Medici pronto soccorso: "Con stop gettonisti c'è il rischio chiusura senza piano B'
(Adnkronos) - La fine dell'epoca dei medici 'a gettone' nella sanità pubblica - dal 31 luglio non sarà più possibile per Asl e ospedali sottoscrivere nuovi contratti con le cooperative - apre una fase di incertezza nella copertura delle carenze di personale nei reparti più sofferenti della sanità pubblica come i pronto soccorso. Una fase che trova nel periodo estivo l'apice, visto che le carenze storiche di medici e infermieri si sommano alle ferie e, nelle località di villeggiatura, all'esplosione di accessi in dipartimenti di emergenza sotto organico. "Siamo d'accordo con la battaglia del ministro della Salute Orazio Schillaci rispetto ai medici cosidetti 'gettonisti', ma serve anche un piano B dopo lo stop definitivo. Cosa fare? C'è davvero il rischio che i pronto soccorso possano chiudere senza i professionisti in più per coprire i turni. Quindi occorre trovare rapidamente una soluzione, incentivare il lavoro nell'emergenza-urgenza, aumentare gli stipendi, pensare a forme contrattuali per assumere professionisti preparati e competenti". A fare il punto per l'Adnkronos Salute è Alessandro Riccardi, presidente nazionale della Società italiana medicina di emergenza-urgenza (Simeu). Negli ultimi anni il ricorso alle cooperative che gestiscono medici libero professionisti è aumentato. "Non ci sono numeri ufficiali, ma gli ultimi dati disponibili ci dicevano che almeno il 30% dei dipartimenti di emergenza-urgenza ha fatto ricorso ai gettonisti, con punte dove l'80% del personale non è strutturato, ma gettonista - avverte Riccardi - Il punto è che il cittadino non sa nulla, non è a conoscenza del fatto che il medico o l'infermiere che lo sta assistendo non è un dipendente della struttura, ma una persona che presta il suo lavoro. Mi chiedo se da un punto di vista etico non sarebbe giusto informare i cittadini". Dagli Stati generali della prevenzione che si sono svolti a Napoli, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha ipotizzato che i soldi spesi dagli ospedali e dalle Asl per i gettonisti potrebbero essere usati per nuove assunzioni. "Non è così semplice - riflette il presidente Simeu - Molte cooperative prevedono che i propri medici non possano essere assunti dalle aziende sanitarie dove operano prima di 2 anni dal termine dei loro contratti con la cooperativa stessa. Dovrebbe intervenire il ministero con un provvedimento". L'impatto della scadenza del 31 luglio "sarà diverso da regione a regione e da struttura a struttura - precisa Riccardi - Ci sono realtà dove, ad esempio, è stato possibile stipulare contratti libero-professionali con colleghi preparati che avevano avuto un'esperienza di gettonisti. Non è pero la soluzione anche se, quando è l'azienda ad interfacciarsi direttamente con i professionisti contrattualizzandoli a tempo determinato, garantisce una selezione migliore rispetto a quella delle cooperative. Però il vero il nodo è migliorare le condizioni di lavoro nella medicina d'emergenza e le retribuzioni. Mi riferisco anche agli infermieri: degli incentivi servono, se osserviamo cosa accade oggi un pronto soccorso tra burnout, aggressioni e il fenomeno del boarding (i pazienti in attesa di un ricovero). Deve essere riconosciuto come lavoro usurante, e deve esserci la possibilità di un riposo annuale obbligatorio aggiuntivo alle ferie. Il medico e l'infermiere dell'emergenza-urgenza sono insostituibili, spero che con il ministro della Salute possa esserci un confronto. La nostra porta - conclude Riccardi - è sempre aperta". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
L'arte abbatte barriere fisiche e mentali, domani a Roma al Teatro Olimpico il musical 'La Tempesta'
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Domani al Teatro Olimpico di Roma andrà in scena lo spettacolo 'La Tempesta', liberamente tratto dall'omonima opera di William Shakesperare. Una storia che ci insegna che, se è vero che le arti possono aiutare a condurre le persone sulla soglia della pace, per varcarla serve l'unica vera magia, più potente di tutte le altre, quella del cuore. "L'arte è un linguaggio universale, che abbatte le barriere fisiche e mentali, spalancando le porte dell'espressione creativa. Per le persone con disabilità l'impegno nell'ambito artistico può diventare un'opportunità straordinaria per superare le sfide che la disabilità presenta loro ogni giorno, andando oltre i propri limiti e comunicando con gli altri in modo significativo". E' l'obiettivo che da quasi vent’anni porta avanti L'Arte nel cuore, il primo progetto europeo di formazione artistica inclusiva che lavora sull'integrazione per sviluppare il talento artistico in un ambiente integrato. L'impostazione è quella dell'Accademia di spettacolo, con lezioni di danza, recitazione, doppiaggio, musica e canto, per offrire una struttura pensata e progettata per l’inclusione con la i maiuscola. "Anche i ragazzi con disabilità, se formati adeguatamente, possono lavorare - spiega Daniela Alleruzzo, presidente dell'accademia - Lo testimoniano molti dei nostri allievi: Emanuela Annini, attrice con la sindrome di Down, ha partecipato a film, fiction e lavorato come doppiatrice; Tiziano Donnici e Alessandro Tiberi hanno lavorato entrambi come doppiatori del lungometraggio 'Champions'. Perché dove c'è talento non esistono barriere. Nella nostra accademia gli alunni lavorano insieme, nella stessa classe, senza fare alcun tipo di distinzione. Proprio grazie a questa condivisione anche i ragazzi cosiddetti 'meritevoli' hanno superato le loro difficoltà, vincendo la timidezza e aumentando la loro autostima, prendendo proprio come guida la forza e la volontà dei ragazzi con disabilità". "Ogni persona, con o senza disabilità, ha una modalità naturale di espressione - sottolinea Marinella Cozzolino, psicoterapeuta e sessuologa clinica - Abbiamo 5 sensi, ma ognuno tende a preferirne o svilupparne uno in particolare. Alcuni notano le sfumature visive, altri sviluppano un tatto molto raffinato ben sopra la media. Chi non vede spesso sviluppa un udito e una percezione straordinaria. C'è chi ha un gusto sopraffino, come gli assaggiatori, o chi possiede un olfatto così sviluppato da riuscire a creare fragranze complesse. A seconda degli stimoli e delle esperienze che viviamo, possiamo sviluppare capacità differenti. Lo dice il nome stesso, 'L'Arte nel cuore', e nel cuore siamo uguali tutti. Abbiamo tutte le potenzialità, ma ognuno le sviluppa in base al contesto, all'ambiente, alle esperienze. Chi nasce in montagna molto probabilmente impara a sciare, chi cresce al mare di solito sa nuotare". "Non ho voluto creare un'isola felice: L'Arte nel cuore non è dedicata solo a ragazzi con disabilità, ma è aperta anche ai ragazzi senza disabilità, perché soltanto quando si condivide un sogno, un progetto, si possono abbattere le barriere mentali e culturali - continua Alleruzzo - L'arte, in ogni sua forma, è uno strumento di inclusione, una forma di terapia naturale. Il teatro, ad esempio, aiuta non solo le persone con disabilità, ma anche quelle senza disabilità che magari hanno difficoltà a relazionarsi, ad aprirsi. Permette loro di sviluppare nuove abilità, di liberare l'immaginazione e la fiducia in se stessi. L'arte diventa uno strumento di forza. Non vediamoli come un peso, ma come una risorsa per la società". "Qualsiasi difficoltà fisica può diventare l'occasione per potenziare un'altra capacità. Ma questo vale per tutti: anche le persone senza disabilità hanno tante potenzialità che spesso non sviluppano, o non hanno modo di esprimere. E' su queste differenze che dobbiamo riflettere. Quando ci relazioniamo con gli altri, spesso superiamo le loro difficoltà e vediamo tutto il resto. Questo ci allena ad adattarci, ad ascoltare, a costruire relazioni autentiche. E' un arricchimento reciproco, un apprendimento continuo. Osservare come l'altro supera i suoi ostacoli ci insegna qualcosa: se io ho paura del buio e Giulia vive nel buio e ama la vita lo stesso, allora posso imparare da lei", conclude Cozzolino. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Pirelli ripropone in edizione limitata il primo P Zero
(Adnkronos) - A quarant’anni dalla nascita del marchio P Zero, Pirelli ricrea il primo pneumatico con tale nome, il capostipite di una famiglia di prodotti - arrivata alla quinta generazione - che oggi è sinonimo di performance e sicurezza. Da questo pneumatico è nata infatti un’intera linea pensata per tutte le esigenze della mobilità di alta gamma, anche alla luce dei cambiamenti più importanti che l’auto sta vivendo, come l’elettrificazione e la connettività. In occasione del quarantesimo anniversario della linea P Zero, nonché della Lancia Delta S4 Stradale, Pirelli ha ricreato - in un’edizione limitata di 40 set - il Pirelli P Zero che nel 1985 esordiva su quella che era la versione omologata di un’icona del motorsport come la Lancia Delta S4 Gruppo B. Il pneumatico nasceva dall’esperienza di Pirelli nel mondo delle competizioni: derivava infatti dai pneumatici radiali che l’azienda milanese forniva alle case auto impegnate nel Campionato Mondiale di Rally ed è disponibile oggi nella misura 205/55 R16 - l’unica originariamente sviluppata - all’interno della linea Pirelli Collezione, dedicata alle auto più iconiche costruite fra il 1930 e il 2000. Come ogni pneumatico di tale gamma, si distingue per un aspetto del tutto simile a quello dell’epoca ma è realizzato con materiali e tecnologie moderne che affiancano alla sportività originale dell’auto una maggiore sicurezza. La riedizione del pneumatico ripropone anche gli elementi innovativi che hanno caratterizzato il suo debutto. Presenta infatti un unico battistrada che combina le tre anime del pneumatico racing: la spalla interna intagliata, come i pneumatici per le gare sul bagnato, così da garantire grip anche in caso di pioggia; la spalla esterna che ricorda i pneumatici slick per offrire aderenza su asciutto; la parte centrale del disegno che riprende i concetti del pneumatico intermedio e funge da punto di equilibrio tra le due aree esterne. Di recente Pirelli ha introdotto la quinta generazione di P Zero, dando vita a un prodotto che, anche in questa evoluzione, continua a guidare le nuove esigenze della mobilità di fascia alta. Tra le caratteristiche del nuovo pneumatico, handling e frenate ridotte ottenute grazie a tecniche di sviluppo virtuale e all’intelligenza artificiale. La quinta generazione del P Zero offre una gamma fra i 18 e i 23 pollici, con oltre 50 prodotti già disponibili che si sommano agli altri della famiglia P Zero per raggiungere la completa copertura del mercato premium e prestige in tutte le sue applicazioni. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Data Masters, Sud Italia batte il Nord sulla domanda di data scientist
(Adnkronos) - L’Italia è al centro di una profonda ridefinizione del mercato del lavoro tech. Calabria e Puglia superano la Lombardia per incidenza di richieste di competenze in data science, con picchi del 27,2% e 21,2%, rispetto alla media nazionale del 14,3%. Un cambio di paradigma geografico che sposta il baricentro dell’innovazione verso il Sud. Ad attestarlo è il primo report 'AI e data skill report 2025', realizzato dall’Osservatorio sulle competenze emergenti di Data Masters, academy attiva nella formazione AI e nel continuous learning. Un’analisi che fotografa l’evoluzione delle richieste del mercato del lavoro italiano in ambito AI e data science, con uno sguardo attento alla trasformazione dei ruoli, delle retribuzioni e delle esigenze formative nei diversi territori e settori. “L’obiettivo di questo Osservatorio è fornire uno strumento di lettura e anticipazione del futuro del lavoro. I dati mostrano chiaramente che siamo nel mezzo di una trasformazione radicale che richiede nuove strategie, nuovi approcci e soprattutto nuove competenze”, afferma Luigi Congedo, presidente e co-founder di Data Masters. L’indagine si basa su un’analisi di oltre 18mila annunci di lavoro pubblicati su LinkedIn Italia nel primo trimestre del 2025, processati attraverso un’architettura avanzata di agenti AI. Il risultato è un panorama dettagliato e aggiornato delle competenze più richieste nel settore tecnologico, suddiviso per territorio, ruolo e comparto industriale. Secondo il report, le competenze in data science (presenti nel 14,3% degli annunci) e python (7,2%) risultano essere le più ricercate nel panorama italiano, confermando la loro centralità in ambito AI e data science. Tuttavia, emergono con forza anche competenze più avanzate e specialistiche: machine learning è richiesta nel 6,1% degli annunci, seguita da deep learning (3,2%), mlops (2,3%) e langchain/agentic applications (0,8%). Questi dati indicano una netta accelerazione verso tecnologie di frontiera. “Quello che stiamo osservando è un mercato che premia le competenze più avanzate e specialistiche, ma che richiede anche una costante capacità di aggiornamento. Le tecnologie emergenti diventano rapidamente imprescindibili per chi vuole rimanere competitivo”, commenta Francesco Cipriani, ceo e co-founder Data Masters. Contrariamente ai trend storici, il Sud Italia mostra performance superiori alla media nazionale nella domanda di competenze AI. In Calabria, la richiesta di competenze in Data Science raggiunge il 27,2% (quasi il doppio della media nazionale), mentre in Puglia si attesta al 21,2%. Anche Python è richiesto nel 12,3% degli annunci calabresi e nell’11,9% in quelli pugliesi. Questi dati confermano l’ascesa di nuovi poli tecnologici e suggeriscono opportunità concrete per investimenti formativi e talent acquisition su base territoriale. “Il Sud sta dimostrando una sorprendente capacità di rispondere alla domanda di innovazione, anche grazie a una crescente presenza di poli universitari, acceleratori d’impresa e investimenti pubblici e privati. Questo ci spinge a pensare la formazione come leva strategica territoriale”, sottolinea Vincenzo Maritati, AI researcher e co-founder di Data Masters. Il possesso di competenze tecniche avanzate ha un impatto diretto sulle retribuzioni. Il framework PyTorch guida la classifica con una ral media di 50.896 euro, seguito da tensorflow (49.952 euro) e computer vision (48.313euro). Le competenze in langchain/agentic applications si attestano a 47.777 euro, machine learning a 47.786 euro e deep learning a 47.719 euro. Tutti questi valori superano la ral media italiana di 44.729 euro, con un premio salariale che può superare i 6.000 euro annui per i profili più qualificati. Le aziende italiane non cercano solo esperti tecnici, ma professionisti completi. Il 66% degli annunci che menzionano machine learning e tensorflow richiedono anche competenze di problem solving e pensiero analitico. Inoltre, oltre il 59% degli annunci per deep learning, machine learning e statistical analysis include esplicitamente la collaborazione in team tra le skill richieste. Questi numeri confermano che le soft skill sono sempre più determinanti per distinguersi nel mercato. Il report mostra chiaramente che le aziende cercano figure ibride, capaci di orchestrare strumenti tecnologici avanzati e interagire con diversi stakeholder. Questi professionisti devono coniugare profondità tecnica con visione sistemica, e la capacità di integrare soluzioni AI nel business. In particolare, le posizioni che richiedono machine learning (6,1% degli annunci) e deep learning (3,2%) sono sempre più associate a competenze in gestione progettuale, comunicazione efficace e continuous learning (richiesto nel 24,9% degli annunci legati a tensorflow). I giovani in Italia faticano a trovare spazio nel mondo del lavoro. Solo un terzo degli occupati – il 33% – ha meno di 39 anni, contro una media europea che si attesta al 40% (fonte: Osservatorio Talents Venture su dati Eurostat). Un gap che sembra piccolo, ma che attesta che il divario tra le competenze richieste dal mercato del lavoro e quelle effettivamente disponibili continua ad allargarsi. Parliamo del cosiddetto mismatch delle competenze, un fenomeno che oggi rappresenta uno degli ostacoli più grandi alla crescita e all’innovazione nel nostro Paese. In questo contesto, la formazione assume un ruolo decisivo: “non è più soltanto un mezzo per aggiornare una forza lavoro spesso poco preparata, ma diventa un vero moltiplicatore di valore”, spiega Francesco Cipriani, ceo e co-founder Data Masters. "E' - avverte - lo strumento chiave per avvicinare nuovamente i giovani al mercato del lavoro, offrendo loro le competenze richieste dalle imprese e creando nuove opportunità. Secondo l’ultimo studio di Talents Venture, “mancano oltre 1,3 milioni di lavoratori qualificati nel nostro sistema produttivo”. Una cifra impressionante, che racconta il paradosso di un Paese che continua a formare talenti ma fatica a inserirli nel mondo del lavoro. E proprio qui, “l’istruzione può fare la differenza, rappresentando la chiave per colmare questo gap e rilanciare l’occupazione qualificata”. Ma la sfida non si limita a investire in formazione. “E' necessario - sottolinea Luigi Congedo, presidente e co-founder Data Masters -migliorare l’efficienza degli investimenti, orientandoli verso strategie che sappiano identificare in anticipo le competenze emergenti e rispondere tempestivamente alle esigenze del mercato del lavoro. Non basta dunque incentivare in modo generico: serve una politica lungimirante, capace di anticipare i trend e di sostenere la crescita di competenze in settori strategici”. Non è un caso che oggi, tra le skill più ricercate, spicchino quelle legate all’intelligenza artificiale e all’analisi dei dati. Queste competenze, oltre a essere al centro della trasformazione digitale, si accompagnano anche a offerte retributive superiori, “a testimonianza del loro valore strategico per le aziende”. Il cosiddetto skill gap si conferma così uno dei temi centrali per la trasformazione delle imprese italiane. E visto che queste nuove competenze sono rare, costose e difficili da reperire, “le aziende si trovano spesso in difficoltà”. Per questo motivo, “è fondamentale che il mondo produttivo possa contare su un sostegno concreto da parte delle istituzioni, fatto di semplificazione normativa e di politiche strutturali”. Ma la formazione non può più essere un intervento occasionale o 'one shot'. “Il futuro richiede un impegno continuo - prosegue Congedo - serve un approccio di lifelong learning, capace di accompagnare i lavoratori per tutta la vita professionale, aggiornandone costantemente le competenze per restare al passo con un mercato in continua evoluzione”. ---lavoro/offerte-lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Peoplelink, 5 consigli pratici per favorire benessere aziendale
(Adnkronos) - Peoplelink, azienda leader nel settore delle soluzioni per la gestione del capitale umano, si impegna a supportare le aziende italiane nella creazione di ambienti di lavoro più sani, motivanti e produttivi. “Crediamo fermamente che investire nel benessere dei dipendenti e nella loro crescita professionale sia la chiave per contrastare il quiet quitting e costruire un futuro del lavoro sostenibile grazie a due pilar fondamentali: cultura dell’ascolto attivo ed engagement dei colleghi”, ha dichiarato Tiziano Bertolotti, ceo di Peoplelink, che a tal proposito ha stilato un vademecum con 5 consigli pratici per promuovere il benessere sul luogo di lavoro e prevenire il quiet quitting, costruendo un ambiente di lavoro positivo, in primis, per i dipendenti. 1) Riconoscere e valorizzare le persone: premiare i risultati, celebrare i successi (anche piccoli) e dare feedback costruttivi in modo regolare. Le persone hanno bisogno di sentirsi viste e apprezzate per ciò che fanno. 2) Investire nella crescita professionale: offrire formazione continua, opportunità di reskilling e percorsi di carriera chiari. Un lavoratore che cresce è un lavoratore coinvolto. 3) Favorire equilibrio e flessibilità: implementare smart working, orari flessibili e politiche che rispettino la vita privata. Il benessere personale è strettamente legato alla produttività. 4) Coltivare una leadership empatica e trasparente: formare i manager affinché ascoltino, comunichino in modo aperto e costruiscano un ambiente di fiducia e collaborazione. 5) Monitorare e ascoltare il clima aziendale: utilizzare sondaggi, strumenti di ascolto e analisi per capire come si sentono i dipendenti e intervenire prima che il malessere diventi disimpegno. Investire nel benessere dei dipendenti non è più un optional, ma una strategia imprescindibile per attrarre e trattenere talenti, migliorare la produttività e alimentare una cultura aziendale positiva. Con piccoli, ma concreti passi, ogni impresa può trasformare il proprio ambiente di lavoro in uno spazio dove le persone si sentono motivate, valorizzate e pronte a dare il meglio di sé. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Estate: Lazio, da Fregene a Sperlonga è febbre da casa vacanza
(Adnkronos) - Tra il litorale romano e pontino la seconda casa al mare torna protagonista. Dalle eleganti ville di Fregene alle case bianche di Sperlonga, passando per le dune dorate di Sabaudia e le terrazze panoramiche di Anzio, il mercato delle case vacanza procede a ritmo sostenuto, con quotazioni in leggero aumento rispetto al 2024. Complici il desiderio di un 'buen retiro' sul mare e le interessanti prospettive di investimento turistico. "Il mercato delle seconde case al mare - osserva Corrado Sassu, agente immobiliare protagonista di Casa a Prima Vista a capo della Corrado Group, che in passato ha gestito ben cinque punti vendita sulla costa laziale - è complessivamente in buona salute . Le mete più ambite vedono valori in ulteriore crescita: +3% a Sabaudia e Circeo, +6% a Terracina. E ci sono picchi locali, come Tarquinia, dove il nuovo lungomare ha spinto i prezzi fino al +6%". Fregene si conferma regina del litorale romano, con ville immerse nella natura e prezzi che superano i 3.100 euro al metro quadro. A poca distanza, Ladispoli accelera con una crescita del +4% e valori intorno ai 2.500 euro al metro quadro, mentre Torvaianica resta più accessibile con 1.860 euro al metro quadro, pur segnando una leggera flessione. Anzio offre un mercato variegato, dove si va dai 1.800 euro al metro quadro medi fino a 2.700-2.800 euro nelle zone fronte mare. Sul tratto nord del litorale romano anche Santa Marinella è sempre più apprezzata per la qualità della vita e la vicinanza alla Capitale: qui i prezzi si attestano tra i 2.400 e i 3.000 euro al metro quadro, complice la presenza di immobili di charme. Spostandosi più a sud, nel cuore del litorale pontino, Sperlonga incanta con il suo borgo affacciato sul mare e con valori da capogiro: 5.000-6.000 euro al metro quadro per abitazioni fronte spiaggia, i più alti della costa laziale. Sabaudia, tra dune, laghi e mare, propone ville di lusso che arrivano anche a costare 2-3 milioni di euro, ma anche soluzioni più 'smart' attorno ai 200.000-250.000 euro. San Felice Circeo segue lo stesso schema: domina la richiesta di ville indipendenti, con prezzi tra 2.000 e 5.000 euro al metro quadro in base a posizione e condizioni. A chiudere la fascia più a sud, Terracina si stabilizza, ma sul lungomare si viaggia ancora sui 3.000 euro al metro quadro, con picchi di 4.000 euro per affacci diretti sulla spiaggia. La clientela delle seconde case al mare è soprattutto domestica e motivata tanto dall’uso personale quanto dal potenziale rendimento. "Parliamo di professionisti e imprenditori alto spendenti attratti da immobili di grandi metrature che già possiedono un immobile in città. Sul litorale pontino si registra anche la presenza di acquirenti provenienti dalla Campania, soprattutto dalle province di Napoli e Caserta, attratti da località come Formia, Gaeta o Sperlonga. Gli acquirenti stranieri invece restano pochi e mirano quasi esclusivamente a immobili di lusso o soluzioni indipendenti di pregio, ville d’epoca, casali panoramici, che però costituiscono una piccola parte dell’offerta", aggiunge Sassu. Le tipologie di case più ricercate sul litorale laziale sono per la maggior parte bilocali e trilocali di piccola e media metratura, vicini al mare e con terrazzo o giardino, ideali per vacanze familiari e affitti turistici. I piccoli tagli, come monolocali sotto i 100 mila euro, sono molto apprezzati dagli investitori, per la buona redditività stagionale. All’estremo opposto, restano molto ambite, seppur rare, le ville fronte mare a Fregene, al Circeo o a Santa Marinella, spesso tramandate da generazioni, con metrature superiori ai 120 metri quadri e caratteristiche di pregio. La maggior parte delle compravendite, però, si concentra su soluzioni medio-piccole: spesso già ristrutturate e pronte all’uso, particolarmente apprezzate da chi intende affittare fin da subito. Del resto, i numeri parlano chiaro: un bilocale può rendere fino a 600 euro a settimana circa in bassa stagione, superando i 1.500 euro ad agosto. "Trovare un appartamento in affitto è diventato difficile già da febbraio", osserva Corrado Sassu, segnalando un’impennata anche nelle compravendite. "Il recente taglio dei tassi da parte della Bce - osserva -sta riaprendo il mercato anche ai giovani acquirenti. Mi aspetto un’accelerazione delle richieste soprattutto da chi vuole garantirsi una casa vacanza prima di ulteriori rialzi". ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Fiere, Moa società cooperativa: "Massimo Prete riconfermato alla presidenza"
(Adnkronos) - Rinnovato l’incarico a Massimo Prete come presidente di Moa società cooperativa organizzatrice delle manifestazioni Moacasa e Casaidea, ogni anno molto amate e attese dal pubblico grazie all’offerta di soluzioni in mostra, per arredi interni ed esterni, all’insegna dell’alta qualità del made in Italy. L’assemblea dei soci ha confermato la nomina per un altro triennio, una decisione che avvalora il buon lavoro svolto da Massimo Prete nel mandato precedente anche in vista delle celebrazioni del 50° anniversario dalla fondazione di Moa società cooperativa, in programma in concomitanza con Moacasa 2025, alla Fiera di Roma dal 25 ottobre al 2 novembre. I due appuntamenti fieristici presentano a ogni edizione idee e novità altamente qualificate e specializzate, una selezione di eccellenza proposta da industrie provenienti da diverse parti di Italia e artigiani del territorio, espressione delle maestrie della tradizione, lungo un percorso espositivo progettato per stimolare curiosità, attenzione e gusto, attraverso contaminazioni estetiche continue. “Sono orgoglioso - sottolinea il presidente Massimo Prete - di trovarmi ancora una volta alla guida di due manifestazioni così amate da pubblico e operatori del settore, in particolare quest’anno che Moa società cooperativa festeggia la sua storia di successo con il cinquantenario. Moacasa e Casaidea sono due appuntamenti del calendario fieristico che raccolgono a ogni loro edizione interesse e attenzione per l’ampia offerta di soluzioni per l’abitare e per l’outdoor, in grado di accogliere ogni gusto ed esigenza. Mobili, arredo e complementi accompagnano il visitatore in un percorso che mixa tradizione e innovazione, sempre all'insegna di un alto livello qualitativo e di design. L’offerta si completa con altri servizi a valore aggiunto che tutti i nostri espositori garantiscono, fornendo lavori di progettazione a misura, realizzati a regola d’arte, senza dimenticare i servizi di assistenza tecnica, montaggio e garanzia, sempre più richiesti e apprezzati dall’utente finale. Le diverse edizioni si distinguono negli anni poi per iniziative a vario titolo: dagli spazi riservati ai giovani designer alle collaborazioni con Università, ma anche mostre a tema e l’esposizione di pezzi unici firmati dai maggiori architetti, fino alle aree dedicate agli artigiani, alla ristrutturazione e alla consulenza gratuita per la progettazione di interni”. Costituita nel 1975, Moa società cooperativa racchiude tra i suoi espositori le migliori aziende italiane, il cui pregio viene valorizzato da un format espositivo progettato con lo specifico intento di far dialogare con intelligenza industria e artigianato di alto livello, classico e design, promuovendo i marchi più significativi del made in Italy. “La missione di Moa società cooperativa - continua Massimo Prete - è di favorire la tradizione italiana con manufatti artigianali e industriali di qualità, prodotti dalle nostre aziende, e di anticipare le novità del settore, presentando in anteprima ai visitatori i trend di design e di mercato. La missione di Moa società cooperativa è di favorire la tradizione italiana e la sua eccellenza con i migliori manufatti prodotti dalle aziende nazionali, anticipando le novità del settore e presentando in anteprima ai visitatori i trend di design e di mercato. Un impegno che ci prendiamo da 50 anni, dal 1975, anno della fondazione della Cooperativa”. ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Per gli Sos arriva iRonCub3, il primo robot umanoide volante
(Adnkronos) - Un Superman robotico è pronto ad alzarsi in volo per salvare l'umanità in caso di Sos. Si chiama iRonCub3 ed è una prima mondiale targata Iit: il team coordinato da Daniele Pucci, alla guida del Laboratorio di Artificial and Mechanical Intelligence (Ami) dell'Istituto italiano di tecnologia di Genova, è riuscito a far volare un robot umanoide. iRonCub3, specificatamente progettato per operare in ambienti reali, ha occhi e naso, braccia e gambe, e un jet di propulsione a razzi. Durante gli esperimenti di volo è stato in grado di sollevarsi a circa 50 centimetri da terra, mantenendo la stabilità. Un risultato frutto di 2 anni di lavoro - descritto oggi su 'Nature Communications Engineering' - reso possibile da studi avanzati di termodinamica e aerodinamica, e dallo sviluppo di software di controllo basati sull'intelligenza artificiale. L'obiettivo futuro è applicare questo tipo di tecnologia a supporto dell'essere umano per rispondere a situazioni di emergenza o per esplorazioni in ambienti estremi e missioni di ricerca e salvataggio. La ricerca è stata condotta dagli scienziati Iit esperti di robotica in collaborazione con il gruppo di Alex Zanotti del Laboratorio di Aerodinamica Daer del Politecnico di Milano, dove è stata condotta una serie di test in galleria del vento, e con quello di Gianluca Iaccarino della Stanford University statunitense, dove sono stati utilizzati algoritmi di deep learning per identificare modelli aerodinamici. iRonCub3 - descrivono dall'istituto genovese - è l'evoluzione tecnologica di prototipi precedenti e si basa su iCub3, sviluppato per essere teleoperato a distanza come un avatar, ultima generazione del robot umanoide iCub. iRonCub3 è munito di 4 motori a reazione, 2 montati sulle braccia e 2 su uno zaino posizionato sulla schiena. L'aggiunta dei motori ha richiesto delle modifiche ulteriori alla struttura fisica (hardware) del robot, tra cui un nuovo elemento in titanio che funge da colonna vertebrale e delle coperture resistenti al calore. iRonCub3 pesa circa 70 chili e le turbine possono generare una spinta massima superiore a 1.000 newton. La nuova configurazione consente al robot di sollevarsi da terra ed eseguire manovre di volo controllate anche in presenza di turbolenze del vento o in condizioni ambientali incerte. "Questa ricerca è radicalmente diversa dalla robotica umanoide tradizionale e ci ha costretto a fare un sostanziale salto in avanti rispetto allo stato dell'arte - spiega Pucci - L'aerodinamica gioca un ruolo chiave: la temperatura di scarico delle turbine può raggiungere gli 800 gradi e il gas emesso si avvicina alla velocità del suono. L'intera piattaforma robotica, quindi, deve essere in grado di valutare la dinamica del volo in tempo reale, mentre il software di controllo gestisce da una parte il movimento lento dei giunti articolari e dall'altra le veloci turbine a reazione. Fare esperimenti su questi robot è affascinante così come pericoloso, e non lascia spazio all'improvvisazione". L'équipe si è concentrata sullo studio dell'equilibrio dinamico del robot mentre è in volo, reso particolarmente complesso dalla morfologia umanoide del robot. A differenza dei droni convenzionali che hanno strutture simmetriche e compatte, iRonCub3 presenta infatti una forma allungata, con il peso distribuito tra gli arti mobili e il busto, e con un centro di massa variabile. Ciò - si legge in una nota - ha richiesto lo sviluppo di modelli teorici avanzati che descrivessero le diverse conformazioni possibili del corpo del robot, dove gli arti mobili rappresentano un elemento di complessità, e il relativo bilanciamento sotto l'influenza della propulsione dei razzi. Gli studi sono stati condotti attraverso esperimenti in galleria del vento e simulazioni avanzate di dinamica dei fluidi computazionale, che hanno permesso lo sviluppo di un'Ia capace di stimare le forze aerodinamiche in tempo reale. "I nostri modelli includono reti neurali addestrate su dati simulati e sperimentali, integrate nell'architettura software di controllo del robot per garantire un volo stabile", illustra Antonello Paolino, primo autore del paper e dottorando in un programma congiunto tra Iit e Università di Napoli, che ha da poco concluso un semestre come visiting researcher alla Stanford University. iRonCub3, quindi, è dotato di sistemi di controllo basati su intelligenza artificiale che gli permettono di volare gestendo flussi d'aria turbolenti ad alta velocità e temperature estreme. Gli studi di aerodinamica hanno dimostrato che è possibile mantenere la postura e la stabilità del robot anche durante manovre non stazionarie, come l'accensione sequenziale dei motori o le variazioni nella geometria del corpo. Risultati che potranno essere trasferiti ad altri robot con morfologie non convenzionali, rappresentando un caso unico rispetto ai droni classici, rimarca l'Iit. Il design finale di iRonCub3 - prosegue la nota - è il risultato di un processo di co-design sviluppato per integrare l'Ia con gli aspetti più fisici e aerodinamici della progettazione di robot volanti. Per esempio, il punto di posizionamento delle turbine è stato identificato affinché risultasse ottimale in termini di controllo e stabilità del volo. E la dissipazione del calore generato dai motori è stata gestita per garantire l'integrità strutturale del robot anche in condizioni operative estreme. I primi test di volo di iRonCub3 sono stati condotti in una piccola area di volo allestita all'interno dell'Iit, dove il robot è stato appunto in grado di sollevarsi dal suolo di circa 50 centimetri. Nei prossimi mesi gli esperimenti sul prototipo continueranno in un'area più ampia, grazie a una collaborazione con l'Aeroporto di Genova che metterà a disposizione una zona dedicata. L'area verrà allestita ed equipaggiata dall'Istituto italiano di tecnologia, nel rispetto di tutte le regole di sicurezza richieste. I ricercatori Iit prevedono che nel futuro i robot umanoidi volanti come iRonCub3, che possono essere teleoperati una volta toccato terra, potranno trovare applicazione in molteplici scenari: dalle operazioni di ricerca e salvataggio in aree difficili da raggiungere, fino alle ispezioni di ambienti pericolosi. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Microsoft e AMD, accordo per la prossima generazione di Xbox
(Adnkronos) - Microsoft Gaming ha annunciato una nuova collaborazione strategica con AMD per lo sviluppo congiunto di componenti hardware destinati a una vasta gamma di dispositivi, tra cui le prossime console Xbox. L’accordo, di durata pluriennale, mira a definire l’architettura tecnica dei futuri sistemi di gioco attraverso una progettazione condivisa dei chip, proseguendo la lunga relazione tra le due aziende nel settore gaming. Sarah Bond, presidente di Xbox, ha sottolineato l’ambizione alla base dell’intesa: offrire un ecosistema che consenta di giocare liberamente su più dispositivi, mantenendo al contempo una forte coerenza dell’esperienza utente. Il progetto punta infatti a integrare i futuri chip AMD non solo nelle console casalinghe ma anche in dispositivi portatili, PC, accessori e servizi cloud. La nuova generazione Xbox sarà progettata per supportare grafica avanzata, funzionalità immersive e prestazioni potenziate dall’intelligenza artificiale. Secondo Microsoft, questi elementi costituiranno la base per esperienze di gioco più profonde, senza sacrificare la compatibilità con la libreria attuale di giochi Xbox. Il lavoro congiunto con il team Windows conferma inoltre l’intenzione di Microsoft di rendere Windows la piattaforma di riferimento per il gaming, contribuendo a un’integrazione più fluida tra ambienti console e PC. L’obiettivo dichiarato è quello di superare il concetto di dispositivo unico, offrendo un’esperienza Xbox distribuita su un’intera famiglia di prodotti. Secondo Bond, i primi risultati della collaborazione sono già in fase avanzata e rappresentano solo l’inizio di un’evoluzione più ampia che coinvolgerà l’intero ecosistema Xbox nei prossimi anni. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Raccontare le sfide ecologiche, i finalisti del Premio Demetra
(Adnkronos) - Svelati i finalisti della quinta edizione del Premio Demetra, promosso da Comieco, il riconoscimento nazionale dedicato ad autori ed editori indipendenti che trattano e approfondiscono nelle proprie opere temi legati a ecologia, ambiente, cambiamento climatico, ricerca scientifica, transizione ecologica ed economia circolare, ma anche allo sviluppo e all’impiego di nuove tecnologie. Un progetto nato per valorizzare il lavoro di chi si impegna a raccontare le sfide ecologiche del nostro tempo e a costruire nuove narrazioni intorno al rapporto tra uomo, natura, tecnologia e futuro. Le cinque sezioni in concorso, Saggistica, Saggistica straniera tradotta in italiano, Narrativa, Libri per ragazzi, Graphic novel italiana e tradotta, testimoniano l’attenzione del Premio verso forme di racconto capaci di coinvolgere pubblici diversi e di dialogare con generi e linguaggi molteplici. Centrale, come ogni anno, il coinvolgimento delle nuove generazioni: la sezione dedicata ai Libri per ragazzi è valutata anche da una giuria esterna composta dagli studenti dell’Itcg Cerboni di Portoferraio, testimoni diretti della crescente sensibilità ambientale tra i più giovani. Quest’anno, inoltre, per la sezione Graphic Novel italiana e tradotta sono stati coinvolti nella giuria i detenuti della Casa di Reclusione di Porto Azzurro, mentre per la sezione Narrativa è stato coinvolto il circolo di lettura Tisana letteraria dell’Isola d’Elba.
La cerimonia di premiazione, durante la quale saranno annunciate le opere vincitrici, si terrà a Rio nell’Elba venerdì 18 luglio, nell’ambito di Elba Book Festival. Ciascuna delle cinque opere vincitrici riceverà un premio in denaro di 2.000 euro. La giuria, composta da Ermete Realacci (presidente), Paolo Barcucci (curatore di mostre), Duccio Bianchi (responsabile scientifico), Ilaria Catastini (editore, Albeggi Edizioni), Carlo Montalbetti (Comieco), Giorgio Rizzoni (Elba Book Festival), e coordinata da Alice Zappa per Comieco, ha selezionato le 17 opere finaliste tra un centinaio di opere in concorso. I finalisti per la categoria Saggistica: Giulio Betti, Ha sempre fatto caldo! E altre comode bugie sul cambiamento climatico, Aboca; Luigi Ciotti, Mirta Da Pra, Dalla transizione alla conversione ecologica, La Via Libera; Giulio Ferroni, Natura vicina e lontana. Umanesimo e ambiente dagli antichi greci all’intelligenza artificiale, La nave di Teseo; Massimo Lapucci, Stefano Lucchini, Ritrovare l’umano. Perché non c’è sostenibilità senza Health, Human and Happiness, Baldini+Castoldi. Per la Saggistica straniera tradotta in italiano: Kristoffer Hatteland Endresen, Un po’ come noi. Storia naturale del maiale (e perché lo mangiamo), Codice Edizioni; Adriana Petryna, Lavoro d’orizzonte. Ai confini della conoscenza nel vortice del cambiamento climatico, DeriveApprodi; John Vaillant, L’età del fuoco, Iperborea. Per la Narrativa: Patrizia Carrano, Il cuore infranto della quercia, Aboca; Piero Malenotti, Per l’ultima goccia, Sensibili alle foglie; Beatrice Peruffo, Segreti di ghiaccio. La deriva di Larsen B, Linea Edizioni. Per la sezione Libri per ragazzi: Paolina Baruchello, Jeanne, Sinnos; Stefano Mancuso, Philip Giordano, Il favoloso viaggio delle piante, Aboca; Walter Obert, Animali, Sabìr Editore; Cinzia Scaffidi, Lucio Carraro, Francesco Donadini, Ecoscuola. L’album della transizione ecologica, Arcari Editore. Per la Graphic novel italiana e tradotta: Alice Berti, Un poema per le piccole cose, Bao Publishing; Andrea Ferraris, Temporale, Oblomov Edizioni; Roberto Grossi, La grande rimozione, Coconino.
Il Premio Demetra è promosso da Comieco, Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica, in collaborazione con Elba Book Festival. Si svolge con il supporto di Seda International Packaging Group (Main Sponsor), Esa Ambiente, UniCoop Tirreno, Fondazione Symbola e con il patrocinio del Parco Nazionale Arcipelago Toscano e del Comune di Rio (Isola d’Elba, Livorno). ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)









