PEUGEOT E-208 GTi: debutto alla 24 Ore di Le Mans

(Adnkronos) - Il 13 giugno 2025, PEUGEOT ha riportato in scena la sigla GTi in versione completamente elettrica, svelando la nuova E-208 GTi alla 24 Ore di Le Mans. Una presentazione carica di significato, in un contesto profondamente legato al DNA sportivo del marchio, dove il pubblico ha potuto scoprire un modello che fonde storia e futuro. Spinta da un motore elettrico da 280 CV e 345 Nm, la E-208 GTi ha offerto uno scatto da 0 a 100 km/h in appena 5,7 secondi. L’assetto ribassato di 30 mm, le carreggiate allargate e i cerchi forati da 18” hanno rafforzato la presenza su strada, richiamando lo stile iconico della 205 GTi, cui rende omaggio anche l’esclusiva tinta rossa. All’interno, l’atmosfera è rimasta fedele allo spirito GTi: sedili sportivi con inserti rossi, volante compatto rivestito in Alcantara e illuminazione ambientale rossa, con grafica digitale dedicata. Il sistema audio sportivo ha completato l’esperienza sensoriale.  Il telaio è stato messo a punto dagli ingegneri PEUGEOT Sport, con sospensioni dedicate, differenziale autobloccante e freni anteriori da 355 mm con pinze a 4 pistoncini. Il tutto supportato da pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2 per garantire massimo grip. Grazie alla batteria da 54 kWh e alla gestione termica ottimizzata, la E-208 GTi ha offerto fino a 350 km di autonomia nel ciclo WLTP. Le soluzioni di ricarica rapida e i servizi connessi MyPEUGEOT hanno completato una dotazione di alto profilo, pensata per chi cerca prestazioni, stile e sostenibilità. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Honda trasforma Goodwood 2025 in un set cinematografico a cielo aperto

(Adnkronos) - Dal 10 al 13 luglio, l’affascinante scenario del Goodwood Festival of Speed ospiterà un’inedita esperienza firmata Honda, ispirata al mondo del cinema e costruita attorno alla sua visione di mobilità elettrificata. Lo stand, progettato come un autentico set cinematografico, accoglierà l’intera gamma del marchio, insieme a esperienze interattive e performance dinamiche su strada. Tra le novità più attese, il debutto europeo del prototipo Honda 0 SUV, appena visto al CES di Las Vegas, la nuova Prelude e:HEV pronta per la sua prima dimostrazione dinamica in Europa e la Civic Type R Ultimate Edition, accompagnata dal compatto e sportivo Super EV Concept. Quest’ultimo, con livrea viola e architettura elettrica di nuova generazione, anticipa la filosofia Honda per i veicoli urbani del futuro.  Sul fronte moto, tornano i concept svelati a EICMA 2024: l’EV Fun Concept, prima moto elettrica full size di Honda, e l’Urban EV Concept, studiata per la mobilità quotidiana. Spazio anche al motore V3 con compressore elettrico, anteprima mondiale del roadshow "Dream Tech", e al rasaerba robotizzato Miimo, reinterpretato come spalla perfetta da action movie. Lo stand proporrà inoltre esperienze immersive in extended reality: i visitatori potranno girare un trailer a bordo della Civic Type R, posare per un poster d’azione AI, volare su un HondaJet o attraversare canyon virtuali su una Gold Wing. L’adrenalina proseguirà lungo la celebre cronoscalata di Goodwood con il ritorno della Williams FW11, la prima monoposto motorizzata Honda a vincere un titolo mondiale, guidata da Nigel Mansell
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Cegos, 42% Hr fatica a reclutare manager

(Adnkronos) - Il recruiting di nuovi manager rimane una sfida: il 42% dei professionisti delle risorse umane ha difficoltà a reclutare nuovi manager. Il 68% ritiene che i propri dipendenti non sempre possiedano le competenze comportamentali necessarie per assumere ruoli manageriali. È interessante notare che i neo manager hanno menzionato la scalata gerarchica solo al 28%, nonostante venga spesso considerata un obiettivo fondamentale dei ruoli manageriali. E' quanto emerga dal nuovo International Barometer lanciato da Cegos Group, leader mondiale nel learning & development, dedicato ai manager di nuova nomina, ovvero ai dipendenti che assumono responsabilità manageriali per la prima volta, nonché ai direttori e ai responsabili delle risorse umane (hr). Condotto nel marzo 2025 in 10 paesi dell'Europa, dell'America Latina e dell'Asia, lo studio fa luce sul percorso, le aspettative e le sfide di questo livello manageriale strategico, fondamentale sia per le prestazioni organizzative che per le numerose trasformazioni che le aziende devono affrontare. Attraverso questo studio, Cegos dà voce a coloro che hanno assunto un ruolo manageriale negli ultimi due anni, nonché ai direttori e ai responsabili delle risorse umane (hr), per comprendere meglio le rispettive aspettative riguardo al ruolo dei nuovi manager e alle competenze che sono tenuti a padroneggiare. Questa prima edizione del Barometer presenta un ritratto di manager di nuova nomina altamente motivati, desiderosi di contribuire alle prestazioni collettive, generalmente ben supportati dalle loro organizzazioni, ma che devono affrontare carichi di lavoro sempre più elevati e la necessità di padroneggiare una gamma sempre più ampia di competenze. Secondo l'indagine le principali motivazioni per diventare manager includono una retribuzione migliore, l’attitudine alla risoluzione dei problemi (37%) e il contributo alle prestazioni dell’organizzazione (31%). Tra i criteri per selezionare i futuri manager a livello internazionale, gli intervistati delle risorse umane attribuiscono la stessa importanza alle competenze interpersonali e relazionali (50%) e alle competenze tecniche (anch'esse al 50%); in Italia vengono citate come criteri fondamentali le competenze umane / manageriali del neo manager al 63%.  I manager di nuova nomina si considerano innanzitutto dei costruttori di performance collettive, per loro è una priorità assoluta al 39%. Le aspettative degli hr nei loro confronti sono incentrate su: raggiungimento degli obiettivi di crescita e redditività (41%), creazione di team con elevate performance (37%), ottimizzazione dei processi lavorativi (32%). L’affiancamento durante la transizione è generalmente forte: il 74% dei manager di nuova nomina ha ricevuto formazione e supporto e il 56% è stato sostenuto anche prima di assumere il ruolo. Da segnalare però che quasi uno su quattro non ha ricevuto alcuna forma di sostegno. I manager si sentono ben preparati per le loro responsabilità: il 95% afferma di avere una chiara comprensione del proprio ruolo. Il carico di lavoro è una preoccupazione crescente: il 67% (69% in Italia) riferisce un aumento delle proprie ore lavorative, a seguire difficolta per l’equilibrio vita-lavoro. Inoltre quasi la metà (47%) dichiara di non avere il tempo necessario per supportare il proprio gruppo nello sviluppo interpersonale e individuale. I manager sono attivamente impegnati nelle trasformazioni organizzative: il 78% è coinvolto nell'adozione dell'IA (62% in Italia) e il 77% è impegnato in iniziative di csr. Le skill prioritarie da sviluppare, secondo i manager di nuova nomina e i professionisti delle risorse umane, includono: leadership e motivazione del team, comunicazione chiara ed efficace con il team, processo decisionale rapido e strategico. La soddisfazione complessiva sul lavoro è elevata: l'89% è soddisfatto delle proprie prestazioni e l’83% incoraggerebbe qualcuno del proprio network a ricoprire una posizione manageriale.  Secondo Alessandro Reati, head of people culture e hr organization practice leader di Cegos Italia: "questi risultati sottolineano quanto sia strategico, per le organizzazioni, riconoscere per tempo i dipendenti con potenziale manageriale. Il successo delle promozioni interne dipende dalla capacità di individuare in anticipo chi è in grado non solo di eccellere nelle competenze tecniche, ma anche di assumere un ruolo di leadership, capace di coinvolgere e unire i team".  Per Sara Tamburro, head of marketing, communication solutions di Cegos Italia, "i punteggi elevati relativi alla percezione dei nuovi manager riguardo alla loro preparazione per il ruolo possono sorprendere, ma in realtà riflettono diversi sviluppi chiave. In primo luogo, le organizzazioni riconoscono ormai che essere manager non è una questione di talento innato, ma di padronanza di competenze concrete". "Stanno chiaramente compiendo sforzi visibili per implementare programmi di formazione e di supporto dedicati e personalizzati. In secondo luogo, con l'accelerazione delle trasformazioni, che si tratti di innovazione tecnologica, cambiamento dei modelli di lavoro, transizione ecologica o Csr, le aziende stanno ponendo maggiore enfasi sull’allineamento delle aspettative per evitare di lasciare soli in prima linea i neo manager. Il loro ruolo infatti, è fondamentale per guidare e realizzare con successo queste trasformazioni all'interno dei team", conclude. ---lavoro/offerte-lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Muoversi per vivere meglio: sport e prevenzione oncologica, un binomio vincente

(Adnkronos) - “È dimostrato che l'esercizio fisico, quindi l'attività motoria e la lotta alla sedentarietà, sono uno strumento importante di prevenzione per tante malattie, comprese quelle oncologiche”. Così Massimo Di Maio, professore del Dipartimento di Oncologia, Università di Torino, e Azienda Ospedaliera Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino.  “Fare sport aiuta a combattere l'obesità e il sovrappeso, che sono di per sé fattori di rischio per molti tumori ma anche a parità di peso l’attività fisica protegge l’organismo attraverso effetti sul metabolismo, sugli ormoni e sul transito intestinale, riducendo l’esposizione alle sostanze cancerogene introdotte con l’alimentazione”, aggiunge l’esperto.  Di Maio insiste sulla solidità scientifica del legame tra sport e prevenzione oncologica: “È un dato dimostrato biologicamente. Ma non solo: l'attività fisica è utile anche nella cosiddetta prevenzione terziaria, cioè nei pazienti già colpiti da un tumore. In diversi casi — come nei tumori della mammella o del colon — è stato documentato che l’esercizio fisico regolare riduce il rischio di recidive. Il beneficio ottenuto può essere, in termini assoluti, paragonabile a quello di alcune terapie farmacologiche, ma privo della loro tossicità”, osserva.  Un’importante conferma è arrivata anche dall’ultimo congresso dell’American Society of Clinical Oncology (Asco): “È stato presentato uno studio randomizzato su pazienti operati per tumore del colon. Coloro che seguivano un programma strutturato di attività fisica mostravano una riduzione significativa del rischio di recidiva e un miglioramento dell’aspettativa di vita, rispetto a chi riceveva solo consigli generici sugli stili di vita. Quale incentivo migliore per promuovere questo messaggio con forza?”.  Eppure, la sedentarietà resta un problema molto diffuso in Italia. “I dati che leggiamo ogni anno nei ‘Numeri del Cancro’ - realizzati da AIOM con Airtum, Passi. Passi d’Argento e altri partner - ci dicono che il 28% della popolazione adulta è sedentaria. È una percentuale preoccupante, più alta nelle donne, nelle fasce sociali più svantaggiate e nelle regioni del Sud. Inoltre, la situazione peggiora con il tempo: un tempo i bambini giocavano all’aperto, oggi passano ore al computer.”  Per questo è fondamentale investire in consapevolezza e cultura della prevenzione. “L’obiettivo - aggiunge Di Maio - è far sì che l'importanza dell'attività fisica non resti solo una nozione teorica ma diventi una regola di vita quotidiana. E questo vale a tutte le età: cominciare da giovani è ideale ma anche da adulti si ottengono benefici importanti.”  Di Maio sottolinea, poi, l’importanza di raggiungere anche chi è già malato: “L'attività fisica, compatibilmente con le condizioni della persona, porta vantaggi anche per chi ha un tumore. Non solo in termini di outcome oncologico ma anche per la qualità di vita, l’umore, il benessere generale”.  In questo scenario, il legame tra sport e informazione diventa cruciale. “Iniziative come “Non girarci intorno” promossa da Merck al Giro d’Italia - spiega - sono esempi molto validi. Eventi sportivi di grande richiamo attirano l'attenzione e diventano occasioni ideali per trasmettere messaggi di prevenzione. Siamo perfettamente a tema: sport e salute viaggiano insieme”.  Infine, l’esempio personale conta. “Come operatori sanitari non dobbiamo solo parlare dell'importanza dello sport ma dimostrare che ci crediamo davvero. È poco credibile un medico sedentario che raccomanda di muoversi. Anche semplicemente raccontando sui social l'attività fisica fatta nel tempo libero, possiamo contribuire a diffondere un messaggio credibile e autentico. La coerenza è uno strumento di comunicazione potente”, conclude Di Maio. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Incendi boschivi, nel 2024 superficie bruciata meno estesa. Colpite 16 regioni

(Adnkronos) - Gli incendi avvenuti in Italia nel 2024 sono risultati meno gravi per estensione delle aree colpite rispetto agli anni precedenti; l’estensione complessiva delle aree percorse da incendio nel 2024 risulta infatti pari a circa 2/3 del valore medio calcolato nel periodo 2018-2023. La superficie complessivamente bruciata in Italia nel 2024 risulta superiore solo a quanto bruciato nel 2018 e nel 2019, ma decisamente inferiore a tutti gli anni tra il 2020 ed il 2023. I numeri risultano nettamente inferiori rispetto al 2023 sia per le superfici totali bruciate (-52%), che per le superfici forestali bruciate (-34%). È quanto emerge dalle attività̀ dell’Ispra nell’ambito delle osservazioni e monitoraggi degli impatti dei grandi incendi boschivi sugli ecosistemi.  Nel dettaglio, durante il 2024 l’Italia è stata colpita da incendi boschivi per una superficie complessiva di 514 km2 (quasi la metà della superficie del comune di Roma Capitale). Di questi, il 20% (circa 103 km2 - una superficie quasi confrontabile con l’estensione del Lago di Bolsena) erano composti da ecosistemi forestali. Il 46% dei boschi bruciati era rappresentato da latifoglie sempreverdi, quali leccete e macchia mediterranea, il 37% di boschi di latifoglie decidue (che perdono le loro foglie nella stagione fredda e le ritrovano in primavera) e il 14% di boschi a conifere.  I dati relativi alla perimetrazione delle aree bruciate sono forniti dal sistema European Forest Fires Information System del programma europeo Copernicus Emergency, ed elaborati da Ispra con applicazioni di machine learning per il riconoscimento degli ecosistemi coinvolti negli incendi. La superficie percorsa da incendio diminuisce nel 2024 sensibilmente in Sicilia e rimane stabile o aumenta nelle altre regioni del Sud, in Sardegna e nelle altre regioni del Nord, mentre diminuisce nelle regioni del Centro. Nel 2024 sono state colpite da grandi incendi boschivi 16 regioni su 20. Le sole regioni Sicilia, Calabria e Sardegna insieme hanno contribuito a più del 66% del totale di superficie forestale italiana colpita da grandi incendi boschivi. Le regioni che non presentano grandi superfici bruciate sono la Valle D’Aosta, la Lombardia, il Trentino-Alto Adige e il Veneto.  
La provincia che ha maggiormente sofferto gli incendi è quella di Reggio Calabria con 10,3 km2, che da sola rappresenta il 41% del totale forestale bruciato in Calabria e il 10% del totale forestale nazionale percorso da incendio. Anche nella provincia di Cosenza e in quella di Nuoro sono bruciati rispettivamente 9,4 km2 e 8 km2 di superficie boschiva. Il 31% degli ecosistemi forestali percorsi da incendio nel 2024 si trova all’interno di aree protette, appartenenti principalmente a siti della Rete Natura 2000. Gli eventi si sono concentrati in gran parte tra i primi di luglio e la prima metà del mese di agosto con un andamento pari o quasi a quello del valore medio della serie storica (2006-2023).  Per quanto riguarda il 2025, dal 1° gennaio al 9 giugno 2025 risulta una superficie complessiva colpita da incendi boschivi di 34 km2 (area corrispondente a poco meno della superficie del Parco Nazionale delle Cinque Terre), i cui quasi 10 km2 appartenenti a boschi e foreste. Attualmente quasi il 70% delle aree forestali percorse da incendio si trova nella regione Calabria. La seconda regione attualmente più colpita è il Trentino-Alto Adige (1 km2). ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Digital marketing? Insoddisfatto un cliente su due, 2,7 mld spesi 'a vuoto'

(Adnkronos) - Un giro di affari da 5,4 miliardi di euro, ma un imprenditore su due ritiene di aver buttato via il proprio denaro. Con 2,7 miliardi letteralmente bruciati o spesi a vuoto. E' quanto emerge da un’indagine dell'International center for social research, che rivela come oltre il 60% delle aziende si dichiari insoddisfatto dei servizi acquistati e solo il 5% esprima un giudizio pienamente positivo. Nonostante il ruolo fondamentale nelle dinamiche aziendali, le principali criticità emerse riguardano risultati inferiori alle aspettative, inefficacia del messaggio veicolato, scarsa creatività, ritardi nell'implementazione delle campagne e costi troppo elevati. La scelta di partner rimane un passo cruciale ma non semplice. Si stima infatti che in Italia operino circa 41.000 web agency, a cui si aggiungono numerosi freelance.  A farsi sentire sono anche la mancanza di un albo professionale dedicato e le basse barriere d'ingresso nel settore, che rendono difficile per le aziende identificare partner affidabili. "Si tratta di un mercato dalle potenzialità enormi che tuttavia deve fare i conti con un’insoddisfazione generalizzata. Da qui, la necessità di affidarsi a professionisti preparati che siano capaci, dopo un'attenta analisi, di studiare un'adeguata strategia comunicativa", spiega ad Adnkronos/Labitalia l’esperto Gianpaolo Antonante, ceo di Stratego Swat. Secondo il sondaggio, infatti, il 61% delle aziende ha ritenuto mediocre o scarso il servizio acquistato, mentre il 22% lo ha reputato accettabile, il 12% molto buono e solo il 5% eccellente. "Un tema quello dell'insoddisfazione - avverte - che è ogni giorno sul nostro tavolo di lavoro. E' di fondamentale importanza affidarsi a professionisti qualificati che, dopo un'attenta analisi, siano in grado di sviluppare strategie comunicative adeguate. E' anche importante diffidare di preventivi forniti senza un'analisi preliminare dell'azienda e di evitare contratti a lungo termine senza una fase iniziale di valutazione". "Contratti flessibili e testimonianze verificabili in queste situazioni - sottolinea - possono fare la differenza. Per evitare investimenti infruttuosi, è consigliabile stipulare contratti di breve durata, come quattro mesi, per valutare l'efficacia delle strategie adottate. Inoltre, è importante verificare l'autenticità delle testimonianze di clienti soddisfatti, assicurandosi che siano corredate da nome e cognome e, se possibile, contattando direttamente le aziende referenziate". "Il digital marketing - spiega l’esperto - è tra i settori con la barriera di accesso al mercato più bassa che ci siano. Bastano un computer, una connessione a internet e si ha tutto il necessario per cominciare a vendere servizi. Ma è proprio questa facilità di ingresso che fa proliferare la nascita di attori senza alcuna competenza. Mentre si tratta di una professione complessa e che andrebbe riconosciuta, magari con la creazione di un albo professionale, certificato e che garantisca standard di qualità". Come tutelarsi, quindi? Secondo Gianpaolo Antonante, ci sono alcune pratiche che si possono mettere in atto fin da subito: "Un’agenzia affidabile, ad esempio, non invia preventivi immediati: prima serve un’analisi approfondita dell’azienda, proprio come farebbe un medico prima di prescrivere una cura. La velocità di risposta è spesso indice di superficialità". "Meglio diffidare - suggerisce - anche da contratti annuali e preferire accordi brevi, di quattro mesi, per valutare i risultati senza vincolarsi per periodi troppo lunghi. Attenzione anche alle testimonianze: devono essere verificabili, con nomi reali e contattabili, pratica che è sempre consigliabile".  ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Svelato il trailer finale di Squid Game: l'ultima stagione arriva il 27 giugno su Netflix

(Adnkronos) - È stato svelato finalmente il trailer ufficiale della terza e ultima stagione di "SQUID GAME", accendendo l'entusiasmo dei fan di tutto il mondo. L'attesissima stagione finale della serie da record, che vede protagonisti Gi-hun (Lee Jung-jae) e il Front Man (Lee Byung-hun), sarà disponibile in esclusiva su Netflix a partire dal 27 giugno. La serie è stata celebrata con una premiere speciale lo scorso 12 giugno al Barbican Centre di Londra, un evento che ha visto la partecipazione del cast e del regista, affiancati da numerosi ospiti di spicco del mondo dell'intrattenimento e dei social media, a testimonianza del fenomeno globale che "Squid Game" rappresenta. Ecco il trailer della stagione finale di Squid Game 3 Nella terza e ultima stagione di Squid Game, Gi-hun (Lee Jung-jae) dopo aver perso il suo miglior amico nel gioco e essere stato spinto alla completa disperazione dal Front Man (Lee Byung-hun), non demorde nel suo obiettivo di porre fine ai giochi, mentre il Front Man prosegue con la sua prossima mossa. Le scelte dei giocatori sopravvissuti, nel frattempo, causano gravi conseguenze a ogni round, intensificando la tensione e le poste in gioco.  Il regista Hwang Dong-hyuk, che ha fatto la storia alla 74a edizione dei Primetime Emmy® diventando il primo asiatico a vincere il premio come Miglior regia di una serie drammatica, è ancora una volta al timone della serie. Ricopre i ruoli di regista, sceneggiatore e produttore, garantendo la coesione e la visione che hanno reso "Squid Game" un successo planetario.  Il cast della terza stagione vede il ritorno di volti noti e l'introduzione di nuovi talenti, promettendo performance intense e memorabili. Tra gli interpreti principali troviamo Lee Jung-jae, Lee Byung-hun, Yim Si-wan, Kang Ha-neul, Wi Ha-jun, Park Gyu-young, Park Sung-hoon, Yang Dong-geun, Kang Ae-sim, Jo Yu-ri, Chae Kuk-hee, Lee David, Roh Jae-won, e Jun Suk-ho, con la partecipazione speciale di Park Hee-soon. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


OnePlus Pad 3: un’alternativa agli iPad Pro a un prezzo più accessibile

(Adnkronos) - Nel panorama attuale dei tablet, dominato dagli iPad Pro, trovare un’alternativa davvero convincente è raro. Il nuovo OnePlus Pad 3, però, si propone come una delle opzioni più credibili per chi cerca potenza, qualità e funzionalità avanzate senza superare la soglia dei mille euro. Con un design rifinito, uno schermo da 13,2 pollici a 3.4K, un chip Snapdragon 8 Gen 3 “Elite”, batteria da oltre 12.000 mAh e una dotazione di accessori completa, il Pad 3 punta dritto al segmento premium. Costa 599 euro in versione 12 GB + 256 GB e 699 euro in versione 16 GB + 512 GB: un rapporto qualità prezzo decisamente vantaggioso. Lo spessore di 5,97 mm lo rende uno dei tablet più sottili sul mercato, secondo solo all’iPad Pro (5,1 mm). Il corpo in alluminio, disponibile in due colorazioni (Storm Blue e Frosted Silver), offre una sensazione di solidità e raffinatezza, migliorata rispetto alla generazione precedente anche grazie al nuovo posizionamento della fotocamera sul bordo laterale. Il pannello da 13,2 pollici LCD LTPS con risoluzione 3392x2400 e refresh rate fino a 144Hz è una delle sue carte vincenti. La luminosità arriva a 900 nit (HBM), mentre la gamma cromatica copre il 98% dello spazio DCI-P3, rendendolo adatto anche per attività creative. Il formato 7:5, insolito ma funzionale, favorisce la produttività e la lettura. Certificato TÜV Rheinland Eye Care 4.0, riduce l’affaticamento visivo nelle sessioni prolungate. Il cuore del Pad 3 è il nuovo Snapdragon 8 Gen 3 Elite, lo stesso presente nei flagship Android del 2025, accompagnato da 12 o 16 GB di RAM LPDDR5T e fino a 512 GB UFS 4.0. Le prestazioni sono ottime sia in multitasking che nel gaming, con frame rate fino a 120fps gestiti senza surriscaldamenti grazie al sistema di dissipazione con camera di vapore in grafene, che abbassa la temperatura fino a 3 gradi rispetto alla concorrenza.Il modulo da 12.140 mAh assicura un’autonomia superiore alla media: oltre 17 ore di riproduzione video, 6 ore di gaming AAA e fino a 70 giorni in standby. La ricarica è altrettanto impressionante: con l’alimentatore SUPERVOOC da 80W si passa da 0 a 100% in 92 minuti, mentre in soli 10 minuti si ottiene il 18% di carica. Il comparto audio include otto speaker (4 woofer + 4 tweeter) con orientamento adattivo e supporto al sistema Holo Audio per effetti spaziali. Il risultato è un’esperienza immersiva, superiore alla media dei tablet Android, anche se non ancora ai livelli dei migliori iPad. A bordo troviamo OxygenOS 15 in versione tablet, con interfaccia pulita, priva di bloatware e ricca di funzionalità intelligenti. Il sistema Open Canvas permette un multitasking avanzato con drag-and-drop intuitivo, suggerimenti dinamici per l’uso in split screen e una gestione delle finestre flottanti fluida. L’AI Toolbox integra strumenti per scrivere, tradurre, sintetizzare testi e attivare l’AI Gemini con un tasto dedicato. È presente anche il Circle to Search di Google. Inoltre, OnePlus ha ampliato le funzioni di integrazione con PC e Mac: con O+ Connect si può controllare il cursore del Mac, condividere file via drag-and-drop e sincronizzare l’audio, avvicinandosi molto alla coesione dell’ecosistema Apple. Tra gli accessori, spicca la OnePlus Keyboard (169€), con tasti distanziati in stile PC, angolazione regolabile tra 110° e 165°, connessione NFC e tasto per l’AI Gemini. La OnePlus Stylo 2 (99€) riconosce 16.000 livelli di pressione, ha texture antiscivolo, attivazione rapida per annotazioni e si aggancia magneticamente alla cover. La nuova cover magnetica (59€) ha un design tri-fold con tre angoli stabili (20°, 44°, 72°) e una chiusura dedicata anche alla stylus, offrendo protezione e praticità. OnePlus Pad 3 rappresenta uno dei migliori esempi di quanto l’ecosistema Android possa offrire nel 2025. Con un comparto tecnico di alto livello, ottima autonomia, un display generoso e funzionalità software raffinate, si propone come una vera alternativa all’iPad Pro, soprattutto per chi non è vincolato all’ecosistema Apple. Non raggiunge ancora la perfezione in ogni ambito, ma il rapporto qualità/prezzo è eccezionale. Se cercate un tablet potente, versatile e con accessori funzionali, senza voler superare gli 800 euro, il Pad 3 merita seriamente la vostra attenzione. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Nintendo spiega come risolvere i problemi di batteria di Switch 2

(Adnkronos) - Nintendo ha pubblicato una guida ufficiale rivolta agli utenti della nuova Switch 2 che riscontrano problemi di durata della batteria o anomalie nell’indicazione del livello di carica. Il documento fornisce alcuni passaggi da seguire nel caso in cui “la quantità di batteria visualizzata non corrisponda all’effettiva autonomia residua”, come specificato dalla società. Tra gli esempi citati, il caso in cui la console continui a funzionare per ore nonostante l’indicatore segnali una carica prossima allo zero. Le istruzioni includono l’utilizzo di un alimentatore sufficientemente potente, la verifica dell’installazione dell’ultimo aggiornamento di sistema e l’avvio della console in modalità di ripristino, operazione che dovrebbe consentire una ricalibrazione del misuratore della batteria. Se le anomalie persistono, Nintendo invita a ricorrere all’assistenza tecnica. Le segnalazioni si sono moltiplicate dopo il lancio della console, avvenuto la scorsa settimana, con alcuni utenti che lamentano un’autonomia inferiore rispetto alle aspettative. Tuttavia, parte del problema potrebbe dipendere da limiti intrinseci della batteria stessa. Sul sito ufficiale, Nintendo dichiara una durata stimata tra le 2 e le 6,5 ore per Switch 2, specificando che si tratta di valori indicativi e che l’autonomia effettiva dipende dal tipo di gioco utilizzato. In confronto, le precedenti versioni (Switch e Switch OLED) raggiungono un'autonomia massima rispettivamente di 4,5 e 9 ore. L’impressione, dunque, è che i problemi evidenziati siano solo in parte risolvibili tramite aggiornamenti o procedure di sistema.  ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Vaccini, pediatra Gulino: "Quelle pediatriche sono un dovere di comunità"

(Adnkronos) - "La Sicilia, così come tutta l'Italia in questo momento, si trova in una situazione di sofferenza per quanto riguarda le coperture vaccinali. Un quadro che riguarda sia le vaccinazioni obbligatorie sia quelle raccomandate, anche se non amo questo termine, perché le vaccinazioni sono tutte utili e tutte da fare". Lo afferma Antonino Gulino, pediatra di libera scelta. Secondo Gulino, le ragioni di questa difficoltà sono innanzitutto legate alla disinformazione: "Le fonti di informazione non sono più il medico, il pediatra, l'ufficio di vaccinazione. Le fonti oggi sono rappresentate da quel mondo infinito che è Internet, TikTok, opinioni personali, scarsa conoscenza del problema".  Secondo l'esperto, "il vaccino paga lo scotto del suo successo. Il paziente non ha più coscienza della malattia. Quando c'era la polio, le persone sapevano cosa fosse: c'era il vicino, il familiare colpito. Oggi, grazie al vaccino, tutto questo non esiste più e ci si dimentica che quelle malattie esistono ancora". Ma il rischio è reale, soprattutto quando le coperture scendono: "Se diminuiamo la copertura - avverte - diminuiamo la protezione della popolazione. L'immunità di gregge - e mi dispiace usare un tecnicismo - è proprio questo: se il 90 o il 95% della popolazione è vaccinato, il 5% che non può esserlo è protetto perché il patogeno non circola". "Il pediatra di famiglia - sottolinea Gulino - ha un'occasione unica per parlare con i genitori e accompagnarli. Ha l'opportunità di vedere il bambino fin dalla nascita, anche quando non sta male. Una delle grandi rivoluzioni sono i bilanci di salute: visite filtro a età specifiche per valutare la crescita del bambino anche dal punto di vista cognitivo. E' lì che possiamo dare la corretta informazione".  Sul piano operativo, il pediatra evidenzia l'importanza dell'anagrafe vaccinale: "E' uno strumento assolutamente utile e da implementare. Spesso chi non vaccina non è un no-vax, ma un esitante, o semplicemente un genitore distratto. Il primo dicembre doveva fare il vaccino, il bambino ha avuto la febbre e poi l’appuntamento salta, finisce nel dimenticatoio. Verificare direttamente lo stato vaccinale con il paziente davanti è un incentivo in più - osserva - Gulino - Il genitore trova nel pediatra non solo chi consiglia, ma anche chi dà una fotografia esatta della situazione".  Infine, il messaggio più forte è rivolto ai genitori: "Il vaccino è uno strumento efficace e sicuro, che ha cambiato la storia delle malattie infettive nei bambini. Rinunciare oggi significa esporre il proprio figlio a malattie che sono ancora presenti". Il medico cita due esempi concreti: il "morbillo, malattia antica ma che oggi crea allarme perché i casi sono in aumento", e la "meningite, un altro pericolo dietro l'angolo. Il meningococco vive nelle vie respiratorie e quando il sistema immunitario non risponde, si sviluppa la malattia. Abbiamo vaccini efficaci contro i diversi tipi di meningococco". Quando "consiglio ai genitori di fare il vaccino per il meningococco B o il tetravalente, non lo faccio per esercizio accademico, ma perché è l'indicazione più corretta per salvaguardare la salute del bambino", conclude Gulino. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)