CalAmp nomina Maurizio Iperti Chief Executive Officer
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CalAmp, azienda leader globale nel settore della telematica che sviluppa prodotti e soluzioni per consentire alle organizzazioni di monitorare, tracciare e proteggere i propri asset critici, ha annunciato la nomina di Maurizio Iperti come nuovo Chief Executive Officer. Iperti succede a Chris Adams. “Sono entusiasta che Maurizio guiderà la prossima fase di innovazione e crescita di CalAmp”, ha dichiarato Cynthia Paul, Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’azienda. “Maurizio incarna pienamente la nostra visione orientata al cliente e possiede le competenze, l’esperienza e la leadership necessarie per valorizzare la cultura ingegneristica e l’eccellenza tecnologica di CalAmp, sviluppando soluzioni telematiche sempre più avanzate e a valore aggiunto”.
“Sono onorato di assumere il ruolo di CEO di CalAmp”, ha commentato Maurizio Iperti. “Lavorerò insieme al nostro team globale per offrire ai clienti soluzioni sempre più solide, servizi proattivi e partnership di lungo periodo. Intendiamo accelerare gli investimenti in hardware, software e servizi per generare un impatto concreto e misurabile per i nostri clienti”. Grazie a un bilancio rafforzato e a un team altamente qualificato, l’azienda è oggi in una posizione favorevole per accelerare gli investimenti in innovazione di prodotto, affidabilità della piattaforma, sicurezza e servizi di assistenza clienti. Di seguito qualche numero finanziario del 2025: - +15% di crescita del fatturato anno su anno - 41 milioni di dollari di flusso di cassa libero - Rimborso completo di tutti i debiti in essere - 64 milioni di dollari di disponibilità liquide a fine anno
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Assemblea elettiva Egualia: il nuovo presidente è Riccardo Zagaria
(Adnkronos) - L'Assemblea degli associati di Egualia ha eletto alla guida dell'associazione Riccardo Zagaria, Ad di Doc Pharma, una delle principali aziende italiane specializzate principalmente nella commercializzazione di farmaci equivalenti. Zagaria - manager con oltre 25 anni di esperienza di leadership internazionale maturati in aziende come Giuliani, Italchimici, Zambon, Nycomed, Altana e Sanofi - subentra a Stefano Collatina (presidente e Ad di Baxter Spa), ai vertici dell'associazione nel precedente biennio, che resta componente del Consiglio direttivo. "L'obiettivo principale del mio mandato - dichiara Zagaria - sarà quello di consolidare il ruolo di Egualia quale attore istituzionale autorevole nel dialogo con le istituzioni nazionali ed europee, valorizzando il contributo economico, sanitario e industriale delle aziende associate. Tra le priorità strategiche ci saranno sicuramente il rafforzamento del dialogo istituzionale strutturato con Stato e Regioni, per un'applicazione uniforme delle politiche di accesso e modelli distributivi dei farmaci equivalenti; la semplificazione dei processi regolatori; la tutela concreta degli interessi industriali e occupazionali del comparto; il rafforzamento della comunicazione istituzionale e pubblica". Nel radar del nuovo presidente anche "la modifica del payback della spesa diretta, introducendo fattori correttivi che tengano conto del peso specifico dei produttori di equivalenti, e la collaborazione strategica con altri soggetti del sistema farmaceutico, in particolare con le aziende italiane di Farmindustria su dossier condivisi". Ultima irrinunciabile frontiera di confronto "l'attuazione delle normative europee a livello nazionale, garantendo una interlocuzione costante con Aifa, Mimit e ministero della Salute a partire da una applicazione del Datamatrix che non penalizzi le aziende". Oltre che dal presidente Zagaria, il Consiglio direttivo di Egualia è così composto: Salvatore Butti (EG Stada), Umberto Comberiati (Teva Italia), Marco Pianta (Fresenius Kabi Italia), Francesca Romana Ramundo (Sandoz), Fabio Torriglia (Viatris Italia), Stefania Badavelli (Zentiva Italia), Stefano Collatina (Baxter Spa), Andrea Francesco Rottura (Towa Pharmaceutical), Fabio Scaccia (Farmitalia), Giovanni Sala (Medac Pharma), Enrique Hausermann (Ipso Pharma), Serena Zucchetta (Neuraxpharm Italia), Paolo Angeletti (Salf Spa) e Maurizio Silvestri (DMX Pharma). Rinnovato anche il vertice dei due gruppi autonomi, Ibg (Italian Biosimilars Group) e Vam (Value Added Medicines). A coordinare il gruppo Ibg sarà Francesca Romana Ramundo (Ad Sandoz), supportata dai vicecoordinatori Alessandro Pedone (EG Stada) e Francesca Ceccotti (Organon Italia). Alla guida del gruppo Vam sono stati invece confermati Geremia Seclì (Medac Pharma Italia) nel ruolo di coordinatore e Claudio Bellomo (Viatris) nel ruolo di vicecoordinatore.
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Dall’orca allo scrigno: le otto nuove emoji in arrivo su iPhone
(Adnkronos) - Apple si prepara ad aggiornare il catalogo di emoji disponibili su iPhone con l’inserimento di otto nuovi simboli nel prossimo pacchetto software, ora disponibili nella quarta beta di iOS 26.4 e prossimamente nella versione definitiva del software. La selezione include soggetti molto diversi tra loro, con un’attenzione particolare al mondo naturale e agli oggetti. Tra le aggiunte principali figurano l’orca e una frana, insieme a elementi come lo scrigno del tesoro e il trombone. Compare inoltre una figura descritta come creatura pelosa, che va ad arricchire la sezione dei personaggi e degli animali di fantasia. L'aggiornamento punta a offrire nuove opzioni per descrivere azioni e stati d'animo all'interno delle conversazioni digitali. In questo ambito si inseriscono i ballerini di danza classica e la nuvola di lotta, un simbolo che richiama lo stile grafico tipico dei fumetti. La lista viene completata dalla faccia distorta, una nuova variante delle classiche icone tonde utilizzata per esprimere confusione o alterazione. Queste novità saranno disponibili per tutti gli utenti Apple, integrate direttamente nella tastiera di sistema.
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Resident Evil Requiem, annunciata l'espansione della storia
(Adnkronos) - Il debutto di Resident Evil Requiem sul mercato ha fatto segnare numeri di rilievo per Capcom, raggiungendo la soglia delle cinque milioni di unità vendute dal lancio avvenuto lo scorso 27 febbraio. Koshi Nakanishi, già regista del settimo capitolo e ora alla guida di questa nuova produzione, ha voluto ringraziare personalmente la community attraverso un video messaggio, sottolineando come il supporto ricevuto dai giocatori sia andato oltre le aspettative iniziali dello studio di sviluppo. Oltre agli interventi tecnici mirati alla risoluzione dei bug e al miglioramento delle performance generali, il team di sviluppo ha confermato l'arrivo imminente della modalità fotografica, funzione ampiamente richiesta dall'utenza sin dal debutto. Il piano di supporto post-lancio prevede inoltre l'introduzione di un mini-gioco inedito previsto per il mese di maggio, descritto come una sorpresa destinata ad arricchire l'offerta ludica del titolo, pur senza svelarne ancora i dettagli specifici o le meccaniche principali. L'annuncio più significativo riguarda però lo sviluppo di un'espansione della storia principale, attualmente in fase di lavorazione presso gli studi giapponesi. Questo nuovo contenuto narrativo avrà il compito di approfondire l'universo di Requiem, sebbene Nakanishi abbia invitato il pubblico alla pazienza indicando che i tempi di produzione richiederanno ancora diversi mesi di attesa. L'opera è attualmente disponibile su PlayStation 5, Xbox Series, Switch 2 e PC.
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Calcio: con Seven Ai il social media è in un'app, le dichiarazioni post-match con un click
(Adnkronos) - Gestire la propria immagine social con i messaggi giusti e responsabili nonostante lo stress post-match, tra gol sbagliati e torti arbitrali. E farlo con un semplice click. E' l'innovazione per calciatori e calciatrici che arriva dall'app Seven AI, la prima intelligenza artificiale 'alimentata' grazie all'esperienza di grandi campioni del calcio, che viene in soccorso dei colleghi meno 'fortunati'. "Questa applicazione è dedicata a tutti quei calciatori che non sono dei 'big' e non possono permettersi un social media manager, e invece scaricando gratuitamente l'app ce l'hanno sempre 'in tasca' e questa è la grande magia", spiega ad Adnkronos/Labitalia l'ideatore dell'app Max Sardella, consulente e formatore, dal 2010 a fianco di centinaia di calciatori nella gestione della propria immagine social. "Io credo -continua- che la tecnologia si misura in base alle persone che serve, non agli utenti che gli servono. Con l'avvento dell'intelligenza artificiale mi sono fatto una domanda: come l'Ia può essere utile ai calciatori e alle calciatrici visto che io lavoro con loro?". E la risposta è arrivata con Seven Ai. "Ho capito -spiega Sardella- che non potevo investire nella tecnologia perché i grandi colossi non mi avrebbero lasciato spazio. E allora mi sono detto: investo nei contenuti. Come? Io faccio questo mestiere dal 2010 e con il mio staff abbiamo iniziato ad alimentare l'intelligenza artificiale con oltre 20.000 frasi. Poi con i ragazzi del mio staff mi sono detto: perché non chiediamo a grandi campioni del calcio di darci una mano, cioè a portare la loro esperienza nel comunicare in modo responsabile? Qui è arrivata la svolta con la prima intelligenza artificiale in Italia alimentata dai grandi campioni del calcio, una cosa che oggi nessuno fa", sottolinea Sardella. E c'è un aspetto anche sociale nella nuova app. "Ci siamo resi conto spiega Sardella- che l'intelligenza artificiale, oltre ad aiutare calciatrici e calciatori a comunicare in modo responsabile, è anche uno strumento che può aiutare i ragazzi disabili ad andare oltre ogni barriera. Oggi un ragazzo amputato con un click fa un testo, come anche un ragazzo con un ritardo mentale. Abbiamo parlato con 'Gli insuperabili' che sono una squadra molto importante di calcio e disabilità e c'hanno detto che l'app per loro è qualcosa di magico", sottolinea. Ma come funziona concretamente l'app? "E' molto semplice: scarichi l'app gratuita, l'applicazione ti chiede come è andata la partita e hai tre risposte: 'ho vinto', 'ho perso', 'ho pareggiato'. Magari scrivi 'ho vinto', ti chiede come hai giocato e tu scegli tra 'molto soddisfatto', 'soddisfatto', 'poco soddisfatto' e poi ti chiede che testo vuoi scrivere: semplice, professionale e motivazionale. Tu scegli la combinazione e in pochissimi secondi hai il tuo intervento da veicolare attraverso i social", spiega Sardella. Cosa la distingue da altri prodotti?"Velocità immediata -sottolinea Sardella- nella creazione del testo, il contenuto è pronto in pochi secondi, senza dover scrivere nulla.Zero stress dopo la partita. Sei stanco? Basta un tap. Il post lo pensa Seven, tu ti riposi. Progettata solo per il calcio: non è una IA generalista: Seven è allenata con prompt specifici sul calcio. Parla come un calciatore o una calciatrice. Il tono, le parole, le emozioni: è il tuo linguaggio, non quello di un robot. Nessun rischio di errori o frasi fuori luogo. Contesto, risultato e stile già preimpostati: tutto è sotto controllo. Sempre gratis, , senza sorprese. Nessun piano “Pro”, nessuna funzione a pagamento: tutto incluso", ribadisce Sardella. L'app, nata ad ottobre scorso, "siamo fiduciosi che per i primi di maggio andrà in maniera importante sul mercato, in questo momento la stiamo testando. Oggi abbiamo già tanti utenti che l'hanno scaricata l'app e siamo sempre dei feedback. Ma la cosa che più c'interessa è che oggi siamo tra i pochi che abbiamo investito sui contenuti e non sulla tecnologia. Chiaramente lo sviluppo futuro sarà quello di far diventare l'app 'mondo sport', oltre il solo calcio. In questa avventura mi aiutano Alessandro Florenzi, Davide Zappacosta e Lorenzo Pellegrini che sono soci di questa app perché anche loro hanno individuato uno strumento davvero utile per chi vuole comunicare in modo responsabile", conclude. E Alessandro Florenzi, ex-calciatore di Roma, Milan e Nazionale sottolinea, con Adnkronos/Labitalia, di aver deciso di deciso di investire in Seven AI "perché nasce da un’esigenza reale di chi vive il calcio ogni giorno. Oggi calciatori e calciatrici non sempre hanno il tempo o gli strumenti per comunicare nel modo giusto. Seven AI serve proprio a questo: dare una mano a raccontarsi in modo semplice e professionale. Può aiutare molto -sottolinea ancora- dopo una partita, perché trovare le parole giuste non è sempre facile. Avere uno strumento che supporta calciatori e calciatrici nel comunicare con equilibrio e consapevolezza può fare la differenza", continua. E Florenzi sottolinea che dal momento in cui ha iniziato a giocare ad oggi la cura dell’immagine dei calciatori "è cambiato davvero tanto. Quando ho iniziato, i social erano qualcosa di secondario. Oggi fanno parte della carriera di calciatori e calciatrici. L’immagine online è diventata importante, perché il rapporto con i tifosi passa anche da lì". E per l'ex-calciatore l’intelligenza artificiale, in conclusione, "può diventare un grande alleato. Non sostituisce la personalità di calciatori e calciatrici, ma li aiuta a comunicare meglio, a evitare errori e a gestire con più serenità la loro presenza online. Se usata bene, può rendere la comunicazione più semplice, veloce e anche più responsabile", conclude. (di Fabio Paluccio)
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Lavoro, Hunters Group: candidati numerosi, ma competenze (quasi) introvabili
(Adnkronos) - Il mercato del lavoro contemporaneo ha smesso di evolvere in modo lineare: procede per accelerazioni improvvise e trasformazioni radicali, dando vita a una marcata polarizzazione delle competenze. Mentre le opportunità per i profili intermedi e standardizzati si riducono drasticamente, esplode la domanda di figure senior ad alto valore aggiunto, capaci di governare processi complessi. Secondo l'analisi di Hunters Group, società di ricerca e selezione di personale qualificato, non siamo di fronte a una tendenza passeggera, ma a un calo strutturale della richiesta di profili junior standard a favore di professionisti multidisciplinari. “Non si tratta - precisa Silvia Movio, director di Hunters - di una previsione teorica, ma di una realtà concreta che sta cambiando radicalmente il mercato del lavoro. In questo momento, stiamo assistendo a un calo strutturale di richiesta di profili junior ed entry-level standard, a favore di figure senior autonome, multidisciplinari e in grado di muoversi in contesti complessi. Non si cercano più soltanto candidati capaci di portare avanti attività quotidiane, ma di governare processi, persone e sistemi. È qui che molte aziende si trovano davanti a una scelta non più rimandabile: investire in formazione oppure accettare il rischio di un progressivo impoverimento delle competenze interne”. Accanto alla formazione, diventa però fondamentale anche un lavoro più profondo di assessment, non focalizzato esclusivamente sulle competenze tecniche, ma sulle soft skill e sul potenziale delle persone. Analizzare il capitale umano interno significa andare oltre il ruolo ricoperto e comprendere come le persone affrontano la complessità, prendono decisioni, collaborano e guidano il cambiamento. Un assessment efficace consente di individuare con chiarezza punti di forza e aree di miglioramento, creando le basi per interventi mirati e sostenibili nel tempo. In questo senso, alcune leve diventano centrali: capacità di lettura e gestione della complessità; autonomia decisionale e senso di responsabilità; leadership, comunicazione e collaborazione trasversale; adattabilità e apertura al cambiamento. Quando l’investimento formativo non viene considerato prioritario, almeno dovrebbe essere attivata una reale condivisione delle competenze all’interno delle organizzazioni. Il dialogo tra senior e junior, il passaggio di know-how e l’esposizione guidata alla complessità diventano elementi fondamentali. Senza questi meccanismi, il divario tra le competenze richieste dal mercato e quelle disponibili non può che aumentare. “Ed è qui - aggiunge Silvia Movio - che si inseriscono l’automazione e l’intelligenza artificiale che, molto spesso, vengono percepite come una minaccia e non come una opportunità per efficientare attività ripetitive e routinarie. Digitalizzazione, intelligenza artificiale e sistemi avanzati riducono il lavoro semplice e standardizzabile, mentre aumentano la domanda di figure capaci di interpretare dati, prendere decisioni e coordinare sistemi complessi. Il lavoro non scompare, ma cambia profondamente: cresce il valore del lavoro qualificato e diminuisce quello legato alla mera esecuzione”. Un altro elemento centrale del mercato attuale è la crescita selettiva accompagnata da una carenza strutturale di profili middle e senior. I candidati, in termini numerici, non mancano, mancano però le giuste competenze. In settori come engineering, Ict, energy, finance e life sciences la domanda si concentra su professionisti con esperienza reale, autonomia e specializzazione. È per questi professionisti che il mercato diventa realmente candidate-driven, mentre per tutte le altre professionalità la competizione resta elevata. Parallelamente, anche le funzioni aziendali stanno cambiando: quelle considerate di supporto - pensiamo ad esempio ad Hr, finance, legal, operations e quality - evolvono verso posizioni di governance e diventano leve strategiche per l’organizzazione. Non crescono quando restano esecutive, ma quando acquisiscono capacità decisionali, visione di business, competenze analitiche, di compliance e di change management. “Siamo davvero certi - fa notare Silvia Movio - che ridurre o azzerare l’investimento sui profili junior sia la strada giusta? La risposta è, naturalmente, no. Se è vero, infatti, che il mercato premia sempre più l’esperienza e l’autonomia, è altrettanto vero che senza un investimento consapevole sulle persone con poca o nessuna esperienza si rischia di compromettere la sostenibilità futura delle competenze. I lavoratori junior non rappresentano solo un costo o un tempo di attesa, ma un potenziale da costruire, soprattutto se inseriti in contesti dove formazione, assessment e affiancamento non sono lasciati al caso". "Il mercato del lavoro del 2026 non premierà chi fa di più, ma chi comprende di più. Il valore sarà sempre meno legato alla quantità di attività svolte e sempre più alla capacità di leggere la complessità, connettere competenze e sviluppare il capitale umano interno. Il futuro del lavoro non è un punto lontano nel tempo: è un processo già in corso, e ignorarlo oggi significa pagarne il prezzo domani”, conclude.
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Perché l'insonnia è femmina: 'più diffusa tra le donne per le oscillazioni ormonali'
(Adnkronos) - L'insonnia è un disturbo caratterizzato da difficoltà ad addormentarsi, a mantenere il sonno durante la notte oppure da risvegli mattutini precoci che impediscono di riposare in modo adeguato. Le cause possono essere molteplici: stress, ansia, abitudini scorrette, condizioni mediche, variazioni ormonali e fattori ambientali. Per questo è importante riconoscerla e intervenire con strategie adeguate che includono una corretta igiene del sonno, tecniche di rilassamento, supporto psicologico e, quando necessario, trattamenti specifici. In occasione della Giornata mondiale del sonno che si celebra ogni anno il secondo venerdì di marzo, Synlab accende i riflettori sull'insonnia e in particolare sul ruolo del sonno nella salute femminile lungo tutte le fasi della vita. Perché l'insonnia è femmina, sottolineano gli esperti. Le donne - spiega una nota - presentano un rischio più elevato di sviluppare insonnia rispetto agli uomini, una vulnerabilità legata sia a fattori sociali sia, soprattutto, alle oscillazioni ormonali che influenzano in modo diretto i meccanismi fisiologici del riposo. Estrogeni e progesterone, infatti, intervengono direttamente nei meccanismi neurofisiologici che regolano l'addormentamento e la continuità del riposo. Quando la concentrazione di questi due ormoni varia, anche il sonno tende a perdere stabilità diventando più leggero, frammentato e associato a risvegli frequenti. "Nel corso della vita di una donna i cambiamenti ormonali non hanno un impatto soltanto sul corpo, ma anche sul modo in cui si dorme - afferma Giorgia Chinaglia, neurologa ed esperta del sonno Aims (Associazione italiana di medicina del sonno), responsabile dell'Ambulatorio per i disturbi del sonno, Synlab Data Medica Padova - Durante la gravidanza, ad esempio, le oscillazioni ormonali del primo trimestre possono portare a una sonnolenza o a difficoltà di addormentamento, mentre nel terzo trimestre i cambiamenti fisici, come l'aumento del volume corporeo, rendono il sonno meno continuo". La gravidanza rappresenta uno dei momenti più delicati. In alcuni casi, oltre alle variazioni fisiche e ormonali può insorgere la sindrome delle gambe senza riposo, una malattia caratterizzata da un fastidioso impulso a muovere gli arti inferiori più frequente nelle ore serali, spesso associato a difficoltà ad addormentarsi e risvegli ripetuti, e che durante la gravidanza può comparire in soggetti predisposti a causa della carenza di ferro. Anche la menopausa e il momento di transizione che la precede rappresentano un periodo in cui la qualità del sonno può deteriorarsi in modo significativo. E' in questa fase, caratterizzata da oscillazioni ormonali irregolari, che molte donne iniziano a sperimentare risvegli più frequenti e un sonno meno stabile, spesso accompagnato da vampate notturne e sudorazioni che interrompono la continuità del riposo. Oltre ai fattori fisiologici, questa frammentazione del sonno può influire sul benessere emotivo, contribuendo a irritabilità, sbalzi d'umore e, nei casi più complessi, alla comparsa o al peggioramento di disturbi depressivi. "La transizione verso la menopausa è un momento particolarmente sensibile per il sonno femminile. Non è tanto l'arrivo della menopausa in sé a creare difficoltà, quanto i mesi o gli anni che la precedono - chiarisce Chinaglia - In questa fase molte donne sperimentano risvegli ripetuti o un sonno frammentato, anche in assenza di un vero problema di addormentamento. La qualità del sonno peggiora e, proprio perché estrogeni e progesterone partecipano alla promozione del sonno profondo, la loro riduzione rende più vulnerabili ai disturbi del sonno". Accanto all'insonnia - prosegue la nota - un altro disturbo molto diffuso nelle donne, ma spesso sottovalutato, sono le apnee notturne. Nella popolazione generale le apnee sono più frequenti negli uomini, ma nelle donne la condizione è ampiamente sottostimata perché i sintomi si manifestano in modo diverso. Nelle donne, infatti, non sempre c'è un russamento evidente e spesso compaiono piuttosto insonnia, stanchezza diurna, sonno disturbato e risvegli frequenti. Dopo la menopausa, inoltre, l'incidenza nella donna tende ad avvicinarsi a quella maschile, con un impatto significativo sulla salute cardiovascolare e sulla qualità di vita. Nonostante le terapie disponibili per migliorare la condizione, molte donne continuano a non aderire alla terapia, in particolare all'utilizzo della Cpap, considerata il trattamento più efficace nelle forme moderate e gravi. La scarsa aderenza è legata soprattutto a fattori psicologici e culturali poiché il dispositivo viene spesso percepito come ingombrante, poco estetico e difficilmente conciliabile con l'immagine femminile durante il riposo notturno. "Nelle donne l'aderenza alla Cpap è ancora troppo bassa, spesso la mascherina viene percepita come poco estetica e difficile da accettare nel contesto della vita di coppia - riferisce Riccardo Drigo, pneumologo ed esperto del sonno Aims - Eppure, nelle forme moderate e severe, questa terapia rimane la più efficace. Per migliorare la compliance stiamo introducendo un nuovo modello di adattamento basato sulle '4 T': telemedicina, supporto dedicato, tracciabilità dell'uso e una personalizzazione sartoriale dei parametri. L'obiettivo è accompagnare le pazienti in un percorso più graduale e accogliente, così da favorire un utilizzo costante e realmente efficace della terapia".
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Cos'è la meningite, malattia che ha colpito il figlio di Sal Da Vinci da piccolo
(Adnkronos) - Aveva 1 anno e mezzo Francesco, figlio del vincitore di Sanremo 2026 Sal Da Vinci, quando venne colpito dalla meningite. Una malattia che ancora oggi fa paura. Cause diverse, alto tasso di mortalità, sintomi inizialmente sfuggenti e un decorso che può diventare rapido e difficile da fermare. Non a caso, per l'Organizzazione mondiale della sanità "rimane una delle principali sfide globali per la salute pubblica". Perché la patologia - su cui si sono riaccesi i riflettori in Italia sull'onda del racconto di famiglia del cantante - può essere "devastante" e in grado di determinare "gravi complicanze a lungo termine". Epidemie di meningite se ne registrano in tutto il mondo, ricordano gli esperti, i microrganismi che possono causarla variano da batteri a virus, funghi, parassiti. A preoccupare in particolare medici e autorità sanitarie, per via del grave impatto, è la meningite batterica: circa 1 persona su 6 che contrae questo tipo di meningite muore e 1 su 5 presenta gravi complicazioni (da perdita dell'udito a difficoltà di linguaggio, memoria e comunicazione), segnala l'Oms in un focus, evidenziando che "il modo più efficace per fornire una protezione duratura" è ricorrere ai "vaccini" esistenti, che sono "convenienti e sicuri". Come si manifesta la malattia e quali rischi comporta? La meningite, spiegano gli esperti, è l'infiammazione dei tessuti che circondano il cervello e il midollo spinale; può essere fatale, come testimonia anche la cronaca, e richiede cure mediche immediate. I sintomi più comuni sono rigidità del collo, febbre, confusione o stato mentale alterato, mal di testa, sensibilità alla luce, nausea e vomito. Ma le caratteristiche cliniche dei pazienti variano a seconda della causa, del decorso della malattia (acuto, subacuto o cronico), del coinvolgimento cerebrale (meningoencefalite) e delle complicanze sistemiche (sepsi). Anche ferite, tumori e farmaci causano un piccolo numero di casi. Ma è la meningite batterica il tipo pericoloso più comune e può purtroppo portare a decesso in poco tempo dalla scoperta dei sintomi, anche 24 ore. Colpisce persone di qualsiasi età, compreso i neonati che spesso presentano sintomi diversi rispetto agli adulti (i piccoli possono avere un comportamento insolito, essere meno attivi e difficili da svegliare, irritabili, avere un pianto debole e continuo, alimentarsi male e a fatica). Contro alcune delle principali cause batteriche esistono trattamenti e vaccini efficaci, ma "la meningite rimane una minaccia significativa in tutto il mondo", ribadisce l'Oms. La maggior parte dei batteri che la causano è presente nel naso e nella gola e questi microrganismi si diffondono da persona a persona attraverso goccioline respiratorie o secrezioni faringee. Esistono 4 cause principali di meningite batterica acuta: meningococco (Neisseria meningitidis), pneumococco (Streptococcus pneumoniae), emofilo (Haemophilus influenzae), streptococco di gruppo B (Streptococcus agalactiae). Questi batteri sono responsabili di oltre la metà dei decessi dovuti a meningite a livello globale e causano altre malattie gravi come sepsi e polmonite. Importanti cause di meningite sono anche altri batteri come Mycobacterium tuberculosis, salmonella, listeria, streptococchi e stafilococco, ma anche virus come enterovirus e parotite, e ancora funghi (soprattutto il cryptococcus) e parassiti come l'ameba. Chi è più esposto al pericolo? I bambini piccoli, senz'altro, ma non solo. I neonati sono maggiormente a rischio di streptococco di gruppo B, i bambini di meningococco, pneumococco e Haemophilus influenzae. Gli adolescenti e i giovani adulti sono particolarmente a rischio di malattia da meningococco, mentre gli anziani di malattia da pneumococco. In Italia nel 2007 è stata attivata una sorveglianza nazionale delle malattie batteriche invasive. Nel complesso, secondo gli ultimi dati disponibili nel rapporto dell'Iss (Istituto superiore di sanità) pubblicato a ottobre 2025, in Italia nel 2024 l'incidenza dei casi di malattia invasiva da meningococco è stata pari a 0,20 casi/100.000 abitanti, 3,35/100.000 per pneumococco e 0,57/100.000 per emofilo. Rispetto alla diminuzione nel numero di segnalazioni per i 3 patogeni registrata nel biennio 2020-2021, influenzato dall'emergenza pandemica per Covid-19, nel triennio 2022-2024 le incidenze per questi 3 patogeni hanno mostrato tutte un incremento progressivo, si legge sul portale Epicentro. Relativamente ai tassi di segnalazione per Regione/Provincia autonoma, si evidenzia una variabilità interregionale, con un gradiente decrescente da Nord a Sud del Paese. Complessivamente in Italia i casi segnalati nel 2024 di malattie invasive da Neisseria meningitidis, Streptococcus pneumoniae, Haemophilus influenzae e di meningiti da altri batteri sono stati in totale 2.632 (erano stati 2.399 nel 2023 e 1.473 nel 2022). Nel complesso, per i 3 patogeni si osserva un tipico andamento stagionale, con un maggiore numero di casi segnalato durante il periodo invernale. Nonostante i significativi progressi compiuti a livello mondiale negli ultimi decenni, la meningite rimane una malattia molto temuta, per le gravi conseguenze e il notevole impatto emotivo, sociale ed economico sulle persone, le famiglie e le comunità. Per questo l'Oms insieme ai partner e agli esperti coinvolti nella prevenzione e nel controllo della meningite ha sviluppato una roadmap globale per sconfiggerla entro il 2030. Tre gli obiettivi ambiziosi a cui si punta: eliminazione delle epidemie di meningite batterica; riduzione del 50% dei casi di meningite batterica prevenibile con vaccino e del 70% dei decessi; riduzione della disabilità e miglioramento della qualità della vita dopo meningite dovuta a qualsiasi causa.
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7.000 case violate "per errore": l'assurda storia del programmatore che si è ritrovato a spiare il mondo intero
(Adnkronos) - Tutto è iniziato come un semplice tentativo di pilotare il robot aspirapolvere con un controller della PlayStation 5. La sicurezza domestica connessa ha vissuto uno dei suoi momenti più critici quando Sammy Azdoufal, un programmatore spagnolo, ha scoperto che il suo nuovo dispositivo DJI Romo non era solo un elettrodomestico, ma una porta d'accesso verso migliaia di abitazioni straniere. I server cloud di DJI hanno riconosciuto il suo token di sicurezza come una "master key" e in pochi minuti, Azdoufal si è ritrovato con il controllo potenziale di 7.000 unità sparse in 24 nazioni, ottenendo accesso illimitato a telecamere, microfoni e planimetrie delle case. L'origine del problema risiede in una gestione errata dei permessi nel backend della piattaforma, specificamente nella comunicazione basata sul protocollo MQTT (Message Queuing Telemetry Transport). Questo sistema, pilastro della comunicazione tra dispositivi IoT e server, non presentava controlli d'accesso adeguati, consentendo a un utente autenticato di leggere il traffico di altri dispositivi in chiaro. Le conseguenze sulla privacy sono state definite "inquietanti": Azdoufal è riuscito a localizzare il dispositivo di un giornalista internazionale, a produrre una mappa accurata del suo appartamento e ad attivare il video in diretta, tutto senza che la vittima ricevesse alcuna notifica o richiesta di autorizzazione. "Ho scoperto che il mio dispositivo era solo uno in un oceano di apparecchi", ha spiegato Azdoufal a The Verge, autorevole testata tecnologica statunitense, precisando di non aver compiuto alcuna operazione di hacking aggressivo: "Non ho violato alcuna regola. Non ho scavalcato sistemi, non ho craccato nulla, né usato la forza bruta o altro". La vulnerabilità non si limitava ai soli aspirapolvere, poiché il sistema esponeva anche dati diagnostici di stazioni di ricarica portatili del medesimo marchio. Nonostante DJI abbia dichiarato di aver risolto la falla con due aggiornamenti tra l'8 e il 10 febbraio 2026, la gestione della crisi ha sollevato dubbi sulla trasparenza aziendale, poiché il sistema risultava ancora vulnerabile ore dopo le rassicurazioni ufficiali fornite alla stampa. Oltre al bug specifico, resta aperta la questione della conservazione dei dati. Azdoufal ha inoltre parlato riferito di aver avuto accesso a molte altre informazioni sensibili memorizzate sui server DJI in formato "plain text" (testo semplice), rendendole vulnerabili in caso di intrusione nei database centrali. Questa vicenda si inserisce in un clima di forte tensione regolatoria per DJI: il colosso cinese è stato recentemente inserito nella Covered List della FCC statunitense, una mossa che impedisce l'autorizzazione di nuovi prodotti negli USA per motivi di sicurezza nazionale. Sebbene l'azienda abbia contestato legalmente tale decisione il 20 febbraio 2026, incidenti come quello del modello Romo rischiano di indebolire la posizione difensiva del marchio nelle sedi istituzionali. Al termine dell'indagine, DJI ha riconosciuto la gravità della segnalazione premiando Azdoufal con 30.000 dollari attraverso il proprio programma di bug bounty. Restano tuttavia da risolvere alcune vulnerabilità residue che permetterebbero ancora la visualizzazione di video senza il PIN di sicurezza obbligatorio, una falla che l'azienda promette di sanare definitivamente entro poche settimane.
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Super Mario Galaxy, il trailer finale prima dell'uscita del film
(Adnkronos) - Nintendo e Illumination hanno diffuso l'ultimo filmato promozionale della pellicola dedicata all'universo galattico di Mario, confermando il debutto mondiale fissato per l'inizio di aprile. In Italia, il film uscirà in sala il primo del mese. Sotto la produzione congiunta di Chris Meledandri e Shigeru Miyamoto, il progetto vede il ritorno del team creativo originale, con la regia affidata alla coppia Aaron Horvath e Michael Jelenic. La sceneggiatura è stata nuovamente curata da Matthew Fogel, mentre il comparto sonoro riproporrà le composizioni di Brian Tyler, già autore della colonna sonora del precedente episodio. La struttura narrativa si espande verso le ambientazioni spaziali caratteristiche della celebre serie per console, integrando elementi classici e nuove introduzioni nel panorama dei comprimari. L'ultimo trailer ha ufficializzato l'ingresso di nuove figure di rilievo nel cast delle voci statunitensi, arricchendo un comparto già composto da interpreti di alto profilo. Donald Glover presterà la voce al dinosauro Yoshi, mentre Luis Guzman e Issa Rae interpreteranno rispettivamente i ruoli di Wart e della Regina Ape. Questi attori si affiancano ai confermati Chris Pratt, Anya Taylor-Joy e Jack Black, oltre a Brie Larson che darà voce a Rosalina, personaggio centrale per le dinamiche della saga galattica.
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