Toyota, la Corolla Cross si rinnova nel look (e non solo)
(Adnkronos) - Arrivata a metà percorso della generazione lanciata nel 2022 la Corolla Cross si aggiorna con un look più dinamico e personale, grazie a un frontale ridisegnato e moderno, ma anche con dotazioni più ricche, un aggiornamento del powertrain e una nuova versione - la GR Sport - che offre un comportamento stradale più 'deciso'. Sono le armi con cui il C-Suv Toyota si inserisce in una offerta a 360 gradi del marchio giapponese, che al fianco della C-HR ibrida e plug-in a breve vedrà l'arrivo anche della C-HR+, full electric di dimensioni più generose e dal design dai chiari richiami alle coupé. Un'offensiva in un segmento cuore del nostro mercato con cui in Italia Toyota punta a raccogliere almeno 16 mila unità il prossimo anno. Con un contributo in crescita proprio della Corolla Cross, condizionata dalla produzione giapponese, che comunque dal lancio ha raccolto nel nostro paese 12 mila unità, di cui il 60% nella versione più potente, spinta da un motore 2.0 da 197 CV. L'aggiornamento del powertrain (sempre nel segno sistema ibrido di quinta generazione di Toyota) prevede peraltro proprio per questa versione un abbassamento della potenza, che scende a 178 CV ma con consumi ed emissioni migliorate, ma con l'offerta sia con trazione anteriore che con trazione integrale intelligente (AWD-i). Peraltro la nuova modalità AWD-i Snow Extra promette una guida più sicura su fondi ghiacciati e in situazioni di scarsa aderenza, regolando la distribuzione della coppia tra l'asse anteriore e quello posteriore. Solo trazione anteriore per la versione da 1.8 litri con potenza massima di 140 CV. All'interno - connotato dalla 'solita' qualità Toyota - si percepisce il miglioramento in termini di silenziosità che in marcia viene disturbato solo dall'effetto 'scooter' del cambio automatico, nelle accelerazioni più decise. Sul fronte tecnologia la Corolla Cross propone la terza generazione del sistema Toyota Safety Sense con ulteriori sistemi avanzati di assistenza alla guida e al parcheggio mentre è di serie lo Smart Connect, con touchscreen ad alta definizione da 10,5 pollici e la strumentazione completamente digitale da 12,3 pollici. L'offerta sul mercato italiano è strutturata su sole quattro versioni, due con motorizzazione 1.8 (Corolla Cross e Icon) e due con il 2.0 (Premium e Gr Sport). Quest'ultima non si riconosce solo per la grigla anteriore con design dedicato ma anche per gli interventi su assetto (ribassato di 10 mm e ritarato per migliorare la risposta), ammortizzatori e servosterzo elettrico, mentre all'interno oltre alle finiture dedicate spiccanole paddle al volante per un cambio marcia più preciso. Per il lancio la nuova Corolla Cross può contare su un pacchetto di promozione che abbassa il prezzo della versione di ingresso a 32.950 euro mentre la top Gr Sport scende a 38.950 con un vantaggio di 6.050 euro sul listino ufficiale. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Previdenza, 'OKPensione': errori di calcolo per un assegno su 2 analizzati
(Adnkronos) - Le pensioni degli italiani valgono sempre meno. Secondo i dati Istat di agosto, l’inflazione acquisita per il 2025 è già al +1,7%, con un aumento annuo dei prezzi al consumo dell’1,6%. Un dato che, insieme alle rivalutazioni parziali degli ultimi anni, ha progressivamente eroso il potere d’acquisto: negli ultimi 14 anni, gli assegni hanno perso fino al 21% del loro valore reale. Oltre all’inflazione, molte pensioni sono calcolate in modo errato. Le verifiche del network legale Consulcesi & Partners, tramite il servizio 'OKPensione', evidenziano errori di calcolo nel 50% dei casi analizzati, con perdite fino a 200-300 euro al mese e arretrati mancanti anche per decine di migliaia di euro spesso legati a liquidazioni erronee di Tfr o Tfs. Gli errori più comuni riportati sul portale www.okpensione.it sono: mancato riconoscimento di periodi contributivi (maternità, malattia, servizio militare); registrazione incompleta o errata dei contributi; applicazione sbagliata del calcolo misto (retributivo + contributivo); rivalutazioni non correttamente applicate; dati anagrafici o contributivi incompleti. I cittadini rischiano una doppia perdita: erosione reale dell’assegno a causa di inflazione e rivalutazioni parziali; errori di calcolo che riducono ulteriormente l’importo dovuto. "L’inflazione – commenta Bruno Borin, responsabile legale di Consulcesi & Partners - è un nemico silenzioso che riduce ogni anno il valore reale delle pensioni. Ma ancora più grave è partire da una base già sbagliata. Con 'OKPensione' offriamo un servizio di chiarezza e tutela. Non un semplice simulatore, ma un’analisi professionale che evidenzia eventuali discrepanze degli importi e consente di recuperare ciò che spetta di diritto”. Il servizio offre due principali strumenti: ricalcolo pensione: verifica la correttezza dell’assegno e recupera eventuali arretrati; calcolo pensione futura: simula scenari di uscita e l’impatto dell’inflazione sui redditi futuri. Il servizio è disponibile su www.okpensione.it con il supporto di un team di esperti legali e previdenziali. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Dolore cronico, online il vodcast per aiutare nel percorso di diagnosi e cura
(Adnkronos) - Cosa pensiamo quando sentiamo parlare di dolore cronico? Sappiamo che si tratta di un problema invalidante che si trascina da almeno 3 mesi e che dura per anni, anche per tutta la vita. Qual è l'impatto in chi ne soffre e nei suoi familiari? Cosa cambia dal punto di vista fisico, psicologico, sociale, lavorativo, quando si soffre, ad esempio, di emicrania o di artrosi? Perché è fondamentale agire tempestivamente? Cosa stanno facendo le istituzioni, i medici, i pazienti e il mondo farmaceutico per uscire dal ginepraio di visite ed esami, in un continuo rimbalzare da uno specialista all'altro, senza, a volte, trovare soluzione? A queste domande cerca di rispondere 'Corretta informazione e accesso alla rete', il primo episodio del vodcast 'E tu, sai cosa si prova? Comprendere e affrontare il dolore cronico', una serie realizzata da Adnkronos in partnership con Sandoz, che in modo semplice, autorevole e diretto, punta a far conoscere gli elementi necessari a facilitare l'accesso a percorsi adeguati alla cura del dolore cronico. Nel primo episodio - online da oggi nella sezione podcast di Adnkronos.com - a fornire informazioni essenziali dal punto di vista clinico e organizzativo intervengono Silvia Natoli, responsabile Area culturale Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti) Medicina del dolore e cure palliative; Nicoletta Orthmann, direttrice medico-scientifica Fondazione Onda Ets, e Paolo Fedeli, Head of Corporate Affairs Sandoz Spa. Per favorire un'applicazione omogenea della legge 38 del 2010 (Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore) nelle varie regioni e contesti territoriali, è stato messo a punto un 'Manifesto sul dolore' realizzato con la partecipazione dei principali interlocutori dell'ecosistema salute - istituzioni, società scientifiche, rappresentanti di associazioni civiche e del Terzo settore - con proposte per migliorare il percorso diagnostico-terapeutico che va dalla promozione della cultura sulla condizione cronica, con una corretta informazione, alla messa a punto di un programma di formazione continua del personale sanitario fino al potenziamento delle reti di terapia del dolore cronico, coinvolgendo il territorio. In questo contesto multidisciplinare si inserisce anche la realtà dell'industria farmaceutica, impegnata a promuovere l'equità di accesso alle cure attraverso la collaborazione con tutti gli attori del sistema sanitario. Il vodcast 'E tu, sai cosa si prova? Comprendere e affrontare il dolore cronico' è online nella sezione podcast di adnkronos.com sul canale YouTube di adnkronos.com e su Spotify. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Malattie cardiovascolari prima causa di morte nel mondo e in Italia
(Adnkronos) - Il 29 settembre si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale del cuore per sensibilizzare i cittadini sull'importanza della prevenzione cardiovascolare e per ricordare a tutti quanto sia fondamentale prendersi cura del proprio cuore. Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte al mondo e in Italia, dove rappresentano circa il 31% di tutti i decessi. Conoscere e misurare i fattori di rischio individuali delle malattie cardiovascolari è importante per prevenirle e, quindi, ridurre drasticamente il numero di decessi associati. Sottolinea Domenico Gabrielli, presidente Fondazione per il Tuo cuore dell'Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco) e direttore della Cardiologia dell'ospedale San Camillo di Roma: "Quest'anno il tema della Giornata mondiale del cuore è 'Non perdere il battito', e l'obiettivo è sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza della prevenzione delle malattie cardiovascolari, incoraggiando l'adozione di abitudini salutari. Stili di vita scorretti, quali la sedentarietà e scarsa attività fisica, il tabagismo, il consumo eccessivo di alcol e un'alimentazione squilibrata favoriscono la comparsa di importanti fattori di rischio intermedi quali ipertensione arteriosa, dislipidemie, diabete mellito, sovrappeso e obesità che è bene riconoscere precocemente e monitorare con l'aiuto del medico curante. I controlli di alcuni parametri diventano ancora più importanti se si è già affetti da malattie cardiovascolari, ed è sempre indispensabile adottare stili di vita salutari, effettuare i controlli nei tempi indicati ed assumere i farmaci prescritti, laddove necessario, secondo le modalità stabilite dal proprio medico curante". "Nel corso del congresso della Società europea di cardiologia che si è da poco concluso a Madrid - continua il Gabrielli - è stato presentato il primo Clinical Consensus Statement dedicato a salute mentale e malattie cardiovascolari, con l'obiettivo di ridurre eventi, migliorare esiti e qualità di vita per milioni di persone. Circa 1 persona su 3 con malattie cardiovascolari presenta anche un disturbo di salute mentale come depressione, ansia, disturbo da stress post traumatico, stress o isolamento. I pazienti dopo una diagnosi di malattia cardiovascolare presentano alto tasso di disturbi mentali e questo impatta molto sia sul percorso terapeutico che sulla prognosi del paziente stesso. E' noto, infatti, che le patologie cardiache hanno un impatto negativo sulla salute mentale, così come i disturbi dell'umore e malattie psichiatriche aumentano il rischio cardiovascolare; ciascuna condizione accresce il rischio dell'altra e quando coesistono gli esiti a lungo termine peggiorano sensibilmente. Questa interazione è clinicamente rilevante, incide su diagnosi, aderenza, prognosi e costi, ma resta spesso sottostimata nei percorsi cardiologici tradizionali". "La prevenzione è la prima arma, forse la più importante, per mantenere in salute il proprio cuore e per contrastare l'insorgenza e la progressione delle malattie cardiovascolari che restano ancora oggi la prima causa di morte nel nostro Paese. E' però doveroso ricordare che l'80% delle malattie cardiovascolari sono prevenibili semplicemente adottando stili di vita corretti e mantenendo sotto controllo alcuni fattori di rischio modificabili come ipertensione, ipercolesterolemia, diabete, sovrappeso, sedentarietà, fumo e abuso di alcol", afferma Massimo Grimaldi, presidente Anmco e direttore della Cardiologia dell'ospedale F. Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari). "E' dunque fondamentale - rimarca - ricordare ai cittadini l'importanza di un'alimentazione sana (ricca di frutta, verdura, cereali integrali, pesce e povera di zuccheri e grassi saturi) e di un'attività fisica regolare. I cardiologi Anmco sono da sempre impegnati in prima linea nella prevenzione cardiovascolare promuovendo diverse attività di screening e di sensibilizzazione, poiché educare i cittadini in questo senso significa non solo salvare molte vite, ma anche prevenire o posticipare l'insorgenza delle malattie guadagnando in termini di qualità e di quantità di vita per gli italiani. Anche la ricerca, fiore all'occhiello di Anmco, ha fatto negli ultimi anni grandi passi in avanti grazie alla raccolta sul campo di una enorme mole di dati che forniscono dati preziosi sul trattamento delle patologie cardiovascolari in Italia e consentono di ottimizzare il percorso di diagnosi e cura in ambito cardiovascolare". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
World Dream Day. Marzullo: "La vita non è un sogno ma senza sogni non si vive"
(Adnkronos) -
La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio? Nella trasmissione 'Sottovoce', icona della programmazione notturna della Rai che ha attraversato intere generazioni dagli anni '90, il conduttore televisivo Gigi Marzullo ha posto questa domanda a una lista interminabile di personaggi, da star internazionali del cinema a politici, imprenditori, sportivi. Oggi, invertendo per pochi minuti i ruoli, svela la sua risposta: "La vita non è un sogno", dichiara all'Adnkronos Salute proprio nel giorno in cui si celebra il World Dream Day, la Giornata mondiale dei sogni (25 settembre). E sulle prime potrebbe suonare spiazzante, pensando al ruolo che i sogni hanno avuto nella sua lunga carriera (ha all'attivo anche un libro che si intitola 'La vita è un sogno'). "A volte succedono delle cose che possono sembrare dei sogni - argomenta - ma la vita è dura, è dura realtà. I sogni intesi come illusioni, speranze, ottimismo, possono in un certo senso aiutare a vivere meglio. Se poi si realizzano anche, la vita va proprio bene. Ma non sempre i sogni si realizzano. Bisogna però averli, perché se non si hanno sogni, non dico che è inutile vivere, ma è una vita un po' grigia". Di sogni ricorrenti ne ha anche Marzullo, 72 anni, creatura della notte, studi da medico e mestiere della vita giornalista: a occhi chiusi "ricordo i miei parenti, mio padre e mia madre, le situazioni di quando erano in vita. Mia mamma è un personaggio femminile che torna spesso - confessa - E poi delle volte sogno che non ho la laurea, e invece ce l'ho, oppure sogno che arrivo tardi ad un appuntamento, e invece no. Più o meno questo. Mi capita anche di sognare di cascare, però non casco mai. Arrivo sempre al momento in cui mi sento cadere, ma non arrivo a terra". E chissà come lo interpreterebbe l'esperta che nella sua trasmissione analizzava i sogni del Vip di turno. "Qualche volta con lei al telefono ci ho scherzato su", sorride. Ma ad animare le notti del conduttore che ha dato vita a format come 'Mezzanotte e dintorni' sono più i sogni o gli incubi? "Qualche volta faccio anche qualche incubo - ammette - E talvolta c'è anche qualche sogno di immagini erotiche, in verità". Sogni che colorano l'esistenza, che come carburante mettono in moto la vita delle persone. Nell'atmosfera intima di uno studio in penombra, in tanti hanno raccontato i propri. "Il sogno che ricorre spesso in parecchi ospiti che ho avuto è quello di volare - racconta - Anche il mare" è protagonista frequente. "Cosa significa lo dovremmo far dire alla psicologa per avere una spiegazione corretta, ovviamente". Della lunga carrellata di confidenze ricevute 'sottovoce' dai suoi intervistati, Marzullo ricorda in particolare la reazione alle domande sui sogni: "Mi colpisce che spesso è una domanda che loro non si fanno, e hanno voglia di rispondere, rimanendo meravigliati non solo dalla domanda, ma anche dalle loro risposte". Risposte di ogni tipo, perché la notte arriva per tutti, ma ognuno la declina a modo suo. "Io, personalmente - conclude Marzullo - ho un rapporto ottimo con la notte. E' buia e questo mi fa un po' paura, però è soprattutto silenzio. Anche se, ascoltandolo, a volte il silenzio può essere molto più assordante di qualsiasi parola. Comunque, nella notte ci sono più immagini e meno parole, più silenzio. E io amo tutto questo. Non amo molto le parole, amo le immagini e amo il silenzio". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sos medici e infermieri Inail, assunti durante Covid ora rischiano di stare a casa
(Adnkronos) - Giovani medici e infermieri assunti dall'Inail durante l'emergenza Covid rischiano dopo il 31 ottobre di rimanere definitivamente a casa. Parliamo di specialisti in Medicina legale, Medicina del lavoro, Medicina fisica e riabilitativa, Malattie infettive, Psichiatria, Chirurgia generale, Ortopedia e traumatologia, Medicina interna - oltre agli infermieri - che in questi anni hanno aiutato l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro "nella cura, riabilitazione e reinserimento nella vita sociale e lavorativa nei confronti di coloro che hanno subito danni fisici a seguito di infortunio o malattia professionale", come ricorda l'Inail sul proprio sito. Oggi questo gruppo di medici e infermieri assunti all'epoca della pandemia con procedura straordinaria si è ridotto a meno 100 unità totali dalle 300 iniziali: molti hanno fatto altre scelte in virtù di poche certezze sulla stabilizzazione. Infatti il rapporto di lavoro con l'Inail si interromperà alla data 31 ottobre, in assenza dello specifico intervento normativo. Nel 2020 l'Inail ha instaurato rapporti di collaborazione coordinata e continuativa con 100 medici e 200 infermieri, con avvio del rapporto il 2 giugno 2020 e termine finale fissato al 31 dicembre 2020. C'è stata poi una proroga che successivamente si trasformata - previa verifica di idoneità, a decorrere dal primo novembre 2022 e per una durata di 36 mesi - in rapporto di lavoro a tempo determinato. Pertanto, il contratto di lavoro che l'istituto sta intrattenendo con il personale in parola - il cui contingente risulta ad oggi ormai ridotto a 29 medici e 66 infermieri distribuiti nelle sedi territoriali, nelle strutture centrali e regionali - si interromperà il prossimo 31 ottobre 2025, in assenza di uno specifico intervento normativo che i professionisti stanno da tempo chiedendo. "Considerata l'importanza che riveste per l'Inail continuare ad avvalersi di tali preziose professionalità, attesa l'elevata specifica esperienza maturata all'interno dell'Istituto e le carenze d'organico che si registrano, siamo certi di poter confidare nel supporto del Governo per la loro stabilizzazione". Così all'Adnkronos Salute Fabrizio D'Ascenzo, presidente dell'Inail, anche a nome del Cda. "Le competenze di questi medici e infermieri saranno utilizzate al meglio nell'ottica di rafforzare le attività di prevenzione e cura che l'Istituto promuove - ha aggiunto - garantire continuità agli interventi di tutela e presa in carico degli assistiti, consolidando così il ruolo dell'Inail in ambito sanitario. Non possiamo assolutamente perdere queste risorse", La situazione per i medici e gli infermieri che vivono con questa spada di Damocle sulla testa non è facile. Pur giovani molti hanno famiglia, o vorrebbero averla, e auspicano al più presto un segnale dalle istituzioni e dal Governo che risolva la situazione. Si è mossa anche la politica. A luglio Ilenia Malavasi, deputata del Pd e componente della Commissione Affari sociali, ha presentato un'interrogazione alla ministra del Lavoro Calderone per chiedere "chiarimenti urgenti e per sapere se il Governo intendesse attivarsi per la loro stabilizzazione, come già avvenuto per altri enti. Ma a oggi - ha ricordato la deputata in una nota - non c'è stata nessuna risposta. Non è accettabile che si scelga di ignorare una situazione che rischia di compromettere seriamente l'erogazione dei servizi Inail e mettere a rischio il posto di lavoro di molti professionisti. Chiediamo al Governo di intervenire immediatamente: non si può continuare a far finta di nulla - ha rimarcato - mentre chi garantisce la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro viene lasciato nella più totale incertezza". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Notte dei ricercatori alla Lum, tra ospiti presidente Emiliano e ai rettori delle università pugliesi
(Adnkronos) - Domani 26 settembre l’università Lum Giuseppe Degennaro sarà protagonista della Notte europea dei ricercatori – Sharper con un doppio appuntamento: la mattina, presso la Torre Aldo Rossi, con una giornata di studio dedicata a 'L’impatto dell’Intelligenza Artificiale nella ricerca e nella didattica universitaria', e dalle 16 alle 23 in Piazza Umberto I a Bari, con numerose attività, laboratori interattivi e talk organizzati dai dipartimenti dell’ateneo per avvicinare il pubblico alle sfide e alle opportunità della ricerca. L’evento 'L’impatto dell’intelligenza artificiale nella ricerca e nella didattica universitaria' si aprirà alle ore 9:00 presso il Campus, con i saluti istituzionali di Emanuele Degennaro, presidente cda università Lum e di Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, insieme ai rettori delle università pugliesi. Dopo l’introduzione di Michele Ciavarella, docente del Politecnico di Bari, sarà Rocco De Nicola, già rettore Imt Lucca e presidente Gruppo 2003, a tenere la prima relazione. Il momento centrale della mattinata sarà l’inspirational speech 'AI per la Formazione e la didattica: sfide ed opportunità', moderato dal giornalista Dionisio Ciccarese, con la partecipazione di docenti e ricercatori di numerosi atenei italiani tra cui università di Bari, università del Salento, università di Foggia, Politecnico di Bari, università Campus Biomedico di Roma, università Pegaso e Università Lum. La relazione di chiusura sarà affidata ad Antonio Uricchio, presidente Anvur. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Giù lo spreco di cibo dal 2015, gettati 100 g in meno a settimana
(Adnkronos) - Gli italiani sprecano meno cibo rispetto a 10 anni fa ma c'è ancora molto da fare. Dal 2015 ad oggi, lo spreco alimentare domestico è diminuito di 95 grammi, da 650g a 555,8g gettati ogni sette giorni a testa. Un miglioramento generale ma non adeguato a cogliere il traguardo dei 369,7 grammi di cibo sprecato settimanalmente, obiettivo Onu che il nostro Paese dovrebbe raggiungere entro il 2030. Lo attestano i dati del nuovo Rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher International che, in vista del 29 settembre 2025, sesta Giornata Internazionale della Consapevolezza delle Perdite e degli Sprechi Alimentari istituita dalle Nazioni Unite, ha monitorato il comportamento degli italiani nel mese di agosto 2025, attraverso un’indagine con metodo Cawi promossa dalla campagna pubblica Spreco Zero con l’Università di Bologna - Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari, su monitoraggio Ipsos (campione di 1000 casi rappresentativi della popolazione generale). Ecco i risultati del rapporto: vale 555,8 g lo spreco settimanale medio in Italia registrato quest’estate, un dato che riferito all’agosto 2024 era di 683 grammi, e che scende in modo significativo nell’area centrale del Paese, diventata la più virtuosa con 490,6 grammi, mentre a nord si sprecano mediamente 515,2 grammi di cibo ogni 7 giorni e al sud 628,6 grammi a settimana. Bene le famiglie con figli che abbassano la soglia di spreco del 17% rispetto alla media nazionale e i grandi Comuni (-9%). Nella classifica dei cibi sprecati: la frutta fresca (22,9 g), la verdura fresca (21,5 g) e il pane (19,5 g), seguono insalata (18,4 g) e cipolle/tuberi (16,9 g). Spiega il direttore scientifico di Waste Watcher, l’agroeconomista Andrea Segrè, fondatore della campagna Spreco Zero: "Le pressioni economiche, in particolare l’inflazione che questa estate ha colpito fortemente i generi alimentari (+ 3,7%) possono aver suggerito alle famiglie acquisti più ponderati e una maggiore attenzione alla prevenzione degli sprechi. L’utilizzo di strumenti semplici e mirati, come l'app Sprecometro, strumento di autovalutazione e monitoraggio dello spreco domestico, permette di attivare trasformazioni comportamentali durature, contribuendo a consolidare comportamenti virtuosi: quindi un percorso concreto verso la riduzione del 50% dello spreco alimentare entro il 2030". Allargando lo sguardo oltre i confini, l’Italia resta sopra la media europea nello spreco alimentare pro capite settimanale: le rilevazioni Waste Watcher attestano, come detto, un valore di 555,8 grammi per l’Italia, a fronte di 512,9 g settimanali per la Germania, 459,9 per la Francia, 446,5 per la Spagna, 469,5 per i Paesi Bassi. Intanto, sono 33 milioni i cittadini europei in situazione di insicurezza alimentare e ben 4,9 milioni gli italiani che versano nella medesima condizione. Nel 2025 delle guerre in Ucraina e in Medio Oriente, della crisi di Gaza e dell’emergenza climatica ma anche della sfida sui dazi, Waste Watcher ha deciso di aprire un focus speciale per capire se e come questi fattori influiscono sulle nostre abitudini di gestione del cibo. Il risultato è l’impatto tangibile sulle scelte di fruizione alimentare degli italiani: più di 1 cittadino su 3 (il 37%) ritiene utile puntare sui prodotti made in Italy nell’attuale contesto di guerre e tensioni internazionali ma anche di crisi dei dazi. Due italiani su 3 (66%) hanno aumentato o conservato molto alta l’attenzione all’ambiente e ai comportamenti sostenibili. E 1 italiano su 2 dichiara di prestare maggiore attenzione all’impatto ambientale dei prodotti alimentari che acquista nel tempo della crisi climatica: il 17% degli italiani, però, dichiara di non aver modificato i suoi comportamenti perché non ritiene 'che ci sia alcun legame tra la crisi climatica e temperature anomale'. Le temperature elevate dell’estate 2025, poi, hanno avuto un impatto diretto e concreto sui comportamenti alimentari degli italiani: per fronteggiare la crisi climatica in rapporto allo spreco del cibo, 1 italiano su 2 (45%) cerca di consumare prima gli alimenti più deperibili e 1 su 5 (21%) prova ad aumentare la frequenza di acquisto degli alimenti deperibili oppure di privilegiare l’acquisto di prodotti non deperibili o a lunga conservazione (19%). Solo il 14% dichiara di non aver modificato i propri comportamenti e appena il 6% afferma di non aver percepito alcun impatto delle temperature anomale sulla deperibilità degli alimenti. "I dati Waste Watcher sembrano restituire una trasformazione culturale che viaggia in profondità - sottolinea Luca Falasconi, coordinatore del Rapporto Waste Watcher 'Il caso Italia' - Il contesto internazionale alimenta una nuova attenzione al valore delle risorse, e in particolare al cibo. Ogni giorno immagini di carestie e fame - da Gaza o da altri teatri di conflitto - entrano nelle nostre case risvegliando la nostra sensibilità, un rinnovato senso di giustizia, insieme alla consapevolezza di una interconnessione globale che chiama in causa e rende responsabili tutti i cittadini del mondo". In questo quadro, la Generazione Z ha le maggiori potenzialità per muovere il cambiamento. L'indagine condotta dall'Osservatorio Wwi dedica un focus alla Gen Z - ovvero circa 9 milioni in Italia (2025) - la prima generazione 'digitale nativa' che risulta molto attenta alle questioni legate allo spreco alimentare e alla sostenibilità dei consumi. La Generazione Z mostra una forte propensione a riutilizzare gli avanzi in tempi rapidi, affidandosi a ricette trovate online (+10% rispetto al campione nazionale), porta a casa gli avanzi (+6%) o condivide il cibo con parenti e vicini (+5%), porziona e surgela gli alimenti più deperibili (+2%) aumentando la frequenza di acquisto (+1%), presta più attenzione all'impatto ambientale dei prodotti alimentari acquistati (+2%), è molto più sensibile (+8%) rispetto alle tensioni internazionali, è molto più attenta (+11%) all'economia dei prodotti indipendentemente dalla loro provenienza, compra sempre frutta e verdura di stagione (+2%). "La GenZ, quindi - sottolinea il direttore scientifico Waste Watcher Andrea Segrè - risulta un vero e proprio motore di sostenibilità sia per smussare gli aspetti critici legati alla gestione degli alimenti sia per trasmettere e amplificare quelli positivi centrati sulla digitalizzazione, la relazione e la sostenibilità. Le politiche pubbliche per contrastare lo spreco alimentare e promuovere diete sane e sostenibili devono introdurre l’uso diffuso di strumenti digitali, integrando piattaforme come Sprecometro nei programmi di educazione alimentare. La vera sfida è trasformare il caso della Gen Z in pratica diffusa, capace di coinvolgere le generazioni meno digitali, le fasce più vulnerabili e naturalmente le generazioni future". ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Giovani, è allarme disagio psichico e i social alimentano stigma e pregiudizi, l'indagine
(Adnkronos) - Tra i giovani italiani cresce il disagio psichico, un'emergenza alimentata dai social con stigma e pregiudizi che amplificano l'insicurezza e l'isolamento di chi soffre. E' "un quadro preoccupante" quello disegnato dalla ricerca 'Salute mentale 2025', realizzata da Doxa con la direzione di Cristina Liverani per il Festival Ro.Mens (1-7 ottobre, www.salutementale.net/romens-2025), organizzato dal Dipartimento di Salute mentale della Asl Roma 2 in collaborazione con l'assessorato alle Politiche sociali e alla Salute di Roma Capitale e con il patrocinio della Rai. A distanza di 3 anni dalla precedente indagine - riferisce l'Asl Rm2 - i dati della survey 2025 fotografano il persistere e l'aggravarsi dei pregiudizi verso le persone con disturbi mentali. Prendendo come riferimento per lo studio un campione di mille persone tra i 18 e i 65 anni, rappresentative a livello nazionale per genere, età e area geografica, rispetto ai dati riferiti alla prima edizione di Ro.Mens nel 2022 le persone con disagio psichico sono ritenute più pericolose per sé (dal 65% al 72%) e per gli altri (dal 48% al 55%), più aggressive e violente (dal 55% al 63%) e meno rispettose delle regole condivise (dal 49% al 55%). Un aspetto positivo riguarda il calo di chi preferirebbe non confidarsi con nessuno in caso di disturbo mentale (dal'8% al 2%). Si abbassa però la percentuale di chi ritiene la malattia mentale curabile (dal 66% al 60%) e resta alto il livello di stigma: ancora oggi il 36% dei cittadini si vergognerebbe di avere un disturbo mentale, mentre cresce la percezione di vulnerabilità tra i giovani dai 14 ai 24 anni, ritenuti più a rischio (dal 39% al 47%). La seconda parte della ricerca si è focalizzata sulla parte del campione statistico compresa nella fascia d'età 18-34 anni. Instagram risulta il social più utilizzato ogni giorno (84%), con il 65% che lo consulta più volte al giorno. I dati evidenziano come i social incidano profondamente sull'autopercezione: il 47% pensa che "siamo ciò che mostriamo", il 59% sceglie di pubblicare solo il meglio di sé, il 57% si riconosce nell'immagine che dà online, mentre il 77% ritiene che sui social "tutti finiscono per sembrare uguali". Inoltre, il 67% crede che mostrarsi davvero per ciò che si è faccia apparire "strani", il 59% che la diversità rappresenti un rischio e non un valore, e il 49% teme di essere giudicato se si mostra diverso. Più della metà (53%) afferma che il proprio benessere mentale è condizionato dall'obbligo di mostrarsi sempre al meglio. Il 50% del campione è influenzato dal tempo speso online e il 45% percepisce di essere influenzato dai commenti e dai like ricevuti. Un giovane su 4 (26%), infine, dichiara di essersi sentito insicuro del proprio aspetto fisico dopo aver visto immagini o contenuti sui social. "La ricerca conferma che lo stigma cresce e i social pesano sempre di più sul benessere dei giovani: servono più digital e Ai literacy, come previsto dall'art. 4 della nuova normativa sull'intelligenza artificiale, educazione alla diversità e ai sentimenti per invertire la rotta", commenta Silvia Castagna, responsabile delle relazioni istituzionali e dei grandi clienti Doxa. "I risultati dell'indagine - affermano Francesco Amato, direttore generale Asl Roma 2, e Massimo Cozza, direttore del Dipartimento di Salute mentale - rafforzano le ragioni del Festival Ro.Mens per l'inclusione sociale contro il pregiudizio, e la scelta di un'esposizione fotografica alla Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea, centrata sul valore della diversità". I dati emersi dalla ricerca - anticipati oggi dall'Asl Rm2 - saranno presentati martedì 7 ottobre presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio, nell'ambito dell'evento conclusivo del Festival Ro.Mens, insieme al Manifesto 2025. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Wolverine su PS5, nuovo trailer e data di uscita per il gioco
(Adnkronos) - Dopo anni di attesa, Insomniac Games ha finalmente mostrato in azione la propria visione di Wolverine. Il nuovo trailer, presentato durante l’ultimo State of Play di Sony, mette in evidenza un gameplay crudo e insolitamente violento per il panorama supereroistico, con sequenze che esaltano gli artigli e la furia incontrollabile del mutante canadese. Il titolo, atteso in esclusiva su PlayStation 5 nell’autunno del 2026, era stato annunciato per la prima volta nel 2021 con un breve teaser cinematografico. Il progetto era già finito sotto i riflettori nel 2023, quando alcuni filmati in sviluppo erano trapelati a seguito del clamoroso leak che aveva colpito Insomniac. Nonostante ciò, l’attesa non ha fatto altro che accrescere l’interesse dei fan, soprattutto dopo la trilogia di grande successo dedicata a Spider-Man, culminata con Spider-Man 2 su PS5 nel 2023. Con Wolverine, lo studio californiano sembra intenzionato a spingersi verso un approccio più maturo e cupo, portando uno dei personaggi più iconici della Marvel in un videogioco che promette di lasciare il segno tanto per l’intensità narrativa quanto per l’impatto visivo. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)










