Creatività e idee, con oltre 380 stand espositivi torna 'Maker Faire Rome'
(Adnkronos) - Oltre 380 stand espositivi, tre grandi aree tematiche: innovazione, creatività e scoperta, tante realtà produttive, istituti di ricerca, università e scuole coinvolte. Torna con una tredicesima edizione ricca di contenuti e novità 'Maker Faire Rome - The European Edition' (https://makerfairerome.eu), l’evento promosso e organizzato dalla Camera di commercio di Roma, torna dal 17 al 19 ottobre, negli spazi del Gazometro Ostiense. "Eccoci con la tredicesima edizione di Maker Faire, un appuntamento importante per la Camera di commercio. La filosofia con cui tredici anni fa è nata, e che mantiene viva ancora in questa edizione, è questa: non affrontiamo con timore l'innovazione ma vediamo di che si parla, e per questo li chiamiamo a raccolta gli innovatori e li facciamo venire 3 giorni alll'anno al Gazometro e vediamo di cosa si parla. Ma la nostra attività con Maker Faire è costante sul territorio, e i risultati in questi anni si sono visti", ha detto Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di commercio, oggi nel corso della conferenza stampa di presentazione della manifestazione. La manifestazione coinvolge quest’anno, tra gli immancabili makers, le tante realtà produttive fatte di multinazionali, imprese strutturate e startup ambiziose, laboratori e Istituti di ricerca, ben 28 Scuole secondarie (con oltre 200 progetti presentati) e 20 Università (92 progetti). E Maker Faire in questa edizione propone appunto ai visitatori tre grandi aree tematiche: innovazione, creatività e scoperta. All’interno di queste aree, trasversalmente, sarà possibile ammirare e 'toccare con mano' centinaia di progetti che spaziano dalla manifattura digitale all’internet of things, dalla robotica all’intelligenza artificiale, dall’economia circolare all’agritech, passando per i big data e il digital manufacturing, fino alle ultime scoperte sul fronte del metaverso e della realtà aumentata. La manifestazione ospiterà anche un’ampia area educational e gaming con tante proposte di attività didattiche, lezioni e laboratori per un percorso di apprendimento ancora più coinvolgente: i contenuti sono tanti, nuovi e pronti a sorprendere. "Maker Faire Rome -ha continuato Tagliavanti- è ormai un esempio consolidato di come la creatività e la forza delle idee possano generare modelli innovativi grazie alla contaminazione e divulgazione di singole iniziative e progetti brillanti. Siamo una piattaforma strutturata e dinamica in grado di coinvolgere imprese, scuole e appassionati in percorsi di co-progettazione, apprendimento, formazione e matchmaking. La Camera di Commercio di Roma -ha concluso Tagliavanti - agevola costantemente questo processo avvalendosi anche del prezioso impegno di tutti i partner che hanno condiviso con noi questo tipo di lavoro”. E Luciano Mocci, presidente di Innova Camera, azienda speciale della Camera di Commercio di Roma, ha sottolineato che ritorna "l’evento europeo più importante dedicato all’innovazione raccontata in modo semplice e informale e che quest’anno punterà, ancora più decisamente, sia sui temi della transizione digitale ed ecologica, che sulla diffusione della cultura dell’open innovation consentendo al sistema produttivo di attingere a idee, soluzioni, strumenti e competenze tecnologiche che arrivano dall’esterno e dal basso, attraverso una connessione virtuosa tra innovatori, creativi, startup, aziende, studenti, università e istituti di ricerca”. L’edizione 2025 avrà un canale Main ancora più ricco (chiamato Civico 30) - sponsorizzato dal Gruppo Ferrovie dello Stato - sempre live, dal quale verranno raccontate tante storie d’innovazione e che vedrà protagonisti ospiti d’eccezione. L’area sarà allestita con sedie e tavoli disegnati e realizzati da 'Mediterranea' una start up innovativa nata a fine luglio che produce elementi di interior design ecocompatibili con stampanti 3D e plastica riciclata. Il pubblico potrà così seguire gli incontri che vertono sui temi dell’innovazione degustando un caffè o un aperitivo. Anche quest’anno, oltre all’area del Gazometro, la kermesse si svilupperà anche negli spazi dell’Isa (istituto superiore antincendi), una collaborazione preziosa della quale gli organizzatori ringraziano l’intero corpo nazionale dei vigili del fuoco e l’Isa. Secondo Mocci, si deve dare "dare merito a chi fa uno sforzo non semplice per raccontare ogni anno qualcosa di nuovo con Maker Faire, una tre giorni affascinante. E Maker Faire non è solo 3 giorni all'anno ma si 'spalma' nei 12 mesi per aumentare l'innovazione del nostro territorio e la sfida è stata vinta perchè abbiamo una realtà in continuo divenire su temi come ad esempio l'intelligenza artificiale. Dal punto di vista della digitalizzazione siamo sopra la media nazionale mentre anni fa eravamo al di sotto. Siamo seconda città italiana dopo Milano per numero di startup", ha sottolineato. Ed Eni si conferma, per il dodicesimo anno consecutivo, main partner di 'Maker Faire Rome - The European Edition'. Una collaborazione che, di anno in anno, cresce e si consolida anche grazie alla volontà congiunta di realizzare la manifestazione all’interno degli spazi Eni del Gazometro di Roma Ostiense, sito di valore storico e industriale che si è trasformato nel più grande polo dell’innovazione della Capitale. Un luogo dove si incontrano persone, idee e innovazione anche grazie alla presenza di Joule (la scuola di Eni per l’impresa), a Road (Rome advanced district) e all’Eni2050Lab, tecnopolo e spazio espositivo. Anche quest’anno la presenza di Eni racconterà il ruolo dell’azienda come abilitatore tecnologico della transizione energetica. Attraverso l’esperienza interattiva 'The Energy Brain', un format ludico ed educativo, i visitatori verranno accompagnati alla scoperta della ricerca scientifica e tecnologica di Eni con i suoi principali progetti di innovazione. In parallelo e in sinergia con la tre giorni di Maker Faire Rome si svolgerà, sempre al Gazometro Ostiense, I-Rim 3d 2025, la settima edizione dell’evento I-RIM 3D, organizzato dall’Istituto di robotica e macchine intelligenti. L’evento è un’importante opportunità per accademici, ricercatori, professionisti e aziende, per presentare i progressi della ricerca scientifica e tecnologica nel campo della robotica e delle macchine intelligenti e illustrare le sfide presenti e future, con attenzione alle prospettive e alle opportunità nazionali e internazionali. Infine, dopo due giorni di preparazione e allenamento, domenica 19 ottobre si terranno le competizioni di robotica che vedranno affrontarsi robot mobili nella gara intitolata 'Human aware navigation challenge' e robot antropomorfi nella sfida dedicata a 'Human robot collaborative manipulation challenge'. Presso lo stand di Intesa Sanpaolo, poi, sarà possibile toccare con mano esempi d’interazione tra persone e robot, al fine di far ragionare i visitatori su come la robotica possa trovare anche il suo impiego concreto come strumento di innovazione sociale, capace di generare valore per le comunità e migliorare la qualità della vita delle persone. Sarà anche l’occasione per conoscere come il Gruppo affianca startup e pmi innovative con percorsi e strumenti finanziari mirati, mettendo a loro disposizione risorse per la crescita, competenze di business, contatti con investitori e partner tecnologici o industriali, e generando opportunità per l’ecosistema italiano. In occasione della nuova edizione di Maker Faire Rome, all’interno dello stand Inail si potranno osservare, dal vivo, una selezione di progetti - realizzati anche in collaborazione con realtà di eccellenza del mondo accademico, scientifico e industriale - che sviluppano nuove conoscenze, tecnologie e soluzioni ad alto tasso di innovazione, in grado di migliorare i livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e la qualità della vita. Il Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (Dit), in particolare, sarà presente con alcune soluzioni innovative per la sicurezza e la formazione degli operatori. Una delle proposte più interessanti è rappresentata dall’Eye Tracker per la percezione del rischio: tecnologia che consente di tracciare i movimenti oculari e misurare i punti di attenzione visiva, rivelando come le persone percepiscono i rischi e reagiscono a determinati stimoli. L’obiettivo è aumentare la consapevolezza degli effetti che determinati stimoli possono avere sul comportamento visivo e sull’attenzione, spesso senza che l’individuo ne sia consapevole, contribuendo così a progettare ambienti di lavoro e messaggi di prevenzione sempre più efficaci. Il progetto di ricerca dell’esoscheletro aptico Side, un sistema robotico bi-articolare per arto superiore interfacciabile con sistemi di realtà virtuale o aumentata è stato, invece, promosso con l’obiettivo di prevenire i rischi legati alle attività in spazi confinati o sospetti di inquinamento, all’origine di alcuni degli incidenti sul lavoro più gravi. Sviluppato dal Dit e da Sapienza Università di Roma, questo esoscheletro non è finalizzato alla riabilitazione, ma punta a migliorare l’efficacia dell’addestramento in contesti professionali. Riproducendo virtualmente le sollecitazioni di forza e contatto e simulando le interazioni tipiche tra uomo e ambiente, infatti, permette di formare gli operatori e di valutarne la preparazione in totale sicurezza, annullando i pericoli associati all’esposizione reale. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Ecommerce HUB 2025: Salerno polo dell'innovazione digitale con i big player del settore
(Adnkronos) - L'undicesima edizione di Ecommerce HUB si conferma come uno degli appuntamenti più rilevanti per l'economia digitale in Italia. L'evento, dedicato al commercio elettronico e al marketing online, farà ritorno al Grand Hotel Salerno giovedì 2 ottobre 2025, trasformando la città in un polo di formazione, innovazione e networking per professionisti e startup provenienti da tutta la penisola. Dopo aver registrato il successo della decima edizione, che ha visto la partecipazione di oltre 2.500 persone e più di 70 speaker, la kermesse consolida il suo ruolo nel panorama nazionale, portando in Campania i principali protagonisti del digital. L'edizione di quest'anno si concentra sul tema "Lead the Change", un chiaro invito a non subire l'evoluzione del mercato, ma a diventarne protagonisti attivi. In un panorama in rapido mutamento, dominato dall'accelerazione dell'intelligenza artificiale e dalle nuove tecnologie, la necessità di visione strategica e leadership è cruciale per guidare il futuro del digitale, secondo gli organizzatori. La rilevanza dell'evento è testimoniata dalla presenza di partner di spicco del settore e-commerce e fintech. I principali attori di questa edizione includono Shopify, leader globale nelle soluzioni per il commercio digitale; Banca Sella, pioniere nell’open banking; AppPago, fintech specializzata nei pagamenti digitali; Temu, la celebre piattaforma di e-commerce cinese; e Microsoft Advertising, suite di strumenti pubblicitari. La loro partecipazione garantirà ai presenti l’accesso a know-how di altissimo livello e a strumenti concreti per lo sviluppo del business online. Come di consueto, la giornata offrirà un programma denso di interventi formativi, workshop verticali e momenti di confronto, oltre a un'area espositiva volta a favorire lo scambio di idee e nuove opportunità di collaborazione. L'Ecommerce HUB 2025 si inserisce strategicamente all'interno della più ampia Digital South Week, che tra il 29 settembre e il 1° ottobre animerà Napoli e Caserta con appuntamenti complementari come EcommScaleUp e Days to Connect. Questa iniziativa rafforza il ruolo della Campania come polo di innovazione per il settore e-commerce, un aspetto evidenziato dagli organizzatori.
Alfonso Annunziata, Co-Founder & Event coordinator, ha messo in luce il valore territoriale dell'evento: “In un panorama in costante evoluzione, costruire un appuntamento annuale dedicato all’innovazione digitale rappresenta una sfida ambiziosa, ma necessaria. [...] Quello che realizziamo ogni anno non è soltanto un evento: è un progetto che genera valore, conoscenza e relazioni, contribuendo a rafforzare la competitività del territorio e a posizionare il Sud Italia come attore protagonista nel dibattito sull’economia digitale”. La partecipazione all'Ecommerce HUB è gratuita, previa registrazione sul sito ufficiale dell'evento
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Giornata internazionale anziani, Fondazione Aila all'Onu: "Istituire un'agenzia per migliorare la qualità della loro vita e garantire un futuro sostenibile alle nostre società"
(Adnkronos) - Mercoledì 1 ottobre la Fondazione Aila per la lotta contro l'artrosi e l'osteoporosi parteciperà all'Onu nella giornata dell'International Day of Older Persons, con una relazione di indirizzo del presidente Francesco Bove dal titolo 'Invecchiamento della popolazione e osteoporosi, la sfida per la salute delle ossa'. L'evento, organizzato dall'Ambasciata italiana, co-sponsorizzata da Giappone, Portogallo e Arabia Saudita e dalla Desa, Dipartimento Affari economici e sociali del segretariato dell'Onu, verrà aperto dall'ambasciatore Maurizio Massari e prevede la partecipazione di specialisti che arricchiranno il contenuto della giornata, dedicato all'invecchiamento della popolazione mondiale. Fenomeno ben conosciuto e in aumento, con impatti negativi sociali ed economici, per l'aumento di patologie legate all'aumento dell'età media. "L'Italia è uno dei Paesi al mondo con la più alta percentuale di anziani, seconda solo al Giappone, con il 24,6% di over 65 (dati Istati) - spiega il presidente Aila - e la situazione rischia di compromettere il benessere dei cittadini e la sostenibilità dei sistemi sanitari". L'obiettivo della conferenza, sottolinea Bove, "è quello di promuovere una discussione approfondita con esperti di altre patologie sulle sfide e le opportunità legate all'invecchiamento della popolazione in generale e dell'osteoporosi in particolare, identificare strategie e politiche internazionali e portare all'istituzione di una agenzia dell'Onu per migliorare la qualità delle persone anziane e garantire un futuro sostenibile alle nostre società". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
AI Classroom: Acer e Intel portano l'intelligenza artificiale nelle scuole europee
(Adnkronos) - La trasformazione digitale della scuola europea compie un passo decisivo: è partito il progetto pilota AI Classroom, un'iniziativa congiunta di Acer e Intel che porta l'intelligenza artificiale (AI) direttamente in 50 istituti pionieri in tutto il continente. L'Italia è tra i Paesi coinvolti, insieme a Regno Unito, Spagna, Bulgaria, Finlandia e Svezia, con l'estensione imminente a Irlanda e Polonia. Il progetto mira a rivoluzionare la didattica, offrendo agli insegnanti strumenti AI avanzati per alleggerire il carico amministrativo e, soprattutto, per personalizzare l'esperienza educativa. "Così gli insegnanti pianificano le lezioni con l’AI, utilizzano data science e personalizzano con facilità le lezioni sui diversi bisogni formativi dei ragazzi", riassume l'obiettivo centrale dell'iniziativa. Il cuore dell'iniziativa risiede nell'hardware specifico. I docenti piloni utilizzeranno i PC Acer TravelMate AI e Acer Chromebook Plus, dispositivi che integrano rispettivamente Microsoft Copilot e Google Gemini. Questi strumenti basati sull'AI sono impiegati in quattro aree strategiche: Tutoraggio personalizzato: miglioramento delle esperienze di apprendimento per gli studenti. Efficienza amministrativa: ottimizzazione dei sistemi di gestione dell'insegnamento. Progettazione curriculare: assistenza nella creazione di programmi di studio e lezioni interattive. Analisi didattica: supporto nell’analisi dei trend nella correzione di test e compiti, permettendo di pianificare interventi mirati in base alle lacune. L'ecosistema solido, sostenuto da rivenditori certificati e dalle collaborazioni con Google e Microsoft, è essenziale per il successo del progetto. AI Classroom si inserisce in un quadro più ampio di potenziamento delle competenze digitali. L'iniziativa si affianca e si integra con "Skills For Innovation" (SFI) di Intel, un programma di formazione per docenti già riconosciuto dalla Commissione Europea come pienamente allineato al quadro EU DigComp.
Mentre Intel SFI fornisce il framework pedagogico (formazione, percorsi e attività), l'AI Classroom di Acer mette a disposizione gli strumenti tecnologici concreti (PC con AI e piattaforme).
Cristina Pez, Commercial Director B2B and Education di Acer EMEA, ha sottolineato l'impatto sul ruolo dell'insegnante: “La nostra priorità è valorizzare gli insegnanti, fornendo contenuti e strumenti che li aiutino a preparare gli studenti alle competenze del futuro... Con il progetto AI classroom, Acer for education si posiziona come pioniere nel portare l’AI nelle scuole, non limitandosi al mondo dei docenti ma portando benefici all’intero istituto grazie al miglioramento dei processi di back office e amministrativi che supportano l’insegnamento.” I risultati di SFI, che ha coinvolto oltre 300.000 insegnanti in più di 150 Paesi, sono incoraggianti: un report Intel di fine 2024 ha attestato che l'85% degli insegnanti ha aumentato la propria fiducia nell'uso delle tecnologie e il 92% degli studenti si è sentito più coinvolto. "L'obiettivo principale del programma Intel Skills for Innovation (SFI) è integrare attività di sviluppo delle competenze nell'insegnamento e nell'apprendimento, con una forte attenzione alle applicazioni nel mondo reale," ha aggiunto Luigi Pessina, Director of Global Education Programs and Strategy di Intel. Questo duplice approccio è fondamentale per preparare gli studenti al mercato del lavoro che cambia rapidamente. Secondo il World Economic Forum, entro il 2030 saranno creati 170 milioni di nuovi posti di lavoro che richiederanno pensiero critico, creatività e competenze digitali avanzate, trasformando AI Classroom e SFI in strumenti essenziali per la formazione dei "lavoratori del futuro". ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Crediti di Biodiversità: la risposta al "deserto urbano" delle città italiane
(Adnkronos) - La crisi degli habitat non riguarda solo le foreste remote, ma si ritrova drammaticamente anche nei centri urbani italiani. In occasione della Giornata Mondiale dell'Habitat, la nature tech company 3Bee e la sua divisione di AI & IoT Nature Intelligence, XNatura, hanno presentato i risultati di un'analisi sul patrimonio verde delle principali città, con dati che lanciano un chiaro campanello d'allarme. In testa alla classifica negativa si posiziona Milano, la cui situazione è stata definita un "deserto urbano": la città dispone di appena 25 metri quadri di verde (pubblico e privato) per cittadino – meno dello spazio occupato da tre posti auto – e si stima che abbia solo 1,28 piante per abitante. Seguono con dati critici anche Napoli (circa 37 m² e 1,82 piante), Torino (circa 46 m² e 2,32 piante) e Bari (circa 60 m² e 3,54 piante). Questi dati, raccolti attraverso l'uso di analisi satellitari, database pubblici e sensori in campo, costituiscono una base scientifica fondamentale per orientare la pianificazione urbana e definire strategie di adattamento climatico. La precisione dell'analisi è garantita da un approccio tecnologico avanzato. Simone Mazzola, CGO di 3Bee e XNatura, ha spiegato il metodo: “La nostra piattaforma di monitoraggio ambientale combina analisi satellitari, database pubblici, dati raccolti in campo da sensori e analisi di laboratorio con algoritmi di intelligenza artificiale per fornire dati accurati e aggiornati sulla natura e sulla biodiversità. Queste tecnologie ci permettono di processare grandi quantità di dati, rendendo possibile un monitoraggio costante e oggettivo degli impatti delle attività su natura, clima e biodiversità”. La ricerca sottolinea come il monitoraggio oggettivo sia cruciale per valutare i servizi ecosistemici offerti dal verde e per supportare le amministrazioni nell'identificazione delle aree prioritarie di rigenerazione. Di fronte alla crescente crisi degli habitat, i Crediti di Biodiversità emergono come lo strumento rivoluzionario per invertire la rotta. Si tratta di una certificazione che attesta e quantifica in modo rigoroso il miglioramento della biodiversità in una specifica area. Ogni credito rappresenta l'equivalente di 1.000 metri quadrati di habitat rigenerati e monitorati per un anno, con la tracciabilità dei risultati al centro del processo. Un passo cruciale verso la standardizzazione è stato compiuto il 23 settembre 2025 con la pubblicazione ufficiale dello standard UNI/PdR 179, una norma volontaria che ambisce a regolamentare la generazione di tali crediti a livello potenzialmente internazionale, prassi alla cui scrittura 3Bee ha partecipato attivamente.
Niccolò Calandri, CEO di 3Bee e XNatura, ha evidenziato il potenziale trasformativo di questo meccanismo: “Questo rappresenta un passo importante verso un'economia che riconosce e valorizza i servizi ecosistemici: fornisce uno strumento concreto per chi vuole essere parte della soluzione. Permette di trasformare la biodiversità da costo a opportunità, da vincolo a valore e lo fa in modo rigoroso, scientifico, verificabile.” La mobilitazione di capitali privati è vitale: si stima che oltre la metà del PIL globale dipenda dalla natura, ma i finanziamenti pubblici da soli non sono sufficienti, richiedendo nell'Unione Europea circa 65 miliardi di euro all'anno per la protezione della biodiversità. I Crediti di Biodiversità permettono di intercettare fondi, principalmente dalle aziende, per investire concretamente nella rigenerazione dei territori. L'obiettivo di XNatura è proprio quello di supportare municipalità e imprese nel monitoraggio e nella gestione degli impatti su natura e clima. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Spreco alimentare, come prevenirlo in 5 mosse: il vademecum
(Adnkronos) - Manto rosso, coda vaporosa e due occhietti vispi: è Sprecottolo, lo scoiattolo #sprecozero nato dalla matita della disegnatrice Valentina Stecchi, la nuova mascotte cartoon della campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero (sprecozero.it) che fa ufficialmente il suo ingresso oggi, lunedì 29 settembre, in occasione della sesta Giornata mondiale di consapevolezza delle perdite e degli sprechi alimentari, istituita dalle Nazioni Unite. "I dati sullo spreco alimentare domestico, resi noti dal Rapporto Waste Watcher International 2025, fotografano un paradosso che interpella ciascuno di noi - spiega il direttore scientifico dell’Osservatorio, Andrea Segrè - Il cibo che buttiamo potrebbe ridare dignità e salute a milioni di persone e rafforzare servizi essenziali per tutta la collettività: 1,7 milioni di tonnellate di cibo nella pattumiera domestica, per un controvalore economico di circa 7,5 miliardi di euro, sono eccedenze che potrebbero diventare risorsa. In termini di pasti, innanzitutto: considerando un pasto medio da 500 grammi, otterremmo 3,4 miliardi di pasti. Una quantità enorme, sufficiente a soddisfare oltre la metà del fabbisogno annuo dei 5,6 milioni di italiani in povertà alimentare, pari a circa 3 milioni di persone nutrite per un anno intero. Lo spreco non pesa soltanto sul piano etico e ambientale, ma anche su quello economico. Con i 7,5 miliardi di euro gettati via in cibo ancora buono, si potrebbero finanziare in un anno la costruzione di 50 nuovi ospedali o di oltre 760 scuole: infrastrutture fondamentali per il futuro del Paese, sacrificate invece sull’altare dello spreco". Da qui il vademecum della campagna Spreco Zero. Obiettivo dimezzare lo spreco di cibo (rispetto al 2015), come richiesto dall'obiettivo 12.3 dell'Agenda 2030, e arrivare a gettare non più di 369,7 grammi settimanali a testa. - Fai la lista della spesa intelligente. Controlla frigo e dispensa prima di uscire e compra solo quello che serve davvero. - Rispetta il buon senso delle date. Impara a distinguere tra 'da consumarsi entro' e 'da consumarsi preferibilmente entro'. Non buttare via cibo ancora buono: fidati dei tuoi sensi e riduci gli sprechi. - Dai nuova vita agli avanzi. Con ricette creative e semplici puoi trasformare gli avanzi in piatti gustosi. La cucina del recupero è economica, sana e divertente. - Porziona, conserva e congela. Suddividi il cibo in piccole porzioni, usa contenitori ermetici e sfrutta il congelatore: così allunghi la vita degli alimenti e proteggi la tua spesa. - Condividi con amici, vicini o familiari: un gesto semplice che rafforza le relazioni e riduce lo spreco. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Trump pubblica (e cancella) un video complottista generato dall'IA
(Adnkronos) - Donald Trump non è nuovo a dichiarazioni sopra le righe o a post bizzarri sui social, ma quello pubblicato nella notte di sabato ha superato ogni aspettativa. Il presidente ha condiviso (e successivamente rimosso) un filmato su Truth Social che imitava alla perfezione un segmento di Fox News, con protagonista Lara Trump, in cui si parlava dell’inaugurazione del primo ospedale “MedBed” al mondo e dell’introduzione di una “MedBed Card” nazionale. Entrambi sono concetti totalmente inventati. Fox News, interpellata a riguardo dalla testata USA The Verge, ha chiarito che quel servizio “non è mai andato in onda né su Fox News Channel né su alcuna piattaforma di Fox News Media”. Il video, privo di qualsiasi contesto o testo esplicativo, era interamente generato dall’intelligenza artificiale, compresa una sequenza ambientata nello Studio Ovale con Trump che presentava il programma in modo sorprendentemente lineare, forse il segnale più evidente della natura sintetica del filmato. Per chi non frequenta gli angoli più complottisti del web, i cosiddetti “MedBeds” sono dispositivi medici immaginari a cui vengono attribuiti poteri miracolosi: dalla cura dell’asma alla rigenerazione degli arti, fino all’eliminazione del cancro. La leggenda, nata e diffusasi nei circuiti complottisti e di estrema destra QAnon, sostiene che si tratti di tecnologie reali tenute nascoste al pubblico dalle Big Pharma e dal “deep state”. Dopo la pubblicazione, molti sostenitori del presidente hanno riconosciuto che il video fosse generato dall’IA, ma nonostante ciò hanno interpretato il post come una “conferma velata” dell’esistenza dei MedBeds. Non è chiaro quale fosse l’obiettivo del messaggio: Trump spesso diffonde contenuti ambigui senza mai chiarirne il senso, lasciando che le interpretazioni corrano libere online. Ora che il video è stato rimosso, la Casa Bianca probabilmente cercherà di minimizzare e ignorare l’intera vicenda. Ma l’episodio dimostra ancora una volta quanto rapidamente contenuti sintetici e teorie del complotto possano mescolarsi nel dibattito politico contemporaneo. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Apple testa Veritas, il chatbot segreto per rivoluzionare Siri
(Adnkronos) - Secondo quanto riportato dall'analista Mark Gurman di Bloomberg, Apple sta sperimentando il rinnovamento profondo di Siri attraverso un chatbot interno denominato Veritas. L’obiettivo è chiaro: accelerare lo sviluppo di funzioni avanzate per la prossima generazione dell’assistente vocale, dopo una serie di ritardi che hanno fatto perdere terreno all’azienda nella competizione sull’IA. Il debutto di Apple Intelligence, accolto con una reazione tiepida, ha messo ulteriormente in evidenza le difficoltà di Cupertino nel tenere il passo con rivali come OpenAI e Google. Veritas consente ai dipendenti di Apple di interagire con Siri in un ambiente simile a ChatGPT o Gemini: possono digitare richieste, avviare conversazioni articolate, tornare su scambi precedenti e fornire feedback immediati. Questo approccio permette al team di testare rapidamente nuove capacità, tra cui la possibilità di cercare nei dati personali e eseguire azioni direttamente all’interno delle app, come modificare foto o gestire contenuti. Nonostante le potenzialità, Apple non ha intenzione di rendere Veritas disponibile al pubblico, almeno per ora: una scelta che Gurman definisce un errore strategico. Invece, la società sembra orientata a fare sempre più affidamento su Google Gemini per potenziare la ricerca tramite intelligenza artificiale all’interno del suo ecosistema, un segnale della volontà di integrare partner esterni mentre la propria piattaforma evolve dietro le quinte. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
iPhone 17 che si graffiano, ecco la soluzione degli Apple Store
(Adnkronos) - Fin dai primi giorni successivi all’arrivo della nuova gamma iPhone 17 nei negozi, alcuni acquirenti hanno segnalato la presenza di graffi e aloni sulla superficie posteriore in vetro dei modelli in esposizione, in particolare attorno all’isola delle fotocamere. I segni erano visibili su diversi dispositivi demo negli Apple Store e non pochi utenti, passando a vederli di persona, hanno confermato di averli notati con i propri occhi. Apple ha rapidamente avviato un’indagine interna e ha individuato la causa: non si tratta di veri graffi, ma di trasferimento di materiale dai supporti MagSafe usurati ai telefoni. L’azienda ha spiegato che le imperfezioni sono rimovibili con una corretta pulizia e che il problema deriva dai bordi metallici delle basi MagSafe presenti nei negozi, che con il tempo possono scheggiarsi o graffiarsi. Quando il telefono viene sollevato dal supporto, la cornice metallica può lasciare tracce superficiali sul vetro posteriore. Il fenomeno non riguarda solo i modelli della serie iPhone 17, ma anche alcuni iPhone 16 ancora esposti. Per ridurre il rischio di nuovi segni, Apple ha iniziato a installare anelli protettivi in silicone bianco attorno ai supporti MagSafe nei suoi store, come segnalato da diversi utenti in Giappone, dove gli iPhone esposti a Ginza sono già protetti con il nuovo sistema. Per i modelli già “segnati”, invece, la soluzione arriva direttamente da Cupertino: secondo Mark Gurman di Bloomberg, Apple ha istruito i dipendenti degli store a pulire più spesso i dispositivi demo utilizzando una miscela di acqua e sale, un metodo più efficace rispetto ai classici detergenti o all’alcol isopropilico. Anche alcuni utenti hanno confermato di essere riusciti a rimuovere completamente i segni con questa soluzione casalinga. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Vino: l'Oltrepò celebra il 'nuovo' Classese, primo Metodo Classico da Pinot Nero al mondo
(Adnkronos) - Si chiamerà Classese e sarà il primo Metodo Classico da Pinot Nero vinificato in bianco o in rosè al mondo. A ribattezzare la Docg simbolo dell'Oltrepò Pavese - meno di 50 km a sud di Milano in quella 'virgola' di Lombardia che separa e unisce Piemonte ed Emilia Romagna - che storicamente è il primo Metodo Classico italiano, il nuovo disciplinare approvato all'inizio di quest'anno, che ha stabilito il nuovo nome: la scelta è andata su 'Classese', un marchio con quasi mezzo secolo di vita. L'obiettivo è quello di dare identità e distinzione al Metodo Classico, evitando l’attuale inevitabile confusione con le altre numerose denominazioni oltrepadane e consentendo di avviare politiche di promozione e posizionamento sui mercati nazionale e internazionale maggiormente efficaci. Per lanciare il nuovo nome e celebrare un altro importante traguardo di questo 2025, i 160 anni del blanc e rosè de noirs, ossia dalle prime bottiglie spumantizzate a Rocca de’ Giorgi nel 1865 dai Conti Carlo Gancia e Augusto Giorgi di Vistarino, si è svolta il 21 e 22 settembre la quinta edizione di 'Oltrepò: Terra di Pinot Nero', manifestazione organizzata dal Consorzio Classese Oltrepò Pavese per valorizzare il Pinot Nero, simbolo e motore identitario di un territorio straordinario. L’evento si è svolto a Golferenzo - uno dei 'Borghi più belli d'Italia', animato anche dal 'Borgo dei gatti', albergo diffuso vocato alla sostenibilità - e ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso e appassionato, tra wine lovers, giornalisti, operatori del settore e rappresentanti delle istituzioni. Durante le due giornate, i riflettori si sono accesi sulle eccellenze del territorio: il Metodo Classico Docg - destinato appunto a diventare Classese - e il Pinot Nero Doc vinificato in rosso. I banchi d’assaggio, con 29 cantine protagoniste, le degustazioni e gli approfondimenti dedicati al blanc e rosè de noirs hanno offerto al pubblico e agli addetti ai lavori un percorso unico nella cultura e nell’identità vitivinicola dell’Oltrepò. La manifestazione ha confermato la sua duplice anima: da un lato, un momento di festa e di incontro per il pubblico; dall’altro, un’occasione di confronto tecnico e professionale di alto livello, capace di generare nuove prospettive per la denominazione e di rafforzare il legame tra territorio, istituzioni e operatori. Con questa edizione, il Consorzio Classese Oltrepò Pavese - che annovera 155 aziende associate direttamente e centinaia di soci indiretti, conferitori delle realtà cooperative, con una produzione da circa 11.000 ettari vitati per 25 milioni di bottiglie prodotte annualmente - rinnova il proprio impegno nel valorizzare una storia lunga 160 anni e nel costruire, attraverso qualità, identità e innovazione, il futuro di una grande denominazione italiana. "Questa edizione di 'Oltrepò: Terra di Pinot Nero' - ha dichiarato Francesca Seralvo, presidente del Consorzio Classese Oltrepò Pavese - ci restituisce con forza l’immagine di un territorio unito e determinato. Il successo dell’evento dimostra che la strada della qualità e della collaborazione è quella giusta. Abbiamo celebrato 160 anni di storia, ma soprattutto abbiamo posto le basi per un futuro fatto di innovazione, riconoscibilità e identità. L’Oltrepò crede nel suo Pinot Nero e nel Metodo Classico: con il Classese vogliamo affermare con orgoglio la nostra vocazione e portarla sempre più in alto". Oggi, in Oltrepò Pavese, sono presenti sette denominazioni rivendicate, sei Doc e una Docg: Oltrepò Pavese Metodo Classico Docg (il nuovo Classese), Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese Doc, Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese Doc, Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese Doc, Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese Doc, Buttafuoco dell’Oltrepò Pavese Doc e Sangue di Giuda dell’Oltrepò Pavese Doc. Era il 1984 e in Oltrepò Pavese esisteva una sola Doc, che comprendeva tutti i diversi vini prodotti sul territorio. Un nutrito gruppo di produttori di Metodo Classico, la vera eccellenza del territorio, si riunì con uno scopo preciso: distinguere e valorizzare quel blanc de noirs, tanto difficile da produrre con l’elegante e capriccioso Pinot nero, che per tutti loro rappresentava l’identità e il futuro dell’Oltrepò Pavese. La soluzione fu quella di creare un’associazione volontaria di produttori, dotandola di un nuovo marchio e di un nuovo nome, che sapesse incarnare questa unicità: la scelta ricadde su Classese, crasi fra Classico e Pavese. Il progetto si basava su un passaggio storico fondamentale per la vitivinicoltura italiana, ossia l’introduzione del Pinot Nero e l’avvio della produzione di Metodo Classico, due fasi distinte ma intimamente collegate, che muovono i primi passi in Valle Scuropasso. Lì, nel 1865, il Conte Vistarino produce il primo Metodo Classico da Pinot Nero, pochi anni dopo aver introdotto la coltivazione di questo vitigno. L’intuizione che l’Oltrepò Pavese potesse diventare la terra del blanc de noirs si è consolidata nel corso degli anni, fino ad arrivare a quel fatidico 1984. Oggi, a distanza di altri quarant’anni, l’Assemblea soci del Consorzio, con voto quasi unanime, ha scelto di riprendere in maniera decisa la valorizzazione del Metodo Classico da Pinot Nero, reintroducendo il marchio 'Classese'. Questa volta, però, non si tratta di un nome o di un ristretto, benché importante, gruppo di produttori. Classese, infatti, è destinato a diventare il nome della Docg, con la conclusione del necessario iter burocratico, e inizierà presto a leggersi sulle etichette grazie all’adozione di un marchio collettivo. Classese, dunque, è l’affermazione dell’unicità del Metodo Classico oltrepadano, simbolo di una terra che, sola al mondo, punta un’intera denominazione sul blanc de noirs. ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)










