Dazi, Feltrin (Federlegnoarredo): "Vale accordo Usa-Ue al 15% su mobili, già -7,7% export"
(Adnkronos) - "Per noi a livello legale, ad oggi, vale l'accordo quadro siglato da Usa e Ue che fissa a un massimo del 15% i dazi per tutte le filiera produttive, a esclusione dell'acciaio e dell'alluminio. Un 15% che non è una passeggiata, ma sicuramente è meglio di un 30% o addirittura di un 50% paventato. Per noi la fotografia è questa, quella ufficiale, ed è quella che applicano le dogane ad oggi. Poi è chiaro che è anche quello che si spera succeda, che sia l'interpretazione giusta, perché il presidente americano ci ha abituato un po' a tutto, dichiarazioni e smentite, quindi aspettiamo ottobre per vedere che succede. Di certo, ci sono i primi effetti dei dazi al 15%, perché l'ultima rilevazione dell'Istat di luglio per quanto riguarda le esportazioni di mobili italiani verso il mercato americano dà un -7,7%". Così, in un'intervista con Adnkronos/Labitalia, Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, sull'incertezza di questi giorni relativamente all'entità dei dazi Usa su legno e mobili dopo le dichiarazioni del presidente Trump. "La filiera del legno e arredo ha fatturato 52 miliardi nel 2024, e il mercato americano vale, nel 2024, 2,2 miliardi, di cui 1,7 è fatto dagli arredi. Sono cifre importanti. Il mercato americano è il primo mercato extraeuropeo e il secondo mercato a livello globale, dopo la Francia. All'interno di questi dati abbiamo aziende che magari fatturano il 30-40% nel mercato americano, e che quindi ovviamente avranno delle problematiche non indifferenti", spiega. E FederlegnoArredo è attenta all'evolversi della situazione. "La Federazione è in costante contatto con le istituzioni competenti per verificare eventuali effetti per le imprese. anticipiamo che domani pomeriggio saremo alla riunione della Task force dazi della Farnesina, che ci auguriamo ci rassicuri sulle tante incertezze dovute agli annunci degli ultimi giorni", sottolinea Feltrin. Secondo il presidente di FederlegnoArredo "le imprese della filiera sono tutte estremamente allarmate, l'effetto negativo è di creare incertezza, che veramente è disastrosa per quanto riguarda il business. Anche i nostri stakeholder americani fanno fatica a interpretare questa situazione", sottolinea. Feltrin spiega che alla fine i dazi, per quanto possa dire Trump, "sono a carico del mercato che li applica, quindi sono a carico dei consumatori americani". "Diciamo che sull'alto spendente e su quello che sono i mobili destinati alla casa, c'è un impatto inferiore dovuto al fatto che la filiera è lunga. Quello che è più penalizzato è il mercato del 'contract' (prodotti 'chiavi in mano' destinati alle attività commerciali) perchè ha una filiera molto più corta: non c'è un rivenditore, e poi un altro passaggio e poi arriva al pubblico", prosegue. "Quando tu concludi un contratto per un arredamento di un albergo, un ufficio o quant'altro, la fattura di importazione diventa sostanzialmente una fattura d'acquisto del cliente americano. Quindi importo 100, se quel 100 oggi per effetto del dazio costa 115, io mi becco il 15% secco di aumento. Poi ci aggiungo l'altro 15% della perdita di potere d'acquisto del dollaro e quindi mi diventa un 30%", spiega Feltrin sottolineando che "lì sicuramente si stanno generando già dei danni, quelli che dicevo prima, che si vedono insomma nella percentuale del calo dell'export del 7,7%", ribadisce ancora. Ma l'effetto dei dazi non è solo diretto per le aziende del legno e del mobile made in Italy, con 'ombre cinesi' sempre più minacciose. ""Con i dazi Usa c'è per noi anche un altro effetto indiretto, che è quello del fatto che i cinesi, che sono i principali fornitori di mobili per il mercato americano, con questi dazi -sottolinea- stanno perdendo veramente un enorme mercato. E come faremo noi nel cercare di ritrovare mercati alternativi, lo faranno anche loro. Il tema è che per loro il mercato alternativo è quello europeo. E in Europa si registrano già aumenti di importazione di mobili cinesi, con il rilevamento di marzo, e quindi quando ancora non c'era appieno l'effetto dazio americano, di un +38%. Quindi il rischio è che oltre al danno del dazio Usa ci troviamo anche l'aumento della concorrenza cinese sul nostro mercato", spiega. Secondo Feltrin, la soluzione non è applicare "dazi nei confronti di prodotti provenienti dalla Cina, perchè si rivolterebbero contro il mercato e i consumatori, però sì normative sul miglioramento della qualità del prodotto, quindi certificazioni che noi già abbiamo e facciamo valere per i prodotti". "In modo tale che, perlomeno, se i prodotti entrano devono avere i requisiti per proteggere anche il nostro consumatore, questo sicuramente va fatto", aggiunge. E per il presidente della Federazione è il momento, per il govenro italiano, di agire a tutela delle imprese della filiera. "Per quanto riguarda il governo italiano credo che si debba pensare di mettere un fondo a protezione delle aziende che dovranno affrontare la crisi" derivante dai dazi Usa "e un riposizionamento che a livello mondiale non è che si inventi dalla sera alla mattina. Per riuscire a 'fare' il mercato americano, le nostre aziende ci hanno messo 50 anni. Quindi, quando si parla di mercati alternativi, non è che spuntino come i funghi dalla sera alla mattina, si deve lavorare, andare, investire, avere pazienza, quindi si parla di anni. Quindi, anni a fronteggiare dei danni che arrivano alla velocità di un truth fatto da Trump sostanzialmente", conclude. (di Fabio Paluccio) ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Cina: tutte le Major Telecom ottengono la licenza per il servizio mobile satellitare
(Adnkronos) - Il Ministero dell'Industria e dell'Information Technology (MIIT) cinese ha annunciato che China Mobile ha ricevuto la licenza per operare servizi di telefonia mobile satellitare. Con questa concessione, l'azienda si unisce a China Telecom e China Unicom, completando il trio di fornitori di servizi di telecomunicazioni autorizzati a offrire connettività satellitare direct-to-cell su vasta scala. L'autorizzazione strategica mira a garantire una copertura per situazioni di emergenza, traffico marittimo e regioni geograficamente isolate, dove le infrastrutture terrestri risultano insufficienti. Il MIIT ha espresso aspettative chiare sul futuro del settore: "Il ministero si aspetta un mercato competitivo ma collaborativo che renderà la connettività satellitare più accessibile ai consumatori comuni".
L'organo governativo ha inoltre promesso di
"semplificare ulteriormente l'ingresso nel mercato per le comunicazioni satellitari, rafforzare la supervisione della sicurezza e guidare il settore verso una crescita di alta qualità". La concessione delle licenze alle tre maggiori telco nazionali è un passo decisivo nel contesto dell'ambizioso programma spaziale cinese, che mira a costruire costellazioni satellitari in grado di competere con i sistemi globali come Starlink.
China Telecom, ad esempio, sta sfruttando i satelliti Tiantong in orbita geostazionaria (GEO) per il suo servizio mobile satellitare, con l'obiettivo di fornire copertura universale, come già dimostrato dal lancio del servizio a Hong Kong (risalente a maggio 2024). Più in prospettiva, il Paese sta investendo in costellazioni in orbita terrestre bassa (LEO) come GuoWang (con obiettivi ambiziosi che superano i 13.000 satelliti) e Honghu, che hanno il potenziale di offrire connettività a bassa latenza, cruciale per applicazioni avanzate come l'AI, i veicoli autonomi e l'edge computing. Inoltre, China Mobile stessa ha già dimostrato il suo impegno nell'innovazione delle comunicazioni spaziali, avendo lanciato il primo satellite sperimentale 6G al mondo in collaborazione con l'Accademia Cinese delle Scienze. Questi sviluppi tecnologici indicano che l'obiettivo cinese va oltre la semplice fornitura di servizi di emergenza, puntando alla leadership nelle comunicazioni next-generation e al sostegno delle strategie nazionali per la costruzione di una potenza spaziale e digitale. Con le tre aziende principali ora licenziate, il mercato cinese è pronto per l'espansione dei servizi satellitari, rendendo la connettività ubiqua una realtà sempre più vicina per la popolazione e l'industria. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Al Policlinico San Donato il primo centro in Europa per il cervello delle donne
(Adnkronos) - A Milano un centro per il cervello delle donne. Sarà inaugurato domani, 1° ottobre, all'Irccs Policlinico San Donato alle porte del capoluogo lombardo il Brain Health Service (Bhs) per la prevenzione e la diagnosi precoce delle demenze, il primo in Europa con un percorso dedicato alla salute cerebrale femminile: il progetto 3D - Diagnosi precoce del Disturbo soggettivo di memoria nella Donna. Lo annuncia il Gruppo San Donato (Gsd), presentando il nuovo servizio d'eccellenza che afferisce all'Unità operativa di Neurologia e Stroke Unit del Policlinico San Donato diretta da Maria Salsone, professoressa associata di Neurologia all'università Vita-Salute San Raffaele, con Federico Emanuele Pozzi come referente. Evidenze scientifiche della letteratura epidemiologica più recente - ricordano da Gsd - hanno dimostrato che circa il 45% delle demenze è prevenibile intervenendo su almeno 14 fattori di rischio modificabili che potrebbero agire in modo diverso nelle donne rispetto agli uomini. Il progetto 3D propone dunque un percorso dedicato, multidisciplinare e integrato, che include la valutazione dei principali fattori di rischio nelle donne. Tra questi predisposizione genetica, disturbi dell'umore, deficit visivi e uditivi, dislipidemia, alterazioni ormonali peri-menopausali, osteopenia e osteoporosi, disturbi del sonno, patologie parodontali, fattori di rischio cardiovascolari e alimentazione. In base al risultato della visita neurologica e degli eventuali esami di approfondimento, sono proposte, anche grazie a metodiche di intelligenza artificiale, strategie preventive personalizzate e percorsi di follow-up per monitorare nel tempo e preservare il più possibile il benessere del cervello delle pazienti. Grazie al suo focus sulla medicina di genere, il nuovo servizio rappresenta un passo innovativo nella prevenzione della demenza - si legge in una nota - unendo l'esperienza clinica e di ricerca dell'Irccs Policlinico San Donato alla collaborazione con i principali centri europei di neurologia cognitiva. "Aprire un centro per la prevenzione delle demenze è fondamentale - spiega Pozzi - perché oggi la maggior parte delle persone arriva ai centri per i disturbi cognitivi e le demenze (Cdcd) quando la malattia è già conclamata, e le terapie disponibili sono prevalentemente sintomatiche. Negli ultimi anni la neurologia punta invece a intercettare le fasi più precoci come il disturbo soggettivo di memoria (Scd), ancora sotto-diagnosticato seppure colpisca centinaia di milioni di persone nel mondo. Si stima infatti che fino al 25% dei soggetti sopra i 60 anni possa essere inquadrato come Scd", sottolinea lo specialista. "Concentrarsi sulle donne è essenziale - rimarca Salsone - dato che circa il 70% dei casi di demenza colpisce il sesso femminile, configurando il genere come il secondo fattore di rischio per demenza dopo l'età. E il rischio aumenta nel periodo post-menopausale, dove di fatto viene diagnosticato circa il 60% dei casi, probabilmente per la combinazione di transizione ormonale e predisposizione genetica. Inoltre, donne e uomini presentano forme di malattia diverse: le donne tendono a progredire più rapidamente verso stadi conclamati e manifestano alterazioni visuospaziali, mentre negli uomini prevalgono i deficit di memoria. Intervenire precocemente e con attenzione alle specificità di genere permette una prevenzione più mirata ed efficace", conclude la docente, evidenziando l'unicità del nuovo centro del Policlinico San Donato nella neurologia di genere in Europa. ---salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Agritech e innovazione, il confronto a Roma tra istituzioni e imprese
(Adnkronos) - L'agricoltura del futuro, tra sostenibilità e digitalizzazione, è al centro del dibattito promosso dall'Associazione Nazionale Giovani Innovatori (ANGI). L'associazione presenta il convegno "Innovazione e Agritech: istituzioni e imprese a confronto", in programma, presso lo spazio Europe Experience “David Sassoli” a Roma. L'iniziativa si propone come un'occasione cruciale per delineare nuove prospettive di crescita e valorizzare le pratiche all'avanguardia nel settore. L'obiettivo dichiarato è quello di favorire sinergie strategiche e supportare attivamente la transizione del settore agritech in Italia. Gabriele Ferrieri, Presidente di ANGI, ha sottolineato la portata strategica dell'incontro: “L’agritech rappresenta una frontiera strategica per il futuro del nostro Paese. Con questo convegno intendiamo creare un ponte tra istituzioni, imprese e ricerca, promuovendo un dialogo costruttivo per affrontare le sfide della sostenibilità e dell’innovazione. Vogliamo dare voce alle eccellenze italiane, valorizzando soluzioni all’avanguardia che possano guidare la trasformazione del settore agricolo verso un futuro più digitale e sostenibile.” Il Manifesto Agritech e il Panel di Esperti Un momento centrale della conferenza sarà la presentazione del Manifesto Agritech, un documento promosso dai giovani innovatori per tracciare una visione condivisa. A garantire l'autorevolezza del confronto è la lista dei relatori, che copre l'intero spettro di stakeholder del settore. Il panel include figure istituzionali di alto profilo come Maurizio Martina (Deputy Director-General FAO, già Ministro dell’Agricoltura), gli Onorevoli Cristina Guarda, Stefano Bonaccini e Camilla Laureti (tutti membri della Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale), oltre al Senatore Bartolomeo Amidei (Presidente Intergruppo Parlamentare Innovazione) e Carlo Corazza (Direttore degli Uffici del Parlamento Europeo in Italia). Il dialogo sarà arricchito dai contributi del mondo della ricerca, rappresentato da Alessandro Coppola (Direttore Trasferimento Tecnologico ENEA), Raffaella Maria Balestrini (Direttore CNR-IBBR), Anna Barra Caracciolo (Dirigente di Ricerca CNR-IRSA) e Manuel Catalano (Ricercatore IIT). La prospettiva dell'industria e delle associazioni di categoria vedrà l'intervento di Riccardo Di Stefano (Delegato Confindustria open innovation), Giovanni Gioia (Presidente Confagricoltura Giovani Impresa), Enrico Parisi (Delegato Coldiretti Giovani Impresa), Paolo Giannelli (Public Affairs & Sustainability Manager, Bayer) e Domenico Lopriore (Head of Competence Center Open Innovation Sella). L’evento rappresenta dunque un momento di confronto strategico cruciale per delineare la rotta dell’agritech italiano, promuovendo l'innovazione e la collaborazione tra i principali attori della filiera. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Podcast in Italia: +75% di ascoltatori in sette anni, nel 2025 sono 18 milioni
(Adnkronos) - In Italia la passione per i podcast non accenna a diminuire, anzi: continua a crescere con numeri ormai impossibili da ignorare. Nell’ultimo anno sono stati 18 milioni gli italiani che hanno ascoltato almeno un podcast, 800 mila in più rispetto al 2024, pari a un aumento del 5%. Se si guarda indietro di sette anni, il salto è ancora più evidente: nel 2018 gli ascoltatori erano 10,3 milioni, oggi sono aumentati del 75%. È la fotografia scattata dalla nuova ricerca NielsenIQ per Audible, presentata in occasione dell’International Podcast Day all’interno del Festival del Podcasting, l’appuntamento di riferimento per il settore in Italia. L’ascolto diventa via via più radicato nella routine quotidiana. La durata media di una sessione ha superato i 28 minuti, quattro in più rispetto allo scorso anno, e la frequenza si avvicina ormai a nove ascolti al mese. Cresce anche la quota di chi considera il podcast un appuntamento fisso: oltre sei ascoltatori su dieci lo seguono settimanalmente, mentre per il 16% è ormai un’abitudine quotidiana. Il pubblico più fedele è composto soprattutto da uomini tra i 25 e i 34 anni, distribuiti in modo piuttosto uniforme in tutto il Paese. A guidare la scelta dei contenuti è innanzitutto la tematica affrontata, seguita dal genere e dalla voce narrante. Quasi la metà degli ascoltatori dichiara di premere play per approfondire un argomento specifico o per informarsi, mentre quattro su dieci lo fanno spinti dalla curiosità verso nuovi contenuti. I podcast si rivelano anche un valido supporto allo studio: oltre la metà degli studenti li utilizza per approfondire materie scolastiche e universitarie. Non sorprende che il crime continui a dominare la classifica dei generi più amati, seguito dai podcast di storia e politica, dai contenuti dedicati al benessere e dalla fiction. I formati più seguiti restano quelli di approfondimento, informazione e inchiesta, ma cresce anche l’interesse per l’intrattenimento. La lingua principale resta l’italiano, scelto dal 97% degli ascoltatori, ma si nota un’apertura sempre maggiore verso i contenuti in inglese, ascoltati ormai da quasi un terzo del pubblico. Accanto ai generi consolidati, si afferma anche una nuova tendenza: quella degli spin-off di libri, serie TV, film o graphic novel. Quasi un ascoltatore su sei apprezza questi adattamenti, con una preferenza per le avventure dei personaggi principali, anche se molti non disdegnerebbero storie parallele dedicate a figure secondarie. Il podcast si inserisce con naturalezza nelle giornate frenetiche degli italiani. Più di sette persone su dieci apprezzano la possibilità di ascoltare mentre fanno altro, senza affaticare ulteriormente la vista. I momenti e i luoghi preferiti sono quelli domestici e gli spostamenti quotidiani, soprattutto in auto, ma anche camminando o sui mezzi pubblici. Il rientro dal lavoro, il weekend e la sera prima di dormire sono diventati i momenti ideali per lasciarsi accompagnare da una voce. Anche sul fronte dei contenuti originali italiani il panorama è vivace. Nel 2025 il titolo più ascoltato su Audible è stato Rancore di Gianrico Carofiglio, seguito da Storie brutte sulla scienza, ma peggio di Barbascura X e dalla versione audio completa della trilogia di Licanius di James Islington. Nella top ten figurano anche nomi noti come Alessandro Barbero con Le grandi battaglie della Storia, Roberto Saviano con Maxi: Il processo che ha sconfitto la mafia e Pablo Trincia con Buio e Crac! La storia del caso Parmalat, oltre a Nero come il sangue di Picozzi e Lucarelli e Effetto Eco di Barone e Blengino. Complessivamente, più di sei italiani su dieci oggi ascoltano sia podcast che audiolibri, segno che l’audio è diventato una componente stabile e integrata nella dieta mediatica. Quello che un tempo era un fenomeno di nicchia è ormai un’abitudine diffusa e strutturale, sostenuta da contenuti di qualità, da una fruizione sempre più consapevole e da un pubblico giovane e curioso che ha trovato nell’audio un compagno ideale per informarsi, rilassarsi e scoprire nuove storie. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Suzuki eVITARA ICHI Edition: il primo SUV 100% elettrico del marchio debutta a Torino
(Adnkronos) - Il Salone Auto Torino ha fatto da cornice alla presentazione della nuova Suzuki eVITARA ICHI Edition, un modello destinato a scrivere una pagina importante nella storia della Casa giapponese. Si tratta infatti del primo SUV 100% elettrico di Suzuki, pensato per affiancare la gamma ibrida già consolidata e rispondere alle crescenti esigenze di mobilità sostenibile. Il nome ICHI, che in giapponese significa “primo”, sintetizza lo spirito di un progetto che guarda al futuro senza dimenticare la tradizione dei celebri 4x4 Suzuki. Robusti, versatili e capaci di affrontare ogni percorso, i fuoristrada del marchio hanno fatto scuola nel tempo. Oggi, quell’anima si traduce in un veicolo a zero emissioni dotato di trazione integrale ALLGRIP-e, con due motori elettrici che sviluppano una potenza complessiva di 184 CV. L’autonomia, pari a 525 km in ciclo urbano WLTP, è garantita da una batteria da 61 kWh con tecnologia al litio-ferro-fosfato, progettata per offrire sicurezza e durata. A completare il quadro tecnico interviene la piattaforma HEARTECT-e, che combina leggerezza e robustezza per un migliore sfruttamento degli spazi interni, eliminando la necessità di rinforzi strutturali tradizionali. Grande attenzione è stata riservata anche alla connettività: la nuova versione di Suzuki Connect introduce funzioni dedicate all’elettrico, come la gestione programmata della ricarica, il pre-condizionamento dell’abitacolo e l’integrazione di dati in tempo reale sul traffico, sul meteo e sulla disponibilità delle colonnine di ricarica. Sul fronte del design, la eVITARA ICHI Edition si distingue per la carrozzeria bicolore con tetto nero, proposta in cinque combinazioni cromatiche. Gli interni, ampi e funzionali, offrono un’esperienza moderna, digitale e connessa, pensata per accompagnare ogni viaggio con comfort e praticità. Disponibile in un unico allestimento, la nuova Suzuki eVITARA ICHI Edition è già ordinabile presso la rete dei concessionari ufficiali. Il prezzo parte da 27.900 euro chiavi in mano grazie al sostegno degli incentivi statali. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Microlino presenta la ‘55 Edition al Concorso d’Eleganza Festival Car 2025
(Adnkronos) - Il borgo collinare di Moncalieri si è trasformato per un giorno nel salotto dell’automobile grazie al Concorso d’Eleganza Festival Car 2025, riconosciuto dalla FIVA come appuntamento internazionale di riferimento. Oltre 80 vetture hanno animato il Tour d’Elegance, partito dal Castello di Moncalieri – patrimonio UNESCO – e arrivato a Revigliasco, dove migliaia di appassionati hanno vissuto una giornata dedicata allo stile e alla storia su quattro ruote. Il momento più atteso è stata la premiere mondiale della Microlino ‘55 Edition, modello creato in partnership con ERRE Company e Alcantara come omaggio alle microcar degli anni ’50. Un esemplare unico che unisce estetica rétro e visione contemporanea, con dettagli artigianali e materiali esclusivi.
Oliver Ouboter, Co-Founder Microlino, ha sottolineato come la nuova edizione celebri la nascita delle microcar europee nel 1955, offrendo oggi soluzioni di mobilità più sostenibili e pratiche rispetto alle citycar tradizionali. Uberto Gavazzi, Country Manager Italia, ha evidenziato il legame tra il progetto e il Piemonte, sottolineando l’importanza dell’artigianalità italiana nel trasformare l’innovazione in stile e identità. Il design esterno richiama le bubble car con linee tondeggianti, colori pastello e finiture cromate, mentre l’abitacolo interpreta il concetto di Lusso Contemporaneo grazie a rivestimenti in Alcantara® nelle tonalità calde del marrone e dell’ambra, realizzati con la cura sartoriale dell’atelier Sifral. Con la ‘55 Edition, Microlino propone un ponte ideale tra l’epoca d’oro delle microcar e il futuro della mobilità urbana: compatta, sostenibile, profondamente radicata nell’italianità e prodotta a La Loggia, alle porte di Torino. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Concorso d’Eleganza Festival Car 2025: Ferrari F40 trionfa come Best of Show
(Adnkronos) - Revigliasco Torinese ha accolto la quarta edizione del Concorso d’Eleganza Festival Car 2025, trasformandosi per un giorno in un museo a cielo aperto. Oltre 5.000 visitatori hanno invaso vie e piazze del borgo collinare, chiuse al traffico per l’occasione, ammirando più di 80 vetture provenienti da tutto il mondo. La regina assoluta della manifestazione è stata la Ferrari F40, incoronata Best of Show e premiata con il trofeo firmato Giugiaro Architettura in collaborazione con Alcantara. A decretarne il successo una giuria internazionale composta da designer e figure di spicco del settore. Le categorie hanno visto trionfare auto iconiche: l’Abarth 1000 SP (Bosch Award), la Lancia Flaminia Super Sport Zagato (Michelin Award), la Porsche 911 Turbo 3.3 (Autoappassionati Award) e la Maserati A6G Frua Spyder III Serie tra le storiche. Da segnalare anche la Dino 246 GT “Gallettone” e la Maserati Indy 4.2 America.
Il concorso, riconosciuto come Premiere Event FIVA, ha offerto un viaggio tra oltre cento anni di design automobilistico: dalle pionieristiche Lancia Lambda alle sportive degli anni ’50, fino a youngtimer di culto come la BMW Z8 Roadster. Grande attenzione anche alle concept car: dalla Ferrari Mythos alla Pagani Alisea, fino alla spettacolare Automobili Mignatta Rina, barchetta in fibra di carbonio con motore V8 da 500 CV. Non sono mancati momenti speciali, come il Tour d’Elegance partito dal Castello Reale di Moncalieri, patrimonio UNESCO, con la partecipazione della nuova Alfa
Romeo 33 Stradale. Spazio anche alla sostenibilità con la première mondiale della Microlino ’55 Edition, nata dalla collaborazione con ERRE Company e Alcantara. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
CUPRA Tindaya: il nuovo linguaggio del design CUPRA a Monaco
(Adnkronos) - Dietro i quindici mesi di lavoro necessari per dare vita alla CUPRA Tindaya, svelata all’IAA Mobility 2025 di Monaco, si cela un percorso fatto di ricerca, sperimentazione e immaginazione. Ore di sviluppo hanno condotto a una showcar, la nuova Cupra Tindaya, capace di fondere tecnologie innovative, materiali inediti e visioni stilistiche proiettate verso il futuro. Non un semplice esercizio di stile, ma un’esperienza trasformativa per i designer, destinata a influenzare i modelli di domani. Alla base c’è un’idea precisa: NO DRIVERS, NO CUPRA. “Il nostro obiettivo è generare emozioni ed esperienze autentiche attraverso le vetture”, sottolinea Julio Lozano, Responsabile Exterior Design. Da qui la collaborazione tra team di Exterior, Interior, Colour&Trim e Digital Design, che hanno operato come un’unica squadra. Il risultato è un modello con porte contrapposte in stile berlina, che liberano lo spazio interno e lo orientano interamente al conducente. L’anima del progetto è un ritorno all’analogico: “Con la CUPRA Tindaya volevamo che il guidatore percepisse l’emozione più intensamente, passando dal digitale al fisico”, spiega David Jofré, Responsabile Interior Design.
“Dare vita all’auto” è stato il secondo pilastro del concept, come racconta Francesca Sangalli, Responsabile Colour&Trim e Concept&Strategy. Le forme richiamano il corpo umano, lo sguardo deciso si riflette nei fari triangolari e la Black Mask respira come un essere vivente. All’interno domina un prisma di vetro, cuore del modello, che reagisce con giochi di luce e suono attivando tre esperienze immersive. Le texture parametriche sotto i sedili bucket, le superfici 3D touch e i materiali cangianti trasmettono l’idea di un’auto viva, capace di reagire al tatto e all’ambiente. Nulla nella showcar CUPRA Tindaya è statico. Le superfici cambiano consistenza, i colori anteriori e posteriori si fondono in un’unica tonalità, le ruote mutano aspetto a seconda dell’angolazione. “Tutto è stato pensato per dare l’idea di movimento continuo, anche a vettura ferma”, spiega Lozano. La sfida maggiore è stata la creazione del colore, frutto di un processo artigianale che unisce più tonalità in perfetta armonia. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Turismo, Relais & Châteaux: nel 2024 gli associati registrano un volume di vendite per 3,2 mld
(Adnkronos) - L'Associazione di hotel e ristoranti indipendenti Relais & Châteaux pubblica i risultati del proprio sondaggio aziendale annuale riportando un volume complessivo di vendite (basato sui dati raccolti dal 92% dei suoi associati) pari a 3,2 miliardi di euro per l’anno 2024. Il volume delle vendite degli associati Relais & Châteaux è aumentato dell’8% rispetto al 2023, nonostante un contesto geopolitico instabile. Questa crescita conferma la strategia dell'Associazione, incentrata sulla qualità e lo sviluppo della rete Relais & Châteaux. Da oltre 70 anni, Relais & Châteaux rappresenta un marchio di eccellenza per i viaggiatori più esigenti, con un totale di 580 associati in 65 paesi. Laurent Gardinier, presidente dell’Associazione, insieme a tutto il Comitato esecutivo, ha scelto di puntare sulla qualità aumentando la frequenza delle ispezioni, che ora vengono condotte ogni due anni anziché ogni tre. Dalla sua nomina nel 2023, la rete conta 68 nuovi Associati in 33 paesi, a dimostrazione del dinamismo e dell'attrattiva che esercita. La cucina, alla base del Dna dell'Associazione, si è rivelata più che mai un fattore economico importante per Relais & Châteaux, che rappresenta la più grande rete di ristoranti gourmet a livello mondiale. Con un volume di vendite pari al 42,1% e un incremento dell’8% rispetto al 2023, il comparto food and beverage è quasi equiparabile al segmento delle camere d’hotel (49%, +9% rispetto al 2023), confermando ancora una volta l'equilibrio tra i due pilastri storici dell'Associazione. Un risultato di rilievo che testimonia la forza e l’importanza del modello Relais & Châteaux, basato su eccellenza, passione, artigianalità e un legame autentico con le culture locali, tutti fattori che attirano i viaggiatori italiani. La maggioranza di essi predilige come destinazione l’Europa, dove si trovano la maggior parte delle strutture dell'Associazione, con un interesse crescente anche verso il turismo domestico. Secondo i dati delle prenotazioni provenienti dai canali Relais & Châteaux, l'86% dell’attività generata dalla clientela italiana si concentra infatti in Europa. L'Italia da sola rappresenta il 37% del totale (+32% rispetto al 2023), seguita da Francia (29%, +9% rispetto al 2023), Spagna (4%, +15% rispetto al 2023), Svizzera (4%) e Tanzania (3%, con un incremento del 419% rispetto al 2023). L’Italia si conferma quindi la meta preferita degli italiani, ma anche di molti altri ospiti Relais & Châteaux, come americani e britannici che dimostrano particolare interesse per la costiera amalfitana. Nell'ambito del volume di business generato dagli ospiti italiani, la regione preferita è la Lombardia (28%), seguita da Toscana e Umbria con il (23%, +101% rispetto al 2023) e infine le regioni del nord-est (19%, +81% rispetto al 2023). La Francia, mercato storico di Relais & Châteaux e Paese con la più alta concentrazione di strutture associate, continua a guadagnare popolarità tra i viaggiatori italiani di Relais & Châteaux: in particolare, Parigi registra un incremento di 18 punti percentuali rispetto al 2023 in termini di quota di mercato generata da viaggiatori italiani verso la Francia, confermando il forte richiamo delle destinazioni culturali classiche presso la clientela proveniente dal nostro Paese. Questi risultati si basano su un solido rapporto di fiducia con gli ospiti: secondo il più recente studio sui consumatori condotto dall'Associazione, il 58% dei clienti Relais & Châteaux afferma che non avrebbe soggiornato presso la struttura se non fosse stata parte della rete. Un dato che evidenzia la forza del legame tra il marchio e i suoi viaggiatori, confermando la propensione dei consumatori per esperienze autentiche radicate nella cultura locale. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)










