Campus Bio-Medico di Roma, ecco la campagna di comunicazione 'Hub, Lab, Us'

(Adnkronos) - L’Università Campus Bio-Medico di Roma (UCBM) presenta la nuova campagna di comunicazione 'Hub, Lab, Us', pensata per raccontare in modo innovativo la propria identità, l’eccellenza scientifica, la ricerca e il ruolo internazionale dell’Ateneo. Partendo dalla forza evocativa del linguaggio visivo e della narrazione integrata, la campagna si ispira a modelli comunicativi moderni, fondendo estetica contemporanea e storytelling coerente. Il claim scelto racchiude l’essenza dell’università e le sue radici. Lo sfondo grafico richiama una rete neuronale, metafora di un sapere vivo e interconnesso, che cresce e mette in relazione studenti, docenti, ricercatori e personale amministrativo.  Un simbolo che evoca tanto la scienza quanto le radici dell’Ateneo, richiamando la vocazione a unire conoscenza, cura e attenzione alla persona. La scelta di utilizzare l’inglese riflette l’impegno dell’Ucbm verso un progetto di internazionalizzazione di lungo periodo, volto a rafforzare il respiro globale dell’Ateneo e ad attrarre studenti, ricercatori e partner da tutto il mondo.  Il progetto prende il nome da tre concetti chiave: Hub, come centro di eccellenza e di formazione internazionale che connette saperi, persone e opportunità. Simbolo tangibile è il nuovo edificio Cu.Bo, spazio multifunzionale dedicato a didattica, ricerca, innovazione, cultura e benessere in un ambiente sostenibile. Lab, i laboratori d’avanguardia dove teoria e pratica si incontrano ogni giorno.  Tra questi, il Simulation Center, inaugurato nel 2024, offre simulazioni immersive di scenari clinici complessi, fondamentali per la formazione pratica e l’innovazione medica, ed opportunità di testing di prodotto e di processo in ambito ingegneristico. Us, la comunità dell’Ateneo, ispirata dai valori cristiani, che valorizza collaborazione, inclusione e partecipazione, attraverso iniziative come la settimana sport, arte, scienza e cultura, progetti di volontariato e cooperazione internazionale, percorsi di benessere dedicati a studenti (Proben) e la promozione della ricerca interdisciplinare con particolare attenzione al contributo femminile in ambito stem. La campagna – realizzata con stile contemporaneo, diretto e ispirazionale – fa propri alcuni elementi di storytelling visivo tipici di campagne internazionali: un’identità grafica forte, testi evocativi e coinvolgenti e un mix integrato di mezzi che dialogano tra loro in modo coerente. Questo approccio rafforza la riconoscibilità del brand e il coinvolgimento dei pubblici, rendendo la campagna realmente memorabile.  Secondo Carlo Tosti, presidente dell’università Campus Bio-Medico di Roma "questa campagna segna un passaggio importante nel percorso di consolidamento dell’Ateneo. È un’opportunità per raccontare la nostra identità: un’università che investe in formazione, ricerca, innovazione e comunità, forte delle sue radici e capace di guardare al futuro con apertura internazionale. Il segno concreto di un progetto che guarda lontano e che intende rafforzare il ruolo dell’Università Campus Bio-Medico di Roma come polo di riferimento nel panorama accademico globale".  Andrea Rossi, amministratore delegato e direttore generale dell’università Campus Bio-Medico di Roma, commenta: “L’iniziativa ha l’obiettivo di raccontare un Ateneo in continuo sviluppo, dove la qualità della formazione e della ricerca e della terza missione è al centro. La nostra offerta formativa è pensata per preparare professionisti capaci di unire competenza scientifica e attenzione alla persona, in un contesto che favorisce il confronto e lo scambio di idee. Hub, Lab, Us. rappresenta un approccio innovativo con cui vogliamo condividere questa visione con studenti, docenti, personale ucbm e partner internazionali, rafforzando il ruolo dell’università Campus Bio-Medico di Roma come Polo di riferimento scientifico e tecnologico”.  Secondo Alexandra Tomassi, responsabile comunicazione e fundraising Ucbm, la campagna è stata pensata per parlare in modo autentico a giovani e stakeholder: “Con Hub, Lab, Us. abbiamo scelto di posizionare L’università Campus Bio-Medico di Roma in un contesto internazionale sempre più competitivo, adottando un linguaggio semplice ma universale, capace di unire prossimità e autorevolezza. La definizione di un media mix strategico – dalle affissioni al digitale – è parte integrante di questa visione: ogni canale contribuisce a costruire un racconto coerente, immediato e riconoscibile. L’obiettivo è rafforzare l’attrattività dell’Ateneo, parlando alle nuove generazioni e agli stakeholder globali con una voce chiara, distintiva e in linea con i valori fondativi che ci caratterizzano”.  La campagna è stata sviluppata in collaborazione con l’agenzia creativa Ploomia. La nuova immagine e i key visual della campagna saranno visibili su diversi media: affissioni urbane, mezzi di trasporto, canali digital, radio, connected TV e all’interno dell’Ateneo stesso. Con 'Hub, Lab, Us.', l’Ucbm mette al centro la propria comunità e si propone come polo di riferimento per studenti, docenti, ricercatori e partner internazionali, trasformando la campagna in un messaggio di fiducia e di visione globale. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Medicina, in bebè prematuri sangue placenta può prevenire complicanze, studio italiano

(Adnkronos) - Le trasfusioni di globuli rossi contenuti nella placenta possono ridurre significativamente il rischio di retinopatia severa e di displasia broncopolmonare nei neonati estremamente prematuri. Lo dimostra uno studio italiano pubblicato sulla rivista scientifica 'eClinicalMedicine' del gruppo The Lancet. Il trial multicentrico Born, condotto tra il 2021 e il 2024 in 10 ospedali italiani, ha confrontato la trasfusione dei globuli rossi ottenuti dalla placenta con quelli provenienti da donatori adulti. Sono state effettuate 107 trasfusioni di sangue placentare (Cb-Rbc) nelle Terapie intensive neonatali (Tin) delle 10 strutture coinvolte, tra cui il Policlinico San Matteo di Pavia. Nei neonati che hanno ricevuto esclusivamente globuli rossi da sangue placentare - riferisce l'Irccs in una nota - non si sono verificati casi di retinopatia severa, diversamente dai neonati trasfusi con globuli rossi da donatori adulti, che hanno mostrato un'incidenza del 34%. La retinopatia del prematuro (Rop) è una grave patologia oculare che può portare alla cecità e colpisce frequentemente i neonati nati molto prima del termine. Si è inoltre osservata una significativa riduzione delle forme moderate e severe di malattia polmonare cronica del neonato estremamente prematuro.  La ricerca ha quindi evidenziato che i globuli rossi contenuti nella placenta possiedono proprietà identiche a quelle del neonato prematuro, come una ridotta capacità di rilasciare ossigeno ai tessuti, rendendoli particolarmente adatti a proteggere gli organi immaturi dai danni dell'ossigeno e dell'infiammazione. "Questo è uno studio molto importante di medicina trasfusionale neonatale, i cui risultati rappresentano una svolta nella cura del neonato estremamente prematuro - afferma Stefano Ghirardello, direttore Neonatologia e Tin del San Matteo e membro dello steering committee del trial - Curare l'anemia del neonato affetto da gravissima prematurità con le trasfusioni di globuli rossi di origine placentare al fine di ridurre il danno legato all'eccesso di ossigeno rilasciato dai globuli rossi dei donatori adulti è uno straordinario esempio di medicina di precisione, il cui scopo è offrire cure più efficaci e mirate alle specifiche esigenze del singolo paziente. E' affascinante osservare - sottolinea - come, in alcuni casi, fare meno è fare meglio: ridurre l'ossigeno rilasciato ai tessuti attraverso un prodotto trasfusionale innovativo ha permesso di ridurre l'incidenza di gravi patologie quali la retinopatia del prematuro e la malattia polmonare cronica". "La produzione di globuli rossi di origine placentare per fini trasfusionali ha richiesto un grande sforzo organizzativo - evidenzia Ghirardello - che ha coinvolto ostetrici, ginecologi e medici trasfusionisti, che ringrazio sentitamente. Tutto ciò in ogni caso non sarebbe stato possibile senza la generosità delle donne che hanno donato la placenta. Questo studio, ci auguriamo - conclude - possa essere di stimolo per la donazione del sangue placentare". Al trial hanno partecipato anche le neonatologhe Letizia Patti e Tiziana Boggini, e la responsabile della Struttura semplice Clv (Centro lavorazione e validazione) del San Matteo, Paola Bergamaschi. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Regione Lazio si illumina di verde per la Giornata regionale celiachia

(Adnkronos) - Questa sera, a partire dalle 20, per celebrare la Giornata regionale della celiachia il palazzo della sede della Regione Lazio, in via Cristoforo Colombo 212 a Roma, si illuminerà di verde. L'iniziativa, realizzata in collaborazione con Acea - si legge in una nota - ha lo scopo di sensibilizzare e promuovere la conoscenza della malattia celiaca e la sua variante dermatite erpetiforme. La Giornata regionale della celiachia nel Lazio è stata istituita dalla legge regionale n. 7 del 26 giugno 2025. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Food, 25 anni di Fvg Via dei Sapori: il presidente Filiputti, "Insieme per il racconto del territorio"

(Adnkronos) - Oltre un milione di assaggi serviti all'insegna dell'eccellenza e della valorizzazione del territorio, 185 eventi in 83 località di tutto il mondo in cui sono state promosse la cultura e l'enogastronomia del Friuli Venezia Giulia. Questi, in sintesi, i numeri che raccontano la storia del Consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, che quest'anno compie 25 anni. Un traguardo festeggiato con un anno di eventi, che ha il suo clou proprio oggi, 15 settembre, con la celebrazione ufficiale nelle sale della Fondazione Friuli, a Udine.  Il Consorzio è un affiatatissimo gruppo composto da 73 aziende portabandiera delle eccellenze enogastronomiche della regione. "L'obiettivo è sempre stato, dall'inizio, quello di raccontare il territorio attraverso la cucina, e poi attraverso il vino. In ogni angolo del Friuli Venezia Giulia ci sono cucine diverse: la Carnia e Udine e Trieste sono mondi completamente diversi. Far esaltare queste particolarità era una nostra sfida", spiega ad Adnkronos/Labitalia il presidente del Consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, Walter Filiputti. "L'altro aspetto - prosegue - è stato quello di mettere insieme nel lavoro anche la cultura: all'inizio abbiamo creato questa equazione che poi abbiamo realizzato, ossia cucina+vino+prodotti+cultura=turismo. E questo nel 2000 nessuno lo aveva intuito, e ci ridevano dietro, invece adesso è pane quotidiano qualcosa che noi portiamo avanti da 25 anni". In questi 25 anni di percorso gli obiettivi raggiunti sono stati tanti ma uno in particolare tiene a evidenziare il presidente Filiputti: "Essere riusciti a coagulare un mondo di per sé difficile, con attori che non hanno la vocazione dello stare insieme, quindi riuscire a portare avanti per 25 anni uno zoccolo duro che è sempre lo stesso, è il più grande successo. Il secondo è che accanto al gruppo dei ristoranti abbiamo messo insieme tutta la filiera della produzione, quindi fanno parte del Consorzio vignaioli, artigiani del gusto, partner tecnici, cioè tutti coloro che poi per portare avanti i nostri eventi collaborano insieme e questo direi che è l'aspetto più importante e di cui possiamo essere orgogliosi. E il merito è di tutti, perché lo stare insieme non è facile, bisogna fare tutti un passo indietro, insieme, per poi farne due in avanti e questo lo riteniamo un valore e molto importante". Lo sguardo è sempre stato rivolto al futuro e in occasione di questo importante anniversario parte un nuovo progetto. "Dopo anni di ricerca - sottolinea - ora vogliamo creare una Academy, che avremmo già fatto se il Covid non ci avesse fermato, perché avevamo intuito già anni fa che quello del personale sarebbe diventato il problema di base. L'idea è di dare la possibilità di crescere, di formarsi in maniera moderna".  "E proprio oggi - annuncia - presentiamo l'accordo che abbiamo fatto con l'Academy Its-Istituto tecnico superiore di Udine fondato dal Gruppo Danieli, con cui andremo a collaborare per creare il primo Its in Friuli Venezia Giulia per la formazione del personale di sala e di cucina. E questo è un obiettivo molto molto interessante".   ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sma, svelate varianti genetiche chiave per diagnosi e cure su misura

(Adnkronos) - Uno studio coordinato da Stefania Corti e Dario Ronchi del Centro Dino Ferrari dell'università Statale e del Policlinico di Milano ha identificato e caratterizzato varianti genetiche rare in pazienti con atrofia muscolare spinale (Sma), grave malattia rara neuromuscolare che danneggia i motoneuroni e colpisce circa 1 persona su 6.000-10.000, causando debolezza muscolare progressiva. La ricerca - guidata da Martina Rimoldi e pubblicata su 'Neurology Genetics' - ha analizzato 149 pazienti con Sma negli ultimi 20 anni, identificando nel 5% dei casi varianti nucleotidiche singole nel gene Smn1, associate a delezione eterozigote. Per gli autori questa scoperta è particolarmente rilevante nell'era delle nuove terapie geniche per la Sma, poiché la caratterizzazione genetica completa è fondamentale per l'accesso ai trattamenti e per comprendere le variazioni nella risposta terapeutica. "L'identificazione di queste varianti rare è di cruciale importanza per migliorare la diagnosi e la prognosi dei pazienti con Sma - afferma Corti, co-responsabile dello studio - Con l'avvento delle terapie innovative come nusinersen, onasemnogene abeparvovec e risdiplam, una diagnosi genetica precisa e tempestiva può fare la differenza nel percorso terapeutico del paziente", evidenzia. "Il nostro approccio diagnostico integrato, che combina tecniche quantitative come la Pcr real-time e il sequenziamento diretto, rappresenta un cambio di paradigma nelle linee guida attuali - rimarca Ronchi, co-coordinatore del lavoro - Suggeriamo di considerare l'avvio tempestivo della terapia nei pazienti con delezione eterozigote di Smn1 e fenotipo clinico compatibile, senza attendere il completamento di tutti i test molecolari. E' fondamentale sottolineare come al momento i pazienti con varianti rare sfuggano allo screening neonatale con possibili ritardi terapeutici, una necessità che deve essere risolta con analisi complete tempestive in futuro". Lo studio è stato realizzato con il supporto della famiglia Smaldone in memoria della signora Maria Domenica Smaldone, il cui contributo ha reso possibile questa importante ricerca che avrà ricadute concrete sulla vita di molti pazienti affetti da Sma e le loro famiglie, si legge in una nota. Lo studio ha importanti ricadute terapeutiche, assicurano gli autori. I pazienti con varianti missense come p.(Tyr130Cys) - illustrano - presentano fenotipi più lievi e potrebbero rispondere diversamente alle terapie disponibili rispetto ai pazienti con varianti nonsense. Inoltre, l'identificazione di varianti modificatrici nel gene Smn2, come c.859G>C e c.835-44A>G, permette di personalizzare il trattamento, adattando tipo e intensità della terapia in base al profilo genetico specifico; prevedere la risposta terapeutica, perché le varianti identificate possono influenzare l'efficacia di nusinersen e risdiplam, che agiscono sulla modulazione dello splicing di Smn2; ottimizzare il timing di intervento, iniziando trattamenti reversibili come nusinersen o risdiplam immediatamente nei casi sospetti, senza attendere la caratterizzazione genetica completa; sviluppare nuove strategie terapeutiche. Le varianti rare, infatti, potrebbero richiedere approcci terapeutici specifici o combinazioni di farmaci. "Queste varianti modificatrici ci aiutano a comprendere meglio la variabilità fenotipica osservata nei pazienti e possono guidare le decisioni terapeutiche personalizzate - commenta Giacomo P. Comi, direttore del Centro Dino Ferrari - La presenza di varianti come c.859G>C in omozigosi può migliorare significativamente la prognosi e influenzare la scelta del trattamento più appropriato". Tra i risultati più significativi - si precisa nella nota - lo studio ha identificato pazienti con geni ibridi Smn1/Smn2, una condizione rara che può sfuggire agli screening standard, ma che presenta implicazioni terapeutiche specifiche come dimostrato dalla risposta positiva al trattamento con nusinersen in uno dei pazienti dello studio. La ricerca - concludono gli studiosi - conferma l'importanza dello screening neonatale per la Sma, già attivo in diverse regioni italiane, e la necessità di implementare approcci diagnostici molecolari avanzati per identificare anche le forme più rare della malattia che sfuggono agli screening tradizionali. La diagnosi precoce è fondamentale poiché i trattamenti sono più efficaci se iniziati prima della comparsa dei sintomi; le terapie geniche come onasemnogene abeparvovec hanno finestre temporali ottimali di somministrazione; la degenerazione dei motoneuroni è irreversibile, rendendo cruciale l'intervento tempestivo. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


The Power of Play: videogiochi e impatto sociale, Pesaro diventa capitale dell'innovazione

(Adnkronos) - Si è tenuta oggi, presso la Casa delle Tecnologie Emergenti – CTE Square di Pesaro, la conferenza stampa che ha svelato il programma della prima edizione di The Power of Play, un nuovo festival dedicato ai videogiochi come strumenti di cambiamento. L'appuntamento, in programma il 10 e l'11 ottobre all'Auditorium Scavolini, è organizzato da IIDEA (l'associazione che rappresenta l'industria dei videogiochi in Italia), per iniziativa del Comune di Pesaro – CTE Square e dell'Università di Urbino Carlo Bo, in partnership con l'organizzazione internazionale Games for Change. 
Il festival si propone di esplorare il ruolo dei videogiochi oltre il mero intrattenimento. Durante le due giornate, 30 relatori provenienti da 7 Paesi (Italia, Belgio, Francia, Polonia, Svezia, Regno Unito e USA) si alterneranno sul palco per affrontare sei tematiche principali: wellbeing, sustainability, culture, human rights, education e awareness. L'evento includerà anche sei workshop pratici rivolti agli studenti delle scuole del territorio e un'area showcase dove sarà possibile scoprire videogiochi con un impatto socioculturale e incontrare i loro sviluppatori. 
La scelta della data non è casuale, come ha sottolineato Alessandro Bogliolo, Coordinatore Scientifico di CTE Square: "Il coinvolgimento è la chiave del cambiamento e dell'innovazione sociale. The Power of Play è l'evento che meglio rappresenta i valori che hanno ispirato e guidato il progetto CTE Square. Sono particolarmente felice che siamo riusciti ad organizzare questo importante festival in due giornate di grande significato: la Giornata Mondiale della Salute Mentale e la giornata inaugurale di Europe Code Week". L'evento ospiterà relatori di alto profilo, tra cui Sam Barratt del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente e Lindsay Grace, docente e game designer. Tra i momenti più attesi, l'apertura dei lavori vedrà Aubrey Quinn di ESA e Nicholas Elles di Video Games Europe presentare i risultati della ricerca internazionale "The Power of Play". Lo studio, pubblicato in concomitanza con la Giornata Mondiale della Salute Mentale, esplora l'impatto positivo dei videogiochi sul benessere psicofisico dei giocatori, rafforzando la missione del festival. Sempre nella giornata del 10 ottobre, si terrà la cerimonia degli Italian Video Game Awards – Games Beyond Entertainment 2025, che premierà i videogiochi italiani con un impatto sociale, culturale o educativo. I riconoscimenti saranno assegnati in due categorie: Best in Impact, per i titoli che affrontano tematiche sociali, e Best in Learning, per i videogiochi a supporto dell'apprendimento. 
L'11 ottobre, giornata di inizio della EU Code Week 2025, il festival si concentrerà sull'uso dei videogiochi in contesti didattici. Verranno presentate e lanciate due importanti iniziative: la EU Code Week, per avvicinare gli studenti alla programmazione, e la Games for Change Student Challenge, che incoraggia lo sviluppo di videogiochi ispirati agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Il festival non dimentica la comunità locale. Un appuntamento speciale, aperto anche ai genitori, vedrà gli influencer Mickol Lopez e Daniele Marzano confrontarsi con il pubblico, con il supporto di esperti, sull'uso corretto dei videogiochi in famiglia. La direttrice generale di IIDEA, Thalita Malagò, ha espresso il suo entusiasmo per l'evento: "Abbiamo colto con entusiasmo l'opportunità di collaborare con CTE Square e Games for Change a The Power of Play, un progetto ambizioso che valorizza i videogiochi oltre l'intrattenimento, riconoscendoli come strumenti di connessione, inclusione, crescita culturale, benessere ed educazione". Il festival ha l'ambizione di posizionarsi come un punto di riferimento per l'industria. Come ha dichiarato il Sindaco di Pesaro, Andrea Biancani: "Il Festival The Power of Play incarna a pieno il connubio tra la vocazione culturale della città e la propulsione all'innovazione portata dal progetto CTE Square. Questa prima edizione ha tutte le caratteristiche per diventare una tradizione che faccia di Pesaro un punto di riferimento per le industrie culturali e creative impegnate nella realizzazione di videogiochi a impatto sociale positivo". Per incentivare la partecipazione e il networking, l'evento adotterà il sistema WOM, che consentirà di partecipare alla WOM Challenge scaricando l'app WOM Pocket. Le registrazioni gratuite sono aperte su Eventbrite. Il programma completo è consultabile sul sito ufficiale: www.thepowerofplay.it. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Pixel contro iPhone: l'esodo che divide gli utenti Apple

(Adnkronos) - Negli ultimi mesi si è tornati a parlare con insistenza di un possibile “esodo” da iPhone a Google Pixel, alimentato dall’arrivo sul mercato del Pixel 10 e dalle nuove soluzioni pensate per semplificare la vita a chi vuole cambiare ecosistema. Il tema è ciclico: ogni volta che Apple introduce novità che dividono o che le normative europee obbligano a rivedere funzioni e servizi, si riaccende il dibattito sulla fedeltà degli utenti alla Mela e sull’attrattiva di Android, in particolare della linea Pixel. Ma quanto c’è di reale in questo presunto abbandono dell’iPhone? Le indagini disponibili raccontano una storia più sfumata. Secondo alcune ricerche, appena l’8% degli utenti iPhone nel 2025 prende in considerazione l’idea di passare ad Android, a conferma di una fedeltà che resta tra le più alte nel settore tecnologico. Eppure all’interno di questa minoranza c’è chi guarda con interesse a Google, soprattutto dopo le mosse del colosso di Mountain View per rendere più immediato il trasferimento di dati, password, app e impostazioni da iOS a Pixel. Una strategia precisa, che punta a ridurre al minimo la barriera psicologica e tecnica dello “switch” e a rendere più naturale il salto verso l’ecosistema Android. I numeri, tuttavia, restano ridotti. Le stime parlano di una percentuale reale di utenti che effettivamente abbandonano iPhone per Pixel compresa in un intervallo molto contenuto, intorno all’1-3% annuo nei mercati maturi come Stati Uniti ed Europa occidentale. Sono dati che non descrivono un fenomeno di massa, ma piuttosto una tendenza di nicchia, spesso spinta da curiosità tecnologica o dall’interesse verso funzioni che Apple non ha ancora introdotto. È il caso dei foldable: una ricerca internazionale ha evidenziato che il 30% degli utenti iPhone guarderebbe con favore a un pieghevole, e circa il 10% di questi sarebbe pronto a valutare un Pixel Fold. Questo intreccio tra aspettative, possibilità tecniche e fedeltà al marchio evidenzia come il presunto esodo sia più una narrativa che un dato consolidato. Google può contare su un ecosistema in crescita, su un controllo diretto dell’hardware e del software e sulla spinta dell’intelligenza artificiale integrata nei Pixel, che rappresenta oggi il vero elemento differenziante. Apple, dal canto suo, resta forte di una base utenti che raramente abbandona l’iPhone e che tende a percepire la continuità con gli altri dispositivi — Mac, iPad, Apple Watch — come un valore insostituibile. L’impressione è che nei prossimi mesi il confronto si sposterà sempre più sul terreno dell’AI e dei nuovi form factor. Se l’iPhone foldable arriverà davvero nel 2026, come prevedono diversi analisti, e se l’integrazione di Apple Intelligence saprà convincere anche in Europa, il margine di manovra di Google potrebbe restringersi. Per ora, più che di un esodo, si può parlare di piccoli movimenti di utenti attratti dalla promessa di un’esperienza diversa, ma non abbastanza numerosi da intaccare davvero la fedeltà quasi granitica che ancora oggi caratterizza l’universo iPhone. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Snapdragon 8 Elite Gen 5 è il nuovo chip di punta Android

(Adnkronos) - Il chip sarà svelato ufficialmente durante il Snapdragon Summit del 23-25 settembre, ma l’azienda ha già pubblicato un post sul proprio blog per spiegare la scelta. “Potrebbe sembrare che abbiamo saltato delle generazioni, ma la verità è più semplice e potente”, scrive Qualcomm. “Snapdragon 8 Elite Gen 5 segna la quinta generazione delle piattaforme premium della serie 8 da quando abbiamo introdotto la nostra nuova identità visiva e nomenclatura a singola cifra”. In sostanza, si tratta di riallineare la cronologia. Dopo Snapdragon 8 Gen 1, 2 e 3, Qualcomm aveva deciso lo scorso anno di rompere lo schema con Snapdragon 8 Elite, che di fatto era la quarta generazione della serie. Ora il numero “5” serve a riportare coerenza e a sottolineare che tutti i prodotti appartengono alla stessa famiglia, evitando al contempo il “4”, considerato numero sfortunato in diversi mercati asiatici. L’operazione appare meno caotica rispetto al passato, quando i processori Snapdragon seguivano numerazioni frammentate e spesso difficili da seguire. Resta però ironico che Qualcomm abbia dovuto giustificare la scelta per placare chi si aspettava un più banale Snapdragon 8 Elite Gen 2. Al di là del nome, il nuovo Snapdragon 8 Elite Gen 5 rappresenta il rivale diretto dell’Apple A19 Pro e sarà il cuore pulsante della prossima generazione di smartphone Android top di gamma, tra cui la serie Samsung Galaxy S26 e il futuro OnePlus 15. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Rete Assi, in arrivo 1.000 super alunni nelle Scuole di studi superiori d'ateneo

(Adnkronos) - Sono poco conosciute, nate per la maggior parte negli ultimi 25 anni, ma le scuole di studi superiori interne agli atenei rappresentano una grande occasione di crescita e formazione per i giovani di talento italiani che si affacciano al mondo universitario: stiamo parlando di più di 1000 ‘super alunni’ della rete Assi (Alleanza delle scuole di studi superiori d’ateneo) provenienti da ogni parte d’Italia che, nelle prossime settimane, inizieranno i corsi nelle 10 Scuole appartenenti ad alcune Università storiche italiane, da Udine a Catania. Al termine del percorso di studi i giovani riceveranno, in contemporanea alla Laurea, un diploma di Master di secondo livello, che li proietterà nel mondo del lavoro, della ricerca, delle professioni. I percorsi, sostenuti in questi ultimi tre anni dal Ministero dell’Università e della Ricerca per trattenere i talenti in Italia, sono una proposta formativa di eccellenza, totalmente gratuita. Il merito è centrale e costituisce l’unico criterio che apre le porte ad alunni e alunne che, con talento e determinazione, vogliono diventare i futuri leader del nostro Paese. Le scuole della rete Assi sono 10 (Bologna, Camerino, Catania, Lecce, Macerata, Padova, Roma, Torino, Udine e Venezia), ognuna con un proprio carattere e tutte in rete, per dare ai giovani la possibilità di fare esperienze formative diverse in luoghi e con compagni di studio diversi. “Nelle nostre scuole si accede per merito ed entusiasmo. Gli allieve e le allieve sono molto motivati, persone curiose che vivono a fondo il proprio tempo: prepariamo una futura classe dirigente del nostro Paese capace di stare nella complessità e di promuovere innovazione”, spiega la professoressa Carla Danani direttrice di una delle scuole della rete Assi, la Giacomo Leopardi di Macerata. "Le scuole di studi superiori della rete Assi - ricorda - propongono una formazione multidisciplinare e internazionale, Organizziamo spesso mobilità all’estero con i nostri giovani, totalmente gratuite: questa estate, ad esempio, siamo stati nei Balcani con 50 studenti, a 30 anni dal genocidio di Srebrenica, per approfondire sul campo la conoscenza delle difficili dinamiche di una società post-bellica e comprendere meglio, da lì, l’Europa e la sua storia: è stata un’esperienza umana incredibile".  ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Direzione Lavoro entra nel capitale sociale di Nhrg

(Adnkronos) - Direzione Lavoro Group spa, consolidata realtà nel mondo delle agenzie per il lavoro, entra a far parte del capitale sociale di New hr generation, agenzia per il lavoro. Con questa operazione nasce un gruppo con oltre 120milioni di fatturato consolidato e una presenza capillare garantita da più di 30 filiali distribuite su tutto il territorio nazionale. Le due aziende manterranno ciascuna il proprio brand, la propria struttura territoriale e la propria governance. La partnership nasce, soprattutto, dalla necessità di creare una sinergia fra le peculiarità di ciascuna azienda al fine di realizzare i progetti innovativi necessari per ricoprire un ruolo importante nel mondo delle risorse umane, in un momento storico di grandi cambiamenti e di un mercato del lavoro in continua evoluzione. La centralità delle persone, la valorizzazione del patrimonio umano, una leadership moderna, un approccio etico e responsabile nei confronti di collaboratori, clienti e stakeholder sono valori condivisi e alla base di questa nuova realtà. "Questa operazione - dichiara Massimiliano Aloi, ceo di Direzione Lavoro rappresenta un passo strategico nel percorso di sviluppo del nostro gruppo. Unendo competenze, valori e visione siamo certi di poter generare nuove opportunità di crescita sostenibile, ponendo al centro la qualità del servizio e l’attenzione alle persone". "La partnership con Direzione Lavoro - spiega Gianni Scaperrotta, amministratore unico di Nhrg - è frutto di una lunga collaborazione con questa realtà che per filosofia, posizionamento e organizzazione si sposa alla perfezione con il nostro progetto di crescita e soprattutto di innovazione. Siamo certi che questa unione si rivelerà una combinazione vincente sia per il nostro team sia per le aziende clienti". ---lavoro/offerte-lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)