peraltro comune all’industria italiana nel suo complesso che, prima del leggero rimbalzo di aprile (+0,3%), era reduce da una lunghissima serie di 26 mesi consecutivi di calo tendenziale della produzione. L’assemblea, svoltasi a Soave, in provincia di Verona, ha visto la partecipazione, oltre che dei leader del settore, di esperti e rappresentanti istituzionali. La voce delle fonderie è stata rappresentata, oltre che da Zanardi, da Chiara Danieli (presidente Eff-European foundry federation): entrambi hanno chiesto risposte concrete sulle questioni più urgenti di politica economica all’on. Paolo Borchia, europarlamentare e membro della Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia.  Ad arricchire il dibattito, due voci che hanno chiarito il quadro geopolitico e regolatorio attuale: Gianclaudio Torlizzi (esperto di materie prime e consulente del Ministero della Difesa) e Massimo Beccarello (esperto di energia e docente all’Università degli Studi Milano-Bicocca). Il 2024 delle fonderie e le prospettive per il 2025 Nel 2024 la produzione delle fonderie italiane si è attestata a circa 1,6 milioni di tonnellate di fusioni, in calo del 12,3% rispetto al 2023, mentre il fatturato è diminuito del 12,8%. Per le fonderie di metalli ferrosi, il calo è stato ancora più marcato: -17,2% nella produzione, che ha raggiunto i livelli più bassi dal 1980, e -19,2% nel fatturato. Hanno invece mostrato qualche segnale di resistenza le fonderie di metalli non ferrosi, che hanno chiuso l’esercizio con un calo della produzione del 6,1% e del fatturato del 9,2%. Anche il primo trimestre del 2025 non ha invertito la rotta, registrando un -9,5% nella produzione e -8,7% nel fatturato rispetto allo stesso periodo del 2024. Questa contrazione non è un evento isolato, ma il risultato di una tendenza ormai di lungo periodo che compromette competitività e domanda globale delle imprese. La crisi energetica che prosegue Il settore è schiacciato tra una domanda in forte rallentamento e costi di produzione troppo elevati, in particolare quelli energetici, tra i più alti d’Europa e del mondo.  "L'emergenza energetica - sottolinea il presidente di Assofond - che persiste dal 2021, non ha ancora trovato una soluzione. Anche se il 45% del mix energetico nazionale proviene ormai da fonti rinnovabili, il prezzo dell'elettricità in Italia rimane legato a quello del gas: una grave anomalia che penalizza le imprese e distorce il mercato. E mentre le fonderie lottano per la sopravvivenza, i fornitori di utilities registrano profitti record". Il presidente Zanardi ha poi sottolineato il rischio che, ancora una volta, le imprese energivore di piccole e medie dimensioni possano restare sostanzialmente escluse dai sostegni, essendo "troppo piccole per rientrare tra i grandi energivori, e troppo energivore per rientrare tra le pmi".  Le fonderie italiane non sono tra le imprese più colpite direttamente dall’aumento al 50% dei dazi Usa su acciaio e alluminio. L’impossibilità di essere competitivi verso i mercati extra-Ue, proprio a causa dei costi di produzione troppo elevati, aveva infatti già portato negli anni precedenti a una forte riduzione della quota di export verso gli Usa (178 milioni di euro su 7,5 miliardi di fatturato totale nel 2024, -44% rispetto al 2023). Il problema è rappresentato però dagli effetti indiretti di queste misure, potenzialmente devastanti: la possibile invasione di fusioni provenienti dal Far East sul mercato europeo; il Carbon border adjustment mechanism (Cbam), che aumenterà il costo delle materie prime per le fonderie italiane, senza tassare le fusioni extracomunitarie che entrano nella UE; il rischio di nuovi dazi sui settori committenti (come l'automotive), che potrebbero ridurre ulteriormente la domanda di fusioni italiane.  Serve una forte presa di coscienza e un intervento rapido a livello europeo per sostenere la manifattura continentale. La spinta verso la decarbonizzazione, pur fondata su obiettivi condivisibili, si scontra con la realtà della competitività. "Siamo all’ultima chiamata - ha detto ancora Zanardi - non c’è più tempo per i tentennamenti. L’Europa deve decidere se perseguire i suoi obiettivi di decarbonizzazione con un approccio pragmatico e aperto a possibili deviazioni, oppure con un approccio ideologico che porta dritti alla deindustrializzazione, con effetti potenzialmente disastrosi non solo in termini economici e occupazionali ma anche di dipendenza strategica da Paesi ostili o potenzialmente tali. Ridurre i costi energetici, semplificare le normative, garantire l’accesso alle materie prime critiche e sostenere l’innovazione delle imprese sono esigenze imprescindibili". Le strategie per il rilancio Ma quali sono, in concreto, le possibili soluzioni? "Le nostre proposte sono chiare - ha ribadito - in prima battuta bisogna concentrarsi sull’energia, e mettere innanzitutto mano con coraggio al disaccoppiamento del costo dell’elettricità da quello del gas. Un primo passo è stato fatto con l’Energy Release, che di fatto restituisce un disaccoppiamento per il 35% del fabbisogno delle imprese partecipanti per tre anni. Ma questa misura è ancora bloccata dai rilievi della Commissione europea e, in ogni caso, non è definitiva: è necessario trovare il modo di arrivare a un disaccoppiamento strutturale".  L’altra leva possibile per ridurre i costi energetici è quella del credito d’imposta: "Quando è stato introdotto si è rivelato uno strumento rapido, efficace e mirato. Si potrebbe pensare di riproporlo, con le dovute modifiche e aggiornamenti al nuovo contesto, in attesa dell’auspicata riforma strutturale del mercato elettrico". Il tempo, però, è poco. «L’industria ha bisogno di un intervento immediato: la frustrazione è tanta, perché il problema è noto da tempo, ma nessuno fa nulla. E questo è mortificante. Perché, se almeno ci dicessero: 'non servite più', potremmo prenderne atto. Ma invece no: sappiamo che l’Europa ha bisogno delle nostre imprese. E troviamo ovunque conferme. Ma restiamo di fatto fermi, inermi di fronte a un declino che potrebbe diventare irreversibile. E ci nutriamo solo di speranze. Speranze che, quando ci ritroveremo senza lavoro, senza persone, con un pugno di impianti valorizzati al peso del rottame, non ci serviranno più a nulla". ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)