Studio italiano sul morbillo: "Dove vaccinazioni calano virus più vario e resiliente"

(Adnkronos) - Dove le coperture vaccinali contro il morbillo calano, il virus "non solo si diffonde, ma diventa più vario, più resiliente, e potenzialmente più difficile da fermare". Sono le conclusioni di nuovo studio condotto dal gruppo 'Gabie' (insieme a Daria Sanna e Maria Perra dell’Università di Sassari, Enrico Bucci della Temple University e Nicola Petrosillo, Università Campus Bio-Medico) sottomesso alla rivista 'Genes'. Il lavoro mette a confronto i recenti focolai di morbillo verificatisi in Italia nel 2024 e in Texas nel 2025. Il gruppo 'Gabie' è il nuovo hub per il monitoraggio delle epidemie creato da Massimo Ciccozzi, ordinario di Statistica Medica e Francesco Branda, ricercatore dell'Unità di Ricerca statistica medici, entrambi dell'Università Campus Bio-Medico di Roma Insieme a loro Fabio Scarpa, professore associato di Genetica dell'Università di Sassari. Pur avendo colpito due aree ad alto reddito e con sistemi sanitari avanzati, le due epidemie hanno seguito traiettorie molto diverse, evidenziando quanto conti la tempestività e la qualità dei dati nella risposta di sanità pubblica. “La differenza non è solo nelle cifre, ma nella profondità del dato: in Texas abbiamo potuto lavorare su datas
et aggiornati quasi in tempo reale, disaggregati per età, stato vaccinale, e distribuzione geografica. Questo ci ha permesso di modellizzare con precisione le fasi dell’epidemia e individuare i punti critici di intervento”, spiega Francesco Branda "In Texas, l’uso di modelli statistici avanzati (come Arima e regressione logistica) ha permesso di identificare tre fasi distinte dell’epidemia: crescita esponenziale iniziale, stabilizzazione lineare e plateau. I modelli - si legge nello studio - hanno mostrato un'eccellente capacità predittiva e hanno confermato un chiaro legame tra stato vaccinale e incidenza dei casi. Al contrario, in Italia, l’analisi si è basata principalmente su bollettini mensili pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità rendendo difficile cogliere i segnali di allarme precoce. Nonostante questo, l’analisi condotta ha messo in luce un dato fondamentale: la stragrande maggioranza dei casi si è verificata tra persone non vaccinate o con ciclo incompleto. Tuttavia, in entrambi i contesti, lo stato vaccinale non è risultato statisticamente associato al rischio di ospedalizzazione, suggerendo che una volta contratto il virus, altri fattori — come età o comorbidità — incidano maggiormente sulla gravità clinica". “Il morbillo è tra i virus più contagiosi al mondo. Anche una minima falla nella copertura vaccinale può portare a un’esplosione di casi”, sottolinea Ciccozzi - La differenza nei tassi di ospedalizzazione tra i due focolai non è solo clinica, ma anche sociale: la disponibilità dei dati negli Stati Uniti ha permesso interventi mirati in comunità a rischio. In Italia, invece, si arriva tardi”. Oltre all’analisi epidemiologica classica, lo studio ha svolto - tramite approccio integrato - un approfondimento genomico includendo tutti i dati a disposizione presenti nelle banche dati. “Il risultato? La genetica ci dice che, dove le coperture vaccinali calano, il virus non solo si diffonde, ma diventa più vario, più resiliente, e potenzialmente più difficile da fermare - spiega Scarpa - L’insegnamento è chiaro: integrare il sequenziamento genomico nella sorveglianza sanitaria non è solo utile, ma indispensabile per prevenire il ritorno di malattie che pensavamo ormai sconfitte”. I risultati dello studio sono stati possibili grazie al lavoro continuo e interdisciplinare del gruppo 'Gabie', che si è distinto negli ultimi anni per la sua capacità di intervenire rapidamente su numerosi focolai epidemici, combinando competenze in epidemiologia, biostatistica, bioinformatica e genetica. A ogni emergenza sanitaria — dal Covid-19 all’aviaria H5N1, dal vaiolo delle scimmie (Mpox) a focolai regionali di virus emergenti — 'Gabie' attiva un sistema integrato di raccolta, armonizzazione e analisi dei dati clinici, epidemiologici e molecolari. Questo approccio integrato consente a 'Gabie' di offrire una risposta scientificamente solida e tempestiva in contesti complessi e in continua evoluzione, supportando strategie di contenimento più efficaci, personalizzate e basate su evidenze locali. Non a caso, il gruppo è parte integrante del Global outbreak alert and response network (Goarn) e contribuisce attivamente a delineare le traiettorie evolutive di virus ad alto impatto pandemico. “Senza dati granulari e interoperabili non si fa prevenzione: si rincorrono i casi - conclude Branda - Il nostro auspicio è che questo studio serva da stimolo per rafforzare le infrastrutture di sorveglianza anche in Italia, con un investimento concreto nella digitalizzazione dei sistemi di sanità pubblica". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Da meduse a specie 'rifugiate climatiche', Boero (Cnr-Ias): "Vi spiego come rispettarle senza timori"

(Adnkronos) - Rappresentano la 'magia' luminosa del mare notturno ma spesso anche l'incubo dei bagnanti in estate. Sono le meduse che insieme ad altri animali marini, svariati pesci e nuove specie 'aliene', vengono prese di mira nella stagione estiva come disturbatori del meritato bagno per il loro potete urticante. Ma, andrebbe ricordato, il mare è un universo ricco di specie viventi e non fatto di solo acqua. "Le meduse possono essere erratiche e non è detto che ci sia ad ogni stagione una loro proliferazione al di là dell'aumento della temperatura del Mediterraneo. La più diffusa è la Pelagia noctiluca che risale i canyon marini e - grazie alle correnti - arriva in superficie. Questi fenomeni hanno una loro ciclicità, quindi la presenza delle meduse non è prevedibile come le previsioni del tempo, non abbiamo dati da analizzare come i meteorologi. Ci sono le segnalazioni di chi è in mare, quindi è possibile che la presenza delle meduse nei mari italiani aumenti oppure c'è già stata a giugno e non ce ne siamo accorti perché non era iniziata la stagione balneare". A fare il punto per l'Adnkronos Salute è Ferdinando Boero, studioso delle meduse e professore di Zoologia associato all'Istituto Cnr-Ias (Istituto per lo studio degli impatti antropici e sostenibilità in ambiente marino) di Genova.  In passato, "un posto dove le meduse risalivano dal mare profondo e si avvicinavano alle coste erano le isole Eolie - prosegue - ma diciamo che ovunque ci siano canyon sottomarini e correnti può esserci una risalita di questi animali che poi si muovono lungo la costa della Sicilia, della Calabria fino ad arrivare all'Isola d'Elba dove trovano una specie di 'barriera'. Questo non vuol dire che all'Elba ci saranno tante meduse. Non è una previsione ma una descrizione di quello che accade con le correnti marini e il cammino delle meduse. In Adriatico spesso ci sono altre meduse come la Rhizostoma pulmo e l'Aurelia aurita, quest'ultima punge poco. Mentre la Pelagia è molto urticante e ha tentacoli lunghi anche 10 metri. Poi ci sono le cubomeduse come la Carybdea, sempre in Adriatico, che fa male se punge ma gli effetti durano poco. Poi c'è la Rhizostoma pulmo, che sembra un uovo fritto, ed è bellissima e non ha tentacoli lunghi e quindi si può osservare se si ha una maschera. Chiariamo - avverte Boero - nel Mediterraneo non ci sono specie mortali, c'è stato un caso isolato tempo fa di una persona morta dopo essere stata colpita da una Caravella portoghese entrata dallo Stretto di Gibilterra e risalita fino alla Sicilia, ma questa persona aveva anche problemi di cuore. Se pensiamo che in Australia ci sono cubomeduse che possono uccidere in pochi minuti...".  
Nel caso di presenza di qualche medusa cosa si deve fare? "Meglio non fare il bagno o usare un maglietta e i pantaloni, come usano gli americani - suggerisce l'esperto - Se si viene punti assolutamente non sfregare la zona che è stata interessata, non lavarla con acqua dolce ma con quella salata del mare. Poi prendere una tessera sanitaria o una carta di credito e passarla come un rasoio sulla parte per rimuovere i tentacoli con gli organelli urticanti che restano attivati anche dopo il contatto tra pelle e medusa. I tentacoli non vanno tolti dalla tessera o dalla carta di credito con le mani perché se poi ci si tocca gli occhi si può estendere la capacità urticante in altre zone. Attenzione, spesso le meduse si spiaggiano - prosegue - ma non vanno comunque toccate. C'è chi le prende e le butta sulla spiaggia per farle morire, ma sono animali e hanno diritto di esistere. Ricordo che erano nel mare da molto prima di noi e hanno il diritto di fare la loro vita".  
Cosa sta accadendo agli animali marini con l'innalzamento delle temperature dei mari? "Arrivano le meduse tropicali che passano dal Canale di Suez, nel Mediterraneo orientale hanno provocato danni ai dissalatori perché arrivano in sciami molto grandi che se risucchiati possono danneggiare le macchine - risponde lo scienziato - A Cagliari è stata avvistata una Rhopilema nomadica ma non mi risulta sia riuscita ad invadere il Mediterraneo occidentale".  
Ma nel mare non ci sono solo le meduse che possono pungere. "C'è il pesce leone, velenoso, anche lui arrivato nel Mediterraneo e stabilitosi qui. Poi c'è il Lagocephalus sceleratus che è tossico, come il famoso pesce palla, arrivato anche lui dagli oceani Indiano e Pacifico. Sono specie che soffrono il cambiamento climatico e con acque troppo calde scappano scendono al Sud o al Nord per trovare condizioni migliori di vita. Il Mediterraneo è una di queste zone, sono 'rifugiati climatici' che scappano da condizioni di vita disagiate per una 'casa' più accogliente. Un discorso molto simile a quello di certe popolazioni", chiosa Boero.  In conclusione, "le persone che vanno al mare oggi si aspettano di trovare una piscina ma la natura non è così, ci sono tantissimi animali che spesso vediamo come una minaccia ma dobbiamo invece conviverci e non aver paura. Abbiamo messo la biodiversità nella Costituzione ma - conclude il professore - poi ci dimentichiamo che le meduse fanno parte della biodiversità. Non priviamo del contatto con la natura i bambini che hanno invece uno spirito e una propensione innata verso gli animali e l'ecosistema".  ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Ministero Salute, false mail con truffa per mantenere attivo il Fascicolo sanitario elettronico

(Adnkronos) - Stanno circolando false email a nome del ministero della Salute "per indurre le vittime a fornire dati personali e finanziari con il pretesto di mantenere attivo l'accesso al Fascicolo sanitario elettronico. Non si tratta di comunicazioni ufficiali. Tramite l’invio di email fraudolente, gli utenti vengono invitati a cliccare su un link che li indirizza ad una pagina internet in cui viene richiesto l'inserimento di un codice presente nell'email e successivamente si richiede l'inserimento di dati personali e della carta di pagamento". Così il ministero della Salute sul proprio sito web. Il dicastero invita "a non cliccare sui link contenuti, non fornire dati personali e a cancellare immediatamente il messaggio".  ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Estate, alert Ecdc: "Con mare più caldo sale rischio infezioni da batteri Vibrio"

(Adnkronos) - "Con l'arrivo dell'estate e l'aumento delle temperature superficiali del mare" sale il rischio di infezioni da batteri Vibrio, famiglia di germi nota per il colera. A lanciare l'allarme è il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). "Il batterio - spiega l'agenzia Ue - vive naturalmente nelle acque costiere salmastre, dove acqua salata e acqua dolce si mescolano, soprattutto quando le temperature sono elevate e la salinità è inferiore". Queste condizioni, avvertono gli esperti dell'ente, "stanno diventando sempre più comuni in alcune parti d'Europa a causa dei cambiamenti climatici". Le specie di Vibrio vengono spesso rilevate durante l'estate nel Mar Baltico, contesto che presenta condizioni particolarmente favorevoli alla crescita batterica per via della minore concentrazione salina. Ma il batterio è stato trovato anche in altre località, tra cui il Mare del Nord e vari siti balneari chiusi o in zone di estuari e, "con l'aumento delle temperature superficiali del mare in tutta Europa, si prevede che il Vibrio si espanderà ad altre zone costiere". La vibriosi è causata da diverse specie di batteri Vibrio, alcune delle quali possono causare infezioni gravi, tra cui infezioni trasmesse da alimenti dopo il consumo di molluschi crudi o poco cotti, e gravi infezioni del flusso sanguigno, quando i batteri penetrano nell'organismo attraverso tagli o ferite cutanee. Le persone con un sistema immunitario indebolito o patologie epatiche croniche sono particolarmente vulnerabili, segnala l'Ecdc. "Sebbene le infezioni da Vibrio rimangano relativamente rare in Europa, diversi Paesi settentrionali che si affacciano sul Mar Baltico hanno segnalato un aumento negli ultimi anni". Questo è stato "particolarmente evidente durante le estati con ondate di calore prolungate e temperature dell'acqua più elevate: per esempio quella osservata nel 2018, quando sono stati segnalati 445 casi, più del triplo della mediana annuale (126 casi) registrata tra il 2014 e il 2017". I sintomi della vibriosi dipendono dalle modalità di infezione. Nei casi in cui viene contratta attraverso il consumo di molluschi crudi o poco cotti, i sintomi includono tipicamente diarrea acquosa, dolore addominale, nausea, vomito, febbre e brividi. L'infezione può anche derivare da bagni in acque con grandi quantità di batteri Vibrio, causando infezioni alle orecchie o, se i batteri entrano in contatto con ferite aperte, sintomi cutanei come arrossamento, gonfiore e dolore intorno alla zona interessata. Le infezioni delle ferite non trattate possono portare a gravi complicazioni come fascite necrotizzante, infezioni del torrente ematico, sepsi o persino amputazione di arti, in particolare tra chi soffre di patologie preesistenti. Per ridurre il rischio, è possibile adottare alcune precauzioni, come "evitare di consumare molluschi crudi o poco cotti, in particolare le ostriche, e assicurarsi che i frutti di mare siano cotti a fondo", suggerisce l'Ecdc. "In caso di ferite aperte, piercing o tagli recenti, è importante evitare di nuotare in acque salmastre o salate o coprire la zona interessata con una benda impermeabile. In caso di contatto accidentale con l'acqua di mare in presenza di graffi, tagli o ferite sul corpo, è importante lavare la zona con acqua dolce e pulita". "Sensibilizzare le persone, gli operatori sanitari e i viaggiatori è fondamentale per prevenire infezioni gravi e ridurre l'impatto della vibriosi sulla salute pubblica", osserva l'agenzia con sede a Stoccolma, che invita a essere consapevoli dei rischi e consultare un medico se compaiono sintomi dopo il contatto con il tipo di acqua in cui potrebbero proliferare i batteri Vibrio. Per i Paesi che potrebbero essere colpiti, la raccomandazione è di istituire "un sistema di sorveglianza della malattia, poiché è probabilmente sottostimata", dice l'agenzia Ue, che ogni estate monitora le condizioni ambientali che favoriscono la crescita di Vibrio nel Mar Baltico, pubblica aggiornamenti regolari attraverso il suo Rapporto sulla minaccia delle malattie trasmissibili e offre un servizio che si chiama 'Vibrio Map Viewer'. Il visualizzatore di mappe utilizza dati satellitari in tempo reale sulla temperatura e la salinità della superficie del mare per valutare l'idoneità ambientale per le specie di Vibrio, fornendo un'istantanea del potenziale rischio nei diversi Paesi. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Trapianti, endotelio corneale artificiale, a Tor Vergata i primi 2 interventi nel Lazio

(Adnkronos) - I primi 2 impianti di endotelio corneale artificiale nel Lazio sono stati eseguiti con successo la scorsa settimana al Policlinico universitario Tor Vergata di Roma. A beneficiarne 2 pazienti, uno residente nel Lazio e l'altro proveniente dalla Campania, affetti da gravi disfunzioni dell'endotelio corneale, entrambi con una storia clinica complessa caratterizzata da precedenti trapianti di cornea non più funzionanti. La procedura - spiega una nota - utilizza una membrana polimerica biocompatibile, sviluppata per sostituire l'endotelio corneale in quei casi in cui il tradizionale trapianto non ha avuto esito positivo o non è più ripetibile. Questa tecnologia innovativa permette di ristabilire la trasparenza della cornea, ridurre l'edema corneale e il dolore, migliorando in molti casi la funzione visiva senza la necessità di tessuto donatore umano: una vera svolta, in particolare per i pazienti ad alto rischio di rigetto, offrendo nuove speranze terapeutiche dove prima non ce n'erano. "Siamo di fronte a una tecnica rivoluzionaria dedicata ai cosiddetti 'occhi complessi' - afferma Carlo Nucci, direttore dell'Unità operativa di Oculistica del Policlinico Tor Vergata - Si tratta di pazienti che hanno già subito diversi interventi, spesso senza successo, e per i quali le opzioni terapeutiche erano molto limitate. L'impianto dell'endotelio artificiale consente di ripristinare la trasparenza corneale in modo efficace, evitando l'uso di colliri antirigetto che possono avere effetti collaterali importanti, e migliorando significativamente la qualità della vita dei pazienti". Gli interventi sono stati realizzati da un'équipe altamente specializzata, confermando l'impegno del Policlinico Tor Vergata nell'adozione delle tecnologie più avanzate in campo oftalmologico. Con questa procedura - evidenzia la nota - il policlinico si posiziona tra i primi centri italiani a praticare questo tipo di impianto, rafforzando il proprio ruolo di riferimento nazionale per la cura delle patologie corneali avanzate e per la gestione delle malattie rare della cornea, per le quali è centro di riferimento regionale. "Questa tecnologia, già introdotta con successo in altri Paesi europei e applicata per la prima volta in Italia a Bologna circa 2 anni fa e successivamente in altri centri, è ora disponibile anche nella nostra città - sottolinea Nucci - Prevediamo che nei prossimi anni il suo utilizzo si diffonderà sempre di più, aprendo una concreta possibilità di cura per pazienti che finora non avevano più opzioni terapeutiche valide". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Salute, con stress e dieta grassa in gravidanza rischio disturbi mentali nel bimbo

(Adnkronos) - Stress e dieta ricca di grassi in gravidanza potrebbero aumentare il rischio di disturbi mentali nel bambino, soprattutto se femmina. I due fattori sono ugualmente pericolosi, producendo lo stesso effetto sullo sviluppo cerebrale dei nascituri. Mette in guardia le future mamme l'Istituto superiore di sanità, che ha guidato uno studio su modelli animali, parte del progetto Embed dell'Unione europea. La ricerca, pubblicata su 'Molecular Psychiatry', indica anche possibili strategie di intervento, farmacologiche e nutrizionali. "I risultati di questo studio, un lavoro corale svolto dai ricercatori dell'Iss - dichiara il presidente dell'istituto, Rocco Bellantone - riaffermano ancora una volta la centralità della prevenzione. La gravidanza è un momento particolare nella vita di una donna, un momento di profondi cambiamenti dal punto di vista fisico come psicologico. Puntare su un cambio positivo di stili di vita proprio in questa fase può regalare benessere duraturo alla futura mamma e al bimbo ed è una strategia su cui i medici che seguono la gestazione dovrebbero puntare, informando le donne sui piccoli cambiamenti possibili e tenendo magari con loro un 'diario' dei progressi fatti", suggerisce il vertice Iss. "A seguito dell'esposizione a stress o dieta ricca di grassi in gravidanza - riferisce Francesca Cirulli, coordinatrice dello studio, dirigente di ricerca presso il Centro di riferimento per le scienze comportamentali e la salute mentale dell'Istituto superiore di sanità - abbiamo osservato in modelli animali modifiche nella struttura e nel funzionamento della placenta, e abbiamo anche evidenziato i geni attivi nel cervello dei feti maschi e femmine al fine di evidenziare segni di infiammazione e stress ossidativo. I risultati mostrano anche che sia lo stress che la dieta grassa della madre causano effetti simili, ma diversi a seconda del sesso del feto. Nei maschi, l'analisi delle proteine espresse dalla placenta indica un potenziale aumento del rischio di malattie cardio-metaboliche future. Nelle femmine, invece, è il cervello a essere più colpito, con un aumento di geni legati all'infiammazione e allo stress ossidativo". Sempre in modelli preclinici, il team di ricerca ha testato l'efficacia di composti antiossidanti come misura di protezione nei confronti dello stress prenatale, psicologico o metabolico. "Tra gli antiossidanti esistenti - precisa Cirulli - ci siamo concentrati sull'N-acetilcisteina (Nac), una sostanza derivata dall'aminoacido cisteina. La Nac aiuta a neutralizzare i radicali liberi e potrebbe avere effetti positivi nel ridurre l'infiammazione e migliorare la trasmissione dei segnali nel cervello". Allo studio - con primo autore Chiara Musillo e corresponding author Alessandra Berry - finanziato nell'ambito del programma Eranet-Neuron dell'Ue, hanno partecipato il Centro di riferimento per le scienze comportamentali e la salute mentale, il Centro nazionale ricerca e valutazione preclinica e clinica dei farmaci, il Centro di riferimento medicina di genere e il Servizio Grandi strumentazioni e core facilities dell'Iss. Insieme all'istituto tricolore anche il German Institute for Human Nutrition di Potsdam e il Neurocure Cluster of Excellence, Charité di Berlino. La ricerca - prospetta l'Iss - può re-indirizzare verso lo studio di nuovi target farmacologici o elementi nutrizionali protettivi al fine di prevenire gli effetti negativi di situazioni avverse sperimentate in gravidanza. Tali approcci avrebbero il duplice effetto di proteggere tanto la madre che il feto. "Il nostro gruppo, ad esempio - descrive Cirulli - si sta concentrando sullo sviluppo di interventi che modifichino lo stile di vita complessivo della donna in gravidanza. Introdurre nella dieta di donne a rischio di obesità o stress psicologico antiossidanti o acidi grassi polinsaturi (omega 3), che si trovano in molti alimenti, rappresenta un approccio fattibile in gravidanza. A tali strategie nutrizionali potrebbero poi essere affiancati supporto psicologico e consigli sul miglioramento dello stile di vita, con effetti positivi moltiplicativi sul benessere della madre e del nascituro". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Antibiotico-resistenza, Matteo Bassetti primo al mondo per studi e citazioni

(Adnkronos) - L'infettivologo genovese Matteo Bassetti è stato riconosciuto come lo scienziato al mondo con più titoli scientifici, studi pubblicati e citazioni nel campo dell'antibiotico-resistenza e dell'antimicrobial stewardship, e tra i primi 10 per le infezioni fungine. La valutazione arriva dal sito americano Expertscape.com - che rilascia il titolo di 'world expert' - che ha preso in esame un periodo di 10 anni: 2013-2023.  "Sono riuscito a star davanti agli americani che sono sempre stati i top in questo settore - spiega all'Adnkronos Salute Bassetti, direttore di Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova - Soprattutto è stato valutato il mio lavoro degli ultimi 10 anni, quindi non si potrà dire che è grazie al Covid e alla Tv". Il medico ringrazia anche chi ha contribuito a questo riconoscimento, "il mio gruppo di ricerca senza il quale questi risultati non sarebbero stati possibili".  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Pagani Huayra Codalunga Speedster: essenziale ed esclusiva

(Adnkronos) - Ispirata alle linee iconiche delle auto da corsa degli anni Cinquanta e Sessanta, la Pagani Huayra Codalunga Speedster si presenta come un’interpretazione moderna della bellezza meccanica, ridotta all’essenziale. È il riflesso del pensiero di Horacio Pagani: un’auto pensata non per stupire con eccessi, ma per affascinare con purezza e proporzione. Ogni elemento della carrozzeria della Pagani Huayra Codalunga Speedster è stato studiato per allungare la figura e alleggerirne visivamente la massa. Il parabrezza abbassato e i cristalli laterali ammorbiditi si fondono con una linea del tetto completamente integrata, in grado di creare una silhouette continua e slanciata, dal muso alla coda, con o senza copertura montata.  Nell’abitacolo si ritrova un connubio tra artigianato di alta scuola e materiali pregiati: pelle martellata cucita a mano, elementi in metallo lavorati dal pieno e dettagli che richiamano il design classico. Un elemento distintivo è rappresentato dal rivestimento personalizzato: un tessuto concepito per l’alta moda, con un ricamo ispirato al disegno dei quattro scarichi centrali Pagani, qui adattato per la prima volta all’interno di un’auto. Il cuore della vettura è il V12 Pagani da 864 cavalli, abbinato a un cambio a sette marce
disponibile sia in versione automatizzata AMT sia in configurazione manuale.  Il telaio monoscocca in Carbo-Titanium e Carbo-Triax garantisce rigidità torsionale e peso contenuto, mentre sospensioni attive, freni carbo-ceramici Pagani by Brembo e cerchi in avional con pneumatici Pirelli Trofeo R completano un assetto pensato per rispondere con immediatezza, mantenendo armonia e controllo anche nelle situazioni più dinamiche. Ogni esemplare nasce nella divisione Grandi Complicazioni, dove ogni vettura prende vita attraverso un processo sartoriale. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Dacia Bigster: il C-SUV da riferimento per spazio e versatilità

(Adnkronos) - Progettato sulla piattaforma CMF-B, il Dacia Bigster interpreta con coerenza la nuova visione del marchio: offrire l’essenziale con intelligenza, senza rinunciare a spazio e qualità. La flessibilità di questa architettura consente un’abitabilità sorprendente per il segmento C-SUV, affiancata da soluzioni pratiche e comfort di bordo finora inediti per la gamma Dacia. Pensato per i lunghi viaggi in famiglia, Dacia Bigster garantisce un elevato isolamento acustico grazie al parabrezza insonorizzato, ai vetri maggiorati e all’ottimizzazione del comparto motore. A bordo, il comfort è curato nei dettagli: climatizzazione bi-zona per i passeggeri anteriori, bocchette dedicate per quelli posteriori, finiture migliorate, nuovi materiali per i rivestimenti, sedili con regolazione lombare anche per il passeggero e uno schienale posteriore frazionato. Tra gli equipaggiamenti di categoria superiore spiccano il tetto panoramico apribile e i LED Touch, elementi fino a oggi mai proposti nella gamma del marchio. L’abitacolo ospita comodamente cinque adulti con i relativi bagagli, offrendo una sensazione di spazio autentica grazie a un’altezza interna ai vertici del segmento. Il vano bagagli non delude: con una capacità fino a 702 litri VDA sotto la cappelliera, Bigster impone un nuovo standard nella categoria. La geometria interna del bagagliaio, in particolare altezza e lunghezza, è stata progettata per offrire il massimo della funzionalità.  
Bigster punta su una modularità avanzata grazie allo schema 40/20/40 dei sedili posteriori. Questo permette di trasportare oggetti ingombranti senza rinunciare al comfort dei passeggeri. Il bracciolo centrale, ripiegabile, include due portabicchieri e un supporto per smartphone, migliorando ulteriormente l’esperienza di viaggio per chi è seduto dietro. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Porsche presenta le versioni Black Editon di Taycan e Cayenne

(Adnkronos) - Le versioni Black Edition di Porsche Taycan e Cayenne aggiungono una nuova dimensione di esclusività alla gamma, con finiture scure e dettagli ricercati che ne rafforzano l’identità sportiva e sofisticata. Sulla Taycan, spicca il pacchetto Sport Design, con cornici dei finestrini, scritte posteriori e specchietti retrovisori rifiniti in nero lucido. La fascia luminosa posteriore integra un logo Porsche retroilluminato in tinta scura, mentre gli interni propongono un ambiente definito da elementi neri, profili portaoggetti e battitacco in alluminio spazzolato nero con illuminazione integrata. Il modello è equipaggiato di serie con la Performance Battery Plus, batteria ad alta capacità da 105 kWh, normalmente optional su Taycan base, Taycan 4 e Taycan 4S. Questo upgrade consente di migliorare non solo la risposta dinamica ma anche l’autonomia: nella versione d’ingresso Black Edition, si raggiungono fino a 668 km WLTP, con un incremento di 76 km rispetto alla Taycan standard.  Anche la Cayenne adotta soluzioni estetiche simili: profili esterni, loghi e specchietti sono rifiniti in nero lucido, mentre l’abitacolo si distingue per inserti in alluminio spazzolato nero. A completare l’allestimento ci sono accessori di alto livello offerti senza sovrapprezzo, tra cui il sistema Surround View con assistenza al parcheggio attiva, il cambio corsia assistito, fari LED Matrix HD (oscurati sulla Cayenne), cerchi da 21 pollici con stemma Porsche a colori e sedili anteriori Comfort regolabili elettricamente. Nonostante il nome, le Black Edition non sono vincolate a una carrozzeria nera. Per la Taycan sono disponibili tonalità come Nero Jet metallizzato, Grigio Vulcano, Argento Dolomite e Grigio Ghiaccio. Sulla Cayenne, invece, si può optare per Grigio Quarzite, Grigio Vanadio, Argento Dolomite e Bianco Carrara, tutti metallizzati. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)