ChiavarInCosplay 2025: 85.000 presenze per la cultura Pop a Chiavari
(Adnkronos) - Si è conclusa con un successo straordinario l'ultima edizione di ChiavarInCosplay, che per tre giorni ha animato le vie di Chiavari, in provincia di Genova, trasformandole in un vivace palcoscenico per la cultura pop. L'evento ha registrato un'affluenza record di 85.000 presenze, richiamando artisti, cosplayer e appassionati da tutta Italia per un fine settimana all'insegna della fantasia e della creatività. Organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Chiavari in collaborazione con LEG Live Emotion Group, il festival ha avuto come tema centrale di quest'anno "Harmony – Armonia". Questo principio è stato scelto per "unire persone, idee ed espressioni in un equilibrio dinamico e arricchente, celebrando l’inclusione e la diversità̀ come risorsa". Il tema è stato splendidamente rappresentato nel manifesto ufficiale, opera di Sergio Algozzino, noto fumettista, sceneggiatore, musicista e youtuber.
L'inaugurazione è stata impreziosita dalla proiezione, presso il Cinema Mignon, del docufilm "20 anni e poi…" di Lucca Comics & Games. Il lavoro racconta, "tra adrenalina e commozione, la storia di chi ha calcato il palco Music di Lucca Comics & Games dal 2004 a oggi", celebrando l'Area Music & Cosplay creata da Gianluca Del Carlo. Quest'area è definita come "uno spazio che racchiude lo spirito per eccellenza del community event dove è il pubblico a essere al centro della manifestazione". La serata ha visto la partecipazione di Gianluca Del Carlo stesso, insieme al regista Cristiano Gazzarrini, al produttore esecutivo Luca Bitonte e alla produttrice Barbara Gozzi. Il pubblico e la stampa hanno tributato applausi e standing ovation, con in sala anche numerosi addetti ai lavori e rappresentanti istituzionali.
L'Assessore alla Cultura Silvia Stanig ha espresso grande soddisfazione: "ChiavarInCosplay è ormai entrato nel cuore della nostra città. Le 85.000 presenze registrate in due giorni e mezzo testimoniano il successo straordinario di un festival che ha saputo coinvolgere tutti, senza limiti di età". Ha inoltre aggiunto: "I luoghi più significativi di Chiavari dal parco di Villa Rocca al Palazzo di Piazza Verdi, dall’Antica Farmacia dei Frati al Caruggio fino a Piazza Roma, si sono trasformati in un vero e proprio 'red carpet' di entusiasmo, passione e desiderio di armonia." L'Assessore ha ringraziato l'organizzazione LEG, il C.F.C. e in particolare Gianluca Del Carlo, direttore artistico, e tutti i collaboratori, commercianti e associazioni locali per il loro prezioso contributo. "ChiavarInCosplay cresce anno dopo anno, portando Chiavari ben oltre i confini regionali attraverso articoli, servizi radiofonici e televisivi. Un successo che rende la nostra città protagonista, e lo fa in grande stile."
Gianluca Del Carlo, direttore artistico di ChiavarInCosplay, ha descritto l'atmosfera con parole evocative: "All’alba, quando il primo raggio di sole ha sfiorato la Rocca, Chiavari si è trasformata in un regno incantato [...]. Per tre giorni la Rocca è diventata castello, il parco un giardino delle meraviglie, le strade un fiume di colori. Ma oltre i costumi, i sorrisi e le emozioni, un filo invisibile ha legato tutto, l’Harmony, che non è stata solo un tema, ma una forza viva: l’abbraccio tra generazioni lontane, il dialogo tra culture diverse, l’intreccio di passioni senza confini."
Tania Ferri, Sandro Giacomelli ed Elisabetta De Luca, soci fondatori di LEG, hanno concluso: "ChiavarInCosplay si conclude con grande soddisfazione ed emozione [...]. Siamo entusiasti del risultato: lo staff organizzativo ha lavorato con passione ed energia e il pubblico ha risposto con un calore straordinario." Hanno espresso gratitudine verso il Comune di Chiavari e Lucca Comics & Games per aver scelto Chiavari come "palcoscenico" per l'anteprima del docufilm. Il festival si è snodato attraverso le piazze principali, Palazzo Rocca e il rinnovato Parco di Villa Rocca, interconnessi dall'ormai iconico "Red Carpet" che ha trasformato la via centrale in una vera e propria "Hollywood del Cosplay". Piazza Matteotti è stata il cuore pulsante dell'evento, ospitando il Main Stage con concerti, spettacoli serali e attività Cosplay, oltre a fungere da punto di incontro per associazioni e cosplayer. Tra gli appuntamenti più acclamati, il Giga Party anni '90 con Letizia Livornese (Letizia Cosplay), il concerto dei leggendari Oliver Onions con gli ANIMEniacs Corp., e il gran finale con il Capitano Giorgio Vanni, le cui sigle televisive hanno segnato generazioni. Riconoscimenti sono stati assegnati nella tradizionale Sfilata/Gara Cosplay in diverse categorie, dal Miglior Cosplay all'Originalità.
L'Area Games di Play – Festival del Gioco ha offerto tornei di board game, mentre l'Auditorium San Francesco ha ospitato esperienze uniche nel mondo degli eSport grazie alla collaborazione con QLASH e PG Esports, introducendo un "Virtual Paddock" a tema motoristico. In Piazza Verdi, un'altra area eSport ha permesso ai fan di Star Wars di sfidarsi in epiche battaglie. L'Antica Farmacia dei Frati ha ospitato una suggestiva mostra di opere LEGO®, offrendo anche attività interattive per il pubblico. Piazza Roma è stata teatro di "Caschi per il Cuore", un evento benefico che ha esposto caschi di grandi piloti personalizzati da bambini per sostenere un progetto solidale. Palazzo Rocca e il suo parco sono stati il set ideale per sessioni di photoshooting di Cosplay e Steampunk. Sul Palco Incontri si sono susseguiti dibattiti sulla cultura pop a 360 gradi, con una ricca Artist Alley a cura di Giovanni "Zeth" Zaccaria, che ha coinvolto talenti e scuole di fumetto, e una Movie Zone curata da Andrea Bedeschi con talk esclusivi ed esperti di cinema e doppiaggio. Il progetto Comics&Science ha visto la partecipazione di veterani come Giovanni Eccher e Davide La Rosa. Numerose associazioni di Cosplay hanno animato il festival con show e attività interattive, tra cui la K-Pop Contest. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
RomaSposa, sempre più green con l'abito da reindossare e le fedi di oro etico
(Adnkronos) - Sì, lo voglio, nel rispetto della Terra. Il matrimonio diventa l’occasione per celebrare l’amore nei confronti del proprio partner ma anche del futuro del pianeta. La consapevolezza ambientale preme infatti sul settore del wedding, cambiando le tendenze per il giorno delle nozze, con sempre più soluzioni per realizzare eventi eco-friendly. Per scoprire le ultime tendenze e novità del mondo dei matrimoni torna nella Capitale Romasposa, il Salone internazionale della sposa che per la sua 61a edizione porta a Palazzo dei Congressi, dal 15 al 19 ottobre, le soluzioni di 200 espositori e oltre 1000 brand rappresentati. Cresce la proposta di idee green, particolarmente apprezzate dalle coppie di futuri sposi che richiedono prodotti, servizi e attività a basso impatto ambientale. A partire dall’abito: mentre si diffonde l’uso di affittare o acquistare modelli second hand, dalla creatività dei designer arrivano nuove soluzioni per dire addio al monouso. Una proposta che rompe gli schemi dell’abito tradizionale per abbracciare una visione moderna e sofisticata della sposa è quella di biancad’ottobre, brand nato dalla mano creativa di Valentina Abbate con l’intento di dare vita ad un progetto innovativo nell’universo bridal. Componi, indossa, riutilizza è la sua filosofia che mette al centro la libertà creativa, proponendo abiti da sposa prêt-à-porter pensati per una donna 'unconventional', pronta a rompere gli schemi. La collezione nasce dall’idea di una sposa che non vuole imposizioni o idee prestabilite ma che è alla ricerca di uno stile personale, autentico e al passo con i tempi. Una dedica al coraggio di osare, non limitando l’utilizzo del capo sartoriale a un unico grande giorno. Linee essenziali, abiti corti e completi a due pezzi diventano parte di un guardaroba componibile, che consente a ogni sposa di costruire liberamente il proprio look. Elemento distintivo della collezione è la versatilità: i capi non sono pensati solo per il giorno del matrimonio, ma possono essere riutilizzati in occasioni future, trasformandosi in pezzi iconici, preziosi e senza tempo. I tessuti pregiati e le lavorazioni sartoriali made in Italy sono il fil rouge della collezione che unisce raffinatezza ed eleganza contemporanea. Presente a Romasposa nel laboratorio di idee della Wed academy, il brand propone abiti di altissima sartorialità, facile vestibilità ed estrema eleganza. Una scelta green che non prevede il monouso. Tenere vivo un frammento del proprio giorno speciale, ricordandone colori e profumi: tra le ultime novità del settore wedding ecco l’idea della flower preservation artist Beatrice Lopez che, con Fiorevero, presenta a Romasposa 2025 una soluzione per dare nuova vita a uno dei simboli più preziosi e fragili del giorno delle nozze, il bouquet. Attraverso un processo interamente artigianale e organico, i fiori vengono trasformati in opera d’arte dopo essere stati preparati e pressati a mano, uno a uno, con tecniche accurate e controllate, senza alcun macchinario o prodotto chimico. Bouquet, bottoniere, coroncine: ogni elemento può diventare parte di un quadro unico, una composizione sigillata tra due vetri, da appendere e ammirare. Il design è su misura per gli sposi, ogni composizione prende forma insieme alla coppia che sceglie formato, cornice e design finale. Sono presenti alcune linee guida – classico, botanico, a prato – ma ogni quadro nasce da un racconto diverso, quello dell’atmosfera del giorno delle nozze e della casa che lo accoglierà. In controtendenza rispetto alla tradizione, sono sempre di più le spose che rinunciano a lanciare il proprio bouquet per poterlo conservare. Finora, la risposta più diffusa è stata la resina: una scelta che racchiude in un blocco i fiori tridimensionali. Il progetto della flower preservation artist segue però un’altra direzione: i fiori diventano sottili, ma – in modo sorprendentemente affascinante – mantengono la loro essenza. La composizione finale è armoniosa, naturale, visivamente leggera, capace di adattarsi a ogni tipo di casa e sensibilità estetica. Una proposta di bellezza sostenibile e delicata che permette ai fiori, che altrimenti svanirebbero in pochi giorni, di diventare un oggetto d’arredo emozionale. Le fedi nuziali, simbolo dell’unione in matrimonio, seguono nuove tendenze che interpretano i desideri delle coppie di oggi: per il 2026 tornano protagonisti oro giallo e oro rosa, caldi e senza tempo, con gioielli personalizzati da incisioni uniche e dettagli moderni che diventano creazioni fuori dal comune, autentiche e lontane dal prodotto seriale. In questo scenario si inserisce calma handmadexperience, un laboratorio dove le coppie possono creare insieme le fedi nuziali, passo dopo passo, con le proprie mani riutilizzando il vecchio oro di famiglia, scelta sempre più richiesta perché unisce sostenibilità e valore affettivo. Un gesto d’amore che diventa impegno per l’ambiente anche quello di Officina Orafa, che presenta a Romasposa le fedi realizzate con oro etico, ricavato dal riciclo di scarti elettronici. Se come location sono sempre più richieste quelle in cui la natura è predominante - come immersi nella campagna romana del Borgo di Tragliata o addirittura in una Serra nella Tenuta il Sogno a Piglio - le soluzioni ecosostenibili coinvolgono tutti i campi del matrimonio, dall’allestimento alla scelta del catering. Una menzione particolare va infatti alla stagionalità dei cibi che devono essere a km 0 e preferibilmente su base vegetale. Il consiglio dei wedding planner per un matrimonio attento all’ambiente è poi quello di evitare i buffet, il modo migliore di evitare sprechi, proponendo come benvenuto agli ospiti una selezione di aperitivi finger food, a giro braccio, seguita da menù con portate ridotte. La chiave di un matrimonio indimenticabile è sicuramente l’unicità di tutti i suoi dettagli e nel 'riciclo' creativo ecco che prendono vita allestimenti con richiami vintage. Per le bomboniere si propende verso quelle etiche o gastronomiche, come quelle proposte da Sapori di Tuscia con confettura artigianale di gelsi, olio extravergine di oliva biologico, miele naturale, zafferano puro e la preziosa 'Rugiada di zafferano', un raffinato incontro tra miele di fiori e puri pistilli di zafferano coltivato nei loro campi. Occasione per sensibilizzare diventa poi l’intrattenimento artistico, come quello proposto a Romasposa dall’agenzia Theia events & more che, in ottica di matrimonio green, oltre ad assicurare l’utilizzo di materiali riciclabili e sostenibili per la creazione di costumi e scenografie, abbina performance ideate nel pieno rispetto dell’ambiente. È il caso del live painting, dove gli artisti possono reinterpretare e valorizzare tematiche legate alla natura e alla sostenibilità, trasformando l’intrattenimento in un vero e proprio messaggio artistico, perfettamente in sintonia con lo spirito dell’evento. Più green anche le foto, che raccontano immagini autentiche ed emozioni vere, lontane dalle pose tradizionali: secondo l’esperienza di Studio Angileri, la cui cifra stilistica è il reportage, sempre più richiesti sono servizi ambientati in scenari naturali, in linea con l’attenzione crescente verso il pianeta, con sposi (e Madre Terra) protagonisti. Sempre più coppie scelgono di vivere una luna di miele che sia non solo memorabile, ma anche sostenibile, e tante sono le soluzioni proposte dalle agenzie specializzate. I futuri sposi continuano ad amare le mete iconiche, ma con un approccio più autentico e sostenibile. Se destinazioni come Maldive, Bali, Thailandia e Costarica non perdono il loro fascino, la scelta è però per eco-resort certificati. Lo sottolineano gli esperti di Al di là dei sogni viaggi che rivelano anche una crescita delle domande per tour in treno, come per esempio in Giappone con il Japan Rail Pass, un’alternativa slow e a basso impatto per girare il Paese. Sempre più richiesto è il carbon offset, per ridurre l’impatto di voli aerei e programmi zero waste, e le esperienze nella natura come safari etici, glamping di lusso, lodge in riserve naturali o trekking tra paesaggi incontaminati. Tra le soluzioni e gli itinerari green proposti da Ali & Sof Viaggi crescono le richieste per lodge ecosostenibili, tour solidali e crociere con navi progettate per ridurre l'impatto ambientale attraverso l'uso di tecnologie innovative e combustibili più ecologici, come sistemi di propulsione ibrida o elettrica, e soluzioni per abbattere le emissioni. Un investimento fatto nel settore crociere che sottolinea anche l’agenzia Business Class Viaggi, che propone compagnie di navigazione con propulsione a gas naturale liquefatto, per un turismo sempre più sostenibile e rispettoso dell’ambiente. Romasposa 2025 è l’occasione per incontrare agenti di viaggio specializzati e affidabili che trasformano il viaggio di nozze non solo in una fuga romantica, ma anche in una scelta consapevole. Nel rispetto ambientale e sociale, dove anche il benessere delle comunità è una priorità. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Labelium, nasce Cosmo5 e cresce in Italia con ingresso di Storeis
(Adnkronos) - Il gruppo internazionale di digital marketing Labelium cambia pelle e diventa Cosmo5: un rebranding strategico che allinea identità e direzione futura, mirando a un supporto sempre più attivo nella trasformazione digitale dei brand-clienti. Nato a Parigi nel 2001 e cresciuto fino a oltre 1.300 professionisti nel mondo, Cosmo5 considera l’Italia uno snodo prioritario: qui presidia 250 brand e sviluppa oltre 15 milioni di euro di ricavi, su una base già rafforzata dall’integrazione come group company di Kiliagon (2021), agenzia specializzata in retail media e e-retail/marketplace. A conferma della traiettoria di crescita in Italia, Cosmo5 annuncia l’ingresso nel gruppo di Storeis, agenzia di digital marketing di Padova: un’operazione industriale fondata su piena sintonia valoriale e obiettivi condivisi di internazionalizzazione e innovazione. Storeis, con 95 professionisti, un fatturato di oltre 7 milioni di euro previsto per il 2025 ed un giro di affari nei media di oltre 50 milioni, integra nel Gruppo il proprio approccio strategico e data-driven, offrendo al mercato italiano una proposta più ampia, scalabile e orientata ai risultati. "Labelium - afferma Stéphane Levy, presidente e ceo del Gruppo Cosmo5 - entra in un nuovo capitolo: una trasformazione significativa che riflette la nostra identità in evoluzione e la direzione per il futuro . La strada che abbiamo davanti richiederà collaborazione, creatività e chiarezza, e sono pienamente fiducioso nella leadership del nostro team mentre procediamo". "Con Cosmo5 - dichiara Mattia Stuani, country manager Italia di Cosmo5 - rafforziamo un modello davvero glocal, basato su qualità sartoriale e scalabilità internazionale. In Italia contiamo su oltre 150 professionisti e un portfolio di 250 brand; con Kiliagon e l’ingresso di Storeis copriamo l’intero spettro, dal direct-to-consumer ai marketplace, unendo consulenza ed execution su media, commerce e data. Il nostro è un approccio imprenditoriale di lungo periodo: integriamo le società come un 'sistema operativo' che valorizza le migliori app, riduce la complessità per i clienti e accelera il time-to-value. Lavoriamo con partner come Google, Meta, Amazon e TikTok e investiamo in Esg, stabilità dei team e benessere dei dipendenti. L’arrivo di Storeis ci dà ulteriore spinta sul mercato italiano, consolidandoci in settori chiave, dal mass market al luxury". Il rebranding di Labelium in Cosmo5 nasce dall’esigenza di allineare l’identità del gruppo alla sua traiettoria futura, chiarendo il posizionamento e integrando in un’unica piattaforma la collaborazione tra Paesi, practice e funzioni. Il nuovo nome richiama il cosmo - connessioni, visione ampia, ordine - e il '5' riassume le core capabilities che costituiscono il cuore operativo del brand: media, commerce, creative, data, technology. Queste aree lavorano in continuità: dalla definizione della strategia all’attivazione sui canali, fino alla misurazione e al miglioramento continuo, così che dati e tecnologie si traducano in risultati concreti per il business. Accanto a queste, Cosmo5 affianca un set di soluzioni di trasformazione in ambito marketing, business, sustainability, operations e organization, pensate per facilitare l’adozione e la scalabilità dei progetti. L’intervento riguarda la formazione dei team, la semplificazione dei processi e l’integrazione degli strumenti, così da rendere le iniziative efficaci nel tempo, misurabili e facilmente replicabili. L’ingresso di Storeis tra le group companies di Cosmo5 è l’esito di un percorso di selezione avviato nel 2024 per individuare le realtà più affini per valori, metodo e capacità di scala. L’integrazione, di matrice industriale, mette a fattor comune metodi, processi e team complementari: fondata nel 2018, Storeis conta 95 professionisti; nel 2024 ha registrato ricavi per circa 6,5 milioni di euro e una previsione 2025 di fatturato superiore ai 7 milioni, con più di 90 clienti attivi e un giro d’affari sui media superiore ai 50 milioni di euro. "L'ingresso in Cosmo5 - commenta Andrea Vit, founder di Storeis - rappresenta per Storeis una tappa cruciale nel proprio percorso di evoluzione. Si tratta di una vera e propria integrazione industriale che ci proietta verso due obiettivi chiave: l'internazionalizzazione e l'innovazione. Entrare a far parte di un gruppo globale come Cosmo5 ci permette di ampliare il nostro raggio d'azione e di mettere a disposizione dei nostri clienti un network di competenze ancora più vasto, integrando il nostro approccio strategico e data-driven con le eccellenze del gruppo. La scelta è stata guidata anche da una perfetta sintonia di valori. L'eccellente fit culturale tra i nostri team, basato su trasparenza, forte relazionalità e proattività, ha reso questa unione del tutto naturale. Condividiamo la stessa visione di partnership con i clienti e ci allineiamo perfettamente anche nei settori verticali, in particolare nel fashion, lusso, retail, beauty, sport e consumer electronics. Questa sinergia ci renderà ancora più forti e competitivi, pronti ad affrontare le sfide del futuro insieme alle altre company del gruppo". Sul mercato locale l’integrazione completa la copertura rafforzata con Kiliagon (nel perimetro del gruppo dal 2021) su retail media e marketplace; a livello internazionale, la collaborazione ha già prodotto risultati concreti, come l’aggiudicazione di una gara in area Apac con il supporto del team australiano del gruppo Cosmo5. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Mozzarella di bufala campana Dop, il Consorzio alla fiera Anuga di Colonia
(Adnkronos) - La mozzarella di bufala campana Dop rafforza la sua presenza in Germania. In occasione della fiera Anuga, la principale rassegna dell’agroalimentare europeo in programma dal 4 al 7 ottobre a Colonia, il Consorzio di Tutela ha messo in campo una serie di azioni coordinate, basate su tre asset: attività di promozione in fiera; 'eventi off', dedicati a stakeholder e mozzarella-lover; campagna pubblicitaria. Così l’ente consortile punta sul mercato tedesco, che rappresenta il secondo sbocco per l’export della Bufala Campana, subito dopo la Francia. In vista dell’edizione 2025 di Anuga, il Consorzio ha avviato una campagna outdoor nelle stazioni della metropolitana di Berlino e Colonia, sede della manifestazione, in sinergia con il Consorzio di Tutela della Ricotta di Bufala Campana Dop e con il Consorzio del Prosciutto di San Daniele. Con il claim “Dolce Vita”, le immagini dell’oro bianco campeggiano nei display delle principali fermate delle metro e rimandano all’autentico stile di vita italiano. Ad Anuga il Consorzio sarà presente nella collettiva di Afidop (Padiglione 10.1, Stand G070-G078) e sono previste degustazioni e show cooking con abbinamenti insoliti a base di mozzarella di bufala campana Dop, come ad esempio la ricetta che sarà proposta dal 5 al 7 ottobre dallo chef Riccardo Cogliano: Bufala Dop con lamponi e olio al basilico. Il 6 ottobre invece, la mozzarella Dop sarà tra le protagoniste della serata dedicata ai formaggi italiani, organizzata da Afidop. La 'contaminazione' con la cucina tedesca sarà invece al centro dell’evento 'fuori salone', promosso dal Consorzio di Tutela il 7 ottobre al birrificio 'Zur Malzmühle' di Colonia. La missione in Germania sarà guidata da Angela Nobile, responsabile del settore Vigilanza, con Rita Liberti, segretaria di Direzione dell’ente. “Stiamo moltiplicando gli investimenti in Germania, che rappresenta un mercato strategico per il nostro prodotto”, commenta il presidente del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop, Domenico Raimondo. Il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani, sottolinea i numeri: “Una mozzarella dop su tre finisce sulle tavole estere e la Germania assorbe il 15,4% dell’export di mozzarella di bufala campana, è in assoluto il secondo Paese nella speciale classifica delle esportazioni con buone potenzialità di crescita, anche nel contesto economico attuale molto complesso”. In totale, l’export dei formaggi freschi in Germania vale 168,9 milioni di euro (dati Nomisma 2024), incide per il 9% sul totale dell’export e ha conosciuto una crescita del 9,8% nel 2024 rispetto al 2023. ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Tumori, 500mila italiani con neoplasie sangue al centro del Blood Cancer Summit
(Adnkronos) - Sono oltre 500mila le persone che vivono oggi in Italia con una diagnosi di tumore del sangue. Ogni anno si registrano circa 30mila nuovi casi di leucemie, linfomi e mielomi, patologie complesse che incidono profondamente sulla qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie. Negli anni è aumentata la speranza di vita: alla fine degli anni Novanta, ad esempio, solo il 30% delle persone affette guariva, mentre oggi oltre il 70% dei pazienti riesce a superare la malattia. Inoltre, alcune forme tumorali un tempo considerate tra le più gravi sono diventate gestibili, come nel caso del mieloma multiplo, sempre più cronicizzabile. Sono alcuni dei dati emersi al 'Blood Cancer Summit. Bridging research, innovation and care', il primo vertice annuale dedicato interamente al mondo dei tumori del sangue e alle 500mila persone che in Italia convivono con queste patologie, realizzato a Roma da Isheo, in collaborazione con La Lampada di Aladino Ets. Una giornata di dialogo interdisciplinare che unisce scienza, innovazione e narrazione umana, che dà voce ai protagonisti della cura: ricercatori, clinici, pazienti, caregiver, istituzioni e artisti, tutti insieme con la finalità di condividere i più recenti progressi della ricerca scientifica e clinica; di evidenziare le sfide ancora irrisolte nell'assistenza ospedaliera e territoriale; di favorire le connessioni tra ricerca, medical unmet need e qualità della vita dei pazienti, spiegano i promotori. Una pluralità di punti di vista, di condivisione di linguaggi e di co-progettazione di soluzioni sostenibili. Il tutto a dimostrazione che cura e assistenza sono due ambiti che devono fare sinergia. E' evidente come il benessere psicofisico del paziente, la qualità della nutrizione, la possibilità di ricevere cure a domicilio, la presenza del servizio psicologico, il supporto alla mobilità siano solo alcuni aspetti che giocano una parte importante nella cura della persona affetta da queste patologie e nella qualità della sua assistenza. Sostenere la ricerca e promuovere un nuovo paradigma di assistenza integrata diventa una priorità, come spiega Davide Integlia, Ceo di Isheo. "Negli anni la ricerca scientifica e clinica hanno permesso ai sistemi sanitari di rendere disponibili trattamenti innovativi, capaci di generare un importante avanzamento negli outcome sanitari. Ma i tumori del sangue conservano ancora oggi un alone di incertezza e imprevedibilità - evidenzia Integlia - E' importante far conoscere questi progressi, ma al tempo stesso riconoscere le lacune esistenti nella presa in carico globale del paziente, in particolare sul fronte assistenziale. Parallelamente, è fondamentale lavorare affinché i centri di cura siano in grado di diagnosticare tempestivamente le malattie emato-oncologiche e di gestire nel modo più efficace il percorso diagnostico, così da permettere ai pazienti di accedere prontamente a tutte le opportunità terapeutiche che la scienza e la ricerca oggi ci mettono a disposizione". "Quando mi ammalai io, quasi trent'anni fa, le terapie erano poche e meno efficaci rispetto al panorama attuale, e soprattutto la qualità della vita era molto diversa - ricorda Davide Petruzzelli, presidente di La Lampada di Aladino Ets - Eravamo un gruppo di giovani sotto i trent'anni: oggi sono l'unico sopravvissuto. Questo dà la misura di quanto sia cambiata la medicina in questi anni. Oggi possiamo parlare di guarigione e di cronicizzazione, parole che allora erano spesso tabù e sulle quali ho anche avuto il piacere, dopo tanti anni, di scrivere un libro. Ma c'è un problema: non basta più curare la malattia, bisogna prendersi carico della persona. Chi convive tanti anni con un mieloma non può essere trattato solo dal punto di vista biologico: bisogna pensare anche alla sua vita sociale, lavorativa, familiare. Il summit nasce per ragionare su questo". Ammonisce Marco Vignetti, presidente della Fondazione Gimema: "Non possiamo più permetterci l'atteggiamento di superiorità che noi medici avevamo un tempo. Serve dialogo con i cittadini, perché senza fiducia la scienza rischia di restare sterile Il loro primo bisogno è l'orientamento. Spesso non sanno a chi rivolgersi e temono di perdere tempo. Poi chiedono relazione: non solo farmaci, ma tempo per parlare, per capire, per sentirsi ascoltati. E' questo il valore più grande di una visita, che si tratti di mezz'ora o di 10 minuti. Senza questo, anche la terapia migliore rischia di sembrare fredda e impersonale". "I tumori del sangue sono complessi e si esprimono in forme acute, per cui è importantissimo agire subito, e croniche, in cui possiamo prendere del tempo e decidere quando e come agire - illustra Paolo Sportoletti, ematologo dell'università degli Studi di Perugia e vicepresidente del Comitato scientifico La Lampada di Aladino Ets - Il futuro sarà verosimilmente di una malattia sconfitta o quantomeno tenuta sotto controllo, con un'aspettativa di vita che sia la stessa delle persone non affette da tumori del sangue di pari età". Durante la giornata è stato proiettato il cortometraggio 'Qui, ora' di Gioele Coccia ed è stata svelata la Mostra fotografica 'Io sono qui' di Azzurra Primavera. L'arte, così come è intesa dal summit - si legge in una nota degli organizzatori - restituisce voce, corpo ed emozione all'esperienza umana della malattia e traduce in linguaggi universali ciò che le parole scientifiche da sole non riescono a restituire. In occasione dell'evento è stato inoltre presentato il report 'Insieme per una nuova assistenza ai pazienti con tumori del sangue in Italia', che invita a un cambio di prospettiva: non più solo la malattia, ma la persona al centro del percorso di cura. Una sfida che riguarda da vicino il sistema sanitario nazionale, chiamato a garantire equità di accesso, continuità di presa in carico e un sostegno reale alle famiglie. Partendo dal concetto 'What matter most to people?', si afferma che la progettazione e la pianificazione dei servizi sanitari e dei percorsi assistenziali devono essere realizzate prendendo in considerazione come elemento fondamentale cosa davvero conta per i pazienti. Questo significa considerare il paziente nella sua totalità per garantire non solo la sopravvivenza, ma anche la qualità della vita e l'inclusione sociale attraverso il suo coinvolgimento attivo. Negli ultimi anni il trattamento dei tumori ha registrato progressi straordinari, ricorsano gli esperti. Accanto a chirurgia, radioterapia e chemioterapia sono state sviluppate nuove terapie, tra le quali quelle a bersaglio molecolare, l'immunoterapia e le terapie cellulari. Una sfida rilevante in termini di sostenibilità per il Ssn. E' necessario trovare un punto di incontro tra l'innovazione terapeutica e la gestione razionale delle risorse, affinché tutti i pazienti, indipendentemente dal territorio o dalla condizione socioeconomica, possano beneficiare delle stesse opportunità di cura. Il report affronta anche il tema del burden amministrativo per i medici. La crescente quantità di lavoro non clinico, come la gestione di documenti, la compilazione di moduli e l'accesso a sistemi informatici - emerge dal rapporto - sottrae il 47% del tempo alla cura dei pazienti, generando stress e frustrazione. Diviene rilevante il delegare. Se la comunicazione con il paziente è importante, altrettanto lo è la loro presa in carico. Una maggiore sinergia tra i diversi livelli assistenziali può offrire numerosi vantaggi: una gestione più fluida e continuativa del percorso di cura, un miglioramento tangibile della qualità della vita dei pazienti, una razionalizzazione delle risorse con conseguente contenimento dei costi e un incremento dell’efficienza operativa. Per questo è fondamentale promuovere una cultura della collaborazione e del confronto tra i vari attori, valorizzando le esperienze regionali di successo e favorendone la diffusione su scala nazionale, attraverso modelli adattabili e replicabili. Rispetto all'assistenza territoriale - si rileva - negli ultimi anni si è registrata una spinta significativa verso una maggiore sinergia tra ospedale e territorio, con l'obiettivo di estendere i trattamenti, la sorveglianza clinica e i servizi di supporto al di fuori del contesto ospedaliero. Questo processo mira a rafforzare la continuità assistenziale, migliorando la qualità delle cure e l'accessibilità per i pazienti, soprattutto nelle fasi meno acute della malattia. Un impulso decisivo a questa evoluzione è arrivato con l'emanazione del Decreto ministeriale 77/2022 che ha ridefinito i modelli organizzativi e gli standard dell'assistenza territoriale all'interno del Servizio sanitario nazionale. Per consolidare questo cambiamento è necessario costruire una visione comune e condivisa, con un approccio inclusivo e orientato all'innovazione, capace di ripensare i modelli di cura e di accogliere le opportunità offerte dal progresso tecnologico. Il report evidenzia inoltre l'importanza del supporto psicologico nei pazienti con tumori del sangue e quello delle cure palliative precoci. Se un tempo erano associate esclusivamente alla fase terminale della malattia, oggi trovano applicazione anche nelle fasi iniziali delle patologie, configurandosi come un supporto integrato e continuativo. Intervenendo precocemente, le palliative care permettono un miglior governo dei sintomi, rallentano il deterioramento funzionale e possono favorire una migliore risposta alle terapie. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Halloween, Tommaso (Cinecittà World): "Ottobre da brividi al Parco, oltre 20 nuovi contenuti"
(Adnkronos) - "Dopo l’estate torna una delle stagioni più attese di Cinecittà World. Da sabato 4 ottobre prende il via un ottobre da brividi: fino al 3 novembre nel Parco divertimenti del cinema di Roma si potrà vivere l’Halloween più spettacolare e nuovo di sempre. Il programma di quest’anno è ricchissimo con oltre 20 nuovi contenuti tra attrazioni a tema, scenografie immersive, show dal vivo ed esperienze spaventose pensate per ogni età. Con il nuovo 'Villaggio piccoli brividi' grande attenzione anche per gli ospiti più piccoli con attività pensate su misura per loro. Il culmine sarà venerdì 31 ottobre e sabato 1° novembre quando la festa esploderà con le Halloween Nights, due serate tra maschere, cene a tema e dj set per la notte più dark e spaventosa dell’anno". Così, con Adnkronos/Labitalia, David Tommaso, direttore generale di Cinecittà World, racconta i programmi del Parco divertimenti del cinema di Roma dopo la stagione estiva. Sono tantissime quindi le novità per questa edizione 2025 dell'Halloween capitolino. Tra balle di fieno, zucche giganti, zombie walk, vampiri, streghette, scheletri e fantasmi, ogni angolo riserva sorprese mostruose. Nel 'Villaggio piccoli brividi', con novità e attrazioni a misura di famiglia. I bambini possono perdersi nel divertente labirinto di fieno, trasformarsi nel mostriciattolo dei loro sogni grazie al truccabimbi, scatenarsi al ritmo della horror baby dance e lasciarsi incantare dall’apprendista stregone con il suo Halloween magic show, prima di mettersi alla prova insieme a mamma e papà nella caccia al tesoro o sfidarsi a chi grida più forte con urletto maledetto dopo la scorpacciata di caramelle con dolcetto o giretto. E per far immergere tutti nello spirito della stagione più paurosa arriva Cine Halloween: un percorso suggestivo tra le scenografie da brivido lungo la Halloween street. Gli ospiti potranno scattarsi un selfie sul black carpet che conduce al palco ispirato alle produzioni più iconiche di Tim Burton, da Beetlejuice a Mercoledì, tra occhi che scrutano dall’alto e misteriosi uomini-zucca, ma anche vivere le atmosfere suggestive del Cimitero del Cinema. Oltre all’Halloween show di benvenuto, la novità è Halloween Musical – L’Ultimo ciak, uno spettacolo dove lo spirito inquieto di un regista torna ad animare un film horror mai concluso, con un tocco di comicità. I più temerari troveranno pane per i propri incubi con Horror halloween, l’esperienza più estrema del parco. Nelle spaventose stanze della horror house si cammina tra le scene cinematografiche più terrificanti di sempre da The Ring a Nightmare, da l’Esorcista a Venerdì 13, da Saw ad Hannibal Lecter a cui quest’anno si aggiunge una sorpresa. Il viaggio nel terrore continua tra le tenebre dei gironi danteschi con la montagna russa indoor Inferno, per poi scendere a bordo del nuovo U571 Missione Zombie, il sottomarino infestato da morti viventi. Tra le novità della stagione, anche Horror Hotel - Il Risveglio dove gli ospiti diventano protagonisti di un ballo in maschera, quale segreto si nasconde dietro le quinte? Ad arricchire l’esperienza anche l’inedito Cinetour Blackout: un improvviso blackout nel Museo del cinema lascia gli ospiti nell’oscurità assoluta. In un percorso dove le statue dei film horror prendono vita e la luce si accende e spegne a intermittenza rivelando visioni improvvise e inquietanti, chi sarà ad attendere gli ospiti nel buio? Ma la stagione di Cinecittà World non si limiterà naturalmente al periodo di 'dolcetto scherzetto'. "Dopo Halloween, Cinecittà World si accende con la magia del Natale, proseguendo con la grande festa di Capodanno, fino alla chiusura della stagione 2025 il 6 gennaio", sottolinea il direttore generale del Parco. E Tommaso sottolinea i risultati raggiunti nel 2025. "Siamo sostanzialmente in linea -spiega- con lo scorso anno, prevediamo di atterrare poco sotto i 550mila visitatori. Tra le attrazioni più gettonate, spiccano quelle che rendono Cinecittà World un parco unico in Italia: Volarium, il cinema volante che permette di sorvolare i tetti della Firenze del Rinascimento insieme a Leonardo Da Vinci; la montagna russa Altair con le sue 10 inversioni mozzafiato; Inferno, la montagna russa indoor che conduce gli ospiti nei gironi danteschi e le Horror Houses, i percorsi con attori veri, che per Halloween sono state tutte rinnovate". E le attività del Parco sono sempre un'opportunità di lavoro per quanti vogliono operare nel settore. "In occasione di Halloween abbiamo organizzato un casting che ci ha permesso di reclutare già oltre 50 figuranti. Attualmente, per potenziare lo staff nei periodi di maggiore affluenza del Parco (Halloween, Natale, Capodanno), siamo alla ricerca di diverse figure professionali, tra cui: addetti alla ristorazione, cuochi, truccabimbi, steward e personale per le pulizie e altre posizioni che contribuiscono a garantire un’esperienza unica e indimenticabile ai nostri ospiti", conclude. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Mnemonica, ecco il cloud che trasforma cinema e serialità in patrimonio digitale
(Adnkronos) - Dieci anni fa Mnemonica ha legato il proprio nome ad una promessa: conservare e ricordare. Nell’epoca della transizione dalla pellicola ai dati, la società ha scelto di costruire per il cinema e la serialità digitale una memoria nuova, più adatta alle esigenze contemporanee. L’obiettivo era garantire la migliore soluzione tecnica in termini di affidabilità e capacità, in grado di connettere tutti i passaggi del ciclo di vita di un’opera, troppo spesso frammentati. Oggi quella promessa si è concretizzata: in un panorama audiovisivo che viaggia a una velocità senza precedenti, Mnemonica è diventata un punto di riferimento unico per l’industria. E, in occasione del Mia-Mercato internazionale audiovisivo 2025 (Roma, 6-10 ottobre), Mnemonica presenterà Archive, la prima soluzione europea per la conservazione attiva dei contenuti audiovisivi "L'idea che ha portato alla nascita di Mnemonica - dice all'Adnkronos/Labitalia Piero Costantini, ceo di Mnemonica - viene dalla mia esperienza diretta come filmmaker. Girando per case di produzione e laboratori di post-produzione, ho notato un problema crescente che molti sembravano ignorare: con il passaggio dalla pellicola al digitale, negli scantinati delle case di produzione si stavano accumulando hard disk con dati spesso identificati solo da un post-it. Si pensava infatti che bastasse comprare un hard disk per conservare un film per l'eternità. Purtroppo non è stato così. Non solo la quantità di dati prodotti in questi 20 anni ha raggiunto dimensioni preoccupanti, ma i supporti hanno una vita limitata: un hard disk dura in media sette anni, un nastro Lto circa 20-25 anni se conservato correttamente, ma richiede macchine compatibili che cambiano ogni due generazioni". "Mnemonica - spiega - parola greca che significa 'l'arte di ricordare' nasce proprio per risolvere questo problema. Inizialmente, nel 2014, volevamo creare un'alternativa cloud per conservare i master originali e salvare la memoria storica e culturale. Ma ci siamo presto resi conto che per i produttori sarebbe stato un grande azzardo affidare il loro patrimonio digitale a una startup. Così abbiamo deciso di partire dalla gestione dei materiali semilavorati durante le produzioni in corso, contenuti inediti che richiedono la massima sicurezza. Mnemonica Production è diventata la piattaforma di riferimento nel mercato italiano e sta crescendo internazionalmente. Da Paolo Sorrentino ai fratelli D’Innocenzo, da Paola Cortellesi a Luca Guadagnino, tutti ormai hanno Mnemonica in tasca". "Quest'anno - ricorda - completiamo la nostra missione originaria: lanciamo il primo sistema di archiviazione a lungo termine che non è solo un deposito passivo, ma uno strumento dinamico che permette ai produttori, agli aventi diritto, alle cineteche e agli archivi di implementare nuovi modelli di business basati sul controllo dei propri dati. È assurdo che il patrimonio digitale venga disperso o gestito ancora da terzi con prassi manuali. La nostra missione è rimettere nelle mani dei proprietari il loro patrimonio digitale per estrarne valore, creare nuove opportunità di business e preservarlo a tempo indeterminato. Per questo è nato Mnemonica Archive. Il punto d’arrivo è la creazione di un content hub, Netflix insegna, dove persone e media si incontrino facilmente e che, sulla base di queste interazioni, permetta al grande apparato di funzionare meglio". "Mnemonica - sottolinea Piero Costantini - oltre a servire i produttori, ha saputo rispondere ad esigenze di mercato per le quali non era stata progettata. Il caso più eclatante è quello della Mostra del Cinema di Venezia che utilizza la nostra piattaforma per raccogliere gli screener di tutti i partecipanti e accoglie il team di programmazione, dal direttore Alberto Barbera in giù, che può così riunirsi in un ambiente protetto e stabilire le line-up del festival. Intensa anche la collaborazione con il mondo delle scuole: sia il Centro sperimentale di cinematografia di Roma che la Scuola Gian Maria Volonté utilizzano Mnemonica per le proprie attività didattiche. E da grandi appassionati di cinema, ci capita spesso di offrire il nostro servizio in forma gratuita a progetti difficili, opere prime, corti e documentari che non hanno a disposizione budget mainstream ma che sono meritevoli di attenzione e di aiuto". "Essendo un servizio strettamente B2B - avverte - verticale e di nicchia, l’innovazione che porta è di processo. Permette a chi ruota attorno ai dati di semplificarsi la vita, tagliando i rami secchi e le inefficienze della gestione manuale che molto spesso sublima in una comune domanda: dove sono i miei dati? E' sconcertante perché oggi ogni produzione produce milioni di file con cui devono interagire centinaia di persone. Noi ci mettiamo al centro di tutto questo offrendo un solo comodo punto di informazione per tutti coloro che dovranno accedere a una parte di quei dati, qualunque sia lo scopo, in un qualsiasi momento del ciclo di vita di un film o una serie". "Si comincia dalla pre-produzione con i materiali di casting, camera test, location scouting, per passare ai giornalieri, per i quali abbiamo disegnato un sistema unico che rende semplice e sicura una cosa complessa. Poi serviamo tutto il ciclo di post-produzione, che può durare mesi. Al proposito abbiamo integrato nella piattaforma un servizio di file transfer che connette tutti i puntini della post, permettendo lo scambio continuo di grandi masse di dati. I nostri competitor si limitano a uno dei due aspetti, noi abbiamo capito fin da subito che le due cose non potevano essere scisse. Meno player in gioco, meno costi, più sicurezza", prosegue. "Ad opera conclusa - chiarisce il ceo di Mnemonica - permettiamo di salvare le copie originali in tutte le loro versioni e con tutti i loro asset al seguito, sull'infrastruttura cloud più evoluta del mondo, Aws, con doppia dislocazione in territorio Eu. Da lì una parte dei dati si rivolge al mercato, con gallery in stile Ott e permessi studiati ad hoc per consentire a distributori, sales agents, buyers di guardare, valutare, inviare e ricevere asset. Le basi per un futuro marketplace. In più l’ultimo miglio verso gli esercenti con la distribuzione dei formati di proiezione Dcp e le relative chiavi di decriptazione. Tutto questo è ciò che definiamo Digital cinema living ecosystem, l’incrocio continuo di dati e persone. Noi siamo la linfa dell’ecosistema". Ma quali sono le prospettive future di Mnemonica e le sfide principali da affrontare per la sua crescita? "Il lancio di Mnemonica archive - precisa -è un salto quantico per noi. Siamo un laboratorio artigianale, una boutique, e vogliamo scalare senza essere travolti dalla crescita. Per questo abbiamo allargato l’organico portandolo a quindici unità, per affrontare nuove fasce di mercato e mantenere l’elevato standard qualitativo. La tecnologia è sviluppata tutta internamente da ingegneri e designer italiani". "In più Mnemonica - continua - ha un brand forte e disruptive. Non avendo mai abbracciato il mondo del Venture Capital abbiamo avuto accesso a capitali limitati rispetto ai grandi competitor statunitensi, perciò ci siamo dovuti distinguere nella sostanza. L’abbiamo fatto grazie al mercato e al supporto di due grandi istituzioni: la Cineteca di Bologna tramite il suo laboratorio di restauro L’Immagine Ritrovata, e il fondo Europa Creativa. La grande visione di Davide Pozzi, direttore de L’Immagine Ritrovata, e la lungimiranza di Gian Luca Farinelli nel battezzare la collaborazione, ci hanno permesso di attingere a un vasto know-how, sia tecnico che di mercato. Grazie a loro Mnemonica archive è sotto la lente di numerose grandi collezioni che potrebbero trovare nuova dimora 'su' da noi". "Mnemonica - dice - è stata la prima azienda italiana a vincere il bando New tools and business models del fondo Europa Creativa. Un progetto da 1,3 milioni di Euro per lo sviluppo e la commercializzazione di Mnemonica Archive che punta a diventare il riferimento per la preservazione e diffusione del patrimonio culturale cinematografico europeo". "La sfida più grande che abbiamo davanti da una parte spaventa perché il mercato è complesso e attraversa anni di crisi interna e globale, mentre la tecnologia avanza veloce. Dall’altra è entusiasmante perché sappiamo di aver costruito tanto finora e ci aspettiamo una grande risposta", conclude. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Denatalità Lazio: ONV chiede politiche familiari e innovazione
(Adnkronos) - La regione Lazio si trova ad affrontare un allarmante declino demografico, con un crollo del 27% delle nascite registrato negli ultimi dieci anni e un'età media della prima maternità che supera i 32 anni. Di fronte a questa "crisi strutturale", l'Osservatorio Vita e Natalità (ONV) ha ribadito la necessità impellente di politiche familiari che non si limitino a "bonus spot", ma che si traducano in "strumenti economici e culturali continui". Questo è quanto emerso dall'audizione di Donatella Possemato, presidente dell’ONV, nella VII Commissione consiliare permanente "Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare" del Consiglio regionale del Lazio, durante l’esame della proposta di legge n. 207/2025 su famiglia e natalità. Tra i punti all'ordine del giorno, l'ONV ha accolto con favore l'estensione dei benefici ai nascituri fin dal concepimento. Possemato ha però precisato che tale misura "è un passo avanti, ma va accompagnato da sportelli di prevenzione per infertilità e disturbi alimentari, diagnosi prenatali gratuite, e supporto psicologico lungo tutto il percorso materno-infantile". L'integrazione di servizi digitali per la prenotazione e la gestione di tali supporti potrebbe ottimizzare l'accesso e l'efficienza. Un pilastro delle proposte dell'ONV è il rilancio del concetto di "Codice fiscale della famiglia". L'idea è di trattare "la famiglia come un soggetto economico" per poter "costruire politiche efficaci". Si propone un "rating familiare", gestito tramite piattaforme tecnologiche accessibili via CAF e patronati, che generi credito fiscale da tutte le spese documentate, inclusi beni per la prima infanzia e spese sanitarie. Questa soluzione mirerebbe a una maggiore equità e personalizzazione del supporto. Per favorire l'insediamento di nuove famiglie, l'ONV suggerisce un coinvolgimento proattivo del sistema bancario, con prestiti a tasso agevolato e accesso garantito alla casa. "Non basta dire ai giovani di fare figli: bisogna creare le condizioni materiali e culturali per farlo", ha dichiarato la presidente Possemato, evidenziando la necessità di un approccio olistico che affronti le barriere economiche e sociali. L'Osservatorio ha inoltre sollecitato interventi mirati e strutturati per le madri fragili, le famiglie numerose e i genitori separati. Tali misure includerebbero voucher, pacchi nascita distribuiti tramite bandi pubblici e sostegno alle spese scolastiche. La critica ai bonus occasionali è netta: "Un bonus da mille euro finisce in dieci giorni – ha detto – servono strumenti duraturi, come forniture gratuite di latte, pannolini, libri e beni essenziali." L'utilizzo di sistemi di tracciabilità digitale per la distribuzione di questi beni essenziali potrebbe assicurarne un accesso efficiente e trasparente.
Infine, l'ONV ha posto l'accento sulla dimensione culturale della denatalità. "Serve un nuovo immaginario positivo della famiglia. Proponiamo campagne social, cortometraggi, progetti nelle scuole e nei media per far tornare la genitorialità una scelta desiderabile, non un ostacolo." L'uso strategico delle tecnologie digitali e dei media sociali è visto come uno strumento fondamentale per veicolare un messaggio positivo e promuovere una narrazione della famiglia moderna che ne valorizzi la centralità. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Il futuro dell'agricoltura sostenibile al centro del dibattito a Roma: innovazione e sinergie per l'Agritech italiano
(Adnkronos) - Si è concluso ieri il convegno "Innovazione e Agritech: istituzioni e imprese a confronto", un evento di rilievo organizzato dall'Associazione Nazionale Giovani Innovatori (ANGI) presso lo spazio Europe Experience "David Sassoli" a Roma. L'appuntamento, svoltosi dalle ore 9:00 alle 13:00, ha rappresentato un'occasione strategica per un dialogo costruttivo tra istituzioni, il mondo imprenditoriale e quello della ricerca, focalizzandosi sulle sfide e le opportunità che l'innovazione e la sostenibilità presentano per il settore agritech. Il confronto ha esplorato tematiche cruciali quali la digitalizzazione, la sostenibilità e le nuove prospettive di crescita, promuovendo sinergie strategiche e valorizzando le migliori pratiche indispensabili per la transizione del settore agricolo italiano. Un panel di autorevoli rappresentanti del panorama istituzionale, imprenditoriale e accademico ha offerto spunti concreti e visioni lungimiranti per il futuro dell'agritech.
Gabriele Ferrieri, Presidente di ANGI, ha sottolineato l'importanza dell'iniziativa, dichiarando: "Il successo di questo evento conferma l’importanza di creare momenti di dialogo inclusivo per guidare la trasformazione dell’agritech in Italia. ANGI è fiera di aver riunito voci autorevoli che, con le loro visioni e competenze, hanno tracciato un percorso chiaro verso un’agricoltura più innovativa e sostenibile, capace di rispondere alle sfide globali."
Maurizio Martina, Deputy Director-General FAO ed ex Ministro dell’Agricoltura, ha evidenziato il ruolo strategico del settore: "L’agritech è una leva fondamentale per affrontare le sfide globali, dalla sicurezza alimentare alla lotta ai cambiamenti climatici. Questo evento ha dimostrato come la collaborazione tra istituzioni, imprese e ricerca possa generare soluzioni concrete per un’agricoltura innovativa, capace di coniugare produttività e sostenibilità."
Riccardo Di Stefano, Delegato nazionale Confindustria Open Innovation e già Presidente nazionale del gruppo giovani, ha rimarcato il potenziale dell'open innovation: "L’agritech è uno dei settori in cui l’open innovation può dare risultati interessanti: il futuro sono le filiere ibride e aperte e l’agritech è un esempio perfetto, perché coniuga tecnologie, sostenibilità e cura del territorio. L’Italia ha un vantaggio unico in questo settore, grazie alla sua tradizione agroalimentare e alla manifattura avanzata. Il nodo resta il capitale umano: senza competenze specializzate le tecnologie non generano impatto. Inoltre bisogna fornire un supporto specifico alle PMI, vera ossatura del nostro sistema produttivo: troppo spesso l’innovazione resta accessibile solo ai grandi player, va invece democratizzata e resa patrimonio diffuso. Confindustria può essere la cabina di regia che mette a fattor comune imprese, istituzioni, società civile: dalle filiere integrate, puntando sul rapporto scuola-lavoro, fino al sostegno della ricerca applicata. L’agritech è una leva per realizzare obiettivi strategici: valorizzare il capitale umano, trattenere talenti, rilanciare le aree interne. Obiettivi da realizzare insieme."
Paolo Giannelli, Public Affairs & Sustainability Manager di Bayer, ha ribadito l'impegno dell'industria: "Il confronto di oggi ha messo in luce il ruolo cruciale dell’innovazione nel trasformare l’agricoltura in un settore sempre più sostenibile e resiliente. Bayer è orgogliosa di contribuire a questa transizione, promuovendo soluzioni tecnologiche che supportano gli agricoltori e tutelano l’ambiente, in linea con le esigenze di un futuro alimentare sempre più sostenibile."
Anche Domenico Lopriore, Head of Competence Center Open Innovation di Sella, ha sottolineato il contributo del settore finanziario: "Supportiamo le filiere agricole con modelli di open innovation che connettono imprese e startup, integrando strumenti finanziari per accelerare la transizione digitale e generare impatto positivo e misurabile sui territori." Il dibattito è stato ulteriormente arricchito dagli interventi di numerosi esperti e figure istituzionali, tra cui Carlo Corazza (Direttore degli Uffici del Parlamento Europeo in Italia), On. Cristina Guarda, On. Stefano Bonaccini e On. Camilla Laureti (tutti membri della Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale), Roberto Baldassari (DG Comitato Scientifico ANGI), Alessandro Coppola (Direttore della Direzione Trasferimento Tecnologico ENEA), Fabrizio Spada (Direttore Relazioni Istituzionali degli Uffici del Parlamento Europeo in Italia), Sen. Bartolomeo Amidei (Presidente Intergruppo Parlamentare Innovazione), Giovanni Gioia (Presidente dei giovani di Confagricoltura), Enrico Parisi (Delegato Nazionale Coldiretti Giovani Impresa), Raffaella Maria Balestrini (Direttore dell’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del CNR), Antonello Maruotti (Professore ordinario di statistica presso l’Università LUMSA di Roma), Anna Barra Caracciolo (Dirigente di Ricerca del CNR-IRSA) e Manuel Catalano (Ricercatore unità Soft Robotics for Human Cooperation and Rehabilitation, IIT). ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
KPop Demon Hunters arriva in Fortnite, trapelata la prima skin
(Adnkronos) - KPop Demon Hunters è senza dubbio il fenomeno dell'anno nel mondo dell'animazione, tanto da aver spinto Netflix ad annunciare l'arrivo di due seguiti animati e una versione live action già in lavorazione. Si trattava solo di questione di tempo prima che la storia delle tre guerriere popstar arrivasse nel mondo dei videogiochi, e quel momento è molto più vicino del previsto: Epic Games ha annunciato che il 2 ottobre, nel celebre battle royale Fortinite, saranno disponibili le skin per i personaggi del gioco ispirate a Rumi, Mira e Zoey, le protagoniste del film animato. Oltre alle skin dei personaggi, che potranno essere acquistate all'interno del gioco singolarmente o in un unico pacchetto, debutterà anche la modalità esclusiva Demon Rush, ispirata alla ben nota Scatto dell'Orda. Non solo: tramite la pagina Instagram di IGN USA, Epic Games ha già mostrato come apparirà Rumi in Fortnite, ed è assolutamente identica alla sua controparte animata. Si tratta di un periodo di grandi novità per Fortnite, visto che sempre questa settimana avranno inizio i festeggiamenti per Halloween, che porteranno nel gioco personaggi spaventosi come Jason di Venerdì 13, Ghostface di Scream e il clown di Terrifier. Sempre a breve arriveranno anche character più pop: la gang di Scooby Doo si unirà alla lista, e nelle prossime settimane è previsto l'arrivo di Doja Cat, che sarà possibile impersonare ma anche ascoltare e vedere in concerto all'interno del Fortnite Festival. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)










