Leggende Pokémon: Z-A stravolge i combattimenti più famosi dei videogiochi

(Adnkronos) - L’eredità di Leggende Pokémon: Arceus è evidente, ma in questa nuova incarnazione ambientata a Luminopoli, cuore pulsante della regione di Kalos, l’equilibrio cambia: non più l’esplorazione come centro dell’esperienza, ma la battaglia, dinamica e totalizzante. Game Freak rielabora la struttura, portandola su un piano che ricorda un'altra serie di successo prodotta da Nintendo, Xenoblade. Attacchi in tempo reale e libertà di movimento costituiscono un’evoluzione che funziona sorprendentemente bene e dona nuova vita al combattimento tra Pokémon, rendendolo finalmente vivo, reattivo e coinvolgente. Ogni scontro è un piccolo duello tattico in cui contano distanza, velocità, tempi d’attacco e gestione dello spazio. Le mosse non sono più semplici icone nel menu: un Bollaraggio può colpire a distanza ma richiede tempo per caricarsi, mentre un Morso è immediato ma espone al contrattacco. Anche le mosse di supporto tornano protagoniste, trasformando il campo in un vero terreno di strategia. Quando poi entra in scena un Pokémon Alfa o una Mega Evoluzione, lo spettacolo raggiunge un livello mai visto nella serie: trasformazioni rapide, esplosioni di luce e colpi che scuotono l’arena. Il cuore dell’esperienza è la Z-A Royale, un campionato tra allenatori Pokémon che si anima di notte nei vicoli di Luminopoli. È qui che i giocatori scalano le classifiche affrontando allenatori sempre più forti, accumulando punti e Bonus Card che incentivano approcci diversi: vincere con mosse di tipo specifico, addormentare l’avversario o concludere un incontro senza subire danni. Una modalità che non solo offre un ritmo narrativo interessante, ma diventa anche il fulcro della progressione del personaggio, portando il sistema di battaglia al centro del design. Parallelamente, la trama ruota attorno al misterioso fenomeno delle Mega Evoluzioni Ferox, che costringono il giocatore e il Team MZ a intervenire per contenere Pokémon fuori controllo. Questi scontri richiamano quelli visti in Arceus, capitolo precedente della serie, ma con una struttura più profonda e interattiva: veri e propri raid in stile MMORPG, dove si alternano schivate, osservazione dei pattern d’attacco e l’uso oculato delle Mega Evoluzioni per colpire nei momenti di vulnerabilità. È in questi momenti che Leggende: Z-A mostra tutto il suo potenziale, regalando un’intensità di gioco che la saga principale non aveva mai raggiunto. Sul fronte tecnico, Leggende: Z-A rappresenta anche un punto di svolta per Game Freak. Sulla nuova Nintendo Switch 2, il titolo gira a 60fps stabili, sia in modalità portatile che docked, con tempi di caricamento ridotti e una fluidità che sorprende. È quasi incredibile scriverlo, ma Pokémon riesce finalmente a offrire un’esperienza solida anche nelle fasi più concitate. Peccato solo per una direzione artistica meno ispirata del solito: Luminopoli è ricca di dettagli e vita urbana, tra caffè, boutique e mercati, ma fatica a lasciare il segno dal punto di vista visivo. L’atmosfera resta affascinante, ma il colpo d’occhio è altalenante: ombre incoerenti, texture piatte, edifici che mancano di profondità. L’altro limite è proprio la città in sé. Pur essendo densa, viva e piena di scorci curiosi, Luminopoli è anche una gabbia. L’intera avventura si svolge in un unico grande ambiente urbano, che si esplora a fondo in poche ore. Le nuove zone selvagge nelle quali catturare Pokémon offrono un po’ di respiro, ma mancano il senso di scoperta e meraviglia che avevano reso Leggende Pokémon: Arceus così sorprendente. Le aree selvagge sono ridotte a piccoli spazi delimitati — giardini, cantieri, vicoli — e la fauna Pokémon ne risente. Certo, è bello vedere i Fletchling volare tra i lampioni o i Goomy rifugiarsi dalla pioggia sotto un ponte, ma il tutto dà la sensazione di un ecosistema controllato, più che di un mondo vivo. Narrativamente, Leggende: Z-A sceglie un tono più maturo, parlando di amicizia, perdono e rinascita, ma lo fa con la solita formula testuale: ancora una volta, nessun doppiaggio, nemmeno nei momenti più cinematografici. È un’assenza che pesa, soprattutto quando la storia vorrebbe emozionare e la regia visiva non basta a compensare. Pokémon Leggende: Z-A è un passo avanti importante per la saga, e soprattutto per Game Freak, che dimostra di poter reinventare le sue fondamenta senza tradirle. Il sistema di combattimento in tempo reale è ben fatto, le Mega Evoluzioni ritrovano finalmente la loro gloria, e il gameplay raggiunge livelli di intensità mai toccati prima. Tuttavia, la scelta di confinare tutto in una sola città finisce per limitare l’immaginazione, sacrificando quella sensazione di libertà che ha sempre definito il viaggio Pokémon. 
Formato: Switch, Switch 2 (versione testata) Editore: Nintendo, The Pokémon Company Sviluppatore: Game Freak Voto: 7 
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Giorgini (Enpacl): "In 10 anni +42% fatturati studi consulenti lavoro"

(Adnkronos) - "Negli ultimi 10 anni i fatturati degli studi dei consulenti del lavoro sono aumentati del 42% a fronte di una svalutazione del 19%. Anche il reddito si è alzato, siamo arrivati a un miliardo e 400 milioni e nella classifica degli ordini professionali siamo al terzo posto, quindi in una posizione medio alta. Anche i contributi sono aumentati tra il 6 e l'8% e sono aumentati del 9%, di 16 milioni le prestazioni che abbiamo erogato. Quindi la nostra è un'attività in espansione, che sta crescendo e che continuerà a farlo. Dobbiamo lavorare e lo stiamo facendo a favore dell’ingresso dei giovani, che è fondamentale per il nostro sistema previdenziale e per fronteggiare l'inverno demografico". Lo ha detto Sergio Giorgini, presidente di Enpacl, l'ente nazionale di previdenza dei consulenti del lavoro, intervenendo alla Convention nazionale dei consulenti del lavoro a Napoli, in occasione dell'anniversario dei 60 anni del consiglio nazionale dei professionisti.    
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Ia, Consulenti del lavoro: "Regolazione è necessaria, folle il contrario"

(Adnkronos) - "Io credo che più di arresto della crescita dell'intelligenza artificiale oggi si parla una scelta di qualità sull'Ia. E' uno strumento che dipende molto dai dati per sviluppare gli algoritmi, e oggi la quantità di questi è talmente grossa che ormai non fa più la differenza. Si tratta ora di fare un discorso sulla qualità dei dati e sull'integrazione. Tutti noi usiamo e useremo sempre più l'ia per ogni fase della nostra attività lavorativa ma dobbiamo essere in grado di farlo con consapevolezza e con l'obiettivo di governarla. E io credo che la regolazione sia necessaria, non si può pensare di diffondere un sistema così innovativo, che prende decisioni e non è solo di ausilio, senza regolarlo. Sarebbe una decisione folle e sono d'accordo quindi con la decisione dell'Ue anche se non dobbiamo eccedere nella regolazione, che è dietro l'angolo perchè si fa l'errore di non integrare queste normative con tutto quello che c'è intorno". Così Giovanni Marcantonio, segretario del Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro, intervenendo a Napoli alla Convention nazionale dei consulenti del lavoro in occasione dei 60 anni della nascita del Consiglio nazionale dei professionisti.  Marcantonio ha ricordato che "l'Ia Act classifica tutta la materia del lavoro in alto rischio, e questo vorrà dire che sarà centrale il ruolo del professionista nell'applicazione di questa normativa nella vita quotidiana. E nei rapporti con la pubblica amministrazione la nostra categoria ha davanti la scelta o di subire l'innovazione tecnologica che si interseca con la pa o progettare con essa queste innovazioni", ha sottolineato.  E Stefano Sassara, tesoriere Cno consulenti del lavoro, parlando dell'ia ha sottolineato: "Dubito che possiamo includere nella polizza assicurativa di un professionista l'ia come unica causa di un danno".     
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aizoOn: 20 anni e agenda 2045 per un futuro sostenibile e etico

(Adnkronos) - aizoOn Technology & Consulting ha celebrato i suoi vent'anni di attività con un evento che ha riunito oltre 1000 persone nella cornice della Reggia di Venaria. L'occasione ha segnato non solo un traguardo significativo per l'azienda torinese, fondata nel 2005 da Silvana Candeloro e Franco Cornagliotto, ma anche il lancio dell'Agenda aizoOn 2045, un manifesto che definisce la visione strategica per i prossimi due decenni. 
aizoOn, oggi attiva con oltre 750 professionisti tra Europa, Stati Uniti e Australia, è riconosciuta come player di riferimento nella consulenza tecnologica, contribuendo in modo significativo a sei delle dieci tecnologie definite "critiche" dall'Unione Europea, inclusa l'artificial intelligence e la cybersecurity. Il manifesto Agenda 2045 è stato presentato attraverso cinque panel condotti dai collaboratori aziendali e rappresenta un impegno concreto verso le nuove generazioni, focalizzato sulla responsabilità e sull'impatto positivo dell'innovazione. 
Silvana Candeloro, CEO di aizoOn, ha sottolineato la proiezione verso il futuro: "Vent’anni sono un traguardo significativo, ma per noi non è un punto di arrivo. Abbiamo scelto di guardare al futuro, indicando come l’innovazione possa continuare a migliorare la vita delle persone e delle comunità in cui operiamo". L'Agenda strategica di aizoOn per il 2045 si articola su cinque pilastri fondamentali, che ridefiniscono il percorso dell'azienda nei prossimi due decenni. Al centro della visione si trova la centralità delle persone: un principio cardine che promuove la valorizzazione del talento, del benessere e della crescita professionale, elementi essenziali per costruire un futuro equo e inclusivo. A guidare ogni scelta è l'Innovazione responsabile, concepita come la capacità di indirizzare il cambiamento tecnologico con una forte componente etica e di garantire un impatto positivo sulla società. Questa vision è saldamente legata alla Sostenibilità ambientale e sociale, che si traduce nell'impegno concreto verso soluzioni green, nell'equità e nella responsabilità sociale d'impresa. Parallelamente, aizoOn punta sulla crescita e visibilità, con l'obiettivo di consolidare l'eccellenza in settori strategici e di rafforzare la propria presenza a livello internazionale, in particolare in Spagna, Stati Uniti e Australia. Infine, l'intera struttura si sorregge sulla comunità e collaborazione, un pilastro che sottolinea l'importanza di una rete di relazioni autentiche, dove il lavoro di squadra e il senso di appartenenza fungono da leve primarie per la generazione di valore. I fondatori hanno ribadito che la vision aziendale è frutto di un dialogo esteso con i dipendenti. "L’Agenda 2045 è la visione collettiva dell’azienda, risultato di un dialogo aperto con i nostri colleghi", ha spiegato Candeloro, aggiungendo che "Il futuro di aizoOn è scritto da tutte le persone che ogni giorno contribuiscono a renderla migliore". 
Franco Cornagliotto, co-fondatore, ha evidenziato la coerenza storica del percorso: "Abbiamo vissuto vent’anni di evoluzione tecnologica e sociale, mantenendo sempre una direzione chiara: innovare con competenza, migliorare la qualità della vita delle persone e creare valore sostenibile. Questa è la nostra sfida e la nostra promessa per i prossimi vent’anni". In conclusione dei lavori, è stata ribadita la centralità dell'essere umano nell'equazione tecnologica. Il Vicepresidente, Federico Cornagliotto, ha evidenziato l'impegno di aizoOn nel garantire che "la tecnologia sia disponibile alla comunità e al servizio di un mondo a misura d'uomo". A conclusione della conferenza, i bambini presenti hanno lanciato ai partecipanti palline colorate che simboleggiavano i cinque pilastri dell'Agenda 2045, un gesto simbolico per sottolineare l'impegno verso le generazioni future.  
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Ora solare, neurologo Barbanti: "Lunedì dopo cambio meno infarti, sonno cura più potente"

(Adnkronos) - Nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre tornerà l'ora solare, regalandoci 60 preziosi minuti di riposo in più. Un dono piccolo, ma potentissimo per il nostro cervello. "Un'ora sola ti vorrei: non è soltanto la celebre canzone resa immortale da Ornella Vanoni e Fausto Leali negli anni Sessanta, è anche la richiesta del nostro cervello, costantemente in debito di sonno", afferma il neurologo Piero Barbanti, direttore dell'Unità per la cura e la ricerca su Cefalee e dolore dell'Irccs San Raffaele di Roma e docente di Neurologia clinica all'università San Raffaele. Del resto, sottolinea, importanti studi scientifici dimostrano che il lunedì successivo al ritorno dell'ora solare è quello con il numero più basso di infarti cardiaci in tutto l'anno. "Proprio così: basta una sola ora di relax in più - spiega il neurologo - per far crollare il cortisolo, riducendo le malattie stress-correlate, come l'infarto. Il nostro deficit cronico di sonno non consente al cervello di ricaricarsi, di 'ripulirsi' tramite il flusso glinfatico notturno e di spegnere completamente il sistema di allerta, il cosiddetto sistema simpatico".  Se dormire 60 minuti in più fa bene alla salute, non tutti però vivono serenamente il cambio dell'ora. Per alcuni diventa un piccolo 'jet lag' biologico. Alcune persone, "in particolare chi soffre di emicrania, insonnia, ansia o depressione - chiarisce Barbanti - faticano ad adattarsi al nuovo orario per giorni. Normalmente in ciascuno di noi il centro dei bioritmi (il nucleo soprachiasmatico dell'ipotalamo) si resetta automaticamente ogni giorno allineandosi al naturale alternarsi di luce e buio, come i nostri smartphone che si aggiornano automaticamente al fuso locale quando viaggiamo. In chi patisce il cambio dell'ora, invece, il reset è più lento e laborioso, dando origine a una peggiore qualità del sonno, stanchezza e nervosismo. L'uso della melatonina tra le 21 e le 22 può facilitare il superamento di questo fastidio". Un dato che fa riflettere su quanto viviamo in apnea, travolti da stress e mancanza di riposo. Nel 2025 dormire bene è diventato un atto rivoluzionario, ragiona lo specialista. Viviamo connessi 24 ore su 24, bombardati da notifiche, luce blu e ansie da performance. L'Oms parla di una vera e propria epidemia di insonnia. "Dormire non è tempo perso - conclude il neurologo - ma tempo ritrovato. Il ritorno all'ora solare ci ricorda una verità semplice: c'è una saggezza silenziosa nel corpo, conosce ciò che ci nutre, anche quando la mente si perde altrove". 
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Università, Brambilla (UniMi): "Agorà della psicologia apre il sapere alla città"

(Adnkronos) - "Con questo nuovo ciclo di incontri aperti alla cittadinanza intendiamo rafforzare l'impegno civico della Statale sul tema della psicologia e del benessere psicologico, in tutte le sue declinazioni". Così Marina Brambilla, rettrice dell'università degli Studi di Milano, intervenendo oggi alla presentazione di 'Agorà della psicologia', il progetto culturale dell'università meneghina, che per la rettrice rappresenta "il coronamento di un percorso costruito negli anni, che unisce in modo coerente la filiera della didattica e della ricerca nell'ambito della psicologia". Ispirandosi alla piazza centrale della polis greca (l’Agorà, appunto), l'iniziativa offre ai cittadini un calendario di 6 incontri condotti da menti brillanti e voci di spicco della cultura, per rendere la cittadinanza attiva e partecipe sui grandi temi del nostro tempo. Il progetto evidenzia quanto la psicologia rappresenti oggi un ambito prioritario per l'ateneo meneghino. L'offerta formativa comprende infatti "una laurea triennale, diverse lauree magistrali, alcune delle quali attivate di recente - ricorda Brambilla - e si completa con la scuola di specializzazione, rendendo così l'intero percorso formativo pienamente strutturato. Anche le attività di ricerca sono cresciute nel tempo, assumendo un ruolo sempre più rilevante. Agorà della psicologia è dunque un momento significativo per la Statale, un'occasione per confermare la nostra missione integrata di didattica, ricerca e trasferimento delle conoscenze verso la città e il territorio". La rettrice fa poi notare come "un'attenzione particolare è rivolta all'applicazione della psicologia nell'ambito della cura, poiché il nostro percorso è inserito nel Dipartimento di Oncologia e Medicina. Questo ci consente di sviluppare competenze solide anche nella psicologia clinica e nella relazione con il paziente", conclude. 
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Università, Vago (UniMi): "Agorà della psicologia completa filiera formativa"

(Adnkronos) - "All'università Statale di Milano abbiamo un corso di laurea triennale in Scienze psicologiche per la prevenzione e la cura, a cui seguono due lauree magistrali, una in Neuropsicologia e l'altra in Psicologia della sanità. A questi si aggiungono un corso in Scienze cognitive, diversi master e, a breve, una scuola di specializzazione. Il progetto Agorà della psicologia rappresenta il completamento", della filiera didattica, "e al tempo stesso l'apertura verso l'esterno di questo percorso". Lo ha detto Gianluca Vago, direttore del Dipartimento di Oncologia e oncoematologia dell'università degli Studi di Milano, alla presentazione del progetto culturale dell'ateneo meneghino: 6 incontri aperti alla cittadinanza per confrontarsi e discutere sui grandi temi del nostro tempo, con menti brillanti e voci di spicco della cultura. Per Vago il progetto, inserito nel Dipartimento di Oncologia e Medicina, "completa l'intera filiera formativa dell'ateneo". Un'offerta formativa che mira anche a formare nuove professionalità in ambito sanitario per migliorare concretamente la qualità dei servizi offerti ai cittadini e ai pazienti. "Questo - sottolinea - è il contributo che, come università, possiamo dare. C'è una crescente consapevolezza che la figura dello psicologo in ambito sanitario non sia solo un valore umano, ma anche un elemento essenziale di sostenibilità per l'intero sistema: un supporto reale e ormai riconosciuto alla sanità pubblica". 
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Università, Pravettoni (UniMi): "Agorà della psicologia è racconto oltre il disagio"

(Adnkronos) - "L'Agorà della psicologia nasce dall'iniziativa di un gruppo di psicologi che hanno iniziato a collaborare partendo da un'idea semplice, ma importante: la psicologia non può essere rappresentata solo attraverso il disagio. Abbiamo sentito il bisogno di creare uno spazio capace di raccontarla in modo positivo, attraverso l'arte, la letteratura e la filosofia". Così Gabriella Pravettoni, professoressa di Psicologia all'università degli Studi di Milano, partecipando oggi alla presentazione del progetto culturale dell'ateneo meneghino, che "vuole dare vita a un momento di incontro e di riflessione condivisa tra studenti e cittadinanza. Un luogo in cui approfondire, interiorizzare e riflettere, ma con uno sguardo luminoso, costruttivo e aperto". Il progetto si ispira al modello di polis greca - l'Agorà, appunto - un luogo in cui i cittadini possono tornare a confrontarsi e discutere sui temi dei nostri tempi, accompagnati da menti brillanti e personaggi illustri. Un ciclo di 6 incontri che prevede la partecipazione di personalità di assoluto rilievo nel panorama nazionale. Tra gli altri, Massimo Cacciari (filosofo), Massimo Recalcati (psicanalista, filosofo e scrittore, Vittorio Lingiardi (Saggista), Andrea Ruth Shammah (regista), "che porteranno in scena anche spettacoli teatrali. In forme diverse - sottolinea Pravettoni - tutti contribuiranno a rappresentare la psicologia nella sua ricchezza e complessità". 
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Moriani (Var Group): "Ia entrerà nel lavoro integrandosi con intelligenza umana e organizzativa"

(Adnkronos) - Si chiude oggi a Rimini Zing, l’evento organizzato da Var Group che ha portato a Rimini quasi 3000 persone provenienti da aziende di ogni settore, ospiti internazionali e uno straordinario robot umanoide, Ameca, con capacità di riconoscimento facciale, comprensione del linguaggio naturale e telepresenza, uno strumento per testare e sviluppare nuove applicazioni di intelligenza artificiale. In un'intervista all'Adnkronos/Labitalia Francesca Moriani, ceo di Var Group e autrice di Braveship, il coraggio di innovare, ha spiegato come l’Ia entra e potrà entrare nel mondo del lavoro, integrandosi con l’intelligenza umana ed organizzativa.  "Ameca - afferma - si è presentata come il robot umanoide più avanzato al mondo, in grado di analizzare e mettere in correlazione migliaia di dati in un secondo, parlare molte lingue, disponibile 24 ore su 24 e che non ha nemmeno bisogno della pausa caffè. Ecco, la prima riflessione che mi sono portata a casa è proprio questa. Nel mondo delle aziende e delle relazioni che si creano sul lavoro la pausa caffè in realtà è il nostro spazio strategico. E' lì che un commento informale si trasforma in un'idea geniale. E' il momento in cui costruiamo le relazioni e ci connettiamo".  "L’Intelligenza artificiale nelle aziende - sottolinea - è ancora molto poco utilizzata e solo per attività estremamente semplici. Le facciamo scrivere mail, fare report. Tutto bellissimo, ma non è certo questo che cambia radicalmente le cose. Quando entrerà in maniera integrata all’interno degli assetti organizzativi allora sì che si avrà quella che già adesso si appare come una rivoluzione sebbene solo potenziale. Lo ha detto benissimo Alec Ross durante la prima plenaria: 'i pessimisti piangono nel loro caffè e si lamentano di un mondo immaginato, realizzato e gestito dagli ottimisti'. Ecco, noi vogliamo essere ottimisti e continuare a pensare a come integrare l’Ia nei processi aziendali, immaginando anche nuove forme di organizzazione".  "Ci sono davanti praterie. Sta a noi definire le linee strategiche e Zing è nato per creare un confronto aperto su questi temi, per ispirare le persone con nuove idee, non solo per capire lo status quo ma anche per definire cosa possiamo fare noi- all’evento c’erano più di 800 persone tra imprenditori e manager di aziende di ogni settore e dimensione- per indirizzare nel modo corretto non solo lo sviluppo dell’Ia ma anche la sua integrazione nel mercato del lavoro", osserva. Per Francesca Moriani "l’Ia può potenziare le persone. Mentre si occupa di attività ripetitive, dei report e della gestione dei processi noiosi, ma anche di predire rischi e guidare macchine agricole, le persone avranno più tempo per fare ciò che l’intelligenza artificiale non potrà mai fare dove servono ad esempio creatività e conoscenza del contesto, istinto. L’Ia è programmata per evitare gli errori, utilizza un codice che si basa sulla logica, non sull'istinto. Ecco perché la leadership rimarrà sempre umana. Gli esseri umani hanno una capacità straordinaria: giustificare un errore come 'visione retroattiva', l’Ia lo segnala come una deviazione dalla norma. Non accettata". "Il tema centrale di Zing - spiega - è l’integrazione tra 'intelligenza umana, artificiale e organizzativa'. Significa smettere di vedere l’Ia come un’entità separata e cominciare a progettare sistemi in cui tre tipi di intelligenza dialogano e si completano. Nella pratica questo significa diversi interventi concreti: ridisegnare i processi decisionali perché i risultati prodotti dall’Ia vengano integrati nelle decisioni umane, non solo consegnati come report. Bisogna creare ruoli ibridi - ad esempio data translator o Ia product manager - che traducano output tecnici in azioni di business e stabilire feedback loop in cui i comportamenti umani influenzano il modello e il modello, così da farlo migliorare". "Un altro esempio - aggiunge - nelle operations, l’Ia può suggerire riassetti di schedule o ordini; ma è la persona a valutare vincoli relazionali, negoziazioni con fornitori o priorità strategiche. L’organizzazione deve prevedere chi prende quella decisione e come il sistema apprende dalle sue scelte. Senza questo livello di integrazione, l’Ia resta un fornitore di insight non utilizzati". Alla domanda 'cosa serve davvero alle aziende oggi: più pianificazione rigorosa o più coraggio e sperimentazione', Francesca Moriani risponde: "E’ come chiedere ad un bambino a chi vuol più bene alla mamma o al papà. Servono entrambe le cose, ma dato che siamo di fronte a un cambiamento radicale, il primo passo è creare spazio per sperimentare con coraggio. Il coraggio serve per iniziare sperimentazioni rapide, dobbiamo essere pronti ad accettare che alcune falliranno, dobbiamo imparare velocemente e adattare. La sperimentazione ci dà conoscenza pratica; ci permette di capire davvero quali processi vanno ripensati e quali casi d’uso portano valore reale". "Detto questo - conclude - la sperimentazione va fatta in modo intelligente: non è anarchia. Serve rigore nel misurare i risultati dei proof-of-concept, metriche chiare e governance. E soprattutto avere pazienza: non tutto diventerà subito evidente in termini di Roi monetario; però l’adattamento continuo e la costruzione di competenze sono investimenti strategici". 
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Inaugurate a Palazzo Guinigi le prime mostre

(Adnkronos) - Esplorare universi narrativi, da un’immersione nelle più emozionanti atmosfere western fino ad avventure fantascientifiche che evocano bui periodi storici, passando per corpi che si trasformano nelle loro differenti bellezze, omaggi artistici, scoperta delle radici di giochi rivoluzionari e personaggi che hanno cambiato l’immaginario collettivo di intere generazioni. È questo l’obiettivo delle mostre di Lucca Comics & Games di questa edizione, capaci ancora una volta di accompagnare il pubblico in un viaggio straordinario e irripetibile, tra centinaia di tavole originali e pezzi unici, per una serie di mostre che non hanno eguali nel mondo. Con l’inaugurazione delle prime mostre di Palazzo Guinigi avvenuta sabato 18 ottobre, si apre ufficialmente il primo capitolo di Lucca Comics & Games: fino al 2 novembre il pubblico potrà ammirare liberamente alcune delle più importanti opere di artisti e artiste che, a partire dallo scorso secolo, hanno segnato per sempre il mondo della Nona Arte e del gioco. Queste le prime cinque mostre che hanno aperto il 18 ottobre (per ulteriori dettagli, visita la pagina relativa): ¡HOLA, TEX! – La più grande icona del fumetto italiano nell’interpretazione dei Maestri ispanici. A cura di Riccardo Moni e Mauro Uzzeo. GRAZIA LA PADULA: DISEGNARE L’INAFFERRABILE – A cura di Mara Famularo. KEVIN EASTMAN: A TWISTED RONIN NINJA – A cura di Giovanni Russo. L’ETERNAUTA: OLTRE LO SPAZIO E IL TEMPO – A cura di Pier Luigi Gaspa. FORGING THE MYTH: ART & ARTIFACTS FROM THE WORKSHOP – A cura di Luca Bitonte, Roberto Di Meglio e Karl Kopinski. Dopo questo evento, che ha visto tra i suoi protagonisti una delle artiste in mostra, Grazia La Padula, le esposizioni saranno visitabili dal 19 al 28 ottobre a ingresso libero (da martedì a sabato ore 15-19, domenica ore 10-13 / 15-19; chiuso il lunedì). Dal 29 ottobre al 2 novembre l’accesso sarà libero, con accesso prioritario per i possessori di un biglietto di ingresso del festival valido (ore 9.00 – 19.00). Anche quest’anno i visitatori e le visitatrici potranno approfondire le voci e le visioni degli artisti e delle artiste in mostra, raccontate nel volume Lucca Comics & Games 2025, French Kiss, artbook delle mostre (Lucca Crea Edizioni) disponibile in esclusiva nel bookshop delle mostre e, in seguito, nelle librerie e negli store online. 
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