Battlefield 6, la campagna single player svela le novità del gioco
(Adnkronos) - Electronic Arts e Battlefield Studios hanno scelto il palco dello State of Play di PlayStation per alzare il sipario sulla campagna in solitaria di Battlefield 6, descritta come l’esperienza più ambiziosa e cinematografica mai realizzata per la saga. Ambientato nel 2027, il gioco tratteggia uno scenario cupo: la NATO, un tempo solida alleanza occidentale, è al collasso. La crisi economica, le guerre per procura e le tensioni politiche hanno disgregato l’ordine internazionale, aprendo la strada a un nuovo protagonista: Pax Armata, una gigantesca compagnia militare privata dotata di risorse illimitate e tecnologie d’avanguardia. Il giocatore vestirà i panni della Dagger 13, un’unità d’élite dei Raider dei Marine statunitensi incaricata di opporsi all’avanzata della Pax Armata. La campagna promette missioni spettacolari e adrenaliniche che spaziano da Brooklyn al Cairo, con set di grande impatto e una narrazione che intende riportare al centro l’esperienza single player, da sempre attesa dalla community di Battlefield. Battlefield 6, però, non si limita alla campagna: il titolo includerà nuove modalità multigiocatore, il ritorno di Portal con possibilità di personalizzazione pressoché illimitate e numerosi miglioramenti al sandbox di gioco, che punta a rendere ogni scontro, veicolo o strategia l’elemento decisivo per ribaltare una battaglia. L’uscita è fissata per il 10 ottobre 2025 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC (Steam, EA App ed Epic Games Store). ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Lauree magistrali, Fnopi: "Gli infermieri puntano sulla specializzazione"
(Adnkronos) - "La lettura dei dati 2025 lascia emergere una consistente e stabile domanda di specializzazione e crescita accademica da parte degli infermieri che, pur potendo accedere subito al mondo del lavoro, scelgono di specializzarsi. A conferma che l'avvio dei 3 nuovi indirizzi clinici (Cure primarie e sanità pubblica, Cure pediatriche e neonatali, Cure intensive e emergenza) diventa una priorità non rimandabile per andare a colmare un vuoto accademico e rispondere alla crescente richiesta di formazione e specializzazione degli infermieri". Lo scrive in una nota la Fnopi, Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche, alla vigilia degli esami di ammissione ai 102 corsi delle 5 classi di laurea magistrale per le professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche, della riabilitazione, tecnico assistenziali-diagnostiche e della prevenzione per le 36 università statali, che si terranno domani 25 settembre. Gli atenei privati seguono un calendario diverso. Per i 2.317 posti disponibili per la magistrale di Scienze infermieristiche e ostetriche - riferisce la Fnopi - le domande arrivate sono 9.493, con un rapporto tra domande e posti vicino a 4,1. Questo anche a fronte dell'aumento di posti rispetto allo scorso. Nel 2024, infatti, i posti disponibili per questa classe di laurea erano 2.147. In totale, nelle 5 classi di laurea, sono 12.469 i professionisti che hanno presentato domanda su 4.213 posti a bando, di cui la maggioranza, il 55%, sono per Scienze infermieristiche e ostetriche. Osservando la serie storica nei dati raccolti da Angelo Mastrillo, docente in Organizzazione delle professioni sanitarie all'università di Bologna - sottolinea Fnopi - accanto alla costante grande richiesta di iscrizioni e alla crescita notevole dei posti a bando, passati dai 1.318 del 2019 ai 2.317 di quest'anno con un aumento di oltre il 75%, si notano diverse oscillazioni, con le domande passate dalle 8.466 del 2019 alle 12.095 del 2023 e alle 11.070 del passato anno accademico. Per quanto riguarda la situazione delle singole università per Scienze infermieristiche e ostetriche, ci sono parecchie differenze a livello geografico e nel confronto con il 2024, con l'impatto generale rilevante dovuto alla sospensione del corso di Cagliari e all'attivazione di un nuovo corso in Puglia, a Lecce. ---universitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Calabria, Ferrara (Unindustria): "Crescita debole e fragile, ecco nostro Manifesto a candidati Regionali"
(Adnkronos) - "In Calabria, come ha registrato anche Banca d'Italia, abbiamo una crescita dello 0,8% e anche con un notevole salto di qualità negli investimenti dell'impresa. Ma si tratta sempre di una crescita debole e fragile. E per questo noi quando abbiamo incontro tato i candidati alla presidenza della regione abbiamo presentato un Manifesto, con i capitoli principali che tracciano la 'rotta', e che sono delle raccomandazioni di policy. A nostro parere per avere una crescita dell'economia più veloce è necessario agire sui fattori di contesto, che devono essere tali da agevolare gli investimenti". Così, con Adnkronos/Labitalia, Aldo Ferrara, presidente di Unindustria Calabria, che ha incontrato presso la propria sede catanzarese i due candidati alla presidenza della Regione Pasquale Tridico e Roberto Occhiuto, con il terzo candidato Francesco Toscano assente per altri impegni. E Ferrara chiarisce che il Manifesto elaborato da Unindustria "è la naturale prosecuzione, il sequel lo abbiamo definito, e quindi il naturale completamento di 'Agenda Calabria', e cioè il programma di politica economica che avevamo presentato alla precedente amministrazione regionale, e che consisteva in quello che doveva essere l'orientamento delle risorse comunitarie rispetto agli investimenti da parte delle imprese. E oggettivamente ha dato un grande risultato, lo ha ammesso in maniera inequivocabile il presidente Occhiuto durante l'incontro, sottolineando che grazie ad esso sono state messe a terra più di 800 milioni di euro per il rafforzamento, il potenziamento e e l'ammodernamento del sistema imprenditoriale", spiega Ferrara. E Ferrara spiega che "ad entrambi i candidati abbiamo ribadito che questo deve essere il giusto modo di relazionarsi con il sistema industriale, cioè una collaborazione pubblico-privato che facendo emergere dal basso, quindi veramente dal sistema imprenditoriale, quelli che sono i fabbisogni veri di investimento, poi effettivamente possono essere tradotte, in misure, in azioni, in bandi, che hanno avuto un assorbimento straordinario rispetto agli anni passati sul tema dell'internazionalizzazione, degli impianti e macchinari, dei servizi innovativi, di ricerca e sviluppo, della sostenibilità, dell'efficientamento energetico e della trasformazione digitale", sottolinea. E Ferrara chiede anche un 'adeguamento normativo'. "Noi innanzitutto abbiamo individuato -spiega- dei 'buchi' legislativi, e abbiamo necessità invece di avere un disegno legislativo che sia performante e competitivo per le imprese. Anzitutto il piano paesaggistico regionale: non è possibile trattare un'area industriale allo stesso modo di un affaccio a mare a Tropea, per intenderci. Così non si attraggono gli investimenti, si allontanano. Se vogliamo stimolare gli investimenti bisogna che ci sia una legge sul piano paesaggistico regionale finalmente moderna e voluta, al passo con i tempi e che metta al centro anche le politiche industriali", rimarca ancora. E Ferrara sottolinea che "serve poi la riqualificazione immediata delle aree industriali, bisogna accelerare su asfalto, sicurezza, gestione del verde, interoperabilità. E poi il piano regionale cave che in Calabria non c'è e senza di esso la possibilità di estrarre, di fare calcestruzzo e poi quindi realizzare le opere diventa costosissimo. Rendendo difficile, se non impossibile, mettere a terra il ciclo di investimenti pubblici sia del Pnrr sia delle altre infrastrutturali previste come ad esempio la nuova SS106", sottolinea. E altra norma che può agevolare il contesto economico regionale per Ferrara è "una legge di incentivazione all'Unione dei Comuni. Abbiamo Comuni in disequilibrio finanziario, in pre dissesto, in dissesto, che no che non possono assumere personale, e allora uno stimolo, degli incentivi, se non proprio alle fusioni, ma quantomeno ai consorzi di servizi è necessario", sottolinea. E poi c'è la proposta che per Ferrara potrebbe rappresentare un 'unicum' positivo per la Calabria. "Una legge regionale che stabilisca che prima che il Consiglio regionale 'liberi' delle nuove leggi regionali venga fatta una valutazione di impatto economico delle stesse sulle attività produttive", spiega. E ad agitare le imprese calabresi è anche lo 'spettro' dei dazi Usa. "In determinati settori, in particolare nell'agroalimentare -spiega Ferrara- si stanno già verificando delle criticità. Non abbiamo ancora dati precisi riguardo eventuali cali di fatturato però certamente si stanno riscontrando delle difficoltà per le imprese. Non è ancora chiaro chi deve assorbire questi dazi, se il mercato, se l'importatore o l'esportatore e quindi c'è grande preoccupazione. Negli ultimi due anni l'export calabrese si è più che raddoppiato, vale quasi un miliardo di euro e di questo l'8-9% va negli Usa ed è un dato in crescita. Questo perché le aziende negli anni hanno adoperato degli investimenti su quel mercato e vanno difesi. Anche per questo chiediamo alla prossima amministrazione regionale un piano per l'export e l'internazionalizzazione". E Ferrara ha sottolineato anche l'esigenza di guardare a nuovi mercati come "quello asiatico, quello del Mercosur noi dobbiamo assolutamente essere in grado di fare un piano export incentivato che penetri anche questi tipi di mercati perché lì a nostro avviso sono margini di crescita molto grandi per l'export e per il Pil calabrese", spiega il leader degli industriali calabresi. Centrale per lo sviluppo della Calabria sono le infrastrutture. "Il Ponte sullo Stretto è un grande attrattore di infrastrutture, ne siamo convinti. Ora è necessario trovare il miliardo di euro che manca per portare l'Alta Velocità ferroviaria fino a Praia a Mare ma l'obiettivo -conclude- deve essere di arrivare fino a Reggio Calabria e credo che le risorse si troveranno". ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Salario minimo, Rotondi (Cnel): "Delega al Governo messaggio forte, non si trasformi in scontro ideologico"
(Adnkronos) - "La delega al Governo non deve trasformarsi in terreno di scontro ideologico. La vera sfida è conciliare due valori che la Costituzione considera entrambi imprescindibili: la dignità della retribuzione e la centralità della contrattazione collettiva. Se i decreti attuativi sapranno tradurre questi principi in regole chiare, semplici e praticabili, potremo compiere un progresso reale. In caso contrario, resteremo di fronte a un esercizio retorico che non migliora le condizioni di chi lavora. Il lavoro non ha bisogno di scorciatoie legislative, ma di regole chiare e contratti forti: solo così dignità ed equità potranno davvero camminare insieme alla competitività del Paese". Così con Adnkronos/Labitalia il giuslavorista Francesco Rotondi, consigliere esperto del Cnel, dopo l'approvazione in Senato in via definitiva del testo del disegno di legge delega in materia di retribuzione dei lavoratori e di contrattazione collettiva. Secondo Rotondi "il recente voto definitivo del Senato sul disegno di legge che conferisce al Governo deleghe in materia di retribuzione dei lavoratori, contrattazione collettiva e procedure di controllo e informazione offre lo spunto per alcune riflessioni. Il dibattito tocca il cuore dell’articolo 36 della Costituzione, che impone una retribuzione proporzionata e sufficiente. Si tratta di un principio di civiltà giuridica che richiama la dignità del lavoro come fondamento stesso della Repubblica. La scelta di affidare al Governo il compito di rafforzare i contratti collettivi maggiormente applicati e di contrastare i fenomeni di dumping salariale rappresenta un messaggio forte, che risponde a una domanda sociale non più rinviabile", sottolinea ancora. Per il giuslavorista "tuttavia, l’analisi non può arrestarsi al piano etico. Il nostro ordinamento ha già costruito nel tempo una forma evoluta di tutela: la contrattazione collettiva. Essa ha garantito, con continuità, un equilibrio delicato tra i diritti dei lavoratori e la sostenibilità delle imprese. È quindi indispensabile che l’attuazione della delega non finisca per irrigidire o burocratizzare il sistema, ma sappia valorizzare il ruolo delle parti sociali, trasformando i contratti collettivi in veri presidi di giustizia sostanziale", continua. E il consigliere esperto del Cnel sottolinea che "non possiamo ignorare che ogni intervento volto a rafforzare i trattamenti economici potrà avere impatti soprattutto nei comparti a più bassa produttività, dove l’aumento dei costi rischia di riflettersi sull’occupazione o di alimentare pratiche elusive. Per questo gli strumenti di vigilanza e di trasparenza dovranno rivelarsi realmente efficaci e non restare meri adempimenti formali", conclude. ---lavoro/normewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sostenibilità, Assolegno promuove il legno per costruire il futuro
(Adnkronos) - In un contesto europeo che accelera verso la decarbonizzazione del settore edilizio, Assolegno di FederlegnoArredo rafforza il proprio ruolo di promotore di una filiera costruttiva sostenibile, fondata su materiali naturali, efficienza e innovazione. Due importanti iniziative, in programma nei prossimi giorni, testimoniano concretamente questo impegno: un evento a Vicenza, dedicato al legno come protagonista dell’eco-progettazione, e il progetto nazionale 'Tre tavoli di legno', che si terrà a Roma. “La nuova Direttiva Case Green mira a edifici a emissioni zero entro il 2050, promuovendo soluzioni costruttive sostenibili. In questo contesto, le case in legno si distinguono per la bassa energia incorporata, la capacità di assorbire CO₂ e il ridotto impatto ambientale lungo tutto il ciclo di vita dell’edificio” – spiega Claudio Giust, presidente di Assolegno. "Oggi però l’eccessiva burocrazia rischia di rallentare l’innovazione e mettere in difficoltà le imprese del settore. Serve uno sforzo collettivo per semplificare le procedure e rendere il quadro normativo più efficace e accessibile. Con questi appuntamenti, Assolegno riafferma la propria volontà di guidare il cambiamento in un settore chiave per la transizione ecologica, promuovendo il legno come materiale strategico e rinnovabile, capace di rispondere alle esigenze ambientali, normative ed economiche della filiera edilizia contemporanea”. Domani a Vicenza, presso la Basilica Palladiana (Piazza dei Signori, ore 16.00), il focus sarà sul contributo dell’edilizia in legno alla strategia di decarbonizzazione, con particolare attenzione al Life cycle assessment (Lca), alla progettazione integrata e alle buone pratiche territoriali. Dopo i saluti istituzionali di Cristina Balbi, Assessore allo sviluppo economico e al territorio del Comune di Vicenza, interverranno esperti e professionisti del settore. L’incontro rappresenta un momento di confronto diretto tra progettisti, aziende e stakeholder, arricchito da testimonianze concrete provenienti dal mondo dell’architettura e dell’innovazione edilizia. In parallelo, Assolegno promuove a Roma il progetto 'Tre tavoli di legno', tre giornate di approfondimento tecnico e normativo che si svolgeranno dal 29 settembre al 1° ottobre presso la sede di FederlegnoArredo (Via Toscana 10). L’iniziativa mira a creare uno spazio di confronto qualificato tra imprese, tecnici, stakeholder, con al centro i principali strumenti normativi europei destinati a influenzare il futuro dell’edilizia sostenibile. Nel corso degli incontri si discuterà della decarbonizzazione e riqualificazione degli edifici alla luce della nuova direttiva Epbd IV, della revisione del Regolamento prodotti da costruzione (Cpr) con particolare attenzione alla tracciabilità, marcatura CE e requisiti ambientali dei materiali, e infine della Tassonomia UE, che definisce i criteri per la classificazione 'green' dei materiali e per l’accesso alla finanza sostenibile. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
"A Teddy Bear serve un nuovo look". L'appello della scienza per peluche eco-maestri
(Adnkronos) - Nuovo look cercasi per Teddy Bear. L'orsacchiotto di peluche "è molto più di un semplice giocattolo", morbido viatico per una buonanotte di sogni d'oro. Può avere "un ruolo fondamentale nella costruzione della nostra prima concezione di natura, plasmando il modo in cui per tutta la vita interagiremo con l'ambiente", con un pianeta da rispettare e proteggere. Ma per riuscirci, per diventare un bravo 'eco-maestro' e infondere nei bambini una coscienza green, dovrà essere innanzitutto più credibile: meno Teddy e più bear, con fattezze più realistiche e fedeli a quelle degli orsi in carne e ossa. Non è una congettura pedagogica o una trovata commerciale, bensì uno studio scientifico pubblicato su 'BioScience', rivista ufficiale dell'American Institute of Biological Sciences. Da oltre un secolo - da quando nel febbraio del 1903 due negozianti di Brooklyn esposero in vetrina un paio orsetti di pezza che chiamarono Teddy's Bears, in onore dell'allora presidente Usa Theodore Roosevelt il quale l'anno prima risparmiò un cucciolo d'orso durante una battuta di caccia - gli orsacchiotti di peluche sono una presenza fissa nelle camerette di ogni latitudine. Protagonisti dei nostri primi ricordi, icona dell'immaginario infantile, "raramente sono stati oggetto di un esame approfondito", tantomeno di un'analisi scientifica. E' partito da questa riflessione Nicolas Mouquet del Centre national de la recherche scientifique (Cnrs) francese, che insieme ai suoi colleghi ha deciso di colmare questa lacuna. "Per molti occidentali il primo legame intimo ed emotivo con la natura potrebbe non derivare da una passeggiata nei boschi, ma dalla precoce esposizione a rappresentazioni della natura stessa attraverso libri illustrati, giocattoli o animali di peluche", spiegano gli autori dello studio, convinti che "legami emotivi come questi possono durare per tutta la vita". La questione su cui si sono concentrati, quindi, è se i giocattoli dell'infanzia siano davvero all'altezza del compito di promuovere una concezione realistica della natura. Perché se non lo fossero, le conseguenze non sarebbero da poco: "Se l'orso che conforta un bambino non assomiglia per niente a un orso vero, il ponte emotivo che costruisce potrebbe allontanarlo dalla vera biodiversità, anziché avvicinarlo", avvertono i ricercatori. Con l'obiettivo di sviscerare il problema, il team d'Oltralpe ha utilizzato analisi morfometriche e colorimetriche per confrontare 436 orsacchiotti di peluche con le loro controparti reali. Ne è emerso che "gli orsi veri formano un gruppo ben definito, chiaramente distinto dagli orsacchiotti" giocattolo, riferiscono gli scienziati. Persino il panda gigante, le cui sembianze naturali più si avvicinano alle fattezze tipiche dell'orso di peluche, "si discosta sostanzialmente" dalle caratteristiche che rendono gli orsacchiotti giocattolo emotivamente attraenti. Un gap che secondo gli autori del lavoro "solleva importanti questioni", in grado di fare la differenza per i destini del pianeta: "Quanto più l'orsacchiotto di peluche si discosta dalla sua controparte biologica, tanto maggiore è il rischio che i bambini crescano con rappresentazioni mentali distorte o incomplete di animali ed ecosistemi", ammoniscono gli esperti. L'équipe del Cnrs suggerisce dunque che "diversificare la 'palette' dei peluche per includere forme ecologicamente fondate, specie con morfologie e colorazioni più accurate, potrebbe aiutare a ripristinare un certo allineamento tra connessione emotiva e realtà biologica". In conclusione, Teddy Bear potrà forse sembrare un canale insolito per migliorare il rapporto dell'umanità con madre natura, ma secondo i ricercatori può rappresentare un'opportunità grande e reale: "Comprendendo e sfruttando le caratteristiche che rendono gli orsacchiotti di peluche potenti strumenti emotivi, possiamo migliorare non solo il benessere individuale, ma anche la cura collettiva del pianeta". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Consumi, la spesa green vale 45 miliardi di euro
(Adnkronos) - Oltre 83 prodotti su 100 venduti nei supermercati e ipermercati di tutta Italia riportano in etichetta le informazioni relative alle iniziative avviate dalle aziende a favore della sostenibilità nelle sue tre declinazioni: ambientale, sociale e benessere animale. È quanto emerge dalla diciassettesima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy che, in collaborazione con l’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, verifica diffusione e valore della comunicazione green in etichetta con un'analisi su 145mila prodotti di largo consumo (l'82,7% delle vendite). Nel 2024, tra super e ipermercati, l’aggregato di prodotti 'sostenibili' ha incassato quasi 45 miliardi di euro, con una crescita annua di +2,1%, spinta principalmente dall’aumento dei prezzi (+3,4%) e dalla componente di offerta (+1,9%), ma con volumi in calo di -1,2% rispetto al 2023.
È la sostenibilità ambientale la tematica più comunicata dalle aziende attraverso le etichette dei prodotti. L’Osservatorio Immagino ha individuato questo tipo di informazioni su 120.797 referenze che nel 2024 hanno sfiorato i 44,8 miliardi di euro di incassi nel canale super e ipermercati. Tra le informazioni presenti on-pack, le più diffuse sono i suggerimenti pratici per aiutare i consumatori ad adottare comportamenti virtuosi (ad esempio nella raccolta differenziata o nella corretta conservazione dei prodotti), seguiti dalle indicazioni sull’impegno per la riciclabilità del packaging, da quelle per la maggior sostenibilità delle modalità di produzione e di approvvigionamento lungo la filiera, dalle certificazioni di sostenibilità, dai claim generici (come 'green') e dai calcoli relativi all’impatto dei prodotti lungo l’intero ciclo di vita (Lca). La seconda dimensione rilevata dall’Osservatorio Immagino è quella della sostenibilità sociale: accomuna il 9,1% delle referenze e ha sfiorato i 6,6 miliardi di euro di incassi nel 2024 (+2,2% annuo, ma -0,4% a volume). Infine, il benessere animale è segnalato sul 2,1% dei prodotti venduti in supermercati e ipermercati. Queste 2.988 referenze hanno incassato 1,5 miliardi di euro, con un lieve aumento annuo a valore (+1,0%) a fronte di un netto calo dei volumi (-5,5%). ---sostenibilita/tendenzewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sesso, a Milano giovani più protetti e informati rispetto al resto d'Italia, l'indagine
(Adnkronos) - I giovani milanesi sono più responsabili e informati rispetto ai loro coetanei nel resto d'Italia quando si tratta di contraccezione e sesso protetto. E' quanto emerge dall'ottava edizione dell'Osservatorio 'Giovani e sessualità', promossa da Durex in collaborazione con Skuola.net e condotta su oltre 15mila giovani in tutta la Penisola. La percentuale di ragazzi in Italia che ha rapporti tra gli 11 e i 16 anni supera il 50% e a Milano la percentuale sfiora il 60% (58,6%), si legge nel report. Tuttavia, i giovani di capoluogo lombardo e provincia usano il preservativo con maggiore costanza. Più di 3 su 4 affermano di avere rapporti protetti usando il preservativo: il 77,5% utilizza il profilattico, con il 62,2% che lo usa "sempre" (contro il 44,5% nazionale) e il 15,3% "qualche volta". Nel 2024 era circa il 70% dei giovani milanesi a usare il preservativo (48% sempre, 20,2% qualche volta). Ciononostante, nell'ambito delle infezioni sessualmente trasmissibili, sebbene il 59,1% dei giovani milanesi (contro il 54,8% del campione nazionale) le sappia riconoscere, permane una scarsa percezione del rischio: il 72,4% dichiara di non aver mai provato paura di contrarre una Ist durante rapporti non protetti e solo il 9,3% ha effettuato almeno uno screening. La fonte di informazione primaria per i giovani resta Internet - emerge dall'indagine - un dato ancora più marcato a Milano (59,3% contro il 53,2% nazionale). Le motivazioni principali sono la velocità nel reperire informazioni (32,8%) e la volontà di evitare l'imbarazzo (29,7%). A questa abitudine fa da contraltare un silenzio sempre più profondo in famiglia: la percentuale di giovani che non parla di sesso e contraccezione in casa è balzata al 49% a livello nazionale, un dato che a Milano sale addirittura al 56,6%. Motivo? Non si sentono a proprio agio (42%) a parlarne in famiglia. Questo vuoto educativo alimenta una richiesta quasi unanime di un intervento di educazione affettiva e sessuale a scuola, sia da parte dei ragazzi (88,9%) che dei genitori (78,6%). A Milano e provincia la percentuale aumenta e oltre il 90% di giovani (90,2%) e genitori (93,5%) la vorrebbero come materia scolastica e a partire dalla scuola primaria (44,8%) e secondaria di primo grado (37,9%). A Milano e provincia, il 67,2% degli studenti dichiara di aver già affrontato a scuola il tema della sessualità, contro il 34,7% a livello nazionale, a conferma di un maggiore coinvolgimento degli istituti scolastici su queste tematiche. Nella maggior parte dei casi, gli interventi a scuola sono condotti da medici o esperti, garantendo informazioni più accurate e professionali. "I dati di quest'anno sono un appello all'azione a cui non potevamo non rispondere - dichiara Laura Savarese, Direttrice Affari Regolatori e Relazioni Esterne di Reckitt Benckiser Healthcare (Italia) Spa, che commercializza il brand Durex in Italia - Constatare che il primo approccio alla sessualità avviene sempre prima, senza un'adeguata educazione all'affettività, alla consapevolezza delle scelte, al consenso, espone i ragazzi a rischi importanti e ci conferma che intervenire precocemente non è più un'opzione ma una necessità. Ascoltiamo la voce dei giovani, dei genitori, delle scuole che chiedono un supporto educativo, una guida per poter affrontare le scelte in ambito affettivo e sessuale in modo sereno, ma consapevole. Durex vuole diffondere una sessualità libera, protetta e consapevole. Per farlo, si impegna in percorsi educazionali nei luoghi formativi per eccellenza per far sì che i giovani siano educati ai principi fondamentali del rispetto di se stessi e degli altri, del consenso, della salute e della adeguata percezione del rischio connesso alle loro scelte. I ragazzi che oggi sono ascoltati, supportati ed educati saranno adulti liberi, sereni e consapevoli. Siamo perciò orgogliosi di rafforzare il progetto 'A luci accese' a Milano, per costruire le fondamenta di un benessere affettivo e sessuale che duri tutta la vita". 'A luci accese' - spiega una nota - è il programma di educazione affettiva e sessuale pensato per le scuole secondarie di secondo grado che dal 2023 contribuisce, anche grazie al coinvolgimento di docenti e genitori, a diffondere tra i giovani milanesi una cultura della sessualità e dell'affettività fondata su consapevolezza, rispetto e protezione. Promosso da Durex con Ala Milano Onlus, il progetto prevede laboratori in classe condotti da educatori esperti (psicologi e sessuologi) di Ala Milano e dell'università degli Studi di Milano-Bicocca, che accompagnano i giovani in un percorso di confronto aperto e privo di giudizi, con l'obiettivo di fornire strumenti concreti per affrontare emozioni, relazioni e sessualità in maniera sana e consapevole. Le attività si svolgono sotto la supervisione di un direttore scientifico che ne garantisce la continuità metodologica e la solidità scientifica. Dal 2023 ad oggi sono state coinvolte 43 scuole, 350 classi e circa 12mila studenti. Per l'anno scolastico 2025/2026, il programma si arricchisce con un nuovo percorso di educazione all'affettività pensato per le scuole secondarie di primo grado. "Portare e potenziare l'educazione affettiva e sessuale nelle scuole medie significa intervenire in uno dei momenti evolutivi più delicati e significativi, quello della preadolescenza. A questa età, i ragazzi e le ragazze costruiscono e sperimentano l'immagine e l'espressione di sé, oltre che esplorare il mondo ricchissimo delle relazioni - commenta Elisabetta Todaro, psicologa, psicoterapeuta, sessuologa clinica e responsabile scientifica delle lezioni nelle scuole medie per il progetto 'A luci accese' - Il nostro approccio non è solo informativo, ma soprattutto educativo. Utilizziamo un linguaggio adeguato alla loro età per creare uno spazio di dialogo sicuro e non giudicante, in cui essi possano esprimere dubbi e curiosità. L'obiettivo è abbattere stereotipi, promuovere il rispetto reciproco e fornire alcune fondamentali conoscenze sulla prevenzione e sulla cura di sé, prima ancora che le esperienze diventino un fatto compiuto". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
105.000 presenze per Utopica Festival
(Adnkronos) - La prima edizione di Utopica Senigallia Fantasy Festival ha attratto 105.000 presenze, trasformando il centro storico in un vivace crocevia di culture pop, tra cavalieri, creature magiche, mostre, concerti e villaggi a tema.
Organizzato da LEG Live Emotion Group in collaborazione con il Comune di Senigallia e Dadi e Mattoncini, il festival ha animato le principali piazze cittadine e la storica Rocca Roveresca, divenute scenografie viventi per spettacoli, performance e incontri. La chiave del successo è stata la scelta di un'atmosfera "sospesa fra passato e futuro", con un mix di fantasy e fantascienza che ha incarnato il claim "RESPECT", magistralmente simboleggiato dal manifesto dell'artista Maurizio Manzieri. "Con la conclusione della prima edizione di UTOPICA," ha dichiarato il Sindaco Massimo Olivetti, "Senigallia si conferma città capace di accogliere e valorizzare la cultura in tutte le sue forme, anche quelle più visionarie e inclusive... UTOPICA ha dimostrato che la cultura in tutte le sue sfaccettature può essere motore di coesione sociale, creatività e sviluppo".
Anche gli organizzatori di LEG, Tania Ferri, Sandro Giacomelli ed Elisabetta De Luca, hanno espresso la loro soddisfazione: "Utopica Fantasy Festival a Senigallia è un festival che porta con sé un’identità forte, unica, medieval fantasy, una rarità in Italia, e che ha saputo conquistare il pubblico con il suo immaginario e le sue atmosfere".
Il Direttore Artistico Gianluca Del Carlo ha narrato la genesi dell'evento, descrivendolo come un portale che ha fatto di Senigallia "un crocevia di mondi". Del Carlo ha concluso con un messaggio di gratitudine: "La gratitudine va a chi ha creduto nell’idea con cieca fiducia, a chi l’ha sperimentata con ardore e a chi, pur senza conoscerla, ne ha fatto parola con impegno estremo, senza che fosse richiesto". Il festival si è articolato in quattro macro-aree principali che hanno catturato l'attenzione del pubblico: Piazza Simoncelli: Sede del main stage, ha ospitato concerti e spettacoli di artisti come il Capitano Giorgio Vanni, i Poison Garden e la band I Miwa. Foro Annonario: Qui il pubblico ha potuto ammirare la mostra del maestro Maurizio Manzieri e partecipare all'area games a cura di Dadi e Mattoncini e di Play – Festival del Gioco. Palazzetto Baviera: Ha ospitato la mostra "MIDDLE-ART, Luci e Ombre nella Terra di Mezzo", con le opere di Ivan Cavini, uno dei maggiori artisti del fantasy europeo. Rocca Roveresca: I suoi fossati e sotterranei sono stati dedicati a esperienze tematiche di grande successo, come lo Steampunk Village, il mondo di Star Wars e un'esperienza ispirata alla Scuola di Hogwarts.
Oltre a intrattenere, Utopica ha promosso la solidarietà, in una partnership con la Fondazione Umberto Veronesi e R2-KT, il celebre Pink Droid, per raccogliere fondi a sostegno della ricerca oncologica pediatrica. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Digital South Week, nasce il polo tecnologico del Sud Italia
(Adnkronos) - Unire le energie per guardare lontano: è questo l'obiettivo della Digital South Week, un nuovo progetto che vede tre importanti appuntamenti del panorama digitale campano fare rete per la prima volta. EcommScaleUp a Napoli, Days to Connect a Nola ed Ecommerce HUB a Salerno si fondono in un calendario comune, con l'ambizioso scopo di creare un vero e proprio polo tecnologico nel Sud Italia.
Il calendario si aprirà il 29 settembre con EcommScaleUp, evento dedicato a tracciare le nuove rotte dell'e-commerce e del marketing digitale presso il Centro Congressi Stazione Marittima di Napoli. I temi centrali saranno l'Omnicanalità e l'Intelligenza Artificiale, considerate leve strategiche per la crescita e la competitività aziendale. "Il nostro obiettivo è contribuire a creare un ecosistema capace di accelerare l’innovazione e costruire il futuro digitale e tecnologico del Sud Italia," hanno spiegato i co-founder dell’evento, Antonio Tresca, Alessio Perrucci e Antonio Ienco. La settimana proseguirà con Days to Connect, il 30 settembre e 1° ottobre al CIS di Nola. L'evento, ideato da Visio Digital Partner, si focalizzerà su digital economy e omnicanalità, con la partecipazione di partner di calibro internazionale come Google, Shopify, TikTok e Microsoft Advertising. "Con la collaborazione tra i tre appuntamenti, vogliamo fare un passo in più e costruire valore duraturo per il territorio, con l’obiettivo di dare vita a un polo digitale del Sud Italia," ha dichiarato Mariarita Di Nuzzo, Project Manager di Days to Connect. La partecipazione all’evento è gratuita, previa registrazione sul sito ufficiale www.daystoconnect.com. A chiudere la Digital South Week sarà l'11ª edizione di Ecommerce HUB, che si terrà il 2 ottobre al Grand Hotel Salerno. L'evento, punto di riferimento per il commercio elettronico e il marketing digitale, quest'anno ospiterà professionisti come Davide Casaleggio e aziende di primo piano tra cui Banca Sella, Temu e Shopify. “Da undici anni con Ecommerce HUB lavoriamo per costruire un punto di riferimento solido per chi fa impresa nel digitale, partendo dal Sud. Non è stato semplice, ma oggi quel lavoro trova una nuova spinta nella Digital South Week: un progetto che abbiamo promosso insieme ad altri eventi del territorio con l’obiettivo di creare un vero ecosistema dell’innovazione. Crediamo che il futuro dell’e-commerce e della digital economy passi anche da qui, e che il Mezzogiorno abbia tutte le carte in regola per diventare un hub nazionale. Ma perché questo accada servono visioni condivise, collaborazione tra attori diversi e una volontà concreta di investire sul territorio. La Digital South Week va in questa direzione: tre eventi, tre città, un’unica energia che guarda lontano” - conclude Alfonso Annunziata, Co-Founder & Event coordinator di Ecommerce HUB. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)










