Hyundai INSTER: più funzionale e personale con nuovi accessori originali
(Adnkronos) - Compatto fuori e sorprendentemente ampio all’interno, Hyundai INSTER ridefinisce il concetto di city-SUV elettrico con una configurabilità avanzata, un’autonomia fino a 518 km in città e la ricarica rapida di serie. La nuova gamma di accessori originali amplia ulteriormente la versatilità del modello, offrendo comfort, praticità e soluzioni pensate per diversi stili di vita. La modularità dell’abitacolo della nuova Hyundai Inster è valorizzata da elementi come il tavolino pieghevole con attacco magnetico al sedile anteriore, utile per creare una postazione per lavoro o svago. Gli inserti portiera in nero o beige e i battitacco in acciaio inox con logo Hyundai esaltano il lato estetico e protettivo degli interni. Non mancano dettagli funzionali come il portaombrello, l’appendiabiti da viaggio e contenitori decorativi per piccoli oggetti. La dotazione per la protezione include tappetini “all weather” in gomma, ideali contro umidità e sporco, e un tappetino reversibile per il bagagliaio. Per chi viaggia con bambini o animali domestici, è disponibile un coprisedile posteriore idrorepellente, perfettamente compatibile con i seggiolini. Il vano di carico si arricchisce anche di una vaschetta pieghevole bifacciale: morbida su un lato per oggetti delicati, impermeabile sull’altro per attrezzature da outdoor. Il portabici posteriore con funzione inclinabile consente di trasportare due bici, incluse le e-bike, senza rinunciare all’accesso al bagagliaio. A disposizione anche un portabici da tetto con fissaggio semplificato. Per chi ama le attività stagionali, le barre portatutto originali possono essere abbinate a un porta sci/snowboard o a un box da tetto da 330 litri (fino a 75 kg). Le decalcomanie Pixel in tonalità twilight o frost grey, insieme ai profili laterali in nero lucido o alluminio spazzolato, aggiungono un tocco di stile personale. Sono disponibili anche pellicole protettive per soglie, maniglie e display centrale, oltre a LED per il vano bagagli, organizer e un telo copriparabrezza multifunzione. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Tumori, Garufi (San Camillo): “Il tumore del colon retto si può prevenire ma l’adesione agli screening è troppo bassa”
(Adnkronos) - “La prevenzione è una strategia fondamentale in oncologia” afferma Carlo Garufi, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oncologia Medica del San Camillo Forlanini di Roma. L’esperto spiega come esistano tre livelli di prevenzione: primaria, secondaria e terziaria. “La primaria mira a ridurre l’insorgenza dei tumori, la secondaria a intercettarli in fase precoce, la terziaria a ridurre il rischio di ricadute”, chiarisce. “Nel colon è possibile interrompere la sequenza adenoma-carcinoma, cioè impedire che un polipo benigno si trasformi in tumore maligno. È una possibilità rara in oncologia, che però abbiamo e non possiamo permetterci di trascurare” afferma Garufi. Il dottore ricorda che in Italia esiste uno screening gratuito per il sangue occulto nelle feci, accessibile a tutti i cittadini dai 60 anni in su, che può portare a una colonscopia in caso di positività. Una procedura semplice e organizzata, che però incontra ancora molta resistenza nella popolazione: “L’adesione resta sotto il 30%, soprattutto nel centro-sud Italia. Questo è gravissimo. Vediamo ancora troppe persone arrivare in pronto soccorso con tumori già avanzati o in fase metastatica, che avrebbero potuto essere evitati. I tumori diagnosticati con lo screening sono ad uno stadio precoce e quindi trattabili con successo con la chemioterapia”, sottolinea. Ed è proprio in questo contesto che iniziative di awareness come "Non girarci intorno", promossa da Merck in occasione del Giro d’Italia, diventano fondamentali. “Sono campagne preziose – dice Garufi – perché legano la prevenzione oncologica a eventi sportivi di grande richiamo. Il Giro d’Italia è seguito da milioni di persone, e se anche solo una parte di queste si fermasse ad ascoltare un messaggio importante sulla prevenzione, potremmo fare un passo avanti decisivo”. L’esperto ribadisce che il problema non è l’accessibilità allo screening, quanto piuttosto la consapevolezza: “Abbiamo bisogno di parlare di prevenzione in modo semplice e diretto. Lo sport è un veicolo straordinario per questo, perché ha un linguaggio universale”. Garufi conclude con una riflessione più ampia sull’umanizzazione delle cure, oggi più che mai necessaria: “In oncologia non si cura solo il tumore, ma la persona. Dobbiamo imparare ad ascoltare, a essere chiari e presenti, anche quando non possiamo guarire. L’informazione è parte della cura, e queste campagne di sensibilizzazione, se fatte con intelligenza, sono un pezzo di quel percorso”. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Turismo, ad Atlanta per l’Independence day tra icone americane aspettando la Fifa World Cup
(Adnkronos) - Promettono di essere i più grandiosi fuori d’artificio d’America quelli che celebreranno l’Independence day, il 4 luglio, ad Atlanta. Un festeggiamento che ogni anno attraversa tutti gli Stati Uniti ma che nella capitale della Georgia assume un significato particolare. Ci sarà musica dal vivo a partire dalle 17,30 al Cauble Park, mentre lo spettacolo pirotecnico comincerà alle 21,30. Inoltre, circa 50mila persone prenderanno parte alla Peachtree Road Race, la più grande corsa del mondo in 10 Km, in programma la mattina da Buckhead a Midtown lungo Peachtree Street. In questa che è conosciuta anche come la ‘città nella foresta’, perché per più di un terzo ricoperta da alberi come attestano i suoi numerosi parchi, si concentrano infatti alcune delle più emblematiche icone Usa, a partire dalla Coca-Cola, fino alla Delta Airlines, passando per la Cnn e arrivando a ‘Via col vento’. Ed è da qui che è passata la storia dei diritti civili, da Martin Luther King a Jimmy Carter. Un importante patrimonio culturale a cui si sono aggiunte nel tempo altre numerose attrazioni, come il più grande Acquario degli Stati Uniti, i Giardini botanici e intelligenti opere di riqualificazione urbana che hanno restituito spazi fruibili alla città (su tutte la Beltline). A fare di Atlanta una destinazione turistica da non perdere è poi il legame con lo sport e in particolare con il calcio e il football. La città ha ospitato nel 1996 le Olimpiadi estive e tuttora il Centennial Olympic Park è il fulcro di Downtown. Ora si prepara ad accogliere, il prossimo anno, ben otto partite della Fifa World Cup 2026, compresa una delle due semifinali, nello spettacolare Atlanta Stadium. In attesa dei mondiali di calcio del 2026, già quest’anno, proprio in questi giorni, Atlanta è una delle 11 città degli Usa a ospitare il Fifa Club World Cup 2025, che coinvolge 32 squadre da tutto il mondo: dopo il calcio di inizio il 15 giugno, è in corso di svolgimento il calendario delle sei partite che si concluderanno il 13 luglio. A fare da cornice una location diventata essa stessa iconica e un’attrazione da non perdere anche per i non sportivi, il Mercedes-Benz Stadium. Inaugurato nel 2017, ha ospitato i più grandi eventi negli Stati Uniti, tra cui l'Mls All-Star Game, il College Football Play-off National Championship Game, il Super Bowl LIII (53ma edizione), oltre a numerose amichevoli internazionali e concerti di superstar globali. E’ la ‘casa’ dell'Atlanta United, squadra di calcio che milita nella Major League Soccer (Mls), e degli Atlanta Falcons, squadra di football americano della National Football League (Nfl). L'Atlanta Stadium è stato progettato pensando ai tifosi e offre un'esperienza già pluripremiata. Alto oltre 90 metri, ha una capienza di 75.000 persone. E’ dotato di un display video 3D a 360 gradi unico nel suo genere e di un tetto retrattile composto di 8 pannelli triangolari che si possono aprire e chiudere, con la trasparenza variabile a seconda dell’intensità della luce esterna, e che rappresenta una delle più complesse opere di copertura di stadio al mondo. Con i suoi 4mila pannelli solari, è stato lodato come lo stadio più sostenibile al mondo, nonché uno dei più tecnologicamente avanzati, ed è uno dei primi stadi americani ad avere il Leed Platinum status. Ma non solo: la struttura custodisce anche una collezione d’arte con oltre 180 opere tra cui quelle di artisti afroamericani e una enorme vetrata offre una vista incomparabile sullo skyline della città, con l’inconfondibile Bank of America Plaza, chiamato affettuosamente ‘the pencil building’ per la sua punta a forma di matita. Il panorama spazia fino al Centennial Olympic Park, monumento e memoria dei Giochi Olimpici, ricordati dalla scultura di Pierre de Coubertin, padre delle moderne Olimpiadi, dai cinque cerchi olimpici in alluminio all’ingresso e dalla ‘Fountain of Rings’, con getti d’acqua che la sera si illuminano. Passeggiando per il parco di 85mila metri quadrati si cammina sopra mattoncini che recano i nomi di chi, con un piccolo ma prezioso e lungimirante contributo per le casse comunali, ha voluto adottarne uno e lasciare la propria traccia. Oggi nel parco, in centro città, si svolgono concerti, eventi e la stessa Festa dell’Indipendenza del 4 luglio. Il Centennial Olympic Park si attraversa anche per raggiungere alcune delle attrazioni più visitate degli Stati Uniti, che fanno di Atlanta una meta imperdibile. A cominciare da ‘The World of Coca-Cola’. Sì, perché è proprio ad Atlanta che è nata quella che poi è diventata la bevanda analcolica più famosa, e anche più imitata, al mondo. In una piccola farmacia della città, che tuttora esiste, la Jacobs’ Pharmacy, fu un farmacista, John Stith Pemberton, a mettere a punto nel 1886 la miscela. Inizialmente usata come medicinale, la sua ricetta venne poi acquistata dall’imprenditore Asa Candler nel 1887, per soli 2.300 dollari, che cinque anni dopo fondò The Coca-Cola Company. La sua formula segreta resta chiusa in un caveau ma visitando ‘The World of Coca-Cola’, unico museo al mondo dedicato alla bibita, si può conoscere la sua storia, capire qualcosa in più sugli ingredienti e naturalmente assaggiare la Coca-Cola in tutte le varianti finora prodotte e anche, in anteprima, quelle che arriveranno. Una nuova sezione, inaugurata questa primavera, è un vero e proprio viaggio nel passato, con edifici e negozi fedelmente ricostruiti e immagini riproposte grazie a pannelli interattivi. A fine visita merita sicuramente una sosta anche lo shop, con gadget brandizzati di ogni tipo. Di fronte si trova il Georgia Aquarium: è il più grande parco acquatico degli Stati Uniti, che proprio nel 2025 celebra 20 anni, dove si possono ammirare, in otto aree tematiche, milioni di pesci di ogni specie, attraversando tunnel e immense sale come se si fosse immersi nell’Oceano. Dal parco di questo complesso museale si può vedere anche l’edificio dove, nel giugno 1980, Ted Turner e Reese Schonfeld fondarono la Cable News Network, la mitica Cnn che ha rivoluzionato il giornalismo televisivo diventando la prima rete a offrire un servizio di news con copertura h24. Oggi i suoi uffici sono sparsi in tutto il territorio americano ma è proprio da Atlanta che, ancora una volta, tutto è cominciato. Fra l’Aquarium e ‘The World of Coca-Cola’ si trova un altro luogo che racconta un pezzo di storia: il National Center for Civil and Human Rights, che riaprirà in autunno dopo un’attenta ristrutturazione. Raccoglie l’eredità del movimento per i diritti civili e umani, con esposizioni permanenti e temporanee, e una sezione dedicata a Martin Luther King. Il ‘padre’ del movimento che negli anni Cinquanta e Sessanta si è battuto per l’equiparazione dei diritti degli afroamericani, infatti, nacque proprio ad Atlanta, nel 1929, ed è sempre qui che si trova la sua tomba. La sua casa natale, che riaprirà al pubblico non appena terminata la ristrutturazione, si può visitare in Auburn Avenue, in uno dei quartieri storici della città, dove si susseguono le case in stile vittoriano. Non lontano si trova la Ebenezer Baptist Church, la chiesa dove prestava servizio il padre, che aveva lo stesso nome, e dove Martin Luther King fu battezzato. Ma anche il monumento funebre dove King riposa insieme alla moglie, al centro di una grande fontana e con accanto una fiamma perenne. In questo che è chiamato il Martin Luther King National Historical Park si trova anche la Freedom Hall che ospita eventi e mostre e un Visitor Center. Ma un itinerario lungo la storia e in particolare quella dei diritti civili non è completo senza visitare, nascosto in uno dei parchi di Atlanta, il Jimmy Carter Presidential Library and Museum. Un centro fondato dallo stesso 39º Presidente degli Stati Uniti d’America (dal 1977 al 1981), da poco scomparso all’età di 100 anni, che era georgiano (fu anche presidente dello Stato della Georgia) e che spese gran parte del suo impegno proprio sul fronte dei diritti civili, soprattutto dopo la fine del suo mandato e fino alla morte, tanto da ricevere anche il Premio Nobel per la pace. E quella di Atlanta è una delle poche, solo 13 in tutto, biblioteche-museo dedicate a ex presidenti degli Stati Uniti: la visita permette di ripercorrere la vita e la famiglia di Jimmy Carter, l’attività politica dalla Georgia alla Casa Bianca (compresa una ricostruzione del famoso Studio Ovale), gli anni della presidenza e quelli successivi fatti, appunto, di impegno per la pace e per i diritti civili. Una passeggiata storica la offre anche il quartiere di Inman Park, dove si possono vedere le dimore d’epoca appartenute ai cittadini più benestanti di Atlanta, fra cui il fondatore della Coca-Cola. Oltre alle architetture di fine Ottocento-primi Novecento ben conservate, Atlanta vanta anche importanti opere di riqualificazione urbana, che hanno permesso di recuperare aree e spazi e restituirli alla vita della città. La più importante oggi è la Beltline, un percorso di 35 km che segue il vecchio tracciato della ferrovia e attraversa interi quartieri con andamento circolare. Percorrendola, anche a bordo di auto elettriche turistiche, si possono scoprire giardini e angoli nascosti, ma anche locali alla moda e gallerie d’arte, con murales a colorare e segnare le tappe. Lungo la Beltline, si raggiunge anche il Botanical Garden, su una delle colline di Atlanta, con giardini tematici che, soprattutto in primavera, offrono lo spettacolo di ogni specie di fioritura attorno a laghetti e sculture vegetali. Parchi e giardini di Atlanta saranno al centro anche di alcuni rinomati eventi estivi. Al frutto simbolo della Georgia, la pesca, è dedicata la giornata il 27 luglio con l’11ma edizione del PeachFest, con 65 tra chef, barman, artigiani del gusto e produttori, presso il Peachtree Center Plaza in Downtown. Poi ci sarà l’Atlanta Ice Cream Festival al Piedmont Park il 26 luglio per l’intera giornata. Sempre via Beltline si arriva, in Midtown, alla casa-museo di Margaret Mitchell, l’autrice del bestseller ‘Via col vento’ che ha ispirato uno dei film più famosi della storia del cinema, ancora un’icona americana nata in quel di Atlanta. Una città, quindi, che ha tanto da offrire, che sia per un city break o anche solo per una sosta durante uno scalo. Con meno di 20 minuti, infatti, prendendo il Marta Train si arriva in centro dall’Aeroporto internazionale Hartsfield-Jackson, che è uno dei più trafficati al mondo con 150 voli nazionali e 78 destinazioni internazionali, fra cui collegamenti giornalieri diretti con Roma e Milano. All’interno dell’aeroporto stesso, poi, si può visitare il Delta Flight Museum, in un hangar del 1940, completamente rinnovato per offrire un’esperienza a 360 gradi tra velivoli d’epoca e non solo di una delle principali compagnie aeree americane che ad Atlanta ha da sempre il suo headquarter. Per sapere tutto su attrazioni ed eventi in corso, e per procurarsi la comoda City card che permette di risparmiare e semplificare spostamenti e ingressi, si può consultare il sito di Discover Atlanta: https://discoveratlanta.com. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Piombino si fa porto di speranza con Aisla, una giornata tra vela, voci e diritti
(Adnkronos) - In occasione della Giornata Mondiale sulla Sla, Piombino ha acceso i riflettori su una delle sfide più complesse e urgenti del nostro tempo: prendersi cura, con umanità e competenza, delle persone con Sclerosi Laterale Amiotrofica. L’evento, promosso da Aisla con la collaborazione del territorio, ha unito la forza simbolica del mare alla concretezza dell’impegno sociale, coinvolgendo istituzioni, famiglie, volontari, peratori sanitari e associazioni locali. Tra i presenti anche Paola Rizzitano, consigliera nazionale Aisla, che ha sottolineato: “Il viaggio di una persona con Sla – e della sua famiglia – assomiglia a una traversata in mare aperto. Servono strumenti precisi, mani esperte e, soprattutto, una rotta chiara da seguire. Per questo il Progetto di Vita è la nostra bussola”. Aisla ha scelto Piombino per presentare due importanti novità a livello nazionale. La prima è Isa, una nuova applicazione digitale di prossimità, pensata per facilitare la presa in carico personalizzata e integrata delle persone con Sla. L’app, disponibile da questo autunno su Apple e Google Store, è stata sviluppata da Advice Pharma, la prima Contract Research Organization italiana con un modello a vocazione digitale. Durante l’evento è stata mostrata in anteprima la demo. La seconda è la Redazione Scientifica Aisla, un nuovo presidio editoriale volto alla diffusione di informazioni fondate su evidenze scientifiche, ascolto attivo e cultura della cura. A guidarne la revisione scientifica sono Nicola Ticozzi, Direttore dell’Unità di Neurologia dell’Irccs Istituto Auxologico Italiano e Coordinatore del Gruppo di Studio sulla Malattia del Motoneurone della SIN, e Massimiliano Filosto, Direttore Clinico-Scientifico del Centro NeMO-Brescia e Coordinatore del Gruppo di Studio di Neurogenetica Clinica e Malattie Rare della SIN. Un progetto editoriale che mette in dialogo scienza, comunicazione e vissuti, per orientare le scelte di cura e rendere l’informazione uno strumento di consapevolezza. Non sono mancati i messaggi istituzionali. La Ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, ha scritto sui social: “Non possiamo smettere di lavorare al servizio degli altri, per dare la possibilità di vivere una vita piena, ricca di legami, affetti e partecipazione”. Un segnale di vicinanza è arrivato anche dalla Viceministra al Lavoro e alle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci, che ha pubblicato sui social: “Ogni esistenza è unica. Tutti abbiamo diritto a essere accompagnati con rispetto e umanità”. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Giubileo, Manageritalia a quello dei governanti e amministratori
(Adnkronos) - Manageritalia sostiene il Giubileo dei Governanti e Amministratori italiani e di tutte le parti del mondo, in programma a Roma sabato 21 e domenica 22 giugno. L’evento, promosso dal Dicastero per l’Evangelizzazione, è rivolto a tutti i Sindaci e Amministratori locali d’Italia ed è parte del cammino verso il Giubileo 2025. L’iniziativa si inserisce nel cammino verso il Giubileo 2025 ed è un’occasione unica di incontro, riflessione e condivisione sul valore del servizio pubblico come vocazione civile e umana. "La partecipazione di Manageritalia al Giubileo dei Governanti rappresenta un momento di grande significato per la nostra federazione. Crediamo fortemente che il dialogo tra istituzioni e mondo manageriale sia fondamentale per costruire una società più equa, sostenibile e orientata al bene comune. Essere presenti qui, oggi, significa riaffermare il nostro impegno per una leadership responsabile, capace di coniugare competenza, visione e servizio. I manager italiani vogliono essere parte attiva di questo percorso, contribuendo con le proprie esperienze e valori alla crescita del nostro Paese", commenta Marco Ballarè, presidente di Manageritalia, la Federazione nazionale dei manager del terziario. Il ricco programma prevede momenti di ascolto, preghiera e partecipazione comunitaria e prenderà inizio sabato 21 nell’aula delle benedizioni in Vaticano con l’udienza del Santo Padre alla Conferenza Interparlamentare sul dialogo tra religioni. A seguire, nell’aula Giulio Cesare in Campidoglio l’incontro “Debito Ecologico” alla presenza di parlamentari, governanti, amministratori, autorità politiche e religiose come: Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma - S.Em.za il Card. Pietro Parolin, Segretario di Stato e On. Mario Monti, Senatore a vita. La giornata è culminata con il concerto “Armonie di speranza” con brani di musica classica e lirica, presentato da Milly Carlucci. Domenica 22 è prevista la partecipazione all’ Angelus in Piazza San Pietro mentre nel pomeriggio in San Giovanni in Laterano la Santa Messa presieduta dal Santo Padre. Manageritalia è presente al “Giubileo dei Governanti e Amministratori” in qualità di sponsor dell’iniziativa e negli allestimenti della serata concerto insieme al Ministero della Cultura, Siae, Enel, Deloitte, Gi Group, Confcommercio. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Maturità, studenti verso l'orale: ecco quando studiare e cosa evitare
(Adnkronos) - Dopo le prove scritte, l'ultimo scatto finale in vista delle prove orali. Sono le tappe che aspettano adesso i ragazzi alle prese con gli esami di maturità. Come affrontarle al meglio? "La prima regola è evitare inutili stress emotivi", sottolinea all'Adnkronos Salute il pediatra Italo Farnetani. "La premessa è che sono contrario all'esame di maturità e sarei d'accordo con un'eventuale abolizione: non è giusto giocarsi anni di studio in pochi minuti ed essere giudicati da insegnanti diversi da coloro che sono stati gli educatori di riferimento, gli adulti significativi nella crescita di un minore. Basterebbe dunque un giudizio del collegio docenti che, conoscendo l'alunno, potrebbe giudicarlo in modo più opportuno e valido". L'esame di maturità, ragiona l'esperto, è di per sé uno stress, ma il rischio è che questo stress possa essere aggravato da comportamenti sbagliati, da parte della dell'alunno o della famiglia. Ecco dunque consigli per viverlo al meglio. Il primo punta a sfatare "uno dei luoghi comuni sbagliati. Va preso atto che le ore più adatte per studiare per memorizzare le nozioni o rinforzare la memoria, sono quelle che vanno dalle 15 alle 18 e la seconda fascia ideale è dalle 10.30 alle 13. In questi due periodi della giornata si concentra la maggior capacità di comprendere i concetti. In fase orarie diverse", come quella notturna che molti studenti dedicano a maratone disperate di studio, "si rischia di affaticarsi senza apprendere". La raccomandazione di Farnetani si concentra soprattutto sulle ore più buie. "Agli studenti suggerisco caldamente di non studiare la notte, perché non solo non si apprende ma si interferisce con l'orario del sonno". Qui, continua, viene subito fuori il secondo comportamento da correggere: "I genitori non devono trasmettere ansia ai figli anche se sono tesi per il risultato dell'esame. E' importante che i ragazzi vengano rassicurati, tranquillizzati, spiegando loro che, indipendentemente dai risultati ottenuti, se si sono impegnati e hanno studiato non perderanno la stima di mamma e papà. Su questa base è importante anche che la vita familiare proceda nel solito modo, con identici ritmi". E a tavola come aiutare i maturandi? "In un unico modo: in questo periodo su alimentazione e bevande giudizi nutrizionali sospesi - esorta Farnetani - Essendo caldo, è importante bere per dissetarsi, anche se la scelta ricade su una bevanda commerciale e non sull'acqua. Per quanto riguarda i pasti, è importante la prima colazione, per la quale vanno scelti i prodotti che piacciono di più ai figli, facendo eventualmente un'eccezione dal punto di vista nutrizionale, se sconsigliati come uso frequente. L'importante, in questo caso, è che lo studente mangi a sufficienza". No invece ai rimedi dello studente per restare svegli. "Ribadendo che non si deve ripassare di notte, è bene precisare anche che non vanno consumati ovviamente né caffè, né stimolanti, né alcolici. No anche alle sigarette. E' bene mantenere - conclude il pediatra - le solite abitudini, soprattutto nell'ora di andare a dormire e in quella del risveglio. Il sonno, infatti, viene regolato dai ritmi dell'organismo ed è bene rispettarli. Soprattutto è raccomandabile che anche durante il periodo di preparazione degli esami di maturità i figli continuino a uscire e a fare sport". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
L'avanzata delle super protesi hi-tech salva-udito. Parlano gli esperti italiani in campo
(Adnkronos) - La svolta hi-tech delle protesi uditive e dell'orecchio 'bionico', l'avanzamento graduale della terapia genica e di nuove strategie mirate. Il futuro della lotta alla sordità è sempre più declinato al presente. E anche l'Italia sta dando il suo contributo nella sfida di rendere innovazioni e soluzioni mirate salva-udito sempre più accessibili ai pazienti. Un esempio è stato proprio in questi giorni l'impianto all'ospedale San Filippo Neri di Roma di una protesi uditiva attiva di ultimissima generazione (Cochlear Osia 3), per la prima volta nel Lazio e tra le prime in Italia. "Si tratta di una protesi impiantabile attiva per via ossea dotata di un particolare magnete rotante che si allinea con il campo magnetico della risonanza - spiegano all'Adnkronos Salute Paolo Ruscito, direttore dell'Unità operativa complessa Uoc Otorinolaringoiatria Asl Roma 1, e i chirurghi otorinolaringoiatri e dirigenti medici Asl Rm1 Italo Cantore e Francesca Cianfrone - Consente pertanto al paziente di sottoporsi a tutti i tipi di risonanze magnetiche (anche 3 Tesla di intensità) e permette di trattare efficacemente ipoacusie trasmissive o miste mono o bilaterali oltre che casi di anacusia (perdita completa monolaterale dell'udito)". I vantaggi sono diversi e concreti. Per esempio, il paziente sottoposto alla procedura al San Filippo Neri - ha spiegato di recente l'azienda sanitaria, in una nota in cui ha dato la notizia dell'intervento - è stato messo nelle condizioni di risolvere i suoi problemi uditivi e, al contempo, di continuare regolarmente il suo percorso di follow-up per una patologia oncologica che necessita di controlli con risonanza magnetica a intensità 3 Tesla. Cosa che non sarebbe stata possibile con i dispositivi uditivi impiantabili precedenti. Il team che si è occupato dell'impianto non ha dubbi: è un ulteriore tassello che si aggiunge e altri se ne aggiungeranno. Quante persone si stima che possano rientrare nell'identikit del paziente ideale per questo tipo di impianto? "Si consideri che le ipoacusie monolaterali di grado grave-profondo sono oltre il 5% di tutte le ipoacusie meritevoli di trattamento - evidenziano Ruscito, Cantore e Cianfrone - A queste vanno aggiunte una parte di quelle di tipo trasmissivo (dovute ad esempio a deficit funzionali della catena degli ossicini dell'orecchio) o di tipologia mista. Complessivamente si può stimare circa il 10% dei pazienti affetti da problematiche dell'udito (che in Italia sono circa 7 milioni)". La tecnologia avanza e sta cambiando anche la chirurgia della sordità. Gli scenari che si aprono sono diversi. "Sia le protesi uditive tradizionali che quelle impiantabili chirurgicamente stanno subendo implementazioni tecnologiche notevoli - ragionano i 3 esperti - Queste ultime in particolare, quelle impiantabili chirurgicamente, consentono di trattare numerose tipologie e gradi di sordità fino anche alla perdita completa bilaterale dell'udito. A questo dobbiamo aggiungere i passi in avanti notevoli della terapia genica e della biologia molecolare negli ultimi mesi, che consentono ora, tramite virus ricombinanti con sequenze corrette di geni, di ripristinare la funzione uditiva in pazienti affetti da problematiche genetiche specifiche, metodiche tuttavia ancora in fase sperimentale ma che promettono enormi risultati". Tanta strada è stata dunque percorsa e tanta ne resta da fare. Le priorità? Prima di tutto "l'implementazione di queste nuove metodiche - concludono Ruscito, Cantore e Cianfrone - la sfida quotidiana di poterle mettere a disposizione di tutti i cittadini che ne hanno bisogno tramite percorsi diagnostici e di pianificazione terapeutica in costante evoluzione, oltre che la necessità di aggiornare le normative vigenti al fine di avere maggiori tutele e supporto per chi necessita di trattamenti di questo tipo". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Che sangue piace alle zanzare? 'Mappa geografica' svela chi è nel mirino
(Adnkronos) - Che sangue piace alle zanzare? E' una delle domande che riecheggia ogni estate. E le risposte variano dalle credenze più radicate - come il falso mito secondo cui il sangue dolce le attrarrebbe irresistibilmente - alle tesi più improbabili. Uno studio globale ha permesso a un team di ricercatori di costruire una sorta di 'mappa geografica' che cataloga ogni specie presente nelle diverse regioni e il suo 'menu'. Gli autori del lavoro, pubblicato su 'Global Ecology and Biogeography', hanno scoperto che le zanzare hanno abitudini alimentari molto più diversificate e flessibili di quanto si pensasse in precedenza. I risultati dell'analisi sfidano ipotesi consolidate e vecchie idee su come questi insetti portatori di malattie selezionano i loro ospiti, in altre parole il modo in cui scelgono il loro pasto di sangue ideale. Guidato da Konstans Wells dell'università di Swansea in Galles, il team di ricerca internazionale ha condotto una meta-analisi completa di oltre 15.600 dati su pasti di sangue di zanzare, provenienti da lavori condotti utilizzando metodi molecolari ad ampio spettro. Queste tecniche universali di analisi del Dna consentono l'identificazione di un'ampia gamma di specie 'vittime' delle fastidiose punture. Il risultato è una "finestra senza precedenti sull'ecologia alimentare di 6 delle specie di zanzare più importanti al mondo", spiegano gli esperti. Qualche esempio? La famiglia della zanzara comune, la culex, è di bocca buona: dallo studio emerge che ha la gamma di ospiti più ampia, nutrendosi di un numero compreso tra 179 e 321 specie diverse. Al contrario, le zanzare Aedes, gruppo a cui appartiene anche la zanzara tigre, sono più selettive: nella loro dieta entra un numero di specie nettamente inferiore, tra 26 e 65. Mentre rispetto a queste due, le specie Anopheles (in questa famiglia c'è la responsabile della trasmissione della malaria) potrebbero addirittura apparire un po' 'snob a tavola', avendo un range più ristretto, da 7 a 29 specie papabili come pasto. Un altro elemento che viene segnalato: sembra che le zanzare di Anopheles e Aedes mostrino forti e costanti preferenze nel nutrirsi sugli umani sia in contesti di laboratorio che sul campo. Un'altra specie, forestiera per noi, appare invece preferire il bestiame. Ancora: alcune zanzare Culex pipiens sono considerate specializzate in uccelli, mentre altre sembrano nutrirsi prevalentemente di mammiferi, le ibride 'assaggiano' entrambi'. "Sebbene sia risaputo che le zanzare femmine mostrino alcune preferenze innate per determinati ospiti ai fini del loro pasto di sangue, abbiamo scoperto che il loro comportamento alimentare effettivo è molto variabile nelle diverse regioni", illustra Wells. "Questa plasticità implica che fattori ambientali come la temperatura, oppure nel caso di certi animali la densità del bestiame, possono influenzare le specie di cui si nutrono le zanzare, complicando ulteriormente il modo in cui prevediamo la diffusione delle malattie trasmesse dalle zanzare". Il climate change sta modificando la distribuzione di vettori e ospiti e l'uso antropico del suolo comporta cambiamenti dell'habitat, tanto che i corpi idrici artificiali in ambienti più urbanizzati possono offrire nuovi e resilienti ambienti di riproduzione. I risultati, ragionano gli esperti, evidenziano l'urgente necessità di conciliare "il modo in cui tracciamo e prevediamo la trasmissione delle malattie trasmesse dalle zanzare" in un clima in continua evoluzione, "il che avrebbe implicazioni di vasta portata". Una delle fonti di ispirazione per lo studio è stata una tesi di laurea di Meshach Lee, allora studente sotto la supervisione di Wells. La sua prima analisi suggeriva che l'alimentazione delle zanzare sugli esseri umani, sulla fauna selvatica e sul bestiame variasse a seconda delle regioni. La diversità e la variazione, spiega Meshach, "sono state sorprendenti". Per esempio, è emersa l'importanza di anfibi, rettili, pesci e persino alcuni invertebrati, come ospiti. "Abbiamo dimostrato che quando si utilizzano solidi strumenti molecolari in una meta-analisi, possiamo ottenere un quadro molto più chiaro del comportamento delle zanzare", aggiunge Meshach. Nonostante queste intuizioni, i ricercatori affermano che resta difficile prevedere il comportamento alimentare dell'insetto ronzante. "Per migliorare le previsioni - suggerisce Wells - abbiamo bisogno di una migliore standardizzazione nel modo in cui vengono condotti e riportati gli studi sui pasti di sangue". "Metodi molecolari coerenti e dati ambientali più chiari - prosegue - contribuiranno notevolmente a migliorare la nostra comprensione di come le zanzare si nutrono di sangue da diverse specie ospiti e cosa ciò significhi in termini di trasmissione di malattie dannose come la malaria o la Dengue". Intanto questo è il "primo importante studio su ciò che mangiano le zanzare condotto utilizzando nuovi metodi basati sul Dna", fanno notare gli autori, e dimostra quanto sia complicata la relazione tra gli insetti che diffondono malattie e gli animali o le persone che infettano, soprattutto in un clima in continua evoluzione. Gli autori - tra cui figurano anche Tamsyn Uren Webster (Swansea), Richard O'Rorke (Università di Auckland) e Nicholas Clark (Università del Queensland) - sperano che il loro lavoro possa ispirare strategie sanitarie globali e supportare una sorveglianza più mirata delle zanzare, "soprattutto perché le malattie da loro trasmesse continuano a rappresentare un problema chiave nell'ambito dell'Obiettivo di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite per la salute e il benessere". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Nutriente, versatile e senza glutine, cos'è il 'Grano de oro'
(Adnkronos) - Per quanto non sia propriamente tipico della tradizione gastronomica mediterranea, va progressivamente acquisendo anche sulle nostre tavole una crescente notorietà in virtù delle sue proprietà nutrizionali e della sua versatilità in ambito culinario. E' la quinoa o "'Chenopodium quinoa', una pianta erbacea appartenente alle Chenopodiacee, famiglia della quale fanno anche parte spinaci e barbabietole. Coltivata da millenni sugli altopiani delle Ande, per la civiltà Inca la quinoa era una pianta sacra, tanto da essere definita 'chisiya mama', ovvero madre di tutti i semi e, come tale, offerta in dono propiziatorio agli dei". Lo racconta all'Adnkronos Salute Mauro Minelli, immunologo clinico e docente di Nutrizione umana dell'Università Lum, spiegando come la quinoa possa essere l'idea piatto per la dieta estiva. "Con l'arrivo dei Conquistadores, le piantagioni di quinoa vennero rimpiazzate da coltivazioni di mais e patate oltre che di grano, che gli spagnoli consideravano sacro. Con queste modalità, rimaste invariate nei secoli come la storia purtroppo continua ad insegnare, gli invasori intesero cancellare la cultura di quelle civiltà e i loro rituali religiosi, che vennero dunque vietati in quanto ritenuti sacrileghi. Nonostante i divieti, tuttavia, le famiglie contadine di quei territori provvidero a serbare di nascosto i semi di quello che per Inca e Maya era diventato il 'grano de oro', così - spiega - permettendo a questo chicco colmo di sostanze preziose di resistere all'invasore e di ritornare più forte di prima sulle tavole non solo di quei popoli. Oggi, infatti, la quinoa è coltivata in varie regioni del mondo tra le quali l'Italia, grazie anche alla sua resistenza e alla sua capacità di adattarsi a terreni e condizioni climatiche differenti, non altrettanto facilmente tollerate da altre tipologie di cereali".
Per ciò che attiene al suo impiego in cucina, illustra l'esperto, "una caratteristica della quinoa è la facilità della sua preparazione. Non è necessario sbucciarla o pulirla. Basta sciacquarla accuratamente, mescolarla nella giusta proporzione con l'acqua, farla bollire fino alla consistenza ottimale e poi decidere come utilizzarla. Si può scegliere tra piatti salati o anche dolci, sia caldi che freddi - precisa il medico-nutrizionista - Diversi sono i vantaggi che, sul piano nutrizionale, la quinoa è in grado di offrire. Spicca tra questi l'assenza di glutine che rende la quinoa uno dei prodotti sostitutivi delle farine glutinate più indicati nell'alimentazione di soggetti celiaci o con 'gluten sensitivity', anche in ragione di un indice glicemico decisamente più basso rispetto a quello della media dei prodotti 'gluten-free'". "Ulteriore grande vantaggio di questo pseudocereale è la sua dotazione di proteine di alta qualità in quanto composte da tutti gli aminoacidi essenziali e, dunque, contenenti tutti gli amminoacidi che, non potendo essere sintetizzati dal nostro organismo, devono essere introdotti con il cibo. Le stesse proteine tra l'altro, associate all'elevato carico di fibre, contribuiscono a rendere la quinoa un alimento saziante e, dunque, vantaggioso per la perdita di peso", ricorda Minelli. "Non ci sono particolari controindicazioni all'assunzione di quinoa. Gli unici effetti indesiderati, correlati alla presenza di saponine, potrebbero comparire nei casi in cui la quinoa dovesse non essere lavata correttamente. Le saponine, infatti, possono causare disturbi gastrointestinali come gonfiore, nausea, vomito. Inoltre, in ragione dell'acido ossalico in esse contenuto, le foglie di quinoa non sono indicate per i soggetti che soffrano di calcolosi renale", conclude l'immunologo. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Fumo, esperti: "Rigidità su alternative alle sigarette limita riduzione del danno’
(Adnkronos) - “In tema di riduzione del danno da tabacco, ritengo che l’Oms, selezionando le reference e interpretando la scienza, stia dando una visione non del tutto corretta delle evidenze. Come unico paradigma possibile, infatti, considera l’astinenza” da qualsiasi prodotto contenente nicotina, “un approccio che ha terribili conseguenze per milioni di fumatori che altrimenti potrebbero sostituire le tradizionali sigarette con altri prodotti. È nostro compito, dei ricercatori e degli scienziati, portare evidenze trasparenti e comunicarle con chiarezza e onestà”. Così Riccardo Polosa, professore di medicina interna all’università di Catania e fondatore del Centro di eccellenza internazionale per la ricerca sulla riduzione del danno da fumo (CoHEAR), intervenendo ai lavori del Global Forum on Nicotine (Gfn), il convegno internazionale, in svolgimento a Varsavia, che riunisce esperti di tutto il mondo per confrontarsi sul ruolo dei prodotti contenenti nicotina nell'aiutare i fumatori ad abbandonare le sigarette tradizionali. Entrando poi nello specifico, una delle affermazioni portate avanti dall’Oms e proposte per la discussione nel panel, recita che ‘Le evidenze dicono che i prodotti che sostituiscono le sigarette tradizionali sono dannosi per la salute e non sicuri’. A questa osservazione Polosa risponde: “Le evidenze disponibili ad oggi dicono esattamente l’opposto. L’affermazione potrebbe essere corretta ma solo in parte, perché ciò a cui bisogna guardare in un’ottica di riduzione del danno è se le alternative sono meno dannose oppure no se confrontate con la nocività del fumo di sigaretta tradizionale. L’unica maniera per sapere il rischio assoluto e cosa succederà tra 20/30 anni a chi sceglie i prodotti che sostituiscono le sigarette è studiare solo chi svapa o usa prodotti a tabacco riscaldato senza aver mai fumato prima sigarette tradizionali”, spiega.
Al professore italiano fa eco Roberto A. Sussman, ricercatore senior e docente all'Istituto di Scienze nucleari dell'università nazionale del Messico, che, riflettendo sulla Convenzione quadro per la lotta al tabacco (Fctc), osserva: “Fu il primo trattato internazionale sul tema ed è stato una grande vittoria al tempo. Questo però accadeva vent’anni fa, le cose nel frattempo sono cambiate ma la narrativa e il paradigma sono rimasti gli stessi. Ci sono ancora oltre un miliardo di fumatori al mondo. La messa al bando di questi prodotti, inoltre, rischia di alimentare anche fenomeni più preoccupanti come il contrabbando: “In Messico, dove lo Stato cerca di limitarli, c’è un’enorme distribuzione da parte dei cartelli, con conseguenze sulla sicurezza di quello che i cittadini che si rivolgono al mercato nero consumano”, conclude Sussman. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)









